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NdsP Briciole di Vangelo

Non di Solo Pane


Www.nondisolopane.it Settimanale di Preghiera Domenica 11 luglio 2021
15^ settimana tempo ordinario Anno XXIII n. 998
Apostolato
della preghiera
Tutto è dono di Dio
Tutti sono doni del mio Dio, non io li ho dati a
me stesso. Sono beni, e tutti sono io. E’ buono
chi mi fece, anzi lui stesso è il mio bene, e io

Luglio esulto in suo onore per tutti i beni di cui anche


da fanciullo era fatta la mia esistenza. Il mio
Primo venerdì peccato era di non cercare in lui, ma nelle sue
02/07 creature, ossia in me stesso e negli altri, i diletti,
i primati, le verità, precipitando così nei dolori,
nelle umiliazioni, negli errori. A te grazie, dol-
cezza mia e onore mio e fiducia mia, Dio mio,
a te grazie dei tuoi doni. Tu però conservameli,
così conserverai me pure, e tutto ciò che mi hai
donato crescerà e si perfezionerà, e io medesi-
mo sussisterò con te, poiché tu mi hai dato di
sussistere.
(Sant’Agostino, Confessioni I,20.31)

Dove Dio penetra


Credere nella grazia di Dio significa non indu- croce di Cristo si incontrano l’amore di Dio e
giare a rovistare nella nostra miseria, nella no- l’infelicità umana. Là dove tutta la disperazione
stra colpa, ma uscire da noi stessi e volgere lo dell’umanità, tutto il suo struggente desiderio,
sguardo alla croce, là dove Dio ha preso su di sé tutto il suo dover rinunciare si manifesta in tutta
e ha portato la miseria e la colpa, effondendo la sua crudezza, nella miseria e nel peccato delle
così il suo amore su tutti coloro che hanno pesi nostre città, nelle case dei pubblicani e dei pec-
gravosi da portare. Miseria e colpa dell’uomo, catori, nei ricoveri della disperazione e della mi-
grazia e amore misericordioso di Dio: sono real- seria umana, sulle tombe dei nostri cari, nel cuo-
tà che si richiamano a vicenda. re di colui a cui è stata tolta ogni gioia di vivere,
Dove sono presenti in grande quantità miseria e nel petto di chi non riesce più a rialzarsi dalla
colpa, proprio là sovrabbondano più che mai la propria colpa, ebbene là la parola della grazia
grazia e l’amore di Dio. Dove l’uomo è piccolo divina trionfa. Qui non decifrabile e non discer-
e debole, là Dio ha manifestato la propria glo- nibile, là splendida; qui inverosimile, là fatta real-
ria. Dove il cuore dell’uomo è sconquassato, là tà; qui come un lampeggiare all’orizzonte del
Dio penetra. tempo, là luce sfolgorante dell’eternità.
Dove l’uomo vuol essere grande, Dio non vuo- (D. Bonhoeffer, Memoria e fedeltà, Magnano 1995, 191s.
le esserci; dove l’uomo sembra inabissarsi nella Passim)
tenebra, Dio vi instaura il regno della sua gloria
e del suo amore.
Quanto più l’uomo è debole tanto più è forte
Dio, questo è certo; così come è certo che sulla

Non di solo pane 15^ settimana Tempo Ordinario - Numero 998 pagina 2
I santi del giorno: San Pio I, papa e martir;
sant'Olga di Kiev, granduchessa.

“Lo stolto cerca la felicità nelle cose lontane, il


saggio la trova sotto ai propri piedi.” (J. Oppen-
Domenica
Luglio
15^settimana Tempo Ordinario
11
heim)

Il santo del giorno: san Benedetto da Norcia


Parola di Dio .
in briciole Il futuro dell'Europa sta dentro i monasteri, nel cuore di quegli scrigni
preziosi, contenenti le radici di un continente basato sull'incontro tra
Dio e la storia, tra l'infinito e il mondo. Una tessitura che ha tra i suoi
padri san Benedetto da Norcia, dal 1964 patrono del Vecchio Conti-
nente. La sua vicenda, tutta imperniata sull'ora et labora, sulla preghie-
Essere veri discepoli di ra intrecciata con il lavoro, ci ricorda che la via per il futuro passa an-
Cristo cora da qui, da questa formula sgorgata dal Vangelo e dal mistero
dell'incarnazione. Nato a Norcia nel 480, dopo un periodo di solitudi-
Pagina curata da Don Luciano V. M. ne presso il sacro Speco di Subiaco, Benedetto passò alla forma ceno-
bitica prima a Subiaco, poi a Montecassino. La sua eredità è custodita
“.....Il Signore mi disse: “Va’ profetizza
al mio popolo Israele.....” (Am 7,12-15) nei tantissimi monasteri la cui storia è nata dal solco della sua opera. Il
patrono d'Europa morì forse nel 547 a Montecassino.
Amos non è un letterato, è un
povero contadino e allevatore di
bestiame. Il Signore lo chiama
dal suo umile lavoro e con
un’iniziativa sorprendente e po- Vangelo Mc 6,7-13
tente lo manda a profetizzare al
suo popolo. Amos non può che In quel tempo, Gesù chia-
obbedire a questo invito, la vo- mò a sé i Dodici e prese a
cazione profetica è irresistibile e
si fa voce: “Il Signore ruggirà da mandarli a due a due e da-
Sion e da Gerusalemme farà va loro potere sugli spiriti
udire la sua voce….il Signore
Dio ha parlato” e denuncia tutti impuri. E ordinò loro di
i misfatti, facendosi molti nemi- non prendere per il viaggio
ci potenti dentro e fuori la corte
del re. Amos non ha paura, sa nient’altro che un bastone:
che rischia la vita, sa di poter né pane, né sacca, né dena-
essere accusato e scacciato. Leg- ro nella cintura; ma di cal-
gendo il libro di Amos non si
trovano sostanziali differenze zare sandali e di non porta-
tra quello che lui viveva e de- re due tuniche. E diceva
nunciava e quello che viviamo
noi oggi: stessi soprusi, interes- loro: «Dovunque entriate
si, ricchezze molto mal spartite, in una casa, rimanetevi finché non sarete partiti di lì. Se in qual-
i poveri disprezzati, perversioni.
Anche noi dimentichiamo di
che luogo non vi accogliessero e non vi ascoltassero, andateve-
essere stati non solo liberati, ma ne e scuotete la polvere sotto i vostri piedi come testimonianza
acquistati a caro prezzo….Ogni per loro». Ed essi, partiti, proclamarono che la gente si conver-
giorno è il giorno giusto per es-
sere veri discepoli di Cristo. tisse, scacciavano molti demòni, ungevano con olio molti infer-
mi e li guarivano.

Non di solo pane 15^settimana Tempo Ordinario - Numero 998 pagina 3


Figli di Dio per incontrare chiunque.... meditazione curata da don Luciano Vitton Mea

Presi, chiamati, mandati. all’uomo, attraverso i suoi


Da chi? Dal Signore della occhi, il suo cuore, le sue
vita. Dove? Sulle strade del mani.
mondo.
Uomini spogliati di masche-
Figli di Dio adottivi, liberi e rature ed apparenze, veri,
leggeri per incontrare chi- per incontrare lungo le stra-
unque; per bussare ed entra- de della nostra esistenza,
re in ogni cuore con sempli- altri uomini divenuti fratelli
cità e portare la pace. e regalare loro la buona no-
tizia di un Dio d’amore che
«Dovunque entriate in una casa, Dobbiamo essere segno vi-
ci rende capaci di cambiare
rimanetevi finché non sarete par- sibile di un modo diverso di
la storia.
titi di lì. Se in qualche luogo non esistere: gioioso, pacificante,
vi accogliessero e non vi ascoltas- misericordioso.
sero, andatevene e scuotete la pol- Un modo di essere che va
vere sotto i vostri piedi come testi- all’essenziale senza curarsi
monianza per loro». del vestito, di ciò con cui
mascheriamo il corpo ed il
cuore, ma andando dritto

Maestri di Contemplo: Vigilanza


spiritualità
Signore Gesù,
Tu ci chiami a seguir- La vigilanza è lucidità interiore, La vigilanza è al prezzo di una
Ti, nel Tuo cammino intelligenza, capacità critica, pre- dura lotta contro se stessi: il vigi-
di croce; Tu sconvolgi
i nostri sogni e i nostri senza nella storia, non distrazio- lante è il resistente, colui che com-
progetti: eppure, Tu ne e non dissipazione. batte per difendere la propria vita
sei la nostra pace…
Accettaci con le nostre Unificato nell’ascolto della Parola interiore, per non lasciarsi trasci-
paure e le esitazioni di Dio, interiormente attento alle nare dalle seduzioni mondane,
del cuore; accogli il
nostro umile amore, sue esigenze, l’uomo vigilante per unificare fede e vita e per
capace di darTi soltan- diviene responsabile, cioè radical- mantenersi nell’equilibrio e
to il poco che siamo.
ConvertiTi a noi, Si- mente non indifferente, cosciente nell’armonia.
gnore, e noi ci conver- di doversi prendere cura di tutto (E. Bianchi, Le parole della spiritualità,
tiremo a Te, lasciando- p.32)
ci condurre dove forse e, in particolare, capace di vigila-
non avremmo voluto, re su altri fratelli e sorelle e cu-
ma dove Tu ci precedi
e ci attendi. stodirli.
(Bruno Forte)

Non di solo pane 15^ settimana del Tempo Ordinario n. 998 pagina 4
I Santi del giorno: Santi Ermagora e Fortuna-
to, martiri; san Pietro Khanh, martire

“Il tempo è relativo, il suo unico valore è dato


da ciò che noi facciamo mentre sta passan-
Lunedì
Luglio
15^ settimana tempo ordinario
12
do.” (Albert Einstein)

I Santi del giorno: santi Nabore e Felice


Parola di Dio . Non giudichiamo il nostro vicino dalla sua provenienza, per-
in briciole ché egli, seppur originario di Paesi lontani, potrebbe essere
custode di un messaggio in grado di cambiare la nostra vita.
Venivano da lontano anche i santi martiri Nabore e Felice,
quando, all'inizio del IV secolo, giunsero dall'Africa a Milano
La manifestazione della per servire nell'esercito di Massimiano. Nel Nord dell'Italia
salvezza di Dio conobbero il Vangelo e decisero di farlo proprio, ma questa
scelta costò loro la vita: accusati di diserzione - anche se in
Pagina curata da Don Luciano V. M.
realtà la loro colpa era proprio quella di essere cristiani - ven-
“…resero loro amara la vita mediante una nero condannati a morte: erano "stranieri" e quindi, forse,
dura schiavitù…...” più facilmente sacrificabili. La sentenza venne eseguita a Lodi
(Es 1,8-14.22) Vecchio, per intimorire la forte comunità cristiana locale,
Un nuovo capitolo di storia sta che, invece, si alimentò della loro testimonianza.
per iniziare per il popolo di
Israele, che fino ad allora ave-
va conosciuto la protezione di
Giuseppe e del faraone suo
amico: eppure, anche questa
situazione di pericolo, di ingiu- Vangelo Mt 10,34-11,1
stizia e di schiavitù è preludio
In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli:
della manifestazione potente
«Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; sono
della salvezza di Dio. Attraver- venuto a portare non pace, ma spada. Sono infatti venuto a sepa-
so segni e prodigi egli manife- rare l’uomo da suo padre e la figlia da sua madre e la nuora da
sterà che Israele è il popolo a sua suocera; e nemici dell’uomo saranno quelli della sua casa.
lui consacrato e che nessuno Chi ama padre o madre più di me, non è degno di me; chi ama
può intralciare i suoi piani di figlio o figlia più di me, non è degno di me; chi non prende la
redenzione. A volte, anche noi propria croce e non mi segue, non è degno di me.
notiamo come le sofferenze e Chi avrà tenuto per sé la propria vita, la perderà, e chi avrà per-
le contrarietà sono un momen- duto la propria vita per causa mia, la troverà. Chi accoglie voi ac-
to di preparazione alla manife- coglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato.
Chi accoglie un profeta perché è un profeta, avrà la ricompensa
stazione della salvezza di Dio del profeta, e chi accoglie un giusto perché è un giusto, avrà la
nella nostra vita. Dunque, non ricompensa del giusto. Chi avrà dato da bere anche un solo bic-
disperiamo ma impariamo ad chiere d’acqua fresca a uno di questi piccoli perché è un discepo-
avere pazienza e spirito di fe- lo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa».
de, e prima o poi, vedremo Quando Gesù ebbe terminato di dare queste istruzioni ai suoi
l’amore di Dio che si rivela dodici discepoli, partì di là per insegnare e predicare nelle loro
con potenza anche per noi. città.

Non di solo pane 15^ settimana del Tempo Ordinario n. 998 pagina 5
“Caricarsi sulle spalle la tua croce …” a cura di don Luciano Vitton Mea

Eppure ci parli della a c c o g l i e n z a a n ch e


vita vera, nella quale la dell’incomprensione e
pace, l’amore ai nemici, degli ostacoli, i piedi che
il perdono, cercano i tuoi passi.
l’accoglienza, feriscono Tu non sei stato capito,
le tenebre come scop- noi non saremo capiti;
piettio luminoso di sei stato combattuto, an-
scintille, provocando che noi lo saremo: nes-
reazioni che dobbiamo sun discepolo è più gran-
essere pronti a reggere. de del suo Maestro.
Dimentichiamo sempre Ma come te, insieme a
Mi sorprendi sempre, a
che per seguirti occorre te, saremo più che vinci-
volte mi sgomenti il cuo-
caricarsi sulle spalle la tori.
re.
tua croce, con tutta la
“Non sono venuto a
mitezza possibile, con-
portare la pace, ma una
tenti di seguire la tua
spada”: è come uno
strada.
schiaffo.
Niente violenza ma vera

Maestri di
spiritualità Contemplo: Bellezza
Apri i nostri occhi, Si- Articolata come bellezza, la san- Si tratta di una bellezza da in-
gnore, perché possia-
mo vedere Te nei no- tità appare anzitutto essere im- staurare nelle relazioni, per fare
stri fratelli e sorelle. presa non individualistica, non della Chiesa una comunità in cui
Apri le nostre orecchie,
Signore, perché possia- frutto dello sforzo, magari eroi- si vivano realmente rapporti fra-
mo udire le invocazioni co, del singolo, ma evento di co- terni, ispirati a gratuità, miseri-
di chi ha fame, freddo,
paura, e di chi è op- munione. cordia e perdono; in cui nessu-
presso. Apri il nostro La santità è bellezza che conte- no dice all’altro: “Io non ho bi-
cuore, Signore, perché
impariamo ad amarci sta la bruttura della chiusura in sogno di te”, perché ogni ferita
gli uni gli altri come Tu sé, dell’egocentrismo. alla comunione sfigura la bellez-
ci ami. Donaci di nuo-
vo il tuo Spirito, Signo- E’ gioia che contesta la tristezza za dell’unico corpo di Cristo.
re, perché diventiamo (E. Bianchi, Le parole della spiritualità,
un cuore solo ed un'a- di chi non si apre al dono di a-
nima sola, nel tuo no- more. pp.24-25)
me.
(Santa Teresa di Calcutta)

Non di solo pane 15^ settimana Tempo Ordinario n. 998 pagina 6


Santi del giorno: Sant'Esdra, sacerdote;
santa Clelia Barbieri, vergine.

“La vita è come una commedia: non importa


quanto è lunga ma come viene recita-
Martedì
luglio
15^ settimana Tempo Ordinario
13
ta.” (Seneca)

I santi del giorno: sant'Enrico II


Parola di Dio Il Vangelo può essere guida anche per chi governa, ma è ne-
in briciole cessario trovare i maestri giusti. Ne è un esempio sant'Enri-
co II, che fu imperatore del Sacro Romano Impero tra il
1014 e il 1024. Nato nel 973 in Baviera crebbe in una fami-
glia radicata nella fede: il fratello Bruno fu vescovo di Augu-
Le meraviglie che Dio ha sta, una sorella fu monaca, l'altra sposò Stefano, re d'Unghe-
preparato per noi ria poi santo. Educato dai canonici di Hildesheim e poi dal
vescovo di Regensburg, san Wolfgang. Enrico, prima di es-
Pagina curata da Don Luciano V. M.
sere incoronato imperatore da Benedetto VIII, fu duca di
“....Io l’ho tratto dalle acque!...” Baviera e re di Germania e d'Italia. Tra i suoi consiglieri eb-
(Es 2,1-15)
be anche una figura di spicco della Chiesa dell'XI secolo, l'a-
bate di Cluny, Odilone, che incarnava il desiderio di riforma
La storia di Mosè comincia diffuso in quel tempo.
con una fuga: egli crede di aver
perso tutto nel momento in
cui lascia l’Egitto e comincia
una vita differente, lontano
dalla benevolenza e dalla pro-
tezione del faraone. In realtà la
sua vera storia inizia proprio Vangelo: Mt
ora: da povero e reietto egli 11,20-24
diventerà il liberatore di Israe-
In quel tempo,
le, cioè colui attraverso il quale Gesù si mise a
Dio stesso manifesterà la sua rimproverare le
gloria su tutti i popoli. Impa- città nelle quali
riamo a capire quanto diversi era avvenuta la
maggior parte
sono i criteri di Dio rispetto ai dei suoi prodigi,
nostri: egli può servirsi di noi perché non si
soltanto se smettiamo una vol- erano convertite:
ta per tutte di confidare nelle «Guai a te, Cora-
nostre capacità o nelle nostre zìn! Guai a te,
Betsàida! Perché, se a Tiro e a Sidòne fossero avvenuti i
conoscenze. Soltanto quando prodigi che ci sono stati in mezzo a voi, già da tempo esse,
ci fideremo di lui più di quanto vestite di sacco e cosparse di cenere, si sarebbero convertite.
sappiamo fare o dire, vedremo Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, Tiro e Sidòne
tutte le meraviglie che Dio ha saranno trattate meno duramente di voi.
E tu, Cafàrnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli
preparato per noi e che vuole inferi precipiterai! Perché, se a Sòdoma fossero avvenuti i
compiere, per mezzo nostro, prodigi che ci sono stati in mezzo a te, oggi essa esisterebbe
anche per gli altri. ancora! Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, la terra
di Sòdoma sarà trattata meno duramente di te!».

Non di solo pane 15^ settimana Tempo Ordinario n. 998 pagina 7


“Compiere miracoli d’amore ….” a cura di don Luciano –Parroco di Bovegno

manca il gusto della sor- pre così vicino, che at-


presa; quando si sa tutto tende solo d’essere rico-
a memoria e ci si com- nosciuto.
porta secondo regole e Prego perché almeno per
ruoli nei quali ci si è oggi mi cada il velo dagli
messi reciprocamente; occhi ed io possa vedere
quando non ci si vede la vita con le sue difficol-
più perché non ci si tà, i problemi, le gioie, i
guarda, ecco, allora dolori ed esserne pro-
l’amore si trova in peri- fondamente grata.
colo.
Abitudine, a questo mi Prego perché, almeno
fa pensare il brano evan- L’amore è il prodigio, il per oggi, mi sia data la
gelico o d i e r n o. sapere e riuscire ad ama- grazia di scorgere e la
L’abitudine al bello, al re è il prodigio! fede per compiere mira-
bene ma anche al male, L’amore di Dio in cui coli d’amore.
al brutto. siamo immersi lo è, il
Quando in un amore nostro Dio vicino, sem-

Maestri di Contemplo: Croce


spiritualità Essere figli di Dio (H.J.M. Nouwen, Vivere nello Spirito)
Ma Tu stai alla mia
porta se io, Signore, Il cristiano non è invitato dalla essere rifiutato e ucciso volen-
tendo l'orecchio
e imparo a discernere croce né al dolorismo né alla rasse- do che il peccatore si converta e
i segni dei tempi, di-
stintamente odo i se- gnazione, ne tantomeno a leggere viva.
gnali della tua rassicu- la vita di Gesù a partire da essa,
rante presenza alla La croce è allora anche la de-
mia porta. E quando ma deve riconoscere che la vita nuncia del nostro essere malva-
ti apro e ti accolgo
come ospite gradito stessa di Gesù e la forma della gi, peccatori e ingiusti, sicchè il
nella mia casa, il tem- sua morte, la crocifissione, sono
po che passiamo in- Giusto deve patire, essere rifiu-
sieme mi rinfranca. Il state narrazioni di Dio, del Dio tato, condannato e crocifisso.,
tempo che è passato
con te, sia che man- vivente che ama gli uomini an- (E. Bianchi, Le parole della spiritualità,
giamo sia che bevia-
mo, è sottratto alla che quando sono malvagi, del pp.103-104)
morte. Adesso, anche Dio che perdona quelli che gli
se è lei a bussare, io so
che sarai Tu ad entra- sono nemici nel momento stes-
re: il tempo della mor-
te è finito. so in cui essi si manifestano co-
(Card. C. M. Martini) me tali, del Dio che accetta di

Non di solo pane 15^ settimana Tempo Ordinario n. 998 pagina 8


Santa Toscana, vedova; beata
Santi del giorno:
Angelina da Montegiove, vedova.

“L’uomo più felice è quello in cui non c’è alcuna


Mercoledì
15^ settimana
Luglio
Tempo Ordinario
14
traccia di cattiveria.” (Platone)

I santi del giorno: san Camillo de Lellis


Parola di Dio Ci sono vite che sembrano scritte da un romanziere per
in briciole dare sollievo e speranza a chi vive pesi quotidiani o
drammi esistenziali. Come quella di san Camillo de Lel-
lis, il cui percorso conobbe un inizio rovinoso: nato nel
1550 a Bucchianico, nei pressi di Chieti, infatti, fu sol-
Sempre Dio sa guidarci dato di ventura ma perse i propri averi al gioco. La sua
Pagina curata da Don Luciano luce la ritrovò mettendosi al servizio dei Cappuccini di
“...Togliti i sandali dai piedi perché il Manfredonia. Si convertì ed entrò nell'ordine, ma una
luogo sul quale tu stai è suolo san-
to.....”
vecchia ferita che non guariva lo costrinse al ricovero
presso l'ospedale di San Giacomo degli Incurabili di
(Es 3,1-6.9-12)
Roma. Qui avvenne la seconda conversione: quella ai
La missione di Mosè comincia
con un atto di fede che Dio gli malati e sofferenti ai quali dedicò tutta la sua vita. Dive-
chiede. Di fronte alla prospet- nuto sacerdote nel 1584, fondò la «Compagnia dei mi-
tiva di dover affrontare il fara- nistri degli infermi». Morì nel 1614.
one, la reazione dell’uomo è
più che giustificata: eppure,
Dio gli dice che non deve te-
mere, poiché egli lo accompa-
gnerà. Spesso nella nostra vita Vangelo Mt 11,25-27
dobbiamo affrontare situazioni
In quel tempo, Gesù dis-
ben più dure e difficili di un
uomo ostile: eppure, quando si se: «Ti rendo lode, Padre,
agisce in nome di Dio e in ret- Signore del cielo e della
titudine di coscienza, non si
deve temere. Dio saprà guidar- terra, perché hai nascosto
ci nonostante le nostre povertà queste cose ai sapienti e
e poche capacità. Forse un ai dotti e le hai rivelate ai
buon esercizio che possiamo
fare è quello di rileggere la no- piccoli. Sì, o Padre, per-
stra storia e guardare tutte le ché così hai deciso nella
volte in cui Dio, in situazioni tua benevolenza. Tutto è
critiche, è intervenuto per ri-
solvere la situazione. Ci accor- stato dato a me dal Padre
geremo che egli è intervenuto mio; nessuno conosce il
molte volte e che molte volte Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il
interverrà per aiutarci.
Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo».

Non di solo pane 15^settimana Tempo Ordinario n. 998 pagina 9


La piccolezza evangelica a cura di don Luciano Vitton Mea-Parroco di Bovegno

so della propria grandez- mensione, è nulla, è biso-


za. gno di Dio.
Ci si accorge che l’idea di Quando si è scoperta la
grandezza è un’idea relati- propria debolezza davanti
va che ci costruiamo noi. a Dio, allora si diventa u-
E’ possibile confrontarci mili, e anche se si rimane
tra noi e accorgerci che grandi con dell’autorità,
alcuni sono grandi e altri con del potere, con
piccoli, alcuni importanti dell’importanza si sente il
e altri no, potenti o bisogno di trasformare
no….e così via. questa apparente grandez-
La piccolezza evangelica è
Ma dinanzi a Dio non ci za in autentica piccolezza.
il criterio del rapporto tra
sono umanità piccole o
uomo e Dio.
umanità grandi: l’umanità
Quando l’uomo si con-
è tutta piccola, non ha di-
fronta con Dio scompare
dal suo giudizio ogni sen-

Maestri di spiri-
tualità Contemplo: Conversione
Dobbiamo “andare
verso le periferie”, le La conversione attesta la peren- debolezza, e di riprendere il
periferie esistenziali. ne giovinezza del cristianesimo; cammino di sequela e di fede.
Tutte, dalla povertà il cristiano è colui che sempre Si, sempre la Chiesa e il cristia-
fisica e reale dice: “Io oggi ricomincio da ca- no abbisognano di conversione,
alla povertà intellet- po”. perché sempre devono discer-
tuale, che è reale, pu-
re. Tutte le periferie, Essa nasce nella fede della risur- nere gli idoli che si presentano
tutti gli incroci dei rezione di Cristo: nessun pecca- al loro orizzonte, e sempre de-
cammini: andare là. to, nessuna caduta hanno vono rinnovare la lotta contro
E là, seminare il seme l’ultima parola nella vita del cri- di essi per manifestare la signo-
del Vangelo, con la stiano, ma la fede nella risurre- ria di Dio.
parola e con la testi- zione lo rendono capace di cre- (E. Bianchi, Le parole della spiritualità,
monianza. dere più alla misericordia di Dio pp.69-70)
(Papa Francesco) che all’evidenza della propria

Non di solo pane 15^ settimana Tempo Ordinario n. 998 pagina 10


Santi del giorno: Beato Bernardo II di Baden; san
Pompilio Maria Pirrotti, religioso.

“A ogni male ci sono due rimedi: il tempo e il


Giovedì
Luglio
15^ settimana Tempo Ordinario
15
silenzio.” (A. Dumas)

Il santo del giorno: san Bonaventura


Parola di Dio Conoscere il mondo per arrivare a Dio, perché nella crea-
in briciole zione è impressa l'impronta del Creatore: è una via che uni-
sce mente e cuore quella indicata da Bonaventura, religioso
francescano, teologo, vescovo, santo e dottore della Chiesa
vissuto tra il 1218 e il 1274. Giovanni Fidanza era nato a
L’identità di Dio Bagnoregio (Viterbo), da piccolo fu guarito da san France-
sco, che esclamò: «Oh bona ventura». Da quel momento
Pagina curata da Don Luciano V. M.
Giovanni divenne per tutti Bonaventura. A Parigi compì i
“ ….questo è il mio nome per sem- suoi studi ed entrò nell'ordine dei Frati Minori. Nel 1257
pre…...” divenne generale dell'ordine francescano; venne poi nomi-
nato vescovo di Albano e cardinale. Prese parte al secondo
(Es 3,13-20) Concilio di Lione, città dove morì nel 1274. Sono numerose
La nostra mentalità moderna le sue opere di carattere mistico e teologico, tra le quali
non riesce a cogliere in pro- spicca la "Legenda maior", biografia di san Francesco.
fondità la portata di questo Altri santi. Beato Bernardo II di Baden; san Pompilio Maria
brano biblico: la rivelazione Pirrotti, religioso
del nome di Dio è l’apertura
del suo mistero più profondo,
cioè la sua identità. Dio, dun-
que, si fa vicino a Mosè per
fargli comprendere il suo rap-
porto e la sua presenza. Ma il
nome che Dio pronuncia e- Vangelo Mt 11,28-30
sprime anche il mistero della
sua alterità e della sua inavvici- In quel tempo, Gesù dis-
nabile santità: è allora una rive- se: «Venite a me, voi tutti
larsi a Mosè pur facendogli
che siete stanchi e op-
comprendere che il mistero di
Dio non può essere oggetto pressi, e io vi darò risto-
della conoscenza umana. In- ro. Prendete il mio giogo
tanto Dio darà un modo ine- sopra di voi e imparate
quivocabile per far riconoscere
da me, che sono mite e
la sua presenza sia a Mosè che
a tutto il popolo: la sua azione umile di cuore, e trove-
salvifica nei loro confronti. rete ristoro per la vostra
Nonostante la durezza di cuo- vita. Il mio giogo infatti
re del faraone, il, piano di Dio è dolce e il mio peso leg-
si realizzerà.
gero».

Non di solo pane 15^ settimana Tempo Ordinario n. 998 pagina 11


“Venite a me…….” pagina curata da Don Luciano—Parroco di Bovegno

Non si tratta di norme o semina della parola che


divieti, ma di aver parte a porterà molto frutto, se-
lui, medico delle anime e condo la parabola.
dei corpi, ricco di grazia Non è un’immagine di
e di misericordia. vincolo, di peso, di schia-
Si è così “aggiogati” a vitù ma di condivisione,
lui, l’aratore che prepara di aiuto e sostegno.
il terreno per la semina. Inoltre l’immagine ci ri-
“Venite a me, voi tutti che L’immagine del gioco chiama la collaborazione,
siete stanchi e oppressi, e io vi rimanda in prima istanza, nell’umiltà del cuore.
darò ristoro.”
ai buoi uniti nello sforzo
della aratura, e perciò
Le parole di Gesù sono
alla condivisione della
portatrici di un messag-
fatic a ne l cam po
gio che va oltre le nostre
dell’amore compassione-
situazioni concrete, e
vole ed attivo che traccia
tuttavia le riguarda.
il solco, prepara per la

Maestri di Contemplo: Attesa


spiritualità

Ogni uomo semplice Nell’attesa della tua venuta: al cuo- In realtà il cristiano, che non si
porta in cuore un so-
gno, con amore ed u- re della celebrazione eucaristica, lascia definire semplicemente
miltà potrà costruirlo.
Se con fede tu saprai queste parole ricordano al cri- da ciò che fa, ma dalla relazione
vivere umilmente più
felice tu sarai anche stiano un elemento costitutivo con il Cristo, sa che il Cristo che
senza niente. Se vorrai della sua identità di fede: l’attesa egli ama e in cui pone la fiducia
ogni giorno con il tuo
sudore una pietra dopo della venuta del Signore. è il Cristo che è venuto, che vie-
l'altra in alto arriverai.
Nella vita semplice tro- Certo nei tempi del “tutto e su- ne nell’oggi e che verrà nella
verai la strada
che la calma donerà al bito” parlare di attesa può ri- gloria.
tuo cuore puro. E le
gioie semplici sono le schiare l’impopolarità e (E. Bianchi, Le parole della spiritualità,
più belle sono quelle l’incomprensione totale; a molti p. 53)
che alla fine sono le più
grandi. Dai e dai ogni attesa appare come sinonimo di
giorno con il tuo sudo-
re una pietra dopo l'al- de-responsabilizzazione.
tra in alto arriverai.
(J.-M. Benjamin)

Non di solo pane 15^ settimana Tempo Ordinario n. 998 pagina 12


Il santo del giorno: San Sisenando di Cordova,
martire; santa Maria Maddalena Postel, religio-

“Un amico è ciò di cui il cuore ha sempre biso-


Venerdì
Luglio
15^ settimana Tempo Ordinario
16
gno” (H. Dyke)

Parola di
di Dio
Dio
Madonna del Carmelo
Parola
in briciole
in briciole L'amore di Dio è come una pioggia di vita sulla terra riarsa del cuo-
re umano: fa germogliare la speranza. Ed è proprio questa l'espe-
rienza che il profeta Elia ebbe sul monte Carmelo, dove sconfisse
gli adoratori di Baal, affermò la grandezza dell'unico vero Dio e fu
Rivivere la vera Pasqua testimone del miracolo della pioggia portata da una nuvola prove-
pagina curata da Don Luciano V. M. niente dal mare. In quella nuvola la tradizione ha visto l'immagine
“…..questo giorno sarà per voi un memo- della Vergine che dona il Figlio di Dio, pioggia benefica per il mon-
riale ……” do. Ecco perché i monaci del Carmelo hanno sempre coltivato la
(Es 11,10-12.14) devozione per la Vergine, che nel 1251 apparve al primo priore ge-
nerale dei carmelitani, Simone Stock, promettendogli la sua prote-
Dopo aver mostrato più volte
zione.
la sua santità a Israele in Egit-
to, Dio è pronto a mandare
l’ultimo flagello, il più terribile:
la morte dei primogeniti. Ma
prima, egli spiega a Mosè che
quell’evento avrà un valore di
importanza capitale anche per
il popolo: è la Pasqua cioè il Vangelo Mt 12,1-8
rituale che tutto il popolo do- In quel tempo, Gesù passò, in giorno di sabato, fra campi
vrà celebrare in perpetuo, in di grano e i suoi discepoli ebbero fame e cominciarono a
ricordo di quella notte terribile cogliere delle spighe e a mangiarle. Vedendo ciò, i farisei
e gloriosa di liberazione. Il te- gli dissero: «Ecco, i tuoi discepoli stanno facendo quello
sto sacro usa una parola molto che non è lecito fare di sabato». Ma egli rispose loro:
importante: memoriale. Que- «Non avete letto quello che fece Davide, quando lui e i
sto termine significa che ogni suoi compagni ebbero fame? Egli entrò nella casa di Dio e
volta che gli ebrei rinnovavano mangiarono i pani dell’offerta, che né a lui né ai suoi com-
il rituale della Pasqua, gli even- pagni era lecito mangiare, ma ai soli sacerdoti. O non ave-
ti avvenuti in quella notte ac- te letto nella Legge che nei giorni di sabato i sacerdoti nel
quistavano per loro la stessa tempio vìolano il sabato e tuttavia sono senza colpa? Ora
attualità. Anche noi, in ogni io vi dico che qui vi è uno più grande del tempio. Se ave-
celebrazione liturgica, rivivia- ste compreso che cosa significhi: “Misericordia io voglio e
mo da protagonisti la vera Pa- non sacrifici”, non avreste condannato persone senza col-
squa, quella compiutasi nella pa. Perché il Figlio dell’uomo è signore del sabato».
morte e risurrezione di Gesù.

Non di solo pane 15^ settimana Tempo Ordinario n. 998 pagina 13


La libertà dell’amore a cura di don Luciano Vitton Mea -Parroco di Bovegno

vederlo: sole che illumi- La libertà fa paura sem-


na, un vento leggero a pre perché contiene la
scompigliare i capelli; un possibilità d’errore, il ri-
gruppo di amici, che schio dell’imperfezione.
parla, ride, vive la libertà Ma quanto è meraviglio-
dei figli di Dio. sa? Quanto apre i pol-
moni?
Ecco il punto: Gesù è la
“Misericordia io voglio e non
meravigliosa rilettura Dio Padre ci ha voluto
sacrifici”, non avreste con-
dell’antica alleanza, fatta simili a lui in particolar
dannato persone senza colpa.
Perché il Figlio dell’uomo è secondo le categorie di modo nella capacità
signore del sabato. Dio, prima fra tutte la d’amare e nella libertà di
libertà dell’amore. Ci le- farlo.
ghiamo mani e piedi con
E’ il giorno del riposo mille regole che ci fanno
per la lode: sabato, gior- stare tranquilli nei nostri
no di festa. Gesù passa recinti privi di fantasia.
fra i campi di grano con
i suoi amici. Mi pare di

Maestri di
spiritualità Contemplo: Tempo
Maria, ripeti ancora
oggi la canzone del Il tempo del cristiano è tempo Il cristiano infatti sa - e non si
Magnificat, e annuncia
straripamenti di giusti- di lotta, di prova, di sofferenza. stancherà mai di ripeterlo, in
zia a tutti gli oppressi Anche dopo la vittoria di Cristo, un’epoca che non ha più il co-
della terra. Non ci la- raggio di parlare di perseveranza
sciare soli nella notte a dopo la risurrezione e la tra-
salmodiare le nostre smissione delle energie del ri- né tantomeno di eternità– che il
paure. Anzi, se nei mo- tempo è aperto all’eternità, alla
menti dell'oscurità ti sorto al cristiano, resta ancora
metterai vicino a noi operante l’influsso del “Dio di vita eterna, ad un tempo riem-
e ci sussurrerai che questo mondo”. pito da Dio solo: questa è la
anche Tu, Vergine
dell'Avvento, stai a- Il tempo del cristiano quindi è e mèta di tutti i tempi, in attesa
spettando la luce, le rimane tempo di esilio, di esodo, del Dio che viene.
sorgenti del pianto si
disseccheranno sul no- di pellegrinaggio, in attesa delle (E. Bianchi, Le parole della spiritualità,
stro volto. E svegliere- realtà ultime in cui Dio sarà tut- p. 63)
mo insieme l'aurora.
(Don Tonino Bello) to in tutti.

Non di solo pane 15^ settimana Tempo Ordinario n. 998 pagina 14


I santi del giorno: Sant'Ennodio di Pavia, vesco-

17
vo (VI sec.); santa Edvige, regina.
Sabato
“Lo scopo della vita è credere, sperare e lotta- Luglio
15^ settimana Tempo Ordinario
re.” (I. Gandhi)

Parola di Dio Il santo del giorno: santa Marcellina


in briciole
Condividere il Credo e guardare al mondo con gli stessi
occhi, con la stessa luce di speranza: è questo il legame
più bello che possa esserci tra fratelli. Un vincolo del
cuore, che, al pari di quello di sangue, può far nascere
Vangelo: Mt 12,14-21 grandi progetti. Come quello della santità. Oggi la Chiesa
In quel tempo, i farisei uscirono ricorda una "parente illustre", santa Marcellina, sorella di
e tennero consiglio contro Gesù sant'Ambrogio e san Satiro. Nata a Roma attorno al 330 -
per farlo morire. Gesù però, per alcuni forse invece a Treviri - si convertì al cristianesi-
avendolo saputo, si allontanò di mo in gioventù, consacrandosi poi come vergine nelle
là. Molti lo seguirono ed egli li
guarì tutti e impose loro di non mani di papa Liberio. Quando Ambrogio divenne vesco-
divulgarlo, perché si compisse vo di Milano, Marcellina si trasferì in questa città, colti-
ciò che era stato detto per mez- vando la vita comunitaria con alcune compagne. Morì nel
zo del profeta Isaìa: «Ecco il 397, pochi mesi dopo il fratello.
mio servo, che io ho scelto; il
mio amato, nel quale ho posto il
mio compiacimento. Porrò il
mio spirito sopra di lui
e annuncerà alle nazioni la giu- Medita a cura di Don Luciano
stizia. Non contesterà né gride-
rà né si udrà nelle piazze la sua Gesù si identifica con il misterioso servo del Signore non
voce. Non spezzerà una canna solo in ragione della sofferenza, o della sua missione salvi-
già incrinata, non spegnerà una
fiamma smorta, finché non ab- fica universale, ma anche per l’atteggiamento di umile ob-
bia fatto trionfare la giustizia; bedienza nei confronti del Signore.
nel suo nome spereranno le na- La profezia continua, è sempre in atto: si realizza nella
zioni».
storia del popolo di Israele, è pienamente compiuta nella
passione di Gesù, è la forma della sua comunità che non
potrà essere diversa da lui.
Prendere su di sé il male del mondo, farsene carico, su-
bendo anche la persecuzione e la morte, con un atteggia-
mento di compassione e di perdono, nell’espropriazione
di sé: è l’identità profonda della Chiesa sempre da perse-
guire.

Non di solo pane 15^ settimana Tempo Ordinario n. 998 pagina 15


Fonte di schiavitù Si comincia a peccare per curiosità
(talvolta persino per vanità); si
a cura della redazione continua per debolezza e per abi-
tudine; si finisce per peccare per
disperazione, perché ormai non si
riesce più a rompere le catene.
Card. Biffi

una triste e universale realtà. E’


una tale sciagura che, se non
interviene il pentimento e il per-
dono, ha come suo esito la dan-
nazione eterna. E’ tanta la sua
gravità che il Figlio di Dio è fi-
nito sulla croce per liberarcene.
Dal mio peccato il Signore mi
salva, donandomi la grazia in-
sperata di cominciare sempre
Fonte di schiavitù è il peccato. Per il vangelo il solo peccato daccapo a tentare di condurre
“Chiunque commette peccato è schia- di cui l’uomo si deve occupa- un’esistenza innocente. Davanti
vo del peccato” (Gv 8,34). re è il suo; quanto agli altri, alla nostra fragilità dobbiamo
La quotidiana esperienza Gesù raccomanda di non giu- riscoprire da un lato la piena ed
dell’uomo comprova da sem- dicarli. Per il vangelo la fonte effettiva responsabilità che ci
pre questa limpida e netta af- del male è il cuore dell’uomo: viene dalla nostra natura di cre-
fermazione di Cristo. Si comin- dal cuore cioè dal mistero del- ature libere e padrone dei loro
cia a peccare per curiosità la nostra interiore personalità atti; dall’altra la potenza della
(talvolta persino per vanità); si e dall’uso ingiusto della nostra grazia di Cristo, che è capace di
continua per debolezza e per libertà, derivano tutte le ini- darci quella forza che noi da soli
abitudine; si finisce per peccare quità, le avidità, le corruzioni, non possediamo.
per disperazione, perché ormai le pazzie che rendono la terra Si tratta insomma di riaffermare
non si riesce più a rompere le il luogo dove sembra quasi la nostra libertà, ma come “libertà
catene. A questo punto, ci si non sia possibile vivere. Ad- redenta”.
persuade che il peccato non dirittura, per l’uomo moderno (G. Biffi, La meraviglia dell’evento cristia-
c’è; ci sono solo tabù da abbat- il peccato pare non esista più; no, Casale Monf. 1996, 307-309 pas-
sim)
tere o almeno da superare. Co- o, in ogni caso è giudicato un
sì l’uomo, credendo di affer- fenomeno irrilevante. Il van-
marsi libero signore della pro- gelo continua invece a chia-
pria vita, diventa lo zimbello mare le cose con il loro no-
delle forze del male. me. Per il vangelo il peccato è