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Boll. Soc. Geol. It., 123 (2004), 477-495, 8 ff.

Stratigrafia, analisi di facies, paleogeografia ed inquadramento regionale


della successione giurassica dell’area dei Tacchi (Sardegna Orientale) (*)
LUCA GIACOMO COSTAMAGNA & SEBASTIANO BARCA (**)

RIASSUNTO di M. Tului e di M. Bardia (AMADESI et alii, 1960) e costituiti da cal-


careniti oolitiche, calcareniti-calciruditi oolitico-bioclastiche, frame-
Nuove ricerche condotte sulla successione giurassica dell’area stone a coralli, subordinate calcilutiti e possibili accumuli di brecce
dei Tacchi (Sardegna orientale) hanno portato ad una conoscenza di di avanscogliera. La presenza di antozoi incrostanti del tipo Ellipsac-
maggiore dettaglio della locale stratigrafia e sedimentologia. Rilieva- tinia suggerirebbe per questi litotipi un’età giurassica superiore. In
menti geologici ed analisi litostratigrafiche e sedimentologiche han- questo caso l’ambiente di sedimentazione sarebbe relativo ad aree di
no consentito una rappresentazione esauriente dell’evoluzione spa- margine caratterizzate da barre oolitiche ed oolitico-bioclastiche, e
zio-temporale delle facies sedimentarie, nonché un loro più aree a limitate biocostruzioni (patch-reef). Stanti le caratteristiche
attendibile inquadramento paleogeografico. La «Formazione di Gen- descritte, fra cui la bassa protezione offerta alle retrostanti aree la-
na Selole» (Bajociano-Bathoniano) (DIENI et alii, 1983), che costitui- gunari dalle barriere, l’ambiente complessivo di sedimentazione dei
sce la base della successione giurassica dei Tacchi, è un’unità da uni- litotipi carbonatici può essere riferito ad uno shelf carbonatico con
camente silicoclastica a mista, silicoclastico-carbonatica, depostasi caratteristiche geometriche di rampa. Nel suo complesso l’organiz-
in ambienti compresi fra il continentale di elevata energia (alluvial zazione deposizionale degli ambienti della successione giurassica
fan) ed il transizionale lagunare-litorale. Nei settori nei quali la «For- sembra essere relativa ad una sequenza trasgressiva in graduale ap-
mazione di Genna Selole» è completamente assente, la sedimenta- profondimento, presumibilmente correlabile con gli eventi tettonici
zione medio giurassica debutta direttamente al di sopra del basa- distensivi che determinarono la nascita e lo sviluppo della Tetide.
mento paleozoico con i depositi marini della «Formazione delle Viene infine tentato un inquadramento regionale dell’area dei Tacchi
Dolomie di Dorgali» (Bathoniano-Kimmeridgiano) (DIENI et alii, sia all’interno delle successioni mesozoiche della Sardegna che nel
1983). Qui la mancanza della Formazione di Genna Selole indica più vasto ambito della Tetide settentrionale.
l’iniziale persistenza di aree di erosione/alterazione, la cui ubicazio-
ne è stata governata da fattori strutturali sindeposizionali, quali ad TERMINI CHIAVE: Stratigrafia, Sedimentologia, Paleogeo-
es. possibili paleoalti post-ercinici.
In base alle nuove indagini, la «Formazione di Genna Selole» grafia, Tetide settentrionale, Giurassico, Sardegna.
viene suddivisa in tre litofacies, non sempre presenti contempora-
neamente, che, a partire dalla base, sono: A) una litofacies conglo-
meratica («Litofacies di Laconi-Gadoni»); B) una litofacies arena- ABSTRACT
ceo-argillosa («Litofacies di Nurri-Escalaplano»); C) una litofacies
mista carbonatico-silicoclastica («Litofacies di Ussassai-Perdasdefo- Stratigraphy, Facies Analysis, Paleogeography and Regional
gu»), la quale costituisce la transizione graduale della «Formazione framework of the Jurssic succession of the «Tacchi» area
di Genna Selole» alla successiva «Formazione delle Dolomie di Dor- (Middle-Eastern Sardinia)
gali». Nella formazione sono inoltre state spesso osservate caratteri-
stiche (slumpings, faglie sinsedimentarie, filoni nettuniani, brecce si- New investigations carried on the Jurassic successions of the
smiche) indicanti una coeva attiva tettonica distensiva. La potenza Tacchi area (Eastern Sardinia) have given a more detailed knowl-
della «Formazione di Genna Selole» nel settore oscilla fra 0 e circa edge of the local stratigraphy and sedimentology. Geological map-
50 m. Per quest’ultima si propongono due parastratotipi aggiuntivi ping and litho-sedimentological analysis heve provided a detailed
nelle aree di Escalaplano e di Perdasdefogu, caratterizzati da ottima framework for the vertical and areal development and evolution of
esposizione e continuità, integranti quello istituito da DIENI et alii the sedimentary facies, and also allowed an accurate paleogeo-
(1983). L’analisi complessiva delle isopache della «Formazione di graphical construction. The Genna Selole Fm. (Bajocian-Bathonian)
Genna Selole» e delle sue singole litofacies nell’area dei Tacchi indi- (DIENI et alii, 1983), constituting the base of the Tacchi Jurassic suc-
cherebbe l’esistenza ed il progressivo seppellimento e sommersione cession, is built of siliciclastic to mixed, siliciclastic-carbonate,
di un alto morfostrutturale («alto morfostrutturale barbaricino») svi- deposits. It was laid down in depositional environments ranging
luppatosi nella Sardegna centrale, in seguito a una coeva tettonica from distal alluvial fan to transitional lagoonal-littoral. In places the
distensiva, fra il Giurassico inferiore ed il Giurassico medio. Genna Selole is absent and so the marine Dorgali Dolostones Fm.
La soprastante «Formazione delle Dolomie di Dorgali», potente (Bathonian-Kimmeridgian) (DIENI et alii, 1983), directly overlies the
nell’area analizzata sino a 250-300 m, è caratterizzata da litofacies folded Paleozoic basement. The omission of the Genna Selole Fm.
assai varie ma tutte riconducibili ad ambienti da inter- a subtidali di suggests the presence of uplifted areas of erosion and alteration
shelf carbonatico (mounds stromatolitici, sedimenti lagunari, storm whose location has been controlled by structural, syn-depositional
layers, flaser bedding, herringbone cross stratification, barre oolitiche, factors, as a possible Variscan paleo-high. Based on new evidence,
possibili brecce interne di origine tettonica) compresi fra la laguna the Genna Selole Fm. has been subdivided into three lithofacies: A) a
ed il margine. I suoi depositi più diffusi sono costituiti da alternanze conglomeratic lithofacies (Laconi-Gadoni Lithofacies); B) a sandy-
irregolari di storm layers calcarenitici e fanghi bioturbati. Nelle clayey lithofacies (Nurri-Escalaplano Lithofacies); and a mixed silici-
estreme aree orientali (Tacchi di Seui, Ulassai, Tertenia-Jerzu), al di clastic-carbonate lithofacies (Ussassai-Perdasdefogu Lithofacies),
sopra di circa 300 m di «Dolomie di Dorgali», poggiano con contatto this latter constituting the gradual passage to the following Dorgali
solitamente brusco alcuni inediti lembi calcarei, di estensione limi- Dolostones Fm. In addition, features observed in the Genna Selole
tata e dello spessore massimo di circa 40 m, riferibili alle formazioni Fm. (slumps, synsedimentary faults, neptunian dykes, seismic brec-
cias) suggest active coeval extensional tectonics. The thickness of the
Genna Selole Fm. is between 0 and 50 m. We propose two others
additional parastratotypes for this formation in the Escalaplano and
Perdasdefogu areas, characterized by good continuity and exposure,
(*) Lavoro eseguito con il contributo del MURST (ex-60%) e and so integrating the stratotype described by DIENI et alii (1983).
dell’Università di Cagliari (Resp. Prof. S. Barca). The comprehensive analysis of the Genna Selole Fm. isopachs and of
(**) Dipartimento di Scienze della Terra, Via Trentino 51, 09127 its lithofacies in the Tacchi area evidences the presence, and the sub-
Cagliari. E-mail: thunderbrain@infinito.it / barcas@unica.it sequent gradual burial and flooding, of a morpho-structural high
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(«alto morfostrutturale barbaricino») developed in Central Sardinia, no, AMADESI et alii, 1960). A sua volta, in alcuni settori, la
due to the coeval extensional tectonics prevailing during the Lower successione carbonatica termina con sottili e limitati af-
and Middle Jurassic. The upper Dorgali Dolostones Fm., up to 250-
300 m thick, is characterized by different lithofacies all referable to fioramenti calcarei d’età giurassica superiore (BARCA et
inter- to subtidal environments of a carbonate shelf (stromatolitic alii, 2000b; BARCA & COSTAMAGNA, 2001) (Formazioni di
mounds, lagoonal sediments, storm layers, flaser bedding, herring- Monte Bardia e di Monte Tului, AMADESI et alii, 1960),
bone cross stratification, oolitic shoals and bars, possible internal sempre riferibili ad ambienti di piattaforma.
breccias of tectonic origin), extending between the carbonate lagoon
and the platform break. The most widespread deposits are irregular Dette unità esprimono l’evoluzione, trasgressiva e
alternations of calcarenitic storm layers and bioturbated mudstones. progradante, in relazione al regime tettonico distensivo
In the easternmost areas (Tacchi of Seui, Ulassai and Tertenia- (COSTAMAGNA & LECCA, 2002), di questo settore del mar-
Jerzu), 300 m of the Dorgali Dolostones Fm. are overlain abruptly by gine della placca europea durante i primi momenti
little, previously unknown, calcareous outcrops, having a maximum
thickness of 40 m, referable to the M. Tului and M. Bardia Fms dell’apertura dell’oceano ligure-piemontese (BERNOULLI
(AMADESI et alii, 1960). These are formed by oolitic calcarenites, & JENKYNS, 1974; ABBATE et alii, 1986; PEYBERNES et alii,
oolitic-bioclastic calcirudites-calcarenites, coralline framestones, 2001), antesignano dello sviluppo della Neotetide attra-
subordinated calcilutites and possible accumulations of fore-reef verso l’Europa occidentale.
breccias. The presence of Ellipsactinia suggests an Upper Jurassic
age. The depositional environments of the Monte Bardia and Monte
Tului Fms. could be referred to platform margin areas where oolitic
bars and limited bioconstructions (patch-reef) developed. Based on LAVORI PRECEDENTI
the described data, and taking in account the low protecting biocon-
struction belt, the whole sedimentation environment can be referred
to a shelf with ramp configuration. The overall depositional frame- Gli studi sulla geologia delle coperture mesozoiche
work of the Jurassic succession can be related to a progressively della Sardegna centrale sono abbastanza numerosi. Le
deepening transgressive sequence, maybe correlatable with the prime informazioni generali risalgono al XIX secolo (LA
extensional tectonics causing the development of the Tethys sea. MARMORA, 1857 e MENEGHINI, 1857). Successivamente
Finally, an attempt has been made to hypotesize a regional frame-
work of the Tacchi area both within the Sardinian Mesozoic succes- vengono pubblicati alcuni studi sulle paleoflore giurassi-
sions,and in the Tethyan context. che dei Tacchi (EDWARDS, 1929; MAXIA, 1938; COMASCHI
CARIA, 1959). Il primo tentativo di fornire una dettagliata
KEY WORDS: Stratigraphy, Sedimentology, Paleogeography, descrizione degli affioramenti mesozoici della Sardegna
Northern Tethys, Jurassic, Sardinia. centrale avviene ad opera di AMADESI et alii (1960). Que-
sti autori distinguono tre unità litologiche: A) Paleosuolo
lateritico (Permo-Triassico); B) Sequenza continentale
fluvio-lacustre bajociana; C) Arenarie, marne e dolomie di
INTRODUZIONE età bathoniana. All’intera successione illustrata viene at-
tribuito il nome di «Formazione di Dorgali». FAZZINI et
I depositi di età giurassica affiorano in maniera di- alii (1974) descrivono le successioni poste al di sopra del
scontinua nella Sardegna orientale (fig. 1A), per circa 120 basamento paleozoico nell’area di Escalaplano-Jerzu, di-
km in senso meridiano, a partire da Escalaplano (Sarde- stinguendo due cicli deposizionali, divisi l’uno dall’altro
gna sud-orientale) sino a Golfo Aranci (Sardegna nord- da una disconformità: un ciclo inferiore, riferibile al
orientale). Essi sono costituiti da carbonati e subordinate Triassico medio (COSTAMAGNA et alii, 2000; COSTAMAGNA
silicoclastiti (AMADESI et alii, 1960; DIENI et alii, 1983; DIE- & BARCA, 2002a), ed un ciclo superiore (DIENI &
NI & MASSARI, 1986a,b; BARCA & COSTAMAGNA, 1999, MASSARI, 1986a; BARCA & COSTAMAGNA, 2000), di età
2000; BARCA et alii, 2000a,b; BARCA & COSTAMAGNA, 2001; giurassica medio-superiore; quest’ultimo è formato alla
COSTAMAGNA & BARCA, 2002b) che ricoprono in discor- base dai depositi silicoclastici (FU) della «Formazione di
danza il basamento metamorfico. Più raramente, questa Genna Selole» (DIENI et alii, 1983), gradualmente passan-
successione poggia in disconformità sopra le formazioni ti ai carbonati della «Formazione delle Dolomie di Dorga-
permiane (bacini di Seui e di Perdalonga, CASSINIS et alii, li» (AMADESI et alii, 1960).
1996) e triassiche (settori SW dei Tacchi di Laconi, Nurri BARCA & PALMERINI (1974), utilizzando metodologie
ed Escalaplano, COSTAMAGNA, 1998; COSTAMAGNA et alii, stratigrafiche e geostatistiche, analizzano sei affioramenti
2000; COSTAMAGNA & BARCA, 2002a). ben esposti della «Formazione di Genna Selole» nell’area
Scopo di questo lavoro è quello di approfondire le co- dei Tacchi, ipotizzando per quest’unità una deposizione
noscenze sulle caratteristiche stratigrafiche e sedimento- in ambiente fluvio-deltaico soggetto ad un clima da caldo
logiche delle formazioni giurassiche affioranti in quella umido a caldo semiarido.
parte centro-orientale dell’isola denominata «area dei Sulla base dell’associazione palinologica rinvenuta
Tacchi», i caratteristici altipiani di varia estensione (at- nelle argille nerastre contenute nella «Formazione di Gen-
tualmente disposti ad altitudini differenti a seguito della na Selole», l’età delle silicoclastiti medio-giurassiche viene
tettonica cenozoica), i quali costituiscono i resti isolati di riferita da DEL RIO (1976; 1984) al Bajociano-Bathoniano.
una vasta piattaforma carbonatica che durante il Giuras- DIENI et alii (1983) conducono una dettagliata analisi
sico medio-superiore si estendeva su gran parte dell’isola. stratigrafica, sedimentologica e paleontologica su alcuni
La successione giurassica è caratterizzata alla base da affioramenti della parte inferiore, prevalentemente silico-
un’unità arealmente discontinua, dello spessore non supe- clastica, della successione giurassica. Come risultato delle
riore a qualche decina di metri, a costituzione da silico- ricerche, essi propongono uno stratotipo di quest’unità
clastica a mista, silicoclastico-carbonatica, di ambiente nell’area di Dispensa Selole (Baunei, in Ogliastra), attri-
da continentale a transizionale (Formazione di Genna Se- buendole il nome di «Formazione di Genna Selole», e con-
lole, Bajociano-Bathoniano, DIENI et alii, 1983). Questa fermando il nome di «Formazione delle Dolomie di Dorga-
formazione passa superiormente ad una potente succes- li» per l’unità superiore dolomitica. Essenzialmente, essi
sione dolomitica di piattaforma (da 200 a 300 m) (Forma- concordano con le interpretazioni sedimentologiche di
zione delle Dolomie di Dorgali, Bathoniano-Kimmeridgia- BARCA & PALMERINI (1974): l’ambiente deposizionale ri-
GEOLOGIA DEL GIURASSICO DELL’AREA DEI TACCHI (SARDEGNA ORIENTALE) 479

Fig. 1 - A) Affioramenti mesozoici della Sardegna orientale; B) Schema geologico dell’area dei Tacchi (modificata da BARCA et alii, 1998) ed
ubicazione delle sezioni stratigrafiche eseguite. PZ = Basamento paleozoico; P = Permiano; TR = Triassico; J = Giurassico; JS = Giurassico
Superiore; TQ = Terziario e Quaternario …… = paleosuolo lateritico;  = ubicazione delle sezioni stratigrafiche.
– A) Mesozoic outcrops of Eastern Sardinia; B) Geological sketch of the Tacchi area (modified from BARCA et alii, 1998) and location of the measured
stratigraphic sections. PZ = Paleozoic Basement; P = Permian; TR = Triassic; J = Jurassic; JS = Upper Jurassic; TQ = Tertiary and Quaternary ……
= lateritic paleosoils;  = location of the stratigraphic sections.

sulta riferibile ad un contesto continentale-transizionale, METODI DI INDAGINE


comprendente i subambienti che vanno dalla conoide allu-
vionale alla piattaforma carbonatica di bassa profondità. Questa ricerca è stata condotta attraverso varie fasi.
D’altro canto, l’età della «Formazione di Genna Selole» In un primo momento è stato eseguito un rilevamento
viene ritenuta, in dipendenza della località di affioramen- geologico di massima dell’intera area dei Tacchi, focaliz-
to, compresa fra il Bajociano ed il Bajociano-Bathoniano. zato verso la ricerca di affioramenti continui e ben espo-
Successivamente, DIENI & MASSARI (1986a) propon- sti della successione giurassica. In particolare, per la par-
gono un dettagliato quadro stratigrafico e sedimentologico te inferiore della successione, i migliori affioramenti sono
dell’intera successione giurassico-cretacea della Sardegna stati prevalentemente rinvenuti in aree di cava abbando-
orientale; in esso, la successione dolomitica («Formazione nata. In un momento seguente è stato condotto un parti-
delle Dolomie di Dorgali») viene posta in un contesto di la- colareggiato studio stratigrafico degli affioramenti più
guna protetta, bordata da ambienti di piattaforma esterna idonei, il quale si è concluso con la misura, la caratteriz-
(formazioni di Monte Bardia e di Monte Tului, AMADESI et zazione e la campionatura in dettaglio di 40 sezioni strati-
alii, 1960), a loro volta seguiti da ambienti bacinali (For- grafiche (fig. 1B).
mazione di S’Adde, DIENI & MASSARI, 1986) che, secondo
questi autori, si sviluppano progressivamente verso NE.
Negli anni ’80, vengono inoltre pubblicati numerosi DATI STRATIGRAFICI E SEDIMENTOLOGICI
articoli (MATTIAS & MEDICI, 1985; CARA & MARINI, 1988;
MARINI et alii, 1991) essenzialmente rivolti alla caratteriz- Formazione di Genna Selole
zazione mineralogica, mineraria e chimica ed alle poten-
zialità di sfruttamento di alcune intercalazioni argillose Nell’area studiata la Formazione di Genna Selole gia-
contenute nella «Formazione di Genna Selole». In partico- ce in discordanza angolare al di sopra del basamento pa-
lare, viene suggerita per questi litotipi una deposizione in leozoico, o in disconformità al di sopra dei depositi per-
ambiente lacustre. Secondo URAS (1974), MATTIAS & ME- miani o triassici. Il suo spessore è compreso fra 0 e 50 m,
DICI (1985); MARINI et alii (1991) «….l’elevato contenuto e, in generale, tende a decrescere verso la parte centrale
caolinitico (delle «Argille del Sarcidano») è correlato con dell’area dei Tacchi (fig. 2A). Inoltre, le variazioni laterali
il particolare ambiente che prevalse durante la parte infe- di spessore di questa formazione diventano progressiva-
riore del Giurassico medio, caratterizzato da un elevato mente più rapide ed irregolari procedendo verso gli affio-
drenaggio e da un pH acido, dovuto probabilmente alla ramenti orientali, ciò che suggerisce un aumento delle
presenza di una vegetazione lussureggiante in un clima asperità morfologiche del sottostante basamento paleo-
caldo umido». zoico in tale direzione.
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Uno studio dettagliato ha permesso di riconoscervi sino alla pressoché totale scomparsa (a parte alcune pic-
tre litofacies (fig. 3) che sono, dal basso verso l’alto: A) li- cole aree isolate più interne ove si depositano limitati
tofacies conglomeratica di Laconi-Gadoni; B) litofacies spessori conglomeratici), verso un settore con perimetro
siltitico-argilloso-lignitifera di Nurri-Escalaplano; C) lito- grossolanamente subcircolare, localizzato al centro
facies mista silicoclastico- carbonatica di Ussassai-Perda- dell’area di studio. Qui la «Formazione di Genna Selole»
sdefogu. A causa delle forti variazioni laterali di spessore inizia direttamente con la litofacies di Nurri-Escalapla-
di ognuna, queste litofacies possono non affiorare con- no, frequentemente posta al di sopra di un basamento
temporaneamente nella stessa sezione stratigrafica. Le fortemente alterato.
caratteristiche della superficie basale della formazione Sporadicamente la sommità degli episodi conglome-
sono anch’esse fortemente mutevoli. Infatti, il basamento ratici è marcata da croste lateritiche rossastre, presumi-
ercinico può essere variamente alterato, sia qualitativa- bilmente a causa di prolungati tempi di esposizione senza
mente che in spessore, in dipendenza della durata significativi apporti sedimentari. Questa caratteristica è
dell’esposizione subaerea durante il Liassico (COSTAMA- stata segnalata nella parte inferiore dei conglomerati an-
GNA et alii, 2000), dando luogo così a «paleosuoli lateriti- che da DIENI et alii (1983) presso la Dispensa Selole.
ci» (Tacchi di Ulassai e di Tertenia; MARINI, 1984). Superiormente, la presente litofacies può passare gra-
dualmente o alle altre litofacies della formazione, oppure
direttamente alla Formazione delle Dolomie di Dorgali.
A) Litofacies di Laconi-Gadoni
La litofacies di Laconi-Gadoni («Conglomerato quar-
B) Litofacies di Nurri-Escalaplano
zoso dei Tacchi», secondo BARCA & PALMERINI, 1974), ha
uno spessore compreso fra 0 e 27 m. Essa è formata da La litofacies di Nurri-Escalaplano («Formazione delle
conglomerati clasto-sostenuti, raramente matrice-soste- Argille del Sarcidano» secondo MARINI et alii, 1991) ha uno
nuti, a struttura da massiva a mal stratificata. I clasti, di spessore compreso fra 0 e 12 m (area di Escalaplano). Nel-
dimensione sino a 15-20 cm, possiedono forma da ango- la parte centrale dell’area studiata, dove raggiunge il suo
losa ad arrotondata. Sono altresì presenti in numerose massimo spessore (fig. 2C), questa litofacies frequentemen-
aree, come intercalazioni subordinate, lenti ed orizzonti te esordisce al di sopra del basamento paleozoico senza
di arenarie a laminazione incrociata e di siltiti, la cui par- l’interposizione della litofacies di Laconi-Gadoni. Essa è
te superiore si presenta di frequente erosa dalla deposi- formata da alternanze di siltiti, siltiti argillose, argille ligni-
zione dei successivi banchi conglomeratici. Episodica- tifere, argille (illite e caolinite) ed arenarie fini, da straterel-
mente si rinvengono, confinati in piccole depressioni del late a sottilmente laminate. Nelle argille lignitifere si rin-
basamento paleozoico, anche limitati accumuli di siltiti vengono frammenti di legni fossili di dimensioni sino a
scure ed argille lignitifere (es. area di Corongiu, Nurallao; decimetriche. Frequentemente, nelle litologie più fini, sono
area di Abba Frida, Perdasdefogu). I clasti dei conglome- presenti delle laminazioni convolute. Inoltre, sono spesso
rati sono in genere formati quasi esclusivamente da quar- visibili, ai contatti fra strati arenacei e strati siltoso-argillo-
zo, ma si rinvengono localmente aree ristrette ove sono si, strutture di carico. Le arenarie, formate da granuli quar-
dominanti i frammenti di rocce metamorfiche (fig. 4A) zosi, mostrano di frequente laminazioni incrociate sino
(Punta Su Carradori, Tacco del Sarcidano; Miramonti, alla scala media. Nella parte centrale dell’area di affiora-
Tacco di Seulo) o quelli di porfidi tardo-ercinici (Piccinel- mento di questa litofacies, nella zona fra Nurallao, Sadali e
li, Tacco del Sarcidano). Sporadicamente sono pure pre- Nurri, è presente, in particolare, un’intercalazione lateral-
senti clasti derivanti dall’erosione dei depositi permiani mente continua di arenarie a stratificazione incrociata del-
(Genna Pauli, Tacco di Perdalonga; Arcu de Is Fronestas, lo spessore di circa 2.5 m (fig. 4B). In questa litofacies la
Tacco di Escalaplano) e triassici (Arcu de Is Fronestas, bioturbazione, scarsamente presente, è rappresentata es-
Tacco di Escalaplano). La matrice dei conglomerati è senzialmente da burrows: DEL RIO (1976) vi segnala anche
usualmente sabbiosa, ma a seguito dei successivi fenome- la presenza di tracce fossili del tipo Zoophycos. I resti di
ni di alterazione sui clasti di basamento paleozoico si può piante (soprattutto impronte di foglie) sono molto diffusi e
sviluppare una matrice caolinitica (Punta Su Carradori, spesso concentrati in pochi orizzonti di colore nerastro,
Tacco del Sarcidano). dove sono stati anche rinvenute tracce e calchi di radici.
Le superfici erosive e le stratificazioni parallele ed in- Come premesso, l’associazione palinologica (DEL RIO,
crociate, sia tabulari che a festone, sono piuttosto diffuse. 1976), ha suggerito un’età bajociano-bathoniana. Nelle lito-
Le rare embriciature nei conglomerati non consentono di facies nerastre si rinvengono sia della pirite che del gesso,
ricostruirne nel dettaglio le direzioni di trasporto prefe- quest’ultimo in cristalli e in piccole masse. Questi litotipi in
renziale: ciononostante, le poche strutture direzionali mi- alcune località vengono ancora attivamente sfruttati per
surate in questo studio e da BARCA & PALMERINI (1974) l’estrazione di argille per ceramica.
sembrerebbero suggerire una direzione di trasporto pa- Nella parte centrale dell’area studiata, la presente li-
rallela o centrifuga rispetto ai bordi dell’area di minor tofacies spesso passa direttamente, in modo brusco o
spessore di questa litofacies. Inoltre, dirigendosi verso graduale, alla «Formazione delle Dolomie di Dorgali». In
NNE, le strutture di accumulo caotico nei conglomerati questo caso (ad es. nell’area del Tacco di Nurri e nel set-
diventano progressivamente più frequenti. tore NW del Tacco di Perdasdefogu), in prossimità del
La composizione dei conglomerati sembra modificar- contatto con la formazione dolomitica, sono state osser-
si in dipendenza della località di affioramento e dello vate sottili arenarie carbonatiche ricche di bioclasti (bra-
spessore della litofacies: i conglomerati poligenici sono chiopodi), presumibilmente risedimentati, e di resti di
stati rinvenuti unicamente in aree ove quest’ultima mo- piante, alternate con strati di argille lignitifere. In altri
stra spessori maggiori di 10 m. Inoltre, l’analisi compara- settori, questa litofacies passa, con modalità ancora da
ta degli spessori della litofacies Laconi-Gadoni (fig. 2B) brusche a graduali, alla sommitale litofacies di Ussassai-
mostra con chiarezza il suo improvviso assottigliarsi, Perdasdefogu.
GEOLOGIA DEL GIURASSICO DELL’AREA DEI TACCHI (SARDEGNA ORIENTALE) 481

Fig. 2 - A) Isopache totali della Formazione di Genna Selole; B) Isopache della litofacies di Laconi-Gadoni; C) Isopache della litofacies di
Nurri-Escalaplano; D) Isopache della litofacies di Ussassai-Perdasdefogu (isopache in metri).
– A) Total isopachs of the Genna Selole Formation; B) Laconi-Gadoni lithofacies isopachs; C) Nurri-Escalaplano lithofacies isopachs; D) Ussassai-
Perdasdefogu lithofacies isopachs (isopachs in metres).

C) Litofacies di Ussassai-Perdasdefogu si nota la presenza episodica di sottili (non più di 25 cm)


orizzonti di argille lignitifere e di siltiti, spesso lentifor-
Questa litofacies possiede uno spessore compreso fra mi, in prossimità del limite con la Formazione delle Do-
0 e 14 m, ed è principalmente sviluppata negli affiora- lomie di Dorgali (posto in corrispondenza della scompar-
menti nordorientali e nordoccidentali dei Tacchi; nella sa degli strati terrigeni franchi). Inoltre, piccoli ciottoli di
parte centrale e meridionale dell’area essa solitamente o quarzo si possono osservare negli strati calcarei. Alla
è molto sottile o manca del tutto (fig. 2D). In questi ulti- base degli strati di argille lignitifere è spesso distinta-
mi areali la transizione della Formazione di Genna Selo- mente visibile una superficie carbonatica irregolare con
le alla Formazione delle Dolomie di Dorgali frequente- deboli evidenze di carsismo allo stato iniziale. I calcari,
mente avviene tramite la litofacies di Nurri-Escalaplano. localmente marnosi, sono tessituralmente compresi fra i
In dipendenza dei settori di affioramento, la litofacies di grainstone peloidali con una certa percentuale di granuli
Ussassai-Perdasdefogu presenta differenze significative. quarzosi, sino ai wackestone bioclastici, ed i mudstone,
Infatti, nel settore nordoccidentale è costituita da dolo- localmente bioturbati, frequentemente fossiliferi: sono
mie marnose con rari strati terrigeni franchi (argille ed presenti gasteropodi (Nerinea bathonica e Natica cf. par-
arenarie sottili); nel settore nordorientale essa invece è tenica, secondo AMADESI et alii, 1960; Bathonella scotica,
formata da alternanze di calcari, calcari dolomitici e sili- Naricopsina umbilicata e Cossmannea (E.) eudesii, secon-
coclastiti generalmente fini (da arenarie medio-fini local- do DIENI et alii, 1983), bivalvi, brachiopodi (Terebratuli-
mente laminate ad argille ed argille lignitifere ricche in dae, Rinchonellidae), ostracodi. Nella parte superiore di
resti di piante) (fig. 4C). Qui possono anche essere local- questa litofacies compaiono placche di crinoidi e forami-
mente presenti rari strati marnosi massivi: in questo caso niferi. Localmente (Nuraghe Nurasolu, Tacco di Ussas-
482 L.G. COSTAMAGNA & S. BARCA

Fig. 3 - Successione stratigrafica del Giurassico dell’area dei Tacchi.


– Jurassic succession of the Tacchi area.
GEOLOGIA DEL GIURASSICO DELL’AREA DEI TACCHI (SARDEGNA ORIENTALE) 483

Fig. 4 - Formazione di Genna Selole: A) Punta Su Carradori: conglomerati poligenici della litofacies di Laconi-Gadoni. B) Nurallao, cava di
Pitzu Arrubiu: deposito di rotta (crevasse splay) sabbioso nelle siltiti argillose della litofacies di Nurri-Escalaplano. C) Ussassai, Nuraghe
Nurasolu: alternanze calcareo-arenacee della litofacies di Ussassai- Perdasdefogu. D) Perdasdefogu: Mound microbialitico nella litofacies di
Ussassai-Perdasdefogu.
– Genna Selole Formation. A) Punta su Carradori: polygenic conglomerates of the Laconi-Gadoni lithofacies. B) Nurallao, Pitzu Arrubiu quarry:
sandy crevasse splay in the clayey siltites of the Nurri-Escalaplano lithofacies; C) Ussassai, Nuraghe Nurasolu: sandstone and limestone alternations
of the Ussassai-Perdasdefogu lithofacies; D) Perdasdefogu: microbialitic mound in the Ussassai-Perdasdefogu lithofacies.

sai) i bioclasti dei wackestone sono formati unicamente In prossimità del contatto con la Formazione delle
da spicole di spongiari. Sono stati anche rinvenuti nume- Dolomie di Dorgali sono stati rinvenuti (Tacchi di Perda-
rosi esemplari di oogoni di Charophyta (Tacchi di Ulas- sdefogu e di Perdalonga) dei piccoli mound microbialitici
sai e di Osini). Secondo DIENI et alii (1983) il contenuto (microbial mound, SCHMID et alii, 2001) (fig. 4D) di spes-
paleontologico permette l’attribuzione di questa parte sore metrico, costruiti da lenti appiattite di micrite fissate
della Formazione di Genna Selole al Bathoniano. L’usua- superiormente da una crosta microbialitica, le quali mo-
le orientamento degli accumuli di gusci di Nerinee, privo strano una chiara evoluzione regressiva verso l’alto. I tap-
di direzione preferenziale, di concerto con la granulome- peti algali si mostrano distintamente laminati, con stuttu-
tria solitamente sottile dei depositi calcarei, ne suggeri- re domiformi, e con un progressivo incremento delle
sce la deposizione in un ambiente prevalentemente di strutture fenestrali verso l’alto del corpo biocostruito. Il
bassa energia. Localmente (Tacco di Perdalonga), negli top del mound di Perdasdefogu è debolmente eroso ed è
strati calcarei sono stati rinvenuti sottili livelli di brecce ricoperto da un sottile strato di brecce a piccoli clasti car-
carbonatiche poligeniche matrice-sostenute, a clasti ge- bonatici centimetrici debolmente laminati, verosimilmen-
neralmente di dimensioni non superiori al cm (ricondu- te prodotti dall’erosione del mound stesso durante l’emer-
cibili a depositi di tempesta o piuttosto a shock sismici?). sione. Il mound è chiaramente inglobato nel sedimento
In sezione sottile è stato anche osservato lo sporadico carbonatico stratificato, ma viene ricoperto al top, sopra
sviluppo di romboedri dolomitici precoci nel fango car- le brecce, da sedimenti argillosi nerastri.
bonatico.
Il passaggio alla sovrastante Formazione delle Dolo-
Formazione di Genna Selole: alcune precisazioni
mie di Dorgali è marcato da intensi fenomeni di dolomi-
tizzazione dei carbonati e dalla scomparsa degli apporti La Formazione di Genna Selole possiede uno stratoti-
terrigeni. po ufficiale misurato presso la località di Dispensa Selole
484 L.G. COSTAMAGNA & S. BARCA

Fig. 5
GEOLOGIA DEL GIURASSICO DELL’AREA DEI TACCHI (SARDEGNA ORIENTALE) 485

(Baunei, Ogliastra); questa sezione è stata dettagliata- di Ussassai-Perdasdefogu della Formazione di Genna Se-
mente descritta da DIENI et alii (1983) e da DIENI & MAS- lole. I gasteropodi rinvenuti in quest’ultima litofacies
SARI (1986a). Nondimeno, nell’area ogliastrina questa for- (DIENI et alii, 1983) consentono di riferire la base della
mazione affiora unicamente in pochi e limitati lembi, che formazione dolomitica al Bathoniano.
tra l’altro scompaiono rapidamente in direzione nord. La Formazione delle Dolomie di Dorgali è costituita
Così, la sezione di Dispensa Selole si configura come un esclusivamente da depositi carbonatici dolomitizzati,
caso particolare di un’area ove la corrispondente forma- massivi o stratificati. In essa sono stati segnalati nume-
zione non è presente in modo significativo, e quindi non rosi fossili: bivalvi, brachiopodi, coralli, echinodermi
sembra essere realmente rappresentativa per l’area dei (DORN, 1940). Frequentemente, l’intenso processo di do-
Tacchi, sita circa 30 km più a sud. Qui la formazione af- lomitizzazione maschera totalmente le tessiture primarie
fiora invece con continuità e con caratteristiche che dei sedimenti carbonatici, sui quali si sovrimpone un mo-
nell’insieme possono essere sensibilmente differenti da saico cristallino, spesso grossolano, di romboedri dolomi-
quelle evidenziate alla Dispensa Selole. Per tal motivo, e tici. Per tale motivo e per la scarsa continuità di buoni af-
considerando la peculiare, estremamente variabile natu- fioramenti, non è stato finora possibile ritrovare una
ra, sia in senso laterale che verticale, delle formazioni di sezione utilizzabile per istituire uno stratotipo. Lo spesso-
ambiente continentale, per l’area dei Tacchi proponiamo re di questa formazione raggiunge i 300 m nel settore
di aggiungere due parastratotipi addizionali: il primo, in- nordorientale dell’area (Tacchi di Seui e di Osini), ove
dividuato lungo la strada Tertenia-Pedasdefogu; il secon- essa passa alle litologie calcaree delle sovrastanti forma-
do, lungo la strada che da Escalaplano conduce alla diga zioni di Monte Bardia e di Monte Tului. Quando l’unità è
di Rio Flumineddu. Qui la successione della Formazione posta direttamente al di sopra del basamento paleozoico,
di Genna Selole risulta continua e particolarmente ben senza l’interposizione della Formazione di Genna Selole,
esposta in tutte le sue litofacies. inizialmente, per lo spessore di alcuni metri, sono molto
Le relative sezioni vengono descritte nel dettaglio diffusi nel sedimento carbonatico ciottoli angolosi e grani
nell’appendice finale. di quarzo; solo in rari casi, questi giungono a formare sot-
tili strati di conglomerati fini in abbondante matrice car-
bonatica.
Tettonica sinsedimentaria nella Formazione di Genna Selole
Sono state distinte numerose litofacies, rappresentati-
In numerosi affioramenti di questa formazione sono ve di differenti ambienti deposizionali; tuttavia, mancan-
state rinvenute varie evidenze di tettonica sinsedimenta- do come anzidetto una sezione stratigrafica di riferimen-
ria, quali filoni nettuniani, faglie sinsedimentarie ad alto to, non può essere effettuata una precisa ricostruzione
angolo sigillate da sedimento indisturbato e limitate delle loro relazioni di sovrapposizione, che sulla base dei
strutture di tipo slump, alle quali sembrano essere legate rilievi effettuati si presumono lateralmente molto variabi-
piccole faglie inverse. Anche le frequenti laminazioni con- li. La principale associazione litologica è formata da alter-
volute, rinvenute prevalentemente nelle sottili alternanze nanze irregolari di calcareniti dolomitizzate (grainstone
della litofacies di Nurri-Escalaplano, e i piccoli straterelli peloidali e bioclastici con possibili ooidi subordinati), a
brecciati presenti nei livelli calcarei della litofacies di Us- laminazione parallela ed incrociata, e calcilutiti dolomi-
sassai-Perdasdefogu potrebbero essere connesse a shock tizzate, localmente bioturbate (da wackestone a mudstone
sismici. In ogni caso, le evidenze di campagna suggerisco- bioclastici) (fig. 5A). Le calcareniti laminate sembrano
no una deformazione precoce, prima della completa litifi- essere collegabili ad episodi di tempesta: infatti, possono
cazione del sedimento. essere spesso osservate sequenze complete di storm layer,
a partire dal lag basale, di frequente bioclastico, che può
erodere indifferentemente sia precedenti depositi di tem-
Formazione delle Dolomie di Dorgali
pesta che le calcilutiti; il lag passa dapprima a calcareniti
La Formazione delle Dolomie di Dorgali costituisce il a laminazione parallela, successivamente a calcareniti a
più esteso e potente deposito giurassico dell’area. A no- laminazione hummocky, ed infine a litologie fangose, non
stro giudizio, seguendo i criteri stratigrafico-deposizionali laminate. Raramente il costituente principale del basal lag
di BOSELLINI et alii (1988), e differentemente da quanto è rappresentato da oncoidi (fig. 5C). Nel fango carbonati-
stabilito da DIENI et alii (1983) e DIENI & MASSARI co sono state anche osservate delle strutture di rip-up (la-
(1986a), la Formazione delle Dolomie di Dorgali inizia cerazioni ed uncinature di fanghi coerenti, con produzio-
con la scomparsa degli strati terrigeni (essenzialmente ne di clasti pelitici intraformazionali), connesse con
formati a quest’altezza stratigrafica da siltiti nerastre e da episodi di trasporto ad alta energia, e costituite da clasti
argille lignitifere) e, conseguentemente, con lo scompari- formati da sedimento carbonatico non completamente li-
re dall’ambiente marino di ogni chiara influenza conti- tificato. Il tipo di bioturbazione, con orientazioni general-
nentale, ancora presente invece nella sottostante litofacies mente verticali (burrows), suggerisce una buona ossigena-

Fig. 5 - Formazione delle Dolomie di Dorgali: A) Sa Teria (Perdasdefogu): calcareniti a laminazione incrociata (tempestiti?) erosive su calcilutiti
bioturbate; B) Coronas (Laconi): microbialiti a tepee; C) Sa Teria (Perdasdefogu): tempestite ad oncoidi al di sopra di laminiti microbialitiche
pellettifere; D) Coronas (Laconi): Lumachella a Nerinee da winnowing. Formazioni di Monte Bardia/Monte Tului; E) Grutta Orroli: cespo
corallino nel patch-reef; F) Nuraghe Serbissi: accumulo di oncoidi in matrice dolomitizzata; G) Punta Margiani Pubusa: possibile breccia di
fore-reef a blocchi corallini; H) Bruncu Mattedi: calcareniti oolitico-bioclastiche. Si notino gli allineamenti di bioclasti (frammenti di bivalvi).
– Dolomie di Dorgali Formation: A) Sa Teria (Perdasdefogu): cross-laminated calcarenites (tempestites) eroding bioturbated calcilutites; B) Coronas
(Laconi): microbialites with tepees; C) Oncoidal tempestite covering pellettoidal microbialites; D) Sa Teria (Perdasdefogu): Nerineae-formed
«Lumachella» deriving from winnowing; E) Grutta Orroli: corals in the patch-reef; F) Nuraghe Serbissi: oncoidal accumulation into a dolomitized
matrix; G) Punta Margiani Pubusa: hypothetical fore-reef breccia containing coral-bearing cobbles; H) Bruncu Mattedi: oolitic-bioclastic calcarenites.
Lineations of bioclasts (bivalves fragments) are evident.
486 L.G. COSTAMAGNA & S. BARCA

zione del fondo marino. Più raramente, è stata osservata di fluidi idrotermali lungo faglie e fratture connesse con il
bioturbazione lungo le superfici di strato (Planolites sp., processo estensionale che ha portato allo sviluppo della
Tacco di Nurri). È stata pure notata la presenza diffusa di Tetide (BERNOULLI & JENKYNS, 1974; ABBATE et alii,
microbialiti (bindstone, fig. 5B), raramente con struttura 1986). Quest’ultimo evento sembra, inoltre, controllato
fenestrale e tepee, localmente contenenti sottili intercala- dalla litologia (in relazione forse alle variazioni di poro-
zioni millimetriche di fango carbonatico (tempestiti dista- sità: FLÜGEL, 1982) che influenza notevolmente l’intensità
li). L’esistenza di accumuli di gasteropodi (Nerinee) non della dolomitizzazione stessa.
gradati, granulometricamente omogenei, di spessore deci-
metrico, poggianti con contatto brusco sul substrato fan-
Formazioni di Monte Tului e di Monte Bardia
goso (fig. 5D), suggerisce inoltre lo sporadico verificarsi
di fenomeni di winnowing. Rare superfici di firm- e hard Le formazioni calcaree di Monte Tului e di Monte
ground (superfici consolidate ed indurite), localmente co- Bardia (AMADESI et alii, 1960) si sovrappongono alla For-
lonizzate e bioturbate, testimoniano il verificarsi di effi- mazione delle Dolomie di Dorgali solitamente con passag-
meri arresti nel normale corso della sedimentazione. gio brusco. In alcuni casi (Punta Mattedi e Grutta Orroli,
Nella parte inferiore della formazione (S.Antonio, Tacco di Osini) esse mostrano con le dolomie un passag-
Tacco di Tertenia) sono stati anche ritrovati strati conte- gio laterale, e localmente ai loro esordi si presentano an-
nenti oncoidi irregolari di dimensioni centimetriche con cora parzialmente incluse in esse, incuneandosi al loro in-
tessitura del tipo floatstone. terno come lingue (M. Arbu, Tacco di Tertenia). Secondo
In alcune località, in prossimità della base della for- le definizioni fornite dai precedenti autori per l’area anti-
mazione, sono stati rinvenuti accumuli metrici di grain- stante il Golfo di Orosei (Ogliastra, Baronie) (AMADESI et
stones oolitici a laminazione incrociata. In alcuni casi essi alii, 1960), mentre l’inferiore Formazione di Monte Tului
poggiano direttamente al di sopra delle alternanze cicli- è costituita omogeneamente da calcari oolitici massivi, la
che di fanghi calcarei e calcari marnosi con rari strati sil- Formazione di Monte Bardia è caratterizzata essenzial-
titici nerastri della litofacies di Ussassai-Perdasdefogu mente da calcari di scogliera e calcari bioclastici massivi.
della Formazione di Genna Selole (es. Nuraghe Ardasai, Nell’area dei Tacchi, ove le due formazioni vengono ora
Tacco di Seui); in altri casi sono contenuti, circa una de- per la prima volta segnalate e descritte, i suddetti litotipi
cina di metri al di sopra del contatto con la formazione risultano invece sovrapposti in alternanza e lateralmente
inferiore, all’interno di mudstone grigiastri e ricoprono sfumanti l’uno nell’altro, in modo che in campagna non
una superficie bioturbata (burrows) (Tacco di Tertenia). risulta possibile effettuare una distinzione fra queste for-
Talora sono presenti strutture di herringbone (Tacco mazioni, almeno come sinora sono state codificate. Così
di Osini e di Perdasdefogu) e di flaser bedding («Tac- si è preferito descriverle nel loro complesso.
chixeddu» di Tertenia). Gli affioramenti della formazione di Monte Tului/Mon-
Frequentemente, in special modo nella parte inferiore te Bardia, qui mai più potenti di 40 m, sono ubicati lungo
dell’unità, sono chiaramente visibili strati dolomitici di una stretta fascia ad andamento NW/SE nel settore nor-
spessore metrico, contenenti vuoti di dimensione centi- doccidentale dell’area dei Tacchi, che si estende dal Tacco
metrica che possono essere ricondotti a dissoluzione di di Seui al Tacco di Tertenia. Essi sono rappresentati da
gusci di gasteropodi, come suggerito da rari modelli inter- calcari oolitici e calcari bioclastici da massivi a mal strati-
ni ben preservati nei medesimi strati, e/o a fenomeni dia- ficati (fig. 5H), tessituralmente costituiti da grainstone da
genetici collegati con la dolomitizzazione. La presenza di oolitici a oolitico-bioclastici, ben classati, con frammenti
cavità riempite da silt vadoso, a superfici discordanti con di coralli, bivalvi, idrozoi spongiomorfi ed alghe verdi.
l’attuale orizzontale, suggerisce il verificarsi di blandi mo- Subordinatamente, sono presenti frammenti di crinoidi e
vimenti tettonici di età più recente che avrebbero bascula- di gasteropodi, foraminiferi e spine di echinidi, queste ul-
to i singoli Tacchi carbonatici. time spesso isoorientate. Frequentemente i bioclasti for-
In diversi affioramenti, probabilmente ubicati a diver- mano il nucleo degli ooidi. Sono anche stati osservati bo-
se altezze stratigrafiche della Formazione delle Dolomie troidi (botroydal lumps), intraclasti e rarissimi cortoidi.
di Dorgali, sono contenuti orizzonti metrici di brecce car- La parte laterale di queste formazioni, quando contenuta
bonatiche poligeniche, in relazione forse ad attività tetto- come lingua all’interno della Formazione delle Dolomie di
nica sinsedimentaria. Dorgali, si assottiglia progressivamente sino a scomparire
Questa formazione passa, solitamente in maniera bru- ed è costituita da wackestone/ mudstone da peloidali a
sca, ai calcari oolitico-bioclastici e di scogliera delle for- bioclastici. In questo caso i bioclasti derivano da gusci di
mazioni di Monte Tului e di Monte Bardia, in quest’area foraminiferi e sottili frammenti di bivalvi. Negli accumuli
non distinguibili l’una dall’altra. oolitici sono state osservate strutture di laminazione pa-
rallela ed incrociata. Gli esemplari centimetrici di Elli-
psactinia rinvenuti consentono di riferire al Giurassico
Alcune precisazioni sulla dolomitizzazione della Formazio-
superiore l’età di queste formazioni. Tale età viene anche
ne delle Dolomie di Dorgali
suggerita dal ruolo importante giocato dagli idrozoi spon-
Sulla base dello studio delle sezioni sottili (che mo- giomorfi, presenti sia in abbondanti frammenti che in in-
strano una dolomitizzazione grossolana con romboedri dividui, i quali risultano essenziali nelle scogliere oxfor-
dolomitici zonati ricoprenti un precedente, più fine, mo- diane-titoniane dei margini della Tetide settentrionale
saico dolomitico), è possibile supporre la presenza di due (WILSON, 1975).
eventi di dolomitizzazione: un primo evento pressocchè Contenuti nei calcari oolitici e bioclastici, sono stati
sin-deposizionale, che determina la dolomitizzazione rinvenuti piccoli patch-reef, formati da framestone coralli-
fine, può essere connesso con meccanismi diagenetici ni (fig. 5E). I vuoti fra i singoli coralliti sono riempiti da
precoci; un secondo evento, responsabile della dolomitiz- ooidi, con subordinati botroidi e detrito bioclastico. Il
zazione grossolana, è possibile sia collegato con la risalita patch-reef meglio esposto si trova in prossimità della som-
GEOLOGIA DEL GIURASSICO DELL’AREA DEI TACCHI (SARDEGNA ORIENTALE) 487

Fig. 6 - Relazioni geometriche schematiche degli affioramenti giurassici della Fm. delle Dolomie di Dorgali e delle Fm. di M. Bardia-M. Tului
dell’affioramento di Mont’Arbu nel Tacco di Tertenia. A = Formazione delle Dolomie di Dorgali; B = Formazione di Monte Bardia-Monte Tului.
– Schematic geometrical relationships of the Jurassic Dolomie di Dorgali Fm. and M. Bardia-M.Tului Fm. outcrops at Mont’Arbu in the Tertenia
Tacco. A = Dolomie di Dorgali Fm.; B = Monte Bardia-Monte Tului Fm.

mità del rilievo di Grutta Orroli (Tacco di Osini), dove un to della Formazione di Genna Selole sono state evidenzia-
piccolo buildup corallino massivo cupoliforme, dello spes- te tre litofacies sovrapposte e ben distinte (fig. 3), che in-
sore massimo di 70 cm e della larghezza di 7-8 m, è con- dicano una precisa evoluzione sedimentaria laterale, sia
tenuto all’interno di grainstones oolitico-bioclastici. in senso meridiano da W verso E (variazioni litologiche)
Sono presenti anche sporadici strati di intraclasti po- che verso il centro dell’area studiata (assottigliamento
ligenici, a base erosiva, formati da elementi angolosi cen- progressivo). La formazione, nelle varie località, mostra
timetrici in abbondante matrice calcarea sabbioso-fango- variazioni delle caratteristiche litologiche e di spessore
sa. In altri casi, la caratteristica forma cupolare esibita (fig. 2), anche relativo, delle litofacies, oltre ad un loro as-
dagli affioramenti della formazione di Monte Tului/Mon- sottigliamento, a luoghi sino alla totale scomparsa, in
te Bardia (es. M. Arbu, Tacco di Tertenia, fig. 6), parzial- coincidenza di un’area centrale di forma grosso modo
mente inclusa all’interno della Formazione delle Dolomie subcircolare («Alto morfostrutturale barbaricino»).
di Dorgali, suggerisce un primo momento, precoce ma ef- Nel dettaglio, analizzando gli spessori ed i caratteri li-
fimero, di sviluppo delle litologie di barriera. A Punta tostratigrafici delle singole litofacies, sorgono ulteriori
Margiani Pubusa, sul Tacco di Seui, al di sopra di uno spunti di riflessione. La litofacies di Laconi-Gadoni (fig.
strato di grainstone oolitici con raro detrito corallino, 2B) mostra un forte sviluppo nella fascia settentrionale e
spesso circa 2 m, ricoprente la Formazione delle Dolomie in un’area meridionale fra gli abitati di Escalaplano e di
di Dorgali, è posto un livello di brecce grossolane potente Perdasdefogu, dove essa risulta prevalente rispetto alle al-
circa 10 m (fig. 5G), in cui i blocchi, delle dimensioni sino tre litofacies. Anche la composizione litologica dei con-
a 50 cm, sono principalmente formati da frammenti di glomerati risente della collocazione geografica. Infatti,
framestone corallino. Si suppone che quest’accumulo pos- come predetto, la presenza dei conglomerati poligenici è
sa essere riferito a brecce di avanscogliera, benchè l’as- limitata alle fasce di maggior spessore di questa litofacies;
senza di un contatto diretto con un corpo di barriera non inoltre, queste fasce, mentre mostrano un progressivo de-
permetta di confermare definitivamente quest’ipotesi. cremento degli spessori in direzione delle aree più esterne
Frequentemente la successione giurassica si chiude dei Tacchi, per converso esse si riducono bruscamente,
con strati contenenti oncoidi centimetrici immersi in una talora sino alla repentina scomparsa, verso il centro
matrice sottile, con granulometria compresa fra la sab- dell’area studiata.
biosa e la fangosa, ed a composizione da calcarea (M. La litofacies di Nurri-Escalaplano al contrario mostra
Arbu, Tacco di Tertenia) a dolomitica (Nuraghe Serbissi, il suo maggiore sviluppo (fig. 2C) nelle aree centrali (sep-
Tacco di Osini, fig. 5F). Gli oncoidi sembrano svilupparsi pure qui le zone di massimo spessore mostrino un’esten-
principalmente attorno a frammenti bioclastici. L’analisi sione arealmente limitata e siano nel complesso irregola-
in sezione sottile ha messo in evidenza, attraverso l’aspet- ri), e, in misura minore, nella fascia settentrionale. In
to di alternanze micritico/granulari degli inviluppi algali, questi settori essa, rispetto alle altre litofacies, nell’insie-
la stretta somiglianza di questa litofacies con la litofacies me della Formazione di Genna Selole risulta essere preva-
oncolitica segnalata e descritta nella Sardegna nordorien- lente, quando non esclusiva.
tale da MASSARI & DIENI (1983). La litofacies di Ussassai-Perdasdefogu mostra il suo
massimo sviluppo nell’area nordorientale, e, subordinata-
mente, in quella nordoccidentale (fig. 2D). Nell’area nor-
DISCUSSIONE E CONCLUSIONI
dorientale essa localmente può essere dominante rispetto
alle altre litofacies; si ha inoltre una netta differenza lito-
Stratigrafia logica fra le due aree (dolomie marnose a NW, alternanze
calcareo-silicoclastiche a NE), presumibilmente dovute a
Lo studio di dettaglio delle unità litostratigrafiche del fattori paleogeografici.
ciclo di sedimentazione giurassico nell’area dei Tacchi, Per converso, i caratteri stratigrafici della Formazione
condotto attraverso rilievi geologici e sezioni misurate, ha delle Dolomie di Dorgali si mostrano molto più omogenei:
consentito di definirne in modo più compiuto il quadro le facies in essa riconosciute infatti sono molto simili in
stratigrafico e paleogeografico. In primo luogo, nell’ambi- tutta l’area dei Tacchi. A causa di una significativa erosio-
488 L.G. COSTAMAGNA & S. BARCA

ne della parte alta della successione, crescente da NE ver- siltiti argillose scure, in prossimità del contatto con la so-
so SW, in gran parte dell’area indagata non è possibile tut- vrastante Formazione delle Dolomie di Dorgali, di resti
tavia dare una stima delle variazioni areali degli originari bioclastici (bivalvi, brachiopodi) e di vegetali, fa pensare
spessori. A questo fanno eccezione le aree nordorientali alla deposizione di questa parte della successione in aree
(Tacchi di Seui, Osini, Ulassai, Tertenia): qui, in base alla costiere, lagunari/palustri, ad apporti alternati, ed ove
presenza delle formazioni calcaree di Monte Tului/Monte l’ambiente marino già possedeva una certa, seppur forse
Bardia che ne costituiscono il tetto, lo spessore della For- episodica, influenza. Secondo MARINI et alii (1991), la
mazione delle Dolomie di Dorgali risulta compreso, lungo composizione esclusivamente quarzosa delle arenarie di
una fascia ad andamento NW/SE, fra circa 300 m (Tacco questa litofacies, almeno in parte, potrebbe essere attri-
di Seui) e circa 100 m (Tacco di Tertenia). buita a processi diagenetici tardivi indotti dai fluidi circo-
Come detto in precedenza, le formazioni calcaree di lanti legati all’importante presenza di materia organica.
Monte Tului/Monte Bardia, con cui si conclude la succes- La litofacies di Ussassai-Perdasdefogu, costituente di
sione mesozoica dei Tacchi, in questo lavoro sono state frequente la transizione dalla Formazione di Genna Selo-
accorpate poiché i litotipi con i quali sono state definite le alla Formazione delle Dolomie di Dorgali, rappresenta
dagli autori precedenti (AMADESI et alii, 1960; DIENI & un chiaro esempio di passaggio progressivo dall’ambiente
MASSARI, 1986a) sono di solito indistinguibili: nel partico- continentale all’ambiente marino. Nelle aree nordorienta-
lare si osserva che le litologie di barriera organogena della li la fauna e le strutture rinvenute evidenziano, con la loro
Formazione di Monte Bardia usualmente costituiscono evoluzione, la transizione da sistemi di piana alluvionale
delle enclaves di estensione sia verticale che orizzontale ad ambienti lagunari a crescente influenza marina, in cui
abbastanza limitata, ora di forma più o meno stratoide, si verifica usualmente una sedimentazione carbonatica
ora di forma cupolare, all’interno delle litologie oolitiche franca, ma nei quali, episodicamente, forse ad opera di
ed oolitico-bioclastiche della Formazione di Monte Tului. piene fluviali, pervengono forti apporti di sedimento terri-
geno che va a costituire accumuli di spessore non trascu-
rabile. Inoltre, ciclici ma nettamente subordinati eventi
AMBIENTI DEPOSIZIONALI regressivi causano effimere emersioni delle lagune carbo-
natiche, lo svilupparsi di un limitato carsismo, e la depo-
Formazione di Genna Selole sizione di sottili, discontinui sedimenti palustri (argille li-
gnitifere). Per converso, nei settori nordoccidentali, la
I caratteri sopra descritti suggeriscono che la Forma- sedimentazione di passaggio dall’una all’altra formazione
zione di Genna Selole rappresenti un sistema deposizio- è costituita da dolomie marnose che solo sporadicamente
nale continentale pressoché completo, dagli ambienti di mostrano intercalazioni terrigene pure. Ciò potrebbe in-
energia più elevata sino ad un sistema alluvionale e palu- dicare, da questo lato dell’area dei Tacchi, il perdurare,
stre-litorale. La sua deposizione ed i suoi spessori sono seppur diluito nel tempo, dell’apporto continentale, legato
condizionati dalla paleogeografia e dall’assetto del basa- a fattori paleogeografici.
mento sottostante, presumibilmente all’epoca interessato Le facies lagunari e la loro progressiva evoluzione
da movimenti tettonici di tipo distensivo. Inferiormente, sono ampiamente rappresentate dalle tessiture e dalla
la litofacies di Laconi-Gadoni, sulla base della granulome- composizione dei litotipi carbonatici rinvenuti, che indi-
tria e delle strutture sedimentarie rinvenute, può ritenersi cano ambienti di acqua bassa e calda con una moderata
deposta in un contesto compreso fra la conoide alluviona- circolazione (grainstone peloidali), passanti verso l’alto ad
le ed il sistema di fiume intrecciato. Gli eventi deposizio- ambienti leggermente più profondi e più aperti (wackesto-
nali conglomeratici possono essere interpretati come bar- ne bioclastici).
re fluviali, separate fra loro da superfici erosive dovute a In questo contesto va evidenziata l’esistenza di un ba-
frequenti piene alluvionali. Gli intercalari sabbiosi ed ar- samento più o meno alterato, a luoghi sino alla comparsa
gillosi al top delle sequenze conglomeratiche potrebbero dei cosiddetti «paleosuoli lateritici», alla base della Forma-
indicare rispettivamente dei momenti di energia decre- zione di Genna Selole. Esso è presente, e solo a tratti, uni-
scente e delle stasi del trasporto. Le strutture caotiche dei camente nella parte centrale e centro-orientale dell’area
conglomerati, di importanza crescente verso NNE, sugge- studiata, e precisamente in quei settori ove la litofacies ba-
rirebbero la comparsa quantomeno di facies distali di co- sale di Laconi-Gadoni manca o è estremamente sottile.
noide alluvionale in questa direzione. La locale presenza Questo ed altri aspetti significativi verranno approfonditi
di superfici arrossate sui conglomerati indicherebbe mo- nella parte dedicata alla paleogeografia.
menti di più prolungata stasi degli eventi deposizionali.
La litofacies di Nurri-Escalaplano è invece legata allo
Formazione delle Dolomie di Dorgali
sviluppo di un ambiente di piana alluvionale-palustre, di
bassa energia, presumibilmente mai molto estesa, attra- Questa formazione, estremamente omogenea in tutta
versata da canali migranti ed interessata da depositi di l’area di studio, è riconducibile ad un ambiente di shelf
rotta (crevasse splay), colonizzata da vegetazione di clima carbonatico, di bassa profondità e di bassa energia, in cui
caldo-umido (DEL RIO, 1976; 1984). In accordo con MARI- di frequente si depositano i prodotti di eventi di tempeste,
NI et alii (1991), mentre la presenza di pirite può essere caratterizzati dalle tipiche sequenze a tripletta (DOTT &
spiegata con l’azione di batteri riducenti in ambiente pa- BURGEOIS, 1982; LUALDI & SANTI, 1987) che si sovrim-
lustre (pirite framboidale), i cristalli e gli accumuli di ges- pongono sui fanghi di piattaforma. Non mancano tuttavia
so rinvenuti possono essersi sviluppati in sede diageneti- aree ristrette caratterizzate da subambienti più caratteri-
ca, attraverso il rilascio dello S dalla pirite e del Ca dai stici, come aree di barra/cordone oolitico, che proteggono
carbonati. La sporadica, contemporanea, presenza in ta- una laguna interna (grainstone oolitici di Nuraghe Arda-
lune aree (es. Tacchi di Perdasdefogu e di Nurri), all’inter- sai sulle alternanze calcari/marne della litofacies di Ussa-
no di arenarie quarzoso-carbonatiche alternate a siltiti e sai-Perdasdefogu), effimere aree intertidali (bindstone:
GEOLOGIA DEL GIURASSICO DELL’AREA DEI TACCHI (SARDEGNA ORIENTALE) 489

Fig. 7 - Schema paleogeografico dell’area dei Tacchi. 1) Basamento paleozoico; 2) «Paleosuoli lateritici»; 3) Formazione di Genna Selole:
Litofacies di Laconi-Gadoni; 4) Formazione di Genna Selole: Litofacies di Nurri-Escalaplano; 5) Formazione di Genna Selole: Litofacies di
Ussassai-Perdasdefogu (a: facies nordoccidentale; b: facies nordorientale); 6) Formazione delle Dolomie di Dorgali.
– Paleogeographic sketch of the Tacchi area 1) Paleozoic Basement; 2) «Lateritic paleosols»; 3) Genna Selole Fm.: Laconi-Gadoni lithofacies;
4) Genna Selole Fm.: Nurri-Escalaplano lithofacies; 5) Genna Selole Fm.: Ussassai-Perdasdefogu Lithofacies (a: northwestern facies; b: northeastern
facies); 6) Dolomie di Dorgali Formation.

Coronas, Tacco di Laconi; Sa Teria, Tacco di Perdasdefo- una sedimentazione di profondità solo leggermente più
gu), e possibili aree di pond ristretto (floatstone ad oncoi- elevata, ma presumibilmente superiore a quella che con-
di di S. Antonio, Tacco di Tertenia). Sono rappresentati sente lo sviluppo ottimale dei patch-reef.
anche momenti di sedimentazione rallentata od arrestata
del tutto, come testimoniato dalle seppur rare superfici di
hard- e firm-ground, localmente interessate da bioturba- Paleogeografia
zione e bioerosione di organismi escavatori (Tacco di Per- Le evidenze stratigrafico-sedimentologiche presentate
dasdefogu). La presenza di livelli di brecce poligeniche, consentono di ipotizzare, immediatamente prima e duran-
presumibilmente poste a varie altezze stratigrafiche, sug- te i primi momenti di deposizione della Formazione di
gerisce anche l’esistenza di fenomeni di tettonica sinsedi- Genna Selole, la presenza nella Sardegna centrale di
mentaria. Le differenze di spessori della formazione ri- un’area rilevata del basamento paleozoico («Alto morfo-
scontrate nei settori nordorientali, unica area in cui strutturale barbaricino») (fig. 7), evidenziato dalle aree di
risulta possibile fare tali confronti a causa della presenza minor spessore della litofacies di Laconi-Gadoni: tale alto
delle formazioni calcaree soprastanti, indicherebbero rifornisce di detrito grossolano le aree di basso morfologi-
l’esistenza di differenti tassi di subsidenza nei vari settori co circostanti, determinando così il loro graduale colma-
della piattaforma, e quindi di differenti tassi di sedimen- mento. Sulla base degli spessori deposti, è presumibile che
tazione. l’entità dei dislivelli iniziali non dovesse essere superiore al
centinaio di metri. In prossimità dei margini di questo ri-
Formazione di Monte Tului/Monte Bardia lievo il sedimento grossolano raggiunge i massimi spessori
(piccole conoidi legate a faglie attive?), i quali diminuisco-
Le litologie costituenti queste ultime formazioni, si- no gradualmente allontanandosi tutt’attorno da esso. La
tuate al top della successione giurassica dei Tacchi, maturità dei conglomerati segue lo stesso comportamento,
sembrano rappresentare un settore marginale dello shelf essendo minore in prossimità dei bordi dell’alto (conglo-
carbonatico giurassico, contraddistinto da condizioni di merati poligenici), e aumentando gradualmente allonta-
elevata energia, presumibilmente caratterizzato da aree di nandosi da essi (conglomerati quarzosi), in conseguenza
barra oolitica (grainstone oolitici) nelle quali episodica- dell’aumento dell’entità del trasporto, e quindi dell’usura
mente si instaurano le condizioni ambientali necessarie meccanica e dell’alterazione chimica. Contemporanea-
per lo sviluppo di piccoli patch-reef corallini: la presenza, mente, sulla superficie dell’alto morfostrutturale, a parte
subordinata ma significativa, di bioclasti nei grainstones qualche raro e modesto accumulo di materiale grossolano
(coralli, alghe, foraminiferi, idrozoi spongiomorfi), sia (in relazione forse all’esistenza di minori strutture di-
come frammenti isolati che di frequente al nucleo degli stensive) al suo interno, la sedimentazione risulta essere
ooidi, indicherebbe una maggiore o minore prossimità pressoché assente; qui il basamento, esposto agli agenti
dell’area di produzione degli ooidi ai medesimi patch-reef. atmosferici aggressivi di un clima caldo-umido di tipo tro-
Le sovrastanti, seppur episodiche, facies ad oncoidi im- picale, è soggetto ad un’intensa alterazione che a luoghi
mersi in un’abbondante matrice micritica (floatstone ad porta sino allo sviluppo di «paleosuoli lateritici».
oncoidi) potrebbero indicare, in buon accordo con l’inter- Ad una certa distanza dall’alto si sviluppa la sedimen-
pretazione fornita da MASSARI & DIENI (1983), l’inizio di tazione sottile di piana alluvionale-palustre rappresentata
490 L.G. COSTAMAGNA & S. BARCA

dalla litofacies di Nurri-Escalaplano. Successivamente steepened ramp) in progressivo approfondimento verso


quest’ultima, a seguito dell’evolversi dell’erosione e della NE. Secondo COSTAMAGNA & LECCA (2002) l’area dei Tac-
sedimentazione e della conseguente diminuzione dei di- chi sarebbe stata un settore di inner shelf in aggradazione,
slivelli, come anche di una probabile generale tendenza in contrasto con le regioni ogliastrine poste più a NE, cor-
trasgressiva, prograda al di sopra dell’alto morfostruttura- rispondenti ad un middle-outer shelf in progressiva pro-
le. Questo tuttavia, in alcune limitate località continuerà gradazione verso il bacino.
ad essere esposto, come testimoniato dalla diretta sovrap-
posizione su di esso della Formazione delle Dolomie di
Inquadramento della successione giurassica dei Tacchi
Dorgali. Infine, con la deposizione della litofacies di Us-
nell’ambito del Mesozoico della Sardegna e del margine
sassai-Perdasdefogu, immediato prodromo della trasgres-
continentale nord-tetideo.
sione, si evidenzia una più chiara influenza dell’ambiente
marino. Ma, mentre a NW la transizione al marino avvie- Considerata nel contesto del margine settentrionale
ne tramite apporti terrigeni commisti ai sedimenti carbo- della Tetide (fig. 8), l’area dei Tacchi nel Giurassico me-
natici, a NE gli eventi deposizionali carbonatici e silico- dio-superiore rappresenta la parte interna di un sistema di
clastici rimangono nettamente separati. piattaforma continentale evolvente da un ambiente allu-
Ciò può essere spiegato ipotizzando un diverso scena- vionale verso uno shelf carbonatico in progressivo ap-
rio paleogeografico nelle due direzioni: mentre a NE si ha profondimento verso l’attuale NE. Questo complesso siste-
una transizione verso il mare aperto (margine tetideo), e ma deposizionale viene lentamente sommerso durante il
quindi i contributi terrigeni sono unicamente legati ai re- graduale collasso del suddetto margine, sino a raggiungere
sidui apporti (da piene fluviali?) forniti da quello che ri- presumibilmente, come suggerito dalle coeve successioni
mane dell’alto morfostrutturale, verso NW erano presu- affioranti nell’area dell’Ogliastra e nelle Baronie, profon-
mibilmente presenti altri alti di basamento in erosione, dità prossime a quelle bacinali. Verosimilmente, durante il
che continuavano in quel momento a rifornire con conti- processo di apertura della Tetide, il margine sud-europeo
nuità di materiale terrigeno le aree depresse fra di essi è inizialmente articolato in horst e graben che danno già
comprese, dando luogo alla sedimentazione mista dolo- luogo inizialmente a successioni differenziate per profon-
mitico-marnosa. In questa maniera viene in un certo dità e che, a seguito dell’evolversi del processo distensivo,
senso confermata l’ipotesi di VARDABASSO (1948, 1959), si trasformeranno in aree di piattaforma isolata ed aree
ripresa da altri Autori (FOURCADE et alii, 1977, e bibl. bacinali (BERNOULLI & JENKINS, 1972; BOURBON et alii,
annessa), circa la presenza di una dorsale emersa («dor- 1973; ABBATE et alii, 1986; STAMPFLI & MARCHANT, 1997).
sale vindeliciana») nella Sardegna centrale durante il Giu- In base alle prime ricostruzioni paleogeografiche (OR-
rassico. Tuttavia, a nostro giudizio, l’esistenza di una dor- SINI et alii, 1980), confermate anche da sintesi più recenti
sale vera e propria che separasse nettamente due bacini (STAMPFLI & MARCHANT, 1997; DERCOURT et alii, 2000),
di sedimentazione mesozoica in Sardegna non appare l’area sarda è in questo momento adiacente e parallela al
giustificata; è più verosimile che per un certo intervallo di margine tetideo in evoluzione, e mostra notevoli somiglian-
tempo la stessa Sardegna centrale (ed in particolare l’area ze con successioni di aree contigue (per la Sardegna occi-
dei Tacchi) esercitasse funzioni di dorsale emersa (proba- dentale: es. Provenza, AUBOIN & BROUSSE, 1975 e bibl. an-
bilmente articolata in un arcipelago di blocchi rilevati nessa; FOURCADE et alii, 1977; per la Sardegna orientale: es,
orientati secondo un allineamento NW/SE, relitto di alti successioni dell’«Autoctono» Corso, PEYBERNÉS et alii,
strutturali ercinici), in progressivo smantellamento. In 2001). In generale, all’inizio del Giurassico medio (con un
ogni caso, a differenza degli Autori precedenti (ad es. minimo subsidente al Bajociano) tutta l’area della Sarde-
DERCOURT et alii, 2000), che attribuiscono alla Sardegna gna occidentale (Nurra, Sulcis) sembra caratterizzata da
orientale una durevole fase di continentalità almeno du- una subsidenza limitata, mentre le aree centro-orientali
rante il Liassico, e sulla base dei consueti tassi di erosione mostrano un comportamento assimilabile ad un horst. Un
sotto climi caldo-umidi (AA.VV., 1990), si può anche ipo- comportamento simile, controllato da un’importante tetto-
tizzare che la durata dell’emersione infragiurassica della nica estensionale, è stato documentato da BEAUVAIS &
Sardegna centro-orientale sia stata molto più limitata nel RIEUF (1981) in Corsica al limite Lias-Dogger.
tempo, e con estensione cronologica progressivamente mi- Nella Sardegna occidentale la sedimentazione conti-
nore da SW verso NE. nua indisturbata, nonostante una netta diminuzione delle
Successivamente, con l’inondazione completa degli profondità deposizionali al Bathoniano (passaggio da una
alti morfostrutturali di basamento, e con la conseguente piattaforma carbonatica subtidale ad effimeri ambienti di
scomparsa degli apporti terrigeni, avviene il passaggio acqua dolce e sistemi di lago costiero, seguiti nuovamente
alla sedimentazione franca di shelf carbonatico della For- da ambienti marini franchi di bassa profondità: CHERCHI
mazione delle Dolomie di Dorgali. Sulla base degli ele- & SCHROEDER, 1986a; D’ARGENIO et alii, 1986), e viene
menti descritti per le formazioni carbonatiche (abbon- così registrato e conservato tutto il record stratigrafico
danza degli eventi di tempesta, che suggeriscono l’assenza dal Triassico al Giurassico (Sardegna NW: CHERCHI &
di vere e proprie barriere continue; ristrette dimensioni SCHROEDER, 1986b; Sardegna SW: COSTAMAGNA, 2000).
degli apparati biocostruiti), ed anche sulla base delle co- Per contro, in corrispondenza dell’horst della Sardegna
noscenze stratigrafico-sedimentologiche relative alle suc- orientale si può ipotizzare che vengano smantellate gran
cessioni giurassiche poste più a settentrione, dell’Oglia- parte delle coperture permo-triassiche e forse liassiche
stra (DIENI & MASSARI, 1986a; COSTAMAGNA & LECCA, (oltre che larghe porzioni del basamento ercinico); parte
2002) e delle Baronie (Posada; DIENI & MASSARI, 1986a,b; delle successioni mediotriassiche (area del Sarcidano-
BARCA & COSTAMAGNA, 2002), le quali mostrano, oltre ai Gerrei, COSTAMAGNA et alii, 2000), presumibilmente a
caratteri descritti, solo accumuli molto limitati di facies causa della loro posizione prossima al margine occidenta-
di scarpata, si suggerirebbe per lo shelf giurassico della le degli horst, viene localmente conservata e ricoperta dal-
Sardegna orientale una configurazione di rampa (distally- la successiva trasgressione mediogiurassica.
GEOLOGIA DEL GIURASSICO DELL’AREA DEI TACCHI (SARDEGNA ORIENTALE) 491

Fig. 8 - Inquadramento paleogeografico e regio-


nale della Sardegna nel Calloviano medio, con
ubicazione dell’area studiata (modificato da
DERCOURT et alii, 2000).
– Paleogeographic and regional frame of Sardinia
in the Middle Callovian: the location of the studied
area is shown (modified from DERCOURT et alii,
2000).

Sequenze simili di eventi, con profondità variabile del Prealpi mediane svizzere e francesi; SEPTFONTAINE, 1983)
livello erosivo a seconda della paleoposizione nel contesto tettonicamente più depresse (graben), la sedimentazione
del margine nord-tetideo in evoluzione (su horst o su gra- continua indisturbata, evolvendosi verso caratteri franca-
ben), vengono riscontrate nello stesso intervallo di tempo mente bacinali lungo il corso del Triassico-Giurassico.
(Bajociano-Bathoniano) in varie successioni ritenute In questo contesto paleogeografico-strutturale, il gra-
paleogeograficamente contigue all’area sarda da diversi duale decremento di spessori verso la Sardegna NE della
Autori (STAMPFLI, 1993; STAMPFLI & MARCHANT, 1997; Formazione di Genna Selole e della Formazione delle
DERCOURT et alii, 2002). Aree in erosione (horst), con Dolomie di Dorgali, cioé di quelle formazioni che si de-
sovrapposizione in disconformità dei depositi mediogiu- pongono in un contesto di bassa subsidenza, a favore
rassici su quelli triassici, sono descritte ad es. nell’area delle formazioni di margine (formazioni di Monte Bardia
brianzonese («révolution du Lias sup.», BOURBON et alii, e di Monte Tului) e di scarpata/bacino (Formazione di
1973; COSTAMAGNA et alii, 2002) e in parte delle Prealpi S’Adde) è spiegabile con il maggiore tasso di sprofonda-
mediane svizzere e francesi («Domaine intermediaire», mento crostale nelle aree di Ogliastra e Baronie, connes-
SEPTFONTAINE, 1983). Altre aree, poste in settori già con so con la loro maggiore prossimità all’area oceanica (e
un certo grado di subsidenza (forse sui fianchi degli quindi poste sul fianco orientale dell’horst sardo) del-
horst) mostrano una regressione di entità minore, che si l’oceano ligure-piemontese (DERCOURT et alii, 2000). Il
manifesta con depositi transizionali palustri all’interno di corso degli eventi giurassici nella Sardegna orientale può
successioni di laguna carbonatica: ad es., nel bacino di essere pertanto sintetizzato nel modo seguente:
Causses (Francia SE) (PHILIPPE et alii, 1998), ove si ri-
scontra durante il Bathoniano una situazione stratigrafi- 1) sviluppo dell’horst («Alto morfostrutturale barbari-
co-deposizionale molto simile a quella della Sardegna oc- cino») ed erosione delle coperture permo-triassiche e for-
cidentale (CHERCHI & SCHROEDER, 1986b). In altre aree se liassiche più o meno completa, a seconda della loro pa-
ancora (ad es. «Domaine a Cancellophycus» s.l. delle leoposizione (limite Lias/Dogger);
492 L.G. COSTAMAGNA & S. BARCA

2) subsidenza differenziata dell’horst da SW a NE: Litofacies di Nurri-Escalaplano.


mentre l’area di SW (Tacchi), soggetta a prevalente ero- 5) 0.45 di: argille grigio-scure, con intercalazioni di argille ocra-
sione, sviluppa nelle parti più depresse una significativa ceo-rossastre ferrose;
successione continentale, sulla quale successivamente tra- 6) 1.50 m di: arenarie stratificate, da grigie a beige chiaro, con
rari frammenti di quarzo subangoloso di dimensione plurimillime-
sgrediscono i carbonati di acqua bassa, le aree nordorien- trica, localmente a struttura nodulare, con strutture di laminazione
tali (Ogliastra e Baronie) passano rapidamente da succes- parallela e, più rara, incrociata Sono presenti livelli a burrows. Late-
sioni di bassa profondità a successioni di middle ed outer ralmente il livello si ispessisce di circa 1/2 m e compare un’intercala-
shelf (dal Dogger medio al Malm); zione dello spessore di circa 10-15 cm di argille siltose da nerastre a
grigie straterellate, interessate da load-cast e laminazioni convolute;
3) sprofondamento finale e passaggio di pressocchè 7) 2.90 m di: argille ed argille siltose di colore da grigio a nera-
tutta la Sardegna orientale a condizioni di bacino poco stro, con rari strati decimetrici di arenarie quarzose;
profondo a sedimentazione carbonatica (Malm). 8) 0.65 m di: argille ed argille ferugginose straterellate, giallo-
rossastre, con ricircolazioni ferrose in fratture millimetriche;
Le potenti successioni giurassiche dell’Ogliastra e delle 9) 0.50 cm di: quarzareniti stratificate beige chiaro a laminazio-
Baronie, nelle quali la Formazione di Genna Selole e la ni incrociate, contenenti rari frammenti vegetali;
Formazione delle Dolomie di Dorgali hanno scarso svilup- 10) 0.20 cm di: microconglomerati quarzosi beige-giallastro.
po, si deporrebbero così sul fianco orientale dell’horst, ove
la subsidenza raggiunge valori più elevati, in coincidenza Litofacies di Ussassai-Perdasdefogu
della maggiore prossimità all’asse di espansione tetideo. 11) 0.70 cm di: dolomie a clastini angolosi di quarzo;
Vale la pena rilevare come le formazioni di barra ooliti- 12) 0.60 di: dolomie grigie microcristalline;
13) 0.40 cm di: alternanze di quarzareniti beige e siltiti quarzose
ca/barriera della «reef girdle» europea del Giurassico supe- grigiastre; alla sommità delle quarzareniti sono presenti superfici di
riore (WILSON, 1975) estese nella direzione dei paralleli dal strato a burrows;
Caucaso alla Francia meridionale, mostrino contesti depo- 14) 0.70 cm di: quarzareniti stratificate grigio-giallastre a lami-
sizionali e faunistici (patch-reef a coralli ed idrozoi) molto nazioni parallele ed incrociate. Tra questo orizzonte ed il superiore è
disposto un livello (sino a decimetrico) discontinuo a piccole tasche
simili a quelli esibiti, a scala minore, dai patch-reef delle di siltiti argillose scure;
formazioni di Monte Bardia. Secondo WILSON (1975), que- 15) 0.80 cm di: dolomie grigie microcristalline con addensa-
ste successioni si deposero su una dorsale (corrispondente menti laminari di ciottolini subangolosi / subarrotondati di quarzo
a un alto del basamento paleozoico), facente funzione di di dimensioni centimetriche; alla sommità sono posti 40 cm di calca-
ri grigi; sono visibili «fantasmi» di possibili oncoliti;
margine della piattaforma dell’Europa occidentale, che 16) 0.20 cm di; siltiti e siltiti argillose di colore da bianco a gri-
successivamente, con la progressiva espansione tetidea, gio scuro / nerastro;
giunse a collassare. Le barre oolitico-bioclastiche della For- 17) 0.40 cm di: arenarie quarzose;
mazione di M. Tului e le piccole biocostruzioni (patch-reef) 18) 0.40 cm di: argille lignitifere con intercalazioni di argille fer-
rose rossastre;
della Formazione di Monte Bardia potrebbero pertanto es- 19) 0.90 cm di: quarzareniti di colore giallastro;
sersi deposte nello stesso contesto dinamico. 20) 0.15 cm di: siltiti scure;
21) 0.50 cm di: argille grigio-nerastre ed argille siltose;
22) 2.20 m di: dolomie microcristalline ben stratificate, da gri-
APPENDICE gio-giallastre a grigio scuro, contenenti strutture di laminazione.
All’interno degli strati sono presenti relitti di una struttura nodulare
DESCRIZIONE DEI PARASTRATOTIPI da possibile bioturbazione;
DELLA FORMAZIONE DI GENNA SELOLE 23) 0.30 cm di: dolomie arenacee scure, sottilmente laminate,
con possibili frammenti di feltri algali ed oncoliti;
Fm. di Genna Selole: sezione di Serra Is Arangius (Perdasdefogu) 24) 1.50 m di: dolomie come (22);
25) 0.20 cm di: argille scure;
Dal basso verso l’alto: 26) 1.50 m di: dolomie come (22);
1) Alla base: basamento paleozoico fortemente deformato ed al- 27) 0.10 cm di: argille lignitifere straterellate.
terato, localmente canalizzato, costituito da scisti filladici e porfiroi-
Segue verso l’alto:
di fittamente scistosi.

FORMAZIONE DELLE DOLOMIE DI DORGALI


FORMAZIONE DI GENNA SELOLE
28) 2.1 m di: dolomie grigie microcristalline fratturate, con li-
Litofacies di Laconi-Gadoni velli stratoidi di noduli calcitici allineati;
29) 1.65 m di: dolomie grigie microcristalline stratificate, frattu-
2) da 2 a 4 m di: conglomerati quarzosi biancastri mal stratifica- rate, alterate;
ti, localmente in matrice arenacea fine quarzosa, con rare lenti di 30) 1.90 m di: dolomie stratificate di colore da grigio scuro a
arenarie quarzose biancastre con laminazione incrociata a festone; i crema, fratturate. Nella parte inferiore compare un intervallo con
clasti, da subangolosi ad arrotondati (raramente allungati) sono di sottili frammenti di gusci di bivalvi disposti caoticamente nel sedi-
dimensione compresa fra 10 cm ed 1 mm, ma la media è di circa 1-2 mento; al di sopra, con possibile contatto erosivo, si passa a dolomie
cm; le sporadiche embriciature indicano trasporto verso N; gli inter- laminate (laminazioni parallele e, forse, incrociate) con frammenti
valli deposizionali, da metrici ad emimetrici, sono mediamente orga- di feltri algali allungati, lateralmente discontinui e dello spessore
nizzati; alla base sono visibili in maniera discontinua, disposti nelle massimo di 0.5 cm, e possibili oncoidi;
irregolari depressioni del basamento, circa 40 cm di conglomerati 31) 0.25 m di: dolomie scure microcristalline, poggianti con
sottili ed arenarie quarzose in matrice argillosa scura, ricchi di fram- contatto erosivo sul precedente intervallo, in cui si intravede una
menti e livelletti di lignite. Qui l’appoggio dei livelli conglomeratici struttura a chiazze («clotted»), dovuta forse a un possibile accumulo
quarzosi sui livelli a lignite genera load-casts e strutture di lamina- di oncoidi e frammenti di feltri algali di tipo stromatolitico.
zione convoluta. Sono visibili spalmature di patine gialle dovute a
ossidazione di zolfo e ricircolazione successiva; In questa località la Formazione di Genna Selole mostra uno spessore
3) 2.2 m di: conglomerati quarzosi biancastri analoghi ai prec- totale di circa 26.7 m
denti, salvo le dimensioni medie dei clasti, leggermente inferiori; alla
base è presente un livello di lignite dello spessore di circa 10 cm;
4) 3.20 m di: alternanze di arenarie quarzose biancastre e micro- Fm. di Genna Selole: sezione di Nuabbila-Montarbu (strada verso la
conglomerati quarzosi, con intercalati rari strati conglomeratici; alla Diga di Flumineddu Escalaplano);
sommità compaiono alternanze di arenarie quarzose con livelli millime-
trici di argille ferrose di colore ocraceo-rossastro, contenenti talora cla- Dal basso verso l’alto:
stini millimetrici angolosi di quarzo e sottili livelli di frammenti lignei. Base in contatto tettonico laterale (faglia) sul basamento paleozoico.
GEOLOGIA DEL GIURASSICO DELL’AREA DEI TACCHI (SARDEGNA ORIENTALE) 493

FORMAZIONE DI GENNA SELOLE Litofacies di Ussassai-Perdasdefogu


13) 30 cm di: dolomie grigio-grigioscure compatte;
Litofacies di Laconi-Gadoni 14) 30 cm di: siltiti argillose-argille siltose, forse a debole com-
1) 6 m di: ortoconglomerati, più raramente paraconglomerati, ponente marnosa, di colore dal bruno al verdognolo;
quarzosi (con rari elementi scuri di liditi) a frammenti angolosi, a 15) 90 cm di: dolomie grigio-grigioscure compatte;
struttura caotica e stratificazione grossolana, localmente lenticola- 16) 60 cm di: siltiti argilloso-carbonatiche di colore dal bruno al
re, con sottili intercalazioni, di spessore al massimo decimetrico, verdognolo, sottilmente fogliettate e straterellate.
di argille siltose e siltiti argillose nerastre con subordinati sottili e
discontinui livelli carboniosi (lignite): tali intercalazioni vengono In questa località la Formazione di Genna Selole mostra uno spessore
erose alla loro sommità dai conglomerati stessi. Su tali conglome- totale di circa 26.1 m
rati si sovrimpone di frequente una spessa patina giallastra, deri-
vante dall’alterazione della pirite; sono anche presenti strati deci- Segue verso l’alto:
metrici di conglomerati più sottili e di arenarie conglomeratiche; le
variazioni granulometriche sono sempre abbastanza nette e, alme-
no in questo intervallo, rare sono le gradazioni di tipo diretto od FORMAZIONE DELLE DOLOMIE DI DORGALI
inverso; 14) 2.20 m di: dolomie compatte, fortemente fratturate, con
2) intervallo a granulometria più sottile, di spessore lateral- qualche sottile interstrato marnoso (da millimetrico a centimetrico)
mente vario dai 10 cm a 1.60 m, costituito da strati di arenarie di colore giallastro, terminate alla sommità da uno straterello di cir-
conglomeratiche e arenarie con subordinati intercalari di siltiti e ca 10 cm di dolomie marnose e marne dolomitiche di colore gialla-
siltiti argillose, a stratificazione lenticolare; i contatti tra gli strati stro; il colore generale dei banconi dolomitici è da grigiastro-grigio-
localmente sono di tipo erosivo, mentre a volte essi sembrano scuro alla frattura, a grigiorosato sino a giallastro sulla superficie
quantomeno rimobilizzati da fenomeni di carico post-deposiziona- esterna alterata.
le (load-cast); il colore passa da beige-grigio per le litologie più
grossolane a grigio a grigio-nerastro per quelle sottili. La sommità
di quest’intervallo mostra chiare evidenze di erosione da parte di RINGRAZIAMENTI
quello successivo (3);
3) 3 m di: ortoconglomerati quarzosi caotici, massivi, grossola- La realizzazione di questo lavoro è stata resa possibile anche
ni, di colore da bianco a biancastro, praticamente privi di matrice, grazie all’impegno di numerosi studenti delle Università di Cagliari e
con rari frammenti di lignite allungati nel senso della stratificazione; di Bonn (Germania), che durante questi anni hanno dato un impor-
in alcuni spezzoni si nota una tendenza dapprima FU (sino alle tante contributo ai rilievi condotti nell’area dei Tacchi: Anette von der
quarzareniti grossolane) e successivamente CU; le intercalazioni Handt, Christian Didier, Cristoph Holtzmueller, Ruben Loddo, Moni-
quarzarenitiche all’interno esibiscono anch’essi delle vaghe strutture ca Manca, Roberto Mazzarolo, Stephanie Janssen, Lucia Tronci.
di laminazione incrociata. In alcuni casi le arenarie mostrano alla Si ringrazia inoltre il Prof. Luciano Lecca per gli spunti di rifles-
base un contatto netto con le quarzoruditi. La presenza di ciottoli sioni forniti durante l’elaborazione delle conclusioni.
rielaborati di litologie siltitico-argillose più tenere all’interno dei
banconi conglomeratici marca l’esistenza di momenti di erosione
coevi alla deposizione dei conglomerati con fenomeni di «cannibali-
smo». OPERE CITATE
Al di sopra si passa con contatto netto, in parte rimobilizzato da
una piccola faglia a: AA.VV. (1990) - The Rate of Geological Processes. Earth Science Re-
4) 1.60 m di: ortoconglomerati quarzosi massivi a grana media- views, Special Issue, Z. Kukal Ed., 28 (1, 2, 3), 284 pp.
mente inferiore a quella degli intervalli testé descritti, con una pati- ABBATE E., BORTOLOTTI V., CONTI M., MARCUCCI M., PRINCIPI G.,
na di alterazione rosso-brunastra e cemento ferruginoso-carbonati- PASSERINI V. & TREVES B. (1986) - Apennines and Alps Ophioli-
co; il passaggio al livello superiore (5) avviene tramite un livello di tes and the evolution of the Western Tethys. Mem. Soc. Geol. It.,
10-15 cm di siltiti-siltiti argillose ed arenarie sottili localmente ciot- 31, 23-44.
tolose (quarzo) di colore scuro; AMADESI E., CANTELLI C., CARLONI G.C. & RABBI E. (1960) - Ricer-
5) Da 80 cm a 1 m di: conglomerati ben stratificati in strati deci- che geologiche sui terreni sedimentari del foglio 208 Dorgali.
metrici, parzialmente ricoperti da una patina di alterazione rosso- Giorn. Geol., 2 (28), 59-87.
brunastra e cemento ferruginoso-carbonatico; sono evidenti sia delle
variazioni progressive della dimensione dei clasti, sia delle strutture AUBOUIN J. & BROUSSE R. (1977) - Compendio di Geologia. Vol. 2°
di stratificazione incrociata a scala metrica, che potrebbero indicare Stratigrafia, tettonica e globo terrestre. Ambrosiana, Milano,
il progressivo spostarsi per accrezione laterale di una barra; 654 pp.
6) paraconglomerati e più rari ortoconglomerati, stratificati, BARCA S., CARMIGNANI L., OGGIANO G., PERTUSATI P.C. & SALVADORI
quarzosi, di potenza variabile da 1.20-1.50 sino a 2.50-3 m; essi I. (1998) - Carta Geologica della Sardegna, 1:200.000, Carmignani
sono interrotti da superfici presumibilmente erosive, ed inframmez- L. Coord., L.A.C., Firenze.
zati da interstrati più sottili, anch’essi a luoghi interessati da tali su- BARCA S. & COSTAMAGNA L.G. (1999) - Nuovi dati stratigrafico-sedi-
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7) 4 m di: siltiti argillose-argille siltose contenenti due intercala- preliminary data. Convegno «Evoluzione geologica e geodinami-
zioni da arenacee ad arenaceo-conglomeratiche, decimetriche, poste ca dell’Appennino» in memoria del Prof. Giampaolo Pialli; Peru-
nella parte inferiore; gia, 16-18 Febbraio 2000, Abstract-book, 19-20.
BARCA S. & COSTAMAGNA L.G. (2001) - Principali caratteristiche stra-
Faglia di limitato rigetto tigrafico-sedimentologiche e lineamenti paleogeografici della suc-
cessione giurassica dell’area dei Tacchi (Sardegna centrale). FIST-
8) 1.5 m di: quarzareniti conglomeratiche con interstrati di con- Geoitalia 2001, 3° Forum Italiano di Scienze della Terra,
glomerati quarzosi sottili, di colore biancastro, ben stratificate (stra- Riassunti, Chieti 2001, 103-105.
ti da 5 sino a 20 cm di spessore), con superfici di strato leggermente BARCA S. & COSTAMAGNA L.G. (2002) - The Posada (NE Sardinia)
irregolari e con stratificazione incrociata a scala metrica. Superior-
Middle to Upper Jurassic stratigraphic section: A Reappraisal.
mente si passa, con contatto graduale ma rapido, a 10);
10) 2-3 m di: siltiti-siltiti argillose di colore biancastro-grigiastro 6° International Symposium on the Jurassic system, Palermo,
scuro, massive e prive sia di strutture che di caratteristiche notevoli, 12-22/09/2002, Abstract-book, 9-10.
tranne che per irregolari variazioni di colore; BARCA S., COSTAMAGNA L.G., LODDO R. & MAZZAROLO R. (2000a) -
11) 2 m di copertura; Evoluzione sedimentologico-stratigrafica della successione giuras-
12) 3.40 mm di: argille siltose-siltiti argillose a laminazione mal sica del Tacco di Seui (Sardegna centrale). 80° Congresso della
visibile, di colore biancastro-grigiastro scuro con chiazze marrone. S.G.I. - Riunione estiva - Trieste, 20-23/09/1998, Riassunti, 52-53.
494 L.G. COSTAMAGNA & S. BARCA

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Manoscritto pervenuto il 26 Maggio 2003; testo approvato per la stampa il 13 Maggio 2004; ultime bozze restituite l’11 Settembre 2004.