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Roma, 23 settembre 2010 Crescere insieme alle imrpese.

Finanza, Innovazione, Internazionalizzazione Intervento di Corrado Passera Grazie mille innanzitutto per linvito e per il formato con il quale ci accogliete allinterno della Giunta di Confindustria Piccola Industria, qui riunita davanti a noi. Quindi, grazie Emma, grazie Vincenzo. E una occasione per noi particolarmente importante e mi fa piacere essere qui con Marco Morelli e con gli altri miei colleghi. Marco ha da alcuni mesi la responsabilit della nostra Banca dei Territori. una grande responsabilit allinterno del nostro Gruppo, per le nostre 6.000 filiali, le nostre 8 Direzioni regionali, le 22 le aree. Complimenti alla Piccola! Perch anche questa volta sa guardare avanti e sa individuare quelle cose concrete che servono oggi per supportare lattivit dei suoi associati. Lo ha fatto in luglio, perch nel luglio del 2009 tutti insieme ci siamo inventati qualcosa che non cera, qualcosa di inedito perch il salto rata, la moratoria, stato un progetto mai sentito n visto prima. E cosa dire del finanziamento degli insoluti? Quasi blasfemie per il manuale del banchiere. Ecco, lo abbiamo fatto, lo abbiamo presentato, lo abbiamo messo a punto, lo abbiamo portato in giro per lItalia, 50.000 aziende ne hanno potuto beneficiare. E notate, non stiamo dicendo 50.000 aziende in difficolt, perch stato uno strumento di ottimizzazione della liquidit. In tanti casi sono aziende assolutamente in buonissime condizioni, ma avendo a disposizione questi strumenti li hanno utilizzati. Adesso siamo in una fase tutta diversa. Non che sia finita la crisi, non che sia finita lincertezza, non che siano finite le difficolt, per dobbiamo spingere di pi sullacceleratore e lacceleratore delle aziende agisce su tre motori: linnovazione, linternazionalizzazione e il rafforzamento dimensionale. Abbiamo avuto veramente grandi suggerimenti e molte delle cose che oggi discutiamo insieme vengono proprio dagli stimoli della vostra associazione. Sono emerse delle idee che abbiamo cercato di mettere in pratica, mettendo in piedi una proposta capace di tenere insieme tutto, concentrandoci sul tema del rapporto che tra di noi deve crescere. Ogni anno speriamo di avere qualche idea per farlo crescere, per vi ricorderete quello che ci siamo detti in febbraio, quando abbiamo fatto il punto durante il giro dItalia per la presentazone delle prime iniziative: adesso ci arrivano addosso due cose, ci arrivano addosso i risultati dei bilanci del 2009 e labbassamento dei rating dovuto a Basilea 3. Quindi, dovevamo, stiamo e dovremo fare ancora di pi per affrontare una cosa che se viene lasciata al puto automotismo burocratico, rischia seriamente di paralizzare il credito e il rapporto fra di noi. Ecco, le cose che oggi presentiamo per fare pi credito, e altre ancora che abbiamo in mente, vanno nella direzione di evitare questa rischiosa eventualit,. Il Credito infatti la nostra ragion dessere, noi viviamo di credito. Le banche non sono tutte uguali: ci sono banche che vivono di sola finanza in giro per il mondo, ci sono banche che vivono invece di credito, di economia reale. Noi siamo una di queste ultime, se non facciamo credito non possiamo sopravvivere. La

conferma sta nei numeri che abbiamo presentato anche le scorse volte: noi abbiamo mantenuto, pi o meno, un complesso di affidamenti al Sistema Italia di circa 500 miliardi di euro, una cifra che si avvicina ad 1/3 del PIL del nostro Paese. Il 70% di questo ammontare destinato alle imprese e a sua volta il 70% di quanto destinato alle imprese va alle piccolissime, piccole e medie. Quindi: noi viviamo di Voi. perch noi se non facciamo credito, se non cresciamo con Voi, andiamo in difficolt, facciamo meno utili, cresciamo meno dei nostri competitor. Abbiamo, credo, e lo abbiamo detto in tante occasioni insieme ad Emma anche in pubblico, affrontato e gestito la crisi meglio che in altri Paesi. Lo abbiamo fatto insieme, senza creare contrapposizioni, senza mai tirarci indietro, ma anzi, parlandoci chiaramente, dicendoci le cose, abbiamo individuato soluzioni comuni. E ci servito. Non solo grazie agli strumenti che abbiamo predisposto insieme, che sono poi diventati strumenti di sistema come la moratoria, ma anche attrverso il confronto con decine di migliaia di imprenditori, che hanno messo alla prova quello che abbiamo fatto lanno scorso, partecipando agli incontri del giro dItalia, dove si poteva chiedere, criticare, avanzare qualsiasi domanda. E a noi servito molto per andare avanti, ed infatti il credito nel nostro Paese, io parlo per me ma vale anche come numeri a livello di settore, ha tenuto meglio che in altri contesti. Proprio in termini di numeri concreti, lutilizzato di 12 mesi fa oggi pi o meno allo stesso livello, con la produzione, lexport e gli investimenti che sono andati dove sono andati, con flessioni che a seconda dei settori hanno toccato il 30% anche 40%. Ci sono stati sicuramente anche degli errori, ma c stata soprattutto una grande voglia di compensare tutte le difficolt che i nostri clienti avevano. Ecco, siccome poi nella logica del rapporto dobbiamo continuare a conoscerci a vicenda, ricordiamoci che anche per il settore bancario, in questo momento, siamo al massimo dello stress. Siamo infatti al minimo dei margini e al massimo del costo del cattivo credito. Ma tutto questo lo dico perch in questo Paese, in questa occasione, si saputo affrontare le difficolt insieme e, proprio grazie a questo, passare attraverso la fase pi critica meglio che in altri Paesi. Adesso il tema la crescita. Crescita sostenuta, perch con questi livelli attuali non facciamo certo occupazione, non mettiamo certo a posto tutti i nostri conti economici; ma anche sostenibile, perch dobbiamo imparare dalle molte lezioni della crisi, che non pi possibile sostenere una crescita drogata da eccessi di indebitamento; e quindi laccordo di oggi, come dicevano sia Boccia che Marco Morelli, la continuazione di quello precedente. Occorrono per cose in pi per stare vicino ad un sistema industriale che comunque ha retto alla grande. Magari ha perso margini per resistere, ma i dati sulle quote di mercato, del commercio internazionale, che voi, che il Sistema Italia ha saputo mantenere, sono risultati, comparabilmente con il resto del mondo, di assoluta forza e di grande incoraggiamento per il futuro. Ecco, se poi consideriamo che molto spesso in Italia le medie non significano molto perch sono solo la combinazione di opposti, possiamo tranquillamente dire che in quei dati c un grandissimo numero di fortissime realt aziendali, perch altrimenti quei risultati di quote di mercato semplicemente non ci sarebbero. Marco ha gi avuto modo di spiegare, e quindi lo faccio soltanto molto sinteticamente per riprendere con Emma il tema delle tre grandi aree su cui rilanciare la crescita. Tra queste vi linnovazione e la necessit

per i progetti di innovazione tecnologica, informatica e di ricerca applicata, di aver finanziamenti a lungo periodo anche senza garanzie reali, perch molto spesso l sta il problema, pur essendoci delle buone idee. Noi abbiamo erogato secondo queste modalit oltre 1 miliardo di finanziamenti. E poi landare a cercare fondi che spesso le aziende italiane, anche per la loro ridotta dimensione, non riescono ad ottenere in Europa dove i fondi a disposizione sono spesso molto importanti. Sullinternazionalizzazione abbiamo in parte gi risposto. Vorremmo dedicare magari una riunione specifica su questo tema anche per presentare il nostro centro di competenze in questarea che gi esiste a Padova ma che vogliamo far conoscere maggiormente, illustrando tutti i servizi che mettiamo a disposizione per le PMI che vogliono internazionalizzarsi. Noi ci siamo impegnati a fondo, nel senso che in questi anni abbiamo costruito una presenza selezionata in Paesi che secondo noi sono importanti per i nostri imprenditori: 11 banche e circa 2.000 filiali,; inoltre dove non abbiamo una presenza diretta stiamo stabilendo, o abbiamo stabilito, rapporti con banche locali forti in modo tale che dove non arriviamo direttamente, possiamo arrivarci attraverso degli accordi. chiaro che sia linternazionalizzazione che linnovazione passano per le risorse umane e manageriali, la forza finanziaria, la forza patrimoniale, la forza dimensionale: elementi sempre pi decisivi per potere fare certi investimenti. Qui dobbiamo cercare di fare di pi, perch, se c uno dei prodotti, dei servizi o degli interventi che abbiamo messo a punto insieme nel luglio scorso che non ha funzionato molto, proprio quello teso alla ricapitalizzazione. Su questo fronte abbiamo mobilitato solo un centinaio di milioni di euro. Solo 217 imprenditori, tanto per darvi il numero esatto, hanno approfittato della possibilit di mettere un tot di capitale per poter ricevere tre o quattro volte tanto in termini di finanziamento a lungo termine. E giunto il momento di cambiare marcia su questo fronte. Qui la tastiera degli strumenti ampia: sia le cose che abbiamo detto, sia le attivit, che possono venire soltanto da voi, di consolidamento, di costruzione di reti. Questo un altro tema di cui dobbiamo parlare insieme: di reti, come usarle, come utilizzarle per aumentare il merito creditizio, e questo vale anche per i confidi; c il tema degli interventi anche sul capitale di rischio. Noi ne abbiamo fatti parecchi, stiamo parlando di centinaia di casi di interventi nel capitale in piccole aziende per il periodo necessario ad un certo progetto, alla quotazione, al rilancio, alla fusione con altri. Naturalmente, non nostro compito stare nel lungo termine o stabilmente nel capitale delle aziende, per, certe volte, per avviare certi progetti positivi, serve anche mettere il capitale e noi non ci siamo tirati indietro. Abbiamo un notevole portafoglio che continua a rinnovarsi e che si aggiunge al Fondo Italiano per le PMI che insieme abbiamo fatto anche con il MEF, alle altre iniziative pi specificatamente dirette a mettere capitale o fare incontrare il capitale con le idee imprenditoriali, come nel caso della nostra iniziativa di matching fra le start-up o gli spin-off universitari con gli investitori. Insomma, il tema capitale fondamentale e noi questa volta, tutti insieme dico, non dobbiamo perderci lappuntamento, dobbiamo ottenere una fiscalit pi premiante, perch i soldi meglio spesi da parte del fisco sono quelli che premiano i capitali che rimangono nelle aziende per gli investimenti competitivi, gli utili che non vengono distribuiti ma destinati al rafforzamento strutturale delle aziende e tutto ci che v in

questa direzione. Sono daccordo con Emma che ha spiegato e ha alzato questa bandiera: ci saremo anche noi. Sul tema del rapporto con le imprese, del modello di auto-valutazione che abbiamo costruito, ne abbiamo gi parlato, avete gi fatto delle domande. Aggiungo delle ovviet: non il modello che risolve tutto, per uno strumento utile. Lo facciamo noi, lo faranno altre banche, e credo che debbano farlo tutte. anche una maniera per permettere un confronto tra le diverse banche. La nostra una proposta che apre una strada di dialogo e di confronto, pu essere completamente migliorata, modificata, integrata e pi ci date degli input pi noi possiamo fare meglio. Non un modello deterministico automatico. Guai a pensare che il rapporto di conoscenza, come diceva Marco, o di fiducia, possa essere sostituito da un algoritmo o da un modello matematico; deve per venire fuori con totale trasparenza il modo in cui noi valutiamo le aziende clienti e come voi valutate voi stessi e come vi presentate. Ecco, qui dobbiamo dircelo: unenorme area di miglioramento. La dotazione di informazioni che la banca ha molto spesso assolutamente inadeguata. I dati sono troppo spesso vecchissimi, e questo rende difficilissimo, sfiduciante, il rapporto con le imprese; e basta chiedere ad un direttore di filiale piuttosto che a un gestore per avere idea delle difficolt nel reperire dati aggiornati sul portafoglio ordini, sulle commesse per non parlare della scarsa tempestivit con cui vengono prodotti molti bilanci e della ritrosia a condividere piani di investimento e dati prospettici. C poi il tema del miglioramento dellinformazione andamentale dove dobbiamo porre rimedio ad alcune lacune e criticit che anche oggi sono state messe in evidenza. Vorrei porre particolare importanza al tema pocanzi richiamato della necessit di condividere non solo i risultati passati, ma anche le prospettive future, quali elementi tanto intangibili quanto preziosi per addivenire a valutazioni complete perch giusto farle venire fuori, cominciare a chiamare per nome le cose che costituiscono il valore delle aziende: la qualit del management, la capacit di innovare, lesperienza sul mercato. Ecco, questo un lavoro che non finir mai, nel senso che dovremo continuare a lavorarci. Noi abbiamo dato, io ho dato istruzione di forzare i rating in tutta una serie di casi. Abbiamo una pressione addosso di chi ci controlla che fortissima. Per, in talune situazioni dove questo modello di valutazione ci aiuter a dimostrare che non c solo il passato ma anche le prospettive future, occorre saper responsabilmente forzare la mano. Ecco, noi stiamo cercando di fare in modo di metterci pi coraggio, andando anche un po contro le regole formali. Abbiamo bisogno di avere da voi dati rilevanti, dati aggiornati, dati il pi possibile convincenti. Non retorica, noi pensiamo che lItalia abbia davvero un grandissimo potenziale per crescere. La crescita tumultuosa che sta interessando una certa parte del mondo per noi una notizia molto positiva. Possiamo infatti agganciare questa crescita. Molti dei nostri settori dallautomazione industriale al sistema casa, dal sistema moda, al sistema dellagribusiness, dalla filiera della salute a quella del turismo, possono solo avvantaggiarsi dalla fase di enorme crescita che una parte del mondo, per dimensione ormai paragonabile agli Stati Uniti, sta vivendo.

Noi banche dobbiamo fare di pi per starvi vicini in termini di risorse, in termini di coraggio, di formazione, perch certamente c da formare (nel nostro caso 108.000 persone) a sfide anche intellettuali, culturali, sconosciute fino a pochi anni fa. E quindi, noi ce la metteremo tutta, per stare al vostro fianco, nel chiedere anche al Sistema di fare di pi, perch poi la produttivit, la competitivit di un Paese, non pu essere fatta solo da noi e da voi: la competitivit dipende dalle dotazioni infrastrutturali, dallefficienza del sistema della giustizia, a quello dellistruzione, dalla capacit del sistema fiscale di premiare chi, in questo momento, ha la forza di investire, di patrimonializzare le aziende; e mille altre cose che Emma sa meglio di me e dove ci trover sempre alleati. Da parte nostra, i 10 miliardi aggiuntivi, specifici per queste iniziative, che sono comunque soldi importanti, sono un contributo; se ci fosse domanda per pi risorse saremo ben felici di mettervele e disposizione Ecco, diciamo 10 miliardi perch circa il doppio di quello che stato fatto lanno scorso e che poi servito. Ma se ne dovessero servire di pi per questi capitoli, noi ce li metteremo. Tutta la banca, lo accennava Marco Morelli prima, a disposizione, perch la Banca dei Territori ha il compito di fare da collante. Ma c anche la banca corporate di Gaetano Miccich, c Banca IMI per la parte finanza strutturata, piuttosto che di capital market, ci sono le societ prodotto, c la nostra banca per i rapporti con la pubblica amministrazione. La banca quindi interamente mobilitata; questa per noi la cosa pi grande. Non a caso, il mondo della PMI di gran lunga il bacino di clientela pi importante e determinante in termini di risultato della banca. Giustamente stato detto che tutto questo deve calarsi nei territori. Noi per parte nostra faremo come lanno scorso e abbiamo bisogno moltissimo del vostro aiuto per presentare quello che abbiamo detto qui anche nei diversi territori in cui andremo a discuterlo per recepire tutte le reazioni, accogliere le critiche, e i suggerimenti del caso. Noi sentiamo la responsabilit di questo grande mestiere, vogliamo continuare a condividere con voi un percorso comune in una logica di vera e propria partnership. Ogni anno, o anche pi spesso se voi lo vorrete, potremo trovarci, dirci chiaramente quello che funziona e non funziona, trovare una nuova frontiera da raggiungere insieme. Ecco, per noi sarebbe il massimo, per cui vi ringraziamo molto.