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LOSSERVATORE ROMANO
GIORNALE QUOTIDIANO POLITICO RELIGIOSO Non praevalebunt
mercoled 28 settembre 2011

Unicuique suum
Anno CLI n. 223 (45.868)
.

Citt del Vaticano


G20

Lallarme lanciato dallOcse e dallIlo mentre Sarkozy chiede al

una regolazione sociale per tutelare i pi deboli

A cinquanta anni dalla morte di Dag Hammarskjld

La crisi del lavoro la principale minaccia mondiale


PARIGI, 27. La gravit della crisi del lavoro in atto a livello mondiale, con oltre duecento milioni di disoccupati trenta milioni in pi in meno di due anni stata sottolineata in un messaggio congiunto inviato ai ministri competenti del G20, riuniti ieri e oggi a Parigi, dallO rganizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse) e dallO rganizzazione internazionale del lavoro (Ilo). Vogliamo esprimere la nostra preoccupazione per la gravit della crisi del mercato del lavoro. Intorno al mondo, ci sono duecento milioni di persone senza lavoro, un dato vicino al picco raggiunto nel periodo della grande depressione del 1929, scrivono il segretario generale dellOcse, Angel Gurra, e il direttore generale dellIlo, Juan Somavia, nel messaggio indirizzato alla presidenza di turno francese del G20. La crisi del lavoro colpisce in modo particolarmente forte i gruppi pi vulnerabili, tra cui i giovani e i precari, sottolineano Gurra e Somavia, rimarcando che i Governi non possono e non devono ignorare quello che definiscono il volto umano della crisi. Di qui lappello a porre loccupazione e la tutela sociale al centro delle discussioni politiche globali: Torniamo a insistere sulla cruciale importanza di fare della creazione di posti di lavoro una priorit, scrivono ancora Gurra e Somavia. Secondo i responsabili dellOcse e dellIlo, la riunione di ieri e oggi a Parigi offre una grande opportunit per i Paesi del G20 di fornire leadership e dimostrare in modo chiaro limpegno per rispondere alla crisi del mercato del lavoro. Ai ministri riuniti a Parigi lOcse e lIlo hanno presentato anche uno studio dal quale emerge che il rallentamento delleconomia mondiale potrebbe condurre entro il prossimo anno a un ulteriore grave deficit occupazionale fra gli stessi Paesi del G20. Laggiornamento statistico presentato dallOcse e dallIlo mostra, inoltre, che se il tasso di crescita delloccupazione si manterr al livello attuale, pari all1 per cento annuo, sar impossibile recuperare i venti milioni di posti di lavoro persi nei Paesi del G20 dallinizio della crisi finanziaria ed economica nel 2008. Secondo lo studio delle due organizzazioni, lo sforzo da compiere in questo senso sarebbe relativamente poco oneroso per le economie avanzate. Infatti basterebbe che loccupazione crescesse a un ritmo pari alme-

Limpegno di un cristiano
di ULLA GUDMUNDSON* o scorso 18 settembre, la Svezia e il mondo hanno commemorato il cinquantesimo anniversario della morte di Dag Hammarskjld, Segretario generale delle Nazioni Unite dal 1953 al 1961, deceduto in un incidente aereo a Ndola, attualmente nello Zambia. Durante il suo mandato, Hammarskjld divenne noto come difensore coraggioso del diritto delle Nazioni piccole a non essere calpestate dalle grandi potenze. Hammarskjld interpret la Carta delle Nazioni Unite in maniera creativa per dare al Segretario generale la libert di agire e di elaborare nuove modalit per prevenire conflitti e ripristinare la pace. I caschi blu dellOnu, utilizzati per la prima volta in unoperazione di pace a Suez nel 1956, sono stati visti da allora in molte altre parti del mondo. Sono un esempio dellinterpretazione creativa di Hammarskjld della missione delle Nazioni Unite. La diplomazia silenziosa, oggi quasi un luogo comune nelle relazioni internazionali, unespressione coniata da Dag Hammarskjld in contrapposizione alla diplomazia delle riunioni del tempo. Credeva fermamente nellincontro confidenziale e personale al pi alto livello come modo per superare le situazioni di stallo. Celebre fu il suo viaggio a Pechino per incontrare il Premier cinese Chou-en Lai. Fu durante il viaggio per andare a sondare lanimo di Mose Tshombe, capo della Repubblica autonomista di Katanga, sulle possibilit di riconciliare un Congo lacerato dalla guerra civile, che Hammarskjld trov la morte, in un volo oscurato e silenzioso, nel 1961. Una volta, in unintervista, Hammarskjld descrisse le Nazioni Unite come una Chiesa secolare. Essenzialmente intendeva che lO rganizzazione mondiale era lespressione di unidea universale, dellidea delluguaglianza di esseri umani e di Nazioni e del desiderio di pace. Pare che abbia trascorso le sue prime tre settimane di mandato facendo visita e stringendo la mano a ognuno dei tremila uomini e

Offerte di impiego a Leicester, in Inghilterra (Reuters)

no all1,3 per cento per poter ritornare entro il 2015 ai livelli antecedenti la crisi. In termini reali, questo tasso di crescita permetterebbe di creare 21 milioni di nuovi posti di lavoro allanno, di recuperare i posti di lavoro persi dal 2008 a oggi e di assorbire lincremento della popolazione in et da lavoro. Di contro, lanalisi avverte che in assenza di politiche correttive loccupazione in realt potrebbe crescere a un tasso inferiore di appena lo 0,8 per cento fino alla fine del 2012, provocando nei Paesi del G20 la perdita di altri quaranta milioni di posti di lavoro lanno prossimo e un deficit ancora pi grave entro il 2015. Lo stesso Somavia, incontrando la stampa, ha insistito sulla necessit di agire subito. Secondo il direttore dellIlo, occorre assolutamente dare priorit al lavoro dignitoso e agli investimenti nelleconomia reale e c bisogno per questo di una cooperazione forte a livello mondiale e, soprattutto, della consapevolezza che occorre mettere loccupazione di qualit al centro della ripresa. Della gravit della situazione si detto cosciente il presidente francese, Nicolas Sarkozy, intervenuto ieri

alla riunione dei ministri del Lavoro del G20. Preso atto che le ineguaglianze si sono accresciute, Sarkozy ha esortato i partner del gruppo a istituire una regolazione sociale a livello mondiale che ha definito come una soglia minima di protezione in tutti i Paesi, destinata a tute-

lare i pi deboli. Sarkozy ha sostenuto che il G20 manterr la sua legittimit solo se riuscir a dimostrare la sua efficacia a favore della crescita e delloccupazione, aggiungendo che alla regolazione finanziaria, alla regolazione economica, bisogna aggiungere la regolazione sociale.

Violenti combattimenti a nord di Sana

Alta tensione nello Yemen


SANA, 27. Un generale e un altro ufficiale della Guardia repubblicana sono stati uccisi ieri nello Yemen e 16 soldati sono stati presi in ostaggio da forze tribali antigovernative che hanno dato lassalto a una base militare, mentre migliaia di persone sono tornate a manifestare nella capitale per chiedere luscita di scena del presidente Ali Abdullah Saleh. Nel suo primo discorso televisivo seguito al rientro in patria dopo tre mesi di convalescenza in un ospedale di Riad, in Arabia Saudita, per lattacco a colpi di razzo subito il 3 giugno scorso nel palazzo presidenziale di Sana il presidente Saleh si detto pronto a cooperare alla transizione, ma non ha manifestato alcuna intenzione di dimettersi in tempi brevi. Lopposizione ha reagito organizzando nuovi raduni di protesta. Abdullah Al Klaibi, un generale della Guardia repubblicana, forza speciale fedele al presidente, rimasto ucciso nelle prime ore di ieri in un attacco di forze tribali schierate contro Saleh a una base militare a Nihm, localit strategica una sessantina di chilometri a nord di Sana. Secondo la televisione panaraba Al Jazeera, un altro importante ufficiale morto, mentre 16 militari sono stati rapiti. Dal febbraio scorso lo Yemen scosso da unondata di proteste contro il regime di Saleh, al potere dal 1978. Contemporaneamente, combattimenti oppongono fazioni ribelli dellesercito alle truppe governative e diversi clan tribali, schierati con il Governo o lopposizione. La settimana scorsa pi di cento persone sono rimaste uccise nelle violenze, le peggiori nei sette mesi di crisi. Inoltre, le autorit yemenite devono fronteggiare una presenza sempre pi attiva di terroristi di Al Qaeda nel sud del Paese che ha spinto lAmministrazione Obama ad aumentare i raid con i droni. A riprova oggi il ministro della Difesa yemenita scampato a un attentato ad Aden. Lo ha riferito la televisione panaraba Al Jazeera.

Il motu proprio Quaerit semper

Centomila sfollati nelle Filippine

Alla Rota Romana nuove competenze in materia di matrimonio e ordinazione


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Il cardinale Koch sul viaggio del Papa in Germania

Il dialogo nella carit motore dellecumenismo

donne del Segretariato delle Nazioni Unite. Tuttavia, Dag Hammarskjld non avrebbe avuto successo come Segretario generale se fosse stato un idealista e un utopista. Piuttosto, il suo successo si bas su una valutazione realistica della situazione mondiale e del campo delle possibilit, per citare Antonio Gramsci. Era un visionario concreto. Sosteneva la supremazia del diritto internazionale sulla forza bruta, ma non voleva che il diritto di veto dei cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza fosse rimosso dalla Carta perch quel veto rispecchiava la divisione reale del potere nel mondo. Quando potremo rimuovere il veto, significher che non avr pi importanza, disse, citando il politico indiano Krishna Menon. Nel suo libro sulla dichiarazione delle Nazioni Unite sui Diritti umani, A World Made New, Mary Ann Glendon, avvocato e gi Ambasciatore degli Stati Uniti presso la Santa Sede, cita Hammarskjld per aver istruito il capo del dipartimento dei Diritti umani nel Segretariato a non dare allaereo pi gas di quanto necessario per volare (unosservazione dalla sfumatura stranamente profetica, date le circostanze della sua morte). Probabilmente Hammarskjld comprese il potenziale esplosivo della nozione di diritti umani universali, potenziale che, ventanni dopo, durante il periodo della distensione tra le superpotenze, sarebbe stato iscritto nellAccordo di Helsinki e avrebbe dato impulso a movimenti per la libert quali Solidarno in Polonia e Charta 77 in Cecoslovacchia. Tuttavia questo accadeva negli anni Cinquanta. Il mondo tratteneva il respiro di fronte alla minaccia della guerra nucleare. A sostenere le enormi pressioni del suo mandato e a conservarlo integro come persona furono la sua profonda spiritualit e la sua devozione a Dio. A un attento ascoltatore dei suoi discorsi ufficiali e delle interviste non sfugge questa dimensione spirituale. non certo una coincidenza che il testo di Hammarskjld che viene letto pi spesso sia Markings (Tracce di cammino), la sua autobiografia spirituale che consta di schizzi e aforismi la cui profondit parla direttamente allanima e rivela la lotta interiore di una persona che stata in costante negoziato con Dio. Ai suoi occhi la maturit spirituale era la qualit pi importante dei leader mondiali, dei funzionari civili e dei diplomatici. Per lui la libert non equivaleva a un limitato individualismo, ma al coraggio e allumilt di seguire una vocazione e di vivere secondo la propria coscienza. Si resta colpiti dalla somiglianza fra questa definizione di libert e quella espressa da Benedetto XVI, nel libro intervista con Peter Seewald. Ascoltare una conversazione fra loro sarebbe stato affascinante, anche se non necessariamente avrebbero concordato su tutto. Il cammino personale di Dag Hammarskjld verso Dio fu decisamente cristiano ed stato sottollineato che Ges presente in ogni pagina di Markings. Fu la forza mistica e unificatrice della ricerca onesta e infinita di Dio, intrapresa dalluomo lungo numerose vie, a essere centrale nella sua vita. *Ambasciatore di Svezia presso la Santa Sede

Raccolti gli studi di Mario Sensi


Un uomo mette in salvo sua figlia durante il passaggio di Nesat (Reuters)

MANILA, 27. Oltre centomila persone sono state fatte sgomberare dalle loro case nelle Filippine per il passaggio del tifone Nesat, che viaggia a una velocit di 170 chilometri orari e che ha gi causato due morti e quattro dispersi. Secondo lemittente britannica Bbc, nella capitale Manila sono rimasti chiusi uffici, scuole e universit e le autorit hanno invitato i cittadini a rimanere in casa. I

meteorologi prevedono onde di quattro metri lungo tutte le coste e si temono allagamenti e frane. Nesat dovrebbe flagellare le Filippine per ancora un paio di giorni prima di spostarsi verso il sud della Cina e di perdere presumibilmente intensit. I tifoni nelle Filippine sono molto frequenti. Due anni fa, il tifone Ketsana provoc nelle Filippine oltre quattrocento morti.

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Le bizzoche che impreziosirono la Chiesa


LUCETTA SCARAFFIA
A PAGINA

NOSTRE INFORMAZIONI
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morto Sergio Bonelli

Adis amigo
ROBERTO GENOVESI
A PAGINA

GIANLUCA BICCINI

A PAGINA

Il Santo Padre ha nominato lEminentissimo Cardinale Walter Kasper, Presidente emerito del Pontificio Consiglio per la Promozione dellUnit dei Cristiani, Suo Inviato Speciale alla celebrazione del 950 anniversario della dedicazione della Cattedrale di Speyer (Germania), in programma il 2 ottobre 2011.

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LOSSERVATORE ROMANO
Intervento della Santa Sede alla Conferenza generale dellAiea a Vienna

mercoled 28 settembre 2011

Per la Casa Bianca lUe ha reagito troppo lentamente alla crisi

Obama striglia lEuropa

La guerra non uno strumento per risolvere i conflitti


Pubblichiamo una nostra traduzione dellintervento pronunciato, il 20 settembre, da monsignor Michael W. Banach, Rappresentante Permanente della Santa Sede presso lAiea (Agenzia internazionale per lenergia atomica), nel corso della cinquantacinquesima sessione della Conferenza generale dellAiea (Vienna, 19-23 settembre 2011). Presidente, Eccellenze, Signore e Signori, ho lonore di pronunciare questo intervento a nome di Sua Eccellenza lArcivescovo Dominique Mamberti, Segretario della Santa Sede per le Relazioni con gli Stati. Soprattutto, ho lonore di trasmettere a lei, Presidente, al Direttore generale dellAgenzia internazionale per lenergia atomica, il Dr. Yukiya Amano, e a tutti i distinti partecipanti a questa 55 Conferenza generale dellAiea i migliori auspici e i saluti cordiali di Sua Santit, Papa Benedetto XVI. Lo scorso novembre, in occasione della presentazione delle Lettere Credenziali del nuovo Ambasciatore del Giappone presso la Santa Sede, Papa Benedetto ha affermato: Il ricordo di questo oscuro episodio (Hiroshima e Nagasaki) della storia dellumanit diviene sempre pi doloroso, man mano che scompaiono quanti sono stati testimoni di un simile orrore. Questa tragedia ci ricorda con insistenza quanto sia necessario perseverare negli sforzi a favore della non-proliferazione delle armi nucleari e del disarmo. Larma nucleare resta una fonte di grande preoccupazione. Il suo possesso e il rischio di un suo eventuale uso generano tensioni e diffidenza in numerose regioni del mondo. (Discorso di Sua Santit Papa Benedetto XVI a S.E. Hidekazu Yamaguchi, nuovo Ambasciatore del Giappone presso la Santa Sede, sabato 27 novembre 2010). In questo contesto, la Santa Sede desidera reiterare il proprio costante sostegno alla ricerca di soluzioni politiche, che non solo rendano possibile prevenire la proliferazione di armi nucleari, ma anche impediscano di considerare la guerra come uno strumento per risolvere conflitti fra nazioni e fra popoli. Inoltre, la Santa Sede incoraggia tutte le nazioni a intessere con pazienza quei legami economici e politici che sono bastioni contro qualsiasi rivendicazione di ricorso alle armi e che rendono possibile la promozione dello sviluppo umano integrale di tutti i popoli (cfr. Discorso di Papa Benedetto XVI allUdienza Generale, 5 maggio 2010). Una parte delle somme stanziate per gli armamenti potrebbe essere reimpiegata per lo sviluppo di progetti economici, educativi e sanitari. Senza dubbio questo contribuirebbe alla stabilit interna dei Paesi e a quella fra i popoli (cfr. Papa Benedetto XVI, Lettera Enciclica Caritas in veritate, n. 29). Ora, in questi tempi di situazione precaria dei mercati e delloccupazione, la necessit di trovare finanziamenti affidabili per lo sviluppo resta una preoccupazione costante. Secondo lo spirito delle parole di Papa Benedetto, la Santa Sede convinta che lAiea possa guardare con soddisfazione a ci che ha ottenuto a partire dalla sua fondazione basata sui tre pilastri del suo mandato: tecnologia, sicurezza e verifica. Ciononostante, dovranno essere affrontate ancora molte sfide in futuro. Per farlo, la Santa Sede considera il Trattato di non Proliferazione delle armi nucleari (Npt), la pietra dangolo del regime di non proliferazione nucleare globale quale base per perseguire il disarmo nucleare e come un elemento importante per un ulteriore sviluppo delle applicazioni della energia nucleare per scopi pacifici. Poich lo Npt lunico strumento legale multilaterale attualmente disponibile, teso a condurre a un mondo libero dalle armi nucleari, non si pu permettere che venga indebolito. Lentrata in vigore del Trattato sulla Messa al Bando degli Esperimenti nucleari (CTBT) sta diventando anche unurgente priorit, cos come la ratifica da parte di tutti gli Stati, in particolare di quelli che possiedono armi nucleari, dei rispettivi protocolli dei Trattati delle Zone libere da armi nucleari (NWFZ). A questo proposito la Santa Sede riafferma il proprio sostegno agli sforzi per creare una zona del genere in Medio Oriente. Le zone libere da armi nucleari sono lesempio migliore di fiducia, convinzione e affermazione che la pace e la sicurezza sono possibili senza il possesso di armi nucleari. A questo fine, la mia Delegazione attende con fervore di partecipare al Forum dellAiea sulle esperienze di eventuale rilevanza per la creazione di una zona libera da armi nucleari in Medio Oriente, che si svolger alla fine del prossimo mese di novembre. La Santa Sede, Stato membro e fondatore dellAiea, ha partecipato alla Conferenza Ministeriale dellAiea sulla sicurezza nucleare che si svolta lo scorso giugno a Vienna. Da quella Conferenza emerso chiaramente che la crisi nucleare di Fukushima-Daiichi un problema globale e che il mondo esposto a rischi concreti e sistematici, dunque non solo ipotetici, con costi incalcolabili e con la necessit di sviluppare un coordinamento politico internazionale senza precedenti. Nello stesso tempo, la crisi nucleare di Fukushima-Daiichi solleva numerose questioni che vanno affrontate per migliorare la pianificazione e la gestione degli impianti nucleari secondo i livelli pi elevati di incolumit e sicurezza. legittimo costruire o mantenere operativi reattori nucleari su territori esposti a seri rischi sismici? La tecnologia della fissione nucleare, la costruzione di nuove centrali nucleari o lattivit costante di quelle esistenti escludono lerrore umano nelle loro fasi di progettazione e di attivit normale e demergenza? A tutte queste domande si devono aggiungere anche quelle legate alla corrispondente volont politica, alla capacit tecnica e alle risorse finanziarie necessarie per procedere a smantellare molti vecchi reattori nucleari. Che ne sar del materiale radioattivo? Che cosa e chi verr sacrificato? Il problema delle scorie radioattive potr essere semplicemente scaricato sulle future generazioni? Inoltre, un rischio nucleare pari a zero a livello mondiale impossibile, considerando che esistono ancora armi e centrali nucleari attive che vanno gestite. Di recente, si esortato a sviluppare nuovi standard di incolumit e di sicurezza nonch a monitorare a livello internazionale tutte le centrali nucleari esistenti. Per la Santa Sede proprio questo il problema cruciale. Gli Stati hanno la volont di adottare nuovi standard di incolumit e di sicurezza? Se cos, chi li monitorer? Comunque un fatto che senza trasparenza non si possono perseguire con assoluta diligenza n lincolumit n la sicurezza. Assolutamente necessari sono i programmi di formazione per la diffusione di una cultura di incolumit e di sicurezza sia nel settore nucleare sia nella coscienza pubblica in generale. Un ruolo speciale va riservato ai codici di condotta per le risorse umane, che nel settore nucleare devono essere sempre consapevoli degli eventuali effetti della loro attivit. La sicurezza dipende dagli Stati, ma soprattutto dal senso di responsabilit di ogni persona. Per questi motivi, la Santa Sede considera il Piano dAzione dellAiea sulla Sicurezza Nucleare un contributo importante al dibattito, in particolare per proteggere dalle radiazioni le persone e lambiente in tutto il mondo. La Santa Sede apprezza lopera e gli sforzi dellAiea e dei suoi collaboratori per la pianificazione e la promozione di programmi di controllo del cancro, che includono la fornitura e laggiornamento degli strumenti essenziali, e una corretta formazione dei medici, dei fisici e dei tecnici nonch lo scambio di informazioni importanti a livello mondiale. La Santa Sede desidera incoraggiare lAiea a continuare a perseguire e a rafforzare tutte queste attivit decisamente importanti. In questo contesto, la Santa Sede desidera evidenziare il programma di Azione per la Terapia del Cancro (PACT) che mira ad accrescere la capacit di assistere gli Stati membro nel compito difficilissimo di combattere il cancro e di creare centri radioterapici regionali di eccellenza. Queste applicazioni pacifiche delle tecniche nucleari possono, in molti modi, rendere un contributo significativo alla soluzione dei problemi pi urgenti, per esempio, la produzione di raccolti migliori o che abbiano una tolleranza pi alta al sale nei climi aridi, leliminazione di pesticidi veicolo di malattia o comunque dannosi, in un modo che sia di beneficio per lambiente. Fra le altre cose, possono essere utilizzate efficacemente nello studio della malnutrizione infantile e nella diagnosi e nel trattamento delle malattie. Tuttavia, in questo contesto la gestione delle risorse idriche rimane assolutamente prioritaria. La scelta del tema del forum scientifico di questanno: Limportanza dellacqua. Fare la differenza con tecniche nucleari estremamente opportuno. ampiamente riconosciuto che lacqua, in particolare laccesso allacqua potabile, alla radice di alcune preoccupazioni pressanti della societ. Oggi si concorda comunemente sul fatto che la sopravvivenza dellumanit e di tutte le specie sulla terra dipende molto dal destino dellacqua. Il problema della scarsit e della privazione idriche sentito in modo pi grave da uomini e da donne che vivono in povert e spesso nei Paesi pi poveri. Tuttavia, il concetto di famiglia di nazioni ricorda che la responsabilit del destino dei Paesi meno favoriti dipende da quello dei Paesi pi ricchi. In una famiglia, ogni membro responsabile di ogni altro membro, il dolore di uno diviene il dolore di tutti. I numerosi bambini che muoiono ogni anno nei Paesi poveri a causa della mancanza di accesso allacqua potabile e ai servizi sanitari sono una perdita per il futuro di tutto il mondo e per lumanit nella sua interezza. La sfida affrontata oggi nel settore idrico e sanitario anche unopportunit da un punto di vista sia sociale sia economico. Questa sfida, gestita in modo corretto, ha la possibilit di schiudere un potenziale enorme e di trasformare innumerevoli esistenze. Gli investimenti per lacqua potabile e i servizi sanitari possono, a loro volta, essere il motore di una crescita economica accelerata, di uno sviluppo sostenibile, di una salute migliore e di una riduzione della povert. Qui, importante osservare che la riduzione della povert anche uno degli obiettivi dellAiea. Quella dellacqua veramente una questione di diritto alla vita e riguarda soprattutto coloro che sono privati del diritto allacqua, alla salute e al cibo. La famiglia umana deve essere servita, non sfruttata. Lobiettivo primario di tutti gli sforzi deve essere il benessere di coloro, uomini, donne, bambini, famiglie e comunit, che vivono nelle zone pi povere del mondo e soffrono di pi per la scarsit o il cattivo uso delle risorse idriche. Permettetemi di concludere affermando che per tutti i motivi summenzionati, la Delegazione della Santa Sede continuer a seguire con grande interesse le deliberazioni di questa Conferenza Generale mentre, insieme, esaminiamo il contributo dellAgenzia internazionale per lenergia atomica alla pace, alla salute e alla prosperit.

Il presidente degli Stati Uniti a Los Angeles (Reuters)

WASHINGTON, 27. Non ha agito rapidamente come avrebbe dovuto. Il soggetto della frase lEuropa, ma a fare notizia chi lha pronunciata: Barack Obama. E il luogo la rende ancor pi interessante: il sito linkedin, una rete virtuale che collega in tutto il mondo professionisti e operatori dei pi vari settori economici in tutto il mondo. Sono parole dure quelle usate dal presidente americano, ieri, in California, durante un incontro per la raccolta di fondi in vista della campagna elettorale. Parole inattese, che suggeriscono malumori nelle relazioni tra le due sponde dellAtlantico. La crisi del debito sovrano che attanaglia il Vecchio Continente spaventa il mondo. Insomma, i passi intrapresi dai Paesi dellEurozona non sono stati allaltezza della situazione. Obama ha sottolineato che il Vecchio Continente non s mai pienamente ripreso dalla crisi del 2007. I Governi non hanno mai affrontato in maniera adeguata le sfide e le difficolt che il loro sistema bancario era chiamato a rispondere. Tutto ci ha aggiunto Obama stato aggravato da quello che sta accadendo in Grecia. Linquilino della Casa Bianca non ha usato mezzi termini, sostenendo che i problemi mal risolti nellUnione europea hanno superato i confini del continente, finendo per danneggiare anche leconomia americana. Obama ha attribuito allEuropa la responsabilit di molti dei problemi delleconomia americana, in particolare quello del lavoro, che mettono a rischio la sua rielezione nel 2012. Obama ha fatto queste dichiarazioni rispondendo a un lavoratore americano appena licenziato che si lamentava dellandamento delleconomia americana. Il riferimento alla crisi e al problema del debito che affligge lEuropa, da parte di Obama, segue le affermazioni del segretario al Tesoro americano Timothy Geithner che pochi giorni fa aveva chiesto ai governi di unirsi agli sforzi della Bce. Il monito di Obama ha riacceso il dibattito sulla necessit di potenziare la risposta europea alla crisi. Ed sempre pi probabile un taglio dei tassi Bce gi ad ottobre. I leader europei stanno discutendo su un possibile potenziamento del fondo di salvataggio, lo European Financial Stability Facility dotandolo di un meccanismo di leva finanziaria magari sulla falsariga dei programmi americani post-Lehman Brothers. Rimbalzano voci su un potenziamento del fondo fino a tremila miliardi di euro dagli attuali 440: irresponsabile e prematuro impegnarsi in un esercizio di cifre ora si affrettato a spiegare un portavoce del Commissario Ue agli Affari Economici, Olli Rehn. Il ministro dellEconomia spagnolo, Elena Salgado, ha dichiarato oggi che un piano da tremila miliardi di euro al momento non in discussione. Le voci di un possibile abbassamento dei tassi da parte della Bce ieri il governatore della Banca del

Lussemburgo, Yves Mersch, membro del Consiglio direttivo dellistituto di Francoforte, non ha esclus0 un taglio dei tassi dinteresse ha dato una boccata dossigeno alle Borse europee e a Wall Street. Il migliore stato il mercato azionario di Milano: gli assicurativi nel Vecchio Continente hanno usufruito meglio degli altri della corrente di acquisti. Bene anche lapertura di oggi: tutti i listini europei corrono. Il Giappone si detto pronto ad aumentare lacquisto di bond Ue.

Il Parlamento di Atene vota il disegno di legge per la nuova imposta sugli immobili

Papandreou a Berlino per salvare la Grecia


BERLINO, 27. Quello che state facendo non un investimento su fallimenti passati, ma su successi futuri. Cos si espresso oggi il premier greco, George Papandreou, intervenendo a Berlino a una conferenza della Confindustria tedesca. Il mio compito ha detto Papandreou non quello di essere rieletto, ma quello di salvare il mio Paese. Nel corso della sua visita a Berlino il premier greco incontrer il cancelliere tedesco, Angela Merkel. Intanto, previsto per oggi il voto sul disegno di legge presentato dallEsecutivo che prevede lintroduzione della nuova imposta straordinaria sugli immobili da pagare tramite la bolletta dellelettricit. La proposta di legge e in particolare il sistema di pagamento della tassa (chi non paga perch non vuole o non pu si vedr tagliata la corrente in casa) ha provocato la reazione di molti parlamentari dello stesso partito socialista Pasok i quali chiedono la formazione di un Governo di coalizione fra i due maggiori partiti oppure il ricorso anticipato alle urne.

Manifestazione davanti al parlamento greco (Ansa)

I timori sulla solidit della ripresa fanno perdere terreno ai metalli preziosi

Loro passa di moda


WASHINGTON, 27. I timori sul debito dellEurozona, lo stallo sempre pi preoccupante sulla Grecia e il conseguente rafforzarsi del dollaro hanno portato loro sia quello a pronta consegna sia quello a dicembre a ripiegare pesantemente sotto i 1.600 dollari con il future a dicembre sprofondato a 1.532 dollari alloncia. Solo nelle ultime quattro sessioni loro ha perso il 13,8 per cento cedendo oltre trecento dollari rispetto al record di 1.921 dollari dello scorso 6 settembre. Un simile crollo in cos breve tempo non si vedeva dal 2008 alla vigilia del crac Lehman. A monte della rapida fuga dalloro dicono gli analisti c linquietudine degli investitori che, di fronte alla crisi europea hanno scelto di abbandonare il metallo prezioso, per monetizzare i guadagni e passare al dollaro considerato ora pi affidabile dopo laccordo sul deficit di bilancio raggiunto in estate da Obama e in forte recupero sulleuro. Daltra parte, dopo il record storico di settembre un calo delloro era atteso dagli analisti. Insieme alloro sono in calo quasi tutte le commodity. LIndice Standard&Poors Gsci sulle 24 principali materie prime ha perso nella scorsa settimana il 21 per cento e oggi, dopo un calo del 2,6 per cento, si portato sui minimi degli ultimi dieci mesi nonostante a met giornata abbia segnato una leggera rimonta. Fra i metalli largento ha fatto peggio delloro perdendo il 16 per cento e toccando i minimi da novembre. Stessa sorte del platino i cui future con consegna a ottobre sono scesi a 1.475 dollari alloncia con una perdita dell8,5. In calo anche il rame che ha perso il 7,6 per cento portandosi, dopo sette giorni di perdite, al peggior risultato dal dicembre 2008.

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mercoled 28 settembre 2011

LOSSERVATORE ROMANO
Dopo tre giorni di battaglia e con i bombardamenti della Nato

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Il 23 ottobre si elegge lAssemblea costituente

La Tunisia e il tema della sicurezza


di GIUSEPPE M. PETRONE A meno di un mese dal voto del 23 ottobre per eleggere lAssemblea costituente ci si interroga sulla crisi di fiducia del popolo tunisino e sulla necessit di una vera rottura con il passato regime del presidente Zine El Albine Ben Ali. Il Paese guarda con motivata apprensione alle settimane che lo separano dalle elezioni che potrebbero essere segnate da tensioni che oramai ciclicamente esplodono, lasciando intuire una situazione potenzialmente deflagrante. Alle normali contrapposizioni politiche, potrebbero infatti affiancarsene altre, frutto di antichi e mai sopiti contrasti tribali, presenti in Tunisia come in altri Paesi arabi. Il voto, di per s, si preannuncia abbastanza incerto, come confermano i sondaggi che danno gli elettori assolutamente confusi rispetto a quello che dovranno fare nel segreto dellurna. Il quadro generale sta andando avanti in una logica di logoramento, dettata da una campagna elettorale esasperatamente lunga (il voto era stato originariamente fissato per fine luglio e lo spostamento non ha certo sospeso lattivit dei partiti) che non aiuta in quello che un po il desiderio generale che vorrebbe la stesura di intese e alleanze tra formazioni politiche e movimenti nel panorama dello sterminato numero di partiti autorizzati e che, ragionevolmente, si ritengono tutti in grado di affrontare da soli la competizione. Le 1.752 liste che si contenderanno i seggi sono, e non solo per il dato numerico assolutamente spropositato rispetto ai votanti (circa sette milioni tra Tunisia ed estero), la conferma evidente del periodo che si vive nel Paese, perch a fronte di 845 liste depositate da partiti riconosciuti, ce ne sono 678 che fanno capo a candidati indipendenti o formazioni per cos dire fai da te. Un ulteriore elemento di parcellizzazione del potenziale consenso che render, allindomani del voto, ancora pi complessa e difficile la via verso la transizione democratica. Di questo stato di cose fa anche fede lo sbandamento dellelettorato di fronte ai partiti che chiedono il voto, perch prosegue quella tendenza costante da mesi che vede i tunisini quelli non integrati nei partiti assolutamente in confusione perch le proposte politiche che vengono loro fatte li convincono poco o per niente. A confermare questo assunto ci sono i sondaggi che indicano nel movimento islamista Ennahdah (22,8 per cento, il suo presidente Rached Ghannouchi vuole costruire un Paese democratico basato sui valori dellIslam), i centristi del Partito democratico progressista Pdp (10,9 per cento), il partito di sinistra diretto da Mustapha Ben Jafaar, Ettakattol (9,2 per cento) e il Congresso per la Repubblica (Cpr) di Mocef Marzouki (4,5 per cento) i partiti che ottengono maggiori consensi in termini di intenzioni di voto, segnando tra loro e gli altri un distacco enorme. Inoltre, anche se lUnione europea (come altre organizzazioni) ha cominciato a inviare una missione di centotrenta osservatori per lelezione dellAssemblea costituente dovr valutare la preparazione del voto, la campagna elettorale, lo scrutinio e il periodo successivo alla consultazione dopo quarantanni di regime, le istituzioni si ritrovano con una macchina organizzativa che appare zavorrata da tanti problemi. Non ultimo il fatto che non stato ancora chiarito il perch tra elettori attivi (sette milioni) e quelli che ne hanno diritto in quanto titolari di una carta di identit, documento necessario per andare a votare (8,4 milioni) ci sia uno scarto enorme, al quale avrebbero contribuito anche i brogli gi scoperti morti iscritti nelle liste e oggetto di indagini giudiziarie in molte circoscrizioni. Ma ci sono anche altri motivi di timore, perch la Tunisia non riesce ancora a uscire dallemergenza sicurezza dalla caduta di Ben Ali sono state arrestate 28.610 persone come dimostrano i recenti eventi di Kasserine e di Jendouba, dove la violenza esplosa per motivi apparentemente banali, ma che nasconde vecchi contrasti tra giovani di diverse fazioni, decisi a tutto, anche a uccidere. Ma se le misure adottate dai governatori (come il coprifuoco) sono destinate ad allentare la spirale di scontri, saccheggi e incendi, resta ben chiaro il sospetto che, dietro a tutto quel che accade, ci possano essere altri motivi, come la presenza di una regia occulta che soffia sul fuoco delle rivalit per disegnare un futuro di incertezza per lintero Paese. E il pensiero va al Raggruppamento democratico costituzionale (Rcd), il partito di Ben Ali che, sebbene sciolto per decisione della magistratura, appare sempre attivo. I tunisini sono peraltro divisi anche su quel che dovr diventare lAssemblea costituente che, se da un lato deve scrivere le regole della Tunisia democratica, dallaltro potrebbe diventare non essendo la lunghezza del suo mandato ancora definita un surrogato del futuro Parlamento. Anche perch, con le dimissioni del Governo ad interim guidato da Beji Cad Essebsi, i partiti pi rappresentativi chiederanno di entrare nel futuro Esecutivo. E visto il clima, non c da aspettarsi soluzioni rapide e condivise. Come ha indicato recentemente a Doha il presidente del Fondo monetario arabo, Jassem Al Manaie, crolla il tasso di crescita dei Paesi della cosiddetta Primavera araba aumentando le difficolt economiche di questi Paesi. Il G8 ha annunciato che saranno quasi raddoppiati gli aiuti, che saranno portanti a 38 miliardi di dollari (28 milioni di euro) per il periodo 2011-2013. Ma, nonostante il sostegno finanziario internazionale, a causa linstabilit economica nel Paese lungo le strade della Grande Tunisia hanno fatto la loro ricomparsa i militari, che negli ultimi mesi si erano, con discrezione, defilati. Ora, con i loro blindati, presidiano potenziali obiettivi sensibili. E non sar certo una coincidenza il fatto che molti supermercati e grandi magazzini abbiano montato nuovamente le griglie dacciaio le stesse con cui, nei giorni caldi della rivolta, proteggevano le loro vetrine.

Le forze del Cnt controllano il porto di Sirte


TRIPOLI, 27. I combattenti del Consiglio nazionale di transizione libico hanno conquistato il porto di Sirte dopo una notte di violenti scontri armati. Lo ha riferito un comandante del Cnt. Ci sono stati dei combattimenti durante la notte e al momento controlliamo il porto, ha detto questa mattina Mustafa ben Dardef, un comandante della brigata Zenten, dispiegata nei pressi di Sirte aggiungendo che i suoi uomini si preparano ormai a entrare nel centro della citt e si prevedono combattimenti in strada. Dopo tre giorni di battaglia le forze del Cnt sono riuscite a penetrare da est nel cuore di Sirte, citt natale di Muammar Gheddafi. Nei cieli continuano i bombardamenti della Nato e larghe nuvole di fumo nero si levano da alcuni quartieri. Intanto non si arresta lesodo dei civili. I pi duri scontri si sono registrati nella parte occidentale di Sirte dove i ribelli hanno incontrato una forte resistenza da parte delle truppe lealiste di Gheddafi. Le forze del Consiglio nazionale di transizione stanno attaccando da ieri quelle lealiste asserragliate a Bani Walid, utilizzando artiglieria pesante, carri armati e cannoni antiaerei. Lo ha dichiarato il comandante Mohamed Al Seddiq allagenzia Afp. Siamo di fronte a una forte resistenza, per questo che stiamo usando lartiglieria pesante e non la fanteria, ha detto. La battaglia finale avr luogo nei prossimi due giorni. La citt, centosettanta chilometri a sud est di Tripoli, stata un importante punto di reclutamento per le truppe del regime di Gheddafi e ha resistito per diverse settimane a un assedio da parte delle forze del Consiglio nazionale di transizione, il quale deve fronteggiare molte sfide, tra le quali lesistenza di consistenti arsenali di armi chimiche acquisite da Gheddafi. lallarme lanciato dallOnu, durante una sessione del Consiglio di sicurezza sulla situazione in Libia. Secondo quanto ha detto Lynn Pascoe, a capo dellufficio politico dellOnu, il Cnt dovr affrontare il delicato problema della messa in sicurezza degli arsenali di armi di distruzione di massa che Gheddafi nonostante gli accordi stipulati con i Paesi occidentali non aveva smantellato. Il Cnt, ha concluso Pascoe, avr bisogno dellaiuto e del sostegno delle organizzazioni internazionali preposte allo smantellamento degli arsenali di armi di distruzione di massa. Quello dellOnu lennesimo allarme lanciato sul pericolo costituito dagli arsenali chimici libici dallinizio della rivolta in Libia lo scorso febbraio. Alla fine di agosto era emerso che la Nato e gli Stati Uniti avevano avviato da tempo con rappresentanti del Cnt colloqui sulla messa in sicurezza degli arsenali, con Washington pronta a inviare squadre di esperti in Libia per dare un fattivo aiuto sul terreno. Nel frattempo, finch resta a piede libero Gheddafi rappresenta una minaccia crescente di atti terroristici, anche a livello internazionale. Lo ha detto ieri parlando al Consiglio di sicurezza dellOnu, il numero due e primo ministro libico ad interim del Cnt, Mahmud Jibril, chiedendo che continuino i raid aerei della Nato in Libia per proteggere i civili.

Combattimenti alle porte di Sirte (LaPresse/Ap)

In vista di una risoluzione Onu di condanna alle violenze in Siria

Washington cerca il sostegno di Pechino


DAMASCO, 27. Il segretario di Stato americano, Hillary Clinton, ha esortato la Cina a sostenere una dura risoluzione al Consiglio di Sicurezza dellOnu per porre fine alle violenze in Siria. Questo uno dei temi affrontati nellincontro tra Clinton e il ministro degli Esteri cinese, Yang Jiechi, a margine dellAssemblea generale dellO nu in corso a New York. Sempre sul fronte della diplomazia internazionale, la Turchia ha avviato sanzioni contro il Governo siriano che colpiranno anche i settori bancario e energetico. Preannunciate senza dettagli dal premier turco, Recep Tayyip Erdogan, dopo lincontro bilaterale della scorsa settimana con il presidente americano, Barack Obama, le sanzioni turche eviteranno per di colpire la popolazione. A essere cancellati saranno invece incontri politici ad alto livello e le esercitazioni militari. Il coordinatore umanitario delle Nazioni Unite in Siria, Ismail Ould Cheikh Ahmed, ha dichiarato ieri che il Governo di Damasco deve trovare rapidamente una soluzione alle tensioni tra i manifestanti e le forze di sicurezza per evitare che il Paese precipiti in una guerra civile. Secondo lAlto Commissariato delle Nazioni Unite, negli scontri degli ultimi mesi sono morte almeno 2.700 persone. Per gli attivisti e i gruppi per i diritti umani, il numero delle vittime salirebbe addirittura a 5.300. Il Governo del presidente Assad ritiene che tra i morti ci siano anche numerosi agenti. Intanto, sul terreno la tensione si fa sempre pi alta. Le forze siriane, con laiuto di carri armati ed elicotteri, sono entrate ieri sera nella citt di Rastan, una localit situata nel centro del Paese. Si trattata di una massiccia operazione. Lo hanno riferito alcuni residenti. Decine di carri armati e veicoli armati hanno fatto irruzione in citt dopo due giorni di assedio. Rastan si trova lungo lautostrada che conduce in Turchia, vicino alla citt di Homs. Fonti degli attivisti hanno riferito che ieri in diverse localit del Paese sarebbero stati uccise almeno sei persone. Il Governo di Damasco attribuisce la responsabilit dei disordini a gruppi armati di terroristi infiltrati dallesterno.

Il capo dellesercito pakistano cancella la visita a Londra


ISLAMABAD, 27. Il capo dellesercito pakistano, generale Ashfaq Pervez Kayani, ha cancellato la visita a Londra, dove avrebbe dovuto incontrare il ministro della Difesa britannico, Liam Fox. Lo hanno comunicato ieri fonti militari ai giornalisti locali. Il fatto acquista rilievo perch, come rilevano gli osservatori, sinserisce nellambito delle rinnovate tensioni tra il Pakistan e gli Stati Uniti dopo le accuse, formulate da Washington, di sospetta complicit tra il servizio segreto pakistano (Isi) e il gruppo armato afghano Haqqani. Fonti diplomatiche pakistane, citate dallagenzia Agi, riferiscono che lincontro stato cancellato a causa di impegni in agenda. Certo che la situazione dei rapporti tra Pakistan e Occidente non sta vivendo, in questo momento, un periodo idilliaco. Intanto il primo ministro pakistano Gilani ha convocato per gioved una conferenza nazionale interpartitica per discutere dei rapporti diplomatici con gli Stati Uniti. Stamane, intanto, i talebani, in un comunicato, hanno affermato che la rete Haqqani prende ordini da loro e non dal Pakistan, come sostenuto dagli Stati Uniti.

LEgitto approva emendamenti alla legge elettorale


IL CAIRO, 27. Il Governo egiziano ha approvato emendamenti al progetto di legge elettorale per le prossime elezioni politiche il cui inizio previsto il 21 novembre prossimo che giungono dopo le aspre critiche rivolte da movimenti e partiti politici al primo progetto di legge, che prevedeva un sistema misto al 50 per cento tra uninominale e proporzionale. Lo ha annunciato lagenzia di stampa ufficiale Mena, precisando che lelezione di due terzi dei deputati delle due Camere si far con il sistema proporzionale, il restante terzo con scrutinio uninominale, riservato agli indipendenti. Il numero dei deputati dellAssemblea del Popolo scender da 504 a 498, e da 390 a 270 per il Consiglio consultivo (la Shura).

Il ministro delle Finanze era stato larchitetto della stabilit economica della Russia

Medvedev destituisce Kudrin


MOSCA, 27. Il presidente russo, Dmitri Medvedev, ha destituito nel mezzo della crisi finanziaria internazionale il vicepremier e ministro delle Finanze, Alexiei Kudrin, lautorevole architetto della stabilit economica del Paese, vecchio amico del premier Putin. La decisione stata presa dopo che sabato scorso il tandem al potere ha annunciato uno scambio di ruoli, con il ritorno di Putin al Cremlino e la designazione di Medvedev a premier del futuro Governo. Una operazione verticistica che ha suscitato malumori interni e critiche da parte dellopposizione. Il liberale e riformista Kudrin ha pagato il fatto di aver dichiarato ieri a Washington, durante una riunione del Fmi, che non avrebbe mai fatto parte di un Esecutivo guidato da Medvedev per divergenze con lui sulla politica di bilancio, in particolare per laumento delle spese sociali e militari.

Dialogo tra Belgrado e Pristina


BELGRAD O, 27. Il dialogo fra Belgrado e Pristina prosegue oggi e domani a Bruxelles con il settimo round di negoziati. Come ha detto ieri il capo delegazione serbo, Borislav Stefanovic, temi centrali dei colloqui saranno le telecomunicazioni, le forniture di energia elettrica e la presenza del Kosovo alle riunioni e conferenze regionali. Lo spinoso problema dei posti di frontiera al nord del Kosovo, dei quali Pristina ha assunto il controllo il 16 settembre con lappoggio di Eulex e Kfor cosa questa fortemente contestata dalla popolazione serba verr affrontato in colloqui che Belgrado avr con i rappresentanti della comunit internazionale, Unione europea e Stati Uniti. Pristina infatti ha fatto sapere di non voler affrontare questo tema ritenendo la questione dei posti di dogana al nord un affare interno del Kosovo.

Rimpasto nellEsecutivo in Francia


PARIGI, 27. Il presidente francese, Nicolas Sarkozy dopo aver incontrato il premier Franois Fillon e il segretario generael dellUmp, Jean-Franois Cop ha effettuato un rimpasto nellEsecutivo allindomani della storica vittoria della gauche alle elezioni del Senato. Dei due ministri del Governo francese eletti domenica alle elezioni senatoriali, Grard Longuet, ha deciso di mantenere il suo incarico di ministro della Difesa mentre il collega allo Sport, Chantal Jouanno ex campionessa di karate ha gi dato le dimissioni da ministro. Al suo posto stato nominato lex campione del mondo di judo, David Douillet che era gi nelle fila del Governo del presidente Sarkozy nelle vesti di segretario di Stato per francesi allestero.

Un ritratto di Medvedev nellufficio dellex ministro delle Finanze russo (Reuters)

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LOSSERVATORE ROMANO
Raccolti gli studi di Mario Sensi sulla religiosit femminile tra e secolo

mercoled 28 settembre 2011

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Le bizzoche che impreziosirono la Chiesa


di LUCETTA SCARAFFIA costituita da due volumi di grandi dimensioni lopera Mulieres in Ecclesia. Storie di monache e bizzoche (Spoleto, Fondazione Centro Italiano degli Studi sullAlto Medioevo, 2010, III, pagine XX, 1342, euro 100), che raccoglie gli scritti di Mario Sensi, docente emerito di storia medievale alla Pontificia Universit Lateranense, storico di vaglia e dotato di grande dedizione alla ricerca. Una vita intera di appassionato lavoro infatti raccolta in queste pagine. La dedica a Romana Guarnieri, medievista anchessa e studiosa del misticismo femminile. Proprio lei ha guidato gli studi di Sensi, indicandogli un fertile campo di lavoro sulla linea di don Giuseppe De Luca, il quale pensava che la ricerca intellettuale dovesse utilmente far parte per chi ne aveva le capacit del ministero sacerdotale. E per Sensi, in effetti, nel corso di molti anni cos stato, nel senso pi immediato del termine: parroco di Colfiorito, nelle montagne dietro Foligno, ha riscoperto dimenticate e preziose cappelle campestri, di cui ha rivelato lantico valore artistico e liturgico, restituendo cos ai suoi parrocchiani un pezzo della loro storia religiosa, un legame antico con la loro identit cattolica. Ma i saggi raccolti in questi due volumi riguardano, per lo pi, le ricerche svolte sulla religiosit femminile dal XII

Don Mario Sensi

Benozzo Gozzoli, Chiara da Montefalco (XV secolo)

al XV secolo nellItalia centrale, secoli di grande vitalit religiosa fino ad allora poco o niente conosciuta. Si tratta di forme di vita religiosa spontanee, nate dal basso, dalliniziativa delle donne stesse; un tipo di vita spirituale a cui Sensi riconosce caratteristiche particolari, perch condotta nellasprezza della solitudine e nella penitenza, fuori dalle forme istituzionali di una vita regolare. Un fenomeno presente in tutto il mondo cristiano ma che nellItalia di quei secoli, e soprattutto nelle regioni centrali, ha assunto una consistenza e una profondit particolarmente interessanti,

come rivela del resto la presenza fra loro di molte sante, da Chiara dAssisi a Chiara da Montefalco e Angela da Foligno. Il filo rosso che lega studi apparentemente diversi per epoca o localizzazione il loro status di donne dedicate al Signore, un mondo variegato di persone consacrate ma senza voti solenni, una vita regolare senza regola, con legami piuttosto labili con listituzione. Una condizione che le rendeva particolarmente idonee ad adattarsi ai bisogni di societ in rapido cambiamento, e consentiva una libert di movimento e di decisione, e di modalit di rapporto con Dio, che diedero frutti copiosi e interessanti. Assistenza ai bisognosi ma anche vita mistica e preghiere per la comunit rendevano queste donne amate e apprezzate dalla comunit di appartenenza, di cui spesso sapevano ravvivare la fede. Ma una situazione cos indefinita, cos libera, presentava anche dei pericoli, colti dalla gerarchia che cerc di mettere ordine fra le tante e diverse iniziative con la bolla Periculoso, promulgata da Bonifacio VIII nel 1298. Lentamente, ma inesorabilmente, queste iniziative spon-

tanee si trasformarono quindi in comunit monastiche di tipo tradizionale, che rispettavano la clausura e che erano poste sotto il controllo diretto di autorit religiose maschili. Sensi ricostruisce questa storia con equilibrio e rara competenza, rendendo note pagine poco conosciute di vita femminile, tali da far scoprire limportanza delliniziativa delle donne nella vita religiosa del mondo medievale, e cos cambiandone in parte notevole limmagine tradizionale. Scrivere una storia locale che serve a ridiscutere e ridefinire quella generale, saper trasformare la ricerca in un rinnovamento spirituale del presente: ecco i grandi meriti di Mario Sensi, che i volumi fedelmente rappresentano. Non sono molti gli storici che possono vantare un simile risultato, insieme con una tale mole di lavoro svolto in modo davvero impeccabile.

Digitalizzati da Google

I rotoli del Mar Morto sul web


I rotoli del Mar Morto tra cui figurano i documenti biblici pi antichi conosciuti saranno consultabili in rete grazie a una iniziativa congiunta del Museo Israel di Gerusalemme (dove gli originali sono conservati) e di Google, che ha provveduto alla loro digitalizzazione (dds.collections.imj.org.il). Al momento sono consultabili i primi cinque rotoli; fra questi spicca il libro di Isaia, quasi nella sua interezza (66 capitoli), copiato tra il III e il II secolo avanti lera cristiana. Grazie alla tecnologia di Google (che nei mesi scorsi ha gi immesso

Pubblicato linventario delle vesti e dei parati dei Papi del Seicento e del Settecento custoditi nella Sacrestia pontificia

Un abito come segno della protezione divina


Mercoled 28 settembre, nel corso delludienza generale, verr consegnato a Papa Benedetto XVI il libro Le vesti dei Papi. I parati della Sagrestia Pontificia. Seicento e Settecento (Genova, De Ferrari, 2011, pagine 175, euro 50). Ne anticipiamo la prefazione scritta dal cardinale presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, e, a destra, alcuni stralci del primo capitolo. di GIANFRANCO RAVASI C un versetto della Bibbia che poco commentato e in pratica ignorato dalla storia dellarte, nonostante appartenga a una delle pagine pi celebri della Sacra Scrittura. Luomo ribelle e peccatore sta per essere espulso dal giardino delle delizie dellEden e il Signore compie nei suoi confronti un gesto a prima vista curioso: Il Signore Dio fece alluomo e a sua moglie tuniche di pelli e li vest (Genesi, 3, 21). , questo, un atto tipico del paterfamilias che non pu essere rubricato come una pura e semplice eziologia dellabito, ossia come una spiegazione archetipica della necessit di tutelarsi dalle intemperie o dallesteriorit. Quel gesto qualcosa di pi, proprio perch poche righe prima nel racconto cera un altro versetto significativo: in quel giardino, prima della ribellione a Dio, luomo e sua moglie erano nudi e non ne provavano vergogna (Genesi, 2, 25). In quella situazione la nudit era lo specchio di una natura umana intatta e incontaminata nella sua profonda realt; dopo il peccato, per ritrovare una certa dignit lumanit ha bisogno di una veste che non , quindi, solo un mero abbigliamento ma anche un emblema, un segno della costante protezione divina che non abbandona la sua creatura neppure quando essa peccatrice. Detto in altri termini, fin dalle origini stesse della storia la veste non mai soltanto un indumento ma anche paramento. Non per nulla il conferimento di una carica denominato investitura, e quando una persona interviene nella pienezza delle sue funzioni, si dice che parla e opera in veste di.... La moda in tutte le epoche ha travalicato di molto giungendo fino al parossismo la funzione pratica dellabito tramutandolo in un vero e proprio simbolo, sia di seduzione sia di provocazione, sia di bellezza sia di stravaganza, sia di estetica sia di potere. Il noto saggio di Roland Barthes sul Systme de la mode (1967) lanalisi raffinata e accurata di questo elemento materiale trasformato in un vero e proprio status symbol, in una cifra psicologica, in una componente rituale, anzi, in un linguaggio espressivo (si pensi che la parola testo nella genesi latina textus, tessuto). Ora, la stessa Bibbia in molte sue pagine di taglio sacrale a rappresentare i paramenti sacerdotali come una sorta di mappa sulla quale si iscrivono molteplici significati liturgici, spirituali, sociali, a partire da quellefod, variamente identificato dagli esegeti, che forse altro non era inizialmente che un perizoma e che progressivamente diventa uninsegna sacerdotale e regale e persino uno strumento di divinazione oracolare. Si comprende, allora, come questo studio di Marzia Cataldi Gallo sulle vesti e i parati dei Papi del Seicento e Settecento a partire da Paolo V, il cui nome domina ancora oggi sulla facciata della Basilica di San Pietro, fino al Papa vittima delle prove inflittegli da Napoleone, Pio VI si trasformi non solo in un mirabile caleidoscopio di opere raffinate di manifattura, di ricamo, di disegno, di trame, di tessuti, ma si riveli anche come una vera e propria epifania dello splendore del culto. Lo stupore che ci prende contemplando questi gioielli artistici tessili lo stesso di quello che dipinto in una pagina mirabile del Siracide, sapiente giudaico del II secolo antecedente lera cristiana, allorch egli disegna un ritratto del sommo sacerdote a lui contemporaneo, Simone, quando indossava i paramenti gloriosi ed era Pietro rivestito di perfetto splendore durante le liturgie di Sion: si legga integralmente il capitolo 50 di quel libro biblico per rimanere coinvolti in un gioco pirotecnico di immagini sfavillanti che hanno il compito di illustrare la sacralit e la bellezza che irradiavano dalle stesse vesti pontificali, riflesso dello splendore supremo divino. Aveva ragione Jean Guitton quando affermava che la liturgia deve costantemente intrecciare numen, cio mistero, e lumen, ossia chiarezza e intelligibilit. Questa sequenza mirabile di vesti papali ne sono una dimostrazione luminosa e gloriosa: sono grandezza e chiarit, nobilt e concretezza, segno della trascendenza ineffabile di Dio e dellinvocazione umana fatta di arte e di artigianato, di creativit e di lavoro amoroso e paziente.

Bernini e Pietro da Cortona designer a confronto


di MARZIA CATALDI GALLO Di solito le ricerche di carattere storico-artistico si concentrano sulle figure emergenti e danno giustamente risalto alle personalit, che, con le loro creazioni, hanno plasmato il gusto del loro tempo. Alla corte pontificia i Papi, che si sono succeduti alla sua guida, hanno cercato negli artisti persone capaci di dare vita alla loro visione della religione e lustro al loro pontificato. Gli esempi possibili sono cos tanti, che non si possono qui analizzare; come caso esemplificativo illustre basta considerare il ruolo di Gian Lorenzo Bernini, geniale artista multiforme. Architetto, scultore e pittore, Bernini ritrasse e lavor per i Papi che si succedettero nellarco della sua lunga carriera: per loro progett edifici, scolp e dipinse. La sua vivace intelliPietro, in cui fra maglie formate da scudi), ma la cifra pi alta (2.500 rami di quercia si susseguono gli altri scudi) quella riconosciuta ad Auguemblemi della famiglia Chigi - Della sto Boni, Tessitore de Drappi Rovere, cio il monte di sei cime sor- dO ro. montato da una stella a otto punte Alessandro VII stimava molto Beralternate alla tiara papale e di altri nini, che, come Architetto della Catessuti analoghi ancora conservati ad mera Apostolica, sorvegliava tutte le Ariccia, a Palazzo Chigi. attivit artistiche di palazzo, mentre Bernini stesso intervenne, fra lal- Gio Paolo Schor fu nominato Pittore tro, anche se non direttamente, e Disegnatore di Palazzo con il comallideazione dellornamento di alcuni pito di interpretare e far realizzare le parati conservati in Sacrestia. idee di Gian Lorenzo. Il Pontefice si Il ruolo di Gio Paolo Schor, tal- avvaleva anche delle opere di Pietro volta indicato nei documenti come da Cortona: una annotazione del suo il Tedesco, stato davvero impor- diario (20 agosto 1656) ci fa vedere tante nella Roma di quel tempo. con quanto interesse il Papa stesso Johann Paul Schor (Innsbruck 1615 - seguiva le cosiddette arti minori e Roma 1674) giunge a Roma agli inizi degli anni Perfino larchitetto del colonnato Quaranta, entra nelle grazie del padre gesuita Atae del baldacchino di San Pietro nasio Kircher e dal 1654 non disdegn di estendere la sua geniale diventa membro dellAccademia di San Luca. progettazione anche alle arti decorative Il suo ingresso vivo Quelle definite a torto minori nella cultura pittorica romana, dopo una fase iniziale in cui mostra una certa durezza, con quanta sottile ironia mettesse in avviene con la partecipazione alla de- competizione i due grandi del Seicorazione della Galleria di Alessan- cento romano; egli infatti annota che dro VII al Quirinale (1656-1657), come A mezzogiorno vediamo col Cavacollaboratore di Pietro da Cortona, lier Pietro da Cortona i disegni de la insieme a suo fratello Egidio e ad al- coltre col mercante e col tessitore e tri pittori dellambiente cortonesco, e raccomanda al Maggiordomo di fare con lesecuzione di un fregio in un in modo che i disegni di Pietro non salone di Palazzo Chigi a Piazza Co- veda il Bernino e viceversa. Schor si trovava a elaborare i suoi lonna. Nelle arti decorative, come ha giu- disegni sotto legida di questi due stamente messo in luce Giulia Fusco- giganti: collabor come si visto ni, appare creatore di un linguaggio con Bernini, ma la sua appartenenza destinato a caratterizzare tutta la pro- allatelier di Pietro da Cortona resta duzione della seconda met del Sei- un punto fermo nella sua carriera, cento romano. Proprio questo suo che prosegue con i successori di particolare estro creativo come deco- Alessandro VII, Clemente IX e Cleratore dovette indurre Bernini a sce- mente X; durante il pontificato di Ingliere Schor per sovraintendere nocenzo XI (1676-1689) Filippo allesecuzione dei doni destinati dal Schor, figlio di Gio Paolo, viene dePapa a Cristina di Svezia nel 1655. finito Pittore e Disegnatore di PaGio Paolo Schor continua la sua lazzo, quindi prosegue lincarico del carriera alla corte di Alessandro padre, nelloccasione per sovraintenVII in occasione della preparazione dere alla preparazione delle fasce bedelle fasce benedette, che i Papi usa- nedette, che il Papa avrebbe regalato vano regalare ai primogeniti delle ca- al primogenito della Maest Cesase reali cattoliche, per lInfanta di rea nel 1679. Spagna, eseguite fra il 1658 e il 1659: I grandi artisti, aiutati dalla botil Papa stesso e Bernini sovrintende- tega, disegnavano quindi progetti vano attivamente al lavoro, infatti per le cerimonie, senza tralasciare Alessandro VII, nel suo diario, il 14 nessun particolare, dagli apparati efottobre 1658 annota: da noi il fimeri archi di trionfo per le entraCav. Bernino c disegni, il tessitore te dei regnanti o catafalchi per comcon le fasci e mantelletti. memorare i defunti illustri agli arA Schor, definito Scior Pittore, redi preziosi reliquiari, candelabri, vengono riconosciute cifre considere- ostensori agli arredi lignei e tessili, voli per haver fatto fare diversi rica- ai paramenti liturgici. mi con figure et ornamenti messi soLo splendore della corte pontificia pra a n. tre Manti, et una copertina e delle famiglie dellaristocrazia rodi broccato doro... (scudi 1260.90) mana hanno reso Roma di quel teme per haver fatto li disegni per le po un polo di attrazione irresistibile Mantelline, Cuperta e per lassisten- e un centro di propulsione di nuovi za da lui fatta alli Ricamatori che stimoli per tutta lEuropa. Luigi XIV hanno lavorato nella sua casa (scudi ha cercato di accentrare su di s gli 811); Schor era quindi responsabile occhi dellEuropa; non a caso il Re dei ricamatori, che teneva in casa Sole e Papa Alessandro VII si contepropria, e limportanza del suo ruolo sero la presenza di Bernini nelle ri verificabile anche attraverso i paga- spettive corti, ma com noto, dopo menti, che gli sono riconosciuti, ben un breve soggiorno nella capitale pi alti rispetto a quelli dei ricamato- francese, nel 1665 Bernini torn a ri (Gio Batta Grassi e Lorenzo De Roma e vi rimase fino alla morte avSanti ricevono complessivamente 613 venuta nel 1680.

Particolare del rotolo con i testi di Isaia

in rete larchivio fotografico del Museo Yad Vashem di Gerusalemme) possibile ingrandire le immagini ad alta definizione e mettere in luce cos elementi che non sarebbero visibili a occhio nudo. Allinterno di ciascun rotolo anche possibile compiere ricerche per colonna, capitolo, o versetto. Viene inoltre fornita una traduzione in inglese. Si tratta secondo i responsabili del Museo Israel di uno sviluppo importante per i ricercatori di tutto il mondo. I rotoli furono scoperti nelle grotte di Qumran dove duemila anni fa si era insediata una setta di religiosi ebrei a partire dal 1947. Sono considerati un punto di riferimento fondamentale per lo studio dellebraismo antico e delle origini del cristianesimo.

A Castel SantAngelo

Martire Neri, Ritratto di Innocenzo X (1655)

Sei secoli di icone russe


Per lesposizione in Italia il Museo dellicona russa di Mosca ha scelto quarantatr opere, mai viste allestero: la mostra Icone Russe (XV-XX secolo) allestita a Castel SantAngelo e inaugurata il 27 settembre nel contesto delle manifestazioni organizzate per lanno della cultura e della lingua russa in Italia e della cultura e della lingua italiana in Russia sar visitabile fino al 12 febbraio. Tra i gioielli dellesposizione, la grande icona San Teodoro Stratilate, la martire Irina e la beata Teodosia, lunica immagine dei protettori dello zar Boris Godunov e della sua famiglia, mentre Novgorod ha inviato in Italia la sua icona pi antica (fine XV secolo) una Madonna Odigitria.

genza e forse il clima culturale del periodo gli fecero comprendere che la festa barocca, intesa in senso lato tanto da includere anche le cerimonie religiose e persino i funerali, per riuscire al meglio doveva abbracciare e segnare ogni particolare, quindi non disdegn di estendere la sua geniale progettazione anche a quelle arti decorative, che talvolta ancora oggi vengono a mio parere a torto definite minori. I parati liturgici indossati nelle funzioni dal pontefice e dai prelati concelebranti assumono un ruolo fondamentale nella concezione scenografica della celebrazione, nellet barocca ma anche dei periodi successivi. Per Papa Alessandro VII Bernini ide, forse con la collaborazione di Gio Paolo Schor per lesecuzione del disegno preparatorio, il decoro dei damaschi a fondo rosso destinati a parare i pilastri della basilica di San

mercoled 28 settembre 2011

LOSSERVATORE ROMANO
morto Sergio Bonelli

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Torna di moda il vinile e forse non solo nostalgia romantica per un oggetto capace di andare oltre il suono

E il 33 giri ricomincia a frusciare


di GAETANO VALLINI ome dimenticare il rumore inconfondibile della puntina che si posava su un disco, lemozione racchiusa in quella manciata di fruscianti secondi che annunciavano linizio dellatteso nuovo album del proprio cantante preferito? Cos come il tac che scandiva ogni giro dei long-playing pi vecchi, fastidioso, ma alla fine sopportato, testimonianza dei graffi, segni evidenti delle centinaia di ascolti? E vuoi mettere il gusto unico di maneggiare quelle grandi copertine, con il piacere di scoprirne eventuali segreti, spesso divenute icone del tempo e a volte vere e proprie opere darte? Come quelle famosissime beatlesiane di Sgt Peppers Lonely Heart Club Band (con i suoi presunti misteriosi messaggi) e di Abbey Road (con la mitica strada londinese su cui si affacciano i leggendari studi della Apple e riconosciuta, proprio grazie a quella copertina, patrimonio nazionale britannico); oppure quelle dei Rolling Stones e dei Velvet Underground firmate da Andy Warhol; o ancora quella di Tick as a Brick dei Jethro Tull che si apriva diventando un tabloid da sfogliare; senza dimenticare la simpatica mucca in primo piano su Atom Earth Mother dei Pink Floyd. Guardarle sotto la plastica di un piccolo compact disk o sul minuscolo schermo di un ipod non d proprio lo stesso effetto. Eppure proprio nellepoca degli mp3 che stanno via via soppiantando quel cd-audio che aveva de-

Adis amigo
Per cinquantanni stato il fumetto italiano
di ROBERTO GENOVESI lmeno per un giorno Dylan Dog smetter di suonare il clarinetto e Groucho Marx ci risparmier una delle sue irresistibili battute. Perch da oggi niente sar pi come prima. Almeno per il mondo del fumetto. infatti morto allet di 79 anni, Sergio Bonelli, luomo che negli ultimi cinquantanni ha retto le sorti del fumetto italiano. La notizia della sua scomparsa, avvenuta nella prima mattinata di luned 26 dopo una breve malattia, ha colto di sorpresa tutto il mondo delleditoria, si diffusa in punta di piedi su Facebook e poi via internet sui principali siti specializzati quando ancora dalla casa editrice non arrivava alcuna informazione ufficiale. Un terremoto per luniverso dei comics ma anche per il mondo della cultura. Bonelli era nato il 2 dicembre del 1932 a Milano e per lui il fumetto era stato sempre una questione di famiglia. Dal 1946 infatti la madre Tea e il padre Gianluigi erano a capo della Cepim, che molti anni pi tardi Sergio avrebbe ereditato conferendogli come marchio il suo nopre stato Mister No. Questo ex soldato americano perennemente alle prese con i debiti e i fantasmi del passato apparve nelle edicole nel 1975 con il volto di Roberto Diso, il suo disegnatore principale, e si dovette conquistare lo spazio in vetrina facendo a gomitate con gli albi dei supereroi della Marvel e della Dc Comics che in quel tempo cominciavano a rappresentare il pi temibile nemico per la produzione italiana. Chi ha avuto la fortuna di visitare il quartier generale di Sergio Bonelli in via Buonarroti a Milano sa che il primo impatto era in grado di lasciare a bocca aperta. Il suo studio era infatti un vero e proprio museo antropologico dove leditore custodiva gran parte dei cimeli raccolti nei suoi innumerevoli viaggi in giro per il mondo. Mister No rappresentava uno strumento attraverso il quale poteva continuare nel mondo della fantasia le sue fantastiche avventure. Il protagonista della serie lo aveva conosciuto davvero dice Roberto Diso era un pilota di uno scalcinato Piper che trasportava materiali e turisti nella giungla dellAmazzonia. Le storie di Mister No erano una sorta di diario diviso in tavole e vignette in cui annotava volti e luoghi che aveva conosciuto nei suoi innumerevoli viaggi. E non un caso che le avvisaglie della malattia che poi lo ha portato alla morte, abbiano colto Sergio Bonelli nel bel mezzo del suo ennesimo viaggio, questa estate in Provenza. Oggi Mister No avrebbe reagito con una delle sue celebri e colorite imprecazioni dice ancora Diso perch quando perdiamo un amico il dolore si mescola alla rabbia: sappiamo che non ci sar verso di tornare indietro. E lui per me era davvero un grande amico. S, un amico. Tutti i suoi autori ieri, intervistati dalle agenzie e dai tg lo ricordavano cos. Non un semplice e anonimo editore senza volto ma un attento osservatore che interveniva quotidianamente sulle trame, sui dialoghi, sui disegni. Che nel solco di questo stile aveva plasmato una redazione di giovanissimi talenti, una pacifica macchina da guerra in grado di sopravvivergli sulle ali della professionalit e della competenza. Certo, nonostante questo, i timori a caldo non sono pochi. Il futuro in questo momento incerto conclude Diso perch con Sergio esce di scena un modo di concepire larte del fumetto. E Bepi Vigna, uno dei creatori di Nathan Never, aggiunge che con Bonelli scompare la parte pi importante del fumetto italiano perch il racconto popolare in Italia, dalla fine della seconda guerra mondiale, si identificato con la famiglia Bonelli. Sergio Bonelli era un perenne bambino alla ricerca dellennesima idea originale capace di alimentare una nuova serie, curioso osservatore di un mondo ormai molto diverso da quello in cui da ragazzino era entrato in punta di piedi e di cui difendeva lortodossia. A disagio tra gli stand delle mostre mercato che negli ultimi anni frequentava sempre di meno, guardava con perplessit alle abitudini delle nuove generazioni di lettori che sfogliano gli albi sullIpad e amano proseguire le avventure dei loro eroi preferiti su una consolle. Con lui esce di scena limmagine pi romantica del fumetto, quella fatta di baloon tagliati a mano e di effetti a matita, di carta profumata dinchiostro e di colori a tempera. Un nome che a molti di noi, ormai quasi cinquantenni, un po come la madeleine di Proust, fa tornare in mente la passeggiata del sabato ai giardini pubblici, il profumo delle ciambelle appena sfornate da comprare al bar dietro langolo e il fruscio di quella carta lucida tra le dita sfogliata troppo frettolosamente per lirresistibile desiderio di vedere, ancor prima di tornare a casa, se il nostro eroe avrebbe vinto anche stavolta.

cretato agli inizi degli anni Ottanta la fine dei long-playing il vecchio disco in vinile, scomodo, fragile e bellissimo, a oltre sessantanni dal suo avvento si sta prendendo uninattesa ma meritata rivincita. Gi, perch stiamo assistendo a un rifiorire di interesse verso questo datato supporto sonoro sia da parte degli artisti che dei consumatori. E i discografici provano cautamente ad adeguarsi. Ma devono fare i conti con la ridotta capacit produttiva delle poche fabbriche ancora in funzione, intente a soddisfare solo le esigenze di un pubblico di nicchia. Del resto, come sottolineato dal sito Digital Music News, nessuno, almeno per il momento, ha intenzione di rischiare reinvestendo in un settore che, nonostante i dati incoraggianti, resta al momento ir-

rilevante. Ovvero poco pi delluno per cento del mercato musicale negli Stati Uniti, ma con una domanda in costante e consistente crescita. I discografici temono che possa trattarsi solo di una moda passeggera, un temporaneo amore per il vintage musicale. Eppure non si tratta solo di un rigurgito damore da parte di appassionati un po avanti con let, nostalgici dei bei tempi del rock. Perch se pur vero che ancora oggi il trentatr giri ristampato pi venduto negli States resta proprio Abbey Road, non mancano giovani artisti e band che scelgono di pubblicare i propri lavori anche in vinile. Infatti dopo i Beatles lo scorso anno i pi venduti sono stati gli album degli Arcade Fire, mentre i Cake stanno per uscire con una edizione limitata di singoli. Lo

The Dark Side of the Moon e i continui ripescaggi di reperti musicali

Archeologia rock
di GIUSEPPE FIORENTINO Trenta sterline: fu questo il compenso pagato dai Pink Floyd a Clare Torry, la cantante di The Great Gig in the Sky, uno dei brani pi noti e anche pi belli di The Dark Side of the Moon. Allepoca la vocalist deve aver accettato con entusiasmo il compenso. In fondo non doveva avere nemmeno tanta voglia di apparire sullalbum, se vero che allinizio aveva declinato linvito per assistere a un concerto londinese di Chuck Berry. Poi, nel 2004, Clare Torry intent una causa milionaria contro il gruppo e contro la casa discografica Emi. Dopo 31 anni The Dark Side of the Moon venne pubblicato il 17 marzo 1973 quelle trenta sterline sembravano veramente troppo poche. Perch lalbum si rivelato una delle opere pi riuscite e di maggiore successo della breve ed effimera storia del rock. Clare Torry vinse la causa, anche se i termini dellaccordo extragiudiziale raggiunto in seguito non sono mai stati specificati. Ma qualunque risarcimento deve essere sembrato pi che accettabile se si tiene conto della valanga di soldi incassata dai Pink Floyd per il loro disco, che nel giugno passato quindi a 38 anni dalla pubblicazione ha fatto registrare il record di mille settimane, anche se non consecutive, di presenza nelle classifiche statunitensi di vendita. Mille settimane, settemila giorni, oltre diciannove anni: unenormit per i tempi della musica leggera, abituata a bruciare artisti o presunti tali nel brevissimo volgere di una stagione. La verit che il disco allepoca osteggiato dai soliti soloni del rock che vi intravvedevano un cedimento rispetto ai primi (noiosissimi) tentativi sperimentali del gruppo ancora terribilmente attuale. Suona come se fosse stato registrato ieri. Ma la sua forza non risiede nelle atmosfere oniriche o nelle soluzioni sonore che allepoca parevano davvero rivoluzionarie. Aprire un pezzo intitolato Time con il ticchettio di un orologio seguito dal clangore di mille sveglie e campane certamente unidea originale, ma questa trovata, come molte altre nel disco, non sufficiente a spiegarne il pluridecennale successo. Pi semplicemente, la qualit di The Dark Side of the Moon registrato a Londra in quegli stessi Abbey Road Studios

che diedero il titolo a un acclama- stato raccolto tutto, ma proprio tissimo album dei Beatles risie- tutto, il materiale relativo alla nade nellabilit dei musicisti. In scita del disco. I Pink Floyd cofondo si tratta di canzoni per nul- me non li avete mai sentiti, recila ostiche: pochi accordi, assoli tano le pubblicit dissimulate da ben congegnati, ottime voci. Il articoli di approfondimento musitutto condito con la ricercatezza cale che in questi giorni affollano sonora a cui si accennava sopra quotidiani e periodici. La realt (merito di Alan Parsons, allora che lindustria discografica, alle tecnico del suono ad Abbey Road prese con una grave crisi artistica e poi a sua volta musicista di suc- oltre che economica, sta ormai racesso) e con qualche stranezza schiando il fondo del barile alla introdotta proprio per suscitare ricerca di reperti, giudicati inacuriosit. Ecco allora, oltre agli orologi, le monete che cadono sonoramente in una cassa, le risate ricorrenti, le frasi enigmatiche sussurrate a mezza bocca, il battito di un cuore che, riproposto a pi riprese, costituisce un po il leitmotiv del disco. Tutti espedienti per solleticare gli ascoltatori, affamati, ieri come oggi, di novit e in fondo pronti I Pink Floyd a Pompei (1972) a divorare tutto. Senza poi considerare che le rarefatte atmosfere del scoltabili fino a qualche anno fa, disco hanno contribuito ad ali- ma ora ritenuti capaci di rimpinmentare una certa nefasta mitolo- guare le esangui casse delle magia sul gruppo o complesso, co- jors. me si diceva allepoca che seEra successo gi con i Beatles e condo alcune voci sarebbe stato leffetto era stato tuttaltro che dedito a sperimentazioni di esaltante. Ora tocca ai Pink ogni tipo. Floyd, anchessi coinvolti in queA quanto dato sapere, invece, sta prematura archeologia rock di durante la registrazione dellal- cui davvero non si sente il bisobum il chitarrista, David Gilmour, gno. Per apprezzare la grandezza invece di cedere a deprecabili vizi, di dischi come The Dark Side of abbandonava il resto della band the Moon basta ascoltare loriginaper recarsi alle partite dellArse- le. Meglio ancora se in vinile. nal, la sua squadra del cuore, mentre i suoi colleghi erano soliti assistere ai telefilm tuttaltro che noir dei Monty Python. Un disco ben riuscito, quindi, ma soprattutto unintelligentissima operazione commerciale stuUn italiano ha sbancato a Hong Kong, vincendo il cosiddetto diata in ogni dettaglio, a cominpremio Nobel asiatico per lastronomia. Si tratta di Enrico Costa, ciare proprio dalla scelta di dipindirigente di ricerca dellIstituto di astrofisica spaziale e fisica gere i musicisti come artisti malecosmica (Iasf) dellIstituto nazionale di astrofisica (Inaf), che ha detti. Calcolata in ogni particolare ottenuto il prestigiosissimo riconoscimento della Fondazione sembra essere unaltra e certamenShaw. Enrico Costa si infatti distinto per le missioni spaziali che te meno creativa iniziativa discohanno permesso di dimostrare lorigine cosmologica dei Gamma grafica che in questi giorni vede Ray Burst, considerati le sorgenti pi brillanti nelluniverso, grazie ancora una volta protagonisti i al satellite italo-olandese BeppoSax. La premiazione si svolger Pink Floyd. il 28 settembre presso il Convention and Exhibition Centre Del gruppo inglese viene infatti di Hong Kong. Il riconoscimento per il lavoro di Enrico Costa ripubblicata lopera omnia rima(premiato ex-aequo con lamericano Gerald J. Fishman sterizzata e arricchita, si fa per didel Marshall Space Flight Center della Nasa) un segno re, di inediti di ogni tipo. Al solo di incoraggiamento importante per la ricerca scientifica italiana, The Dark Side of the Moon vengoricca di menti, eppure perennemente bistrattata. no dedicati ben sei cd in cui

stesso accade nel Regno Unito, dove llp pi acquistato questanno The King of Limbs dei Radiohead. Mentre i Coldplay, anchessi affascinati dal vinile, hanno annunciato che il nuovo lavoro Mylo Xyloto uscir a ottobre anche in trentatr giri. Ma cosa c dietro questo revival of the vinyl, come lo ha definito nei giorni scorsi The Economist? solo nostalgia o c dellaltro? Qualcuno azzarda che il pubblico, dopo aver gi scaricato la musica dalla rete, compri il disco per la bellezza della grafica della copertina, per avere qualcosa da conservare. Altri pensano che avvenga il contrario, visto che ora ci sono giradischi in grado di trasformare il segnale analogico in digitale. Altri, la maggior parte, puntano invece decisamente sulle differenze tecniche. Senza scomodare i fanatici dellalta fedelt quelli che, potendoselo permettere, spendono fior di quattrini per lettori e amplificatori sofisticatissimi e ipertecnologici destinati a catturare impercettibili sfumature, nellillusione di non perdersi proprio nulla, anche quello che non riusciranno mai a sentire noi ci affidiamo a pi umane sensazioni. Visive, rimpiangendo davvero quelle enormi, scomode, fantastiche copertine di cartone patinato, e soprattutto sonore. E ci schieriamo con quanti ritengono il suono del vinile pi pieno, corposo e realistico rispetto a quello pi pulito ma freddo prodotto dal digitale. In fondo cd ed mp3 custodiscono campionature, ripetitive sequenze di numeri, mentre in quei microscopici solchi veniva catturata non solo la musica nella sua fisicit, ma anche latmosfera in cui veniva generata. Sembrava quasi di esserci in sala di registrazione. Non sappiamo se questo ritorno di fiamma segner una rinascita del vinile o se anche questi ultimi prodotti saranno presto destinati a nostalgici collezionisti. Realisticamente non sar il vinile a salvare lindustria discografica da un futuro che si preannuncia tutto in rete, e non rivedremo certo i giovani uscire soddisfatti, con ingombranti lp sotto il braccio, da quei templi per audiofili che erano i negozi di dischi, ora rarissimi e destinati a una specie in via di estinzione (che da quattro anni celebra persino un Record Store Day, un giorno della memoria in attesa di una improbabile definitiva rinascita). Ma, come recitava una pubblicit, ci sono piaceri che non hanno prezzo. E allora, se non vi siete disfatti dei vostri vecchi lp se lo avete fatto, prima o poi ve ne pentirete e conservate ancora in casa un piatto che funziona, sfilate dalla custodia consunta il vecchio trentatr giri preferito, poggiatelo con cura, fate scendere lentamente la puntina sui solchi e mettetevi comodi: regalatevi quellindefinibile ma piacevole di pi che rende cos speciale lascolto di un album in vinile. E, se avete tempo, sfogliate qualche pagina di Alta fedelt di Nick Hornby (Milano, Guanda), o de Il 33 giro di Graham Jones (Roma, Arcana), o, ancora, Lultimo disco dei mohicani di Maurizio Blatto (Milano, Castelvecchi). Scoprirete singolari storie legate a questo mondo, con gustosi aneddoti su musicisti stravaganti e negozianti alle prese con le bizzarrie dei clienti (Ce lavete quello dei Led Zeppelin con la supposta in copertina?). Quelli con i capelli radi e magari pure ingrigiti forse sentiranno un po di nostalgia, i pi giovani scopriranno un mondo affascinante e lontano che nessun download, per quanto gratuito, potr loro regalare.

Tex Willer, uno degli eroi di Bonelli

Astronomi a Hong Kong

me. Ma allinizio tutto questo Bonelli non poteva saperlo e si dava da fare davvero come un umile ragazzino di bottega. Prima fattorino, poi magazziniere, poi ancora redattore addetto alla posta dei lettori. Una trafila, una gavetta che lo portarono a conoscere e ad apprezzare tutte le caratteristiche, i pregi e i difetti di unazienda dedicata alla pubblicazione di tavole disegnate ma anche e soprattutto a rispettare quei creativi che di tale impresa sono la linfa vitale insostituibile. Bonelli raccolse leredit della Cepim nel 1957 e ad aspettarlo fuori dalla porta dellufficio che recava la targa direttore trov un ranger dalla casacca gialla e i pantaloni azzurri a cui il padre Gianluigi nel 1948 aveva dato il nome di Tex Willer. Da quel momento Sergio Bonelli e questo eroe daltri tempi che difendeva i deboli ed era amico degli indiani cammineranno spalla a spalla per cinquantanni disegnando insieme le coordinate del racconto popolare italiano. La passione per Tex stata in grado di abbattere barriere politiche e sociali. Gli albi di questo giustiziere dal cuore caldo e dalla pistola letale come il morso di un cobra sono stati e sono ancora oggi sui comodini e sulle scrivanie di uomini politici, sindacalisti, filosofi e, strano ma vero in un Paese dove si cerca di attribuire una tessera perfino alla pizza, mai nessuno di loro ha osato tirarlo per la giacchetta. Abbiamo visto anche di recente politici di tutti gli schieramenti ricordare la magia di quelle tavole disegnate dove, a differenza di quanto accade nella realt di ogni giorno, le regole sono date, la giustizia vale per tutti e i buoni la spuntano sempre sui cattivi. Tex Willer stato il primogenito di una lunga schiera di eroi. Sicuramente i pi conosciuti sono Dylan Dog, lindagatore dellincubo, Nathan Never, lagente dellAgenzia Alfa ma anche Zagor e Martin Mystre per non parlare degli ultimissimi Brandon e Julia solo per citarne alcuni. Eppure il personaggio a cui Bonelli era pi legato sem-

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LOSSERVATORE ROMANO

mercoled 28 settembre 2011

Omelia per l11 settembre del cardinale prefetto della Congregazione per i Vescovi

Una riflessione in vista della giornata del 27 ottobre ad Assisi

Solo il perdono sradica lodio


Pubblichiamo integralmente il testo dellomelia che il cardinale prefetto della Congregazione per i Vescovi ha pronunciato l11 settembre scorso XXIV domenica del tempo ordinario in occasione del pellegrinaggio dei presuli ordinati nellultimo anno presso la basilica di San Pietro. di MARC OUELLET Oggi ricorre il triste anniversario della distruzione delle torri gemelle di Manhattan avvenuta l11 settembre 2001. Tornano alla mente tutte quelle immagini allucinanti di quella orribile tragedia che ha gettato il mondo nella costernazione e in una insicurezza permanente. Tutto il decennio stato contraddistinto da questo attentato che ha destabilizzato lequilibrio politico del pianeta e ha compromesso profondamente lequilibrio della pace. Un tale ricordo ci introduce immediatamente nel mistero del male presente nella storia del mondo, male tanto pi odioso quanto si unisce, a volte, a sedicenti motivazioni religiose. Nella storia dellumanit, odio e violenza non generano che guerra e la guerra sempre un male, un male minore in certe circostanze, ma sempre un male che non porta mai a delle vere soluzioni. Dieci anni or sono, in risposta a questo attentato di New York, il beato Giovanni Paolo II ha fatto organizzare un incontro interreligioso ad Assisi, un giorno di preghiera per la pace. Questo gesto ha ricordato al mondo che le religioni, tutte le religioni, sono delle sorgenti per la pace e che chiunque uccide in nome di Dio, tradisce lautentica religione. veramente interessante che questo triste anniversario coincida con la domenica nella quale la liturgia parla molto esplicitamente del perdono. Chi si vendica avr la vendetta dal Signore, scrive Ben Sirach il Saggio, ed egli terr sempre presenti i suoi peccati. Perdona l'offesa al tuo prossimo e allora per la tua preghiera ti saranno rimessi i peccati. Questa massima ripresa nel Vangelo in una maniera pi profonda e radicale: Signore, quante volte dovr perdonare al mio fratello, se pecca contro di me? Fino a sette volte?. E Ges rispose: Non ti dico fino a sette, ma fino a settanta volte sette. Questa risposta significa che il perdono deve essere costante e senza misura. Ges aggiunge una parabola che contiene una sola esigenza: colui che stato perdonato, a sua volta deve perdonare. Si potrebbe obiettare che la risposta di Ges si riferisce a una morale individuale, ma che non pertinente circa la morale sociale, quando delle gravi offese distruggono la pace pubblica. Non , quindi, necessario avere come prioritaria lesigenza di ristabilire la giustizia? Ma la giustizia pu essere ristabilita senza la carit che perdona? Lenciclica Caritas in veritate ci insegna a non opporre carit e giustizia e che la carit completa la giustizia nella logica del dono e del perdono (n. 6). La storia del mondo contrassegnata da guerre micidiali che sono state condotte in nome della giustizia. Solo il perdono pu vincere lodio e la violenza. Lobiezione contro la parabola di Ges non valida. Osserviamo attentamente il senso profondo della parabola: rivela il disegno di Dio di ricostruire lumanit attraverso il suo perdono universale che deve generare nuove relazioni tra gli uomini. Dio perdona le mancanze, gratuitamente e senza condizione. Una tale grazia ci offerta in Ges Cristo senza alcun merito nostro, e tale grazia ci dispone a un atteggiamento di bont e di misericordia nei riguardi dellaltro. Diversamente la misericordia di Dio tradita e disprezzata. Non ci si prende gioco di Dio. La Sacra Scrittura ci rivela cos il volto di un Dio ricco di tenerezza e di misericordia, che si compiace nel perdonare. Tuttavia, non dimentichiamo che Dio il Dio dellAlleanza, che attende pertanto da parte nostra una risposta che faccia beneficiare i nostri simili del perdono gratuito e incondizionato che noi abbiamo ricevuto. Quando Ges parla del perdono, bisogna avere presente la sua bella preghiera sulla Croce: Padre, perdona loro, perch non sanno quello che fanno (Luca, 23, 34). Ges intercede per coloro che lo stanno crocifiggendo. O meglio, egli li scusa. Tutto ci perch Dio sa vedere

La verit sulluomo e sulla politica


Pellegrini della verit, pellegrini della pace. La societ italiana di oggi e la sfida del dialogo nello spirito del patrono dItalia il titolo dellincontro che si tenuto oggi, marted 27, a Roma, presso la Camera dei Deputati, a un mese esatto dalla Giornata di riflessione, dialogo e preghiera per la pace e la giustizia nel mondo convocata ad Assisi da Benedetto XVI. Dellincontro, al quale hanno partecipato, tra gli altri, il presidente e il vice presidente della Camera, Gianfranco Fini e Maurizio Lupi, pubblichiamo lintervento del vescovo segretario del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace. di MARIO TOSO Con la giornata di Assisi 2011, il prossimo 27 ottobre, che ha come tema scelto dal Papa Pellegrini della verit, pellegrini della pace e intende ricordare il 25 anniversario dello storico incontro del 1986, si vuole mostrare che la pace possibile e che, pi che di discussioni, di dibattiti e di negoziazioni, essa ha bisogno anzitutto dellamicizia tra le religioni. La pace attende che i suoi artefici sappiano convergere e incontrarsi. Non c solo il linguaggio verbale, bens anche il linguaggio eloquente dellempatia, dei gesti: come lintrapresa di un lungo viaggio, laccoglienza, a partire da una previa fiducia accordata. Lapertura e il disarmo degli animi vengono prima di ogni altro passo. Oltre alla dolcezza dellospitalit, c la bellezza corroborante della condivisione degli stessi ideali, di una responsabilit universale. La pace , anzitutto, lesperienza di una fraternit trascendente, dellappartenenza alla stessa famiglia umana che cammina unita e che percepisce nel profondo del suo essere una comune origine e un comune traguardo. Il tema scelto da Benedetto XVI intercetta pienamente lesigenza del dialogo evocata nel titolo di questo incontro: sia perch ogni discussione pubblica se non avvenisse sulla base della ricerca sincera della verit si tramuterebbe presto in una fiera delle falsit, sia perch lo stesso confronto civile, sia pure tra parti avverse, sarebbe impossibile. Il dialogo pubblico c ed fruttuoso se tutti coloro che vi partecipano ricercano il vero, e si impegnano a farlo mediante un atto comunitario, quale luogo ermeneutico e pedagogico. Proprio perch ognuno pellegrino della verit cio s capace di attingerla ma, nello stesso tempo, non la possiede in toto, lo eccede oltre che precederlo chiamato a partecipare con umilt al dialogo sociale, riconoscendo i propri limiti, il bisogno del confronto e di essere integrato nella propria esperienza cognitiva, culturale e religiosa, entro lalveo di un itinerario condiviso. Il dialogo non c o viene interrotto non solo quando non si comunica pi e ci si ritira sullAventino, bens anche quando non si riconosce la verit o si dichiara che la propria totalmente incommensurabile rispetto a quella altrui. Sia il rifiuto di incontrarsi e di parlarsi, sia lo scetticismo e il relativismo assolutizzati sono ostacoli radicali al dialogo pacifico tra persone, popoli, famiglie spirituali e civilt. Condizione imprescindibile della pace, cio del bene comune per i Pontefici la pace si identifica, in certa maniera, col bene comune, con un retto ordine sociale , dunque, non il mettere tra parentesi o il prescindere dalla propria capacit cognitiva e volitiva del vero bene, come suggeriva il noto giurista di origine austriaca, Hans Kelsen, secondo cui chi dichiara di possedere la verit nemico della democrazia quanto, piuttosto, lessere e il sentirsi tutti pellegrini della verit partecipando ad un discorso comune: coltivando unincessante estasi nei confronti della verit intera, parzialmente raggiungibile, mai sondabile e fruibile esaustivamente; disposti, pertanto, a una perenne conversione intellettuale e morale. In tale esperienza di comunione nello scibile occorre sentirsi parte di un tutto che trascende ognuno, e in cui lessere e il sapere altrui sono un dono per me, che sono ontologicamente, intellettualmente e moralmente limitato. allinterno di unesperienza comunitaria del sapere e di buone pratiche che si forgiano autonomamente le nostre conoscenze, la nostra sapienza, lethos di un popolo. Questo, in sintesi, il messaggio che Benedetto XVI desidera diffondere, invitando i vari capi delle religioni e gli uomini di buona volont a convenire ad Assisi, la citt di san Francesco, uomo di pace, perch umile e sincero pellegrino del Sommo Vero e del Sommo Bene: il bene comune mondiale e nazionale verso cui, nelle varie e mutevoli condizioni storiche, si sempre mobilitati, pu essere riconosciuto e costruito se ci si pone credenti e non credenti entro un cammino, universale e comunitario, di autotrascendimento di se stessi verso il Lgos e lAgpe. Questa lesperienza che Benedetto XVI desidera condividere, conscio che dallintrinseco anelito di ogni persona al vero, al bene e a Dio, viene un forte impulso alla collaborazione sociale. Tale propensione deriva da quella natura umana o struttura dessere per la comunione e per il dono che stata seminata in ogni persona dal Creatore e che rende ogni persona un bene per me, aspetto questo spesso ignorato sia dal pensiero politico neoliberale che dal pensiero dei neocomunitaristi, per i quali lessenza della libert umana si stempera in una specie dindifferenza nei confronti del vero e del bene. Per Benedetto XVI, lempatia e la fraternit fra gli esseri umani, mentre costituiscono un patrimonio innato di pace, vanno rese pi vive e rafforzate mediante la recta ratio, una vita buona: ci che preesiste a ogni libert, innervandola dal di dentro, va riconosciuto e assunto pi responsabilmente, con perseveranza. Il processo della pace, quale costruzione del bene comune, necessita della verit integrale sulluomo e sulla storia, come di una luce che lo illumina e lo guida. La verit del bene comune per giungere al tema del dialogo e della pace nel nostro Paese esige che si viva sinceramente il cammino di unumile, appassionata e corale ricerca di ci che vero bene per il popolo italiano. Solo questo atteggiamento, fuori dal clamore della politica gridata o dalle isterie delle Borse, consentir di cogliere il limite delle letture neoliberistiche delleconomia e della finanza. Senza la verit sul bene comune, inteso come bene di tutti, bene relativo alluomo globale, si continuer a pensare a esso con una visione parziale: letica della pace sar vissuta in contrapposizione alletica della vita; la finanza continuer a usurpare il primato alla politica e a essere gestita secondo criteri utilitaristici; le politiche del risanamento non saranno raccordate adeguatamente con quelle dello sviluppo solidale e sostenibile; aumenter il peso del debito pubblico e delle distruzioni ambientali sulle spalle delle future generazioni; i giovani disoccupati resteranno senza la possibilit di fare lesperienza del lavoro, che consente di crescere umanamente, mediante libert e responsabilit; le riforme strutturali tarderanno, assieme ai necessari investimenti nella ricerca e nellinnovazione. La pace esige la verit sulluomo e sulla politica: ecco la piattaforma di una speranza non velleitaria, ecco luscita di sicurezza per ogni popolo. Se non esistesse una verit morale, certa e fondata, non si potrebbe smascherare la menzogna, non sarebbe possibile dire che lomicidio omicidio; non si potrebbe chiamare col loro nome i massacri di uomini e di donne, qualunque sia la loro appartenenza etica e religiosa. Chi ama davvero la pace non pu essere come Pilato che dubita della verit e non la fa sua perch accettarla significherebbe compromettere il proprio status.

nel cuore delluomo e vede che nessun uomo calcola pienamente la portata delle sue offese. Siamo chiamati a rivolgere ai nostri fratelli questo sguardo di misericordia che Dio rivolge a loro e a noi. Senza di ci non esistono pi possibili relazioni umane, la guerra, il ciclo infernale della vendetta. Il perdono sradica ed elimina lodio. Ogni peccato merita il perdono; ma il rifiuto del perdono rende impossibile di beneficiarne noi stessi. La parabola di oggi lo mostra chiaramente e il Padre nostro ci ricorda ogni giorno quale debba essere la nostra vigilanza in materia di perdono. Cari fratelli, viviamo il momento fra i pi significativi del nostro pellegrinaggio alla tomba di san Pietro, in quanto vescovi eletti e ordinati da poco, per far parte del collegio dei successori degli apostoli. La Parola che noi abbiamo ascoltato, il luogo in cui ci troviamo riuniti in assemblea, il ricordo della suprema testimonianza del primo degli apostoli, tutto ci aiuta a plasmare la nostra identit di servitori del Signore nel ministero episcopale. La parola di san Paolo ai Romani, che lui stesso a suggellato con il proprio martirio, si applica in modo tutto particolare alla nostra vocazioni di ministri del Signore: Fratelli, nessuno di voi vive per se stesso e nessuno muore per se stesso, perch se noi viviamo, viviamo per il Signore, se noi moriamo, moriamo per il Signore. Sia che viviamo, sia che moriamo, siamo dunque del Signore. A noi, oggi, interessa guardare il nostro ministero episcopale mettendoci nella giusta prospettiva del

perdono, di cui parlano i testi sacri. Infatti, il ministero che noi dobbiamo compiere nel nostro mondo ferito un ministero di pace e di riconciliazione. Al seguito di san Pietro e di san Paolo che hanno annunciato Cristo con il prezzo della loro vita, la nostra carit pastorale deve sgorgare quotidianamente dalla nostra comunione con il corpo e il sangue del Salvatore. Offriamoci sinceramente a Lui in questa Eucaristia solenne con il popolo che ci stato affidato, affinch, in noi, risplenda il Suo sacerdozio e che la nostra fedelt lasci trasparire il volto misericordioso del Salvatore. Prendiamo, anche, coscienza che il nostro ministero un ministero di unit che affonda le radici nellunit del collegio apostolico. Infatti, lamore e il perdono, di cui noi siamo dei testimoni privilegiati, dovrebbero cominciare tra noi vescovi, ed estendersi ai nostri presbiteri e risplendere sulle nostre comunit diocesane. Dio ha voluto che noi fossimo benedetti dal ministero di unit di Sua Santit Benedetto XVI, la cui sapienza e saggezza risplendono al di l delle frontiere della Chiesa, sullesempio del beato predecessore Giovanni Paolo II. Rimaniamo in profonda comunione con lui, attraverso laffetto filiale e lobbedienza, non solo perch dotato di un carisma eccezionale circa linsegnamento che edifica anche gli stessi non credenti, ma soprattutto e semplicemente perch egli il Papa, il successore di Pietro, colui al quale il Cristo ha affidato la sua Chiesa. Amen.

Lapertura di un centro culturale dopo le proteste dei mesi scorsi

Una voce islamica a Ground Zero


NEW YORK, 27. Lerrore pi grande stato quello di non aver coinvolto fin dall'inizio i familiari delle vittime dell'11 settembre. Sharif El-Gamal, il promotore del centro culturale islamico che nei giorni scorsi ha aperto i battenti a pochi passi da Ground Zero, sintetizza cos la soddisfazione per il traguardo raggiunto. Un'opera che ha dovuto superare non poche polemiche e contestazioni. Ledificio, al 51 di Park Place denominato per questo Park51 sorge infatti a soli due isolati dal sito del World Trade Center, le torri gemelle abbattute nell'attentato del 2001, e comprende anche uno luogo di preghiera islamica aperto da ben due anni. Nel giorno dell'inaugurazione significativamente il 21 settembre, nella Giornata internazionale della pace indetta dalle Nazioni Unite la gente si affollata festosa nel centro islamico, al cui interno stata allestita una mostra fotografica con ritratti di bambini newyorkesi di tutte le etnie. Cos, lentusiasmo dellapertura sembra aver smussato i problemi e le difficolt che hanno caratterizzato la gestazione di questo progetto. Abbiamo commesso degli errori assurdi, ha ammesso El-Gamal. A cominciare, appunto, dal non aver coinvolto i familiari delle vittime del tremendo attentato terroristico. Il progetto, infatti, ha incontrato forti resistenze, soprattutto da parte di coloro che non volevano una moschea, o comunque un punto di ritrovo islamico, proprio nelle immediate vicinanze del luogo dellattentato terroristico. Il centro culturale, cos come stato realizzato, precisa El-Gamal, aperto a tutte le confessioni e comprende anche un monumento in ricordo delle vittime dell11 settembre. Sempre a suo parere, per, lopposizione al centro, che negli Stati Uniti ha scatenato un infuocato dibattito sullislam e la libert di religione, farebbe parte di una pi ampia campagna antimusulmana. Per El-Gamal, comunque, inizialmente non abbiamo compreso la nostra responsabilit di discutere del nostro progetto anche con coloro che avevano perso i propri cari. E loro non legavano molto con i leader della comunit e con gli attivisti. Adesso invece ci stiamo impegnando tantissimo per coinvolgerli nel nostro progetto, li stiamo sinceramente ascoltando. E infatti adesso viene sottolineato un familiare delle vittime siede nel consiglio direttivo del centro culturale. Lintero centro, continua El-Gamal, strutturato sul modello del Jewish Community Center (Jcc) dellUpper West Side. Una volta completata, infatti, la struttura ospiter anche un auditorium, una piscina, un ristorante, servizi e attrezzature sportive, un centro benessere e studi artistici. Per allontanare, inoltre, ogni possibile polemica i responsabili del centro hanno spiegato di aver voluto affidare a un fotografo ebreo, Danny Goldfield, la responsabilit della mostra di ritratti NY Children. Lo stesso fotografo ha raccontato di aver tratto ispirazione per la mostra dalla storia di Rana Sodhi, un sikh emigrato in Arizona dallIndia, il cui fratello, Balbir, fu ucciso in un odiosa ritorsione quattro giorni dopo l11 settembre. Sodhi, che gestisce ancora la stazione di servizio dove fu ucciso il fratello, si recato a New York il giorno dellapertura del centro culturale. Goldfield ha spiegato di aver fotografato dal 2004 bambini provenienti da ben centosessantaquattro Paesi, e spera di riuscire a trovare soggetti adatti a rappresentarne altri ventiquattro per completare il progetto. Alcune fotografie sono state esposte anche in altre occasioni, ma lapertura del centro culturale islamico stata la prima volta in cui sono state esposte tutte insieme.

mercoled 28 settembre 2011

LOSSERVATORE ROMANO
Lettera apostolica in forma di motu proprio Quaerit semper

pagina 7

Alla Rota Romana nuove competenze in materia di matrimonio e ordinazione


LITTERAE APOSTOLICAE MOTU PROPRIO DATAE
Quibus Constitutio apostolica Pastor bonus immutatur atque quaedam competentiae a Congregatione de Cultu Divino et Disciplina Sacramentorum ad novum Officium de processibus dispensationis super matrimonio rato et non consummato ac causis nullitatis sacrae Ordinationis, apud Tribunal Rotae Romanae constitutum, transferuntur. Divino et Disciplina Sacramentorum potissimum operam dare ad Sacram Liturgiam in Ecclesia iteratis nisibus promovendam, secundum renovationem, quam Concilium Oecumenicum Vaticanum II, initio sumpto ex Constitutione Sacrosanctum Concilium, voluit. Itaque consentaneum iudicavimus ad novum Officium, apud Tribunal Rotae Romanae constitutum, competentiam transferre quae respiceret processus dispensationis super matrimonio rato et non consummato necnon causas nullitatis sacrae Ordinationis. De consilio igitur Venerabilis Fratris Nostri Eminentissimi Cardinalis Praefecti Congregationis de Cultu Divino et Disciplina Sacramentorum, favente excellentissimo Decano Tribunalis Rotae Romanae, auditis item sententiis Supremi Tribunalis Signaturae Apostolicae et Pontificii Consilii de Legum Textibus, haec quae sequuntur decernimus: petitionem ad dispensationem impetrandam subicit. 3. Hoc Officium competens quoque est in causis de nullitate sacrae Ordinationis cognoscendis ad normam iuris communis et proprii, congrua congruis referendo. sciplina Sacramentorum reperiuntur, novo Officio apud Tribunal Rotae Romanae demandabuntur, quod easdem definiet. Nostras has deliberationes, quas his apostolicis Litteris Motu proprio datis praescripsimus, firmas et efficaces omnibus ex partibus esse et fore volumus, non obstantibus quibusvis contrariis rebus, etiam peculiari mentione dignis, atque decernimus ut per editionem in actis diurnis LOsservatore Romano eaedem promulgentur et vim suam exserant a die primo mensis Octobris anno MMXI. Datum ex Arce Gandulfi, die XXX mensis Augusti, anno Domini MMXI, Pontificatus Nostri septimo.

Uninnovazione storica
di ANTONI STANKIEWICZ* Con la pubblicazione del motu proprio Quaerit semper si realizza uninnovazione normativa di portata storica nellambito della Curia Romana, vale a dire il passaggio della competenza relativa alla trattazione delle cause di dispensa dal matrimonio rato e non consumato e di dichiarazione di nullit della sacra ordinazione dalla Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, in via esclusiva, al Tribunale della Rota Romana. Occorre comunque annotare che tale trasferimento poggia su precedenti di ordine storico-giuridico i quali attestano che le materie ora devolute alla Rota non sono certo aliene al contesto del Tribunale papale. In particolare, il decano della Rota Romana titolare, nelle cause di nullit matrimoniale trattate davanti alla Rota, della facolt di aggiungere subordinatamente la questione de matrimonio rato et non consummato e di proporre al Sommo Pontefice la concessione della dispensa. Tale facolt fu concessa con lettera del segretario di Stato cardinale Tardini, dell11 ottobre 1952 (Prot. n. 7657/52) e successivamente rinnovata (cfr. i Rescripta ex Audientia SS.mi del 5 luglio 1963, del 26 luglio 1981 e, da ultimo, del 30 settembre 1995). In precedenza la facolt veniva concessa di volta in volta dal Sommo Pontefice, tanto che si formata una consistente giurisprudenza rotale in materia dinconsumazione, a cui la stessa Congregazione competente ha usualmente attinto. Che la Rota fin dallepoca della sua restaurazione sotto Pio X sia stata considerata titolare della competenza a trattare le materie in questione, si desume anche dalle vigenti Norme rotali (1994), in cui, sulla scorta delle analoghe disposizioni presenti nelle precedenti edizioni delle Norme (cfr. can. 4 1 Lex propria 1908; art. 4 1, 34 1, 35, 36 Normae 1934; 7 1, 35 1, 36, 37 Normae 1982), si prescrive lintervento del difensore del Vincolo, stabilmente costituito pro tuendis sacra ordinatione et matrimonio (art. 7 1) nelle cause in quibus agitur de nullitate sacrae ordinationis [...] vel de dispensatione super rato (art. 29 1). Di fatto la Rota ha anche trattato alcune cause di nullit della sacra ordinazione e/o dellassunzione dei relativi oneri, in sede di appello (cfr. coram Exc.mo Prior, sent. del 9 agosto 1922, RRDec., vol. XIV, pp. 263-272; coram Florczak, sent. del 16 aprile 1928, ibid., pp. 127-137) ovvero, per commissione pontificia, fin dalla prima istanza (coram Jullien, sent. del 13 gennaio 1928, ibid., vol. XX, pp. 1-13; coram Parrillo, sent. del 1 agosto 1928, ibid., pp. 347-355). Peraltro, fra le pi antiche e venerande fonti della giurisprudenza in materia di nullit dellordinazione si recensiscono proprio due sentenze rotali coram Cesare De Grassis, del 15 gennaio 1574 e del 22 marzo dello stesso anno. Il motu proprio Quaerit semper nel suo primo articolo dispone labrogazione degli articoli 67 e 68 della costituzione apostolica Pastor bonus, che attribuivano le competenze in materia di dispensa super rato e di nullit della sacra ordinazione alla Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti. Il contenuto di questi due articoli viene trasfuso, con gli adattamenti del caso, nei due nuovi paragrafi ( 2-3) aggiunti, in forza dellarticolo 2 del motu proprio, al testo dellarticolo 126 di Pastor bonus, relativo alle competenze della Rota Romana. Pi precisamente, i detti paragrafi assegnano la competenza a trattare, rispettivamente, i procedimenti per la dispensa dal matrimonio rato e non consumato e le cause di nullit della sacra ordinazione ad un ufficio appositamente costituito presso il Tribunale della Rota Romana. Tale ufficio, come specifica lart. 3 del motu proprio, presieduto dal decano della Rota, coadiuvato da officiali, commissari deputati e consultori. Si tratta, come evidente fin dal nome, di un ufficio avente natura e competenze amministrative, il che peraltro non altera sostanzialmente la fisionomia del Tribunale, tenuto conto che nellesperienza concreta della Curia Romana anche presso altri dicasteri (leggi: la Segnatura Apostolica) coesistono senza difficolt funzioni giudiziali (sia contenziose ordinarie che contenzioso-amministrative) e amministrative (vigilanza sullamministrazione della giustizia). Nel caso della Rota, una certa separatezza del nuovo ufficio costituito per mezzo del motu proprio garantisce ulteriormente la preservazione dellindividualit storico-giuridica del collegio dei prelati uditori, di cui propriamente consiste il Tribunale apostolico. Le norme appena varate prevedono che le competenze trasferite in materia di procedimenti di dispensa super rato vengano espletate secondo la speciale procedura, che quella prevista nel Codice di Diritto Canonico latino, nei canoni 16971706 (cfr. canone 1384 del Codice dei Canoni delle Chiese Orientali), nei quali la generica dizione Sede Apostolica identificher concretamente, dora in poi, la Rota Romana e non pi la Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti. Anche nella normativa speciale vigente attualmente contenuta nelle Litterae circulares emanate dalla Congregazione il 20 dicembre 1986 (Communicationes 20 [1988], pp. 78-84) com ovvio, i riferimenti alla Congregazione dovranno intendersi effettuati alla Rota Romana (e precisamente al nuovo ufficio costituito ad hoc). Per quanto attiene alle cause di nullit della sacra ordinazione, opportunamente il motu proprio specifica che il nuovo ufficio operer a norma del diritto universale e proprio, congrua congruis referendo. Questultimo inciso necessario, giacch il Codice latino, che disciplina la materia nei canoni 17081712, nei canoni 1709 e 1710 fa espresso riferimento alla Congregazione competente (mentre il Codice orientale cita pi genericamente il Dicastero della Curia Romana competente, canone 1386, 1-2). Pertanto, fino a quando non si proceda ad aggiornare il testo codiciale, le citate norme andranno comunque riferite alla Rota Romana. Nellapplicare, poi, le Regulae servandae edite il 16 ottobre 2001 dalla Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti per la trattazione delle cause di nullit dellordinazione (AAS 94 [2002], pp. 292-300), tutti i riferimenti alla Congregazione medesima andranno intesi come fatti alla Rota Romana, mentre il richiamo al prefetto o al segretario si intender riferito al decano. Larticolo 4 del motu proprio, infine, dispone che allentrata in vigore dello stesso i procedimenti pendenti sia in materia di dispensa dal matrimonio non consumato, sia di nullit dellordinazione siano trasferiti al nuovo ufficio costituito presso il Tribunale della Rota Romana per essere ivi definiti. La Rota Romana accoglie le competenze assegnatele dal Papa con filiale gratitudine per la fiducia manifestata verso il suo Tribunale e col conforto di una plurisecolare esperienza giuridica, a cui attingere nella trattazione di materie cos rilevanti per la vita dei singoli e dellintera comunit cristiana. *Decano della Rota Romana

Art. 3.
Officio de processibus dispensationis super matrimonio rato et non consummato ac causis nullitatis sacrae Ordinationis praeest Rotae Romanae Decanus, quem adiuvant Officiales, Commissarii deputati et Consultores.

BENEDICTUS

PP. XVI

Quaerit semper Apostolica Sedes sua moderaminis instituta pastoralibus necessitatibus accommodare, quae annorum decursu in Ecclesiae vita identidem exstiterunt, structuram ideo immutans et competentias Dicasteriorum Curiae Romanae. Ceterum Concilium Oecumenicum Vaticanum II hanc agendi rationem confirmat, dum pariter edicit Dicasteria esse aptanda necessitatibus temporum, regionum ac Rituum, praesertim quod spectat ad eorundem numerum, nomen, competentiam propriamque procedendi rationem, atque inter se laborum coordinationem (cfr. Decr. Christus Dominus, 9). Haec principia persequens, Decessor Noster, beatus Ioannes Paulus II, operam dedit ut Curia Romana in universum denuo per Constitutionem apostolicam Pastor bonus disponeretur, quae die XXVIII mensis Iunii anno MCMLXXXVIII edita est (AAS 80 [1988] 841-930), Dicasteriorum competentiam ita definiens, prae oculis Codice Iuris Canonici habito, qui quinque ante annis evulgatus erat, necnon normis respectis quae iam tunc adumbrabantur pro Ecclesiis Orientalibus. Deinceps aliis praescriptis tum idem beatus Decessor Noster, tum Nos Ipsi effecimus ut structura et competentiae nonnullorum Dicasteriorum immutarentur, quo expeditius commutatis necessitatibus subveniretur. His rerum in adiunctis congruum visum est Congregationem de Cultu

Art. 4.
Die quo hae Litterae vim obligandi sortientur, processus dispensationis super matrimonio rato et non consummato ac causae nullitatis sacrae Ordinationis, quae apud Congregationem de Cultu Divino et Di-

Art. 1.
Abrogantur articuli 67 et 68 Constitutionis apostolicae Pastor bonus, quam supra memoravimus.

Art. 2.
Articulus 126 eiusdem Constitutionis apostolicae Pastor bonus ad subsequentem textum mutatur: Art. 126 1. Hoc Tribunal instantiae superioris partes apud Apostolicam Sedem pro more in gradu appellationis agit ad iura in Ecclesia tutanda, unitati iurisprudentiae consulit et, per proprias sententias, tribunalibus inferioribus auxilio est. 2. Apud hoc Tribunal Officium est constitutum, cuius est cognoscere de facto inconsummationis matrimonii et de exsistentia iustae causae ad dispensationem concedendam. Ideoque acta omnia cum voto Episcopi et Defensoris Vinculi animadversionibus accipit et, iuxta peculiarem procedendi modum, perpendit atque, si casus ferat, Summo Pontifici

La traduzione italiana del documento


Lettera apostolica in forma di Motu proprio Quaerit semper del Sommo Pontefice Benedetto XVI
con la quale modificata la Costituzione apostolica Pastor bonus e si trasferiscono alcune competenze dalla Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti al nuovo Ufficio per i procedimenti di dispensa dal matrimonio rato e non consumato e le cause di nullit della sacra Ordinazione costituito presso il Tribunale della Rota Romana. La Santa Sede ha sempre cercato di adeguare la propria struttura di governo alle necessit pastorali che in ogni periodo storico emergevano nella vita della Chiesa, modificando perci lorganizzazione e la competenza dei Dicasteri della Curia Romana. Il Concilio Vaticano II conferm, daltronde, detto criterio ribadendo la necessit di adeguare i Dicasteri alle necessit dei tempi, delle regioni e dei riti, soprattutto per ci che riguarda il loro numero, la denominazione, la competenza, i modi di procedere e il reciproco coordinamento (cfr. Decr. Christus Dominus, 9). Seguendo tali principi, il mio Predecessore, il beato Giovanni Paolo II, procedette a un complessivo riordino della Curia Romana mediante la Costituzione apostolica Pastor bonus, promulgata il 28 giugno 1988 (AAS 80 [1988] 841-930), configurando le competenze dei vari Dicasteri tenuto conto del Codice di Diritto Canonico promulgato cinque anni prima e delle norme che gi si prospettavano per le Chiese orientali. In seguito, con successivi provvedimenti, sia il mio Predecessore, sia io stesso, siamo intervenuti modificando la struttura e la competenza di alcuni Dicasteri per meglio rispondere alle mutate esigenze. Nelle presenti circostanze parso conveniente che la Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti si dedichi principalmente a dare nuovo impulso alla promozione della Sacra Liturgia nella Chiesa, secondo il rinnovamento voluto dal Concilio Vaticano II a partire dalla Costituzione Sacrosanctum Concilium. Pertanto ho ritenuto opportuno trasferire ad un nuovo Ufficio costituito presso il Tribunale della Rota Romana la competenza di trattare i procedimenti per la concessione della dispensa dal matrimonio rato e non consumato e le cause di nullit della sacra Ordinazione. Di conseguenza, su proposta dellEm.mo Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti e col parere favorevole dellEcc.mo Decano del Tribunale della Rota Romana, sentito il parere del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica e del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi, stabilisco e decreto quanto segue:

Giovannino de Grassi, Sposalizio della Vergine (secolo

XIV)

Art. 1.
Sono aboliti gli articoli 67 e 68 della menzionata Costituzione apostolica Pastor bonus.

Art. 2.
Larticolo 126 della Costituzione apostolica Pastor bonus viene modificato secondo il testo seguente: Art. 126 1. Questo Tribunale funge ordinariamente da istanza superiore nel grado di appello presso la Sede Apostolica per tutelare i diritti nella Chiesa, provvede allunit della giurisprudenza e, attraverso le proprie sentenze, di aiuto ai Tribunali di grado inferiore.

2. Presso questo Tribunale costituito un Ufficio al quale compete giudicare circa il fatto della non consumazione del matrimonio e circa lesistenza di una giusta causa per concedere la dispensa. Perci esso riceve tutti gli atti insieme col voto del Vescovo e con le osservazioni del Difensore del Vincolo, pondera attentamente, secondo la speciale procedura, la supplica volta ad ottenere la dispensa e, se del caso, la sottopone al Sommo Pontefice. 3. Tale Ufficio anche competente a trattare le cause di nullit della sacra Ordinazione, a norma del diritto universale e proprio, congrua congruis referendo.

Art. 4.
Il giorno dellentrata in vigore delle presenti norme, i procedimenti di dispensa dal matrimonio rato e non consumato e le cause di nullit della sacra Ordinazione pendenti presso la Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, saranno trasmessi al nuovo Ufficio presso il Tribunale della Rota Romana e da esso saranno definiti. Tutto ci che ho deliberato con questa Lettera apostolica in forma di Motu Proprio, ordino che sia osservato in tutte le sue parti, nonostante qualsiasi cosa contraria, anche se degna di particolare menzione, e stabilisco che venga promulgato mediante la pubblicazione sul quotidiano LOsservatore Romano, entrando in vigore il giorno 1 ottobre 2011. Dato a Castel Gandolfo, il giorno 30 agosto dellanno 2011, settimo del Nostro Pontificato. BENEDETTO
XVI

LOsservatore Romano in tutte le sue componenti direzione generale, direzione, redazione, anticamera, edizioni periodiche, segreteria, archivi, ufficio correttori, ufficio grafici, ufficio diffusione, ufficio abbonamenti, servizio fotografico, tipografia, amministrazione partecipa al profondo dolore della collega Silvia Costola per la morte della mamma

Art. 3.
LUfficio per i procedimenti di dispensa dal matrimonio rato e non consumato e le cause di nullit della sacra Ordinazione moderato dal Decano della Rota Romana, assistito da Officiali, Commissari deputati e Consultori.

MARIA APARECIDA SALTIERI


e assicura a lei e ai familiari vicinanza nella preghiera. Citt del Vaticano, 27 settembre 2011

pagina 8

LOSSERVATORE ROMANO
Il cardinale Koch sullincontro del Pontefice con le comunit ortodosse in Germania

mercoled 28 settembre 2011

Il dialogo nella carit motore dellecumenismo


di GIANLUCA BICCINI il dialogo nella carit il motore del rapporto ecumenico tra cattolici ed ortodossi in Germania. Ne ancor pi convinto il cardinale Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione dellUnit dei cristiani, dopo aver ascoltato le riflessioni proposte da Benedetto XVI su questo tema, nel recente viaggio apostolico nella propria terra natale. Il porporato svizzero ha fatto parte del seguito del rivoluzione russa dellottobre 1917. Il secondo a seguito del boom economico degli anni Sessanta, quando la Germania reclutava mano dopera dalla Grecia e dalla Serbia. Una terza ondata si registrata dopo il crollo dei regimi comunisti nellEuropa dellEst e in seguito alle guerre nella ex Jugoslavia. A questi grandi flussi migratori le rispettive Chiese madri hanno risposto inviando referenti pastorali e in seguito istituendo apposite nuove diocesi. Per quanto riguarda invece le antichissime Chiese ortodosse-orientali, fedeli sono arsiano le pi vicine a noi. Abbiamo la stessa fede e la stessa struttura ecclesiale, e aneliamo a essere insieme come la Chiesa delle origini. Lo testimonia anche la presenza di una folta delegazione di loro rappresentanti alla messa conclusiva del viaggio in Germania celebrata dal Papa domenica mattina allaeroporto turistico di Friburgo. Quali sono gli ostacoli che ancora permangono affinch si realizzi questo stare insieme? perch le Chiese ortodosse orientali non hanno accettato il Concilio di Calcedonia. Il lavoro comune svolto in questi anni ha mostrato che abbiamo la stessa fede cristologica, ma una diversa teologia. Ecco perch dobbiamo approfondire le questioni ecclesiologiche, come lo studio che stiamo portando avanti sulla comunione nella Chiesa e tra le diverse Chiese e la comunicazione tra queste Chiese. Ho partecipato per la prima volta a un incontro di questo genere qui a Roma nel gennaio scorso e ho trovato una bellissima atmosfera tra le due delegazioni. Nel gennaio prossimo ce ne sar un altro simile ad Addis Abeba. Papa Ratzinger anche per questo ha auspicato un concilio panortodosso? Ha sottolineato limportanza di un processo che conduca a esso, perch le Chiese ortodosse possano trovare maggiore unit tra loro e con noi cattolici. Si tratta di un impegno primario da questo punto di vista. Che contributo possono dare queste Chiese alla societ tedesca ed europea? Possono aiutarci a mantenere vivo il patrimonio della fede cristiana nella cultura europea sulla base delle comuni radici: per la tutela della dignit della persona, della vita umana, del matrimonio e della famiglia. Qual stato secondo lei lavvenimento pi significativo durante il viaggio del Papa in Germania?
XVI

In uno scorcio di Lamezia Terme il rione San Teodoro con il castello normanno-svevo

Domenica 9 ottobre sar a Lamezia Terme e Serra San Bruno

I rappresentanti delle Chiese ortodosse e ortodosse orientali partecipano alla messa presieduta da Benedetto XVI nella mattina di domenica 25 settembre a Friburgo

Pontefice durante la visita di quattro giorni a Berlino, Erfurt e Friburgo, caratterizzata da una forte impronta ecumenica. E se i media hanno giustamente dato grande risalto allincontro con gli evangelici nei luoghi di Lutero, non va sottovalutato quello con i rappresentanti delle Chiese ortodosse e ortodosse orientali. I fedeli di queste Chiese sono oltre un milione e seicentomila in Germania. Ce ne pu delineare il profilo? Per quanto riguarda le Chiese ortodosse, si tratta soprattutto di immigrati giunti attraverso diversi flussi migratori. Il primo arriv dopo la

rivati in Germania soprattutto in seguito alle persecuzioni subite nei Paesi dorigine. Persecuzioni che perdurano tuttoggi nel Medio O riente. Cosa avvicina maggiormente gli ortodossi ai cattolici? Il dialogo nella carit molto apprezzato da entrambe le parti. Lo abbiamo visto durante lincontro svoltosi sabato pomeriggio nel seminario di Friburgo in unatmosfera di fraternit e amicizia. Benedetto XVI molto impegnato in questo dialogo nella carit con le Chiese ortodosse e ortodosse orientali, e nel suo discorso ha sottolineato come esse

Noi sappiamo che quella sul primato petrino la questione pi importante nel dialogo tra le Chiese ortodosse e la Chiesa cattolica romana. Ma Benedetto XVI ha esplicitamente fatto riferimento allenciclica di Giovanni Paolo II Ut unum sint, nella quale si chiarisce la differenza tra lessenza di questo primato e la forma dellesercizio dello stesso. Questa differenza pu aprire molte strade per una discussione pi approfondita in futuro. E per il dialogo con le Chiese ortodosse orientali? In questo senso importante trattare tutte le questioni cristologiche,

Questa terza visita di Benedetto nella sua terra natale era molto importante perch cerano molte discussioni alla vigilia. Poi andato tutto molto bene, con una grande partecipazione dei credenti e penso che sui discorsi da lui pronunciati la Chiesa cattolica in Germania dovr riflettere molto. Soprattutto sul discorso al Parlamento di Berlino, per i fondamenti dello Stato liberale di diritto, e su quello finale al Konzerthaus di Friburgo, dove ha detto che per la Chiesa molto pi importante la fede di quanto non lo siano le istituzioni. Ritengo che questa sia una grande sfida per i cattolici tedeschi e per tutta la Chiesa in futuro.

Il programma della visita del Papa in Calabria


Tutto pronto per la visita pastorale di Benedetto XVI in Calabria, atteso domenica 9 ottobre a Lamezia Terme e a Serra San Bruno. Il programma del quarto viaggio papale in Italia in questo 2011 stato reso noto stamane, marted 27 settembre, dalla Sala Stampa della Santa Sede. la prima volta che Papa Ratzinger si reca in questa regione. E la scelta di Lamezia Terme senza dubbio un motivo di duplice gioia per la diocesi per essere gi stata visitata il 5 ottobre 1984 da Giovanni Paolo II. La visita di Benedetto XVI che ha come motto Nel nome di Ges Cristo, il Nazareno, cammina coincide quasi con la conclusione del cammino avviato dalla Chiesa locale con la redazione del progetto pastorale quinquennale (2007-2012). Sar ha scritto il vescovo Luigi Antonio Cantafora nella lettera pastorale in vista dellavvenimento una grazia per rilanciare il cammino avviato, per dare un nuovo ardore ed un respiro pi ampio alla nostra vita pastorale. Ci visita ha aggiunto il pastore della Chiesa universale, il successore di Pietro, cui il Signore ha affidato la cura di tutto il gregge. Il programma divulgato stamane prevede la partenza del Pontefice dallaeroporto di Roma Ciampino alle ore 8.30, con arrivo allo scalo internazionale di Lamezia Terme (in provincia di Catanzaro) dopo appena tre quarti dora, alle ore 9.15. Il primo appuntamento di Benedetto XVI con la popolazione sar nella zona dellex-Sir, alla periferia industriale della citt, per la celebrazione della messa. Al termine Benedetto XVI guider la recita dellAngelus. Il pranzo, previsto nellepiscopio, sar riservato allincontro fraterno con lepiscopato della regione. Nel pomeriggio, il primo impegno sar alle ore 16.30 per un saluto agli organizzatori della visita pastorale in Calabria. Poi, inizier la seconda parte del viaggio, con la partenza in elicottero dallo stadio Guido dIppolito per Serra San Bruno (Vibo Valentia), dove si trova la celebre certosa dei santi Stefano e Bruno. Larrivo previsto alle ore 17.15 nel campo sportivo La Quercia. Alle ore 17.30, il Papa incontrer la popolazione nel piazzale Santo Stefano antistante la certosa. Passer poi allinterno della monumentale certosa, accolto dal priore Jacques Dupont. Nella chiesa monastica verranno celebrati i vespri. Seguiranno lincontro con la comunit monastica nel refettorio e la visita a una cella e allinfermeria. Alle ore 19.30 il Pontefice ripartir in elicottero dal campo sportivo La Quercia alla volta di Lamezia Terme, dove si imbarcher, nellaeroporto internazionale, sul volo che lo ricondurr a Roma-Ciampino, con arrivo previsto per le ore 20.45. La visita di Benedetto XVI a Serra San Bruno avviene a 27 anni di distanza da quella di Giovanni Paolo II, che proprio dallantica Nicastro, oggi Lamezia Terme, inizi il 5 ottobre 1984 il viaggio pastorale in Calabria, conclusosi il 7 a Reggio Calabria.

Nei mesi di ottobre e novembre

Le celebrazioni presiedute da Benedetto XVI


O ttobre
9
XXVIII

D OMENICA PER

ANNUM

Visita Pastorale a Lamezia Terme 16


XXIX

D OMENICA PER

ANNUM

Basilica Vaticana, ore 9.30, Santa Messa per la Nuova Evangelizzazione 23


XXX

D OMENICA PER

ANNUM

Piazza San Pietro, ore 10, Cappella papale, Canonizzazione dei Beati: Guido Maria Conforti, Luigi Guanella, Bonifacia Rodrguez De Castro 26 MERCOLED Piazza San Pietro, ore 10.30, preghiera in preparazione allIncontro di Assisi

Novembre
2 MERCOLED COMMEMORAZIONE DI TUTTI I

FEDELI DEFUNTI

Grotte Vaticane, ore 18, momento di preghiera per i Sommi Pontefici defunti 3 GIOVED Basilica Vaticana, Altare della Cattedra, ore 11.30, Cappella papale, Santa Messa in suffragio dei Cardinali e Vescovi defunti nel corso dellanno 4 VENERD Basilica Vaticana, ore 17.30, vespri per linizio dellAnno Accademico delle Universit Pontificie 18 VENERD - 20 D OMENICA Viaggio Apostolico nel Benin (Africa) Citt del Vaticano, 21 settembre 2011 Mons. Guido Marini Maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie