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LA SFIDA DI DIO
La nostra esistenza attraversata da domande inquietanti, personali e collettive. Ci sembra che alla radice di ogni esistenza ci sia una domanda di senso e di speranza, si sono infranti quei processi attraverso cui suggerivano il significato dellesistenza. Molti sembrano rassegnati e vivono alla giornata come se la questione fosse ormai irrilevante. Altri la lasciano cadere senza troppe preoccupazioni. I discepoli di es!, che credono alla vita e la amano, si sentono interpellati a questo livello proprio sulla loro identit". #vadere la ricerca di senso o rassegnarsi a una mancanza di speranza vuol dire impoverire la qualit" della vita per s$ e per gli altri. %ualcosa ci orienta verso il mistero& Il problema non se 'io esista o non esista. alla presenza o lassenza di qualcuno che sta lontano, a contemplare le cose fuori dalla mischia, impassibile siamo indifferenti. La domanda risuona inquietante quando ci interroghiamo sul futuro della nostra vita e della nostra storia, quando guardiamo sgomenti gli uomini spariti nel nulla, sotto il piede ingiusto di altri uomini. Abbiamo scoperto quanto la domanda su 'io abbia il sapore dellattesa. In realt", chi crede ha bisogno di rinnovare ogni giorno il suo incontro con 'io, nutrendosi alle sorgenti della preghiera, nellascolto della (arola rivelata. (er lo pi! continuiamo a cercare sapendo, magari inconsapevolmente, di essere gi" afferrati& la risposta che cerchiamo nella vita che viviamo. )ivere con consapevolezza e responsabilit" richiede gi" un grande atto di fede. Aumentare questa fede, spingerla oltre se stessa vuol dire aprirsi a Colui che ci chiama dal profondo di ci* che siamo e che ha fatto risuonare la sua voce nel tempo per ognuno di noi. Credere fidarsi di qualcuno, assentire alla chiamata dello straniero che invita, rimettere la propria vita nelle mani di un altro, perch$ sia lui a esserne lunico, vero +ignore. Crede chi si lascia far prigioniero dellinvisibile 'io, chi accetta di essere posseduto da lui nellascolto obbediente e nella docilit" del pi! profondo di s$. ,ede resa, consegna, abbandono, accoglienza di 'io, che per primo ci cerca e si dona- Credere, allora, fuggire il rischio, avanzare nella serena luminosit" del giorno. #ppure, credere ragionevole. . anzi proprio sullorlo di quellabisso che le domande inquietanti impegnano il ragionamento& Credere sopportare il peso di queste domande& offrire segni damore allinvisibile amante che chiama. Credere sar" allora abbracciare la Croce della sequela, quella umile e oscura che ci viene donata, per dare compimento. Crede chi confessa lamore di 'io nonostante linevidenza dellamore, chi spera contro ogni speranza, chi accetta di crocefiggere le proprie attese sulla croce di Cristo. Crede chi stato gi" raggiunto dal tocco di 'io e si aperto alla sua offerta damore. Alla fede ci si avvicina con timore e tremore, togliendosi i calzari, disposti a riconoscere un 'io che parla nellumile voce di silenzio. C sempre una luce per rischiarare il cammino& un grande segno ci stato dato, il Cristo, che vive nei mezzi della grazia e dellamore confidati alla famiglia dei suoi discepoli, la Chiesa. In essa offerto un cibo ai pellegrini, un conforto agli incerti, una strada agli smarriti. %uesti doni sono l" per nutrirci- per darci forza- per svegliare le coscienze e stimolarle a opere e giorni damore, in cui lamore invisibile si faccia presente. /estimoniare la fede sar" contagiare linquietudine della ricerca e la pace dellincontro. Accettare linvito portare queste domanda un Altro e insieme con lui.