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Asso Matteo

Sbarbaro Matteo
Salcuni Gianluca

Storia della televisione

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INDICE

1 L’invasione dell’immagine

2 Funzionamento

3 Macchina o elettronica

4 La televisione a colori

5 La televisione in Italia

6 I principali avvenimenti

7 Il futuro della televisione

8 Glossario approfondimenti

9 Sitologia

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1.L'invasione dell'immagine
La televisione è uno dei mezzi di comunicazione più
conosciuti e più utilizzati al mondo, consistente nella
trasmissione e nella diffusa ricevibilità a distanza di
immagini e suoni. È uno dei mezzi di comunicazione di
massa. Considerata concettualmente un'evoluzione della
radio, che poteva trasmettere solo suoni, fu parallelamente
sviluppata da diversi gruppi di lavoro in diversi paesi (è
quindi arduo individuare una reale primogenitura), anche
per finalità militari (come spesso accade per molte
invenzioni) e fu resa disponibile al pubblico subito dopo la
fine della seconda guerra mondiale.
La televisione a partire dagli anni del secondo dopo guerra
e divenuta simbolo del benessere.Si e diffusa da prima negli
stati più importanti, tra i ceti delle città più grandi;
successivamente e stata introdotta anche in altri paesi, nei
piccoli centri e nelle campagne,tra i ceti meno abbienti,
raggiungendo 50 milioni di utenti nel giro di quindici anni
dall’inizio dei programmi regolari.
2.Funzionamento
Mentre per l'audio poteva agevolmente utilizzarsi la
tecnologia della radio, per la ripresa, la trasmissione e la
ricezione delle immagini dovevano studiarsi nuove forme
tecniche da affiancare.
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Partendo dal concetto della persistenza delle immagini sulla
retina umana, il cui principale utilizzo comunicativo era il
cinema, allora in marcato consolidamento, e calcolando
delle proporzioni di definizione per le quali l'occhio umano
non avrebbe potuto distinguere le differenze di dimensione
infinitesima, si pensò di rendere su uno schermo idoneo
(televisore) un'immagine elettronica scandita altrove da una
telecamera e trasmessa via radio.
La telecamera, ricalcata per le ottiche sulla cinepresa,
analizzava elettronicamente brandelli infinitesimali
dell'immagine inquadrata, usando un pennello elettronico di
lettura che scorreva l'immagine per righe, da sinistra a
destra, componeva un pacchetto di dati del tipo "luce/buio"
(analogo all'acceso/spento e poi allo 0/1 del sistema
binario) e lo trasmetteva ordinatamente via radio.
Dall'altro lato, il ricevitore decodificava questi dati
attraverso un altro pennello elettronico (di scrittura) che
percorreva da dietro, sempre per righe alterne, lo schermo e
con un fascio di elettroni accendeva dei fosfori che una
volta "eccitati" emettevano luce, lasciando inerti quelli dove
occorreva buio.
Questo fascio di elettroni veniva "guidato" da un campo
elettromagnetico creato da delle bobine che si trovano sul
collo del tubo catodico
I tempi ridottissimi di scansione (25 fotogrammi al
secondo) consentivano poi di rendere le immagini in
sequenza a ritmi superiori a quelli del cinema, consentendo
un'ottimale resa del movimento.
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Per la trasmissione furono scelte gamme di frequenza che
consentissero un'ampia portata di dati, le migliori risultando
infine quelle delle VHF (Very High Frequencies, frequenze
da 30 a 300 MHz) e UHF (Ultra High Frequencies,
frequenze da 300 MHz a 3.0 GHz). Per la ricezione si rese
necessario dotare gli apparati riceventi di antenne
complesse, capaci di raccogliere con sufficiente
amplificazione le vari componenti del segnale.
La banda che ogni canale occupa è di 7 MHz per
trasmissioni in VHF, 8 MHz per trasmissioni in UHF.
3.Macchina o elettronica
A causa del dispositivo di analisi dell'immagine
di Nipkow, il modello di televisione sviluppato
da Baird viene chiamato sistema meccanico,
o meglio elettromeccanico. Altri studi vengono
però portati avanti parallelamente, prima
dall'inglese Archibald Campbell-Swinton e dal
russo Boris Rosing, poi dall'allievo di Rosing
Vladimir Zworykin, emigrato negli Stati Uniti
dopo la Prima Guerra Mondiale. Gli sforzi di
questi scienziati sono mirati alla costruzione di
un apparecchio che possa analizzare l'immagine
grazie ad un fascio di elettroni. Zworykin, in
particolare, costruisce un apparecchio che, con
un obiettivo come quelli utilizzati per le macchine
fotografiche, mette a fuoco un'immagine
su una superficie fotosensibile. Questa super-
ficie, colpita dalla luce, libera degli elettroni
che vengono raccolti punti per punto in sequenza

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e, grazie ad appositi elettrodi, attraversano
un tubo a vuoto andando a formare un segnale
elettrico proporzionale alla luce ricevuta.
Zworykin chiama il suo apparecchio iconoscopio
e può essere considerato la prima telecamera.
Zworykin realizza anche l'altra metà del
sistema, il cinescopio, con cui gli impulsi elettrici
vengono ritrasformati in immagine. Gli
elettroni in arrivo vanno a colpire una serie di
elementi elettrosensibili che possono illuminarsi
per un periodo di tempo sufficiente (1/30
di secondo) anche l'occhio umano percepisca
un'inquadratura completa.
Alla fine degli anni '20, pero, la soluzione elettronica
sembra rimanere emarginata, visto che
si sta imponendo la soluzione meccanica. Baird
comincia a produrre trasmissioni regolari per la
BBC e altre società inglesi e americane installano
stazioni sperimentali. Nel 1930 si arriva
a sincronizzare suono e immagine. Ma sebbene
inizialmente la soluzione elettronica abbia una
qualità inferiore, con il passare degli anni mostra
ampi margini di miglioramento. Nel 1936 la
BBC inaugura un servizio televisivo permanente
trasmettendo una settimana con i materiali di
Baird e una settimana con quelli dell'EMI, società che
promuove in Inghilterra il sistema elettronico.
In breve tempo emerge la superiorità
di questa seconda soluzione e nel febbraio 1937
la BBC adotta definitivamente la televisione
elettronica, che e poi quella che noi conosciamo.
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4.La televisione a colori
Col tempo, e col progresso delle tecnologie elettroniche
(ma anche con la progressiva riduzione delle dimensioni dei
componenti, grazie ai transistor), fu possibile ipotizzare e
realizzare una trasmissione di immagini a colori,
effettuando analisi e suddivisioni dell'immagine scandita
secondo le componenti dei colori fondamentali (rosso, blu e
verde), da riprodurre in tutta analogia su schermi i cui
fosfori erano divisi ciascuno in 3 fosfori più piccoli, uno
rosso, uno blu ed uno verde.
5.La televisione in italia
In Italia le prime prove di diffusione della televisione
furono effettuate a partire dal 1934, e, nel 1949, ci fu già
una trasmissione sperimentale dalla Triennale di Milano
presentata da Corrado, ma il servizio regolare cominciò
soltanto la domenica 3 gennaio 1954, a cura della RAI, in
bianco e nero.
Il segnale arrivò su tutto il territorio nazionale due anni
dopo, e a quel momento gli abbonati erano ancora
relativamente pochi - 360.000 - a causa del costo elevato
degli apparecchi.
Dagli anni Cinquanta la diffusione della tv crebbe a ritmi
stupefacenti, come precedentemente accaduto sul mercato
americano.

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In quegli anni la televisione era un bene di lusso che pochi
italiani potevano permettersi, tanto che i bar o le case dei
propri vicini diventarono luoghi prediletti per visioni di
gruppo, soprattutto in occasione delle trasmissioni del
primo e subito popolarissimo telequiz italiano, i primi
pionieri furono Mario Riva con Il Musichiere, e Mike
Bongiorno con Lascia o raddoppia?.
Negli anni '60, con il progresso dell'economia, il televisore
divenne accessorio di sempre maggior diffusione, sino a
raggiungere anche classi sociali meno agiate; l'elevato tasso
di analfabetismo riscontrato fra queste suggerì la messa in
onda di Non è mai troppo tardi (1959-1968), un programma
di insegnamento elementare condotto dal maestro Alberto
Manzi e che, è stato stimato, avrebbe aiutato quasi un
milione e mezzo di adulti a conseguire la licenza
elementare.
Almeno nella fase iniziale la televisione italiana era una
delle più pedagogiche al mondo. Le sue finalità erano
certamente educative ese da un lato, non cercando il
consenso dei telespettatori, era considerata soporifera, ha
indubbi meriti nei confronti di una situazione di partenza di
una nazione arretrata e culturalmente divisa. Non è solo una
battuta umoristica dire quindi che, almeno a livello
linguistico, "L'unità d'Italia non l'ha fatta Garibaldi, ma l'ha
fatta Mike Bongiorno."
Anche le tappe successive dello sviluppo televisivo italiano
indicano un ritardo rispetto agli altri paesi europei: solo nel
1961 iniziarono le trasmissioni del secondo canale RAI e la
terza rete tv arrivò tra la fine del 1979 e l'inizio del 1980
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(come da riforma del 1975), sempre nello stesso anno nasce
Telemilano 58 diventa Canale 5.
Il decennio successivo vide l'affermazione delle emittenti
private di Silvio Berlusconi e il loro immediato successo
(con l'aiuto di Bettino Craxi, che con un decreto legalizzò la
tv privata a carattere nazionale, che prima era illegale per il
monopolio di stato RAI).
La proliferazione di emittenti televisive ha richiesto a più
riprese interventi legislativi di regolamentazione, nessuno
dei quali è ovviamente uscito indenne da polemiche.
L'articolazione delle problematiche innestate è tale da
coinvolgere negli argomenti di discussione diritti
costituzionali e questioni di opportunità politiche, essendosi
addirittura sviluppata una giurisprudenza specialistica (ad
esempio le mai rispettate e pluriviolate sentenze della Corte
Costituzionale). In particolare si ritiene che la situazione
italiana, bocciata da diverse associazioni sovranazionali a
causa della presunta concentrazione di mass-media nelle
mani di Silvio Berlusconi, sia in contrasto con il
fondamentale articolo 21 della Costituzione (libertà
d'espressione), almeno nel delicatissimo campo tv: Rai e
soprattutto Mediaset si spartiscono il 90% di risorse
pubblicitarie e ascolti, una concentrazione che non ha
eguali in Europa dove si arriva al massimo al 75%.
L'evoluzione della materia, con l'impegnativo passaggio
dalla televisione analogica alla televisione digitale è ora
oggetto di un disegno di legge presentato dal ministro Paolo
Gentiloni che sposta in avanti il tempo di spegnimento della
televisione digitale, ma nello stesso tempo cerca di
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rispettare sia la direttiva europea Televisione senza
frontiere, sia i "tetti" antitrust indicati dalle sentenze della
Corte Costituzionale.
6. I principali avvenimenti
• 1929: iniziano a Roma e Milano gli esperimenti di
trasmissione delle immagini utilizzando il disco di
Nipkow.
• 1932: in Inghilterra vengono trasmessi programmi
sperimentali dalla BBC col sistema Baird e
successivamente col sistema Emitron (1934).
• 1936: il 22 marzo viene messo in onda dalla Germania
nazista il primo programma televisivo regolare del
mondo in occasione della XI Olimpiade di Berlino.
• 1936: inizia in Italia il monopolio radiotelevisivo con il
codice postale e la convenzione per la concessione in
esclusiva delle radioaudizioni circolari della RAI.
• 1939: il 22 luglio a Monte Mario, vicino Roma, entra
in funzione un trasmettitore sperimentale televisivo
dell'Eiar (Ente italiano per le audizioni radiofoniche).
• 1941: 1 luglio: la NBC americana trasmette il primo
spot pubblicitario televisivo (riguarda un orologio)
• 1947: i delegati di 60 paesi presenti alla Conferenza
mondiale delle radiocomunicazioni di Atlantic City
decidono di chiamare "televisione" (in sigla "TV") la
trasmissione a distanza delle immagini in movimento.
• 1954: il 3 gennaio alle ore 11.00 ha inizio il servizio
televisivo italiano sul Programma nazionale.

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• 1956: le VII Olimpiadi invernali di Cortina d'Ampezzo
sono le prime ad essere trasmesse in mondovisione.
Quattro anni dopo toccherà alle Olimpiadi di Roma.
• 1957: in Italia nasce la rubrica pubblicitaria Carosello.
• 1960: la tv si diffonde molto rapidamente: in quell'anno
è diffusa in cinquantasei paesi (un decennio più tardi,
nel 1970 saranno pressoché raddoppiati: ben 104).
Inoltre con la sentenza n. 59 del 6 luglio 1960 la Corte
costituzionale ribadisce la legittimità del monopolio
radiotelevisivo pubblico.
• 1961: il 4 novembre cominciano le trasmissioni del
Secondo Programma.
• 1964: in California nasce la prima pay-tv. Nello stesso
anno, la XVIII Olimpiade di Tokyo è il primo evento
televisivo trasmesso da un satellite.
• 1966: Nasce Telediffusione Italiana Telenapoli, la
prima televisione libera italiana via cavo.
• 1969: tra il 20 e il 21 luglio l'uomo sbarca sulla Luna:
28 ore consecutive di diretta televisiva via satellite
vengono seguite in mondovisione da più di 500 milioni
di persone.
• 1971: Telediffusione Italiana Telenapoli introduce in
Italia il colore nella TV via cavo, con 6 anni d'anticipo
rispetto alla RAI. In Italia inizia a trasmettere la
televisione privata Telebiella che è di fatto riconosciuta
come la prima emittente libera italiana.
• 1974: Il 10 luglio le sentenze n. 225 e n. 226
stabiliscono le condizioni minime per considerare il
monopolio radiotelevisivo pubblico conforme ai
principi costituzionali; prende il via la legittimazione
delle trasmissioni in Italia dei programmi esteri e dei
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programmi via cavo in ambito locale. Nel contempo
nascono le prime televisioni libere italiane via etere
(verranno legittimate 2 anni dopo): Canale 21 (Napoli),
Telealtomilanese (Busto Arsizio), GBR (Roma).
• 1975: il 14 aprile la legge n. 103 sancisce la riforma
della Rai; la tv di Stato passa dal controllo del Governo
a quello del Parlamento: nasce ufficialmente la
lottizzazione; si progetta la costruzione di una terza
rete pubblica.
• 1976: con la sentenza n. 202 del 28 luglio si arriva al
superamento della legge di riforma della Rai del 1975 e
la legittimazione delle emittenti private via etere in
ambito locale. Il 31 dicembre va in onda l'ultima
puntata di Carosello. Termina dopo vent'anni quindi, la
seguitissima trasmissione pubblicitaria di prima serata
che tanto successo aveva riscosso sia nella fascia adulta
che tra i più piccoli teleutenti. Nasce nel quartiere di
Milano 2 (Segrate) l'emittente Telemilanocavo, fondata
da Giacomo Properzj e Alceo Moretti. Due anni dopo
l'emittente sarà comprata da Silvio Berlusconi.
• 1977: la RAI introduce nella tv italiana via etere il
colore, già presente da tempo in altri paesi (le prime
videocamere a colori, negli Stati Uniti, erano già in
circolazione sperimentale durante la seconda guerra
mondiale). A Legnano il 3 Novembre comincia le
trasmissioni Antenna3, emittente di proprietà di Renzo
Villa e Enzo Tortora.
• 1979: il 15 dicembre iniziano le trasmissioni di Raitre.
• 1980: TeleMilano, viene trasformata in capofila del
network nazionale Canale 5. Il circuito PIN - Primarete
Indipendente del gruppo Rizzoli dà vita al primo
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telegiornale nazionale privato: Contatto, diretto da
Maurizio Costanzo.
• 1985: iniziano i primi esperimenti di TV ad alta
definizione: vengono realizzati alcuni videoclip e
documentari, ma l'idea non trova ancora realizzazione
pratica perché la tecnologia ancora non è diffusa
commercialmente su larga scala.
• 1994: il formato tv passa dai 4/3 (rapporto fra
larghezza e altezza) ai 16/9, avvicinandosi ai formati
panoramici utilizzati solitamente nel cinema.
• 1997: compare sul mercato il primo televisore al
plasma.
• 2000: la tecnologia LCD (Liquid Crystal Display), nata
per i monitor dei personal computer, viene adottata
anche nella costruzione degli apparecchi televisivi.
• 2002: nasce OrfeoTv, la prima televisione di strada -
Telestreet che trasmette il proprio segnale su un cono
d'ombra del centro di Bologna.
• 2003: il 1 dicembre il network televisivo Mediaset
comincia le trasmissioni digitali terrestri.
• 2004: il 3 gennaio, cinquant'anni dopo la nascita della
televisione italiana, la RAI inizia a sua volta il servizio
di trasmissione digitale terrestre; il 6 febbraio nasce
Sportitalia, un canale televisivo gratuito interamente
dedicato allo sport.
• 2005: la RAI inizia a Torino la sperimentazione della
TV Mobile, basata sullo standard DVB-H da poco
pubblicato.
• 2005: Mediaset e La7 lanciano un nuovo servizio sul
digitale terrestre: la pay-per-view di vari eventi (partite
di serie A, film, concerti...).
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• 2006: L'emittente satellitare SKY Italia inizia a
trasmettere eventi in Alta Definizione' su quattro canali
tematici.Veicolo per fare conoscere la nuova tecnologia
sono proprio le partite dei mondiali di calcio.
7. La televisione del futuro
La TV ad alta definizione sta per arrivare.
Tutte le emittenti TV stanno già girando
alcuni programmi in alta definizione
mentre molti studi cinematografici si
sono impegnati nella produzione di film
su formato DVD HD. Avrete bisogno di
un ricevitore HDTV o di un lettore DVD
HD, ma, cosa più importante, avrete
bisogno di un televisore compatibile
con l’alta definizione.
Molto semplicemente, la televisione ad
alta definizione è un sistema digitale che
offre una qualità d’immagine ampiamente
superiore ai sistemi di trasmissione attuali
L’HDTV, grazie alla maggiore risoluzione
delle immagini delle trasmissioni in alta
definizione, fornisce una quantità di
dati sullo schermo in media otto volte
superiore rispetto ad una trasmissione
con definizione standard.

Gli schermi ad alta definizione sono in grado di agganciare


frequenze superiori ai classici 15 KHz in forma più o meno
estesa: solo gli apparecchi Progressive Scan, proprio per il

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fatto di avere la scansione progressiva dell'immagine video,
sono in grado di agganciare frequenze più elevate di
scansione e sono dotati di ingressi component.
I televisori HDTV comprendono connettori video analogici
(composito, s-video, e component) che funzionano con tutti
i lettori DVD e con altre apparecchiature video attuali come
i VCR e i lettori DVD, e connettori digitali di ultima
generazione, come le HDMI e le DVI.
Gli attuali lettori e dischi DVD funzionano perfettamente
con i televisori HDTV (anche se in modalità non ad alta
definizione), e forniscono ugualmente un'immagine
notevolmente migliore di qualsiasi altro formato video
amatoriale preregistrato, soprattutto usando un lettore
progressive-scan.

8. glossario e approfondimenti
disco di Nipkow è un dispositivo meccanico a disco che
analizza e riproduce le immagini in movimento, utilizzato
come componente nei primi esperimenti di televisione.
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Fu inventato il 24 dicembre del 1883 da Paul Gottlieb
Nipkow. Si tratta di un disco analizzatore metallico sul
quale sono praticati dei fori disposti a spirale in posizioni
progressivamente più esterne; facendolo girare, si
analizzano le immagini riga dopo riga (praticamente la
scansione di linee che ancora esiste sui televisori). Un
dispositivo elettrico posto dall'altra parte trasforma le
variazioni di luminosità dei fori in impulsi elettrici.
A causa delle enormi difficolta pratiche, e soprattutto a
causa della mancanza di un adeguato metodo di
amplificazione dei segnali elettrici deboli, Nipkow non
tenterà mai di realizzare praticamente la sua idea. Il sistema
di Nipkow fu poi messo in pratica da John Logie Baird nel
1925.

La retina umana

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Semplici considerazioni colorimetriche ci permettono di
capire la necessità della struttura della visione dei colori
dell'uomo. All'interno della retina vi devono essere dei
ricettori del colore, cioè pigmenti in grado di fornire una
risposta a seconda del fotone che li colpisce. Se vi fosse un
solo tipo di pigmento deputato alla visione del colore, esso
avrebbe una certa curva di risposta che gli renderebbe
impossibile distinguere i cambiamenti contemporanei di
intensità e di lunghezza d'onda. In pratica con un solo
ricettore dei colori noi non potremmo ottenere una risposta
univoca, non ottenendo una corretta visione dei colori.
Questo è confermato dalle analisi sui soggetti umani
anomali aventi un solo ricettore del colore così come dagli
studi sugli animali con un solo tipo di cono. Per avere
visione del colore la condizione minima è che la retina
contenga due tipi di fotopigmenti con diverse proprietà di
assorbimento spettrale.
Le strutture genetiche di tutti i pigmenti visivi che si
incontrano in natura sono molto simili, il che fa pensare che
tutti i pigmenti visivi derivino da uno stesso antico
precursore [2].
Gli spettri di assorbimento dei fotopigmenti sono
generalmente delle curve abbastanza larghe aventi un
massimo di sensibilità lmax. I fotopigmenti presenti anche in
specie animali molto diverse che hanno lo stesso lmax hanno
anche uno spettro di assorbimento identico.
Anche se restano molte cose da capire dal punto di vista
della risposta spettrale dei fotopigmenti, è stato notato che
nei mammiferi il massimo di sensibilità non può assumere
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qualunque valore, ma solo valori nello spettro visibile che
sono multipli di 6 nanometri [3]. Il cono funzionante su
lunghezza d'onda più corta nei mammiferi ha un lmax di 420
nm, mentre la lunghezza d'onda maggiore è lmax pari a 562
nm.
E' interessante chiedersi se vi sia una logica nell'evoluzione
delle proprietà assorbenti dei coni. In tutti i mammiferi
aventi un solo tipo di cono, il picco di sensibilità si trova
vicino al picco di sensibilità dei bastoncelli, il che potrebbe
far pensare che i coni siano derivato dai bastoncelli. Ma
all'interno dei primati l'unico cono comune tra tutte le
specie ha un lmax di circa 562 nm, il che fa pensare che
quella sia la posizione primordiale dei coni del colore [4].
All'interno dei mammiferi vi sono molte diversità nella
visione. Un tempo si pensava che molti mammiferi non
avessero una visione del colore, in realtà quello che
possiamo dire è che molti mammiferi vedono i colori. Una
piccola parte (ad esempio i topi [5]) non hanno visione del
colore. Restano però da esaminare ancora molti tipi di
mammiferi sotto questo punto di vista. Anche tutti i
mammiferi che non hanno visione del colore sono
presentano comunque dei coni sulla loro retina, si
potrebbero cioè definire tecnicamente come monocromati
da coni e non da bastoncelli. La presenza dei coni in tutti i
mammiferi può dare credito alle teorie che sostengono che i
coni sono i recettori ancestrali.
Anche se molti mammiferi hanno una visione del colore,
solo alcuni primati hanno una visione di tipo tricromatico.
Ad esempio le scimmie del Vecchio continente hanno una
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visione tricromatica, mentre le scimmie del Nuovo Mondo
hanno una visione dicromatica.
L'uomo è ovviamente un tricromate molto evoluto, e dotato
di una percezione dei colori molto precisa. Nella retina
umana vi sono due classi di fotorecettori: i coni,
responsabili della visione diurna, e i bastoncelli, che
agiscono principalmente in visione notturna. La
discriminazione dei colori è presente in visione fotopica e
mesopica, ad indicare che tale azione è svolta dai coni.
Nella retina umana vi sono all'incirca 7 milioni di coni e
120 milioni di bastoncelli, ma nella zona centrale della
retina non si trovano bastoncelli. Un campo visivo di 2
attorno al centro dell'occhio mette in azione solo i coni. I
coni hanno tre classi di fotopigmenti, che vengono in
genere indicati come rosso, verde e blu, a causa della
posizione del loro massimo di sensibilità. La presenza di tre
tipi di fotorecettori si accorda benissimo con la necessità di
avere tre colori linearmente indipendenti per poter ottenere
tutti gli altri, secondo la prima legge di Grassmann [6]. I
massimi di sensibilità per i tre ricettori sono a 560
nm(erythrolabe), 530 nm (chlorolabe) e 420 nm (cianolabe)

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Anche questi tre fotorecettori non sono equamente
distribuiti nella retina, ma seguono una proporzione di 20
Rossi: 40 verdi : 1 Blu nella zona centrale della retina
stessa. La scarsità di fotorecettori blu al centro della fovea
fa si che quando si guardano oggetti con un campo visivo
molto ristretto (0.5°) si può non eccitare alcun fotorecettore
di questo tipo, dando luogo a quella che, secondo la
nomenclatura che vedremo dopo, si può chiamare tritanopia
di piccolo campo.
La prima intuizione che la nostra visione dei colori non
poteva basarsi su un'analisi puntuale di tutte le lunghezze
d'onda si deve a Thomas Young. Egli scriveva "Poiché è
quasi impossibile ammettere che ciascun punto sensibile
della retina contenga un numero infinito di particelle
ognuna capace di vibrare perfettamente all'unisono con ogni
possibile lunghezza d'onda bisogna necessariamente
concludere che il numero dei recettori sia limitato, per
esempio, ai tre colori principali, rosso giallo e blu"

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L'EIAR (acronimo di Ente Italiano per le Audizioni
Radiofoniche) era una società italiana titolare in esclusiva
del servizio pubblico radiofonico italiano. Svolgeva
l'attività di operatore radiofonico in regime di monopolio.
Fu costituita sulla precedente URI nel 1928. Nel 1944
assume la nuova denominazione di RAI (Radio Audizioni
Italiane). Nel 1954 la RAI diventa anche operatore
televisivo e assume la denominazione di RAI
Radiotelevisione Italiana.
BBC
La British Broadcasting Corporation (BBC, anche
informalmente chiamata dagli inglesi Auntie), fondata nel
1922, è la più grande e autorevole società radiotelevisiva
del Regno Unito. Offre un servizio regolare di trasmissioni
e produce anche propri programmi e servizi di
informazione. Il motto dell'azienda è "Nation Shall Speak
Peace Unto Nation".
La BBC è ritenuta, anche fuori dalla sua patria, uno dei più
autorevoli operatori radiotelevisivi del mondo, anche in
ragione delle tradizionalmente rigorose modalità di
produzione dei dati giornalistici che l'hanno resa un punto
di riferimento per la categoria.
Nonostante sia attualmente gestita da un consiglio nominato
dalla Regina su consulenza dei ministri del governo
britannico, la BBC risulta del tutto libera da influenze
politiche e commerciali.Fu fondata British Broadcasting
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Company nel 1922 come operatore radiofonico da mano
alcune compagnie di telecomunicazioni (tra cui figuravano
società della General Electric e della AT&T) per i primi
esperimenti di trasmissioni radio, il cui servizio regolare
iniziò il 14 novembre dello stesso anno.
Sotto la direzione generale di John Reith diventò l'odierna
British Broadcasting Corporation e nel 1932 iniziò un
servizio di trasmissioni televisive sperimentali; il 22
novembre 1936 divenne il primo operatore televisivo al
mondo a fornire un servizio regolare. Le trasmissioni tv
furono però sospese dal 1 settembre 1939 al 7 giugno 1946,
durante gli eventi della Seconda Guerra Mondiale.
Nel 1955 la BBC vede la nascita della sua prima (e tuttora
più grande) concorrente: la televisione commerciale e
indipendente ITV, acronimo, per l'appunto, di Indipendent
Television. Per tutta risposta, nel 1964, la BBC,
rinominando BBC 1 il canale già esistente, inserisce il suo
secondo canale, BBC 2, il primo che, nel 1967, due anni
prima di BBC 1 e ITV, inizierà le trasmissioni a colori.
Dalla riforma del mercato radiotelevisivo inglese degli anni
'80, la BBC ha affrontato la sempre più crescente
concorrenza, specialmente nel campo riguardante la tv
satellitare, quella via cavo e quella digitale.

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NBC
La NBC (acronimo di National Broadcasting Company, il
nome originale della emittente) è un network
radiotelevisivo Americano con sede nel Rockefeller Center
di New York.
A volte è chiamata Peacock Network per via del pavone
stilizzato nel suo logo.
Il network ora fa parte della NBC Universal e fornisce
programmazione a più di 200 emittenti americane affiliate.
NBC Universal è una costola della General Electric (GE).

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TUBO CATODICO
Il termine tubo a raggi catodici, più comunemente tubo
catodico o CRT (acronimo del termine inglese Cathode Ray
Tube), indica la tecnologia comunemente usata per la
visualizzazione nei monitor e nei televisori, che consiste nel
convogliare ad hoc dei raggi catodici su di una superficie
sensibile, che ricostruisce l'immagine visibile. La misura
dei monitor CRT si effettua sulla diagonale dell'area
visibile, in Pollici.
La tecnologia alla base tubo catodico fu sviluppata nel 1897
dal fisico tedesco Karl Ferdinand Braun che realizzò il
primo oscilloscopio, mentre il primo prototipo del tipo
usato nei moderni televisori fu realizzato dall'inventore
statunitense Philo Farnsworth.
Attualmente la tecnologia del tubo catodico è destinata ad
una progressiva obsolescenza in favore delle tecnologie al
plasma, a cristalli liquidi e OLED, meno ingombranti, più
parsimoniose nel consumo elettrico e con costi di
produzione in continua discesa.
I monitor a tubo catodico presentano il vantaggio, rispetto
alle tecnologie concorrenti, di una migliore velocità di
reazione (o minore latenza, molto apprezzata nell'uso dei
videogiochi) e immagini con colori più fedeli.

24
9. sitologia
www.wikipedia.it
www.crot.rai.it
www.google.it
http://digilander.libero.it/lacorsainfinita/guerra2/schede/tele.
htm
http://www.serenoeditore.com/tecnologie/storiatv.htm

25