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TOGLIAMO LA RAI

AI PARTITI,
RESTITUENDOLA
AI CITTADINI
LE PROPOSTE DI ITALIA UNICA

DECALOGO DI PROPOSTE ELABORATO


DAL TAVOLO INFORMAZIONE E DIRITTI
DELLA SQUADRA PROGRAMMATICA
NAZIONALE DI ITALIA UNICA

TOGLIAMO LA RAI ALLA POLITICA, RESTITUENDOLA AI CITTADINI


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S AD UN MODERNO
SERVIZIO PUBBLICO
RADIOTELEVISIVO

OFFERTA
RAZIONALIZZATA
E DISTRIBUITA ANCHE
SUI NUOVI MEDIA

MOTORE DI INDUSTRIA
CULTURALE (CINEMA,
TEATRO, MUSICA )

INDIPENDENTE
E AUTONOMA
DAI PARTITI E
DAL GOVERNO

NO ALLA COMMISSIONE
PARLAMENTARE
DI VIGILANZA

RISORSE ECONOMICHE
CERTE CON
RENDICONTAZIONI
RIGOROSE

RISTRUTTURAZIONE DEI
COSTI E PI EFFICIENZA

GRANDE PIANO
DI INVESTIMENTI
TECNOLOGICI E
IN COMPETENZE

FUORI DALLA PA,


COMPETITIVA E
SENZA BUROCRAZIA

NUOVO AUDITEL
CON MISURAZIONE
PI EFFICACE

LA RIVOLUZIONE
POSSIBILE.

TOGLIAMO LA RAI ALLA POLITICA,


RESTITUENDOLA AI CITTADINI

Un decalogo per ritrovare democrazia, pluralismo e qualit nel servizio


pubblico radiotelevisivo
Noi crediamo nel servizio pubblico radiotelevisivo perch ci sono attivit fondamentali per leconomia, la cultura e la democrazia del Paese
che il mercato, da solo, non potrebbe garantire: prima di tutto una
informazione non di parte, uno spazio di dibattito politico aperto nel
rispetto delle pari opportunit, la valorizzazione in tutto il mondo del
Made in Italy sia culturale che economico. E infatti tutte le democrazie europee mantengono un servizio pubblico pi o meno ampio (e
dedicando risorse in alcuni casi anche molto superiori a quelle italiane).
Crediamo che la RAI possa garantire tale servizio pubblico in modo
efficace ed efficiente se saranno garantite buona gestione e autonomia
dalla politica, due ingredienti fondamentali, che si tengono insieme:
infatti, non vi pu essere una gestione sostenibile e un vero servizio
pubblico in presenza di commistioni malsane tra management e ingerenze politiche varie.
La RAI va considerata prima di tutto una grande impresa editoriale e
come tale focalizzata soprattutto sulla creazione di contenuti di qualit mondiale, sulla capacit di attrarre e valorizzare talenti in questo
campo e sulla capacit di raggiungere con le migliori tecnologie i suoi
pubblici di riferimento.
La riforma proposta dal Governo Renzi una pura operazione di potere
che non chiarisce gli obiettivi del servizio pubblico, che non assicura una
buona gestione - si conferma la legislazione raffazzonata e inefficiente
che ha portato la RAI alla situazione attuale - e che non solo non garantisce autonomia dalla politica ma sancisce in maniera inequivocabile la dipendenza diretta della RAI dal Governo. Per quanto riguarda le nomine,
infatti, si conferisce al Presidente del Consiglio, in sostanza e al di l dei
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tecnicismi, il diritto di occupazione totale: il Cda della


RAI verr eletto in parte dal Governo guidato da Matteo Renzi e in parte da Matteo Renzi Segretario del PD
(mediante maggioranza parlamentare semplice e attraverso i Consigli Regionali controllati dal partito), mentre
lAmministratore Delegato sar sua diretta espressione!
La montagna sta partorendo un ratto pericoloso per la
libert dinformazione e il pluralismo democratico.
Ecco i 10 principali punti della riforma proposta da Italia
Unica.

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1.

Una RAI che sappia interpretare al meglio lo spirito


del servizio pubblico, al passo coi tempi. E necessario rilegittimare il Servizio Pubblico assicurando:
a. Informazione internazionale, nazionale e locale approfondita e sopra le parti.
b. Spazi di dibattito democratico. Vogliamo una RAI
che riconosca spazi di confronto tra cittadini e rappresentanti delle forze politiche sia parlamentari sia
espressione della societ civile (movimenti, comitati
referendari, terzo settore, ecc.).
c. Sviluppo di contenuti originali di qualit, contenendo la tendenza ad affidarsi sempre pi frequentemente a format internazionali.
d. Sviluppo e promozione della cultura e della creativit italiana (cinema, musica, teatro e tutte le arti) in
Italia e nel mondo.
e. Promozione delleconomia e delle imprese italiane
nel mondo, con programmi multilingua e format internazionali.
f. Formazione diffusa per contribuire a superare il
digital divide, per accelerare il superamento dellenorme gap nella conoscenza della lingua inglese, per
diffondere la cultura del rischio e dellimpresa e per
far crescere la coscienza civica.
Il servizio pubblico pu fare la differenza per il livello
di pluralismo, anche nel rispetto delle pari opportunit, e quindi di livello di democrazia nel nostro Paese.

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La RAI dovr assicurare unofferta che favorisca pari


accesso e rappresentazione di entrambi i generi, evitando di trasmettere immagini e ruoli stereotipati
nonch di usare espressioni che possano essere discriminatorie e incitare alla violenza di genere. Allo
stesso modo, occorre garantire ladeguatezza dellofferta per il pubblico dei minori, attraverso la trasmissione di programmi che tutelino la loro dignit e il
loro sviluppo fisico, psichico ed etico.

2.

Unofferta completa ma non pleonastica e che permetta di concentrare le risorse. Nella nostra visione
di Servizio Pubblico lattuale offerta di canali RAI (14!)
appare del tutto pleonastica e non in linea con alcuno standard europeo. In prima battuta apparirebbero
sufficienti i tre canali generalisti ai quali aggiungere
un canale all news, un canale culturale di grande qualit, un canale in inglese di promozione nel mondo di
tutto ci che italiano (impresa, cultura, stili di vita,
sport, ecc.). Si potrebbe eventualmente considerare
un canale di qualit per bambini per evitare che questa offerta sia limitata a coloro che possono permettersi un abbonamento di pay TV.
Lintero prodotto della RAI, oltre che attraverso la televisione e la radio ( dove fare di pi ), in unottica di
progressiva convergenza delle piattaforme tecnologiche, va inoltre distribuito su tutti i nuovi media e avvalendosi delle migliori tecnologie via via disponibili. La
piattaforma BBC Partner pu essere un interessante
riferimento.

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3.

La RAI come motore dellindustria cinematografica e delle attivit teatrali. La RAI pu essere un
formidabile motore di sviluppo dellindustria creativa italiana, con il giusto approccio. Nel cinema, per
esempio, si deve passare da un rapporto di fornitura
- cost plus - a un rapporto di partenariato tra RAI e
produttori: oggi questi ultimi producono per conto
della RAI in un rapporto di sudditanza (ulteriormente esasperato quando il duopolio si era trasformato in
un sostanziale monopolio televisivo) che andr invece
trasformato in un rapporto imprenditoriale che condivida maggiormente costi e ricavi. Ci permetterebbe
di valorizzare i migliori produttori e le migliori opere
- film, serie TV, ecc. - selezionando invece pi rigidamente le produzioni di minore qualit.
Per quanto riguarda il teatro la RAI potrebbe, per
esempio, selezionare ogni anno un certo numero di
compagnie/produzioni alle quali assicurare un contributo iniziale a fronte dei diritti di ripresa - ad hoc
per la televisione - e di trasmissione dalla fine della
stagione.
Sia in campo cinematografico sia in campo teatrale
una quota dellinvestimento RAI andrebbe destinato
ad artisti esordienti.

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4.

Assicurare alla RAI indipendenza e autonomia dai


partiti e dal Governo. Per garantire lindipendenza
dai partiti e dal Governo, la RAI dovrebbe essere una
Fondazione autonoma affidata ad un Consiglio di Garanti composto di cinque/sette persone, assicurando
la presenza di uomini e donne di comprovata competenza manageriale ed editoriale e senza conflitto
di interesse alcuno, come dovrebbe essere una vera
autorit indipendente. La nomina dei Garanti potrebbe essere affidata al Presidente della Repubblica e
ad eventuali altri organi di Garanzia. Il Consiglio dei
Garanti nominerebbe il vertice operativo (Amministratore Delegato, direttore editoriale, direttore amministrativo) al quale verrebbe garantita una forte autonomia nella gestione ordinaria.

5.

Sopprimere la Commissione Parlamentare di Vigilanza. Il Parlamento avrebbe la responsabilit di


approvare in aula il Contratto Triennale del Servizio
Pubblico (entro il settembre dellultimo anno di validit del precedente, diversamente si rinnoverebbe
questultimo automaticamente di anno in anno fino
allapprovazione del nuovo) e di valutare il rendiconto
annuale della gestione (con possibilit di togliere la
fiducia ai Garanti solo in caso di particolari mancanze
rispetto agli impegni contrattuali e solo con particolari maggioranze). Solo i Garanti, invece, avrebbero la
facolt di rimuovere, cos come di nominare, il vertice
operativo della RAI.

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6.

Assicurare alla RAI risorse economiche certe. Le attuali risorse di cui la RAI dispone sono in linea con
quelle dei principali Paesi europei, in molti casi inferiori. Il servizio pubblico radiotelevisivo deve essere
pagato con i proventi del canone, di importo certo
(introducendo quindi meccanismi di esazione automatici), la cui destinazione deve essere garantita con
una rendicontazione precisa e certificazioni rigorose.
Il canone deve confluire direttamente nel bilancio
della Fondazione e non pu derivare ed essere corrisposto alla RAI - in nessun modo, diretto o indiretto
- dal Governo, altrimenti il controllo dellesecutivo rientrerebbe sullazienda per vie traverse. La RAI deve
mantenere inoltre la possibilit di raccogliere pubblicit confermando regole e limiti attuali.

7.

Ristrutturare lazienda, efficientando e tagliando i


costi. Oltre 12.000 dipendenti e 8000 collaboratori
sono dimensioni del tutto insostenibili: vanno pertanto
ridotti i numeri assoluti prevedendo per la possibilit
di fare assunzioni di particolare qualit ed esperienza.
Ci sono poi altri enormi costi non pi sostenibili come
per esempio quelli delle eccessive strutture territoriali.

8.

Lanciare un grande piano di investimenti da finanziare anche con dismissioni. La RAI, per raggiungere
i suoi obiettivi, deve realizzare importanti investimenti tecnologici, oltre che in competenze. Deve inoltre
procedere ad una profonda ristrutturazione interna.

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Per finanziare tutto ci, RAI pu valorizzare - almeno


in parte - il patrimonio di partecipazioni, immobili, e
altri attivi che nel tempo lazienda ha accumulato.
Appare a questo fine opportuno, per esempio, cedere RAI Way a Cassa Depositi e Prestiti secondo il
modello Terna/SNAM. Non consideriamo necessario
che la RAI possegga la rete dei ripetitori (che pu
essere considerata una rete essenziale per il Paese)
n pensiamo che sia opportuno cederla ad altri concorrenti.

9.

Una RAI sul mercato senza lacci burocratici. In funzione di tutto quanto detto nei punti precedenti, la
RAI che proponiamo non da considerarsi come una
qualsiasi Pubblica Amministrazione con tutti i vincoli
e le storture imprenditoriali che essere parte della PA
comporta. Questo non significa assecondare capricci,
privilegi o sprechi fuori controllo, ma assicurare margini di competitivit: certamente vanno previsti codici
deontologici per evitare abusi in tema, per esempio,
di compensi, vanno previste precise rendicontazioni
per luso delle risorse del canone, ma la RAI che abbiamo in mente deve essere fortemente sburocratizzata e in grado di ottenere risultati senza inutili ingessature procedimentali.

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10.

Superiamo lAuditel. Serve un sistema di misurazione dellaudience molto pi efficace dellattuale. Conoscere in maniera molto pi precisa la quantit e la
qualit dei propri ascoltatori uno strumento fondamentale di sviluppo del settore anche per chi ha un
compito - come la RAI - che va ben oltre la concorrenza sugli ascolti. Inseguire misurazioni imprecise ed
eccessivamente sbilanciate sul piano quantitativo, a
discapito del merito editoriale, rischia inoltre di avere
effetti negativi sulla stessa qualit dellofferta e quindi
impatti socio-culturali dannosissimi per i cittadini.

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TAVOLI DELLA SQUADRA


PROGRAMMATICA NAZIONALE
DI ITALIA UNICA
Gruppo
Crescita
e Lavoro

Tavolo Politiche Economiche (Sviluppo, Fisco, Innovazione, Internazionalizzazione, Infrastrutture)


Tavolo Lavoro e Previdenza
Tavolo Energia e Green Economy
Tavolo PMI, Micro-Imprese, Professionisti e Partite Iva

Gruppo
Cultura
e Territorio

Tavolo Scuola, Universit e Formazione, Sport e Politiche Giovanili


Tavolo Agricoltura, Ambiente e Paesaggio
Tavolo Beni Culturali e Turismi
Tavolo Sud

Gruppo
Famiglia
e Welfare

Tavolo politiche per la famiglia (Donne e Pari Opportunit, Bambini, Anziani)


Tavolo Terzo Settore, Ineguaglianza e Povert
Tavolo Salute e Sanit

Gruppo
Sblocco
della Societ

Tavolo Riforme Istituzionali


Tavolo Riforma della Pubblica Amministrazione
Tavolo Giustizia e Legalit
Tavolo Informazione e Diritti

Gruppo Italia
in Europa
e nel Mondo

Tavolo Italia Protagonista in Europa


Tavolo Difesa e Sicurezza
Tavolo Politica Estera e Cooperazione Internazionale

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