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Gian Berra Know how gratuito per chi lo desidera.

CONFERENZE sulla PAURA


"Come liberare la creativit e sconfiggere un fantasma"

Serie di conferenze tenute in occasioni delle mostre darte dal 1997 al 2005 dal maestro Gian Berra presso le eposizioni di Padova ( 1998), Radio gamma 5 (1997) e Conegliano nel 2005.

CONFERENZE sulla PAURA Gian Berra: Know how gratuito per chi lo desidera.

Prima serata Seconda serata Terza serata Gian Berra hippie Tre incontri sulla creativit. Condotti da Gian Berra.

Te stesso come un fiore...

- Primo incontro: La struttura della mente e la creativit. -Argomenti: Il lato oscuro e la coscienza, i condizionamenti subiti come limiti all'esperienza, la figura dell'educatore, il potere della Paura. Il guardiano della soglia. l'assoluto come risposta definitiva? l'accettazione di s come cosa ovvia, il limite invisibile da non valicare? 2

la mente non si ferma mai e la parte oscura lavora sempre, ma noi non lo sappiamo. Vivere col 10% di s stessi e essere felici. - Secondo incontro: La creativit dell'artista e l'ascolto di s. -Argomenti: Quando la natura frega la coscienza. E vince. Darwin e i giochi nascosti del nostro codice genetico. Concetto di evoluzione della coscienza. L'artista non solo il pittore. Concetto di artista ( esempi di artisti vissuti e matematici o politici ). La creativit non ha valenza algebrica, L'artista come jolly sociale a potenziale creativo. Non ne pu fare a meno suo malgrado. La creativit come un" fare" per prospettive infinite e mai definitive: un Caos che si sedimenta in fatti concreti ( ma Caos solo per la coscienza). Immagini senza fine per programmare la mente. -Terzo incontro: La consapevolezza e il Potere creativo. -Argomenti:

Infinito o assoluto? Il potere delle immagini. Costruire consapevolmente immagini. Il potere del Totem. Totem di tutti i giorni chiamati con altri nomi. Il dialogo col lato oscuro vivere col 100% di noi stessi...o quasi. Anche la Paura fa parte di noi...ma pu solo fare...paura. Vedere e sentire s stessi al di fuori de s. Rappresentare s stessi per immagini. E' il destino degli artisti. Essere artista diritto di tutti. ( con cenni al Corso Pratico di Pittura ) Gian Berra, novembre 2005 Premessa: Le conferenze sono state strutturate per un pubblico parzialmente indifferenziato e occasionale. Sono state tenute in tre serate durante una manifestazione culturale relativa ad una mostra darte. In particolare la manifestazione era una esposizione delle opere di Gian Berra presso LOfficina dellArte a Conegliano (TV) dal 18 novembre al 19 dicembre 2005. Lindirizzo relativo alla creativit dellartista come operatore creativo globale. Esso stato strutturato da un artista che esprime in modo allargato il suo fare e il suo sentire. Perci altamente relativo ad esso. Per un artista consapevole nulla assoluto. Ma tutto possibile. 3

Le maschere si possono cambiare a piacere...

PRIMA SERATA
La struttura della mente e la creativit. Argomenti: Il lato oscuro e la coscienza, i condizionamenti subiti come limiti all'esperienza, la figura dell'educatore, il potere della Paura. Il guardiano della soglia. l'assoluto come risposta definitiva? l'accettazione di s come cosa ovvia, il limite invisibile da non valicare? la mente non si ferma mai e la parte oscura lavora sempre, ma noi non lo sappiamo. Vivere col 10% di s stessi e essere felici. Nella seconda met degli anni 60 uscirono anche in Italia i primi manuali tascabili di psicologia. Erano riassunti semplici, ma completi scritti da autori stranieri. La stessa cosa per i primi rari trattati di yoga e zen. Noi come conoscenza delle discipline alternative alla nostra, siamo in ritardo sempre di 20 o 30 anni rispetto ai paesi del nord Europa e del Nord America. Almeno a livello di massa. Il fenomeno New Age allestero era gi cosa di tutti i giorni, da noi questa parola sar scoperta negli anni 70. E nella maggioranza dei casi travisata e non compresa appieno. La psicologia, nel suo continuo sviluppo, aveva posto una questione centrale: non siamo ci che noi pensiamo di essere. O almeno lidea di identificare il nostro pensare cosciente come la totalit di 4

noi stessi era pura illusione. Se rappresentiamo come una sfera, come contenitore di tutto ci che siamo noi stessi, la parte cosciente che vive, sperimenta la realt, e osserva s stessa una parte minima del totale che ci rappresenta. Solo il 10% di noi stessi osservabile dalla coscienza. Il resto oscuro ad essa. Quando osserviamo, udiamo o tocchiamo qualcosa nella realt che ci circonda, no solo la nostra coscienza a percepire con i sensi del corpo che abitiamo. Anche la parte oscura osserva e sente assieme a noi. Nella figura 1 si pu notare il percorso seguito dalla percezione: La coscienza oscura (nascosta) A osserva loggetto C assieme alla coscienza B. La percezione ritorna come messaggio ad entrambe le coscienze. Ma vi un ulteriore passaggio3 di ritorno dal lato oscuro alla coscienza B. Tale passaggio non cosciente, ma condiziona la percezione dalla coscienza stessa. La coscienza vigile, la stessa che usa chi ora sta leggendo questa righe, non ha il potere d i sentire o gestire i messaggi, le decisioni, i condizionamenti che il lato oscuro continuamente invia ad essa. figura 1

Il lato oscuro, o inconscio, vive una situazione privilegiata. Pu essere partecipe di ogni avvenimento. Elaborarlo in modo autonomo. E decidere in autonomia ci che utile (per lui) inviare alla coscienza vigile. Nellinconscio non esiste il concetto di TEMPO. Ne si riposa mai. Il lato oscuro non dorme, come invece necessario alla coscienza vigile. Linconscio dotato di intelligenza e autonomia sua personale. Quando nasciamo, non siamo senza dati. Alla nostra nascita il lato oscuro contiene una quantit impressionante di dati e programmi ben definiti. Tutti i programmi vitali, utili alla sopravvivenza e allo sviluppo del nuovo corpo. In quellattimo la coscienza vigile minima e incapace di gestire il nuovo ambiente in cui si ritrova. E il momento pi delicato. Il lato oscuro affamato di dati ed esperienze. Le cerca con frenesia; per lui vitale sapere il pi possibile della realt che gli sta 5

attorno. Ogni impressione, programma, sensazione che riceve viene accolta come vera, utile, necessaria. E il momento in cui si formano le BASI dei programmi di vita. Su quelle basi o fondamenta si costruir la struttura del carattere del nuovo nato. Come un computer, lindividuo pu essere programmato ad immagine dei suoi educatori. In realt non tutto cos semplice. Noi nasciamo con i programmi necessari alla vita relativi alla nostra specie ( nutrirci, autodifesa, senso del territorio, spirito di gruppo, identit, bisogno di amore ecc), ma portiamo in noi come eredit i programmi caratteriali acquisiti dai nostri genitori razionalit, fantasia, spirito pratico, spirito collerico, sensualit e tutte le varie sfumature ecc.). Per questo ciascuno diverso dallaltro. Ma usa gli stessi meccanismi o programmi vitali. Leducazione quel sistema di programmi aggiunti che viene inserita SOPRA i programmi originalmente acquisiti. Da quel momento in poi ogni programma vitale originario, nel suo attivarsi, dovr passare attraverso leducazione, e verr modificato da questultimo. Verr condizionato da esso. Sinora ora il POTERE delleducatore. Esso pu condizionare il nuovo individuo senza che questi possa fare nulla. Una tale educazione forma una programmazione permanente. Anche se in futuro la nuova coscienza, quando sar cresciuta e responsabile di s, dovr fare i conti con una base inconscia ( nascosta ) di programmi che pretendono di non essere ignorati. Tali programmi educativi sono infatti NASCOSTI alla coscienza vigile. E dal loro posto privilegiato condizionano la coscienza senza essere visti da essa.

Non tutti i programmi educativi sono negativi, anzi. Alcuni di essi sono necessari allarmonia dellindividuo nella societ in cui nasce. Ma alcuni sono da analizzare a fondo in quanto bloccano lo sviluppo dellindividuo e lo condizionano a favore degli interessi di altri.

Ne analizzer solo due propri della morale occidentale: La Paura e il Senso di Colpa.

La paura fa parte dei programmi originari, .E utile alla specie per evitare i pericoli. E un programma automatico: scatta quando ne esiste la necessit senza che noi ci pensiamo. Viene quando serve. Quando c un pericolo reale. Per leducatore pu programmarla in modo che scatti quando vuole lui. Ponendo delle regole come assolute, da ubbidire in ogni caso. Pena il castigo, la sofferenza, il dolore di un dio, della mamma, della famiglia. Ogni volta che il bimbo non sar daccordo con dio, con la mamma, con la famiglia avr paura. E se oser disubbidire, anche se sapr evitare il castigorester il senso di colpa. Tutto ci avviene senza che lui possa gestire questo processo, in quanto non ha accesso al proprio lato oscuro. O almeno finch non sar cresciuto. E allora sar troppo tardi. Figura 2 6

Nella figura 2 si notano vari contenitori colorati tra il lato oscuro A e la coscienza B. Ad ogni percezione di realt questi sono i programmi acquisiti dalleducazione. Essi durante la percezione della realt, dicono la loro alla coscienza, e modificano la realt percepita. La coscienza nemmeno se ne accorge. Essi sono i guardiani della soglia del lato oscuroOgni volta che una coscienza in fase di consapevolezza cercher di chiarire ( rendere chiaro) ci che sta nascosto in lei, dovr vedersela con questi programmi assoluti. I programmi inseriti sono assoluti in quanto possono vivere nella stessa modalit in cui sono stati inseriti: in modo drastico e per nulla accettato. Quando sono stati impiantati nella mente del bambino non stato chiesto a lui se voleva o accettava tali programmi. I programmi educativi sono anche legati ai programmi originari, e i programmi originari non sono razionali in quanto funzionano come tensioni emotive. La Paura una emozione. Un processo che una volta innescato si manifesta senza luso della ragione. E un programma originario della specie. Autonomo e automatico. Non ci stato insegnato a gestirlo. E l e si manifesta quando serve. Se un programma educativo imposto stato in origine associato alla paura, quando esso verr ignorato o infranto, ci sar una reazione di paura e senso di colpa. Il tutto come emozione automatica e non gestibile. Tutto questo meccanismo funziona benissimo. Condiziona le coscienze senza che esse se ne rendano conto. In quanto ritengono di essere solo ci che pensano. Si tratta di coscienze inconsapevoli di ci che in realt sono. Un lato enorme di s stesse resta precluso alla consapevolezza. Impotenti senza saperlo di essere. Persone a met che ragionano attraverso meccanismi che non vedono e non controllano. Eppure questo non uno stato naturale. E un condizionamento messo in atto con volont razionale e con scopi mirati. Creare dipendenza. La Natura non lo ha previsto, perci non ne tiene conto. Malgrado tale strage di coscienze, una gran parte di individui nasce con un temperamento individualista e cocciuto che ben presto si rifiuta di osservare regole assurde. Magari non ne 7

consapevole, o magari come sempre succede si crea nella societ una serie di mascheramenti collettivi in cui ci si mostra in un modo e poi si fanno altre cose. Comunque il processo funziona alla grande. E lo spreco di energia vitale per difendersi dal condizionamento collettivo limita in un vortice incosciente la possibilit di evoluzione delle coscienze. La Natura pone poi nella societ individui scarsamente razionali, ma con una forte individualit. Sono come Jolly sociali, che creano nuove prospettive. Inventano nuovi modo di essere, di pensare, di vivere. Sono appena tollerati. Ritenuti innocui, scherzi di natura appunto. Sono gli Artisti. Gian Berra.

Giochi di bimbi, Gian Berra 2002

SECONDA SERATA
- Secondo incontro: La creativit dell'artista e l'ascolto di s. - Argomenti: Quando la natura frega la coscienza. E vince. Darwin e i giochi nascosti del nostro codice genetico. Concetto di evoluzione della coscienza. L'artista non solo il pittore. Concetto di artista ( esempi di artisti vissuti e matematici o politici ). La creativit non ha valenza algebrica, L'artista come jolly sociale a potenziale creativo. Non ne pu fare a meno suo malgrado. La creativit come un" fare" per prospettive infinite e mai definitive: un Caos che si sedimenta in fatti concreti ( ma Caos solo per la coscienza). Immagini senza fine per programmare la mente. La Natura ha i suoi fini e tende ai suoi scopi. E intelligente e cosciente. Ha i suoi limiti ma anche un 8

tempo illimitato rispetto a quello delle sue creature. Gli esseri naturali hanno le stesse caratteristiche, ma dipendono dalle condizioni e dalla forma che essi hanno dentro lambiente naturale in cui vivono. La Natura viva e vive dentro le forme che essa stessa ha prodotto. Il suo scopo principale vivere. Se ne frega dellindividualit delle forme vitali che incorpora in s. Sono esse solo aspetti sostituibili di s stessa. La sua evoluzione e i suoi scopi sono per noi solo ipotizzabili. Ma possiamo intuire la direzione del suo agire. Con le scimmie umane la Natura ha fatto una scommessa: dare la possibilit ad esse di avere una consapevolezza allargata. Vedere s stesse al di fuori di s. Non una cosa da poco vedersi al di fuori dei programmi automatici degli istinti. E ci porta alla possibilit di usare questi programmi come leve, strumenti per condizionare esseri a favore di altri esseri. Se una coscienza umana pu gestire s stessa consapevolmente, potr anche gestire altre coscienze umane usando il suo potere. Potr costruire condizioni favorevoli a s stessa costruendo condizioni a suo vantaggio contro altri esseri umani e servirsi di essi per raggiungere i suoi scopi personali. Tutto ci naturale, fa parte dellistinto di sopravvivenza. Un istinto naturale usato per usare altri per la propria sopravvivenza. Ancora una volta la Paura di non sapere ( lignoranza, la presunta impotenza ), sar la molla che le coscienze furbe useranno sin da subito per troncare la naturale predisposizione delle coscienze a condividere s stesse. Ci alla Natura interessa ben poco. Lei vive in ogni caso. Il condizionamento delle coscienze interrompe la comunicazione originaria tra coscienza e lato oscuro. Limita la coscienza in un involucro dove guardiani imposti la tengono ben recintata. La religiosit naturale. Le religioni sono nate come possibilit di condividere, e poi diventate recinti in cui rinchiudere le coscienze. Un circolo vizioso senza interruzione. Ma la Natura non si ferma mai. Sembra abbia previsto anche questo. Come per linvenzione tardiva del maschio ( in principio la vita era al femminile o ermafrodita) come fattore di rimescolamento del DNA, poi propone la possibilit di un fattore genetico di apertura mentale al sentire spontaneo al lato oscuro. Il dono di essere totalmente s stessi appartiene a tutti. Anche quando viene soffocato dai condizionamenti, in realt sempre l presente, magari dormiente e parziale. Per per cause genetiche o di ambiente a volte refrattario a ogni condizionamento. Vive di una energia propria. Potente, esplosivo, arrogante e vitale pretende di esprimersi e vivere la realt del corpo. Quasi sempre individualista, senza definizioni, reinvesta i percorsi tra lui e il lato oscuro, e tra i lati oscuri delle altre coscienze. Inventa relazioni allinfinito. Vive di esse. La Natura ha inventato lartista. Lartista presente sin dallinizio, in ogni civilt e in tutte le forme. I pittori delle grotte, gli sciamani (o stregoni), i costruttori di cose, i musici, gli attori, i clown, gli scrittori, i parlatori ecc. La creativit, il fare creativo non ha limiti. Essa vive s stessa senza condizioni, e gode nel farlo. Anche questo un programma automatico originario. Non pu fare a meno di essere cos. 9

Il suo collegamento costante col serbatoio personale e collettivo del lato nascosto delle esperienze vitali delle sue origini continuo e da appagamento. La creativit un programma. Un programma emotivo che vive se stesso. Non pu fare che cos Diventa consapevole, come tutti i programmi emotivi. Ma non indispensabile ad essa. Pu per diventarlo per per lidentit che la usa consapevolmente. Ma per lartista ci non sempre possibile. Ma pu capitare se ha il tempo ( e lenergia) di conoscere s stesso. La creativit non ha valenza algebrica assoluta. I suoi fini possono essere negativi o positivi. Dipende dalle motivazioni nascoste nel lato oscuro di chi la usa. Anche un terrorista pu essere creativo. Come pure un religioso pu creare terrore. Entrambi possono farlo con grande creativit. E magari essere artisti nel loro fare. La Natura non pone limiti. Dal punto di vita normale pu sembrare che questo muoversi senza regole rappresenti una forma di Caos, ma solo il punto di vista di chi ha scarsi contatti col proprio lato oscuro. I territori in cui si muove lartista sono a volte insicuri. L non vi molta luce. Ma pi vengono esplorati, pi diventano luminosi. Forse non basta una vita ad esplorarli tutti, ma comunque si tratta di territori conquistati. Ogni volta che una nuova porzione di territorio raggiunge la consapevolezza, la coscienza gioisce di s. E ulteriore potere personale che conferma s stessa. E ogni volta che lartista esprime la sua opera al di fuori di s, la pone allattenzione delle altre coscienze. E loro malgrado esse sono obbligate a vedere una parte del loro lato oscuro. Tale visione per esse non del tutto cosciente. Il messaggio va a depositarsi nella parte che esse non gestiscono come lartista. Ma restano attive e presenti nel loro lato oscuro. E da li agiscono nelle modalit che esso pu gestire. Come semi gettati in un terreno, daranno frutti quando ce ne saranno le occasioni. Cos la Natura evolve s stessa attraverso dei Jolly sociali creativi.

Giocare nel circo della vita...

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TERZA SERATA

- Terzo incontro: La consapevolezza e il Potere creativo. Argomenti:

Infinito o assoluto? Il potere delle immagini. Costruire consapevolmente immagini. Il potere del Totem. Totem di tutti i giorni chiamati con altri nomi. Il dialogo col lato oscuro vivere col 100% di noi stessi...o quasi. Anche la Paura fa parte di noi...ma pu solo fare...paura. Vedere e sentire s stessi al di fuori de s. Rappresentare s stessi per immagini. E' il destino degli artisti. Essere artista diritto di tutti. ( con cenni al Corso Pratico di Pittura ) Gian Berra, novembre 2005 Lartista raccoglie sensazioni, impressioni, visioni, concetti altro ancora dal suo interiore allargato alla totalit del proprio essere. Raccoglie, cataloga, confronta ogni elemento e lo confronta con tutto ci che nella vita reale colpisce la sua attenzione. Gioca con ogni elemento, lo osserva da ogni punto di vista possibile. E crea una cosa nuova. Una sintesi di ci che in totale ha raccolto. In questa sintesi egli rappresenta una identit nuova, fatta di mille cose che la hanno fatta nascere. Lazione artistica non fine a s stessa. Essa deve essere espressa al di fuori di s: osservata dal suo autore, rimirata, giudicata e posta al suo posto. In attesa della prossima creazione. E li osservata anche dalle altre coscienze cui viene a contatto. Sono creazioni relative al sentire di chi le ha create. Ma dato che provengono da un sentire comune a tutte le coscienze, esse comunicano anche con esse. Nulla assoluto per un artista. Egli vive delle sue percezioni, ed conscio che mutano di continuo e in ci la sua ricchezza e il suo ruolo naturale. Solo lartista inconsapevole del suo potere ritiene se stesso a le sue creature assolute. Capita che lartista si metta in ginocchio di fronte a s stesso. Lo fa per paura; la paura di incontrare i propri limiti. E riconoscerli. E lartista che in fondo non conosce abbastanza s stesso: inconsapevole della sua ricchezza. Ma comunque le sue opere sono in ogni caso efficaci. La Natura non pone limiti allespressione di un sentire. Non giudica. Vive.

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Che soddisfazione gustare s stessi... Essenziale per creare il fare. Una occasione gi sperimentata dai nostri progenitori e viva tuttora costruire immagini di ci che colpisce lattenzione: costruire immagini fisiche dei ci che solo pensiero. Rendere visibile un pensiero, un concetto, unidea. Costruire un Totem. Un Totem per ogni concetto che sentiamo o pensiamo ma non vediamo. La trasformazione di una cosa invisibile (nascosta) in una cosa visibile la rende gestibile da tutti i nostri sensi. E in nostro potere. Per questa ragione LIdolatria vista tanto pericolosa dalle religioni che vivono solo di concetti pensati e gi preconfezionati ( perci assoluti e non gestibili in modo creativo dalla coscienza ). E un processo naturale, proprio di varie identit anche del mondo animale. Lidolatria, il costruire immagini dei concetti pensati e lentrare in relazione con essi un fare di consapevolezza. Un potere dimenticato che allarga la coscienza. In altri scritti ho descritto come ho costruito con materiali poveri e occasionali vari Totem. Quelli che al momento ritenevo importanti per me. A loro ho dato dei nomi e mi sono messo in relazione con essi come dei vecchi amici con cui dialogare. Anche i miei quadri sono Totem. Pezzi di consapevolezza che diventano oggetti. Ognuno con una propria identit. Un musicista crea musiche, uno scrittore romanzi e poesie, un attore situazioni ecc 12

Ognuno lancia al di fuori di s il suo sentire e fa vedere a s stesso e agli altri. Con questa condivisione le coscienze si confrontano a vicenda. Si modificano e si evolvono. Gli artisti rimescolano ogni volta le carte in tavola. Ogni volta un gioco nuovo. Rendono visibile il lato oscuro, e cos meglio gestibile. Tale Potere di tutti, nessuno escluso. Lartista lo ha per nascita un poco pi accentuato degli altri; ma solo un po. Come un Jolly, un pagliaccio, un clown egli lo mette in gioco divertendosi parecchio. E la Natura ride. Gian Berra.

Gian Berra hippie nel 1972

La foto ritrae Gian Berra nel 1972-73. Gian era un giovane che dopo una breve esperienza universitaria aveva abbracciato con ardore gli ultimi fuochi dellepoca hippies Ma la provincia veneta era distante dalle passioni di libert della fine degli anni sessanta: il Veneto non la California e nemmeno Parigi. Ma Gian Berra non si rende ancora conto che vive in una realt addormentata da secoli e svuotata da ogni entusiasmo. Chi il ladro che ha rubato la vitalit al popolo in cui si trova a vivere? Perch la gente sembra cieca alla natura che ogni giorno le alimenta la vita? Sono domande ingenue e terribili. Loro non possono avere una risposta per un artista che sta per scoprire di esserlo: Gian non ne potr fare a meno di porsi queste domande. Gian Berra gi dipinge e si dedica alla scultura, ma non lo considera ancora un lavoro. Per questo tenta alcune fughe allestero. Prima parte con il cugino Renzo per la Svizzera e si ferma per un po a Shaffausen e a Tayngen. Poi con lamico Giannetti se ne va in Germania e visita Braunsweig e Hannover. 13

Comincia a vedere altri orizzonti e gente diversa. Quando ritorna un poco deluso a casa si accorge che anche in Italia i tempi sono cambiati. Il 68 finito e la realt rimasta quella di prima. Sembra che una occasione sia stata sprecata specialmente dai giovani. A Gian Berra rimane solo la sua moto, il suo giubbotto alla Che Guevara e tanti sogni cos lontani da quella provincia senza speranze. Gian apre il suo primo studio d'arte a Valdobbiadene nel 1973. Questo sar solo il primo tentativo di mettersi in mostra con i suoi dipinti e fare le prime esposizioni di quadri in provincia di Treviso nella regione di Venezia. La realt dellarte che lui trova deprimente. La provincia ha poco altro a cui pensare oltre al calcio e alle discussioni politiche.Nel 1977 avviene la svolta: lascia Valdobbiadene per Covolo di Piave. Non un gran salto, ma almeno fuori da un paese che ha deciso di ammirare solo s stesso. Nellinverno del 1977 fa la sua prima mostra a Treviso presso la galleria Lo scrigno di Val, in Piazza del grano. E un grande successo che dona a Gian Berra le prime soddisfazioni concrete. Gian organizza nel 1978 una mostra presso la galleria Brotto a Cornuda . E un successo. Inizia da questo anno la stagione pi avventurosa di Gian Berra. Conosce nel 1978 Vincenzo Martinazzo, un collezionista con il cuore gonfio di una autentica passione per lArte. Lo chiamano tutti Ciccio e lui accoglie Gian Berra nella sua galleria di Montebelluna. Negli anni seguenti Gian Berra organizza parecchie mostre tra cui rammento quelle nella sala di Ca de Ricchi a Treviso nel 1979 e nel 1980. E in quellanno che Gian mette su famiglia e decide di fare un altro grande salto. Nel 1981 lui apre uno studio a Trento, in piazza S. Maria Maggiore. Non sar solo uno studio, ma anche un posto dove incontrarsi con artisti amici. Gian Berra inviter lamico pittore Donadel Bruno di Pieve di Soligo (TV) nellautunno del 1981. Ma la famiglia di Gian cresce e lui ritorna a casa nel 1982. Passa qualche anno di pausa e nel 1990 lui fonda lassociazione culturale la Criola. Questo un altro tentativo da artista per scuotere lambiente assonnato e deprimente di un paesaggio veneto senza speranze. Gian Berra raccoglie con infinita pazienza attorno a s ogni artista dei dintorni. Gian organizza mostre, incontri, manifestazioni e cene di poeti con gli incontri di "Poesia New Age". Poi nel 1993 inaugura il corso pratico di pittura. Questa forse liniziativa che avr pi successo: durer sino 2005 quasi ininterrottamente, con due corsi allanno. Vi partecipano pi di 800 allievi, molti dei quali diventeranno bravi pittori.Negli anni 80 Gian Berra organizza esposizioni delle sue opere nelle maggiori citt italiane e in Germania a Dusseldorf, Monaco, Wurzburg. Nel 1998 si specializza in Psicosintesi terapeutica ed inizia l'indagine intima sul potere dei simboli e delle immagini. Indaga la potenza nascosta delle immagini e il loro effetto occulto sull'inconscio collettivo. Le immagini hanno un loro potere che pu essere gestito da una coscienza consapevole. Organizza alcune conferenze sul tema della "Paura" spiegata come fantasma-immagine. Nel 2001 espone per la prima volta in una mostra di sue opere, cinque totem che lui ha costruito con le sue mani. Totem senza tab il titolo di quella esposizione e Gian inizia a scrivere i famosi Saggi selvaggi che ora possibile trovare in intenet. Lui la chiama Psicologia Sciamanica. Nel 2002 scrive il libro " Psicologia Sciamanica", una raccolta di scritti dedicati a tale tema. 14

Nel 2006 esce in stampa il suo primo romanzo Wasere, cuore di drago dedicato all'anima ferita di Segusino, il suo paese di nascita e il libro di poesie e racconti Caos barocco. Sono reperibili su Lulu.com. Nel 2008 inizia la ricerca sullo "Sciamanesimo della sala d'aspetto" come funzione necessaria in un periodo storico come il nostro in cui gli "assoluti" tradizionali tramontano annegati nella globalizzazione. Finalmente tornato un Caos salutare? Gian Berra frequenta le periferie di ogni citt o piccolo paese e scopre prospettive vitali che dormono da secoli. Che sia giunta l'ora di richiamarle?

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