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NdsP Briciole di Vangelo

Non di Solo Pane


Www.nondisolopane.it Settimanale di Preghiera Domenica 5 settembre 2021
23^ settimana tempo ordinario Anno XXIII n. 1004
Apostolato
della preghiera
Signore mio Dio, mia unica speranza
Signore mio Dio, mia unica speranza, esaudi-
scimi e fa sì che non cessi di cercarti per stan-
chezza, ma cerchi sempre la tua faccia con
Settembre ardore. Dammi Tu la forza di cercare, Tu che
Primo venerdì hai fatto sì di essere trovato e mi hai dato la
03/09 speranza di trovarti con una conoscenza sem-
pre più perfetta. Davanti a Te sta la mia forza
e la mia debolezza: conserva quella, guarisci
questa. Davanti a Te sta la mia scienza e la
mia ignoranza; dove mi hai aperto ricevimi
quando entro; dove mi hai chiuso, aprimi
quando busso. Fa’ che mi ricordi di te, che
comprenda te, che ami te. Aumenta in me
questi doni.
(Sant’Agostino, La Trinità XV, 28.51)

“Signore Gesù, abbi pietà di me, povero peccatore!”


Dall’ascesi di povertà si leva ogni giorno un uo- Dio è finalmente diventato vero Dio per lui, e
mo nuovo che è interamente pace, gioia, bontà, nient’altro che Dio. Il che significa Salvator, cioè
mitezza. Un uomo segnato per sempre dal pen- salvatore dal peccato. L’uomo è addirittura quasi
timento, un pentimento pieno di gioia e di amo- riconciliato con il proprio peccato, come Dio si
re che affiora sempre e ovunque e che rimane è riconciliato con esso.
come sottofondo della sua ricerca di Dio. Un Per i fratelli e i familiari è divenuto un amico,
simile uomo ha ormai raggiunto una pace pro- buono e mite, che capisce le loro debolezze.
fonda perché è stato spezzato e riedificato in Non ha più fiducia in se stesso, ma in Dio solo.
tutto il proprio essere, per pura grazia. Stenta a E’ il primo di tutti i peccatori, pensa tra sé, ma
riconoscersi, è diventato diverso: ha toccato da un peccatore perdonato: ecco perché sa stare
vicino l’abisso profondo del peccato, ma nello insieme, come uno di loro, un fratello, con tutti i
stesso istante è stato fatto precipitare nell’abisso peccatori del mondo. Si sente vicino a loro per-
della misericordia. Ha finalmente imparato a ché non si sente migliore degli altri; la sua pre-
deporre le armi davanti a Dio, a non più difen- ghiera preferita è quella del pubblicano, diventa-
dersi da lui: resta là, disarmato e indifeso, ha ta come il suo respiro e come il battito del cuore
rinunciato a ogni giustizia personale e non ha del mondo, il suo desiderio più profondo di sal-
più progetti di santità. Le sue mani sono vuote, vezza e di guarigione: “Signore Gesù, abbi pietà
anzi: non contengono altro che la sua miseria, di me, povero peccatore!” (A. Louf, Sotto la guida
ma ora osa esporla davanti alla misericordia. dello Spirito, Magnano 1990., passim)

Non di solo pane 23^ settimana Tempo Ordinario - Numero 1004 pagina 2
I santi del giorno: San Quinto di Capua, mar-
tire; beato Guglielmo Browne, martire.

“E’ la sincerità che rende speciale una persona


in questo mondo di false apparenze.”
Domenica
Settembre
23^settimana Tempo Ordinario
5
Il Santo del giorno: santa Teresa di Calcutta
Parola di Dio .
in briciole La grandezza di Dio passa anche dalle nostre fragilità, la stessa fragili-
tà che fece di Madre Teresa di Calcutta un'icona agli occhi di tutto il
mondo. Dietro a quella "piccola donna" si nascondeva la forza dirom-
pente dell'amore di Dio soprattutto per gli ultimi. Agnes Gonxha Bo-
jaxiu era nata in Macedonia nel 1910 ed era entrata nella Congregazio-
Ama la vita ne delle Suore Missionarie di Nostra Signora di Loreto. A 19 anni si
Ama la vita così com'è. trovò in India dove emise i voti e cominciò a dedicarsi all'insegna-
Amala pienamente, senza prete- mento. Nel 1946, mentre si trovava in treno, ebbe la sua "seconda
se; chiamata": avrebbe dovuto dare vita a una nuova congregazione che
amala quando ti amano o quan- si dedicasse agli ultimi tra gli ultimi. Fu così che quella fragile donna
do ti odiano,
amala quando nessuno ti capi- portò tra le vie di Calcutta, con l'aiuto delle sue Missionarie della Cari-
sce, tà, l'amore di Dio e la forza del Vangelo. Madre Teresa morì il 5 set-
o quando tutti ti comprendono. tembre 1997 ed è santa dal 2016.
Amala quando tutti ti abbando-
nano,
o quando ti esaltano come un
re.
Amala quando ti rubano tutto, Vangelo Mc 7,31-37
o quando te lo regalano. In quel tempo, Gesù, usci-
Amala quando ha senso
o quando sembra non averlo to dalla regione di Tiro,
nemmeno un po'. passando per Sidòne, ven-
Amala nella piena felicità,
o nella solitudine assoluta. ne verso il mare di Galilea
Amala quando sei forte, in pieno territorio della
o quando ti senti debole.
Amala quando hai paura, Decàpoli. Gli portarono
o quando hai una montagna di un sordomuto e lo prega-
coraggio.
Amala non soltanto per i grandi rono di imporgli la mano.
piaceri Lo prese in disparte, lon-
e le enormi soddisfazioni;
amala anche per le piccolissime tano dalla folla, gli pose le
gioie.
dita negli orecchi e con la
Amala seppure non ti dà ciò che
potrebbe, saliva gli toccò la lingua; guardando quindi verso il cielo, emise un
amala anche se non è come la sospiro e gli disse: «Effatà», cioè: «Apriti!». E subito gli si aprirono
vorresti.
Amala ogni volta che nasci gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava corretta-
ed ogni volta che stai per mori- mente. E comandò loro di non dirlo a nessuno. Ma più egli lo
re.
Ma non amare mai senza amo- proibiva, più essi lo proclamavano e, pieni di stupore, dicevano:
re.
«Ha fatto bene ogni cosa: fa udire i sordi e fa parlare i muti!».
Non vivere mai senza vita!
( Santa Teresa di Calcutta )

Non di solo pane 23^settimana Tempo Ordinario - Numero 1004 pagina 3


Un intervento di salvezza….. a cura da don Luciano - Parroco di Bovegno

“Coraggio, ecco il vostro coli che invocano e attendo-


Dio!”. no salvezza, possiamo rico-
noscere in Gesù il dono di
Il profeta Isaia e il salmo
Dio, che si fa piccolo con
annunciano e cantano un
noi e tra noi.
Dio che si prende cura di
uomini e donne segnati dal- Nella relazione intima con
la sofferenza: ciechi, sordi, lui, il limite che ci separa e si
zoppi, muti, oppressi, affa- chiude, può essere restitui-
mati, indifesi, prigionieri, to alla capacità di comunio-
forestieri. ne e di comunicazione.

A questi figli viene promes-


“…..Ma più egli lo proibiva, so un intervento di salvezza,
più essi lo proclamavano e, pieni che si realizza nella presenza
di stupore, dicevano: «Ha fatto e nell’opera di Gesù.
bene ogni cosa: fa udire i sordi e Se sappiamo porci con u-
fa parlare i muti!»……..” miltà e verità tra questi pic-

Maestri di spiri- Contemplo: Sale della terra


tualità

Questo è un mondo Quando la comunità dei seguaci disprezzo della società che da es-
senza misura e senza di Gesù non è capace di offrire si si attendeva nuova linfa vitale.
gloria, perché si è uno sguardo di misericordia che Il giudizio, l’accusa, il castigo,
perso il dono e l’uso esprima perdono, un abbraccio l’emarginazione, il disprezzo, tut-
della contemplazio- compassionevole che non consi-
ne…..civiltà del fra- to questo si trova anche troppo
stuono. Tempo sen- deri le colpe, significa che il sale nella nostra società, e Gesù non è
za preghiera, senza ha perso il sapore e “a null’altro venuto ad appesantire con altre
silenzio e quindi sen- serve che ad esser gettato via e norme situazioni già insostenibili,
za ascolto….E il di- calpestato dalla gente.” ma lui è la manifestazione di
luvio delle nostre Le parole di Cristo sono chiare: quell’amore che “non spezzerà
parole soffoca se quelli che pensano di seguirlo una canna già incrinata, non spe-
l’appassionato suono
della sua Parola. non sono capaci di testimoniare gnerà una fiamma smorta”.
amore, tenerezza e compassione, (A. Maggi, Versetti pericolosi)
(David Maria Turoldo)
non servono a nulla e meritano il

Non di solo pane 23^ settimana del Tempo Ordinario n. 1004 pagina 4
I Santi del giorno: Sant'Onesiforo, discepolo di s.
Paolo e martire; san Magno di Fussen, abate.

“Tutto ciò che ti fa paura ti sta insegnando ad


avere coraggio.”
Lunedì
Settembre
23^ settimana tempo ordinario
6
I Santi del giorno: san Zaccaria
Parola di Dio . Se Dio ricorda, allora anche il suo popolo è chiamato a fare
in briciole altrettanto, soprattutto nel momento in cui deve
"ricostruirsi". San Zaccaria – il cui nome significa "Dio ricor-
da" – fu un profeta cui toccò indicare ad Israele la via per
ripartire dalle fondamenta dopo l'esilio babilonese. Apparte-
Essere missionari del nente alla tribù di Levi, nato a Galaad e ritornato nella vec-
Vangelo chiaia dalla Caldea in Palestina, Zaccaria avrebbe compiuto
Pagina curata da Don Luciano V. M.
molti prodigi, accompagnandoli con profezie di contenuto
apocalittico. Pur essendo tra i profeti cosiddetti "minori" le
“ .. Cristo: in lui sono nascosti tutti i tesori sue parole prefigurano l'opera del Figlio di Dio in mezzo agli
della sapienza e della conoscenza ....”
uomini alimentando quella fondamentale attesa del Messia
(Col 1.24-2.3)
che costituisce la radice sulla quale si innesta l'incarnazione e
Di quale mistero parla poi la redenzione.
l’apostolo Paolo ai cristiani di
Colossi? Evidentemente non si
tratta di qualcosa di segreto: in
questo concetto paolino è rias-
sunta tutta la storia di salvezza, Vangelo Lc 6,6-11
operata da Dio per il suo popo-
lo e che raggiunge il suo apice Un sabato Gesù
nella persona di Gesù, il quale entrò nella sinagoga
rivela definitivamente il volto e si mise a insegna-
del Padre a tutta l’umanità. Dio re. C’era là un uo-
non vuole tenere nascosto nulla, mo che aveva la
anzi desidera che tutti gli uomi- mano destra para-
ni conoscano il suo amore e per lizzata. Gli scribi e i
questo la Parola del Vangelo, da farisei lo osservava-
tanti secoli, continua a diffon- no per vedere se lo
dersi grazie agli uomini di buo- guariva in giorno di
na volontà che, con la vita e la sabato, per trovare di che accusarlo. Ma Gesù conosceva i loro
parola, cercano di far conoscere pensieri e disse all’uomo che aveva la mano paralizzata: «Àlzati e
a tutti l’amore di Dio. Anche mettiti qui in mezzo!». Si alzò e si mise in mezzo. Poi Gesù disse
noi possiamo essere uno di lo- loro: «Domando a voi: in giorno di sabato, è lecito fare del bene
ro, possiamo essere missionari o fare del male, salvare una vita o sopprimerla?». E guardandoli
del Vangelo, lì dove viviamo tutti intorno, disse all’uomo: «Tendi la tua mano!». Egli lo fece e
nella misura in cui facciamo la sua mano fu guarita. Ma essi, fuori di sé dalla collera, si misero
spazio con semplicità e disponi- a discutere tra loro su quello che avrebbero potuto fare a Gesù.
bilità a questa Parola che può
salvare la nostra vita e rischiara-
re quella di tanti fratelli che at-
tendono la luce di Cristo.

Non di solo pane 23^ settimana del Tempo Ordinario n. 1004 pagina 5
Dove scegliamo di stare in questo giorno? a cura di don Luciano

chio di cuori disseccati. sua destra, lo ricrea nuo-


Ma santo giorno di le- vo Adamo, co-creatore
tizia e di lode, di libera- di spazi di bellezza e di
zione e salvezza, non di lode, generoso portatore
sottomissione e catene. d’amore che dissolve o-
Giorno di contempla- gni tristezza e solitudine.
zione: della bellezza di Gesù cura la mano dis-
Dio, per l’uomo; della seccata e insieme vuol
bellezza dell’uomo, per curare i cuori inariditi di
Dio. chi assiste senza capire.
Giorno magnifico, Dove scegliamo di sta-
“…..Poi Gesù disse loro: portatore d’amore, quan- re in questo giorno?
«Domando a voi: in giorno do l’uomo realizza di es- All’interno o all’esterno
di sabato, è lecito fare del sere al centro dei pensie- del cerchio del sabato?
bene o fare del male, salvare ri di Dio che lo rende
una vita o sopprimer- nuovo, salvato, liberato,
per rinnovare, salvare,
la?»……”
liberare a sua volta.
Dio scioglie la mano
Giorno di sabato, cer- inaridita dell’uomo, la

Maestri di spiri-
tualità Contemplo: Per servire

Guidami oltre, Luce L’amore è utile per servire, non sa che pretenda di esercitare un
gentile nell’oscurità per comandare. potere assoluto per sottomettere
che mi circonda. Per dominare e comandare, gli uomini ai suoi ordinamenti.
Guidami oltre, la l’amore diventa un intralcio. Il Padre che libera da ogni paura,
notte è buia, e io so- Per sottomettere gli uomini c’è che non giudica, non condanna,
no lontano da casa. bisogno di inculcare paura, e la ma a tutti incondizionatamente
Guidami oltre, tieni- paura di Dio, del suo castigo, è la offre il suo amore, è la buona noti-
più efficace. zia che Gesù ha rivelato
mi in piedi! Non
Ma nessuna forma di amore è pos- all’umanità per renderla felice.
chiedo di vedere la
sibile laddove esiste la paura (1Gv (A. Maggi, Versetti pericolosi)
scena distante, un
passo mi è sufficien- 4,18).
te. Il Dio che mette paura, che giudi-
ca, condanna e castiga, è la divinità
(Card. Newman)
imposta da ogni istituzione religio-

Non di solo pane 23^ settimana Tempo Ordinario n. 1004 pagina 6


Santi del giorno: San Giovanni da Lodi, vesco-
vo; beato Giovanni Mazzucconi, sacerdote.

“Godetevi il silenzio. Usatelo senza pietà. E’


l’arma più potente che avete, più crudele di qualsi-
Martedì
Settembre
7
asi parola.” 23^ settimana Tempo Ordinario

I santi del giorno: san Grato di Aosta


Parola di Dio Il Vangelo ci "protegge" perché ci offre la verità e ci ricorda
in briciole che la radice autentica dell'esistenza umana è Dio. I santi
stanno nella storia come fari chiamati continuamente a ricor-
darci in che direzione orientare la nostra vita e così ci
"proteggono". A san Grato di Aosta la tradizione popolare
Credere in Dio: leggere, ap- ha attribuito una protezione particolare, quella dalle tempe-
profondire e usare la ragione ste, oltre a quella dalla lebbra. È il modo semplice per rico-
Pagina curata da Don Luciano V. M. noscere al secondo vescovo di Aosta la sua testimonianza di
santità, la sua capacità, in vita, di saper guidare la comunità
“... Come avete accolto Cristo Gesù, il verso la verità. Una storia, la sua, nata forse nel cenobio vo-
Signore, in lui camminate .....”
luto a Vercelli da sant'Eusebio, dal quale proveniva anche
(Col 2,6-15) sant'Eustasio, primo vescovo di Aosta. La firma di Grato,
E’ davvero incredibile vedere come inviato di Eustasio, appare negli atti del Sinodo di Mi-
quanto sia facile trovare cri- lano del 451, che condannò il monofisismo, ricordando così
stiani che non sono in grado di che Gesù era vero Dio e vero uomo.
giustificare la loro fede, in
quanto non conoscono le basi
più elementari della dottrina
cristiana. Essi divengono pre-
da di chiunque confonde loro Vangelo: Lc 6,12-19
le idee con un linguaggio fon-
In quei giorni, Gesù se ne andò sul monte a pregare e
dato su filosofie di dubbia pro-
venienza. Quando impareremo passò tutta la notte pregando Dio. Quando fu giorno,
che credere in Dio significa chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali die-
anche leggere, approfondire e de anche il nome di apostoli: Simone, al quale diede an-
usare la ragione? La fede, per che il nome di Pietro; Andrea, suo fratello; Giacomo,
sua natura è ragionevole ed è Giovanni, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso; Gia-
continuamente supportata dal como, figlio di Alfeo; Simone, detto Zelota; Giuda, figlio
buon senso e dall’intelletto. E’ di Giacomo; e Giuda Iscariota, che divenne il traditore.
finito ormai, il tempo in cui Disceso con loro, si fermò in un luogo pianeggiante.
era possibile proporre un cri- C’era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di
stianesimo che non porta a
gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di
capire e a ritenere le verità di
fede come qualcosa che nutro- Tiro e di Sidòne, che erano venuti per ascoltarlo ed essere
no la mente, oltre che il cuore. guariti dalle loro malattie; anche quelli che erano tormen-
Se ciò nella nostra vita non tati da spiriti impuri venivano guariti. Tutta la folla cerca-
avviene, presto o tardi saremo va di toccarlo, perché da lui usciva una forza che guariva
vittime di chi verrà a confon- tutti.
derci con le sue parole vuote.

Non di solo pane 23^ settimana Tempo Ordinario n. 1004 pagina 7


Colui che è sempre pronto ad ascoltarci…. a cura di don Luciano Vitton Mea

Dinanzi alle scelte di vi- dia.


ta, nelle più svariate si- Egli è sempre pronto ad
tuazioni che si possono ascoltare il grido dei suoi
creare, nei momenti più figli, ad esaudirli: soprat-
importanti della nostra tutto quando il loro gri-
esistenza, dobbiamo ri- do e la loro angoscia si
correre a colui che, solo, associano al grido e alla
può venirci in aiuto: il preghiera del Cristo.
Gesù, in procinto di sce- Padre.
Per questo è sempre ne-
gliere gli apostoli, si ritira Quando siamo smarriti cessario pregare, perché
da solo a pregare. egli ci indica la strada; il Padre si fa attento a
Per tutta la notte sta in quando siamo stanchi, ogni nostra necessità.
intimo colloquio con il egli ci dona sollievo;
Padre. quando siamo incapaci
di uscire dal buio del
Il modo di fare di Gesù
peccato, ci apre le brac-
diventa illuminante an-
cia della sua misericor-
che per noi.

Maestri di spiri- Contemplo: Un cambio radicale


tualità Essere figli di Dio (H.J.M. Nouwen, Vivere nello Spirito)

Il cieco desidera dal Il regno di Dio che Gesù è ve- Se è vero che la società civile ha
Signore non del de- nuto ad annunciare e a inaugu- bisogno di leggi con obblighi,
naro, ma la luce. rare, richiede da parte di quanti proibizioni e sanzioni contro i
Senza di questa tutto vi aderiscono un cambio radica- trasgressori, nella comunità cri-
il resto gli sembra di le dei valori esistenti nella socie- stiana i codici di comportamen-
ben poco valore[…] tà. Gesù chiede di sostituire i to sono altri. Come si fa a con-
Non chiediamo al rapporti di forza con quelli di ciliare la “tolleranza zero” con il
Signore ricchezze
amore, quelli di dominio con “perdonare settanta volte sette?” (Mt
evanescenti, beni
terreni, oneri effime- quelli di servizio, quelli di inte- 18,22), il castigo con l’amore al
ri, ma la luce. Non resse con quelli di generosità. E nemico, la difesa intransigente
quella luce che fini- questo non può essere una pia di utopistiche dottrine con il be-
sce con il giorno[…] teoria, ma una pratica costante, ne concreto dell’uomo?
ma quella che non un cambio che non può venir (A. Maggi, Versetti pericolosi)
conosce inizio e che formulato in una dottrina, ma
il tempo non potrà deve essere visibile come carat-
mai spegnere. teristica abituale e riconoscibile
(san Gregorio Magno)
dai suoi seguaci.

Non di solo pane 23^ settimana Tempo Ordinario n. 1004 pagina 8


Santi del giorno:Santi Adriano e Natalia, sposi e
martiri (IV sec.); san Federico Ozanam, laico.

“Usa il tuo sorriso per cambiare il mondo, non


Mercoledì
23^ settimana
Settembre
8
lasciare che il mondo cambi il tuo sorriso.” Tempo Ordinario

Natività della Vergine Maria


Parola di Dio C'è sempre un inizio da cui sgorga una storia, una scintilla
in briciole da cui scaturisce il fuoco, un principio da cui prende for-
ma un senso: è questo il messaggio della festa odierna
della natività della Vergine Maria. Una celebrazione che ci
ricorda come la santità, cui tutti siamo chiamati, sia un
percorso da compiere un passo alla volta, un itinerario
Dio ha in serbo per noi continuamente illuminato da ciò che sta al suo fondamen-
cose grandi to. Ricordare la nascita di Maria significa, in altre parole,
celebrare un Dio che si fa compagno dell'umanità da
Pagina curata da Don Luciano
sempre e che in Cristo manifesta la sua totale solidarietà
“... Egli sarà grande fino agli estremi con le vicende del mondo. Oggi la liturgia ci invita a vol-
confini della terra ...” gere lo sguardo sul "nostro inizio", sul momento in cui
(Mi 5,1-4a) abbiamo pronunciato il nostro "sì" a Dio, perché quell'at-
timo ha trasformato tutta la nostra vita fin dalla nascita,
Betlemme era davvero un pic-
proprio come è successo a Maria.
colo villaggio, rispetto alla
grande città di Gerusalemme.
Eppure Dio scelse proprio
quel luogo minuscolo e di-
menticato da tutti per manife- Vangelo Mt 1,18-23
stare la sua gloria, attraverso la Così fu generato Gesù Cristo: sua
nascita di suo Figlio. Se voglia- madre Maria, essendo promessa
mo essere certi di vedere la sposa di Giuseppe, prima che an-
gloria di Dio, non cerchiamola dassero a vivere insieme si trovò
nel successo, nella fama e sot- incinta per opera dello Spirito
to i riflettori del mondo. Ci Santo. Giuseppe suo sposo, poi-
sbaglieremmo di grosso e re- ché era uomo giusto e non voleva
steremmo davvero delusi. In- accusarla pubblicamente, pensò
vece, come Maria Santissima, di ripudiarla in segreto. Mentre
impariamo che le autentiche però stava considerando queste
rivelazioni di Dio avvengono cose, ecco, gli apparve in sogno
nel silenzio, lontano dal chias- un angelo del Signore e gli disse:
so del mondo e dall’attenzione «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Ma-
così superficiale della folla. Di- ria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo
o ha in serbo per noi cose dav- Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù:
vero grandi, come le ebbe per egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati». Tutto questo
la Vergine Madre; tutto sta nel è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signo-
farsi umili e, soprattutto, nel re per mezzo del profeta: «Ecco, la vergine concepirà e darà alla
cercarle. Esse ci faranno da luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele», che signi-
guida per incontrare colui che fica Dio con noi.
per noi si è fatto piccolo e in-
difeso.

Non di solo pane 23^settimana Tempo Ordinario n. 1004 pagina 9


La nuova creazione a cura di don Luciano Vitton Mea -Parroco di Bovegno

per la gioia e la felicità per mezzo di lei Dio di-


dell’uomo, creato a sua spiega il suo amore su tut-
immagine e somiglianza. to il creato, rigenerandolo
Maria viene al mondo per e rinnovandolo nella na-
mettere al mondo lo stes- scita di suo Figlio, Gesù,
so Figlio di Dio, secondo Salvatore del mondo.
il misterioso piano Oggi, a Maria si volge il
d’amore, pensato prima nostro sguardo perché da
della creazione del mon- lei vogliamo imparare ad
do. accogliere la volontà divi-
Dio, il Padre ha scelto una na, a farla nostra, a farla
giovane donna per realiz- diventare carne della no-
zare il suo piano. Ha stra carne: a far abitare
La Vergine Maria che oggi chiesto la sua collabora- Gesù nel nostro cuore.
veneriamo nel ricordo zione, perché il suo dise- Questa è la nuova creazio-
della sua nascita, si inseri- gno si realizzasse. Maria, ne.
sce in quel misterioso con timore e venerazione,
progetto che Dio, sin accetta quel compito, ar-
dall’eternità, ha pensato duo, incomprensibile e,

Maestri di spiri- Contemplo: In cerca di Dio


tualità

Egli è veramente il
La ricerca di Dio con lui è ter- Per Gesù, quel che determina la
Seminatore di tutto
ciò che è bene e noi
minata: il Signore non è più da riuscita o meno dell’esistenza,
siamo la sua terra. cercare, ma da accogliere e, con rendendola così definitiva, non
lui e come lui, andare verso gli è il rapporto che si è avuto con
L’intera messe dei uomini. Dio, ma con gli uomini.
frutti spirituali è da Essi infatti non vivono più per Non è il riconoscerlo “Signore,
lui e a causa di lui.
Dio, ma di Dio, un Padre che Signore”, ma il compiere la vo-
Egli ce lo ha insegna- chiede di essere accolto per fon- lontà del Padre (Mt 7,21) acco-
to quando ha detto: dersi con loro, dilatarne la capa- gliendo il suo amore e trasfor-
“Senza di me voi non cità d’amore e renderli così mandolo in azioni che comuni-
potete fare nulla.” l’unico santuario dal quale irra- cano vita.
(Cirillo di Alessandria) diare l’amore a ogni creatura. (A. Maggi, Versetti pericolosi)
Dio si è fatto uomo, per sem-
pre, ed è con un uomo che i
credenti devono confrontarsi.

Non di solo pane 23^ settimana Tempo Ordinario n. 1004 pagina 10


Santi del giorno: San Ciarano il Giovane, abate;
beato Giorgio Douglas, martire.

“Finirà anche la notte più buia e sorgerà il so-


Giovedì
Settembre
23^ settimana Tempo Ordinario
9
le.”

Il santo del giorno: san Pietro Claver


Parola di Dio Schiavo degli schiavi, fratello e amico degli ultimi della ter-
in briciole ra, incatenati e sradicati dalla loro terra e poi sfruttati e ab-
bandonati. Così visse san Pietro Claver, sacerdote gesuita,
che da missionario in Colombia si mise al servizio degli
schiavi portati nel nuovo mondo dall’Africa. Era nato nei
Dio ci chiama ad amare pressi di Barcellona nel 1580 e aveva pronunciato i primi
qui ed ora voti nella Compagnia di Gesù nel 1604. Inviato a Cartagena
Pagina curata da Don Luciano V. M.
in Colombia venne ordinato prete nel 1616 e decise di ag-
“.....ma sopra tutte queste cose rivestite- giungere agli altri un voto personale: essere schiavo degli
vi della carità….” “etiopi” – cioè degli africani – che in Colombia arrivavano
(Col 3,12-17) giovani e forti, ma spesso morivano soli e abbandonati. Per
poter stare loro più vicino imparò anche la lingua
Queste parole di Paolo ci aiu- dell’Angola. Morì forse di peste nel 1654.
tano a capire una grande veri-
tà: l’amore è fatto di gesti con-
creti e di scelte quotidiane. La
mansuetudine, la magnanimità
e persino la sopportazione Vangelo Lc 6,27-38
possono essere modi concreti
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
per esercitarsi nella carità vi- «A voi che ascoltate, io dico: amate i vostri nemici, fate del be-
cendevole, soprattutto con le ne a quelli che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono,
persone con le quali viviamo. pregate per coloro che vi trattano male. A chi ti percuote sulla
Sarebbe davvero sciocco pen- guancia, offri anche l’altra; a chi ti strappa il mantello, non rifiu-
sare che l’amore si debba ma- tare neanche la tunica. Da’ a chiunque ti chiede, e a chi prende
le cose tue, non chiederle indietro. E come volete che gli uomi-
nifestare o esercitare solo nelle ni facciano a voi, così anche voi fate a loro. Se amate quelli che
grandi e straordinarie occasio- vi amano, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori ama-
ni della vita; quando siamo no quelli che li amano. E se fate del bene a coloro che fanno
convinti di questo non ci ac- del bene a voi, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori
corgiamo che in realtà perdia- fanno lo stesso. E se prestate a coloro da cui sperate ricevere,
quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori concedono
mo tante possibilità per vivere prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto. Amate invece i
l’amore straordinario nelle co- vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e la
se ordinarie di tutti i giorni. I vostra ricompensa sarà grande e sarete figli dell’Altissimo, per-
santi sono coloro i quali lonta- ché egli è benevolo verso gli ingrati e i malvagi. Siate misericor-
ni da ogni spiritualismo disin- diosi, come il Padre vostro è misericordioso. Non giudicate e
non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati;
carnato, hanno il buon senso perdonate e sarete perdonati. Date e vi sarà dato: una misura
di cogliere l’attimo e di com- buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo,
prendere che Dio chiama ad perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi
amare qui ed ora, nella realtà e in cambio».
non in situazioni ideali.

Non di solo pane 23^ settimana Tempo Ordinario n. 1004 pagina 11


“Coniugare conoscenza e amore….” pagina curata da Don Luciano Vitton

C’è un nuovo modo di nella verità di noi stessi


conoscere che occorre davanti a lui.
imparare e c’è un amore Alla scuola della miseri-
che insegna a conoscere. cordia del Padre verso di
Al cristiano è chiesto di noi, impariamo a cono-
coniugare sapientemente scere i nostri fratelli, che
conoscenza e amore non non sono tali a partire
sulla base delle proprie dal nostro sguardo, dalla
acquisizioni o disposizio- consonanza di idee o da
“....Siate misericordiosi, come ni del cuore, ma su quel- simili parametri, ma per-
il Padre vostro è misericordio- la del rapporto che Dio ché rinati con noi nella
so. Non giudicate e non sare- stesso instaura con o- Pasqua di morte e di vita
te giudicati; non condannate e gnuno di noi. del Signore Gesù Cristo.
non sarete condannati; perdo- E’ una relazione di amo-
nate e sarete perdonati…..” re e di conoscenza, nella
quale Dio ci accompagna
a crescere e a maturare

Contemplo: La legge nuova


Maestri di
spiritualità Con Gesù non è più una legge, rendere manifesto in maniera
fosse pure divina, a regolare i tangibile, non può mai venir
Ciò che conta è in- rapporti tra le persone, ma meno nella comunità che si rifà
contrare il Signore l’amore. al suo nome.
Gesù, lasciarsi ab- La verità del suo messaggio non Se quelli che nella società si sen-
bagliare dalla sua può in alcun modo essere con- tono emarginati e disprezzati,
bellezza, ricevere dizionata da situazioni contin- non trovano nella comunità cri-
continuamente il genti. stiana un’accoglienza che pre-
tocco della sua No- Nessuna emergenza permette di scinda dalle loro colpe, ma solo
vità di Amore. annacquare la buona notizia di giudizi e condanne, questi per-
(Card. Carlo Maria Gesù. Farlo significa tradirlo. E dono ogni speranza.
Martini)
tradire il messaggio di Gesù e- (A. Maggi, Versetti pericolosi)
quivale a tradire se stessi.
L’amore, l’unico atteggiamento
che Gesù ha chiesto ai suoi di

Non di solo pane 23^ settimana Tempo Ordinario n. 1004 pagina 12


Il santo del giorno: San Nemesio di Alessandria,
martire; sant'Auberto di Avranches, vescovo. Venerdì
Settembre
10
“La pazienza è il miglior rimedio per ogni diffi- 23^ settimana Tempo Ordinario
coltà.”

I santi del giorno: san Nicola da Tolentino


Parola di
Parola di Dio
Dio
in briciole
in briciole Il sorriso di chi crede non nasce da una sorta di apatia ascetica, ma
dalla piena consapevolezza che la vita è dono, che nulla ci appartie-
ne anche se il mondo intero ci è affidato in custodia. Per questo il
sorriso di san Nicola da Tolentino l'ha portato alla santità: chi si ri-
Crescere e maturare per volgeva a lui trovava un religioso penitente e rigoroso ma capace di
vivere nella Chiesa comunicare gioia. Per questo molti giungevano da lontano per con-
pagina curata da Don Luciano fessarsi da lui. Nato nel 1245 a Castel Sant'Angelo in Pontano nella
“... mettendo al suo servizio me, che prima diocesi di Fermo, a 14 anni entrò fra gli eremitani di sant'Agostino
ero un bestemmiatore...”
(Tm 1,1-2.12-14) di Castel Sant'Angelo come oblato, ma nel 1274 entrò da religioso e
Paolo chiama Timòteo “vero venne ordinato sacerdote a Cingoli. L'anno seguente si stabilì a To-
figlio nella fede”, e questo per lentino dove restò fino alla morte nel 1305.
noi è spunto di riflessione. Ci
sono dei rapporti che, pur non
essendo parentali ma nascendo
in un contesto di fede, non
sono meno forti dei legami di
sangue che abbiamo con i no- Vangelo Lc 6,39-
stri fratelli o con i nostri geni- 42
tori. Questo perché la genera-
zione che avviene nello Spirito In quel tempo, Ge-
non è meno concreta di quella sù disse ai suoi di-
fisica. Quando ci si incammina scepoli una parabo-
sulla via del Vangelo ci si ac- la: «Può forse un
corge che non si è soli: ci sono cieco guidare un
fratelli, madri, figli e padri che altro cieco? Non
condividono con noi lo stesso cadranno tutti e
cammino. Per questo è davve- due in un fosso? Un discepolo non è più del maestro; ma
ro bello poter condividere le ognuno, che sia ben preparato, sarà come il suo maestro.
speranze, le paure e le gioie
Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello
con coloro che, come noi, cer-
cano di fare la volontà di Dio e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? Come
nella loro vita quotidiana. puoi dire al tuo fratello: “Fratello, lascia che tolga la pa-
Stringere questi legami ci aiuta gliuzza che è nel tuo occhio”, mentre tu stesso non vedi la
a crescere e a maturare per fare trave che è nel tuo occhio? Ipocrita! Togli prima la trave
sempre più esperienza di cosa dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pa-
significa vivere nella Chiesa. gliuzza dall’occhio del tuo fratello».

Non di solo pane 23^ settimana Tempo Ordinario n. 1004 pagina 13


“Non un maestro cieco …….” a cura di don Luciano Vitton Mea

degli uomini in ogni sfu- mi distrae ed attrae? Do-


matura; non è arrogante, ve porto in questo caso,
sa comprendere e com- coloro che mi sono affi-
patire. dati e che dipendono da
me, come in cordata?
Metro del suo giudizio è
Dove, se non al precipi-
la misericordia, brillano
zio?
di tenerezza i suoi occhi;
conosce la fragilità Cristo, luce del mondo,
dell’uomo, per questo unico Maestro, possa il
l’ama tanto. mio cuore non abbando-
narti, possano i miei pas-
Ma onestamente mi
“…..Ipocrita! Togli prima la si ricalcare i tuoi. E
chiedo: è lui che sta ispi-
trave dal tuo occhio e allora quando non ne avrò il
ci vedrai bene per togliere la rando le mie scelte, il mi-
coraggio donami le mani
pagliuzza dall’occhio del tuo o agire, il mio pensare?
fratello»…..” di fratelli che possano
E’ lui che davvero guida
sollevarmi e accompa-
Non è un Maestro cieco le mie mani, i miei gesti,
gnarmi.
il nostro, legge il cuore i miei passi Oppure altro

Maestri di spiri-
tualità Contemplo: Gesù pane di vita
La Parola predicata “Dà il tuo pane a chi ha fa- dre. E’ questo pane-Gesù quello
è un seme gettato me….”: il fatto che questo par- che comunica la forza di condi-
nel cuore di chi a- ticolare pane sia richiesto al Pa- videre generosamente la propria
scolta. E chi ascolta dre, significa che si tratta di un esistenza e i propri beni, arri-
con buone disposi- alimento che può essere solo vando a cancellare i debiti altrui.
zioni ne ricava col dono del Signore e non prodot- Una comunità che ha scelto la
tempo una grande to dall’uomo: questo pane è Ge- beatitudine della povertà, e che
messe di luce da sù stesso come fonte di vita e ha sperimentato che “si è più
questo piccolo seme alimento per la comunità. beati nel dare che nel ricevere”,
della Parola prece- Gesù, il Figlio di Dio si fa pane non può infatti essere composta
dentemente accolto. per gli uomini perché quanti lo da creditori e debitori, ma saprà
(San Gregorio Ma-
accolgono, e sono capaci a loro fare del dono generoso il pro-
gno) volta di farsi pane per gli altri, prio distintivo.
diventino figli dello stesso Pa- (A. Maggi, Versetti pericolosi)

Non di solo pane 23^ settimana Tempo Ordinario n. 1004 pagina 14


I santi del giorno: Sant'Elia Speleota, aba-
te; san Giovanni Gabriele Perboyre. sa-

“L’eleganza non è farsi notare ma farsi


ricordare.”
Sabato
Settembre
23^ settimana Tempo Ordinario
11
Parola di Dio I santi del giorno: santi Proto e Giacinto
in briciole
Spesso sono le persone "ai margini", coloro che tendia-
mo a evitare, che ci fanno incontrare Dio e ci fanno co-
noscere la vita vera. Come accadde per i due schiavi (e
forse fratelli) Proto e Giacinto, santi e martiri, che con la
Vangelo: Lc 6,43-49 loro testimonianza di fede convertirono le loro padrone
Eugenia e Bassilla, donando alle due donne la vera liber-
In quel tempo, Gesù disse ai suoi tà. Il racconto pare di origine leggendaria anche se l'esi-
discepoli: «Non vi è albero buo-
no che produca un frutto cattivo, stenza storica di questi due martiri è accertata dai ritrova-
né vi è d’altronde albero cattivo menti archeologici a Roma. Denunciati per la loro fede
che produca un frutto buono. dal fidanzato della loro seconda padrona, furono marti-
Ogni albero infatti si riconosce rizzati. Vennero sepolti uno accanto all'altro nel cimitero
dal suo frutto: non si raccolgono di Bassilla (poi di Sant'Ermete) in un cubicolo che papa
fichi dagli spini, né si vendemmia Damaso, nel quarto secolo, fece ripulire e che venne alla
uva da un rovo. L’uomo buono
luce nel 1845.
dal buon tesoro del suo cuore
trae fuori il bene; l’uomo cattivo
dal suo cattivo tesoro trae fuori il
male: la sua bocca infatti esprime
ciò che dal cuore sovrabbonda.
Perché mi invocate: “Signore, Medita a cura di Don Luciano Parroco di Bovegno
Signore!” e non fate quello che
dico? Chiunque viene a me e a- Gesù paragona l’uomo a un albero: siamo sicuri che questo
scolta le mie parole e le mette in non ferisca la sensibilità di nessuno?
pratica, vi mostrerò a chi è simi- Al di là delle reazioni personali, risulta evidente ed è frutto
le: è simile a un uomo che, co- dell’esperienza di tutti che anche l’uomo, come l’albero, si ri-
struendo una casa, ha scavato conosce dai suoi frutti, dalle sue opere.
molto profondo e ha posto le
fondamenta sulla roccia. Venuta Ciascuno normalmente, vorrebbe produrre frutti buoni e si
la piena, il fiume investì quella aspetta che anche gli altri facciano altrettanto. Per questi frutti
casa, ma non riuscì a smuoverla buoni bisogna andare al cuore e partire dall’unica realtà capace
perché era costruita bene. Chi di produrli: l’amore di Dio.
invece ascolta e non mette in
Nel nostro cuore ci può essere spazio anche per la cattiveria,
pratica, è simile a un uomo che
ha costruito una casa sulla terra, ma al cuore, cioè al centro, alla base di tutto c’è sempre e solo
senza fondamenta. Il fiume la l’amore, l’unica realtà che non passa mai.
investì e subito crollò; e la distru- E questo amore può comunicarsi e riversarsi nei nostri cuori,
zione di quella casa fu grande». per riempirli e renderli capaci di produrre i tanto desiderati
buoni frutti.

Non di solo pane 23^ settimana Tempo Ordinario n. 1004 pagina 15


aggrappati al suo aquilone.
“L’Aquilone d’argento”
Lanciò la nave di carta mentre
a cura di don Luciano Vitton Mea soffiava un vento pazzerellone.
E vide il suo capolavoro in-
nalzarsi, diventando man ma-
no sempre più luminoso.
Sembrava una lampada, una
lampada enorme sospesa al
baldacchino del cielo. Sorpre-
sa, incantata, la gente accorre-
va. Che cos’era mai quella lu-
ce?...”E’ l’aquilone di Cob”
gridò qualcuno: “si, si è
l’aquilone di Cob!”
Acclamavano il buon uomo, la
Lo chiamavano Cob, un nome dono per tutte le creature che creatura che aveva saputo por-
un po’ buffo. Buffo lo era an- soffrono. Fa’ che io possa of- gere un dono che facesse pia-
che lui, col suo muovere goffo frire questo dono, Signore!” cere a tutti. E l’aquilone tra-
e la sua bocca sdentata. E per Era contento quando la gente sformato in un disco brillante,
di più poverello. Le ragazze lo lo canzonava per il suo modo si allontanava sempre più dalla
avevano sempre deriso, perciò di muoversi, per la sua bocca terra. Tutti godevano dello
non aveva né moglie né figli. sdentata. “Poveracci”, pensa- spettacolo, dimenticando i
Vivacchiava come poteva, con va “si portano in cuore tanto guai della vita. Il grande disco
umili lavoretti. Gli anni erano peso di affanni. Hanno biso- d’argento, l’opera di Cob, di-
trascorsi così, tutti uguali e gri- gno di distrarsi”. ventato lampada dei cieli, illu-
gi. E ora il buon uomo era Finalmente gli venne un’idea: minava la campagna, il villag-
quasi vecchio. “Non ho fatto avrebbe fabbricato un im- gio.
del bene a nessuno, pensava”. menso aquilone di carta colo- Era nata la luna, poetica e
Amava la gente, avrebbe volu- rata, e lo avrebbe lanciato nelconsolante gioia per tutti: il
to porgere regali a tutti. Ma era cielo. “Così tutti questi uomi-regalo di Cob.
troppo povero per poter rea- ni e donne, vecchi e bambini, (L. Vigliasindi, La morale della Favola,
lizzare quel sogno. Diceva a se potranno contemplarlo e im- Fiaba rumena)
stesso: “la malattia, la miseria, maginare di muoversi nello
la morte sono in agguato per spazio”, si disse. Cob preparò
“Un cuore è una ricchezza
tutti. Chi non piange all’aperto, dunque l’aquilone, riunì in
che non si vende e non si
piange di nascosto. Le lacrime modo ingenuo ritagli di carta
compra, ma si regala.”
sono il retaggio della razza u- variopinta, strisce di stagnola
(Gustave Flaubert)
mana. Perciò bisogna cercare colorata, fiocchi di filo
di divertirla, di tenerla allegra”. d’argento. Pensava alla gioia
E comunicava al Signore que- di tutti, al viaggio ideale che
sto desiderio: “Un dono, un tutti avrebbero fatto nei cieli,