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Laraba Fenice

rischia lestinzione
Gli editoriali di Terzapagina.info
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Ce ancora speranza per salvare lAraba Fenice dallestinzione


Posted By paolo On 29 ottobre 2009 @ 10:27 In ambiente, araba fenice | No Comments

[1]
NellAprile 2002 una piccola colonia del rarissimo Ibis
eremita settentrionale (Geronticus eremita) fu scoperta dall
ornitologo Italiano Gianluca Serra nel deserto della Syria. Si
tratta dellunica colonia della popolazione orientale della
specie considerata estinta dopo la scomparsa dellultima
colonia Turca nel 1989. La popolazione orientale e
geneticamente distinta dalla lontana e altra unica popolazione
superstite, in Marocco. La specie e per questo classificata da
IUCN e BirdLife International come Criticamente minacciata
ovvero a rischio di estinzione totale entro i prossimi venti
anni. Si tratta probabilmente della pi importante scoperta
ornitologica e conservazionistica degli ultimi trenta anni nel
medio oriente. LIbis era considerato estinto in Siria da oltre
70 anni ma la scoperta ha rinverdito le speranze di poter
ancora salvare la popolazione orientale di questo affascinante
ed enigmatico uccello, al centro di storia, religione e leggende
antichissime. E luccello messaggero di fertilit rilasciato da
No dalla sua arca come raccontato nel vecchio testamento;
consacrato dagli antichi Egizi oltre 4500 anni fa e anche
luccello che con le sue migrazioni guidava i musulmani alla
Mecca. Secondo interviste con i nomadi e beduini dellarea,
fino a meno di venti anni fa restavano centinaia di coppie in varie colonie di Ibis eremita nel
remoto deserto Siriano. Il declino di questa specie e stata rapidissima e massiccia, probabilmente
dovuta a disturbo e persecuzione. Siamo appena arrivati in tempo. Infatti nel 2002 la colonia era
composta da sole tre coppie. Un adulto fu ucciso da bracconieri nel 2003. Nel 2004 BirdLife
International con il supporto del Governo Siriano ha iniziato una campagna di protezione e
sorveglianza dei nidi che hanno prodotto nel 2006 la pi produttiva annata mai registrata, con ben
6 giovani Ibis tutti involati con successo da due nidi. Tre individui subadulti avevano anche
raggiunto la colonia. Tutto questo lascia ben sperare per una lenta ripresa della colonia se
controlli e misure di protezione eviteranno altre perdite. Ovviamente il pi grande rischio e
durante le migrazioni e nelle aree di svernamento. Per meglio proteggere gli uccelli durante la
migrazione, tre Ibis adulti sono anche stati dotati di trasmittenti satellitari che hanno permesso
finalmente di capire le rotte migratorie e i loro quartieri di svernamento. A parte le leggende,
nessuno sapeva dove questi uccelli volassero durante le migrazioni. Con un volo di oltre 2500
chilometri, gli uccelli Siriani sono migrati attraverso lArabia Saudita e lo Yemen per poi passare lo
stretto sul Mar Rosso e passare linverno in Ethiopia, attentamente seguiti dai ricercatori di
BirdLife e RSPB (il partner di BirdLife in Gran Bretagna). Un tempo era diffuso anche in Europa
centrale e sud orientale, scomparso attorno al 17 secolo. E poi riscoperto nel Marocco nel tardo
19 secolo. Adesso la riscoperta della colonia Syriana creduta estinta. Una vera storia da Araba
Fenice. Ma le speranze provengono soprattutto dai positivi sviluppi sul campo. BirdLife e il
Governo Siriano hanno recentemente firmato un accordo strategico per quattro anni e un
programma specifico per la campagna di protezione 2007. Le rispettive LIPU in Yemen ed
Etiopia (i BirdLife Partners in quei paesi) hanno anche aderito al programma per tutelare gli uccelli
durante le migrazioni e nelle aree invernali per meglio completare il programma di
conservazione.

Progetto internazionale LIPU Birdlife

(Articolo letto 12 volte)

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1 di 2 08/10/2011 16.29
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2 di 2 08/10/2011 16.29
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Associazionismo e volontariato
Posted By paolo On 1 febbraio 2010 @ 12:32 In araba fenice | 1 Comment

1 di 3 08/10/2011 16.31
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Ultimamente queste parole vengono usate come se fossero sinonimi, in realt si riferiscono a cose
diverse: sostanzialmente il volontariato lavoro non retribuito ed ha una vita relativamente
recente, mentre lassociazionismo risale alla nascita dello stato costituzionale.

Mi pare lo illustri bene lo scritto Mazziniano del 1860 su I doveri delluomo [1]:

Sia dunque lAssociazione dovere e diritto per voi.

Taluni a limitarne il diritto fra i cittadini, vi diranno che lassociazione lo Stato, la Nazione: che
voi ne siete o dovete esserne tutti i membri: e che quindi ogni associazione parziale tra voi o
avversa allo Stato o superflua.

Ma lo Stato, la Nazione non rappresentano se non lassociazione dei cittadini in quelle cose, in
quelle tendenze che sono comuni a tutti gli uomini che ne sono parte. Esistono tendenze e fini che
non abbracciano tutti i cittadini, ma solamente un certo numero dessi. E come le tendenze e il
fine comune a tutti generano la Nazione, le tendenze e il fine comuni a parecchi fra i cittadini
devono generare lassociazione speciale.

Poi e questa base fondamentale al diritto dassociazione lassociazione la mallevadoria del


Progresso. Lo Stato rappresenta una certa somma, un certo insieme di principi nei quali
luniversit dei cittadini consente nel periodo in cui lo Stato fondato. Ponete che un nuovo e vero
principio, un nuovo e ragionevole sviluppo delle verit che danno vita allo Stato, saffaccino a
taluni fra i cittadini: come potranno diffonderne, senza associarsi, la conoscenza ?

Ponete che in conseguenza di scoperte scientifiche, di nuove comunicazioni aperte fra popoli e
popoli o daltra cagione, si manifesti, per un certo numero duomini appartenenti allo Stato, un
nuovo interesse: come potranno quei che lo intendono primi conquistargli luogo fra gli interessi da
lungo esistenti se non affratellando i propri mezzi, le proprie forze ?

L inerzia, il riposo nella condizione di cose esistente e sancita dal comune consenso, sono troppo
connaturali agli animi, perch un solo individuo possa, colla sua parola, scuoterli e vincerli.
Lassociazione di una minoranza di giorno in giorno crescente lo pu. Lassociazione il metodo
dellavvenire. Senzessa, lo Stato rimarrebbe immobile, incatenato al grado raggiunto di civilt.

Lassociazione deve essere progressiva nel fine a cui tende, non contraria alle verit conquistate
per sempre dal consenso universale dell Umanit e della Nazione. Una associazione che
simpiantasse per agevolare il furto dellaltrui propriet, una associazione che facesse obbligo ai
suoi membri della poligamia, una associazione che dichiarasse doversi sciogliere la Nazione o
predicasse lo stabilimento del Dispotismo sarebbe illegale. La Nazione ha diritto di dire ai suoi
membri: noi non possiamo tollerare che si diffondano in mezzo a noi dottrine violatrici di ci che
costituisce la natura umana, la Morale, la Patria. Uscite e stabilite fra voi, al di l dei nostri
confini, lassociazione che le vostre tendenze vi suggeriscono.

Lassociazione deve essere pacifica. Essa non pu avere altre armi che lapostolato della parola
deve proporsi di persuadere, non di costringere.
Lassociazione deve essere pubblica. Le associazioni segrete, armi di guerra legittima dove non
Patria n Libert, sono illegali e possono essere sciolte dalla Nazione, quando la Libert diritto
riconosciuto, quando la Patria protegge lo sviluppo e linviolabilit del pensiero. Se lassociazione
deve schiudere la via al Progresso, essa deve essere sottomessa allesame e al giudizio di tutti.

E finalmente lAssociazione deve rispettare in altrui i diritti che sgorgano dalle condizioni essenziali
dellumana natura. Una associazione che violasse, come le corporazioni del medio evo, la libert
del lavoro o tendesse direttamente a restringere la libert di coscienza, potrebbe essere respinta,
governativamente, dalla Nazione.

Da questi limiti infuori, la libert dassociazione fra cittadini sacra, inviolabile, come il progresso
che ha vita in essa. Ogni Governo che sattentasse di restringerla tradirebbe la missione sociale: il
popolo dovrebbe, prima ammonirlo, poi, esaurite le vie pacifiche, rovesciarlo.

La libert di associazione ribadita dallart.18 della Costituzione Italiana, lo slittamento lento e


progressivo verso il volontariato mi sembra rischi di asservire quella che una libera tensione
verso il progresso, in una ulteriore forma, irreggimentata, di sfruttamento del lavoro.

(Articolo letto 37 volte)

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2 di 3 08/10/2011 16.31
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[1] I doveri delluomo: http://www.storiologia.it/mazzini/a1860ll.htm

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3 di 3 08/10/2011 16.31
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Vox populi, vox dei


Posted By paolo On 24 giugno 2010 @ 12:27 In araba fenice | 2 Comments

Passando per piazza, capita di sentire discussioni al volo: stamattina uno si lamentava, col solito
interlocutore silenzioso, del fatto che, negli ultimi trentanni, a Bondeno, non si vista una
personalit in grado di tirarci fuori da questa decadenza.

Dal momento che una domanda che, per ragioni anagrafiche, mi pongo spesso anchio,
proviamo ad aprire un dibattito.

Anzitutto, se si utilizzano indicatori economici, probabilmente alla decadenza non siamo ancora
arrivati e poi caratteristica dei bondenesi denigrare il locale e magnificare lorto del vicino (che,
per altro, non frequentano).

Proviamo allora a puntare lattenzione sullaspetto della mancanza di personalit, qui il dibattito
si fa spinoso: come si fa a sapere chi vale?

Se ci affidiamo ai media finita: qui regna lesaltazione della mediocrit allinsegna di non
disturbare il manovratore.

Una figura che si imponga per le sue spiccate doti personali, anche se nasce qui (e statisticamente
ne nascono e qualcuna lho anche conosciuta), difficilmente trover qui il terreno favorevole alla
sua affermazione (nemo propheta in patria).

A questo punto ci rimane solo qualcuno in grado di svolgere onestamente il proprio mestiere
senza infamia e senza lode, a patto che:

1) lo lascino lavorare;

2) non si abbiano aspettative messianiche nei suoi confronti;

3) si smetta di giocare al capirissimo

Paolo Giatti

(Articolo letto 43 volte)

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1 di 1 08/10/2011 16.32
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1+1=3
Posted By paolo On 20 agosto 2010 @ 13:24 In araba fenice, economia | 1 Comment

IL RAGGIUNGIMENTO DELLA FELICIT SIGNIFICA AVERE UN LAVORO

DI PAUL BUCCHEIT
Counterpunch

E garantito a tutti dalla Dichiarazione di Indipendenza. Se felicit


una parola dal significato poco definito, linfelicit causata dalla
profonda disuguaglianza economica stata oggetto di dimostrazione
da parte di Richard Wilkinson e altri, i quali hanno mostrato che essa
porta a un incremento degli omicidi, dellobesit, delluso di droghe,
di problemi mentali, dellansia, di gravidanze in et adolescenziale e
del tasso di abbandono scolastico. La gente ha bisogno del lavoro per
poter operare in modo sicuro e soddisfatto quale parte della societ.

Questo il motivo per cui dovremmo tassare i pi abbienti. Non


socialismo. E un discorso tanto americano quanto la Dichiarazione di
Indipendenza.

Noi invece ci intestardiamo a supportare un sistema di mercato libero, che permette a un


esperto finanziario di guadagnare abbastanza da poter pagare gli stipendi di 50.000 poliziotti.

I dipartimenti di polizia si stanno restringendo, le scuole vengono chiuse, gli insegnanti lasciati a
casa, i programmi educativi tagliati. I media vorrebbero farci credere che tutti stanno soffrendo.
Ma lultima relazione sulla salute mondiale di Merrill Lynch-Capgemini ha evidenziato che lo
scorso anno nel Nord America il numero dei ricchi (milionari e multimilionari) cresciuto del 17
per cento e la ricchezza di questi soggetti cresciuta del 18 percento, sfiorando quasi gli 11 mila
miliardi di dollari.

Se trentanni fa, allepoca dellinsediamento di Reagan, l1% di ricchi di cui era composta la
popolazione americana entrava in possesso di UN dollaro su quindici di profitto, oggi quell1% ne
guadagna TRE su quindici. Essi hanno di fatto TRIPLICATO la loro fetta di torta degli introiti
americani. Questo significa MILLE MILIARDI di dollari in pi allanno.

I sostenitori del libero mercato dicono che i ricchi re-investono nellindustria, portando cos dei
benefici per tutti. Lo dicevano nel 1980. Lattuale livello di disuguaglianza pari a quello della
Grande Depressione.

Lesercito, nel frattempo, sta ancora combattendo la Guerra Fredda. Le spese militari attuali
equivalgono a quelle del resto del mondo messo assieme. Se al normale budget di spesa militare
si aggiungono le spese per la guerra in Iraq e Afghanistan, si arriva a quasi MILLE MILIARDI di
dollari allanno.

Howard Zinn ha scritto un articolo sull1% di elite americana che domina sullaltro 99% per quanto
riguarda il potere economico e politico. Sulla base dei dati forniti dallInternal Revenue
Service[1], il Census Bureau[2] e il Congressional Budget Office[3], sembra che ci sia pi una
divisione 1%-9%-90%, con il 9% mediano a rappresentare la classe media benestante.

Il 90% dice che dovremmo dare la colpa al governo e agli immigrati.

Il 9% sostiene che dovremmo lasciare in pace i ricchi, e incolpare il governo e gli immigrati.

L1% non dice nulla.

E di sicuro pi facile scaricare le colpe sugli immigrati. La gente che deve combattere per
sopravvivere non pu contare su forze di sicurezza che sorvegliano le loro propriet o su avvocati
che si occupano di studiare i loro diritti. Gli immigrati possono essere il nostro nemico comune, la
nostra minaccia straniera.

Ma non sono loro i responsabili. Fareed Zakaria fa notare su Newsweek che le maggiori 500
aziende non finanziarie sono sedute su 1800 miliardi di contanti non investiti. Questi soldi,
assieme ai miliardi poco tassati dei super ricchi e ai miliardi di un esercito ipertrofico, potrebbero
fornire milioni di posti di lavoro utili per riparare le nostre infrastrutture e trovare alternative
energetiche.

1 di 3 08/10/2011 16.33
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Queste migliaia di miliardi potrebbero fare la felicit di molti americani.

NOTE DEL TRADUTTORE

[1] LInland Revenue Service lagenzia del Governo americano che si occupa di gestire le tasse (
http://www.irs.gov/).

[2] Il Census Bureau una divisione del Dipartimento del Commercio americano e si occupa di
raccogliere diverse tipologie di dati (censimento della popolazione, censimenti economici ecc)(
http://www.census.gov/).

[3] Il Congressional Budget Office ha il compito di coadiuvare il Congresso a valutare situazioni


rientranti nel budget federale che abbiano un impatto economico/monetario
(http://www.cbo.gov/).

Paul Buchheit insegna alla DePaul University. Pu essere contattato al seguente indirizzo:
pbuchhei@depaul.edu

Titolo originale: The Pursuit of Happiness Means a Job

Fonte: http://www.counterpunch.org
Link [1]
22.07.2010

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di RACHELE MATERASSI

http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=7344

DI G. DUCHINI
conflittiestrategie.splinder.com

In questo scorcio di Ferragosto si sta (ab)battendo, in sordina, unasta pubblica, gestita dalle
banche su mandato di Bankitalia per conto del Tesoro di ben 165 miliardi di euro in titoli di Stato
(Obbligazioni in Buoni Poliennali del Tesoro) con scadenza di 5 e 15 anni che rappresentano solo
il 35% dei 480 (miliardi) previsti per lintero 2010.

Un paese da inondare, in prestiti e liquidit, con un ricatto in sospensione di giudizio fatto dalle
societ di rating Usa aduse a dare il pagellino sulla solvibilit ai paesi occidentali per conto (
semplici mandatari) del grande Centro regolatore della finanza occidentale: la Fed (Federal
Reserve Usa); un nodo scorsoio di natura politica nel suo aspetto finanziario, posto sulle ridotte
risorse produttive italiane e finanche su tutta la zona euro, Grecia e Spagna, docet.

LItalia, come terzo paese al mondo per grandezza di debito pubblico, affida le sue sorti
allemissione di un prestito abnorme rivolto ai risparmiatori e, soprattutto, alle banche nazionali e
internazionali il cui significato ovviamente geopolitico, al di l della concessione del
finanziamento richiesto: riguarda essenzialmente la sovranit dello stato da trattare; ridurre o
impedire il finanziamento significa depotenziare la macchina statale, con un rischio di default
sempre dietro langolo.

I segnali di risveglio produttivo sullexport italiano, che legavano una incipiente ripresa industriale
ad una maggiore autonomia finanziaria da spendere su mercati internazionali, sono stati subito
affossati dalla caduta improvvisa delle borse internazionali che fa seguito alle difficolt Usa di
uscire dalla crisi.
Ben si comprende come la ricerca di finanziamenti legati a garanzie internazionali, da concedere
in misura sempre maggiore, segnala lavvitamento di una crisi, in grave ed irreversibile
arretramento produttivo, su cui le Quinte Colonne (in particolare, sinistra giudiziaria e centro-
destra ) hanno ormai legato i loro destini politici, in combutta con gli Usa.

La classe politica italiana, costituita da una congrega forgiata sul tradimento ad oltranza ed in
vigile attesa di ordini provenienti dOltre Atlantico, come si conviene ad ogni ligio cameriere,
pronta a servire il piatto avvelenato di un Governo Tecnico da porre sotto il controllo del pi
collaudato e fedele Governatore di Bankitalia Draghi (gi ex consulente della G.S (Goldman-Sachs
Banca daffari Usa), e/o ex ministro Pisanu; e non tanto per la solvibilit finanziaria del sistema
Italia, quanto per il tentativo ulteriore, di assestare con un colpo micidiale agli ultimi residui di
sistema industriale italiano ancora in competizione; non senza riservare una ulteriore possibilit
alle schegge politiche impazzite che agiscono in combutta contro ogni reale interesse nazionale:
trasformare il bel paese in un paese di turismo e servizi (cfr., Montezemolo, Rutelli..).

G. Duchini
Fonte: http://conflittiestrategie.splinder.com
Link: http://conflittiestrategie.splinder.com/post/23148577/tra-la-fed-e-draghi-di-gduchini

2 di 3 08/10/2011 16.33
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http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=7357

Abbiamo fedelmente trascritto due articoli che partono dagli USA (ma riguardano tutti) e
approdano in Italia.

Come si evince dai commenti dei lettori del sito comedonchisciotte.org, quando si arriva in Italia
sembra che non si possa fare a meno di accapigliarsi tra opposte fazioni (proprio come i famosi
polli di Renzo, che continuavano a beccarsi tra di loro, mentre stavano per finire nella pentola).

La fusione tra i due articoli non potrebbe portare a qualche altra considerazione?

E vero che noi 99% , siamo tutti destinati a finire in pentola, ma qualche barlume di coscienza da
parte nostra, potrebbe indurre a un ripensamento il restante 1%?

(Articolo letto 14 volte)

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[1] Link: http://www.counterpunch.org/buccheit07222010.html

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Visione alternativa
Posted By paolo On 28 settembre 2010 @ 19:19 In araba fenice | No Comments

LE 10 STRATEGIE DELLA MANIPOLAZIONE MEDIATICA


Data: Gioved, 23 settembre @ 17:10:00 CDT
Argomento: Informazione

visionesalternativas.com

Un Chomsky apocrifo. Alla maniera di Noam Chomsky vengono descritte le 10 Strategie della
Manipolazione sociale attraverso i mass media.

1 La strategia della distrazione. Lelemento principale del controllo sociale la strategia della
distrazione che consiste nel distogliere lattenzione del pubblico dai problemi importanti e dai
cambiamenti decisi dalle lites politiche ed economiche utilizzando la tecnica del diluvio o
dellinondazione di distrazioni continue e di informazioni insignificanti.
La strategia della distrazione anche indispensabile per evitare linteresse del pubblico verso le
conoscenze essenziali nel campo della scienza, delleconomia, della psicologia, della neurobiologia
e della cibernetica. Sviare lattenzione del pubblico dai veri problemi sociali, tenerla imprigionata
da temi senza vera importanza. Tenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza dargli
tempo per pensare, sempre di ritorno verso la fattoria come gli altri animali (citato nel testo Armi
silenziose per guerre tranquille).

2 Creare il problema e poi offrire la soluzione. Questo metodo anche chiamato problema
reazione soluzione. Si crea un problema, una situazione che produrr una determinata
reazione nel pubblico in modo che sia questa la ragione delle misure che si desiderano far
accettare. Ad esempio: lasciare che dilaghi o si intensifichi la violenza urbana, oppure organizzare
attentati sanguinosi per fare in modo che sia il pubblico a pretendere le leggi sulla sicurezza e le
politiche a discapito delle libert. Oppure: creare una crisi economica per far accettare come male
necessario la diminuzione dei diritti sociali e lo smantellamento dei servizi pubblici.

3 La strategia della gradualit. Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla
gradualmente, col contagocce, per un po di anni consecutivi. Questo il modo in cui condizioni
socioeconomiche radicalmente nuove (neoliberismo) furono imposte negli anni 80 e 90: uno Stato
al minimo, privatizzazioni, precariet, flessibilit, disoccupazione di massa, salari che non
garantivano pi redditi dignitosi, tanti cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se
fossero stati applicati in una sola volta.

4 La strategia del differire. Un altro modo per far accettare una decisione impopolare quella
di presentarla come dolorosa e necessaria guadagnando in quel momento il consenso della gente
per unapplicazione futura. E pi facile accettare un sacrificio futuro di quello immediato. Per prima
cosa, perch lo sforzo non deve essere fatto immediatamente. Secondo, perch la gente, la
massa, ha sempre la tendenza a sperare ingenuamente che tutto andr meglio domani e che il
sacrificio richiesto potrebbe essere evitato. In questo modo si d pi tempo alla gente di abituarsi
allidea del cambiamento e di accettarlo con rassegnazione quando arriver il momento.

5 Rivolgersi alla gente come a dei bambini. La maggior parte della pubblicit diretta al
grande pubblico usa discorsi, argomenti, personaggi e una intonazione particolarmente infantile,
spesso con voce flebile, come se lo spettatore fosse una creatura di pochi anni o un deficiente.
Quanto pi si cerca di ingannare lo spettatore, tanto pi si tende ad usare un tono infantile.
Perch? Se qualcuno si rivolge ad una persona come se questa avesse 12 anni o meno, allora, a
causa della suggestionabilit, questa probabilmente tender ad una risposta o ad una reazione
priva di senso critico come quella di una persona di 12 anni o meno (vedi Armi silenziose per
guerre tranquille).

6 Usare laspetto emozionale molto pi della riflessione. Sfruttare lemotivit una


tecnica classica per provocare un corto circuito dellanalisi razionale e, infine, del senso critico
dellindividuo. Inoltre, luso del tono emotivo permette di aprire la porta verso linconscio per
impiantare o iniettare idee, desideri, paure e timori, compulsioni, o per indurre comportamenti.

7 Mantenere la gente nellignoranza e nella mediocrit. Far si che la gente sia incapace di
comprendere le tecniche ed i metodi usati per il suo controllo e la sua schiavit. La qualit

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delleducazione data alle classi sociali inferiori deve essere la pi povera e mediocre possibile, in
modo che la distanza creata dallignoranza tra le classi inferiori e le classi superiori sia e rimanga
impossibile da colmare da parte delle inferiori (vedi Armi silenziose per guerre tranquille).

8 Stimolare il pubblico ad essere favorevole alla mediocrit. Spingere il pubblico a


ritenere che sia di moda essere stupidi, volgari e ignoranti

9 Rafforzare il senso di colpa. Far credere allindividuo di essere esclusivamente lui il


responsabile della proprie disgrazie a causa di insufficiente intelligenza, capacit o sforzo. In tal
modo, anzich ribellarsi contro il sistema economico, lindividuo si auto svaluta e si sente in colpa,
cosa che crea a sua volta uno stato di depressione di cui uno degli effetti linibizione ad agire. E
senza azione non c rivoluzione!

10 Conoscere la gente meglio di quanto essa si conosca. Negli ultimi 50 anni, i rapidi
progressi della scienza hanno creato un crescente divario tra le conoscenze della gente e quelle di
cui dispongono e che utilizzano le lites dominanti. Grazie alla biologia, alla neurobiologia e alla
psicologia applicata, il sistema ha potuto fruire di una conoscenza avanzata dellessere umano,
sia fisicamente che psichicamente. Il sistema riuscito a conoscere lindividuo comune molto
meglio di quanto egli conosca s stesso. Ci comporta che, nella maggior parte dei casi, il sistema
esercita un pi ampio controllo ed un maggior potere sulla gente, ben maggiore di quello che la
gente esercita su s stessa.

Fonte: www.visionesalternativas.com.mx
Link: http://www.visionesalternativas.com.mx/index.php?option=com_content&task=view&
id=48460&Itemid=1
Settembre 2010

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di ANONIMO

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Repetita iuvant
Posted By paolo On 25 ottobre 2010 @ 12:59 In araba fenice | 2 Comments

Larticolo che segue apparso su bondeno.com nel 2005, ci dispiace che sia ancora attuale,
perch significa che niente di quanto si auspicava stato fatto:

Lentamente, impercettibilmente ma inesorabilmente, tutto qui nel nostro amato-odiato piccolo


ed inospitale paesello dellAlto Ferrarese, si sta dismettemdo, sta scomparendo; e noi, qui a
Bondeno, quasi non ce ne accorgiamo.

Per un intransigente efficientismo di bilancio (Togliere le inefficienze tagliare i rami


secchi); ma anche per ineluttabili ed irresponsabili dinamiche macro e micro economiche (le
attivit che non producono ricchezza e/o consenso si debilitano progressivamente e, senza
rimpianti, scompaiono), stiamo progressivamente perdendo quegli speciali segni, materiali ed
immateriali, che identificano la citt e la comunit che la abita.

La prevista dismissione dello zuccherificio; la riduzione dei servizi ospedalieri; la privatizzazione,


sia dei servizi alla persona sia alla localizzazione scolastica, per quanto riguarda dotazioni-bisogni
materiali; ma anche lirrimandabile chiusura dellArgentina; il deficit di politiche di sostegno
allassociazionismo socio-culturale; la banale convenienza di sostituire ad una complessa ma
possibile offerta teatrale (Finale Emilia; Copparo per limitarsi a quei casi funzionanti e
soddisfacenti che il comitato Vivere Bondeno ha messo in evidenza), unattivit commerciale di
basso profilo, senza un indotto sensibile per la citt, se non quello di un ingestibile e
sovradimensionato carico urbanistico del centro cittadino; queste, quindi, le tragiche ma invisibili
perdite immateriali che ci stanno investendo.

Fatali ed ineluttabili prevaricazioni di quel nomadismo post-moderno (J. Baudrillard) che hanno
investito anche la nostra piccola e marginale comunit; ma da cui sarebbe irresponsabile e miope
farsi sorprendere; ovvero, che sarebbe insufficiente aggredire e neutralizzare con superficiali
interventi di cassa e con esangui azioni di bilancio anche se illuminate ed efficientiste.

Questa giunta di centro-destra, attualmente impegnata nellamministrazione di tale complicato


scenario socio-economico, pur con un margine lievissimo, ha intercettato unaltra volta il
consenso dei cittadini bondenesi:

evitando, per, impegnativi e condivisi progetti politici, per enfatizzare invece un liberalismo di
maniera, banalmente aggressivo ed antagonista e privo di una lungimirante creativit di
governo;

giocando la sua locale affidabilit politica su quelle ambigue-oblique parole dordine, tipiche del
quadro nazionale: populismo sfrenato, pseudo-efficientismo aziendalista, gigantismo politico-
programmatico, un anticomunismo fondamentalista; epiteti inquisitori e grida terroristiche con cui
lattuale primo ministro, in modo cos rumoroso e sfacciato, sta investendo le piazze reali e
mediatiche di questo nostro debilitato paese: per drammatizzare ed esorcizzare la Politica,
riempiendo le stesse metaforiche piazze di impeccabili ed eleganti yesmen.

Il grande spettacolare e bello (cos il Sindaco rispondeva al comitato Vivere Bondeno,


che gli eccepiva rispetto i suoi mastodontici impegni di spesa) un coraggio (quello delle spese
insensate?) che la Sinistra a Bondeno non ha mai avuto.

Il privato, la privatizzazione questa la soluzione ai deficit della debole economia del welfare:
ecco la luminosa immagine delleroico e solitario imprenditore (meglio se aggressivo, meglio se
anticomunista) che da solo, valorosamente, riscatta le inefficienze di un mercato quello
nazionale , sempre pi marginale e sempre meno competitivo.

Teniamo tutto sotto controllo: una paternalistica e retorica rassicurazione, destinata ad una
cittadinanza sempre pi spaventata per lineluttabile crescita dalla complessit di questo mondo
globale; per scatenare unimmatura dipendenza edipica dal capo, in assenza di quellunico
anticorpo, utile e risolutivo, rappresentato dalla possibilit di partecipazione lopportunit di
parlare (H. Arendt).

Presuntuoso e pretestuoso, da parte di chiunque, accreditarsi delle soluzioni, univoche e


risolutorie.

Il numero di dicembre 2005 dellagile rivista trimestrale, Il Municipio di Bondeno, in occasione

1 di 2 08/10/2011 16.34
bondeno.com Repetita iuvant Print http://www.bondeno.com/2010/10/25/repetita-iuvant/print/

della presentazione-discussione del bilancio 2006, con coraggio (concediamoglielo!), informa sulla
sequenza delle emergenze che investono catastroficamente il territorio comunale.

Il titolo sullo zuccherificio che chiuder condivide la terza pagina con lassillante problematica della
disoccupazione femminile. Larticolo di fondo di pagina sei sinterroga: Quale futuro per
lArgentina?. La rubrica Opinioni a confronto (pp. 8-9) riporta, pariteticamente
(concediamoglielo ancora!), gli interventi dei diversi gruppi consiliari; per, a proposito di
Sanit, lo scintillante e plebiscitario populismo dellUnione di Centro (Forza Sindaco, forza a
tutti i politici di destra e di sinistra e di centro, lottiamo tutti insieme, facciamo valere i nostri
diritti.), batte addirittura i pi sconcertanti paradossi linguistici e la grammatica agreste del
Grande Fratello; con una pi sottile capacit interpretativa, lintervento di Alleanza Nazionale
(Il futuro e nel piano regolatore) affida alla creativit della buona pianificazione il compito
di stravolgere la cittadina.

A parte questi troppo sarcastici sbuffi filologico-interpretativi, comunque assai positivo


politicamente essenziale, cio che il cittadino di Bondeno sia periodicamente informato:

1) di come vengono impiegate quelle risorse pubbliche che, indirettamente attraverso lIRPEF ,
o pi direttamente attraverso lICI ed i vari tributi locali , ogni singolo cittadino investe, per
una ponderata e conveniente gestione del suo comune;

2) di come viene utilizzata e valorizzata quella delega che, alle elezioni amministrative, una parte
maggioritaria della cittadinanza bondenese, ha investito nel Sindaco e nei Partiti a rappresentarla
[curiosa la coincidenza, che mimpegno a verificare personalmente, dellapparizione sulla stessa
rivista della recensione al volume: Il male luminoso: comunicazione, societ, politica del
giovanissimo concittadino Fabio Bergamini. Unavvincente riflessione habermasiana sul
catastrofismo dei nuovi idoli post-moderni, che ci invita a riflettere, con prudenza e disincanto,
sulle parole-chiave benessere e sviluppo, ma anche libert e democrazia, al fine di
rimpossessarsene, con un ormai dimenticato protagonismo della cittadinanza].

Una verifica della qualit e della convenienza dellinvestimento civico che dovrebbe attuarsi
quotidianamente, e non limitarsi banalmente alla rituale ricorrenza elettorale, ovvero a seguire
annoiati i lunghi ed inefficaci dibattiti consiliari sul bilancio.

A proposito di bilanci

di Pier Giorgio Massaretti

(Articolo letto 31 volte)

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Decollo digitale?
Posted By paolo On 2 dicembre 2010 @ 13:08 In araba fenice | 1 Comment

Anzitutto va subito precisato che il digitale TV per l Italia non una novit: nel novembre 1994
Tele+ inizia le sue trasmissioni satellitari [1] (quindi digitali con decoder e parabola) che hanno il
pregio di non avere pubblicit, in quanto a pagamento.

Quindi gli utenti satellitari hanno accumulato una certa esperienza e non si angosciano pi di tanto
se sul canale n.3 del loro televisore non vedono RAI 3, visto che di canali ne hanno circa 1500
contro i 150 circa dellattuale digitale terrestre.

Questo ci porta al discorso sulla scarsa disponibilit allinnovazione nel Bel Paese, dove anche le
cifre degli utilizzatori di Internet non si schiodano dal 50%, anzi tendono a diminuire, ponendoci al
26 posto al mondo dopo Latvia (15), Estonia (17), Lituania (21), Romania (22), Repubblica
Ceca (23) e Grecia (24). [Fonte: Computer idea, n.276]

Se poi andiamo ad analizzare in che modo lo usano gli italiani, scopriremo facilmente che: lo
usano per cercare conferma a quello che hanno gi sentito per TV, per organizzare ulteriori cene
con Facebook e per scaricare ogni sorta di schifezze basta che sia gratis.

Volutamente non c mai stata in Italia una Cultura dellinnovazione, a cominciare da quegli
imprenditori, sempre a caccia di contributi, ma che non hanno la mail nel loro sito e, se ce
lhanno, non rispondono.

A questo punto ha ragione Brunetta quando dice che inutile investire per il miglioramento delle
strutture della Rete, visto che sottoutilizzata; non ha ragione per quando pensa solo in termini
di hardware (le strutture) e non in termini di software (le teste).

Senza educazione e cultura non si va da nessuna parte e qui si inserisce la modesta proposta
dellassociazione culturale Araba Fenice che fin dal 1998 ebbe la fortuna di incontrare
unamministrazione lungimirante, che le consent una operazione, il Cyberfest [2], che, se
protratta nel tempo, avrebbe dato i suoi frutti facendo diventare Bondeno un polo tecnologico e
non una discarica.

A questo punto non ci rimane che raccogliere i miseri resti, cercando di proseguire con
bondeno.com una scelta di informazione culturale di qualit e proponendo sul territorio le poche
cose che si possono fare a costo zero:

Venerd 10 dicembre, ore 21

Enrico Marchetti: Piccolo manuale di sopravvivenza per


comunicatori tecnologicamente distratti

A cura dellassociazione culturale Araba Fenice

Bondeno, Viale Matteotti 10, sala azzurra.

(Articolo letto 28 volte)

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[1] Tele+ inizia le sue trasmissioni satellitari: http://it.wikipedia.org/wiki/TELE%2B


[2] Cyberfest: http://www.cyberfest.org

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1 di 1 08/10/2011 16.35
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Una societ appiattita


Posted By afenice On 11 dicembre 2010 @ 11:41 In araba fenice | 2 Comments

Abbiamo resistito. Abbiamo resistito ai mesi pi drammatici della crisi, seppure con una
evidente fatica del vivere e dolorose emarginazioni occupazionali. Al di l dei fenomeni
congiunturali economici e politico-istituzionali dellanno, adesso occorre una verifica di cosa
diventata la societ italiana nelle sue fibre pi intime. Perch sorge il dubbio che, anche se
ripartisse la marcia dello sviluppo, la nostra societ non avrebbe lo spessore e il vigore adeguati
alle sfide che dovremo affrontare.

Una societ appiattita. Sono evidenti manifestazioni di fragilit sia personali che di massa:
comportamenti e atteggiamenti spaesati, indifferenti, cinici, passivamente adattativi, prigionieri
delle influenze mediatiche, condannati al presente senza profondit di memoria e futuro. Si sono
appiattiti i nostri riferimenti alti e nobili (leredit risorgimentale, il laico primato dello Stato, la
cultura del riformismo, la fede in uno sviluppo continuato e progressivo), soppiantati dalla
delusione per gli esiti del primato del mercato, della verticalizzazione e personalizzazione del
potere, del decisionismo di chi governa. E una societ appiattita fa franare verso il basso anche il
vigore dei soggetti presenti in essa. Una societ ad alta soggettivit, che aveva costruito una sua
cinquantennale storia sulla vitalit, sulla grinta, sul vigore dei soggetti, si ritrova a dover fare i
conti proprio con il declino della soggettivit, che non basta pi quando bisogna giocare su
processi che hanno radici e motori fuori della realt italiana.

Unonda di pulsioni sregolate. Non riusciamo pi a individuare un dispositivo di fondo (centrale


o periferico, morale o giuridico) che disciplini comportamenti, atteggiamenti, valori. Si afferma
cos una diffusa e inquietante sregolazione pulsionale, con comportamenti individuali
allimpronta di un egoismo autoreferenziale e narcisistico: negli episodi di violenza familiare,
nel bullismo gratuito, nel gusto apatico di compiere delitti comuni, nella tendenza a facili
godimenti sessuali, nella ricerca di un eccesso di stimolazione esterna che supplisca al vuoto
interiore del soggetto, nel ricambio febbrile degli oggetti da acquisire e godere, nella ricerca
demenziale di esperienze che sfidano la morte (come il balconing). Siamo una societ
pericolosamente segnata dal vuoto, visto che ad un ciclo storico pieno di interessi e di conflitti
sociali, si va sostituendo un ciclo segnato dallannullamento e dalla nirvanizzazione degli interessi
e dei conflitti.

Il declino parallelo della legge e del desiderio nellinconscio collettivo. Bisogna scendere
pi a fondo nella personalit dei singoli e nella soggettivit collettiva per verificare come funziona
linconscio. Qui si confrontano la legge (lautorit esterna o interiorizzata) e il desiderio (che
esprime il bisogno e la volont di superare il vuoto acquisendo oggetti e relazioni). Ogni giorno di
pi il desiderio diventa esangue, indebolito dallappagamento derivante dalla soddisfazione di
desideri covati per decenni (dalla casa di propriet alle vacanze) o indebolito dal primato
dellofferta di oggetti in realt mai desiderati (con bambini obbligati a godere giocattoli mai chiesti
e adulti al sesto tipo di telefono cellulare). La strategia del rinforzo continuato dellofferta uno
strumento invincibile nel non dare spazio ai desideri. Cos, allinconscio manca oggi la materia
prima su cui lavorare, cio il desiderio. Al tempo stesso, la desublimazione di archetipi, ideali,
figure di riferimento rende labili i riferimenti alla legge (del padre, del dettato religioso, della
stessa coscienza). Si vive senza norma, quasi senza individuabili confini della normalit, per cui
tutto nella mente dei singoli aleatorio vagabondaggio, non capace di riferirsi ad un solido
basamento.

Tornare a desiderare. Di fronte ai duri problemi attuali e allurgenza di adeguate politiche per
rilanciare lo sviluppo, viene meno la fiducia nelle lunghe derive su cui evolve spontaneamente la
nostra societ. Ancora pi improbabile che si possa contare sulle responsabilit della classe
dirigente, sulle leadership partitiche o su un rinnovato impegno degli apparati pubblici. La
tematica rigore-ripresa ferma alle parole, la riflessione sullo sviluppo europeo flebile, i tanti
richiami ai temi allordine del giorno (la scuola, loccupazione, le infrastrutture, la legalit, il
Mezzogiorno) sono solo enunciati seriali. La complessit italiana essenzialmente complessit
culturale. Nella crisi che stiamo attraversando c quindi bisogno di messaggi che facciano
autocoscienza di massa. Non esistono attualmente in Italia sedi di auctoritas che potrebbero
ridare forza alla legge. Pi utile il richiamo a un rilancio del desiderio, individuale e collettivo,
per andare oltre la soggettivit autoreferenziale, per vincere il nichilismo dellindifferenza
generalizzata. Tornare a desiderare la virt civile necessaria per riattivare la dinamica di una
societ troppo appagata e appiattita. Attualmente tre sono i processi in cui sono ravvisabili
germi di desiderio: la crescita di comportamenti apolidi legati al primato della competitivit
internazionale (gli imprenditori e i giovani che lavorano e studiano allestero), i nuovi reticoli di

1 di 2 08/10/2011 16.35
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rappresentanza nel mondo delle imprese e il lento formarsi di un tessuto federalista, la


propensione a fare comunitin luoghi a misura duomo (borghi, paesi o piccole citt).

Le Considerazioni generali del 44 Rapporto Censis [1]sulla situazione sociale del Paese/2010

(Articolo letto 24 volte)

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[1] Censis : http://www.censis.it

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2 di 2 08/10/2011 16.35
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La cultura non si mangia


Posted By afenice On 9 gennaio 2011 @ 09:57 In Societ, araba fenice | 2 Comments

ma si mangia con la cultura.

Sentite un po: <Londra, 2 ottobre 1872. Mr. Fogg si appresta a mangiare: La colazione si
componeva di un antipasto, pesce bollito condito con reading sauce di prima qualit, roast beef al
sangue con contorno di mushrooms (funghi), torta al rabarbaro e alluva spina, un pezzo di
formaggio Chester, il tutto annaffiato da qualche tazza di eccellente t. Quasi 140 anni dopo, la
scena descritta da Jules Verne ne II giro del mondo in 80 giorni, non si allontana poi tanto da
quella che la vera cucina inglese. Una tipica giornata, in quel di Londra, comincia con il rito
mattutino della colazione: eggs & bacon (uova e pancetta affumicata) servite con toast imburrati
e marmellate; baked beans (fagioli al sugo di pomodoro), sausage (salsiccia) o black pudding
(sanguinaccio), funghi alla griglia, tortino fritto di patate e aringa affumicata. Il tutto
accompagnato dallimmancabile porridge, un pastone di farina davena non proprio saporito. A
pranzo, per non perdere tempo e denaro, provate uno dei piatti simbolo di questa nazione: i fish
& chips, cartocci di pesce e patate fritti serviti cosparsi con salt or vinegar (sale o aceto). In
alternativa, sedetevi comodamente ad assaporare il tipico pasto allinglese. Iniziate con una soup
(zuppa), per poi passare ai piatti a base di carne e di pesce. Molto diffuse quella di mushrooms
(agli champignons), la watercress (di crescione), e la potato&leek (di porri e patate). Tra le carni,
la scelta potr cadere sugli spezzatini, i brasati, i pasticci di selvaggina, e il roast beef. Il piatto
nazionale viene servito con patate al forno, horseradish sauce (salsa al rafano) e verdure miste al
vapore. In alternativa passate al pesce, con salmone e anguilla nel ruolo di re e regina della
tavola. E per finire i dolci: pudding, apple pie, rhuberb crumble (torta al rabarbaro), plumcakes e
muffins. Ideali per finire un pasto, ma soprattutto con il classico t delle cinque.>

Probabilmente proprio per sfuggire alla loro cucina che gli inglesi hanno colonizzato il resto del
mondo

Ma noi che, giustamente, ci vantiamo della nostra, facciamo abbastanza per conservarla?

Le innumerevoli sagre tramandano al loro interno il sapere delle azdore?

Gli interi scaffali di libri di ricette, le migliaia di ore di trasmissioni e gli interi canali tematici
enogastronomici migliorano la qualit del nostro pasto quotidiano?

E infine, conoscete qualche giovane che sappia cucinare seguendo le tradizioni locali ?

1 di 2 08/10/2011 16.36
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[1]

Aldo Ferrari, Bologna. Cuoca, 1951-1952

Nota: Il testo sulla cucina inglese proviene da satguidatv (www.satguidatv.it) di gennaio 2011

(Articolo letto 21 volte)

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[1] Image: http://www.bondeno.comwww.cinetecadibologna.it

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2 di 2 08/10/2011 16.36
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La locomotiva e il binario morto


Posted By afenice On 8 febbraio 2011 @ 11:48 In araba fenice | 3 Comments

BONDENO, 01-02-2011. La locomotiva passa lesame consigliare. Il progetto presentato dallomonima associazione di
promozione sociale ottiene i voti della maggioranza e ora si potr delineare il riutilizzo dei locali dellex liceo, che varranno adibiti
a numerose attivit di carattere socioeducativo. Nella riunione dellassise che ha sancito la surroga del consigliere della Lega,
Marco Pini, sostituito tra i banchi da Stefano Cerutti, il tema pi atteso era, appunto, quello della convenzione con lassociazione
di promozione sociale che gestir un pacchetto articolato di servizi di carattere socio-scolastico, denominato Spazio 29. La
scelta stata difesa dalla Giunta e dai tecnici comunali. I quali hanno rimarcato la possibilit di attivare convenzioni in presenza
di particolari progetti di pubblica utilit. Lassociazione ha cambiato veste giuridica, ma composta da persone che da anni
conosciamo e godono della nostra fiducia. Si tratta di una soluzione di continuit che, a parit di costi, garantir maggiori servizi
e una continuit di programmi, ha precisato lassessore alla scuola, Francesca Poltronieri.(dal comunicato stampa del comune di
Bondeno)

Critica sul procedimento seguito lopposizione, che si astenuta contestando il metodo di attribuzione adottato dalla giunta:
Nulla togliere alla Locomotiva hanno detto ma non condividiamo il metodo. Ci hanno presentato una scatola vuota. La
giunta ha confezionato una bozza di convenzione facendola passare in consiglio come gi approvata contesta il capogruppo
Patrizia Micai . Utilizzano uno schema, con linee guida, che nel merito vanno a creare un centro per la famiglia e i giovani, che
di per s potrebbe essere anche una buona idea quando si entrer neldettaglio perch ancora nessuno lha visto, dallaltro lato
per la giunta dice che sar lei a perfezionare gli accordi con lassociazione. La domanda che pone il Pd chiara: Perch non
avete fatto un bando dove tutte le associazioni, le cooperative, le ditte riconosciute, con dipendenti in regola con la posizione
contributiva, potessero presentarvi le loro potenzialit? Le famiglie conclude la Micai per poter affidare i minori devono
avere certezze di professionalit.(dal Resto del Carlino del 2-2).

A questo noi aggiungiamo che, come Unione Associazioni Culturali [2],


allindomani delle ultime elezioni, avevamo presentato al sindaco un
progetto di polo socio-culturale sul modello di quello di Carpi,
comprendente biblioteca e locali ex-ufficio del lavoro, trovando anche
un certo interesse, ma poi, evidentemente hanno prevalso altre
logiche.

(Articolo letto 50 volte)

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locomotiva-e-il-binario-morto/

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[1] Image: http://www.bondeno.com/2011/02/08/la-


locomotiva-e-il-binario-morto/binariomorto/
[2] Unione Associazioni Culturali: http://uac.bondeno.com/

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[1]

courtesy of Lauro Casoni

1 di 1 08/10/2011 16.37
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Essere senza tempo


Posted By afenice On 6 marzo 2011 @ 06:55 In araba fenice, libri | 3 Comments

Il tempo e la memoria tra antichit classica e letteratura post moderna

Cristina Zanette

The time is out of joint: o cursed spite, that ever I was born to set it right!
Shakespeare, Hamlet I, V vv. 189-190
1. Il tempo, concezioni e definizioni

Tu ne quaesieris, scire nefas, quem mihi, quem tibi


finem di dederint, Leuconoe, nec Babylonios
temptaris numeros. Ut melius, quidquid erit, pati,
seu pluris hiemes seu tributi Iuppiter ultimam,
quae nunc oppositis debilitata pumicibus mare
Tyrrhenum: sapias, vina liques, et spatio brevi
Spem longam reseces. Dum loquimur, fugerit invida
Aetas: carpe diem, quam minimum credula postero [1].
Orazio, Carmina I, 11

In tria tempora vita dividitur: (tempus) quod fuit, quod est, quod futurum est: ex his, (tempus)
quod (nos) agimus breve est, quod acturi sumus dubium, quod egimus certum [2].
Seneca, De brevitate vitae, X, 2

Orazio (65 a.C.-8 a.C.) nei Carmina (23 a.C.) come Seneca (4 a.C.-65 d.C.) nel De brevitate
vitae (49-52) si interrogano sullo scorrere del tempo, sul suo fluire incessante, sullimpossibilit di
fermarlo o di prevederlo. Per Orazio la sola possibile risposta il quam minime credula postero,
non aspettare ci che potrebbe accadere in un poi incerto, perch anche mentre si discute del
tempo il tempo, inesorabile, gi fuggito (spatio brevi / spem longam reseces. Dum loquimur,
fugerit invida Aetas). E il tempo fugge ancora, secoli dopo, in Petrarca (1304-1374) che svela
linganno non tanto del tempo, quanto della pretesa delluomo di computarlo, di dividerlo in ore e
minuti, perch il tempo del desiderio non corrisponde al tempo reale (Canzoniere LVI):

Se col cieco desir sche l cor distrugge


Contando lore no minganno io stesso,
ora mentre chio parlo il tempo fugge
cha me fu inseme et a merc promesso

Non vi pu essere piena simultaneit tra le diverse temporalit esperite dalluomo, quella del
tempo standard, intersoggetivamente accessibile, intersezione tra il tempo cosmico ed il suo
calendario socialmente stabilito, e il tempo interiore (Berger, Luckmann 1966).
Per Seneca (Epistulae morales ad Lucilium I, 3) luomo che di fronte allincessante fluire del
tempo deve riappropriarsi del tempo stesso: dum differtur vita transcurrit. Omnia, Lucili, aliena
sunt, tempus tantum nostrum est (mentre si differisce la vita scorre. Nulla, Lucilio, ci appartiene,
solo il tempo nostro). Ci appartiene perch non importante vivere ottanta o venti anni, perch
spesso chi vive a lungo gi morto da tempo, chi muore giovane ha vissuto pi intensamente,
quindi di pi: non si deve cercare di vivere a lungo, ma abbastanza, non ut diu vivamus
curandum est, sed ut satis (Epistilae morales ad Lucilium XCIII, 2), perch il tempo della vita
dipende dal fato, ma lintensit di essa dipende dalluomo (nam ut diu vivas fato opus est, ut
satis, animo). (Epistulae morales ad Lucilium XCIII,2)

continua allURL: http://www.scienzepostmoderne.org/DiversiArticoli/TempoMemoria.html [1]

Diego Fusaro, Essere senza tempo, Bompian [2] 12

Viviamo nellepoca della fretta, un tempo senza tempo in cui tutto corre scompostamente,
impedendoci non soltanto di vivere pienamente gli istanti presenti, ma anche di riflettere
serenamente su quanto accade intorno a noi. Lendiadi di essere e tempo a cui Martin Heidegger
aveva consacrato il suo capolavoro del 27 sembra oggi riconfigurarsi nellinquietante forma di un
perenne essere senza tempo. Figlio legittimo dellaccelerazione della storia inaugurata dalla
Rivoluzione industriale e da quella francese, il fenomeno della fretta fu promosso dalla passione
illuministica per il futuro come luogo di realizzazione di progetti di emancipazione e di
perfezionamento, la nostra epoca postmoderna, che pure ha smesso di credere nellavvenire,
non ha per questo cessato di affrettarsi, dando vita a una versione del tutto autoreferenziale della

1 di 2 08/10/2011 16.38
bondeno.com Essere senza tempo Print http://www.bondeno.com/2011/03/06/essere-senza-tempo/print/

fretta: una versione nichilistica, perch svuotata dai progetti di emancipazione universale e dalle
promesse di colonizzazione del futuro. Nella cornice delleternizzazione delloggi resa possibile
dalla glaciale desertificazione dellavvenire determinata dal capitalismo globale, il motto
delluomo contemporaneo mi affretto, dunque sono sembra accompagnarsi a una assoluta
mancanza di consapevolezza dei fini e delle destinazioni verso cui accelerare il processo di
trascendimento del presente. (Prefazione di Andrea Tagliapietra)(corsivi nostri)

(Articolo letto 44 volte)

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URLs in this post:

[1] http://www.scienzepostmoderne.org/DiversiArticoli/TempoMemoria.html:
http://www.scienzepostmoderne.org/DiversiArticoli/TempoMemoria.html
[2] Diego Fusaro, Essere senza tempo, Bompian: http://www.ibs.it/code/9788845266041
/fusaro-diego/essere-senza-tempo-accelerazione.html

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Pensare da citt
Posted By paolo On 12 aprile 2011 @ 11:17 In Societ, araba fenice, economia | 2 Comments

Il 2 e 3 aprile si svolto a Mirandola un interessante convegno Pensare la citt (potete scaricare


qui il programma i [1]n PDF e gli atti in video sono reperibili presso la biblioteca comunale
E.Garin).

Uno dei temi trattati era che immagine di s restituisce la citt ad un visitatore occasionale; non
era la prima volta che andavo a Mirandola e il Castello del Pico non passa certo inosservato, e
quel sabato pomeriggio in piazza si vedevano vecchi trattori, gonfiabili per i bambini e molti
immigrati.

Chi la frequenta per lavoro, sa anche della chiusura di molte aziende del biomedicale che sono
state il fulcro delleconomia della zona in un recente passato.

A questo punto mi sono chiesto quale immagine restituisce di s Bondeno (invito anche i lettori
allo stesso esercizio e magari ad inviarci un commento con la loro risposta).

Evidentemente le immagini sono tante quante le chiavi di lettura (storica, economica, culturale
etc) e tanto pi complete quanto pi approfondita la conoscenza del territorio, ma vediamo di
semplificare.

Partiamo dalla auto-definizione che si legge sotto al cartello stradale: paese del pane e delle
sagre, per sia Panaria (diventata Panarea) che il Misen sono state dirottate altrove,
probabilmente a causa di uno spazio fiera senza parcheggio, nonostante la adiacente area dell
ex-zuccherificio ancora inutilizzata.

Questo aggiunge un altro tassello al mosaico: Bondeno, descritta sulle guide degli anni 50 come
fiorente centro agricolo di trasformazione agro-alimentare, ha chiuso le attivit del settore,
seguendo il trend delleconomia globale (per lanalisi della quale, vi rimandiamo ai Quaderni di

1 di 2 08/10/2011 16.39
bondeno.com Pensare da citt Print http://www.bondeno.com/2011/04/12/pensare-la-citta/print/

Bondeno.com [2]).

Le attivit di sostituzione dei vari vuoti lasciati (abbiamo pi volte per questo definito Bondeno il
paese degli ex) non sono ancora partite; ma rimangono un paio di punti fermi per i quali
Bondeno costituisce una meta: il ristorante Tassi e lArmony di Montemerlo.

Non vorrei che laccostamento scandalizzasse i benpensanti, ma un fatto che quando si dichiara
ad un interlocutore esterno la nostra provenienza, sono questi i due riferimenti citati.

Ultimamente si inventato il festival celtico, ma a Stellata (cos come il mercatino mensile) e


questa frazione , anche per la riconoscibilit data dalla Rocca, assurge quasi come paese a s.

Alle porte di Bondeno si ergono ben altri monumenti (ringraziamo Lauro Casoni per la bella foto
concessaci della centrale a biogas) e non vorremmo che fossero questi a moltiplicarsi.

(Articolo letto 52 volte)

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[1] (potete scaricare qui il programma i: http://virtuale.bondeno.com/cronaca


/pensare%20la%20citt.pdf
[2] Quaderni di Bondeno.com: http://www.lulu.com/afenice

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Amen!
Posted By paolo On 1 maggio 2011 @ 05:40 In araba fenice, economia | 3 Comments

Dopo la retorica del centocinquantenario, quella del 25 aprile arriva prontamente quella del 1
maggio.

Giusto perch sia chiaro, una volta per tutte, che il tempo delle illusioni finito da un pezzo,
riportiamo integralmente un articolo di Paolo Barnard [1]:

Il 24/25 Marzo scorso il Consiglio Europeo ha approvato la proposta della Commissione Europea
per un Patto per lEuro, la cosa pi scellerata finora voluta da coloro che sono decisi a rovinare
milioni di vite umane per linteresse di pochi. Ecco i punti decisi:

- La Commissione Europea sar al centro di ogni controllo sullapplicazione delle seguenti decisioni
da parte dei governi dellEurozona.

- La Grecia completi pienamente e velocemente il programma di privatizzazioni da 50 miliardi di


euro che le richiesto.

- La competitivit sar giudicata sulla base degli aggiustamenti dei salari e della produttivit, sar
monitorato il costo del lavoro. Si afferma che laumento del reddito di lunga durata pu erodere la
competitivit. In sintesi: meno paghe e lavorare di pi.

- Sul costo del lavoro: rivedere i meccanismi di contrattazione salariale a livello centrale,
riconsiderare gli aumenti legati al costo della vita, non permettere agli stipendi pubblici di minare
la competitivit degli stipendi nel settore privato.

- Sulla occupazione: promuovere la Flessicurezza (!!), flessibilit e sicurezza dellimpiego, come


dire di aumentare le vendite di auto e migliorare la respirabilit dellaria.

- Le pensioni si dovranno calcolare sulla base della loro sostenibilit da deficit, cio: il deficit dello
Stato sar giudicato in base a quanto esso spende per pensioni, sanit e ammortizzatori sociali, e
non, guarda caso, per le spese militari, per le parcelle alle megabanche che mediano sulle
privatizzazioni, per il salvataggio dei banchieri con soldi pubblici, o per gli sgravi fiscali per i ricchi.

- Le pensioni future andranno calcolate in base allaspettativa di vita del lavoratore,


indipendentemente dal tipo di lavoro. No comment.

- E, GRAN FINALE, gli Stati aderenti dovranno passare leggi in Parlamento per dichiarare illegale
il deficit di bilancio che supera il 3% del PIL come stabilito dal micidiale Patto di Stabilit, quello
che sta distruggendo lEuropa. Cio: la spesa a deficit dello Stato, unico mezzo legittimo nello
Stato per arricchire i cittadini creando piena occupazione e pieno Stato Sociale (spiegato ne Il Pi
Grande Crimine), sar un reato punibile per legge. Cio ancora: essere Stato sar reato.

- La quasi totalit di queste misure furono suggerite alla Commissione dalla lobby industriale e
finanziaria Business Europe prima che giungessero l11 di Marzo 2011 ai capi di Stato e di governo
dellEurozona.

Con questo vi lascio, e chiudo la mia presenza di giornalista in questo sito e altrove in Italia. Non
rispondo a mail di lettori.

Paolo Barnard
Fonte: www.paolobarnard.info
Link: http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=223
26.04.2011

(Articolo letto 37 volte)

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[1] un articolo di Paolo Barnard: http://www.comedonchisciotte.org

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La leggenda del Piave


Posted By afenice On 24 maggio 2011 @ 08:12 In araba fenice, economia | 2 Comments

Riportiamo, come consentito, il seguente articolo di Eugenio Benetazzo:

POROCAN
Il Sig. Francesco un pensionato di Vicenza che ha visto crollare del 30% il valore
dellappartamento residenziale che aveva acquistato con la liquidazione mettendolo tosto in affitto
al fine di integrare la sua modesta pensione. Investire la liquidazione in obbligazioni o in titoli
di stato ? Dopo Argentina e Parmalat, meglio un decoroso appartamento residenziale in Viale S.
Lazzaro in prossimit del centro storico della citt del Palladio, almeno affitto e controvalore
dellinvestimento sono sicuri e garantiti. I suoi sogni di serenit finanziaria sono ben presto
svaniti dopo la trasformazione che ha subito il quartiere in pochi anni diventando un ghetto
multietnico di nigeriani, marocchini, rumeni e cinesi, senza dimenticare una serie di servizi
accessori (prima inesistenti) che arricchiscono notevolmente lappeal del quartiere:
prostituzione e spaccio di droga lungo ed in largo le strade e gli appartamenti.

Risultato ? Gli italiani hanno iniziato a svendere uno con laltro le abitazioni con una gara al
ribasso degna di un crollo di borsa. Adesso il Sig. Francesco si trova con un immobile
deprezzato e non ci pensa proprio ad affittare ad extracomunitari (viste oltretutte le
problematiche di riscossione in caso di inquilini morosi nel pagamento dei canoni). Destino
beffardo ! Proprio lui che per decenni ha votato prima la sinistra e dopo il centro sinistra,
appoggiando con etica cristiana i processi di integrazione a favore di etnie extracomunitarie.
Porocan (in dialetto veneto significa poveretto) ! Pensare che ora il primo nella fila a denigrare
quelle scellerate e libertine politiche immigratorie senza alcun vincolo meritocratico.

In questi giorni i media nazionali continuano a concentrasi sugli sbarchi dei clandestini (e non
migranti, non capisco perch in pochi giorni stata cambiata anche la loro definizione) e su cosa
deve o dovrebbe fare lUnione Europea per aiutarci a risolvere questa situazione di emergenza.
Nessuno tuttavia si mai soffermato a raccontarci i fenomenali benefici economici che
abbiamo ottenuto dallimmigrazione extracomunitaria. Sicuramente qualcuno che legge mi dar
ora del razzista o del leghista, non me ne preoccupo il suo lamento rappresenta una voce
statisticamente poco rilevante, infatti dagli ultimi sondaggi ormai oltre l80% degli italiani
unanime nel pensiero: basta con gli extracomunitari !

Ce ne accorgiamo tutti a distanza di tempo: ci avevano promesso che sarebbero entrati tecnici
specializzati, architetti, docenti, ricercatori e professionisti qualificati, invece ci troviamo con

1 di 2 08/10/2011 16.40
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manovali generici, camerieri che parlano a mala pena litaliano, badanti, prostitute e spacciatori.
Persino il primo ministro inglese, David Cameron (forse il migliore primo ministro del pianeta al
momento) ha sentenziato di recente la fine ed il fallimento del multiculturalismo. Questo non
razzismo, ma semplicemente buon senso, quello che avremmo dovuto avere tempo addietro
clonando le politiche di immigrazione pi severe al mondo come quella svizzera ed australiana.

Gli extracomunitari sono responsabili di rimesse verso lestero dal nostro paese per miliardi e
miliardi di euro (stima ufficiale tra i sei e sette miliardi ogni anno), hanno provocato ed indotto un
abbassamento dei livelli medi salariali delle maestranze operaie italiane, hanno prodotto
fenomeni di microcriminalit ove prima non vi era, hanno causato la decadenza e rallentamento
dei programmi scolastici nelle scuole dellobbligo (a causa della presenza di bambini e ragazzi che
non sanno parlare e scrivere perfettamente la lingua italiana), hanno portato alla ghettizzazione
dei quartieri residenziali: ovunque nel mondo ci si rende conto di questo, persino nei paesi
scandinavi (con la Svezia in pole position) in cui la popolazione si sempre dimostrata molto
disponibile al diverso.

Tuttavia fin tanto che avremo ancora una minoranza della popolazione costituita da finti perbenisti
(o dai loro figli che girano in Porsche, con vestiti firmati tipo Prada e Jeckerson) che rinnegano
scioccamente quanto sopra, i prossimi porocan saranno tutti gli altri italiani, i quali a distanza
di una dozzina danni si chiederanno di come sia stato possibile lasciar degradare il paese
verso il basso senza opporre alcuna sensata resistenza. A quel punto aspettatevi anche un
peggioramento del quadro macroeconomico per lintero paese, ricordo ancora per chi non lo
sapesse che la causa del collasso dei mutui subprime in USA stata una scellerata politica di
immigrazione affiancata da una fuorviante politica di assistenza finanziaria [1] con sussidi di stato
alle classe sociali pi deboli (fatalit proprio quelle immigrate). Chi causa del suo male, pianga
se stesso.

http://eugeniobenetazzo.com/immigrati-pericolo-economia.htm

Alla luce di quanto sopra, non avendo la pretesa di affrontare problemi globali, n le
contraddizioni della storia, ci chiediamo soltanto se non sarebbe il caso di ritoccare verso il basso
le tariffe ICI

(Articolo letto 29 volte)

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[1] assistenza finanziaria: http://www.eugeniobenetazzo.com/razza_che_ramazza.htm

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2 di 2 08/10/2011 16.40
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Pi scelta=pi libert?
Posted By afenice On 13 giugno 2011 @ 02:42 In araba fenice, economia | 1 Comment

Pi scelta equivale a pi libert?.


Il tema proposto in questa conferenza appare di primo acchito un ossimoro,
tanto diamo tutti per scontato che la libert nelle scelte sia un valore
irrinunciabile, quasi giusnaturalistico ha detto Antonella Rampino
giornalista de La Stampa in sede di presentazione della studiosa slovena che
vanta un curriculum interdisciplinare essendo anche filosofa, sociologa oltre
che di formazione psicoanalitica lacaniana.
Con il boom economico che ha seguito la Seconda Guerra Mondiale le cose sono
diventate sempre pi importanti nella nostra vita fino al punto che abbiamo
iniziato a usare le cose per definire noi stessi, la nostra personalit infatti
si rispecchia nelle cose che indossiamo o che usiamo. Negli ultimi anni per il
consumismo andato ancora oltre, abbiamo iniziato infatti a consumare anche
noi stessi, logorandoci in comportamenti patologici come, per esempio,
lanoressia.
In unindagine sul blog del New York Times ha proseguito la Salecl stato
chiesto come le persone vedevano le diseguaglianze socio-economiche negli Stati
Uniti dAmerica dove, ricordiamolo, il 20 per cento della popolazione pi ricca
possiede circa l84 per cento della ricchezza prodotta in quel Paese.
Sorprendentemente gli intervistati hanno detto di non sentire un desiderio di
ribellione rispetto a quella che oggettivamente una iniquit sociale.
Questo per vari motivi. Il primo dei quali il cosiddetto spirito americano
della lotteria per cui il solo pensiero che potremmo diventare ricchi basta
a placare gli animi. Il secondo motivo che gli intervistati si sono detti pi
invidiosi del vicino di pari ceto pi che del super-riccone e dei suoi panfili.
Il terzo motivo che c una grande speranza di miglioramento delle condizioni
socio-economiche nel futuro pensando ai propri figli.
Partendo da questa indagine la Salecl fa un parallelismo tra i regimi
totalitari e i sistemi capitalistici: Le ideologie fanno di tutto per
normalizzare le persone per impedire loro di ribellarsi e il capitalismo non fa
eccezione.

Uno dei modi fare leva su una sorta di autocensura dellindividuo che si autocontiene sia perch
vuole mantenere lo status quo della sua vita, e anche delle sue cose che ha paura di perdere, sia
perch ha dei sensi di colpa nei confronti dei suoi figli: ha paura che ribellandosi possa
danneggiare il loro futuro.
Per la Salecl, che infatti di scuola lacaniana, il capitalismo ha portato il
proletariato a sentirsi protagonista della sua vita e quindi felice ma tutto
gira sempre pi velocemente e quindi il soggetto, quasi come le merci, si
autoconsuma. S, perch uno dei trucchi dellideologia capitalista per
mantenere lordine per la Salecl laver creato una societ in cui
lindividuo non critica il sistema perch troppo impegnato a criticare se
stesso.
Come diceva Freud ha continuato la sociologa il malessere della societ edellindividuo
interagiscono sempre. So di colleghe psicologhe che hanno tantepazienti donne che, pur avendo
molto dalla vita, sono infelici perch pensanodi dover dare, e al contempo avere, ancora di pi. E
si logorano nellansia dinon fare le scelte giuste o di non farne abbastanza.
Insomma viviamo in un mondo ansiogeno in cui abbiamo tante cose ma spesso non siamo felici.

Si tratta di una vera e propria tirannia della scelta come recita il titolo dellultimo lavoro di
Renata Salecl appena pubblicato in Italia per i tipi di Laterza.
Cerchiamo sempre di pi, con sempre pi opzioni di fronte a noi, spesso siamo confusi per paura
di sbagliare o di poter avere ancora di pi e quindi, nel dubbio, non scegliamo ma questo genera
quasi sempre ansia e, talvolta,
depressione.
Questo disagio da scelta viene spesso combattuto dagli individui ma anche
dalle aziende con le nuove scienze e le nuove tecnologie: Il boom delle
neuroscienze e delle genetica legato proprio a questa difficolt nel prendere
le decisioni ha concluso la professoressa di fronte a ben tre sale gremite di
pubblico Chiediamo risposte certe al DNA o agli strumenti iper-tecnologici ma questo non
certo un buon modo di risolvere il nostro problema.

1 di 2 08/10/2011 16.41
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Conferenza di Renata Salecl al festival delleconomia di Trento il 4 giugno 2011

(Articolo letto 11 volte)

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Gondrano
Posted By afenice On 18 settembre 2011 @ 08:02 In araba fenice, letteratura | 1 Comment

Nessun animale era fin allora andato in pensione, ma negli ultimi tempi largomento era stato
ancora assai discusso. Ora che il piccolo campo oltre il frutteto era stato messo a orzo, si diceva
che un angolo del grande pascolo sarebbe stato chiuso da un recinto e destinato agli animali
anziani. Per un cavallo, si diceva, la pensione sarebbe stata di cinque libbre di grano al giorno, e,
in inverno, di quindici libbre di fieno con una carota o, forse, una mela nei giorni di festa pubblica.
I dodici anni di Gondrano cadevano alla fine dellestate dellanno seguente.

Intanto la vita era dura. Linverno era rigido quanto lo era stato quello precedente, e i viveri
erano anche pi scarsi. Ancora una volta vennero ridotte tutte le razioni, eccetto quelle dei maiali
e dei cani. Una eguaglianza di razioni troppo rigida, spiegava Clarinetto, sarebbe stata contraria
ai principi dellAnimalismo. In ogni caso egli non aveva difficolt a dimostrare agli altri animali
che, nonostante lapparenza, in realt essi non soffrivano di scarsit di cibo. Per il momento,
certo, sera trovato necessario venire a un nuovo razionamento (Clarinetto parlava sempre di
razionamento, mai di riduzione), ma in confronto ai tempi di Jones si stava enormemente
meglio. Leggendo le cifre con voce rapida e acuta, dimostrava loro minutamente che avevano pi
avena, pi fieno, pi rape che non ai tempi di Jones, che lavoravano un minor numero di ore, che
bevevano acqua di miglior qualit, che vivevano pi a lungo, che cera unassai minore mortalit
infantile, che avevano pi paglia per il loro letto e soffrivano meno per le pulci. Gli animali
credevano a ogni parola. A dire il vero, Jones e tutto quanto lo riguardava era quasi del tutto
scomparso dalla loro memoria. Sapevano che la loro vita presente era aspra e misera, che spesso
avevano fame e freddo e che quando non dormivano erano sempre al lavoro. Ma, senza dubbio,
doveva essere stato peggio nei tempi andati. Erano lieti di credere cos. Inoltre, allora erano
schiavi e ora erano liberi, e qui stava tutta la differenza, come Clarinetto non mancava mai di
rilevare.

Ora vi erano molte pi bocche da nutrire. In autunno le quattro scrofe avevano partorito
simultaneamente, dando alla luce, fra tutte, trentun porcellini. I porcellini erano pezzati, e poi
Napoleon era lunico verro della fattoria, era facile intuirne la paternit. Fu annunciato che in
seguito, quando si fossero acquistati mattoni e legname, si sarebbe costruita una scuola nel
giardino della casa colonica. Intanto i maialetti ricevevano la loro istruzione dallo stesso Napoleon
nella cucina della casa. Si esercitavano in giardino, ed erano dissuasi dal giocare con gli altri
giovani animali. Circa in questepoca fu imposta anche la regola che quando un maiale e
qualunque altro animale si incontravano per via, laltro animale doveva farsi da parte: e anche
che tutti i maiali di qualsiasi grado dovevano avere il privilegio di portare la domenica un nastro
verde sulla coda. La fattoria aveva avuto unannata discreta ma vi era sempre scarsit di danaro.
Bisognava comprare mattoni, sabbia, calce per la scuola e sarebbe stato necessario fare altri
risparmi per lacquisto del macchinario per il mulino. Poi occorreva olio da lampada e candele per
la casa, zucchero per la mensa privata di Napoleon (lo proibiva agli altri animali lo zucchero li
avrebbe fatti ingrassare), oltre ai soliti rifornimenti di utensili, chiodi, corda, carbone, filo di ferro,
rottami di metallo e biscotti per i cani. Un covone di fieno e una parte del raccolto di patate
vennero venduti e il contratto per le uova venne aumentato a seicento la settimana, cos che per
quellanno le galline deposero uova in numero appena sufficiente a mantenere il livello. Le razioni,
ridotte in dicembre, vennero ulteriormente ridotte in febbraio e furono vietate le lanterne nelle
stalle per risparmiare olio. Ma i maiali parevano passarsela abbastanza bene e infatti
ingrassavano. Un giorno, sulla fine di febbraio, un profumo caldo, squisito, appetitoso, quale gli
animali non avevano mai prima sentito, si sparse per il cortile dalla piccola birreria che dal tempo
di Jones era caduta in disuso e che era situata dietro la cucina. Qualcuno disse che era odore di
orzo cotto. Gli animali fiutarono laria con espressione affamata e si chiesero se la calda mistura si
stesse preparando per la loro cena. Ma non comparve alcuna calda mistura e la domenica
seguente venne annunciato che lorzo sarebbe stato riservato ai soli maiali. Il campo oltre il
frutteto era gi stato seminato a orzo. E presto serpeggi la notizia che ogni maiale riceveva ora
quotidianamente una pinta di birra; e Napoleon invece mezzo gallone che gli veniva servito nella
zuppiera Crown Derby.

Ma le privazioni che si dovevano sopportare erano in parte compensate dal fatto che la vita aveva
ora unassai maggior dignit di prima. Vi erano pi canti, pi discorsi, pi parate. Napoleon aveva
comandato che una volta la settimana fosse tenuta una cosiddetta Dimostrazione Spontanea il
cui scopo era di celebrare le lotte e i trionfi della Fattoria degli Animali. Allora stabilita, gli animali
dovevano lasciare il lavoro e fare un giro a passo di marcia attorno alla fattoria in formazione
militare; in testa venivano i maiali a cui seguivano i cavalli, poi le mucche, poi le pecore e ultimo
il pollame. I cani fiancheggiavano lo schieramento e in testa a tutti marciava il gallo nero di

1 di 4 08/10/2011 16.43
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Napoleon. Gondrano e Berta sorreggevano una bandiera verde con lo zoccolo, il corno e la scritta
Viva il compagno Napoleon. Seguivano declamazioni di poesie, composte in onore di Napoleon e
discorsi di Clarinetto, che davano particolari sugli ultimi aumenti della produzione dei viveri, e in
certe circostanze veniva sparato un colpo di fucile. Le pecore erano le pi entusiaste partecipanti
alle Dimostrazioni Spontanee, e se qualcuno si lamentava (come qualche animale faceva quando
non vi erano vicini n maiali n cani) di perdere il proprio tempo e di stare esposto al freddo per
nulla, era certo che le pecore lo riducevano al silenzio col loro tremendo belato: Quattro gambe,
buono; due gambe, cattivo!. Ma nel complesso gli animali godevano di queste celebrazioni.
Trovavano consolante che venisse loro ricordato che, dopo tutto, erano veramente padroni di se
stessi e che il lavoro che facevano era a proprio beneficio. Cos, coi canti, i cortei, le cifre di
Clarinetto, il rombo del fucile, le note squillanti del gallo, lo sventolio della bandiera, finivano col
dimenticare, almeno per qualche tempo, che il loro ventre era vuoto.

In aprile la Fattoria degli Animali venne proclamata Repubblica e fu necessario eleggere un


presidente. Vi era un solo candidato, Napoleon, che fu eletto allunanimit. Lo stesso giorno si
seppe che erano stati scoperti altri documenti che svelavano nuovi particolari sulla complicit di
Palla di Neve con Jones. Appariva ora che Palla di Neve non solo aveva tentato di far perdere con
stratagemmi la Battaglia del Chiuso delle Vacche, come gli animali avevano fino allora creduto,
ma che apertamente egli aveva combattuto a fianco di Jones. Era lui infatti che in realt aveva
capeggiato le forze umane e caricato in battaglia al grido di Viva lUmanit!; le ferite sul dorso
di Palla di Neve, che ormai pochi animali ricordavano di aver visto, erano state inflitte dai denti di
Napoleon.

A mezza estate Mos, il corvo, riapparve improvvisamente alla fattoria dopo unassenza di
parecchi anni. Non era affatto mutato, continuava a non lavorare e con lo stesso entusiasmo
parlava, come sempre, del Monte Zuccherocandito. Si appollaiava su un ceppo dalbero, batteva
le ali e parlava per ore a chiunque lo volesse ascoltare. Lass, compagni diceva solennemente,
puntando verso il cielo il suo grosso becco lass, proprio al di l di quella nuvola nera che
vedete, l sta il Monte Zuccherocandito, quel felice paese dove i poveri animali riposano per
sempre delle loro fatiche! Pretendeva anche di esservi stato in uno dei suoi alti voli e di aver
visto gli eterni campi di trifoglio e le torte di seme di lino e le zollette di zucchero che crescevano
sulle siepi. Molti animali gli prestavano fede. La loro vita, ora, argomentavano, era fame e fatica:
non era giusto e irragionevole che un mondo migliore dovesse esistere in qualche altro luogo?
Una cosa difficile da definire era latteggiamento dei maiali verso Mos. Essi dichiaravano
sprezzantemente che le sue storie sul Monte Zuccherocandito, erano tutte menzogne; pure gli
permettevano di rimanere nella fattoria, di non lavorare, e gli concedevano un bicchiere di birra
al giorno. Quando lo zoccolo fu guarito, Gondrano riprese a lavorare pi che mai. Veramente
quellanno gli animali faticavano come schiavi. Oltre landamento regolare della fattoria e la
ricostruzione del mulino, vi era la scuola per i maialetti che fu iniziata in marzo. Talvolta, col cibo
insufficiente, le lunghe ore di lavoro erano dure da sopportare. Ma Gondrano non esit mai. In
nulla che facesse o dicesse vi era segno che la sua forza non fosse qual era sempre stata. Solo il
suo aspetto era un poco mutato: il suo mantello non era pi cos lucente e i suoi grandi fianchi
sembravano essersi contratti. Gli altri dicevano: Gondrano si rimetter quando a primavera
spunter lerba; ma venne la primavera e Gondrano non ingrass affatto. Talvolta sul pendio che
conduceva in cima alla cava, quando tendeva i muscoli al peso di un gran masso, pareva che nulla
lo tenesse in piedi se non la volont di andare avanti. Allora si vedevano le sue labbra formare le
parole: Lavorer di pi; non gli restava pi voce. Ancora una volta Berta e Benjamin lo
esortarono ad aver cura della sua salute, ma Gondrano non dava ascolto. Il suo dodicesimo
compleanno si avvicinava. Non gli importava di qualunque cosa accadesse, pur una buona
riserva di pietre fosse accumulata presso il mulino. In una tarda sera destate unimprovvisa voce
che qualcosa era accaduto a Gondrano corse per la fattoria. Era andato da solo a trascinare un
carico di pietre al mulino. E purtroppo la voce era vera. Pochi istanti dopo due piccioni vennero in
rapido volo con la notizia: Gondrano caduto! E sdraiato sul fianco e non riesce a rialzarsi!.

Mezza fattoria corse allaltura ove sorgeva il mulino. L giaceva Gondrano tra le stanghe del
carro, il collo allungato, incapace persino di sollevare la testa. Locchio era vitreo e i fianchi
coperti di sudore. Un sottile filo di sangue gli colava dalla bocca. Berta gli si inginocchi accanto.

Gondrano grid come stai?

Sono i polmoni disse Gondrano con voce flebile.

Non importa. Credo che potrete finire il mulino senza di me. Vi una buona scorta di pietre in
riserva. In ogni caso, avevo solo un mese davanti a me. A dire il vero, aspettavo con grande
desiderio il momento del mio ritiro. E forse, poi anche Benjamin sta diventando vecchio, gli
permetteranno di ritirarsi con me e tenermi compagnia.

Bisogna cercar subito aiuto disse Berta Che qualcuno corra ad avvertire Clarinetto di quanto
successo.

Tutti gli altri animali corsero immediatamente alla casa colonica per dare a Clarinetto la notizia.

2 di 4 08/10/2011 16.43
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Solo Berta rimase, e Benjamin, che si coric a fianco di Gondrano e, senza parlare, gli allontanava
le mosche con la lunga coda. Dopo circa un quarto dora Clarinetto apparve, pieno di simpatia e di
sollecitudine. Egli disse che il compagno Napoleon aveva appreso col pi profondo dolore la
disgrazia toccata a uno dei pi leali lavoratori della fattoria e che stava gi combinando di
mandare Gondrano in cura nellospedale di Willingdon. A questa notizia un senso di inquietudine
invase gli animali. Salvo Mollie e Palla di Neve, nessun animale aveva mai lasciato la fattoria e il
pensiero del loro compagno ammalato nelle mani di esseri umani li turbava. Ma Clarinetto presto
li convinse che il chirurgo veterinario di Willingdon avrebbe potuto curare Gondrano assai meglio
di quanto non era possibile fare alla fattoria. E mezzora dopo, quando si era un poco ripreso,
Gondrano fu fatto alzare in piedi e accompagnato alla stalla ove Berta e Benjamin gli avevano
preparato un buon letto di paglia. Durante i due giorni successivi Gondrano rimase nella stalla. I
maiali gli avevano mandato una grande bottiglia di una medicina rosa che avevano trovato
nellarmadietto farmaceutico della stanza da bagno, e Berta gliela somministrava due volte al
giorno, dopo i pasti. Laser si stendeva vicino a lui e gli parlava, mentre Benjamin teneva lontane
le mosche. Gondrano diceva di non essere spiacente di quanto era avvenuto. Se guariva bene
poteva sperare di vivere altri tre anni e gi pregustava i giorni tranquilli che avrebbe passato
nellangolo del gran pascolo. Sarebbe stata la prima volta che avrebbe avuto tempo per studiare
e migliorare la propria mente. Era sua intenzione, diceva, dedicare il resto della vita a imparare
le rimanenti ventidue lettere dellalfabeto.

Tuttavia Benjamin e Berta potevano rimanere con lui solo dopo lorario di lavoro, e fu a met del
giorno che venne il furgone a portarlo via. Gli animali erano tutti al lavoro, intenti a sarchiare le
rape sotto la sorveglianza dei maiali, quando con stupore videro Benjamin venire di galoppo dalla
direzione dei fabbricati ragliando con quanta voce aveva. Era la prima volta che vedevano
Benjamin eccitato, la prima volta che lo vedevano galoppare. Presto, presto! gridava. Venite
subito! Stanno portando via Gondrano! Senza aspettare ordini dal porco, gli animali interruppero
il lavoro e si precipitarono verso i fabbricati. Nel cortile sostava un gran furgone chiuso, tirato da
due cavalli un furgone con iscrizioni sui fianchi e un uomo dallaria astuta, con in testa un berretto
a visiera, seduto a cassetta. E il posto di Gondrano nella stalla era vuoto.

Gli animali si affollarono attorno al furgone. Addio, Gondrano! gridarono in coro. Addio!

Pazzi, pazzi! url Benjamin saltando attorno a loro e battendo la terra con gli zoccoli. Pazzi!
Non vedete che cosa c scritto sui fianchi del furgone? Gli animali sostarono e vi fu un
mormorio. Muriel cominci a compitare le parole, ma Benjamin la spinse da parte e fra un silenzio
mortale lesse: Alfred Simmons, Macelleria Equina e Fabbrica di Colla, Willingdon. Negoziante di
cuoio e dossa. Forniture per canili. Capite ci che significa questo? Portano Gondrano al
macello!.

Un grido dorrore usc dal petto di tutti gli animali. In quel momento luomo a cassetta frust i suoi
cavalli e il furgone usc dal cortile a buon trotto. Tutti gli animali lo seguirono gridando a gran
voce. Berta forz landatura per portarsi innanzi. Il furgone acquistava velocit. Berta tent di
muovere al galoppo le sue pesanti membra. Gondrano! grid. Gondrano! Gondrano!
Gondrano! e proprio in quel momento, come se sentisse il frastuono esterno, il muso di
Gondrano, con la striscia bianca che gli scendeva lungo il naso, apparve alla finestrella sul retro
del furgone.

Gondrano! grid Berta con voce terribile. Gondrano, scendi! Scendi presto! Ti portano alla
morte! Tutti gli animali raccolsero il grido: Scendi, Gondrano, scendi!. Ma il furgone andava
sempre pi veloce, portandolo via con . Non era certo che Gondrano avesse capito ci che aveva
detto Berta. Ma poco dopo il suo muso disparve dalla finestrella e il rumore di un tremendo
scalpitare si ud nellinterno del furgone. Cercava a calci una via duscita. Cera stato un tempo in
cui pochi colpi di zoccolo di Gondrano avrebbero fatto a pezzi il furgone. Ma, ahim!, la forza lo
aveva abbandonato e in pochi istanti i colpi si fecero pi deboli finch cessarono del tutto.
Disperati, gli animali volsero le loro invocazioni ai due cavalli che tiravano il furgone, pregandoli
di fermarsi. Compagni, compagni! gridavano. Non conducete a morte vostro fratello! Ma
quegli stupidi bruti, troppo ignoranti per rendersi conto di quel che stava accadendo, non fecero
che scuotere le orecchie e accelerare il passo. Troppo tardi venne a qualcuno il pensiero di correre
avanti e chiudere il grande cancello; un istante dopo il furgone lo varcava e rapidamente spariva
sulla strada. Gondrano non fu visto mai pi. Tre giorni dopo venne annunciato che egli era morto
nellospedale di Willingdon, a dispetto di tutte le cure che si possono prestare a un cavallo. Fu
Clarinetto che venne a partecipare agli altri la notizia. Egli, disse, era stato presente alle ultime
ore di Gondrano.

Fu la cosa pi commovente che abbia mai visto! disse Clarinetto, sollevando la zampa e
asciugandosi una lacrima. Fino allultimo istante sono stato vicino al suo letto; allultimo, quasi
troppo debole per parlare, egli bisbigli al mio orecchio che il suo solo dispiacere era di morire
prima che il mulino fosse ultimato. Avanti, compagni! sussurr. Avanti nel nome della
Rivoluzione! Viva la Fattoria degli Animali! Viva il compagno Napoleon! Napoleon ha sempre
ragione! Furono le sue ultime parole, compagni.

3 di 4 08/10/2011 16.43
bondeno.com Gondrano Print http://www.bondeno.com/2011/09/18/gondrano/print/

Qui il contegno di Clarinetto mut ad un tratto. Tacque per qualche istante, e i suoi piccoli occhi
lanciarono sguardi sospettosi da un lato allaltro prima di proseguire.

Aveva saputo, disse, che una voce tanto sciocca quanto malvagia era corsa al momento del
trasporto di Gondrano. Alcuni animali avevano notato che il furgone che trasportava Gondrano
portava la scritta Macelleria Equina, e ne avevano subito concluso che Gondrano era stato
mandato al macello. Era quasi incredibile, disse Clarinetto, che ci potessero essere animali tanto
stolti. Certo, grid sdegnato, dimenando la coda e saltellando qua e l, certo essi conoscevano il
loro beneamato Capo, il compagno Napoleon. Ma la spiegazione era semplicissima: il furgone era
stato un tempo di propriet di un macellaio ed era stato comperato poi dal veterinario che non
aveva ancora provveduto a cancellare la vecchia iscrizione. Ecco comera sorto lerrore.

Gli animali a questa spiegazione provarono un grande sollievo. E quando Clarinetto prosegu a
dare i minuti particolari del letto di morte di Gondrano, delle amorevoli cure che aveva ricevuto e
delle costosissime medicine che Napoleon aveva pagato senza badare a spese, i loro ultimi dubbi
sparirono e il dolore che provavano per la morte del loro compagno fu mitigato dal pensiero che
almeno era morto felice.

da George Orwell, La fattoria degli animali, [1] 1945

Oggi, a distanza di pi di 60 anni, la finanza si mangiata leconomia e il lavoro non pi


necessario; si leggano in proposito i libri di Luciano Gallino [2]: in particolare Con i soldi degli
altri. Il capitalismo per procura contro leconomia.

(Articolo letto 4 volte)

Article printed from bondeno.com: http://www.bondeno.com

URL to article: http://www.bondeno.com/2011/09/18/gondrano/

URLs in this post:

[1] La fattoria degli animali,: http://www.scribd.com/doc/2742772/La-fattoria-degli-


animali-G-Orwell
[2] i libri di Luciano Gallino: http://www.ibs.it/libri/Gallino+Luciano&seq=VEN
/i+libri+piu+venduti+luciano+gallino.html

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4 di 4 08/10/2011 16.43
Legge di Jante | bondeno.com http://www.bondeno.com/2013/01/01/legge-di-jante/

Indice bondeno.com

Pur con tutte le cautele da riservare alle voci di Wikipedia, questa descrive abbastanza
bene la mentalit bondenese del capirissimo: basta sostituire l dove dice azione
collettiva con inazione collettiva (del resto siamo italiani, non scandinavi)

Da Wikipedia, lenciclopedia libera.


Lautore della legge di Jante, il dano-norvegese Aksel
Sandemose
La tavola delle leggi, presso Nykbing
Mors, in Danimarca

La Legge di Jante (in


norvegese/danese: Janteloven e in
svedese: Jantelagen) uno schema
comportamentale di gruppo presente
nella cultura scandinava e in generale
in quella nordica. stata
originariamente formulata dallautore
dano-norvegese Aksel Sandemose
(1899-1965), nel romanzo Un fuggitivo
incrocia le sue tracce (En flyktning
krysser sitt spor) del 1933.

La Legge di Jante sottende un modello di comportamento che, allinterno delle comunit


scandinave, critica e ritrae negativamente, come indegne e inappropriate, le realizzazioni
individuali e il successo del singolo.[1]

1 Paradigma sociologico
2 Gli articoli della legge di Jante
3 Uso attuale della legge di
Jante
4 Diversi nomi
5 Note
6 Voci correlate
7 Collegamenti esterni

Paradigma sociologico

La legge di Jante viene oggi associata a qualsiasi societ o comunit di persone che sia
chiusa, presuntuosa, di mentalit ristretta e diffidente verso chi non appartiene alla
comunit.[2] Jante il nome che Sandemose d, nel suo libro, a un piccolo villaggio danese
che gli ha ricordato Nykbing Mors, suo paese natale, dove nessuno anonimo, una
situazione, questa, tipica di tutti i piccoli paesi.[3]

Generalmente, viene utilizzato colloquialmente come termine sociologico per descrivere un


atteggiamento negativo verso lindividualit e il successo, comune in Scandinavia: il termine si
riferisce, in particolare, a una mentalit che de-enfatizza lo sforzo individuale e pone tutto
laccento sullazione collettiva, scoraggiando quelli che spiccano come uomini dazione.

1 di 3 01/02/2015 18.08
Legge di Jante | bondeno.com http://www.bondeno.com/2013/01/01/legge-di-jante/

Gli articoli della legge di Jante

La legge di Jante compendiata in dieci diverse regole (originariamente scritte in lingua


danese), quali definite da Sandemose, tutte espressione di variazioni su un unico tema e di
solito indicate come un insieme omogeneo: Non pensare che tu sia un qualcuno di speciale o
che tu sia meglio di noi.[3]

1. Du skal ikke tro du er noget ! Non credere di essere qualcosa di speciale.


2. Du skal ikke tro du er lige meget som os ! Non credere di valere quanto noi.
3. Du skal ikke tro du er kloger en os ! Non credere di essere pi furbo di noi.
4. Du skal ikke innbille dig at du er bedre en os ! Non immaginarti di essere migliore di
noi.
5. Du skal ikke tro du ved mere en os ! Non credere di saperne pi di noi.
6. Du skal ikke tro du er mere en os ! Non credere di essere pi di noi.
7. Du skal ikke tro at du duger til noget ! Non credere di essere capace di qualcosa.
8. Du skal ikke grine af os ! Non ridere di noi.
9. Du skal ikke tro at nogen kan lige dig ! Non credere che a qualcuno importi di te.
10. Du skal ikke tro du kan lre os noget ! Non credere di poterci insegnare qualcosa.

C inoltre un undicesimo articolo, sibillino e intimidatorio, conosciuto anche come la legge


penale di Jante:

1. Du tror mske ikke at jeg ved noget om dig? Non crederai che non sappiamo
qualcosa su di te?

Nel libro, coloro che trasgrediscono questa legge non scritta sono guardati con sospetto e
con una certa ostilit, in quanto tale comportamento va contro il desiderio comune della piccola
citt di preservare larmonia, la stabilit, la coesione sociale e luniformit.

Uso attuale della legge di Jante

La legge di Jante oggi uno stereotipo comune nelle culture nordiche. Va detto che essa
stata scritta facendo riferimento a una societ di inizio Novecento, diversa dalle societ
nordiche come si sono manifestate ed evolute a partire dalla seconda met del XX secolo.
Tenuto conto di questo, la legge si potrebbe comunque applicare alle societ fondate sui
principi dellequit, stabilit e uniformit, ovvero che escludono a priori un pluralismo e una
libert.[3]

Sandemose scrisse della classe operaia nella citt di Jante e di un gruppo di persone
allinterno della stessa posizione sociale. In seguito, la legge di Jante ha assunto un significato
pi esteso, venendo riferita a chi vuole uscire dal proprio gruppo sociale e raggiungere una
posizione pi elevata nella societ in generale.[4]

Inoltre, situazioni simili sono riscontrabili un po in tutte le societ chiuse, in cui un forte
sentimento di appartenenza si coniuga con un forte rifiuto delle influenze del mondo
esterno.[4]

Lo scrittore Paulo Coelho, durante unintervista, afferma la sua sorpresa nello scoprire che
questi postulati, di cui era alloscuro, sono conosciuti in tutta la Scandinavia.[5] Lo scrittore,
tuttavia, riconosce, con tristezza, che la regola conosciuta in molte parti del mondo, pur
senza che vi sia consapevolezza di questa comune verit.[5]

Lo scrittore la riassume cos:

2 di 3 01/02/2015 18.08
Legge di Jante | bondeno.com http://www.bondeno.com/2013/01/01/legge-di-jante/

La Legge di Jante focalizza, nel suo contesto, il sentimento di gelosia e invidia che a volte d
tanto alla testa
(Paulo Coelho)

http://it.wikipedia.org/wiki/Legge_di_Jante

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3 di 3 01/02/2015 18.08
La vita continua | bondeno.com http://www.bondeno.com/2015/01/28/la-vita-continua/

La vita continua | bondeno.com bondeno.com

Stamattina, nel consueto giro dorizzonte dei blog che seguo, ho trovato un articolo che mi
aspettavo http://albo-pretorio-bondeno.blogspot.it/2015/01/finisce-qui.html in cui il Dr. Aleotti
annuncia la chiusura del suo blog su Bondeno sostanzialmente perch la popolazione
attonita, apatica incapace di reagire, assuefatta allindignazione indotta da tanti maestri, pi o
meno cattivi, che dalle televisioni, radio, social-network e blog, come questo, li incita alla
denuncia del malaffare e alla scoperta delle cose che non si sanno.

Sono gli stessi motivi per cui nel 2013 avevo pensato la stessa cosa e avevo aperto
terzapagina.info , poi limminenza delle elezioni politiche e la speranza che cambiasse
qualcosa mi aveva fatto riprendere.

E successo invece che anche i candidati non eletti sono spariti subito dopo le elezioni a
testimonianza che ormai la politica soltanto far carriera e la gente (abituata dal calcio)
preferisce fare il tifo piuttosto che scendere in campo.

Come dice Paolo Barnard (citato anche da Aleotti): Ci che manca la consapevolezza del
cittadino medio e la volont di mettere in atto piccolissimi cambiamenti e anche questo
abbastanza palese
Comunque se vogliamo farci male da soli, possiamo fare finta di niente per il resto della vita e
lasciare che siano gli altri a risolvere i nostri problemi

a loro vantaggio ovviamente, intanto che noi rincorriamo le briciole che lasciano
generosamente cadere.

Stretta la soglia larga la via, dite la vostra che ho detto la mia.

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1 di 1 01/02/2015 18.40
Il capirissimo
By paolo

https://youtu.be/01GfMme5fWs
Ogni tanto (anche qui e qui), a fronte di comportamenti apparentemente incomprensibili della gente
di Bondeno, non viene in mente altra spiegazione; nella fattispecie lepisodio di questo articolo
riguarda le iscrizioni al liceo di Bondeno.
Dopo una costante attivit di pubblicizzazione da parte della scuola nei confronti degli alunni delle
medie dei paesi limitrofi e listituzione di apposite linee di trasporto per servire gli studenti iscritti,
questanno c stato anche un buono scuola di 150 euro per lacquisto di libri di testo istituito
dallassessorato del Comune di Bondeno.
Risultato: 32 iscritti, appena sufficienti per la sopravvivenza, contro i 390 consentiti allo stesso
indirizzo del Roiti di Ferrara, tanto che stato chiesto ad alcuni di questi soprannumerari, residenti
a Bondeno, se non preferivano iscriversi qui.
La loro risposta stata quella di cambiare indirizzo pur di rimanere a Ferrara.
Potete confrontare qui e qui i rispettivi Piani di Offerta Formativa e giudicare se vale la pena
sobbarcarsi gli oneri e la fatica del viaggio tutte le mattine.
Considerando che a Bondeno tutti rimpiangono (a parole) la mancanza del cinema, del teatro del
ballo o di qualsiasi altra istituzione (che si guardavano poi bene dal frequentare) ci si chiede se non
ci si trovi di fronte a un caso analogo; cos, dopo la scomparsa dello zuccherificio e dellospedale,
ci si appresti a salutare tranquillamente anche la scuola superiore.
Approfondimenti:
http://www.bondeno.com/2014/12/02/la-buona-scuola/
http://www.bondeno.com/2014/09/05/in-memoria-di-michele-perfetti/
http://www.bondeno.com/2012/11/29/scuole-superiori-bondeno/
http://www.bondeno.com/2011/11/24/nuove-tecnologie-al-liceo-di-bondeno/
Tags: Bondeno, capirissimo, liceo, scuola

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This entry was posted on venerd, febbraio 27th, 2015 at 10:23 and is filed under scuola. You can follow any responses
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3 Responses to Il capirissimo

1. paolo
27 febbraio 2015 alle 10:30 (Modifica)
Personalmente ho studiato al classico di Ferrara (trovate qui i miei ricordi:
http://www.bondeno.com/2013/08/23/ricordi-di-scuola/); ho insegnato a Bondeno
(pubblicando un paio di ricerche in proposito; ho fatto esami di maturit in parecchie altre
localit e non ho trovato significative differenze di preparazione.
Certo con la radicale riforma di Renzi la situazione destinata a cambiare pesantemente, ma
non solo la scuola ad essere coinvolta.
#1173

2. afenice
1 marzo 2015 alle 11:20 (Modifica)
Senza scomodare la Sindrome di Stoccolma, vorrei fare riferimento ad un certo Taffazzismo
che affligge noi cittadini di Bondeno. Secondo Wikipedia :Tafazzi un personaggio ideato
da Carlo Turati e interpretato da Giacomo Poretti, componente del trio Aldo, Giovanni e
Giacomo. La caratteristica di Tafazzi il masochismo. Tafazzi, in calzamaglia nera e
sospensorio bianco, saltella colpendosi linguine con una bottiglia di plastica e traendo
chiaramente piacere da tale pratica. Il personaggio di Tafazzi era gi stato utilizzato in alcuni
sketch cabarettistici del trio, ma comparve per la prima volta in tv nella trasmissione Cielito
lindo su Rai 3 nel 1993. Successivamente fu ripresentato nella trasmissione Mai dire Gol nel
1995 in un incontro di wrestling in cui sfidava un finto Hulk Hogan interpretato da Teo
Teocoli. A quella stagione di Mai dire Gol si deve la consacrazione del personaggio, ma
anche la deformazione del suo nome. Nei primi sketch, infatti, era pronunciato Taffazzi, con
due effe, ma Teocoli, interpretando il giornalista Felice Caccamo, lo apostrofava con il suo
pesante accento straniero/napoletano e fin col modificarne definitivamente il nome in
Tafazzi.
Arnaldo Aleotti
#1175

3. afenice
19 marzo 2015 alle 14:42 (Modifica)
Gli italiani, e quindi anche il sotto-insieme dei bondenesi, sono cresciuti nella societ arcaica
( per i valori) senza essere mai passati per la modernit (come spiega bene Gabriella Giudici
qui: http://gabriellagiudici.it/il-familismo-amorale/
In pratica sono gi morti, senza mai essere stati vivi!
4.
- See more at: http://www.bondeno.com/2015/02/27/il-capirissimo/#sthash.03IHXv8I.dpuf

FONTE: http://www.bondeno.com/2015/02/27/il-capirissimo/
Un po di logica
By afenice

Sinceramente non capisco: siamo pronti a


plaudire allautodeterminazione dei popoli (siano essi Greci, Ucraini, Siriani, primavere arabe e via
dicendo) e sono pi di trentanni che il nostro parlamento cede la sovranit dellItalia a colpi di
trattati.
Anche adesso si stanno svolgendo a Bruxelles le trattative segrete sul Ttip e sul Tisa: Tisa e Ttip
costituiscono il pi compiuto attacco portato avanti in questi anni ai diritti del lavoro, ai beni
comuni e ai servizi pubblici, ai diritti sociali e ambientali, oltre a determinare il definitivo
passaggio dallo stato di diritto allo stato di mercato, con la fine della democrazia e della
sovranit popolare.
http://megachip.globalist.it/Detail_News_Display?ID=115654&typeb=0
Tags: Tisa, trattati, Ttip, UE, USA

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This entry was posted on mercoled, febbraio 11th, 2015 at 10:00 and is filed under araba fenice. You can follow any
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3 Responses to Un po di logica

1. PP
19 febbraio 2015 alle 21:07 (Modifica)
. posizionata ai blocchi di partenza la costruzione di una forte mobilitazione sociale, in
tutti i paesi europei e negli Usa, per il prossimo 18 aprile, giornata transnazionale di protesta
contro Ttip, Ceta (accordo di libero scambio Ue-Canada) e Tisa.
Speriamo che gli italiani vengano informati per tempo di questa possibilit di protestare
contro accordi di cui quasi nessuno conosce i termini e i gli effetti preoccupanti che
potrebbero determinare.
#1158
2. afenice
20 febbraio 2015 alle 17:01 (Modifica)
Quelli che non hanno ancora capito che la guerra ha oggi connotazioni diverse dal passato si
vadano a leggere larticolo di apertura del quaderno di bondeno.com
http://www.scribd.com/doc/255885678/Venti-Di-Guerra e pensino a quella poesia di Brecht
che dice:
AL MOMENTO DI MARCIARE
MOLTI NON SANNO
che alla loro testa marcia il nemico.
La voce che li comanda
la voce del loro nemico.
E chi parla del nemico
lui stesso il nemico.
#1160

3. afenice
3 marzo 2015 alle 09:48 (Modifica)
E a proposito del nostro Paese, c da rimarcare lignoranza nei confronti di un fenomeno
planetario come Star Trek e in generale della fantascienza. La Stampa e il Gazzettino di
sicuro, ma chiss quanti altri, hanno confuso, nei loro articoli di colore, Star Trek con Star
Wars (Guerre Stellari) e Spock il Vulcaniano con il dott. Spock, medico pediatra
protagonista di una serie televisiva americana dellepoca. In televisione la scomparsa di
Nimoy stata quasi ignorata, salvo per appellarlo qualche volta come vulcanico.
4.
- See more at: http://www.bondeno.com/2015/02/11/un-po-di-logica/#sthash.1UizxFv3.dpuf
Ma allora chi comanda il mondo?
By afenice

Comanda la mafia globale6 come la chiamava il Generale-Maggiore dellesercito sovietico


Kostantin Pavlovich Petrov. Penso che questa definizione sia pi precisa di altri tentativi come
military-industrial complex o lites finanziarie7. La definizione del Generale Maggiore Petrov
coglie qualcosa che sfugge alle altre pi asettiche definizioni, il carattere criminale di questi
gruppi di potere. Penso si possa parlare di carattere criminale senza entrare nello specifico
guardando al risultato del loro operato. La ricchezza continua a concentrarsi nelle mani di meno
persone al punto che il rapporto di gennaio dellOxfam ci informa che ormai le 80 persone pi
ricche del mondo detengono la stessa ricchezza dei 3,5 miliardi di persone pi povere e perch gi
nel 2016 l1% dei pi ricchi avranno pi che il restante 99% della popolazione8. Questa
concentrazione di ricchezza nelle mani di pochi stata studiata da James B. Glattfelder, che ha
applicato metodi di analisi propri della fisica per studiare linterconnessione di sistemi complessi
delleconomia globale9 con risultati inquietanti. Il fatto che lorganizzazione di troppi settori della
nostra societ assomigli sempre pi a unazienda dovrebbe portarci a riflettere visto che le aziende
non sono strutture democratiche bens rigidamente gerarchiche.
Nella premessa del suo ultimo libro Noam Chomsky ci ricorda un episodio che ci racconta
SantAgostino: la storia di un pirata catturato da Alessandro Magno, il quale gli chiese come
osasse creare scompiglio per mare; il pirata rispose:
Poich io lo faccio con una piccola nave, mi chiamano malfattore; mentre tu, che lo
fai con una grande flotta, sei chiamato imperatore.

di Ludovico Nobile

estratto da http://megachip.globalist.it/Detail_News_Display?ID=117927&typeb=0

Tags: dominio, multipolarit

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6 Responses to Ma allora chi comanda il mondo?

1. afenice
4 aprile 2015 alle 12:08 (Modifica)
E la colonizzazione inizia sempre dalla medesima questione: denominare (o creare) il debito
dello Stato colonizzato in valuta estera. Questo io lo vedo come un ricatto, perch da quel
giorno non posso pi scegliere se avere a che fare con te colonizzatore o meno. Dal giorno in
cui accetto o mi viene imposto un debito in valuta non mia, la mia improrogabile necessit
sar trovare la valuta con la quale pagare il debito, e dato che la stessa pu essere da me
fornita solo dal creditore/colonizzatore, io dovr commerciare con esso o lavorare per esso,
ma dovr trovare il modo di reperire la valuta estera necessaria. Anche organizzazioni
odierne poste come salvatori terzo mondo, vedi il FMI, hanno la medesima impostazione, la
valuta il dollaro e nessuno Stato del terzo mondo in cui il FMI entrato in gioco si mai
rialzato o mai progredito a livelli definibili accettabili. Ora si inizia a parlare di un alter
ego del FMI per gli Stati Europei, e ci alquanto inquietante.
http://www.appelloalpopolo.it/?p=13339
#1209

2. afenice
7 aprile 2015 alle 10:41 (Modifica)
Che per le istituzioni europee si possano risparmiare tempo e carta per scrivere i programmi
elettorali era gi chiaro da tempo, casomai meno chiaro perch nellEuropa patria della
democrazia non monti un movimento di opinione tale da far rientrare immediatamente
queste tentazioni autoritarie.
http://www.nuovatlantide.org/perche-siamo-tutti-greci/
#1210

3. afenice
7 aprile 2015 alle 10:45 (Modifica)
Tutti a fare le pulci alla lista delle riforme che Atene presenta e vengono respinte dalla
Troika. E intanto il governo Renzi sta facendo esattamente la stessa cosa, ma in tuttaltro
modo.Non contratta, non scalcia, non contropropone: si sdraia a tappetino e consegna quel
poco di dignitoso che qui rimasto ale scorrerie del capitale multinazionale.
http://contropiano.org/politica/item/30084-dodici-riforme-per-compiacere-la-troika
#1211

4. afenice
7 aprile 2015 alle 18:23 (Modifica)
Politica, giornalismo, intrattenimento sintrecciano fino a formare un iper-classe mediatico-
televisiva distaccata dallopinione pubblica pur auto-proclamandosi opinione pubblica.
lindustria culturale dello show business profetizzata da Max Horkheimer e Theodor
Adorno in Dialettica dellIlluminismo dove la cultura perde la sua funzione sociale di
critica per diventare organica allideologia dominante, in questo caso, quella lib-lib, liberale
e libertaria.
Sebastiano Caputo
http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=50770
#1214

5. afenice
8 aprile 2015 alle 15:26 (Modifica)
In parole povere: ad insindacabile giudizio della Banca dItalia il socio di una banca
popolare pu essere costretto a continuare ad essere socio, anche se non lo vuole, ed il suo
investimento praticamente sequestrato, se esso necessario ad assicurare che la banca
conservi i requisiti patrimoniali richiesti dallautorit di vigilanza. E una norma che non
esiste per nessuna societ per azioni, per nessun altro tipo di banca, che disattende sia il
codice civile, che attribuisce ai soci il diritto di recesso, sia la Costituzione, che stabilisce
che tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge. In questo caso infatti i soci delle banche ex
popolari sono meno uguali.
http://www.lafinanzasulweb.it/2015/banche-straniere-pronte-a-scalare-le-popolari-dopo-il-
decreto/
#1216

6. afenice
15 aprile 2015 alle 10:31 (Modifica)
BLACKROCK E GLI INTRECCI CON LE MEGABANCHE. La Roccia Nera di chi , chi
sono i suoi azionisti principali? Cercando nel web ci si ritrova in un labirinto di scatole
cinesi, un terreno opaco e cangiante.
Azionista n. 1 di BlackRock, nel prospetto di Yahoo finanza (il pi chiaro, dic.2014) col
21,7% PNC Financial Services Group Inc. , antica banca di Pittsburg, la 5per grandezza
negli Usa, pur meno nota. PNC era proprietaria della RocciaNera fino al 1999, racconta
Bloomberg (nov 2010, parla di PNC e Bank of America che ne vendono quote). Azionisti n.
2 e 3 sono Norges Bank, la Banca Centrale di Norvegia, e Wellington Management Co.,
altro fondo di investimenti, di Boston (2100 investitori istituzionali in 50 paesi, $869
miliardi di asset, investimento minimo $5 milioni, per dire).
Poi per tra gli azionisti istituzionali i pi rilevanti troviamo State Street Corporation,
FMR-Fidelitye Vanguard Group (ancora una societ di investimenti, gestisce $3000 miliardi
di assets), fondata nel 1977 dal presidente di quella Wellington a cui appare legata in varie
combinazioni. Le stesse quattro societ Vanguard, BlackRock, State Street e FMR-Fidelity
con Wellington sono gli unici azionisti istituzionali di PNC! Non solo.
I magnifici quattro. Queste quattro societ si ritrovano con varie quote fra gli azionisti delle
principali megabanche. I Big Four li chiamava un post in cui ci siamo imbattuti tempo fa,
riproposto negli ultimi anni da vari blog. Un titolo di sapore complottista (Le grandi
famiglie che governano il mondo) e la scoperta che era apparso nel 2011 anche su
Pravda.ru, induceva ai peggiori sospetti. Scansando i pregiudizi abbiamo fatto delle
verifiche.
Ebbene, i Big Four effettivamente costituiscono un nucleo sempre presente nelle maggiori
banche sistemiche. Non solo le prime quattro JP Morgan, Bank of America, Citigroup,
Wells Fargo ma anche in banche daffari come Goldman Sachs, Morgan Stanley, Bank of
NY Mellon.
Le stesse State Street, Vanguard e BlackRock, FMR-Fidelity che non sono propriamente
banche tranne la prima, sembrano possedersi a vicenda.
di Maria Grazia Bruzzone 14/04/2015
Fonte: La Stampa
7.
- See more at: http://www.bondeno.com/2015/04/03/ma-allora-chi-comanda-il-
mondo/#sthash.T29ciNmh.dpuf
Rane bollite
By afenice

Noi non riconosciamo al concetto di debito pubblico la valenza di problema, non lo .


Riteniamo infatti che la ristrutturazione del nostro debito appartenga al territorio
dellEtica e non a quello della Finanza.

Alexis Tsipras

Sembra che il governo greco abbia firmato una tregua con l FMI almeno fino allautunno; entrambi
i contendenti sperano che, nel frattempo, la situazione si evolva a proprio vantaggio.
Se smettessimo di fare le rane bollite (o i pesci in barile) avremmo anche noi, come cittadini, un
nostro ruolo da giocare: purtroppo chi ci rappresenta non sta dalla nostra parte e lItalia non la
Spagna, dove qualche timida voce di opposizione comincia a levarsi.
Se dobbiamo leggere lumore degli italiani su FB, dobbiamo tristemente constatare che
preferiscono, su qualsiasi argomento, le sterili polemichette tra i partiti di casa nostra ad una visione
pi ampia di carattere internazionale (per non parlare di quelli che postano esclusivamente foto di
quello che mangiano, di dove sono in vacanza o dei loro gatti e cani).
Tutto si riconduce quindi al carattere degli italiani: individualismo, pressapochismo, opportunismo,
litigiosit, di cui hanno dato testimonianza tutti i nostri scrittori (citiamo a caso Guicciardini,
Leopardi, Tommasi da Lampedusa, Curzio Malaparte, Carlo Lorenzini).
Nota: Il principio della rana bollita stato espresso da Noam Chomsy e lo travate anche qui:
https://it-it.facebook.com/notes/noam-chomsky-le-10-strategie-della-manipolazione-attraverso-i-
mass-media/il-principio-della-rana-bollita/163378003676987
Tags: carattere, italiani

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8 Responses to Rane bollite

1. afenice
25 giugno 2015 alle 05:43 (Modifica)
http://vocidallestero.it/2015/06/25/la-copertura-mediatica-della-crisi-dei-migranti-in-europa-
ignora-la-causa-di-fondo-la-nato/
#1266

2. afenice
26 giugno 2015 alle 16:20 (Modifica)
Ma il concetto che solo le menti pi eccelse sanno cogliere sempre il solito: aumentiamo
la precariet, abituiamoli al fatto che nulla pi certo!
Una persona che non si sente pi tutelata dalla legge, diventa pi fragile: dopo, si pu far
passar di tutto, anche che il sindaco di Firenze tanto per citarne una diventi capo del
governo senza essere mai stato eletto. Lo so che costituzionaleil trucco c sempre
per quel che conta sono le risposte direi quasi subliminali che si ottengono dalla
popolazione.
Quando tabituano a vivere in un ambiente dincertezza il treno non parte, lautostrada
chiusa, la macchina per le ecografie s improvvisamente rotta, lufficio stranamente
chiuso per emergenza la gente non reagisce pi incavolandosi, bens con un
sentimento a met fra la depressione e lo sconforto. Ed esattamente quello che vogliono:
fare in modo che non ci sia partecipazione, opposizione, consapevolezza.
Carlo Bertani
estratto da : http://carlobertani.blogspot.com/2015/06/addestrare-alla-precarieta.html
#1267

3. afenice
26 giugno 2015 alle 17:04 (Modifica)
Lunica certezza che ho che se chi ci amministra si pu svegliare la mattina e decidere che
non ho pi bisogno di essere aiutato/a per il disagio nel quale ho vissuto in questi tre anni e
nel quale continuer a vivere finch non torner a casa mia, pu anche darsi che lo stesso
amministratore si svegli domani e decida che non ho nemmeno pi bisogno dei soldi che
servono per ripristinare la mia casa comera prima del terremoto.
Sono tre anni che non posso fare progetti sul mio futuro e quello della mia famiglia, siamo
bloccati, disperati, impauriti. Il nostro tempo stato congelato, fermato, sminuito.
http://www.sismapuntododici.it/?p=1183
#1268

4. afenice
26 giugno 2015 alle 17:37 (Modifica)
https://apoforeti.wordpress.com/2013/05/28/lingranaggio/
#1269

5. afenice
27 giugno 2015 alle 17:21 (Modifica)
Come levoluzione animale insegna, se si relativamente forti si combatte, se si hanno
ancora forze e qualche chance si scappa, se invece si alla che dio me la mandi buona ci
si freeza, ci si congela sperando che il caso ci veda male e ci passi oltre.[...]
Fintanto che al suo posto si avr lindaffaramento dei piccoli egoismi individuali, il business
as usual, la negazione sottostimante il problema, la reiterazione degli schemi consueti -tanto
in coloro che tifano per lo status quo, quanto in coloro che tifano per una sua diversa
versione-, non si produrr neanche il primo livello, la pre-condizione di possibilit, per farvi
fronte: la consapevolezza condivisa.
https://pierluigifagan.wordpress.com/2015/06/27/quando-il-futuro-determina-il-presente-
riflessioni-sul-panico-da-complessita/
Detto in breve, quello che oggi difetta lintelligenza; per la semplice ragione che si
coltivata scientemente lidiozia (Gaber)
#1270
6. afenice
30 giugno 2015 alle 18:15 (Modifica)
La Grecia ha aperto il fronte e forse finir per sacrificarsi per cambiare questa Europa.
Cos come accadde nel 480 a.C. quando i 300 valorosi guerrieri di Leonida fermarono nella
gola delle Termopili (la celeberrima ) il temibile esercito
dellimperatore dei persiani Serse. Grazie al loro sacrificio, la lega federale delle piccole
citt greche trov una nuova sintesi e da quel momento nacque e si svilupp la grande civilt
da cui proveniamo.
http://www.libero-pensiero.net/%E1%BC%A1-%E1%BC%90%CE%BD-%CE%B8%CE
%B5%CF%81%CE%BC%CE%BF%CF%80%CF%8D%CE%BB%CE%B1%CE%B9%CF
%82-%CE%BC%CE%AC%CF%87%CE%B7-finisce-qui-leuropa-tossica-inizia-la-
settimana-di-passione-per-il-nostro-con/
#1272

7. afenice
1 luglio 2015 alle 12:06 (Modifica)
In seguito alla crisi possibile che nascano nuove guerre?
Guerre inter-europee non credo. vero per che lEuropa dovrebbe allearsi alla Russia per
ragioni energetiche, geografiche e culturali. Siamo legati a una potenza che ha interessi
divergenti dai nostri. Le sanzioni alla Russia sono ridicole, dal punto di vista europeo.
Purtroppo, per, stiamo ancora qui a subirci i soliti americani. Sono 30 anni che stiamo
perdendo tempo, dovevamo allontanarci da loro appena croll lUnione sovietica.
Questalleanza sperequata poteva avere un senso finch cera lUrss, oggi ci danneggia e
basta
Massimo Fini
#1273

8. afenice
4 luglio 2015 alle 18:31 (Modifica)
Giusto per chiudere la questione: non c nessun debito, ci sono solo gli interessi sul debito,
che non neanche moneta; sono sole scritture contabili che, come sono state scritte, si
possono cancellare.
https://terzapaginainfo.wordpress.com/2013/04/19/anatocismo-2/
9.
- See more at: http://www.bondeno.com/2015/06/23/rane-bollite/#sthash.SSKr3WUX.dpuf
Dormiamo tranquilli
By afenice

La finanza sembra innocua: non la si vede, non opprimente, non invasiva; vive e ci lascia vivere;
in fondo, buona, o, almeno, la si pu considerare umana. O no? S, vero: controlla la pubblicit e
le bollette, i governi e le grandi organizzazioni sovranazionali; mette al posto giusto i suoi uomini,
sulle poltrone pi alte, nelle posizioni pi importanti; ma insomma, bisogna pur fidarsi un poco, non
si pu mica vivere nella cultura del sospetto. Non bisogna pensare troppo male della finanza: che
cosa sarebbe di noi, senza di lei? Chi finanzierebbe le campagne contro la fame nel mondo? Chi
finanzierebbe le ricerche contro il cancro? E chi finanzierebbe le fondazioni culturali, che ci
permettono di ascoltare a viva voce la conferenza del pensatore o del sociologo o dellautore di
best-seller di turno?
Via, bisogna pure ammetterlo: siamo fortunati che la finanza c. la finanza che sovvenziona gli
studi, i sondaggi, le ricerche, le previsioni, le inchieste; che colma i deficit di bilancio delle
fondazioni private e delle universit statali; che promuove i Rotary, che d smalto al sapere. Non
bisogna vedere tutto nero, non bisogna gridare sempre al lupo; non si deve fare del terrorismo
psicologico. Avremo pure il diritto di vivere in santa pace e di dormire sonni tranquilli.
Leggi tutto su http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=51940
Tags: Eurabia, finanza

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8 Responses to Dormiamo tranquilli

1. afenice
14 settembre 2015 alle 12:55 (Modifica)
Negli anni tutto diventato pi avvelenato: sono troppi quelli che vivono con sofferenza la
perdita di beni, piccoli privilegi, sicurezze, saranno sempre di pi quelli che dovranno
sopportare la cessione di garanzie e diritti. Angariati dalle tasse, braccati da mutui e debiti,
molte delle nostre giornate somigliano a quelle dei topolini che si arrampicano su e gi in
una instancabile e inutile corsa per le scalette delle loro gabbie, spaventati e risentiti,
angosciati e diffidente, impauriti dallarrivo della raccomandata, dalla convocazione del
superiore, dal balzello inatteso, dal continuo spostarsi in avanti della pensione, dalla
minaccia di una malattia, anche non grave, unotturazione che salta, gli occhiali pestati
incautamente. Se uno dei segni del comando dellimpero che ha occupato il mondo consiste
nellinfliggere choc a ripetizione per assuefarci a quello finale, decisivo, lespropriazione
totale di libert, allora anche in questo si perpetuano le disuguaglianze ma il fine lo stesso,
con gli ultimi della terra depredati di risorse, nutrimento, acqua e poi colpiti da catastrofi,
guerre in un crescendo biblico di paghe, e noi, penultimi, vittime di piccole scosse, sempre
pi forti, impoveriti, umiliati, avviliti, mentre ci tolgono lavoro, stato sociale, assistenza,
beni comuni, cultura, informazione, istruzione.
https://ilsimplicissimus2.wordpress.com/2015/09/13/la-lebbra-ungherese/
#1335

2. afenice
15 settembre 2015 alle 12:04 (Modifica)
Molti anni fa, nel 1988, un pensatore francese, Revel, poco apprezzato dallintellighenzia
gauchiste per essere approdato a posizioni liberiste, scrisse un volumetto profetico, cos
amaro e cos illuminante da avere poco seguito allora ed essere finito nel vorace
dimenticatoio della modernit. Si intitolava la Conoscenza inutile e parlava di quelle
informazioni, di quegli eventi, di quel sapere reso noto e divulgato, che per non arriva
allopinione pubblica, che non incide in alcune modo nel produrre scelte e nellorientare
umori e convinzioni, che scorre come un fiume sotterraneo incapace di affiorare, seppur
scritto e diffuso. Per via probabilmente della tecnica di esclusione dei media ufficiali,
dellincessante colonna sonora della comunicazione che ci anestetizza e confonde come
certe musichette ambient nei centri commerciali. Ma soprattutto per la indisponibilit a
ascoltare, apprendere, conoscere e decidere di conseguenza, che la vera malattia italiana,
come se troppi se non tutti preferissero andare al patibolo bendati, in rovina senza estratto
conto, in sala operatoria senza radiografia.
https://ilsimplicissimus2.wordpress.com/2015/09/15/bugiardi-incoscienti/
#1336

3. afenice
20 settembre 2015 alle 10:59 (Modifica)
Siete nella cacca fino alle orecchie. Ancora non ve ne rendete conto ma siete la generazione
dei tre niente: Niente lavoro, niente reddito, niente risorse. Davvero un gran bel futuro. Ah,
qualcuno mi ha ricordato, qualche sera fa, che una volta ho detto: Lavidit giusta. A
quanto pare diventata legge, perch vedete, lavidit che spinge il mio amico barista a
comprare tre case che non pu permettersi senza dare lanticipo, ed lavidit che spinge i
vostri genitori a chiedere un mutuo di 250.000 dollari sulla casa che ne vale 200, e con quei
50 correre al centro commerciale a comprare la tv al plasma, lultimo cellulare, il computer,
e gi che ci sono anche un SUV e perch non anche la seconda casa? In effetti conviene,
insomma lo sappiamo tutti che il prezzo delle case in america sale sempre, giusto? Ed
lavidit che ha spinto il nostro governo a ridurre il tasso dinteresse all1% dopo l11
settembre perch tornassimo tutti a fare shopping, e hanno inventato tante belle siglette per
mascherare l grande debito. CMO, CDO, SIV, ABS, scommetto che ci sono al massimo 75
persone in tutto il mondo che sanno che cosa sono. Beh adesso ve lo dico io. Sono delle
ADM, armi di distruzione di massa, ecco che cosa sono. Mentre ero dentro mi sembrato
che lavidit sia diventata ancora pi avida e con laggiunta di un pizzico dinvidia. I signori
degli hedge fund se ne andavano a casa con 50/100 milioni di dollari lanno. Cosi anche il
banchiere si guarda intorno e dice: Mica sono lultimo imbecille. E comincia ad usare la leva
finanziaria sugli interessi fino a 40/50 a 1 con i vostri soldi, non con i suoi, con i vostri. E
glielo lasciano fare, tanto siete voi che avete fatto il mutuo, e il bello della faccenda che
nessuno responsabile. Il fatto che crediamo tutti alla stessa favola. Lanno scorso signori
e signore il 40% di tutti i profitti societari americani, era costituito da proventi finanziari,
non dalla produzione o da qualcosa che avesse comunque a che fare con le necessit delle
persone. La verit che ci siamo tutti dentro, banche, consumatori, tutti muoviamo la giostra
dei soldi. Prendiamo un dollaro, lo pompiamo di steroidi, e lo chiamiamo leva finanziaria. Io
invece lo chiamo finanza dopata. Ero considerato un uomo piuttosto sveglio nel mio
ambiente, forse sono stato dentro troppo a lungo, per la prigione pu anche essere una
salvezza. Guardi oltre le sbarre e dici: Ehi ! Ma l fuori sono diventati tutti matti? E chiaro
come il sole, basta fare un p di attenzione, la madre di ogni male di oggi la speculazione.
Il debito indotto. In conclusione: Il vero nemico il prestito. E ora di riconoscere che un
biglietto sicuro per la banca rotta senza ritorno. E sistemico, maligno, ed globale, come il
cancro. E una malattia e dobbiamo combatterla.
(Wall Street il denaro non dorme mai Gordon Gekko)
#1340

4. afenice
21 settembre 2015 alle 12:04 (Modifica)
https://apoforeti.wordpress.com/2014/09/25/il-paese-di-pinocchio/
#1344

5. afenice
22 settembre 2015 alle 17:48 (Modifica)
Strano progresso quello intervenuto durante gli ultimi decenni, vissuti nellillusione di
essere diventati cittadini del mondo, mentre in realt abbandonavamo ogni connotazione
umana, per trasformarci prima in risorse e capitale e poi in esuberi, da smaltire in qualche
maniera, possibilmente senza fare troppo rumore. Strano progresso quello arrivato
melodioso attraverso le voci melliflue dei cantastorie, impegnati ad incensare le virt
taumaturgiche del libero commercio e della grande finanza, mentre luomo comune
iniziava a morire, deprivato della propria identit e di ogni prospettiva di futuro.
Marco Cedolin in
http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=51999
#1347

6. afenice
23 settembre 2015 alle 09:07 (Modifica)
Il recente caso finlandese (http://vocidallestero.it/2015/09/22/f-coppola-il-rating-della-
finlandia-e-ingiustificato/) dimostra che la scelta europea rimane sempre quella di imporre
lausterit ai popoli; se lo fai ti premiano con un bel rating e ti prestano altri soldi per
continuare a indebitarti: in pratica tutto quello che ti tolgono finisce nelle tasche della
finanza (il famoso 1% che ha tante ricchezze quanto il restante 99%).
N.B. Il sorpasso (a loro vantaggio) previsto nel 2016
#1349

7. afenice
27 settembre 2015 alle 13:05 (Modifica)
Eppure, gli italiani reagiscono ma non come spagnoli e greci ovvero con dignit bens
nel solito modo: la vicenda della Polverini & Co. non ha suscitato moti di repulsione, non ha
fatto gridare allo scandalo, alleterna ingiustizia, al parossismo di tagli spaventosi al welfare
e di un ceto politico che continua a gozzovigliare come vuole.
No, la risposta degli italiani che se rubano loro, e cos tanto, posso rubare anchio, nel
mio piccolo, sintende: nelle piccole aziende c quasi il gusto di fottere Monti. Si torna
allantico: cosa vuoi? Ecco i due prezzi, con o senza ricevuta. Ovvio che
Nei luoghi di lavoro si sviluppa una sorta di piccola corruzione molto simile a quella che
cera in URSS: ho rubato questo, tinteressa? Anzi, te lo regalo: sarai tu a sdebitarti come
preferirai.
Cos inizia una catena di baratti che anche curiosa e provvida di significati antichi che
partono da un paio di gomme per auto e terminano con una cassetta duva, passando per una
cestina di funghi, due sacchi di concime organico, una mola, una cesta di limoni, due
contenitori in acciaio inox, tre sacchetti di melanzane congelate
- See more at: http://www.bondeno.com/2012/10/12/scialuppe-a-
mare/#sthash.HonjvkJE.dpuf
#1354

8. afenice
10 ottobre 2015 alle 15:42 (Modifica)
Reddito presunto e Presunzione del tenore di vita
Questi criteri del reddito presunto sono stati introdotti nel maggio 2013. Le autorit fiscali
greche non accettano che qualcuno possa vivere e respirare senza avere un reddito. Cos
calcolano un reddito effettivo, che in realt un reddito fittizio, basato sulle spese dei
contribuenti, i loro bisogni, i depositi che hanno, i soldi, i loro beni e qualsiasi eventuale
reddito da ogni altra fonte possibile.
Lintero capitolo su pu essere tradotto come presunzione del tenore
di vita.
Pertanto, le autorit fiscali greche calcolano che una persona ha bisogno di 3.000 lanno
per lalimentazione e le necessit di base. Inoltre essi calcolano che a seconda dei metri
quadrati della casa / appartamento in cui vive, ha bisogno di XXXX euro per mantenerla e
pagare i servizi, il riscaldamento, ecc. Lo stesso vale se la persona ha una macchina
intestata. A seconda della cilindrata dei veicoli, le autorit fiscali calcolano che sono
necessari XXXX euro lanno per mantenere e far circolare la macchina.
Questa legislazione fiscale a partire dal 2013 si risolta in una tassazione assurda ed
eccessiva delle persone senza reddito a cui capita di avere una casa a proprio nome o dei
depositi bancari. Questi contribuenti dovrebbero pagare 300 o 400 euro dimposta per i
redditi presunti che lufficio delle imposte ritiene che essi abbiano.
Ora, con il terzo salvataggio le cose andranno ancora peggio, nonostante il fatto che questi
contribuenti gi pagano le tasse sulla casa e la macchina e pagano anche unimposta del 15%
sugli interessi dei depositi.
Unaltra assurdit del sistema fiscale greco che, mentre le autorit calcolano i criteri per
la presunzione del tenore di vita, secondo alcune generali linee guida non accettano
utenze, costi del riscaldamento, costi di telecomunicazioni e altre bollette che il contribuente
presenti nella sua dichiarazione fiscale.
Il costo del tenore di vita presunto dalle autorit fiscali non prende nemmeno in
considerazione la possibilit che il contribuente che non ha un reddito imponibile sufficiente
possa avere debiti con parenti e amici, viva senza elettricit, telefono e televisione.
http://vocidallestero.it/2015/10/10/ce-ancora-vita-in-grecia-i-creditori-tasseranno-i-
disoccupati-come-free-lancer-al-26-e-con-acconto-di-imposta/
9.
- See more at: http://www.bondeno.com/2015/09/14/dormiamo-tranquilli/#sthash.UFFu1qfv.dpuf
La fine della politica
By afenice

Secondo Gramsci, che le sinistre neoliberali e gli ex comunisti apostati hanno gettato
letteralmente nel dimenticatoio, la politica espressione della volont di giungere a nuovi
equilibri di forze, nella societ che realmente esiste, fondando la propria azione su una forza
progressiva. La politica, a un livello pi alto, dovrebbe essere razionalit e non esattamente
passione. Questo quanto ho compreso, rammentando la lezione gramsciana che in troppi
hanno scordato, e ritengo che lItalia, oggi, sia molto lontana, anni e anni luce, dalla sostanza
della vera politica.
Del resto, dietro le parole di Gramsci vi la concezione della societ spaccata, come sede del
conflitto permanente, che ci viene da Karl Marx e i partiti politici dovrebbero essere attori a pieno
titolo di questo conflitto, inesauribile e reale. Oggi i partiti politici italiani sono niente di pi che
comparse, nella recita liberaldemocratica, e il pidd, in particolare, semplicemente una creatura
sub-politica del grande capitale finanziario internazionalizzato, destinata a governare il paese per
conto terzi.
Se a detta del grande Platone i re avrebbero dovuto essere filosofi (oggi che esistono le
specializzazioni diremo filosofi politici), il governo italiano attuale, cos come quelli che lhanno
preceduto dal novembre del 2011, mosso soltanto dagli interessi dei poteri esterni che lo
manovrano, in netto contrasto con quelli della popolazione.
Ecco che la politica, oggi, non espressione della volont di giungere a nuovi equilibri di forze,
nel paese vero, ma semplicemente il riflesso dei desiderata di una classe dominante esterna
allItalia, che controlla i governi locali attraverso entit sovranazionali stabilendo, a proprio
vantaggio, il programma politico, le strategie, le alleanze, le scomposizioni e ricomposizioni di
forze esistenti.

In questo momento nessuno pare allaltezza di un tale compito, il vuoto etico e la scarsa
qualit umana che riscontriamo in ogni dove, nella penisola, e in ogni gruppo sociale, non
lasciano ben sperare. Forse nel prossimo futuro le crescenti difficolt che la popolazione
incontrer, il procedere dellimpoverimento di massa e della marginalit sociale genereranno
uomini in grado di affrontare i problemi e di risolverli positivamente. Per ora, purtroppo,
passivit sociale, rassegnazione e disgusto per la politica dilagano, i collaborazionisti sub-
politici della troika prosperano, e non c neppure uno straccio di voce (nicciana) a gridare
inascoltata nel deserto
Eugenio Orso
estratto da : http://pauperclass.myblog.it/2015/11/09/chi-ricostruira-la-politica-italia-eugenio-
orso/
Tags: elezioni, partiti, rappresentanza

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This entry was posted on mercoled, novembre 11th, 2015 at 12:18 and is filed under araba fenice. You can follow any
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5 Responses to La fine della politica

1. afenice
12 novembre 2015 alle 10:35 (Modifica)
La cellula tumorale autonoma (SEL, Rifondazione, Comunisti Italiani, Sinistra Italiana: i
loro nomi son legione), apparentemente lontana dai centri di potere potr, quindi, ingrossare
lentamente nella considerazione generale dei gonzi (che hanno la memoria dei pesci rossi,
per di pi selettiva) sino a sublimare sempre nella testa dei gonzi suddetti a simbolo
duna sinistra pura, vicina alle istanze del popolo, e scevra dai compromessi pi deleteri con
quelle fasce sociali che il sinistro vede come il fumo negli occhi (e che spesso abitano solo
la sua immaginazione: razzisti, evasori fiscali, fascisti, omofobi, veterocattolici, e via cos) e
che sono, per le parti imposte dal copione, appannaggio della sinistra istituzionale renziana.
http://pauperclass.myblog.it/2015/11/12/pronta-la-carta-moschicida-fessi-sinistra-alceste/
#1392

2. afenice
15 novembre 2015 alle 11:21 (Modifica)
Fermo restando quanto detto sopra, non bisogna dimenticare che la scarsa memoria storica
dellelettorato una componente fondamentale del degrado attuale; tanto che, dal
16/11/2011 (governo Monti), si ritenuto inutile designare premier eletti (n Letta, n Renzi
lo sono stati).
E prima ancora chi si ricorda che: XIII Legislatura (9 maggio 1996 9 marzo 2001):
Governo Amato II
Governo DAlema II
Governo DAlema
Governo Prodi
Quindi cinque anni di legislatura PD, che ci hanno accompagnato allEuro, con ulteriore
parentesi Prodi dal 17 maggio 2006 al 6 maggio 2008.
In particolare chi si ricorda che a DAlema si deve la guerra in Jugoslavia (Prodi si dimise
per questo) e le autorizzazioni ai voli climatici e la ulteriore abolizione dei vincoli
bancari?
E, pi di recente, il voto contrario di Lega e Italia dei Valori alla finanziaria di Monti?
#1393

3. afenice
18 novembre 2015 alle 17:13 (Modifica)
Non che abbia molta importanza, ma c ancora gente che considera il M5S una alternativa;
per questa gente non cerca di scendere sul territorio, n interviene a convegni che non siano
organizzati da loro.
Sono programmati per estinguersi al termine del loro mandato parlamentare, poi ci si
inventer qualcosaltro.
#1394

4. afenice
21 novembre 2015 alle 17:01 (Modifica)
Non sera placata ancora leco delle sparatorie e gi qualcuno invocava: pi Europa.
Pi Europa, ovvero pi America, pi Occidente, ovvero, se facciamo astrazione di tali nomi
ingannatori, meno democrazia, pi oligarchia, pi controllo, pi censura, pi dispotismo
economico, pi povert e disoccupazione, meno diritti e tutele (quelli veri), pi diritti fuffa
(siete pronti per lomogenitorialit?) e, soprattutto pi edonismo straccione per tutti: pi
pornografia, pi sballo, pi tablet e smartphone, pi shottini, e meno istruzione (ah, che
noia) leuropeo ha da essere un Lucignolo sempre su di giri coming soon: abolizione
delle elezioni ultimo inciampo (in attesa dellevento si celebrano percentuali di elettori in
picchiata).
http://pauperclass.myblog.it/2015/11/20/il-potere-avanza-false-flag-o-alceste/
#1395

5. afenice
22 novembre 2015 alle 13:35 (Modifica)
di FEDERICO CAFFE
Mi sembra che la caratteristica di maggior rilievo della linea economica del Partito
comunista italiano, durante lultimo decennio, sia stata quella di un adattamento alle
circostanze, in una sostanziale continuit di ispirazione.
Se si prescinde, cio, dalle polemiche contingenti, lo spirito che condusse Togliatti ad
affermare, nellimmediato dopoguerra, che occorreva soprattutto occuparsi della
ricostruzione persiste nelle numerose occasioni di appoggio a misure governative rivolte a
fronteggiare le difficolt complesse e continue di questo tormentato decennio.
Nei fatti, malgrado ogni diversa apparenza, pu dirsi che le forze progressiste del Partito
comunista abbiano accettato uneffettiva, sia pure non dichiarata, politica dei redditi.
Sintende che ci rispondeva al fine politico di una sempre attesa, e sempre rinviata,
legittimazione del Partito comunista come forza di governo.
Ma ci non toglie che alla critica sia stata associata una collaborazione che non pu essere
sottovalutata, in quanto ha contribuito, a mio avviso, al superamento delle vicissitudini
congiunturali, pur lasciando irrisolti i nodi strutturali della nostra economia.
Gli effetti sulleconomia italiana sono stati, pertanto, quelli di un apporto di rilevante
importanza a una gestione delleconomia di corto respiro, che va avanti giorno per giorno,
ma senza che siano in vista traguardi plausibili.
Frattanto, la critica del cosiddetto assistenzialismo, in quanto si presta a deformazioni
clientelari; il ripudio di ogni richiamo alla valorizzazione delleconomia interna, in quanto
ritenuta contrastante con la scelta irrinunciabile delleconomia aperta; il frequente
indulgere al ricatto allarmistico dellinflazione, con apparente sottovalutazione delle
frustrazioni e delle tragedie ben pi gravi della disoccupazione, costituiscono orientamenti
che, seguiti da una forza progressista come quella del Partito comunista, anche se in modo
occasionale e non univoco, possono contribuire ad allontanare, anzich facilitare, le incisive
modifiche di fondo che sono indispensabili al nostro paese.
In ultima analisi, ho limpressione che lacquisizione del consenso stia diventando troppo
costosa, in termini di sbiadimento dellaspirazione allegualitarismo, della lotta
allemarginazione, dellerosione di posizioni di privilegio: aspirazioni che si identificano in
quel tanto di socialismo che appare realizzabile nel contesto del capitalismo conflittuale con
il quale tuttora necessario convivere.
LEspresso, 11 aprile 1982
6.
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