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quella continuava a picchiare contro la porta. Delle botte impressionanti che facevanorullare tutto il camper.

Ma che cazzo voleva fare? Distruggergli il camper? Questo no,quella baracca ambulante era lunica cosa che gli era rimasta. Si alz di scatto dal letto:Ora, signorina, hai rotto veramente il cazzo. Corse ad aprire la porta infuriato: Ma tise?. Il resto della frase se lo tenne per s quando vide chi cera di fronte a lui. Non eran la ragazzina fuori di testa n tanto meno la croata. Erano tre tipi. Tre tipi di quellarazza bastarda e assassina che quando li incontri in una metropolitana affollata percepiscinellaria, come una rondine percepisce larrivo dellinverno, odore di guai, di guai seri, disangue e ossa rotte e sai che se solo fiati, se solo li sfiori con uno sguardo, sono cazzi dacagare, sai che loro non aspettano altro, sai che non vedono lora che tu gli dici di piantarla di toccare il culo alla tua ragazza e allora smetti di respirare, abbassi la testa ecerchi, come una falena, di assumere lo stesso colore dei sedili color pisello dellacarrozza. Figuriamoci vederseli apparire davanti sopra una montagna dellAppenninocentrale a diversi chilometri da un centro abitato e tu, solo, dentro un camper. Quellodavanti, che doveva essere il capo, riport il cantante agli anni dellelettrotecnico, aquella volta che era andato in gita a Roma e lo avevano portato al Museo paleontologicoPigorini dove cera la statua di un ominide. Le differenze tra il nostro progenitore e il tipodi fronte a Lino erano irrisorie. Quello l era nudo e in mano stringeva una clava, questoqui sfoggiava una tuta acetata adidas e in mano stringeva un crick. Gli altri due eranodecisamente pi civilizzati, ma avevano facce altrettanto cattive. Poi la mente di LinoMelone si concentr sul perch quei tre volevano fargli del male, perch non ceranodubbi che gli volessero fare del male. Fu un fiorire di ipotesi, tutte assai spiacevoli esuggestive, ma quella che lo convinse e contemporaneamente lo terrorizz di pi fu chefossero stati mandati da Polio, uno strozzino di Petrizzi in provincia di Catanzaro, a cuidoveva ancora svariati milioni. Lino afferr la porta con lintenzione di chiuderla, ma il Neanderthal gli schiant il crick sulla rotula destra. Croll a terra colpendo con la tempia prima lo spigolo del mobiletto e poi il ciglio in acciaio del gradino. Una luce accecante,come quella che si era immaginato ci fosse al fondo del tunnel che portava le animenellaldil, gli esplose davanti. Per un istante torn a vederci e si rese conto che era stesoa terra e gli stava arrivando sulle gengive la suola di un mocassino di Ferragamo. Poi, per misericordia del Signore, tenebre dolorose lo inghiottirono. La luna era un cerchio perfetto, piazzata al centro di un cielo stellato. I suoi raggi si diluivano sulla superficieargentata di un laghetto incoronato da una sottile e grigia striscia di nebbia da cuispuntavano gli steli dei loti e delle canne acquatiche. Sentiva un coro di rane che gligracidavano nei timpani e nelle narici un odore buono di fango e di vegetazione. Per essere bello era bello. Niente da dire. Rinvenire di fronte a uno spettacolo naturale di quelgenere avrebbe potuto rimettere in pace con il mondo Lino Melone se non avesse avutoquel dolore lancinante agli arti inferiori. Aveva limpressione che uno schiacciasassi glifosse passato parecchie volte sulle gambe e poi qualcuno gliele avesse aperte come si facon le luganeghe e gliele avesse imbottite di cocci di vetro e ricucite. La visione del lagolentamente si trasform in una roba grigia e opaca. Fortuna che nonno Luigi e nonnaDelia lo sostenevano per le braccia. Se non ci fossero stati loro, sarebbe finito a terra. Era bello riaverli vicino, soprattutto perch erano morti e sepolti da ventanni. Grazie, nonni,aiutate il vostro Linetto, mugugn. Sentiva a ondate le loro voci. Che facciamo? Lo buttiamo, dici che abbastanza duro?. Scusa, ma quale hai usato?. Quella che haidetto te. E quale ho detto io?. Quella che stava nel bagagliaio. Non ho detto solo

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