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Strumenti di finanza per Commercialisti

IL BAROMETRO DEI MERCATI


Secondo bimestre 2018

Commissione Finanza e Controllo di Gestione - Milano

chiuso in redazione il 20 maggio 2018


Una nuova redazione
A partire da questo primo numero del 2018, il barometro avrà una nuova veste: i
mercati si stanno muovendo con maggiore discontinuità, e i nostri aggiornamenti
saranno più tempestivi nel seguire le mutazioni economiche, spesso dettate dalle
logiche della geopolitica e non solo dalla macroeconomia. Mantenendo l’impianto
generale, abbiamo quindi pensato a delle edizioni non legate solo al calendario,
troppo rigido e perciò anche fuorviante, ma soprattutto alla necessità di analisi
agili e tempestive.
Quindi, edizioni più snelle e di veloce lettura, pronte ad un utilizzo pratico. E a questa
redazione si aggiunge un nuovo canale di comunicazione: chi desidera fare una
domanda, avere un approfondimento o anche esaminare un mercato che non sono
trattati nel Barometro, potrà contattarci alla pagina Linkedin di … dove saremo lieti
di poter dare un contributo ai Colleghi.
Buona lettura !
Premessa : il concetto del barometro
Il barometro è uno strumento che indica il tempo atmosferico (precisamente, la pressione atmosferica)
del momento in cui si compie la misurazione, e non compie alcuna predizione :
confrontando il dato attuale a quello precedente, è possibile fare trarre ipotesi sul futuro;
è uno strumento incompleto: ad esempio, mancano indicazioni sulla intensità e direzione del vento
ma è un ottimo metodo per le analisi del tempo
la cui validità predittiva è legata alla capacità di valutazione e dalla esperienza dell’utilizzatore.
Anche sui mercati possiamo confrontare i dati passati con quelli attuali per formulare delle analisi,
ma sempre con prudenza e buon senso.

Nel Barometro dei Mercati si offre una visione sintetica delle principali dinamiche dei mercati, da utilizzare per
– valutare la politica di acquisizione dei fattori produttivi
– avere una base di analisi per la definizione di previsioni e dei budget

Il Barometro è diviso in tre sezioni:


– Un approfondimento sui temi di maggior interesse
– Economia EU , tassi d’interesse europei – EURIBOR e credito
dedicata alla gestione finanziaria
– Economia Mondo , tasso di cambio eurodollaro e commodity
focalizzata ai mercati che interessano alla gestione di produzione e vendite

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Premessa : il concetto del barometro scenari e previsioni

Nel Barometro vengono proposti degli scenari economici:

Uno scenario non è una previsione, perché uno scenario definisce le forze economiche
di fondo che agiscono sulle aziende, mentre una previsione definisce i valori
presunti di una o più variabili ad un dato momento futuro.

Cercare previsioni non è fare Risk Management, che invece è un processo più
complesso che definisce i rischi e i loro impatti sulla attività di una specifica realtà
aziendale, e ne gestisce le conseguenze anche oltre la loro probabilità di
accadimento.

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Approfondimento del mese

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TRADEWARS

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TRADEWARS

Ne avevamo già parlato nell'ultimo numero del barometro, ma gli effetti delle guerre commerciali continuano
a produrre effetti dirompenti sullo scenario dell'economia mondiale che vanno ora meglio analizzati.
Tutti noi sappiamo che la liberalizzazione degli scambi internazionali avvenuto nel post seconda guerra
mondiale ha di fatto innalzato la standard di vita di milioni di cittadini sparsi sul globo, ed ha consentito di
vivere un periodo di prosperità in molti dei paesi che hanno adottato questo schema economico. Ma questo
fenomeno ha visto anche il trasferimento di molte risorse finanziarie verso i paesi che nel tempo si
mostravano più competitivi, trasferendo non solo risorse ma anche lavoro là dove il ritorno del capitale era
superiore.
Questo fenomeno ha prodotto, in particolare negli Stati Uniti la crescita di un deficit commerciale, che nel
tempo ha visto crescere sempre di più il trasferimento di risorse dagli USA agli emergenti.
L'elezione di Trump e la Brexit sono fenomeni che si innestano in queste tensioni sociali sviluppate da un
commercio internazionale così squilibrato.
Ma il protezionismo commerciale può essere una risposta, o è solo uno strumento politico per raggiungere
obiettivi di maggiore equilibrio del commercio e soprattutto di un maggior controllo ai flussi di capitale?

Al momento la risposta non si conosce ancora ma come economisti speriamo che si vada più nella seconda
direzione.

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TRADEWARS

Sappiamo infatti che storicamente misure protezionistiche sul commercio possono essere benefiche nel
breve medio periodo per i cittadini di una singola nazione, ma nel medio lungo periodo portano ad una
caduta di competitività ed una riduzione di innovazione tecnologica nelle aziende protette rispetto ai
competitori internazionali.
Certo è che l'amministrazione USA non ha tutti i torti quando critica i meccanismo che regolano il WTO,
in quanto non garantisce una sufficiente protezione ai membri esistenti quando un economia in un
differente livello di sviluppo si unisce al sistema (l'esempio non vale naturalmente solo per la Cina anche
se in questo momento è il paese sotto maggior attenzione).
D’altronde il sistema del GATT (antesignano del WTO) era stato creato subito dopo la seconda guerra
mondiale, ed uno degli scopi fondanti dello stesso era dissociare l'espansione dei commerci internazionali
di un paese dalla necessaria espansione imperiale/territoriale così come avveniva prima dell'accordo, e
che era una delle cause che aveva condotto poi alle guerre mondiali.
Nonostante che l'ingresso del Giappone nel GATT del 1963 causò un pò di frizione tra partner
commerciali, queste fino ad inizio degli anni 80 furono regolate dal cambio (ma solo dopo gli la fine
degli accordi di Bretton Woods) che vedeva naturalmente rafforzarsi la valuta del paese maggiormente
esportatore, rendendo così la valuta dello stesso e quindi i prodotti immessi sul mercato meno
competitivi facendo da stabilizzatore delle frizioni. Il dollaro passò da 360 yen a meno di 200 tra il 1971
ed il 1978 in risposta all'aumento del surplus commerciale del Giappone.

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TRADEWARS

Il problema semmai si verifica dopo con le politiche di liberalizzazione finanziaria, che cominciarono dalla
fine degli anni 70 in poi. Questi cambiamenti portarono a forti fuoriuscite di capitale dal Giappone alla
ricerca di rendimenti più allettanti, come quelli dei titoli del tesoro americano, e questa domanda di
dollari sul mercato dei cambi oltrepassò rapidamente l'offerta di dollari sul mercato da parte degli
esportatori giapponesi, causando una nuova debolezza del dollaro e rifece ripartire le tensioni
protezionistiche tra i due paesi.
Solo il famoso accordo del Plaza arrestò sul nascere il rischio di tensioni più radicali tra i due paesi, ma
non risolse i problemi per l'economia americana nel frattempo alle prese con i nuovi entranti asiatici e
centro-sud americani.
Certamente, dicevamo, il sistema del WTO non è esente da difetti soprattutto quando le economie
avanzate hanno carenza di soggetti investitor,i ed il ritorno del capitale investito è più basso di quello di
altri paesi partecipanti.
Ma sicuramente preoccuparsi solo del problema derivante dagli scambi commerciali, senza preoccuparsi
prima dell'influsso che la libera circolazione dei capitali, è un errore metodologico importante.
Infatti il flusso dei capitali tende ad esacerbare gli sbilanci commerciali e valutari, fluendo la dove la
domanda di manufatti è più alta, e quindi dove l'inflazione è più alta: comprime il costo del debito e
dell'equity e quindi alza la domanda di investimenti nel paese più robusto e indebolisce la domanda di
capitali nel paese più debole, causando poi lo sviluppo di bolle speculative.

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TRADEWARS

Inoltre la rapida espansione dei flussi di capitale cross border rende anche meno efficace la politica
monetaria di un singolo paese, e rende possibile la principale regione del flusso dei capitali (il cosidetto
carry trade).
Come conseguenza, una banca centrale che abbassa i tassi per stimolare l'economia domestica vede
fluire gli investimenti fuori dal proprio perimetro alla ricerca di rendimenti più remunerativi, mentre quelli
che rialzano i tassi vedono fluire verso il proprio paese un abnorme flusso di capitale dall'estero.
Da una parte è quindi necessario provvedere ad una riforma del WTO, che potrebbe contemplare degli
automatici aggiustamenti economici quando i paesi neo entranti nell'accordo raggiungono un certo livello
di surplus per un certo periodo di tempo con gli altri paesi.
Se questo non avvenisse, i paesi aderenti al Wto avrebbero il diritto di alzare tariffe verso il paese che
rispetta le regole allo stesso livello del competitore.
Ma, come abbiamo visto, il vero problema non è il libero commercio ma quanto piuttosto la libera
circolazione dei capitali, e come abbiamo visto solo interventi congiunti sui cambi ne possono limitare gli
effetti.

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TRADEWARS

Al momento non sappiamo ancora quale strada prenderà la battaglia in corso per aggiustare gli squilibri
commerciali in atto.
Al momento la retorica sembra avere il sopravvento sugli accordi, e questo potrà in effetti portare a degli
effetti negativi al commercio globale, e quindi all'andamento delle imprese ad esso associate.
Ad esempio, l'embargo dei prodotti USA all'azienda di equipaggiamenti alle telecomunicazioni cinese ZTE
ne ha causato il blocco operativo; le voci di innalzamento di tariffe incrociate e di rappresaglia tra le
nazioni non sembrano orientare questo nuovo capitolo dell'economia verso una soluzione condivisa.
La storia ci insegna che solo attraverso gli accordi si possono evitare gli effetti più deleteri degli squilibri
finanziari ed economici che l'economia propone costantemente, ma occorre vedere se questo equilibrio si
sposa con le esigenze politiche domestiche dei singoli paesi.

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TRADEWARS

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Bollettino Economico Bankitalia Bollettino Economico n. 2 – 2018

La crescita globale si è rafforzata ma emergono rischi di restrizioni commerciali


La crescita globale si è rafforzata e la dinamica del commercio mondiale resta vivace. Sulle prospettive
dell'attività economica internazionale gravano però il rischio che l'introduzione di tariffe sulle importazioni
di alcuni prodotti da parte dell'amministrazione statunitense inneschi restrizioni commerciali su più ampia
scala e quello che incertezze sulla crescita o sull'evoluzione delle politiche monetarie in alcune economie
avanzate diano luogo a brusche correzioni sui mercati finanziari, come osservato all'inizio dell'anno in
corso.

Nell'area dell'euro si valutano necessarie condizioni monetarie ancora accomodanti


In Italia la crescita prosegue a un passo più moderato
Nostre stime basate sulle informazioni finora disponibili indicano che in Italia il prodotto sarebbe cresciuto nel
primo trimestre dell'anno attorno allo 0,2 per cento, rallentando rispetto al periodo precedente. La frenata
della produzione industriale si sarebbe accompagnata a un rialzo dell'attività nei servizi, nonostante i
segnali meno favorevoli anche per questo comparto in marzo. Le indagini congiunturali mostrano che la
fiducia delle famiglie e delle imprese continua ad attestarsi su livelli ciclicamente elevati e compatibili con
la prosecuzione dell’espansione del prodotto; le aziende segnalano l'intenzione di aumentare gli
investimenti produttivi rispetto al 2017.
Si consolidano le vendite all'estero
Aumentano gradualmente le ore lavorate
L'inflazione è ancora bassa

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Bollettino Economico Bankitalia
I prestiti alle imprese sono aumentati a un ritmo sostenuto…
Il credito alle imprese mostra segnali di una più decisa espansione. L'incremento è stato del 2,1 per cento nel trimestre
terminante in febbraio in ragione annua e dell'1,2 per cento sui dodici mesi. Nostre indagini indicano un rafforzamento della
domanda di credito bancario, che risente positivamente della crescita degli investimenti, mentre le condizioni di offerta
restano accomodanti. L'espansione dei prestiti ha interessato le imprese manifatturiere e quelle dei servizi.
Nel 2017 la qualità del credito bancario è migliorata. L'incidenza dei crediti deteriorati sul totale dei finanziamenti erogati dalle
banche classificate come significative è scesa a fine anno al 14,5 per cento al lordo delle rettifiche di valore e al 7,3 per
cento al netto, contro il 17,6 e il 9,4 del 2016, rispettivamente. Nell'ultimo periodo vi hanno contribuito sia le operazioni di
cessione di crediti deteriorati sia l'attività di recupero interno.
All'inizio di febbraio l'indice della borsa italiana ha risentito negativamente, come in altre economie, di un significativo incremento
della volatilità sui mercati internazionali. Le tensioni sono in seguito rientrate ed è ripreso l'aumento dei corsi, che riflette
soprattutto revisioni al rialzo degli utili attesi delle società quotate. La crescita è particolarmente sostenuta per le azioni
bancarie, pari negli ultimi dodici mesi al 18,7 per cento, contro il 13,0 per l'intera borsa italiana e lo 0,2 per la media delle
banche europee.
Restano bassi i premi per il rischio sovrano dell'Italia, che non hanno risentito delle tensioni internazionali e non indicano
aumenti dell'incertezza sulle prospettive dell'economia nazionale. Rispetto alla fine del 2017 lo spread sul titolo decennale è
sceso di 30 punti base, a 129 punti. Ad attenuare l'impatto sul nostro paese delle tensioni globali di inizio anno e a favorire
il contenimento dei premi per il rischio hanno contribuito il miglioramento delle prospettive economiche e il rientro delle
tensioni sul sistema bancario. Il permanere di condizioni favorevoli presuppone la prosecuzione di un credibile
aggiustamento dei conti pubblici e delle riforme volte a innalzare il potenziale di crescita di lungo periodo dell'economia
italiana.
È lievemente diminuito il rapporto tra debito pubblico e prodotto

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Economia Area Euro eurozone composite PMI
fonte: http://www.markiteconomics.com/Public/Page.mvc/PressReleases

Il Purchasing Managers Index (PMI) è l'Indice composito dell'attività manifatturiera di un Paese, il valore è espresso in percentuale. Il PMI è un indice prodotto da Markit
Group e riflette la capacità dell'acquisizione di beni e servizi. Tiene conto di nuovi ordini, produzione, occupazione, consegne e scorte nel settore manifatturiero.
In linea generale, un valore inferiore al 50% indica una contrazione del settore, mentre un valore superiore al 50% indica un'espansione.

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Economia Area Euro eurozone composite PMI
fonte: http://www.markiteconomics.com/Public/Page.mvc/PressReleases

Il Purchasing Managers Index (PMI) è l'Indice composito dell'attività manifatturiera di un Paese, il valore è espresso in percentuale. Il PMI è un indice prodotto da Markit
Group e riflette la capacità dell'acquisizione di beni e servizi. Tiene conto di nuovi ordini, produzione, occupazione, consegne e scorte nel settore manifatturiero.
In linea generale, un valore inferiore al 50% indica una contrazione del settore, mentre un valore superiore al 50% indica un'espansione.

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Economia Area Euro Il punto sui mercati: accesso al credito e tassi di interesse
•Lettura consigliata: RAPPORTO MENSILE ABI
•Lettura consigliata: RAPPORTO CRIF http://www.crif.it/Barometro/Imprese
•Lettura consigliata: OSSERVATORIO PAGAMENTI CERVED http://www.cervedgroup.com/osservatorio-su-protesti-e-pagamenti
Secondo il monthly outlook ABI di maggio, a fine aprle i prestiti sono in crescita del +2,5 %, su base annua ed è ancora in crescita la
erogazione di mutui, +2,7% su base annua.
•tasso medio sul totale dei prestiti 2,66%, al minimo storico (2,67% il mese precedente; 6,18% a fine 2007).
•tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni 1,85% minimo storico (1,88 % il mese precedente ; 5,72% a fine 2007)
•Si vedano anche le tabelle nelle pagine seguenti

•Grazie anche alla politica di accantonamenti dei mesi precedenti, il settore bancario ha ripreso a produrre utili, con le prime otto banche
italiane che hanno chiuso il primo trimestre del 2018 con un risultato superiore a 3 miliardi €. Resta il problema della esposizione al debito
pubblico nazionale, che rende il sistema più sensibile alle oscillazioni politiche. Si segnala la crescita del settore Fintech a colmare quella
parte di domanda che il sistema bancario non riesce a soddisfare.
Segnaliamo il Quaderno dell’Ordine relativo al Business Plan, strumento fondamentale per la ricerca e l’attivazione di forme alternative di
finanziamento, e la pubblicazione del Quaderno dell’Ordine sul controllo della tesoreria.
http://www.odcec.mi.it/docs/default-source/quaderni/n-72---la-gestione-e-il-controllo-della-tesoreria-e-dei-rischi-finanziari-nelle-
pmi.pdf?sfvrsn=2
Valutare con attenzione le necessità di liquidità e i rapporti con le banche, dato il permanere delle difficoltà del sistema ad erogare credito
a società i cui rating sono ancora bassi.
• L’Ordine Dottori Commercialisti di Milano ha pubblicato le linee guida per il rating Advisory, disponibili nel sito dell’Ordine .
• I nuovi Principi Contabili impongono una valutazione dei crediti sulla base della possibilità di rimborso non solo attuale ma anche prospettica: occorre quindi
ricordare quanto gli indicatori di sostenibilità e rimborso del debito influiranno sul calcolo dei rating bancari
• L’incremento dei prestiti ha privilegiato le imprese con rating migliori, che in generale presentano situazioni patrimoniali bilanciate, alta capitalizzazione, ed
hanno cash flow positivi e sotto stretto controllo mediante indicatori appositi: cercare di migliorare il proprio rating è fondamentale per le imprese che
devono far ricorso al credito bancario.
• Costruire indicatori di controllo del Circolante che siano semplici ma affidabili, e che colgano i driver di un eventuale incremento indesiderato del CCN:
crediti divisi per rating del cliente, analisi dei ritardi anche con strumenti semplici come il DSO (Days Sales Outstanding), ordini di magazzino su invenduto;
mantenere attento e costante controllo organizzativo del circolante, specie sui crediti sia per dimensione che soprattutto per qualità.

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Sofferenze sistema bancario : fonte Rapporto ABI tabelle 1 3 4

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Tassi d’interesse alla clientela : fonte Rapporto ABI

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Prestiti alla clientela : fonte Rapporto ABI

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APRILE 2018

Crediti deteriorati: torna sotto i livelli pre-crisi la rischiosità di imprese e famiglie


Dalle analisi condotte sulla banca dati di CRIF emergono i primi segnali di stabilizzazione dell’andamento del
rischio di credito, che si arresta dopo oltre 13 trimestri consecutivi di forte decelerazione, raggiungendo livelli
inferiori a quelli del periodo pre-crisi.

Nel 2017 si è interrotta la persistente caduta del tasso di default delle imprese, determinata sia dalla
sopravvivenza sul mercato del credito di quelle più resilienti, sia dalle politiche di erogazione più prudenti, sia
dalle attività di pulizia dei bilanci bancari che hanno migliorato la qualità delle imprese attive su cui si
misurano i tassi di default. Hanno concorso a questa stabilizzazione anche il migliormento dell’economia reale,
il prolungato regime di tassi di interesse molto contenuti nonché il progressivo allentamento delle politiche di
offerta. Nello specifico si osserva che il tasso di default delle imprese a dicembre 2017 si è stabilizzato al
3.9%, rispetto alla rilevazione di dicembre 2015, quando era risultato pari al 5.8%, e lontanissimo dal picco
della fine del 2009, nella fase più acuta della crisi, quando aveva raggiunto il 7.9%.

Molto più contenuta la volatilità del rischio delle famiglie italiane, tradizionalmente più prudenti nel ricorso al
credito e storicamente protette da saggi di risparmio elevati: il tasso di default è sceso dal 2,3% di dicembre
2015 all’1.7% di dicembre 2017, anche in questo caso su livelli decisamente più contenuti rispetto al 3.5%
registrato sempre alla fine del 2009.ndamento del rischio di credito, che si arresta dopo oltre 13 trimestri
consecutivi di forte decelerazione, raggiungendo livelli inferiori a quelli del periodo pre-crisi.

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Andamento finanza imprese:
fonte Crif

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€-coin
fonte: Banca d’Italia

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ITA-coin fonte: Banca d’Italia

La Banca d’Italia produce un indicatore ciclico coincidente dell’economia italiana, Ita-coin, che fornisce in tempo reale una stima
mensile dell’evoluzione tendenziale dell’attività economica sfruttando l’informazione proveniente da un ampio insieme di
variabili, di natura sia quantitativa (produzione industriale, inflazione, vendite al dettaglio, flussi di interscambio, indici
azionari) sia qualitativa (fiducia di famiglie e imprese, indicatori PMI).
Ita-coin risponde quindi a finalità simili a quelle per le quali viene impiegato €-coin, elaborato per l’area dell’euro in
collaborazione con il Centre for Economic Policy Research (CEPR). Le stime mensili di Ita-coin risentono in misura modesta
di revisioni nei dati e tendono a rimanere stabili anche in periodi di forti oscillazioni dell’attività economica.

Date Ita-coin
nov-16 0,04
dic-16 0,06
gen-17 0,10
feb-17 0,16
mar-17 0,16
apr-17 0,09
mag-17 0,15
giu-17 0,15
lug-17 0,18
ago-17 0,25
set-17 0,34
ott-17 0,43
nov-17 0,44
dic-17 0,49
gen-18 0,53
feb-18 0,56
mar-18 0,45
apr-18 0,29

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Tassi di interesse europei – EURIBOR
fonte:http://www.mutuionline.it

Si noti la correlazione tra EURIBOR tre mesi e tasso BCE


Nel grafico si apprezza l’aumento BCE di metà 2011, che accompagna la crescita dei tassi a breve e segue la crescita dei tassi a lungo , che iniziano la loro discesa
già nel primo trimestre 2011 fino a raggiungere gli attuali minimi storici ;
I tassi di di breve restano ai minimi grazie agli interventi BCE , e il costo del finanziamento delle imprese è essenzialmente legato agli spread :
Anche i tassi a lungo termine dimostrano contrazione, grazie alla posizione espansiva della BCE: lo IRS a 20 anni era sceso a 0,91%
Da notare la correlazione ‘ritardata’ tra l’inflazione e i tassi d’interesse

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Tassi di interesse europei – EURIBOR
fonte:http://www.mutuionline.it

Si noti la correlazione tra lo IRS e il tasso di inflazione :


Notare l’inflazione, tornata però allo 0% dai precedenti valori sopra il 1%
notare il ritardo della correlazione, e ricordiamo come qui sia l’inflazione rilevata e non l’inflazione attesa

28 Commissione Finanza e Controllo di Gestione


Tassi di interesse europei – EURIBOR
Grafico spread BTP BUND

Importante e rapida riduzione dello spread dopo le dichiarazioni di Draghi di luglio 2012 , evidentissima sul grafico ;
Oscillazioni ma intorno ai minimi pluriennali, attualmente in ripresa verso i massimi degli ultimi anni :
il livello 200, che nel 2011 rappresentò uno dei trigger della crisi, è da monitorare con attenzione se le attuali tensioni dovessero aumentare

29 Commissione Finanza e Controllo di Gestione


Tassi di interesse europei – EURIBOR grafico BUND

•Il Bund oscilla seguendo le vicende politico-economiche europee, e ha raggiunto i massimi a causa degli acquisti per il QE
•Notare la variazione prezzi del giorno della brexit, delle elezioni USA e delle elezioni francesi

30 Commissione Finanza e Controllo di Gestione


Tassi di interesse europei – EURIBOR grafico BUND

• grafico del rendimento del BUND, ovviamente speculare a quello dei prezzi:
•Da notare che il livello dei tassi è diventato negativo dopo la Brexit, ed è tornato ora in positivo con un trend crescente

31 Commissione Finanza e Controllo di Gestione


Tassi di interesse europei – EURIBOR grafico BTP

• grafico del rendimento del BTP, ovviamente speculare a quello dei prezzi: da monitorare per le tensioni sul rischio sovrano

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Forecast BCE Survey of Professional Forecasters SPF - fonte: BCE

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Forecast BCE Survey of Professional Forecasters SPF

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Forecast BCE Survey of Professional Forecasters SPF

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Forecast BCE Survey of Professional Forecasters SPF

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Economia Mondo Commento sintetico : economia mondiale

•Previsioni economiche globali FMI : http://www.imf.org/external/datamapper/index.php


•La FED ha ancora spazio per ulteriori aumenti dei tassi d’interesse, grazie alla forza della economia
americana (si vedano I dati sui PMI) e al mercato del lavoro che ancora dimostra di generare occupazione.
Resta incerta la forza e la velocità di questi aumenti, fino a 3 o 4 già nel 2018 secondo i più agressivi, con
un obiettivo al 2,5% come livello ‘neutrale’ che permette una adeguata remunerazione senza intaccare
l’economia reale. E le previsioni economiche restano positive per l’economia americana, con gli stimoli
fiscali che potrebbero spingere la crescita anche oltre I già buoni tassi di incremento attulii ed una inflazione
per ora stabile. Ma i prossimi interventi in realtà rewsteranno decisi dagli andamenti economici, dato che la
FED è la banca centralke più ‘data driven’ , e su questo peseranno le attuali incertezze sulle questioni
geopolitiche aperte ( ad esempio il ripudio dell’accordo per il nucleare con l’Iran con le sue ricadute sul
prezzo del petrolio e quindi sull’inflazione) e sugli effetti dei dazi, ancora aperti nella loro definizione (sia sui
settori coinvolti, che sui livelli e sulle nazioni colpite) e quindi sulle variazioni economiche che ne
conseguiranno. Vediamo comunque che il comparto degli ‘emergenti’ sembra per ora il più colpito, con la
doppia pressione dei dazi e del possibile aumento dei tassi d’interesse, si vedano Turchia ed Argentine
anche il Venezuela ( con ulteriori effetti sui prezzi petroliferi)
•Continuiamo a seguire PMI manifatturiero messicano, nelle pagine seguenti, che si può usare come indicatore delle ripercussioni
protezionistiche sul commercio globale dato il forte legame della attività di esportazione messicana verso gli USA.
•L’economia cinese in crescita in aprile più decisamente che in marzo, con il settore servizi a guidare
l’economia e una riduzione delle pressioni inflazionistiche, si vedano i PMI Caixin nelle pagine seguenti, e
ricordiamo il perdurare delle contraddizioni interne (tra cui l’alto debito) e dei fattori di rischio esogeni . Per
ora il balletto dei dazi sembra non preoccupare il gigante asiatico, che ha risposto alle dichiarazioni di Trump
con una strategia composta di contro-dazi e di accordi diplomatici.

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Economia Mondo fonte: Markit

38 Commissione Finanza e Controllo di Gestione


Economia Mondo fonte: Markit

39 Commissione Finanza e Controllo di Gestione


Economia Mondo fonte: Markit

40 Commissione Finanza e Controllo di Gestione


Economia Mondo fonte: Markit

41 Commissione Finanza e Controllo di Gestione


Economia Mondo fonte: Markit

42 Commissione Finanza e Controllo di Gestione


Economia Mondo fonte: Markit

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Economia Mondo
•Previsioni economiche globali FMI : http://www.imf.org/external/datamapper/index.php
•Prezzi del petrolio nuovamente in crescita, a causa delle riduzioni dell’offerta causate dalle tensioni
geopolitiche e da una maggiore incertezza sulla forza dell’economia mondiale che comunque si
mantiene forte (si veda la pagina dei PMI globali). L’elemento di maggiore rilevanza è il ripudio
dell’accordo USA-Iran sul petrolio, con il conseguente ripristino dell’embargo (i prezzi del greggio si
sono subito mossi dopo l’annuncio di Trump da 68 a 76 $/barile) e una importante variazione
dell’offerta,( l’Iran estrae 1,1 milioni di barili al giorno, di cui un terzo contro la Cina). Gli altri aderenti
all’accordo non hanno seguito gli USA, creando una forte incertezza (l’embargo USA in teoria
potrebbe essere esteso a tutte le nazioni che non rispettino l’embargo americano) Qui diventerà
rilevante la posizione cinese, che oltre ad essere un importante cliente per l’Iran, già aveva continuato
a comprare da Teheran anche con il precedente embargo: se manterrà questa politica, le tensioni sui
prezzi del petrolio potrebbero ridursi. Resta come una crescita del prezzo del greggio sia
particolarmente gradita alla Arabia Saudita, a causa del deficit di bilancio creato dalla riduzione delle
entrate del 2017 per la riduzione dei prezzi e dall’aumento delle spese per gli stimoli all’economia (in
recessione nel 2017) in attesa che l’IPO su Aramco porti i capitali necessari all’equilibrio di bilancio.
•Altre tensioni nascono dal Venezuela, con una economia al collasso e con tensioni politiche altissime,
e le conseguenti preoccupazioni sulla tenuta della offerta di greggio
• a prescindere dai timori geopolitici, che si spera di breve periodo, i prezzi oscilleranno tra un minimo di 50 ed un massimo di 65 per i
prossimi anni; per la dell’Agenzia per l’Energia Internazionale (IEA) i prezzi potrebbero stabilizzarsi intorno ai 60 $,
•Per il rame, i primi mesi del 2018 vedono un incremento della domanda del +5,2%
(produzione+riciclo) contro un aumento della domanda del +5,5%. La forza del ciclo economico
globale resta quindi il motivo principale per un possibile ulteriore aumento dei prezzi
.http://www.icsg.org/index.php/111-icsg-releases-latest-copper-market-forecast-2017-2018
44 Commissione Finanza e Controllo di Gestione
Commodity CRB

Il Reuters/Jefferies CRB Index è un indice sulle commodity, concepito per fornire rappresentazioni accurate per valutazioni a lungo termine sulle
materie prime grazie ad un algoritmo di calcolo che tiene conto di un paniere di commodity , ribilanciato per garantirne la significatività

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Tassi di cambio : eurodollaro
Il dollaro è arrivato fino a quota 1,25 per poi tornare in area 1,19–1,18 nelle ultime settimane: nonostante il
desiderio di Trump di un cambio debole, la duplice circostanza del futuro rialzo dei tassi USA in presenza di
politiche ancora espansive delle altre banche centrali e del rientro dei capitali in America per approfittare
della riforma fiscale potrebbero esser di sostegno alla divisa americana. Inoltre una economia USA in
crescita, con disoccupazione ai minimi e possibili tensioni inflazionistiche, potrebbe solo mantenere o
aumentare il divario tra USA e EU, che invece ha dati macro meno favorevoli.
•Sulle previsioni a medio/lungo, si veda la pagina del Survey of Professional Forecasters più sopra; soglia da
monitorare il superamento al ribasso per più giorni del livello 1,15 come indicatore di una eventuale
inversione di tendenza.
•Dal punto di vista grafico, si apprezzano le resistenze ai livelli 1,10 che ha retto la discesa del dollaro e che
ha rappresentato un importante punto di resistenza; il cambio è rimasto nel canale 1,15 – 1,05 per molti
mesi, ma ora ha superato il canale ed ha definito nuova resistenza in area 1,20 -1,25 , con ripiegamento
nelle recenti sedute
•La volatilità implicita dell’Eurodollaro mostra un andamento generale discendente, con oscillazioni anche
molto violente a segnalare emotività e mancanza di equilibrio tra gli operatori, oscillazioni che comunque
rientrano in poche settimane: la direzione è sotto al livello medio del 2016 (si veda il grafico EVZ nelle pagine
seguenti)
http://www.cmegroup.com/trading/fx/g10/euro-fx_quotes_globex_options.html?optionExpiration=H6

•Il valore del future scadenza settembre 2018 sul CME è 1,1853 dati al 21 maggio 2018

•A titolo di semplice indicazione, i valori delle opzioni sul forex :


• le put ATM base 1,1650 scadenza settembre 2018 sono pari a 0.0096
• le call ATM base 1,2100 scadenza settembre 2018 sono pari a 0.0095
Un esempio dell’utilizzo del nostro Barometro è dal confronto con la pagina eurodollaro del numero precedente:
Nel valutare i prezzi delle opzioni, considerate come il time-decay inizi ad erodere i prezzi quando ci si avvicina alla scadenza

46 Commissione Finanza e Controllo di Gestione


Tassi di cambio eurodollaro Grafico eurodollaro

• Sovrapposta la media mobile, indicatore comunemente utilizzato per mostrare il trend, e le fasce di massimi-minimi di breve periodo.
• Si vede come i prezzi siano compressi tra 1,08 e 1,15 nel 2016
• Chiaro il movimento del giorno della brexit, parzialmente recuperato, e quello post elezioni USA
• Superamento del trading range da luglio 2017 fino agli attuali massimi da due anni

47 Commissione Finanza e Controllo di Gestione


Tassi di cambio eurodollaro
Andamento della volatilità implicita sull’eurodollaro

• L’indicatore è calcolato con la metodologia del VIX : volatilità implicita delle opzioni ATM a 30 giorni
•Si notino gli “spike’’, cioè la ampiezza delle oscillazioni all’interno della barra di analisi: indicatore di forte tensione da parte degli operatori, poi rientrate:
•Relativa quiete negli scorsi mesi, nuova discesa verso i minimi

48 Commissione Finanza e Controllo di Gestione


Commodity Grafico andamento prezzo petrolio WTI

•Nel 2016 mercato in eccesso di offerta e con timori sui consumi futuri per la minore dinamica economia cinese e mondiale ; rialzo per accordi OPEC, ridiscesa
per aumento produzione USA
•Si noti l’importanza dei livelli 45-50-55 $ come supporto e resistenza negli scorsi mesi : sulla attuale fase si legga la slide relativa

49 Commissione Finanza e Controllo di Gestione


Commodity Grafico andamento prezzi del rame LME, da considerare proxy dell’andamento dell’economia

• La media mobile MA(50) sovraimposta aiuta a leggere i trend storici


• la debolezza dell’economia spinge i corsi verso il minimo triennale, nel 2015 causato dall’eccesso di offerta e dai timori sulla ripresa globale e cinese in particolare.
•Rimbalzo dai minimi pluriennali fino ai valori dello scorso novembre, ma soprattutto notiamo l’inclinazione della mm50.
• importante crescita dei prezzi dopo le elezioni USA e rottura della fascia di oscillazione 5100-4400 del 2016: ora prezzi in trend rialzista
•si confrontino le oscillazioni con i dati del PMI cinese nella slide successiva

50 Commissione Finanza e Controllo di Gestione


Commodity Grafico comparativo tra prezzi Rame e output manifatturiero cinese

•Il grafico mostra la stretta correlazione pluriennale tra la manifattura cinese e i prezzi del rame sul London Metal Exchange

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