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Problemi di

ecologia
applicata
La pedosfera –
Il suolo

Corso di Ecologia
AA. 2016/17
Tommaso Russo (A-L)
Lorenzo Tancioni (M-Z)

Elementi di ecologia ©
1
Pearson Italia S.p.A.
Litosfera (substrato geologico) e
pedosfera (il suolo)
• Il suolo (dal latino solum = pavimento), come l’acqua, è
una risorsa primaria per gli organismi viventi.
• E’ disponibile in quantità limitate e soggetta agli impatti
delle attività antropiche, sia diretti (usi insostenibili), sia
indiretti (cambiamenti climatici).
• La risorsa suolo è limitata, soprattutto, perché la
superfice totale delle terre emerse costituisce c.ca il
25% di quella terrestre e di questa solo il 50% è
utilizzabile per le attività umane.
Il suolo: comparto ambientale
complesso e dinamico
• L’azione combinata dell’atmosfera, della
idrosfera e della biosfera su un sottile strato
della superficie terrestre (litosfera) portano alla
formazione di un comparto ambientale
estremamente dinamico, dove hanno luogo
molti processi fisici, chimici e biologici.
• Proprio per la sua complessità e continua
evoluzione il suolo è definito in maniera non
univoca.
Definizione di suolo
• Secondo l'International Standard Organization (ISO, 1996), il suolo
è «Io strato superiore della crosta terrestre, formato da
particelle minerali, sostanza organica, acqua, aria e organismi
viventi».
• Questa visione riduttiva vede il suolo solamente come la superficie
su cui gli organismi si poggiano e si muovono, mentre di fatto
rappresenta il substrato più importante dell'ambiente sub-aereo,
«l'epidermide vivente della crosta terrestre» (Sequi, 2002), dove
gli organismi viventi al suo interno sono un tutt'uno con l'ambiente.
• Il suolo può dunque essere considerato una delle matrici più
complesse in natura.
Definizione di suolo
• Una delle definizioni di suolo più accettate,
che fa esplicito riferimento alla sua formazione
è la seguente: «il suolo è una entità fisica
naturale che costituisce la parte superiore
della crosta terrestre ed ha caratteristiche
fisiche, chimiche e biologiche che gli sono
impartite da fattori della sua formazione:
clima, roccia madre, biota, topografia e
tempo» (da Bargagli, 2012).
Definizione di suolo
• Il suolo è dunque un prodotto naturale sulla superficie
terrestre, composto da materiale minerale non consolidato
e da sostanza organica.
• E’ il mezzo in cui avviene la crescita delle piante ed il
principale fattore che regola il destino dell’acqua negli
ecosistemi terrestri.
• Il suolo costituisce anche il principale sistema di riciclaggio
delle terre emerse, dove i prodotti di scarto delle piante e
degli animali sono decomposti e mineralizzati.
• Costituisce, inoltre, l’habitat per molti organismi animali.
Il suolo: protezione e gestione
sostenibile (dichiarazioni e convenzioni)
• L’importanza della protezione del suolo è stata
riconosciuta a livello europeo fin dal 1972, durante il quale
il Consiglio d’Europa elaborò la Carta Europea del Suolo.
• Anche nel corso del summit di Rio de Janeiro (1992)
furono adottate una serie di dichiarazioni riguardanti la
protezione del suolo. In seguito, la Convenzione delle
Nazioni Unite per Combattere la Desertificazione
(1994), stabilì la necessità di prevenire e ridurre il degrado
del territorio, riabilitare i terreni degradati e quelli affetti da
processi di desertificazione.
Il suolo: protezione e gestione
sostenibile (dichiarazioni e convenzioni)

A livello Europeo, è stata emanata


recentemente la Direttiva sul Suolo
(Soil Framework Directive – SFD)
(COM(2006)232), finalizzata:
• allo sviluppo di una politica comune in
materia di salvaguardia dei suoli;
• alla riqualificazione di quelli contaminati;
• alla valutazione dei rischi di erosione,
salinizzazione, compattazione e frane.
Il suolo: formazione da alterazione

• I processi di formazione del suolo si basano sulla


alterazione meccanica, chimica e biologica dei
minerali e delle rocce.
• Tali processi di alterazione della roccia madre sono di
carattere fisico, chimico e biologico.
• Nel corso dell’alterazione fisica (meccanica), l’acqua,
il vento, la temperatura e le piante sgretolano la
roccia.
• L’effetto degli organismi del suolo, gli acidi che
producono e l’acqua piovana degradano i minerali
primari, per alterazione chimica.
Formazione del suolo
Il suolo costituisce il risultato di 5 fattori:
il materiale parentale, che fornisce il substrato originario;
il clima, che modella lo sviluppo del suolo attraverso la
temperatura, le precipitazioni ed il suo condizionamento
degli organismi viventi;
i fattori biotici, che apportano sostanza organica e la
mescolano al materiale minerale;
la topografia, che influenza i quantitativi d’acqua che
entrano nel suolo ed i tassi di erosione;
il tempo, che è il fattore fondamentale per la
«maturazione» di suoli con peculiari profili pedologici .
Processi pedogenetici
• Il suolo, come parte dell’ecosistema, deve essere visto come un
sottosistema in continuo scambio di energia e di materia con i
sistemi circostanti, che pertanto ne condizionano le
caratteristiche e le dinamiche interne.
Principali caratteristiche fisiche del suolo
• Ritenzione di acqua
• Porosità ed aerazione
• Granulometria
• Stato di aggregazione
I suoli presentano caratteristiche fisiche
distinte
• I suoli possono essere distinti in base a differenze
nelle proprietà fisiche e chimiche.
• Quelle fisiche comprendono: il calore, la tessitura, la
struttura, il contenuto in acqua e la profondità.
• Tutte possono variare in modo considerevole da un
suolo ad un altro.
• Il colore può essere utilizzato nella classificazione dei
suoli perché correlato a peculiari proprietà fisiche e
chimiche (es. l’humus rende il suolo scuro e nero).
Tessitura e granulometria
• La tessitura del suolo e la sua composizione granulometrica
(percentuali delle varie classi dimensionali delle particelle che
costituiscono il suolo. La tessitura deriva sia dalla
costituzione del materiale parentale, sia dai processi di
pedogenesi.
• Le particelle del suolo sono classificate in base alla propria
dimensione: ghiaia (>2.0 mm), sabbia (0.05-2 mm), limo
(0.002-0.05 mm), argilla (<0.002 mm).
• La tessitura influenza la porosità, che ha un ruolo
fondamentale per i movimenti dell’aria e dell’acqua e per la
penetrazione di radici.
Granulometria
• La granulometria è il rapporto percentuale, generalmente in
peso, tra le classi dimensionali delle particelle solide
minerali del suolo.
• Le particelle superiori a 2mm vengono dette scheletro.
• Le classificazioni dimensionali sono applicate anche ai
sedimenti marini, tale classificazione risale al 1912 Società
internazionale delle scienze del suolo.
• Al variare dei rapporti percentuali tra le particelle cambiano
molte proprietà del suolo: porosità, la permeabilità, la
ritenzione d’acqua, la adesività, la plasticità e la ritenzione
di elementi.
La tessitura del suolo
• I campi di variazione del contenuto di sabbia, limo ed argilla dei suoli,
che delineano condizioni omogenee.
• Le classi tessiturali sono applicabili solo a composti cristallini non
hanno senso in suolo organici e per suoli vulcanici che non hanno
struttura cristallina (vetrosi) perché derivati da alterazione di
sedimenti piroclastici(vulcanici)
Tessitura del suolo
Triangolo delle classi tessiturali. I diagrammi triangolari
devono essere letti in senso orario ed i valori percentuali
parallelamente all’asse precedente

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Il profilo del suolo presenta strati
orizzontali (orizzonti)

• La pedogenesi inizia da materiale parentale poco differenziato.


• Successivamente, hanno luogo cambiamenti dall’alto (livelli più
superficiali) verso il basso, con accumulo di sostanza organica
in superficie e movimento dei materiali verso il basso.
• Questi cambiamenti generano la formazione di strati orizzontali
di differenti caratteristiche edafiche (fisiche e chimiche) e
biotiche.
Il profilo del suolo presenta strati
orizzontali (orizzonti)

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Il profilo del suolo presenta strati
orizzontali (orizzonti)

Fonte: R. Marchetti “Ecologia applicata”, CittàStudi Edizioni S.r.l., 1993


Gli orizzonti del suolo

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Profili del suolo

Orizzonte O (lettiera)

Orizzonte A (strato superficiale)

Orizzonte E (zona di lisciviazione)

Orizzonte B (sottosuolo)

Orizzonte C (materiale parentale)

Roccia madre (roccia originaria)


Ritenzione dell’acqua tra le principali caratteristiche
fisiche del suolo
• L’acqua è ritenuta nel suolo per la presenza di cariche elettrostatiche
alla superficie delle particelle solide. L’adsorbimento delle molecole
polari di H2O alla superficie delle particelle solide è responsabile,
assieme alla tensione superficiale, dei fenomeni di capillarità che
ritengono l’acqua nei pori. Acqua ed aria competono per lo spazio nel
suolo.
I suoli hanno una diversa capacità di trattenere acqua, che si
muove negli spazi tra le particelle: le dimensioni delle
particelle e la distanza tra loro determina possibilità di
movimento dell’acqua

Saturazione: spazi
riempiti, acqua in
eccesso drena
Capacità di campo: tutti
gli spazi sono riempiti
Punto di avvizzimento:
l’acqua tra particelle è
stata totalmente estratta
dalle piante

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La capacità di scambio ionico è
fondamentale per la fertilità del suolo

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Turnover della sostanza organica
• Rappresenta la velocità di riciclaggio del
carbonio organico o il suo periodo di
permanenza nel suolo, consente di quantificare
la dinamica delle sostanze nutritive nel suolo.
• E’ in relazione alla degradabilità ed alla
presenza e caratteristiche delle comunità di
microrganismi.
Una componente importante della materia
organica dei suoli: l’humus
Il suolo presenta contenuti di materia organica variabili (da 0 %
a 100 % -torba, letame)
Gran parte della materia organica nel suolo è costituita da
humus:
– Residuo insolubile che deriva da piante e animali
morti parzialmente decomposti
– E’ il fattore più importante nello sviluppo della
“struttura” del suolo: riveste le parti minerali e le tiene
unite in aggregati, conferendo al suolo tessitura
spugnosa che trattiene acqua e nutrienti necessari
alle piante, nonchè mantiene spazi in cui si insinuano
radici delle piante.
La componente biotica del suolo
L’azione degli organismi viventi degli strati più superficiali del suolo
ne condiziona la struttura e la fertilità e, quindi, lo sfruttamento per le
attività agro-zootecniche e forestali.

Consumatori

Decompositori del detrito organico

Erbivori
I processi di formazione del suolo
generano suoli diversi
Le notevoli differenze regionali nelle caratteristiche geologiche, climatiche e
vegetazionali producono suoli con diverse caratteristiche.
Nella classificazione del suolo i raggruppamenti più ampi sono gli ordini (es. Entisol,
Aridisol, Vertisols, Mollisols, ecc.).
Sebbene nella formazione dei suoli (pedogenesi) siano coinvolti diversi processi, ne
sono stati identificati 5 principali:
• laterizzazione (colore rossastro dovuto a ossidi di ferro);
• calcificazione (quando l’evaporazione e assorbimento acqua dalle piante > delle
precipitazioni);
• salinizzazione (come la calcificazione ma in climi secchi);
• podsolizzazione (acidificazione che porta a suoli di colore bianco-grigio, in climi
freddi e umidi);
• gleizzazione (acidi organici che reagiscono con il ferro del suolo, colore blu-grigio-
nero)
I tipi di suoli più diffusi nel mondo
Esiste una classificazione dei suoli, che dipende da
struttura e composizione degli orizzonti, in 12 ordini

Mollisuoli  sotto le praterie


Alfisuoli  sotto le foreste cadicifoglie
Spodosuoli  sotto foreste di conifere –lettiera acida
Oxisuoli e Ultisuoli  in climi caldi, impoveriti di nutrienti
Aridosuoli  in ambienti aridi, poca materia organica e
accumuli di sali
Andisuoli  da materiale vulcanico
Vertisuoli  da materiali argillosi
Histosuoli  da materiale vegetale saturo d’acqua
Entisuoli e inceptisuoli  senza orizzonti definiti
Profili pedologici e descrizione generale dei 12
ordini dei suoli più diffusi nel mondo

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Distribuzione mondiale dei principali ordini di
suoli (Adattata da USGS, Soil Conservation Service)

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Rappresentazione delle caratteristiche
dei suoli
• La carta dei suoli: rappresenta a livello
territoriale, unità di suolo relativamente
omogenee per proprietà e tali da essere
utilizzate come unità di gestione.
• 1:50.000 coefficienti di variabilità spaziale più
approssimati rispetto a carte 1:10.000
• Carte del suolo e modelli si integrano (pedo
transfer functions).
La carta dei suoli e modelli si possono
integrare
Degrado dei suoli e gestione degli
agroecosistemi

Corso di Ecologia
Tommaso Russo (A-L)
Lorenzo Tancioni (M-Z)
Le minacce di degrado dei suoli

• 1. Erosione
• 2. Diminuzione della sostanza organica
• 3. Contaminazione
• 4. Compattazione
• 5. Salinizzazione
• 6. Impermeabilizzazione
• 7. Smottamenti e frane
• 8. Perdita di biodiversità

(CE, 2002)
Degradazione ed erosione del suolo
“L’intensificazione dell’agricoltura nei decenni
recenti ha imposto un pesante tributo all’ambiente.
Cattive tecniche di coltivazione e irrigazione ed un
eccessivo impiego di pesticidi ed erbicidi hanno
causato una diffusa degradazione del suolo e
contaminazione dell’acqua” (Nazioni Unite, 1998).
Stime recenti indicano che c.ca 300 milioni di ettari
sono gravemente degradati ed altri 1,2 miliardi di
ettari sono considerati mediamente degradati.
Deterioramento dei suoli
Generalmente, i suoli si considerano degradati quando:
•il suolo è impoverito o eroso
•l’acqua scorre via superficialmente o è contaminata
•la vegetazione (biodiversità vegetale ed animale
associata) è diminuita

Acqua e vento sono le forzanti responsabili per la


maggior quota di degrado dei suoli a livello mondiale

Deteriorameno chimico e fisico sono cause importanti,


ma secondarie.
Degrado dei suoli

Aree gravemente erose


Aree con problemi di
erosione
Aree stabili
Aree non vegetate
Erosione del suolo
L’erosione è un processo
naturale importante, che
determina una ridistribuzione dei
materiali, ovvero dei prodotti
della degradazione del suolo
dovuta ad agenti meteorici.
L’erosione contribuisce alla
formazione ed alla perdita di
suolo, ed é stata la princiaple
causa del modellamento tutti I
paesaggi terrestri.
Negli ultimi decenni, e in particolari luoghi, essa procede
in misura eccessiva.
I due principali agenti dell’erosione sono il
ruscellamento di acque superficiali e il vento.
L’erosione dei suoli è una delle problematiche
ambientali di importanza planetaria
Riduzione dell’erosione
•L’erosione dei suoli dovrebbe essere contenuta riducendo al minimo
il deflusso (scorrimento) superficiale e la sedimentazione (Agenda
21).
• E’ fondamentale mantenere una copertura del suolo mediante una
adeguata coltura o “pacciamandolo” con materia organica vegetale
morta (è possibile utilizzare anche teli di “tessuto non tessuto”) per
proteggerlo contro l’impatto diretto dei venti e delle forti piogge.
•Sono utilizzabili anche alberature con funzione stabilizzatrice
contro l’azione delle piogge e come frangivento.
•Ma l’azione più efficace è considerata l’aratura lungo linee di
livello (coltivazione a “girapoggio”).
(Es. In Italia di colture su terrazzamenti nelle “5 Terre”, in Liguria, e
lungo la costiera Amalfitana).
Risiculture su terrazzamenti “lungo linee di livello”

Es. In Italia di colture su terrazzamenti nelle “5 Terre”, in


Liguria, e lungo la costiera Amalfitana
Velocità del processo di erosione
L’erosione è il fenomeno principale che determina la
riduzione della rinnovabilità della risorsa suolo:
• In zone temperate/tropicali in condizioni normali il tempo di
formazione di uno strato di 2,5 cm di suolo varia da 200 a
1000 anni, a seconda di tipo di suolo, clima etc.
• In foreste e praterie l’erosione natural è meno pronunciata,
ma il tempo di formazioone di nuovo suolo è più lento.
• Se il tasso di erosione è maggiore del tasso di
formazione di nuovo suolo la risorsa non è più
rinnovabile
• La coltivazione Agricola innalza il tasso di erosione da 7 a
100 volte rispettoa quello naturale.
Desertificazione (“nuova” emergenza nella
Regione Mediterranea)
• I suoli sfruttati dall’agricoltura sono fortemente
degradabili anche nelle regioni aride e semiaride
(come alcune di quelle Mediterranee).
• Sia il pascolamento sia l’eccessiva intensificazione
delle pratiche colturali li espongono più
direttamente all’azione erosiva del vento
(corrasione) e delle sporadiche ma violente
piogge.
• Molte terre aride o semiaride, un tempo utilizzate
dall’agricoltura (soprattutto nomade), vengono
sostituite dal deserto.
Desertificazione
La desertificazione è un processo secondo il quale il potenziale
produttivo di un terreno arido o semiarido diminuisce ulteriormente
come risultato di attività umane
Desertificazione moderata: diminuzione del 10-25 %
Desertificazione grave: diminuzione del 25-50 %
Desertificazione molto grave: diminuzione > del 50 %.

Come anticipato, essa è dovuta a attività che rendono lo strato superficiale più
vulnerabile (pascolo eccessivo, deforestazione senza rimboschimenti,
estrazioni minerarie, coltivazioni in suoli non ideonei, compattazione del
terreno per utilizzo delle macchine agricole).
Le conseguenze della desertificazione sono siccità, carestie, declino dello
standard di vita, aumento dei rifugiati da regioni con terreni erosi
Desertificazione
Negli ultimi decenni, una superficie di suoli pari a c.ca 8 milioni di km 2 é
andata incontro a desertificazione Il 40 % dei suoli del mondo soffre per
effetti della desertificazione
La salinizzazione e la calcificazione dei suoli
possono avvenire naturalmente, ma
l’irrigazione in agricoltura ne accentua e
velocizza i processi formativi
Salinizzazione/Saturazione
L’eccesso di sali o di acqua nei suoli è una conseguenza della forte irrigazione
delle colture agricole

Fonte: L. Fiorani - Ecologia ed educazione ambientale - https://slideplayer.it/slide


Degrado ed inquinamento dei suoli

I suoli sono soggetti al degrado delle


proprie caratteristiche qualitative per gli
effetti dell’uso antropico per finalità
agro-zootecniche e per l’inquinamento
generato anche da altre attività umane
(industriali, civili, ecc.).
Nei Paesi più industrializzati, la causa
principale di degrado dei suoli é l’agricoltura
industrializzata.
Sfruttamento dei suoli
Circa l’11% delle terre emerse è destinato alla
produzione agricola.
Nell’area restante, una parte potrebbe essere
convertita in terre agricole, ma è soggetta a
limitazioni di varia natura (eccessiva acclività ed
erosione, suoli poco profondi, ridotto drenaggio,
insufficienti concentrazioni di nutrienti, tossicità da
metalli pesanti, salinizzazione, ecc.).

L’agricoltura può essere causa di degrado


ambientale e allo stesso tempo può subire gli
effetti del degrado ambientale
Il suolo fertile è una risorsa rinnovabile che fornisce cibo
attraverso il proprio sfruttamento per le colture agricole o per
il pascolo

Le pratiche agricole sono di vario tipo nelle diverse regioni del mondo
Fonte: L. Fiorani - Ecologia ed educazione ambientale - https://slideplayer.it/slide
L’agricoltura: processo produttivo
energeticamente poco efficiente
• L’agricoltura è un processo produttivo in cui il
ciclo della materia è aperto, perché la materia
prodotta viene esportata e trasportata, per essere poi
utilizzata distante dall’area di produzione.

• Dal punto di vista energetico, l’agricoltura è un


sistema dipendente da apporti di energia ausiliaria

• L’agricoltura è, dunque, un sistema


energeticamente poco efficiente, perché l’energia
ausiliaria immessa è maggiore dell’energia esportata
sotto forma di prodotti.
Ecosistemi naturali e agroecosistemi
L’agroecosistema può essere definito come un ecosistema
secondario caratterizzato dall’intervento umano finalizzato alla
produzione agricola e zootecnica. Rispetto all’ecosistema
naturale, nell’a. i flussi di energia e di materia sono modificati
attraverso l’apporto di fattori produttivi esterni (fertilizzanti,
macchine, irrigazione ecc.), con l’obiettivo di esaltare la
produttività delle specie agrarie vegetali coltivate dall’uomo,
eliminando quei fattori naturali (altre specie vegetali, insetti,
microrganismi) che possono risultare dannosi o entrare in
competizione con la coltura agricola a scapito della sua
produttività. (www.treccani.it)
Agroecosistemi

Caratteristiche fondamentali di un
agroecosistema sono, quindi, l’elevata
specializzazione e la riduzione della
diversità biologica (spesso monocolture) .
Il controllo antropico dei cicli
biogeochimici e degli elementi climatici
può essere minimo, come nel caso dei
pascoli, o completo, come nel caso delle
colture protette sotto serra.
Schema funzionale di un agrosistema in una società industrializzata

Fonte: R. Marchetti “Ecologia applicata”, CittàStudi Edizioni S.r.l., 1993


Agricoltura industriale

Il problema dello sviluppo dell’agricoltura


industriale (molti problemi sono simili per la
zootecnia industriale), per l’incremento delle
produzioni alimentari, ha implicato la
trasformazione dei sistemi naturali in
agrosistemi sempre più utilizzati per la gestione
di monoculture, supportate dall’applicazione di
energia sussidiaria, sotto forma di concimi
chimici di sintesi, pesticidi e erbicidi.
Agricoltura «taglia e brucia» delle zone tropicali.

Elementi di ecologia © Pearson Italia S.p.A.


Agricoltura «taglia e brucia» delle zone tropicali provoca
“impoverimento” dei suoli

Si assiste sempre
più al declino della
produttività perché
non si da il tempo
necessario
per la ricrescita della
vegetazione

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Agricoltura industriale (meccanizzata o intensiva) della
fascia temperata

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Agricoltura industriale (meccanizzata
o intensiva) della fascia temperata.

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Monocolture agricole
• Diverse specie di piante (così come diverse specie animali) sono
state selezionate (varietà per le piante e razze per gli animali) in
modi che hanno consentito rese molto maggiori, rispetto a quelle
ottenibili dallo sfruttamento delle popolazioni selvatiche degli
ambienti naturali.
• Questi organismi selezionati sono di solito coltivati in
«monocolture» e, in alcuni casi, in situazioni ambientali
completamente controllate (es. coltivazioni sotto serre
riscaldate), attraverso la somministrazione di energia sussidiaria.
• Le monocolture comportano, tra l’altro, problematiche legate alla
diffusione di patogeni, al degrado dei suoli e all’inquinamento
chimico dei suoli, acque e aria.
Monocolture agricole
• L’intensificazione dell’agricoltura ha portato al
degrado dei suoli ed alla contaminazione dell’acqua.
• Ciò è stato causato dall’applicazione di tecniche di
coltivazione e irrigazione non appropriate ed ad un
eccessivo uso di pesticidi ed erbicidi.
L’agricoltura e la selvicoltura necessitano di suoli
di buone caratteristiche.
Il suolo si forma e va perduto se non conservato
adeguatamente
(es. privilegiando sovescio e terrazzamenti, cfr.
Agenda 21, eseguendo tagli forestali «non rasi»).
I principali prodotti dell’agricoltura
Piante alimentari (commestibili): migliaia
Da queste selezionate un numero
ridottissimo per scopi colturali

Piante alimentari (commestibili) utilizzate


comunemente: 12 cereali e leguminose
3 da tubero
20 da frutto e ortaggi
I principali prodotti agricoli nelle diverse
aree geografiche del mondo

Frumento 1600 milioni di t raccolte l’anno


Riso
Mais 60% delle Kcal consumate
dall’uomo
Europa settentrionale
Patata, orzo,avena e
segale: e Asia settentrionale
Amazzonia, Africa
Manioca, patata dolce:
e Pacifico meridionale

Sorgo e miglio: Africa zone aride


Inquinamento del suolo
• Diretto: fertilizzanti, fitofarmaci, reflui
zootecnici-fanghi di depurazione e compost
• Indiretto: Apporti atmosferici, acque irrigue.
Contaminazione dei suoli
La contaminazione dei suoli può essere:
•puntuale (es. miniere, industrie, discariche);
•diffusa direttamente (uso di acque contaminate per
l’irrigazione, concimi minerali ed organici, spandimento di
fanghi di depurazione o da allevamenti zootecnici intensivi,
fitofarmaci).
Il degrado dei suoli è praticamente irreversibile nei casi di
contaminazione da metalli, da POPs ed altri inquinanti
persistenti.
Contaminazione dei suoli
Il problema della contaminazione dei suoli è
estremamente complesso, così che a livello
Europeo e nazionale non sono stati ancora
identificati criteri e metodologie comuni per
l’identificazione e recupero dei suoli contaminati,
con grandi difficoltà di applicazione del principio
internazionale “chi inquina paga”.
Collegati alle problematiche della contaminazione
dei suoli e salute umana sono state sempre più
sviluppate metodologie di Ecological Risk
Assessment, anche se basate prevalentemente
su approcci tabellari (concentrazioni soglia, ecc.)
Inquinamento del suolo
• Fitofarmaci:i livelli di contaminazione dipendono dalla
persistenza che dipende da fattori multipli- composizione dei
fitofarmaci, natura del colloide del suolo ( ad esempio le argille
e le sostanze umiche sono caratterizzate da cariche negative),
dalla C.S.C. ( quantità di cationi che il suolo può scambiare se
posto in contatto ad una soluzione salina).
Fonte: R. Marchetti “Ecologia applicata”, CittàStudi Edizioni S.r.l., 1993
Alterazione della foresta
• La foresta copre un terzo delle terre emerse
contribuisce ad oltre un quarto della
produttività primaria, contribuisce per oltre al
40% della produzione primaria, contiene l’80%
del C terrestre epigeo, contiene una delle più
ricche frazioni di biodiversità.
• La deforestazione fa perdere annualmente
15.106 ettari
Quali forme di agricoltura
sostenibile?
Agricoltura ecocompatibile
Ricerca di metodi per conservare suolo e risorse
continuando a produrre alimenti.

Fattori importanti:
 gestione delle terre
 copertura del suolo
 sistema di lavorazione
del suolo

insieme a
- clima
- tipo di suolo
Gestione della topografia
Permette di ridurre i deflussi di acqua e la
velocità dell’erosione

• Coltivazioni a contorno  terreno arato seguendo i


contorni del terrno .
• Coltivazione a fasce  piantagione di diverse specie
di piante alternate lungo le curve di livello, per non
lasciare mai scoperto il suolo e impedire il deflusso di
acqua a valle
• Terrazzamento creazione di terrazze orizzontali
che trattengono acqua e suolo
Mantenimento della copertura del suolo
• Non lasciare mai il suolo scoperto
• Lasciare in situ i residui della raccolta
• Coltivazione a fasce  piantagione di
diverse specie di piante alternate lungo le
curve di livello, per non lasciare mai scoperto
il suolo e impedire il deflusso di acqua a valle
• Colture di copertura colture intermedie tra
raccolti (erba medica, trifoglio) per non
lasciare scoperto il terreno
Lavorazioni ridotte
ridurre le lavorazioni per preservare il suolo,
migliorare la gestione delle acque, incrementare la
produzione
• Lavorazione minima con solchi anzichè rivoltare
(erpice)
• Lavorazione conservativa per tagliare il terreno
(coltro)
• Non lavorazione
Come si può valutare lo stato ecologico
dei suoli?
I bioindicatori del suolo
La buona strutturazione e funzionalità
dei suoli può essere valutata
attraverso l’utilizzo di bioindicatori,
come le comunità edafiche,
analizzando in particolare la
mesofauna
fauna: 97% invertebrati
Anche se la microflora del suolo (archaea, batteri, alghe e funghi) è ancora
largamente sconosciuta, per la macroflora sappiamo che in Italia si trovano
almeno 6.700 specie di piante vascolari e 1.130 specie di briofite.
La microfauna è composta principalmente da protozoi (Sarcomastigophora:
oltre 1.100 spp.; Apicomplexa: oltre 220 spp.; Microspora: 13 spp.;
Ascetospora: 1 sp.; Myxozoa: 16 spp.; Ciliophora: 430 spp.), nematodi –
oltre 1.300 specie, rotiferi e tardigradi – quasi 250 specie ciascuna, ma
comprende anche alcuni policheti che si ritrovano nei suoli umidi di foreste
montane.
“Solo” gli oligocheti contano oltre 300 specie, terrestri e marine.
Il numero di artropodi, se confrontato con gli altri paesi europei, è
impressionante: in Italia abbiamo circa 6,600 specie di ditteri e il doppio di
coleotteri, solo i carabidi contano oltre 1.300 specie, le formiche hanno
circa 230 specie e, tra le forme più tipicame legate al suolo, quasi 730
specie di acari oribatei e circa 420 di collemboli.
La presenza/assenza degli organismi più adattati diventa
un buon indicatore del livello di disturbo del suolo.
Come si studia la mesofauna?

Campione di terreno pari a un cubo di 10 cm


di lato (circa 1 kg). Prelevato con carotatore

Evitare:
•prelievi in terreni troppo aridi o in seguito a piogge
•lunghi intervalli di tempo tra prelievo ed estrazione
Estrazione della fauna edafica

•Fonte luminosa e di calore


(lampada ad incandescenza)
•Setaccio a maglia di 2 mm
•Imbuto
•Contenitore di raccolta
(con alcool etilico 75°)

ESTRATTORE BERLESE-TULLGREN modificato (Matthey et al., 1992)


Metodo che sfrutta le proprietà dei Microartropodi edafici a fuggire dalla
luce (lucifughi) e dal disseccamento (igrofili)

Lasciare estrarre per un periodo di 7-15 giorni


Da Jacomini C. , APAT
1. Prelievo del campione
2. Estrazione dei microartropodi
3. Osservazione del campione ed
assegnazione degli indici
ecomorfologici (EMI)
4. Somma degli EMI e calcolo del valore
del QBS

Da Jacomini C. , APAT