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Prof.

ssa Nicoletta Varani -


DISFOR

Riflessioni geo sociali tratte dal Rapporto


realizzato dal Centro Studi e Ricerche Idos per
lOecd Expert Group on Migration - 2017
Prof.ssa Nicoletta Varani - DISFOR
Riflessioni geo sociali tratte dal Rapporto realizzato dal Centro Studi e Ricerche Idos per lOecd Expert Group on
Migration - 2017

Il Dossier Statistico Immigrazione viene pubblicato


da IDOS dal 2004 (prima lo era dalla Caritas di
Roma) e ha come oggetto il mondo dellimmigrazione
in Italia, nelle sue numerose sfaccettature, attraverso
una lettura circolare e comparativa delle fonti
statistiche disponibili.
Nel 2013, con il supporto della Camera di Commercio
di Roma e con la collaborazione del CSER (Centro
Studi Emigrazione Roma), stata avviata
la realizzazione del "Portale Romano sulle
Migrazioni", un sito da cui saranno gratuitamente
fruibili e scaricabili molti dei contenuti pubblicati
nelle diverse edizioni dell'Osservatorio Romano sulle
Migrazioni. Il Rapporto "Osservatorio Romano sulle
Migrazioni" dal 2016 prosegue grazie al sostegno
dell'Istituto di Studi Politici S. Pio V.
Prof.ssa Nicoletta Varani - DISFOR
Riflessioni geo sociali tratte dal Rapporto realizzato dal Centro Studi e Ricerche Idos per lOecd Expert Group on Migration - 2017
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Riflessioni geo sociali tratte dal Rapporto realizzato dal Centro Studi e Ricerche Idos per lOecd Expert Group on Migration - 2017

PRINCIPALI RIFLESSIONI
1) IN ATTO UNA TRANSIZIONE DEMOGRAFICA SENZA PRECEDENTI PARTICOLARMENTE GRAVE IN ITALIA E NEL
VECCHIO CONTINENTE ;
2) RISPETTO AI TRADIZIONALI FLUSSI PER LAVORO SONO ANDATI AUMENTANDO, FINO A PREVALERE, QUELLI
DETTATI DA MOTIVI UMANITARI E AMBIENTALI ;
3) LEUROPA, E SPECIALMENTE LITALIA IN RAGIONE DELLA SUA COLLOCAZIONE GEOGRAFICA, TROVA
DIFFICOLT NELLA GESTIONE DEI NUOVI FLUSSI ;
4) ATTUALMENTE LA SITUAZIONE ECONOMICA E OCCUPAZIONALE CRITICA, MENTRE DAL PUNTO DI VISTA
DEMOGRAFICO INDUBBIA LA FUNZIONALIT DEI NUOVI VENUTI ;
5) OPPORTUNIT DI CO-SVILUPPO SI DANNO A PARTIRE DAL PESO CRESCENTE DI IMPRESE E IMPRENDITORI
IMMIGRATI ;
6) LECONOMIA IL FONDAMENTO DI CUI TENERE CONTO PER PERMETTERE FLUSSI MIGRATORI E SCAMBI
CULTURALI BENEFICI SIA AI PAESI DI ORIGINE CHE A QUELLI DI ARRIVO;
7) LIMMIGRAZIONE APPORTATRICE DI UNA DIMENSIONE INTERCULTURALE CHE STA CAMBIANDO IL VOLTO
DEL NOSTRO PAESE .
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Riflessioni geo sociali tratte dal Rapporto realizzato dal Centro Studi e Ricerche Idos per lOecd Expert Group on Migration - 2017

Gli immigrati in Italia superano dal 2014 i 5 milioni ma, secondo le previsioni
pi accreditate, a met secolo dovrebbero arrivare al doppio.
Nel periodo 2011-2065, nello scenario centrale ipotizzato dallIstat nelle su
proiezioni demografiche (quello pi realistico), la dinamica naturale della
popolazione italiana sar negativa per 11,5 milioni (28,5 milioni di nascite
contro 40 milioni di decessi) e quella migratoria sar positiva per 12 milioni
(17,9 milioni di ingressi contro 5,9 milioni di uscite), con un margine
dincertezza finale (tutto sommato contenuto) che varia di 1,5 milioni.
TRANSIZIONE
La popolazione residente straniera aumenter di quasi 10 milioni, passando
DEMOGRAFICA
dai 4,6 milioni del 2011 a 14,1 milioni nel 2065.
Let media della popolazione italiana passer da 43,5 anni a 49,7 anni.
Lincidenza degli ultra 65enni passer dal 20,3% al 32-33%, toccando i 20
milioni; quella dei minori fino a 14 anni dal 14% al 12,7%.
La popolazione in et lavorativa (15-64 anni) passer da unincidenza del
65,7% a una del 54,5% e sar pari a 33,5 milioni.
Lindice di dipendenza degli anziani di conseguenza passer dal 30,9% al
59,4%.
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I nuovi cittadini
I cittadini italiani per acquisizione, che erano solo 285.785 nel 2001,
sono risultati 671.394 al Censimento del 2011, a questi si aggiungono
i 65.383 che hanno acquisito la cittadinanza nel 2012, 100.712 nel
2013, 129.887 nel 2014 e 178.035 nel 2015.
Si pu calcolare che gi 1 milione e 150mila cittadini italiani siano di
origine straniera.
Se continuer il trend riscontrato nel 2014 e nel 2015, a met
secolo almeno 6 milioni di cittadini italiani residenti nel Paese
saranno di origine straniera e influiranno per oltre il 10% sul totale.
Le collettivit maggiormente protagoniste sono, da un lato, quelle
di pi antico insediamento in Italia:
lalbanese (20,4% del totale) e la marocchina (18,4%). I membri di
queste collettivit sono stati i maggiori protagonisti dei flussi
dingresso e dellinserimento nel mercato occupazionale gi negli anni
90.
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Caratteristiche della popolazione immigrata


I nuovi ingressi regolari, le nuove nascite e i richiedenti asilo hanno portato la popolazione
straniera residente sul territorio nazionale a 5.026.153 di cittadini. Lincremento complessivo
sullanno precedente molto lieve, appena 12.100 unit in pi, tuttavia da tenere conto di due
aspetti:
1. il numero totale di presenze regolari sia pi alto (includendo anche chi, gi in possesso
di titoli richiesti, non ancora iscritto in anagrafe) e si ponga vicino a 5.500.000 unit;
2. in secondo luogo laumento complessivo limitato nasconde movimenti demografici
(saldi naturali e migratori) ben pi ampi.
Infatti nel saldo finale sono considerati 72.000 nati, 6.500 morti, 245.000 trasferimenti di
residenza dallestero, 45.000 trasferimenti verso lestero e quasi 180.000 acquisizioni di
cittadinanza italiana.
Tra gli stranieri presenti in Italia, i cittadini di Paesi terzi regolarmente soggiornanti al 1 gennaio
2016 sono 3.931.133, cos ripartiti tra i continenti e le aree di provenienza: al primo posto c
lEuropa con poco meno del 30% delle presenze, seguita allAsia meridionale (il subcontinente
indiano) e orientale (Cina, area indocinese e Filippine) con quote vicine al 14% e poi da America
centromeridionale e Africa occidentale con valori poco pi bassi del 10%.
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La nuova emigrazione italiana


Il numero delle cancellazioni dallanagrafe
per lestero, giunte nel 2015 a 145mila e
all8% in pi rispetto al 2014, si lega
innanzitutto allemigrazione di cittadini
italiani (da 89mila a 102mila unit, pari a
+15%), mentre i trasferimenti dei cittadini
stranieri si riducono dai 47mila del 2014 a
45mila (-6%).
Per effetto di questa nuova emigrazione,
gli italiani registrati come residenti
all'estero ammontano a 5.200.000
secondo le anagrafi consolari.
Oltre il 50% degli italiani che espatriano
negli ultimi anni sono laureati o
diplomati.
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Medici per i diritti umani (MEDU) ha Esodi una mappa


presentato marzo 2017 il progetto consultabile online realizzata sulla
ESODI. Rotte migratorie dai paesi sub- base delle testimonianze di mille
sahariani verso lEuropa migranti dellAfrica Subsahariana
https://www.google.it/?gws_rd=ssl#q=e raccolte dal 2014 al 2016 dagli operatori
sodi+mappa e i volontari di Medici per i diritti umani
MEDU. La mappa racconta le rotte
affrontate dai migranti dallAfrica
subsahariana allItalia ed rivolta a tutti
coloro che vogliono comprendere e
approfondire la vicenda umana che sta
segnando il nostro tempo. Si tratta di una
mappa web dinamica e in divenire che si
arricchir periodicamente di nuove
testimonianze raccolte da tutti coloro che
vorranno raccontare la storia del loro
viaggio.
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Le informazioni sono state raccolte


in particolare in Sicilia, nei centri di
accoglienza straordinaria (CAS) di
Ragusa e nel Centro di accoglienza
per richiedenti asilo (CARA) di
Mineo, a Roma nei luoghi informali
di accoglienza e presso il centro
Psych per la riabilitazione delle
vittime di tortura. Alcune
testimonianze sono state raccolte
anche a Ventimiglia e in Egitto, ad
Aswan e al Cairo.
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La mappa disponibile in italiano ed inglese


Lintero territorio dellAfrica sub sahariana diviso in
due fronti, orientale ed occidentale, a loro volta
ripartiti in ovest, centro ed est, e ovest ed est
Il passaggio per la rotta occidentale Est, da Agadez a
Sabah, una zona tra il Niger e la penisola del Sinari,
attraversa un tratto chiamato la strada dellinferno
che serve ad arrivare in Libia.

Questo viaggio dura solitamente da 3 a 6 giorni a


bordo di pick-up o camion stipati allinverosimile e
gestiti dai trafficanti. I pick-up trasportano in genere
20-30 persone. Il costo da Agadez fino in Libia varia
da 50 a 200 euro
Uno dei confini pi pericolosi da attraversare, sulla
tratta orientale-centro quello tra lEritrea e il Sudan
per la presenza di militari incaricati di mettere in atto
la politica dello spara-e-uccidi contro tutti i cittadini
eritrei che tentano di lasciare il paese.
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I percorsi dei migranti dallAfrica,


lattraversamento del Sahara, gli
snodi Marocco e Libia.
Limportanza di Ceuta e Melilla,
Lampedusa e Malta.
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Se in una prima fase i barconi dei


migranti si spingevano fin sotto la pur
vicina Lampedusa, oggi non infrequente
che le nostre autorita vadano a
recuperare barche o gommoni carichi di
profughi appena fuori le acque territoriali
libiche. Con grande risparmio di
carburante per i trafficanti che possono
cos abbattere ulteriormente i costi di un
gia lucrativo business.
Questa situazione si generata in
assenza di una strategia complessiva (sia
per il destino dei migranti una volta
sbarcati sia per il loro recupero), anche a
seguito del vuoto di autorita creatosi in
Libia.
Il soccorso in mare infatti regolato, in
maniera operativa, da una convenzione
firmata ad Amburgo nel 1979. Questa
convenzione stabilisce delle zone,
cosiddette Sar (Search and Rescue),
fissate di comune accordo.
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Larea Sar italiana si estende poco a sud della nostra penisola, sovrapponendosi in parte a quella maltese.
Benche larea Sar non influenzi minimamente la sovranita o la giurisdizione degli Stati, Malta ne ha fatto
spesso una questione di prestigio, dichiarandosi responsabile per una zona che estesa 750 volte il suo
territorio. Salvo poi tirarsi indietro nellattivita da svolgere nella sua area di competenza lasciando il cerino
nelle mani delle autorita italiane. Che hanno finito per tenerselo.
Con il venir meno di ogni autorita effettiva sul territorio libico abbiamo esteso la nostra competenza anche
allarea Sar libica decidendo (ma la decisione stata una necessaria reazione operativa piu che una strategia
consapevole) di giocare il ruolo di gigante buono nellarea. Finche ne avremo i mezzi. []
Cio che pero mostra contraddittorieta nelle interpretazioni, e svela la debolezza dovuta alla mancanza di
strategia, sono le piccole differenze di gestione in zona Sar maltese e in zona Sar libica, incluse le
destinazioni di sbarco dei profughi tratti in salvo, i cosiddetti porti sicuri.
[] Il porto sicuro per chi viene tratto in salvo in zona Sar maltese, pero, non coincide con il porto della
Valletta ne con altri in territorio maltese, come dovrebbe essere secondo il diritto convenzionale. Si deciso
infatti che il porto sicuro fosse identificato con quello piu vicino, vale a dire quello di Lampedusa. Ergo,
migranti soccorsi in area Sar maltese vengono sbarcati in Italia.
Nella zona Sar libica accade qualcosa di diverso. Il porto sicuro verso cui vengono portati i rifugiati non ne
un porto del paese Sar ne il porto piu vicino. Ma immancabilmente un porto italiano. E cio anche nel caso in
cui a trarre in salvo i migranti sia una nave battente bandiera straniera. La questione ancora (per poco)
fluida e tutto si gioca sulla bandiera della nave di primo soccorso, sulla definizione di porto sicuro e su quella
della precisa responsabilita Sar.
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State
bombardando il
muro che si erge
sulla strada dei
migranti e dei
terroristi,
avvertiva il
Colonnello nel
2011.
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L CROLLO DEL REGIME DI GHEDDAFI,


NEL 2011, e la conseguente
frammentazione della Libia, sono stati
i principali fattori che hanno riportato
in auge la rotta delle migrazioni che va
dallAfrica allEuropa attraverso il
Mediterraneo centrale. La Libia
balcanizzata diventata il ventre
molle del Nordafrica, in cui riescono a
prosperare particolarmente bene le
organizzazioni criminali dedite al
traffico di esseri umani.
La stabilit libica, e del governo di
Gheddafi, garantiva un importante
filtro nei confronti dei flussi migratori
che dal Sahel e dal Sahara si
dirigevano verso lAfrica mediterranea
e lEuropa.
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