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Tettonica delle placche

di claudia cammoranesi elaborazione di materiale trovato in rete

http://www.minerva.unito.it/sis/hess/Hess2.html#PERCORSO
http://it.wikipedia.org
http://www.scotese.com
http://vulcan.fis.uniroma3.it/gnv/VULCANOLOGIA/conver.html
http://www.villasmunta.it/oceanografia
Piano di lavoro
• Il percorso storico-scientifico per arrivare alla
formulazione della teoria della tettonica delle
placche diapositive dal N°3 al N°20
• I tipi di margini attivi passivi e trasformi dal N°21

al N° 47
• Continenti e oceani ieri oggi e domani dal N° 48

N.B i link sono segnalibro o collegamenti esterni ai


siti di origine di alcuni materiali
La deriva dei continenti
• I precedenti : a tutti mancava la spiegazione del meccanismo che
produceva lo spostamento delle masse continentali.
• nel 1596, il cartografo olandese Abraham Ortelius notava nel suo saggio Thesaurus
Geographicus che la forma delle coste dei continenti dimostrava chiaramente che essi
si erano staccati l'uno dall'altro "per via di terremoti e inondazioni“
• nel XIX secolo, lo studio dei fossili portò la prova del fatto che, per esempio, il
Nordamerica e l'Europa avevano avuto in passato una flora comune.
• Eduard Suess giunse nel primo Novecento a ipotizzare l'origine dei continenti moderni
dalla frammentazione di un antico supercontinente, Gondwana. Tutti questi autori, pur
avendo intuito il fenomeno della deriva dei continenti in sé, avevano però difficoltà a
fornire una spiegazione coerente delle cause.
• Nel 1910, il geologo statunitense Frank Taylor giunse a formulare l'idea dello
scorrimento della crosta terrestre dalle alte latitudini a quelle basse dell'
emisfero settentrionale. Egli si riferiva in modo particolare alla Groenlandia,
Wegener 1915, nel saggio
La formazione dei continenti e degli ocea
ni

.
sostenne che nel Paleozoico, e per buona parte del
Triassico, le terre emerse formavano un unico
supercontinente, che battezzò Pangea, contrapposto a
un unico superoceano, Panthalassa. La frammentazione
di Pangea era iniziata circa 200 milioni di anni fa. La
prima spaccatura aveva contrapposto Laurasia (Europa
, Asia e Nordamerica) e Gondwana (Sudamerica, Africa
e Oceania). Ulteriori frammentazioni portarono la
suddivisione dei due supercontinenti, che gradualmente
andò suddividendosi fino alla conformazione attuale.
Come si muovono le masse
continentali secondo wegener
• Attingendo alle più recenti scoperte della
geologia, Wegener spiegava questi fenomeni di
"deriva" dei continenti descrivendo le terre
emerse come enormi "zolle" di Sial che
galleggiavano su una superficie anch'essa solida
ma molto più malleabile, il Sima, situato fra la
discontinuità di Mohorovicic (40 km di
profondità) e la discontinuità di Gutenberg
(2900 km).
Prove della separazione
provengono da ricerche di
• Geologia
• mineralogia
• Paleontologia
• Paleobotanica e
oggi
dendrocronologia
• Paleozoologia ed
evoluzione
Dopo wegener
• Gli studi geologici successivi all'avvento della teoria di Wegener,
hanno dapprima ammorbidito l'entusiasmo nei confronti di questa
importante considerazione (soprattutto i dati sismologici relativi
alla densità- rigidità del mantello), studi più recenti quali:
• quelli di Holmes e delle celle convettive
• L’analisi della distribuzione dei vulcani e terremoti
• la scoperta dell’espansione dei fondali oceanici,
• Il paleomagnetismo, hanno fornito numerose prove a sostegno
della teoria della deriva dei continenti, avvalorando la correttezza
delle ipotesi di Wegener.
• Lo studio della memoria magnetica presente su rocce molto antiche, di
origine vulcanica, ha permesso di ricalcolare la posizione dei poli magnetici,
e di determinare il movimento di varie placche, riuscendo a ricostruire la
loro posizione in ere geologiche molto distanti dall'attuale.
Holmes 1928
• Con l’aiuto delle onde sismiche, gli scienziati compresero che il mantello non era
costituito da roccia solida e che, dunque, poteva muoversi e nel 1928, Arthur
Holmes propose un meccanismo che consentiva il movimento dei continenti a
seguito di questa nuova scoperta
• Egli ipotizzò che il calore intrappolato nella Terra originasse delle correnti
convettive, vale a dire aree dove i fluidi al di sotto della crosta terrestre
ascendono, si spostano lateralmente e discendono; le correnti ascenderebbero
sotto i continenti, si espanderebbero ed infine discenderebbero sotto gli oceani.
Wadati 1935 e Benioff 1940
Nel 1935 uno Nel 1940, anche Hugo Benioff credette
nella supposizione di Wadati e
scienziato tracciò la posizione dei sismi
giapponese, Kiyoo profondi ai margini dell'Oceano
Wadati, affermò Pacifico. La sua carta indica una
che i terremoti ed i catena di sismi che oggi è
conosciuta come "Anello di fuoco
vulcani situati del Pacifico" ed a partire da essa gli
vicino al Giappone scienziati hanno tracciato la
avrebbero potuto distribuzione dei vulcani e dei sismi
nel mondo.
essere correlati alla
deriva dei
continenti.
Distribuzione di sismi e dei
vulcani
L’analisi sistematica dei
sismi profondi permise di
comprendere che essi non
avvenivano casualmente
sopra la superficie terrestre
ma erano concentrati
lungo vere e proprie linee,
localizzate sulla crosta
terrestre e corrispondenti
al sistema mondiale delle
dorsali e delle fosse
oceaniche.
Hess 1962 e l’espansione dei
fondali oceanici(termine coniato da Diez)
Nel 1962, Harry Hess propose
un'idea radicale per
spiegare la topografia del
fondale oceanico e l'attività
che esiste lungo le dorsali e
le fosse, suggerendo che
nuova crosta oceanica si
origina dalle rift
(spaccature) delle dorsali
oceaniche ed il fondale e la Questo spiegherebbe perché il
roccia sottostante sono sistema della dorsale è
formati proprio dal magma
che risale dalle profondità composto da rocce basaltiche,
della Terra.. ovvero da rocce di origine
vulcanica
E si comprende la subduzione di
Benioff
Inoltre il movimento di allontanamento del fondale dalla
dorsale, contribuì anche a spiegare la distribuzione dei
sismi e dei vulcani scoperta da Wadati e Benioff, infatti,
quando la litosfera sprofonda a livello delle fosse
nell'astenosfera, si originano sismi e vulcani poiché le
placche oceaniche dense (fatte da rocce basaltiche)
vengono spinte sotto le placche continentali meno dense
(fatte di rocce costituite per lo più di materiale granitico).
L'immersione delle placche di subduzione, motiva la
distribuzione dei sismi e dei terremoti.
Placche convergenti
Nei margini convergenti due placche
convergono, una delle due placche inizierà
a scivolare al di sotto dell'altra penetrando
nell'astenosfera dove inizia a fondersi per
poi scomparire all'interno del mantello; si
ipotizza che ciò avvenga intorno ai 700 Km
di profondità poiché non si registrano
terremoti al di sotto di tale profondità.
Piano di benioff
gli ipocentri dei terremoti, lungo questo genere di
margine, sono distribuiti lungo un piano inclinato
in media di 45° che si immerge dalla fossa fin
sotto il continente; questa zona è detta "piano di
Benioff"; dalla scoperta di questo piano è nata la
convinzione che la crosta oceanica scenda nel
mantello dissolvendosi progressivamente in esso
seguendo appunto il piano di Benioff.
Subduzione continentale
oceanica
A seconda del tipo di margine n Accanto schema della zone di
coinvolto (continentale o subduzione continentale-
oceanico) si possono avere dei oceanica.
risultati morfologici
dell'ambiente notevolmente
diversi. Quando una placca
scivola al di sotto di un'altra
allora si parla di zona di
subduzione nella quale
generalmente si ha la
formazione di un prisma di
accrezione, di un arco
magmatico e di una fossa.
1963 Fred Vine e Drummond
Matthews: interpretano i pattern magnetici
• La teoria della tettonica a placche doveva essere verificata affinché
venisse accettata dalla comunità scientifica. La prova che il fondale
oceanico si espandesse arrivò dal rilevamento di particolari disegni
magnetici e nel 1963 Fred Vine e Drummond Matthews svilupparono una
teoria per spiegare il pattern zebrato delle anomalie magnetiche.
• Proposero che i minerali ferrosi contenuti nella lava, eruttata in diversi
momenti lungo la rift della dorsale, conservassero e registrassero in modo
permanente le caratteristiche che il campo magnetico presentava in quel
momento ed in quel luogo; ad esempio la lava eruttata quando il Polo
Nord si trovava nell'emisfero Nord, riportava una polarità positiva, al
contrario, lava eruttata quando il Nord magnetico era nell'emisfero Sud
riportava una polarità negativa.
I pattern magnetici : le prove
dell’espansione
• Vine e Matthews proposero che la lava eruttata sul
fondale oceanico in modo simmetrico rispetto alla rift,
si solidificasse e si allontanasse prima che venisse
eruttata nuova lava. Se il campo magnetico si è
invertito nel tempo intercorso tra le due eruzioni, le
due colate di lava daranno origine ad una serie di
bande parallele caratterizzate da proprietà magnetiche
differenti.
• L'abilità di Vine e Matthews nello spiegare il pattern
delle anomalie magnetiche del fondale fornì la prova
che il fondale si espandeva dalle dorsali.
Pattern a bande magnetiche
1965 Tuzo e la tettonica delle
placche
• Nel 1965, le idee della deriva dei continenti e dell'espansione dei fondali
furono integrate nel concetto di Tettonica a placche da Tuzo Wilson.
• La tettonica divide lo strato superficiale della Terra in dodici placche
litosferiche distinte, ognuna di circa 45-65 miglia
• Queste placche fluttuano sulla sottostante astenosfera che, riscaldata
dall'interno della Terra e divenuta plastica, si espande, diventa meno densa e
si solleva. Incontrando la litosfera devia e trascina le placche lateralmente
finché si raffredda e si condensa deviando nuovamente per completare il
ciclo.
• Il movimento della placca è lento in termini di anni umani: circa 2 cm
all'anno. Le placche interagiscono allontanandosi una dall'altra, scorrendo
lateralmente o convergendo, cosa che comporta che una placca venga spinta
sotto l'altra, oppure si corrugano dando origine a catene montuose.
Principali placche litosferiche in cui è suddivisa la superficie terrestre. Notare che i limiti di placca
non corrispondono alle terre emerse, ma coincidono con i le aree maggiormente interessata da sismi ed
eruzioni. (fig tratta Da Accordi, Lupia Palmieri, Parotto: il globo terrestre e la sua evoluzione
Zanichelli).
Tutti i possibili margini
Margini di placca attivi
• I margini convergenti o attivi, sono quelli in
corrispondenza dei quali due zolle litosferiche si
muovono una verso l'altra
• Quando le due zolle sono a contatto, se il movimento
che le spinge non si ferma, una si incunea sotto l'altra
e sprofonda verso l'astenosfera con un processo detto
di subduzione
• In base al tipo di zolla che entra in contatto, i
margini convergenti vengono distinti in margini di
subduzione e in margini di collisione
subduzione
• Nei margini di
subduzione
ambedue le zolle
sono oceaniche
(tipo Marianne),
oppure una zolla
oceanica si
immerge sotto una
continentale (tipo
andino o cileno). 
collisione
• Nei margini di
collisione si scontrano
due zolle continentali
(tipo Alpino-
Himalaiano), oppure la
zolla in subduzione è
continentale e quella
soprastante oceanica
(tipo Taiwan
Subduzione di crosta oceanica
• Per la sue caratteristiche (alta densità, limitato spessore e
bassa temperatura) una crosta oceanica sprofonda più
facilmente di una di tipo continentale. La subsidenza che si
verifica all'aumentare della distanza dalla dorsale (per
raffreddamento, aumento della densità e carico di sedimenti),
favorisce il fenomeno di subduzione della crosta oceanica
sotto i blocchi continentali.
• Nei casi tipici di subduzione di crosta oceanica, in superficie
si forma un allineamento di isole vulcaniche che sono parte
del cosiddetto sistema arco-fossa. Gli elementi principali del
sistema arco-fossa sono, dall'esterno verso la terraferma:
Arco vulcanico
un arco vulcanico è formato dall'attività eruttiva che si manifesta
nelle immediate vicinanze di una zona di subduzione a causa
della differenza termica tra il mantello e la crosta oceanica, ricca
di acqua, che vi si immerge e la sua conseguente fusione parziale.
Questi archi, se l'attività vulcanica perdura sufficientemente a
lungo, possono raggiungere delle notevoli dimensioni come
dimostrano la penisola dell'Alaska, il Giappone e le Filippine. La
fossa (chiamata anche tranches), è sostanzialmente la linea
lungo la quale si ha l'effettivo scorrimento delle placche l'una
sotto l'altra. Mediamente raggiungono una profondità di 7-9 km
(la fossa delle Marianne raggiunge i 10900 metri circa) e ne sono
state distinte 20 di maggiori dimensioni e la loro area è circa il
3%
Gli elementi del sistema arco
fossa
. Gli elementi principali del sistema arco-fossa sono, dall'esterno verso la
terraferma:fossa (profonda depressione più o meno riempita di sedimenti a
seconda della distanza dalla terra emersa);
• zona di subduzione (dove è presente l'accumulo caotico di materiale
sedimentario raschiato dalla zolla che si immerge);
• intervallo arco-fossa (zona che separa l'arco dalla fossa, con sedimenti poco
o niente deformati);
• arco magmatico (fasce vulcaniche curvilinee, parallele alla fossa e alla zona
di subduzione);
• retroarco (bacino posto tra la zona di arco e la zona continentale).
I sistemi arco fossa
Nei casi tipici di
subduzione di
crosta oceanica,
in superficie si
forma un
allineamento di
isole vulcaniche
che sono parte
del cosiddetto
sistema arco-
fossa.
Angoli di subduzione
• Seguendo l'allineamento dei terremoti, si può tracciare il piano di
Benioff che rispecchia la geometria della zolla che sprofonda
• La zona di Benioff ha inclinazione molto variabile nello spazio e nel
tempo. In linea di principio essa e’tanto piu’ accentuata quanto piu’
la litosfera che va in subduzione e’ fredda e densa e, a parita’ di
altrecondizioni, e’ condizionata dalla velocita’ di convergenza
• Nella subduzione a basso angolo, o di tipo Andino, una crosta oceanica si
incunea sotto una continentale. Oltre alla geometria dell'immersione, le sue
caratteristiche principali sono date dalla presenza di una fossa poco profonda
perché non lontana dalla terraferma e in gran parte riempita da sedimenti, da
un arco magmatico poco arcuato e da un bacino sedimentario, alle spalle
dell'arco, impostato su crosta continentale assottigliata.
• Nella subduzione ad alto angolo, o tipo Marianne, una crosta oceanica viene
subdotta sotto un'altra crosta oceanica. La fossa è molto più al largo, più
profonda e contiene una minore quantità di sedimenti rispetto alle fosse di tipo
andino.
Inclinazione del piano di Benioff
Tipi di arco vulcanico
• L'arco vulcanico presenta una forma arcuata e si trova sopra un
tipo di crosta che può essere diverso a seconda di come si è
formato il bacino di retroarco.
• per intrappolamento di una porzione di oceano (come nel caso delle 
Aleutine) o
• per la fratturazione della zolla continentale interna, con un processo
simile alla formazione di un nuovo margine passivo
• L'arco vulcanico si forma, a seconda dei due casi, o su crosta
oceanica o su crosta continentale lacerata, lungo le cui fratture
risalgono i magmi. Il vulcanismo attivo nei margini convergenti
di zolla avviene in superficie nella zona dove il piano di Beioff
ha una profondità di circa 150-200 km.
Tipi di evoluzione degli archi
Gli archi magmatici hanno nel tempo una evoluzione
diversa. Quelli intra-oceanici, caratteristici del Pacifico
Occidentale (tipo Marianne), raggiungono la loro
posizione quando si apre il bacino di retroarco. In
pratica, l'arco si stacca dal continente e si sposta
progressivamente verso l'oceano.
In quelli impostati su crosta continentale (tipo Ande),
nella parte interna del continente si formano ampie
zone di sovrascorrimento che indicano la tendenza
dell'arco ad essere compresso contro il blocco
continentale
Prisma di accrezione gli
appennini
• Un prisma di accrezione non è altro che una serie di "scaglie", o
prismi appunto, di materiale terrigeno, che si erano sedimentati sulla
placca oceanica; questo spessore di sedimento in genere non scorre
al di sotto della placca, ma si accumula contro il margine
continentale durante la subduzione (questa dovrebbe appunto essere
la genesi degli Appennini, almeno quelli Settentrionali, formate da
scaglie di sedimenti durante la subduzione della placca Sardo-Corsa,
la Sardegna per intendersi, al di sotto dell'Italia);
Collisione
La collisione tra continenti – La catena dell’Himalaya e’
la conseguenza piu’ spettacolare
dell’incontro tra le porzioni continentali di due placche
convergenti. Quando un fenomeno di questo
tipo si verifica, nessuna delle due placche puo’ entrare in
subduzione a causa della bassa densita’ delle
rocce costituenti. La crosta continentale si piega, si inarca,
viene spinta in alto o di lato: si formano le
catene di montagne.
Collisione India Asia
La collisione tra l’India e l’Asia
avvenuta circa 50 milioni di anni
fa indusse il corrugamento del
margine continentale eurasiatico e
il suo accavallamento sulla placca
indiana. La continua convergenza
delle due placche per milioni di
anni ha portato al lento
sollevamento della catena
himalayana e del
plateau del Tibet.
Margini divergenti
I margini divergenti o passivi, sono quelli in
corrispondenza dei quali due zolle si allontanano una
dall'altra. I margini passivi si trovano quasi tutti nei
fondi oceanici, in corrispondenza delle dorsali medio-
oceaniche.
Le dorsali sono catene montuose che possono superare
l'altezza di 2000 metri rispetto al fondo dell'oceano. Le
loro creste si trovano in media sotto 2500-3000 metri
di acqua. La zona centrale di molte dorsali presenta
una fossa, detta valle mediana o rift valley, larga 25-
30 km e profonda 1000-2000 metri.
La grande dorsale
• La dorsale medio-oceanica è la più grande catena
montuosa della Terra e si snoda sinuosamente
attraverso tutti gli oceani del mondo. E' infatti una
formazione continua, lunga 60.000 Km
• Leopold Kober già nel 1928 dimostrò come questa si
estendesse per tutto il mondo, furono Bruce Heeren e i
suoi colleghi dell'Osservatorio geologico Lamont-
Doherty della Columbia University i primi a descrivere
in modo abbastanza dettagliato questa notevole
dorsale, individuandone le peculiari caratteristiche dal
punto di vista sismico e magnetico.
Il sistema delle dorsali
Dorsali a
confronto
Dorsali oceaniche
Lungo le dorsali oceaniche
avvengono
continuamente
eruzioni,
prevalentemente di tipo
effusivo. Le colate di
lava scendono dal
rilievo della dorsale e si
espandono nella piana
abissale, dove formano
la crosta oceanica che
ricopre i fondali degli
oceani
Emersione della dorsale
La dorsale medio-oceanica è quasi ovunque profondamente sommersa.
L'Islanda rappresenta però un cosiddetto punto caldo della dorsale,
dove enormi volumi di magma sono fuoriusciti dal mantello terrestre.
Le rocce di Saint Paul nell'Oceano Atlantico centromeridionale sono
un affioramento superficiale, causato da un sollevamento, di rocce
ultrabasiche subcrostali di una zona di frattura. Molte isole vulcaniche,
come le Azzorre e Sant'Elena, sono vulcani sovrapposti alla dorsale
medio oceanica.
L'espansione del fondo marino aggiunge agli oceani del mondo circa
2 Km² di fondo oceanico all'anno ed è sufficientemente rapida da
ripavimentare l'intero fondo oceanico una volta ogni 150 milioni
di anni.
La crosta oceanica
in superficie si hanno basalti a cuscino (struttura a pillow); 
a medie profondità un complesso stratificato (a lamine) di dicchi
(dicchi dentro dicchi, come un infinito mazzo di carte); 
a profondità di qualche chilometro si hanno rocce tipo gabbro (una
roccia cristallina a grana grossa
La Rift valley
I margini passivi possono formarsi
anche in una crosta di tipo
continentale. In questo caso, vaste
aree continentali sono spezzate in
due dalla formazione di lunghe
fratture. Le fratture sono provocate
da un alto flusso di calore dal
mantello terrestre e sono interessate
da diverse fasi di attività vulcanica
Nell'arco di centinaia di milioni di anni,
i due pezzi di continente si
allontanano uno dall'altro e i bordi
dei due nuovi continenti formano i
margini continentali passivi
Da margine passivo
continentale a
oceanico
• Lo stadio avanzato di un
margine continentale
passivo prevede la
formazione di un oceano
tra i due continenti che si
allontanano. Quando
l'oceano diventa ampio e
profondo, al suo interno
può formarsi una dorsale
oceanica, cioé un margine
passivo di tipo oceanico. 
Margini, ovvero faglie, trasformi
• Due zolle possono scorrere una
accanto all'altra, senza
convergere o allontanarsi, se
non in misura trascurabile.
Gran parte delle fratture della
crosta con questo movimento
sono rappresentate da grandi
faglie trasformi perpendicolari
alle dorsali oceaniche
• Lungo le faglie trasformi il
vulcanismo è scarso o assente.
Anomalie magnetiche e studio
delle faglie lungo le dorsali
Formazione di margini trasformi
• La formazione di queste
fratture è legata
principalmente alla diversa
quantità di lava che viene
emessa lungo la dorsale.
Nei tratti in cui le colate
sono più abbondanti, il
fondo oceanico si allarga
più velocemente e si stacca
dalle zone che si dilatano
più lentamente.
La terra ieri oggi e domani http://www.scotese.com
(Martin Scotese)
• 650 m.a Precambriano Supercontinent Rodinia and Ice Hous...
• 514 m.a. tardo Cambriano: the beginning of the Paleozoic...
• 458 Ma Medio ordoviciano Ancient Oceans Separate the Contin...
• 425 Ma medio siluriano Continents Begin to Collide as Pa...
• 390 Ma Primo devoniano The Devonian Was the Age of Fish!
• 342 Ma primo carbonifero During the Early Carboniferous P...
• 306 Ma Tardo carbonifero The Late Carboniferous a Time of...
• 255 Ma primo permiano At the end of the Permian was Great...
• 237 Ma Primo triassico At the end of the Triassic, Pangea...
• 195 Ma Primo Giurassico Early Jurassic, the Dinosaurs spr...
• 152 Ma Tardo giurassico Pangea Begins to Rift Apart
• 94 Ma tardo cretaceo New Oceans Begin to Open
• 66 Ma Tra cretaceo e terziario The End of the Dinosaurs
• 50,2 Ma Medio eocene During the Early Cenozoic India beg...
• 14 Ma medio miocene The World Assumes a Modern Configurat...
• 18000 anni fa max estensione ultima glaciazione The Ear...
• fra 50 milioni di anni This is the way the World may look...
• Fra 150 milioni di anni The Atlantic Ocean begins to Close
• Fra 250 milioni di anni "Pangea Ultima" will form 250 mi...
650 m.a Precambriano
Supercontinent Rodinia and Ice House World
This map
illustrates the 
break-up of the
supercontinent,
Rodinia, which
formed 1100
million years
ago.   The Late
Precambrian was 
an "Ice House"
World, much like
the present-day
514 m.a. tardo Cambriano:
the beginning of the Paleozoic Era

with hard-shells
appeared in great
numbers for the first
time during the
Cambrian.  The
continents were
flooded by shallow
seas.  The
supercontinent of
Gondwana had just
formed and was
located near the
South Pole.
458 Ma Medio ordoviciano
Ancient Oceans Separate the Continents
During the
Ordovician ancient
oceans separated the
barren continents of
Laurentia, Baltica,
Siberia and
Gondwana.  The end
of the Ordovician
was one of the
coldest times in
Earth history.  Ice
covered much of the
southern region of
Gondwana
425 Ma medio siluriano
Continents Begin to Collide as Paleozoic Oceans Close
Laurentia
collides with
Baltica closing
the northen
branch of the
Iapetus Ocean
and forming the
"Old Red
Sandstone"
continent.  Coral
reefs expand and
land plants begin
to colonize the
barren continents
390 Ma Primo devoniano
The Devonian Was the Age of Fish!
By the Devonian the
early Paleozoic
oceans were closing,
forming a "pre-
Pangea".  Freshwater
fish were able to
migrate from the
southern hemisphere
continents to North
America and
Europe.  Forests
grew for the first
time in the
equatorial regions of
Artic Canada.
342 Ma primo carbonifero During the
Early Carboniferous Pangea Begins to Form

.During the Early


Carboniferous the
Paleozoic oceans
between Euramerica
and Gondwana
began to close,
forming the
Appalachian and
Variscan
mountains.   An ice
cap grew at the
South Pole as four-
legged vertebrates
evolved in the coal
swamps near the
Equator.
306 Ma Tardo carbonifero The Late
Carboniferous a Time of Great Coal Swamps
By the Late
Carboniferous the
continents that make
up modern North
America and Europe
had collided with the
southern continents
of Gondwana to
form  the western half
of Pangea.  Ice
covered much of the
southern hemisphere
and vast coal swamps
formed along the
equator.
255 Ma primo permiano At the end of
the Permian was Greatest Extinction of All Time

Vast  deserts
covered western
Pangea during the
Permian as reptiles
spread across the
face of the
supercontinent. 
99% of all life
perished during the
extinction event that
marked the end of
the Paleozoic Era.
237 Ma Primo triassico At the end of
the Triassic, Pangea began to rift apart
The supercontinent of
Pangea, mostly
assembled by the
Triassic, allowed land
animals to migrate
from the South Pole
to the North Pole. 
Life began to
rediversify after the
great Permo-Triassic
extinction and warm-
water faunas spread
across Tethys
195 Ma Primo Giurassico Early
Jurassic, the Dinosaurs spread across Pangea

By the Early
Jurassic, south-
central Asia had
assembled.  A
wide Tethys
http://www.scotese.com
ocean separated
(Martin Scotese)
the northern
continents from
Gondwana. 
Though Pangea
was intact, the
first rumblings of
continental break
up could be
heard.
152 Ma Tardo giurassico
Pangea Begins to Rift Apart
The supercontinent of
Pangea began to break
apart in the Middle
Jurassic.  In the Late
Jurassic the Central
Atlantic Ocean was a
narrow ocean
separating Africa from
eastern North
America.   Eastern
Gondwana had begun
to separate form
Western Gondwana
94 Ma tardo cretaceo
New Oceans Begin to Open
Open During the
Cretaceous the
South Atlantic
Ocean opened. 
India separated
from Madagascar
and raced
northward on a
collision course
with Eurasia.
Notice that North
America was
connected to
Europe, and that
Australia was still
joined to
Antarctica.
66 Ma Tra cretaceo e terziario
The End of the Dinosaurs
The bull's eye marks
the location of the
Chicxulub impact site.
  The impact of a 10
mile wide comet
caused global climate
changes that killed the
dinosaurs and many
other forms of life. 
By the Late
Cretaceous the oceans
had widened, and
India approached the
southern margin of
Asia.
50,2 Ma Medio eocene During the
Early Cenozoic India began to Collide with Asia
50 - 55 million 
years ago India
began to collide
with Asia forming
the Tibetan plateau
and Himalayas. 
Australia, which
was attached to
Antarctica, began to
move rapidly
northward
14 Ma medio miocene The World
Assumes a Modern Configuration

20 million years
ago, Antarctica
was coverd by ice
and the northern
continents were
cooling rapidly. 
The world has
taken on a
"modern" look,
but notice that
Florida and parts
of Asia were
flooded by the sea
18000 anni fa max estensione ultima
glaciazione The Earth has been in an Ice House Climate
for the last 30 million years
When the Earth is
in its "Ice House"
climate mode,
there is ice at the
poles.  The polar
ice sheet expands
and contacts
because of
variations in the
Earth's orbit
(Milankovitch
cycles).  The last
expansion of the
polar ice sheets
took place about
18,000 years ago.
Era moderna
The Present-day world has well defined climatic zones
We are entering a new
phase of continental
collision that will
ultimately result in the
formation of a new
Pangea supercontinent
in the future.  Global
climate is warming
because we are
leaving an Ice Age
and because we are
adding greenhouse
gases to the
atmosphere
fra 50 milioni di anni This is the way the
World may look like 50 million years from now!
If we continue
present-day plate
motions the
Atlantic will
widen, Africa will
collide with
Europe closingthe
Mediterranean,
Australia will
collide with S.E.
Asia, and
California will
slide northward up
the coast to Alaska.
Fra 150 milioni di anni The Atlantic
Ocean begins to Close
New subduction
zones along the
eastern coasts of
North America and
South America will
begin to consume the
ocean floor
separating North
America from
Africa.  About 100
million years from
now the present-day
Mid-Atlantic Ridge
will be subducted and
the continents will
come closer together.
Fra 250 milioni di anni "Pangea
Ultima" will form 250 million years in the Future

The next Pangea,


"Pangea Ultima"
will form as a result
of the subduction of
the ocean floor of
the North and South
Atlantic beneath
eastern North
America and South
America.  This
supercontinent will
have a small ocean
basin trapped at its
center.