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Sulla struttura dei Numeri dispari

Cerreto Vincenzo, Rosario Turco

Introduzione
Nellarticolo mostreremo, anche attraverso delle rappresentazioni grafiche, come da un numero dispari emerge una struttura tipica, una sorta di tracciatura del DNA del numero. La cosa pu assumere particolare importanza se si pensa che tra i numeri dispari vi sono i numeri primi, eccetto il 2, e che il risultato del prodotto di due numeri dispari ancora dispari, il che potrebbe essere dinteresse per la fattorizzazione di un numero composto.

Larticolo mostra un originale metodo grafico per stabilire se un numero primo o meno, e sottintende il legame esistente tra due classici problemi della Teoria dei Numeri.

Funzioni di struttura di un numero dispari


Le osservazioni che si faranno nellarticolo portano alla definizione di alcune funzioni che permettono la tracciatura della struttura di un numero dispari. Faremo vedere che con tali funzioni di tracciatura del numero dispari possibile il disegno di un grafico, che permette di stabilire se il dispari primo o composto. Definiamo, in generale, una funzione polinomiale del tipo: x^2 x +c , per c 1, (1) La (1) se uguagliata a zero rappresenta unequazione di secondo grado, come noto. La (1) non ha soluzioni in campo reale, ovvero ha soluzioni complesse. Sia definito con Pc il passo di incremento di c nella (1); cio la polinomiale andr ricalcolata tenendo conto dellalgoritmo di incremento di c, nel seguente modo: c1= 1 (2)

cn = cn-1 + Pc (3) Se Pc =1/2, al variare di cn il valore assoluto della discriminante della polinomiale dar valori nella successione numerica D={3,5,7,9,11,13,15,}

che corrisponde esattamente alla successione dei numeri dispari, escluso l1. Definiamo adesso con C la seguente successione dei numeri a partire da 1 e con passo 0.5: C={1,1.5,2,2.5,3,3.5,.} Se mettiamo in corrispondenza biunivoca linsieme C con linsieme D si ottengono due funzioni: C = (D+1)/4 D= 4C -1 (4) (5)

Dalla (4) evidente che C=1 se D=3; quindi il primo valore di D, indichiamolo D0=3, cio interpretiamo D come un vettore.

Multipli di Dn-1
Sfruttando le (4) si possono fare altre osservazioni se prendiamo i multipli, cio D n=k*Dn-1, con k dispari, ottenendo la Tabella 1. Lavvertenza per comprendere bene la tabella che il fattore moltiplicativo k, a sua volta, pu essere solo dispari altrimenti si otterrebbe un valore pari non presente nellinsieme dei dispari D. Dn-1 D0=3 D0=3 D0=3 D0=3 . D1=5 D1=5 D1=5 D2=7 D2=7 D2=7 Dn=k*Dn-1 3xD0=9 5xD0=15 7xD0=21 9xD0=27 3xD1=15 5xD1=25 7xD1=35 3xD2=21 5xD2=35 7xD2=49 Tabella 1 Cmn C11=2.5 C21=4 C31=5.5 C41=7 C12=4 6.5 9 C13=5.5 9.0 12.5

Dalla tabella le osservazioni che ne scaturiscono sono le seguenti: I Dn divisibili per uno stesso Dn-1 danno luogo ad un insieme ordinato di valori Cmn a distanza costante (incremento di colonna); ad esempio tutti i Cmn che derivano da D0=3 sono a incremento di colonna 1.5; analogamente con Dn-1=5 il passo dei Cmn 2.5 etc. Lincremento di colonna in questione calcolabile sempre come: Dn-1/2 =[4 Cmn 1]/2 (6) La tabella di sopra si pu rimettere in altra forma in modo da poter lavorare su una matrice C dei coefficienti Cmn , di cui le parti in grigio sono presenti solo per comodit; alla matrice appartengono solo le righe m e le colonne n numerate 1,2,3 etc 2

Matrice C dei coefficienti m=1 2 3 4 5 6 7 8 9

n=1 Dn-1=3

Dn=k*Dn-1

2 Dn-1=5

Dn=k*Dn-1

3 Dn-1=7

Dn=k*Dn-1

. .

C11=2.5 C21=4 C31=5.5 C41=7.0 C51=8.5 C61=10 C71=11.5 C81=13 C91=14.5

9 15 . . . . . 57

C12=4 C22=6.5 . . . . . . . . Tabella 2

15 25 . . . . . . . .

C13=5.5 C23=9 . . . . . . . .

21 35 . . . . . . . .

. . . . . . . . . .

Esplicitando, fino a 29, la Tab. 2 avremo la Tab. 3 successiva:


3 3 5 7 9 11 13 15 17 19 21 23 25 27 29 2,5 4 5,5 7 8,5 10 11,5 13 14,5 16 17,5 19 20,5 22 5 4 6,5 9 11,5 14 16,5 19 21,5 24 26,5 29 31,5 34 36,5 7 5,5 9 12,5 16 19,5 23 26,5 30 33,5 37 40,5 44 47,5 51,5 9 7 11,5 16 20,5 25 29,5 34 38,5 43 47,5 52 56,5 61 65,5 11 8,5 14 19,5 25 30,5 36 41,5 47 52,5 58 63,5 69 74,5 80 13 10 16,5 23 29,5 36 42,5 49 55,5 62 68,5 75 81,5 88 94,5 15 11,5 19 26,5 34 41,5 49 56,5 64 71,5 79 86,5 94 101,5 109 17 13 21,5 30 38,5 47 55,5 64 72,5 81 89,5 98 106,5 115 123,5 19 14,5 24 33,5 43 52,5 62 71,5 81 90,5 100 109,5 119 128,5 138 21 16 26,5 37 47,5 58 68,5 79 89,5 100 110,5 121 131,5 142 152,5 23 17,5 29 40,5 52 63,5 75 86,5 98 109,5 121 132,5 144 155,5 167 25 19 31,5 44 56,5 69 81,5 94 106,5 119 131,5 144 156,5 169 181,5 27 20,5 34 47,5 61 74,5 88 101,5 115 120,5 142 155,5 169 182,5 196 29 22 36,5 51 65,5 80 94,5 109 123,5 138 152,5 167 181,5 196 210,5

Tabella 3

La Tabella 3 ha la seguente caratteristica:


3

e cos via.

la I riga e la I colonna hanno un incremento di 1,5; la II riga e la II colonna hanno un incremento di 2,5; la III riga e la III colonna hanno un incrmento di 3,5;

Inoltre se si osserva bene anche simmetrica, cio


Cmn = Cnm per ogni m ed n

Dalla Tabella 3 si deduce la regola per calcolare ogni elemento Cmn, cio: Cmn = 2.5 + (m + n -2) * 1.5 + (m -1)*(n-1)
(7)

La Tabella 3 permette di ricavare una funzione per rappresentare la struttura di un

Cmn, che per la (5)

rappresenta la struttura di un numero dispari. Difatti un elemento della Tabella 3, indicando con i l'incremento della relativa colonna, risulter cos strutturato: elemento della I riga pi N volte l'incremento, successivo, della colonna, ovvero

Cmn = C1n

+N*i

(8)

osservando che ogni elemento della I riga si ricava tramite:

C1n = ((6 * i) + 1)/4


sostituendo nella (8)

Cmn = (6 * i +1)/4 + N * i = ((6 * i + 1)+ 4N * i)/4 = (2 i *(2N + 3) + 1)/4


La (9) anche equivalente a : (4 * Cmn - 1)/(2(2N + 3)) = (2* Cmn 0.5)/(2N+3) = i

(9)

(10)

Numero dispari e incremento associato Evidenziamo il significato di questa relazione trovata con (4)(5); cio fissato un numero composto dispari D ad esso associato un coefficiente

Cmn e l'incremento della relativa colonna rappresenta un fattore del

coefficiente.

Esempio 609 corrisponde al coefficiente 152.5 attraverso la (4) (609 + 1)/4 = 152.5 Il coefficiente 152.5 ricavabile dalla (8) 152.5 = 22 + 9*14.5 Il valore 22 per la (5) corrisponde al numero 87. Inoltre lincremento di una colonna se moltiplicato per 6 rid il numero calcolato con la (5); ad esempio 6 * 14.5 = 87 Mentre da notare che (87+1)/4=(6*14.5 + 1)/4=22 Quindi vera la (8).

Curva di struttura di un numero dispari composto e di un numero primo La (10) ci permette di tracciare un grafico, dove Y = i e X = N. Il grafico del numero incontrer lasse Y, nel suo massimo, quand o nella (10) N =0, mentre avr il suo minimo quando nella (10) N = (2*Cmn - 5) /3

(11)

Nel ns. esempio per N = 0 , Y = (2*152.5 0.5)/3 = 101.5 (max) per N = alla (11) X = (2*152.5 5)/3 = 100 e per la (10) Y = (2*152.5 0.5)/(2*100 + 3) = 1.5 (min)

La curva generata dalla (10), se il numero dispari composto avr tra i suoi infiniti punti Y=Xz+1/2 i valori {1.5,2.5,3.5,4.5, .} mentre se il numero primo non conterr tali punti, a parte il fattore banale 1 . Supponiamo adesso di riportare sugli assi cartesiani con X le righe della nostra Tabella 2 (0,1,2,3,4,5,) mentre con Y gli incrementi delle colonne (1.5,2.5,3.5,4.5,5.5,).

Se facciamo il prodotto cartesiano di tali valori di X e Y ovvero (Xi,Yj) otteniamo una griglia alle cui intersezione ci sono i punti del piano: (0,1.5),(0,2.5),(0,3.5),(0,4.5),(0,5.5), (1,1.5),(1,2.5),(1,3.5),(1,4.5),(1,5.5), (2,1.5),(2,2.5),(2,3.5),(0,4.5),(2,5.5), La curva, dovuta alla (10), del grafico di un numero composto dispari intersecher tale griglia nei punti (Xi,Yj) in particolare dove gli Yj moltiplicati per 2 rappresentano i fattori semplici o composti del numero. Se, invece, il numero primo non intersecher nessuno dei punti ,a parte 1,(Xi,Yj). (vedi Figura 1 e Figura 2)

Figura 1

Figura 2 La fig.1 rappresenta il numero 11; la fig. 2 rappresenta il numero 15 Questo lo si capisce anche se moltiplichiamo per 2 la (10), cio: 6

Dn-1 / (2N+3) = 2*i

(12)

Dn-1 dispari, 2N+3 dispari; quindi per soddisfare il secondo membro della (12) servir che Dn-1 sia un dispari composto, altrimenti il risultato non pu essere intero. Difatti se D n-1 un primo il rapporto non intero. Nel caso di dispari composto allora avremo che la curva intersecher i punti del piano nei suoi fattori evidenziati dalla griglia (Xi,Yj), mentre nel secondo caso la curva, non contenendo alcun punto intero, non intersecher nessun punto della griglia (Xi,Yj), e dove in questo caso la Yj rappresenter una successione di numeri dispari. (Vedi Figura 3 , numero 11,e Figura 4, numero 15)

Figura 3

Figura 4 Di conseguenza un numero primo se la curva di struttura generata dalla funzione (10) non intersecher i punti del piano generati dal prodotto cartesiano (Xi, Yj) con indice i che va da 0 a infinito e Yj = Xz+ 0.5 con z che varia da 1 a infinito.

Invece per un numero composto la curva generata dalla funzione intersecher i punti del piano, come sopra definiti, nei suoi fattori sia semplici che composti.

Conclusioni E straordinario notare come la relazione tra i due problemi compositezza e fattorizzazione, che emerge dal quadro generale dellarticolo, passa sempre per unequazione di secondo grado (vedi la (1)) ed rappresentabile con metodi grafici. Napoli, 19/05/2013