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Osservazione Esperimento Matematica: I gradi di Conoscenza della ricerca spirituale

Osservazione Esperimento Matematica (I gradi di Conoscenza della ricerca spirituale) Libero studio e sintesi delle conferenze delle 7 conferenze di R. Steiner tenute a Stoccarda dal 16 al 23 marzo 1921

A cura di Tiziano Bellucci

1 conferenza Tutte le passate, antiche forme di conoscenza si basavano sul principio dellosservazione della natura: losservazione dei fatti, lanalisi dei fenomeni in s gi completi. Lattuale metodo di conoscenza (scientifico) si basa sullesperimento: che significa predisporre premesse dindagine gi note, per arrivare ad un medesimo risultato ripetibile da chiunque altro. Goethe ha cercato di rivalutare e ricostruire in forma moderna una sintesi fra i due metodi. Come spiegheremo oltre, egli non usava la ragione per ricercare qualcosa dietro i fenomeni, ma per osservarli in modo che si spiegassero a vicenda e si componessero in una unit. Secondo la scienza sia nellosservare che nellesperimento devono venire introdotti concetti matematici, risultati matematici: e cos possiamo sentirci al sicuro.

Usare la matematica infonde sicurezza; si tratta di una caratteristica, di un esigenza dellattuale pensiero scientifico. La matematica riproduce un circuito chiuso, delimitato, il quale pu essere circoscritto entro leggi che danno limpressione di afferrare una visione totale di un processo. Che appare avere un inizio ed una fine. Per questo la matematica da sicurezza nella ricerca.

Un legge la condizione per cui, taluni fatti possano ripetersi secondo una logica prevedibile Il vedere sistematicamente ripetersi un processo, significa riconoscervi operante in esso una legge. Hume: un abitudine dellanima riunire secondo leggi i fatti che ci si presentano: in virt di questa abitudine ci immaginiamo certe leggi di natura. Ma tali leggi non sono qualcosa di oggettivo che esistono di per s: non sono nientaltro una riunione di fatti operata secondo un istinto della nostra anima. La legge di gravit per noi immaginare una forza (legge) che trascina verso il centro della terra gli oggetti. Per il fatto che infinite volte un sasso cade verso la terra (ripetizione) immaginiamo che qualcosa governi le ripetizioni e a questa condizione di ripetizione diamo il nome di legge di gravit. Di fatto per non entriamo in contatto con la legge in s ma con la rappresentazione che noi stessi ci edifichiamo di essa. Ci fermiamo quindi allapparenza, non al contatto con la forza in s: non lafferriamo mai nel suo intimo, ma affermiamo la sua esistenza tramite le sue manifestazioni. La sua attivit ci rimane occulta. Lordinare le sue manifestazioni secondo schemi di pensiero creare una legge: deduciamo che dietro al decorso dei fatti vi sia una forza che li determina. Ecco: questa legge, come viene presentata nei libri scientifici, labbiamo creata noi. La forza che fa cadere i sassi a terra esiste, ci siamo accorti che qualcosa fa cadere i sassi. Abbiamo scoperto lagire di qualcosa. Che non significa avere lincontro con la forza di gravit. Per questo prima stato detto che non afferriamo mai la legge in s, ma la rappresentazione che noi stessi ci edifichiamo di essa. Luomo deduce, ossia cerca di spiegarsi i fenomeni. La scienza un tentativo di spiegare il mondo. Pi o meno riuscito. E fino a quando non si aggiunge una nuova osservazione, forse pi attenta della precedente, ogni risultato dellosservazione viene chiamata legge. Il fatto che spesso una legge possa nel tempo mostrare contenente degli errori, significa che per non era lessenza della legge perfetta quella che abbiamo argomentato: ma la sua espressione che avevamo accolto in maniera ancora non perfetta. Quindi non scientifico affermare che si scoperto una nuova legge. E pi corretto dire che si giunti provvisoriamente ad una determinata spiegazione di taluni fatti. La vera essenza della Legge non la si pu mai incontrare sul piano dellesperimento e della matematica. Perch si tratta di un Entit vivente, che non soggetta alle leggi della matematica, ma a quelle del vivente, dellastrale o dello spirituale. La maggior parte degli errori e delle unilateralit del pensiero scientifico dipende dal fatto che si applica per ogni campo della conoscenza il medesimo principio matematico, il quale invece valido solo in un campo specifico. Usare il medesimo criterio per comparare campi diversi significa voler forzatamente attribuire ad una legge un valore universale. Come se la caduta verticale di un oggetto verso la terra dovesse accadere allo stesso modo anche sulla luna, senza riconoscere che qui vi una legge, l ve ne un'altra.

Il campo dellinorganico ha le sue leggi che possono essere anche quelle matematiche; ma il campo dellorganico, del vitale ha leggi diverse, come allo stesso modo vi sono leggi diverse allinterno dellanima e ancor pi dissimili dello spirituale. Usare lo stesso riferimento (matematico) per convalidare, raffrontando esperienze nei vari campi, significa il contrario della scientificit.

La matematica Ci che viene costruito e dedotto secondo schemi matematici una edificazione interiore operata dalla nostra mente. Non appartiene mai al mondo esteriore: qualcosa che vive solo nella nostra attivit animica. Essa ci d la sensazione di possedere loggetto dindagine. Non perch siamo in esso: ma perch il modo in cui costruiamo il percorso dei concetti ci conferisce lillusione di afferrare pienamente ogni fenomeno. Associare, collegare fatti esterni applicandovi comuni regole generali istituisce il canone matematico: che significa attribuire (dedurre) ai fatti esterni empirici loperare di una ripetizione ritmica derivata dallazione di una legge.

Losservazione pura e la matematica E andato perduto lantico metodo di osservazione: quello che donava una conoscenza artistica del mondo. Si deve essere consapevoli che procedere nellindagine del mondo secondo il canone scientifico attuale, significa creare un collegamento fra i fatti empirici esteriori (osservazione) e qualcosa di costruito in modo completamente interiore (leggi matematiche). E luomo che inventa o suppone una logica che opera nei fenomeni. Il bello del conoscere tramite la matematica che in virt del processo di creazione interiore matematica che luomo compie, se ne riceve la sensazione che si ha a che fare con una conoscenza che ci svela il segreto del mondo. Senza accorgersi che si tratta di una realt costruita dallumano, che non ha nulla a che fare con la realt operante fuori di lui. Sarebbe al quanto diverso se fossimo in grado di applicare un tipo di osservazione che ci facesse abbracciare la totalit dei fenomeni: se insieme alle esperienze visive, sensoriali (coscienza immaginativa) potessimo unire le nostre formule matematiche (coscienza di veglia), vedremmo splendere di nuova vita le nostre formule, le quali si andrebbero ad arricchire di vita e di contenuto. Avremmo cos penetrato il fenomeno e non lavremmo solo dedotto. Avremmo incontrato lessere spirituale che sovrintende i fatti empirici: avremmo davanti a noi i mondi spirituali. Ma questo non accade mai. Contentandoci della matematica delle cose, perdiamo la piena realt.

La matematica e lantroposofia Tuttavia, una nuova scienza concepibile solo se fissata su 3 punti: 123Osservazione fisica della natura Conoscenza matematica (astratta) della natura Conoscenza spirituale della natura (antroposofia)

La coscienza matematica per il tempo attuale, la base da cui partire per edificare una conoscenza superiore. Infatti solo un anima in grado di sperimentare e di comprendere come in lei sorga e si produca lo sforzo matematico, solo questanima in grado di elevarsi alla comprensione e applicazione di una scienza spirituale antroposofica.

Platone e la matematica Non invano Platone chiedeva una ottima preparazione in geometria e matematica. Non esigeva la conoscenza di singole nozioni aritmetiche, ma voleva discepoli che avessero lesperienza di ci che si prova nellanima mentre di matematizza, cosa avviene quando si studia matematica e geometria. Egli dicendo: Dio sempre geometrizza, non intendeva dire che Dio crea usando la geometria, ma che Egli crea con una forza interiore simile a quella che si produce nelluomo quando viene compiuto uno sforzo per risolvere un problema o unoperazione matematica.

2 conferenza

Partiremo da uno studio delluomo di come egli percepisca se stesso quando osserva e indaga il mondo esteriore. Lorganizzazione umana strutturata in modo triplice: ogni parte dotata di una certa indipendenza. 1Il sistema nervoso-sensorio (pensare): che ha la sua sede nella testa, ma si espande in tutto il corpo essendo i nervi, distribuiti lungo tutto il corpo; 23Il sistema ritmico (sentire): che si esprime nel ritmo polso/respiro/cuore Il sistema del ricambio (volere): ha la sede negli organi di riproduzione, di ricambio e negli arti.

E errato rappresentarsi che ognuno dei 3 sistemi abbia una collocazione spaziale definita: non possibile metterla una accanto allaltra.

Il pensare a tutta prima in relazione con il vedere con gli occhi (rappresentazioni di pensiero). Il sentire con il movimento delle mani e delle braccia (espressione del sentimento). Il volere con il camminare (espressione del destino).

Lunghezza, larghezza e profondit Con la vista, la relazione visiva con i corpi, appaiono le tre dimensioni: altezza, larghezza e profondit. Le prime due sono dimensioni per le quali siamo predisposti a registrarle mentalmente: la profondit unattivit semi cosciente; per produrla la ragione deve produrre unazione ulteriore.

Con lattivit del vedere si esprime la sensazione della dimensione della lunghezza. La sensazione della simmetria ci viene trasmessa dalla rotazione orizzontale delle nostre due braccia (quindi nella dimensione della larghezza): dalla rotazione dei movimenti corrispondenti simmetrici (contemporanei) del braccio destro e sinistro. In altri termini possiamo sentire la simmetria solo se siamo consci del rapporto dei movimenti fra braccio destro e sinistro, tra mano destra e sinistra. Cos come incrociamo gli assi visivi, incrociamo le braccia. Questa ci dona anche la sensazione dellaprofondit. Quando camminiamo invece compare la sensazione dellaltezza.

3 conferenza

Il pensiero matematico Pensando in modo matematico, abbiamo limpressione di trovarci allinterno degli avvenimenti, di sentirci immersi in essi. La consequenzialit del pensiero matematico infonde lucidit e sicurezza. Sentiamo di trovarci in un campo che ci d garanzie di sicurezza. Ci sentiamo come padroni di noi stessi. La sensazione di sicurezza che si ha durante latteggiamento matematico uguale in colui che aspira a sviluppare la conoscenza immaginativa. In realt possibile applicare la procedimento matematico solo nei confronti dei fenomeni del mondo minerale. Gi applicarla nel regno vegetale, non ci sorregge pi.

La matematica, la concentrazione e limmaginazione Lessersi dedicati alla matematica, averla studiata e esercitata risolvendo problemi ed operazioni una buona base da cui partire; ma limportante non laver studiato le singole leggi o regole, le conoscenze matematiche: fondamentale sperimentare chiaramente ci che fa lanima umana quando si muove fra forme matematiche. Questa attivit cosciente, astratta ma lucida, deve venire applicata non pi ad operazioni o problemi, ma indirizzata in un altro ambito: durante la concentrazione. Si deve dirigere lattenzione verso un oggetto o un tema e analizzarlo, compiendo lo stesso sforzo suscitato durante lattivit matematica. In altre parole si pu dire che per suscitare la facolt immaginativa occorre partire da un concentrazione attiva permeata da sforzo matematico. In tal modo la concentrazione diventa la via dintroduzione alla facolt immaginativa. Deve esservi durante la concentrazione, unatmosfera matematica che vibra nellanima: uno sforzo attivo che miri a dominare in modo perfetto lattenzione, lanalisi. Una tensione che aspiri a realizzare una consequenzialit da pensiero a pensiero in modo severamente rigoroso, allo stesso modo di come dalle operazioni di addizione o divisione di numeri devono provenire risultati reali. Lapplicazione delle forze di concentrazione devono essere della stessa natura di quando, seduti al banco di scuola, si era impegnati a risolvere un problema matematico. Soltanto che il problema ora non composto da numeri, ma da pensieri: si praticano operazione fra pensieri.

In altre parole, si pu dire che si tratta di partire dallordinario stato di coscienza e di superarlo tramite uno sforzo di immaginativit matematica.

Sub e Super coscienza Si usa volgarmente il termine chiaroveggenza per indicare stati di coscienza attutiti, come lipnosi, la medianit; nulla a che fare con limmaginazione, la quale invece un innalzamento della coscienza. In atri termini, stati come medianit, ipnosi, estasi sono stati di sub coscienza: limmaginazione super coscienza.

Lillusione della conoscenza scientifica in merito alla facolt di vedere umana Sia i filosofi che la scienza tendono ad affermare che le impressioni del mondo esterno penetrando nellocchio stimolano il nervo ottico. Esso invia gli stimoli al cervello, il quale produce come reazione entro la coscienza umana, le forme e i colori che ogni uomo vede nel mondo. Quindi non si certi delloggettivit dellapparire del mondo: esso potrebbe mostrarsi diverso se percepito da organi sensori non umani. Ma questo modo di ragionare non porta da nessuna parte: questa non scienza, ma fantascienza. Indagando e osservando il modo tramite la facolt immaginativa, il problema cambia aspetto. Sino a quando osserviamo il mondo tramite la matematica (coscienza materiale) siamo nel regno dellinorganico: possiamo muoverci solo fra forme fisiche e immagini che ritraggono la realt fisica, minerale. Nellocchio vi sono componenti fisici, minerali. E tramite questi elementi siamo in grado di rapportarci con gli altri oggetti fisici minerali, accoglierli, comprenderli, riconoscerli come elementi affini di natura inorganica. Tramite le sostanze inorganiche contenute nellocchio e nel cervello (le stesse che troviamo negli oggetti del mondo) possiamo interagire e vedere apparire in noi una immagine fisica del mondo. Ed ecco che questa immagine del mondo che appare in modo fisicamente uguale ad ogni uomo, possiamo rivolgere lindagine di osservazione matematica. Questo comporta una univocit di visione comune con gli altri umani. Al contempo per rivolgendoci con la matematica (coscienza materiale) verso il mondo possiamo indagare solo la natura inorganica: rapportarci soltanto con le medesime sostanze presenti in noi e nella natura esterna. Di fatto, il mondo inorganico indagabile con la matematica. Perch le leggi che lo organizzano sono soggette ad una logica matematica. E tali leggi abitando nelle sostanze minerali, sono sia nelluomo che nelle cose esterne. E proprio in virt di questa affinit, di questa reciprocit ci possibile rappresentarci, vedere soprattutto farci delle conoscenze sulle cose fisiche. Tramite la logica matematica, ci possibile riunirci al mondo. Essendo il mondo inorganico tessuto di matematica losservazione dei fenomeni ci conduce matematicamente alla relativa comprensione meccanica degli processi fisici. Infatti il mondo inorganico si spiega da s: basta osservarlo. La sua soluzione si trovo se si percorre in modo conseguente il pensiero che lha edificato. Come quando si osserva un meccanismo di automobile: si arriva a dedurre lintenzione del meccanico che lha concepita. Possiamo quindi dire che attraverso la matematica ci data la comprensione del mondo minerale, privo di vita.

Lorganizzazione eterica Se nelluomo vi fossero solo sostanze fisiche, luomo sarebbe condannato a conoscere solo le leggi fisiche: ma nellocchio e nelluomo vi anche dellaltro. Quando si ascende allimmaginazione non si usa pi soltanto locchio e il cervello fisico costituiti di sostanze minerali: si usa locchio e il cervello eterico, composti di entit viventi eteriche. Possiamo quindi dire:

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Tramite la coscienza matematica possiamo indagare il mondo minerale; Tramite la coscienza immaginativa possiamo indagare il mondo vegetale.

Come si arriva a percepire il proprio corpo eterico Non si tratta di arrivare a vedere contorni nebulosi, fantastici intorno a noi. Occorre prima sviluppare la coscienza immaginativa e porsi in osservazione di un oggetto vivente. Si tratta di realizzare quella che viene chiamata: unificazione di percezione e concetto. Sintesi della rappresentazione fisica unificata con la sua idea. Che significa afferrare, di sorprendere in un atto singola lessenza vitale contenuta nella forma contemplata. E ovvio che ci che qui stato detto al momento solo un concetto. Che deve essere realizzato tramite un lungo cammino.

Il corpo fisico e il mondo esterno In realt ogni nostro organo sensorio una parte del mondo fisico che penetra in noi. Come se il mondo esterno fosse un mare, si deve pensare che esso penetra in noi, al nostro interno dentro a delle insenature. Ogni cavit sensoriale che vi in noi in realt un proseguimento del mondo fisico dentro di noi, che abita e continua processi chimico fisici in noi. Il mondo pratica la sua attivit inorganica anche dentro di noi. Per tal motivo possiamo afferrare i concetti inorganici: perch accadono in ogni momento in noi. Queste insenature sono compenetrate dal nostro corpo eterico. Tale corpo eterico non separato, ma un unit con il mondo eterico (mondo spirituale). Cos come il nostro corpo fisico unito al mondo (come sostanze), anche il nostro corpo eterico unito al mondo spirituale. Per mezzo della coscienza immaginativa, si arriva a sperimentare che cosa avviene in queste insenature che il mondo fisico produce nel corpo umano: si diventa capaci di osservare cosa sono i sensi di percezione fisica in senso occulto. Si conosce lessenza dei sensi umani. La stimolo al poterci spiegare il mondo ci data da questa compenetrazione fra organi fisici ed eterici.

4 conferenza La rappresentazione immaginativa differisce alquanto dalle consuete combinazioni della ragione. La rappresentazione immaginativa si attua partendo dallimitazione della rappresentazione matematica: sviluppo e analisi delle forme matematiche.

Immaginazione: sistema dei sensi/testa correlato al mondo vegetale

Per colui che arrivato a elevarsi allimmaginazione, oltre a percepire lessenza del sistema sensorio, arriva anche a richiamare alla mente lessenza del mondo vegetale, cos come attraverso lordinaria coscienza materiale, matematica, si arriva a percepire il mondo minerale. Di fatto la penetrazione nella coscienza immaginativa rende possibile contemporaneamente la penetrazione nel mondo eterico: la quale palesa lesistenza di un essenza del mondo vegetale in cui le singole piante sono singole parti di un tutto. Si ha limpressione come se il regno vegetale su tutta la Terra sia costituito di una singola unit e che compenetri omogeneamente ogni singola pianta. La vegetalit della Terra appare come un essere, un organismo unico che da un lato durante la sua evoluzione ha distaccando da s il mondo minerale e dallaltro lalto ha differenziato il regno vegetale in molteplici forme. Ci si ricordi che la conoscenza della scienza dello spirito non si realizza tramite deduzioni o analogie: ma per visione diretta. Oggigiorno si tende a parlare scientificamente della rosa come si parla del cristallo. Di fatto il cristallo esiste di per s, delimitato entro i suoi limiti. La rosa tale solo se collegata alla terra, al roseto. Senza la terra la rosa nulla. Il cristallo si edifica invece con le sue proprie forze, senza trarle dallambiente circostante. E quindi evidente che non si possano applicare le leggi dellinorganico al vivente. Il mondo vegetale esiste solo se inteso come un unit raggruppante le varie specie vegetali.

Il quadro (spaziale) immaginativo della propria vita Oltre ad avere coscienza di cosa lessenza dei sensi umani e cosa il mondo vegetale, assurgendo alla coscienza immaginativa si pu arrivare inoltre unaltra notevole esperienza. Solitamente noi disponiamo della facolt di ricordarci della nostra biografia, rievocando i nostri ricordi. Dalla corrente delle nostre esperienze ci dato di recuperare, in forma di immagine, questo o quel ricordo. Nel ripescare i singoli ricordi abbiamo lesperienza di recuperarli come da un oscuro luogo, dove essi sono in qualche modo stati depositati. Tramite chiavi mnemoniche e associazioni possiamo risalire sino ad una certa epoca della nostra infanzia: di fatto avvertiamo come una corrente di immagini che scorrono lungo il tempo. Con lo sviluppo della coscienza immaginativa ci si accorge che ci che prima era disseminato nel tempo si dispiega lungo uno spazio. Il tempo si trasmuta in spazio. Si ha la possibilit come di afferrare in un istantanea per vivente, tutta la propria vita passata. Chi dispone dellimmaginazione, quando risale ai propri ricordi quindi cerca di ricordare la propria biografia, avviene un dispiegarsi in un'unica immagine di tutto ci che egli ha sperimentato dalla nascita sino ad ora. Anzich vedere apparire come usualmente i singoli ricordi, si ha la capacit di contemplare un panorama retrospettivo, dove insieme viene abbracciato tutto il contenuto della vita. Abitualmente la forza della memoria nelluomo diviene ricordo singolo, spezzettato: con limmaginazione la memoria si trasforma in capacit di visione diretta del contenuto del proprio corpo eterico. Tramite la conoscenza materiale, vi la possibilit solo di sbirciare entro la memoria globale eterica e si vedono soltanto frammenti o brandelli del contenuto

del corpo eterico. Ora esso si squaderna, si srotola e fa apparire interamente la scrittura mnemonica, ossia lincisione che si prodotta nella sostanza eterica in merito ad esperienze terrestri: i ricordi appaiono tutti insieme. Lesperienza della visione del quadro retrospettivo, viene presieduta in piena chiarezza di presenza dalla coscienza. E paragonabile al seguire in totale consapevolezza un operazione matematica, al sorvegliare in pieno stato di realt un evento razionale, empirico e inconfutabile.

Il pensare vivente Se ci si domandasse di cosa composto quel panorama mnemonico che ci appare, si verrebbe a sapere una cosa singolare: esso costituito di forza vivente di pensiero di ragione o razionalit accresciuta. Si impara a conoscere anche la missione della forza del pensiero e il suo ruolo nelleconomia conoscitiva umana. In altri termini: ci che solitamente appare spezzettato in singoli ricordi mnemonici, entro la visione del quadro immaginativo si affaccia come forza eterica vivente. Pensiero vivente. Come espressione della corrente di vita delluniverso che intesse con la sua trama, ogni cosa esistente nel mondo. Si viene a sapere che ogni cosa o essere collegata, permeata dalla stessa corrente di vita unitaria. Il pensiero ordinario nelluomo una frammentaria e momentanea espressione di tale vita unitaria, che si mostra come facolt di ragionare. Scade dalla sua natura vivente per metamorfosarsi in pensiero astratto. Ma perch chiamarlo pensiero vivente, essendo come natura pi affine alla natura di un qualcosa di vegetale, di impersonale, un qualcosa di cos dissimile dal concetto di pensare umano, esprimente razionalit e intellettualit? Perch non chiamarlo in altro modo? Invece appropriato chiamarlo pensiero perch nella sua essenza reca pi intelligenza e saggezza di quello che vi nel pensare umano. La natura del pensiero di fatto di palesa come un essenza titanica di vita fluente incessante, un tessuto sovrasensibile ove si intrecciano colloqui spirituali, deliberazioni di volont promananti da entit divine: impulsi connotati secondo progetti e intenzioni di una saggezza sovrumana. In esso fluttua la parola primordiale cantata di coro in coro, di angelo in arcangelo. Il pensiero usuale quindi un non pensiero ossia, un cadavere. Ma deve divenire tale, per poter essere cosciente di s. Deve diventare pensare umano, per essere ritrovato come pensare divino. Quando si usa la coscienza ordinaria, si ha limpressione di possedere i concetti, di nuotarvi dentro. Con la coscienza ordinaria la sensazione diversa: si sperimenta non un sentimento di possessione, ma di affinit fra le immagini che appaiono e la nostra forza vitale, il nostro senso della vita: le immagini sono simili al principio di crescita che opera in noi e nel mondo. Questo proprio perch la natura del pensare che permea le immagini vivente come descritto prima. Si pu quindi dire che si ha conoscenza diretta di ci che opera nelluomo come forza di crescenza.

Immaginazione, organi, mondo vegetale e medicine Gli antichi prendevano dalla contemplazione di questa coscienza immaginativa la scienza medica: in questa nuova condizione appaiono infatti evidenti anche le correlazioni che esistono fra organi fisici e specie vegetali, con corrispondenti rimedi medici per curare le malattie fisiche. Possiamo quindi dire che Tramite la coscienza immaginativa possiamo indagare:

il sistema neurosensoriale il mondo vegetale contemplare il quadro eterico mnemonico della nostra vita comprendere quali medicamenti sono appropriati per la cura delle malattie

Come si consegue limmaginazione Si deve essenzialmente meditare in modo non confuso, ma tecnico-metodico (vedi lIniziazione) presentando allanima rappresentazioni molto semplici. E bene per che non si lavori su proprie reminescenze o si evochino ricordi propri, perch vi il rischio di perdere lelemento matematico, la coscienza oggettiva. Si tenderebbe ad avere una partecipazione troppo sentimentale con connotazioni troppo egoiche. Dunque rappresentazioni semplici, o meglio ancora rappresentazioni simboliche (rosacroce, caduceo, centauro, frasi sagge, sentimenti puri, ideali) E fondamentale lesperienza animica, la forza di sentimento prodotta.

Limitazione contraffatta del ricordare Le immagini da noi prodotte a tutta prima sono simili alle immagini mnemoniche, quelle che appaiono nei nostri ricordi: in un certo senso meditando, imitiamo ci che avviene nel processo del ricordo. Quindi in altri termini si potrebbe dire che si tratta di un esercitazione, di una contraffazione della facolt del ricordare perch anzich rimembrare i propri fatti, i propri ricordi, si cerca di ricordare un fatto mai accaduto prima: un fatto che viene creato al momento tramite levocazione nella pratica meditativa. Ma la sensazione e la modalit, la consistenza delle rappresentazioni ha una natura simile a quella che si affaccia durante lattivit del ricordare. Cercando di comprendere come si compie il ricordo in noi, come si configurano in noi le forze animiche durante la creazione di un immagine mnemonica, si diverr capaci di mantenere volitivamente nella coscienza le rappresentazioni prodotte per il tempo che si desidera (alcuni minuti) e di contemplarle, facendole tranquillamente risuonare nellanima. E fondamentale tener presente che non importante la qualit delle rappresentazioni, ma lo sforzo animico che si produce per realizzarle: non importante la forma, ma la forza di dedicazione impiegata. E questa che crea gli organi della chiaroveggenza. Cos come senza sforzo non si producono muscoli di carne, senza fatica animica non si creano organi animici. Al principio ci si potr ingannare, quando ci si apprester ad analizzare la qualit dei risultati prodotti con le meditazioni. Si potrebbero confondere i ricordi usuali con le immaginazioni che compaiono nellanima: recando essi una natura esperienziale simile a quando ci si ricorda di qualcosa. Ma vi una differenza sostanziale. Le immagini mnemoniche dei ricordi sono da attribuirsi a fatti che noi stessi abbiamo prodotto; le immaginazioni ricevute invece non si riferiscono a nostre azioni, ma a fatti prodotti da altre entit del mondo spirituale, a processi spirituali. Non ci appartengono quindi, non fanno parte del nostro bagaglio biografico: anche se ci riguardano, perch palesano nessi, con valore di rivelazione in merito al nostro karma o al nostro essere. Appartengono allasuper biografia e alle super esperienze del nostro Io superiore. In esse si pronuncia una prospettiva oggettiva, una soluzione e un giudizio sulle cose certamente universale. Far progredire, lavorare attivamente, evocando immagini significa superare la forza del ricordo e portarla dunque allo sviluppo la facolt immaginativa.

La coscienza ispirata e lesercizio del dimenticare (oblio) Cos come potenziando ed esercitandosi parimenti a ricordare si arriva allimmaginazione (facolt di vedere lessenzialit eterica, il quadro mnemonico e il mondo vegetale), potenziando la possibilit di dimenticare si arriva ad una coscienza ancora pi elevata. Espellere dalla coscienza in modo volontario tutte le rappresentazioni matematiche ed immaginative genera loblio, lo svuotamento totale dellanima.

I rischi delle indagini occulte nel mondo immaginativo Quando si conseguono conoscenze superiori esiste il rischio di venire come trattenuti da quanto abbiamo evocato con la meditazione: limmaginazione non una facolt alla quale ci si pu fermare. Il rapporto di realt e illusione che vive nel mondo immaginativo altissimo. Con questo non si vuol dire che quel mondo illusione. E anzi molto pi reale del mondo fisico. Il rischio che la possibilit di cadere nellillusione, di poter prendere abbagli l pi grande che nel mondo fisico. Le leggi sono difatti diversissime. E tutto l possibile. In effetti lo si potrebbe anche chiamare il regno della fantasia assoluta. Il termine immaginazione ha infatti un doppio valore: un mondo con valore di immagine, dove la fantasia impera, la forza stessa di quel mondo. Quindi fermarsi a compiere osservazioni solo fondandosi sulle immagini percepite nel mondo immaginativo pu generare i pi abnormi errori e illusioni. Ci che si visto in immagine tramite la facolt immaginativa deve essere vagliato e convalidato a mezzo di un superamento di quella coscienza: le immagini devono venire dimenticate per essere lette, decodificate tramite lispirazione.

La lettura della scrittura occulta Con lapplicazione del dimenticare si attiver la coscienza ispirata: la quale in sintesi, una forma di conoscenza capace di leggere o tradurre su una chiave spirituale superiore le immagini eteriche. La lettura della scrittura occulta, una modalit esoterica di definire la coscienza ispirata. Capacit di leggere i caratteri di cui sono composti i nomi divini. Di fatto i caratteri di siffatta scrittura occulta sono proprio le immagini che sono apparse tramite limmaginazione: esse devono venire composte insieme, o meglio dimenticate per poter far affiorare il significato globale di ci che dietro ad esse vive e si pu esprimere. Anche nel linguaggio ordinario si deve smettere di prestare attenzione (dimenticare) della forma delle varie lettere alfabetiche che compongono una parola, se si vuole arrivare ad apprendere il senso che espresso nella parola intera. Cos come non porta a nulla considerare la forma della C o della L se si vuole arrivare al concetto della parola cielo.

Lakasha e il mondo immaginativo Il mondo immaginativo di fatto, un luogo ove sono inscritte tutte le azioni accadute nel passato del cosmo, prodotte da uomini o spiriti. Un archivio o biblioteca siderale dove tutto rimasto registrato non il lettere alfabetiche, ma in poderose immagini di pensiero.

La scrittura occulta cosmica o akashica appare al discepolo dellimmaginazione. Ma la validit della realt a cui essa si riferisce, possibile verificarla solo tramite luso della coscienza ispirata. Solo cancellando le immagini e attendendo un responso dal cosmo, possibile dare un significato a quelle immagini, che altrimenti rimarrebbero solo simboli privi di senso. Molti veggenti immaginativi, riportando le immagini viste senza il vaglio della lettura tramite coscienza ispirata, trasmettono errori ed illusioni. Infatti con luso dellispirazione le immaginazioni paleserebbero reali conoscenze chiaroveggenti: nellispirazione sono le entit spirituali ad ispirare, a tradurre i simboli e a riempire di reale conoscenza lindagatore ; senza di essa, il discepolo fornisce attinge dalla sua stessa fantasia abnorme. Egli inventa, aggiunge e interpreta da s stesso significati che non esistono e non hanno nulla a che fare con la realt superiore. Non sono le immaginazioni a contenere in s menzogne o illusioni. Ma luomo che nellincapacit di interpretarle le travisa, le altera. Vi aggiunge sue idee. Occorre quindi sempre, rimettersi al consiglio del mondo spirituale in merito. Applicare la forza delloblio: dimenticarsi del senso peculiare delle immagini per lasciarsi ispirare il significato dei simboli occulti dalle entit spirituali stesse.

Esercizio delloblio o del dimenticare Si pu fortificare loblio, la forza del dimenticare tramite alcuni procedimenti. Ci che nella vita ci appare come forza dellamore, volont del dedicarci interamente allaltro, se portata ad alti livelli quindi fatta progredire a mezzo di una autodisciplina pu portare molto avanti nello sviluppo della coscienza ispirata. Occorre proporsi di cambiare in un dato tempo questa o quella abitudine. Imporsi di cambiare qualcosa in se stessi durante la vita, sviluppa una enorme forza di comprendere ed interessarsi al mondo, agli altri. Capire gli altri, comprenderli significa amare. Solo se capisco le necessit di un altro, cosa lo ha condotto nella sua biografia ad essere ci che , solo conoscendolo profondamente posso aiutarlo a migliorare il suo benessere interiore. E aiutare un altro amare. Ma questa capacit di comprendere che significa anche avere senso di dedizione, di dedicazione agli altri non nasce da s. Va esercitata e praticata tramite forte autodisciplina. Se scegliamo di cambiare, di smettere di avere atteggiamenti che ci caratterizzano e che ci piacciono, se decidiamo di cambiare una nostra abitudine, questo comporta ovviamente una rinuncia iniziale. Ma tutto ci che facciamo in piena coscienza, per scelta deliberata interiore ha un effetto rilevante sullanima. La nostra centralit egoica interna viene attaccata e aumenta, si libera la nostra forza damore verso la periferia, lesterno. Dopo aver operato dei cambiamenti (anche piccoli) in noi, diveniamo capaci di immergerci con pi amore nel mondo, lo assaporiamo e lo comprendiamo (prendiamo con noi) in modo diverso. Questo tendenza a cambiare se stessi significa anche volont di rinunciare a se stessi, alla propria autoaffermazione. Che non pu essere mai un annullamento, un annichilimento. Chi pensa cos non ha capito bene di cosa si tratti. Si tratta di una volont di abbandonare le parti impure e basse di s, allontanare da s la necessit per le cose non essenziali. Perch si sa che non si quelle cose. Distinguere se stessi dai propri desideri linizio del tendere a purificarsi. In altri termini si deve decidere di eliminare quella provvisoria e non essenziale parte di s come per liberarsi di un fardello poco utile al proprio progresso spirituale.

Lamore come facolt di conoscenza Nel mondo spirituale la conoscenza superiore si da solo se si applica forza damore, volont di dedicazione alloggetto. Nel senso di iniziazione bianca non vi sar mai un indagatore che potr conseguire conoscenze superiori se non dimostrer amore e interesse spassionato per i suoi oggetti dindagine. Colui che indagasse nessi per i propri interessi egoici (anche damore personale) non ricever nessun responso dal mondo spirituale. La natura ci si d, si rivela soltanto se le nostre forze sono compenetrate da amore per la pura ricerca. Se non si sviluppa forza damore, si viene sempre ricacciati indietro dal mondo spirituale durante le indagini. Imparare a rinunciare alle proprie abitudini, a cose che ci erano care, un autodisciplina che ci rende pi capaci di amare; imparare a rinunciare significa anche imparare a dimenticare, a slegarsi da qualcosa che era nostro: in questo senso si alimenta il potere delloblio, utile allo sviluppo della coscienza ispirata. Loblio di s, accresce interesse per gli altri: meno interesse per ci che vive nel proprio interno, maggiore interesse per ci che vive allesterno. Questo atteggiamento determina lo sviluppo della coscienza ispirata.

Lispirazione svela il carattere provvisorio dimmagine della coscienza immaginativa, o meglio la completa, conferendole piena realt.

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I sensi e il cervello Lapparato dei sensi lo si deve concepire edificato dal mondo esterno. Ogni singolo senso stato costruito da determinate entit, certe qualit presenti nel mondo esterno. Il cervello e sistema neurosensoriale vero che sono due formazioni fisiche, ma di fatto sono comprensibili solo se intese come immaginazioni diventate fisiche. Un immaginazione un entit o un insieme di entit che vivono nel mondo spirituale. Subito appare evidente che ogni uomo reca in s una totalit di esseri intessuti nel suo sistemo neurosensoriale. Il mondo immaginativo lo si potrebbe anche definire: mondo dellarte, creativo.

Ispirazione: il sistema ritmico, il sentire Cos come limmaginazione ci consegnava la conoscenza dei misteri del sistema neurosensoriale e del pensare, lispirazione ci rivela i segreti del sentire e del sistema ritmico, del polso, del cuore e del respiro.

Ispirazione e anacronismo Yoga La via dellispirazione, come descritta qui e nel libro lIniziazione pu essere seguita solo dalluomo moderno. Chi la volesse produrre o ottenere tramite lo Yoga, o dottrine antiche sarebbe in errore. La disciplina dello Yoga non pi rinnovabile, inadatta. Lo Yoga lavora con forze che corrispondono ad un grado pi antico dellevoluzione umana. Esso appoggia sul sistema ritmico umano: utilizza tecniche di respirazione che nellantichit trasportavano il meditante in stati di coscienza alterati. In altri termini:

lo Yoga tende a sviluppare una coscienza superiore facendo leva su uno sforzo imposto allorganismo corporeo (respirazione e posizioni fisiche); la tecnica scientifico spirituale produce una coscienza superiore a mezzo di sforzi animico spirituali, tramite un attivit di lavoro solo interiore.

Sarebbe contrario al senso della storia evolutiva umana se si volesse perseverare nel senso dello Yoga. In antichit lo sviluppo delluomo era curato in maniera pi istintiva, e faceva appello a forze istintive, ataviche ancora disponibile nellorganizzazione umana. Allora luomo viveva in una condizione quasi totale di partecipazione con il mondo spirituale. Oggigiorno, in special modo dopo il 1400 d.c. luomo ha compiuto un salto evolutivo tale da aver completamente scollegato le proprie forze dallordinamento e il collegamento cosmico.

Yoga e filosofia Vedanta Lo yoga non pu essere pi rinnovato perch non pi adatto alla costituzione moderna delluomo. Negli esercizi yogici si trattiene coscientemente il respiro, si espira ed inspira in modo diverso dal consueto. Oggi non si arriva a nulla in tal modo: non si assurge a quella facolt che gli indiani sperimentavano in modo ispirato. Tutta la cultura antica indiana produceva una coscienza ispirata trasferendo la coscienza nel sistema ritmico. Assimilando aria in modo particolare lenergia (prana) contenuto in essa cambiava la coscienza dellantico indiano. Lindiano veniva trascinato verso il cuore, i polmoni. La coscienza tendeva a vivere non nella testa, ma nel cuore. Si pu dire che quasi tutta la letteratura dei Veda proviene da una coscienza ispirata prodotta a mezzo della respirazione controllata. Di fatto, la respirazione trasformata dello yogi porta ad una conoscenza pi panteistica, un esperienza monistica, di unificazione con il cosmo. Una conoscenza che tende a distinguere meno le singole cose. Vi un abbandono, una dissoluzione nel cosmo. Si sentono le cose parte del gran tutto: come organi partecipanti alla vita totale del corpo Universo.

I possibili danni dello Yoga nelluomo moderno Nellepoca attuale non anelito generale il dissolversi, ma lafferrarsi sempre pi.

Non pi possibile immergerci nello Yoga perch lattuale nostro pensare pi duro dellantico pensare. La nostra ragione pi forte, spessa e dura. Ci percepiamo nella testa, la nostra coscienza esclusivamente entro le sopracciglia, nella fronte. Lindiano aveva un attivit di rappresentazione meno rigida, pi fluida. E anche la percezione che aveva del suo io non era esclusivamente nella testa. Egli riversava il suo stato di presenza, la sua coscienza dalla testa verso ed entro il cuore, tramite la respirazione controllata. In altri termini, inspirando ed espirando eseguiva una translazione della coscienza della testa entro la zona cardiaca per penetrare nella coscienza ispirata. Se oggi si volesse riversare direttamente il proprio pensare, la rappresentazione dellio nel cuore tramite il sistema respiratorio, come faceva lindiano, si produrrebbe uno stordimento o un disturbo dellattivit ritmica, circolatoria.

Il nuovo metodo per traslare la coscienza nel cuore Cercando di attivare la facolt del dimenticare (oblio) si tende come a discendere in un abisso, nel nulla si s stessi. Il movimento di discesa verso il basso, verso labisso del s, tende ad afferrare spontaneamente il respiro trasportandolo con la nostra coscienza verso il basso. Non pi necessario cambiare o controllare il proprio respiro. Esso si accomoda e prende spontaneamente il suo ritmo. Di fatto il nostro volontario dimenticare, il produrre la coscienza vuota, non un perdere la coscienza di s, ma uno spontaneo trasferirla nella regione del cuore, entro il sistema ritmico. E una tecnica consapevole di traslazione della coscienza. Di fatto viene ripetuto in modo pi cosciente il processo che lindiano faceva incoscientemente avvalendosi della respirazione ritmizzata. Immergersi con la propria presenza nel sentire sperimentare lispirazione. Una volta superata la fase dellabbandono di s e trasferita la coscienza nel cuore, compare una chiarissima attivit rappresentativa, ove anche il sentire ancora pi intenso. La sensazione , quando si presiede alle visioni, come quando si presi dallentusiasmo durante un momento di creazione pittorica o musicale. Ci si sente come ricolmi di un contenuto che desideriamo portare a conoscenza, vogliamo come esprimerlo in termini di conoscenza umana.

I culti religiosi Ogni culto riproduzione esteriore di esperienze spirituali interiori, che sono state accolte durante indagini con coscienza superiore. Si riproducono, si imitano con oggetti simbolici, parole, colori o vestiti ambientazioni, esperienze spirituali vissute in una altra coscienza. I contenuti rituali, le parole e i gesti riprodotti nei culti possono essere compresi soltanto tramite la coscienza ispirata. Nel corso della storia umana i culti sono sempre cambiati, mutati nel tempo. Questo testimonia che lanima si evolveva e le esigenze di esprimersi anche nei culti cambiavano di continuo. Le conoscenze e le rivelazioni erano diverse, adatte ai tempi. E quindi questo si riversava nelle modalit di eseguire i culti. Gli antichi rievocavano con gesti cultici fisici esteriori le loro esperienze cosmiche interiori. Gli uomini moderni cercano invece, di rievocare tramite lesperimento ci che vive nella loro interiorit.

Lesperimento divenuto oggi in senso umano/microcosmico la contro immagine egoica di ci che era in senso Divino/macrocosmico il culto religioso. Oggigiorno di fatto, nelle universit e nei laboratori, si crede di compiere un atto cultico ogni volta che ci si dedica al conoscere. Cos come il culto appagava il sentimento delluomo apportando religiosit, sicurezza e protezione dal cosmo, lesperimento scientifico appaga la ragione umana consegnadole sicurezza matematica. Una volta luomo viveva nel sentire e la religione lo appagava. Ora che vive nel pensare necessita della matematica per conferire sicurezza. Religione: appagamento Esperimento: sicurezza

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Il ricordare puro Limmaginazione si sviluppa portando ad un livello superiore il processo della memoria. Nella vita ordinaria necessaria una certa auto concentrazione per arrivare a ricordare in modo puro, esatto e perfetto eventi della propria biografia: in modo che le immagini siano una fedele replica dellesperienza. Nel ricordare infatti vi pu essere la tendenza ad aggiungere atmosfere di fantasia che possono alterare i veri ricordi. Si deve tendere ad esercitarsi cercando di mantenere pi fedelt possibile nei ricordi. Come sappiamo, dalle forze della memoria si pu ricavare qualcosa che pu trasformarsi in qualcosa daltro. Per questa trasformazione occorre sempre pi ritmicamente imparare a concentrarsi evocando concatenazioni di immagini semplici, suscitandole sempre a nuovo e trattenerle nella coscienza dominandole, gestendole a nostra volont. Occorre riposare in esse, acquisire un sentimento di dominio e di controllo totale su di esse, come fa un giocoliere con le sue palline. Lesercitarsi a concentrarsi istituisce nellanima la tendenza ad assumere in s fermezza e sicurezza, come uno stato di riposo cosciente della mente: col tempo si deve riuscire ad evocare tal sentimento a comando, anche senza concentrazione su oggetti. In tal modo si arrivano a sperimentare interiormente delle immagini che in rapporto alla forma in cui appaiono assomigliano agli usuali ricordi, ma hanno contenuti e provenienza diversa. Si potrebbe dire che prima con la concentrazione di deve realizzare una immaginazione autoprodotta, per giungere a sperimentare rappresentazioni di natura superiore, di grado pi intenso. Si avverte chiaramente che queste immagini, seppur simili e imparentate come natura ai consueti ricordi, non si riferiscono a nessuna nostra esperienza passata avvenuta dalla nostra nascita ad ora. Sono come ricordi che affiorano s dalla nostra memoria, ma non ci appartengono, non fanno parte della nostra attivit del passato.

Si ha inoltre la forte impressione che dentro tali immagini vi sia una realt pi poderosa dei comuni ricordi. Solitamente le nostre azioni vengono impresse nel nostro corpo eterico e possono venir richiamate a comando, successivamente. Possiamo ripescarle a piacimento perch si trovano contenute nella nostra memoria vitale/eterica. Non cos per le rappresentazione immaginative. Esse possiamo afferrarle solo per mezzo delle nostre forze animiche interiori. Perch esse non sono depositate nel nostro corpo eterico, ma altrove.

Goethe e il suo metodo di osservazione vivente Per osservare le immaginazioni, non bene utilizzare la ragione. Essa le distrugge. Goethe aveva istituito un metodo di osservazione pura, in cui usava la ragione non per ragionare o dedurre significati intellettuali dalle cose: usava la ragione per leggere le cose. Noi leggiamo formando un tutto con le singole lettere: ogni singola riga ci consegna un determinato senso o concetto. Analizzare le singole lettere non ci porterebbe a nulla. Dobbiamo operare una sintesi: dimenticarci della totalit delle lettere, per accogliere il significato che tutte insieme contengono, esprimono nella loro totalit. Goethe faceva lo stesso con i singoli fenomeni della natura. Non filosofeggia sulle vibrazioni del suono, della luce, delle forze misteriose che potrebbero esistere dietro ad un processo. Non usa la ragione per speculare cosa opera dietro i fenomeni. Ma cos come noile ggendo uno scritto dobbiamo collegare ogni lettera e dimenticarci dei particolari per cogliere il significato concettuale, egli riunisce tutti i singoli fenomeni in modo che sia possibile leggerli nel loro insieme. Goethe adopera il pensiero come un mezzo di lettura cosmica. Egli attende che la contemplazione dei singoli fenomeni lo porti a far si che essi si spieghino a vicenda componendosi in una unit. Non cerca qualcosa dietro al singolo fenomeno, ma cerca di leggere nei fenomeni che accadono spazialmente e nel tempo, un significato superiore. Non si cerchi nulla dietro i fenomeni, sono essi stessi linsegnamento. Per Goethe la ragione, il pensiero serve unicamente per:

Organizzare le modalit e la serie degli esperimenti Mettere in rapporto i singoli fenomeni in modo da farli parlare da s.

Si deve riuscire addirittura arrivare a superare lo stesso Goethe (che era il precursore di questo nuovo modo di indagare) per arrivare a conseguire un sentimento di unificazione con i processi stessi. Si deve voler vivere entro i fenomeni, desiderare di immedesimarsi in essi, vivendoli intensamente. In tal modo si realizza quellatteggiamento di dedizione amorevole nellatto della ricerca.

Il ricordare goethiano Secondo le indicazioni di Goethe, dobbiamo quindi rieducarci alle fenomenologia e allosservazione. Ma la vera novit dellindagare goethiano sta nella fase finale. Immaginiamo per esempio che lindagine sia rivolta verso una determinata pianta o un dato minerale; anche se questo applicabile anche ad eventi umani. Dopo essersi familiarizzati con lintero decorso spaziale/temporale dei vari fenomeni, dopo aver realizzato diverse e attende osservazioni del tema indagato, occorre ritrarsi in un ambiente appartato e silenzioso. Occorre cominciare a ricordareesattamente e chiaramente tutte le osservazioni compiute, tutti i singoli particolari indagati. Possibilmente senza usare le parole e la dialettica, ma solo evocando le immagini di ricordo le osservazioni compiute. Accade allora

che fra i ricordi e unitamente allattivit del ricordare si affaccer una nuova immagine ben densa e pregna, nella nostra coscienza. Si tratter poi di cancellare tutto, di reprimere tutto per deliberazione interiore: attivando la coscienza ispirata. Si diriger ora lattenzione soltanto verso la forza animica di dedicazione impiegata. La coscienza deve essere sgombra di immagini: impregnata solo delleco della forza di sentimento spesa sinora. E si attender cos pazientemente, un responso dal mondo spirituale. Che non tarder ad arrivare al di l dellabisso. Apparir una conoscenza che mostrer un altro lato dellesistenza. Lesercizio sar quindi con questo ritmo: concentrazione, meditazione, costruzione delle immagini, cancellazione. Il mandare via le rappresentazioni, il cancellarle un esercizio che rafforza il sentimento di libert interiore.

I ricordi sono come specchi Ci che stato impresso nel corpo eterico viene trattenuto in modo tale che non vi si pu guardare dietro. Come in uno specchio. Guardando i propri ricordi si ha limpressione che sia la facolt della memoria stessa a impedirci di conoscerla. Si auto protegge dal farsi conoscere. In realt leffetto specchio si genera perch in noi possa sorgere lautocoscienza. Tramite lispirazione si riesce ad eliminare leffetto specchio generato dalla memoria: si arriva a conoscere lessenza dellorganizzazione umana, negli organi. Ora che lo specchio caduto, si impara a conoscere le forze che presiedono alle attivit del polmone, dello stomaco, dei reni. Si penetra nella nostra organizzazione. Molte narrazioni provenienti da santi e mistici risultano da una penetrazione che essi effettuavano inconsapevolmente allinterno di se stessi, dei loro organi. Con lispirazioni possibile arrivare alla comprensioni dei grandi misteri e connessioni fra il corpo umano (organi) e le entit abitanti negli astri, nel cosmo. Si palesano collegamenti con realt spaziali planetarie, spirituali, astrali e temporali: si vengono a conoscere anche le Ere e i processi spirituali da cui quegli organi si sono formati. Si svela il rapporto fra lorganizzazione umana e il cosmo.

Lintuizione e la Fede Andando oltre, e rafforzando limmaginazione e lispirazione si sviluppa la coscienza intuitiva.

La percezione sensoriale dona la visione del mondo fisico; Lintuizione la percezione della manifestazione del mondo spirituale

Cos come nel mondo dei sensi luomo ha coscienza dellesistenza del mondo fisico, tramite lintuizione ha la dimostrazione dellesistenza di Dio. Lintuizione connessa con lesperienza della fede, ma non come sensazione nebulosa e mistica, ma come certezza matematica e logica.

Tramite la conoscenza immaginativa ci appare il panorama eterico di questa vita corrente;

Tramite lispirazione ci appaiono le esperienze vissute nel mondo spirituale nel periodo prenatale, prima del concepimento e di ritornarvi dopo la morte; Tramite lintuizione abbiamo la rivelazione delle nostre passate vite terrene.