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DIAGONALIZZAZIONE 1

DIAGONALIZZAZIONE IN R
n
Autovalori, autovettori e autospazi per matrici reali ed endomorsmi di R
n
.
Diagonalizzazione di matrici reali, su R e su C. Endomorsmi semplici di R
n
.
Esercizio 1 Provare che le seguenti matrici hanno gli stessi autovalori ma autospazi associati
dierenti:
A =
_
_
1 2 3
0 2 3
0 0 3
_
_
, B =
_
_
1 1 2
0 2 2
0 0 3
_
_
.
Esercizio 2 Trovare gli autovalori della matrice A =
_
2 1
2 3
_
e quelli della matrice A + 2I.
Qual `e la relazione tra gli autovalori trovati? Dopo aver calcolato gli autospazi delle due matrici,
stabilirne la relazione esistente.
Generalizzare losservazione per una generica matrice quadrata A K
n,n
e per la matrice A+rI
con r R.
Esercizio 3 Data la matrice
A =
_
_
0 1 2
0 0 3
0 0 0
_
_
,
vericare che lautospazio di A `e contenuto in quello di A
2
.
Pi` u in generale, provare che se `e un autovalore di una matrice quadrata A K
n,n
con
autospazio associato V , allora
2
`e un autovalore di A
2
e che il relativo autospazio W contiene
V.
Generalizzare il risultato per potenze A
k
con k qualsiasi.
Esercizio 4 Si consideri lapplicazione lineare f : R
3
R
3
denita da
f(x, y, z) = (x +y z, x + 3y +z, x +y +z).
1) Vericare che X = (1, 3, 1) `e autovettore di f e calcolarne il relativo autovalore.
2) Stabilire se lo stesso vettore `e un autovettore anche per lendomorsmo 3id f (dove id
`e lendomorsmo identico di R
3
). In caso aermativo, qual `e il suo autovalore?
3) Calcolare gli autovalori e gli autospazi di f.
4) Stabilire se f `e semplice e, in caso aermativo, determinare una base di R
3
di autovettori
di f.
Esercizio 5 Data la matrice A =
_
_
1 1 0
3 3 1
9 9 2
_
_
, calcolarne autovalori, autovettori ed una base
per ogni suo autospazio. Dire se A `e diagonalizzabile su R.
DIAGONALIZZAZIONE - Diagonalizzazione in R
n
2
Esercizio 6 Dire se la matrice A =
_
_
0 1 1
1 0 1
1 1 0
_
_
`e diagonalizzabile su R. In caso aermativo,
trovare una matrice invertibile P tale che P
1
AP sia una matrice diagonale.
Esercizio 7 Data la matrice A =
_
1 3
2 2
_
, vericare che A `e invertibile e diagonalizzabile e
che A
1
`e diagonalizzabile. Confrontare gli autovalori e gli autospazi di A con quelli di A
1
e
generalizzare losservazione a matrici invertibili A K
n,n
qualsiasi.
Esercizio 8 Determinare i valori del parametro reale k per cui la matrice
A =
_
_
1 0 1
0 0 2
1 0 k
_
_
,
ammette lautovalore = 0 con molteplicit`a 2. Per tali valori del parametro, si calcolino gli
autospazi di A e si dica se A `e diagonalizzabile su R.
Esercizio 9 Studiare la diagonalizzabilit`a su R delle seguenti matrici, al variare del parametro
a R:
A =
_
1 1
a 2
_
, B =
_
_
a 0 1
a 1 0
0 0 1 a
_
_
.
Esercizio 10 Studiare la diagonalizzabilit`a su R e su C delle seguenti matrici, al variare del
parametro a R:
A =
_
_
0 a 1 0
a + 1 0 0
a 2 0

3
_
_
, B =
_
_
0 0 2a 1
0 a a
0 1 a a
_
_
, C =
_
_
2 0 0
0 0 a
1 a 0
_
_
.
Esercizio 11 Sia
A =
_
_
2 k 2 1
0 1 0
k 3 4
_
_
.
1) Si studi al variare di k R la diagonalizzabilit`a di A sia su R che su C.
2) Posto k = 3, si determinino (se esistono) sia su R che su C una matrice P invertibile e
una matrice D diagonale tali che P
1
AP = D.
3) Posto k = 2, si determinino (se esistono) sia su R che su C una matrice P invertibile e
una matrice D diagonale tali che P
1
AP = D.
Esercizio 12 Determinare, se esistono, i valori del parametro reale k per cui le seguenti due
matrici sono simili:
A =
_
_
1 0 1
0 2 0
1 0 1
_
_
, B =
_
_
0 0 0
0 2 0
k 1 2
_
_
.
DIAGONALIZZAZIONE - Diagonalizzazione in R
n
3
Esercizio 13 Sia data la matrice A =
_
_
2 0 a
0 3 a
0 0 4
_
_
, dove a `e un parametro reale. Stabilire se
le seguenti aermazioni sono vere o false:
(i) A `e diagonalizzabile per ogni a R;
(ii) A `e diagonalizzabile solo per a = 0;
(iii) A non `e mai diagonalizzabile su R;
(iv) A `e diagonalizzabile solo per a = 2, 3, 4.
Esercizio 14 Sia data la matrice A =
_
_
2 1 0
0 1 3
0 0 1
_
_
. Stabilire se le seguenti aermazioni sono
vere o false:
(i) A ammette (1, 0, 0) come autovettore;
(ii) A ammette (2, 1, 0) come autovettore;
(iii) A ammette 0 come autovalore;
(iv) A `e diagonalizzabile.
Esercizio 15 Sia data la matrice A =
_
0 a
b 0
_
, dove a e b sono parametri reali. Stabilire se le
seguenti aermazioni sono vere o false:
(i) A `e diagonalizzabile su R se a e b sono concordi non nulli oppure a = b = 0;
(ii) A `e diagonalizzabile su R solo per a = b = 0;
(iii) A `e diagonalizzabile su R solo se a = 0 oppure b = 0;
(iv) A `e diagonalizzabile su R solo se a = b.
Esercizio 16 Stabilire se le seguenti aermazioni sono vere o false:
(i) un autospazio relativo ad un autovalore di molteplicit` a 2 pu`o avere dimensione 1;
(ii) un autospazio relativo ad un autovalore di molteplicit`a 1 pu`o avere dimensione 2;
(iii) una matrice reale quadrata di ordine 4 con 4 autovalori reali distinti `e digonalizzabile su
R;
(iv) una matrice reale quadrata di ordine 4 con quattro autovalori reali distinti `e diagonalizz-
abile su C;
(v) ogni matrice diagonalizzabile ha tutti gli autovalori diversi da zero;
(vi) possono esistere autospazi di dimensione zero;
(vii) se una matrice reale `e diagonalizzabile su C, allora lo `e anche su R.
DIAGONALIZZAZIONE - Diagonalizzazione in R
n
4
Esercizio 17 Stabilire se le seguenti aermazioni sono vere o false:
(i) se A, B K
2,2
sono diagonalizzabili con det A = det B e tr A = tr B, allora A e B sono
simili;
(ii) se A, B K
n,n
sono diagonalizzabili con det A = det B e tr A = tr B, allora A e B sono
simili;
(iii) se A, B K
n,n
hanno lo stesso polinomio caratteristico, allora A e B sono simili;
(iv) se A, B K
n,n
hanno lo stesso polinomio cartteristico e sono diagonalizzabili, allora A e
B sono simili.
DIAGONALIZZAZIONE - Diagonalizzazione in R
n
5
SVOLGIMENTI
Esercizio 1 Gli autovalori di una matrice triangolare (superiore o inferiore) sono gli elementi
della sua diagonale, quindi gli autovalori di entrambe la matrici A e B sono 1, 2 e 3.
Gli autospazi di una matrice M sono gli spazi delle soluzioni dei sistemi lineari omogenei di
matrice MI con autovalore di M. A conti fatti, risolvendo tali sistemi, gli autospazi della
matrice A risultano dati da
V
1
= Sol (AI) = {(x, 0, 0) : x R} = L((1, 0, 0)) ,
V
2
= Sol (A2I) = {(2y, y, 0) : y R} = L((2, 1, 0)) ,
V
3
= Sol (A3I) = {(9z, 6z, 2z) : z R} = L((9, 6, 2)) ,
mentre quelli della matrice B sono
W
1
= Sol (B I) = {(x, 0, 0) : x R} = L((1, 0, 0)) ,
W
2
= Sol (B 2I) = {(y, y, 0) : y R} = L((1, 1, 0)) ,
W
3
= Sol (B 3I) = {(2z, 2z, z) : z R} = L((2, 2, 1)) .
Dunque V
1
= W
1
, ma V
2
= W
2
e V
3
= W
3
.
Esercizio 2 Gli autovalori di una matrice sono le radici del suo polinomio caratteristico. I
polinomi caratterisitici di A ed A + 2I sono rispettivamente
P
A
() = det (AI) =

2 1
2 3

=
2
5 + 4
e
P
A+2I
() = det (A + 2I I) =

2 + 2 1
2 3 + 2

=
2
9 + 18,
per cui gli autovalori
A
di A sono 1 e 4, mentre gli autovalori
A+2I
di A + 2I sono 3 e
6. Risulta quindi
A+2I
=
A
+ 2. Di conseguenza si ha Sol (AI) = Sol (A + 2I 3I) e
Sol (A4I) = Sol (A+ 2I 6I), per cui A ed A+ 2I hanno gli stessi autospazi.
Pi` u in generale, considerate le matrici A ed A +rI, si ha
P
A+rI
() = det (A +rI I) = det (A( r) I) = P
A
( r)
e quindi `e autovalore di A +rI se e solo se r `e autovalore di A, cio`e gli autovalori
A
di
A e gli autovalori
A+rI
di A + rI sono legati dalla relazione
A
=
A+rI
r. Di conseguenza
risulta Sol (A
A
I) = Sol (A(
A+rI
r) I) = Sol (A+rI
A+rI
), per cui A ed A + rI
hanno gli stessi autospazi.
DIAGONALIZZAZIONE - Diagonalizzazione in R
n
6
Esercizio 3 Le matrici A ed
A
2
=
_
_
0 0 3
0 0 0
0 0 0
_
_
(entrambe triangolari) ammettono solo = 0 come autovalore. Per A il relativo autospazio `e
V
0
= Sol (A) = {(x, 0, 0) : x R}, mentre per A
2
`e W
0
= Sol
_
A
2
_
= {(x, y, 0) : x, y R}, da
cui si vede subito che V
0
W
0
.
Pi` u in generale, se `e autovalore di una matrice A K
n,n
ed x `e un qualsiasi autovettore
relativo, allora si ha A
2
x = AAx = Ax = Ax = x =
2
x. Questo mostra che
2
`e
autovalore di A
2
e che x, autovettore qualsiasi di A associato a , `e autovettore di A
2
associato
a
2
(il che signica che lautospazio di A relativo a `e contenuto nellautospazio di A
2
relativo
a
2
).
Analogamente si ottiene che se `e autovalore di una matrice A K
n,n
con autospazio associato
V , allora
k
`e autovalore di A
k
ed il relativo autospazio W contiene V .
Esercizio 4 1) Si ha f (1, 3, 1) = (3, 9, 3) = 3(1, 3, 1), quindi X = (1, 3, 1) `e autovettore di
f associato allautovalore 3.
2) Si ha (3id f)(X) = 3X f(X) = 3X 3X = 0, quindi X `e autovettore di 3id f
associato allautovalore 0 (cio`e X ker(3id f)).
3) Gli autovalori di f sono le radici reali del suo polinomio caratteristico, cio`e del polinomio
caratterisitco della sua matrice rispetto ad una base qualsiasi di R
3
. La matrice di f
rispetto alla base canonica C `e
M = M
C
f
=
_
_
1 1 1
1 3 1
1 1 1
_
_
,
il cui polinomio caratteristico P () = det (M I) `e
P () =

1 1 1
1 3 1
1 1 1

= 6 + 5
2

3
= ( 2) (3 +) .
Dunque f ha tre autovalori reali, dati da
1
= 0,
2
= 2 e
3
= 3.
Si osservi che gli autovalori
i
di f hanno tutti molteplicit`a algebrica m

i
= 1 e quindi,
ricordando che la dimensione di unautospazio `e sempre compresa tra 1 e la molteplicit`a
algebrica del relativo autovalore, gli autospazi di f avranno tutti dimensione 1 (come
sempre accade in presenza di autovalori tutti distinti).
Lautospazio V

i
di f relativo allautovalore
i
coincide con linsieme delle soluzioni del
sistema lineare omogeneo (M
i
I)X = 0, dove M `e la matrice di f rispetto ad una base
qualsiasi di R
3
(per esempio M = M
C
f
associata ad f rispetto alla base canonica C). A
conti fatti, gli autospazi di f risultano essere dati da
V

1
= Sol (M) = {(z, 0, z) : z R} = L((1, 0, 1)) ,
V

2
= Sol (M 2I) = {(y, y, 0) : y R} = L((1, 1, 0)) ,
V

3
= Sol (M 3I) = {(z, 3z, z) : z R} = L((1, 3, 1)) .
DIAGONALIZZAZIONE - Diagonalizzazione in R
n
7
4) Un endomorsmo di un K-spazio vettoriale di dimensione n `e semplice se e solo se am-
mette n autovettori linearmente indipendenti, ovvero se e solo se il suo polinomio carat-
teristico ha n radici in K (distinte o no) e la dimensione di ciascun autospazio coincide la
molteplicit`a algebrica del relativo autovalore.
In questo caso, f ha tre autovalori reali e risulta dimV

i
= m

i
per ogni i, pertanto
f : R
3
R
3
`e semplice (si osservi che le uguaglianze dimV

i
= m

i
si sarebbero po-
tute stabilire come conseguenza della semplicit`a degli autovalori di f, senza calcolare gli
autospazi di f). Di conseguenza, R
3
`e somma diretta degli autospazi di f e pertanto
una base di R
3
formata da autovettori di f si ottiene scegliendo una base per ogni au-
tospazio e prendendo lunione di tali basi (in questo caso, gli autospazi hanno dimensione
1 e quindi basterebbe calcolare un autovettore per ogni autovalore). Per quanto visto al
punto precedente, una possibile base di R
3
formata da autovettori di f `e
B = {X
1
= (1, 0, 1), X
2
= (1, 1, 0), X
3
= (1, 3, 1)}.
Osserviamo che, essendo gli autospazi di f tutti unidimensionali, ogni altra base di au-
tovettori di f dierisce da B solo per lordine o per multipli non nulli degli stessi vettori.
Esercizio 5 Il polinomio caratterisitico di A `e
det (AI) =

1 1 0
3 3 1
9 9 2

= + 2
2

3
= ( 1)
2
,
per cui A ha i seguenti autovalori: 0 (semplice, cio`e con molteplicit`a m
0
= 1) e 1 (doppio, cio`e
con molteplicit`a m
1
= 2). I relativi autospazi sono
V
0
= Sol (A) = {(y, y, 0) : y R} = L((1, 1, 0)) ,
V
1
= Sol (AI) = {(x, 0, 3x) : x R} = L((1, 0, 3)) .
Una matrice di K
n,n
`e diagonalizzabile su K se e solo se ammette n autovettori linearmente
indipendenti, ovvero se e solo se il suo polinomio caratteristico ha n radici in K (distinte o no)
e la dimensione di ciascun autospazio coincide la molteplicit`a algebrica del relativo autovalore.
In questo caso si ha dimV
1
= 1 = 2 = m
1
e quindi A non `e diagonalizzabile.
Esercizio 6 Il polinomio caratterisitico di A `e
det (AI) =

1 1
1 1
1 1

=
3
+ 3 + 2 = ( 2) ( + 1)
2
,
per cui A ha i seguenti autovalori: 2 (semplice) e 1 (doppio). Gli autospazi relativi sono
V
2
= Sol (A 2I) = {(x, x, x) : x R} = L((1, 1, 1)) ,
V
1
= Sol (A +I) = {(x, y, x y) : x, y R} = L((1, 0, 1) , (0, 1, 1)) , dimV
1
= 2.
La matrice A`e diagonalizzabile in R, perche ha tre autovettori linearmente indipendenti ((1, 1, 1),
(1, 0, 1) e (0, 1, 1)) o, equivalentemente, perch`e ha tre autovalori reali (
1
= 2 e
2
=
3
=
DIAGONALIZZAZIONE - Diagonalizzazione in R
n
8
1) e risulta dimV

i
= m

i
per ogni i = 1, 2, 3.
Una matrice P che diagonalizza A `e la matrice di passaggio dalla base canonica di R
3
ad una
base di autovettori di A. Disponendo sulle colonne le componenti degli autovettori delle basi
trovate per V
2
e V
1
, si ottiene
P =
_
_
1 1 0
1 0 1
1 1 1
_
_
(e risulta P
1
AP =
_
_
2 0 0
0 1 0
0 0 1
_
_
).
Esercizio 7 Poiche
det (A I) =

1 3
2 2

= 4 3 +
2
,
gli autovalori di A sono
1
= 1 e
2
= 4. Allora A `e invertibile perche
1
,
2
sono entrambi
non nulli (si ricordi che una matrice quadrata `e invertibile se e solo se non ha lautovalore nullo)
ed `e diagonalizzabile in R perche
1
,
2
sono reali e distinti. Calcolando A
1
si trova
A
1
=
_

1
2
3
4
1
2

1
4
__
1 3
2 2
_
da cui
det
_
A
1
I
_
=

1
2

3
4
1
2

1
4

=
1
4
+
3
4
+
2
e quindi gli autovalori di A
1
risultano essere 1 e
1
4
. Essi sono reali e distinti, per cui A
1
`e
diagonalizzabile.
A conti fatti, gli autospazi V
A,1
= Sol (A+I), V
A,4
= Sol (A4I) e V
A
1
,1
= Sol
_
A
1
+I
_
,
V
A
1
,1/4
= Sol
_
A
1

1
4
I
_
di A ed A
1
risultano essere dati da
V
A,1
= V
A
1
,1
= {(3y, 2y) : y R} e V
A,4
= V
A
1
,1/4
= {(x, x) : x R}.
Si osserva quindi che A ed A
1
hanno autovalori che sono gli uni i reciproci degli altri e che i
corrispondenti autospazi sono uguali tra loro.
Pi` u in generale, se A K
n,n
`e una matrice invertibile (cio`e con autovalori tutti non nulli), allora
si ha
AX = X A
1
AX = A
1
X X = A
1
X
1

X = A
1
X,
per cui `e autovalore di A se e solo se 1/ `e autovalore di A
1
(cio`e gli autovalori
A
e
A
1
di A e A
1
sono legati dalla relazione
A
1 =
1

A
) e X `e autovettore di A associato a se e
solo se X `e autovettore di A
1
associato a 1/ (cio`e A ed A
1
hanno gli stessi autospazi, legati
dalla relazione V
A,
= V
A
1
,
1

).
DIAGONALIZZAZIONE - Diagonalizzazione in R
n
9
Esercizio 8 Il polinomio caratterisitico di A `e
det (AI) =

1 0 1
0 2
1 0 k

=
_

2
(1 +k) +k 1
_
,
per cui A ammette sempre lautovalore nullo, che `e doppio se e solo se annulla anche
2

(1 +k) +k 1, cio`e per k = 1.


Per k = 1, gli autovalori di A sono
1
=
2
= 0 e
3
= 2 ed i relativi autospazi risultano essere
dati da
V
0
= Sol (A) = {(0, y, 0) : y R} = L((0, 1, 0)) ,
V
2
= Sol (A2I) = {(z, z, z) : z R} = L((1, 1, 1)) .
La matrice non `e diagonalizzabile, perche dimV
0
= 1 = 2 = m
0
.
Esercizio 9 Il polinomio caratterisitico
det (A I) =

1 1
a 2

=
2
3 + 2 a
di A ha discriminante = 1 + 4a, per cui gli autovalori di A sono tutti reali se e solo se
a 1/4 ( 0).
Se a > 1/4, i due autovalori di A sono distinti (e quindi semplici), perci`o la matrice `e
diagonalizzabile su R.
Per a = 1/4, A ha lautovalore doppio = 3/2 e, calcolando il relativo autospazio, si
vede che questo ha dimensione 1, per cui la matice non `e diagonalizzabile in questo caso.
In denitiva, A `e diagonalizzabile su R se e solo se a > 1/4.
Il polinomio caratterisitico di B `e
det (B I) =

a 0 1
a 1 0
0 0 1 a

= (a ) (1 ) (1 a )
e quindi B ha gli autovalori
1
= a,
2
= 1 e
3
= 1 a, tutti reali. A seconda del valore
del parametro, tali autovalori possono non essere tutti disitinti, per cui occorre discutere
la moltiplicit`a degli autovalori e la dimensione dei relativi autospazi.
Gli autovalori
1
,
2
,
3
sono tutti distinti se e solo se a = 0, 1, perci`o, in tutti questi casi,
B `e diagonalizzabile su R.
Analizziamo ora i casi restanti. Per a = 0, si ha
1
= 0 e
2
=
3
= 1 e la dimen-
sione dellautospazio relativo allautovalore 1 risulta essere 2 (cio`e pari alla molteplicit`a
dellautovalore), quindi B `e diagonalizzabile su R (dimV
0
= m
0
`e ovvio, perche 0 `e auto-
valore semplice). Per a = 1, si ha
1
=
2
= 1 e
3
= 0, ma questa volta la dimensione
dellautospazio relativo allautovalore 1 risulta essere 1 (cio`e diversa dalla molteplicit`a del
relativo autovalore), quindi B non `e diagonalizzabile.
In denitiva, B `e diagonalizzabile su R se e solo se a = 1.
DIAGONALIZZAZIONE - Diagonalizzazione in R
n
10
Esercizio 10 Il polinomio caratterisitico di A `e
det (AI) =

a 1 0
a + 1 0
a 2 0

=
_

2
+ 1 a
2
_
_

3
_
,
dove il polinomio
2
+ 1 a
2
pu`o avere radici reali o meno, a seconda del valore di a.
Diagonalizzabilit`a su R. A`e diagonalizzabile su R se e solo se il polinomio caratterisitico di
A ha 3 radici reali e la dimensione di ciascun autospazio coincide la molteplicit`a algebrica
del relativo autovalore.
Il polinomio
2
+1a
2
ha 2 radici reali se e solo se a
2
1 0, cio`e a 1 oppure a 1.
In tal caso, si hanno gli autovalori

1
=

3,
2
=
_
a
2
1 e
3
=
_
a
2
1
(tutti reali), che possono coincidere e in eetti risulta
_
a
2
1 =

3 a = 2,
_
a
2
1 =
_
a
2
1 a = 1,
_
a
2
1 =

3 mai.
Dunque A `e sicuramente diagonalizzabile per a (, 1) (1, +) con a = 2, 2
(autovalori tutti reali e distinti).
Analizziamo ora i quattro casi rimanenti: a = 2, 1, 1, 2.
Se a = 2, si ha
1
=
2
=

3 e
3
=

3 e, a conti fatti, si trova dimV

3
= 1, per cui
A non `e diagonalizzabile (

3 `e autovalore doppio con autospazio di dimensione 1).


Se a = 2, si ha
1
=
2
=

3 e
3
=

3 e, a conti fatti, si trova dimV

3
= 2, per cui A
`e diagonalizzabile (autovalori tutti reali e dimV

i
= m

i
per ogni i = 1, 2, 3).
Per a = 1, si ha
1
=

3 e
2
=
3
= 0 e, a conti fatti, si trova dimV
0
= 1 in ogni caso,
per cui A non `e diagonalizzabile (0 `e autovalore doppio con autospazio di dimensione 1).
In denitiva, A `e diagonalizzabile su R se e solo se a < 1, a = 2 oppure a > 1, cio`e
a (, 2) (2, 1) (1, +).
Diagonalizzabilit`a su C. Siccome il polinomio caratterisitico di A ha certamente 3 radici
complesse per ogni a R, A `e diagonalizzabile su C se e solo se la dimensione di ciascun
autospazio coincide la molteplicit`a algebrica del relativo autovalore.
Per a 1 oppure a 1, la discussione sulla molteplicit`a degli autovalori procede come
nel caso reale, quindi risulta che A non `e diagonalizzabile per a = 1, 1, 2.
Per 1 < a < 1, si hanno gli autovalori

1
=

3,
2
= i
_
1 a
2
e
3
= i
_
1 a
2
,
che sono tutti distinti, in quanto
2
e
3
non coincidono mai con
1
(perche immaginari)
e i

1 a
2
= i

1 a
2
equivale ad a = 1 (valori esclusi dallintervallo 1 < a < 1).
Dunque A `e diagonalizzabile su C per ogni a tale che 1 < a < 1.
In denitiva, A `e diagonalizzabile su C se e solo se a = 1, 1, 2.
Il polinomio caratterisitico di B `e
det (B I) =

0 2a 1
0 a a
0 1 a a

=
_

2
2a + 2a
2
a
_
,
DIAGONALIZZAZIONE - Diagonalizzazione in R
n
11
dove il polinomio
2
2a +2a
2
a ha discriminante = 4a (a 1) e quindi ha radici
reali o meno, a seconda del valore di a.
Diagonalizzabilit`a su R. Il polinomio
2
2a + 2a
2
a ha 2 radici reali se e solo se
4a (a 1) 0, cio`e 0 a 1. In tal caso, si hanno gli autovalori

1
= 0,
2
= a +
_
a a
2
e
3
= a
_
a a
2
(tutti reali), che possono coincidere e in eetti risulta
a +
_
a a
2
= 0 a = 0, a
_
a a
2
= 0 a =
1
2
e
a +
_
a a
2
= a
_
a a
2
a = 0 oppure a = 1.
Dunque B `e sicuramente diagonalizzabile per a (0, 1) con a = 1/2 (autovalori tutti reali
e distinti).
Analizziamo ora i tre casi rimanenti: a = 0, 1/2, 1.
Se a = 0, si ha
1
=
2
=
3
= 0 e quindi B non `e diagonalizzabile, altrimenti sarebbe la
matrice nulla (mentre non lo `e).
Se a = 1/2, si ha
1
=
3
= 0 e
2
= 1 e, a conti fatti, si trova dimV
0
= 2, per cui B `e
diagonalizzabile (autovalori tutti reali e dimV

i
= m

i
per ogni i = 1, 2, 3).
Per a = 1, si ha
1
= 0 e
2
=
3
= 1 e, a conti fatti, risulta dimV
1
= 1, per cui B non `e
diagonalizzabile (0 `e autovalore doppio con autospazio di dimensione 1).
In denitiva, B `e diagonalizzabile su R se e solo se a (0, 1).
Diagonalizzabilit`a su C. Per 0 a 1, la discussione procede come nel caso reale, quindi
risulta che B non `e diagonalizzabile se a = 0, 1.
Per a < 0 oppure a > 1, si hanno gli autovalori

1
= 0,
2
= a +i
_
a
2
a e
3
= a i
_
a
2
a,
i quali sono tutti distinti, in quanto
2
e
3
non sono mai nulli (perche stiamo considerando
solo a < 0 oppure a > 1, per cui
2
,
3
hanno parte reale = 0) e
2
=
3
equivale a

a
2
a =

a
2
a, che signica a
2
a = 0 e quindi non `e mai vero per a < 0 oppure
a > 1.
Dunque B `e diagonalizzabile su C se e solo se a = 0, 1.
Il polinomio caratterisitico di C `e
det (C I) =

2 0 0
0 a
1 a

= (2 )
_

2
+a
2
_
,
per cui C non `e mai diagonalizzabile su R se a = 0 (non ha 3 autovalori reali). Se a = 0,
gli autovalori sono
1
= 2 e
2
=
3
= 0 e , a conti fatti, si trova dimV
0
= 2, per cui C `e
diagonalizzabile (autovalori tutti reali e dimV

i
= m

i
per ogni i = 1, 2, 3). Dunque, C `e
diagonalizzabile su R se e solo se a = 0.
Se a = 0, gli autovalori di C in C sono
1
= 2 e
2,3
= i |a|, che sono tutti distinti
DIAGONALIZZAZIONE - Diagonalizzazione in R
n
12
(perche stiamo considerando il caso a = 0) e pertanto C risulta diagonalizzabile su C.
Dunque, poiche per a = 0 vale la discussione precedente, C `e diagonalizzabile su C per
ogni a R.
Esercizio 11 1) Il polinomio caratteristico di A `e
P() = det (AI) =

2 k 2 1
0 1 0
k 3 4

= (1 )(
2
6 + 8 k),
dove il polinomio
2
6+8k ha discriminante = 4 (1 +k) e quindi pu`o avere radici
reali o meno, a seconda del valore di k. Studiamo i vari casi al variare di k.
k < 1 Gli autovalori sono
1
= 1,
2
= 3i
_
|1 +k|,
3
= 3+i
_
|1 +k|, quindi la matrice
`e diagonalizzabile su C (dove ha 3 autovalori distinti), mentre non lo `e su R (dove
non ha 3 autovalori).
k 1 Gli autovalori sono
1
= 1,
2
= 3

1 +k,
3
= 3 +

1 +k e possono non essere


tutti disitinti, a seconda del valore di k. Si ha

1
=
2
3

1 +k = 1

1 +k = 2 1 +k = 4 k = 3
e

2
=
3

1 +k =

1 +k k = 1,
mentre
1
=
3
`e impossibile, perche equivale a

1 +k = 2.
Distinguiamo allora tre sottocasi.
k = 1, 3
1
,
2
,
3
sono tutti reali e distinti, per cui A `e diagonalizzabile su R (e quindi
anche su C).
k = 1 Abbiamo
1
= 1 e
2
=
3
= 3, quindi A `e diagonalizzabile se e solo se la
dimensione dellautospazio relativo a 3 `e uguale alla molteplicit`a di 3 come radice
di P(), cio`e a 2. Risulta invece dimV
3
= 3(A3I) = 1, in quanto si verica
facilmente che
A3I =
_
_
1 3 1
0 2 0
1 3 1
_
_
ha rango 2. Quindi A non `e diagonalizzabile (ne su R ne su C).
k = 3 Abbiamo
1
=
2
= 1 e
3
= 5, quindi A `e diagonalizzabile se e solo se la
dimensione dellautospazio relativo a 1 `e uguale a 2 (molteplicit`a di 1 come
radice di P()). Risulta dimV
1
= 3 (A I) = 2, in quanto la matrice
A I =
_
_
1 1 1
0 0 0
3 3 3
_
_
ha ovviamente rango 1, quindi A `e diagonalizzabile su R (e quindi anche su C).
DIAGONALIZZAZIONE - Diagonalizzazione in R
n
13
In denitiva, A `e diagonalizzabile su R (e quindi su C) per k > 1, `e diagonalizzabile su
C e non su R per k < 1 e non `e diagonalizzabile (ne su R ne su C) per k = 1.
2) Per k = 3, A `e diagonalizzabile su R ed ha gli autovalori
1
=
2
= 1 e
3
= 5 (v. punto
1)), quindi esiste P R
n,n
invertibile tale che
P
1
AP = D =
_
_
1 0 0
0 1 0
0 0 5
_
_
.
Una tale matrice P pu`o essere ottenuta disponendo sulle colonne le componenti di una
qualsiasi base di R
3
fatta da autovettori di A, ordinata coerentemente con la disposizione
degli autovalori sulla diagonale di D.
Gli autospazi di A sono
V
1
= Sol (A I) = {(x, y, z) R
3
: x +y +z = 0},
V
5
= Sol (A 5I) = {(x, y, z) R
3
: 3x z = y = 0},
per cui una base di V
1
`e data ad esempio da X
1
= (1, 0, 1) e X
2
= (0, 1, 1), mentre V
5
`e
generato ad esempio da X
3
= (1, 0, 3). Quindi X
1
, X
2
, X
3
`e una base di R
3
di autovettori
di A e possiamo prendere
P =
_
_
1 0 1
0 1 0
1 1 3
_
_
.
(vericare, moltiplicando, che eettivamente si ha P
1
AP = D).
3) Per k = 2, A`e diagonalizzabile su C ma non su R ed ha gli autovalori
1
= 1 e
2,3
= 3i
(v. punto 1)), quindi una matrice P C
n,n
invertibile e tale che
P
1
AP = D =
_
_
1 0 0
0 3 i 0
0 0 3 +i
_
_
pu`o essere ottenuta disponendo sulle colonne le componenti di una qualsiasi base di C
3
fatta da autovettori di A, ordinata coerentemente con la disposizione degli autovalori sulla
diagonale di D.
Calcoliamo gli autospazi di A, risolvendo come al solito i sistemi lineari omogenei di
matrici A I, A (3 i) I e A (3 +i) I.
Poiche
A I =
_
_
1 4 1
0 0 0
2 3 3
_
_
R
3
R
3
+2R
1

_
_
1 4 1
0 0 0
0 5 5
_
_
,
il sistema (A I) X = 0 equivale a
_
x 4y +z = 0
y = z
DIAGONALIZZAZIONE - Diagonalizzazione in R
n
14
e quindi V
1
= Sol (AI) = {(3z, z, z) : z R} = L((3, 1, 1)).
Poiche
A(3 i) I =
_
_
1 +i 4 1
0 2 +i 0
2 3 1 +i
_
_
,
il sistema (A (3 i) I) X = 0 equivale a
_
_
_
(1 +i) x +z = 0
y = 0
2x + (1 +i) z = 0
,
_
_
_
z = (1 i) x
y = 0
2x + (1 +i) (1 i) x = 0
,
_
_
_
z = (1 i) x
y = 0
2x + 2x = 0
e quindi V
3i
= Sol (A(3 i) I) = {(x, 0, (1 i) x) : x R} = L((1, 0, 1 i)).
Poiche
A(3 +i) I =
_
_
1 i 4 1
0 2 i 0
2 3 1 i
_
_
,
il sistema (A (3 +i) I) X = 0 equivale a
_
_
_
(1 i) x +z = 0
y = 0
2x + (1 i) z = 0
,
_
_
_
z = (1 +i) x
y = 0
2x + (1 i) (1 +i) x = 0
,
_
_
_
z = (1 +i) x
y = 0
2x + 2x = 0
e quindi V
3+i
= Sol (A(3 +i) I) = {(x, 0, (1 +i) x) : x R} = L((1, 0, 1 +i)).
Dunque ((3, 1, 1) , (1, 0, 1 i) , (1, 0, 1 +i)) `e una base di C
3
di autovettori di A e possiamo
prendere
P =
_
_
3 1 1
1 0 0
1 1 i 1 +i
_
_
(vericare, moltiplicando, che eettivamente si ha P
1
AP = D).
Esercizio 12 Poiche

1 0 1
0 2 0
1 0 1

= ( 2)
2
e

0 0
0 2 0
k 1 2

= ( 2)
2
,
le matrici A e B hanno gli stessi autovalori per ogni k e quindi nessun valore di k pu`o essere
escluso tramite la condizione necessaria per gli autovalori di matrici simili (due matrici simili
hanno gli stessi autovalori), che `e sempre vericata.
Ragioniamo allora sulla diagonalizzabilit`a delle due matrici. La matrice A `e diagonalizzabile
perche simmetrica reale, mentre la matrice B `e diagonalizzabile se e solo se lautospazio di
autovalore 2 (doppio) ha dimensione 2. Poiche la matrice
B 2I =
_
_
2 0 0
0 0 0
k 1 0
_
_
ha chiaramente rango 2 per ogni k, risulta dimV
2
= 3(B2I) = 1 per ogni k e quindi B non `e
mai diagonalizzabile. Allora le due matrici non sono simili per alcun valore di k, in quanto esiste
DIAGONALIZZAZIONE - Diagonalizzazione in R
n
15
P tale che P
1
AP = D con D diagonale e, se A e B fossero simili (per qualche k), esisterebbe
N tale che A = N
1
BN, da cui seguirebbe D = P
1
AP = P
1
N
1
BNP = (NP)
1
B(NP)
e quindi B risulterebbe diagonalizzabile tramite la matrice NP (per qualche k).
Esercizio 13 (i) VERA; infatti, per ogni a R, la matrice ha autovalori tutti distinti ( =
2, 3, 4, elementi della diagonale di A, che `e triangolare).
(ii), (iii), (iv) FALSE, in quanto contraddicono la (i), che `e vera.
Esercizio 14 (i) VERA; infatti
_
_
2 1 0
0 1 3
0 0 1
_
_
_
_
1
0
0
_
_
=
_
_
2
0
0
_
_
= 2
_
_
1
0
0
_
_
.
(ii) FALSA; infatti
_
_
2 1 0
0 1 3
0 0 1
_
_
_
_
2
1
0
_
_
=
_
_
5
1
0
_
_
=
_
_
2
1
0
_
_
.
(iii) FALSA; infatti gli autovalori di A sono
1
= 2 e
2
=
3
= 1 (elementi della diagonale di
A, che `e triangolare).
(iv) FALSA; infatti lautovalore 1 `e doppio, mentre il rango di
A I =
_
_
1 1 0
0 0 3
0 0 0
_
_
`e 2 e quindi dimV
1
= 3 (A I) = 1 = 2.
Esercizio 15 (i) VERA; infatti, A `e gia diagonale se a = b = 0, mentre, supponendo ab > 0,
il polinomio caratteristico P() =
2
ab di A ha radici reali e distinte.
(ii), (iii), (iv) FALSE, in quanto contraddicono la (i), che `e vera.
Esercizio 16 (i) VERA; ad esempio, lautospazio relativo allautovalore 1 (doppio) della
matrice
_
1 1
0 1
_
`e V
1
= Sol (AI) = {(x, y) R
3
: y = 0}.
(ii) FALSA, perche la dimensione di un autospazio `e sempre compresa tra 1 e la molteplicit`a
(algebrica) del relativo autovalore.
(iii) VERA (ogni matrice di K
n,n
con n autovalori distinti in K `e diagonalizzabile su K).
DIAGONALIZZAZIONE - Diagonalizzazione in R
n
16
(iv) VERA, in quanto `e diagonalizzabile su R (v. punto (iii)) e quindi anche su C.
(v) FALSA; ad esempio la matrice nulla `e diagonale ed ha autovalori tutti nulli.
(vi) FALSA, per denizione di autovalore, a cui devono corrispondere autovettori non nulli, e
di autospazio, che `e linsieme degli autovettori associati al relativo autovalore.
(vii) FALSA; ad esempio, la matrice
_
1 1
1 1
_
`e diagonalizzabile su C (due autovalori 1i C distinti), ma non su R (nessun autovalore
reale).
Esercizio 17 (i) VERA; infatti, i polinomi caratteristici
det (A I) =
2
(tr A) + det A e det (B I) =
2
(tr B) + det B
di A e B risultano uguali e quindi le due matrici hanno stessi autovalori
1
,
2
; allora, per
lipotesi di diagonalizzabilit`a, esistono P, Q invertibili tali che
P
1
AP =
_

1
0
0
2
_
= Q
1
BQ,
da cui segue A = PQ
1
BQP
1
=
_
QP
1
_
1
B
_
QP
1
_
.
(ii) FALSA (rispetto al punto (i), non `e pi` u detto che A e B abbiano lo stesso polinomio
caratteristico e quindi gli stessi autovalori); ad esempio le matrici diagonali
A =
_
_
_
_
1 0 0 0
0 1 0 0
0 0 1 0
0 0 0 1
_
_
_
_
e B =
_
_
_
_
1 0 0 0
0 1 0 0
0 0 1 0
0 0 0 1
_
_
_
_
hanno tr A = tr B = 0 e det A = det B = 1, ma non sono simili, in quanto non hanno gli
stessi autovalori.
(iii) FALSA (rispetto al punto (i), manca lipotesi di diagonalizzabilit`a); ad esempio le matrici
A =
_
1 0
0 1
_
e B =
_
1 1
0 1
_
hanno lo stesso polinomio caratterisitico P () = (1 )
2
, ma non sono simili, in quanto
B non `e diagonalizzabile (autovalore 1 doppio, con autospazio unidimensionale), mentre
la similitudine tra A e B signicherebbe appunto il contrario.
(iv) VERA; infatti vale il ragionamento del punto (i): se D indica la matrice diagonale degli
autovalori comuni di A e B (che hanno lo stesso polinomio caratterisitico), allora, per
lipotesi di diagonalizzabilit`a, esistono P, Q invertibili tali che P
1
AP = D = Q
1
BQ, da
cui segue A = PQ
1
BQP
1
=
_
QP
1
_
1
B
_
QP
1
_
.