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COS SI COMBATTE

LA CORRUZIONE
LE PROPOSTE DI ITALIA UNICA

DECALOGO DI PROPOSTE
ELEBORATO DALLA SQUADRA
PROGRAMMATICA NAZIONALE
DI ITALIA UNICA

Luca Bolognini, responsabile


del programma di Italia Unica

COS SI COMBATTE LA CORRUZIONE


1

350

35.000
RIDURRE LE STAZIONI
APPALTANTI DA
35.000 A 350

RIVEDERE OFFERTE AL
MASSIMO RIBASSO PER
BLOCCARE CRIMINALIT
NEGLI APPALTI

CREARE UNANAGRAFE
DI INCARICHI, NOMINE
E FORNITORI DELLA PA

SCEGLIERE E FAR
RUOTARE I DIRIGENTI
DELLA PA IN BASE
AL MERITO

GARANTIRE PI
TRASPARENZA NEI
BILANCI PUBBLICI

TAGLIARE NUMERO
DELLE PARTECIPATE
PUBBLICHE

CONCENTRARE FONDI
STRUTTURALI EUROPEI
SU PROGETTI
STRATEGICI

ESTENDERE
NORMATIVA SUI
PENTITI AI REATI DI
CORRUZIONE

PREMIARE CHI DENUNCIA


LA CORRUZIONE
ANCHE IN ITALIA IL
FALSE CLAIMS ACT

REGOLARE PER LEGGE


LATTIVIT DI LOBBY

LA RIVOLUZIONE
POSSIBILE.

COS SI COMBATTE
LA CORRUZIONE

La corruzione un cappio che stringe alla gola lItalia e gli toglie lossigeno delle risorse economiche (60 mld sottratti alle finanze pubbliche,
secondo la Corte dei conti) e della coesione sociale. un mostro. Ma non
invincibile. Con Italia Unica ci siamo sforzati di mettere nero su bianco
proposte concrete e immediatamente realizzabili che gi sintetizzammo,
per primi, dopo Mafia Capitale. Fa da sfondo a questo decalogo una
visione della politica diversa da quella attuale: molte delle cose che proponiamo non sono difficili ma non sono state mai fatte perch lattuale
politica vuole continuare a intermediare tutti i fondi pubblici possibili invece di utilizzarli per ridurre le tasse o per grandi progetti che tagliano
fuori i clientelismi locali; mantenendo il controllo delle 10.000 partecipate
pubbliche per fare i suoi interessi, non vuole rompere la complicit tra
corrotti e corruttori. Ecco le dieci proposte anti-corruzione di Italia Unica.
Le abbiamo individuate insieme ad altre da alcuni mesi, confrontandole
in innumerevoli colloqui e dibattiti prima di selezionare proprio queste.

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1.

Ridurre drasticamente, cio dividere almeno per 100, il


numero delle stazioni appaltanti per garantire un adeguato livello di professionalit e di controllo. Il numero
di questi rubinetti aperti va portato dai 35.000 di oggi
a 350 (ma si potrebbe arrivare anche a numeri molto inferiori ), incrementandone gli obblighi di trasparenza e le
possibilit di controllo diffuso.

2.

Rendere pi difficile linfiltrazione della criminalit negli


appalti pubblici. urgente rivedere i criteri di valutazione
economica e soprattutto quello di massimo ribasso delle
offerte. Esso, infatti, spesso sintomo della incapacit della PA di offrire il prezzo corretto a fronte della qualit richiesta. causa di infiniti contenziosi e, infine, agevola le organizzazioni criminali che possono avvantaggiarsi di risorse
umane, materiali e finanziarie non a prezzi di mercato.

3.

Semplificare la mostruosa normativa oggi vigente superando del tutto lintricata normativa nazionale vigente
sui contratti pubblici anche per i contratti sotto-soglia
uniformando lItalia al recepimento delle Direttive Europee, per essere finalmente allineati con i mercati di forniture pubbliche di tutti gli altri Paesi UE. Si pu provocare
una formidabile iniezione di trasparenza attraverso
unanagrafe pubblica degli incarichi, delle nomine e
delle forniture - dirette o in subfornitura tra la Pubblica
amministrazione e ogni singolo cittadino o persona giuridica. Vogliamo un database alimentato obbligatoriamente da tutti gli enti pubblici e un sito internet snello,
simile alla homepage di un motore di ricerca, in cui basti
digitare il nome di un qualsiasi cittadino o societ per verificare quali rapporti abbia e/o abbia avuto con lo Stato,

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sia a livello centrale che locale. Va inoltre introdotto il


divieto assoluto di poter lavorare con la PA n direttamente n in subappalto per le societ delle quali
non sia chiaramente conosciuto il beneficiario finale in
Italia o allestero. Spingiamo perch a livello mondiale
vengano rese illegali le transazioni con i Paesi che non
danno trasparenza dei beneficiari ultimi.

4.

Introdurre regole che assicurino la effettiva selezione


meritocratica per gli incarichi pubblici apicali (concorsi veri basati su criteri trasparenti e pubblicazione
dei nomi dei nominati e dei requisiti soddisfatti), e lavvicendamento dei responsabili in tutte le posizioni di
responsabilit entro un numero di anni massimo ben
definito e non superiore a dieci.

5.

Rendere completi, veritieri e comprensibili i bilanci


di tutte le entit pubbliche: dai comuni alle ASL, dalle
citt metropolitane alle regioni. Garantire ai cittadini la
possibilit di valutare e confrontare i risultati dei loro
amministratori. Perch ci succeda i bilanci devono essere standardizzati (oggi sono compilati nei formati pi
diversi ), consolidati (oggi molto spesso costi impropri
e debiti sono nascosti nelle societ partecipate che
non vengono consolidate nei bilanci ), certificati e disponibili on line in Open Data per poter essere elaborati da chiunque sia interessato.

6.

Ridurre lenorme mondo delle partecipate pubbliche


dove spesso le Amministrazioni Centrali e Locali collocano attivit che non possono svolgere come PA e
dove si annidano molti rischi di corruzione. Il compito

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della politica e dellAmministrazione quello di fare


buone regole e buoni controlli non di gestire attivit
che possono essere affidate al mercato o alle comunit
( principio di sussidiariet ). Chiudere pertanto o reinserire nella PA o privatizzare a entit profit o non profit secondo i casi tutte le partecipazioni attualmente
detenute dalle Amministrazioni Centrali e Locali con la
possibilit di mantenere quote rilevanti solo nelle reti
essenziali (modello Terna e Snam) e impedire la creazione di nuove societ controllate. Controllori e controllati non possono coincidere e vanno perci impediti
gli affidamenti in house.

7.

Ridurre drasticamente lenorme quantit di fondi gestiti in maniera discrezionale dalle Amministrazioni Locali
con rischio di spreco e di corruzione. Ridisegnare completamente la destinazione dei Fondi Strutturali Europei riducendo drasticamente la miriade di piccoli e
piccolissimi progetti a livello di singola amministrazione
locale a vantaggio di pochi progetti strutturali strategici (es. ferrovie moderne per il Sud). Inoltre sostituire
tutte le forme discrezionali di contributi a fondo perduto e altri incentivi alle attivit economiche in meccanismi automatici come le riduzioni delle aliquote fiscali o
i crediti di imposta.

8.

Facilitare il compito della magistratura nel combattere la corruzione. Al di l degli interventi generali per
rendere la giustizia penale pi efficace ed efficiente,
necessario recidere il cordone che unisce corrotti e
corruttori in un perverso rapporto di complicit e convenienza, anche accogliendo le indicazioni del dottor

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Pignatone, Procuratore della Repubblica di Roma, e


dunque estendendo ai reati di corruzione alcune delle norme premiali della legislazione sui pentiti e sui
collaboratori di giustizia.

9.

Adattare al sistema giudiziario italiano il modello


statunitense del False Claims Act. Il fulcro di questa
legge del 2009 quello di dare pi potere e spazio ai
cos detti whistleblowers (spifferatori), ossia a persone che denunciano malfunzionamenti e illeciti che si
verificano allinterno di un organismo pubblico o privato in cui lavorano o con cui comunque collaborano. I
campi di azione sono stati svariati in USA con recuperi
di decine di miliardi di dollari da parte dellAmministrazione. La chiave del successo di questa normativa
sta nel permettere al cittadino o lavoratore pubblico e
privato di segnalare pi facilmente alla magistratura le
irregolarit di cui stato testimone non solo ricevendo
protezione, ma godendo anche di un incentivo economico significativo calcolato sui recuperi effettivamente
realizzati.

10.

Regolare lattivit di lobby con una opportuna normativa che dia, da un lato, assoluta trasparenza e visibilit ai cittadini su tutto quanto viene fatto e, dallaltro,
garantisca certezza del diritto a chi fa questo mestiere
e alla politica che dialoga, senza perdere autonomia,
con i rappresentanti di interessi. Larea grigia in cui si
muove adesso il settore del lobbying intollerabile e
foriera di malaffare, contro linteresse dei professionisti
del lobbying onesti per primi.

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TAVOLI DELLA SQUADRA


PROGRAMMATICA NAZIONALE
DI ITALIA UNICA
Gruppo
Crescita
e Lavoro

Tavolo Politiche Economiche (Sviluppo, Fisco, Innovazione, Internazionalizzazione, Infrastrutture)


Tavolo Lavoro e Previdenza
Tavolo Energia e Green Economy
Tavolo PMI, Micro-Imprese, Professionisti e Partite Iva

Gruppo
Cultura
e Territorio

Tavolo Scuola, Universit e Formazione, Sport e Politiche Giovanili


Tavolo Agricoltura, Ambiente e Paesaggio
Tavolo Beni Culturali e Turismi
Tavolo Sud

Gruppo
Famiglia
e Welfare

Tavolo politiche per la famiglia (Donne e Pari Opportunit, Bambini, Anziani)


Tavolo Terzo Settore, Ineguaglianza e Povert
Tavolo Salute e Sanit

Gruppo
Sblocco
della Societ

Tavolo Riforme Istituzionali


Tavolo Riforma della Pubblica Amministrazione
Tavolo Giustizia e Legalit
Tavolo Informazione e Diritti

Gruppo Italia
in Europa
e nel Mondo

Tavolo Italia Protagonista in Europa


Tavolo Difesa e Sicurezza
Tavolo Politica Estera e Cooperazione Internazionale

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