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Grandezze emissive

Iniziamo ora ad introdurre una serie di grandezze emissive, partendo dal caso più generale per poi
ricondurci via via ai casi singoli. Anzitutto, ricordiamo che il fenomeno dell’irraggiamento termico
è associato alla propagazione delle onde elettromagnetiche nello spazio, pertanto la trasmissione del
calore dovrà tenere conto della direzionalità e della natura ondulatoria del fenomeno.
Iniziamo quindi ad introdurre le varie grandezze:

∂ 3Φ
 
W
iλ,γ = (1)
∂Ω ∂λ ∂A cos(β) µm m2 Str
La grandezza iλ,γ prende il nome di intensità monocromatica direzionale, affianco l’unità di misura.

Il fattore ∂A cos(β) è dovuto al fatto che l’a-


reola dA su cui incide la radiazione mono-
cromatica formerà un certo angolo β con la
normale all’areola considerata: il prodotto
ti tale sezione per cos(β) è la proiezione del-
l’areola lungo la direzione di propagazione
della radiazione elettromagnetica. Notiamo
che l’unità di misura della lunghezza d’on-
da è il µm, una scelta del tutto pratica, utile
a farci distinguere il m2 dovuto alla super-
ficie e il m dovuto alla lunghezza d’onda
(a ragione del vero infatti dovrebbe essere
m3 ).
Z +∞  
∂Φ W
iγ = iλ,γ dλ = 2
(2)
0 ∂Ω ∂A cos(β) m Str
La grandezza sopra riportata è invece la intensità direzionale, e si ottiene integrando la intensità
monocromatica direzionale, la (1), lungo tutto lo spettro delle lunghezze d’onda.
Z  
W W
eλ = iλ,γ dA = (3)
Ω ∂λ ∂A m2 µm
La grandezza sopra riportata prende il nome di intensità monocromatica, anche detta emissione
monocromatica. Essa è appunto ottenuta dall’integrazione della intensità monocromatica lungo una
emi-sfera: il concetto quindi di area virtuale, ovvero della proiezione dA cos(β) diventa trascurabile
dato che non stiamo emettendo più lungo una precisa direzione. Essenzialmente, non c’è più la
dipendenza da β. Comunque, nel calcolo dell’integrale ciò va preso in considerazione. Infatti,
sviluppando la (3) si ha:
Z Z
eλ = iλ,γ dA = iλ,γ cos(β) dΩ (4)
Ω Ω

il dΩ enunciato più volte è un angolo solido infinitesimo, ovvero un angolo nel 3D. è possibile riscri-
vere l’angolo solido infinitesimo in altro modo: considerando una superficie infinitesima dA su di una
sfera di raggio R, l’area infinitesima, essendo molto piccola, è approssimabile ad un quadrato, la cui
area è dA = l1 · l2 , ovvero prodotto dei due lati.

1
l1 = R dθ
l2 = R sin(θ) dφ
l1 · l2 = R2 sin(θ) dφ dθ = dA
dA
Essendo: dΩ = R2
Si ottiene la
seguente relazione:

dΩ = sin(θ) dθ dφ

Rispettando la notazione adottata preceden-


temente, il θ sopra riportato sarebbe proprio
l’angolo β scritto prima, quindi:
dΩ = sin(β) dβ dφ (5)
Combinando la (4) e la (5) si giunge ad ottenere:
Z
eλ = iλ,γ cos(β) sin(β) dβ dφ (6)

Emettitore di Lambert
Nel caso di emettitore di Lambert, ovvero un emettitore che emette radiazione in modo diffuso, allora
si pone:
iλ,γ = iλ . (7)
Ovvero, l’intensità non dipende più dalla direzione, dato che l’emettitore emette in tutte le direzioni
individuate da una emi-sfera. Unendo (6) e (7) si ottiene:
Z
eλ = iλ cos(β) sin(β) dβ dφ

Poiché si parla di emissione emisferica, allora ecco che si ottiene:


Z 2π Z π/2
eλ = iλ dφ cos(β) sin(β) dβ
0 0

Sviluppando i calcoli, si ottiene che per un emettitore di Lambert vale la seguente relazione:

eλ = π iλ (8)
Concludiamo infine enunciando l’ultima grandezza emissiva, definita come emissione globale,
ovvero: Z ∞  
∂φ W
E= eλ dλ = (9)
0 ∂A m2

2
Irradianza e radiosità
Consideriamo una superficie generica, ad una T > 0. Allora esso emetterà una certa energia sotto
forma di radiazione elettromagnetica. Tale flusso, per unità di area, prende il nome di emissione
globale (oppure monocromatica a seconda dei casi che sto analizzando).
Tale superficie tuttavia sarà capace di assorbire un certo flusso termico, per unità di area, emesso da
un’altra superficie. Il flusso assorbito, per unità di area, prende il nome di irradianza globale (oppure
monocromatica, ecc.), ed è definita con G (Gλ ecc.). Tuttavia, ogni superficie ripartisce l’energia
assorbita, ovvero l’irradianza, in tre componenti principali:

• Ga = a G, ovvero l’energia assorbita, ove a è il coefficiente di assorbimento;

• Gt = t G, ovvero l’energia trasmessa, ove t è il coefficiente di trasmissione;

• Gr = r G, ovvero l’energia riflessa, ove r è il coefficiente di riflessione.

tale che:
G = Ga + Gt + Gr
Da cui ne deriva:
1=a+t+r (10)
Considerando anche l’energia riflessa, ecco che definiamo l’energia totalmente emessa come radiosità,
ovvero:
J = E +rG (11)
Analogamente:
Jλ = Eλ + r Gλ
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