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VIDEOLEZIONE N.

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SOCIOLOGIA DELLA COMUNICAZIONE

LA COMUNICAZIONE DI MASSA
Argomenti:
– la comunicazione
– la società e l'individuo di massa
– la teoria ipodermica
– la teoria matematica della comunicazione

* La comunicazione *
Come è stata analizzata la comunicazione e perché è diventata un interesse di studio così
centrale?
Sinonimi, parole chiave con cui possiamo intendere la comunicazione sono: trasmissione,
informazione, influenza, comprensione, fluidità, relazione... La parola comunicazione
comprende diverse accezioni perché oggi, nell'ecosistema mediale contemporaneo, siamo
immersi in tipi di comunicazione anche molto diversi.
Prestiamo particolare attenzione al termine di INFLUENZA, perché è proprio dall'influenza
che inizia l'attenzione nei confronti della comunicazione.
Possiamo oggi individuare due definizioni, due accezioni nel concetto di comunicazione:

1. Individuata e messa a punto dalla disciplina della sociologia, quella che seguiamo
per costruire gli studi sulla comunicazione: “La sociologia analizza l'influenza che i
processi di comunicazione hanno sul comportamento di collettività di ogni genere,
dal piccolo gruppo alla società”
Ritroviamo i termini influenza e comportamento: la comunicazione è nata all'inizio
del secolo scorso (1920 circa) come campo disciplinare per indagare quali
potessero essere gli effetti dei media sulle persone, quindi si tratta dell'influenza,
degli effetti forti dei media sulla massa.

2. “La sociologia analizza il modo in cui i processi comunicativi si strutturano, si


evolvono, si differenziano al mutare della società”. In questo caso vogliamo
sottolineare un altro aspetto molto importante negli studi sociologici sulla
comunicazione, che ha a che vedere proprio con il mutamento sociale, come la
comunicazione supporta e collabora nel far cambiare e trasformare la società, a
partire proprio anche da come si strutturano i processi relazionali tra le persone
oltre i più ampi e vasti cambiamenti, ad esempio di natura tecnologica ed
economica che influenzano i media.

Che cosa significa comunicare?


Nelle varie accezioni dobbiamo tenere presente due punti fondamentali:
1. il primo assegna al termine informazione un ruolo sostanziale, comunicare in fin dei
conti significa TRASFERIRE DELLE INFOMAZIONI, ossia colmare un
disallineamento di informazione attraverso la messa in forma di certi contenuti: ci
serve un emittente, ci serve un messaggio e ci serve un ricevente. Questo
comporta la possibilità di questo messaggio di influenzare/modificare il ricevente.
2. la seconda accezione ha a che vedere con la condivisione dei significati, quindi non
tanto uno scambio, quanto l'idea che attraverso la comunicazione le persone
mettano in comune dei significati sociali (parole, abiti, comportamenti sociali) .

Trascrizione VDL 1 – Valeria Sboarina


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SOCIOLOGIA DELLA COMUNICAZIONE

Possiamo cogliere in questo caso proprio l'etimologia della parola comunicare


(mettere in comune/comunità), quindi l'idea che la comunicazione serva a costruire
relazioni tra le persone. Allora capiamo bene tutte le declinazioni che mettono in
evidenza ad esempio la partecipazione, attraverso la comunicazione, a un processo
di costruzione di senso condiviso (il racconto collettivo della realtà sociale), ossia
noi all'interno della società, grazie ai media e grazie alla comunicazione,
condividiamo una stessa visione del mondo, costruiamo il senso comune che
caratterizza tutti. Comunicare significa ancora impegnarsi in pratiche di
comunicazione che generano risorse che altre persone fanno proprie. In questo
possiamo cogliere l'importanza della comunicazione per tutti i processi che
permettono di tramandare le tradizioni, di mantenere valido e costante il riferimento
a norme e valori, insomma tutto quello che caratterizza la nostra cultura, che
appunto viene comunicata.

Arriviamo a due definizioni molto importanti di comunicazione.


1. La comunicazione è un trasferimento di informazioni codificate da un soggetto a un
altro. È utile ricordarsi in questo senso la metafora dello scambio, un soggetto
destinatario che ha qualcosa da trasferire ad un ricevente.
2. La comunicazione è una relazione sociale nell'ambito della quale due o più soggetti
arrivano a condividere particolari significati. In questo caso non è tanto importante
la dimensione referenziale (cioè condividere un oggetto), quanto la dimensione
relazionale, cioè ciò che conta è il rapporto tra i soggetti che interagiscono, e la
distinzione tra emittente e ricevente quasi quasi sfuma sullo sfondo perché i
soggetti sono ugualmente importanti nello scambio comunicativo. Quindi in questo
caso la metafora non è più lo scambio quanto, potremmo dire, il dialogo.

SPUNTI DI RIFLESSIONE. QUALI SONO LE DUE DECLINAZIONI PRINCIPALI DEL


CONCETTO DI COMUNICAZIONE? (riferimento alle 2 parole chiave che hanno
permesso di individuare gli effetti della comunicazione)

* La società e l'individuo di massa *


La definizione di società e soprattutto di comunicazione di massa è assolutamente
condivisa, è una definizione comune che tutti utilizziamo, anche abitualmente, proprio
perché fa riferimento a quella comunicazione cosiddetta “uno a molti” (come quella della
radio o della televisione), cioè quei media che comunicano ad una moltitudine di persone.
È interessante capire come mai si è creato nel tempo negli studi di comunicazione questo
importantissimo nesso tra il concetto di comunicazione e quello di massa. Per capirlo
dobbiamo ripercorrere quella che è stata la storia all'interno della sociologia che ha portato
alle definizione di società di massa in primo luogo, e poi capire la sua accezione rispetto
alla comunicazione.
“Società in cui le istituzioni relative ai diversi sottosistemi sociali (economico, politico-
amministrativo, del diritto, dell'educazione, della comunicazione sociale, etc.) sono
organizzate in modo tale da trattare con vasti insiemi di persone considerate come unità
indifferenziate di un aggregato o 'massa' ” [Gili 1990].
Nella definizione di società di massa dobbiamo rilevare che non si parla più delle persone
come insiemi (che sono però differenziati dal fatto di appartenere a particolari classi e che
quindi la società abbia e presenti una sorta di stratificazione), ma questa definizione mette

Trascrizione VDL 1 – Valeria Sboarina


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in evidenza come gli individui siano in buona sostanza definibili all'interno di un'unità
indifferenziata.
Questa idea degli individui come massa nasce da come la società si è strutturata, a partire
dalla fine dell'800 in un organismo caratterizzato dal fatto che “gli individui dispongono
dell'accesso ai diversi sistemi differenziati, anche se solo per funzioni specifiche, di volta in
volta rilevanti nella loro vita” [Gili 1990]. L'idea di questa società è che gli apparati che la
compongono funzionano un po' come una sorta di organismi che, pur differenziati,
collaborano tutti insieme per far funzionare la società.
Questa differenziazione funzionale è la caratteristica sostanziale della società moderna,
nata a seguito di tre processi fondamentali, l'industrializzazione, l'urbanizzazione e la
modernizzazione. Processi che hanno messo in evidenza e concretizzato quelli che erano
stati dei pensieri sulla società contemporanea, nati insieme alle riflessioni di alcuni studiosi
(padri fondatori della sociologia) i quali vedono la società come un organismo in cui le
singole parti collaborano per il funzionamento, e queste singole parti per ben funzionare
devono differenziare il loro apporto e la loro funzione. In questo sistema i processi così
costruiti garantiscono una certa armonia, ma allo stesso tempo producono anche appunto
una differenziazione, cioè i legami iniziano in qualche modo a dileguarsi tra le persone, i
soggetti vivono all'interno di società (fabbrica e alienazione all'interno di essa) in cui
vengono meno le relazioni e i rapporti rispetto ai gruppi di appartenenza, ma si vive
all'interno di una società che ci coglie come soggetti atomizzati, separati l'uno dall'altro.

I postulati della teoria della società di massa [Bauer 1964]


• nella società contemporanea si è verificata la scomparsa dei gruppi primari (il
lavoro, l'urbanizzazione, l'industrializzazione comportano uno spostamento, un
trasferimento delle persone, che devono funzionare per la società compiendo il
proprio lavoro, e quello che è una vita relazionale diventa meno significativo)
• gli individui sono isolati (non possono fare fede, appoggiarsi ai propri legami primari
e di gruppo)
• gli individui annullano l'esaltazione dei tratti personali per lasciare spazio a quelli
impersonali della massa (si tende ad una sorta di omologazione con gli altri, ma è la
società stessa che impone dei ritmi di vita e di lavoro uguali per tutti, e questo
chiaramente fa mettere in secondo piano le caratteristiche personali individuali)
• il pubblico delle comunicazioni di massa diventa da un lato un pubblico atomizzato
e dall'altro diventa un soggetto altamente manipolabile sotto la spinta dei mezzi di
comunicazione di massa che sono onnipotenti e consentono a chi li controlla di
manipolare gli individui

Questo grande nuovo protagonista della società del '900, ossia la massa, inizia ad essere
colta e vista come un fattore che può diventare potenzialmente pericoloso, poiché può
diventare soggetto a quello che sono le manovre e la comunicazione anche di propaganda
di demagoghi, che possono appunto spingere la massa a comportarsi come vogliono
questi nuclei di potere (grazie al canale di trasmissione che sono i mezzi di comunicazione
di massa).

SPUNTI DI RIFLESSIONE. PERCHE' LA MASSA E' INTESA COME INSIEME DI


INDIVIDUI ISOLATI, ATOMIZZATI? (riferimento alla riflessione che ha portato alla
nascita del concetto di società di massa)

Trascrizione VDL 1 – Valeria Sboarina


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* La teoria ipodermica *
È una teoria che forse non dovrebbe neanche essere definita tale, perché rispetto a quelle
che sono le caratteristiche delle teorie scientifiche, non è mai stata provata empiricamente;
è l'espressione chiara di quello che era il clima sociale e culturale di quel periodo, è una
teoria che risponde perfettamente all'idea dei media come attori estremamente potenti e
che determinano effetti forti sulle persone.
In particolare:
• fa riferimento ad un modello comunicativo nel quale ad ogi stimolo (S) corrisponde
una risposta (R) S → R
• fa riferimento alla teoria dell'azione di stampo behaviorista (dobbiamo spostarci nel
mondo degli studi della psicologia comportamentale, nella quale si intende
analizzare come le persone reagiscono a degli stimoli)
• estensione dell'unità S-R della psicologia behaviorista ad ogni forma di
comportamento (sempre considerando quali sono i comportamenti influenzati dai
mezzi di comunicazione)
• preoccupazioni circa il potere manipolatore dei media e visione del rapporto tra
individui e mezzi di comunicazione di massa determinato interamente da
quest'ultimi (i media vengono un po' intesi come il sistema nervoso della società, in
grado con grande facilità di raggiungere l'occhio e l'orecchio della massa degli
individui, e di conseguenza di farli muovere e manipolarli come meglio crede)
• i messaggi veicolati dai media sono potenti fattori di persuasione, in grado di
introdursi all'interno degli individui con le stesse modalità di un «ago ipodermico»
(es. se noi ci vacciniamo, abbiamo tutti lo stesso risultato come popolazione, quindi
un qualcosa che agisce, ed agisce immediatamente ed in modo uniforme su
chiunque colpisca)
• per la teoria dell'ago ipodermico gli individui sono indifesi di fronte al potere dei
media (non in grado in alcun modo di costruire barriere difensive o quelli che
vedremo essere i processi di costruzione di significato)
• i messaggi veicolati sono ricevuti da tutti i membri nello stesso modo (i messaggi
riescono ad ottenere questi effetti che per questa ragione vengono definiti forti, cioè
uguali ed immediati su tutti)

Limiti della teoria ipodermica


• gli individui sono collocati in una sorta di vuoto sociale, soli, esposti agli stimoli
esercitati dai media (qui cogliamo che il significato di massa, se da un lato produce
una sensazione di pericolo, allo stesso tempo l'essere manipolabile deriva dal fatto
che questa massa si compone di singoli soggetti atomizzati, che non sono in realtà
in grado di costruire una piena difesa contro qualunque potere manipolatorio o
qualunque discorso dei nuovi totalitarismi e della comunicazione di propaganda)
• semplificazione eccessiva del rapporto comunicativo, ridotto a mero automatismo
• nessuna traccia di una qualche forma di potere ascrivibile ai destinatari, negazione
du qualsiasi azione interpretativa dei messaggi ricevuti

È davvero così? Le persone ricevono i messaggi e reagiscono allo stesso modo? Oggi ci
rendiamo conto dei limiti di questa teoria; quando è nata, attorno al 1920, invece era
questa l'idea nei confronti dei media e in particolare nei confronti della società che

Trascrizione VDL 1 – Valeria Sboarina


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finalmente mostrava la sua nuova forma, ma mostrava anche tutti i rischi connessi al
concetto della massa.
SPUNTI DI RIFLESSIONE. COME SONO GLI EFFETTI DEI MEDIA SECONDO LA
TEORIA IPODERMICA?

* La teoria matematica della comunicazione *


Questa teoria non è stata ideata da due studiosi di sociologia, ma da due ingegneri, che in
realtà erano interessati alla comunicazione in un modo un po' diverso rispetto a come ne
abbiamo parlato fino ad ora. Shannon e Weaver nel 1948 hanno la necessità di creare una
comunicazione che diminuisca o limiti il più possibile i rumori, i disturbi di sottofondo.
L'obiettivo è quello di ottimizzare la trasmissione del messaggio, evitando di disperdere
l'informazione. L'informazione è qui intesa come varietà codificata, esprimibile
quantitativamente (non interessa tanto il significato, cioè quello che viene veicolato
attraverso il messaggio, non c'è una lettura della semantica della comunicazione, ma ciò
che conta è solo la capacità trasmissiva, capire e cogliere gli elementi che possono “far
perdere” pezzi di comunicazione – es. nel corso di una telefonata non interessa analizzare
la comunicazione rispetto a quello che si dice, ma analizzarla rispetto a quanto noi
sentiamo bene quello che ci viene detto).
Il valore aggiunto di questa teoria è quello di aver messo in chiaro per la prima volta quali
sono gli elementi che vengono coinvolti in un processo comunicativo:

Il trasmittente codifica il messaggio, che viaggia attraverso un canale e arriva ad un


ricevente che lo decodifica, e in questo caso la comunicazione risulta efficace e
funzionale, cosa che non sarebbe nel caso in cui si inserisca una fonte di rumore che
incide sul canale della comunicazione. Non interessa tanto chi codifica e chi decodifica il
messaggio, ma interessa soltanto la “pulizia” della comunicazione.
Su questo modello si sono poi costruite una serie di riflessioni che progressivamente
hanno dato rilevanze sempre più importanti agli elementi qui individuati.

Trascrizione VDL 1 – Valeria Sboarina


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Modello di Harold Lasswell (1948)


Lasswell era uno studioso di comunicazione (aveva già anche partecipato alla teoria
dell'ago ipodermico) che nel 1948 ricostruisce ed analizza la comunicazione riprendendo il
modello matematico di Shannon e Weaver.

Lasswell riprendi gli attori coinvolti nel processo comunicativo e li considera come punti di
riferimento attraverso i quali ampliare la ricerca della comunicazione, cioè rendere ogni
elemento un campo di studi privilegiato.
1. Who – L'emittente, il comunicatore, il soggetto che comunica
2. What – Il messaggio, cosa dice (si analizza cosa è codificato all'interno del
messaggio)
3. Which channel – Il mezzo (ricerche sull'analisi dei media)
4. Whom – Il ricevente (il messaggio raggiunge il destinatario, e gli studi fanno qui
riferimento ai pubblici, all'audience)
5. With what effect – Analisi degli effetti dei media
Queste 5 W di Lasswell vengono spesso utilizzate come suggerimento per costruire una
comunicazione efficace e d'effetto, in quanto si reputa che rispettando questi 5 punti la
comunicazione sia costruita in modo corretto.

SPUNTI DI RIFLESSIONE. QUALI SONO LE AREE DI RICERCA DELLA


COMUNICAZIONE? (riferimento al modello di Lasswell e alle aree di studio che ha
individuato)

Trascrizione VDL 1 – Valeria Sboarina