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LISOLA - Quindicinale di cultura, politica, informazione della diaspora siciliana - Anno X - n 3 1/15 febbraio 2008

Chi dugnu chi sugnu!

Quindicinale di cultura, politica, informazione della diaspora siciliana - Anno X - n 3- 1 / 15 febbraio 2008
Ed. Responsabile: Francesco Paolo Catania - Bvd. De Dixmude 40/bte 5 - (B) 1000 Bruxelles - Tel/Fax: 0032 2 2174831 - 0032 475810756

Nel tempo dell'inganno universale dire la verit un atto rivoluzionario. [George Orwell] Orwell]

Il bisogno del mito mito


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A servizio della causa della mia amata terra


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arrivata loccasione per i Siciliani di buona volont di dimostrare con i fatti la loro voglia di cambiamento reale, di rinascita e finalmente di sviluppo della nostra Isola Magnifica. Abbiamo da tempo sottolineato la necessit per il Popolo Siciliano di farsi carico dei destini della propria Terra senza delegare a nessunaltro, senza cercare il facile alibi della politica praticata, della svendita dei nostri interessi e delle nostre aspettative a persone che non siano poi impegnate alla rendicontazione del loro operato. I risultati di quelle deleghe sono sotto gli occhi di tutti: degrado, disoccupazione, smarrimento fino allo stadio finale del disinteresse, pronti poi a recriminare per le occasioni che si perdono e che non ritornano facilmente. LALTRA SICILIA - Antudo da tempo un pungolo per le coscienze, uno strumento di riflessione critica, un tentativo di risvegliare linteresse verso la rinascita ed il riscatto socio-economico e politico della nostra Patria. Oggi loccasione delle dimissioni del Presidente della Regione Siciliana aprono lorizzonte a quanto abbiamo da sempre propugnato: un ricambio nella gestione politica affinch le esigenze ed i bisogni del Popolo Siciliano vengano presi in considerazione e definitivamente risolti. Il momento storico e consente ai tanti che hanno da sempre portato avanti questi valori di mettere insieme le loro esperienze per dare alla Sicilia una nuova classe politica libera dai vincoli romani e da interessi di piccolo cabotaggio e disposta al sacrificio personale per il bene generale. E giunta lora di operare tutti insieme per costruire quella forza che ridar dignit e valide rappresentanze al nostro Popolo. Mettiamo da parte il vuoto delle parole e passiamo al CORAGGIO DEI FATTI. La Presidenza LALTRA SICILIA - Antudo

Rumori e profumi del dopo Cuffaro


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LALTRA SICILIA sbarca negli USA


Pagina 4 Pagina 5

Il coraggio dell'indipendenz dell'indipendenza


Quei veleni sotterrati per decenni
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LITALIA DEL TRUCCO: LITALIA CHE SIAMO


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Il Progetto ERASMUS,

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detto anche Progetto Orgasmus

Pagine 10 & 11

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LISOLA - Quindicinale di cultura, politica, informazione della diaspora siciliana - Anno X - n 3 1/15 febbraio 2008

Il bisogno del mito


ella confusione del mondo contemporaneo, il bisogno del mito diviene necessit incombente, perifrasi obbligata per focalizzare le aspettative della gente, per avviare il dibattito e lanciare un messaggio semplice ma necesssario "allargate l'area delle vostre coscienze". Cosi' il mito diventa bisogno delle nuove generazioni per farsi coraggio e andare avanti, riferimento a cultura, sport e consesso civile. LAltra Sicilia ha identificato da tempo questo bisogno del mito, il bisogno dell'incanto, della magia, per prendere coraggio e dare coraggio nell'avventura quotidiana del suo essere, nell'operare quotidiano per una resurrezione alla Sicilia e all'essere siciliano. Il mito diventa cosi' vendetta all'ingiustizia e artificio di giustizia, diventa spasimo di Palermo e sorriso di ignoto marinaio, diventa necessit di ribellione contro la corruzione generalizzata, diventa bisogno di cambiamento, nuovo soffio di brezza nelle spire di afoso scirocco. Questa pagina per cercare di fare chiarezza e raccontare non la cronaca di un semplice affare giudiziario ma la storia di un'amicizia e le vicissitudini di una siciliana, nell'intreccio oggi di potere mafioso e corruzione giudiziaria. Di seguito poi l'intervista rilasciataci dall'avvocato Giovanna Livreri per bisogno di chiarezza e bisogno morale. Questa nostra sorella siciliana noto penalista di Palermo e coltiva, nelle sue poche ore di libert, il culto della Sicilia, l'amore per l'Isola che pure vive e soffre al quotidiano. Ha appoggiato quasi dal nascere le aspirazioni de LAltra Sicilia, ha toccato con mano le esigenze dei figli della Diaspora, ha portato le aziende siciliane in giro per il mondo, grazie ad un consorzio spontaneo di giovani produttori, Terre di Sicania, ha abbracciato con entusiasmo le rivendicazioni di quei siciliani che inondavano il net di messaggi e grida di aiuto, che stampavano e inviavano a tutti il loro mensile "l'Isola", con un solo intendimento: far cambiare le cose, dare il segnale del riscatto al popolo siciliano. Come ogni siciliana anche Giovanna non si era mai occupata dei suoi fratelli della diaspora, che a lei, come a tutti i siciliani al di qua del faro, ricordano quello che cercano di dimenticare: il sacrifico del partire, lo scillaecariddi dell'esistere, la fatamorgana del ritorno.

Scopri' Giovanna Livreri che fuori dalla Terra impareggiabile viveva un'altra Sicilia piena di dignit e di devozione, un' Altra Sicilia che lavorava nei nord lontani e non scendeva a compromessi con nessuno, scopri' l'avvocato Livreri quanto fosse importante l'orgoglio di un'appartenenza, l'orgoglio di quella bandiera che LAltra Sicilia era riuscita a far sventolare su tutti gli edifici pubblici dell'Isola, dopo vere e lunghe campagne di sensibilizzazione, scopri' l'avvocato Livreri le comunit siciliane all'estero, il loro amore per la terra lontana, e , da palermitana vera, si ri-innamoro' di Sicilia, e di effettiva autonomia. E lo fece in maniera iperbolica, nella stessa Sicilia, in occasione della celebrazione del 59 anniversario della conquista dello Statuto di autonomia, la festa organizzata da LAltra Sicilia a Mazara del Vallo, partecipando e animando un memorabile dibattito sui sostegni comunitari alla Terra impareggiabile, nonostante gli ostracismi e le vere e proprie minacce che l'establishement le aveva subdolamente propinato pur di fermare una manifestazione che le istituzioni regionali avevano cercato di boicottare con ogni mezzo. Giovanna Livreri divenne cosi' il nostro Judex, l'eroe di Feuillade, che resta invischiato pero nelle spire di una serie di responsabilit costruite ad arte dal sistema per indebolirne la forte considerazione conquistata in Sicilia e al di l del faro. La politica cerca di appropriarsi del suo successo e con le sue spire la attira nei meandri della Fiera di Messina, istituzione fallimentare servita fino ad allora a mantenere in vita le finanaze degli orfani cittadini di una partito defunto ma duro a scomparire, clientelarismo e nepotismo, uno strano miscuglio di politica e malaffare. Resiste Giovanna e cerca anche con la Fiera del Mediterraneo di Palermo di abbattere l'Idra che succhia il sangue ai palermitani. E' lotta immmane, ne esce sconfitta ma moralmente vittoriosa. E intanto si concede dolci preludi fuori di Sicilia per ritemprare l'animo e torna al combattimento con una vicenda professionale che presto diventa affare giudiziario che d avvio ad una vera e propria persecuzione nei suoi confronti tanto da cercare di trasformarla da giudice ad accusato. Sono storie di malaffare e misture di politica, soldi e nepotismo. Affari grandi come la metanizzazione dell'Isola e non solo, affari grandi come il tesoro di Ciancimino, affari grandi come la battaglia tra morale e criminalit, tra stato e antistato. Giovanna non ha bisogno di queste righe per prendersi carico del suo stesso destino. Lo fa e lo sa fare da tempo con la forza della verit e della giustizia. Novello Achab nella lotta alla balena bianca rinnovella la lotta dell'uomo contro il destino avverso quando indossa la sua toga e le sue vesti di madre di famiglia. Un destino, se soltanto lo volesse, potrebbe concederle di guidare la resurrezzione dei siciliani e il riscatto morale ed economico della terra Impareggiabile. Se soltanto lo volesse quanto LAltra Sicilia lo vuole. E l'occasione appare sempre pi vicina.

LISOLA
Quindicinale di cultura, politica, informazione della diaspora siciliana

Editore: LALTRA SICILIA


Bvd.de Dixmude 40/bte 5 - (B) 1000 Bruxelles Direttore responsabile

Eugenio Preta - Francesco Paolo Catania


Bruxelles, 27 novembre 2007

Francesco Paolo Catania


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ALTERNATIVA SICILIANA AL SISTEMA

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A servizio della causa della mia amata terra


Palermo, 17 dicembre 2007 Carissimi Eugenio e Franco, ho letto il Vs. articolo con il cuore denso di emozione e mentre due insistenti e incontenibili righe umide mi percorrevano il volto. Oh fratelli miei come avete ragione!. E' vero!. Forse L'avv.to Livreri non ha bisogno di queste righe per prendersi carico del suo stesso destino perch lo fa e lo sa fare da tempo. Ma Giovanna, la vostra Giovanna, ha bisogno del sentirvi vicino per sentire sempre alimentata la forza espressa nel coraggio di affermare la verit e la giustizia. La sua lotta di donna come donna la Sicilia contro il destino avverso. E qui mi sovviene Sciascia con il suo canto alla Sicilia: "La Sicilia donna anche lei: misteriosa, implacabile, vendicativa, e bellissima". Un destino che la Sicilia vuole con forza essere foriero di monsone, di uragano che spazzi via l'ignobile intreccio di potere e interesse i coloro i quali non consentono alla nostra piccola patria di rompere e catene e dichiararsi libera. E io sono come lei come la nostra terra e mi sento immedesimata nella sua agonia. Come Vorrei partecipare alla resurrezzione dei Siciliani e al loro riscatto morale ed economico della terra Impareggiabile. Io lo voglio. Si lo voglio! quanto L'Altra Sicilia lo vuole, quanto i miei mirabili amici Franco e Eugenio e i loro fratelli della Diaspora lo vogliono. E forse ci voleva questa altra grande prova di sofferenza e tenacia personale nel ribellarsi all'ingiustizia diffusa. Forse quanto mi sta accadendo in questi mesi e in questi giorni, nella sua eccezionalit e unicit mi sta ulteriomente parlando di pulizia da falsi valori, quelli espressi dalle lobby di potere che rendono immanente la cappa di immobilismo sulla nostra piccola patria. Palermo come "sodoma e gomorra", citt ricurva su se stessa, politici del malaffare e dall'inciucio facile, imprenditori corrotti e servili, magistrati collusi e disponibili e cortigiane... tante cortigiane disponibili a aiutare l'ascesa di tutti costoro: statue di sale. Palermo capitale di una regione/nazione resa schiava e principessa/cenerentola, coperta di polvere, rinnegata dai suoi figli e costretta a raccogliere le briciole che cadono dalle tavole imbandite con i suoi averi a Roma: citt della lupa. Si, vero, l'occasione appare vicina ma solo se con voi e insieme per la nostra terra. Spero di avere dimostrato con la mia battaglia personale che non esistono intoccabili. In una terra di Sicilia dove la mafia, quale mentalit prevaricatrice si manifesta con l'arroganza del potere abusato, deviato e usurpato, tutto puo' essere mafia e non c' luogo, palazzo, istituzione, confessione ove la stessa non ha servi, figli e adepti; ma si puo' attaccare, denunciare e mettere all'angolo. D'altronde la mafia una filosofia di vita, un credo. Mutante nel suo essere sempre disponibile a sopravvire malgrado tutto e tutti e capace di camminare sulle gambe di chiunque la porti dove ella vuole. Essa stato il morbo che ha afflitto la nostra vita sociale e ci ha reso storpi e rachitici e non perch la stessa ha occupato gli spazi di potere lasciati liberi dall'assenza dello stato nell'Isola, ma perch la mafia parte stessa, nell'Isola, dell'espressione dello stato e dei suoi pi alti poteri. Basta rileggere Leonardo Sciascia ne "Il giorno della Civetta": Ma la mafia era, ed , altra cosa: un sistema che in Sicilia contiene e muove interessi economici e di potere di una classe che approssimativamente possiamo dire borghese; e non sorge e si sviluppa nel vuoto dello Stato (cio quando lo Stato, con le sue leggi e le sue funzioni, debole o manca) ma dentro lo Stato. La mafia insomma altro non che una borghesia parassitaria, una borghesia che non imprende ma soltanto sfrutta". Si vero saremo anche come ci defin Cicerone che marchiava i Siciliani come "gente acuta e sospettosa, nata per le controversie. Ancora oggi molti autori hanno individuato un tratto comune al comportamento dei Siciliani, ovviamente soggettivo, ma probabilmente non del tutto falso. Sono pero' molti gli altri aspetti caratteristici dei Siciliani: il senso alto della famiglia e dell'onore, il rispetto per la donna e per la femminilit, ma anche l'attaccamento alla propria terra, la teatralit dei gesti e degli atti, il senso dell'accoglienza, la diffidenza e la intolleranza all'ingiustizia. E io intendo riassumere queste ultime caratteristiche perch sono sicula e moriro' sicula e come la triscele - essere mitologico a tre gambe perch ovunque lo si getti, rester in piedi, insieme dobbiamo affermare la capacit di fermezza e di forza di carattere delle genti sicule. Che cio' sia esortazione ad essere tenaci e lavorare duramente per il destino della nostra Isola di luce. Cosa altro aggiungere. Sono qua miei cari amici e sempre a voi grata per avermi fatto riscoprire il senso dell'appartenenza e della patria. Sono quindi a servizio della causa della mia amata terra e per Lei e di Lei vivo. Grata della vostra amicizia Vi saluto con grandissimo affetto.

Giovanna Livreri
Ndr. - La Sicilia ha bisogno di siciliane/i forti che siano in grado di andare contro la loro stessa natura di siciliane/i, affinch possiamo riscrivere la storia Bisogna che tutto cambi perch tutto deve essere cambiato, per il bene di tutti noi. (fpc)

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Rumori e profumi del dopo Cuffaro


l 2008 si apre abbastanza bene. Cuffaro si dimette. Dopo l'eliminazione del rumore di fondo della malavita organizzata si incominciano ad udire degli scricchiolii. Cuffaro non si dimesso per motivi morali o istituzionali. Si dimesso esclusivamente per opportunit politica (indicata anche con il nome volgare di calcolo politico). Il centrosinistra al soldo della BCE si era gi organizzato velocemente nel tentativo di inscenare una delle solite finte rivoluzioni viste in tanti paesi dell'est europeo volte alla destabilizzazione di governi poco malleabili o alla repressione delle opposizioni anti-europeiste (vedi Polonia o Repubblica Ceca). Una manifestazione in strada era prevista per la serata di ieri (sabato 26 gennaio) mentre il governo centrale da Roma tentava l'attacco cercando di destituire a forza Cuffaro, cosa che avrebbe aperto la porta ad un pericoloso conflitto istituzionale. Per questo motivo il centrodestra (o meglio, Berlusconi) ha dovuto precipitosamente fare marcia indietro e procedere con le dimissioni volontarie del Presidente durante una seduta speciale dell'ARS (convocata addirittura di sabato!). Appena in tempo per anticipare la manifestazione in strada. Questo sta rimescolando le carte in gioco. Per la CDL e per i Siciliani. Non tanto per il centrosinistra, il quale non crediamo possa presentare niente di diverso dalla solita Rita Borsellino, la quale ha gi avuto modo di confermare e ribadire la sua pochezza politica ed il suo stato di ostaggio facilmente manovrabile quando recentemente ha richiesto l'intervento dell'esercito in Sicilia senza neanche sapere che cosa avrebbe dovuto fare questo esercito in Sicilia (per chi non lo avesse ancora capito, difendere gli interessi della BCE). Cuffaro non poteva dimettersi immediatamente, oltre che per l'incredibile sconcio della pensione parlamentare, perch si doveva preparare la transizione di potere e la consegna del pacchetto di voti al ritrovato alleato Raffaele Lombardo, in campagna elettorale almeno dalla scorsa estate. L'improvvisa dipartita politica del leader dell'UDC Siciliana non potr che provocare lo sgretolamento della sua base di potere, sgretolamento che a poche ore dalle dimissioni ha gi indebolito enormemente la candidatura del Presidente della Provincia Regionale di Catania. Allora chi si candider per la CDL? Lombardo? Miccich? O la Prestigiacomo, ultimo nome circolato in rete? Lo sapremo presto, ma non questo il punto. Il punto che il marasma interno alla CDL ha aperto degli spiragli. Spiragli per il centrosinistra (la cui vittoria per ricordiamo potrebbe significare il poco entusiasmante corollario di tornare sotto le grinfie di un nord ora allargato a tutta l'Europa) e spiragli per il Popolo Siciliano. Le dimissioni di Cuffaro sono infatti anche una possibile vittoria per il Popolo Siciliano, sono quei forti scricchiolii nel sistema clientelare
La foto qui riprodotta stata presa dal sito de La Sicilia. Chi ha sventolato la bandiera Siciliana a Piazza Politeama un vero Siciliano. Non lo chi ha pubblicato la fotografia tentando una subdola strumentalizzazione. Tentando cio di falsificare le motivazioni di quei patrioti.

politico italiano in Sicilia che da ieri mattina udiamo ancora pi forti nell'aria gi profumata di vespro. Da oggi noi Siciliani potremo esprimere un voto un poco pi libero, per quanto ancora facilmente influenzabile dalle ristrettezze economiche in cui versiamo.

Il Consiglio
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LALTRA SICILIA sbarca negli USA


opo tanti anni di battaglie in difesa della nostra terra e dei suoi figli migliori, allontanati da questa loro Patria matrigna, finalmente prende vita la nostra organizzazione americana nonostante da tempo molti si ritrovassero nelle nostre battaglie e, a parte qualche sporadico coraggioso tentativo di qualche siciliano, non si fosse riusciti ad organizzare una capillare rete di contatti, finalmente LALTRA SICILIA sbarca negli Usa ed esattamente a Irvine (California). Questo nostro approdo negli Usa lo dobbiamo al Professore Frank Cannonito, che ricordiamo con commozione, si era candidato alle ultime elezioni amministrative di Palermo con LALTRA SICILIA, un'occasione che gli avrebbe permesso finalmente di riabbracciare la sua amata Sicilia dopo tanti anni di vero esilio forzato... LALTRA SICILIA-USA si organizzata sotto la guida di Frank Cannonito, insieme ad Andrea Asaro, Presidente della Societ Culturale Sicilia, Ben Piazza, vice presidente della Federazione Italoamericana del Sud California, segretario della Societ culturale Sicilia e Consigliere Com.it.es di Los Angeles, Giorgio Csepanyi, Emerico Csepanyi e Dan De Francisco. LALTRA SICILIA abbraccia questi suoi fratelli e augura a tutti i dirigenti de LALTRA SICILIA/USA, di operare al meglio affinch vedendo il loro coraggio e la loro abnegazione, tanti altri figli di questa nostra amata terra che vivono la Diaspora siciliana, ne possano seguire l'esempio.

La Presidenza
LAltra Sicilia - Antudo

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egno Unito: unUnione che si tiene con forza e a stento, se vero, com' vero, che lo scorso 16 gennaio, la festa dell'Unione passata sotto silenzio, n fuochi d'artificio n bevute collettive nei pub, soprattutto in quelli di Edimburgo dove sventola quella bandiera dell'indipendenza che la vittoria di un partito nazionalista ha fatto venir fuori dalle viscere e dal cuore di tutti gli scozzesi. Primo fra tutti Sean Connery, ex 007 che dalla Regina ha preteso onori e ottenuto onorificienze che poi ha regolarmente devoluto alla causa in cui crede : l'indipendenza del suo Paese. Come William Wallace, l'eroe dell'indipendenza delle Higlanders, pi conosciuto come Braveheart di hollywoodiana memoria, Sean Connery porta una scritta tatuata sulla spalla "Scottland forever", e ai suoi detrattori che gli rimproverano di vivere alle Bahamas risponde (e intanto prosegue la sua crociata per l'indipendenza del suo paese) che appena vedr una Scozia libera ritorner senz'altro ad Edimburgo. Il ritorno, il mito di "nutri", condizionato da una clausola: il coraggio dell'indipendenza. Quanti dei siciliani della diaspora, partiti per fare grande l'Isola, accetterebbero di declinare onori e onorificienze in nome dell'indipendenza della loro terra? Quanti politici siciliani che hanno fatto fortuna nel Nord (Roma) sarebbero disposti a mettere tutto in discussione per una causa nobile di appartenenza? Quanti di loro avrebbero il coraggio dell'indipendenza? E quanti di noi?

Il coraggio dell'indipendenza
Popolo che riuscisse a trepidare davanti allo stretto indispensabile, alle magie del cuore, ai viaggi della vita, ai ritorni della memoria; popolo che esultasse per la Pietra del Destino, come gli scozzesi felici che nel 1996 riuscivano ad avere restituito un macigno, senza alcun valore pecuniario, ma simbolo di storia e di tradizione, simbolo di un popolo, la pietra del destino che, trafugata con l'inganno nel 1296 da Edoardo I d'Inghilterrra, veniva restituita dall'attuale regina, forse per sedare quelle spinte autonomistiche che il popolo delle Higlanders, sempre pi insistentemente manifestava da tempo. Ma un popolo fiero trepida ed esulta nella lotta per l'indipendenza, ma continua la sua lotta perch la libert un coraggio che si conquista lentamente, con lotta e sacrifici e con quella fede necessaria all'orgoglio dell'appartenenza, all'orgoglio delle proprie radici.

Cosi' continuano quei popoli fieri a marciare verso quell'indipendenza dalla matrigna Bretagna divenuta realt necessaria e possibile, da antica chimera. Soltanto l'anno scorso l'assemblea di Edimburgo ha visto la vittoria degli independentisti che hanno proclamato per il 2010 il referendum per la separazione. E tra l'autonomismo e l'indipendenza, questo certo, quel popolo fiero sceglier la propria sovranit, dichiaradosi scozzesi piuttosto che britannici. E che dire della loro autonomia che gi comprende diversi settori importanti per un popolo e una terra, settori vitali come l'educazione, la salute, la giustizia, la cultura i trasporti, l'agricoltura, l'urbanismo e che certamente rimetteranno in gioco non soltanto per ottenere in pi fiscalit e relazioni esterne, ma per riappropriarsi della storia, della propria libert e della propria autodeterminazione. Soltanto quest'anno il gaelico diventato lingua ufficiale, grazie alla continua battaglia del popolo irlandese. Domani lo sar lo scozzese. E intanto suona la cornamusa ed impone il rispetto quella cultura. Quando lever la testa la nostra Isola? Quanti vulcani dovremo scavalcare prima che la lingua siciliana possa essere considerata lingua a tutti gli effetti e non dialetto? Quando quel nostro statuto di Autonomia diventer effettivo e applicato? Quando baratteremo la nostra autonomia con una vera indipendenza? Perch lasciare ancora partire i nostri giovani e, ancora non consentire ai nostri vecchi di tornare? Quando anche noi avremo il coraggio dell'indipendenza, anche noi, come quei popoli fieri?

Sean Connery

In un mondo dove tutto ormai si lega, economia, politica, mercati e borse, il coraggio dell'indipendenza prerogativa di pochi, patrimonio dei pochissimi. Cosi la terra impareggiabile, 13.9000 chilometri di costa, argilla, lava, tufo, roccia, montagna, vulcano, cava, miniera, pianura e depressione rimane attaccata al continente perch pi legame di ponte e traghetti restano malaffare, soldi, politica e paura di se stessi. La terra impareggiabile, oltre 6milioni di Siciliani di qua dal faro, ed altrettanti in giro per la Diaspora, cultura, monumenti, vestigia di un ricco passato, lingua e tradizioni, sviliti dall'essere italica colonia piuttosto che, come Malta - 300 chilometri quadrati di roccia Stato-Nazione. Ma per esssere Stato-Nazione non occorrono soltanto territorio, lingua e cultura, occorre un popolo che sia fiero delle sue origini, che non abbia nessuna vergogna a manifestare il suo essere siciliano, un popolo che non sia stato costretto prono dalla mala politica che altri hanno imposto, fiero e non costretto all'antimafia, un popolo capace di gestire il suo presente e prendersi cura del proprio futuro.

Per la Sicilia, solo per amore della Sicilia.

LAltra Sicilia - Antudo

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Italia

Quei veleni sotterrati per decenni


Si, la camorra un cancro che va osteggiato ed estirpato ma alla stessa stregua, se non peggio, vanno considerati e, quindi, perseguiti tutti quegli uomini perbene che per i loro loschi affari non si fanno tanti scrupoli ad allearsi, di fatto, con essa. Negli atti della Commissione parlamentare sul ciclo dei rifiuti possibile leggere frasi del genere: La struttura del commissariato ha finito sovente con il dirottare parti consistenti delle risorse per la propria autosussistenza, assumendo sempre di pi laspetto di un orpello inutile e dannoso. La storia ha registrato numerose e allarmanti vicende criminose che hanno visto come protagonisti rappresentanti anche apicali dellapparato burocratico commissariale tanto da contribuire a radicare nei cittadini una percezione di inaffidabilit, se non proprio di collusione con la criminalit di impresa e di tipo mafioso, delle istituzioni preposte alla soluzione dellemergenza. Questo la dice lunga sul perch, per lunghissimi quattordici anni, si perpetrata la criminale gestione commissariale del ciclo dei rifiuti e tutti, indistintamente, politici corrotti e collusi, allegri imprenditori senza scrupoli, clan camorristici, hanno partecipato alla spartizione della torta rappresentata dallenorme miniera doro in cui si trasformata la monnezza. Dal 94, anno in cui sono iniziate le infauste stagioni commissariali, a lucrare sulla gestione dei rifiuti in Campania intervengono direttamente i rappresentanti delle istituzioni centrali, i vari commissari e le loro strutture tecniche si accordano con personaggi di malaffare e si affiancano a loro nella gestione parallela. Quanto oggi sta accadendo solo la punta delliceberg del problema. Il cattivo odore degli enormi cumuli di rifiuti domestici lasciati per strada a marcire offendono la vista e potrebbero essere focolai di epidemie, ma nulla a confronto dei veleni sotterrati per decenni nelle campagne della regione, soprattutto nelle province di Napoli e Caserta. I rischi sono enormi e la gravit della situazione sanitaria ormai allarme sociale. La rabbia cresce, la rivolta serpeggia e, finalmente, incominciano a saltare i meccanismi di scambio clientelare fra politici ed elettorato locale. Il popolo campano ha preso coscienza delle perverse collusioni tra politica, affari e criminalit e non pi disposto a subire passivamente le conseguenze del disastro. Nando de Angelis / rinascita.info

a Campania, noto a tutti, stata per lungo tempo la discarica dei rifiuti industriali dogni genere. A partire dal 1991, grazie ad un accordo collusivo forte tra politica, camorra, massoneria e servizi segreti legati a potentati economici, furono autorizzate grandi importazioni di rifiuti industriali extraregionali, gestiti in Campania da aziende in odor di camorra che, grazie ad appalti per la raccolta dei rifiuti nei comuni, avevano il patentino daccesso alle discariche pubbliche o erano titolari di discariche private. Il territorio stato colpevolmente trasformato in pattumiera del mondo industriale che ha necessit di risparmiare soldi sullo smaltimento dei propri rifiuti e nella regione stato sversato, senza nessun controllo, materiale tossico e nocivo. Tutti sapevano che i materiali sversati non venivano in alcun modo trattati, ma semplicemente sotterrati o bruciati in un posto qualsiasi del territorio controllato dai clan camorristi. La Campania si trasformata, da almeno 25 anni, nel vero e proprio laboratorio nazionale degli accordi corruttivo-collusivi e delle connivenze perverse tra politica, affari e criminalit. Aperto negli anni pi bui, quelli tra il terremoto ed il sequestro Cirillo, questo laboratorio fino ad oggi ha funzionato alla perfezione. Spesso ascoltiamo il ritornello che recita: tutto accaduto perch presente la camorra, certo, non saremo noi a negarne lesistenza, ma teniamo a precisare che lorganizzazione criminale non un ente astratto e che per essere competitiva sul mercato deve pur accordarsi con qualcuno. E questo accordo lo ha stipulato con politici, amministratori locali ed imprenditori che, in nome del profitto, quindi per le stesse ragioni della camorra, non hanno battuto ciglio nellaccettare i prezzi, molto inferiori a quelli di mercato, per lo smaltimento dei rifiuti.

Quando le persone intelligenti si arrendono, lasciano il mondo nelle mani dei cretini. Saggio cinese
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LITALIA DEL TRUCCO: LITALIA CHE SIAMO


Sig. Direttore, LAssociazione Contro Tutte le Mafie, nellambito della sua attivit statutaria, intenta a dimostrare che in Italia nulla funziona, ha portato avanti inchieste ed approfondimenti, basandosi solo su un reportage di articoli di stampa pubblicati nel tempo e nello spazio, riconducibili ad autori citati, preparati e coraggiosi, a cui va il nostro riconoscimento di verit. Dati di fatto incontestabili e visionabili, pubblicati sul sito www.controtuttelemafie.it o www.ingiustizia.info . Da questo studio dinsieme si delinea e si rileva un quadro desolante per tutta lItalia e tutti gli Italiani, ancorch le istituzioni e i media cerchino di tacitare una verit scottante, dove finanche la magistratura arrivata a sequestrare il sito dellassociazione, al fine di oscurarne la realt. LItalia una Repubblica democratica fondata sul lavoro che non c, e non sulla libert, che tutti declamano, ma nessuno ha il coraggio di costituzionalizzare nei principi. LItalia sfiduciata nelle Istituzioni, sfilacciata, mal governata; una mucillaggine sociale e una poltiglia di massa rassegnata allinezia e che inclina verso il peggio, che si uccide e si ferisce nei festeggiamenti di capodanno: insomma: una caos organizzato. LItalia dove non c libert di stampa e di parola. I media appartengono ad una casta foraggiata dallo Stato e dai partiti politici; con emolumenti stratosferici, sottoposti a dipendenza e servilismo, nepotismo e clientelismo. I giornalisti sono precari, censurati ed intimiditi dal potere politico e giudiziario. LItalia dove i servizi pubblici sono indecenti: emergenza idrica; posta ferma nei depositi; rifiuti ammassati e bruciati per le strade; telefonia in monopolio mal funzionante ed intercettata; ferrovie nel caos, con passeggeri abbandonati o congelati, con treni affollati, sporchi, con legionella, pulci, cimici e zecche. LItalia dove non c giustizia: con abusi nelle carceri pieni di gente indigente e presunta innocente; con meno carceri per i reati pi gravi; con 4 milioni di vittime di errori giudiziari. LItalia dove c illegalit e malagiustizia; con le 31.353 richieste in 3 anni di equa riparazione per violazione del termine ragionevole del processo; dove si spara nei tribunali o dove gli avvocati sono stressati. LItalia dove il fallimento di aziende sane una fabbrica del reddito per gli operatori della giustizia. LItalia dove impedita la difesa e laccesso al gratuito patrocinio. LItalia dove tutti sono responsabili per le loro azioni, meno che i magistrati: casta impunita, ai quali il peggio che li pu capitare il trasferimento di ufficio per incompatibilit ambientale. LItalia dove norma insabbiare i procedimenti penali contro gli stessi colleghi magistrati e i poteri forti e, nonostante tutto ci, vi sia una marea di magistrati inquisiti. LItalia dove la magistratura una casta con privilegi e segreti; definita come una lobby mafiosa, sovversiva ed eversiva, che influisce sul potere esecutivo e legislativo. LItalia dove vige limpunit per i parlamentari, i magistrati, i commissari desame dei concorsi truccati; i funzionari pubblici non sono licenziati, pur condannati per gravi delitti. LItalia dove gli avvocati e i notai non sono stinchi di santo, abusando del loro status. LItalia dove la stessa magistratura, per la pseudo lotta alla mafia: usa lincompatibilit ambientale per i magistrati scomodi o le lotte di potere per le carriere; o lincia Giovanni Falcone e Agostino Cordoba; o processa Sergio De Caprio, il Capitano Ultimo che arrest Riina; o non confisca i beni sequestrati alla mafia. LItalia dove le indagini sulla massoneria e sulle stragi sono bloccate. LItalia dove risulta essere governata da politici drogati, ignoranti, pregiudicati, falsi, voltagabbana, puttanieri e mafiosi, assenteisti e costosi per la comunit. LItalia dove ci sono sprechi: aeroporti inutili, compagnie aeree e marittime inutili e dannose; opere pubbliche incompiute; voli di Stato; auto blu; pensioni faraoniche; privilegi faraonici ai parlamentari, ai magistrati, ai consiglieri regionali, ai funzionari pubblici, ai professori universitari, ai giornali. LItalia dove si regalano le case pubbliche ai politici. LItalia dove tutti e sempre sono in conflitto di interessi. LItalia dove le elezioni sono truccate. LItalia dove amministrare la cosa pubblica significa cadere in tentazione e delinquere. LItalia dove ci sono appalti pubblici truccati. LItalia dove gli impiegati pubblici sono malati, assenteisti e improduttivi. LItalia dove i militari sono condannati per tangenti, o segretano le morti per luranio impoverito o il vaccino. LItalia dove la polizia, larma dei carabinieri, la guardia di finanza sono accusati di violenza o altri reati, facendo fare i lavori sporchi ai vigilantes, considerati polizia di serie B. LItalia dove si elevano sanzioni amministrative truffa. LItalia dove ci sono collaudi falsi dei veicoli. LItalia dove ci sono abusi edilizi ed inquinamento atmosferico, inquinamento delle acque, inquinamento ambientale, inquinamento acustico. LItalia dove ci sono gli incendi boschivi redditizi. LItalia dove per trovare lavoro ti devi asservire e far raccomandare, dove inconsistente il collocamento pubblico o privato, se non per creare precariato. LItalia dove i sindacati sono unaltra casta, con poteri e privilegi. LItalia dove c sfruttamento dei lavoratori, addirittura sfruttamento a danno dei giudici onorari, dei giudici di pace, degli assistenti parlamentari, dei medici specializzandi, dei praticanti avvocato, dei giornalisti. LItalia dove c il mobbing nelle istituzioni. LItalia dove non c tutela della salute dei lavoratori e prevenzione degli infortuni. LItalia dove sono truccati gli esami scolastici e delle patenti, oltre che i test di ammissione alle universit. LItalia dove tutti occupano un posto di responsabilit che non merita, in quanto sono truccati tutti i concorsi pubblici, compresi quelli forensi, giudiziari, accademici, notarili, giornalistici, sanitari, televisivi, inps, postali, scolastici, sportivi, canterini; negli enti locali i concorsi sono truccati, o sono concorsi senza concorso, o sono concorsi a sorteggio, o sono concorsi parentali. LItalia dove ci sono compagnie assicurative riunite in cartello,
(Segue alla pagina 10)

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CULTURA

Il Progetto ERASMUS, detto anche Progetto Orgasmus


Ben lungi dalla felicit si trovano quelli che vanno in cerca della saggezza. Allopposto, poco o nulla sono infelici quelli che pi si avvicinano al naturale delle bestie. Lo scrive Erasmo da Rotterdam nel suo famoso Elogio della Follia, in un paragrafo intitolato appunto Felicit degli stolidi (1). Una ventina danni fa, in un palazzo qualsiasi dellultramassonica Unione Europea, qualche ultramassonico oltrech sfaccendato alto dirigente devesserselo riletto. E fu cos che nacque, non senza lattivo interessamento dellallora presidente francese Mitterrand, ultramassone pure lui, lo European Community Action Scheme for the Mobility of University Students: il famoso Progetto ERASMUS. Tutti sanno di cosa si tratta. I lettori per, non devono sottovalutare un importante dettaglio: il Progetto ERASMUS, in realt, un ben congegnato Progetto ORGASMUS. Prendendola alla lontana e schematizzando un po, il Progetto ORGASMUS funziona cos. Innanzitutto, i nostri adolescenti vengono scientemente mantenuti nellignoranza pi crassa e nellindifferentismo religioso pi degradante da Licei e Istituti professionali statali. Dai tredici anni in avanti, maschi e femmine (privi di veri padri e di autentici maestri) sono tutti assorbiti dallimpegno di perdere linnocenza prima di raggiungere la maggiore et: un impegno inderogabile, cui fanno da essenziale pendant le decine di ore di Educazione sessuale frequentate a scuola. Giunti ai diciotto-diciannove anni, laspettativa sociale e la totale assenza di competenze in qualsiasi campo, che non siano la musica o luso di stupefacenti, li spinge ad iscriversi in massa allUniversit. Una facolt qualsiasi, limportante che la citt sia diversa da quella di residenza della famiglia. I soldi per laffitto li mette il padre, i preservativi e le pillole del giorno dopo li infila la madre nel portafoglio o nella borsetta. Dopo un paio danni di frequenza saltuaria alle lezioni, di esami ridicoli superati senza alcun impegno e senza alcun profitto, di bagordi, di mediocrit e di risatine, ecco finalmente i sei mesi, i dodici mesi di ORGASMUS vero e proprio. Il denaro necessario allarricchente esperienza ce lo mette un po lUnione Europea, un po qualche ente locale, un po la famiglia. E questultima molto volentieri, purch il ragazzo o la ragazza vedano il mondo, si relazionino con i diversi, apprendano una nuova lingua con cui comunicare e viaggiare, sappiano diventare giovani cittadini europei aperti e tolleranti verso le alterit. Ben difformi, ovviamente, i propositi e le aspettative dei suddetti pargoli. Una volta giunti nella citt straniera prescelta, ecco spalancarsi di fronte a loro lagognata prospettiva di un pi o meno lungo periodo di tempo sospeso, da trascorrere lontano da legami e doveri in una sorta di paese dei balocchi. Eccoli, i nostri ragazzi, indossare finalmente i panni dellindividuo ab-soluto, libero di darsi spensieratamente allozio e alla crapula in uneffimera compagnia di coetanei dalle pi variegate provenienze. Durante lORGASMUS, lo studio non importa che marginalmente. I veri interessi sono altri: drogarsi e fornicare. Ai tali fini sono deputati i cosiddetti locali ERASMUS (locali ORGASMUS), colorati e chiassosi esercizi pubblici sorti in molte citt universitarie coinvolte nel Progetto. Attivo fino a tarda notte, un locale ORGASMUS lideale per incontrarsi, gozzovigliare, stabilire appuntamenti. E qui che le Meredith e i Rudy approcciano le sole alterit, le sole diversit che possano interessarli: i pusher e gli studenti disponibili a fornicare (2). Non per nulla Erasmus, quello in carne ed ossa, di primo nome faceva Desiderius (3). I ragazzi ORGASMUS formano cos, nei mesi di permanenza allestero predisposti per loro dalla Libera Muratoria, allegri assembramenti multirazziali e multilingui, in cui ognuno libero, uguale e fratello nella misura in cui rinuncia alla propria eredit culturale e spirituale, e in cui sacrifica eventuali remore morali sullaltare del freudiano Lustprinzip, il principio del piacere. Si realizza qui, al ritmo furioso di cacofonie rock, hip-hop o techno, la perfetta unione degli egoisti, definitiva forma di coagulo sociale prevista nel 1844 dallanarchico Max Stirner (4). Nellunione degli egoisti effettivamente dato di apprendere una nuova lingua con cui comunicare e viaggiare nel mondo contemporaneo.

er lUnione Europea la LINGUA SICILIANA si deve ritenere una Lingua Regionale o minoritaria ai sensi della "Carta Europea delle Lingue Regionali o minoritarie", che allArt. 1 afferma che per "lingue regionali o minoritarie si intendono le lingue ... che non sono dialetti della lingua ufficiale dello stato". La "Carta Europea delle Lingue Regionali o minoritarie" stata approvata il il 25 giugno 1992 ed entrata in vigore il 1 marzo 1998. LItalia ha firmato tale Carta il 27 giugno 2000 ma non lha ancora ratificata.

LO SAPEVATE CHE...

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Si tratta dellunico, monotono gergo dello sradicato: il raglio ossessivo delluomo-ciuco, Lucignolo. Poco o nulla sono infelici, ricordiamolo, quelli che pi si avvicinano al naturale delle bestie.

Diventiamo guerrieri della luce

urgente ridefinire l'immagine e il ruolo del pacifista. Non basta manifestare per essere contro la guerra, bisogna imparare a promuovere una cultura della pace E non si dica, per cortesia, che non tutti i giovani con la forza e la saggezza di un antico samurai. doggi sono o fanno cos, ovvio. Esistono ancora, se non altro, i timidi e gli studiosi, e Il vero pacifista non rinuncia alla lotta, non ha paura del conflitto, crede in un possibile coloro che alla deboscia amano dedicarsi, s, ma con futuro migliore e in altri modi di affrontare gli inevitabili problemi di convivenza e interazione che da sempre affliggono l'umanit. juicio. Eppure la corruzione subdola, salvo pochi casi di Non pi il momento di attendere che altri decidano delle sorti del mondo, pace non pregressa ed eccezionale tenuta religiosa, durante vuol dire passivit, non vuol dire sempre tranquillit. Pace anche forza d'animo, forza interiore, come quella del samurai, che non ha bisogno di colpire per affermarsi. lORGASMUS sa raggiungere anche loro. E come potrebbe non farlo, nel clima artificiale e La pace non assenza di conflitto, ma capacit di affrontare il conflitto con diplomazia, guasto prodotto dal cozzare di centinaia di giovani con saggezza, con empatia, non con le armi. La pace pu essere costruita, dentro di abbandonati a se stessi, privi per mesi di punti di s e diffusa, come modalit di vita, attorno a s. riferimento famigliari o comunque di figure adulte Impegnarsi alla pace vuol dire assumere un atteggiamento maturo ed equilibrato nei significative, senza un qualsivoglia controllo o confronti non solo di quello che sta succedendo in Iraq, ma anche di quello che indirizzo autorevole sul modo di impiegare il proprio succede nella nostra piccola vita quotidiana. Vuol dire imparare a gestire tempo? creativamente i conflitti, senza sfuggirli, senza reagire in modo automatico Spero che non sfugga il relativismo implicito di cui (l'aggressivit spesso la risposta automatica), ma compatibilmente con ogni una simile situazione, dove lo scandalo situazione. dellindifferentismo e dellapolidismo identitario Cerchiamo di ascoltare le ragioni dell'altro e di comprendere il suo punto di vista. massimo, necessariamente la fonte. Cerchiamo di esporre le nostre ragioni puntualizzando il nostro sentire e non le colpe Ben si comprende, dunque, il motivo per cui la dell'altro, per esempio dicendo "Mi sono sentito offeso" invece di "Mi hai offeso". Massoneria tiene cos tanto alla Mobility of University Cerchiamo di sottolineare i comportamenti che ci hanno urtato invece di criticare l'altro come persona, per esempio dicendo "Quando lasci in disordine la scrivania faccio Students. fatica a organizzare il mio lavoro", piuttosto che "Sei sempre il solito casinista". Cos recitava nel 1838, con esplicito riferimento alla vera Fede, unIstruzione segreta dellinfame Setta: Basta poco per trasformare un possibile conflitto in uno scambio di opinioni che Noi abbiamo intrapresa la corruzione in grande, la lascer entrambi soddisfatti e permetter di trovare una soluzione concreta adatta a corruzione che deve condurci al seppellimento della tutti e due. E questo solo l'inizio, perch la pace e il sorriso interiore che fa nascere, Chiesa. Il cattolicesimo non teme la punta del sono contagiosi, tanto quanto lo sono il ghigno aggressivo e la tendenza a pugnale, ma pu cadere sotto il peso della contrattaccare. corruzione. Popolarizziamo il vizio nelle moltitudini; E' questo sorriso che rende forti. Chi l'ha provato sa quanto pi potente l'incontro che lo respirino coi cinque sensi, che se ne saturino. dello scontro. Chi l'ha provato crede nella pace ed disposto ad affrontare ogni Fate dei cuori viziosi e voi non avrete pi cattolici. difficolt per la pace, sta all'erta come un guerriero al servizio della sua missione, Lasciate in disparte i vecchi e gli uomini maturi; diventa un Guerriero della Luce, capace di lottare per i valori pi alti. Quelli che andate, invece, dritto alla giovent. uniscono e non dividono, quelli che sono al servizio della vita: forse non danno Bernardo Ghiso l'illusione di essere potenti, ma fanno diventare forti.
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E'

Note
1) 2) 3) Si tratta del paragrafo XXXV del celebre libretto. Naturalmente come sesso va bene anche il proprio. Il nome di battesimo di Desiderius Erasmus era in realt Geert Geertsz (1466-1536). Esponente dissidente della sinistra hegeliana, il filosofo Max Stirner (pseudonimo di Johann Caspar Schmidt, 1806-1856) autore de Lunico e la sua propriet (1844), libro maledetto che non a caso influir in modo decisivo su Nietzsche. In esso si sostiene lassolutezza dellEgo individuale (lUnico, appunto), a cui permesso qualsiasi atto o delitto purch cooperi alla propria autoaffermazione. Nella prospettiva compiutamente atea ed anarchica di Stirner, ogni dipendenza dellEgo da ci che altro-da-s deve essere abolita: religione, Stato, famiglia, comunit, legge, moralit. La sola forma di legame sociale che Stirner riconosce come legittima appunto lunione degli egoisti, alla quale i singoli Ego possono volontariamente assoggettarsi nella stretta misura utile ad aumentare la propria potenza e capacit di godimento individuale. Io ho riposto la mia causa sul Nulla il famoso motto con cui si chiude il volume, capolavoro insuperabilmente coerente di nichilismo e di crudelt.

Marcella Danon

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urante la seconda met dellXI secolo i Normanni, capeggiati dai fratelli Roberto e Ruggero dAltavilla, erano arrivati da conquistatori fino a Reggio Calabria e vedevano, a poca distanza da loro, la Sicilia ancora in mano ai musulmani; la tentazione fu troppo forte per cui decisero di conquistarla per riportarvi la cristianit. Nel 1071 la flotta normanna lasci Reggio alla volta di Catania; visti i buoni rapporti di Ruggero con i musulmani di Catania, non fu per lui difficile entrare nel porto con la scusa di un rifornimento per poi dirigersi a Malta, ma una volta dentro il porto scaten lattacco e conquist la citt. Una guarnigione al comando di Ruggero rimase a difendere il territorio conquistato, mentre Roberto marci alla volta di Palermo. In contemporanea i Pisani, dopo lennesimo rifiuto di Ruggero di attaccare Palermo insieme, fecero tutto da soli e con una flotta riuscirono a spezzare le catene del porto e saccheggiare la citt; con il ricco bottino costruirono il duomo di Pisa. Intanto Roberto, dopo aver attraversato Nebrodi e Madonie, arriv ai confini di Palermo e in un luogo nei pressi di Pizzo Antenna, chiamato da allora Piano Battaglia, si scontr coi musulmani. Roberto li sconfisse facilmente, si accamp vicino alla riva del fiume Oreto e cominci lassedio alla citt bloccando i rifornimenti. Durante lassedio, Roberto venne attaccato dai musulmani dAfrica venuti in

LA CONQUISTA

soccorso che riuscirono, anche se con gravi perdite, a entrare nella citt prolungando la resistenza. Ma il destino della citt era ormai segnato: Roberto, visto che non riusciva ad aver ragione dei musulmani, chiese aiuto al fratello che era rimasto a Catania. Cos, nel 1072, i due fratelli attaccarono la citt dal mare e dalla terra e il primo gennaio 1072 Roberto espugn la Kalsa, passando per la porta BaB Al Futuh. I due fratelli si divisero i territori siciliani conquistati e Palermo tocc a Roberto. Egli dimostr di essere un ottimo politico; riusc ad amalgamare diversi gruppi etnici tenendo conto della loro lingua, usanze e tradizioni. Gli arabi rimasero nel quartiere della Kalsa e si occuparono di commercio; i latini occuparono le zone dellAlbergheria e i Greci si stanziarono attorno alla Cattedrale. Alla morte di Roberto gli succedette il figlio Ruggero Borsa, suo secondogenito, ma il primogenito Boemondo, ignorato per leredit, si ribell e dichiar guerra al fratello. Fortunatamente intervenne lo zio Ruggero in difesa del nipote omonimo e riport alla calma Boemondo; per il servizio offerto, Ruggero ricevette i diritti su Palermo. Il 22 giugno del 1101 si spegne Ruggero, lasciando leredit ai due figli Simone e Ruggero II avuti da Adelasia di Monferrato, sposata dopo la morte di Giuditta; entrambi per non erano ancora maggiorenni, quindi per un breve periodo fu la madre ad amministrare il regno.

Morto prematuramente Simone, Ruggero II, una volta raggiunta let, assunse il potere nel 1112 e subito mostr di aver ereditato dal padre non solo il titolo ma anche la sua autorevolezza e maestria nel LITALIA DEL TRUCCO: LITALIA CHE SIAMO governare; cos, approfittando dello scisma di Anacleto II e rincari RCA ingiustificati e inadempienze risarcitorie, sinistri truffa Innocenzo II, si schier dalla parte del primo, ricevendo dal quale e avvocati con magistrati collusi tra di loro, che assicurano il linvestitura a Re di Sicilia nel 1130 con una cerimonia nel duomo riconsacrato di Palermo. risarcimento. LItalia dove ci sono truffe bancarie, le mani della giustizia sui banchieri e la piovra delle banche sulla giustizia, le banche come RUGGERO II, IL PIU GRANDE SOVRANO DEL MEDIOEVO aggiunto un periodo di stabilit, Ruggero II si occup la pi grande rete di connivenza con la mafia, lusura bancaria. dellorganizzazione interna dello stato, creando un regno LItalia dove tutti evadono le tasse. ordinato, solido, dove tutti i LItalia dove c il caro prezzi ingiustificato. nobili, seppur godendo di molte LItalia dove c lo sciopero selvaggio, senza rispetto e tutela dei libert, erano sottoposti a diritti altrui. vincoli di vassallaggio. LItalia dove ci sono i falsi invalidi e le barriere architettoniche. Egli affid i vari rami della LItalia dove gli stranieri clandestini emulano gli italiani. pubblica amministrazione a dei LItalia dove i padri separati rivogliono i loro figli. funzionari di fiducia: La Magna LItalia dove di pedofilia si abusa parlando o accusando. LItalia dove la politica crea clientelismo nella sanit e, per gli Curia, che aveva funzione di governo e consiglio del Re; il effetti, crea malasanit. Gran Connestabile, che era il LItalia dove, addirittura, lo sport e insito di dubbi sulla sua correttezza capo delle forze armate; il e lealt. Gran Giustiziere, che aveva Questa lItalia che siamo. Possiamo anche nascondercelo, ma non la carica di giudice penale e capo della polizia. Riemp le si pu negare levidenza. casse del regno grazie a un Grazie dellattenzione. efficiente controllo fiscale che Presidente Dr Antonio Giangrande gli permise di avere una corte invidiata da tutti i sovrani occidentali, ASSOCIAZIONE CONTRO TUTTE LE MAFIE ricca di palazzi di fattura orientale, fiorentissima nellarte e nel 099.9708396 328.9163996 348.1352344 commercio; il suo palazzo era adorno di preziosi arredamenti e www.controtuttelemafie.it / www.malagiustizia.eu / disponeva di un enorme esercito di cui facevano parte anche soldati www.ingiustizia.info / www.illegalita.altervista.org saraceni.

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Dopo 24 anni di regno e dopo una campagna despansione che aveva assoggettato tutta lItalia meridionale e buona parte dei paesi del mediterraneo, nel 1154 Ruggero II mor e venne sepolto nel Duomo di Palermo, dove ancora oggi riposa. Due mesi dopo la morte del pi grande sovrano del Medioevo, nasceva la sua ultima figlia: Costanza.

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e nellesercito; fece edificare un nuovo duomo a Monreale, dove fece trasportare la tomba del padre e si permise il lusso di costruire la Cuba, un castello di caccia. Il regno era tornato al suo vecchio splendore, ma Guglielmo, sposatosi nel frattempo con Giovanna, figlia di Enrico II dInghilterra, non aveva ancora eredi e non ne avrebbe mai avuti; questo pes molto sul futuro dei Normanni in Sicilia.

GLI ANNI NERI DI GUGLIELMO I IL MALO


lla morte di Ruggero II sal al trono Guglielmo I detto il Malo( per aver diminuito i poteri feudali), terzogenito di Ruggero II; durante questo periodo cominciano i primi scricchiolii nel potere normanno. Guglielmo I era la brutta copia del padre: non aveva la sua audacia, autorevolezza e maestria per governare, era cresciuto nella corte pi brillante dEuropa e questo aveva portato a viziare il suo carattere, cos quando assunse il potere era portato pi a godersi le ricchezze che occuparsi dello stato. Visto che il Re era troppo occupato con le donzelle di corte, affid lamministrazione del regno al primo ministro Maione di Bari; questuomo, di umili origini, favor la borghesia artigianale e mercantile a discapito della nobilt e dei grandi proprietari terrieri. I nobili, infastiditi anche dalla perdita dei territori africani, passarono al contrattacco e la situazione degener; Matteo Bonello, conte di Caccamo, attir con linganno Maione e lo uccise; l11 novembre 1160, un gruppo di nobili entr nel palazzo reale e imprigion il Re, in tutta la citt si scaten la caccia agli amici di Maione. Dopo tre giorni, Guglielmo venne liberato dal popolo preoccupato, riprese il suo posto e scaten la sua vendetta: nomin Gran Cancelliere Matteo DAjello, cattur con un agguato Bonello e lo fece rinchiudere al castello, dove poco tempo dopo mor dopo essere stato accecato e sottoposto a tremende torture. Il 7 maggio 1166, a soli 46 anni, Guglielmo I mor, ma quasi nessuno sent la sua mancanza.

TANCREDI, LULTIMO RE NORMANNO


lla morte di Guglielmo II nel 1189, la citt piomb nel caos; il Re morto non aveva figli e aveva nominato erede la zia Costanza, ma questa era sposa di Enrico VI di Germania, figlio dellimperatore Barbarossa: questo provoc un malcontento nel popolo e nei nobili che non volevano una dominazione germanica e allora fecero nominare re Tancredi, Conte di Lecce, nel 1189. Enrico VI, sentendosi privato di un suo diritto, attacc Tancredi, ma venne fermato nel Garigliano, dove cadde prigioniera anche Costanza la regina, ma invece di approfittare della situazione Tancredi la lasci libera e si occup di riorganizzare lesercito per difendere i territori. Ma mentre era a Salerno, Tancredi fu sconvolto dalla notizia della morte del figlio e cadde in una tremenda depressione rinchiudendosi nella reggia, dove poco dopo mor il 20 febbraio 1194. Lerede al trono Guglielmo III era ancora un bambino e il potere venne affidato alla vedova Sibilla, non adatta per carattere a governare; di questo era ben consapevole Enrico VI, che si riporto allattacco e questa volta riusc ad arrivare fino a Palermo. La regina e il fanciullo Guglielmo si rifugiarono nel castello di Caltabellotta, ritenuto inattaccabile, allora Enrico per evitare lassedio, propose alla regina la libert per lei e i suoi figli in cambio del trono; Sibilla accett, ma Enrico non mantenne le promesse e li fece processare e condannare, rinchiudendo Guglielmo III in una fortezza dove mor nel 1198; con la sua morte ebbe fine il periodo normanno in Sicilia. Fino ad oggi, ci rimangono moltissimi esempi dellarchitettura Normanna: il Palazzo dei Normanni, la Cappella Palatina e la Cattedrale sono le pi importanti, ma non si puo non nominare bellezze architettoniche come le chiese di S. Giovanni degli eremiti, La Martorana, S. Cataldo, S. Giovanni dei lebbrosi, La Magione,S. Spirito e i castelli della Zisa e la Cuba. (2. Continua)

GUGLIELMO II IL BUONO E LA RIFONDAZIONE DEL REGNO

orto Guglielmo, il Regno pass nelle mani del secondogenito Guglielmo II, che dovette anche lui attendere la maggiore et per prendere possesso dei pieni poteri.

Grazie al nuovo Re il regno ritorn a splendere: Guglielmo tent di rimediare agli errori del padre e in buona parte vi riusc. Nomin Vicecancelliere Matteo dAjello, ebbe un grande rispetto di tutti i gruppi etnici presenti in citt, riaffid ai musulmani le vecchie cariche sottratte e diede la giusta importanza ai feudatari ai quali affid moltissime cariche a corte

Mosaico dell'incoronazione di Guglielmo II ( Duomo di Monreale)

Palermo nel medioevo nasce per far conoscere ai suoi visitatori la storia medievale di Palermo e i suoi comuni, servendosi di un viaggio virtuale fatto di testi e fotografie attraverso i principali comuni medievali della provincia. Conoscerete, di ogni luogo visitato, la sua storia generale e quella di ogni suo singolo monumento, il tutto correlato da una fantastica fotogallery.

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FORSE NON TUTTI SANNO CHE...

I Signori del Male


farma uccido Come le case farmaceutiche ci uccidono
All'inizio del ventesimo secolo il gruppo Rockfeller controllava gi molte banche e la maggior parte del commercio di petrolio negli Stati Uniti e in molti altri paesi. Sulla base di questi trilioni di dollari di reddit o qu es t o gru p po d'investitori ha trovato una nuova area di mercato: il corpo umano (...) Attualmente il gruppo Rockfeller controlla pi di duecento ditte farmaceutiche, dietro alle pi grandi e influenti istituzioni finanziarie del mondo (...) Il 50% della prima amministrazione Bush era formato da alti funzionari di ditte farmaceutiche. Donald Rumsfeld, ministro della guerra, stato direttore di parecchie multinazionali farmaceutiche. Ecco come, da poche frasi dell'Autore, si pu capire il senso del libro Il tradimento della medicina scritto da Alberto R. Mondini, gi autore di Kankropoli e stampato dall'Associazione per la Ricerca e la Prevenzione del Cancro. Il libro spiega come e perch gli interessi gangsteristici dei padroni delle case farmaceutiche impediscono di debellare le malattie accettando di introdurre terapie efficaci che da un lato spazzerebbero via i farmaci pi controproducenti che inutili che dominano i mercati, e dall'altro farebbero crollare il business della ricerca infinita. Mondini ci ricorda che Uno dei problemi primari affrontato dall'industria farmaceutica era la concorrenza dei prodotti naturali per la salute. Gli strateghi degli investimenti farmaceutici lo hanno capito ed hanno intrapreso una campagna globale per ostacolare che le informazioni salva-vita diventassero ampiamente disponibili alle persone del mondo intero. E l'Autore ci fa una carrellata sulle principali persecuzioni di medici con terapie efficaci da parte della casta farmaceutica. D'altronde il pregiudizio scientifico in nome del quale i terapeuti alternativi sono chiamati ciarlatani privo di senso e di dati a suffragio. Tanto che, come ci riporta documentatamente Mondini, ogni volta che si registra uno sciopero generale dei medici negli ospedali, puntualmente, le morti diminuiscono. Indizio evidente e probante di come molti farmaci siano in realt il veleno vero e proprio. Mondini ci propone una lunga serie di alternative terapeutiche, e soprattutto preventive, ben documentate sulle quali, data la mia ignoranza in materia, non posso pronunciarmi adeguatamente ma che in ogni caso mi attirano. E ci propone anche risposte esistenziali e operative sulle quali, invece, sono in grado di esprimermi e che in linea generale condivido. Gruppi criminali stanno condizionando l'intero pianeta ai loro voleri. Hanno poteri immensi. Posseggono le fonti d'energia, il commercio degli alimenti, delle armi, la medicina, i canali d'informazione ecc... Si sono arrogati il diritto di batter moneta, che hanno espropriato alle nazioni, e comandano gli stessi governi del pianeta con la corruzione e il ricatto. (...) Per poter vincere e guadagnarci la libert di vivere in salute, abbiamo bisogno di un movimento popolare che sostenga la libert di terapia oltre che la diffusione di queste scoperte E, soprattutto: Se vogliamo buttare il materialismo oggi imperante nella spazzatura della storia, abbiamo bisogno di una filosofia nuova di zecca. Qualcosa che si colleghi alla tradizione del passato ma che abbia appreso la dura lezione del presente. Nell'era in cui l'uomo morto Mondini d alla critica del materialismo uno sguardo diverso, un po' pi profondo e preciso di quello degli ultimi messaggi pontificali Questa specie di schizofrenia, questa scissione all'interno delle scienze moderne, la ritroviamo anche a livello pi generale, nella contrapposizione tra aspirazioni umane, sentimenti, ideali, spiritualit, etica, filosofia, ecc... Dunque l'Autore si ricollega ad una concezione armonica e sapienziale che affonda le radici nei millenni e che scevra dalla stupida e castrante contrapposizione spirito-materia che ha caratterizzato e caratterizza, da qualsiasi dei due lati, il dualismo nullificante. Il libro va letto assolutamente perch istruttivo e oltre ad offrirci elementi di conoscenza (tra cui l'appendice di Tullio Simoncini l'oncologo oggi perseguitato per via dei suoi successi che minacciano gli interessi farmaceutici) ci d anche spunto per discussioni, aggiustamenti, correttivi, dibattiti pi articolati. Il libro va letto e le indicazioni politiche che contiene, a prescindere dal grado di condivisione da parte di ognuno delle singole tesi, vanno colte e seguite. Non solo una questione ideologica, ne va di mezzo la salute e, quindi, il bene primario che, come fa notare Mondini con un emblema suggestivo, stato anch'esso sottomesso ad una logica aberrante impostasi con l'atomica su Hiroshima. Quel giorno quel fenomeno puramente fisico pieg la volont di milioni di uomini. Di fatto da Hiroshima in poi viviamo nella magia nera del post/ nucleare e nel dominio del Crimine Organizzato. Abbiamo sempre la possibilit di eluderne il totalitarismo; e Mondini ci offre alcuni suggerimenti assai validi. Il resto spetta a noi.

Gabriele Adinolfi
Cari amici, con la pubblicazione del libro Il Tradimento della Medicina cominciata la "lunga marcia" della Campagna per la libert di scelta terapeutica. Dieci anni dopo Kankropoli, la mafia del cancro, 120 pagine ancora pi sconvolgenti che non lasciano alcun dubbio sui traditori... Tutti sono invitati a collaborare. Appena possibile pubblicheremo il calendario delle manifestazioni (conferenze, trasmissioni, convegni, ecc...). Per il momento possiamo segnalare che ogni primo gioved del mese dalle 13,15 alle 15,00 saremo ospiti di una trasmissione di RadioGamma5, per le zone coperte da questo servizio, o via Internet. Tutti sono invitati a diffondere il libro; il ricavato sar usato per finanziare la campagna. Ma, se volete collaborare pi attivamente, organizzate conferenze, presentazioni del libro, convegni, trasmissioni, siti Internet, link, ecc... e invitateci a partecipare. Paolo Albani altrostile@email.it Alberto Mondini albertomondini@aerrepici.org Vincenzo www.orionlibri.com

Il tradimento della medicina di Alberto Mondini; 119 pagine, 9

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