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Calore specifico

Si dice calore specifico di una sostanza la quantit di calore necessaria a


innalzare di un grado la temperatura, e precisamente da 14.5 a 15.5C,
dell'unit di massa.
In relazione alle condizioni di riscaldamento si distinguono
rispettivamente il calore specifico a volume e a pressione costante. In
generale i due calori specifici dipendono dalla temperatura e nel caso
dell'acqua e di tutte le sostanze praticamente incomprimibili hanno valori
approssimativamente uguali.

Prof. Michele MICCI

Calore latente
I cambiamenti di stato nelle sostanze pure avvengono in condizioni definite di
pressione e temperatura; in particolare, fissate le condizioni di pressione, la
temperatura di transizione una caratteristica della sostanza in esame.
La quantit di calore richiesta per produrre la transizione di fase per unit di
massa di sostanza detta calore latente; vi sono quindi calori latenti di fusione,
di vaporizzazione e di sublimazione.
La corrispondente variazione di energia interna : U=m(T)
dove m la massa di sostanza pura soggetta a passaggio di stato.
Se si porta a ebollizione dell'acqua in un recipiente aperto alla pressione di 1 atm,
la temperatura non sale oltre i 100C, indipendentemente dalla quantit di calore
fornito. Il calore assorbito dall'acqua il calore latente, che viene speso per
trasformare l'acqua in vapore ed pertanto immagazzinato come energia nel
vapore stesso.
Se si riscalda un miscuglio di ghiaccio e acqua, la temperatura non varia fino a
quando il processo di fusione del ghiaccio non completo. Il calore latente in
questo caso serve a vincere le forze che tengono unite le particelle di ghiaccio.

Prof. Michele MICCI

Calore sensibile
Viene denominata calore sensibile quella
quantit di energia che, quando
somministrata ad un corpo o ad una sostanza,
provoca un aumento della sua temperatura.
La corrispondente variazione di energia
interna :
U = m cv(T) T
dove m la massa del corpo o della sostanza.
Laggettivo sensibile dovuto al fatto che
tale calore si manifesta, cio possibile
apprezzarlo, proprio attraverso laumento
della temperatura che esso provoca.
Prof. Michele MICCI

Entalpia
Per sistemi aperti e/o in flusso conveniente far riferimento ad una
grandezza termodinamica derivata dalla Energia Interna.
Si definisce Entalpia: H = U + PV
dove P = pressione e V = volume.
Come lEnergia Interna, lEntalpia una funzione di stato e la
differenza di entalpia tra uno stato iniziale ed uno finale delle sostanze
coinvolte in un processo dipende solo da quegli stati e non dal
particolare percorso seguito per le trasformazioni di processo.
Come lEnergia Interna, lEntalpia pu essere espressa in funzione di 2
delle seguenti 3 variabili di stato: pressione, temperatura o volume.
solito e conveniente scegliere pressione e temperatura:
H = H(P,T)
La variazione di Entalpia :
H = m cp(T) T per un corpo o sostanza di massa m che subisce un
incremento T di temperatura
H = m (T) per un corpo o sostanza di massa m che subisce un
passaggio di fase

Prof. Michele MICCI

Prof. RIVA
Bilanci di Energia
http://users.unimi.it/~mriva/index1.htm

Prof. Michele MICCI

Esempio Fell12_1
Un evaporatore a tubi corti verticali viene usato per concentrare in "singolo
effetto" una corrente di succo. Viene utilizzato come fluido caldo vapore saturo
a Ps=169 kPa con una portata di 0.025 kg/s. Si assuma che non ci siano perdite
di calore verso l'esterno.
Calcolare la potenza termica trasferita al succo.
Ulteriori dati
il calore latente di condensazione del vapore a Ps=169 kPa s=2217 kJ/kg
Bilancio di energia lato vapore

Q
kW[ ]

0.025 2217 55.4kW


Q

kg kJ
s kg

Prof. Michele MICCI