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Il Teatro Barocco In Europa

La funzione pubblica del teatro durante il seicento, rispetto alle


altre arti, conobbe un notevole ampliamento, rappresentando la
prima forma di “connessione” tra l’arte e la popolazione comune.
Come in tutti i tempi d’altro canto, la scrittura teatrale del
seicento non è altro che la sintesi, per via artificiosa, della realtà
sociale del tempo
Il Teatro durante l’età barocca, soprattutto nel caso di Italia,
Francia, Spagna e Inghilterra, conoscerà un diverso sviluppo a
seconda dell’ambiente, e delle esigenze del popolo, di ogni
singola nazione

Durante il seicento si pongono inoltre le basi teoriche del teatro


moderno, si crea un ambiente che da spazio alla novità, a nuove
tecniche rappresentative, che accoglie ogni fantasia, e che,
soprattutto crei un momentaneo sollievo dalla precarietà del mondo,
dalla crisi e dalle incertezze.
Il teatro in Europa:
L’inghilterra e l’epoca
elisabettiana
Il periodo elisabettiano coincide solo in parte col rinascimento europeo e
meno ancora con quello italiano, dati i forti accenti di manierismo e
di barocco .
Questo periodo storico fu idealizzato dalla storiografia vittoriana e del
primo Novecento come una sorta di "età dell'oro".
Cenni storici
In Inghilterra il teatro del Seicento prende il nome di elisabettiano, poiché per
tradizione si fa coincidere con il regno di Elisabetta I d’Inghilterra e di Giacomo
I .Tuttavia, estendendo la periodizzazione, possiamo arrivare alla più generica dicitura
di Teatro rinascimentale inglese e la data salirebbe al 1642, anno in cui si chiusero i
teatri, sotto il regno di Carlo I.   

Il Rinascimento Inglese
Il periodo elisabettiano coincide solo in parte col rinascimento europeo e meno
ancora con quello italiano, dati i forti accenti di manierismo e di barocco .
Parliamo di Rinascimento inglese, poiché esso esprime, un momento di armonia
raggiunto dopo gravi anni di squilibri, ma essendo più tardivo rispetto
al Rinascimento italiano, coincidendo invece con il Barocco europeo, esso ha
un immaginario incline al chiaroscuro e al macabro.
Autori Teatrali Minori
• John Lyly, il primo drammaturgo elisabettiano a noi noto di una certa rilevanza, fu
essenzialmente un autore di corte, poco interessato a sviluppare una drammaturgia
adatta ad un pubblico popolare. Le sue opere erano destinate a compagnie di
adolescenti che recitavano in teatri "privati" e le sue trame erano il pretesto per
raffinate dissertazioni, scritte in un linguaggio ricercato. Il suo stile, detto eufuismo,
incoraggiò la ricerca di un linguaggio ricco e colto, reso complesso da figure
retoriche e da strutture simmetriche o ricorrenti. Un esempio della sua influenza
sulla produzione successiva è la commedia Pene d'amore perdute.
• Cristopher Marlowe compose opere su temi molto controversi, rompendo molti
del tabù dell'epoca. Nei suoi drammi, tramite allegorie ben dissimulate in vicende
apparentemente lontane nel tempo egli affronta l‘omosessualità, le guerre intestine
per la conquista del potere, il regicidio. Tamerlano il Grande fu il dramma che lo
consacrò all'attenzione del pubblico inglese, il trionfo del re barbaro che annienta
regni di raffinata cultura interpretava i sinistri timori del popolo inglese nei
confronti di Filippo II di Spagna e della sua Invincibile Armata. Questa modalità
narrativa provocatoria, apparentemente innocente ma facilmente decodificabile dal
pubblico, non fu sanzionata né censurata e fu il modello a cui si attennero i
drammaturghi successivi nell'affrontare tematiche politiche.
William Shakespeare:Biografia
• Poeta e drammaturgo inglese, nasce a Stratford-upon-Avon nel 1564.Viene catalogato
come uno degli esponenti principali del rinascimento inglese.
• La sua famiglia apparteneva alla classe benestante inglese. Il padre era una un facoltoso
mercante mentre la madre si fregiava del blasone di un casato della piccola nobiltà
terriera.
• Nel 1582 lo scrittore sposa Anne Hathaway, proveniente da una famiglia contadina.
Anne darà al drammaturgo ben tre figli di cui gli ultimi due gemelli. Intanto, William ha
già intrapreso con decisione la scelta di vivere per il teatro. Non solo si dedica anima a
corpo all'attività di attore, ma spesso scrive da solo i testi, tanto che dopo qualche anno
può già vantare una cospicua produzione. Trasferitosi a Londra, nel giro di qualche tempo
si conquista una discreta fama. Componendo in questo periodo le liriche e le produzioni
teatrali che metterà in scena al celeberrimo Globe theatre.
• Conquistato un certo benessere, a partire dal 1608 Shakespeare diminuì dunque il suo
impegno teatrale; sembra che trascorresse periodi sempre più lunghi a Stratford, dove
acquistò un'imponente casa, New Place, e divenne un cittadino rispettato della comunità.
Morì il 23 aprile 1616 e fu sepolto nella chiesa di Stratford.
William Shakespeare: Le opere
• Delle opere di Shakespeare è possibile fornire, in prima battuta, una partizione per generi:
scrisse infatti tragedie, commedie, drammi storici e opere poetiche.
• Dimostra già bene il suo genio artistico nella prima fase della sua scrittura drammatica,
dove trovano posto una commedia brillante, “La bisbetica domata”, un dramma
senechiano, “Tito Andronico”, dedicato all’invasione di Roma da parte dei Goti e una
cronaca storica come l’“Enrico IV”, in tre parti a cui fecero seguito il “Riccardo III” e il
“Re Giovanni”.
• In opere prodotte a cavallo del 1594 (anno della riapertura dei teatri dopo l’epidemia di
peste), dove risuona anche la coeva esperienza poetica di Shakespeare: “Pene perdute
d’amore”, “Romeo e Giulietta”, “Molto rumore per nulla”, “Il mercante di Venezia”, a
più forte tensione interna, “Sogno di una notte di mezz’estate”, connotato da un netto
senso di liberazione fantastica
• Un’ulteriore fase (1600-1608) della produzione teatrale shakespeariana ha come suo tratto
distintivo un’evidente carica tragica, sia quando si tratta di declinare momenti capitali
della storia di Roma Antica – “Giulio Cesare”, “Antonio e Cleopatra”, “Coriolano”– sia
quando si decide di affrontare il lancinante conflitto con sé stessi - “Amleto”, “Otello”,
“Re Lear”, “Macbeth” - e la lotta per il potere, religioso o sessuale che sia.
William Shakespeare: L’amleto
• Trama
Il re di Danimarca è morto; il figlio ed erede al trono, il principe Amleto vede apparire sugli spalti del
castello di Elsinore il suo spettro che gli rivela di essere stato avvelenato dal proprio fratello Claudio che ne
ha poi sposato la vedova, la regina Gertrude ed ha usurpato il trono.
Amleto giura al padre di vendicarlo e comincia a fingere di essere pazzo per poter scoprire tutti i
responsabili e i complici, ma è tormentato da dubbi ed indecisioni che si alternano in lui momenti di grande
slancio emotivo e risolutezza.
Respinge Ofelia, figlia del ciambellano Polonio, che pur ama e da cui è riamato; mentre interroga in un
drammatico colloquio la madre, uccide Polonio, che ha sorpreso a spiare dietro una tenda.
Claudio cerca di sbarazzarsi del nipote, inviandolo in Inghilterra con due falsi amici Rosencrantz e
Guidersten che hanno l'incarico di ucciderlo. Ofelia, intanto, impazzita, si annega ed il fratello Laerte è
deciso a vendicare la sua morte e quella del padre. Di questa situazione approfitta Claudio: egli invita i due
giovani a confrontarsi in un duello incruento, in realtà fa avvelenare la punta della spada di Laerte ed il vino
da offrire ad Amleto.
Il giovane principe viene ferito, ma uccide Laerte che gli rivela la verità e lo zio; la regina muore per aver
bevuto il veleno destinato al figlio.
Prima di morire Amleto affida all'unico vero amico della sua vita, Orazio, il compito di narrare la sua storia.
La narrazione si chiude con l'arrivo di Fortebraccio, principe di Norvegia che assume il governo del regno.
William Shakespeare: L’amleto
• Amleto apre la via a un moderno concetto di teatro. Muove il fulcro dell'attenzione da una
vendetta privata verso un'indagine sulle basi dell'umana esistenza e sulla validità delle
azioni umane. Mette sotto scrutinio:
• argomenti (la legittimazione del potere, l'incesto),
• idee (morte, suicidio, esistenza di un mondo soprannaturale),
• valori (castità, onore, lealtà, amicizia),
• mancanza di valori (incostanza, ipocrisia, tradimento), relazioni (vincoli familiari),
• emozioni (amore, gelosia, odio),
• forme sociali (potere sovrano, gerarchia).
William Shakespeare : Macbeth
• Macbeth e Banquo, generali dell'esercito scozzese, ascoltano stupiti le predizioni delle streghe: Macbeth sarà presto nominato signore di Cawdor dal
re di Scozia Duncan, e poi ascenderà al trono; Banquo, pur senza mai regnare, avrà una discendenza regale. E, infatti, i messaggeri del re
comunicano a Macbeth che Duncan lo ha eletto signore di Cawdor. L'avverarsi della prima profezia colpisce l'animo di Macbeth.

Informata dal marito delle predizioni delle streghe, Lady Macbeth ha concepito di assassinare Duncan, che sarà ospite nel loro castello, per
consentire al suo sposo di cingere la corona di Scozia. Ma Macbeth indugia: soltanto la determinatezza della consorte riesce a spingerlo a compiere il
delitto. Scoperto l'omicidio di Duncan, il nobile Macduff ne informa atterrito i cortigiani. Anche la seconda profezia si è avverata: Malcolm, figlio di
Duncan, è fuggito nella vicina Inghilterra, suscitando il sospetto di avere ucciso il padre. Macbeth è divenuto re di Scozia. Ma le streghe hanno
predetto il trono al figlio di Banquo: entrambi devono quindi essere eliminati. In un agguato notturno, Banquo è trucidato dai sicari di Macbeth. Suo
figlio Fleance riesce a fuggire.

Durante un banchetto, Macbeth è informato della morte di Banquo e della fuga di suo figlio. Nel frattempo, la regina intrattiene gli ospiti che
affollano le sale del castello, intonando un brindisi. Ma i festeggiamenti sono presto interrotti dall'apparizione dello spettro di Banquo che, invisibile
a tutti, si mostra minaccioso a Macbeth. Invano Lady Macbeth cerca di riportare la serenità fra i presenti: sconvolto dall'apparizione di Banco, il re
decide di interrogare le streghe per conoscere il suo futuro.

I responsi ricevuti hanno rassicurato Macbeth: pur ammonendolo a guardarsi da Macduff, le streghe gli hanno infatti garantito che nessun uomo nato
da una donna potrà sconfiggerlo e che la sua potenza durerà finché la foresta di Birnam si muoverà contro di lui. Il re ha tuttavia, avuto conferma che
la discendenza di Banquo regnerà sulla Scozia. Lady Macbeth istiga lo sposo a uccidere Macduff e a sterminarne la famiglia.

Confidando nell'aiuto dell'Inghilterra, Malcolm ha radunato un esercito pronto a invadere la Scozia. Anche Macduff, dopo lo sterminio della sua
famiglia, si è unito ai combattenti. Dichiarata la guerra l'esercito di Malcolm, per celarsi al nemico, avanza nascosto dai rami strappati dagli alberi
della vicina foresta di Birnam. Malcolm e Macduff si avviano a liberare la Scozia. In preda agli incubi della pazzia, Lady Macbeth rivive nel sonno
l'omicidio del re Duncan, confessando i crimini compiuti. Informato della morte della consorte, Macbeth si appresta a fronteggiare l'esercito nemico.
All'annuncio che la foresta di Birnam sta avanzando, il re comprende che le profezie delle streghe si stanno avverando.

Nascosti dai rami della foresta di Birnam, i soldati di Malcolm attaccano i guerrieri di Macbeth, costringendoli alla fuga. Il re è fronteggiato da
Macduff che, prima di colpirlo, gli rivela di non essere nato da una donna ma di essere stato estratto a forza dal corpo materno. Le predizioni si sono
avverate. Macbeth cade sotto i colpi di Macduff. L'esercito vittorioso acclama Malcolm re di Scozia.
William Shakespeare : MacBeth
• Il Macbeth di Shakespeare è una delle sue più famose tragedie. Al centro
dell’opera ci sono:
• La drammatizzazione dei catastrofici effetti fisici e psicologici generati sulle
persone dall’ambizione politica.
• Cercare il potere per interesse personale altro non porta che un gorgo inesorabile
di errori e brutture.
• La violenza che genera altra violenza, in una spirale che non trova fine. Tutti
vivono pensando al complotto, alle potenziali azioni da sventare, agli assassini
preventivi.
Il Teatro Barocco In Francia
-IL Teatro, in Francia, tralasciando le opere che caratterizzarono i primi anni del 600,
rimane consolidato sulla tradizione classica, e su quelle che erano le unità Aristoteliche
(Tempo, Spazio, Azione).

-Il Primo che contribuì a delineare il gusto teatrale francese, e pose le basi per l’evoluzione
successiva della letteratura teatrale fu Pierre Corneille.

-Il periodo vede un esplosione della tragedia in tutte le sue forme, dalla tragicommedia a
quella pastorale, entrambi i generi derivati da modelli italiani(es. L’Aminta), queste sono
proprio i generi che verranno definiti “barocchi” perché spesso irregolari e non conformi al
teatro classico, né alle unità aristoteliche.

-In un secondo momento,però, la commedia si distacca completamente dalla


tragedia, e diventano due generi separati, nonché estremamente diversi.

-I massimi esponenti del teatro francese furono: Pierre Corneille, Jean-Baptiste


Poqueline, detto Molière, e Jean Racine.
Jean Racine: La Vita
Nacque a La Ferté-Milon nel dicembre 1639 da una famiglia
di fede giansenista.
Iniziò fin da giovane lo studio dei testi classici, in particolare
Greci, ed entro alle Petites Écoles di Port-Royal, dove
proseguì i suoi studi filosofici Finiti gli studi scrisse le sue prime opere, e, nonostante fosse
stato formato secondo la fede giansenista, cominciò a
rifiutarla, tentando di conquistarsi un posto nella vita mondana
del tempo.
Appena Ventitreenne fece il suo ingresso nella corte di Parigi,
dove negli anni a venire assunse alte cariche nel governo e a
corte.
Conscio delle sue grandi capacità, iniziò la composizione della
sua prima tragedia, La Thébaïde ou les Frères ennemis
rappresentata durante il giugno del 1664, nel quale, per via del
periodo estivo, riscosse scarso successo.
Molte furono le opere scritte negli anni successivi, fino alla sua
morte, a Parigi, nel 1699
Fu seppellito, per sua espressa volontà, a Port-Royale des
Champs
Jean Racine: Stile e Opere
L’elemento fondamentale che caratterizza la
tragedia di Racine sono i protagonisti. Sono
infatti degli Antieroi.
Queste figure, dominate dalla passione, sono
incapaci di seguire le virtù, e ciò riflette la
visione giansenista, secondo la quale è
impossibile per l’uomo operare il bene, in
Edizione dell’1670
quanto le sue azioni sono corrotte, e solo Dio del Britannico Edizione dell’1668
dell’Andromaca
può provvedere alla salvezza umana.
Lo sfondo delle vicende è spesso cupo, con Le Opere Maggiori Sono:
scene cruente e macabre.
•Andromaca (Andromaque,1667).
Per via della sua grande cultura classica, Racine non •Fedra (Phedrè,1677).
poté che riproporre argomenti classici nelle sue opere, •Britannico (Britannicus,1669).
spesso ispirati alla mitologia, come “Fedra” ed
“Ifigenia”. In Particolare, nell’Andromaca, Racine inscena la vicenda di
due amanti, spinti così tanto dalla passione amorosa a
commettere azioni ignobili, da condurli alla rovina.In questo
caso, la passione si configura quindi come una forza superiore
alla ragione, capace di trasformarsi in odio e di provocare
anche la morte
MOLIERE
MOLIERE
• Jean-Baptiste Poquelin, conosciuto anche come Molière, nacque nel 1622
• Studiò dapprima presso il collegio gesuitico di Clermont e successivamente frequentò corsi di
diritto ad Orélans.
• Nel 1643 fondò, insieme alla grande attrice Madeleine Béjart, la compagnia parigina dell’Illustre
Théâtre.
• Successivamete lasciò Parigi e divenì un comico nelle compagnie ‘di giro’, nel 1658 lui e la sua
compagnia si fecero notare a corte, diventando così, la Trupe de Monsieur.
• Visse nella corte di Luigi XIV per circa 15 anni, rendendo così l’ambiente colto oggetto di studio
(commedia ‘di costume’ Preziose Ridicole).
• Sganarello o il cornuto immaginario, La scuola dei mariti e La scuola delle mogli, trattavano il
tema dei rapporti matrimoniali.
• Polemica letteraria, in base alla quale, la commedia doveva essere finalizzata al piacere e al
divertimento pubblico e non doveva tener conto alle regole linguistiche della tradizione
(L’improvvisazione di Versailles).
• Il Tartufo e Il Don Giovanni, opere scandalose.
• Misantropo, l’opera che sfiora i confini del dramma.
• Teatro musicale: Il borghese gentiluomo e Il malato immaginario.
• Il commediografo morì nel 1673 sul palco mentre interpretava il ruolo del protagonista nella sua
ultima opera.
Caratteristiche e Temi del teatro molieriano
• Comicità popolare
• Riferimenti al teatro del passato (commedia latina, commedia del 500, farsa popolare medievale)
• La scrittura drammatica di Molière rispecchia l’apertura mentale di un’intellettuale attento alla concretezza della vita contemporanea e agli
atteggiamenti progressisti che rifiutavano una religiosità esteriore e credevano nelle prospettive positive della ragione critica, condannando
ogni forma di conformismo e ipocrisia.
• Nelle commedie applica le regole delle tragedia (un’unica azione in un’unica giornata in un solo luogo).
• La comicità di Molière si nasconde dietro molteplici maschere.
LE OPERE
La scuola delle mogli e La scuola dei mariti: le due commedie sono simili tra loro, infatti vengono considerate l’una la riscrittura dell’altra,
sono geniali nel trattare in chiave comica un tema che quasi tutti avrebbero vòlto in tragedia: lo scacco della volontà umana di fronte
all’imponderabilità del reale, alla base del fallimento di ogni tentativo di ordine morale e sociale. Dietro i personaggi principali di Sganarello e
Arnolphe si nasconde l’uomo comune con il suo bagaglio di normali aspirazioni. Le due commedie si titolano ‘Scuole‘ perché vorrebbero
‘insegnare‘ agli spettatori l’utilità di una visione di sé stessi più ironica e di conseguenza più sana.

La critica della scuola delle mogli e L’improvvisazione di Versailles: due opere create come ‘contro risposta’ agli autori e attori gelosi del
successo delle due scuole.

Il Tartufo: opera che incarna la falsa devozione di atteggiamenti irreprensibili esibiti e non sentiti autenticamente; la commedia ricevette il
divieto dalla chiesa che licenziò l’opera come immorale e offensiva verso la religione.

Il Don Giovanni: è una tragicommedia in prosa in atti, pubblicata a Parigi nel 1682, venne composta successivamente al divieto di
rappresentare il Tartufo.
Il Don Giovanni è l’evoluzione del Tartufo, in cui il ‘libero pensiero’ è condotto fino all’ateismo.
La vicenda si rifà alla tradizione letteraria, nella quale il Don Giovanni è un seduttore incallito e cinico, ma attraversato da una vena comica.
Moliere mette in luce l’ipocrisia del personaggio più che del suo edonismo. La feroce satira di costume continua durante l’intera opera e nel
finale, come già narrato nella leggenda, Don Giovanni colpito da un fulmine, si inabissa tra le fiamme dell’inferno.
Il Misantropo: una nuova commedia nella quale si percepisce l’amarezza dolorosa dell’autore: confinato nell’universo di un salotto parigino,
il comico dello spettacolo è meno esplicito. Il personaggio Alceste, figura del ridicolo, può anche essere percepita come patetica e alla fine
diventa sia avvincente che repellente. L’accoglienza ricevuta da questa commedia non fu molto buona, ma il prestigio crebbe nel secolo
seguente quando l’interpretazione stravagante e ridicola del personaggio lasciò il posto ad una lettura dolorosa e patetica, diventata più
frequente nel XX secolo.

Avaro: opera del fine carriera con andamento più lieve.

 Il borghese gentiluomo e Il malato immaginario: le uniche opere con sottofondo musicale, vennero scritte in collaborazione con musicisti
come l’italiano Lully, nelle quali il testo era accompagnato da canti e balli. 
Il Malato Immaginario è una commedia-balletto sul tema dell’incompetenza e avidità dei medici, anche Moliere stesso prese parte alla
rappresentazione interpretando il ruolo principale.
TEATRO SPAGNOLO
Durante il regno di Filippo II, molta importanza assume il teatro per due motivi
principali

Rapido potenziamento delle strutture Costante arricchimento dell’esperienza


sceniche letteraria
Le compagnie più famose vennero ingaggiate dalle autorità municipali
per occasioni religiose e civili come il CORPUS DOMINI.

Tutto avveniva all’aperto, sulla piazza o sul sagrato della Chiesa e gli
attori avevano il compito di commuovere e divertire il pubblico.

Si tratta di un teatro con eredità medievale che ha una struttura


elementare e la religione è il tema fondamentale, infatti nasce nelle
chiese dove il Prete, sull’altare, spiega la Religione ai fedeli.
Ai vertici del TEATRO SPAGNOLO vi è LOPE FELIX DE VEGA
CAPRIO (1562-1635) con la sua massiccia produzione drammatica.

I suoi drammi inscenano avventure AMOROSE e D’ONORE e si


chiudono sempre con un LIETO FINE.

Le sue opere più importanti sono:


• L’acciaio di Madrid
• Il cavaliere Olmedo
• Il cane dell’ortolano
• Fuerte Ovejuna
Un altro importante drammaturgo fu Tirso De Molina(1579-1647)

Ritenuto autore di oltre 400 testi si allontana da Lope De Vega per la


maggiore profondità e finezza nella descrizione dei personaggi e per la
ricchezza dei riferimenti alla realtà sociale del suo tempo.

A Tirso De Molina si deve inoltre la creazione a teatro del mito di Don


Giovanni.