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Comunali, Passera: Il mio

programma? Trasversale.
Lintervista ad Affaritaliani.it
Le origini, il progetto politico per l'Italia e per le Comunali di
Milano 2016, la battuta di Maroni ("non lo voter neppure la
moglie"), le primarie, la coalizione. Corrado Passera si racconta ad
Affaritaliani.it. L'INTERVISTA
Gioved, 9 luglio 2015 - 09:05:00

di Fabio Massa

Entri nella sede di Italia Unica a Milano, in via Mercato, ed


immacolata. Nuovissima, pur essendo un palazzo antico, di quelli con i
soffitti altissimi, eleganti. Vedrete tra qualche giorno, ci sar molto

movimento, spiega il candidato sindaco di Milano, Corrado Passera. Il


leader del Movimento incontra Affaritaliani.it e spiega: Non sono qui
per dare ricette, oggi, ma per proporre un metodo. Le ricette dovranno
essere personalizzate, quartiere per quartiere, strato sociale per strato
sociale. iniziata la fase del lascolto per cui non ancora il tempo di
parlare di ricette. Ricette che andranno rese molto concrete
confrontandosi con i problemi dei singoli quartieri e delle singole
categorie economiche e sociali
Corrado Passera, ex banchiere, ex postino, ex ministro
e tante altre cose.
E tante altre cose. Appunto. Ma chi glielo fa fare di candidarsi a
sindaco? Come le venuto in mente?
Mi venuto in mente perch fa parte di un itinerario politico avviato da
tempo. Per un intero anno abbiamo lavorato ad un programma per il
rilancio dellItalia. Perch la verit che il Paese si pu rimettere in
moto: lo abbiamo confrontato in pi di 100 tappe di un viaggio da Nord a
Sud. Subito dopo sono arrivate le 150 Porte
Perch chiamarle Porte (i presidi sul territorio, ndr)?
Perch da l si entra
Oppure si esce!
Si pu naturalmente anche uscire. Ma sicuramente non si va a farsi
riciclare con la scusa di usare i territori. Le 150 porte la settimana scorsa
si sono dotate di 70 organizzazioni provinciali. Si tratta di una
operazione di lungo periodo, che ha un orizzonte politico vasto, non
legato ad una visione contingente. E un investimento lungo. La seconda
fase prevista iniziare a dimostrare in alcune occasioni ci di cui siamo
capaci a livello amministrativo. E Milano una di queste occasioni.
Lanno prossimo parteciperemo alle elezioni cittadine in numerose citt.
Ovvio che il responsabile di IU investisse tutto se stesso e facesse
lapripista. Ho deciso di impegnarmi in prima persona su Milano,
mettendo in campo la mia esperienza e le mie capacit.
Milano laddove parte tutto
Vero, e io ci credo molto in questo. Partiamo dai territori per essere pronti
alle politiche. Partendo da esempi e modelli che la gente pu toccare.
Diciamo tre cose che lei vorrebbe per Milano
Io ho lorticaria per questo concetto delle tre cose.
Perch?
Perch questo Paese andato ingrande difficolt proprio a forza di
ragionare sulle prime tre cose. Alla fine anche i politici finiscono per
avere solo tre cose da dire e solo di quelle si occupano. Che di solito non
sono quelle migliori, o pi strutturali, o pi di prospettiva, ma sono quelle
che hanno effetto subito, quelle che hanno maggior impatto emotivo, che

non affrontano i problemi difficili. La politica invece proprio quella


cosa che dovrebbe mettere insieme tutte le componenti della complessit
per risolvere alla radici i problemi.
In che senso?
Prendiamo l innovazione. Se uno parla di innovazione non pu non
parlare di ricerca, e quindi di universit e scuola, e quindi di sussidiariet,
di conti pubblici, di pubblico/privato. Tutto si tiene nella societ e
nelleconomia solo la politica pu far s che succede, ma troppo spesso
manca a questo suo compito fondamentale. questo che intendo: si
mettono insieme le cose.
Uno dei temi in campo quello della sicurezza. Almeno, quello che
oggi come ieri va per la maggiore.
S, e qui bisogna essere chiari: anche per la sicurezza non c la singola
soluzione salvifica. Sicurezza vuol dire tante cose tutte tra loro collegate:
le migliori tecnologie, la collaborazione con le forze dellordine e con la
magistratura, lilluminazione e il risanamento dei quartieri da rendere
vivi, la lotta allabusivismo e la soluzione del problema della casa. E non
certo una lista esaustiva.
Lei di Milano?
Sono nato a Como, ma vivo a Milano da sempre. Abito qui dietro
(allunga il braccio, ndr), in via Formentini. Da giovane ho vissuto al
pensionato Bocconi in via Sarfatti. Poi ho vissuto in molti posti in Italia e
nel mondo ma sempre ritornando a Milano. A Milano sono nati i miei
figli, tranne Luigi ma solo perch eravamo in vacanza sul lago. Torniamo
a noi
Prego.
Ecco, parlare con la gente ci permetter di sapere con esattezza, direi
puntualit quali sono i problemi di ogni parte della citt: e spesso, come
sappiamo, si tratta di problemi estremamente diversi. Il bello della
politica che c la visione macro, ma anche la dimensione micro, ed
soprattutto su questultima che la politica deve prendere precisi impegni
con i cittadini e accettare il loro stretto controllo. Molto importante
comprendere la prospettiva delle diverse categorie economiche perch i
problemi degli artigiani sono diversi da quelli dei commercianti, ma a
loro volta ambulanti e grande distribuzione parlano lingue diverse. Come
fondamentale leggere la citt con gli occhi diversi dei giovani, degli
anziani, dei single o delle famiglie con figli.
Parliamo di casa.
Una citt della forza di Milano che ha 20mila di richieste non soddisfatte
pu proporsi di risolvere questo problema in 5 anni. Non sono cos tante.
E un numero abbastanza piccolo se si decide di usare il patrimonio del
comune, se si attiva sia ledilizia sussidiata che quella convenzionata e
lhousing sociale, se si coinvolgono Fondazioni, banche e istituzioni

europee. E il problema della casa si lega come dicevamo a quello della


sicurezza, a quello dellabusivismo. Qui bisogna iniziare a dire tolleranza
zero per labusivismo ovunque.
Parliamo di bilanci.
Ecco appunto, unassurdit che siamo a luglio e stiamo ancora parlando
del bilancio di previsione. Una assurdit che in parte colpa dello Stato e
in parte colpa del Comune.
Parliamo di politica e di collocazioni. Ha fatto scalpore il fatto che
Albertini si sia messo a disposizione. Ncd pare essere molto
interessata a lei. Non che sta provando a fare il terzo polo?
A me del terzo polo non interessa niente. Se ho detto di no a Monti, e la
cosa non era scontata, era perch si parlava di terzo polo. La chiave
interpretativa di terzo polo sbagliata perch presuppone la ritualit
politica nellaffrontare il futuro. Io intendo candidarmi facendo una
chiara proposta a tutti i cittadini senza partire dal gioco delle sigle.
Che genere?
Centrodestra, centrosinistra E chiaro che il nostro programma, a
livello nazionale, ci colloca in unarea liberale e popolare, alternativi al
renzismo. Ma qui a Milano possiamo davvero fare un programma
trasversale e aperto, dove chi non preconcetto pu parlare ai milanesi
dicendo che c una proposta forte e nuova. Pi in l certamente ci
confronteremo anche con le forze politiche, ma senza accettare i loro
inevitabili condizionamenti.
Mi risulta che lei potrebbe essere unipotesi di candidato unitario del
centrodestra.
Prendo per buono quel che mi dice lei ma io intendo rivolgermi a un
pubblico molto pi ampio.
Pi che quel che dico io, qualcuno dovrebbe averglielo chiesto.
Diciamo che su un programma con il mio ci potrebbe essere una larga
trasversalit. Ma io non ci credo a mettere insieme sigle e poi chiedere il
voto. Diciamo prima cosa vogliamo realizzare, quale programma per la
citt, quali riforme e con chi, e poi vediamo chi ci sta. Questa non
forma ma sostanza. In un momento in cui in Italia gli schieramenti
attuali hanno portato a far vincere con il 55 per cento il partito del non
voto e delle schede bianche, il tema della bont dellattuale offerta
politica uno se lo deve porre obbligatoriamente. Allinterno di alcuni
schieramenti c una tale incompatibilit che illudersi di fare
ammucchiate esattamente quel che ha portato allItalia al 55 per cento
dei non votanti, a pi di met del Paese che volta le spalle alla politica.
Una situazione da incubo, che dovrebbe allarmare tutti e che invece viene
sottaciuta, come se fosse fatto trascurabile.
Si parla spesso di primarie. Lei potrebbe partecipare a quelle del
centrodestra?

Al meccanismo delle primarie, se fatto seriamente, potrei anche


partecipare. Ma al momento non ci sono i presupposti.
Definisca seriamente.
Primo: per definire la geografia allinterno di un partito si pu certamente
parlare di primarie. Primarie aperte a tutti e non basate sui programmi
non vogliono dire nulla. Secondo: se si esce dai confini di un partito e si
mettono nello stesso raggruppamento componenti tra loro incompatibili si
imbroglia la gente. Se in uno stesso raggruppamento c chi sta con Renzi
e chi non vuole Renzi, chi vuole leuro e chi non lo vuole, chi sogna la
ruspa o chi la detesta, chi ama Putin o chi preferisce Obama Non che
si possono mischiare cose opposte, metterle tutte nello stesso calderone e
scriverci sopra primarie, facendo competere gente che si odia e che ha
ricette incompatibili. Fatte cos non sono primarie: sono ammucchiate
informi.
Lei non vicino alle idee della Lega Nord
Diciamo meglio: non sono in nessun modo vicino alle idee di Salvini. Ho
vissuto in molte occasioni vicinanza con temi che la Lega in passato ha
portato avanti. Il federalismo vero, non il pasticcio che hanno poi fatto. Il
tema delle partite Iva, quello della tutela delle piccole imprese. Io credo
che storicamente e come prospettiva il nostro futuro si chiama Italia ed
Europa. Uscire dalleuro una pazzia. Anche in altri Paesi ci sono
posizioni lepeniste. Ma solo in Italia si pensa che si possono mettere
insieme Sarkozy e Le Pen.
Il dubbio che lei possa convincere la gente: lei ha limmagine di un
banchiere, troppo algido
Ecco perch inizio il giro dei quartieri. Questa una sfida. A Milano una
persona che viene come me da una famiglia di piccoli imprenditori, che
ha gestito aziende industriali e finanziarie pubbliche e private con
qualche successo, in Italia e allestero che ha lavorato dimostrando che la
concertazione responsabile pu portare a grandi risultati anche nel mondo
pubblico, che ha lavorato nel terzo settore
Questo il suo curriculum.
Ecco, di fronte a questo curriculum e a un grande progetto di sviluppo i
milanesi diranno no? Limportante portare questa esperienza in una
citt che vuole essere industriale e grande centro finanziario, capitale
culturale e della buona amministrazione, forse opportuno, non crede?
Maroni ha detto che non la voter neanche sua moglie.
Una battuta come unaltra.
Non se l presa?
Secondo me bisogna riportare un po di serenit e calma nella politica.