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SCENARI FINANZIARI

JOHN MAULDIN'STHOUGHTS FROM THE FRONTLINE Newsletter settimanale - Versione Italiana a cura di Horo Capital

Un Gold Standard?
di John Mauldin | 28 aprile 2012 - Anno 3 - Numero 17

In questo numero: Alcune delle mie riflessioni, di Jim Grant Un Gold Standard? Carlsbad, Tulsa, Chicago e Atlanta Ci sono momenti, come oggi a pranzo, con i miei amici Michael LeWitt e il Dott. Hunt Lacy, dove lo studio dell'economia pi completo grazie ad una solida conoscenza della storia. Infatti, il figlio di Michael vuole seguire il padre nel mondo della finanza, e Michael lo sta invitando a studiare la storia. Ho passato ore ad ascoltare Lacy parlare della storia economica, specificando il percorso del pensiero economico da Fisher a Kindleberger a Minsky. Negli ultimi giorni, pi volte, ho realizzato quanto poco conosco e quanto c' da imparare. Non sono solo qui in Florida, Lacy e Michael, ma c' una lunga lista di brillanti menti da cui apprendere. James Rickards, che recentemente ha scritto Currency Wars, Harry Dent, Doug Casey, Porter Stansberry, Greg Weldon e John Williams di Shadowstats, con i quali non vedo l'ora di confrontarmi (devo fargli molte domande!). E molti altri ancora. Ed ecco perch, questa settimana, mi sono semplicemente fermato ad ascoltare ed imparare (oltre che far visita ad alcuni amici); e utilizzer questo fine settimana per leggere molto invece di inviarvi uno delle mie tante lettere. Si tratta di un discorso di Jim Grant alla Federal Reserve di New York. Grant, sempre erudito come al solito, ci riporta indietro nel tempo agli albori della Federal Reserve, per mostrarci quanto ci siamo allontanati dal suo intento originale. Credo davvero che dovreste leggerla. Io l'ho esaminata pi volte e avrei l'intenzione di leggerla ancora una volta, e poi ancora un altra. Grant ha sostenuto un ritorno al gold standard nelle stesse sale dove si discute della moneta dello stato (fiat money)! Sembra che la Fed di New York stia chiedendo di avere un confronto con alcuni di quelli che la criticano. Ho letto alcuni degli interventi, ma per diversi motivi questo il migliore, non per ultimo contiene alcuni passaggi molto divertenti. Se siete invitati nella fossa dei leoni, fate come Grant e prendeteli in giro per i loro denti! Bisogno davvero ammirare il suo coraggio. Penso che sarei un po' preoccupato se sapessi di essere parte del menu! Far alcuni commenti alla fine del suo discorso e annoter alcuni eventi imminenti a cui parteciper ad Atlanta e Philadelphia. Ma partiamo subito con l'evento principale di oggi.

Alcune delle mie riflessioni


di Jim Grant Amici e vicini, vi ringrazio per questa opportunit. Sapete, siamo amici e anche vicini. Grant ha i suoi uffici a Wall Street, che si affacciano su Broadway, a 10 minuti a piedi dall'imponente sede.

Da un lato, dite che vi piacerebbe sentire le mie lamentele, io ne ho poche, mentre dell'altro, non posso fare a meno di fare un po' di autocritica e mettermi nei panni di qualcun altro. Cosa passa per la sana dottrina del 21 secolo delle banche centrali, che reprimono il sistema finanziario, manipolano il tasso di interesse, favoriscono la crescita dei prezzi delle azioni e stampano soldi sotto il termine di "quantitative easing". Il nostro rapporto simbiotico con la Fed assomiglia a quello di Fox News con l'amministrazione Obama, o in una precedente epoca a quella del Chicago Tribune con la Purple Gang. Grant ha bisogno della Fed, anche se la Fed non ha bisogno di Grant. Neanche nei 100 anni dalla fondazione della vostra istituzione, l'America ha scambiato le banche centrali per una specie di pianificatori centrali e il gold standard per quello che chiamer il Ph.D. Standard. Rifiuto le modifiche e proporr delle riforme, o, supporter delle riforme, in quanto il mio programma molto in sintonia con quello dei fondatori di questa istituzione. Avete mai letto il Federal Reserve Act? La legislazione che autorizza "a fornire alle banche della Federal Reserve, elasticit valutaria, risconto sui commercial paper, di stabilire un controllo pi efficace sulle banche negli Stati Uniti e altri scopi."Ormai possiamo identificare la frase chiave? Certo: "Altri scopi" Voi siete fortunati, se cos possiamo dire, che ci sia io qui in piedi e non il fantasma del senatore Carter Glass. Di solito si esita a parlare dei morti, ma sono ragionevolmente sicuro che il democratico della Virginia considerato il padre della Fed vi vorrebbe infilzare. Aveva un'aberrazione per la carta moneta e il debito pubblico. Non gli piaceva Wall Street, e io qui tiro a indovinare che non avrebbe avuto la stessa cura della Fed, nel sostenere i prezzi delle azioni sotto la teoria del "portfolio balance channel". lui che, che nel corso dell'infiammato dibattito sul Federal Reserve Act, Elihu Root, senatore repubblicano di New York impugn gli articoli del Federal Reserve Act sulla moneta dello stato ("fiat"). Davvero, moneta dello stato! Glass sbuff. La nazione era nel gold standard. Essa sarebbe rimasta nel gold standard, Glass non aveva alcun motivo per dubitare di questo. Gli articolo dalla Federal Reserve indicavano che sarebbe stato possibile, su richiesta, convertire la moneta in oro ad tasso di cambio fisso pari a $20,67 l'oncia. Ci sarebbero state delle garanzie reali, come asset commerciali da parte della banca emittente, un punto su cui torner, la cosiddetta doppia imposizione a favore degli azionisti della banca emittente. Glass aveva argomentazioni molto forti, Root aveva una visione pi chiara. Si pu pensare agli articoli originali della Federal Reserve come una sorta di derivato. Il suo valore derivava principalmente dall'oro, in cui si poteva legalmente scambiarlo. Ora che quanto definito dagli articoli della Federal Reserve scambiabile in nulla, questo piccolo cambiamento un derivato senza sottostante. Oppure, ad un tratto, si potrebbe dire che un derivato che fissa il suo valore sulla saggezza del Congresso e sulla lungimiranza e il giudizio degli studiosi monetari presso la Federal Reserve. Ad ogni modo, ci sembra di essere in pericolose acque inesplorate.

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Mentre vi preparate in occasione del centenario della Fed, vi posso esortare a riflettere su quanta strada avete fatto allontanandovi dai principi dei padri fondatori? L'istituzione prevedeva un'operativit passiva, che poteva svolgersi solo attraverso lo sconto dei crediti. Non avrebbe creato credito, ma piuttosto ridurrebbe lo stock esistente girando questi effetti commerciali di buona qualit in liquidit temporanea. Questo dovrebbe essere fatto secondo il ciclo della domanda. La Fed avrebbe risposto alla comunit, non avrebbe cercato di anticiparla o guidarla. Non dovrebbe ignorare il meccanismo del prezzo, come invece sembra fare in ogni occasione la Fed, ma seguirlo. Il mio libro preferito su questi principi "The Theory and Practice of Central Banking", di H. Parker Willis, primo segretario del Federal Reserve Board e Glass era il suo braccio destro alla Camera dei Rappresentanti. Lo scrisse nella met degli anni 1930, Willis sottoline che la Fed inizi a cedere quasi immediatamente dopo aver iniziato ad aprirsi al mondo degli affari nel 1914. Nel 1917 gli Stati Uniti entrarono nel periodo della Grande Guerra, la Fed si mise a monetizzare il debito del Tesoro sopprimendo i suoi oneri finanziari. Nel 1920, dopo il recupero dalla breve ma brutta depressione del 1920-21, la Fed inizi ad attuare operazioni di mercato aperto per sterilizzare i flussi d'oro per seguire una rotta macroeconomica. "Le Banche centrali", scrisse Willis rivolgendosi agli innovatori, "... dovranno saggiamente mettere da parte i loro inesperti tentavi che stanno a met tra la teoria monetaria, le misure statistiche del commercio e le politiche di aggiustamento provocate dalla speculazione, con l'illusione che cos facendo si stia raggiungendo una sorta di vaga 'stabilizzazione' che, nel lungo periodo, porter ad un bene pi grande". Willis mor nel 1937, forse gli si spezz il cuore, ma oggi non sarebbe felice del vostro operato come non lo sarebbe Glass e cos come non lo sono io. La ricerca di "una sorta di vaga stabilizzazione" nel 1930 diventata l'ossessione del millennio della Federal Reserve. Signore e signori, la stabilit imposta ad un'economia dinamica capitalistica quella che poi si ribella e morde coloro che tentano di stabilizzarla. "La stabilit dei prezzi" un esempio calzante. Mi rendo conto che il suo mandato, o la met del suo mandato, ma per definizione fa gravi danni. Per motivi che non si sono mai esattamente precisati, si impegna a resistere alla "deflazione". Non ceder mai ad essa, continuando con un qualcosa che assomiglia al decennio perduto dal Giappone o alla Grande Depressione. Ma non diteci che cosa veramente la deflazione. Lasciate che provi a dare una definizione di essa. La deflazione un disturbo del debito, un sintomo in cui si registra un calo dei prezzi. In una crisi del credito, quando le scorte diventano non finanziabili, la merce viene letteralmente gettata sul mercato provocando la caduta dei prezzi. Questa la deflazione.

Quaderno di Ricerca: Oro e strumenti di investimento Titolo: L'oro e gli strumenti di investimento (studio a supporto delle scelte di

investimento) http://www.scribd.com/doc/87954550 Estratto: Lo studio costituisce un'utile guida per tutti coloro che desiderano diversificare i propri investimenti con l'oro. La ricerca esamina Etf/Etc, azioni di societ minerarie, lingotti e monete, fornendo suggerimenti pratici a supporto delle proprie scelte di investimento. Pagine: 112 Analisti: Andrea Lawford e Maurizio Mazziero Edizione: Mazziero Research Supporto: Pdf inviato mediante mail Nota: Lo studio frutto di una ricerca indipendente, gli emittenti di strumenti di investimento e le aziende menzionate nell'analisi non corrispondono, in nessun modo e a nessun titolo, finanziamenti o bonus agli autori e alla Mazziero Research. I lettori di Scenari Finanziari possono acquistare la ricerca al prezzo di 69 Euro (iva compresa) anzich 99 Euro, comprensiva di 3 aggiornamenti trimestrali e un colloquio telefonico di 30 minuti con uno degli analisti di Mazziero Research - inviando una mail a: (mmazziero@gmail.com) - e segnalando nella mail di essere un lettore di Scenari Finanziari. Ci che la deflazione non fa un calo dei prezzi causati da un potenziamento della tecnologia, che porta a un calo dei costi di produzione. Questo si chiama progresso. Tra il 1875 e il 1896, secondo Milton Friedman e Anna Schwartz, il livello di crescita dei prezzi americani fu di un tasso medio del 1,7% l'anno. E perch no? La tecnologia stava avanzando, i costi rimanevano contenuti. Molto prima che Joseph Schumpeter coniasse la frase "distruzione creativa", l'economista americano David A. Wells, scrisse nel 1889 sulle conseguenze di un'innovazione dirompente. "In ultima analisi," Wells scrisse ", non esiste una cosa come il capitale fisso, non c' nulla di utile che sia molto vecchio, tranne i metalli preziosi, e la vita consiste nella conversione delle forze. Il solo capitale di valore permanente l'irrilevante esperienza delle generazioni e lo sviluppo della scienza." Molti di questi sentimenti e molte di queste circostanze si applicano anche oggi, ma con una differenza. La tecnologia digitale e una forza lavoro globalizzata hanno abbattuto i costi di produzione. Ma i banchieri centrali dichiarano che i prezzi non devono cadere. Al contrario, devono salire del 2% all'anno. Per progettare questo rialzo, i vari Bernankes, i Sovrani, i Draghi del mondo monetizzano gli asset e spingono verso il basso i tassi di interesse. Lo fanno per contenere la deflazione. Ma, per favore, vi prego di notare che la soppressione dei tassi di interesse e l'evocazione di liquidit si sta trasformando in un'ondata di prestiti speculativi. Questa attivit indotta artificialmente serve per sollevare i prezzi di una classe privilegiata, come ad esempio i prezzi delle case o di un portafoglio. E quando la banca centrale finanzia la situazione, la bolla scoppia, il credito si contrae, le scorte vengono liquidate e i prezzi si indeboliscono. In breve, il processo messo in moto in maniera simile ad una vera e propria deflazione, che porta ad un nuovo intervento di politica monetaria. Cercando di evitare lo stato di deflazione immaginaria, la Federal Reserve si avvicina pericolosamente ad istigarne una reale. L'economista Hyman Minsky stabil il paradosso, in cui la stabilit si sta destabilizzando. Io dico che la promessa di mantenere un tasso stabile fino a al quarto trimestre del 2014

estremamente destabilizzante. I tassi di interesse sono i prezzi. Essi trasmettono informazioni, o dovrebbero farlo. Ma l'unica informazione trasmessa in una curva dei rendimenti manipolata quello che la Fed vuole. Gli opportunisti non devono dirlo due volte. Comprano petrolio o oro o valuta estera, non a caso spingendo il prezzo di un gallone di benzina alla pompa a $4 e anche oltre. Un altro gruppo di opportunisti si indebita a breve ed effettua prestiti a lungo nei mercati del credito. Senza preoccuparsi del rischio di inflazione nel lungo periodo, questa ondata speculativa serve a finanziare mutui, obbligazioni spazzatura, titoli di Stato. Per gli opportunisti, leggi l'1 per cento, andr bene. Ma per quanto riguarda gli altri? Affido al Club del libro sulla storia finanziaria della Federal Reserve Bank di New York, (se non esiste, si prega di organizzarlo) un volume dello studioso britannico e banchiere centrale, Charles Goodhart. Il titolo "The Money Market New York and the Finance of Trade, 1900-1913." Secondo Goodhart se non c'era stabilit questo era positivo. Scrisse anche che, in una societ predisposta alla speculazione, come l'America, picchi imprevedibili dei tassi debitori hanno mantenuto i giocatori pi o meno onesti. "Sulla base di questo," scrisse nel Second Federal Reserve District prima che fosse istituita la Federal Reserve, che "il sistema finanziario negli anni 1900-1913 doveva essere considerato di successo in una misura tale che non si era mai vista negli Stati Uniti. "E inoltre resistette al panico del 1907. La mia lettura della storia secondo Goodhart, e il front office della Fed. Se il presidente Bernanke nella stanza, vorrei rispettosamente chiedergli perch questo persistente richiamo alla Grande Depressione? Si tratta di un episodio ciclico, ma ce ne sono molti altri. Si pu trarre maggiori indicazione dalla depressione del 1920-21, un brutto e ripido crollo come quello del 1929-33, ma con la semplice e interessante differenza che si concluso. Dalla primavera del 1920 all'estate del 1921, il PIL nominale diminuito del 23,9%, i prezzi all'ingrosso del 40,8% e l'IPC del 8,3%. La disoccupazione, misurata in maniera non corretta aveva superato circa il 14%. E come ha fatto l'amministrazione di Warren G. Harding a far fronte a questa calamit macroeconomica? Perch il presidente dichiar nel 1921 la parit di bilancio, quando l'economia sembrava cadere a pezzi, "Non c'era una minaccia come quella che c' in tutto il mondo di oggi, del crescente debito pubblico e del continuo aumento della spesa pubblica". E la neonata Fed, faccia a faccia con la sua prima grande crisi, che cosa ha fatto? Perch ha spinto verso l'alto i tassi a breve a met della depressione ad un massimo del 8,13%, quando nel picco del ciclo economico toccarono il 6%. E' l'unico momento nella storia di questa istituzione, secondo Allan Meltzer, in cui i tassi nei minimi del ciclo hanno toccato la punta massima. Ma poi accadde un qualcosa di meraviglioso: i Mercati si ripresero in modo incredibile. C'erano un sacco di fallimenti e non poche contestazioni rivolte al governatore della Fed di New York, Benjamin Strong, per la deflazione che colpiva una fascia particolarmente ampia e devastante dell'economia agricola americana. Ma nel 1922, che fu il primo anno completo di recupero, l'indice della produzione industriale della Fed fece un balzo di un 27,3%. Nel 1923, il tasso di disoccupazione era tornato al 3,2%. Il 1920 incominci a ruggire. E sapete che la pi grande banca nazionale che fallita nel corso di questo collasso deflazionistico stata la First National Bank di Cleburne, Texas, con non meno di $2,8 milioni di dollari di depositi? Anche la banca che ha dato vita all'attuale Citigroup rimasta solvente (anche se per Citi, anche allora si trattato di un caso isolato, a causa di una eccessiva esposizione verso una considerevole diminuzione dei valori dello zucchero

Cubano). Nessun TARP, i risparmiatori non sono morti di fame con tassi di interesse allo zero-per cento, senza QE, nessuna spinta verso l'alto del mercato azionario, alcun tipo di "stimolo" federale. Ma ripeto alla fine la depressione terminata. A coloro che oggi chiedono sempre pi interventi per curare quello che ci tormenta, mi chiedo: Perch la depressione del 1920-21 comunque finita? Tenuto conto delle politiche con cui le autorit di quel tempo l'anno trattata, perch non l'abbiamo ancora isolata? Perch voi vi opponete ad utilizzare il modello del 1920-21 come guida alla politica del 21 secolo, beh, solo perch trascorso molto tempo dal 1920, allora io vi rispondo che anche dal 1929 passato molto tempo. E se ci si ostina ad opporsi, perch le lezioni che derivano dalla dura depressione, sono terribilmente in contrasto con le lezioni che ci sono pi familiari e che sono emerse dalla depressione con Hoover e Roosevelt, io rispondo che l'approccio molto duro ha funzionato. Sembra che si sia disposti a riconoscere che il meccanismo dei prezzi pi sano e le imprese pi resistenti, rispetto a promuovere questa radicale forma di intervento del 21 secolo. In forte contrasto con il metodo pi duro, le politiche di oggi comunque non sembrano funzionare. Noi legiferiamo e regolamentiamo ed interveniamo, ma il paziente langue. Si tratta di un fallimento mondiale delle istituzioni monetarie e del credito. Vedo sui giornali che la Banca Monte dei Paschi di Siena dentro in una morsa di una crisi del debito. Per la prima volta in pi di 500 anni, la fondazione che controlla questa antica istituzione italiana potrebbe essere costretta a vendere le azioni. Abbiamo tutti sentito parlare per centinaia di anni di alluvioni. Ci sembra di essere nella peggior alluvione del debito da 500 anni a questa parte. Molte istituzioni ora chiedono maggiore regolamentazione, per esempio, un maggior numero di istituzioni come quella per i titoli di stato - il nuovo Ufficio di Ricerca Finanziaria. Nel Financial Times del 8 marzo, l'editorialista Gillian Tett ha lanciato un appello perch vengano date maggiori risorse ai regolatori che sono oberati di lavoro. Si lamentano che sono inondati di informazioni, e non riescono a tenere il passo con le istituzioni che dovrebbero essere controllate. Per me, il problema non che i regolatori sono ignoranti. Ma piuttosto che i proprietari e i managers delle istituzioni finanziarie sono inaffidabili. In particolare una volta c'era, tra la legge bancaria nazionale del 1863 e la legge bancaria del 1935 la possibilit di attuare una richiesta di ulteriori capitali, in caso di danni o di fallimento di una banca nazionale. E questo non per i contribuenti, ma per gli azionisti. Dopo tutto, era la loro banca. La responsabilit individuale nel settore bancario, era la regola nelle economie avanzate. Hartley Withers, il direttore di The Economist all'inizio del 20esimo secolo, era scarsamente convinto sulla microgestione delle banche americane da parte dell'Ufficio - Comptroller of the Currency sul fatto che il 25% dei loro depositi dovevano essere tenuti in contanti, vale a dire, oro o denaro legalmente convertibile in oro. Le regole tenevano. Ma ancora New York entr nel panico, ma non Londra. Una dichiarazione di Withers: "Un buon sistema bancario generato non da buone leggi, ma da buoni banchieri." Ben detto, Withers! E ci che rende un buon banchiere un qualcosa che va al di la delle sue competenze. E' anche il timore verso Dio, o pi precisamente, essere responsabile per la solvibilit dell'ente che lui o lei possiede o gestisce. Per rimanere fuori dai guai, i partners della Brown Brothers Harriman e le pi vecchie societ di Wall Street sopravvissute, non hanno bisogno di parlare di regolamentazione. Ogni partner responsabile per i debiti della societ con tutto il suo patrimonio personale. Il mio collega

Paul Isaac, che con me oggi - che mangia e beve il doppio di quanto faccio io - ha un suggerimento intrigante per instillare pi profondamente la cultura del credito nei nostri istituti bancari semi-socializzati. Non possiamo trasformare le societ a responsabilit limitata in societ in nome collettivo. N potremmo facilmente ripristinare la cosiddetta legge della doppia responsabilit degli azionisti delle banche. Ma quello che, si potrebbe e si dovrebbe fare, come Paul suggerisce di prevedere un indennit a carico di quella banca che eccede nei compensi oltre 10 volte il salario medio nel settore manifatturiero, per sette anni prima che la banca vada in rovina e si scontri contro il muro. Tale indennit non sarebbe soggetta ad un valore medio o compensata da un anno con l'altro. E dovrebbe essere pagata in contanti. L'idea, come spiega Paul, duplice. In primo luogo, per togliere il governo dalle attivit che gli richiedono di determinare ci che , o non , rischioso, in realt il governo comunque non lo sa. In secondo luogo, aumentare il rischio di fallimento personale per i dirigenti, ma non mettendo la spada di Damocle sulla illimitata responsabilit personale. Se i banchieri sono venali, perch non sfruttare la venalit per il pubblico interesse? Per la parte migliore degli ultimi 100 anni, e soprattutto negli ultimi cinque anni, abbiamo socializzato gli alti rischi della finanza. Troppo spesso, i banchieri che assumono dei rischi poi non ne portano il peso. Con tutti i mezzi, lasciate che i capitalisti mantengano delle posizioni rialziste. Ma lasciate che loro si assumano integralmente la propria parte di responsabilit del ribasso. Nel marzo 2009, il Financial Times ha pubblicato una lettera al direttore, che riguardava la nuova storia poi definita QE. "Ora posso capire il termine di 'quantitative easing', ha scritto Gerald B. Hill of Stourbridge, West Midlands," ma. . . mi sono reso conto che non posso pi comprendere il significato della parola 'soldi'". Con solo queste brevi osservazioni, non c' tempo per convincervi della necessit di un ritorno al classico gold standard. Avrei bisogno di almeno altri 10 minuti. Ma mi aspetto da parte vostra un certo scetticismo. Benissimo, allora prendete in considerazione questo fatto: il 27 marzo 1973, non pi di 39 anni fa, il precursore del G-20 di oggi aveva solennemente stabilito che lo speciale diritto di prelievo, chiamato SDR, "diventer il principale asset di riserva e il ruolo dell'oro e delle valute di riserva saranno ridotti. "Questo stato stabilito, mentre voi parlavate. Se stato possibile un accordo a livello mondiale sull'efficacia del SDR, allora tutto possibile compreso un ritorno, anche se imperfetto, ad uno standard monetario internazionale che ha sempre funzionato. Si noti, con questo non pensando al sistema monetario perfetto o al miglior sistema monetario che sia mai stato sognato da un teorico economista. Il classico gold standard, 1879-1914, "con tutte le sue anomalie e le eccezioni. . . 'Ha funzionato'". Le parole che cito sono tratte da un libro intitolato "Le Regole del Gioco: Riforma ed Evoluzione nel Sistema Monetario Internazionale", di W. Kenneth Dam, un professore di diritto ed ex rettore dell'Universit di Chicago. Dam era incredibilmente ammirato, un po' come l'ammirazione che c'era per Arthur Bloomfield della Fed di New York, che ha pubblicato in modo autonomo una monografia nel 1959 dal titolo, "La Politica monetaria sotto l'International Gold Standard". No, come Bloomfield fa notare, e come anche Dam fa, il classico gold standard non era del tutto automatico. Ma era un sincronismo, stata un auto-correzione che garantiva sia una solvibilit nazionale che, nel lungo periodo, una forte stabilit dei prezzi. Le banche erano solventi, ed anche le banche centrali, che come

Bloomfield ha sottolineato, non monetizzavano il debito pubblico. L'elemento distintivo visibile del classico gold standard, stato naturalmente l'oro in quanto ad ognuno titolare di moneta era stata data la possibilit di scambiare metallo contro carta, o carta contro metallo, ad un tasso di cambio ufficiale fisso. I tasso di cambio erano fissi, e questo significa fissi. "E' davvero notevole," ha scritto Dam, "che tra il 18791914, un periodo notevolmente pi lungo rispetto a quello dal 1945 al crollo di Bretton Woods nel 1971, nel quale non ci sono stati cambiamenti di parit tra gli Stati Uniti, la Gran Bretagna, la Francia, la Germania e per non parlare di una serie di piccoli paesi europei. "I frutti di questo cambio fisso sono stati molti e positivi. Tra questi, per citare ancora una volta Dam, "un flusso di investimenti privati esteri fatti su scala mondiale che non si erano mai visti, ed anche altri aggregati economici che non si sono mai rivisti." Per inciso, la fonte della mia copia acquistata sulle "Regole del Gioco" era della biblioteca della Federal Reserve Bank di Atlanta. Apparentemente il presidente Lockhart non molto preparato o preparato come dovrebbe, o come io mi sto permettendo di suggerire per l'arrivo del classico gold standard, Parte II. C' in via di preparazione, un nuovo libro che vi raccomando del mio amico Lew Lehrman, "La verit sul Gold Standard: un piano di riforma monetaria senza valute ufficiali di riserva: come possiamo raggiungerlo partendo da qu." E' un po' esuberante la mia esaltazione dell'oro verso un'istituzione che si siede su 216 milioni di once troy di metallo. Valutato a $42,222 dollari per oncia, il tesoro che si trova in cantina vale $9,1 miliardi. Per inciso il prezzo ufficiale stato citato in DSP, a $35 l'oncia, ora c' una scelta idealistica per voi. Nel 2008, quando la pubblicazione "The Key to the Gold Vault" stata pubblicata, il valore di mercato era di $194 miliardi dollari. Oggi, il valore di mercato $359 miliardi dollari, che incoraggiante solo se si personalmente investiti in lingotti d'oro. In caso contrario, mi sembra una condanna piuttosto severa della moderna banca centrale. E che cosa avrei fatto se, dopo l'inaugurazione di Ron Paul, fossi stato seduto nell'ufficio del presidente? Avrei iniziato una normalizzazione dei tassi di interesse. Vorrei invitare a pranzo Jon Hilsenrath del Wall Street Journal per fargli sapere che la Fed ora ha superato la sua fobia della deflazione e ha messo da parte il suo complesso di Atlante. Gli direi "Jon, questo per noi il capitalismo." Poi chiamerei il Presidente Dudley. "Bill", gli direi in modo piacevole, "non stiamo esattamente guidando in modo appropriato la struttura di regolamentazione, al fine di ridurre il rapporto tra gli asset e il patrimonio presso le grandi istituzioni finanziarie americane. Tu stai utilizzando una leva pari a 89:1?" Infine, vorrei reindirizzare gli sforzi dei cervelloni della divisione ricerca della Federal Reserve Board. "Signore e signori," Vorrei dire, "basta con 'Bayesian Analysis of Stochastic Volatility Models with Levy Jumps: Application to Risk Analysis'. Quanto mi farebbe pi piacere, se venisse scritto un testo dal titolo 'Non pi comando e controllo : un gold standard per il 21 secolo.'" Infine, la mia massima esaltazione sarebbe quella di avere una commissione, uno staff e un cerimonia per l'apertura del primo ufficio per le conseguenze involontarie della Fed. Lascia che vi ringrazi ancora una volta, per l'onore di aver ricevuto questo vostro invito. Per quanto riguarda il piccolo Grant e la grande Fed, vi citer separando le frasi di apertura di un editoriale apparso su un giornale di provincia irlandese nel fatidico anno 1914. Che diceva: "Noi diamo questo solenne avvertimento a Kaiser Wilhelm: L'aquila Skibbereen ha i suoi occhi puntati su di te."

Un Gold Standard?
La Conferenza di Casey Research dove terr un intervento durante questo fine settimana un covo di amanti dell'oro che, come Jim Grant, sostengono con forza un ritorno al gold standard. E dato il caos e l'insistente inflazione che nel tempo la Federal Reserve e la svalutazione moneta avranno prodotto, sar difficile sostenere che l'attuale sistema quella che dovrebbe essere incoraggiato. Ed io non lo faccio! Ma non ho cos tanta nostalgia per il caos che c'era durante il periodo del gold-standard. C'era una ragione per cui degli uomini come Glass, che credevano nel denaro di metallo, hanno contribuito nel costituire la Federal Reserve. Ma la Federal Reserve non si comportata molto bene all'indomani del 1929, e penso che se ci guardiamo indietro di 20 anni sicuramente non possiamo essere del tutto soddisfatti rispetto all'attuale situazione. Penso che tendo ad essere pi d'accordo con Irving Fisher, forse il pi grande economista del secolo scorso, che, scrivendo alla fine degli anni '30 dopo aver visto la Grande Depressione e le azioni effettuate dalla Federal Reserve, ha osservato che il solo modo migliore per affrontare una bolla del credito di prevenire che ci accada. Una volta che si sviluppa, non facile, e nemmeno indolore il ritorno alla normalit. "Un buon sistema bancario non generato da buone leggi, ma dai buoni banchieri."

Carlsbad, Tulsa, Chicago e Atlanta


Stasera sono a Fort Lauderdale con molti vecchi amici in occasione della conferenza di Casey Research. David Galland sta gestendo un gruppo di relatori di primo livello con dei meravigliosi partecipanti, molti dei quali vengono oramai da diversi anni. Stasera ho avuto il piacere di stare con David e il suo socio in affari Olivier Garret, Doug Casey, Rick Rule e Porter Stansberry. Porter fatto una previsione molto interessante circa la possibilit di vedere la benzina a $40, e con lui ho avuto una vivace conversazione sul tema del picco del petrolio. Concludo questa lettera crogiolandomi sul piacere dell'amicizia, delle grandi conversazioni e sul buon cibo. Devo ammettere che il viaggio a volte faticoso, ma giornate come quelle di oggi sono un grande piacere e alla fine ne vale la pena. Marted sera sono stato a Washington e ha cenato con Jonathan Golub, chief strategist di UBS per mercato US. Jonathan pu raccontare delle storie molto interessanti ed ha una profonda conoscenza dei mercati. La mattina successiva, eravamo assieme in un panel alla conferenza di IMCA, insieme a Dave Kelly (chief market strategist presso JP Morgan), che emana un naturale fascino irlandese, nel sostenere la sua visione super-rialzista. Sar ad Atlanta il 23 maggio, e parler ad un pranzo dove sar ospite dal mio buon amico Cliff Draughn di Excelsia, insieme a Steve Blumenthal di CMG. Sar anche con Steve a Philadelphia il 4-5 giugno per Advisor Forum di CMG. Torno a casa Domenica sera al fine di prepararmi per la mia conferenza annuale, quest'anno si terr a Carlsbad, in California e come sempre, organizzata con miei partner di lunga data di Altegris Investments. Penso che questa la nostra nona conferenza annuale sugli Investimenti Strategici. Quando abbiamo iniziato a fare questa conferenza, il mio obiettivo era quello di creare un evento alla quale io avrei voluto partecipare. Ogni anno quando finisce mi chiedo come sar possibile fare una conferenza migliore il prossimo anno, ma ogni anno ci sembra di riuscirci. Quest'anno abbiamo scelto una nuova

sede al fine di poter ospitare un maggior numero di persone, ma anche questa volta abbiamo dovuto dire di no a centinaia di persone. Il prossimo anno ci prepareremo nel scegliere un posto ancora pi spazioso, sia io che Jon Sundt (fondatore e CEO di Altegris) odiamo dover limitare la partecipazione. Questa conferenza si preannuncia essere la migliore in assoluto. Lo sto dicendo da un sacco. Saranno presenti il Dr. Niall Ferguson, Marc Faber, Mohamed El-Erian, David Rosenberg, Dr. Hunt Lacy, David McWilliams, Dr. Woody Brock, Jeff Gundlach, David Harding, Sundt Jon, Barry Habib e il vostro umile analista, ed in pi alcuni altri ospiti speciali qua e l. E la parte migliore sono i partecipanti. Cos ci saranno molti amici che oramai vengono da diversi anni, e che provengono da tutto il mondo. Sar molto divertente. Poi lascer la conferenza la mattina presto per arrivare a Tulsa a guardare mia figlia Abbi che si laurea al college (IFO), e poi Domenica di nuovo in volo per andare a Chicago per parlare luned mattina, alla conferenza internazionale del CFA. Alcuni veloci incontri con Bloomberg, e poi sar a casa per un paio di settimane! E a proposito di tempo, il momento di premere il pulsante di invio. E' tardi e domani mattina devo alzarmi presto per ascoltare Jim Rickards e Harry Dent e poi moderare il dibattito sull'inflazione vs la deflazione. Sar un buon moderatore, cos come quando mi chiedono se credo nell'inflazione o nella deflazione, semplicemente rispondo "S". Il resto della risposta sono solo dettagli insignificanti. Il tuo analista che si chiede se con questa lettera non sar nuovamente invitato a Jackson Hole,

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