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Lezione 5
(Capitolo 8, Appunti, pag. 354-355)
Oligopolio
• Poche imprese, non così piccole da implicare
che le loro decisioni non abbiano un
significativo impatto sulle rivali.
• Esempi: Coca Cola vs Pepsi, Tim vs Vodafone.
• Situazione intermedia tra concorrenza perfetta
e monopolio.
• L’oligopolio si caratterizza per l’interdipendenza
strategica tra le imprese.
2
Interdipendenza strategica tra le imprese
• le azioni di un’impresa (Tim) influenzano i
profitti dell’altra impresa (Vodafone) che a sua
volta reagirà di conseguenza;
• quando Tim prende una decisione (es. offerta
per nuovi clienti provenienti da Vodafone)
dovrà tener conto della possibile contromossa
di Vodafone (offerta per nuovi clienti
provenienti da Tim?)
3
Modello di Bertrand (1883)
PREMESSA
• La decisione strategica più importante per
un’impresa è la scelta del prezzo.
– le vendite dipendono dal prezzo
– se il numero di imprese è basso (oligopolio), la
curva di domanda a cui si trova di fronte ciascuna
impresa dipende anche dal prezzo fissato dai
concorrenti (interdipendenza strategica).
4
Assunzioni del modello
• Due imprese (duopolio): 1 e 2
• Funzione di costo identica Ci(qi) = cqi con i=1,2
• Per cui stesso costo marginale (MC) costante e
stesso costo medio (AC) costante pari a c
• Prodotto omogeneo => i prodotti di 1 e 2 sono
perfetti sostituti
• Le imprese non hanno vincoli di capacità:
possono soddisfare tutto la domanda di mercato
• Consumatori informati: sanno che i prodotti sono
omogenei e quale impresa applica il prezzo più
basso. 5
Conseguenza
Tutta la domanda (domanda di mercato) si
rivolge all’impresa che applica il prezzo più
basso
6
Curve di domanda
Domanda di mercato: D(p)
Domanda per il prodotto dell’impresa 1: D1(p1, p2)
0 se p1 > p2
D1(p1, p2) = D(p1)/2 se p1 = p2
D(p1) se p1 < p2
7
Graficamente
• D1(p1, p2) è la generica domanda per il prodotto di
dell’impresa 1, che dipende da p1 e p2
• Per un dato valore di p2 pari a p2, D1(p1, p2) diventa
D1(p1, p2)
p1
D(p): domanda di mercato
p2
D1(p1, p2)
q1
D(p2)/2 D(p2) 8
Gioco di Bertrand
• Supponiamo che le imprese scelgano
simultaneamente i loro prezzi.
• La situazione descritta è quella di un gioco di
strategia, in cui le decisioni di ciascuna impresa
dipendono dalle congetture sul prezzo della rivale.
• Le funzioni di payoff rilevanti sono date dal valore
dei profitti.
• Ad esempio, la funzione di profitto dell’impresa 1 è:
π1(p1, p2) = p1 D1(p1, p2) – C1(D1(p1, p2))
= (p1 - c)D1(p1, p2)
9
Domanda di controllo:
esempio numerico del gioco di Betrand
10
Risposta
• Le strategie che hanno a disposizione
entrambi i giocatori sono tre: p=3, p=4 e p=5
11
Calcoliamo i payoff per il giocatore 1 nei
vari casi, tenendo presente che:
• π1(p1, p2) = (p1 - c)D1(p1, p2) = (p1 - 2)q1
• q1 = 0, e quindi π1 = 0, se p1 > p2
• Se p1 = 3 e p2 = 3:
• il profitto totale di mercato calcolato al punto
precedente è diviso a metà tra le due imprese.
• π1 = π2 = 7/2 =3.5
• Se p1 = 4 e p2 = 5:
• q2 = 0 e q1 = Q
• π1 = (4 - 2)(10 – 4) = 12 e π2 = 0 13
• Se p1 = 4 e p2 = 4:
• il profitto totale di mercato calcolato al punto
precedente pari a 12 è diviso a metà tra le due imprese
• π1 = π2 = 12/2 =6
• Se p1 = 5 e p2 = 5:
• il profitto totale di mercato = π1 + π2 = (5-2)(10-5)=15
• Diviso equamente tra le due imprese, π1 = π2 = 15/2=7.5
17
Caso continuo
• Le imprese possono fissare qualsiasi livello di
p≥0
• La risposta ottima di una qualsiasi impresa i
pi*(pj) fornisce il prezzo ottimale di i per
qualsiasi livello di prezzo dell’impresa rivale j:
– se pj > pm => pi*(pj) = pm, i fissa il prezzo di
monopolio pm
– se c < pj ≤ pm => pi*(pj) = pj - ε, i prezza “appena
meno” del rivale
– se pj ≤ c => pi*(pj) = c, il profitto è nullo
18
Grafico della risposta ottima o curva di
reazione dell’impresa 1
p1
45°
pM p1*(p2)
Risposta ottima o
“curva di reazione”
dell’impresa 1
MC = c
p2
MC = c pM
19
Domanda di controllo
• Disegnate il grafico della risposta ottima o
curva di reazione dell’impresa 2.
• Suggerimento: il grafico deve risultarvi
simmetrico rispetto a quello dell’impresa 1.
20
Grafico della risposta ottima o curva di
reazione dell’impresa 2
p2*(p1) Risposta ottima o “curva di
p1 reazione” dell’impresa 2
45°
pM
MC = c
p2
MC = c pM
21
Equilibrio di Bertrand
• L’equilibrio di Nash (NE) del gioco di Bertrand
è una coppia di prezzi (p1, p2), detta Equilibrio
di Bertrand, tale che nessuna impresa abbia
l’incentivo a deviare.
• Ciò richiede che si verifichi:
p1 = p1*(p2) e p2 = p2*(p1),
pM p1*(p2)
Risposta ottima o
“curva di reazione”
dell’impresa 1
MC = c
B
p2
MC = c pM
23
La coppia di prezzi (p1B = c, p2B = c) è
l’unico equilibrio di Bertrand
• L’aspetto cruciale è l’incentivo a ribassare il prezzo
della concorrente.
25
Paradosso di Bertrand
Appena il mercato passa da una sola impresa
(monopolio) a due imprese il prezzo di equilibrio
risulta (come in concorrenza perfetta) uguale al
costo marginale, e quindi i profitti sono nulli.
30
L’equilibrio di Bertrand asimmetrico si trova nel punto B’
p1 p2*(p1)
45°
p2M
p1M p1*(p2)
MC2 = c2
p1N’= c2 - ε B’
MC1 = c1
p2
c1 MC2 = c2 p1M p2M
31
• L’equilibrio asimmetrico illustrato nel grafico
precedente è un equilibrio di Nash,
NE: (p1B = c2 - ε, p2B = c2)
33
Domanda di controllo
Assumete ora che l’impresa 2 sia più efficiente
dell’impresa 1, cioè che c2 < c1, e trovare il
nuovo equilibrio.
34
Risposta
• MC1(q1) = c1 > c2 = MC2(q2) => p1M > p2M
p1
p2*(p1)
45°
p1m p1*(p2)
p2m
c2
p1m p2
c2 c1 p2m
35
p2N’’= c1 - ε
• L’equilibrio asimmetrico sopra descritto è un
equilibrio di Nash: NE: (p1B’’ = c1, p2B’’ = c1 - ε )
• L’impresa 2, più efficiente, spiazza l’impresa 1,
ribassando il costo marginale della concorrente e
ottenendo il seguente profitto:
π2B’’ = (c1 - ε - c2) D(c1 - ε) ≈ (c1 - c2) D(c1)
• L’impresa 1, meno efficiente, pratica un prezzo
marginalmente superiore alla concorrente, non
vende pertanto nulla e ottiene un profitto nullo.
• L’equilibrio descritto è valido se c1 ≤ p2M
• Se invece fosse c1 > p2m, allora l’equilibrio sarebbe:
(p1B’’= c1, p2B’’= p2M), con π2B’’= π2M e π1B’’= 0. 36
Spiegazioni al paradosso di Bertrand:
(4) vincoli di capacità
• Una impresa è vincolata nella capacità produttiva,
cioè può vendere al massimo k. Quindi per i = 1, 2
deve valere qi ≤ ki
• Supponiamo che l’impresa 1 sia vincolata nella
capacità produttiva, p2 > p1 e D(p1) > k1
• L’impresa 1 vende q1 = k1, si noti che vorrebbe
vendere di più, più precisamente D(p1), ma non può
perché la sua capacità produttiva è vincolata.
• L’impresa 2 vende q2 = D(p2) - k1 in caso di domanda
residuale positiva, oppure q2 = 0 se D(p2) - k1 < 0
37
• Estendiamo l’esempio precedente al caso più
realistico in cui entrambe le imprese siano
vincolate nella capacità produttiva con k1 < k2,
cioè l’impresa 2 ha più capacità produttiva
dell’impresa 1.
• Domanda di mercato: D(p)
• Domanda inversa di mercato: P(Q), dove
Q = q1+q2
• P(k1+k2): prezzo tale per cui la quantità
domandata totale Q eguagli la capacità
produttiva aggregata k1+k2, cioè Q = k1+k2
38
Vincolo Vincolo capacità
p capacità produttiva
produttiva impresa 2
impresa 1
Capacità produttiva industria
p(k1 + k2)
D=P(Q)
0 k1 k2 k2 + k1 q1, q2
39
k2 k1
P(k1+k2) è un prezzo di equilibrio?
• Se l’impresa 1 fissasse il prezzo p1 = P(k1+k2),
l’impresa 2 otterrebbe un profitto più alto
qualora scegliesse p2≠ P(k1+k2)?
40
Se p2 < P(k1+k2)
• L’impresa 2 otterrebbe tutto il mercato, ma la
sua capacità produttiva è esaurita a k2.
• Non potrebbe soddisfare tutta la domanda.
• Venderebbe la stessa quantità k2 a un prezzo
inferiore => ↓π.
41
Se p2 > P(k1+k2)
• Alcuni consumatori comprano k1 dall’impresa
1 pagando p1 = P(k1+k2), residua una
domanda per l’impresa 2: d2 = D(p2) - k1 che
dipende dal prezzo che applica l’impresa 2.
• Si ricordi che se p2 = P(k1+k2), q2= k2
• Per cui con p2 > P(k1+k2), q2< k2
• L’impresa 2 è come se fosse monopolista
perché l’impresa 1 ha già venduto tutto quello
che poteva vendere.
42
Vincolo Vincolo capacità
p capacità produttiva
produttiva impresa 2
impresa 1
Capacità produttiva industria
k1
p(k1 + k2)
D
MR2 d2
44
Considerazione su q2 = k2
• Semmai l’impresa 2 vorrebbe vendere di più di
q2 = k2, anche ad un prezzo inferiore.
• In particolare vorrebbe vendere q2’ poiché in
quel punto MR=MC (avendo assunto MC=0
per semplicità) e quindi max π.
• Tuttavia non può produrre q2’ perché la sua
capacità produttiva è vincolata a k2 < q2’.
• Quindi q2 = k2 è il meglio che l’impresa 2 può
fare, dato il suo vincolo alla capacità
produttiva.
45
Conclusione
• Se l’impresa 2 è soggetta vincoli alla capacità
produttiva e p1=P(k1+k2), allora per l’impresa 2 è
ottimale rispondere con p2=P(k1+k2).
• Lo stesso discorso può essere applicato all’impresa
1, cioè se l’impresa 1 è soggetta vincoli alla
capacità produttiva e p2=P(k1+k2), allora per
l’impresa 1 è ottimale rispondere con p1= P(k1+k2).
• Avendo assunto MC=0 e poiché P(k1+k2)>0,
abbiamo dimostrato che se la capacità totale
dell’industria è inferiore rispetto alla domanda di
mercato, allora i prezzi di equilibrio sono superiori
al costo marginale. 46
• NB il risultato con vincoli di capacità si
applicherebbe anche al caso in cui le quantità di
prodotto da vendere, se non troppo elevate,
venissero realizzate prima della determinazione
dei prezzi.
48
• Assumendo omogeneità del prodotto, nel
modello di Cournot le (due) imprese scelgono
simultaneamente le loro quantità invece che i
prezzi, nell’ipotesi che il prezzo sarà quello che
permette al mercato di assorbirle, cioè:
p = P(q1 + q2).
• L’interazione tra le due imprese può essere
modellizzata attraverso un gioco in cui ciascuna
impresa decide la quantità ottima q* da
produrre.
49
• Per risolvere il gioco, si consideri la funzione di
risposta ottima o curva di reazione dell’impresa i,
qi*(qj) con i=1, 2.
• Se l’impresa i si aspetta la produzione della quantità qj
da parte del suo concorrente j, il comportamento
ottimale di i è quello di un monopolista che abbia
come curva di domanda la domanda residuale data da
Pi(qi) = P(qi + qj) = P(Q)
• Attenzione alla notazione:
• Pi(qi) è la domanda residuale di i, indentificata dal pedice i
dopo P. Quindi Pi(qi) è il prezzo praticato dall’impresa i
quando questa produce qi.
• P(Q) = P(qi + qj) rappresenta la domanda di mercato, cioè il
prezzo che si determina quando sul mercato viene prodotta
la quantità Q = qi + qj.
50
• Per cui per l’impresa i il ricavo totale R, che è dato
dal prezzo per la quantità, può essere visto come
Ri = Pi(qi)qi = P (Q)qi
• Il primo termine Pi(qi)qi è ottenuto utilizzando la
domanda residuale di i.
• Il secondo termine P (Q)qi è ottenuto utilizzando la
domanda di mercato.
• Il corrispondente ricavo marginale è pari a
MRi(qi) = Pi’(qi)qi + Pi(qi) = P’(Q)qi + P(Q).
• Assumendo per semplicità che il costo marginale
sia costante e pari a MC(qi) = c
• Come un qualsiasi monopolista, l’impresa i
sceglierà qi* in modo che MRi(qi*) = MC(qi*) 51
Precisazione
• qi*(qj) dipende da quanto i pensa che verrà
prodotto da j, cioè qi* è funzione di qj. Per questo
motivo scriviamo qi*(qj)
• Per ogni valore di qj esiste un solo valore qi
ottimale, qi* appunto.
• Per questo motivo, dovremmo scrivere l’ultimo
bullet point della slide precedente come:
Come un qualsiasi monopolista, l’impresa i sceglierà qi*(qj) in
modo che MRi(qi*(qj)) = MC(qi*(qj))
55
Risposta
La risposta ottima di i a qj = qpc è qi* = 0, in cui MR=c
56
Se qj cresce, si riduce la curva di
domanda residuale di i
• La funzione qi*(qj) è decrescente, compresa tra
un valore massimo pari alla quantità di
monopolio e un valore minimo nullo.
• Questa congettura risulta confermata nel caso in
cui anche la domanda risulti lineare.
• Tuttavia, se la domanda non fosse concava e la
funzione di costo non fosse convessa, questo
risultato non sarebbe garantito.
• Per tutta la lezione considereremo il caso di
domanda lineare. 57
Domanda lineare
P(Q) = a – bQ, con a, b > 0 e a > c = MC
p
D: P(Q) = a – bQ
b
0 a/b Q
58
• Il profitto dell’impresa i è dato dai ricavi – costi:
πi(qi, qj) = Ri(qi,qj) – C(qi) = P(qi + qj)qi – cqi
61
Domande di controllo
1. Perché qm = (a – c)/(2b) ?
2. Perché pm = (a + c)/2
3. Perché qpc = (a – c)/b ?
62
Risposta alla 1. e 2.
• In monopolio qi = qm = Q.
• Dalla FOC: MR = MC
• R = P(Q)*Q = (a – bQ)Q => MR = a – 2bQ
• MC = c
• MR =MR => a –2bQ=c
• e quindi qm = (a – c)/(2b)
• Inserendo qm = (a – c)/(2b) nella curva di
domanda pm = P(qm) = (a – bqm)
• da cui pm = (a + c)/2
63
Risposta alla 3.
• In concorrenza perfetta P = MC
• P(Q)= (a-bQ)
• MC = c
• e quindi a - bqpc = c
• da cui qpc = (a – c)/b
64
Corollario importante
• qpc = (a – c)/b
• qm = (a – c)/(2b) =(1/2)*[(a – c)/b]
• e quindi qm = qpc/2
• Questa informazione ci verrà utile per
disegnare la curva di reazione dell’impresa
65
qi*(qj) è la curva di reazione di i
qi
qi*(qj) = (a – c)/(2b) – qj/2
qi*(qj) = 0 se qj ≥ qcp
tg(α) = ½
qm
qi*(qj)
α qj
0 qpc
66
Domanda di controllo
• Derivate la curva di reazione di j sia
algebricamente che matematicamente
67
Risposta
qj*(qi) è la curva di reazione di j
qi
qj*(qi) = (a – c)/(2b) – qi/2
qpc qj*(qi) = 0 se qi ≥ qcp
α tg(α) = ½
qj*(qi)
La curva di reazione di j è
simmetrica rispetto alla curva di
reazione di i in quanto le imprese
sono simmetriche
0 qm qj
68
Equilibrio di Cournot
• L’equilibrio di Cournot è una situazione in cui le
imprese scelgono il livello di output ottimale
date le proprie congetture sul comportamento
dell’altra impresa e queste congetture sono
corrette.
• Formalmente è costituito da una coppia di
quantità (qi, qj) tali che:
qi = qi*(qj) e qj = qj*(qi)
• Come nel caso del modello di Bertrand,
l’equilibrio di Nash del gioco di Cournot può
essere localizzato come intersezione delle curve
di reazione. 69
Soluzione grafica: C è l’equilibrio di
q
Nash del gioco di Cournot
i
qpc
α 45°
qj*(qi)
qm tg(α) = 1/2
qi N C
qi*(qj)
α
qj
0 qj N qm qpc
70
Domanda di controllo
qi
• Perché nel grafico a sinistra
il punto F, in cui qi=qiF e
qj=qjF, non può essere un
qj*(qi)
equilibrio di Cournot?
qi F F H
qi G G
qi*(qj)
qj
0 qj F qj H
71
Risposta
• In F l’impresa i produce qiF e l’impresa j produce qjF
• Se l’impresa i producesse qiF (punto F), è ottimale per
l’impresa j rispondere producendo qiH (punto H sulla
curva di reazione dell’impresa 2).
• Se l’impresa j producesse qjF (punto F), è ottimale per
l’impresa i rispondere producendo qiG (punto G sulla
curva di reazione dell’impresa i).
=>
Quindi, F non può essere un equilibrio di Cournot in
quanto le curve di reazione delle due imprese in F non
si incontrano.
72
Soluzione analitica
Risolvendo il sistema dalle due curve di reazione:
qi*(qj) = (a – c)/(2b) – qj/2
qj*(qi) = (a – c)/(2b) – qi/2
si ottiene:
• qiC = qjC = (a – c)/(3b)
• poiché qm = (a – c)/(2b), qiC = qjC = 2qm/3
• QC = qiC + qjC = 2(a – c)/(3b) = 4qm/3
• pC = P(QC) = (a + 2c)/3
e quindi:
• qpc > QC > qm e pm > pC > ppc = c
• Wpc > WC > Wm dove W è il welfare o surplus totale 73
Graficamente: qpc > QC > qm
qi
qpc qi+qj=qpc
α 45°
qm qj*(qi) tg(α) = ½
qi N C tg(σ ) = 1
qi*(qj)
qi+qj=qm
σ σ α
qj
0 qj N qm qpc
74
Estensioni del duopolio di Cournot
Il modello duopolistico di Cournot si estende al
caso di imprese con costi marginali diversi così
come quando sono presenti più di due imprese.
75
Oligopolio à la Cournot con n ≥ 2
imprese (simmetriche)
• Quello che conta per ciascuna impresa è la
quantità prodotta complessivamente dalle altre
imprese, che sono (n - 1).
• Indicando con q-i la quantità prodotta dalle
imprese diverse da i, il profitto dell’impresa i è
dato da:
πi(qi, q-i) = P(qi + q-i)qi – C(qi),
dove q-i = Σj≠iqj e qi + q-i = Σjqj = Q
• Ne segue che è possibile derivare una curva di
reazione per l’impresa oligopolista i, qi*(q-i), del
tutto analoga a quella di un duopolista. 76
Soluzione analitica con n imprese
• Domanda lineare P(Q)=a-bQ e funz. costo C(q)=cq
• πi(qi, q-i) = (a - bQ)qi – cqi
• πi(qi, q-i) = [a - b(q1 + q2 + qi +… + qn)]qi - cqi
• FOC: ∂πi/∂qi = -bqi + a – bQ – c = 0
• In equilibrio simmetrico: q1=q2=…=qn=q e Q=nq
• -bq + a –bnq – c = 0 da cui:
q*= (a - c)/(n+1)b
• Sostituendo Q=nq* nella domanda P(Q) = a – bQ, si
ottiene:
p*= (a + nc)/(n+1)
• Se n=2 si ottiene la soluzione di duopolio
• Se n→∞ allora p→c, cioè p≈MC, e quindi si tende
all’equilibrio di concorrenza perfetta. 77
Interpretazione dinamica
dell’equilibrio di Cournot
• Riconsideriamo il grafico delle curve di reazione nel caso
lineare, e supponiamo il seguente processo pseudo
dinamico:
• al tempo 0 l’impresa 2 sceglie un certo livello di produzione
per la propria impresa, q20
• al tempo 1 l’impresa 1 sceglie il proprio livello ottimale di
produzione dato quello scelto al tempo 0 dal suo
concorrente, q11
• al tempo 2 l’impresa 2 sceglie il proprio livello ottimale di
produzione dato quello scelto al tempo 1 dal concorrente, q22
• ...
• Fino a che si converge all’equilibrio.
NB l’equilibrio si raggiunge indipendentemente dalle condizioni
inziali, cioè per qualsiasi q2 oppure se partissimo dall’impresa
78 1.
Rappresentazione grafica
qi Gli apici di ciascuna quantità segnata
sugli assi denotano il tempo.
qj*(qi)
qi C
qi 5 C
qi 3 qi*(qj)
qi 1
qj
0 qj 4 qj 2 qj 0 79
Domanda di controllo
• Provate a scegliere un punto qi0 > qiC e
rappresentate graficamente la dinamica di
aggiustamento.
80
Risposta
qi
Gli apici di ciascuna quantità segnata
sugli assi denotano il tempo.
qj*(qi)
qi 0
qi 2
C
qi 4 qi*(qj)
qi C
qj
0 qj 1 qj 3 81
Bertrand vs Cournot
• Due modelli con ipotesi simili.
• Conclusioni diverse:
– Bertrand: pB = c e QB = qpc
– Cournot: pC > c e qm < QC < qpc
• Quale dei due modelli è più realistico?
• Le imprese solitamente scelgono sia i prezzi che la
capacità produttiva.
• La scelta del modello più appropriato (Bertrand o
Cournot) dipende dall’ordine temporale delle scelte.
• Gioco a due stadi:
– la variabile di lungo periodo è scelta al primo stadio
– la variabile di breve periodo è scelta al secondo stadio
– la decisone di breve è condizionata dalla decisione di lungo
82
• Se le scelte relative alla capacità produttiva sono più
difficili da modificare rispetto alle scelte relative ai
prezzi, la variabile di lungo periodo è la capacità
produttiva e la variabile di breve il prezzo.
• Le imprese scelgono prima la quantità e poi il prezzo
=> modello di Cournot.
• Es: industria del cemento, auto, acciaio.
85
Risposta: derivazione algebrica di
∂pC/∂c = 2/3
• Quantità di equilibrio del duopolio Cournot
con domanda lineare, imprese identiche e
costi marginali costanti: q1=q2=q=(a-c)/3b
• Per cui: Q =2q =2(a-c)/3b
• p=a-bQ = a –b[2(a-c)/3b] = (a +2c)/3
• Derivando il prezzo di equilibrio rispetto al
costo marginale: ∂p/∂c = 2/3
86
Risposta: derivazione algebrica di
∂p /∂c = 1/2
m
87
Problema della stima dell’equilibrio
oligopolistico
• Un problema è legato alla possibile non linearità
della domanda.
• Dalla relazione tra potere di mercato, mark-up ed
elasticità: p=c/(1+ 1/ε)
• ∂p/∂c = ε /(ε + 1)
• Per cui se ad esempio ε = -2, ∂p/∂c = 2, cioè il pass-
through rate è del 200%.
• In generale, il pass-through rate che si realizza
dipende dal tipo di competizione e dalla forma della
domanda.
• Un altro problema sorge dalla probabile non
osservabilità dei costi marginali. 88
Statica comparata e modelli oligopolistici
Statica comparata: confronto tra i valori di
equilibrio di un modello in corrispondenza di
differenti valori delle variabili esogene.
Esempi:
1. costo degli input e prezzo dell’output
2. fluttuazioni del tasso di cambio e quote di
mercato
3. innovazione e profitti
4. tassi di cambio e profitti
89
1. Costo degli input e prezzo dell’output
• Duopolio à la Cournot.
• Imprese simmetriche.
• Domanda lineare.
• Un aumento del costo marginale per
entrambe le imprese: MC1 = c’ > MC0 = c.
• Cosa succede al prezzo di equilibrio?
90
Esempio
• Alitalia e British Airways sulla rotta FCO-LHR.
• MC si compone di ½ costo del lavoro e ½ costo del
carburante.
• Aumento 80% costo del carburante causa
aumento prezzo del petrolio.
• Dato che il carburante determina metà del costo
marginale, un aumento del 80% del costo del
carburante determina un aumento di MC del 40%
(= 80% x ½) = 0.40
• c’ = c + (↑MC per carburante) = c + 0.40c = 1.4c
91
p
c’ MC1=c’=1.4c
MC
c MC0=c
P(q)
qi*’(qj) qi*(qj)
qj
0 qC’ qC qpc' qpc
93
• L’equilibrio si sposta lungo la retta a 45°.
• La produzione di ciascuna impresa (e quindi
l’output totale) diminuisce => il prezzo aumenta.
qi
qpc' 45°
qj*’(qi)
qm’ C
qC
C’
qC’
qi*’(qj)
qj
0 qC’ qC qm’ qpc' 94
2. Fluttuazioni del tasso di cambio e
quote di mercato
• Due imprese produttrici di microchip una in Europa (impresa
1) e una in USA (impresa 2).
• Microchip venduti solo in USA in U$.
• Situazione equivalente a due imprese americane, una
produce in USA e l’altra delocalizza la produzione all’estero.
• Imprese competono à la Cournot.
• Inizialmente il cambio è 1$ = 1€, le due imprese hanno 50%
del mercato.
• Svalutazione euro del 20% per cui 0.8$ = 1€
• Misurato in $, ↓MC impresa europea => curva reazione
impresa europea si sposta verso alto (caso diametralmente
opposto all’esempio precedente ‘Costo degli input e prezzo
dell’output’).
• Curva reazione impresa USA non cambia perché non è
cambiato il MC in USA. 95
96
• Equilibrio pre-fluttuazione tasso di cambio C’.
• Nuovo punto di equilibrio in C’’.
• La produzione dell’impresa 1 (europea) è maggiore di
quella dell’impresa 2 (USA), q1C’’> q2C’’, perché
MC1<MC2.
• Poiché C’ giace al di sotto della diagonale
tratteggiata, che definisce tutti le combinazioni di q1 e
q2 tali per cui q1+q2=QC’’, significa che QC’’>QC’ e cioè
che la produzione totale è cresciuta.
• Lo stesso risultato si ottiene riconsiderando la
formula: QC = (2a - c1 - c2)/3b da cui si deduce che
l’ammontare complessivamente prodotto
nell’equilibrio di Cournot asimmetrico dipende dal
valore medio dei costi marginali.
• In questo caso, poiché ↓c1 allora ↑QC. 97
Domanda di controllo
Ricavare algebricamente:
• q1= (a – 2c1 + c2)/3b
• QC = (2a - c1 - c2)/3b
• p = (a + c1 + c2)/3b
***
Per la risposta vedi pag. 245-247 del libro di testo
98
Quota di mercato (Si)
• La quota di mercato dell’impresa 1 è data da:
S1 = q1/Q = q1/(q1+q2) = (a – 2c1 + c2)/(2a – c1 – c2)
108
Risposta
• q2=(a-2c2+c1)/3b
1 𝑎𝑎−2𝑐𝑐2 +𝑐𝑐1 2
• 𝜋𝜋2 = 𝑝𝑝𝑞𝑞2 − 𝑐𝑐2 𝑞𝑞2 =
𝑏𝑏 3
112
4. Tassi di cambio e profitti
• Impresa farmaceutica francese (domestica), c1=€2
• Impresa farmaceutica indiana (straniera), c2= ₹150 CIF*
• Domanda mercato francese Q = 400 - 50p
• La capacità produttiva può adattarsi facilmente alla
domanda => competizione à la Bertrand.
• Cambio inziale ₹50=€1 => ₹=€1/50 => c2=₹150=
€1/50) x 150 = €3
• Impresa francese fissa prezzo p1 = €3 = c2> c1 e quindi
q1=Q, p1=p
• π1 = pq1-c1q1=(p-c1)q1 = (3-2)(400-50x3) = €250
_______________
*Cost, Insurance and Freight: clausola contrattuale nelle compravendite internazionali in base
alla quale i costi di trasporto e i costi assicurativi sono a carico del venditore. 113
• Svalutazione della rupia indiana del 20% =>
₹50x1.20 = €1, cioè ₹60 = €1 => c2’=(€1/60)x150
= €2.5
• c2’> c1 e quindi l’impresa francese continua a
mantenere il monopolio in Francia, tuttavia ora è
costretta a fissare p1 = €2.5 per tenere fuori
l’impresa indiana dal mercato.
• π1 = pq1-c1q1=(p-c1)q1 = (2.5-2)(400-50x2.5) =
€137.5
• Riduzione del profitto per l’impresa francese:
%Δπ = (137.5-250)/250 = - 45%
114
Modello di Stackelberg
• Bene omogeneo, come nel modello base di
Cournot.
• Duopolio in cui l’impresa 1 fissa per prima q1 e
successivamente l’impresa 2 fissa q2, avendo
osservato la scelta di produzione compiuta
dall’impresa 1.
• Impresa 1 = (market) leader, impresa dominante
sul mercato (es. Microsoft); impresa 2 = follower.
115
Comportamento del leader
• L’impresa leader si muove per prima e l’impresa
follower segue passivamente, comportandosi come
Cournot.
• Il leader conosce l’intera domanda di mercato: q2 non è
dato, ma dipende da q1.
• Il leader ‘detta legge’: la curva di domanda del leader
dipende solo da q1, cioè dal comportamento del leader.
• Poiché il leader conosce la domanda di mercato, questi
conosce anche la modalità di risposta del follower al
proprio comportamento e sfrutta questa conoscenza a
proprio vantaggio, inducendo il follower a comportarsi
in modo che il profitto del leader sia massimizzato.
116
Soluzione analitica del modello di Stackelberg
• Domanda inversa di mercato p = a – bQ, dove
Q = q1 + q2.
• Costi marginali: c1 per l’impresa 1 e c2 per
l’impresa 2
• π2 = pq2 – C(q2) = [a – b(q1 + q2)]q2 – c2q2
• L’impresa 2 massimizza il suo profitto dato q1
• La FOC, cioè la derivata prima di π2 rispetto a q2, è
pari a: -bq2 + a – b(q1 + q2) – c2 = 0
• Da cui la funzione di reazione o best response di 2
∗ 𝑎𝑎−𝑐𝑐2 1
è: 𝑞𝑞2 (𝑞𝑞1 ) = − 𝑞𝑞1
2𝑏𝑏 2
• La funzione di reazione di 2 è la stessa del caso di
Cournot. 117
𝜋𝜋2 = 𝑎𝑎 − 𝑏𝑏(𝑞𝑞1 + 𝑞𝑞2 ) 𝑞𝑞2 −𝑐𝑐2 𝑞𝑞2 = 𝑎𝑎 −𝑐𝑐2 −𝑏𝑏(𝑞𝑞1 + 𝑞𝑞2 ) 𝑞𝑞2
𝑎𝑎−𝑐𝑐2 1 𝑎𝑎−𝑐𝑐2 1
π2∗ = 𝑎𝑎 − 𝑐𝑐2 − 𝑏𝑏𝑞𝑞1 − 𝑏𝑏 − 𝑞𝑞1 − 𝑞𝑞1 =
2𝑏𝑏 2 2𝑏𝑏 2
𝑎𝑎−𝑐𝑐2 1 𝑎𝑎−𝑐𝑐2 1
= 𝑎𝑎 − 𝑐𝑐2 − 𝑏𝑏𝑞𝑞1 − − 𝑏𝑏𝑞𝑞1 − 𝑞𝑞 =
2 2 2𝑏𝑏 2 1
𝑎𝑎−𝑐𝑐2 1 𝑎𝑎−𝑐𝑐2 1 𝑏𝑏
= − 𝑏𝑏𝑏𝑏1 − 𝑞𝑞 =
2 2 2𝑏𝑏 2 𝑏𝑏 1
1 1
= 𝑎𝑎 − 𝑐𝑐2 − 𝑏𝑏𝑏𝑏1 𝑎𝑎 − 𝑐𝑐2 − 𝑏𝑏𝑏𝑏1 =
2 2𝑏𝑏
1
π2∗ = 𝑎𝑎 − 𝑐𝑐2 − 𝑏𝑏𝑏𝑏1 2
4𝑏𝑏 118
• L’impresa 1 sa che l’impresa 2 massimizza il π2 dato q1
e anticipa il comportamento di 2 (cioè nella funzione
di profitto di 1, l’impresa 1 mette 𝑞𝑞2∗ al posto di 𝑞𝑞2 ):
• π1 = 𝑎𝑎 − 𝑏𝑏(𝑞𝑞1 + 𝑞𝑞2 ) 𝑞𝑞1 −𝑐𝑐1 𝑞𝑞1 =
= 𝑎𝑎 −𝑐𝑐1 −𝑏𝑏(𝑞𝑞1 + 𝑞𝑞2∗ (𝑞𝑞1 )) 𝑞𝑞1 =
𝑎𝑎 − 𝑐𝑐2 1
= 𝑎𝑎 −𝑐𝑐1 −𝑏𝑏 𝑞𝑞1 + − 𝑞𝑞1 𝑞𝑞1 =
2𝑏𝑏 2
1 𝑎𝑎 − 𝑐𝑐2
= 𝑎𝑎 −𝑐𝑐1 − 𝑏𝑏𝑏𝑏1 − 𝑞𝑞1 =
2 2𝑏𝑏
1 1 1
= 𝑎𝑎 + 𝑐𝑐2 − 𝑐𝑐1 − 𝑏𝑏𝑏𝑏1 𝑞𝑞1 =
2 2 2
1
= 𝑎𝑎 +𝑐𝑐2 − 2𝑐𝑐1 −𝑏𝑏𝑏𝑏1 𝑞𝑞1
2 119
𝜕𝜕π1
FOC: = 0, cioè −𝑏𝑏𝑏𝑏1 + 𝑎𝑎 +𝑐𝑐2 − 2𝑐𝑐1 −𝑏𝑏𝑏𝑏1 = 0
𝜕𝜕𝑞𝑞1
𝜕𝜕π1
SOC: = −𝑏𝑏 < 0
𝜕𝜕𝑞𝑞1 𝜕𝜕𝑞𝑞1
𝑎𝑎 +𝑐𝑐2 − 2𝑐𝑐1
∗
𝑞𝑞1 = = 𝑞𝑞1𝑆𝑆
2𝑏𝑏
da cui:
2
𝑆𝑆
𝑎𝑎 + 𝑐𝑐2 − 2𝑐𝑐 1
π1 =
8𝑏𝑏
Per l’impresa 2:
𝑆𝑆
𝑎𝑎 −3𝑐𝑐2 +2𝑐𝑐1
𝑞𝑞2 =
4𝑏𝑏
2
𝑆𝑆
𝑎𝑎 −3𝑐𝑐 2 +2𝑐𝑐1
π2 =
16𝑏𝑏 120
Anche se fosse c1 = c2 (come nel modello base di
Cournot), 𝑞𝑞1𝑆𝑆 > 𝑞𝑞2𝑆𝑆 e π1𝑆𝑆 > π2𝑆𝑆
121
Interpretazione grafica
del modello di Stackelberg
Premesse:
• Per questioni illustrative nei grafici seguenti
l’asse delle ascisse riporta la quantità del
leader (impresa 1) e l’asse delle ordinate
quella del follower.
• Isoprofitto: luogo di punti per cui il profitto è
costante.
122
In j’ e j’’ il profitto dell’impresa 1 è
minore rispetto al profitto in j:
• dato q2j prodotto dall’impresa 2, la
quantità ottima da produrre per
q2 l’impresa 1 è q1j che si trova sulla
curva di reazione dell’impresa 1.
Curva di reazione In j’’’ il profitto dell’impresa 1 è
di 1: q1*(q2) maggiore rispetto al profitto in j:
q2h j’’’’ • l’impresa 2 ha ridotto la produzione
da q2j a q2k,
j’ j j’’ • il prezzo di mercato è più alto,
q2j • a parità della quantità prodotta
dall’impresa 1 (q1j) significa ↑π1.
q2k
j’’’ In j’’’’ il profitto dell’impresa 1 è minore
rispetto al profitto in j:
• l’impresa 2 ha aumentato la
produzione da q2j a q2h,
• il prezzo di mercato è più basso,
q1 • a parità della quantità prodotta
0 q1 j q 1
m
dall’impresa 1 (q1j) significa ↓π1.123
• All’interno dell’area in
q2 giallo esisterà un luogo di
Curva di reazione punti per cui il profitto è
di 1: q1*(q2) pari a quello in j.
q2h j’’’’ • Al di sopra di tale luogo di
j’ j j’’ punti il profitto sarà
q2j minore di quello in j.
q2k • Al di sotto di tale luogo di
j’’’
punti il profitto sarà
maggiore di quello in j.
q1
0 q1j q1m 124
q2
• Area in rosso: profitto
Curva di reazione minore di quello in j.
di 1: q1*(q2)
• Area in arancione:
q2h j’’’’
profitto maggiore di
q2j
j’ j j’’ quello in j.
q2k • Curva in verde: profitto
j’’’ uguale a quello in j.
q1
0 q1j q1m 125
Isoprofitto:
• Ripetendo il
q2 ragionamento per altri
punti (cioè estendendo
l‘area in giallo iniziale),
Curva di reazione è possibile definire
di 1: q1*(q2) luogo di punti per cui il
q2h j’’’’ profitto è pari al
profitto in j.
j’ j j’’ • La curva tracciata in
q2j
verde, che prende il
q2k nome di isoprofitto,
j’’’ definisce il luogo di
punti per cui il profitto
è costante.
q1
0 q1j q1m 126
Mappa di isoprofitto
• Per ciascun punto sugli assi
q2 è possibile tracciare una
curva di isoprofitto
Curva di reazione definendo quindi una
di 1: q1*(q2) mappa di curve di
isoprofitto.
• NB: in m l’impresa 1 agisce
j come monopolista perché
q2j
produce la massima
q2k k quantità domandata dal
π1j mercato (e l’impresa 2
l π1k produce zero, q2m=0). La
q2l curva di isoprofitto si
π1l
riduce ad un punto.
q2m π1m
q1
0 q1j q1k q1l q1m 127
Si considerino i punti j, k, l, m:
• Man mano che ci
q2 spostiamo su una curva di
isoprofitto più alta, il
Curva di reazione profitto è più basso: π1j <
di 1: q1*(q2) π1k < π1l < π1m
• Nei punti j, k, l, m l’impresa
j 1 ottiene il miglior profitto
q2j possibile dati i livelli di
produzione dell’impresa 2,
q2k k (rispettivamente q2j, q2k,
π1j q2l, q2m) perché j, k, l, m
l π1k giacciono sulla curva di
q2l
π1l reazione dell’impresa 1.
q2m π1m
q1
0 q1j q1k q1l q1m 128
Comportamento aggressivo del leader
Il leader (impresa 1) produce la sua quantità ottima compatibile con la curva
di reazione del follower (impresa 2).
q2 • Il leader sceglie la quantità nel punto
S in cui la curva di isoprofitto π1s è
tangente alla curva di reazione del
Curva di reazione follower.
di 1: q1*(q2) • π1j < π1k < π1s < π1l < π1m , cioè π1s è la
curva di isoprofitto con il profitto più
alto possibile compatibilmente con il
fatto che la curva di isoprofitto
incontri la curva di reazione di del
j follower (π1l o π1m sono preferibili a
q2j π1s perché offrirebbero un profitto
maggiore al leader, ma non possono
q2k k essere un equilibrio perché non
incontrano mai la curva di reazione
π1j
del follower).
q2s z s πk • S è ottimale anche per il follower
q2l l 1
q *(q ) poiché si trova sulla sua curva di
π1 s 2 1 reazione e quindi il follower non ha
πl alcun incentivo a spostarsi.
1
q2m π1m q1
0 q1j q1k q1lq1s q1m 129
Domanda di controllo
q2 • Tracciare la curva di
isoprofitto per l’impresa
Curva di reazione
di 1: q1*(q2)
1 nel caso di Cournot.
• Il profitto per l’impresa 1
è maggiore o inferiore al
j caso di Stackelberg?
q2j
q2k k
π1j
q2s s
l π1k
q2l π1s q2*(q1)
π1
l
q2m π1
m
q1
0 q1j q1k q1lq1s q1m 130
Risposta
q2 • La curva di isoprofitto per
l’impresa 1 nel caso di
Curva di reazione Cournot π1c è quella che
di 1: q1*(q2) passa nell’incrocio delle
curve di reazione (punto C).
• Il profitto per l’impresa 1 nel
caso di Cournot è inferiore al
caso di Stackelberg.
q2c c π1j
q2s sπ c
1 π1k
π1s q2*(q1)
π1
l
q2m π1 m
q1
0 q1c q1s q1m 131
Stackelberg e Cournot a confronto
Rispetto a Cournot, nell’equilibrio di Stackelberg:
• Il leader produce una quantità maggiore, q1s > q1c
• Il follower una quantità minore, q2s < q2c
• La quantità complessiva è maggiore,
q1s + q2s > q1c + q1c
• Il prezzo di mercato è più basso.
132
• Se l’impresa 1 si
comportasse alla
q2 Cournot, a fronte di q2s
l’impresa 1 dovrebbe
Curva di reazione rispondere con q1z,
di 1: q1*(q2) innescando
l’aggiustamento alla
Cournot fino a che il
j mercato raggiungerebbe
q2j
l’equilibrio (di Cournot) in
q2k k C.
C π1j • In Stackelberg l’impresa 1
q2s z s
l π 1
k
è market leader e sfrutta
q2l π1s q2*(q1) questa sua qualità a suo
π 1
l vantaggio.
q2m π1
m
q1
0 q1j q1kq1lq1s q1m
q1z 133
Argomenti trattati in questa lezione
• Definizione di oligopolio e interdipendenza
strategica
• Modello di Bertrand ed equilibrio
• Spiegazioni del paradosso di Bertrand
• Modello di Cournot ed equilibrio
• Soluzione grafica e analitica del modello di
Cournot
• Interpretazione dinamica del modello di Cournot
• Bertrand e Cournot a confronto
• Statica comparata dei modelli oligopolistici
• Modello di Stackelberg
• Stackelberg e Cournot a confronto 134
Refusi capitolo 8
• Pag. 232: P(q1’ + q2) nella figura 6.
• Pag. 243: N’’ e N’ nella figura 10 sono invertiti.
• Pag. 246: nell’equazione [5] q2 al posto di q3
• Pag. 248: nel riquadro in alto i profitti
dell’impresa 1 sono invertiti. Nel caso di nuova
tecnologia sono pari a 25, mentre con la
tecnologia obsoleta sono pari a 25/9.
135
Refusi capitolo 12
• Pag. 355: la condizione di primo ordine è:
-bq2 + a – b(q1 + q2) – c2
• Pag. 357: πM(q1D) al posto di πD(q1D)
136
Ripasso regola del profitto marginale
137
Profitto, π
• Differenza tra ricavo totale e costo totale.
138
139
Regola del profitto marginale
• Ricavo marginale (MR, marginal revenue): variazione
del ricavo totale conseguente alla vendita di un’unità
aggiuntiva di output.
• Costo marginale (MC, marginal cost): variazione del
costo totale conseguente alla produzione di un’unità
aggiuntiva di output.
• π è massimo quando MR = MC, infatti:
– se MR > MC, all’impresa conviene aumentare la
produzione perché sull’unità aggiuntiva di prodotto ricava
di più di quanto spende e quindi π↑;
– se MR < MC, all’impresa conviene ridurre la produzione
perché sull’unità aggiuntiva di prodotto spende di più di
quanto ricava e quindi π↓;
– per cui se MR = MC, all’impresa non conviene né
aumentare e né ridurre la produzione perché se così
facesse ci troveremmo in uno dei due casi sopra. 140