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MERCOLED 1 OTTOBRE 2003

LA REPUBBLICA 47

DIARIO
di

IL MONDO AL TEMPO DEL BLACKOUT

I
P

L BUIO un concetto, una metafora, un archetipo, unesperienza. Qualcosa di profondamente radicato nellanimo umano. Buio una situazione primordiale: religione e astronomia ne hanno per cos dire segnato il confine come limite estremo. Allorigine Dio e luniverso si somigliano, lavorano sulla notte come due immensi artigiani. Buio genera speranza di luce, ma anche inquietudine. di questo che parla la letteratura. Quello che leggerete il racconto, spezzato in pi parti, su un mondo visto di notte. Non solo la notte della tarda modernit, quella per intenderci segnata dai blackout, dalle improvvise paralisi, dalle fragilit dei mondi complessi, dallimpotenza della gente, ma anche e soprattutto quella zona di confine fra interno ed esterno, che ha accompagnato la storia dellumanit: la notte antica attraversata dai miti e quella medioevale; il buio delluniverso e quello delle citt. Ma anche il buio della mente. E delleros.

Quello che oggi percepiamo come oscurit qualcosa di diverso da ci che i nostri padri vivevano semplicemente come un fatto legato alla natura

(segue dalla prima pagina) er millenni sulle colline piemontesi gli ubriachi hanno incontrato le masche non si sa se uomini o donne seduttivi e crudeli e di nascosto i ragazzi andavano ai cimiteri per vedere i fuochi fatui uscenti dalle tombe. Nelle campagne e sulle montagne con il buio arrivava il tempo delle veglie che costavano niente, a riscaldare le stalle ci pensavano le bestie, si chiacchierava si pettegolava, quello che adesso chiamano gossip, i giovanotti corteggiavano le ragazze, gli anziani si sentivano ancora vivi, a tutti piaceva sentirsi al riparo del grande buio, freddo e imperscrutabile e non si era soli. Non costavano una lira le veglie ma erano una cosa bella che non pi tornata nelle campagne. I giovani, si legge nei memoriali cantavano e cantavano bene, fra le nove e le dieci dopo il grande rosario passavano per i villaggi e per le stalle, passavano e cantavano. Mi capita di avere paura, adesso del mezzo buio delle nuvole rosa sporco delle citt dove le lampade sono sempre accese mentre allora, da giovane, specie durante le guerre, ma cera sempre una guerra, lo sentivo con un rifugio, in cui nascondersi e muoversi per sentieri noti, per rumori rassicuranti: i latrati dei cani, da una cascina, allaltra, nello sci notturno, nelle marce partigiane. Il buio segn la guerra partigiana forse pi del giorno, il buio e le montagne. Fu il buio a farci uccidere per sbaglio a Carru il misterioso Lulu, un francese, la primula rossa delle Langhe, il nostro Robin Hood, limprendibile, lubiquo, il multiforme, quella notte lui vestito da ufficiale tedesco. Vedendolo morto capimmo che era esistito davvero e ci prese una gran pena per quel piccolo uomo dai capelli neri e dalla pelle olivastra venuto a morire chi sa perch dalle nostre parti, come quei cavalieri antichi che facevano la guerra per conto loro, per la loro giustizia, per la loro vendetta senza mai parlare. Il buio protesse la nostra anabasi partigiana dalle montagne della Val Maira alle colline del vino la notte del primo dellanno del 45. Duecento uomini senza carico, con armi leggere, a piedi sulla neve ghiacciata, su due file indiane per i cinquanta chilometri

I NUMERI DEL BLACKOUT


Ventimila MW il carico notturno di elettricit, 74 mila MW la potenza del nostro sistema elettrico sulla carta, 49 mila MW quella disponibile 16 linee di interconnessio con lestero 30 mila le persone rimaste ferme su 110 treni

BUIO
GIORGIO BOCCA

A che punto la notte


della pianura presidiata dai tedeschi. Quella notte cera il buio luminoso della luna piena. Si tagliava per i campi seguendo i filari dei pioppi e le bealere. Ogni tanto ci voltavamo a guardare le montagne, ma erano sempre l, incombenti sempre l sotto la luna e sembrava ci tenessero per la giacca. Dovevamo fermarci in una cascina dei Murazzi, ma non cera da fidarsi, proseguimmo verso il guado sulla Stura. Il guado erano due corde dacciaio tese fra i gabbioni delle rive. Nel buio non faceva paura, lacqua quasi non la vedevi, la sentivi frusciare sotto i piedi. Gli uomini che portavano le mitraglie le avevano assicurate con un moschettone alla corda superiore. E nella luna calante, nel buio che si sbianca vediamo che le montagne si sono allontanate, che laggi dove albeggia ci sono le Langhe la terra del vino e del pane bianco. Il buio segn la guerra partigiana e non fu di giorno

STEFANO BARTEZZAGHI

BUIO.

Il silenzio ha ispirato filosofie, letterature, mistiche, retoriche, diffuse nostalgie. Il buio, no. Stare zitti unaspirazione, chiudere gli occhi una sconfitta. Nessuna religione n ideologia ingolosisce assicurando la protezione delle tenebre. Al contrario: Fiat Lux! mehr Licht! Il mondo in mano ai suoi aspiranti lampionai: di fotofori, lumi dellintelletto, sacerdoti del tungsteno, duci/luci, geni della lampada, idee chiare, barlumi in fondo al tunnel. Un vero inquinamento luminoso e numinoso.Che farsene del buio? Al buio si pu solo brancolare, e brancolare si pu soltanto al buio. Eppure il buio mostra le stelle, propizia i desideri. I bambini sono i vigili del buio, i free climber della caligine perch come cpita con la montagna o il fuoco il buio meglio praticato da chi pi lo teme. Il loro espediente interessante: dal buio i bambini si proteggono andando ancor pi sotto alle coperte, creando una nicchia oscura ma rassicurante dentro allinquietante oscurit esterna. Raddoppiare il buio aiuta ad attraversarlo. E quando gli occhi sono ben serrati, sullo schermo cinematografico della palpebra la luce dei fosfeni questi misteriosi led interiori racconta una storia sempre nuova.

che si festeggi la sua fine, fu di notte nel buio che per mesi fiorirono le feste e i balli del ritorno alla vita. Il buio e le lune chi li vede pi se non c un blackout della rete elettrica? Ma allora, per millenni sono stati il ritmo della nostra vita, il nostro recupero di forza e di sapienza, e ancora oggi nelle campagne, c chi gli rimasto legato e segue i consigli delle lune per piantare, vendemmiare, procreare e persino per tagliarsi i capelli. Il buio ci ha aiutato a superare i lunghi anni di guerra. Lo chiamavano oscuramento e i militi dellUmpa passavano per accertarsi che fosse rispettato. Ma non ce ne era bisogno in quello gli italiani erano disciplinati, comperavano dal cartolaio la carta spessa blu e la attaccavano sui vetri. Qualche po di luce trapelava ma era come stare sotto un abat-jour. Loscuramento era pi di danno che di vantaggio, i bombardamenti erano come usava dire a tappeto obietti-

vi militari e civili erano la stessa cosa e gli strumenti di bordo bastavano a trovare le citt. Tanto sarebbe valso tenere le luci accese ma quel buio sembrava protettivo. Nel buio dei millenni la umana societ ha conosciuto la solidariet, nelle valli alpine alla prima neve di notte si organizzavano le corv per lindomani. I vecchi della Valgrisence se ne ricordano: S, cera un capo corv in ogni villaggio, pi o meno e quando davano lordine bisognava partire, uno per famiglia, mandarne uno per famiglia e voil. Chi aveva il mulo lo metteva con la slitta. Il mulo contava come una persona, uno con il mulo contava come due giorni di corv. Nella notte nera del blackout milioni di italiani hanno riscoperto quella dimensione della loro vita che stato il buio per millenni. E passato poco pi di mezzo secolo da quando il buio era una presenza decisiva della nostra vita, ma gli uomini fanno presto a dimenticare. Nella notte del blackout una parte degli italiani invece di riscoprirlo, il buio, hanno cercato di riempirlo in qualche modo con ci che sono abituati a fare con la luce, perenne. Sono andati in automobile anche a semafori spenti, si sono trovati anche a lume di candela, pi allegri che spaventati, come se il buio fosse un antico gioco riscoperto in una notte settembrina. Un gioco che comunque sarebbe durato poco perch nessuno ha dubitato che la luce delle lampade sarebbe ritornata presto. Ma unaltra parte ha provato come un brivido di angoscia di fronte a quella prova della fragilit del moderno, della nostra dipendenza dalle macchine, della nostra impotenza di fronte agli ascensori fermi, ai computer spenti, alle serrande bloccate, ai cibi che si guastano nei frigoriferi privi di corrente. La societ industriale riuscita per ora a tenere in funzione lagricoltura dei paesi avanzati, come riserva. Non riuscita a conservare la autonomia degli uomini rispetto alle macchine. Se manca lelettricit siamo tutti in brache di tela in pieno inverno, tutti a contemplare con sgomento i congegni bloccati. La divisione del lavoro ha segnato leclisse della solidariet, ma la divisione delle competenze ci lascia alla merc di un guasto nel nostro macchinario.

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STORIA E LEGGENDE

BIG BANG Secondo lo scienziato russo Aleksander Friedmann luniverso sarebbe stato generato da una grande esplosione avvenuta venti miliardi di anni fa. Un big bang dal quale avrebbe avuto inizio lespansione della materia nello spazio

NOTTE MEDIEVALE Nel Medioevo durante la notte le porte delle citt sono chiuse e le leggi vengono a cadere. E al buio tutto diventa possibile: le leggende narrano di morti che tornano a visitare i vivi, mentre nelle strade gli ubriachi danno spettacolo delle loro risse

La notte nel Medioevo era fonte di pericoli e di disordine Nell800 lilluminazione resta ancora un lusso
INTERVISTA ALLO STORICO FRANCESE MICHEL VOVELLE

I LIBRI
JAMES BALLARD Il condominio, (Anabasi) JEAN BAUDRILLARD La trasparenza del male. saggio sui fenomeni estremi, (Sugarco Edizioni) NANNI BALESTRINI La violenza illustrata seguita da black out, (Derive e Approdi) JOHN D. BARROW Da zero a infinito. La grande storia del nulla, (Mondadori) FDOR DOSTOEVSKIJ Le notti bianche, (Mondadori) FRUTTERO & LUCENTINI A che punto la notte (Mondadori) SIGMUND FREUD Langoscia, in Opere (Bollati Boringhieri) ARTHUR HAILEY Black out, (Tea) STEPHEN HAWKING Dal big bang ai buchi neri. Breve storia del tempo, (Rizzoli) TAHAR BEN JELLOUN Notte fatale, (Einaudi) EDGAR ALLAN POE Il pozzo e il pendolo, da I Racconti, (Rizzoli) GEORGE WELLS La macchina del tempo, (Mursia)

IL CREPUSCOLO DELLA LUCE


GIAMPIERO MARTINOTTI
Parigi pecialista del Settecento e della Rivoluzione francese, autore di numerosi lavori, fra cui uno dedicato all'uomo dei Lumi, Michel Vovelle uno dei maggiori storici francesi e a lui abbiamo chiesto di spiegarci come si modificato nel corso dei secoli, e in particolare nel XVIII, il rapporto tra la luce e l'oscurit, tra la notte e il giorno. Professor Vovelle, l'uomo medievale aveva paura della notte, considerata fonte di disordine e di pericoli. Alle soglie del Settecento esiste ancora questa percezione o gi cambiata? Per dare una risposta bisogna distinguere fra il livello della vita materiale e il livello delle rappresentazioni collettive e dell'immaginario. Per quanto riguarda la vita materiale, la presenza dell'universo delle paure, legato all'oscurit e alla notte, restava marcata. Il ritornello attribuito a Lully (Au clair de la lune, mon ami Pierrot, prete-moi une plume, pour crire un mot, ma chandelle est morte, je n'ai plus de feu) riflette la realt del mondo rurale, che ancora ampiamente maggioritario nell'Europa dell'et classica. La citt comincer a distinguersi veramente dal villaggio solo a fine Settecento, con l'inizio dell'illuminazione urbana a Londra, Parigi e in altre citt. A livello delle rappresentazioni, invece, bisogna tener presente che il mondo della luce anche quello della corte e del suo simbolismo: Luigi XIV il Re Sole, il monarca che possiede il privilegio della luce. Nell'immaginario politico, la luce associata alla maest del Principe, simbolizza la grande separazione fra i potenti e l'universo dei poveri. C' linearit nell'evoluzione di questo rapporto tra la luce e il buio, il giorno e la notte? Nella dicotomia di cui parlo ci sono momenti di progresso e di indietreggiamento della luce. L'Umanesimo e il Rinascimento sono stati vissuti come un avanzata della luce, mentre certi aspetti del tragico secentesco, pensi al Caravaggio, fanno pensare a un ritorno dell'oscurit, che corrisponde a certi aspetti dell'universo controriformista. Si pu dire che il Settecento si appropria della notte? Diciamo prima di tutto che il secolo dei Lumi non un'invenzione degli storici, ma si presentato come tale. Cosa hanno inteso gli uomini per secolo dei Lumi? So di forzare i tratti, ma c' una sorta di mutazione semantica: si passa da un uso prosaico del termine luce a un impiego metaforico, dalla luce ai Lumi, i quali sono do in un alone di luce. l'uomo dell'avvenire, se si vuole. Questa mistica ha la sua trasposizione etico-politica: la trasparenza che si oppone alle paure popolari, all'oscurantismo e alla superstizione. Questo processo incontra ostacoli? Al crepuscolo dei Lumi, gli anti-illuministi tornano alla ribalta con la poesia della notte, il romanzo nero anglosassone, l'universo delle segrete, il teatro della crudelt del marchese di Sade. Qui si passa nel dominio della Regina della notte e si vede che i Lumi hanno voluto esorcizzare l'oscuro, che a fine secolo fa il suo ritorno: con la sensibilit pre-romantica riaffiora l'inquietudine. Nell'Ottocento, con i progressi dell'illuminazione, dal gas all'elettricit, come cambia la rappresentazione della notte? I cambiamenti sono incontestabili, ma non dimentichiamo che nell'Ottocento sono lenti, l'illuminazione urbana resta il lusso di un certo numero di capitali. Nella seconda met del secolo cambia il ritmo di vita di una minoranza nello spazio europeo. Malgrado tutto, le rappresentazioni collettive continuano a privilegiare il mondo della luce e l'associano profondamente all'esorcismo della paure, all'esorcismo di un mondo antico.

GUIDO CERONETTI

Tutti noi paghiamo un debito alla tenebra


TORINO - In apparenza parrebbe una questione filologica. All'apocalittico Guido Ceronetti del blackout che ha paralizzato l'Italia non sembra importare pi di tanto. Non ho opinioni in merito, si schermisce nella penombra del torinese Caf Procope, poco prima che inizi il suo nuovo lavoro teatrale. Ammette solo di sentirsi infastidito dall'uso del termine blackout: Mi disturGuido ba filologicamente. Vorrei Ceronetti che si dicesse "buio profondo". Ecco il punto. Nell'oscurit, nella notte, nel nero, si muove Ceronetti: Tutti paghiamo il nostro debito alla tenebra. Cos si dipana il filo del suo spettacolo, di questo teatro da strada che, a pochi giorni dal blackout, s'intitola M'illumino di tragico. Un tragico, spiega lo scrittore, che l'essenza della Storia, la Storia vista dalla parte del destino. Gli italiani sono ritornati alla paura ancestrale del buio, ma di tutto ci a Ceronetti importa poco: C' anche chi non ne ha paura. E poi a me fa pi paura l'uso di parole che non corrispondono alla nostra lingua. Il buio consente di uscire dalla luce sanguinosa e orrorifica della Storia. Spegniti candela, spegniti!, l'invocazione con cui chiude lo spettacolo, che finisce con un cartello che riporta un verso del poeta greco Ghiorgos Seferis: Sotto la maschera, un vuoto. L'ultima fiammella cancella la sua illuminazione di tragico: Frammenti di cori greci, dalle Baccanti a Edipo, la voce di Cassandra, sonorizzazioni di Salmi. Quindi schegge di morti tragiche: Cesare, Marat, Trotskij. E ancora la storia di Kim Phuc, la bambina bruciata dal napalm nel 1972, la sintesi di Mdi Fritz Lang. Fino alle straziate lettere di soldati tedeschi da Stalingrado e di Verr la morte e avr i tuoi occhi di Cesare Pavese. Sicch, quando la candela muore, il buio di Ceronetti conforto pietoso. Massimo Novelli

propriet di un individuo e anche di una civilt. Ci sono sfumature diverse tra il nostro termine, Lumires, e il vostro Illuminismo. Le Lumires sono quelle della ragione, di un mondo governato dalla scienza e non dall'irrazionale, dall'universo magico o religioso. E' l'idea del progresso scientifico, della ragione e anche della felicit: il simbolismo della luce per respin-

Luomo medievale aveva paura della notte Il Settecento domin langoscia con la ragione

gere l'universo dell'oscuro. Come quello del Flauto magico mozartiano? S, basti pensare al finale dell'opera, all'aria di Sarastro I raggi del sole dissipano la notte. La nozione di luce associata alla ragione, alla scienza e al progresso e pu sfociare perfino in una mistica della luce: penso a Giorno felice di William Blake, che rappresenta un uomo nu-

LE FRASI

GENESI

PLINIO IL GIOVANE

In principio Iddio cre il cielo e la terra. La terra era una cosa senza forma e vuota: una tenebra ricopriva labisso e sulle acque si moveva lo Spirito di Dio. Il primo giorno Iddio disse: Sia la luce e la luce fu
Genesi, La creazione del mondo e dellumanit

Fece buio. Un buio che non era simile a una notte nuvolosa e senza luna, ma ad una stanza chiusa senza luci Finalmente loscurit si attenu e arriv ben presto il giorno genuino e risplendette anche il sole
Plinio, dallEpistolarium,

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OSCURAMENTO In guerra durante il coprifuoco le strade si svuotano, la gente corre a cercare riparo e al buio aspetta che trascorra la notte. Sono notti vissute nelloscurit delle proprie case, o stipati in rifugi demergenza in attesa del cessate il fuoco

BLACKOUT Nel 1965 a New York rimangono al buio milioni di persone. Succede di nuovo nel 1977. Lultima volta questanno ad agosto: un blackout paralizza per ore la Grande Mela. Sabato scorso lItalia intera rimasta per ore senza energia elettrica

Sono trascorsi trecento anni dalle scoperte di Halley Gli elementi pi pesanti sono prodotti dalle stelle

COME SPIEGARE IL BUIO DELLUNIVERSO SUSAN SONTAG

Cos lumanit ha visto il proprio limite


NEW YORK Susan Sontag ha appreso del blackout italiano mentre si preparava per un lungo viaggio in Europa, durante il quale seguir le ultime traduzioni di Davanti al dolore degli altri e ricever due premi prestigiosi quali il Friedenspreis (premio per la Pace) a Francoforte ed il Principe de Asturiasad Oviedo. Quando accadono incidenti di questo tipo, ci si preoccupa per chi ne rimasto vittiSusan ma, dice la scrittrice. Ma Sontag riconosco anche che la mia prima reazione stata di seduzione: ho visto in tutto ci qualcosa di bello. Cosa intende? C un elemento affascinante e decisamente costruttivo: la possibilit di fermarsi, o meglio, la constatazione che ogni cosa possa fermarsi, e che quindi anche luomo sia costretto a farlo. Cosa laffascina in questa idea di costrizione assoluta? Il senso del limite che sinsinua immediatamente nelle coscienze. Credo che si tratti di un grande insegnamento per la vita moderna: di fronte ad una difficolt imprevista e incontrollabile lessere umano scopre la propria fallacia e intravede nello stesso tempo il proprio legame con una storia antica, forse anche eterna. Un monito, dunque? Non mi spingerei a parlare di monito, con tutte le implicazioni etiche che esso comporta, ma evidente che si pu leggerne in trasparenza la metafora, come del resto suggerisce ogni avvenimento di questa portata. Le sembra che ci siano grandi differenze con il blackout di New York, il mese scorso? Non posso parlare con competenza di quanto avvenuto in Italia, e ignoro leffettiva portata dei danni, ma ho notato che le polemiche hanno assunto un connotato politico. istintiva, in me, la solidariet per chi ha patito gravi disagi. C poi il rammarico che la notte bianca allestita a Roma, una grande idea importata dallEuropa, abbia risentito dellimprevisto oscuramento. Antonio Monda

QUANDO IL CIELO SI COLORA DI NERO


JOHN D. BARROW
llora, per quale motivo il cielo di notte buio? Osservate un bosco: che cosa vedete? Da ogni lato il vostro orizzonte visivo si ferma contro il tronco di un albero, il vostro intero campo visivo occupato da una porzione soltanto del tronco dellalbero. Altrettanto accade quando si guarda nelluniverso, con le sue migliaia di miliardi di miliardi di stelle. Lastronomo inglese Edmond Halley fu il primo a scoprire che se osserviamo la volta celeste ci accorgiamo che il nostro orizzonte visivo coincide con la superficie di una stella, in qualsiasi direzione si guardi. Da ci deriva dunque che lintera volta celeste dovrebbe brillare come la superficie di una stella, sempre, giorno e notte. Ma cos non e apparentemente si tratta di un controsenso. Nei trecento anni trascorsi da quando Halley rilev questo particolare aspetto delluniverso, la sua celebre cometa ha fatto ritorno molte volte e ci sono stati innumerevoli tentativi di risolvere il mistero del perch il cielo di notte sia privo di luce. Alcuni hanno ipotizzato che la polvere interstellare oscuri la luce proveniente da molte stelle, ma ci si ben presto resi conto che questa teoria non poteva reggere. La polvere interstellare infatti si surriscalda e alla fine

I FILM
BLADE RUNNER Il film di Ridley Scott del 1982 ambientato in una citt senza luce per colpa di una pioggia causata dal terribile inquinamento GLI OCCHI DELLA NOTTE Audrey Hepburn una ragazza cieca entrata in possesso per caso di una partita di droga. Al buio deve cercare di sfuggire ai tre malviventi che la vogliono recuperare. Regia di Terence Young, 1967 FUORI ORARIO Lodissea notturna di un tranquillo tecnico di computer in una New York che assomiglia ad un incubo kafkiano. La regia di Martin Scorsese, 1985 ANGOSCIA Ingrid Bergman terrorizzata dal buio e dagli strani fenomeni che le accadono La colpa del marito che vuole farla impazzire. La regia di George Cukor, 1944 IL CORVO Il chitarrista Eric Craven risorge dalla tomba per salvare una citt in confronto della quale Gotham City un giardino dinfanzia. Regia di Alex Proyas, 1994

emana la stessa quantit di radiazioni che assorbe. Per unesauriente comprensione del meccanismo delloscurit si dovette attendere la scoperta dellespansione delluniverso, una spiegazione affascinante e tuttavia inimmaginabile. Affinch il nostro universo possa accogliere la vita, esso contiene elementi pi pesanti dei semplici idrogeno ed elio.

Un astrofisico ci racconta perch non possiamo fare a meno delloscurit

Questi elementi biochimici pi pesanti come il carbonio, lazoto e lossigeno sono prodotti nelle stelle. Le reazioni nucleari allinterno di esse, infatti, lentamente riducono lidrogeno in elio e lelio in berillio, carbonio e ossigeno. Questi elementi complessi sono quindi dispersi nelluniverso quando le stelle esplodono e muoiono. Alla fine essi trovano il modo

LOUIS-FERDINAND CLINE

THOMAS BERNHARD

La notte, di cui avevamo cos paura i primi tempi, diventava al confronto quasi dolce Ci ritagliavamo nella notte qua e l dei quarti dora che assomigliavano molto al tempo adorabile della pace
Cline, Viaggio al termine della notte

Ormai la maggior parte del nostro tempo la passavamo nelle gallerie che fungevano da rifugi antiaerei Ma molte persone sono morte per asfissia o per paura in quelle gallerie, e io di morti ne ho visti molti
Thomas Bernhard, Lorigine

di evolversi in pianeti e forme di vita. Si tratta, tuttavia, di un processo lento e lunghissimo: occorrono milioni di anni perch si completi lalchimia stellare necessaria a produrre il carbonio. Ecco quindi che iniziamo a capire perch luniverso sia cos grande e cos secolare. Luniverso infatti deve avere miliardi di anni per produrre gli elementi di base necessari alla vita, e poich esso al contempo si espande, deve anche avere dimensioni pari a miliardi di anni luce. Un universo su piccola scala, grande pi o meno come la nostra galassia, la Via Lattea, con i suoi cento miliardi di stelle, potrebbe a prima vista sembrare sufficientemente grande, ma avrebbe poco pi di un solo mese di vita. Un tempo insufficiente a produrre gli elementi di base della vita complessa: non vi vivrebbe nessun osservatore in grado di studiarne le fattezze. Pertanto non dovrebbe stupirci la scoperta che il nostro universo cos grande: noi stessi non potremmo esistere in un universo di minori dimensioni. Il lunghissimo tempo che occorre, se luniverso deve poter essere in grado di portare alla vita, ha anche altre conseguenze. Lespansione diluisce la densit della materia e abbassa la temperatura della radiazione nelluniverso, cos che oggi essa di soli 2,7 gradi sopra lo zero assoluto. Il freddo ed il relativo vuoto delluniverso sono altri effetti secondari dellenorme et necessaria ad un universo in grado di favorire la vita. Paradossalmente, queste caratteristiche delluniverso sembrano essere antitetiche alla vita stessa, eppure sono peculiarit essenziali di un universo in espansione che accolga nel suo ambito la vita. A fornire una risposta al quesito di Halley dunque linevitabilit della bassa densit della materia in un universo che si espanso sufficientemente, tanto da produrre gli elementi di base della vita. Il cielo notturno buio perch luniverso contiene una densit di materia e di luce troppo esigue per renderlo luminoso. Se improvvisamente tutta la materia delluniverso si trasformasse in radiazione, ce ne accorgeremmo a stento: la temperatura della radiazione nelluniverso molto semplicemente salirebbe di alcuni gradi, senza alcuna conseguenza. Pertanto non ci deve stupire che il cielo di notte sia buio: noi non potremmo esistere in un universo nel quale di notte non ci fossero le tenebre. (Traduzione di Anna Bissanti)

CONTIENE

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Anno 28 - Numero 231

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mercoled 1 ottobre 2003


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Cgil, Cisl eUil proclamano lagitazione per il 24 ottobre. La Rai vieta la diretta al corteo di sabato

Pensioni,scioperogenerale
I dipendenti pubblici esclusi dagli incentivi. scontro in An
LINCHIESTA

SE LA SINISTRA SCOPRE CHE IL PONTE DI SINISTRA


FRANCESCO MERLO
OSSE pure vero che non c convenienza economica, il Ponte sullo Stretto di Messina andrebbe comunque costruito, senza arroganza verso le ragioni dei ragionieri ma con un filo dironia, visto che nessuno ha fatto i conteggi alla Torre Eiffel o alla Statua della Libert ma tutti capiscono che senza Torre e senza Statua a Parigi e a New York ci sentiremmo persi. Solo grazie ai simboli infatti uno spazio dove ci smarriamo diventa un luogo nel quale ci ritroviamo. Non insomma per ragioneria che si fanno i ponti, ma per ridurre le distanze. Anche in bocca, tra due denti, si fa un ponte. Tra due feste si fa un ponte. Si fanno ponti per i sospiri, e persino il ballerino di Lucio Dalla balla su una tavola tra due montagne. Non c civilt che non sia stata edificata attraverso i ponti, non c bellezza di citt senza ponti, negli Usa come in Portogallo, in Svezia come in Francia, in Scozia come in Australia e in Giappone. Del resto chi fa ponti, in qualche misura diventa pure papa, pontifex, pontefice. Si fanno ponti anche come sberleffo alla natura, quella dei terremoti e quella dei vulcani, e si fanno ponti per dare ordine e bellezza al paesaggio che non fatto di mitili e di mostri omerici, ma fatto dagli uomini e dai loro progetti, perch nessun uomo ha mai visto la Terra senza gli uomini. Il Ponte insomma bello, ed sempre e comunque sviluppo, progresso, darsi la mano, il binario per il pendolino e per lEurostar che si sono fermati a Eboli, ladeguamento delle autostrade al flusso di automobili e di camion. Il Ponte sconvolge larretratezza del sistema viario perch accelera e parifica. E anche con i bilanci in rosso, il Ponte sarebbe comunque ricchezza, risorse, opportunit straordinarie, nuovi posti di lavoro. Alla fine insomma questo Ponte sullo Stretto lopera pi bella e pi avanzata che lItalia possa realizzare, un risarcimento al nostro Sud, ed deve essere unoperazione laico simbolica keynesiana, la fine di un handicap, la fusione di Messina e Reggio nella Citt dello Stretto, come una nuova Costantinopoli. Perci il Ponte di sinistra, anzi quanto pi di sinistra si possa fare (non dire, ma fare) oggi in Italia. SEGUE A PAGINA 15

La generazione Tremonti beffata dalla riforma


FEDERICO RAMPINI
la generazione della Resistenza. C quella del Sessantotto. Pi tristemente, noi saremo la generazione Tremonti. Per noi tra i 46 e i 52 anni, questa riforma delle pensioni un muro che ci separa dagli altri: dai pi anziani, i salvati, che ancora vivranno in uno Stato sociale da modello europeo (quello di una volta); dai pi giovani comunque gi destinati da tempo a un futuro di tipo americano. In mezzo ci siamo noi, un esercito di italiane e italiani nati soprattutto fra il 1951 e il 1957. Molti di noi avrebbero maturato il diritto alla pensione danzianit dal 2008 al 2014 con il vecchio sistema: 57 anni di et minima e 35 di contributi. Secondo i calcoli accurati degli economisti del sito lavoce.info, 800.000 avrebbero deciso di varcarla subito, quella porta duscita. Molti avevano gi costruito progetti per il futuro. Come ha detto Berlusconi, quando compra casa una famiglia pensa almeno al prossimo mezzo secolo. Anche i progetti per la pensione non nascono il giorno prima. SEGUE A PAGINA 5

LUlivo: Il premier dice bugie. Vertice notturno tra Berlusconi Fini e Casini
ROMA I sindacati hanno deciso: sciopero generale di quattro ore il 24 ottobre per protestare contro la riforma delle pensioni annunciata dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. La Cgil ha proposto a Cisl e Uil di non presentarsi allincontro convocato per oggi da Maroni. Il governo fa sapere che gli incentivi per chi rinvia la pensione non si applicheranno ai dipendenti pubblici che pure si vedranno aumentare, come gli altri, let contributiva a 40 anni dopo il 2008. Ed subito polemica tra i rappresentanti del pubblico impiego. Sul fronte politico di nuovo scontro allinterno della maggioranza, con una parte di An che va allattacco. LUlivo boccia Berlusconi: dice bugie. DA PAGINA 2 A PAGINA 7

Intervista al leader sindacale: il governo scarica il costo dei suoi errori sui lavoratori

Epifani: Pronti a una lunga battaglia


RICCARDO DE GENNARO A PAGINA 3

DIARIO

In Parlamento lite tra Marzano e lUlivo. Allarme per i cibi avariati, i Nas aumentano i controlli

Gli uomini e la memoria del buio Nuovi rischi a Natale. Authority: mini rincari per la sicurezza
GIORGIO BOCCA

Emergenzablackoutpertuttoil2004
Il grande alpinista italiano era sepolto in un crepaccio

ALLE PAGINE 47, 48 e 49

A notte del grande blackout generazioni di italiani hanno scoperto, con eccitazione pi che paura, il grande buio che per millenni ha accompagnato la vita degli uomini. Quelli, voglio dire, nati dopo il miracolo economico degli anni Cinquanta per cui non c pi stato il buio vero, il buio ancestrale trapuntato di stelle che a guardarle sembrava di essere sospesi sulla gran ruota delluniverso. Dopo, quel gran buio scomparso e adesso ogni villaggio, ogni citt sono nella notte come nuvole rosa che ti accompagnano, che non ti lasciano mai solo. un vivere pi comodo, il popolo della notte non poi molto diverso da quello del giorno, c chi dorme al mattino e chi si sveglia a mezzanotte, basta fare i turni, le luci del sole come delle lampade sono sempre accese. Si possono fare, giorno e notte, le stesse cose: lamore, la spesa, il lavoro, il gioco, sembra un gran progresso ma forse la vita si dimezzata, scomparsa la misteriosa vita del buio dove cerano incontri impossibili di giorno. SEGUE A PAGINA 47

Dopo 17 anni il ghiaccio del K2 restituisce il corpo di Casarotto


LEONARDO BIZZARO A PAGINA 29

ROMA Il rischio blackout ci sar sino alla fine del 2004. Il ministro delle Attivit produttive Antonio Marzano (criticato dallUlivo), parlando alla Camera, avverte sui pericoli di nuove interruzioni della corrente elettrica. Il Senato anticipa lapprovazione di una parte della riforma del sistema energetico, dallAuthority arriva la doccia fredda: Possibili nuovi rincari delle bollette. Non si ferma la polemica sul collasso delle linee di domenica scorsa: i consumatori chiedono al governo il risarcimento dei danni. Allarme cibi avariati: i Nas intensificano i controlli nei supermercati. Continua la lite tra Italia e Svizzera sulle cause. BIANCHIN, MOLA MONASTRA e ZANCAN ALLE PAGINE 10 e 11

Non sarebbe stato rispettato un semaforo rosso

Deraglia un treno per Bologna feriti centocinquanta pendolari

Il treno deragliato

GULOTTA A PAGINA 26

IL DOCUMENTO

Emilia, trovata dietro un muro la lista con i nomi di diecimila reclute dellesercito dellImperatore

I soldati scomparsi di Napoleone


morto Oreste del Buono
dal nostro inviato JENNER MELETTI MONTECCHIO (Reggio Emilia) EMBRA di poterlo guardare in faccia, il signor Angelo Franchi, figlio di Pietro e della Rosa Panciroli, nato a Cella l8 ottobre 1781, di mestiere servo. Il 16 ottobre 1804 si presentato davanti al delegato Ferrari Pietro Munini e come tutti gli altri coscritti della leva napoleonica stato schedato. Statura: piedi 4, pollici 10, linee 0. Capelli: castagni. Fronte: bassa. Ciglia: nere. Occhi: neri. Naso: lungo. Bocca: ordinaria. Mento: corto. Viso: tondo. SEGUE A PAGINA 12

CON REPUBBLICA

Addio al pap di Linus port i fumetti nella letteratura


NATALIA ASPESI A PAGINA 51

Oggi in edicola La donna mancina


Il romanzo di Peter Handke a richiesta a soli 4,90 euro in pi