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Alessio Raffaele, Curcio Andrea, Dellepiane Stefano

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DVB domina il mondo di radiodiffusione digitale. Ci sono servizi numerosi di radiodiffusione
usando i campioni di DVB. Ci sono centinaia dei fornitori che offrono a DVB l'apparecchiatura
completa.
Ci sono milioni di utenti soddisfatti intorno al mondo.
I congressi del mondo di DVB presentano ogni anno gli
ultimi sviluppi nel broadcasting digitale. Come gli
altoparlanti e partecipanti caratterizzano tutte le
personalità principali del progetto di DVB così come il tutti
coloro che direttamente coinvolgono nel lavoro
Dall'inizio dello sviluppo della televisione digitale, ci è
stato una creazione ordinata dei campioni, che ha
provocato i nuovi sistemi ed i servizi che sono introdotti
nel mondo intero. Molto di questo è dovuto al progetto DVB.

Con il 2006 la televisione digitale terrestre italiana entra nel suo terzo anno di vita. Le
statistiche di crescita sono molto incoraggianti: circa 3.700.000 famiglie dotate di
decoder, trenta canali televisivi a diffusione nazionale, circa duecento canali locali, oltre
una diecina di canali televisivi visibili mediante carta prepagata e, soprattutto, la grande
innovazione resa possibile dalla tecnologia digitale: l’interattività, per accedere ai servizi
della società dell’informazione (supertelevideo, partecipazione attiva a trasmissioni
televisive, televoto, prenotazioni visite mediche, richiesta certificati, apprendimento a
distanza, t-banking, t-commerce e tante altre applicazioni).

L’offerta televisiva in formato digitale continuerà a


crescere, ma si svilupperanno soprattutto i servizi
interattivi. Varie amministrazioni regionali e decine
di amministrazioni locali metteranno in onda, nel
corso del 2006, ulteriori servizi di utilità per il
cittadino. Il caro vecchio apparecchio televisivo
munito di decoder e di collegamento alla rete diventa
un nuovo e pratico terminale da salotto utilizzabile
da tutti i cittadini, in alternativa o in aggiunta a
Internet e ai servizi fruibili attraverso il telefonino.

Ormai è avviato un processo irreversibile, di progressiva sostituzione dell'analogico con il


digitale. Il destino della cara tv analogica è segnato; il vecchio sistema resisterà per il tempo
stabilito dagli orientamenti nazionali e comunitari e necessario a permettere a tutti gli utenti
di equipaggiarsi per la ricezione digitale. Il 9 agosto 2006 il Ministro della Comunicazioni Paolo
Gentiloni, ha istituito con Decreto Ministeriale il Comitato “Italia Digitale”,con il compito di
definire e coordinare le attività necessarie alla realizzazione dello switch-off nazionale per la
transizione al digitale terrestre; una vera e propria cabina di regia cui spetterà definire
tempistica e modalità di passaggio al digitale terrestre e incentivarne la diffusione, puntando
soprattutto sui contenuti.

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E’ solo l’inizio di una rivoluzione del nostro modo di
agire come telespettatori. Dietro l’angolo ci sono
ulteriori estensioni delle tecniche digitali: la
televisione a portata di cellulare e di palmare con
qualità soddisfacente e a costi molto contenuti
(televisione mobile in tecnologia DVB-H) e la
televisione ad alta definizione (HDTV).

DVB

L'acronimo DVB (Digital Video Broadcasting, Diffusione Video Digitale) rappresenta un


insieme di standard aperti ed accettati a livello internazionale, concepiti per lo sviluppo e la
diffusione della televisione digitale. Attualmente essi sono mantenuti dal DVB Project, un
consorzio industriale con più di 270 membri, e vengono pubblicati da un Comitato Tecnico
Congiunto (Joint Technical Committee, JTC) dell'Istituto Europeo per gli Standard di
Telecomunicazione (European Telecommunications Standards Institute, ETSI), del Comitato
Europeo per la Standardizzazione Elettrotecnica (European Committee for Electrotechnical
Standardization, CENELEC) e dell'Unione Europea per la Radiodiffusione (European
Broadcasting Union, EBU). Questi standard possono essere scaricati gratuitamente dal sito
ETSI previa registrazione libera.

Il sistema DVB ha prodotto degli standard per ciascun mezzo trasmissivo (terrestre,
satellite, via cavo) utilizzato dalla TV analogica. In particolare. si possono annoverare i
seguenti:

• DVB-S (la "S" sta per "satellitare"): in questo caso per ricevere i segnali video è
necessario collegare il televisore ad un'antenna parabolica, che riceve i segnali
direttamente dai satelliti posti in orbita geostazionaria;
• DVB-C (la "C" per "cavo"): qui invece il segnale è ricevuto grazie ad un cavo coassiale;
• DVB-T (la "T" sta per "Terrestrial"): infine in quest'ultimo caso, il segnale video è
ricevuto attraverso le normali antenne televisive, andando (per il momento) ad
affiancarsi alle trasmissioni analogiche, ossia quelle che siamo abituati a ricevere da
anni. Quest'ultimo tipo di trasmissioni, però, è destinato per legge a scomparire, in
quanto è previsto che nel mese di dicembre 2008 (o nella data che verrà fissata nel
prossimo provvedimento legislativo) tutti i trasmettitori televisivi analogici d'Italia
saranno spenti, e da quel momento in poi sarà possibile vedere i programmi televisivi
solo dotandosi di un ricevitore digitale, che nei televisori più nuovi è già incorporato.
• DVB-H (la "H" sta per "handheld"): è lo standard del consorzio europeo DVB per una
modalità di radiodiffusione terrestre studiata per trasmettere programmi TV, radio e
contenuti multimediali ai dispositivi handheld, come i più comuni smartphone e i palmari
Pda. Si tratta di uno standard derivato dal DVB-T e funziona combinando gli standard
del video digitale con l'Internet Protocol in modo da suddividere i contenuti in
pacchetti di dati da trasferire sul cellulare e leggibili da parte dell'utente.

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DVB-S

Il Digital Video Broadcasting - Satellite (DVB-S) è lo standard del consorzio europeo DVB per
una modalità di trasmissione televisiva satellitare. Il sistema prevede la trasmissione di un
flusso audio/video digitale della famiglia MPEG-2, utilizzando un sistema di modulazione QPSK
con codifica concatenata.

Schema a blocchi di un sistema di trasmissione DVB-S

Con riferimento alla figura, descriviamo brevemente le caratteristiche e lo scopo di ciascun


blocco di elaborazione.

• Codifica di sorgente e multiplazione (MUX) MPEG-2: un flusso video, uno audio e uno
dati sono multiplati insieme a costituire un flusso di programma MPEG-2 PS (MPEG-2
Programme Stream). Uno o più flussi di programma costituiscono un flusso di trasporto
MPEG-2 TS (MPEG-2 Transport Stream); tale flusso rappresenta la sequenza digitale
che viene trasmessa e ricevuta nei Set Top Box (STB) domestici. La bit rate ammessa
per il trasporto MPEG-2 dipende principalmente dalla larghezza di banda del
transponder posto a bordo del satellite: essa può variare da circa 19 a circa 68 Mbps
(si veda la figura in fondo per l'elenco completo).
• Adattamento di MUX e dispersione d'energia: il flusso di trasporto MPEG-2 viene
identificato come una sequenza di pacchetti dati di lunghezza fissa pari a 188 byte.
Con una tecnica chiamata dispersione d'energia (scrambling), la sequenza di byte viene
quindi scorrelata.
• Codificatore esterno: un primo livello di protezione viene fornito ai dati trasmessi,
usando un codice a blocchi non binario di tipo Reed-Solomon RS(204,188), che
permette la correzione di un massimo di 8 byte errati per ogni pacchetto di 188 byte.
• Interleaver esterno: si utilizza una tecnica di interleaving convoluzionale per mescolare
la sequenza di dati trasmessa, in modo da renderla più robusta in caso di lunghe
sequenze di errori.
• Codificatore interno: un secondo livello di protezione è affidato all'uso di un codice
convoluzionale binario con perforazione, che spesso viene indicato nei set top box con il
termine FEC (Forward Error Correction). I valori di codifica ammessi sono cinque: 1/2,
2/3, 3/4, 5/6, 7/8.

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• Modulatore QPSK: questo blocco effettua la modulazione in banda-base digitale della
sequenza di bit, producendo una sequenza di simboli. Il metodo di modulazione
utilizzato è QPSK.
• Sagomatura in banda-base: il segnale QPSK è opportunamente filtrato con un filtro a
coseno rialzato, che permette di diminuire le interferenze mutue del segnale in
ricezione.
• DAC e front-end: il segnale digitale viene opportunamente trasformato in un segnale
analogico, grazie ad un convertitore digitale-analogico (DAC, Digital to Analog
Converter), ed infine modulato a frequenza radio (11-12 GHz) dal front end ad RF.

Bit rate disponibili per un sistema DVB-S, assumendo un rapporto tra banda a -3 dB e symbol
rate pari a 1.28 (modulazione QPSK e coefficiente di roll-off pari a 0.28). I valori espressi in
corsivo sono in Mbps.

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DVB-C

Il Digital Video Broadcasting - Cable (DVB-C) è lo standard del consorzio europeo DVB per
una modalità di trasmissione televisiva digitale via cavo. Il sistema prevede la trasmissione di
un flusso audio/video digitale della famiglia MPEG-2, utilizzando un sistema di modulazione
QAM con codifica di canale.

Schema a blocchi di un sistema di trasmissione DVB-C

Con riferimento alla figura, descriviamo brevemente le caratteristiche e lo scopo di ciascun


blocco di elaborazione.

• Codifica di sorgente e multiplexing MPEG-2: un flusso video, uno audio e uno dati sono
multiplati insieme a costituire un flusso di programma MPEG-2 PS (MPEG-2 Programme
Stream). Uno o più flussi di programma costituiscono un flusso di trasporto MPEG-2
TS (MPEG-2 Transport Stream); tale flusso rappresenta la sequenza digitale che viene
trasmessa e ricevuta nei Set Top Box (STB) domestici. La bit rate ammessa per il
trasporto MPEG-2 dipende dai parametri scelti per la modulazione: essa può variare da
circa 6 a circa 64 Mbps (si veda la figura in fondo per l'elenco completo).
• Adattamento di MUX e dispersione d'energia: il flusso di trasporto MPEG-2 viene
identificato come una sequenza di pacchetti dati di lunghezza fissa pari a 188 byte.
Con una tecnica chiamata dispersione d'energia (scrambling), la sequenza di byte viene
quindi scorrelata.
• Codificatore di canale: un alto livello di protezione viene fornito ai dati trasmessi,
usando un codice a blocchi non binario di tipo Reed-Solomon RS(204,188), che
permette la correzione di un massimo di 8 byte errati per ogni pacchetto di 188 byte.
• Interleaver: si utilizza una tecnica di interleaving convoluzionale per mescolare la
sequenza di dati trasmessa, in modo da renderla più robusta in caso di lunghe sequenze
di errori.
• Conversione byte/m-upla: i byte di dati vengono codificati in m-uple di bit (m = 4, 5, 6,
7, o 8).

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• Codifica differenziale: i due bit più significativi della m-upla sono sottoposti ad una
operazione che rende il segnale trasmesso robusto.
• Modulatore QAM: questo blocco effettua la modulazione in banda-base digitale della
sequenza di bit, producendo una squenza di simboli. I metodi di modulazione ammessi
sono 5: 16-QAM, 32-QAM, 64-QAM, 128-QAM, 256-QAM.
• Sagomatura in banda-base: il segnale QAM è opportunamente filtrato con un filtro a
coseno rialzato, che permette di diminuire le interferenze mutue del segnale in
ricezione.
• DAC e front-end: il segnale digitale viene opportunamente trasformato in un segnale
analogico, grazie ad un convertitore digitale-analogico (DAC, Digital to Analog
Converter), ed infine modulato a frequenza radio dal front end ad RF.

Bit rate disponibili per un sistema DVB-C, assumendo un rapporto tra banda e symbol rate pari
a 1.15. I valori espressi in corsivo sono in Mbps.

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DVB-T.

Il Digital Video Broadcasting - Terrestrial (DVB-T) è lo standard del consorzio europeo DVB
per una modalità di trasmissione televisiva digitale terrestre. Il sistema prevede la
trasmissione di un flusso audio/video digitale della famiglia MPEG-2, utilizzando un sistema di
modulazione OFDM con codifica concatenata. Altri sistemi di trasmissione video digitale della
famiglia DVB sono il DVB-S per le trasmissioni satellitari, il DVB-C per le trasmissioni via
cavo, e il DVB-H, per le trasmissioni digitali terrestri rivolte ai cellulari di nuova generazione.

Schema a blocchi di un sistema di trasmissione DVB-T

Con riferimento alla figura, descriviamo brevemente le caratteristiche e lo scopo di ciascun


blocco di elaborazione.

• Codifica di sorgente e multiplazione (MUX) MPEG-2: un flusso video, uno audio e uno
dati sono multiplati insieme a costituire un flusso di programma MPEG-2 PS (MPEG-2
Programme Stream). Uno o più flussi di programma costituiscono un flusso di trasporto
MPEG-2 TS (MPEG-2 Transport Stream); tale flusso rappresenta la sequenza digitale
che viene trasmessa e ricevuta nei Set Top Box (STB) domestici. La bit rate ammessa
per il trasporto MPEG-2 dipende dai parametri scelti per la modulazione: essa varia da
circa 5 a circa 32 Mbps (si veda la figura in fondo per l'elenco completo).
• Divisore: due diversi flussi di trasporto possono essere trasmessi
contemporaneamente, utilizzando una tecnica chiamata Trasmissione Gerarchica. Lo
scopo di questa tecnica è, ad esempio, quello di trasmettere un segnale video a
definizione standard (SDTV) ed un segnale video ad alta definizione (HDTV). In
genere, il segnale a definizione standard verrà protetto maggiormente, ed il segnale ad
alta definizione sarà invece protetto in misura minore. In ricezione, a seconda della
qualità del segnale ricevuto, il set top box può cercare di decodificare il flusso ad alta
definizione oppure, se la qualità del segnale ricevuto è scarsa, passare al segnale a
definizione standard (così facendo, i ricevitori vicini al sito di trasmissione potranno
usufruire di un segnale ad alta definizione, e tutti quelli serviti nell'area di copertura,
anche i più distanti, potranno ricevere il segnale a definizione standard).

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• Adattamento di MUX e dispersione d'energia: il flusso di trasporto MPEG-2 viene
identificato come una sequenza di pacchetti dati di lunghezza fissa pari a 188 byte.
Con una tecnica chiamata dispersione d'energia (scrambling), la sequenza di byte viene
quindi scorrelata.
• Codificatore esterno: un primo livello di protezione viene fornito ai dati trasmessi,
usando un codice a blocchi non binario di tipo Reed-Solomon RS(204,188), che
permette la correzione di un massimo di 8 byte errati per ogni pacchetto di 188 byte.
• Interleaver esterno: si utilizza una tecnica di interleaving convoluzionale per mescolare
la sequenza di dati trasmessa, in modo da renderla più robusta in caso di lunghe
sequenze di errori.
• Codificatore interno: un secondo livello di protezione è affidato all'uso di un codice
convoluzionale binario con perforazione, che spesso viene indicato nei set top box con il
termine FEC (Forward Error Correction). I valori di codifica ammessi sono cinque: 1/2,
2/3, 3/4, 5/6, 7/8.
• Interleaver interno: la sequenza di dati viene nuovamente mescolata, sempre per
ridurre l'influenza nefasta di lunghe sequenze di errore. In questo caso, si utilizza una
tecnica di interleaving a blocchi con legge di mescolamento pseudo-casuale (questa
operazione è in realtà costituita da due processi di interleaving separati: uno che opera
su singoli bit e uno che opera su gruppi di bit).
• Mappatore: questo blocco effettua la modulazione in banda-base digitale della
sequenza di bit, producendo una squenza di simboli. I metodi di modulazione ammessi
sono tre: QPSK, 16-QAM, 64-QAM.
• Adattamento di trama: i simboli generati dal processo di mappatura sono raccolti in
blocchi di lunghezza costante (1512, 3024 o 6048 simboli per blocco). Si genera una
trama (frame) di lunghezza pari a 68 blocchi; quattro trame costituiscono una
supertrama (superframe).
• Segnali pilota e TPS: per permettere una migliore ricezione del segnale in seguito alla
trasmissione sul canale radio terrestre, dei segnali di aiuto vengono inseriti in ogni
blocco. I segnali pilota servono in fase di equalizzazione, mentre i segnali TPS
(Transmission Parameters Signalling) si utilizzano per inviare i parametri del segnale
trasmesso e per identificare univocamente la cella di trasmissione.
• Modulazione OFDM: la sequenza di blocchi è sottoposta ad una operazione di
modulazione secondo la tecnica OFDM, utilizzando un numero di portanti pari a 2048
(modo 2k), 4096 (modo 4k), oppure 8192 (modo 8k).
• Inserimento intervallo di guardia: per diminuire la complessità del ricevitore, ciascun
blocco modulato in OFDM viene esteso, copiando in testa ad esso la sua parte
terminale (tecnica del prefisso ciclico). La durata dell'intervallo di guardia può essere
1/32, 1/16, 1/8 o 1/4 di quella del blocco modulato.
• DAC e front-end: il segnale digitale viene opportunamente trasformato in un segnale
analogico, grazie ad un convertitore digitale-analogico (DAC, Digital to Analog
Converter), ed infine modulato a frequenza radio (VHF o UHF) dal front-end ad RF. La
larghezza di banda occupata da ciascun singolo segnale DVB-T è studiata per
accomodarsi in canali larghi 6, 7 o 8 MHz.

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Bit rate disponibili per un sistema DVB-T in canali da 8 MHz. I valori espressi in corsivo sono
in Mbps.

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