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Manuale di montaggio,

uso e manutenzione
Edizione Gennaio 2009

SCAFFALATURE INCASTRO L12 – L15

SOMMARIO

1. Introduzione............................................................................................................................2
1.1 Riferimenti e Numeri utili ...................................................................................................................................... 2
1.2 Scopo del manuale ............................................................................................................................................... 2
1.3 ACAI e CISI.......................................................................................................................................................... 3

2. Il prodotto...............................................................................................................................4
3. Dati tecnici ..............................................................................................................................4
3.1 Progettazione e costruzione .................................................................................................................................. 4
3.2 Materiali impiegati ................................................................................................................................................ 6

4. Istruzioni per il dimensionamento..............................................................................................7


4.1 Scelta dei piani ..................................................................................................................................................... 7
4.2 Scelta dell’interasse tra i piani ............................................................................................................................... 8
4.3 Scelta del fianco ................................................................................................................................................... 9
4.4 Tipologie di scaffalatura incastro ........................................................................................................................... 9
4.5 Esempio............................................................................................................................................................. 11

5. Istruzioni per il montaggio ......................................................................................................13


5.1 Prima di iniziare il montaggio .............................................................................................................................. 13
5.2 Fasi di montaggio ............................................................................................................................................... 13
5.3 Verifiche e controlli ............................................................................................................................................. 14
5.3 Verifiche e controlli ............................................................................................................................................. 15

6. Istruzioni per l’uso e la manutenzione ......................................................................................16


6.1 Come caricare e scaricare la struttura .................................................................................................................. 16
6.2 Tabelle e cartellini di portata ............................................................................................................................... 17
6.3 Comportamenti da evitare................................................................................................................................... 17
6.4 Limiti di impiego della scaffalatura ....................................................................................................................... 17
6.5 Danneggiamenti alla scaffalatura ......................................................................................................................... 17
6.6 Ispezione della scaffalatura ................................................................................................................................. 19
6.7 Procedura di valutazione del danno ..................................................................................................................... 21
BFTM srl L12/L15 – Manuale di montaggio, uso e manutenzione

1. INTRODUZIONE

1.1 Riferimenti e Numeri utili

La “mission” aziendale è soddisfare pienamente le esigenze dei nostri clienti, attraverso la fornitura di
prodotti funzionali e sicuri e l’erogazione di servizi di supporto tecnico e di assistenza pre e post
vendita qualificati ed efficaci.

Per qualsiasi informazione di carattere commerciale e tecnico si può fare riferimento all’agente o al
rivenditore di zona o direttamente in azienda al numero 071-7390200.

L’invio di richieste di offerta, ordini, schizzi, disegni o qualsiasi documento in forma cartacea può
avvenire mediante fax al numero 071-7390610.

Utili informazioni sull’azienda, i prodotti e le loro caratteristiche sono disponibili on-line sul sito
www.bftm.it.

Documenti in forma elettronica possono essere inviati tramite e-mail all’indirizzo di posta elettronica
info@bftm.it.

Per quanto riguarda informazioni di carattere generale o in caso di urgenza è attivo il numero verde
800-299-160.

1.2 Scopo del manuale

Il presente manuale è rivolto a tutti coloro presso i quali è o verrà installata una scaffalatura incastro
del tipo L12 o L15.

Lo scopo è quello di informare gli utilizzatori riguardo:

la conoscenza di tutti i dati necessari per progettare l’impianto in modo da renderlo idoneo all’uso
e sicuro;

le modalità di installazione e di messa in funzione dell’impianto;

i comportamenti da tenere durante le fasi di immagazzinamento e di movimentazione delle merci


stoccate;

le attività di verifica da condurre periodicamente sulla struttura per accertarne l’assenza di


imperfezioni, danni o rotture che ne pregiudicherebbero l’affidabilità e la sicurezza.

Il manuale è stato pensato, progettato e realizzato dall’ufficio tecnico della BFTM per fornire maggiore
supporto tecnico alla clientela, soprattutto attraverso la trasmissione delle informazioni “di base” che
soddisfano la gran parte del bisogno di conoscenza dell’utilizzatore per un uso corretto dell’impianto a
disposizione.

Il presente documento è suscettibile di revisioni od aggiornamenti futuri senza obbligo di preavviso.

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1.3 ACAI e CISI

L'ACAI-CISI (Associazione Costruttori in Acciaio Italiani – Costruttori Italiani Scaffalature Industriali)


è membro della FEM, comitato europeo che si occupa della regolamentazione dei modi di calcolo,
montaggio ed uso in sicurezza delle scaffalature industriali.

L'ACAI-CISI ha istituito un disciplinare ed un marchio di garanzia chiamato “CISI – Qualità e


Sicurezza” che si ottiene dimostrando di:
adottarne le rigide norme di calcolo e di progettazione;
impiegare materie prime certificate;
assicurare la controllabilità storica dei prodotti;
sottostare a periodiche ispezioni di organismi esterni.

Il primo e più importante risultato di questo regolamento è l'assoluta sicurezza degli scaffali CISI, ma
anche la solidità, la durata e la semplicità di manutenzione.

Il tema della sicurezza delle scaffalature è sviluppato dal CISI in collaborazione con l'Università di
Trento attraverso sperimentazioni pratiche e la costante revisione delle norme di calcolo; del resto la
stessa normativa CISI ed i programmi di calcolo utilizzati sono in continua evoluzione.

Per ottenere il conferimento del marchio "CISI - Qualità e Sicurezza" la BFTM ha dovuto
dimostrare, in sede di prima verifica e durante tutte le verifiche ispettive successive, l'applicazione
sistematica di cinque regole fondamentali:

1. Utilizzo di materiali strutturali qualificati per avere la sicurezza sulle caratteristiche meccaniche e
chimiche dell'acciaio impiegato: in pratica, ogni fornitura deve essere corredata di apposito
certificato di collaudo 3.1 (rif. Norma EN 10204).

2. Rispetto delle regole nell'applicazione dei carichi della struttura per eseguirne correttamente il
dimensionamento: oltre ai carichi verticali, deve essere considerata anche una quota di carichi
orizzontali per simulare imperfezioni di montaggio, disallineamenti, urti ed eventi accidentali.

3. Osservanza delle regole inerenti la sperimentazione, dal momento che il dimensionamento delle
scaffalature dipende anche da una serie di parametri che non possono essere ricavati solo da
ipotesi teoriche bensì anche da prove pratiche: ciò consiste nell'esecuzione di prove sperimentali
eseguite dall'Università di Trento su campioni presi dalla produzione;

4. Ricorso a procedimenti di verifica definiti dalle norme CNR 10011 e CNR 10022 ed osservanza
delle leggi in vigore (DM 9/1/96) e dei regolamenti ACAI-CISI;

5. Obbligo, nel rispetto delle prescrizioni del Decreto Legislativo 9 aprile 2008 n. 81, di fornire al
cliente tabelle e cartelli di portata indicanti, in modo inequivocabile, le caratteristiche prestazionali
della scaffalatura.

6. Rispetto delle regole in materia di prevenzione dei rischi, protezione e sicurezza dei luoghi di
lavoro e dei lavoratori secondo il Decreto Legislativo 9 aprile 2008 n.81.

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2. IL PRODOTTO
La scaffalatura incastro L12 o L15 fa parte della famiglia delle scaffalature metalliche leggere di
portata max 1350 kg (per L15).

I principali componenti sono rappresentati in Fig. 1:

Ripiano

Controventi

Montante

Piastrini di
accoppiamento

Fig. 1

Per quanto riguarda la finitura superficiale, i nostri prodotti sono verniciati con polveri polimerizzate in
tunnel termico alla temperatura di circa 180°C.

3. DATI TECNICI

3.1 Progettazione e costruzione

3.1.1 Normative e raccomandazioni

Per il dimensionamento delle scaffalature si è fatto riferimento alle Normative e Raccomandazioni di


seguito elencate:

D.M. 9 gennaio ‘96 “Norme tecniche per l’esecuzione delle opere in cemento
armato normale e precompresso e per le strutture metalliche”.

CNR 10011/97 “Costruzioni di acciaio: istruzioni per il calcolo, l’esecuzione, il


collaudo e la manutenzione”.

CNR 10022/84 “Profilati formati a freddo: istruzioni per l’impiego nelle


costruzioni”.

UNI ENV 1993 1-1 (EUROCODICE 3)“Progettazione di strutture in acciaio”.

EN 1993 1-3 “Progettazione delle strutture in acciaio – regole generali –


regole supplementari per profili formati a freddo”.

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UNI EN 10204 agosto 91 “Prodotti metallici. Tipi di documenti di controllo”.

D.L. 9 aprile 2008 n.81

ACAI – CISI Regolamento di Autoquilificazione: “Norma Tecnica per le


scaffalature leggere” Ed. Giugno 2002.

Federation Europèenne de la Manutention – Section X: F.E.M. 10-2-06 “The design of hand

loaded static steel shelving systems”.

3.1.2 Codici di calcolo

SARGON (Ed. Castalia) ver.6-11 Analisi ad E.F.

SAMBA (Ed. Castalia) ver.2.00 Calcolo proprietà delle sezioni;

ALGOR F.E.A. SYSTEM Algor Inc.Pittsburgh PA(USA), solutore ad Elementi Finiti per
l’analisi strutturale in 3 dimensioni delle scaffalature;

COLDFORM ver.2.00 Calcolo delle caratteristiche efficaci dei profili formati a freddo,
secondo l’Eurocodice 3.

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3.2 Materiali impiegati

3.2.1 Qualità

Vengono impiegati solo acciai qualificati e certificati all’origine dal produttore con modello 3.1 secondo
quanto previsto dalle norme UNI EN 10204.

Nella tabella di Fig. 2 sono riportate le principali tipologie di acciaio utilizzato e le relative
caratteristiche meccaniche imposte.

tipo Rm (Mpa) Re (Mpa) A (%)

S235JR 360-490 235 20-26

Fig. 2

L’utilizzo di acciai non qualificati avviene limitatamente a componenti strutturali secondari, quali i
ripiani e a componenti non strutturali la cui fabbricazione richiede il ricorso ad acciai ad alta
formabilità a freddo e/o acciai da stampaggio.

3.2.2 Tolleranze sugli spessori

Per quanto riguarda le tolleranze applicate agli spessori la norma presa a riferimento è la UNI EN
10143.

In particolare, vengono accettate variazioni sugli spessori non oltre la metà delle tolleranze ammesse
dalla norma sopra citata.

3.2.3 Rintracciabilità

Ogni fornitura di materia prima (profili montanti, tubolari, lamierati, ecc.) è contrassegnata da un
numero di lotto interno al quale corrisponde il relativo certificato 3.1 rilasciato dal produttore
(acciaieria).

Al momento dell’utilizzo in produzione, il numero di lotto del materiale viene associato ad un numero
di commessa interna che ne consente, in qualsiasi momento, la precisa individuazione in termini di
prodotto e di fase di lavorazione.

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4. ISTRUZIONI PER IL DIMENSIONAMENTO


Per la realizzazione della scaffalatura dobbiamo dimensionare correttamente tutti gli elementi che la
compongono, tenendo conto del luogo dove andrà installata la struttura.

In particolare è utile conoscere preventivamente:


il pavimento d’appoggio, la sua tipologia, la sua portata e la capacità di resistere a carichi
concentrati;
l’ambiente in cui verrà installata la struttura, al chiuso o all’aperto, sottoposto a particolari
temperature o gradienti termici o all’azione di sostanze corrosive;
l’altezza del soffitto;
la tipologia degli eventuali altri impianti esistenti.

Inoltre, è necessario conoscere l’altezza ed il peso del materiale da immagazzinare, perché in funzione
di questi andremo a scegliere tutti i componenti necessari e gli eventuali accessori.

4.1 Scelta dei piani

In funzione del numero e della larghezza delle scatole/contenitori da immagazzinare e dei loro pesi,
occorre individuare il piano adatto da utilizzare.

A tal fine utilizziamo la tabella 40-0306 di Fig. 3, ove sono indicate le portate di ogni piano di
tipologia diversa, in funzione delle loro dimensioni.

TABELLA DEI CARICHI (IN KG) UNIFORMEMENTE DISTRIBUITI SUL PIANO

CODICE DIMENSIONI Kg. U.D.


A x B

006901 700 x 300 105


006902 800 x 300 90
006903 900 x 300 80
006904 1000 x 300 75
006905 1200 x 300 60

000000 1000 x 300 1R 125


000000 1200 x 300 1R 100

006906 700 x 400 105


006907 800 x 400 1R 155
006908 900 x 400 1R 140
006909 1000 x 400 1R 125
006910 1200 x 400 1R 105

006911 700 x 500 1R 135


40-0306 REV.II° del 11/11/04

006912 800 x 500 1R 135


006913 900 x 500 1R 125
006914 1000 x 500 1R 115
006915 1200 x 500 1R 95

006916 700 x 600 2R 155


006917 800 x 600 2R 155
006918 900 x 600 2R 155
006919 1000 x 600 2R 155
006920 1200 x 600 2R 140

Fig. 3

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4.2 Scelta dell’interasse tra i piani

In funzione dell’altezza massima delle scatole/contenitori occorre individuare l’interasse tra i piani e
verificare che il carico totale del fianco (pari alla somma del carico del primo piano e di quelli
soprastanti) sia inferiore o uguale a quello massimo ammissibile (vedi tabella 40-0386 di Fig. 4).

È preferibile seguire i seguenti passaggi:

A. individuare il carico o la portata massima del piano;

B. stabilire l’interasse tra i piani pari ad almeno la somma dell’altezza massima delle
scatole/contenitori e della sezione del piano (vedi Fig. 9-10);

C. individuare il numero di piani per corpo a fronte dell’interasse tra i piani stessi per multipli di 30
mm ca;

D. individuare il carico totale gravante sul fianco, pari alla somma del carico del primo piano e del
carico di quelli soprastanti, cioè il carico relativo ad un unico corpo;

E. verificare che il carico totale del fianco così composto sia inferiore o uguale a quello massimo
ammissibile, dato dal grafico riportato in tabella 40-0386 di Fig. 4.

TABELLA DEI CARICHI (IN KG) PER FIANCO IN FUNZIONE DELL’INTERASSE TRA I PIANI

Profilo L15

1400
Carico ammissibile in Kg per fiancata

1350

1300

1250

1200

1150

1100
300 400 500 600 700 800 900 1000 1100 1200
Interasse in m m fra i piani
40-0386

Fig. 4

NOTA: Non viene esposta la tabella dei fianchi L12, in quanto per il momento l’azienda ha deciso di
commercializzare tali fianchi solamente attenendosi alla “Classe 3” di seguito specificata.
La Classe3 è una classificazione attribuita dall’ACAI-CISI che identifica una scaffalatura industriale in
acciaio atta a sostenere unità di “carico leggero” cioè movimentabile manualmente, con le seguenti
limitazioni:
1. altezza massima = 3 mt

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2. carico massimo complessivo per unità di lunghezza monofronte =


1000 Kg/mt lineari
3. carico massimo sul singolo ripiano = 250 Kg

4.3 Scelta del fianco

In funzione dell’altezza del soffitto, della profondità dello spazio a disposizione e della quota dell’ultimo
piano, occorre individuare l’altezza e la profondità del fianco (vedi Fig. 8).

Si suggerisce di scegliere l’altezza per multipli di 500 mm (cfr. tabella 40-0324 riportata in Fig. 5).
5000
4500
4000
3500
3000
2500
2000
1500
1000

Fig. 5

4.4 Tipologie di scaffalatura incastro

Le varie tipologie di scaffalatura disponibili sono le seguenti:

8
8
27.2
27.2

Y
Y 1.5
50

1.2 X
50

X
22.8

3
22.8

28
28

Fig. 6
sp. 1,2 mm sp. 1,5 mm

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I carichi massimi ammissibili per i vari tipi di scaffalatura incastro sono rappresentati nella tabella 40-
0386 di Fig. 4.

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4.5 Esempio

Per meglio comprendere quanto detto in precedenza facciamo un esempio, in modo da fornire la
metodologia migliore per l’acquisizione dei dati di partenza ed il successivo dimensionamento.

Locale di destinazione: magazzino ricambi di un’officina


Dimensioni area disponibile (in mm): L=5300, P=500, H=3000
Materiali immagazzinati: ricambi auto in scatole di misure variabili
Logica di immagazzinamento: per marca e modello auto
Supporto per lo stoccaggio: nessuno
Dimensioni massime scatole (in mm): B=305 x P=390 x H=170
Peso massimo scatole (in kg): 14 (max n°2 scatole sovrapponibili)
Scaffalatura possibile: tipo L15

Fig. 7
Considerando gli ingombri delle scatole possiamo scegliere corpi di larghezza pari a 1000 mm, più lo
spessore del montante pari a 28 mm.
Per sfruttare al massimo la larghezza a disposizione (5300 mm) utilizziamo n°6 corpi di larghezza
complessiva pari a 5168 mm (1000 x 5 +28 x 6).

1000

Fig. 8

Ogni piano porta n°3 pile formate da n°2 scatole e deve sostenere almeno 84 kg (14x2x3): dalla
tabella 40-0306 (Fig. 3) il piano che soddisfa gli ingombri massimi e dalla portata non inferiore a 84
kg è il tipo 1000 x 400 1R (portata max 120 kg).

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In base all’altezza massima della pila (340 mm), allo spazio sopra la pila necessario per la
movimentazione (50 mm) ed allo spessore del piano (30 mm), l’interasse tra i piani non può essere
inferiore a 420 mm (=340+50+30).

Tenendo conto che il passo delle asolature sul fianco è di 30,7 mm, il primo interasse utile (maggiore
di 420 mm) si trova a 429 mm (Figg. 9 e 10); in questa situazione possiamo inserire al massimo n°5
file di piani per ogni corpo.

429

429

429
2500

429

Fig. 9 Fig. 10

Dal momento che la prima asola è posta a 26,6 mm, in base all’altezza della parete (3000 mm), alla
quota dell’ultimo piano (2203 mm) ed alla profondità a disposizione (500 mm), tenendo conto che le
altezze possibili sono multipli di 500 mm, dobbiamo scegliere un fianco H2500 – P400 (Fig. 11).

Quindi, il carico totale del fianco così composto è pari al massimo a 420 kg (84 x 5).

Dalla tabella 40-0386 (Fig. 4) il carico massimo ammissibile sul fianco in funzione dell’interasse scelto
(427 mm) è di circa 1350 kg e, quindi, superiore alla somma dei carichi massimi totali di tutti i piani
relativi al corpo.

Riepilogando, per la struttura richiesta ci occorrono (vedi Fig. 11):


n°6 fianchi L15 H2500 – P400
n°25 piani 1000 x 400 1R

Fig. 11

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5. ISTRUZIONI PER IL MONTAGGIO

5.1 Prima di iniziare il montaggio

La prima operazione da fare è verificare che il progetto soddisfi i requisiti richiesti, in particolare
relativamente a dove avverrà l’installazione, quale sarà il tipo di merce da stoccare e quali saranno i
carichi ammissibili, in modo da accertare il corretto dimensionamento degli elementi della struttura.

Quindi, è bene verificare che:


la portata del pavimento d’appoggio sia sufficiente per resistere a carichi concentrati;
la superficie del pavimento sia ben livellata;
non vi siano possibili interferenze della scaffalatura con strutture preesistenti;
gli spazi a disposizione siano adeguati per eseguire le operazioni di montaggio in tutta sicurezza;
la pavimentazione e l’illuminazione dell’ambiente siano tali da consentire al personale di lavorare
in condizioni ottimali;
gli utensili necessari siano disponibili (livella, trapano, pinze, chiavi, cacciavite, martello in gomma,
filo a piombo);
il personale addetto al montaggio sia dotato dei dispositivi di protezione personale (casco, guanti,
scarpe, cinture di sicurezza).

Si raccomanda di affidare il montaggio a personale qualificato e professionalmente preparato, in modo


da evitare errori che potrebbero pregiudicare il corretto funzionamento e la sicurezza dell’impianto: il
personale della BFTM destinato al montaggio è, a tal scopo, addestrato e costantemente aggiornato
dall’ufficio tecnico in merito alle caratteristiche tecniche e funzionali dei prodotti da installare.
In ultimo è necessario ricordare che le operazioni di montaggio devono sempre avvenire nel pieno
rispetto delle norme relative alla sicurezza (D.L.81/2008, ecc) e di tutte le leggi esistenti ed
applicabili.

5.2 Fasi di montaggio

Raccomandiamo le seguenti fasi:

a) verificare che tutti i componenti necessari siano disponibili (fianchi, piani, ganci per piani, piedini,
squadretti, cartellini e tabelle di portata, ecc);

b) individuare l’area dove installare la scaffalatura e segnarne la


sagoma sul pavimento (Fig. 7);

Fig. 7

c) posizionare in verticale i primi due fianchi (Fig. 8) dopo aver


inserito i rispettivi piedini in plastica alle estremità inferiori di
appoggio;

Fig. 8

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d) agganciare all’altezza desiderata i piani ai fianchi, inserendo gli opportuni ganci nelle asole
ricavate sul fianco (Fig. 13);

429

429

429

429

Fig. 13

e) aggiungere gli altri piani nel rispetto dell’interasse determinato da progetto (Fig. 9);

f) proseguire con gli altri corpi nel rispetto della sequenza sopra descritta e secondo il lay-out di
riferimento (come per l’esempio precedente in Fig. 11);

g) completato il montaggio allineare la scaffalatura garantendo

la messa a piombo dei fianchi (Fig. 14);

Fig.14

h) sistemare gli appositi cartellini e tabelle di portata

sul fianco e sui piani in posizione ben visibile (Fig. 15). SCAFFALA TUR E METALLICHE
IMPIANTI DI IMMAGAZZINAGGIO
sr l POR TAPA LLET S, SOPPALCHI
srl
SI N C ER T

E
R ME
R
C

T
A
AZ

AT
I E

IC
N

D
AC TIF
ER

UN
E
I NS
I O 9 01 -24
5

PORTATA SPALLA PORTATA COPPIA CO RRENTI


G P 100 0 0- 014 4
I Kg. PE R SP ALL A

12000
11000
10000
R EV . I° de l 13-0 2-01

9000
CA R IC O AMMI SS IB IL EN

8000
7000
6000
5000
4000
3000
60 0
80 0
99 0
1180
1400
1600
1800
1970
2200
2400
2600
2800
2970

INT ER ASSE IN mm TR A LE C O
P PIE C O
R R ENTI

- (a) senza controventi - (b ) con controven ti

PO RTATA PE R SPAL LA Kg.


A LTEZZA 1° COR RENTE D A TERRA mm.:
D ISTANZA TRA LIVELLI D I C AR ICO mm.:
LIVELLI DI CA RICO IN ALTEZZA N.:

/ /

M em b e r ofF EM
ITA LY

Fig. 15

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5.3 Verifiche e controlli

Sono svolti per accertare che siano stati rispettati i requisiti richiesti per il
montaggio, la presenza di tutti gli elementi di sicurezza previsti dal progetto
e l’assenza di difetti sulla struttura, di danni o rotture che ne potrebbero
pregiudicare lo stato di efficienza e di sicurezza.

Diamo di seguito una check-list di riferimento:


il layout dell’impianto è lo stesso di quello rappresentato nel progetto;
i fianchi ed i piani non presentano imperfezioni o difetti;
la scaffalatura è a piombo, con gli elementi in asse e a squadro perfetto, nel rispetto delle
tolleranze;
i piani sono stati posizionati come da progetto e con i ganci perfettamente inseriti nelle asole;
tutti gli accessori previsti da progetto sono stati montati correttamente;
le tabelle ed i cartellini di portata sono stati correttamente compilati, applicati alla struttura in
modo ben visibile (Fig. 15) e recepiti dal committente.

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6. ISTRUZIONI PER L’USO E LA MANUTENZIONE

6.1 Come caricare e scaricare la struttura

E’ fondamentale che le persone impiegate in magazzino siano ben addestrate e conoscano le corrette
modalità di movimentazione ed immagazzinamento delle merci.

Inoltre, il personale dovrebbe essere ben informato riguardo la natura delle operazioni e ai pericoli a
loro associate, comprese le precauzioni da prendere per prevenirli o limitarne gli effetti.

In ogni caso è obbligatorio esporre i cartelli forniti dalla BFTM che indicano le portate ammissibili sui
vari piani e sulla struttura in generale, in modo da evitare libere interpretazioni che potrebbero
compromettere la sicurezza delle persone e dei beni immagazzinati.

OK NO
Fig. 16

È importante distribuire bene il carico sopra il piano (vedi Fig. 16) e posizionare correttamente la
merce sul piano della scaffalatura, lasciando una distanza di sicurezza tra le scatole/contenitori.

Il carico deve essere uniformemente distribuito sopra il piano (vedi Fig. 17) per evitare la presenza in
alcuni punti della struttura di forze peso eccessive che tendono a deformare il piano stesso.

OK

NO

Fig. 17

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6.2 Tabelle e cartellini di portata

Si raccomanda di applicare:
le tabelle dei carichi del fianco sul lato a vista della stessa ad altezza tale da essere ben
visibile;
i cartellini dei carichi su almeno un piano per corpo (se tutti omogenei) ad altezza tale da
essere ben visibile.

6.3 Comportamenti da evitare

Ci sono alcune regole dettate dal buon senso, prima che dal manuale del buon magazziniere, che
vanno rispettate per evitare di creare pericoli inutili per se stessi o per gli altri.

Innanzitutto è assolutamente vietato arrampicarsi sulla struttura, magari per raggiungere i ripiani più
in alto: deve essere utilizzato apposito equipaggiamento e mai in solitudine.

Durante gli spostamenti con il carrello elevatore o con altro mezzo meccanico vanno evitate le
collisioni con i fianchi della scaffalatura: in caso contrario è buona regola avvertire dell’accaduto i
propri incaricati (di solito il responsabile della sicurezza), in modo da verificare immediatamente se
l’incidente ha compromesso in modo significativo la solidità e la sicurezza della struttura.

6.4 Limiti di impiego della scaffalatura

La scaffalatura incastro L12 - L15 è stata progettata per un determinato uso ed eventuali variazioni
alla sua geometria, senza formale autorizzazione della BFTM, potrebbero comprometterne la
sicurezza e la funzionalità.
Non è assolutamente consentito:
posizionare carichi se non sopra i piani;
urtare o appoggiarsi alla scaffalatura con carrelli o altri mezzi utilizzati per la movimentazione;
usi differenti da quelli previsti e descritti nel presente manuale.

6.5 Danneggiamenti alla scaffalatura

Qualsiasi danneggiamento arrecato alla scaffalatura ne riduce la capacità di carico e la sicurezza.

La BFTM consiglia di controllare periodicamente lo stato della scaffalatura in modo da individuare


tempestivamente danni e/o rotture agli elementi della scaffalatura ed evitare infortuni alle persone (e
conseguenti possibili procedimenti penali a carico dell’utilizzatore), danni ai materiali ed interruzioni
delle attività lavorative.
Potremmo ipotizzare due situazioni tipo che, costituendo pericolo e riducendo la sicurezza della
scaffalatura, vanno immediatamente affrontate e risolte:
A. presenza di danneggiamenti a montanti;
B. presenza di danneggiamenti a ripiani.

Ed Gennaio 2009 17
BFTM srl L12/L15 – Manuale di montaggio, uso e manutenzione

L’ipotesi A si può verificare a seguito di collisione con i mezzi di movimentazione (carrelli elevatori,
transpallet, ecc.).
In questo caso l’entità del danno può essere valutata seguendo i passi della procedura sotto descritta:
a) appoggiare una barra metallica retta lunga 500 mm a contatto con la parte liscia del montante
danneggiato, in modo tale che la rientranza rimanga al centro;
b) nella direzione dei correnti la distanza tra il montante e la barra metallica non deve superare i 2,5
mm (Fig. 18);
c) nella direzione dei controventi la distanza tra il montante e la barra metallica non deve superare i
2,5 mm (Fig. 18);

Fig. 18

d) qualora la deformazione interessi il montante sia nella direzione dei correnti che dei controventi
non dovranno essere superati i limiti sopra citati;

L’ipotesi B può derivare da operazioni di cattiva distribuzione dei carichi o dal sovraccarico della
struttura.

I piani possono subire, nell’uso normale e in condizioni di carico standard, una flessione pari al
massimo a 1/200 della loro lunghezza; questa curvatura è elastica e dovrebbe scomparire quando i
piani tornano scarichi e non deve essere confusa con la deformazione permanente (anelastica)
causata dal sovraccarico o dal danneggiamento dovuto ad impatto (Fig. 20).

Ed Gennaio 2009 18
BFTM srl L12/L15 – Manuale di montaggio, uso e manutenzione

Fig. 20

Si consiglia di eseguire la seguente procedura di controllo:


la deformazione permanente verticale, causata da un sovraccarico accidentale, non deve superare
il 20% della normale flessione sotto carico;
la deformazione laterale, causata da carichi laterali o torsioni accidentali in condizioni di
sovraccarico, può essere misurata all’apice o alla base di un bordo del piano e non deve superare
il 40% della normale flessione verticale sotto carico;
le zone di carico che mostrano una visibile flessione nei piani dovranno essere scaricate e dovrà
essere eseguito un sopralluogo tecnico da parte del fornitore;
non devono essere presenti segni di rottura nelle asole tra le sezioni dei piani e i ganci di fissaggio
al montante.

6.6 Ispezione della scaffalatura

La scaffalatura deve essere ispezionata periodicamente per verificarne l’efficienza e la sicurezza.


È consigliabile tenere delle registrazioni di tutti i danni o problemi riscontrati, comprese le azioni
correttive attuate.
Suggeriamo di effettuare l’ispezione prestando particolare attenzione a:
parti danneggiate a seguito di impatto;
fuori piombo dei fianchi;
possibili fuoriuscite dei ganci dei piani dalle asole;
condizioni del pavimento del locale.

Inoltre, si deve verificare che:


le tabelle dei carichi siano presenti ed aggiornate;
non ci siano zone della scaffalatura evidentemente sovraccariche;
la scaffalatura sia stabile.
È importante che l’entità del danno strutturale a fianchi, traversini e piani sia classificata e registrata
sistematicamente.

Ed Gennaio 2009 19
BFTM srl L12/L15 – Manuale di montaggio, uso e manutenzione

6.6.1 Frequenza dei controlli

Si raccomanda che l’ispezione di tutti i componenti della scaffalatura venga effettuata


sistematicamente da personale esperto e preparato tecnicamente.
Le ispezioni giornaliere possono essere effettuate dal personale del magazzino, il quale dovrebbe
riferire alla Direzione la presenza di danni o di situazioni critiche per la sicurezza.
Le ispezioni settimanali e mensili possono essere condotte dal Responsabile della sicurezza, al quale si
consiglia di compilare un rapporto scritto formale in merito a quanto riscontrato.
Almeno annualmente l’impianto dovrebbe essere ispezionato da personale tecnico dell’utilizzatore o da
un esperto esterno.

6.6.2 Causa del danneggiamento

Il rapporto di ispezione deve evidenziare il danneggiamento riscontrato ed attivare una procedura per
investigare sul problema e ricercare le soluzioni possibili per ridurre o eliminare la causa del danno.
Tra le cause possibili ci sono:
corridoi troppo stretti;
presenza di sovraccarichi;
scarsa manutenzione della scaffalatura;
presenza di colli sfusi che ostruiscono i corridoi di carico.

6.6.3 Ispezione dei piani

In questo caso occorre verificare che non vi siano piani con una deformazione permanente, anche se
parzialmente o totalmente scarichi, o se la flessione presente sia maggiore del massimo valore
normalmente concesso (vedi Fig. 20).

6.6.4 Ispezione dell’aggancio dei piani al fianco

Verificare lo stato dei ganci dei piani ed accertarsi che siano tutti inseriti correttamente nelle asole del
fianco, evidenziando eventuali anomalie sostituendo, se presenti, le parti danneggiate.

6.6.5 Ispezione dei montanti per fuori squadro verticale

Le file di scaffali (controventati e non) non dovranno essere inclinate, a pieno carico, per più di 1/120
della loro altezza (quota L1 di Fig. 21).
Qualsiasi condizione di maggiore fuori piombo dei fianchi dovuta ad una locale o “generalizzata”
deformazione del pavimento dovrà essere considerata come sovraccarico perché ridurrà il margine dei
sicurezza, a meno che tale condizione non sia stata già considerata e prevista nel progetto strutturale
del sistema, tenendo conto del consolidamento ed assestamento del terreno sotto la gettata.

Ed Gennaio 2009 20
BFTM srl L12/L15 – Manuale di montaggio, uso e manutenzione

L1

Fig. 21

6.7 Procedura di valutazione del danno

In generale, in presenza di danneggiamenti, si possono verificare i seguenti livelli di criticità:

ROSSO: il danneggiamento è molto serio e richiede un intervento immediato, in quanto i danni alla
struttura presentano valori due o più volte quelli massimi ammessi (Figg. 18 e 19).
In tale situazione è necessario scaricare immediatamente la parte della scaffalatura interessata dal
danneggiamento (meglio se in presenza della funzione responsabile dei controlli) e provvedere alla
sua delimitazione per evitarne l’utilizzo prima che essa venga riparata.
I lavori di riparazione consistono, solitamente, nella sostituzione degli elementi danneggiati.

GIALLO: il danneggiamento è critico e richiede un intervento il più presto possibile, in quanto i danni
alla struttura presentano valori fino a due volte quelli massimi ammessi (Figg. 18 e 19).
In tale situazione non è necessario scaricare la parte della scaffalatura, ma comunque non va
ricaricata prima della riparazione.
È consigliabile identificare i corpi che non devono essere ricaricati prima della loro sistemazione con
delle etichette adesive.
Un rischio GIALLO deve diventare ROSSO se la riparazione non viene eseguita entro 4 settimane dalla
constatazione del danno.

VERDE: il danneggiamento richiede soltanto sorveglianza, in quanto il valore dei danni alla struttura è
nel limite di quelli massimi ammessi (Figg. 18 e 19).
Il danneggiamento presente non è particolarmente critico, ma gli elementi danneggiati andrebbero
identificati in modo da riservargli specifici controlli e valutazioni in occasione delle successive ispezioni,
prima di procedere con la loro riparazione.

Il personale tecnico della BFTM, su richiesta, è disponibile ad effettuare un sopralluogo presso


l’utilizzatore per valutare la gravità del problema ed individuare l’intervento correttivo più opportuno e
più celere, in modo da ripristinare le normali condizioni di efficienza dell’impianto nel minor tempo
possibile.

Ed Gennaio 2009 21
BFTM srl L12/L15 – Manuale di montaggio, uso e manutenzione

La BFTM raccomanda l’utilizzo di soli componenti originali per la sostituzione di quelli danneggiati.

La sequenza sopra descritta è sintetizzata dal seguente diagramma di flusso (fonte F.E.M. 10.2.04).

La struttura è
danneggiata

Stabilire l'entità del


danno e classificarlo

ROSSO GIALLO VERDE

Scaricare 1. Identificare il danno Registrare la presenza


immediatamente tutti i 2. Procurarsi i nuovi componenti del danneggiamento
correnti della zona 3. Assicurarsi che le zone interessate ed eseguire il controllo
interessata dal danno dal danno non siano ricaricate dopo nuovamente entro 12
e riparare il danno aver rimosso il materiale stoccato mesi
prima di riutilizzare la 4. Effettuare la riparazione il più
struttura presto possibile
Se l'entità del
danno è
aumentata
Le riparazioni o le Se la riparazione
sostituzioni necessarie non è effettuata
di tutti i componenti entro 4 settimane Se non ci sono
danneggiati sono state peggioramenti del
eseguite correttamente danneggiamento
La riparazione è eseguire il controllo
stata effettuata secondo la prassi
normale

La struttura è
utilizzabile

Ed Gennaio 2009 22
BFTM srl L12/L15 – Manuale di montaggio, uso e manutenzione

Ed Gennaio 2009 23
BFTM srl L12/L15 – Manuale di montaggio, uso e manutenzione

Ed Gennaio 2009 24