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DOCENTI DI III FASCIA DISTITUTO: LE RICHIESTE DEI PRECARI E GLI OBBLIGHI DEI SINDACATI

Carissimo sindacalista, in questo documento voglio spiegarti quali sono i miei diritti, e perch la legge ti impone di tutelarmi pienamente. Ricordati che lassunzione di ruoli di rappresentanza sindacale, ti espone a obblighi e responsabilit che se violati possono portare a conseguenze anche legali.

SOMMARIO:
1. CHI SONO I DOCENTI PRECARI DI III FASCIA DISTITUTO 2. IL CASO DEI DIPLOMATI DI ISTITUTO E SCUOLA MAGISTRALE 3. RICONOSCIMENTO DELLE QUALIFICHE ABILITANTI ESTERE FACCIAMO IL PUNTO 4. VIOLAZIONI DURANTE IL REGIME DELLE SSIS 5. Schema di decreto sulla formazione iniziale docenti violazioni e paradossi 6. Sindacati: obblighi e doveri 7. Le nostre richieste

CHI SONO I DOCENTI PRECARI DI III FASCIA DISTITUTO

Quando si parla di docenti di III fascia d'Istituto la prima cosa che viene in mente a chi del mestiere sono i precari non abilitati. Questa l'etichetta che da sempre ha contraddistinto i precari inseriti in queste graduatorie di merito. Eppure la loro presunta mancata abilitazione, non gli ha impedito di essere assunti a pieno titolo come insegnanti presso scuole statali e paritarie, di bocciare e promuovere alunni, firmare registri e documenti ufficiali, svolgere funzioni di commissario desame e in alcuni casi di diventare coordinatore di classe o accedere alle cariche di vicedirigente o di dirigente scolastico. D'altronde ai possessori dei suddetti titoli lo Stato italiano riconosce, in fase di stipula di leciti contratti di lavoro subordinato, la formale qualifica di insegnante ritenuto idoneo allo svolgimento della professione ed in possesso di titolo valido allesercizio della stessa, esplicitando, inoltre, in conformit al CCNL di categoria, che il mancato possesso di idoneo titolo o dellidoneit professionale causa di risoluzione dei contratti stessi. E infatti fin qui opportuno precisare che sono gli stessi decreti, con cui le graduatorie dIstituto sono state istituite e periodicamente aggiornate, a definire tali lavoratori possessori di titoli validi allinsegnamento, nonch idonei allinsegnamento1.

La legge dice che sono idoneo e possessore di titoli validi allinsegnamento

1. Ai sensi dei DDMM 62/11, 56/09, 53/07, 64/04, 201/2000, 131/2007 prescritto per laccesso alla III fascia delle Graduatorie dIstituto il possesso di valido titolo allinsegnamento, mentre tale personale deve ritenersi ai sensi della CM 20/2007 Prot. 1438 idoneo allinsegnamento. Sono inoltre numerosi i certificati di idoneit rilasciati dai dirigenti ai dipendenti assunti dalla III fascia delle Graduatorie di Circolo e dIstituto nei quali riportato che "[il soggetto] ritenuto idoneo allo svolgimento della professione docente e quindi all'assunzione come insegnante [...], in quanto in possesso di titoli e diplomi conseguiti dopo un iter di studi tramite esame finale che ne certificano tale idoneit e formazione".

Idonei ma non abilitati, questa la scusa con cui il Ministero discrimina, sottopaga e sfrutta questi insegnanti impedendone sempre e comunque la stabilizzazione. Accertato quindi che, questo personale pu a tutti gli effetti definirsi per lo meno idoneo, va per poi precisato che in realt non solo la definizione di non abilitato contrasta con la precedente, ma opportuno poi precisare che a stabilire che non pu essere cos la stessa Costituzione che prescrive il possesso di valida abilitazione ai fini dellaccesso allesercizio di una professione regolamentata, quale quella di insegnante nel nostro Paese. Di talch, se ne desume che chi in possesso di valido titolo allinsegnamento DEVE per forza di cose ritenersi anche Abilitato. Il MIUR ha ulteriormente confermato questa ipotesi non solo dichiarando abilitati allinsegnamento i docenti comunitari che laureatisi presso universit italiane, e quindi in possesso di lauree e diplomi che davano accesso alla III fascia delle Graduatorie dIstituto, avevano chiesto e ottenuto la piena equiparazione, ma permettendo agli stessi precari di III fascia di insegnare nei corsi di specializzazione allinsegnamento previsti dalla L. 341/1990 meglio noti come SSIS. Sono infatti numerosissimi i dottori e assegnisti di ricerca che pur non potendo accedere a tali corsi come studenti, in quanto la loro attivit universitaria era incompatibile con la loro frequenza, in realt essi vi accedevano comunque in qualit di insegnanti e commissari desame!

Il MIUR dice che i miei titoli sono abilitanti ma solo se acquisiti da stranieri!

IL CASO DEI DIPLOMATI DI ISTITUTO E SCUOLA MAGISTRALE

Anche se sono gi abilitato, il MIUR vorrebbe sottopormi ad un percorso di Formazione Iniziale ri-abilitante!!

tra i soggetti che compongono il bizzarro universo dei docenti precari di III fascia, merita senzaltro menzione la questione dei diplomati magistrali. Tale diploma, purch conseguito entro lanno scolastico 2001/2002 o a seguito della frequenza di corsi iniziati entro la.s. 1997/1998 conserva pieno valore di abilitazione allinsegnamento.

Per approfondire largomento clicca sul Link qua sotto: http://goo.gl/jW3OM

RICONOSCIMENTO DELLE QUALIFICHE ABILITANTI ESTERE FACCIAMO IL PUNTO


la normativa cui bisogna necessariamente fare riferimento quando si parla di equiparazione delle qualifiche professionali senzaltro la direttiva 2005/36/CE, pienamente recepita e attuata dallItalia a seguito dellemanazione del Decreto Legislativo 6 novembre 2007, n. 206. La citata normativa ha lo scopo di rendere la libera prestazione di servizi all'interno della Comunit altrettanto facile che all'interno di un Stato membro ed impone agli Stati Firmatari il reciproco riconoscimento delle qualifiche professionali. Detto altrimenti lItalia ha lobbligo di riconoscere ed equiparare a titolo abilitante qualsiasi laurea o diploma, acquisito in uno dei Paesi Firmatari della citata direttiva, purch ritenuto dallo Stato Membro dOrigine valido allaccesso ad una qualsiasi professione regolamentata, quale pu essere ad esempio quella di insegnante3.
Ai sensi della dir. 2005/36/CE lItalia ha lobbligo di equiparare a titolo abilitante qualsiasi qualifica professionale acquisita in uno Stato Comunitario Firmatario della direttiva.

3. Dir 2005736/CE Art. 2, c1. La presente direttiva si applica a tutti i cittadini di uno Stato membro che vogliano esercitare, come lavoratori subordinati o autonomi, compresi i liberi professionisti, una professione regolamentata in uno Stato membro diverso da quello in cui hanno acquisito le loro qualifiche professionali.

Equiparazione grazie al servizio: E opportuno inoltre precisare che ai sensi dellart. 3, c. 2 della citata direttiva assimilato a un titolo di formazione ogni titolo di formazione rilasciato in un paese terzo se il suo possessore ha, nella professione in questione, un'esperienza professionale di tre anni. Per dirla in breve, lItalia ha lobbligo di equiparare e concedere il riconoscimento dellabilitazione anche a quei soggetti che, seppur sprovvisti di qualsiasi titolo valido allesercizio di una professione regolamentata, sono comunque in grado di dimostrare unanzianit professionale di almeno tre anni nello svolgimento della stessa.
Anche se sono sprovvisto di qualsiasi titolo valido allinsegnamento devo ritenermi comunque abilitato, in quanto la direttiva 2005/36/CE equipara tre anni di esperienza professionale a titolo formativo! Anche se, in quanto ritenuto idoneo e abilitato, insegno ormai da oltre 10 anni, il MIUR vorrebbe che mi sottoponessi ad un triplo test selettivo per accedere ad un percorso universitario a pagamento e con obbligo di frequenza volto allacquisizione di una formazione iniziale e dellabilitazione!

Schema riassuntivo delle discriminazioni operate nei confronti degli italiani:


I DOCENTI COMUNITARI STRANIERI SONO RITENUTI ABILITATI ANCHE SE I DOCENTI ITALIANI AVENTI TITOLO ALLINSERIMENTO NELLA III FASCIA DELLE GRADUATORIE DISTITUTO NON SONO RITENUTI ABILITATI NEMMENO SE

Sono in possesso di una laurea o diploma in tutto e per tutto simile come durata e numero di esami a quelle in possesso dei docenti precari italiani inseriti nella III Fascia delle Graduatorie di Circolo e dIstituto, ossia quelle graduatorie comunemente ritenute dei non abilitati. Sono diversi infatti gli Stati Europei dove laccesso allinsegnamento non prevede lacquisizione di ulteriori titoli/qualifiche oltre il diploma/laurea;

Anche in Italia laccesso alla III fascia NON prevede lacquisizione di ulteriori qualifiche/titoli, tuttavia si continua a ritenere questo personale che in alcuni casi esercita a pieno titolo la professione di docente anche da decenni, NON ABILITATO, pur se definito dalla normativa idoneo e abilitato;

Sono in possesso di lauree o diplomi acquisiti in Italia e ritenuti validi allaccesso alle Graduatorie di III Fascia dIstituto, in questo caso, lequiparazione cos ottenuta, d titolo al docente comunitario di accedere a quelle che comunemente vengono intese come le graduatorie degli abilitati, dalle quali essi godono di precedenza assoluta nellaccesso alle supplenze rispetto i colleghi con possibilit di accedere ai ruoli;

Dalla lettura di alcuni decreti di equiparazione, appare evidente che il MIUR considera i titoli che danno accesso alla III fascia dIstituto abilitanti, ma SOLO se acquisiti da docenti comunitari non italiani. Se acquisiti invece da connazionali, tali titoli cessano di essere abilitanti!

Sono sprovvisti di qualsiasi titolo valido allesercizio allinsegnamento, ma hanno comunque potuto esercitare la professione di insegnate presso enti statali o privati per almeno tre anni. In questo caso, nei decreti di riconoscimento riportato che lequiparazione a titolo abilitante avvenuta in quanto lesperienza integra e completa la formazione.

I docenti italiani aventi titolo allinserimento nella III fascia delle Graduatorie dIstituto, qualora vogliano vedersi riconosciuti abilitati, dovranno sottoporsi ad un triplo test selettivo a numero chiuso, per accedere ad un percorso di FORMAZIONE INIZIALE, anche qualora siano stati selezionati da valida graduatoria concorsuale, ed esercitino a pieno titolo la professione di insegnante anche da dieci o pi anni.

VIOLAZIONI DURANTE IL REGIME DELLE SSIS


E' necessario precisare fin da subito che l'istituzione dei corsi abilitanti a numero chiusi previsti dalla L. 341/1990 (SSIS, Cobaslid, didattica della Musica, Scienze della Formazione Primaria) non solo avvenuta in violazione di numerosi diritti e norme, ma che in realt la maggior parte dei docenti precari di III fascia d'Istituto avrebbero dovuto essere del tutto esonerati dalla loro frequenza. Ai sensi del D.I. n 460/98 , del D.I. 10 Marzo 1997 e del DPR 23 luglio 1998, n. 323, infatti, tutti i diplomati Magistrali, dei Conservatori, delle Accademie di Belle arti e degli Istituti Superiori per le industrie artistiche, i diplomati ISEF, nonch i possessori di diploma di laurea conseguito entro il 2004, avrebbero dovuto conseguire labilitazione e/o limmissione in ruolo attraverso concorsi che avrebbero dovuto essere banditi con cadenza triennale e non a seguito di un corso. Qualsiasi altra scelta sia stata operata successivamente allacquisizione di questi titoli, quindi, ha assunto un valore retroattivo ed arbitrario, imponendo che, per aspirare alla professione di docente, si dovesse allungare di altri due/quattro anni il proprio corso di studi.

Violazioni derivate dagli obblighi di frequenza e dai costi


E innegabile che, per tutti i docenti precari di III fascia assunti dalle istituzioni scolastiche, anche se a tempo determinato listituzione del numero chiuso fosse in aperta violazione con il diritto alla formazione del lavoratore sancito dallart. 35 della Costituzione , dalla normativa nazionale e comunitaria, nonch con quanto stabilito dallo stesso Contratto collettivo nazionale di lavoro del comparto scuola, che, al capo VI, non solo ribadisce tale diritto ma stabilisce in modo inequivocabile che i docenti in servizio presso le scuole debbano avere accesso diretto alla formazione, che essa debba essere impartita gratuitamente, nonch che sia riconosciuta la retribuzione delle ore ad essa dedicata ed il rimborso di tutte le eventuali spese di viaggio. Tutte misure che bene ricordare NON sono MAI STATE ATTUATE! Le onerose tasse di frequenza, interamente a carico degli studenti, erano inoltre in contrasto con quanto stabilito dal CCNL1 del comparto scuola ma anche con il DPR 306/97, secondo cui "la contribuzione studentesca nei corsi universitari ordinari non pu eccedere il 20 per cento dellimporto del finanziamento ordinario annuale dello Stato".

1. CCNL: acronimo di contratto collettivo nazionale

Altri fattori discriminanti: E bene precisare che le modalit con cui i corsi previsti dalla L. 341/1990, hanno portato decine di migliaia di docenti di III fascia a vedersi ulteriormente penalizzati e lesi da fattori altamente discriminanti nellaccesso a quei corsi, tra cui ricordiamolo: - appartenere ad una delle oltre 60 classi di concorso per cui non stato bandito alcun corso abilitante; - essere residente in una regione/provincia in cui non sono mai stati attivati percorsi abilitanti nella propria classe di concorso e, per motivi personali e familiari, non potersi permettersi i grandi e numerosi spostamenti richiesti dalla frequenza dei corsi; - essere esclusi per legge dalla frequenza di tali corsi. quanto accaduto, ad esempio ai dottorandi, i quali non hanno potuto abilitarsi in quanto la loro attivit universitaria era incompatibile con la frequenza delle SSIS, anche se, paradossalmente, non con lattivit di formazione: Molti Dottori di ricerca e dottorandi hanno infatti avuto ruoli attivi nelle SSIS ma, pur possedendo tale esperienza ed alti titoli accademici e scientifici sono tuttora in III fascia. Conclusioni: Ai sensi dellart.51, c. 1 della Cost. che sancisce laccesso ai pubblici uffici in condizioni di uguaglianza, non accettabile che un titolo NON acquisito in condizioni di uguaglianza, e dal cui possesso i docenti precari di III fascia avrebbero dovuto esserne esonerati, sia utilizzato come spartiacque/divisore per laccesso a differenti graduatorie e per lottenimento di differenti privilegi.

E evidente oltre ogni ragionevole dubbio che i docenti precari di III fascia DEVONO godere degli stessi diritti e dei medesimi benefici di cui godono i docenti che hanno avuto accesso a tali corsi, nonch dellaccesso alle medesime graduatorie!

Schema di decreto sulla formazione iniziale docenti violazioni e paradossi

Con lemanazione del DM 249/2010 sono state dettate dal MIUR le disposizioni inerenti le modalit e le linee guida con cui debbano essere allestiti dalle universit e dagli enti di alta formazione artistica e musicale i percorsi di FORMAZIONE INIZIALE DEI DOCENTI volti allacquisizione dellabilitazione allinsegnamento. Tali corsi sono caratterizzati dai seguenti elementi: 1. Obbligo di frequenza (nessuna agevolazione concessa agli studenti lavoratori, che ai sensi della vigente normativa ne avrebbero invece pieno diritto); 2. Spese interamente a carico degli studenti1 (ci in contraddizione con quanto previsto dal DPR 306/1997 secondo cui la contribuzione studentesca non pu eccedere il 20 per cento dellimporto del finanziamento ordinario annuale dello Stato).

E meno male che il TAR ha ribadito, in una sentenza del 2002, che le spese per lallestimento di corsi abilitanti rivolti alla formazione del personale docente DEVONO ESSERE A CARICO DELLAMMINISTRAZIONE!

1. E lo stesso decreto 249/2010 a sancire in pi punti che i corsi previsti dal regolamento in questione devono essere organizzati senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

Lart. 15 del suddetto decreto prevede che i soggetti in possesso di valido titolo allaccesso alle graduatorie di III fascia dIstituto, ivi compresi i possessori di diploma magistrale, debbano anchessi sottoporsi ad un triplo test selettivo, al fine di accedere a percorsi di FORMAZIONE INIZIALE, a pagamento e con obbligo di frequenza volti allacquisizione dellabilitazione allinsegnamento!
Anche se insegno da anni, in quanto ritenuto idoneo, possessore di titoli validi allinsegnamento e quindi abilitato, il MIUR vorrebbe che mi sottoponessi ad un triplo test selettivo per accedere ad un percorso di FORMAZIONE INIZIALE con obbligo di frequenza e a pagamento per acquisire labilitazione allinsegnamento!
Domanda Ma se davvero sono privo di formazione iniziale, saranno validi i diplomi e le licenze che ho rilasciato?

Va inoltre precisato che ai sensi del Contratto Collettivo del Comparto Scuola e della normativa nazionale e comunitaria, stabilito che la formazione un diritto per tutto il personale in servizio, che esso ha diritto di accedervi gratuitamente, che le ore ad essa dedicate debbano essere retribuite come orario di servizio, nonch il rimborso di eventuali spese di viaggio sostenute per la frequenza di corsi formativi.

Sindacati: chi sono e quali sono i loro obblighi e doveri


Sotto un profilo prettamente giuridico i sindacati, cos come le associazioni di categoria, rientrano in quella categoria che va sotto il nome di enti non commerciali, i quali, in virt della loro matrice socio-solidale/benevola, spesso ricevono finanziamenti e donazioni non solo dai propri aderenti/sostenitori, ma dalla stessa amministrazione che li sostiene al fine di permettere loro di poter agire con miglior efficacia e determinazione. Per gli stessi motivi di cui sopra, essi godono inoltre di particolari favori/sgravi fiscali. Al fine di poter ottenere tale riconoscimento e quindi di accedere a tali benefici, ai sensi dellart. 14 c.c., i sindacati e le associazioni debbono essere costituiti con atto pubblico attraverso il deposito/registrazione dellatto costituivo e/o statuto. Lart. 16 del codice civile prevede inoltre che latto costitutivo e lo statuto debbano contenere obbligatoriamente i seguenti elementi: a) denominazione dellente; b) scopo sociale: non di natura economica. Lattivit commerciale pu essere strumentale per il raggiungimento dello scopo sociale; c) diritti e gli obblighi degli associati; d) condizioni per lammissione degli associati: requisiti che lassociato deve avere per poter essere ammesso allassociazione. Ogni aderente/tesserato al sindacato/associazione contrae inoltre lobbligo di rispettare e perseguire attraverso le proprie azioni e/o donazioni1, gli obiettivi e le finalit contenute nellatto costitutivo e nello statuto.

1. Sono considerate donazioni anche le quote associative versate per entrare a far parte di tali enti.

Statuti sindacali
Statuto CGIL (si consiglia inoltre la lettura del Piano Programmatico del sindacato): 1. 2. 3. La CGIL basa i propri programmi e le proprie azioni sui dettati della Costituzione della Repubblica e ne propugna la piena attuazione. La CGIL afferma il valore della solidariet in una societ senza privilegi e discriminazioni, in cui sia riconosciuto il diritto al lavoro, alla salute, alla tutela sociale. Le iscritte e gli iscritti alla CGIL e alle strutture ad essa aderenti hanno pari diritti. Essi hanno diritto ad essere riconosciuti, rispettati e valorizzati come persone. Le iscritte e gli iscritti hanno diritto alla piena tutela, sia individuale che collettiva, dei propri diritti e interessi economici, sociali, professionali e morali usufruendo, a tal fine, anche dei vari servizi organizzati dalle strutture della CGIL. Le iscritte e gli iscritti [...] si attengono alle norme del presente Statuto... La CGIL ispira il suo comportamento [...] all'obiettivo primario di realizzare la massima solidariet fra gli interessi e i diritti delle donne e degli uomini che lavorano.

4.

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Statuto CISL:
La nuova Organizzazione unificata afferma la sua decisa volont di tutelare la dignit ed il rispetto della persona umana come condizione primaria di vera giustizia sociale e proclama i seguenti fondamentali diritti dei lavoratori, che prende solenne impegno di difendere e propugnare: 1. diritto al lavoro 2. diritto alla giustizia sociale 3. diritto alla garanzia ed alla stabilit delloccupazione Sulla base di questi fondamentali diritti dei lavoratori liberi, la nuova Organizzazione si propone i seguenti obiettivi: 1. elevare, nel quadro e nello spirito della pi ampia solidariet, il tenore di vita dei lavoratori 2. realizzare concretamente il principio del pieno impiego

Statuto UIL: La UIL Scuola si prefigge: di intervenire attivamente su tutti i problemi che, direttamente o indirettamente, in ogni sede, pongano in discussione il ruolo ed i comuni interessi dei lavoratori. di tutelare e difendere gli interessi morali, giuridici ed economici, individuali e col- lettivi, dei propri aderenti; Statuto SNALS: Lo S.N.A.L.S. democratico: esso si ispira ai principi costituzionali nati dalla lotta di Liberazione Lo S.N.A.L.S. [...], ha per obiettivo di tutelare e sviluppare organicamente, attraverso la contrattazione, la pressione sui pubblici poteri e l'esercizio dello sciopero, le condizioni morali, professionali, giuridiche ed economiche del lavoro scolastico. [...] Lo S.N.A.L.S. persegue le seguenti ulteriori finalit: a) la difesa dei diritti sindacali dei lavoratori della scuola nonch l'aggiornamento della loro professionalit; e) la tutela della dignit del lavoro scolastico e della libert dell'insegnamento e della ricerca. Statuto GILDA: L'Associazione si prefigge di rappresentare e tutelare sul piano professionale e culturale gli insegnanti della scuola pubblica italiana di ogni ordine e grado. L'Associazione potr anche svolgere senza fini di lucro ogni attivit a favore dei propri iscritti.

E' bene sapere che:


1. anche se i docenti precari di III fascia d'Istituto rappresentano una minoranza di tutti i tesserati, accettando i soldi delle loro tessere, i sindacati si sono formalmente impegnati alla loro rappresentanza e alla difesa di ogni loro diritto; 2. la tutela di questi lavoratori va fatta tenendo conto anche delle specificit e differenze che indubbiamente contraddistinguono questa categoria di lavoratori. I doveri e gli obblighi dei sindacati non possono pertanto ritenersi pienamente assolti qualora essi si limitino semplicemente ad operare una tutela generica dei principali interessi economici e sociali dei lavoratori della scuola; 3. certamente indubbio che il pieno rispetto di quelli che sono i fondamentali diritti dei docenti precari di III fascia distituto contrasta con gli interessi prettamente economici di quei soggetti inseriti a pieno titolo nelle Graduatorie ad Esaurimento (GAE) e che di certo costituiscono una fetta ben pi consistente dei tesserati. A tale scopo bene precisare che tali soggetti, se aderenti anchessi al sindacato, si sono impegnati a loro volta al rispetto dello statuto, il quale li obbliga a battersi per il rispetto dei diritti di ognuno, e quindi anche quelli dei loro colleghi inseriti nella III fascia delle Graduatorie di Circolo e distituto. Detto altrimenti, ai tesserati fatto divieto di esercitare pressioni di ogni genere al fine di ottenere vantaggi socio-economici personali attraverso la violazione di diritti e principi normativi! Si ricorda a tal proposito che sono numerosi gli statuti che si richiamano espressamente ai principi di solidariet sociale, e che ad ogni modo, i rappresentanti sindacali non possono operare discriminazioni o favoritismi, ma devono limitarsi ad interpretare lo statuto ed esimere ci che giusto.
Anche se rappresento solo una minoranza dei tesserati, e i miei diritti si pongono direttamente In contrapposizione con gli interessi socio-economici di molti colleghi, il sindacato, in accordo con i principi statutari, deve comunque battersi e impegnarsi per il loro pieno rispetto!

Richieste/diritti dei docenti precari di III fascia


Diritto alla non discriminazione: accertato che il personale docente inserito a pieno titolo nella III fascia delle Graduatorie dIstituto deve ritenersi pienamente idoneo e qualificato e che in ogni caso laccesso ai corsi di specializzazione allinsegnamento previsti dalla L. 341/1990 NON avvenuto in condizioni di uguaglianza, se ne deduce che qualsiasi discriminazione di trattamento e/o nellaccesso ai pubblici impieghi debba ritenersi illegittima. Diritto alla sicurezza sociale: non si pu negare che i docenti precari di III fascia sono anzitutto dei lavoratori, alcuni dei quali operano nella scuola ormai da anni. Accertato che, come riportato negli stessi bandi con cui le graduatorie dIstituto sono state istituite e periodicamente aggiornate, lassunzione da valida graduatoria di merito a tutti gli effetti una pratica concorsuale, non si pu negare a questi docenti il diritto alla stabilizzazione e al non vedersi scavalcati da docenti con punteggi e servizi di gran lunga inferiori. Diritto alla stabilizzazione: si ricorda che ai sensi della Dir. 1999/70/CE e dei relativi decreti attuativi, il personale che ha maturato almeno tre anni di servizio ha diritto alla stabilizzazione del posto di lavoro. Si ritiene che tali lavoratori possano rinunciare a tale diritto solo in cambio di misure che ne garantiscano per lo meno la sicurezza sociale, detto altrimenti, si richiede che qualsiasi docente che abbiam maturato almeno tre anni di servizio o in alternativa 1080gg. operando alle dipendenze della pubblica amministrazione, goda di precedenza assoluta nellassegnazione degli incarichi a tempo determinato e a tempo indeterminato. Diritto di precedenza: si chiede a tal proposito il pieno rispetto di quanto sancito dallart. 5, c. 4-quarter del Dlgs. 368/2001 secondo cui Il lavoratore che, nellesecuzione di uno o pi contratti a termine presso la stessa azienda, abbia prestato attivit lavorativa per un periodo superiore a sei mesi ha diritto di precedenza [] nelle assunzioni a tempo indeterminato effettuate dal datore di lavoro entro i successivi dodici mesi con riferimento alle mansioni gi espletate in esecuzione dei rapporti a termine.

COSA I PRECARI DI III FASCIA NON VOGLIONO!


NON CHIAMATECI NON ABILITATI: i docenti precari di III fascia sono definiti dalla vigente normativa possessori di titoli validi allinsegnamento e idonei. Essi pertanto, ai sensi dellart. 33 della Costituzione, debbono senzaltro ritenersi pienamente qualificati e abilitati allinsegnamento. La definizione non abilitati pertanto da ritenersi scorretta, nonch lesiva della dignit e professionalit di questi lavoratori. NON VOGLIAMO ESSERE SOTTOPOSTI A CORSI DI FORMAZIONE INIZIALE VOLTI ALLACQUISIZIONE DELLABILITAZIONE: sebbene laggiornamento e la formazione professionale continua sia un dovere per il personale in servizio; premesso che, ai sensi del CCNL e della normativa vigente lonere della formazione deve essere a carico dellamministrazione e non del personale docente che ne alle dipendenze; considerata la finalit e le modalit con cui i TFA verranno svolti, si ritiene che il personale docente avente titolo allinserimento nelle Graduatorie di Circolo e dIstituto NON debba sottoporsi ai corsi di formazione previsti dal DM 249/2010. NON ACCETTIAMO CHE SI DICA CHE NON ABBIAMO PARTECIPATO AD ALCUNA SELEZIONE: anche questa una falsa credenza, lassunzione tramite le Graduatorie dIstituto deve ritenersi a tutti gli effetti di legge una pratica concorsuale. NON ACCETTIAMO CHE SI DICA CHE I SISSINI, AVENDO PARTECIPATO A COSTOSI ED IMPEGNATIVI CORSI FORMATIVI, HANNO MATURATO ASPETTATIVE E MERITI SUPERIORI AI COLLEGHI INSERITI NELLA III FASCIA DELLE GRADUATORIE DISTITUTO, E CHE PERTANTO TALI LAVORATORI NON POSSONO ESSERE MESSI SULLO STESSO PIANO: nel precisare che, giuridicamente parlando, i meriti dei docenti sono calcolati/valutati in base al punteggio di merito, accertato che la frequenza dei corsi di specializzazione allinsegnamento di cui alla L. 341/1990 ha permesso, a chi ha potuto accedervi, di acquisire un punteggio definito dallamministrazione e dai magistrati del TAR e del Consiglio di Stato pi che congruo, va infine precisato che lo Stato e lAmministrazione non hanno alcun obbligo di assumere e stipendiare persone, semplicemente sulla base del fatto che esse si sono volontariamente sottoposte ad un "preciso percorso formativo", ma ha invece obblighi e doveri ben precisi nei confronti dei propri dipendenti e delle legittime aspettative che essi hanno maturato dopo anni di servizio.