Sei sulla pagina 1di 44

IL PERO

Produzione dati FAO


La produzione mondiale di pere oscilla tra 10 e 15 milioni di tonnellate. La Cina il principale paese produttore.

Nazione 1) Cina

Produzione (t) 13.676.381

Nazione 4) Spagna

Produzione (t) 557.900

2) USA
3) Italia

789.110
770100

5) Argentina
6) Rep. Corea

520.000
470.745

Produzione, esportazioni, importazioni


Nel 2008 la produzione europea stata di 2.161.000 t Nella UE lItalia il principale paese produttore (35%), seguito dalla Spagna (24%), Portogallo, Belgio e Olanda ( 8%) e Francia (7%).

La produzione di pere in Italia oscilla intorno a 0.7-0,8 milione di tonnellate.

Superfici e produzioni in Italia - Periodo 2005-2008 2005 ha 42.661 t ha 925.905 38.512 2006 t ha 910.428 41.371 2007 t ha 855.413 40.750 2008 t 797.059

Circa 150.000 t/anno sono esportate verso i paesi della UE (Germania, Francia, Regno Unito e Danimarca con le cv William, Passa crassana, Abate Fetel e Kaiser). Circa 50.000 tonellate/anno sono esportate verso paesi extra-UE. Sono importate circa 60.000 t di pere precoci dalla Spagna e da paesi australi (Argentina, Cile e Sudafrica nei periodi da dicembre a maggio). I consumi tendono a ristagnare o addirittura a contrarsi non solo nel nostro paese. Consumo procapite: in Italia = 14-15 kg/anno; Germania = 3,3 kg/anno; Regno Unito = 2,2 kg/anno. Bisogna ringiovanire limmagine della pera: il consumatore tipo rimane un over 50.

Produzione in Italia

Le regioni in cui il pero maggiormente coltivato sono lEmilia Romagna, il Veneto e la Sicilia, seguite a distanza da Lombardia, Campania, ecc..

Utilizzazioni del prodotto


Il 55% della produzione destinato al consumo fresco nel mercato interno. Circa il 15% della produzione (130.000 t) destinato alla trasformazione industriale per la quale sono utilizzati soprattutto i frutti delle cv William e Passa Crassana:
cv Passa crassana

pere sciroppate (45-50.000 t/anno soprattutto William) macedonie (25-35.000 t/anno soprattutto Passa crassana) nettari succhi (circa 90.000 t/anno soprattutto William) cv William puree e polpe marmellate e confetture distillati (alcool)

Inquadramento botanico
Pere cv William

Nashi cv Hosui

Famiglia: ROSACEE
Sottofamiglia: POMOIDEE

Genere: PYRUS
che comprende due Gruppi di Specie:

gruppo occidentale

con

Pyrus

communis sativa, al quale

appartengono le cultivar coltivate in Europa ed in America, Pyrus communis

piraster che il pero selvatico e Pyrus nivalis, diffuso in Europa meridionale,


al quale appartengono forme spontanee utilizzate in lavori di miglioramento genetico per ottenere portinnesti poco vigorosi - i frutti vengono usati per ottenere il sidro;

gruppo orientale

con Pyrus serotina (Pero giapponese), Pyrus

betulifolia (diffuso in Cina come portinnesto nei climi siccitosi) e Pyrus ussuriensis (resistente al freddo); a questo gruppo appartengono le cultivar di
nashi, diffuse in estremo oriente e particolarmente in Cina.

Caratteristiche botaniche

Pianta spiccatamente acrotona e a portamento assurgente, vigorosa; nella maturit assume forma globulare; pu arrivare, se lasciata crescere, a 15-18 m di altezza. Foglie alterne, ovali, glabre anche nella pagina inferiore, con margine del lembo intero o dentato, picciolo con stipule caduche. Germogli e parte terminale dei rami glabri.

Gemme miste o a legno non tomentose;

Caratteristiche botaniche
Produzioni fruttifere: lamburde, rami misti e brindilli. Nel pero si riscontrano le borse e le zampe di gallo. Infiorescenza a corimbo costituito di 7-15 fiori dei quali il centrale fiorisce per ultimo (a fioritura centripeta). Fiore costituito di 5 petali bianchi o raramente rosei, 5 sepali persistenti, 20-30 stami con antere rosse, 5 stili congiunti alla base che portano ad altrettante logge carpellari ognuna delle quali differenzia generalmente 2 ovuli che, se fecondati, evolvono in 2 semi per loggia e quindi ciascun frutto pu contenere fino a 10 semi.

Lamburde vegetative Borsa + brindillo

Borse

Lamburde fruttifere

Zampe di gallo

Caratteristiche botaniche
Frutto rappresentato dal pomo che in realt un falso frutto in quanto alla sua formazione contribuiscono il ricettacolo fioraIe ed i tessuti carpellari che vanno a costituire la polpa della pera succosa e croccante con frequente presenza di sclereidi (cellule vegetali con menbrana fortemente ispessita per eccessiva lignificazione e mineralizzazione).

Caratteristiche biologiche e fenologia


Induzione e differenziazione l'induzione avviene nel mese di giugno-luglio dello stesso anno di formazione delle gemme. Subito dopo inizia la differenziazione, con la formazione del calice e della corolla, che si arresta dopo la filloptosi, durante i freddi invernali, per poi riprendere nella primavere successiva con la micro e macrosporogenesi che avviene nella fase di prefioritura. Germogliamento e fioritura Il germogliamento e la fioritura sono lievemente anticipati rispetto al melo.

Caratteristiche biologiche e fenologia


Fioritura ed Impollinazione La quasi totalit delle cultivar di pero sono autoincompatibili per sterilit fattoriale. Nel pero viene riscontrata anche sterilit citologica: nelle cultivar triploidi generalmente si riscontra scarsa produzione di polline caratterizzato da bassa energia germinativa e quindi bassa attitudine a fecondare gli ovuli.

Negli impianti prevedere quindi l'impiego di pi cultivar fra loro intercompatibili e a fioritura contemporanea. Alcune cultivar di pero possono fruttificare anche per via partenocarpica Abate Ftel e Conference (sia vegetativa che stimolativa) che pu essere esaltata con trattamenti con fitoregolatori (gibberelline GA3GA 4+7) effettuati durante la fioritura.

Sterilit fattoriale di tipo gametofitico

Caratteristiche biologiche e fenologia

La fioritura si protrae per circa una settimana e allimpollinazione entomofila segue la fecondazione e, quindi, lallegagione. Qualora si verifichino andamenti climatici particolarmente favorevoli durante la fioritura, l' allegagione pu risultare eccessiva e rendere necessario l'intervento di diradamento dei frutti. Durante la impollinazione sono necessari: la presenza di api, temperature di almeno 14C, assenza di piogge (scoppio del polline ed impedimento volo dei pronubi) e di venti.

Caratteristiche biologiche e fenologia


Maturazione dei frutti Il pomo un frutto climaterico e durante la maturazione avviene: degradazione dell' amido e formazione di zuccheri mono e disaccaridi diminuzione della concentrazione degli acidi organici - idrolisi delle sostanze pectiche diminuzione dellastringenza a seguito della degradazione dei tannini sostituzione della clorofilla con flavonoidi, carotenoidi ed antociani formazione di sostanze volatili che contribuiscono a caratterizzare qualitativamente i frutti

Fasi fenologiche del pero

SCELTA DELLA CULTIVAR


Caratteristiche che dovrebbero avere i frutti per essere ben apprezzati dal mercato:
buona pezzatura, difficile da ottenere nelle cv precoci ed in annate
di carica

forma piriforme (William, Decana del Comizio) o calebassiforme (Abate Fetel) polpa fondente, succosa, zuccherina, aromatica buccia rossa o gialla buccia non rugginosa (eccezioni Kaiser e Conference), non ammezzita nelle cv precoci, non imbrunita (Passa crassana), n presentare altre anomalie resistenza allammezzimento ed ai trasporti non gradita la granulosit (es. data dalle sclereidi nella cv
Passa crassana)

buona conservabilit

SCELTA DELLA CULTIVAR


Classificazione delle cultivar
a) secondo la destinazione del prodotto - per il consumo fresco (da tavola) cui
viene destinata la maggior parte del prodotto, per le trasformazioni industriali soprattutto la cv William, in minor misura la cv Passa crassana, per cuocere (pere da cuocere) cui vengono in genere destinata variet locali (es. Curato, Madernassa, Martin Secco, Nobile, Spina Carpi), per la produzione di sidro e per lessicazione (in trascurabili quantit).

b) secondo lepoca di maturazione dei frutti:

1. cultivar estive precocissime - maturazione fine giugno met luglio - adatte


soprattutto negli ambienti meridionali hanno scarso peso perch in genere qualitativamente mediocri, di limitata serbevolezza, e spesso soggette ad ammezzimento, alcune sono caratterizzate da limitate produzioni e maturazione scalare; le cv pi importanti sono la Precoce di Fiorano e lEtrusca;

2. cultivar estive precoci maturazione met fine luglio - adatte anche queste
soprattutto per le zone meridionali, la cultivar pi importante Coscia ed ultimamente sta destando un certo interesse la Tosca.

SCELTA DELLA CULTIVAR


1. cultivar estive maturazione in agosto - le cv Spadona estiva e Santa Maria
sono coltivate nel meridione, la William la variet regina sia per la qualit dei frutti ugualmente idonei al mercato fresco ed alla trasformazione, sia per ladattabilit degli alberi a densit piuttosto elevate, sia per lindividuazione di cloni che hanno permesso di differenziare lofferta; particolarmente interessanti sono le mutazioni a frutto rosso, quali Max Red Bartlett e Sensation;

3. cultivar autunnali maturazione da fine agosto a tutto settembre


appartengono a questo gruppo importantissime cultivar: 4 di queste, quali Conference (molto adattabile, rustica e produttiva), Abate Fetel (grossa pezzatura e particolare forma del frutto apprezzati dai consumatori attualmente quella pi utilizzata nei nuovi impianti), Decana del Comizio (mediocre ed incostante produzione, ma qualit molto elevata) e Kaiser (pera rugginosa che ha una nicchia di consumatori ed apprezzata soprattutto in Germania) forniscono quasi il 60% della produzione italiana; sono particolarmente coltivate nel centro-nord, ma Conference, Abate Fetel e Decana del Comizio hanno mostrato un buon adattamento anche ad alcuni ambienti del sud; la Conference ha la capacit di rispondere molto bene con la partenocarpia ad eventuali deficit di allegagione; sia lAbate Fetel sia la Conference possono essere propagate per micropropagazione (autoradicate).

SCELTA DELLA CULTIVAR


4. cultivar invernali maturazione dopo la fine di settembre a questo
raggruppamento appartengono la Passa crassana e la Madernassa; entrambe datate e coltivate al nord; la prima apprezzata da alcune nicchie di mercato per la polpa fondente, succosa, dolce-acidula e anche perch utilizzata dallindustria conserviera per la produzione dei cubetti delle macedonie sciroppate; la piemontese Madernassa risulta invece interessante per la rusticit e per i molteplici usi culinari e industriali.

Anche per il pero sono disponibili le liste di orientamento varietale che consentono di facilitare la scelta della cultivar, con particolare riferimento alle nuove variet che i programmi di miglioramento genetico hanno reso disponibili, dando indicazioni sulla loro validit nei diveri ambienti del territorio nazionale (nord, centro, sud).

A partire dal 2004, le Liste vengono presentate con modalit diverse da quanto fatto in precedenza: scompaiono le liste A, B e C, sostituite per ciascuna cultivar da una serie di dati oggettivi relativi al frutto di almeno due anni di osservazioni su piante fruttificanti.

SCELTA DELLA CULTIVAR


Esempio delle vecchie liste varietali
(per il significato delle lettere vedi lezione melo; nelle liste attuali non sono pi indicate le lettere)

SCELTA DELLA CULTIVAR

Nuove tabelle di descrizione varietale.

SCELTA DELLA CULTIVAR

Nuove tabelle di descrizione varietale.

SCELTA DELLA CULTIVAR

Nuove tabelle di descrizione varietale.

CULTIVAR

CULTIVAR

CULTIVAR

CULTIVAR

CULTIVAR

CULTIVAR

CULTIVAR

CULTIVAR

Per le pere lEmilia Romagna e la Lombardia hanno ottenuto dallUE il riconoscimento della: IGP Pera dellEmilia Romagna

IGP Pera mantovana


che permette di valorizzare le produzioni e tutelarne limmagine.

CULTIVAR/IMPOLLINAZIONE

CULTIVAR/IMPOLLINAZIONE
I frutti partenocarpici, a causa della mancanza di semi, cascolano pi facilmente, sono pi piccoli ed hanno forma irregolare ed allungata.

Si consigliano rapporti di consociazione tra le cultivar del 10-15% di piante impollinatrici ed intercalate lungo la fila, mentre nel caso di filari monovarietali tale rapporto dovrebbe risultare almeno del 20-25%. Si consiglia introdurre 7-10 arnie di api/ha. Per non distrarre le api dai fiori e per favorire limpollinazione si consiglia di sfalciare il cotico erboso qualora le essenze presenti siano in fiore.
In frutticoltura integrata lutilizzo di fitoregolatori alleganti solitamente ammesso solo in casi particolari (es. a seguito di danni da freddo ai fiori (brinate primaverili), andamento stagionale avverso al buon esito dellimpollinazione). Si usano gibberelline o meglio miscele di gibberelline, citochinine ed auxine. Tali trattamenti favoriscono sia lallegagione (trattamenti durante la fioritura) di cultivar che solitamente producono in scarsa misura (o in annate di scarica) sia la partenocarpia e questo consente di rimediare a danni da gelate primaverili (trattamento entro 48 ore) ed a condizioni ambientali avverse per limpollinazione (es. piogge continue). I prodotti alleganti devono essere utilizzati con oculatezza (attenzione alle concentrazioni), in quanto le gibberelline ostacolano linduzione antogena delle gemme. In frutticoltura biologica luso di fitoregolatori alleganti non ammesso.

RACCOLTA
La scelta dell epoca di raccolta, le modalit di distacco dei frutti e la loro deposizione allinterno dei contenitori influenzano la qualit e la serbevolezza dei frutti, carattere questultimo molto importante per frutti come le pere che sono in parte importante destinati alla conservazione. Erronee scelte nellepoca di raccolta determinano linsorgenza di fisiopatie durante la conservazione, distribuzione e consumo e portano allottenimento di scadenti caratteristiche organolettiche. Frutti raccolti troppo presto ad esempio sono pi suscettibili allavvizzimento ed al Riscaldo molle e risultano poco dolci ed aromatici; frutti raccolti a stadi di maturazione avanzata presentano, invece, una maggiore incidenza di marciumi, danni meccanici, (abrasioni, ferite, ammaccature, ecc.), fenomeni di sovramaturazione (Disfacimento interno), farinosit della polpa ed una diminuzione dellacidit (scarso sapore).
Per questi motivi il momento ideale della raccolta deve essere individuato con idonei indici di raccolta. sempre bene avvalersi di pi indici contemporaneamente, per ottenere elementi di giudizio pi attendibili. Di seguito si riportano i valori di riferimento degli indici di maturazione pi importanti di diverse cultivar di pere.

RACCOLTA

RACCOLTA

Oltre gli indici riportati nelle tabelle si pu far riferimento: al colore della buccia (difficilmente utilizzabile con cvs rugginose come la Kaiser); alla facilit di distacco dei frutti; ai giorni che intercorrono dalla piena fioritura alla maturazione (es. Conference 130-150 gg, Decana del Comizio 140-145 gg).

RACCOLTA

RACCOLTA

RACCOLTA
In genere, al fine di avere partite caratterizzate da un uniforme grado di maturazione, opportuno effettuare pi di una raccolta. Con la raccolta da terra o integrata con carri raccolta + superpalettizzazione la produttivit del lavoro di raccolta di 180-250 kg/h persona.
Come gi accennato, durante le operazioni di raccolta, trasporto e lavorazione devono essere adottate tutte le precauzioni necessarie per non causare ferite, vie di penetrazione di molti agenti patogeni (es. Penicillium spp.), nelle pere particolarmente frequenti a causa della legnosit del peduncolo.

consigliabile coprire le pareti ed il fondo degli imballaggi con fogli di carta, ed alternare gli strati di frutta raccolta con carta. Occorre poi limitare il pi possibile gli urti e gli sfregamenti tra i frutti (causa di ammaccature, abrasioni, e imbrunimenti epidermici) ed evitare la sosta dei frutti raccolti al sole (causa di ustioni).
Si raccomanda il trasporto dei frutti alla centrale di lavorazione-conservazione entro 6-8 ore dalla raccolta.

CONSERVAZIONE FRUTTI

INCIDENZA % VOCI DI COSTO