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MESSALINO FESTIVO

Testo latino completo e traduzione italiana

Ordinario
della
Santa Messa
tratto dal
Missale Romanum

Inter Multiplices Una Vox Il testo è tratto del Missale


Romanum, editio typica
s 1962.
s

in e

Per la traduzione italiana è


a Ve r i ta

Associazione per la salvaguardia


Tradi tio

stata ampiamente utilizza-


della Tradizione latino-gregoriana
u ll

ne ta l’edizione del 1936 a


n
cura di S. Bertola e G. Trascritto a cura dell’Associazione
C. P. 3218, UDR Marsigli 22, 10141 Torino Destefani, Editrice Inter Multiplices Una Vox
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596… L’Eucaristia è un sacramento nel quale per l’ammirabile conver-
sione di tutta la sostanza del pane nel Corpo di Gesú Cristo e di
CONCILIO ECUMENICO VATICANO II
quella del vino nel suo prezioso Sangue, si contiene veramente,
Costituzione Conciliare realmente e sostanzialmente il Corpo, il Sangue, l’Anima e la
SACROSANCTUM CONCILIUM Divinità del medesimo Gesú Cristo nostro Signore sotto le specie
del pane e del vino, per essere nostro nutrimento spirituale.
Art. 4 - Infine il sacro Concilio, in fedele ossequio alla
tradizione, dichiara che la santa Madre Chiesa 597… Nell’Eucaristia vi è veramente lo stesso Gesú Cristo che è nel
cielo e che nacque in terra dalla santissima Vergine.
considera su una stessa base di diritto e di onore
tutti i riti legittimamente riconosciuti, e vuole 602… Dopo la consacrazione l’Ostia è il vero Corpo di nostro Signore
che in avvenire essi siano conservati e in ogni Gesú Cristo sotto le specie del pane.
modo incrementati …
Art. 36 - §1 - L’uso della lingua latina, salvo diritti partico- 604… Dopo la consacrazione nel calice vi è il vero Sangue di nostro
lari, sia conservato nei riti latini. Signore Gesú Cristo sotto le specie del vino.
Art. 54 - … Si abbia cura però che i fedeli sappiano recitare 606… La consacrazione è la rinnovazione, per mezzo del sacerdote, del
e cantare insieme, anche in lingua latina, le parti miracolo operato da Gesú Cristo nell’ultima cena di mutare il
dell’Ordinario della Messa che spettano ad essi. pane ed il vino nel suo Corpo e nel suo Sangue adorabile, dicendo:
Art. 116 - La Chiesa riconosce il canto gregoriano come questo è il mio corpo, questo è il mio sangue.
canto proprio della liturgia romana: perciò
nelle azioni liturgiche, a parità di condizioni, gli 607… La miracolosa conversione, che ogni giorno si opera sui nostri
altari, è chiamata dalla Chiesa TRANSUSTANZIAZIONE.
si riservi il posto principale.
651… L’Eucaristia, oltre a essere sacramento, è anche il sacrificio
permanente della nuova legge, che Gesú Cristo lasciò alla sua
Chiesa, da offrirsi a Dio per mano dei suoi sacerdoti.

653… Questo sacrificio della nuova legge si chiama la santa Messa.


Deus, qui, ad tuéndam cathólicam fidem et
654… La santa Messa è il sacrificio del Corpo e del Sangue di Gesú
universa in Christo instauránda, sanctum Pium
Cristo offerto sui nostri altari sotto le specie del pane e del vino,
Summum Pontíficem cœlésti sapiéntia et apostólica
in memoria del sacrificio della Croce.
fortitúdine replevísti: concéde propítius; ut, eius
institúta et exémpla sectántes, præmia 655… Il sacrificio della Messa è sostanzialmente il medesimo della
consequámur ætérna. Per eúmdem Dóminum Croce in quanto lo stesso Gesú Cristo, che si è offerto sopra la
nostrum Iesum Christum, Fílium tuum, qui tecum Croce, è quello che si offre per mano dei sacerdoti, suoi ministri,
vívit et regnat, in unitáte Spíritus Sancti, Deus, sui nostri altari;…
per ómnia sæcula sæculórum. Amen.
(dal Compendio della Dottrina Cristiana prescritto dal Papa San Pio X
(Oratio della Messa di S. Pio X) - Catechismo Maggiore, Parte IV, capo IV, § 1 e capo V, § 1 )
3
COSTITUZIONE APOSTOLICA
1187… La Liturgia è l’opera del Cristo totale, Capo e Corpo. Il nostro QUO PRIMUM TEMPORE
Sommo Sacerdote la celebra ininterrottamente nella Liturgia
celeste, con la santa Madre di Dio, gli Apostoli, tutti i santi e la PIUS EPÍSCOPUS SERVUS SERVÓRUM DEI AD PERPÉTUAM REI MEMÓRIAM
moltitudine degli uomini già entrati nel Regno.
I
1208… Le diverse tradizioni liturgiche, o riti, legittimamente riconosciu- Fin dal tempo della Nostra elevazione al sommo vertice dell’Apostolato,
ti, in quanto significano e comunicano lo stesso Mistero di Cristo, abbiamo rivolto l’animo, i pensieri e tutte le Nostre forze alle cose riguardanti il Culto
manifestano la cattolicità della Chiesa. della Chiesa, per conservarlo puro, e, a tal fine, ci siamo adoperati con tutto lo zelo
possibile a preparare e, con l’aiuto di Dio, mandare ad effetto i provvedimenti
1209… Il criterio che assicura l’unità nella pluriformità delle tradizioni opportuni. E poiché, tra gli altri Decreti del sacro Concilio di Trento, ci incombeva di
liturgiche è la fedeltà alla Tradizione apostolica, ossia: la comu- eseguire quelli di curare l’edizione emendata dei Libri Santi, del Messale, del Breviario
nione nella fede e nei sacramenti ricevuti dagli Apostoli, comu- e del Catechismo, avendo già, con l’approvazione divina, pubblicato il Catechismo,
nione che è significata e garantita dalla successione apostolica. destinato all’istruzione del popolo, e corretto il Breviario, perché siano rese a Dio le
lodi dovutegli, ormai era assolutamente necessario che pensassimo quanto prima a ciò
1362… L’Eucaristia è il memoriale della Pasqua di Cristo, l’attualizzazione che restava ancora da fare in questa materia, cioè pubblicare il Messale, e in tal modo
e l’offerta sacramentale del suo unico sacrificio, nella liturgia che rispondesse al Breviario: cosa opportuna e conveniente, poiché come nella Chiesa
della Chiesa, che è il suo Corpo. In tutte le preghiere eucaristiche, di Dio uno solo è il modo di salmodiare, cosí sommamente conviene che uno solo sia
dopo le parole della istituzione, troviamo una preghiera chiamata il rito per celebrare la Messa.
anámnesi o memoriale.
II
1364… Nel Nuovo Testamento il memoriale riceve un significato nuovo. Per la qual cosa abbiamo giudicato di dover affidare questa difficile incomben-
Quando la Chiesa celebra l’Eucaristia, fa memoria della Pasqua di za a uomini di eletta dottrina. E questi, infatti, dopo aver diligentemente collazionato
tutti i codici raccomandabili per la loro castigatezza ed integrità - quelli vetusti della
Cristo, e questa diviene presente: il sacrificio che Cristo ha offerto
Nostra Biblioteca Vaticana e altri ricercati da ogni luogo - e avendo inoltre consultato
una volta per tutte sulla croce rimane sempre attuale… gli scritti di antichi e provati autori, che ci hanno lasciato memorie sul sacro
1366… L’Eucaristia è dunque un sacrificio perché ri-presenta (rende ordinamento dei medesimi riti, hanno infine restituito il Messale stesso nella sua antica
forma secondo la norma e il rito dei santi Padri.
presente) il sacrificio della croce, perché ne è il memoriale e
perché ne applica il frutto… III
1374… Il modo della presenza di Cristo sotto le specie eucaristiche è Pertanto, dopo matura considerazione, abbiamo ordinato che questo Messale,
già cosí riveduto e corretto, venisse quanto prima stampato a Roma, e, stampato che
unico. Esso pone l’Eucaristia al di sopra di tutti i sacramenti e ne
fosse, pubblicato, affinché da una tale intrapresa e da un tale lavoro tutti ne ricavino
fa «quasi il corollario della vita spirituale e il fine al quale frutto: naturalmente, perché i sacerdoti comprendano di quali preghiere, di qui
tendono tutti i sacramenti» (SAN TOMMASO, Summa theologiæ, III, innanzi, dovranno servirsi nella celebrazione della Messa, quali riti e cerimonie
73, 3)… osservare.
IV
1413… Mediante la consacrazione si opera la TRANSUSTANZIAZIONE del Perciò, affinché tutti e dovunque adottino e osservino le tradizioni della santa
pane e del vino nel Corpo e nel Sangue di Cristo. Sotto le specie Chiesa Romana, Madre e Maestra delle altre Chiese, ordiniamo che nelle chiese di tutte
consacrate del pane e del vino, Cristo stesso, vivente e glorioso, è le Provincie dell’orbe Cristiano: - nelle Patriarcali, Cattedrali, Collegiate e Parroc-
presente in maniera vera, reale e sostanziale, il suo Corpo e il suo chiali del clero secolare, come in quelle dei Regolari di qualsiasi Ordine e Monastero,
Sangue, con la sua anima e la sua divinità. maschile e femminile, nonché in quelle degli Ordini militari, nelle private o cappelle -
dove a norma di diritto o per consuetudine si celebra secondo il rito della Chiesa
(dal Catechismo della Chiesa cattolica promulgato da S. S. Giovanni Paolo II, Romana, in avvenire e senza limiti di tempo, la Messa, sia quella Conventuale cantata
l’11 ottobre 1992, quattordicesimo del suo pontificato) presente il coro, sia quella semplicemente letta a bassa voce, non potrà essere cantata
o recitata in altro modo da quello prescritto dall’ordinamento del Messale da Noi
4 73
pubblicato; e ciò, anche se le summenzionate Chiese, comunque esenti, usufruissero di CAPITOLO IV
uno speciale indulto della Sede Apostolica, di una legittima consuetudine, di un E poiché le cose sante devono essere trattate santamente, e questo è il
privilegio fondato su dichiarazione giurata e confermato dall’Autorità Apostolica, e di sacrificio piú santo, la Chiesa Cattolica, perché esso potesse essere offerto
qualsivoglia altra facoltà. e ricevuto degnamente e con riverenza, ha stabilito da molti secoli il sacro
canone, talmente puro da ogni errore, da non contenere niente che non
V
Non intendiamo tuttavia, in alcun modo, privare del loro ordinamento quelle tra profumi estremamente di santità e di pietà, e non innalzi a Dio la mente di
le summenzionate Chiese che, o dal tempo della loro istituzione, approvata dalla Sede quelli che lo offrono, formato com’è dalle parole stesse del Signore, da
Apostolica, o in forza di una consuetudine, possono dimostrare un proprio rito quanto hanno trasmesso gli Apostoli e istituito piamente anche i santi
ininterrottamente osservato per oltre duecento anni. Tuttavia, se anche queste Chiese pontefici.
preferissero far uso del Messale che abbiamo ora pubblicato, Noi permettiamo che esse
possano celebrare le Messe secondo il suo ordinamento alla sola condizione che si CAPITOLO V
ottenga il consenso del Vescovo o dell’Ordinario, e di tutto il Capitolo. E perché la natura umana è tale, che non facilmente viene tratta alla
meditazione delle cose divine senza piccoli accorgimenti esteriori, per
VI
questa ragione la Chiesa, pia madre, ha stabilito alcuni riti, che cioè, qualche
Invece, mentre con la presente Nostra Costituzione, da valere in perpetuo,
priviamo tutte le summenzionate Chiese dell’uso dei loro Messali, che ripudiamo in tratto della Messa, sia pronunziato a voce bassa, qualche altro a voce piú alta.
modo totale e assoluto, stabiliamo e comandiamo, sotto pena della Nostra indignazio- Ha stabilito, similmente, delle cerimonie, come le benedizioni mistiche; usa
ne, che a questo Nostro Messale, recentemente pubblicato, nulla mai possa venir i lumi, gli incensi, le vesti e molti altri elementi trasmessi dall’insegnamento
aggiunto, detratto, cambiato. Dunque, ordiniamo a tutti e singoli i Patriarchi e e dalla tradizione apostolica, con cui venga messa in evidenza la maestà di
Amministratori delle suddette Chiese, e a tutti gli ecclesiastici, rivestiti di qualsiasi un sacrificio cosí grande, e le menti dei fedeli siano attratte da questi segni
dignità, grado e preminenza, non esclusi i Cardinali di Santa Romana Chiesa, visibili della religione e della pietà, alla contemplazione delle altissime
facendone loro severo obbligo in virtú di santa obbedienza, che, in avvenire abbando- cose, che sono nascoste in questo sacrificio.
nino del tutto e completamente rigettino tutti gli altri ordinamenti e riti, senza alcuna
eccezione, contenuti negli altri Messali, per quanto antichi essi siano e finora soliti ad
essere usati, e cantino e leggano la Messa secondo il rito, la forma e la norma, che Noi
abbiamo prescritto nel presente Messale; e, pertanto, non abbiano l’audacia di CANONI SUL SANTISSIMO SACRIFICIO DELLA MESSA
aggiungere altre cerimonie o recitare altre preghiere che quelle contenute in questo 3 - Se qualcuno dirà che il Sacrificio della Messa è solo un sacrificio di lode e
Messale. di ringraziamento, o la semplice commemorazione del Sacrificio offerto
sulla Croce, e non propiziatorio; o che giova solo a chi lo riceve; e che non
VII si deve offrire per i vivi e per i morti, per i peccati, per le pene, per le
Anzi, in virtú dell’Autorità Apostolica, Noi concediamo, a tutti i sacerdoti, a soddisfazioni, e per altre necessità, sia anátema.
tenore della presente, l’Indulto perpetuo di poter seguire, in modo generale, in 6 - Se qualcuno dirà che il canone della Messa contiene degli errori, e che,
qualunque Chiesa, senza scrupolo veruno di coscienza o pericolo di incorrere in alcuna quindi, bisogna abolirlo, sia anátema.
pena, giudizio o censura, questo stesso Messale, di cui dunque avranno la piena facoltà
7 - Se qualcuno dirà che le cerimonie, le vesti e gli altri segni esterni, di cui si
di servirsi liberamente e lecitamente: cosí che Prelati, Amministratori, Canonici,
Cappellani e tutti gli altri Sacerdoti secolari, qualunque sia il loro grado, o i Regolari, serve la Chiesa Cattolica nella celebrazione delle Messe, siano piuttosto
a qualunque Ordine appartengano, non siano tenuti a celebrare la Messa in maniera elementi adatti a favorire l’empietà, che manifestazioni di pietà, sia anátema.
differente da quella che Noi abbiamo prescritta, né, d’altra parte, possano venir 9 - Se qualcuno dirà che il rito della Chiesa Romana, secondo il quale parte del
costretti e spinti da alcuno a cambiare questo Messale. canone e le parole della consacrazione si proferiscono a bassa voce, è da
riprovarsi; o che la Messa debba essere celebrata solo nella lingua del
VIII popolo; o che nell’offrire il calice non debba essere mischiata l’acqua col
Similmente decretiamo e dichiariamo che le presenti Lettere in nessun tempo vino, perché ciò sarebbe contro l’istituzione di Cristo, sia anátema.
potranno venir revocate o diminuite, ma sempre stabili e valide dovranno perseverare
nel loro vigore. E ciò, non ostanti: precedenti costituzioni e decreti Apostolici;
costituzioni e decreti, tanto generali che particolari, pubblicati in Concilii sia Provin-
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CAPITOLO VI - DEL MINISTRO DI QUESTO SACRAMENTO E DELL’ASSOLUZIONE ciali che Sinodali; qualunque statuto e consuetudine in contrario, nonché l’uso delle
… Perciò il penitente non deve compiacersi tanto della sua fede, da predette Chiese, fosse pur sostenuto da prescrizione lunghissima e immemorabile, ma
credere che, se anche non avesse alcuna contrizione, o mancasse al sacerdo- non superiore ai duecento anni.
te l’intenzione di agire seriamente o di assolvere, egli sia davvero assolto,
IX
dinanzi a Dio, per la sola fede. La fede, infatti, non potrebbe operare in Inoltre, vogliamo e, con la medesima Autorità, decretiamo che, avvenuta la
nessun modo la remissione dei peccati e si dimostrerebbe negligentissimo promulgazione della presente Costituzione, e seguita l’edizione di questo Messale, tutti
della sua salvezza, chi si accorgesse che un sacerdote lo assolve per ischerzo, siano tenuti a conformarvisi nella celebrazione della Messa cantata e letta: i Sacerdoti
e non ne cercasse diligentemente un altro. della Curia Romana, dopo un mese; quelli che sono di qua dei monti, dopo tre mesi;
quelli che sono di là dei monti, dopo sei mesi o appena sarà loro proposto in vendita.
CAPITOLO VIII - DELLA NECESSITÀ E DEL FRUTTO DELLA SODDISFAZIONE
X
… I sacerdoti del Signore, quindi, secondo che suggerirà lo spirito e la
Affinché poi questo Messale sia ovunque in tutta la terra preservato incorrotto
prudenza, devono imporre salutari e giuste soddisfazioni, tenuto conto della e intatto da mende ed errori, ingiungiamo a tutti gli stampatori di non osare o presumere
qualità dei peccati e delle possibilità dei penitenti, affinché, qualora fossero di stamparlo, metterlo in vendita o riceverlo in deposito, senza la Nostra autorizzazione
in qualche modo conniventi ai peccati e troppo indulgenti coi penitenti, o la speciale licenza del Commissario Apostolico, che Noi nomineremo espressamente
imponendo leggerissime opere di penitenza per gravissime colpe, non nei diversi luoghi a questo scopo: cioè, se prima detto Commissario non avrà fatta
diventino partecipi dei peccati degli altri. all’editore piena fede che l’esemplare, che deve servire di norma per imprimere gli
altri, è stato collazionato con il Messale stampato in Roma secondo la grande edizione,
e che gli è conforme e in nulla ne discorda; sotto pena, in caso contrario, della perdita
dei libri e dell’ammenda di duecento ducati d’oro da devolversi ipso facto alla Camera
CANONI SUL SANTISSIMO SACRAMENTO DELLA PENITENZA Apostolica, per gli editori che sono nel Nostro territorio e in quello direttamente o
14 - Se qualcuno dirà che le soddisfazioni, con cui i penitenti per mezzo di Gesú indirettamente soggetto a Santa Romana Chiesa: della scomunica latæ sententiæ e di
Cristo cercano di riparare i peccati, non sono culto di Dio, ma tradizioni altre pene a Nostro arbitrio, per quelli che risiedono in qualsiasi altra parte della terra.
umane, che oscurano la dottrina della grazia e il vero culto di Dio e lo stesso
beneficio della morte del Signore, sia anátema. XI
Data però la difficoltà di trasmettere le presenti Lettere nei varî luoghi
dell’orbe Cristiano, e di portarle alla conoscenza di tutti il piú presto possibile, Noi
prescriviamo che esse vengano affisse e pubblicate come di consueto alle porte della
SESSIONE XXII
Basilica del Principe degli Apostoli e della Cancelleria Apostolica, e in piazza di
DOTTRINA SUL SANTISSIMO SACRIFICIO DELLA MESSA Campo dei Fiori, dichiarando che sia nel mondo intero accordata pari e indubitata fede
agli esemplari delle medesime, anche stampati, purché sottoscritti per mano di
CAPITOLO II pubblico notaio e muniti del sigillo di persona costituita in dignità ecclesiastica, come
E poiché in questo Divino Sacrificio, che si compie nella Messa, è se queste stesse Lettere fossero mostrate ed esibite.
contenuto e immolato in modo incruento lo stesso Cristo, che si immolò una
sola volta cruentemente sull’altare della Croce, il Santo Sinodo insegna che XII
questo Sacrificio è veramente propiziatorio, e che per mezzo di esso - se di Nessuno dunque, e in nessun modo, si permetta con temerario ardimento di
violare e trasgredire questo Nostro documento: facoltà, statuto, ordinamento, manda-
vero cuore e con retta fede, con timore e riverenza ci avviciniamo a Dio
to, precetto, concessione, indulto, dichiarazione, volontà, decreto e inibizione. Che se
contriti e pentiti - noi possiamo ottenere misericordia e trovare grazia in un qualcuno avrà l’audacia di attentarvi, sappia che incorrerà nell’indignazione di Dio
aiuto propizio (Eb., 4, 16). Placato, infatti, da questa offerta, il Signore, onnipotente e dei suoi beati Apostoli Pietro e Paolo.
concedendo la grazia e il dono della penitenza, perdona i peccati e le colpe
anche gravi. Si tratta, infatti, della stessa, identica vittima e lo stesso Gesú Dato a Roma, presso San Pietro, il giorno quattordici di luglio dell’anno
la offre ora per mezzo dei sacerdoti, Egli che un giorno si offrí sulla Croce. millecinquecentosettanta, quinto del nostro pontificato.
Diverso è solo il modo di offrirsi.
6 Ordinario della S. Messa 71
Decreti del Sacrosanto Concilio Ecumenico
Preparazione alla Santa Messa e Generale di Trento
Prima di assistere alla S. Messa, costituisce eccellente preparazione SESSIONE VII
ad Essa ed alla S. Comunione recitare le seguenti preghiere, CANONI SUI SACRAMENTI, IN GENERALE
in sintonia con quanto fa lo stesso Sacerdote prima della celebrazione. 13 - Se qualcuno afferma che i riti tramandati e approvati dalla Chiesa Cattolica,
Prepararsi con la Chiesa e ringraziare Iddio con Essa, significa
soliti ad essere usati nell’amministrazione solenne dei Sacramenti, possano
assicurarsi una buona Comunione ed una piena partecipazione
al Sacrificio dell’Altare e quindi a quello della Croce.
essere disprezzati o tralasciati a discrezione senza peccato da chi amministra
il Sacramento, o cambiati da qualsivoglia pastore di chiese con altri nuovi
riti: sia anátema.
Antiphona Antifona
Ne reminiscáris, * Dómine, delícta Non guardare, o Signore, ai nostri SESSIONE XIII
nostra, vel paréntum nostrórum, neque peccati, né a quelli dei nostri parenti; CANONI SUL SANTISSIMO SACRAMENTO DELL’EUCARESTIA
vindíctam sumas de peccátis nostris. e non fare vendetta dei nostri peccati. 1 - Se qualcuno negherà che nel Santissimo Sacramento dell’Eucarestia è
(T. P.: Allelúia). (Tempo Pasquale: Allelúia). contenuto veramente, realmente, sostanzialmente il corpo e il sangue di
nostro Signore Gesú Cristo, con l’anima e la divinità, e, quindi, tutto il
Psalmus 83 Salmo 83
Cristo, ma dirà che esso vi è solo come in un simbolo o una figura, o solo con
Quam dilécta habitátio tua, Dómine Quanto sono amabili le tue dimore, o la sua potenza, sia anátema.
exercítuum: * desíderat, languens Signore degli eserciti: anela e spàsima 2 - Se qualcuno dirà che nel Santissimo Sacramento dell’Eucarestia assieme col
concupíscit ánima mea átria Dómini; l’ànima mia negli atrii del Signore; corpo e col sangue di nostro Signore Gesú Cristo rimane la sostanza del pane
Cor meum, et caro mea * exultant in Il mio cuore e la mia carne esultano e del vino e negherà quella meravigliosa e singolare trasformazione di tutta
Deum vivum. nel Dio vivente. la sostanza del pane nel corpo, e di tutta la sostanza del vino nel sangue, e
Etiam passer invénit domum: * et Anche il passero trova la casa, e la che rimangono solamente le specie del pane e del vino, - trasformazione che
hirúndo nidum sibi, ubi ponat pullos rondine il nido dove porre i suoi la Chiesa Cattolica con termine appropriatissimo chiama TRANSUSTANZIAZIONE
suos: piccoli: - sia anátema.
Altária tua, Dómine exercítuum: * Presso i tuoi altari, o Signore degli 4 - Se qualcuno dirà che, fatta la consacrazione, nel mirabile Sacramento
Rex meus, et Deus meus. eserciti, mio Re e mio Dio. dell’Eucarestia non vi è il corpo e il sangue del Signore nostro Gesú Cristo,
Beáti qui hábitant in domo tua, Beati quelli che àbitano la tua casa, o ma solo nell’uso, mentre si riceve, e non prima o dopo; e che nelle Ostie o
Dómine: * perpétuo laudánt te. Signore: in perpetuo Ti lodano. parti consacrate, che dopo la Comunione vengono conservate e rimangono,
Beátus vir, cujus auxílium est a te: * Beato l’uomo che ha aiuto da Te: quan- non rimane il vero corpo del Signore, sia anátema.
cum sacra itínera in ánimo habet. do ha nell’animo di seguire le tue vie. 8 - Se qualcuno dirà che Cristo, dato nell’Eucarestia, si mangia solo spiritual-
Transeúntes per vallem áridam, Coloro che passano per l’àrida valle, mente e non anche sacramentalmente e realmente, sia anátema.
fontem fácient eam: * ac benedi- la trasformano in fonte: e la prima 11 - Se qualcuno dirà che la fede è preparazione sufficiente per ricevere il
tiónibus véstiet eam plúvia prima. pioggia la colma di benedizioni. Sacramento della Santissima Eucarestia, sia anátema.
Procédent de róbore in robur: * Procedono con vigore crescente: e SESSIONE XIV
vidébunt Deum deórum in Sion. vedranno Iddio degli dei in Sion. CAPITOLO V - LA CONFESSIONE
Dómine exercítuum, áudi oratiónem O Signore degli eserciti, ascolta la …Poiché, quindi, la confessione sacramentale segreta, che la Santa Chiesa
meam: * áuribus pércipe, Deus mia preghiera: porgi l’orecchio, o ha usato fin dall’inizio ed usa ancora, è stata sempre raccomandata con
Jacob. Dio di Giacobbe. grande, unanime consenso dai padri piú santi e piú antichi, evidentemente
Clípeus noster, áspice, Deus: * et Guardaci, o Dio, nostro scudo: e mira risulta vana la calunnia di coloro che non hanno scrupolo di insegnare che
réspice fáciem uncti tui. il volto di chi a Te è consacrato. essa è aliena dal comando divino, …
70 Ordinario della S. Messa Preparazione alla Santa Messa 7

Orazione attribuita a Sant’Ignazio di Loiola Vere, mélior est dies unus in átriis È vero, è meglio un giorno nei tuoi
(ma anche a San Tommaso d’Aquino) tuis: * quam álii mílle; atrii: che mille altri.
(indulgenza di 7 anni) Consístere malo in límine domus Dei Preferisco essere abietto sulla soglia
Anima Christi, sanctífica me. Anima di Cristo, santíficami. mei: * quam morári in tabernáculis della casa del mio Dio: che dimorare
Corpus Christi, salva me. Corpo di Cristo, sàlvami. peccatórum. nelle tende dei peccatori.
Sánguis Christi, inébria me. Sangue di Cristo, inébriami. Nam sol et clípeus est Dóminus Deus: Poiché il Signore Iddio è sole e pro-
Aqua láteris Christi, lava me. Acqua del fianco di Cristo, làvami. * grátiam et glóriam largítur tezione: grazia e gloria elargisce il
Pássio Christi, confórta me. Passione di Cristo, confòrtami. Dóminus; Signore.
O bone Iesu, exáudi me. O buon Gesú, esaudíscimi. Non negat bona eis: * qui ámbulant in Non nega alcun bene: a coloro che
Intra tua vúlnera abscónde me. Nascòdimi fra le tue piaghe. innocéntia. camminano nell’innocenza.
Ne permíttas me separári a te. Non perméttere che mi separi da Te. Dómine exercítuum: beátus homo, qui O Signore degli eserciti, beato l’uomo
Ab hoste malígno defénde me. Diféndimi dal nemico maligno. confídit in te. che confida in Te.
In hora mortis meæ voca me. Chiàmami nell’ora della mia morte. Gloria Patri, et Filio, et Spirítui Sancto, Gloria al Padre, e al Figlio, e allo Spirito
Et iube me veníre ad te. E comanda che io venga da Te. sicut erat in princípio et nunc et semper, Santo, come era in principio e ora e
Ut cum Sanctis tuis láudem te. Affinché Ti lodi con i tuoi Santi. et in sæcula sæculórum. Amen. sempre e nei secoli dei secoli. Cosí sia.
In sæcula sæculórum. Amen. Nei secoli dei secoli. Cosí sia.
Psalmus 84 Salmo 84
Propítius fuísti, Dómine, terræ tuæ: * Fosti propizio, o Signore, alla tua terra:
Obsécro te
(da recitare in ginocchio per il perdono degli errori commessi nell’ascoltare la S. Messa) bene vertísti sortem Iacob. in bene mutasti la sorte di Giacobbe.
Dimisísti culpam pópuli tui: * operuísti Hai rimesso la colpa del tuo popolo:
Obsécro te, dulcíssime Dómine Iesu Ti súpplico, dolcissimo Signore Gesú ómnia peccáta eórum. hai coperto tutti i suoi peccati.
Christe Cristo: Continuísti ómnem iracúndiam tuam: Hai contenuto tutta la tua collera: e
ut Pássio tua sit mihi virtus qua múniar, affinché la tua Passione sia per me la * destitísti a furóre iræ tuæ. desistito dal furore della tua ira.
prótegar atque deféndar. forza che mi rinvigorisca, mi proteg- Restítue nos, Deus, salvátor noster: * Riàlzaci, o Dio, salvatore nostro:
ga e mi difenda. et depóne indignatiónem tuam e deponi il tuo sdegno contro di
Vúlnera tua sint mihi cibus potúsque, Le tue ferite siano cibo e bevanda, di cui advérsus nos. noi.
quibus pascar, inébrier atque possa nutrirmi, inebriarmi e dilettar- Num in ætérnum irascéris nobis: * aut Sarai in eterno adirato con noi: o
delécter. mi. exténdes iram tuam in ómnes estenderai la tua ira a tutte le gene-
Aspérsio Sánguinis tui sit mihi ablútio L’aspersione del tuo Sangue sia per me generatiónes? razioni?
ómnium delictórum meórum. lavacro per tutti i miei delitti. Nonne tu vitam restítues nobis: * et Non ci restituirai forse la vita: e il tuo
Mors tua sit mihi vita indefíciens. La tua morte sia per me vita perpetua. pópulus tuus lætábitur in te? popolo si allieterà in Te?
Crux tua sit mihi glória sempitérna. La tua Croce sia per me eterna gloria. Osténde nobis, Dómine, misericór- Mostraci, o Signore, la tua miseri-
In his sit mihi reféctio, exsultátio, Sia questo il mio cibo, la mia gioia, la diam tuam: * et salútem tuam da cordia: e donaci la tua salvezza.
sánitas et dulcédo cordis mei. salute e la dolcezza del mio cuore. nobis.
Qui vivis et regnas in sæcula O Tu che vivi e regni nei secoli dei Audiam quid loquátur Dóminus Deus: Ascolterò ciò che dice il Signore Id-
sæculórum. Amen. secoli. Cosí sia. * profécto lóquitur pacem dio: poiché parla di pace
Pópulo suo et sanctis suis: * et eis, qui Al suo popolo e ai suoi santi: e a quelli
corde convertúntur ad eum. che convertono a Lui il loro cuore.
Certe propínqua est salus eius Certo è vicina la sua salvezza per
AMDG timéntibus eum: * ut hábitet glória in quelli che lo temono: e cosí la gloria
terra nostra. abiterà la nostra terra.
8 Ordinario della S. Messa Ringraziamento dopo la Santa Messa 69

Misericórdia et fidélitas òbviam Misericordia e fedeltà verranno in- iucúnditas consummáta et felícitas completa letizia e perfetta felicità. Per
vénient sibi: * iustítia et pax inter se sieme: giustizia e pace si bace- perfécta. Per eúmdem Christum lo stesso Cristo nostro Signore. Cosí
osculabúntur. ranno. Dóminum nostrum. Amen. sia.
Fidélitas germinábit ex terra: * et La fedeltà germoglierà dalla terra: e la
iustítia de cœlo prospíciet. giustizia si affaccerà dal cielo. Inno di San Tommaso d’Aquino
Dóminus quoque dábit bonum: * et Anche il Signore elargirà il bene: e la (indulgenza di 5 anni)
terra nostra dábit fructum suum. nostra terra darà il suo frutto. Adóro te devóte, látens Deítas, Ti adoro devotamente, o nascosta Deità,
Iustítia ante eum incédet: * et salus in La giustizia camminerà innanzi a Lui, Quæ sub his figúris, vere látitas: Che invero sei nascosta sotto questi
via gressum eius. e la salvezza seguirà i suoi passi. simboli:
Gloria Patri, et Filio, et Spirítui Sancto, Gloria al Padre, e al Figlio, e allo Spirito Tibi se cor meum totum súbicit, Tutto il mio cuore Ti si sottomette,
sicut erat in princípio et nunc et Santo, come era in principio e ora e Quia, te contémplans, totum déficit. Perché, contemplando Te, tutto langue.
semper, et in sæcula sæculórum. sempre, e nei secoli dei secoli. Cosí
Amen. sia. Visus, tactus, gustus in te fállitur, Vista, tatto e gusto con Te falliscono,
Sed audítu solo tuto créditur: solo con l’udito credo tutto:
Psalmus 85 Salmo 85 Credo quidquid díxit Dei Fílius, Credo tutto ciò che disse il Figlio di Dio,
Inclína, Dómine, áurem tuam, Porgi, o Signore, il tuo orecchio, ed Nil hoc verbo Véritatis vérius. Nulla di piú vero che il Verbo della
exáudi me: * quia miser et pauper esaudiscimi: perché sono misero e Verità.
sum ego. povero. In Cruce latébat sola Déitas, Sulla Croce stava nascosta la sola Deità,
Custódi ánimam meam, quia devótus Custodisci l’anima mia, perché Ti sono At hic látet simul et humánitas: Qui si nasconde anche l’umanità:
sum tibi: * salvum fac servum tuum, fedele: salva il tuo servo che spera in Ambo tamen crédens atque cónfitens, Eppure le credo entrambe e le confesso,
sperántem in te. Te. Peto quod petívit latro pœnitens. Chiedo ciò che chiese il ladro penitente.
Deus meus es tu: miserére mei, Tu sei il mio Dio: abbi pietà di me, o
Dómine: * quia assídue ad te clamo. Signore: perché Ti invoco senza posa. Plagas, sicut Thomas, non intúeor, Non tocco, come Tommaso, le piaghe,
Lætífica ánimam servi tui: * quia ad Allieta l’anima del tuo servo: perché Deum tamen meum te confíteor: Eppure Ti confesso come mio Dio:
te, Dómine, ánimam meam attóllo. a Te, o Signore, levo l’anima mia. Fac me tibi semper magis crédere, Fa che io Ti creda sempre di piú,
Tu énim, Dómine, es bonus et clémens: Poiché, o Signore, Tu sei buono e In te spem habére, te dilígere. Che in Te abbia la speranza, e Te ami.
* plenus misericórdiæ in ómnes qui clemente: pieno di misericordia per
ínvocant te. tutti quelli che Ti invocano. O memoriále mortis Dómini, O memoriale della morte del Signore,
Auscúlta, Dómine, oratiónem meam: Ascolta, o Signore, la mia preghie- Panis vivus, vitam præstans hómini, Pane vivo e vivificante gli uomini:
* et atténde ad vocem obsecratiónis ra: e volgiti alla voce delle mie Præsta meæ menti de te vívere, Concedi all’anima mia di vivere di Te,
meæ. suppliche. Et te illi semper dulce sápere. E che trovi in Te ogni dolcezza.
Die tribulatiónis meæ clamo ad te: * Nel giorno della tribolazione t’invo-
quia exáudies me. co: perché so che mi esaudirai. Pie pellicáne, Iesu Dómine, Pio pellicano, Signore Gesú,
Non est tibi par inter deos, Non vi è fra gli dei chi è pari a Te, o Me immúndum munda tuo Sánguine: Me immondo, monda col tuo Sangue:
Dómine: * et non est opus símile Signore: e non v’è opera simile al- Cuius una stilla salvum fácere, Di cui una sola stilla rende salvi,
óperi tuo. l’opera tua. Totum mundum quit ab omni scélere. E tutto il mondo libera da ogni delitto.
Ómnes gentes quam fecísti, vénient, Tutte le genti da Te create, verranno,
et adorábunt te, Dómine: * et e Ti adoreranno, o Signore: e cele- Iesu, quem velátum nunc aspício, Gesú, che contemplo cosí velato,
prædicábunt nomen tuum. breranno il tuo nome. Oro, fiat illud quod tam sítio: Ti prego, sia ciò a cui tanto bramo:
Quia magnus es tu, et fácis mirabília: Poiché Tu sei grande, e fai meravi- Ut, te reveláta cérnens fácie, Che un dí contemplandoti senza veli,
* tu solus es Deus. glie: Tu solo sei Dio. Visu sim beátus tuæ glóriæ. Amen. Sia beato per la visione della tua gloria.
68 Ordinario della S. Messa Preparazione alla Santa Messa 9

aspirándo prævéni et adiuvándo le nostre azioni con l’ispirazione e Doce me, Dómine, viam tuam, ut Insegnami, o Signore, la tua via, affin-
proséquere: ut cuncta nostra orátio et accompàgnale col tuo aiuto: affinché ámbulem in veritáte tua: * dírige cor ché io segua la tua verità: dirigi il mio
operátio a te sempre incípiat, et per te ogni nostra preghiera ed opera comin- meum, ut tímeat nomen tuum. cuore, affinché io tema il tuo nome.
cœpta finiátur. ci da Te e finisca per Te. Celebrábo te, Dómine, Deus meus, Ti celebrerò, o Signore, Dio mio, con
Da nobis, quæsumus, Dómine, O Signore, Te ne preghiamo, concedi- toto corde meo: * et prædicábo tutto il mio cuore: e predicherò il tuo
vitiórum nostrórum flammas ci di estinguere in noi l’ardore dei nomen tuum in ætérnum. nome in eterno.
exstínguere: qui beáto Lauréntio vizii: Tu che hai concesso al beato Quia misericórdia tua magna fuit erga Poiché fu grande la tua misericordia
tribuísti tormentórum suórum incéndia Lorenzo di superare il fuoco dei suoi me: * et eripuísti ánimam meam de su di me: e salvasti l’anima mia dal
superáre. tormenti. profúndis inférni. profondo inferno.
Per Christum Dóminum nostrum. Per Cristo nostro Signore. Cosí sia. Deus, supérbi insurrexérunt contra me, O Dio, i superbi si levarono contro di
Amen. et turba præpoténtium insidiátur vitæ me, e la schiera dei prepotenti insi-
meæ: * neque te ponunt ante óculos dia la mia vita: senza porre Te dinan-
Orazione attribuita a San Tommaso d’Aquino suos. zi ai loro occhi.
(indulgenza di 3 anni) Sed tu, Dómine, Deus miséricors es et Ma tu, o Signore, sei Dio misericor-
Grátias tibi ago, Dómine, sancte Pater, Ti ringrazio, o Signore santo, Padre benígnus: * tardus ad iram, summe dioso e benigno: tardo all’ira,
omnípotens ætérne Deus, qui me onnipotente, eterno Iddio, di esserti clémens et fidélis. clementissimo e fedelissimo.
peccatórem, indígnum fámulum tuum, degnato di saziare con i preziosi Cor- Réspice in me, et miserére mei: * da Volgiti a me e abbi pietà di me: dà
nullis meis méritis, sed sola dignatióne po e Sangue del tuo Figlio e Signore robur tuum servo tuo, et salvum fac forza al tuo servo e salva il figlio
misericórdiæ tuæ satiáre dignátus es nostro Gesú Cristo me peccatore e tuo fílium ancíllæ tuæ. della tua ancella.
pretióso Córpore et Sánguine Fílii tui, servo indegno, senza alcun merito, Sígnum da mihi favóris tui, ut vídeant Dammi un segno del tuo favore, affin-
Dómini nostri Iesu Christi. ma solo per la tua misericordia. qui odérunt me, et confundántur: * ché védano e siano confusi coloro
Et precor, ut hæc sancta Commúnio E Ti prego affinché questa Comunio- quod tu, Dómine, adiúveris me, et che mi òdiano: perché tu, o Signore,
non sit mihi reátus ad pœnam, sed ne non sia per me causa di pena, ma consolátus sis me. mi hai soccorso e mi hai consolato.
intercéssio salutáris ad véniam. Sit mihi salutare garanzia di perdono. Sia per Gloria Patri, et Filio, et Spirítui Sancto, Gloria al Padre, e al Figlio, e allo Spirito
armatúra fídei, et scutum bonæ me armatura della fede e scudo di sicut erat in princípio et nunc et Santo, come era in principio e ora e
voluntátis. Sit vitiórum meórum buona volontà. Sia liberazione dai miei semper, et in sæcula sæculórum. sempre, e nei secoli dei secoli. Cosí
evacuátio, concupiscéntiæ et libídinis vizii, sterminio della concupiscenza e Amen. sia.
exterminátio, caritátis et patiéntiæ, della libidine, aumento della carità e
humilitátis et obœdiéntiæ, omniúmque della pazienza, dell’umiltà, dell’ob- Psalmus 115 Salmo 115
virtútum augmentátio: contra insídias bedienza e di tutte le virtú; sia ferma Confísus sum, étiam cum díxit: * «Ego Ho confidato, anche quando ho detto:
inimicórum ómnium, tam visibílium difesa contro le insidie di tutti i nemi- afflíctus sum valde»; «Sono molto afflitto»;
quam invisibílium, firma defénsio: ci, sia visibili sia invisibili; sia perfet- Ego díxit in pavóre meo: * «Omnis Nel mio spavento ho detto: «Ogni
mótuum meórum, tam carnálium quam ta quiete dei miei moti, sia carnali sia homo fállax». uomo è fallace».
spirituálium, perfécta quietátio: in te spirituali; sia ferma adesione a Te Quid retríbuam Dómino: * pro Che renderò al Signore: per tutto ciò
uno ac vero Deo firma adhæsio; atque unico e vero Dio e felice consegui- ómnibus, quæ tríbuit mihi? che mi dato?
finis mei félix consummátio. mento del mio ultimo fine. Cálicem salútis accípiam: * et nómen Prenderò il calice della salvezza: e
Et precor te, ut ad illud ineffábile Ti prego, perché ti degni di far giunge- Dómini invocábo. invocherò il nome del Signore.
convívium me peccatórem perdúcere re me, peccatore, a quel convito inef- Vota mea Dómino reddam * coram Scioglierò i miei voti al Signore in
dignéris, ubi tu, cum Fílio tuo et Spíritu fabile dove, con il Figlio tuo e con lo ómni pópulo eius. uno con tutto il suo popolo.
Sancto, Sanctis tuis es lux vera, satiétas Spirito Santo, dai ai tuoi Santi luce Pretiósa est in óculis Dómini * mors Preziosa è agli occhi del Signore la
plena, gáudium sempitérnum, vera, sazietà piena, gaudio sempiterno, sanctórum eius. morte dei suoi santi.
10 Ordinario della S. Messa Ringraziamento dopo la Santa Messa 67

O Dómine, ego servus tuus sum, ego O Signore, io sono il tuo servo, servo laudáte eum cordis et órgano. lodàtelo con le corde e con i fiati.
servus tuus, fílius ancíllæ tuæ: * tuo e figlio della tua ancella: Tu hai Laudáte eum cymbalis sonóris, laudáte Lodàtelo con cémbali sonanti, lodate-
solvísti vincula mea. sciolto le mie catene. eum cymbalis crepitántibus: * omne lo con cémbali crepitanti: tutto ciò
Tibi sacrificábo sacrifícium laudis: * A Te sacrificherò un sacrificio di lode: quod spírat, láudet Dóminum. che respira, lodi il Signore.
et nomen Dómini invocábo. e invocherò il nome del Signore. Gloria Patri, et Filio, et Spirítui Sancto, Gloria al Padre, e al Figlio, e allo Spirito
Vota mea Dómino reddam * coram Scioglierò i miei voti al Signore in sicut erat in princípio et nunc et Santo, come era in principio e ora e
ómni pópulo eius. uno con tutto il suo popolo. semper, et in sæcula sæculórum. sempre, e nei secoli dei secoli. Cosí
In átriis domus Dómini, * in médio Negli atrii della casa del Signore, in Amen. sia.
tui, Ierúsalem. mezzo a te, o Gerusalemme.
Glória Patri, et Filio, et Spirítui Sancto, Gloria al Padre, e al Figlio, e allo Spirito Antiphona Antifona
sicut erat in princípio et nunc et Santo, come era in principio e ora e Trium puerórum * cantémus hymnum, Cantiamo l’inno che i tre santi giovani
semper, et in sæcula sæculórum. sempre, e nei secoli dei secoli. Cosí quem cantábant Sancti in camíno ignis, cantarono nella fornace ardente, be-
Amen. sia. benedicéntes Dóminum. nedicendo il Signore.
(T. P.: Allelúia). (T. P.: Allelúia).
Psalmus 129 Salmo 129
De profúndis clamo ad te, Dómine: * Dal profondo Ti invoco, o Signore: Kyrie, eléison Signore, pietà
Dómine, áudi vocem meam. Signore ascolta la mia voce. Christe, eléison Cristo, pietà
Fiant aures tuæ inténtæ * ad vocem Siano intente le tue orecchie alla voce Kyrie, eléison Signore, pietà
obsecratiónis meæ. delle mie suppliche.
Si delictórum memóriam serváveris, Se terrai memoria dei delitti, o Signo- Pater noster… (secrete) Padre nostro… (in silenzio)
Dómine, * Dómine, quis sustinébit? re, Signore chi potrà sostenersi? et ne nos indúcas in tentatiónem e non indurci in tentazione
Sed penes te est peccatórum vénia, * Presso di Te è il perdono dei peccati, - sed líbera nos a malo. - ma liberaci dal male.
ut cum reveréntia serviátur tibi. perché Ti si serva con reverenza.
Spero in Dóminum, * sperat ánimam Spero nel Signore, l’anima mia spera Responsorio
meam in verbum eius; nella sua parola; - Confiteántur tibi, Dómine, omnia - Ti lodino, o Signore, tutte le tue
Expéctat ánima mea Dóminum, * L’anima mia aspetta il Signore, piú ópera tua opere
magis quam custódes auróram. che i guardiani l’aurora. - Et sancti tui benedícant tibi. - E i tuoi santi ti benedicano.
Magis quam custódes auróram * Piú che i guardiani l’aurora, Israele - Exsultábunt Sancti in glória - I Santi esulteranno nella gloria
expéctat Israël Dóminum, aspetta il Signore. - Lætabúntur in cubílibus suis. - Si allieteranno nel loro riposo.
Quia penes Dóminum misericórdia * Perché presso il Signore è la miseri- - Non nobis, Dómine, non nobis - Non a noi, o Signore, non a noi
et copiósa penes eum redémptio; cordia e copiosa la redenzione; - Sed nómini tuo da glóriam. - Ma al nome tuo dà gloria
Et ipse rédimet Israël * ex ómnibus Egli stesso redimerà Israele da tutte le - Dómine, exáudi oratiónem meam - Signore, esaudisci la mia preghiera
iniquitátibus eius. sue iniquità. - Et clámor meus ad te véniat. - E il mio grido giunga fino a te.
Glória Patri, et Filio, et Spirítui Sancto, Gloria al Padre, e al Figlio, e allo Spirito
sicut erat in princípio et nunc et Santo, come era in principio e ora e Orémus Preghiamo
semper, et in sæcula sæculórum. sempre, e nei secoli dei secoli. Cosí Dues, qui tribus púeris mitigásti O Dio, che mitigasti ai tre giovani la
Amen. sia. flammas ígnium: concéde propítius; fiamma del fuoco: concedi propizio;
ut nos fámulos tuos non exúrat flamma affinché noi, tuoi servi, non siamo
Antiphona Antifona vitiórum. consumati dalla fiamma dei vizii.
Ne reminiscáris, * Dómine, delícta Non ti ricordare, o Signore, delle no- Actiónes nostra, quæsumus, Dómine, O Signore, Te ne preghiamo, previeni
nostra, vel paréntum nostrórum, neque stre mancanze, né di quelle dei nostri
66 Ordinario della S. Messa Preparazione alla Santa Messa 11

Benedícite, montes et colles, Dómino: Benedite, monti e colli, il Signore: vindíctam sumas de peccátis nostris. parenti; e non fare vendetta dei nostri
* benedícite, univérsa germinántia benedite, o germinanti nella terra, il (T. P.: Allelúia). peccati. (Tempo Pasquale: Allelúia).
in terra, Dómino. Signore.
Benedícite, fontes, Dómino: * Benedite, fonti, il Signore: benedite, Kyrie, eléison Signore, pietà
benedícite, mária et flúmina, Dómino. mari e fiumi, il Signore. Christe, eléison Cristo, pietà
Benedícite, cete et ómnia quæ Benedite, cetacei e tutto quanto si Kyrie, eléison Signore, pietà
movéntur in aquis, Dómino: * muove nelle acque, il Signore: bene-
benedícite, omnes vólucres cœli, dite, volàtili tutti del cielo, il Signo- Pater noster… (secrete) Padre nostro… (in silenzio)
Dómino. re. et ne nos indúcas in tentatiónem e non indurci in tentazione
Benedícite, omnes béstiæ et pécora, Benedite, bestie e greggi tutte, il Si- - sed líbera nos a malo. - ma liberaci dal male.
Dómino: * laudáte et superexaltáte gnore: lodatelo e superesaltàtelo nei Responsorio
eum in sæcula. secoli.
- Ego dixi: Dómine, miserére mei - Ho detto: Signore, abbi pietà di me
Benedícite, fílii hóminum, Dómino: * Benedite, figli degli uomini, il Signo-
- Sana ánimam meam, quia peccávi - Guarisci la mia anima, perché ho
benedícite, Israël, Dómino. re: benedite, Israele, il Signore.
tibi. peccato contro di te.
Benedícite, sacerdótes Dómini, Benedite, sacerdoti del Signore, il Si-
- Convértere, Dómine, aliquántulum - Signore, volgiti verso di me
Dómino: * benedícite, servi Dómini, gnore: benedite, servi del Signore, il
- Et deprecáre super servos tuos. - E lasciati commuovere sui tuoi servi.
Dómino. Signore.
- Fiat misericórdia tua, Dómine, super - La tua misericordia, o Signore, sia su
Benedícite, spíritus et ánimæ iustórum, Benedite, spiriti e anime dei giusti, il
nos di noi
Dómino: * benedícite, sancti et Signore: benedite, santi e umili di
- Quemádmodum sperávimus in te. - Cosí come abbiamo sperato in te.
húmiles corde, Dómino. cuore, il Signore.
- Sacerdótes tui induántur iustítiam - I tuoi sacerdoti si rivestano di giustizia
Benedícite, Ananía, Azaría, Misaël, Benedite, Anania, Azaria e Misaele, il
- Et sancti tui exsúltent. - E i tuoi santi esultino.
Dómino: * laudáte et superexaltáte Signore: lodatelo e superesaltàtelo
- Ab occúltis meis munda me, Dómine - Dai miei peccati nascosti, mòndami,
eum in sæcula. nei secoli.
o Signore
Benedicámus Patrem, et Fílium cum Benediciamo il Padre e il Figlio con lo
- Et ab aliénis parce servo tuo. - E dai manifesti preserva il tuo servo.
Sancto Spíritu: * laudémus et Spirito Santo: lodiamolo e
- Dómine, exáudi oratiónem meam - Signore, esaudisci la mia preghiera
superexaltémus eum in sæcula. superesaltiàmolo nei secoli.
- Et clámor meus ad te véniat. - E il mio grido giunga fino a Te.
Benedíctus es, Dómine, in firmaménto Benedetto sei tu, o Signore, nel firma-
cœli: * et laudábilis et superexaltátus mento del cielo: degno di lode e
- Dóminus vobíscum. - Il Signore sia con voi.
in sæcula. superesaltato nei secoli.
- Et cum spíritu tuo. - E con il tuo spirito.
(non dícitur Glória Patri, neque Amen) (non si dice il Gloria Patri, né l’Amen)
Orémus Preghiamo
Psalmus 150 Salmo 150
Aures tuæ pietátis, mitíssime Deus, Volgi, o mitissimo Iddio, il tuo orec-
Laudáte Dóminum in sanctuário eius: Lodate il Signore nel suo santuario:
inclína précibus nostris, et grátia chio pietoso alle nostre preghiere, e
* laudáte eum in augústo firmaménto lodàtelo nel suo augusto firmamen-
sancti Spíritus illúmina cor nostrum: con la grazia dello Spirito Santo
eius; to;
ut tuis mystériis digne ministráre, illúmina il nostro cuore: affinché pos-
Laudáte eum propter grándia ópera Lodàtelo per le sue opere grandio-
teque ætérna caritáte dilígere siamo amministrare degnamente i tuoi
eius: * laudáte eum propter summam se: lodàtelo per la sua somma
mereámur. misteri e amarti di eterna carità.
maiestátem eius. maestà.
Deus, qui omne cor patet, et ómnis O Dio, cui ogni cuore è manifesto,
Laudáte eum clangóre tubæ: * laudáte Lodàtelo con lo squillo di tromba:
volúntas lóquitur, et quem nullum latet ogni volontà è palese e nessun segreto
eum psaltério et cíthara. lodàtelo col salterio e con la cetra.
secrétum: purífica per infusiónem è nascosto: purífica, per infusione dello
Laudáte eum tympano et choro: * Lodàtelo col timpano e col coro:
12 Ordinario della S. Messa Ringraziamento dopo la Santa Messa 65

sancti Spíritus cogitatiónes cordis Spirito Santo, le intenzioni del nostro Ringraziamento dopo la S. Messa
nostri; ut te perfécte dilígere, et digne cuore, affinché possiamo amarti per-
laudáre mereámur. fettamente e lodarti degnamente. Il Sacerdote, ritornando in sacrestia, recita il Cantico di Daniele,
Ure igne sancti Spíritus renes nostros Purífica, o Signore, col fuoco dello Spiri- seguito da altre preghiere.
et cor nostrum, Dómine: ut tibi casto to Santo, le nostre viscere e il nostro Ci troviamo in un mondo perverso, affollato di passioni che minacciano di
córpore serviámus, et mundo corde cuore: affinché con corpo casto Ti ser- bruciarci con le loro fiamme divoratrici.
Seguiamo l’esempio dei tre fanciulli che, immersi nella fornace ardente,
placeámus. viamo e con cuore puro Ti siamo graditi.
furono salvati dall’Angelo del Signore per le loro preghiere.
Mentes nostras, quæasumus, Dómine, O Signore, Te ne preghiamo, che il Come l’Angelo del Signore fece soffiare nella fornace come un vento refrige-
Paráclitus, qui a te procédit, illúminet: Paràclito, che da Te procede, illúmini le rante, cosí l’Eucarestia spenga in noi gli ardori dei nostri vizii.
et indúcat in omnem, sicut tuus nostre menti e le conduca, come promi-
promísit Fílius, veritátem. se il tuo Figlio, ad intendere ogni verità. Antiphona Antiphona
Adsit nobis, quæasumus, Dómine, O Signore, Te ne preghiamo, ci assista Trium puerórum * cantémus hymnum, Cantiamo l’inno che i tre santi giova-
virtus Spíritus sancti: quæ et corda la forza dello Spirito Santo: purífichi, quem cantábant Sancti in camíno ignis, ni cantarono nella fornace ardente,
nostra cleménter expúrget, et ab clemente, i nostri cuori e li difenda da benedicéntes Dóminum. benedicendo il Signore.
ómnibus tueátur advérsis. ogni avversità. (T. P.: Allelúia). (T. P.: Allelúia).
Deus, qui corda fidélium sancti O Dio, che hai ammaestrato i tuoi
Spíritus illustratione docuísti: da fedeli con la luce dello Spirito Santo: Cánticum trium puerórum Cantico dei tre giovani
(Dan. 3, 57-88 et 56) (Dan. 3, 57-88 e 56)
nobis in eódem Spíritu recta sápere: concédici, per lo stesso Spirito, di
et de eius semper consolatióne sentire rettamente e di godere sempre Benedícite, ómnia ópera Dómini, Benedite, opere tutte del Signore, il
gaudére. della sua consolazione. Dómino: * laudáte et superexaltáte Signore: lodàtelo e superesaltàtelo
Consciéntias nostras, quæasumus, O Signore, Te ne preghiamo, visita e eum in sæcula. nei secoli.
Dómine, visitándo purífica: ut véniens purifica le nostre coscienze: affinché, Benedícite, Angeli Dómini, Dómino: Benedite, Angeli del Signore, il Si-
Dóminus noster Iesus Christus, Fílius venendo il Signore nostro Gesú Cristo, * benedícite, cœli, Dómino. gnore: benedite, cieli, il Signore.
tuus, parátam sibi in nobis invéniat tuo Figlio, trovi in noi una dimora ap- Benedícite, aquæ omnes quæ super Benedite, acque tutte che siete sopra
mansionem: Qui tecum vivit et regnat, prontata: Egli che è Dio, e vive e regna cœlos sunt, Dómino: * benedícite, i cieli, il Signore: benedite, eserciti
in unitáte Spíritus sancti, Deus, per con Te, nell’unità dello Spirito Santo, omnes exércitus Dómini, Dómino. tutti del Signore, il Signore.
ómnia sæcula sæculórum. Amen. per tutti i secoli dei secoli. Cosí sia. Benedícite, sole et luna, Dómino: * Benedite, sole e luna, il Signore: be-
benedícite, stellæ cœli, Dómino. nedite, stelle del cielo, il Signore.
Orazione attribuita a San Tommaso d’Aquino Benedícite, omnis imber et ros, Benedite, nembi e rugiade tutte il
(indulgenza di 3 anni) Dómino: * benedícite, omnes venti, Signore: benedite, venti tutti, il Si-
Omnípotens, sempitérne Deus, ecce Onnipotente ed eterno Iddio, ecco che Dómino. gnore.
accédo ad Sacraméntum unigéniti Fílii io mi accosto al Sacramento del Figlio Benedícite, ignis et æstus, Dómino: * Benedite, fuochi e calori, il Signore:
tui Dómini nostri Iesu Christi; accédo tuo unigenito nostro Signore Gesú Cri- benedícite, frigus et algor, Dómino. benedite, freddo e fresco, il Signore.
tamquam infírmus ad médicum vitæ, sto: mi accosto come infermo al médico Benedícite, rores et plúviæ, Dómino: Benedite, rugiade e piogge, il Signore:
immúndus ad fontem misericórdiæ, della vita, come immondo al fonte della * benedícite, glácies et gelu, Dómino. benedite, ghiacci e gelo, il Signore.
cæcus ad lumen claritátis ætérnæ, misericordia, come cieco al lume della Benedícite, pruínæ et nives, Dómino: Benedite, brine e nevi, il Signore:
páuper et egénus ad Dóminum cœli et chiarezza eterna, come povero e mendíco * benedícite, noctes et dies, Dómino. benedite, notti e giorni, il Signore.
terræ. al Signore del cielo e della terra. Benedícite, lux et ténebræ, Dómino: * Benedite, luce e tenebre, il Signore:
Rogo ergo imménsæ largitátis tuæ Invoco dunque l’abbondanza della tua benedícite, fúlgura et nubes, Dómino. benedite, fòlgori e nubi, il Signore.
abundántiam, quátenus meam curáre immensa generosità, affinché Ti degni Benedícat, terra, Dómino: * laudét et Benedica, la terra, il Signore: lo lodi
dignéris infirmitátem, laváre curare la mia infermità, lavare la mia superexáltet eum in sæcula. e lo superesalti nei secoli.
64 Ordinario della S. Messa Preparazione alla Santa Messa 13

immaculáta Vírgine Dei Genitríce gine Maria, Madre di Dio, insieme col fœditátem, illumináre cæcitátem, lordura, illuminare la mia cecità, arric-
Maria, cum beáto Ioseph, eius Sponso, beato Giuseppe, suo Sposo, e i beati ditáre paupertátem, vestíre nuditátem; chire la mia povertà, vestire la mia
ac beátis Apóstolis tuis Petro et Paulo, suoi Apostoli Pietro e Paolo e tutti i ut panem Angelórum, Regem regum, nudità, onde riceva il pane degli Ange-
et ómnibus Sanctis, quas pro Santi, esaudisci, misericordioso e be- et Dóminum dominántium tanta li, il Re dei re, il Signore dei dominan-
conversióne peccatórum, pro libertáte nigno, le preghiere che Ti presentia- suscípiam reveréntia et humilitáte, tan- ti, con tanta riverenza ed umiltà, con
et exaltatióne sanctæ Matris Ecclésiæ, mo per la conversione dei peccatori, ta contritióne et devotióne, tanta tanta contrizione e devozione, con tan-
preces effúndimus, miséricors et per la libertà e l’esaltazione della san- puritáte et fide, tali propósito et ta purezza e fede, con tale proposito ed
benígnus exáudi. Per eúmdem ta Madre Chiesa. Per il medesimo intentióne, sicut éxpedit salúti ánimæ intenzione, come si conviene alla salu-
Christum Dóminum nostrum. Cristo nostro Signore. meæ. te dell’anima mia.
M. - Amen. M. - Cosí sia. Da mihi, quæso, domínici Córporis et Dammi, Te ne prego, di ricevere non
Sánguinis non solum suscípere solo il Sacramento del Corpo e del
S. - Sancte Míchael Archángele, S. - O San Michele Arcangelo, di- Sacraméntum, sed étiam rem et Sangue del Signore, ma anche l’effet-
defénde nos in prælio, contra nequítiam fendici nella lotta, sii nostro presi- virtútem Sacraménti. to e la virtú del Sacramento.
et insídias diáboli esto præsídium. dio contro la malizia e le insidie del O mitíssime Deus, da mihi Corpus O mitissimo Iddio, fa ch’io riceva cosí il
Imperet illi Deus, súpplices diavolo. Che Dio lo sòggioghi: chie- unigéniti Fílii tui Dómini nostri Iesu Corpo dell’unigenito Figlio tuo nostro
deprecámur: tuque, Prínceps militiæ diamo supplicando; e tu, principe Christi, quod traxit de Vírgine Ma- Signore Gesú Cristo, tratto da Maria
cœléstis, Sátanam aliósque spíritus della milizia celeste, caccia nell’in- ria, sic suscípere, ut córpori suo Vergine, in modo da meritare d’essere
malígnos, qui ad perditiónem ferno Satana e gli altri spiriti mali- mystico mérear incorporári, et inter incorporato al suo mistico corpo ed an-
animárum pervagántur in mundo, di- gni che a perdizione delle anime ejus membra connumerári. noverato fra le sue mistiche membra.
vina virtúte, in inférnum detrúde. vanno errando per il mondo. O amatíssime Pater, concéde mihi O Padre amatissimo, concédimi final-
M. - Amen. M. - Cosí sia. diléctum Fílium tuum, quem nunc mente di contemplare in perpetuo a
si ripete per tre volte la seguente invocazione velátum in via suscípere propóno faccia svelata il tuo Figlio diletto, che
S. - Cor Iesu sacratíssimum. S. - Cuore sacratissimo di Gesú. reveláta tandem fácie perpétuo ora mi propongo, me peregrino, di rice-
M. - Miserére nobis. M. - Abbi pietà di noi. contemplári: Qui tecum vivit et regnat vere velato: Egli che è Dio e vive e regna
Il ministro precede devotamente il Sacerdote verso la sacrestia. in unitáte Spíritus Sancti, Deus, per con Te nell’unità dello Spirito Santo,
ómnia sæcula sæculórum. Amen. per tutti i secoli dei secoli. Cosí sia.

Il sacerdote si riveste dei paramenti sacerdotali

Amitto Camice
14 Ordinario della S. Messa Dopo la S. Messa: preghiere ai piedi dell’Altare 63

Lavandosi le mani il sacerdote chiede a Dio la purezza Preghiere ai piedi dell’Altare, dopo la S. Messa
Da, Dómine, virtútem mánibus meis Concedi, o Signore, che le mie mani Il Sacerdote s’inginocchia sul primo gradino e dice insieme con i fedeli le seguenti
ad abstergéndam ómnem màculam: ut siano monde da ogni macchia: affin- preghiere prescritte da Leone XIII (10 anni d’indulgenza).
sine pollutióne mentis et córporis ché possa servirti con purezza di men-
váleam tibi servíre. te e di corpo. (Queste preghiere si possono tralasciare nelle Messe nelle quali la predicazione,
Indossa l’amitto il canto, l’organo, ecc. diano una certa solennità:
come nelle Messe della Domenica con predica.)
Impóne, Dómine, cápiti meo gáleam Imponi, o Signore, sul mio capo l’elmo
salútis, ad expugnándos diabólicos della salvezza, per vincere gli assalti Si ripete per tre volte
incúrsus. del demonio. S. - Ave Maria, gratia plena, S. - Ave Maria, piena di grazia, il
Indossa il camice Dóminus tecum; benedícta tu in Signore è con te; tu sei benedetta fra le
Deálba me, Dómine, et munda cor Puríficami, o Signore, e monda il mio muliéribus, et benedíctus fructus donne, e benedetto è il frutto del ven-
meum: ut in sánguine Agni dealbátus, cuore: affinché, purificato nel sangue ventris tui, Iesus. tre tuo, Gesú.
gáudiis pérfruar sempitérnis. dell’Agnello, io goda dei gaudii eterni. M. - Sancta Maria, Mater Dei, ora M - Santa Maria, Madre di Dio, prega
Indossa il cingolo pro nobis peccatóribus, nunc et in per noi peccatori, adesso e nell’ora
Præcínge me, Dómine, cíngulo Cíngimi, o Signore, col cingolo della hora mortis nostræ. Amen. della nostra morte. Cosí sia.
puritátis, et exstíngue in lumbis purezza, ed estingui nei miei lombi
meis humórem libídinis: ut máneat l’ardore della concupiscenza; affin- Salve, Regina, Mater misericórdiæ. Salve, Regina, Madre di misericordia.
in me virtus continéntiæ, et ché si mantenga in me la virtú della Vita, dulcedo et spes nostra, sal- Vita, dolcezza e speranza nostra, sal-
castitátis. continenza e della castità. ve. ve.
Ad te clamámus, éxsules fílii Evæ. A te ricorriamo, esuli figli di Eva.
Ad te suspirámus geméntes et flentes A te sospiriamo gementi e piangenti
in hac lacrimárum valle. in questa valle di lacrime.
Eia ergo, advocáta nostra, illos tuos Orsú, dunque, avvocata nostra, rivol-
misericórdes óculos ad nos gi a noi quegli occhi tuoi miseri-
convérte. cordiosi.
Et Iesum, benedíctum fructum E mostraci, dopo questo esilio, il
ventris tui, nobis, post hoc frutto benedetto del ventre tuo:
exsílium, osténde. Gesú.
O clémens, O clemente,
Cingolo Manipolo O pia, O pia,
Indossa il manipolo O dulcis Virgo Maria! O dolce Vergine Maria!
Mérear, Dómine, portáre Fa, o Signore, che io mériti di portare
manípulum fletus et dolóris: ut il manipolo del pianto e del dolore: S. - Ora pro nobis, sancta Dei Génitrix S. - Prega per noi, o santa Madre di Dio
cum exsultatióne recípiam affinché riceva con gioia la mercede M. - Ut digni efficiámur M. - Affinché diventiamo degni delle
mercédem labóris. del mio lavoro. promissiónibus Christi. promesse del Cristo.
Indossa la stola
Redde mihi, Dómine, stolam Réndimi, o Signore, la stola del- S. - Orémus S. - Preghiamo
immortalitátis, quam pérdidi in l’immortalità, perduta per la preva- Deus refúgium nostrum et virtus, O Dio, nostro rifugio e nostra forza,
prævaricatióne primi paréntis; et ricazione del primo padre; e sebbe- pópulum ad te clamántem propítius guarda propizio al popolo che Ti invo-
quámvis indígnus accédo ad tuum ne io acceda indegno al tuo sacro réspice; et intercedénte gloriósa et ca: e, intercedendo l’Immacolata Ver-
62 Ordinario della S. Messa Adempimenti prima della S. Messa 15

Ut testimónium perhibéret de lúmine, Per rendere testimonianza alla luce, sacrum mystérium, mérear tamen mistero, fa che possa meritare il gau-
Ut ómnes créderent per illum. Perché tutti credessero per mezzo di gáudium sempitérnum. dio eterno.
lui. Indossa la pianeta
Non erat ille lux, Non era egli la luce, Dómine, qui dixísti: Iúgum meum O Signore, che hai detto: Il mio giogo
Sed ut testimónium perhibéret de Ma per rendere testimonianza alla luce. suáve est, et onus meum leve: fac, ut è soave e il mio carico è lieve: fa che
lúmine. istud portáre sic váleam, quod io possa portare questo in modo da
Erat lux vera, Era la luce vera, cónsequar tuam grátiam. Amen. conseguire la tua grazia. Cosí sia.
Quæ illúminat ómnem hóminem Che illumina tutti gli uomini che ven-
veniéntem in hunc mundum. gono in questo mondo.
In mundo erat, Era nel mondo,
Et mundus per ipsum factus est, E il mondo fu fatto per mezzo di Lui,
Et mundus eum non cognóvit. E il mondo non Lo conobbe.
In própria vénit, Venne nella sua casa
Et sui eum non recepérunt. E i suoi non Lo accolsero.
Quotquot autem recepérunt eum, Ma a quanti Lo accolsero
Dedit eis potestátem fílios Dei fíeri, Diede il potere di diventare figli di Dio,
His qui crédunt in nómine eius: Essi che credono nel suo nome:
Stola Pianeta
Qui non ex sanguínibus, I quali non da sangue,
Neque ex voluntáte carnis, Né da volere di carne,
Neque ex voluntáte viri, Né da volere di uomo, Adempimenti relativi alla S. Messa solenne
Sed ex Deo nati sunt. Ma da Dio sono nati. Prima della S. Messa solenne, il sacerdote, rivestito dei paramenti
(genufléctitur) (ci inginocchiamo) (tranne manipolo e pianeta), benedice l’acqua in sacrestia.
Et Verbum caro factum est E il Verbo si fece carne
(surgit) (ci alziamo) S - Adiutórum nostrum in nómine S - Il nostro aiuto è nel nome del
Et habitávit in nobis; E abitò fra noi; Dómini. Signore.
Et vídimus glóriam eius, E abbiamo contemplato la sua gloria: M - Qui fecit cœlum et terram. M - Che fece il cielo e la terra.
Glóriam quasi Unigéniti a Patre, Gloria come dal Padre al suo Il sacerdote esorcizza il sale
Unigénito, Exorcízo te, creatúra salis, per Deum Io ti esorcizzo, o sale, per il Dio ✠ vivo,
Plenum grátiæ et veritátis. Pieno di grazia e di verità. ✠ vivum, per Deum ✠ verum, per il Dio ✠ vero, il Dio ✠ santo, Iddio che
Deum ✠ sanctum, per Deum qui te per ti fece gettare nell’acqua dal profeta
M. - Deo grátias. M. - Rendiamo grazie a Dio. Elisæum prophétam in aquam mitti Eliseo, cosí che dall’acqua fosse tolta
iussit, ut sanarétur sterílitas aquæ: ut la sterilità: affinché tu divenga sale
Se non si recitano le preghiere dopo la Messa, efficiáris sal exorcizátum in salútem esorcizzato per la salute dei credenti, e
il ministro precede devotamente il Sacerdote verso la sacrestia.
credéntium: et sis ómnibus suméntibus giovi a tutti quelli che ti assumeranno
te sánitas ánimæ et córporis et effúgiat per la salvezza dell’anima e del corpo;
atque discédat a loco, in qua aspérsum dal luogo in cui sarai asperso, fugga e
fúeris, omnis phantásia et nequítia vel si allontani ogni illusione, malizia,
versútia diabólicæ fraudis, omnísque astuzia del demonio e ogni spirito im-
spíritus immúndus adiurátus per eum mondo, scongiurato da Colui che ver-
qui ventúrus est iudicáre vivos et rà per giudicare i vivi e i morti e il
mórtuos et sæculum per ignem. Amen. mondo per mezzo del fuoco. Cosí sia.
16 Ordinario della S. Messa Ultimo Vangelo 61

Orémus Preghiamo Il Sacerdote bacia quindi l’Altare, ed elevati gli occhi al cielo, allarga, alza e
Imménsam cleméntiam tuam, O Dio onnipotente ed eterno, implo- congiunge le mani, quindi, inchinatosi alla Croce, benedice i presenti
omnípotens ætérne Deus, humíliter riamo umilmente la tua immensa cle- I fedeli si inginocchiano e si segnano nel ricevere la benedizione
implorámus: ut hanc creatúram salis, menza: affinché per la tua pietà Ti S. - Benedícat vos omnípotens Deus, S. - Vi benedica Dio onnipotente, Pa-
quam in usum géneris humáni tribuísti, degni di bene✠dire e santi✠ficare que- Pater et Filius, ✠ et Spíritus Sanctus. dre e Figlio, ✠ e Spirito Santo.
bene✠dícere et sancti✠ficáre tua sto sale, che hai dato in uso al genere M. - Amen. M. - Cosí sia.
pietáte dignéris: ut sit ómnibus umano: cosí che a tutti quelli che lo
suméntibus salus mentis et córporis: adòperano sia di salute per l’anima e Ultimo Vangelo
et quidquid ex eo tactum vel respérsum per il corpo, e tutto ciò che da esso Il ministro riprende il Messale e lo riporta dalla parte del Vangelo.
fúerit, cáreat omni immundítia, verrà toccato o asperso sia preservato Il Sacerdote va dalla parte del Vangelo, congiunge le mani e récita
omníque impugnatióne spiritális da ogni immondezza e da ogni attacco il Principio del Vangelo di San Giovanni,
nequítiæ. Per Dóminum nostrum dello spirito maligno. Per il nostro I fedeli ascoltano in piedi
Iesum Christum, Fílium tuum, qui Signore Gesú Cristo, tuo Figlio, che è Dal Proprio si vede quando occorre recitare un altro Vangelo.
tecum vivit et regnat, in unitáte Spíritus Dio, e vive e regna con Te, nell’unità
Sancti, Deus, per ómnia sæcula dello Spirito Santo, per tutti i secoli (L’Ultimo Vangelo si omette:
sæculórum. Amen. dei secoli. Cosí sia. nelle SS. Messe seguite immediatamente da una processione, nella 3a S. Messa di
Natale, nella Domenica della Palme, nella S. Messa della Vigilia Pasquale.)
Il sacerdote esorcizza l’acqua
S. - Dóminus vobíscum. S. - Il Signore sia con voi.
Exorcízo te, creatúra aquæ, in nómine Io ti esorcizzo, o acqua, in nome di Dio M. - Et cum spíritu tuo. M. - E con il tuo spirito.
Dei ✠ Patris, omnipoténtis, et in ✠ Padre onnipotente, e in nome di
nómine Iesu ✠ Christi, Fílii eius, Gesú ✠ Cristo, suo Figlio e Signore S. - ✠ Inítium sancti Evangélii S. - ✠ Inizio del Santo Vangelo secon-
Dómini nostri, et in virtúte Spíritus ✠ nostro, e per la virtú dello Spirito ✠ secúndum Ioánnem. do Giovanni.
Sancti: ut fias aqua exorcizáta ad Santo: affinché tu divenga acqua esor- M. - Glória tibi, Dómine. M. - Gloria a Te, o Signore.
effugándam omnem potestátem cizzata capace di mettere in fuga ogni
inimíci, et ipsum inimícum eradicáre, potestà del nemico, e di sradicare e di Congiunte le mani prosegue:
et explantáre váleas cum ángelis suis sgominare questo stesso nemico con i In princípio erat Verbum, In principio era il Verbo,
apostáticis: per virtútem eiúsdem suoi àngeli apostati: per virtú dello Et Verbum erat apud Deum, E il Verbo era presso Dio,
Dómini nostri Iesu Christi: qui stesso Signore nostro Gesú Cristo che Et Deus erat Verbum. E il Verbo era Dio.
ventúrus est iudicáre vivos et mórtuos verrà per giudicare i vivi e i morti e il Hoc erat in princípio apud Deum. Egli era in principio presso Dio.
et sæculum per ignem. Amen. mondo per mezzo del fuoco. Cosí sia. Ómnia per ipsum facta sunt: Tutto è stato fatto per mezzo di Lui,
Et sine ipso factum est nihil, quod E senza di Lui nulla è stato fatto di
Orémus Preghiamo factum est: tutto ciò che è stato creato.
Deus, qui ad salútem humàni géneris, O Dio, che a salvezza del genere umano In ipso vita erat, In Lui era la vita,
máxima quæque sacraménta in stabilisti il massimo sacramento nella Et vita erat lux hóminum: E la vita era la luce degli uomini.
aquárum substántia condidísti: adésto sostanza dell’acqua, ascolta propizio le Et lux in ténebris lucet, E la luce splende tra le tenebre,
propítius invocatiónibus nostris, et nostre invocazioni e infondi la virtú Et ténebræ eam non compre- E le tenebre non la accolsero.
eleménto huic multímodis purifica- delle tue bene✠dizioni in questo ele- hendérunt.
tiónibus preparátio, virtútem tuæ mento preparato per diverse purifica- Fuit homo missus a Deo, Ci fu un uomo mandato da Dio,
bene✠dictiónis infúnde; ut creatúra tua zioni: cosí che questa creatura, che ser- Cui nomen erat Ioánnes. Il cui nome era Giovanni.
mystériis tuis sérviens ad abigéndos ve i tuoi misteri, acquisti l’effetto della Hic venit in testimónium, Questi venne in testimonio,
dæmones, morbósque pelléndos, grazia divina per scacciare i démoni e
60 Ordinario della S. Messa Adempimenti prima della S. Messa 17

adhæreat viscéribus meis: et præsta, scano all’intimo dell’anima mia; fa divínæ grátiæ sumat efféctum: ut allontanare i mali: affinché tutto ciò che
ut in me non remáneat scélerum che in me, rinnovato da questi puri e quidquid in dóminus vel in locis questo liquido avrà asperso, nelle case e
mácula, quem pura et sancta santi sacramenti, non rimanga mac- fidélium hæc unda respérsit, cáreat nei luoghi dei fedeli, sia preservato da
refecérunt sacraménta: Qui vivis et chia alcuna di peccato: o Tu che vivi e omni immundítia, liberétur a noxa: ogni immondezza e liberato da ogni
regnas in sæcula sæculórum. Amen. regni nei secoli dei secoli. Cosí sia. non illic resídeat spíritus péstilens, non contagio. Mai risieda lí alcuno spirito
Il Sacerdote si asciuga le dita e consuma l’abluzione, si asciuga la bocca, asterge il
aura corrúmpens: discéndat omnes pestifero, mai alcun soffio di corruzio-
Calice, lo copre con il corporale che ha piegato e lo colloca nel mezzo dell’Altare. insídiæ laténtis inimíci: et si quid est, ne; fuggano tutte le insidie del nemico
Il ministro porta il velo del Calice al lato del Vangelo quod aut incolumitáti habitántium nascosto: e tutto ciò che potrebbe nuo-
e il Messale al lato dell’Epistola. ínvidet, aut quiéti, aspersióne huius cere alla salute o turbare la tranquillità di
aquæ effúgiat atque discédat: ut quelli che lí dimorano, sia messo in fuga
Commúnio salúbritas per invocatiónem sancti tui dall’aspersione di quest’acqua: cosí che
Il Sacerdote recita l’Antifona della Comunione. nóminis expetíta, ad ómnibus sit la salubrità, chiesta con l’invocazione
Il testo del Commúnio è proprio di ogni S. Messa impugnatiónibus defénsa. Per del tuo santo nome, sia difesa da ogni
Dóminum nostrum Iesum Christum, attacco. Per il nostro Signore Gesú Cri-
Recitato il Cómmunio il Sacerdote bacia l’Altare, poi scambia il saluto con i fedeli
Fílium tuum, qui tecum vivit et regnat, sto, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna
S. - Dóminus vobíscum. S. - Il Signore sia con voi. in unitáte Spíritus Sancti, Deus, per con Te, nell’unità dello Spirito Santo,
M. - Et cum spíritu tuo. M. - E con il tuo spirito. ómnia sæcula sæculórum. Amen. per tutti i secoli dei secoli. Cosí sia.
I fedeli si alzano Il sacerdote mette tre volte il sale nell’acqua, a forma di croce
S. - Orémus. S. - Preghiamo. S - Commíxtio salis et aquæ páriter S - La mescolanza del sale e dell’ac-
fiat, in nómine Pa✠tris, et qua si compia insieme, in nome
Postcommúnio Fí✠lii, et Spíritus ✠ Sancti. del Pa✠dre, e del Fi✠glio, e dello
Il Sacerdote recita il Postcómmunio. Spirito ✠ Santo.
Il testo del Postcómmnio è proprio di ogni S. Messa M - Amen. M - Cosí sia.
Congedo
S - Dóminus vobiscum. S - Il Signore sia con voi.
Il Sacerdote va in mezzo all’Altare, lo bacia, e dice
M - Et cum spíritu tuo. M - E con il tuo spirito.
S. - Dóminus vobíscum. S. - Il Signore sia con voi.
M. - Et cum spíritu tuo. M. - E con il tuo spirito. Orémus Preghiamo
S. - Ite, missa est. S. - Andate, la Messa è finita Deus invíctæ virtútis áuctor, et O Dio, sorgente d’invitta potenza, Re
M. - Deo grátias. M. - Rendiamo grazie a Dio. insuperábilis impérii Rex, ac semper di inesauribile impero e trionfatore
Il Sacerdote si inchina e, con le mani giunte sull'Altare, magníficus triunphátor: qui advérsæ sempre magnifico, che dòmini le for-
riassume il motivo per cui ha offerto a Dio la Vittima del Calvario. dominatiónis vires réprimis: qui ze della nemica potestà, che súperi il
Pláceat tibi, sancta Trínitas, O santa Trinità, Ti sia gradito l’omag- inimíci rugiéntis sævítiam súperas: furore del fremente nemico, che ab-
obséquium servitútis meæ: et præsta: gio della mia servitú, e concedi che qui hostíles nequítias poténter batti potentemente la malizia avver-
ut sacrifícium, quod óculis tuæ questo sacrificio, offerto da me, inde- expúgnas: te, Dómine, treméntes et saria: Te, o Signore, umili e suppli-
Maiestátis indígnus óbtuli, tibi sit gno, agli occhi della tua Maestà, a Te súpplices deprecámur ac pétimus ut canti, imploriamo e invochiamo, per-
acceptábile, mihíque, et ómnibus, pro sia accetto, e a me e a quelli per i quali hanc creatúram salis et aquæ dignánter ché Ti degni di guardare, benigno, a
quibus illud óbtuli, sit, te miseránte, l’ho offerto torni giovevole, per tua aspícias, benígnus illústres, pietátis questa creatura di sale e di acqua: la
propitiábile. Per Christum Dóminum misericordia. Per Cristo nostro Signo- tuæ rore sanctífices: ut ubicúmque nobíliti e la santífichi con l’effusione
nostrum. Amen. re. Cosí sia. fúerit aspérsa, per invocatiónem sancti della tua pietà; affinché, da dovunque
18 Ordinario della S. Messa Ringraziamento 59

nóminis tui, omnis státio immúndi sia sparsa, per invocazione del tuo Mentre viene distribuito il Corpo di Nostro Signore, nel corso della Santa Comu-
spíritus abigátur: terrórque venenósi santo nome, si allontani ogni nione, i fedeli restano in ginocchio, in rispetto del Santissimo Sacramento, fino a
serpéntis procul pellátur: et præséntia infestazione di spirito impuro e ogni quando Esso non viene nuovamente riposto nel Tabernacolo.
sancti Spíritus nobis misericórdiam terrore del velenoso serpente; e fa che, Nelle Messe cantate è a questo punto che si intona il canto del Commúnio
tuam poscéntibus, ubíque adésse per la presenza del tuo Santo Spirito,
Distribuendo la Santa Comunione il Sacerdote, per ogni fedele, dice
dignétur. Per Dóminum nostrum a noi, dovunque Ti invochiamo, non
Iesum Christum, Fílium tuum, qui manchi mai la tua misericordia. Per il Córpus Dómini nostri Iesu Christi Il Corpo di nostro Signore Gesú Cristo
tecum vivit et regnat, in unitáte nostro Signore Gesú Cristo, tuo Fi- custódiat ánimam tuam in vitam custodisca l’anima tua per la vita eter-
eiúsdem Spíritus Sancti, Deus, per glio, che è Dio, e vive e regna con Te, ætérnam. Amen. na. Cosí sia.
ómnia sæcula sæculórum. Amen. nell’unità dello stesso Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli. Cosí sia. Se non ci comunichiamo, esprimiamone almeno il desiderio al Signore con
una Comunione spirituale.

Aspersione con l’acqua benedetta «La Comunione spirituale è un gran desiderio di


Nella Messa solenne (come nella Domenica) il Sacerdote, prima di recitare le unirsi sacramentalmente a Gesú Cristo dicendo, per esempio:
preghiere ai piedi dell’altare, rivestito del piviale, asperge i fedeli con l’acqua Signore mio Gesú Cristo, io desidero con tutto il cuore di unirmi a Voi adesso
benedetta. e per tutta l’eternità;
Nel corso dell’aspersione i fedeli chinano il capo e si segnano. e facendo i medesimi atti che si fanno avanti e dopo
la Comunione sacramentale.»
(Aspersione fuori del Tempo Pasquale) (Dal Catechismo Maggiore di San Pio X, parte IV, capo V, § 2, n.° 668)
Antiphona Antifona
Aspérges me, Dómine, hyssópo et Mi aspergerai con l’issopo, o Signore, Mentre si distribuisce la Santa Comunione, i fedeli intonano inni e canti a Gloria
di Dio che nella sua infinita Misericordia ci ha inviato il Figlio Suo Unigénito per
mundábor: lavábis me, et super nivem e sarò mondato: mi laverai e sarò piú
la salvezza della nostra anima.
dealbábor. bianco della neve.
Ritornato all'Altare, il Sacerdote depone la patena sul corporale, scopre il Calice,
Psalmus Salmo genuflette, e fa scendere i frammenti nel Calice.
Miserére mei, Deus, secúndum Abbi pietà di me, o Signore, secondo Il ministro riprende le ampolline e mesce il vino e l’acqua nel Calice
magnam misericórdiam tuam. la tua grande misericordia. che gli viene porto dal Sacerdote.
Glória Patri, et Filio, et Spirítui Sancto, Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito
sicut erat in princípio et nunc et semper, Santo, come era in principio e ora e I fedeli si siedono
et in sæcula sæculorum. Amen. sempre, e nei secoli dei secoli. Cosí sia. Ringraziamento
Antiphona Antifona
Aspérges me, Dómine, hyssópo et Mi aspergerai con l’issopo, o Signore, Quod ore súmpsimus, Dómine, Ciò che con la bocca abbiamo ricevu-
mundábor: lavábis me, et super nivem e sarò mondato: mi laverai e sarò piú pura mente capiámus: et de múnere to, fa, o Signore, che l’accogliamo
dealbábor. bianco della neve. temporáli fiat nobis remédium con anima pura, e da dono tempora-
sempitérnum. neo ci diventi rimedio sempiterno.
S. - Osténde nobis, Dómine, S. - Manifestaci, o Signore, la tua Il Sacerdote si porta al lato dell’Epistola, porge il Calice al ministro, che gli purifica
misericórdiam tuam. misericordia. le dita nel Calice, versandovi vino e acqua, e prosegue:
M. - Et salutáre tuum da nobis. M. - E dà a noi la tua salvezza.
S. - Dómine, exáudi oratiónem meam. S. - O Signore, esaudisci la mia preghiera. Corpus tuum, Dómine, quod O Signore, il tuo Corpo che ho assunto
M. - Et clámor meus ad te véniat. M. - E il mio grido giunga fino a Te. súmpsi, et Sánguis quem potávi, e il tuo Sangue che ho bevuto, aderi-
58 Ordinario della S. Messa Aspersione con l’acqua benedetta: Aspérges - Vidi aquam 19

Chinatosi, il Sacerdote consuma il Pane Eucaristico, S. - Dóminus vobíscum. S. - Il Signore sia con voi.
ripone la patena sul corporale, si alza, congiunge le mani e si sofferma alquanto M. - Et cum spíritu tuo. M. - E con il tuo spirito.
nella meditazione del SS. Sacramento.
Quindi scopre il Calice, genuflette, raccoglie i frammenti, S. - Orémus. S. - Preghiamo.
purífica la patena sul Calice, e dice: Exáudi nos, Dómine sancte, Pater Esaudíscici, Signore santo, Padre on-
Quid retríbuam Dómino pro ómnibus Che renderò io al Signore per tutte le omnípotens, ætérne Deus, et míttere nipotente, eterno Iddio; dégnati di
quæ retríbuit mihi? Cálicem salutáris cose che ha dato a me? Prenderò il dignéris sanctum ángelum tuum de mandare dal cielo il tuo santo Ange-
accípiam, et nomen Dómini invocábo. Calice della salute e invocherò il nome cœlis, qui custódiat, fóveat, prótegat, lo, che custodisca, sostenga, proteg-
Láudans invocábo Dóminum, et ab del Signore. Lodandolo invocherò il vísitet, atque deféndat ómnes ga, vísiti e difenda tutti gli abitanti
inimícis meis salvus ero. Signore e sarò salvo dai miei nemici. habitántes in hoc habitáculo: Per riuniti in questo luogo. Per il Cristo
Christum Dóminum nostrum. nostro Signore.
Prende il Calice con la destra e si segna con esso, dicendo M. - Amen. M. - Cosí sia.
Il ministro suona il campanello
I fedeli si segnano insieme al Sacerdote: (Aspersione nel Tempo Pasquale)
è un sacramentale che concorre a cancellare i peccati veniali.
Antiphona Antifona
Sánguis Dómini nostri Iesu Christi Il Sangue di nostro Signore Gesú Cri- Vidi aquam egrediéntem de Templo a Ho visto un’acqua scaturire dal lato
custódiat ánimam meam in vitam sto custodisca l’anima mia per la vita látere dextro, allelúia; destro del Tempio, allelúia;
ætérnam. Amen. eterna. Cosí sia. Et ómnes ad quos pervénit aqua ista E tutti quelli a cui giunse quest’acqua
salvi facti sunt, et dicent: allelúia, sono stati salvati, e dicono: allelúia,
Sottoponendo con la sinistra la patena al Calice, prende con riverenza allelúia. allelúia.
tutto il Sangue unitamente alla particella.
Indi, prima che si purifichi, amministra, se occorre, la Santa Comunione ai fedeli Psalmus Salmo
Confitémini, Dómino, quóniam bonus; Celebrate il Signore perché è buono;
Comunione dei fedeli quóniam in sæculum misericórdia eius. perché eterna è la sua misericordia.
Glória Patri, et Fílio, et Spirítui Sancto, Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito
Il diacono, o il ministro, inizia il Confíteor, sicut erat in princípio et nunc et semper, Santo, come era in principio e ora e
i fedeli che devono comunicarsi si inginocchiano e lo recitano con lui. et in sæcula sæculórum. Amen. sempre, e nei secoli dei secoli. Cosí sia.
Il Sacerdote chiede a Dio di elargire la sua misericordia: Misereátur vestri…,
e dà l’assoluzione: Indulgéntiam ✠ Antiphona Antifona
Vidi aquam egrediéntem de Templo a Ho visto un’acqua scaturire dal lato
L’edizione tipica del 1962 del Missale Romanum, non prescrive piú la recita del
látere dextro, allelúia; destro del Tempio, allelúia;
secondo Confíteor e la conseguente assoluzione per i fedeli comunicandi;
tuttavia la prassi seguíta ancora oggi ha mantenuto questa preghiera. Et ómnes ad quos pervénit aqua ista E tutti quelli a cui giunse quest’acqua
salvi facti sunt, et dicent: allelúia, sono stati salvati, e dicono: allelúia,
Il Sacerdote, elevata la Santa Ostia, si volge ai fedeli e dice allelúia. allelúia.
S. - Ecce Agnus Dei: S. - Ecco l’Agnello di Dio: ecco Colui
ecce qui tóllit peccáta mundi. che toglie i peccati del mondo. S. - Osténde nobis, Dómine, S. - Manifestaci, o Signore, la tua
Inginocchiati dinanzi al Corpo di Nostro Signore Gesú Cristo, misericórdiam tuam. Allelúia. misericordia. Allelúia.
i fedeli si battono il petto ripetendo per tre volte ad alta voce M. - Et salutáre tuum da nobis. M. - E da a noi la tua salvezza.
M. - Dómine, non sum dígnus ut M. - Signore, non son degno che Tu Allelúia. Allelúia.
intres sub téctum meum: sed tantum entri sotto il mio tetto, ma di’ soltanto S. - Dómine, exáudi oratiónem meam. S. - O Signore, esaudisci la mia preghiera.
dic verbo et sanábitur ánima mea. una parola e l’anima mia sarà guarita. M. - Et clámor meus ad te véniat. M. - E il mio grido giunga fino a Te.
20 Ordinario della S. Messa Comunione 57

S. - Dóminus vobíscum. S. - Il Signore sia con voi. Dómine Iesu Christe, Fili Dei vivi, Signore Gesú Cristo, Figlio del Dio
M. - Et cum spíritu tuo. M. - E con lo spirito tuo. qui ex voluntáte Patris, cooperánte vivente, Tu che per volontà del Padre,
Spíritu Sancto, per mortem tuam con la cooperazione dello Spirito San-
S. - Orémus. S. - Preghiamo. mundum vivificásti: libera me per to, con la tua morte hai restituito al
Exáudi nos, Dómine sancte, Pater Esaudíscici, Signore santo, Padre on- hoc sacrosánctum Corpus et mondo la vita, líberami, mediante que-
omnípotens, ætérne Deus, et míttere nipotente, eterno Iddio; dégnati di Sánguinem tuum ab ómnibus sto sacrosanto Corpo e Sangue tuo, da
dignéris sanctum ángelum tuum de mandare dal cielo il tuo santo Ange- iniquitátibus meis, et univérsis malis: tutte le mie iniquità, e da tutti i mali: e
cœlis, qui custódiat, fóveat, prótegat, lo, che custodisca, sostenga, proteg- et fac me tuis semper inhærére réndimi sempre fedele ai tuoi coman-
vísitet, atque deféndat ómnes ga, vísiti e difenda tutti gli abitanti mandátis, et a te nunquam separári damenti, e non permettere che io mai
habitántes in hoc habitáculo: Per riuniti in questo luogo. Per il Cristo permíttas: Qui cum eódem Deo mi separi da Te, che sei Dio, e vivi e
Christum Dóminum nostrum. nostro Signore. Patre, et Spíritu Sancto vivis et regni con lo stesso Dio Padre e lo
M. - Amen. M. - Cosí sia. regnas, Deus, in sæcula sæculórum. Spirito Santo nei secoli dei secoli.
Amen. Cosí sia.
Percéptio Córporis tui, Dómine Iesu La comunione del tuo Corpo, Si-
Christe, quod ego indígnus súmere gnore Gesú Cristo, ch’io indegno
præsúmo, non mihi provéniat in ardisco ricevere, non mi torni a
iudícium et condemnatiónem: sed pro delitto e condanna; ma per la tua
tua pietáte prosit mihi ad tutaméntum bontà mi giovi a difesa dell’ani-
mentis et córporis, et ad medélam ma e del corpo e come spirituale
percipiéndam: Qui vivis et regnas cum medicina, Tu che sei Dio, e vivi e
Deo Patre in unitáte Spíritus Sancti, regni con Dio Padre nell’unità del-
Deus, per ómnia sæcula sæculórum. lo Spirito Santo, per tutti i secoli
Amen. dei secoli. Cosí sia.

Comunione
Il Sacerdote genuflette, si alza, e dice:
Panem cœléstem accípiam, et Riceverò il pane del cielo e invoche-
nomen Dómini invocábo. rò il nome del Signore.
Si inchina alquanto, prende le due parti dell’Ostia fra il pollice e l’indice della
sinistra, mette la patena fra lo stesso indice e il medio, si percuote tre volte il petto
con la destra e, a voce alta, per tre volte ripete devotamente e umilmente:

Dómine, non sum dignus (et secréte Signore, non son degno (e prosegue
proséquitur) ut intres sub téctum sottovoce) che Tu entri sotto il mio
meum: sed tantum dic verbo et tetto, ma di’ soltanto una parola e
sanábitur ánima mea. l’anima mia sarà guarita.
quindi, segnandosi con l’Ostia sulla patena, dice
Corpus Dómini nostri Iesu Christi Il Corpo di nostro Signore Gesú Cri-
custódiat ánimam meam in vitam sto custodisca l’anima mia per la
ætérnam. Amen. vita eterna. Cosí sia.
56 Ordinario della S. Messa Entrando in chiesa 21

Gesú riconcilia tutto con la sua Croce e il suo Sangue:


cosí il Sacerdote, con la particella dell’Ostia, da lui suddivisa in tre particelle,
fa tre segni di croce sul Calice, e ci augura la pace:

S. - Pax ✠ Dómini sit ✠ semper S. - La pace del ✠ Signore sia ✠


vobís ✠ cum. sempre con ✠ voi.
M. - Et cum spíritu tuo. M. - E con il tuo spirito.
Il Sacerdote lascia cadere la particella dell’Ostia nel Calice, e dice sottovoce:
Hæc commíxtio, et consecrátio Questa mescolanza e consacrazione
Córporis et Sánguinis Dómini no- del Corpo e del Sangue di nostro
stri Iesu Christi, fiat accipiéntibus Signore Gesú Cristo giovi per la vita
nobis in vitam ætérnam. eterna a noi che la riceviamo.
Amen. Cosí sia.

Agnus Dei
Il Sacerdote copre il Calice, genuflette, si alza, e chinatosi verso il Sacramento,
congiunge le mani e battendosi il petto per tre volte, dice a voce alta:

I fedeli accompagnano il Sacerdote in questa triplice invocazione:


recitando o cantando e battendosi tre volte il petto Alla Sacra Liturgia partecipa tutta la S. Chiesa: Trionfante, Militante e Purgante,
insieme con tutte le schiere dei nove Cori Angelici
Agnus Dei, qui tollis peccáta mundi: Agnello di Dio, che togli i peccati del
miserére nobis mondo, abbi pietà di noi.
Agnus Dei, qui tollis peccáta mundi: Agnello di Dio, che togli i peccati del
miserére nobis mondo, abbi pietà di noi. ORDINARIO DELLA S. MESSA
Agnus Dei, qui tollis peccáta mundi: Agnello di Dio, che togli i peccati del
dona nobis pacem. mondo, dona noi la pace.
Entriamo in chiesa per tempo, per prepararci spiritualmente ad assistere
Preghiere preparatorie alla Santa Comunione ai Santi Misteri.
Il Sacerdote congiunge le mani sull’Altare, si china e dice sottovoce
Entrando in chiesa, genuflettiamo e facciamo il segno della croce con
Dómine Iesu Christe, qui dixísti Signore Gesú Cristo, che dicesti ai l’acqua benedetta. Le donne si còprano il capo (I Corinti, 11, 1-16).
Apóstolis tuis: Pacem relínquo vobis, tuoi Apostoli: Vi lascio la pace, vi dò È un sacramentale che cancella i peccati veniali,
pacem meam do vobis; ne respícias la mia pace, non guardare ai miei pec- mediante la contrizione che suscita in noi.
peccáta mea sed fidem Ecclésiæ tuæ: cati, ma alla fede della tua Chiesa, e
eámque secúndum voluntátem tuam degnati di pacificarla e di riunirla se- Il ministro, cioè colui che deve servire la Santa Messa, aiuta il Sacerdote a vestirsi,
pacificáre et coadunáre dignéris: Qui condo la tua volontà. Tu che sei Dio, e poi prende il Messale e precede il Sacerdote all’Altare,
dove fa la genuflessione insieme a lui, poi va a deporre il Messale sul leggío, al lato
vivis et regnas, Deus, per ómnia sæcula vivi e regni per tutti i secoli dei secoli.
dell’Epistola, ritorna al lato del Vangelo, dopo aver fatto genuflessione nel passare in
sæculórum. Amen. Cosí sia.
mezzo all’Altare, e si inginocchia in piano.
Nelle Messe solenni, il Sacerdote bacia l'Altare e dà la pace al diacono, che la passa
al suddiacono, che a sua volta la passa agli altri dicendo. Se il Sacerdote ha eseguito l’aspersione, si spoglia prima del piviale, indossa la
Chi dà la pace, dice: Pax tecum; chi riceve la pace risponde: Et cum spíritu tuo. pianeta e si reca al centro per la récita delle preghiere ai piedi dell’Altare.
22 Ordinario della S. Messa Comunione: Pater - Frazione dell’Ostia 55

PARTE ISTRUTTIVA Panem nostrum quotidiánum da Dacci oggi il nostro pane quoti-
nobis hódie: diano
Preghiere ai piedi dell’Altare Et dimítte nobis débita nostra, E rimetti a noi i nostri debiti,
sicut et nos dimíttimus debitóribus come noi li rimettiamo ai nostri
Il Sacerdote, giunto ai piedi dell'Altare, fa un profondo inchino e si segna; nostris. debitori.
poi recita il Salmo 42, alternandosi col ministro e con i fedeli. (absólvitur clara voce) (conclude a voce alta)
Et ne nos indúcas in tentatiónem. E non c’indurre in tentazione.
I fedeli si segnano e si inginocchiano
M. - Sed libera nos a malo. M. - Ma liberaci dal male.
(Oltre che nelle SS. Messe del Tempo, dalla I Domenica di Passione al Sabato Santo
escluso, il Salmo 42 si omette nelle SS. Messe che seguono
S. - (secrete) Amen. S. - (sottovoce) Cosí sia.
la benedizione e la processione delle Candele, la benedizione e l’imposizione delle Il Sacerdote prende la patena fra l'indice e il medio della destra,
Ceneri, la benedizione e la processione delle Palme, la processione delle Rogazioni, e la tiene diritta sull’Altare, e dice a bassa voce
nella S. Messa della Vigilia Pasquale)
Libera nos, quæsumus, Dómine, ab Liberaci, Te ne preghiamo, o Signore,
Nelle Messe cantate è a questo punto che si intona il canto dell’Intròito ómnibus malis, prætéritis, preséntibus da tutti i mali passati, presenti e futuri:
et futúris: et intercedénte beáta et e per intercessione della beata e glo-
S. - In nómine Patris ✠ et Filii et S. - Nel nome del Padre ✠ e del Figlio gloriósa semper Vírgine Dei Genitríce riosa sempre Vergine Maria, Madre di
Spíritus Sancti. e dello Spirito Santo. Maria, cum beátis Apóstolis tuis Petro Dio, e dei tuoi beati Apostoli Pietro e
M. - Amen. M. - Cosí sia. et Paulo, atque Andréa, et ómnibus Paolo, e Andrea, e di tutti i Santi
Sanctis (sígnat se cum patena) da (si fa il segno di croce con la patena)
Antiphona Antifona propítius pacem in diébus nostris: concedi benigno la pace nei nostri
S. - Introíbo ad altáre Dei. S. - Mi accosterò all’altare di Dio. (paténam osculátur) giorni (bacia la patena):
M. - Ad Deum qui lætíficat M. - Al Dio che allieta la mia giovi- ut ope misericórdiæ tuæ adiúti, et a affinché, sostenuti dalla tua misericor-
iuventútem meam. nezza. peccáto simus semper líberi, et ab ómni dia, noi siamo sempre liberi dal pecca-
pertubatióne secúri. to e sicuri da ogni turbamento.
Psalmus 42, 1-5. Salmo, 42, 1-5.
S. - Iúdica me, Deus, et discérne S. - Fammi giustizia, o Dio, e difendi Frazione dell’Ostia
causam meam de gente non sancta: la mia causa da gente malvagia: Il Sacerdote sottopone la patena all’Ostia, scopre il Calice, genuflette, si alza, prende
l’Ostia e, tenedola sul Calice con due mani, la spezza a metà, dicendo
ab hómine iniquo, et dolóso érue liberami dall’uomo iniquo e frau-
me. dolento. Per eúmdem Dóminum nostrum Iesum Per il medesimo Gesú Cristo nostro
M. - Quia tu es, Deus, fortitúdo M. - Tu sei la mia forza, o Dio; perché Christum Filium tuum Signore, tuo Figlio
mea: † quare me repulísti, † et mi respingi? e perché devo andare
Ripone sulla patena la metà dell’Ostia che ha nella destra,
quare tristis incédo, dum afflígit cosí triste sotto l’oppressione del stacca una particella dall’altra metà che tiene con la sinistra, e dice
me inimícus? nemico?
S. - Emítte lucem tuam et veritátem S. - Degnami del tuo favore e della Qui tecum vívit et régnat in unitáte Che è Dio, e vive e regna con Te,
tuam: ipsa me deduxérunt et tua grazia, onde mi guidino e Spíritus Sancti, Deus, nell’unità dello Spirito Santo
adduxérunt in montem sanctum mi conducano al tuo santo mon- Unisce la metà che ha nella sinistra con quella che si trova sulla patena, tiene con la
tuum, et in tabernácula tua. te, e ai tuoi tabernacoli. destra la particella, sopra il Calice, prende questo con la sinistra, e dice a voce alta
M. - Et introíbo ad altáre Dei: † ad M. - Mi accosterò all’altare di Dio,
Deum qui lætíficat iuventútem al Dio che allieta la mia giovi- S. - Per ómnia sæcula sæculórum. S. - Per tutti i secoli dei secoli.
meam. nezza. M. - Amen. M. - Cosí sia.
54 Ordinario della S. Messa Preghiere ai piedi dell’Altare: Confíteor 23

Per quem hæc ómnia, Dómine, semper Per mezzo del quale, o Signore, Tu S. - Confitébor tibi in cíthara, Deus, S. - Te loderò sulla mia cetra, o Dio,
bona creas (sígnat ter super Hóstiam et crei sempre tutti questi beni (fa tre croci Deus meus; † quare tristis es, ánima Dio mio; perché sei tu triste, o
Cálicem simul, dícens) sull’Ostia e sul Calice insieme) mea, et quare contúrbas me? anima mia? perché mi turbi?
sanctí✠ficas, viví ✠ ficas, bene ✠ dícis, li santi✠fichi, vivi✠fichi, bene✠dici e M. - Spera in Deo, quóniam adhuc M. - Spera in Dio, perché ancora potrò
et præstas nobis. li procuri a noi. confitébor illi: † salutare vúltus lodarlo, Lui che è la salvezza mia e
mei, et Deus meus. il mio Dio.
Dossologia S. - Glória Patri et Fílio et Spirítui S. - Gloria al Padre, e al Figlio e allo
Il Sacerdote scopre il Calice, genuflette, prende l'Ostia fra il pollice e l’indice della Sancto. Spirito Santo.
mano destra e, mentre con la sinistra regge il Calice, fa con l’Ostia tre segni di croce M. - Sicut erat in princípio et nunc M. - Come era in principio, e ora, e
sul Calice, da un orlo all’altro, dicendo et semper, et in sæcula sempre, e nei secoli dei secoli.
sæculórum. Amen. Cosí sia.
Per ip✠sum, et cum ip✠so, et in Per mezzo di ✠ Lui e con ✠ Lui e in
ip✠so, ✠ Lui,
Antiphona Antifona
poi fa due segni di croce fra il Calice e il proprio petto S. - Introíbo ad altáre Dei. S. - Mi accosterò all’altare di Dio.
M. - Ad Deum qui lætíficat M. - Al Dio che allieta la mia giovinez-
est tibi Deo Patri ✠ omnipoténti, in viene a Te, Dio Padre ✠ onnipotente,
iuventútem meam. za.
unitáte Spíritus ✠ Sancti nell’unità dello Spirito ✠ Santo
(élevans parum Cálicem cum Hóstia) (eleva alquanto il Calice con l’Ostia) I fedeli si segnano
ómnis honor et glória. ogni onore e gloria.
S. - Adiutórium nostrum ✠ in nómine S. - Il nostro aiuto ✠ è nel nome del
depone l’Ostia, ricopre il Calice con la palla, genuflette, Dómini. Signore.
si alza e dice a voce alta M. - Qui fécit cœlum et terram. M. - Che ha fatto il cielo e la terra.
S. - Per ómnia sæcula sæculórum S. - Per tutti i secoli dei secoli.
Confessione pubblica e Assoluzione
I fedeli si alzano e rispondono Il Sacerdote, congiunte le mani, si inchina profondamente e recita il Confíteor,
M. - Amen. M. - Cosí sia. invocando la testimonianza di tutta la Chiesa.
S. - Confíteor Deo omnipoténti, S. - Confesso a Dio onnipotente, alla
Beátæ Maríæ … beata Maria …
Comunione
Congiunte le mani, il Sacerdote inizia la recita o il canto del Pater noster In uno col ministro, che si piega verso il celebrante, i fedeli invocano sul Sacerdote
Orémus Preghiamo la misericordia di Dio
Præcéptis salutáribus móniti, et divína Esortati dai salutari precetti e amma- M. - Misereátur tui omnípotens M. - Dio onnipotente, abbia pietà di te,
institutióne formáti, audémus dícere: estrati dall’istruzione divina, osiamo Deus, et dimíssis peccátis tuis, e, perdonati i tuoi peccati, ti conduca
(exténsis mánibus) dire: (allarga le mani) perdúcat te ad vitam ætérnam. alla vita eterna.
S. - Pater noster, S. - Padre nostro, S. - Amen. S. - Cosí sia.
(proséquitur secreto) (prosegue sottovoce) Poi, profondamente inchinati, i fedeli récitano il Confíteor
qui es in cœlis: che sei nei cieli
Sanctificétur nomen tuum: Sia santificato il tuo nome Il ministro rimane devotamente inchinato e al tibi, pater, si volge
verso il Sacerdote battendosi tre volte il petto al mea culpa.
Advéniat regnum tuum: Venga il tuo regno
Fiat volúntas tua, sicut in cœlo Sia fatta la tua volontà, come in M. - Confíteor Deo omnipoténti, M. - Confesso a Dio onnipotente, alla
et in terra. cielo cosí in terra. beátæ Maríæ semper Vírgini, beáto beata Maria sempre Vergine, al beato
24 Ordinario della S. Messa Cànone: Díttici (meménto dei defunti) 53

Michaéli Archángelo, beáto Ioánni Michele Arcangelo, al beato Giovanni ex hac altáris participatióne partecipando a questo altare, ricevere-
Baptístæ, sanctis Apóstolis Petro et Battista, ai Santi Apostoli Pietro e Pa- sacrosánctum Fílii tui mo il sacrosanto
Paulo, ómnibus Sánctis et tibi, pater: olo, a tutti i Santi e a te, o padre, di aver (iúngit manus et sígnat sémel super (congiunge le mani e traccia un segno di
quia peccávi nimis cogitatíone, ver- molto peccato, in pensieri, parole ed Hóstiam et sémel super Cálicem) croce prima sull’Ostia e poi sul Calice)
bo et ópere: opere: Cór✠pus et Sán✠guinem sumpsérimus Cor✠po e San✠gue del Figlio tuo,
(Percútient sibi pectus ter) (Ci si batte il petto tre volte) (seípsum sígnat dícens) ómni veniamo ricolmi (si segna e dice)
mea culpa, mea culpa, mea máxima per mia colpa, per mia colpa, per benedictióne cœlésti et grátia d’ogni celeste benedizione e gra-
culpa. Ideo precor beátam Maríam mia grandissima colpa. E perciò repleámur (iúngit manus). Per eúmdem zia (congiunge le mani). Per lo stes-
semper Vírginem, beátum supplico la beata sempre Vergine Christum Dóminum nostrum. Amen so Cristo nostro Signore. Cosí sia.
Michaélem Archángelum, beátum Maria, il beato Michele Arcange- Lettura dei díttici (meménto dei defunti)
Ioánnem Baptistám, Sanctos lo, il beato Giovanni Battista, i
Apóstolos Petrum et Paulum, ómnes Santi Apostoli Pietro e Paolo, tutti Meménto étiam, Dómine, famulórum, Ricordati anche, o Signore, dei tuoi
Sanctos, et te, pater, oráre pro me i Santi, e te, o padre, di pregare per famularúmque tuárum N… et N… servi e delle tue serve N… e N… che
ad Dóminum Deum nostrum. me il Signore Dio nostro. qui nos præcessérunt cum signo fídei ci hanno preceduto col segno della
et dórmiunt in somno pacis. fede e dormono il sonno di pace.
Il Sacerdote, congiunte le mani, domanda a Dio di perdonare i nostri peccati
Congiunge le mani e prega per i defunti che intende raccomandare,
S. - Misereátur vestri omnípotens Deus, S. - Dio onnipotente abbia pietà di voi quindi le allarga nuovamente e prosegue
et dimíssis peccátis vestris perdúcat e, rimessi i vostri peccati, vi con- Ipsis, Dómine, et ómnibus in Christo Ad essi, o Signore, e a tutti quelli che
vos ad vitam ætérnam. duca alla vita eterna. quiescéntibus, locum refrigérii, lucis riposano in Cristo, noi Ti supplichiamo di
M. - Amen. M. - Cosí sia. et pacis, ut indúlgeas, deprecámur. concedere, benigno, il luogo del refrigerio,
La confessione pubblica è un sacramentale che, per i mériti di Gesú Cristo, (iúngit manus et caput inclínat dícens) della luce e della pace. (congiunge le mani
ottiene da Dio la remissione delle colpe veniali Per eúmdem Christum Dóminum e china il capo) Per il medesimo Cristo
S. - Indulgéntiam, ✠ (signat seípsum) S. - Il Signore onnipotente e miseri- nostrum. Amen. nostro Signore. Cosí sia.
absolutiónem, et remissiónem cordioso ✠ (facciamo un segno di Con la destra si batte il petto, e a voce alta dice
peccatórum nostrórum, tríbuat croce) ci accordi il perdono, l’as-
nobis omnípotens et miséricors soluzione e la remissione dei no- Nobis quoque peccatóribus E anche a noi peccatori
allarga le mani e prosegue sottovoce
Dóminus. stri peccati.
M. - Amen. M. - Cosí sia. fámulis tuis, de multitúdine servi tuoi, che speriamo nella moltitu-
miseratiónum tuárum sperántibus, dine delle tue misericordie, dégnati
Il Sacerdote, inchinato, prosegue partem áliquam, et societátem donáre dar qualche parte e società coi tuoi
S. - Deus, tu convérsus vivificábis S. - Volgendoti a noi, o Dio, ci farai dignéris, cum tuis sanctis Apóstolis et santi Apostoli e Martiri: con Giovan-
nos. vivere. Martyribus: cum Ioánne, Stéphano, ni, Stefano, Mattia, Bárnaba, Ignazio,
M. - Et plebs tua lætábitur in te. M. - E il tuo popolo si rallegrerà in Te. Matthia, Bárnaba, Ignátio, Alexándro, Alessandro, Marcellino, Pietro,
S. - Osténde nobis, Dómine, S. - Mostraci, o Signore, la tua miseri- Marcellíno, Petro, Felicitáte, Perpétua, Felícita, Perpetua, Ágata, Lucia,
misericórdiam tuam. cordia. Ágatha, Lúcia, Agnéte, Cæcília, Agnese, Cecilia, Anastasia, e con tutti
M. - Et salutáre tuum da nobis. M. - E da’ a noi la tua salvezza. Anastásia, et ómnibus Sanctis tuis: i tuoi Santi; nel cui consorzio Ti pre-
S. - Dómine, exáudi oratiónem S. - O Signore, esaudisci la mia pre- intra quorum nos consórtium, non ghiamo di accoglierci, non guardando
meam. ghiera. æstimátor mériti, sed véniæ, al merito, ma elargendoci la tua grazia.
M. - Et clámor meus ad te véniat. M. - E il mio grido giunga fino a Te. quæsumus, largítor admítte. (iúngit (congiunge le mani)
S. - Dóminus vobiscum. S. - Il Signore sia con voi. manus) Per Christum Dóminum Per Cristo nostro Signore.
M. - Et cum spíritu tuo. M. - E con il tuo spirito. nostrum.
52 Ordinario della S. Messa Il Sacerdote sale all’Altare - Intróito 25

Il Sacerdote depone il Calice sul corporale e dice silenziosamente: Allargando e congiungendo le mani, il Sacerdote dice a voce alta
Hæc quotiescúmque fecéritis, in mei Ogni qual volta farete questo, lo fate S. - Orémus. S. - Preghiamo.
memóriam faciétis. in memoria di me.
I fedeli si alzano e rimangono in piedi
Anàmnesi
Quindi il Sacerdote discosta le mani e continua Il Sacerdote sale all’Altare
Unde et mémores, Dómine, nos servi Onde anche noi tuoi servi, o Signore, Il Sacerdote sale all'Altare, con i suoi ministri, e, a voce bassa, domanda ancora la
tui, sed et plebs tua sancta, eiúsdem come pure il tuo santo popolo, ricordan- purificazione dei suoi peccati con la preghiera che segue.
Christi Fílii tui Dómini nostri tam do la beata Passione del medesimo Cri- Il ministro cura di tener leggermente alzato un lembo del camice
béatæ Passiónis, nec non et ab ínferis sto tuo Figlio, nostro Signore, e certo del Sacerdote mentre questi ascende all'Altare.
Resurrectiónis, sed et in cœlos anche la sua Risurrezione dagli ínferi e (Nelle Messe non cantate il ministro si inginocchia sul primo gradino a sinistra)
gloriósæ Ascensiónis: offérimus la sua gloriosa Ascensione in cielo: of-
præcláræ maiestáti tuæ, de tuis donis, friamo all’eccelsa tua maestà, delle cose Aufer a nobis, quæsumus, Dómine, Togli da noi, o Signore, le nostre
ac datis, (iúngit manus et sígnat ter super che ci hai donate e date, (congiunge le iniquitátes nostras: ut ad Sancta iniquità, affinché con anima pura
Hóstiam et Cálicem símul, dícens) mani e fa tre segni di croce sull’Ostia e sul sanctórum puris mereámur méntibus possiamo entrare nel Santo dei San-
Calice insieme, e dice)
introíre. Per Christum Dóminum ti. Per Cristo nostro Signore. Cosí
hóstiam ✠ puram, hóstiam ✠ sanctam, l’Ostia ✠ pura, l’Ostia ✠ santa, l’Ostia
nostrum. Amen. sia.
hóstiam ✠ immaculátam, ✠ immacolata,
(sígnat sémel super Hóstiam, dícens) (e un segno di croce sull’Ostia, dicendo) Il Sacerdote, inchinato e poggiate le mani giunte sull'Altare, prosegue
Panem ✠ sanctum vitæ ætérnæ il Pane ✠ santo della vita eterna
Orámus te, Dómine, per mérita O Signore, per i meriti dei tuoi Santi
(et sémel super Cálicem, dícens) (e un segno di croce sul Calice, dicendo)
Sanctórum tuórum (osculátur Altare (bacia l'Altare nel mezzo) dei quali son
et Cálicem ✠ salútis perpétuæ. e il Calice ✠ della perpetua salute.
in medio) quorum relíquiæ hic sunt, qui le reliquie, e di tutti i tuoi Santi,
Il Sacerdote, allargate le mani, prosegue:
et ómnium Sanctórum: ut indúlgere dégnati di perdonare tutti i miei pec-
Supra quæ propítio ac seréno vultu Su questi doni, con propizio e sere-
dignéris ómnia peccáta mea. Amen. cati. Cosí sia.
respícere dignéris, et accépta habére, no volto, dégnati di guardare e di
sícuti accépta habére dignátus es gradirli, come Ti degnasti gradire i
múnera púeri tui iusti Abel, et doni del tuo giusto servo Abele e il
Nelle Messe solenni il Sacerdote, prima dell'Intróito, incensa l'Altare.
sacrifícium Patriárchæ nostri Abrahæ: sacrificio del nostro Patriarca Benedice prima l'incenso dicendo:
et quod tibi óbtulit summus sacérdos Abramo e quello che Ti offrí il tuo
tuus Melchísedech, sanctum sommo sacerdote Melchisedech, Ab illo bene✠ dicáris, in cuius honóre Sii bene✠detto da Colui in onore del
sacrifícium, immaculátam hóstiam. santo sacrificio, immacolata ostia. cremáberis. Amen. quale sarai bruciato. Cosí sia.
Ricevuto quindi il turibolo dal ministro, incensa l'Altare senza nulla proferire.
L’Ostia immolata sull’altare delle nostre chiese è quell’Agnello «come
Indi il ministro incensa il Sacerdote.
immolato» che sta nel Cielo sull’Altare d’oro «davanti al Trono di Dio» (Ap. 8, 3)
Il Sacerdote si china profondamente, pone le mani congiunte sopra l'Altare, e dice
Súpplices te rogámus, omnípotens Supplici Ti preghiamo, o Dio onnipo- Intróito
Deus: iube hæc perférri per manus tente: comanda che questi doni, per le Il Sacerdote va al lato destro dell'Altare (cornu Epístolæ) e,
sancti Angeli tui in sublíme altáre mani dell’Angelo tuo santo, vengano facendosi il segno di croce, legge l'Intróitus.
portati sul tuo sublime altare, al co- Il ministro si fa il segno di croce.
tuum, in conspéctu divinæ maiestátis
tuæ; ut quotquot spetto della tua divina maestà, affin-
Il testo dell’Intróitus è proprio di ogni S. Messa
(osculátur Altare) ché quanti (bacia l’Altare),
26 Ordinario della S. Messa Cànone: Consacrazione 51

Litanía Pronunciate le parole, il Sacerdote genuflette ed adora l'Ostia, poi si alza, La eleva,
Dal Kyrie alla Colletta. La ripone sul corporale e L’adora di nuovo, genuflettendo.
Il Sacerdote ritorna in mezzo all'Altare e dice 9 invocazioni che implorano pietà. Il ministro dà il segno col campanello tre volte: quando il Sacerdote genuflette,
quando fa l’elevazione e quando genuflette di nuovo.
Kyrie I fedeli stanno in ginocchio, in silenzio, profondamente inchinati.
Il Sacerdote, a mani giunte, recita il Kyrie, alternandosi col ministro e con i fedeli. Contempliamo la Santa Ostia quando il Sacerdote La eleva,
poi chiniamo la testa ed adoriamo in silenzio il Corpo di Gesú.
Il Kyrie, fin dai primi tempi della Chiesa, ha mantenuto la sua forma greca a (Indulgenza di 7 anni a chi invoca piamente: Dóminus meus et Deus meus)
perenne ricordo dell’Unam, Sanctam, Cathólicam et Apostólicam Ecclésiam
Il Sacerdote continuerà a tenere uniti l’indice e il pollice fino all’abluzione
S. - Kyrie, eléison. S. - Signore, abbi pietà. delle dita, tranne quando dovrà prendere l’Ostia.
M. - Kyrie, eléison. M. - Signore, abbi pietà. Il Sacerdote continua la Consacrazione: scopre il calice e dice:
S. - Kyrie, eléison. S. - Signore, abbi pietà.
M. - Christe, eléison. M. - Cristo, abbi pietà. Símili modo póstquam cœnátum est Nello stesso modo, dopo aver cenato
S. - Christe, eléison. S. - Cristo, abbi pietà. ( ambábus manibus accípit cálicem ) (con ambo le mani prende il calice) preso
M. - Christe, eléison. M. - Cristo, abbi pietà. accípiens et hunc præclárum cálicem nelle sue sante e venerabili mani anche
S. - Kyrie, eléison. S. - Signore, abbi pietà. in sanctas ac venerábiles manus suas: questo glorioso calice: di nuovo
M. - Kyrie, eléison. M. - Signore, abbi pietà. item (caput inclínat) tibi grátias ágens (china il capo) rendendoti grazie
S. - Kyrie, eléison. S. - Signore, abbi pietà. (sinistra ténens cálicem, déxtera sígnat (tenendo con la sinistra il calice, vi traccia
super eum) sopra un segno di croce)
bene ✠ díxit , dedítque discípulis suis, lo bene✠disse, e lo diede ai suoi disce-
Glória
Il Sacerdote allarga e congiunge le mani, inchina alquanto la testa dicens: poli, dicendo:
e, a mani giunte, dice il Glória. Accípite et bibíte ex eo ómnes. Prendete e bevetene tutti.
Tutti continuano con il Sacerdote: Et in terra… Il Sacerdote, che tiene il Calice un po’ sollevato con entrambe le mani, pronuncia su
Nella S. Messa cantata, il coro e i fedeli si possono alternare nel canto di Esso le parole della Consacrazione attentamente e continuatamente

Il Glória in excélsis Deo è una paràfrasi del Glória Patri, il suo inizio è uguale Hic est enim Questo è il
al canto degli Angeli alla nascita terrena del Salvatore. Calix Sánguinis mei, Calice del mio Sangue,
novi et ætérni Testaménti: della nuova ed eterna Alleanza:
S. - Glória in excélsis Deo. S. - Gloria a Dio nell’alto dei cieli.
M. - Et in terra pax homínibus bonæ M. - E pace in terra agli uomini di Mystérium Fídei: Mistero di Fede:
voluntátis. buona volontà. Qui pro vobis et pro multis Il quale per voi e per molti
Laudámus te. Noi Ti lodiamo. effundétur in remissiónem sarà sparso in remissione
Benedícimus te. Ti benediciamo. peccatórum. dei peccati.
(caput inclínat) Adorámus te. (chiniamo il capo) Ti adoriamo.
Glorificámus te. Ti glorifichiamo. Pronunciate le parole, il Sacerdote genuflette e adora il Calice, poi si alza, Lo eleva,
(caput inclínat) Grátias ágimus tibi (chiniamo il capo) Ti rendiamo grazie Lo ripone sul corporale, Lo copre e L'adora di nuovo, genuflettendo.
propter magnam glóriam tuam. per la tua gloria immensa. Il ministro dà il segno col campanello, tre volte: quando il Sacerdote genuflette,
Dómine Deus, Rex cœléstis, Deus Signore Iddio, Re del cielo, Dio Padre quando fa l'elevazione e quando genuflette di nuovo.
Pater omnípotens. onnipotente. I fedeli stanno in ginocchio, in silenzio, profondamente inchinati.
Contempliamo il Calice quando il Sacerdote Lo eleva,
Dómine, Fili unigénite (caput inclínat) Signore, Figlio unigenito, (chiniamo il
poi chiniamo la testa e adoriamo in silenzio il Sangue di Gesú.
Iesu Christe. capo) Gesú Cristo.
50 Ordinario della S. Messa Litanie - Gloria - Colletta 27

Quam oblatiónem Dómine Deus, Agnus Dei, Fílius Signore Iddio, Agnello di Dio, Figlio
Il Sacerdote congiunge le mani e fa poi cinque segni di croce Patris. del Padre.
sul pane e sul vino, chiedendo che siano trasformati a nostro vantaggio Qui tollis peccáta mundi, miserére Tu che togli i peccati del mondo, abbi
nel Corpo e nel Sangue di Gesú. nobis. pietà di noi.
Il ministro suona il campanello, sale vicino al Sacerdote e, in ginocchio, ne solleva Qui tollis peccáta mundi, (caput Tu che togli i peccati del mondo, (chi-
leggermente la pianeta inclínat) súscipe deprecatiónem niamo il capo) accogli la nostra sup-
Quam oblatiónem tu, Deus, in La quale offerta Tu, o Dio, dégnati, Te nostram. plica.
ómnibus, quæsumus (sígnat ter super ne supplichiamo, di rendere in tutto e Qui sedes ad déxteram Patris, miserére Tu che siedi alla destra del Padre, abbi
obláta) bene✠díctam, ad✠scríptam, per tutto (fa tre croci sopra le offerte) nobis. pietà di noi.
ra✠tam, rationábilem, accepta- bene✠detta, ascrit✠ta, rati✠ficata, ra- Quóniam tu solus Sanctus. Poiché Tu solo il Santo.
bilémque fácere dignéris (sígnat gionevole e accettabile affinché di- Tu solus Dóminus. Tu solo il Signore.
sémel super hóstiam) ut nobis Cor✠pus venti per noi (fa un segno di croce sul- Tu solus Altíssimus, (caput inclínat) Tu solo l’Altissimo, (chiniamo il capo)
(et sémel super cálicem) et San✠guis l’ostia) il Cor✠po (fa un segno di croce Iesu Christe. Gesú Cristo.
fiat dilectíssimi Fílii tui (iúngit manus) sul calice) e il San✠gue del tuo Cum sancto Spiritu ✠ Con lo Spirito Santo ✠
Dómini nostri Iesu Christi. dilettissimo Figlio (congiunge le mani) (seípsum signat) (facciamo il segno di croce)
nostro Signore Gesú Cristo. in glória Dei Patris. nella gloria di Dio Padre.
Amen. Cosí sia.
Consacrazione del Pane e del Vino Il Sacerdote bacia l’Altare, nel mezzo, e volto ai fedeli dice

« … in questo divino sacrificio, che si compie nella Messa - dice il Concilio di S. - Dóminus vobíscum. S. - Il Signore sia con voi.
Trento (Sessione XXII, cap. II) - è contenuto e immolato in modo incruento lo stesso M. - Et cum spíritu tuo. M. - E con il tuo spirito.
Cristo, che si immolò una sola volta cruentemente sull’altare della Croce…
Si tratta infatti della stessa identica vittima e lo stesso Gesú la offre ora per mezzo S. - Oremus. S. - Preghiamo.
dei sacerdoti. Egli che un giorno si offrí sulla Croce.»

Qui pridie quam paterétur Il quale nella vigilia della Passione Colletta (Orátio)
(accípit hóstiam) accépit panem in (prende l’ostia) preso del pane nelle (Una o piú, secondo che lo richiede l’ordine dell’Ufficio)
sanctas ac venerábiles manus suas sue sante e venerabili mani (alza gli Il testo della Colletta (Orátio) è proprio di ogni S. Messa
(elévat óculos ad cœlum) et elevátis occhi al cielo) alzati gli occhi al cielo,
S. - Per ómnia sæcula sæculórum. S. - Per tutti i secoli dei secoli.
óculis in cœlum, ad te Deum Patrem a Te Dio Padre suo onnipotente (chi-
suum omnipoténtem (caput inclínat) na il capo) Uniamoci a questa preghiera della Chiesa e infine rispondiamo col ministro:
tibi grátias ágens rendendoti grazie, M. - Amen. M. - Cosí sia.
(sígnat super hóstiam) (fa un segno di croce sull’ostia)
bene ✠ díxit, fregit, dedítque discípulis lo bene✠disse, lo spezzò e lo diede ai A questo punto i fedeli possono sedere
suis, dicens: suoi discepoli, dicendo:
Accípite, et manducáte ex hoc ómnes. Prendete e mangiatene tutti.
Il Sacerdote, che tiene l’Ostia con il pollice e l’ndice di entrambe le mani, pronuncia Venite exsultemus Domino
su di Essa le parole della Consacrazione distintamente e attentamente
Iubilemus Deo salutari nostro
Hoc est enim Questo è
Corpus meum. il mio Corpo.
28 Ordinario della S. Messa Cànone: Communicántes di Pentecoste - Hanc ígitur 49

Istruzione Communicántes di Pentecoste


(si récita dalla Vigilia di Pentecoste al sabato successivo incluso)
Epístola Communicántes, et díem sacratís- Uniti in comunione celebriamo il gior-
Il testo della Epístola è proprio di ogni S. Messa
simum Pentecóstes celebrántes, quo no santissimo della Pentecoste, nel qua-
S. - Léctio Epístola…… S. - Lettura della Lettera di…… Spíritus Sanctus Apóstolis innúmeris le lo Spírito Santo apparve agli Apostoli
línguis appáruit: sed et memóriam in molte lingue: di piú veneriamo la
Alla fine della lettura i fedeli, in uno col ministro, rispondono: venerántes, in primis gloriósæ memoria, anzitutto della gloriosa sem-
M. - Deo grátias. M. - Rendiamo grazie a Dio. semper Vírginis Mariæ, genitrícis pre Vergine Maria, Madre del nostro
Dei et Dómini nostri Iesu Christi: * Dio e Signore Gesú Cristo: *
Graduale e Allelúia
Il testo è proprio di ogni S. Messa Hanc ígitur
Dopo l’Epistola si legge o si canta il Graduale Il Sacerdote stende le mani sul Calice e sull’Ostia
(sostituito durante il Tempo Pasquale dall’Allelúia) Hanc ígitur oblatiónem servitútis Ti preghiamo, dunque, o Signore, di
e l’Allelúia con il suo versetto (sostituiti dopo la Settuagesima dal Tratto) nostræ, sed et cunctæ famíliæ tuæ, accettare placato questa offerta di
quæsumus, Dómine, ut placátus noi tuoi servi e di tutta la tua fami-
Dopo la lettura o il canto del Graduale e dell'Allelúia, il Sacerdote va in mezzo accípias: diésque nostros in tua glia; fa che i nostri giorni scorrano
all'Altare e, inchinato e a mani giunte, recita la seguente preghiera: pace dispónas, atque ab ætérna nella tua pace e che noi veniamo
Munda cor meum, ac lábia mea, Mòndami il cuore e le labbra, o Dio damnatióne nos éripi, et in liberati dall’eterna dannazione e an-
omnípotens Deus, qui lábia Isaiæ onnipotente, che mondasti con acceso electórum tuórum iúbeas grege noverati nel gregge dei tuoi eletti.
prophétæ cálculo mundásti igníto; carbone le labbra del profeta Isaia; con numerári. (Iúngit manus) (Congiunge le mani)
ita me tua grata miseratióne dignáre la tua benigna misericordia dégnati di Per Christum Dóminum nostrum. Per Cristo nostro Signore. Cosí
mundáre, ut sanctum Evangélium mondarmi in modo che io possa annun- Amen. sia.
tuum digne váleam nuntiáre. Per ziare degnamente il tuo santo Vangelo.
Hanc ígitur di Pasqua e di Pentecoste
Christum Dóminum nostrum. Amen. Per Cristo nostro Signore. Cosí sia.
(si récita dal Sabato Santo al Sabato in Albis incluso e
dalla Vigilia di Pentecoste al sabato successivo incluso)
Vangelo Hanc ígitur oblatiónem servitútis Ti preghiamo, dunque, o Signore, di
Il testo della Vangelo è proprio di ogni S. Messa nostræ, sed et cunctæ famíliæ tuæ, accettare placato questa offerta di
Il ministro si porta, genuflettendosi, al centro dell'Altare, dalla parte dell'Epistola, quam tibi offérimus pro his noi tuoi servi e di tutta la tua fami-
prende il Messale e lo porta dalla parte del Vangelo, si genuflette sempre al centro quoque, quos regeneráre dignátus glia, che a Te rivolgiamo per coloro
dell'Altare e poi rimane in piedi in atteggiamento devoto. es ex aqua et Spíritu Sancto, che Ti sei degnato di rigenerare con
tríbuens eis remissiónem ómnium l’acqua e con lo Spirito Santo, con-
Il Sacerdote, sempre inchinato e a mani giunte, prosegue con la seguente preghiera peccatórum, quæsumus, Dómine, cedendo loro la remissione di tutti i
Iube, Dómne, benedícere. Degnati, o Signore, di benedirmi. ut placátus accípias: diésque peccati; fa che i nostri giorni scorra-
Dóminus sit in corde meo, et in lábiis Il Signore mi sia nel cuore e sulle nostros in tua pace dispónas, atque no nella tua pace e che noi veniamo
meis: ut digne et competénter labbra: affinché in modo degno e con- ab ætérna damnatióne nos éripi, et liberati dall’eterna dannazione e an-
annúntiem Evangélium suum. veniente io annunzii il suo Vangelo. in electórum tuórum iúbeas grege noverati nel gregge dei tuoi eletti.
Amen. Cosí sia. numerári. (Iúngit manus) (Congiunge le mani)
Per Christum Dóminum nostrum. Per Cristo nostro Signore. Cosí
Il Sacerdote si porta al Messale per leggere il brano del Vangelo, a mani giunte Amen. sia.
48 Ordinario della S. Messa Vangelo 29

venerántes, in primis eiúsdem gloriósæ anzitutto della medesima gloriosa sem- Il Sacerdote, a mani giunte, dice:
semper Vírginis Mariæ, genitrícis pre Vergine Maria, Madre del mede- S. - Dóminus vobíscum. S. - Il Signore sia con voi.
eiúsdem Dei et Dómini nostri Iesu simo Dio e Signore nostro Gesú Cri- M. - Et cum spíritu tuo. M. - E con il tuo spirito.
Christi: * sto: * I fedeli si alzano e rimangono in piedi
S. - ✠ Sequéntia (vel Inítium) sancti S. - ✠ Séguito (o Inizio) del santo
Communicántes dell’Epifania Evangélii secúndum … Vangelo secondo …
Communicántes, et díem Uniti in comunione celebriamo il Nel dire queste parole, traccia col pollice destro un piccolo segno di croce
sacratíssimum celebrántes, quo giorno santissimo in cui il tuo al principio del testo evangelico
e poi tre segni su se stesso: sulla fronte, sulla bocca e sul cuore.
Unigénitus tuus in tua tecum glória Unigénito, a Te coeterno nella tua
coætérnus, in veritáte carnis nostræ gloria, apparve visibilmente uomo I fedeli si segnano: sulla fronte, sulla bocca e sul cuore, e rispondono
visibíliter corporális appáruit: sed et nella realtà della nostra carne: di piú
memóriam venerántes, in primis veneriamo la memoria, anzitutto M. - Glória tibi, Dómine. M. - Gloria a Te, o Signore.
gloriósæ semper Vírginis Mariæ, della gloriosa sempre Vergine Ma- Il Sacerdote, dopo aver benedetto l’incenso, incensa per tre volte il Libro
genitrícis eiúsdem Dei et Dómini no- ria, Madre del medesimo Dio e Si-
stri Iesu Christi: * gnore nostro Gesú Cristo: * Nelle Messe solenni con l’assistenza del diacono,
questi depone dapprima il Vangelo sull'Altare,
Communicántes di Pasqua poi, dopo che il Sacerdote ha benedetto l'incenso, dice in ginocchio sui gradini
(si récita dal Sabato Santo fino al Sabato in Albis incluso) dell'Altare il Munda cor, e domanda la benedizione al Sacerdote, dicendo:
Communicántes, et díem Uniti in comunione celebriamo il
Iube, Dómne, benedícere Degnati, o Signore, di benedirmi
sacratíssimum (in sabbatum vigíliæ: giorno santissimo (nel Sabato San- Il Sacerdote risponde
et noctem sacratíssimam) celebrántes, to: la notte santissima) della resur-
Dóminus sit in corde tuo et in lábiis Il Signore ti sia nel cuore e sulle labbra,
resurrectiónis Dómini nostri Iesu rezione secondo la carne di nostro
tuis: ut digne et competénter affinché in modo degno e conveniente
Christi secúndum carnem: sed et Signore Gesú Cristo: di piú veneria-
annúnties Evangélium suum: In annunzii il suo Vangelo. Nel nome del
memóriam venerántes, in primis mo la memoria, anzitutto della glo-
nómine Patris et Fílii, ✠ et Spíritus Padre e del Figlio ✠ e dello Spirito
gloriósæ semper Vírginis Mariæ, riosa sempre Vergine Maria, Madre
Sancti. Amen. Santo. Cosí sia.
genitrícis eiúsdem Dei et Dómini no- del medesimo Dio e Signore nostro
stri Iesu Christi: * Gesú Cristo: * Ricevuta la benedizione, il diacono bacia la mano del Sacerdote,
poi si reca nel luogo dove si suole cantare il Vangelo e dice:
D. - Dóminus vobíscum. D. - Il Signore sia con voi.
Communicántes dell’Ascensione M. - Et cum spíritu tuo. M. - E con lo spirito tuo.
Communicántes, et díem Uniti in comunione celebriamo il D. - ✠ Sequéntia (vel Inítium) sancti D. - ✠ Séguito (o Inizio) del santo
sacratíssimum celebrántes, quo giorno santissimo in cui nostro Si- Evangélii secúndum … Vangelo secondo …
Dóminus noster, unigénitus Fílius gnore, Figlio tuo unigénito, collocò M. - Glória tibi, Dómine. M. - Gloria a Te, o Signore.
tuus, unítam sibi fragilitátis nostræ alla destra della tua gloria l’assunta Il diacono incensa tre volte il libro e poi canta il Vangelo con le mani giunte.
substántiam, in glóriæ tuæ déxtera natura della nostra umanità: di piú Alla fine porta il libro al Sacerdote, che bacia il Vangelo dicendo:
collocávit: sed et memóriam veneriamo la memoria, anzitutto
venerántes, in primis gloriósæ della gloriosa sempre Vergine Ma- S. - Per Evangélica dicta deleántur S. - Per questi evangelici detti siano
semper Vírginis Mariæ, genitrícis ria, Madre del medesimo Dio e Si- nostra delícta. perdonati i nostri peccati.
eiúsdem Dei et Dómini nostri Iesu gnore nostro Gesú Cristo: * M. - Laus tibi, Christe. M. - Lode a Te, o Cristo.
Christi: * Indi il Sacerdote viene subito incensato dal diacono.
30 Ordinario della S. Messa Cànone: Communicántes 47

Alla fine della lettura del Vangelo, il Sacerdote bacia il libro e dice exténsis proséquitur) et ómnium stende le mani e prosegue) e di tutti i
S. - Per Evangélica dicta deleántur S. - Per questi evangelici detti siano circumstántium, quorum tibi fides circostanti, di cui conosci la fede e la
nostra delícta. perdonati i nostri peccati. cógnita est, et nota devótio, pro quibus devozione, pei quali Ti offriamo (o Ti
tibi offérimus: (vel qui tibi ófferunt) offrono) questo sacrificio di lode, per
Alla fine della lettura del Vangelo il ministro e i fedeli rispondono: hoc sacrifícium láudis, pro se, suisque sé e per tutti i loro cari, a redenzione
M. - Laus tibi, Christe. M. - Lode a Te, o Cristo. ómnibus: pro redemptióne animárum delle loro anime, per la sperata salute
suárum, pro spe salútis, et e incolumità; e rendono i loro voti a
Ultimata la lettura del Santo Vangelo incolumitátis suæ: tibíque reddunt vota Te, o eterno Iddio vivo e vero.
i fedeli si siedono sua ætérno Deo, vivo et vero.
per ascoltare l’Omelía del Sacerdote
Communicántes
Omelía (A seconda del tempo liturgico la prima parte del Communicántes cambia,
Prima di offrire sulla Croce il suo Sacrificio per la redenzione degli uomini, resta uguale la seconda parte a partire dal segno *)
Gesú insegnò loro, durante la sua vita pubblica, la dottrina del Padre.
Communicántes, et memóriam Uniti in comunione e venerando an-
Prima d’essere santificatore, il Sacerdote nella Messa è dottore
e si fa eco della parola del Maestro. venerántes, in prímis gloriósæ che la memoria, anzitutto della glo-
Il pane della dottrina evangelica e il pane dell’Eucaristia sono il duplice semper Vírginis Mariæ, Genitrícis riosa sempre Vergine Maria, Genitrice
nutrimento che la Santa Chiesa dà ai suoi figli riuniti intorno all’Altare. Dei et Dómini nostri Iesu Christi: del nostro Dio e Signore Gesú Cristo
sed et beáti Ióseph eiúsdem Vírginis e poi del beato Giuseppe Sposo della
Questa prima parte della S. Messa è detta anche Messa dei Catecúmeni, Sponsi, stessa Vergine,
poiché un tempo potevano assistere anche coloro che, * et beatórum Apostolórum ac * e di quella dei tuoi beati Apostoli e
aspirando a diventare cristiani, seguívano il catecumenato o l’insegnamento: Mártyrum tuórum: Petri et Pauli, Martiri: Pietro e Paolo, Andrea, Gia-
per questo ancora oggi essa si chiama “Parte Istruttiva”. Andréæ, Iacóbi, Ioánnis, Thomæ, como, Giovanni, Tommaso, Giaco-
L’istruzione, composta dalle Letture e dalla “Predica”, serve, come un tempo, Iacóbi, Philíppi, Bartholomæi, mo, Filippo, Bartolomeo, Matteo,
anche all’edificazione dei fedeli. Matthæi, Simónis et Thaddæi, Lini, Simone e Taddeo, Lino, Cleto, Cle-
I Catecúmeni, non essendo ancora battezzati, Cleti, Cleméntis, Xysti, Cornélii, mente, Sisto, Cornelio, Cipriano, Lo-
non erano dei veri discepoli di nostro Signore Gesú Cristo;
Cypriáni, Lauréntii, Chrysógoni, renzo, Crisógono, Giovanni e Paolo,
quindi non potevano essere ammessi alla seconda parte della S. Messa:
che è composta dalla recita o dal canto del Simbolo degli Apostoli, Ioánnis et Pauli, Cosmæ et Damiáni: Cosma e Damiano, e di tutti i tuoi
il Credo, e dalla celebrazione dei Santi Misteri, il Sacrificio. et ómnium Sanctórum tuórum; quo- Santi; per i meriti e per le preghiere
Non essendo ancora veri discepoli di Cristo, non potevano pronunciare la rum méritis, precibúsque concédas, dei quali concedi che in ogni cosa
professione di Fede, il Credo, e non potevano assistere al ut in ómnibus protectiónis tuæ siamo assistiti dall’aiuto della tua pro-
rinnovamento del Sacrificio della Croce. muniámur auxílio. (Iúngit manus) Per tezione. (Congiunge le mani) Per il me-
Dopo la “Predica” essi si allontanavano e uscivano dalla chiesa. eúmdem Christum Dóminum desimo Cristo nostro Signore. Cosí
I fedeli si disponevano col raccoglimento ad assistere degnamente alla nostrum. Amen. sia.
riattualizzazione del Sacrificio della Croce e alla manifestazione del Figlio di
Dio che si presenta in ogni S. Messa, con la Transustanziazione, in Corpo, Communicántes di Natale
Sangue, Anima e Divinità, sotto le specie del Pane e del Vino consacrati.
Communicántes, et díem Uniti in comunione celebriamo il gior-
Ai Santi Misteri che si compiono nel corso della seconda parte della S. Messa, sacratíssimum (in prima vero missa no santissimo (nella prima Messa:
partecipa tutta la S. Chiesa: Trionfante, Militante, Purgante, insieme a tutte le dícitur: noctem sacratíssimam) notte santissima) nel quale (nella qua-
schiere dei nove Cori Angelici; cosí che la S. Liturgia della Chiesa è tutt’uno celebrántes, quo (qua) beátæ Mariæ le) l’intemerata verginità della Beata
con la S. Liturgia celeste, perché si canti in eterno la Gloria dell’Altissimo. intemeráta virgínitas huic mundo Maria generò a questo mondo il Sal-
édidit Salvatórem: sed et memóriam vatore: di piú veneriamo la memoria,
46 Ordinario della S. Messa Credo 31

Cánone Ultimata l’omelía, il Sacerdote si porta in mezzo all’Altare, allarga, alza e congiunge
Le preghiere del Cánone sono antichissime: almeno del III secolo. le mani e dice il Credo, a mani giunte
Sono le preghiere tradizionali per eccellenza.
Il silenzio che i fedeli e il Sacerdote mantengono nel corso del Cánone I fedeli si alzano e rimangono in piedi
indica che esso è il momento piú solenne della Santa Messa: e, in uno col ministro, récitano o cantano il Credo insieme al Sacerdote,
parole e canti non sono piú sufficienti, a partire da Patrem omnipoténtem
solo il silenzio permette di esprimene, in qualche maniera, Il Credo può essere cantato dai fedeli dialogando col coro.
un po’ del mistero ineffabile che si compie.
Credo, in unum Deum Credo in un solo Dio
Il Sacerdote eleva alquanto le mani, alza gli occhi al cielo e li riabbassa; (caput inclinat) (chiniamo la testa)
ricongiunge poi le mani sull’Altare, si inchina profondamente e dice molto sottovoce, Patrem omnipoténtem, factórem Padre onnipotente, creatore del
come farà per tutto il corso del Cánone o Regola della Consacrazione cœli et terræ, visibílium cielo e della terra, di tutte le
Il ministro resta in ginocchio sul primo scalino ómnium, et invisibílium. cose visibili ed invisibili.
Et in unum Dóminum E in un solo Signore,
Te ígitur, clementíssime Pater, per Te dunque, o clementissimo Padre, (caput inclinat) (chiniamo la testa)
Iesum Christum Fílium tuum per Gesú Cristo tuo Figlio nostro Iesum Christum, Filium Dei Gesú Cristo, unigénito Figlio
Dóminum nostrum, súpplices Signore, noi supplichiamo e preghia- unigénitum. di Dio.
rogámus, ac pétimus mo Et ex Patre natum ante ómnia Nato dal Padre prima di tutti i
(osculátur Altare et iunctis mánibus ante (bacia l’Altare e, congiunte le mani da-
sæcula. secoli.
pectus, dicit) vanti al petto, prosegue)
Deum de Deo, lumen de lúmine, Dio da Dio, luce da luce, Dio vero
uti accépta hábeas, et benedícas di aver grati e di benedire
Deum verum de Deo vero. da Dio vero.
(sígnat ter super hóstiam et cálicem simul, (fa tre segni di croce sull’ostia e sul calice,
Génitum, non factum, Generato, non creato, della stessa so-
dícens) dicendo)
consubstantiálem Patri: per stanza del Padre: per mezzo di Lui
hæac ✠ dona, hæc ✠ múnera, hæc ✠ questi ✠ doni, questi ✠ regali, questi ✠
quem ómnia facta sunt. tutte le cose sono state create.
sancta sacrifícia illibáta santi ed illibati sacrificî
Qui propter nos hómines, et propter Per noi uomini e per la nostra sal-
(exténsis mánibus proséquitur) (allargate le mani, prosegue)
nostram salútem descéndit de vezza discese dal cielo.
Per la Chiesa militante cœlis. (genufléctitur) (ci inginocchiamo)
Et incarnátus est de Spíritu Sancto E per opera dello Spirito Santo si è
in primis, quæ tibi offérimus pro che noi Ti offriamo, anzitutto per la
ex Maria Vírgine: et homo incarnato nel seno della Vergine
Ecclésia tua sancta cathólica: quam tua santa Chiesa Cattolica, affinché Ti
factus est. Maria: e si è fatto uomo.
pacificáre, custodíre, adunáre et régere degni pacificarla, custodirla, riunirla
(súrgit) (ci rialziamo)
dignéris toto orbe terrárum: una cum e governarla in tutto il mondo, insie-
Crucifíxus étiam pro nobis: sub Fu crocifisso per noi, sotto Ponzio
fámulo tuo Papa nostro N…, et me con il tuo servo e Papa nostro N…,
Póntio Pilato passus, et Pilato morí e fu sepolto.
Antístite nostro N…, et ómnibus e col nostro Vescovo N…, e con tutti
sepúltus est.
orthodóxis, atque cathólicæ, et i veri credenti e seguaci della cattolica
Et resurréxit tértia die, Il terzo giorno è risuscitato, se-
apostólicæ fidei cultóribus. ed apostolica fede.
secúndum Scriptúras. condo le Scritture.
Lettura dei díttici (meménto dei vivi) Et ascéndit in cœlum: sedet ad È salito al cielo: siede alla destra
déxteram Patris. del Padre.
Meménto, Dómine, famulórum, Ricòrdati, o Signore, dei tuoi servi e
Et íterum ventúrus est cum glória E di nuovo verrà nella gloria a giudi-
famularúmque tuárum N… et N… delle tue serve N… e N…
(Iúngit manus, órat aliquántulum pro (Congiunge le mani e prega alquanto per
iudicáre vivos et mórtuos: cuius care i vivi e i morti: e il suo regno
quibus orare inténdit: deínde mánibus coloro per i quali intende pregare; quindi regni non erit finis. non avrà fine.
32 Ordinario della S. Messa Consacrazione - Prefazio dei Defunti - Sanctus 45

Et in Spíritum Sanctum, Dóminum, Credo nello Spirito Santo, che è Prefazio dei defunti
et vivificántem: qui ex Patre, Signore e dà la vita: e procede dal Vere dígnum et iústum est, æquum È veramente degno e giusto, conve-
Filióque procédit. Padre e dal Figlio. et salutáre, nos tibi semper et ubíque niente e salutare, che noi, sempre e in
Qui cum Patre et Fílio simul (caput E con il Padre e il Figlio è (chinia- grátias ágere: Dómine Sancte, Pater ogni luogo, Ti rendiamo grazie, o Si-
inclinat) adorátur et conglori- mo la testa) adorato e glorifica- omnípotens, ætérne Deus: per gnore Santo, Padre Onnipotente, Eter-
ficátur: qui locútus est per to e ha parlato per mezzo dei Christum Dóminum nostrum. In quo no Iddio: per Cristo nostro Signore.
Prophétas. Profeti. nobis spes beátæ resurrectiónis Nel quale rifulse a noi la speranza
Et unam, sanctam, cathólicam et Credo la Chiesa: una, santa, cat- effúlsit, ut quos contrístat certa della beata resurrezione: cosí che co-
apostólicam Ecclésiam. tolica e apostolica. moriéndi condítio, eósdem loro che sono contristati dalla certezza
Confíteor unum baptísma in Confesso un solo battesimo per il consolétur futúræ immortalitátis della morte, siano consolati dalla pro-
remissiónem peccatórum. perdono dei peccati. promíssio. Tuis énim fidélibus, messa della futura immortalità. Poi-
Et expécto resurrectiónem Aspetto la risurrezione dei morti. Dómine, vita mutátur, non tóllitur, ché, o Signore, la vita dei tuoi fedeli
mortuórum. et dissolúta terréstris huius incolátus non si distrugge, ma si cambia, e dis-
Et vitam ✠ ventúri sæculi. E la vita ✠ del mondo che verrà. domo, ætérna in cœlis habitátio solta la casa di questa dimora terrestre,
(seípsum signat) (facciamo il segno di croce) comparátur. Et ídeo cum Angelis et si acquista eterna abitazione in cielo. E
Amen. Cosí sia. Archángelis, cum Thrónis et perciò con gli Angeli e gli Arcangeli,
Dominatiónibus, cumque omni con i Troni e le Dominazioni, e con
Offertório milítia cœléstis exércitus, hymnum tutta la milizia dell’esercito celeste,
Il Sacerdote bacia l'Altare e, rivolto ai fedeli, scambia con loro il saluto. glóriæ tuæ cánimus, sine fine cantiamo l’inno della tua gloria, di-
S. - Dóminus vobíscum. S. - Il Signore sia con voi. dicéntes: cendo senza fine:
M. - Et cum spíritu tuo. M. - E con il tuo spirito. Il Sacerdote congiunge le mani, si inchina e dice:
S. - Orémus. S. - Preghiamo. Il ministro suona tre volte il campanello
I fedeli, si segnano, e recitano o cantano il Sanctus in piedi
Antífona
Il Sacerdote legge l’Antifona dell’Offertorio. Sanctus, Sanctus, Sanctus Dóminus Santo, Santo, Santo il Signore Dio
Il testo della Antifona dell’Offertorio è proprio di ogni S. Messa Deus Sábaoth degli esérciti
Pleni sunt cœli, et terra, glória tua. I cieli e la terra sono pieni della tua
Quando il Sacerdote ha ultimato la lettura dell’Antifona dell’Offertorio,
i fedeli possono sedersi gloria.
Hosánna in excélsis. Osanna nell’alto dei cieli.
Offerta del pane e del vino (seípsum signat) (facciamo il segno di croce)
Il Sacerdote scopre il Calice, Benedíctus qui venit in nómine Benedetto colui che viene nel nome
il ministro va a prendere le ampolline e, tenendole con il pollice e l'indice delle due Dómini. del Signore.
mani, le presenta al Sacerdote, dopo averle baciate: prima quella del vino e poi Hosànna in excélsis. Osanna nell’alto dei cieli.
quella dell'acqua; e ricevendole indietro le bacia di nuovo; ripone poi quella del vino, Alla fine della recita, o del canto, del Sanctus,
prende il purificatorio e ritorna con l'ampollina dell'acqua per il Lavabo. i fedeli si inginocchiano
Il Sacerdote offre il pane sulla patena e dice e si predispongono a seguire in assoluto silenzio e in totale raccoglimento le
preghiere del Cánone che il Sacerdote reciterà a voce impercettibile.
Súscipe, sancte Pater, omnípotens Accetta, Padre santo, onnipotente
ætérne Deus, hanc immaculátam eterno Iddio, questa ostia imma- I fedeli si alzeranno in piedi dopo
hóstiam, quam ego indígnus fámulus colata, che io, indegno servo tuo, che il sacerdote ha concluso le preghiere, con il Per omnia sæcula sæculórum,
tuus óffero tibi Deo meo vivo, et vero, offro a Te Dio mio vivo e vero, per e rispondendo: Amen.
44 Ordinario della S. Messa Offertorio 33

Prefàzio degli Apostoli pro innumerabílibus peccátis, et gli innumerevoli peccati, offese e
(Si récita nelle feste degli Apostoli e degli Evangelisti, offensiónibus, et negligéntiis meis, et negligenze mie, e per tutti i circo-
tranne che nell’Ottava della Natività di Nostro Signore.) pro ómnibus circumstántibus, sed et stanti, come pure per tutti i fedeli
Vere dígnum et iústum est, È veramente degno e giusto, conve- pro ómnibus fidélibus christiánis vivis cristiani vivi e defunti, affinché a
æquum et salutáre, te, Dómine, niente e salutare, implorarti supplici, o atque defúnctis: ut mihi et illis profíciat me ed a loro torni di salvezza per
supplíciter exoráre, ut gregem Signore, affinché, o Eterno Pastore, ad salútem in vitam ætérnam. Amen. la vita eterna. Amen.
tuum, pastor ætérne, non déseras: non abbandoni il tuo gregge, ma per Il Sacerdote fa un segno di croce con la patena e depone il pane sul corporale;
sed per beátos Apóstolos tuos, mezzo dei tuoi beati Apostoli Tu lo il ministro mesce il vino nel calice, e anche l'acqua,
contínua protectióne custódias: Ut custodisca con perpetua protezione: che il Sacerdote benedice e prosegue dicendo
iísdem rectóribus gubernétur quos Cosí che sia governato da quei mede-
Deus, qui humánæ substántiæ O Dio, che in modo meraviglioso crea-
óperis tui vicários eídem contulísti simi reggitori che, quali vicarii del-
dignitátem mirabíliter condidísti, et sti la nobile natura dell’uomo, e piú
præésse pastóres. Et ídeo cum l’opera tua, hai stabilito che ne fossero
mirabílius reformásti: da nobis per meravigliosamente ancora l’hai rifor-
Angelis et Archángelis, cum i pastori. E perciò con gli Angeli e gli
huius aquæ et vini mystérium, eius mata, concédici di diventare, mediante
Thrónis et Dominatiónibus, Arcangeli, con i Troni e le Dominazio-
divinitátis esse consórtes, qui il mistero di quest’acqua e di questo
cumque omni milítia cœléstis ni, e con tutta la milizia dell’esercito
humanitátis nostræ fieri dignátus est vino, consorti della divinità di Colui che
exércitus, hymnum glóriæ tuæ celeste, cantiamo l’inno della tua glo-
párticeps, Iesus Christus Fílius tuus si degnò farsi partecipe della nostra
cánimus, sine fine dicéntes: ria, dicendo senza fine:
Dóminus noster: Qui tecum vivit et umanità, Gesú Cristo tuo Figlio, Nostro
regnat in unitáte Spíritus Sancti, Signore, che è Dio e vive e regna con Te
Prefàzio comune
(Si récita alla festa del Corpus Dómini e in tutte le Messe che non hanno un Deus, per ómnia sæcula sæculórum. nell’unità dello Spirito Santo per tutti i
Prefàzio proprio, salvo che non si debba recitare quello proprio relativo a qualche Amen. secoli dei secoli. Cosí sia.
commemorazione o quello del Tempo. Il Sacerdote offre il calice, e dice
Si récita nella Messa della Dedicazione della Chiesa e delle altre Feste del Signore
Offérimus tibi, Dómine, cálicem Ti offriamo, o Signore, questo calice di
particolari di qualche luogo e che non hanno Prefàzio proprio:
in queste Messe non si dice mai il Prefàzio proprio relativo alla commemorazione se salutáris, tuam deprecántes salute, e scongiuriamo la tua clemenza,
questa non è dello stesso Signore, cleméntiam: ut in conspéctu divinæ affinché esso salga come odore soave al
come non si dice il Prefazio del Tempo di Quaresima.) maiestátis tuæ, pro nostra, et totíus cospetto della tua divina maestà, per la
mundi salúte cum odóre suavitátis salvezza nostra e del mondo intero. Cosí
Vere dígnum et iústum est, æquum È veramente degno e giusto, conve-
ascéndat. Amen. sia.
et salutáre, nos tibi semper et ubíque niente e salutare, che noi, sempre e in
grátias ágere: Dómine Sancte, Pater ogni luogo, Ti rendiamo grazie, o Si- Dopo aver fatto un segno di croce col calice, il Sacerdote lo depone sul corporale e lo
omnípotens, ætérne Deus: per gnore Santo, Padre Onnipotente, Eter- copre con la palla; quindi, congiunte le mani, s’inchina profondamente e dice
Christum Dóminum nostrum. Per no Iddio: per Cristo nostro Signore. la preghiera dei tre Ebrei nella fornace (Dan., 3, 39-40)
quem maiestátem tua láudant Ange- Per mezzo di Lui, la tua maestà lodano
In spíritu humilitátis, et in ánimo Con spirito di umiltà e con animo
li, adórant Dominatiónes, trémunt gli Angeli, adorano le Dominazioni e
contríto suscipiámur a te, Dómine: et contrito, possiamo noi, o Signore, es-
Potestátes. Cœli, cœlorúmque tremebonde le Potestà. I Cieli, le Virtú
sic fiat sacrifícium nostrum in serti accetti, e il nostro sacrificio si
Virtútes, ac beata Séraphim, sócia celesti e i beati Serafini la célebrano
conspéctu tuo hódie, ut pláceat tibi, compia oggi alla tua presenza in modo
exsultatióne concélebrant. Cum con unanime esultanza. Ti preghiamo
Dómine Deus. da piacere a Te, o Signore Dio.
quibus et nostras voces, ut admítti di ammettere con le loro voci anche le
iúbeas, deprecámur, súpplici nostre, mentre supplici confessiamo Il Sacerdote, ritto, allarga le mani e le alza, le congiunge,
confessióne dicéntes: dicendo: solleva gli occhi al cielo e abbassandoli subito,
si rivolge allo Spirito Santo e benedice le offerte dicendo
34 Ordinario della S. Messa Consacrazione - Prefàzio di San Giuseppe 43

Veni, sanctificátor omnípotens, Vieni, Dio eterno, onnipotente, Spíritus obumbratióne concépit: et concepí il tuo Unigenito per opera
ætérne Deus; et béne✠dic hoc santificatore, e bene✠dici questo virginitátis glória permanénte, dello Spirito Santo e, conservando la
sacrifícium tuo sancto nómini sacrificio preparato nel tuo santo lúmen ætérnum mundo effúdit, gloria della verginità, generò al mon-
præparátum. nome. Iesum Christum Dóminum nostrum. do la luce eterna, Gesú Cristo nostro
Per quem maiestátem tua láudant Signore. Per mezzo di Lui, la tua ma-
Incensamento Angeli, adórant Dominatiónes, està lodano gli Angeli, adorano le Do-
Nelle Messe solenni, il Sacerdote benedice l’incenso, dicendo: trémunt Potestátes. Cœli, minazioni e tremebonde le Potestà. I
cœlorúmque Virtútes, ac beata Cieli, le Virtú celesti e i beati Serafini
Per intercessiónem beáti Michaélis Per intercessione del beato Michele Séraphim, sócia exsultatióne la célebrano con unanime esultanza.
Archángeli, stantis a dextris altáris Arcangelo, che sta alla destra dell’al- concélebrant. Cum quibus et nostras Ti preghiamo di ammettere con le loro
incénsi, et ómnium electórum suórum, tare dell’incenso, e per quella di tutti voces, ut admítti iúbeas, deprecámur, voci anche le nostre, mentre supplici
incénsum istud dignétur Dóminus gli eletti suoi, il Signore si degni di súpplici confessióne dicéntes: confessiamo dicendo:
bene✠dícere, et in odórem suavitátis benedire quest’incenso e di accettarlo
accípere. Per Christum Dóminum come soave profumo. Per Cristo no- Prefàzio di San Giuseppe
nostrum. Amen. stro Signore. Cosí sia. [Si récita nelle feste di San Giuseppe. Nelle Messe votive, al segno *,
quindi, prendendo in mano il turibolo, incensa le oblata (il pane ed il vino), si sostituisce: Et te in Veneratióne (E te nella Venerazione).]
Incénsum istud a te benedíctum, Quest’incenso da Te benedetto sal- Vere dígnum et iústum est, È veramente degno e giusto, conve-
ascéndat ad te, Dómine: et descéndat ga fino a Te, o Signore, e discenda æquum et salutáre, nos tibi semper niente e salutare, che noi, sempre e
super nos misericórdia tua. su di noi la tua misericordia. et ubíque grátias ágere: Dómine in ogni luogo, Ti rendiamo grazie, o
incensa poi il Crocifisso e l’Altare recitando tre versetti del Salmo 140 (2-4) Sancte, Pater omnípotens, ætérne Signore Santo, Padre Onnipotente,
Deus: * Et te in Festivitáte beáti Eterno Iddio: * e , nella Festività del
Dirigátur, Dómine, orátio mea, sicut Salga, o Signore, la mia orazione come Ióseph débitis magnificáre beato Giuseppe, Ti magnifichiamo
incénsum in conspéctu tuo: elevátio l’incenso al tuo cospetto; sia l’eleva- præcóniis benedícere et prædicáre. con le dovute lodi, Ti bendiciamo e
mánuum meárum sacrifícium zione delle mie mani come il sacrificio Qui et vir iustus, a te Deíparæ Ti esaltiamo. Lui infatti, uomo giu-
vespertínum. Pone, Dómine, della sera. Custodisci, o Signore, la Vírgini Sponsus est datus: et sto, hai dato in Sposo alla Vergine
custódiam ori meo, et óstium mia bocca e sorveglia le mie labbra: fidélis servus ac prudens, super Madre di Dio, e, servo fedele e pru-
circumstántiæ lábiis meis: ut non non permettere che il mio cuore tra- Famíliam tuam est constitútus: ut dente, lo hai costituito sopra la tua
declínet cor meum in verba malítiæ, scenda a maliziose parole e a cercare Unigénitum tuum, Sancti Spíritus Famiglia: affinché custodisse, con
ad excusándas excusatiónes in peccátis. scuse ai peccati. obumbratióne concéptum, patérna funzione paterna, il tuo Unigenito,
vice custodíret, Iesum Christum concepito per opera dello Spirito
Il Sacerdote restituisce il turibolo al ministro, augurando che Dio
accenda nelle nostre anime la fiamma dell’eterna carità. Dóminum nostrum. Per quem Santo, Gesú Cristo nostro Signore.
maiestátem tua láudant Angeli, Per mezzo di Lui, la tua maestà lo-
Accéndat in nobis Dóminus ignem sui Accenda in noi il Signore il fuoco del adórant Dominatiónes, trémunt dano gli Angeli, adorano le Domi-
amóris, et flammam ætérnæ caritátis. suo amore e la fiamma dell’eterna Potestátes. Cœli, cœlorúmque nazioni e tremebonde le Potestà. I
Amen. carità. Cosí sia. Virtútes, ac beata Séraphim, sócia Cieli, le Virtú celesti e i beati Serafini
A questo punto viene incensato il Sacerdote e dopo di lui tutti i fedeli. exsultatióne concélebrant. Cum la célebrano con unanime esultanza.
All’atto di essere incensati, i fedeli si alzano, per poi risedersi. quibus et nostras voces, ut admítti Ti preghiamo di ammettere con le
Anche i fedeli si offrono “in odore di soavità” a Dio con Gesú: iúbeas, deprecámur, súpplici loro voci anche le nostre, mentre
la santità dell’anima del fedele, dal turíbolo del cuore, al pari dell’incenso, confessióne dicéntes: supplici confessiamo dicendo:
esala il suo profumo al cospetto di Dio.
42 Ordinario della S. Messa Lavabo 35

regnum iustítiæ, amóris et pacis. Et di giustizia, di amore e di pace. E Lavabo


ídeo cum Angelis et Archángelis, perciò con gli Angeli e gli Arcangeli, Il Sacerdote si purifica le mani,
cum Thrónis et Dominatiónibus, con i Troni e le Dominazioni, e con in rispetto all'Eucarestia che toccherà alla Consacrazione.
cumque omni milítia cœléstis tutta la milizia dell’esercito celeste,
Questa abluzione è un sacramentale che purifica i cuori dei fedeli e li prepara
exércitus, hymnum glóriæ tuæ cantiamo l’inno della tua gloria, di-
al Sacrificio e alla Comunione.
cánimus, sine fine dicéntes: cendo senza fine:
Psalmus 25, 6-12. Salmo 25, 6-12.
Prefàzio di Pentecoste e dello Spirito Santo Lavábo inter innocéntes manus Laverò nell’innocenza le mie mani:
(Si récita dalla Vigilia di Pentecoste fino al sabato successivo incluso, nonché nelle
meas: et circúmdabo altáre tuum, ed andrò attorno al tuo altare, O Si-
Messe votive dello Spirito Santo, nelle quali però si tralascia: * hodiérna die.)
Dómine: gnore:
Vere dígnum et iústum est, æquum È veramente degno e giusto, conve- Ut áudiam vocem láudis, et enárrem Per udire voci di lode, e per narrare
et salutáre, nos tibi semper et ubíque niente e salutare, che noi, sempre e in univérsa mirabília tua. tutte quante le tue meraviglie.
grátias ágere: Dómine Sancte, Pater ogni luogo, Ti rendiamo grazie, o Si- Dómine, diléxi decórem domus tuæ, O Signore, ho amato lo splendore della
omnípotens, ætérne Deus: per gnore Santo, Padre Onnipotente, Eter- et locum habitatiónis glóriæ tuæ. tua casa, e il luogo ove abita la tua gloria.
Christum Dóminum nostrum. Qui no Iddio: per Cristo nostro Signore. Ne perdas cum ímpiis, Deus, ánimam Non perdere insieme con gli empii, o
ascéndens super omnes cœlos, Che, salito sopra tutti cieli e assiso meam, et cum viris sánguinum vitam Dio, l’anima mia, né la mia vita con
sedénsque ad déxteram tuam, alla tua destra (oggi) effonde sui figli meam: gli uomini sanguinarii:
promíssum Spíritum Sanctum (* di adozione lo Spirito Santo promes- In quorum mánibus iniquitátes sunt: Nelle cui mani stanno le iniquità: e la
hodiérna die) in fílios adoptiónis so. Per la qual cosa, aperto il varco déxtera eórum repléta est munéribus. cui destra è piena di regali.
effúdit. Qua propter profúsis gáudiis, della gioia, tutto il mondo esulta. Cosí Ego autem in innocéntia mea ingréssus Io invece ho camminato nella mia in-
totus in orbe terrárum mundus exsúltat. come le superne Virtú e le angeliche sum: rédime me et miserére mei. nocenza: riscàttami e abbi pietà di me.
Sed et supérnæ Virtútes, atque Potestà cantano l’inno della tua glo- Pes meus stetit in dirécto: in ecclésiis Il mio piede è rimasto sul retto sentiero:
angélicæ Potestátes, hymnum glóriæ ria, dicendo senza fine: benedícam te, Dómine. Ti benedirò nelle adunanze, o Signore.
tuæ cóncinunt sine fine dicéntes: Glória Patri, et Filio, et Spirítui Sancto. Gloria al Padre, e al Figlio e allo
Sicut erat in princípio, et nunc et Spirito Santo. Come era in principio,
Prefàzio della Beata Vergine Maria semper, et in sæcula sæculórum. e ora e sempre, e nei secoli dei secoli.
(Si récita nelle feste della Madonna, eccetto quella della Purificazione, e nelle Messe Amen. Cosí sia.
votive della Madonna. Secondo le diverse feste, al segno * si aggiunge:) (Nelle Messe del Tempo, dalla I Domenica di Passione fino al Sabato Santo escluso,
Annunciazione: Et te in Annuntiatióne Addolorata: Et te in Transfixióne si omette il Gloria Patri)
Visitazione: Et te in Visitatióne del Carmelo: Et te in Commemoratióne
Preghiera alla SS. Trinità
Assunzione: Et te in Assumptióne del Rosario: Et te in Solemnitáte
Il Sacerdote, alquanto inchinato nel mezzo dell’Altare, récita a mani giunte:
Natività: Et te in Nativitáte altre feste: Et te in Festivitáte
Presentazione: Et te in præsentatióne votive: Et te in Veneratióne Súscipe, sancta Trínitas, hanc Accetta, o Santissima Trinità, questa
Immacolata Et te in Conceptióne Imm. del sabato: Et te in Veneratióne oblatiónem, quam tibi offérimus ob offerta che Ti facciamo in memoria
Vere dígnum et iústum est, æquum È veramente degno e giusto, conve- memóriam passiónis, resurrectiónis, della passione, risurrezione e ascen-
et salutáre, nos tibi semper et ubíque niente e salutare, che noi, sempre e in et ascensiónis Iesu Christi Dómini sione di nostro Signore Gesú Cristo, e
grátias ágere: Dómine Sancte, Pater ogni luogo, Ti rendiamo grazie, o Si- nostri: et in honórem beátæ Mariæ in onore della beata sempre Vergine
omnípotens, ætérne Deus: * Et te gnore Santo, Padre Onnipotente, Eter- semper Vírginis, et beáti Ioánnis Maria, di san Giovanni Battista, dei
in… Beátæ Maríæ semper Vírginis no Iddio: * e Te, nella… della Beata Baptistæ, et Sanctórum Apostolórum santi Apostoli Pietro e Paolo, di questi
collaudáre, benedícere et prædicáre. sempre Vergine Maria, lodiamo, be- Petri et Pauli, et istórum, et ómnium [martiri le cui reliquie sono nell’Altare], e di
Quæ et Unigénitum tuum Sancti nediciamo ed esaltiamo. La quale Sanctórum: ut illis profíciat ad tutti i Santi, affinché ad essi sia d’ono-
36 Ordinario della S. Messa Consacrazione - Prefàzio del Sacro Cuore 41

honórem, nobis autem ad salútem; re e a noi di salvezza, e si degnino Prefàzio del Sacro Cuore di Gesú
et illi pro nobis intercédere dignéntur d’intercedere per noi in Cielo, mentre (Si récita nelle Messe del Sacro Cuore.)
in cœlis, quorum memóriam ágimus noi facciamo memoria di loro in terra. Vere dígnum et iústum est, æquum È veramente degno e giusto, conve-
in terris. Per eúmdem Christum Per il medesimo Cristo nostro Signo- et salutáre, nos tibi semper et ubíque niente e salutare, che noi, sempre e in
Dóminum nostrum. Amen. re. Cosí sia. grátias ágere: Dómine Sancte, Pater ogni luogo, Ti rendiamo grazie, o Si-
omnípotens, ætérne Deus: Qui gnore Santo, Padre Onnipotente, Eter-
Oráte frátres Unigénitum tuum in cruce no Iddio: Che hai voluto che il tuo
Il Sacerdote bacia l'Altare, si volge al popolo, pendéntem láncea mílitis transfígi Unigénito, pendente dalla croce, fosse
e allargando e ricongiungendo le mani, dice a voce alta: voluísti: ut apértum cor, divinæ trafitto dalla lancia del soldato, cosí
largitátis sacrárium torréntes nobis che quel cuore aperto, sacrario della
Il ministro, e i fedeli, rispondono dopo che il Sacerdote si è girato fúnderet miseratiónis et grátiæ, et divina clemenza, effondesse su di noi
nuovamente verso l’Altare. torrenti di misericordia e di grazia; e
quod amóre nostri flagráre númquam
S. - Oráte, fratres: ut meum ac S. - Pregate, o fratelli, affinché il déstitit, píis esset réquies et che esso, che mai ha cessato di ardere
vestrum sacrifícium acceptábile fiat mio e vostro sacrificio riesca gradi- pœniténtibus patéret salútis d’amore per noi, fosse pace per le
apud Deum Patrem omnipoténtem. to a Dio Padre onnipotente. refúgium. Et ídeo cum Angelis et ànime pie e aperto rifugio di salvezza
M. - Suscípiat Dóminus sacrifícium M. - Il Signore riceva dalle tue Archángelis, cum Thrónis et per le ànime penitenti. E perciò con gli
de mánibus tuis, ad laudem, et mani questo sacrificio, a lode e Dominatiónibus, cumque omni Angeli e gli Arcangeli, con i Troni e le
glóriam nóminis sui, ad utilitátem gloria del suo nome, per il bene milítia cœléstis exércitus, hymnum Dominazioni, e con tutta la milizia
quoque nostram totiúsque Ecclésiæ nostro e di tutta la sua Santa Chie- glóriæ tuæ cánimus, sine fine dell’esercito celeste, cantiamo l’inno
suæ sanctæ. sa. dicéntes: della tua gloria, dicendo senza fine:
S. - (submissa vocem) Amen. S. - (a voce bassa) Cosí sia.
Prefàzio di Cristo Re, Sommo Sacerdote
Secréta (Si récita nelle Messe di Nostro Signore Gesú Cristo Re,
(Una o piú, secondo che lo richiede l’ordine dell’Ufficio) anche se celebrate durante l’Ottava del Natale di Nostro Signore.)
Il testo della (o delle) Secréta è proprio di ogni S. Messa
Vere dígnum et iústum est, æquum È veramente degno e giusto, conve-
Il Sacerdote legge sottovoce la (o le) Secréta, e poi conclude ad alta voce: et salutáre, nos tibi semper et ubíque niente e salutare, che noi, sempre e in
grátias ágere: Dómine Sancte, Pater ogni luogo, Ti rendiamo grazie, o Si-
S. - Per ómnia sæcula sæculórum. S. - Per tutti i secoli dei secoli.
omnípotens, ætérne Deus: Qui gnore Santo, Padre Onnipotente, Eter-
Uniamoci a questa preghiera della Chiesa, e infine rispondiamo col ministro: unigénitum Fílium tuum Dóminum no Iddio: Che il tuo Figlio unigénito,
nostrum Iesum Christum, Sacer- Gesú Cristo nostro Signore, hai consa-
M. - Amen. M. - Cosí sia.
dótem ætérnum et universórum crato con l’olio dell’esultanza: Sacer-
Regem, óleo exsultatiónis unxísti: dote eterno e Re dell’universo: affin-
ut seípsum in ara crucis, hóstiam ché, offrendosi egli stesso sull’altare
immaculátam et pacíficam ófferens, della croce, vittima immacolata e
Non nobis Domine redemptiónis humánæ sacraménta pacífica, compisse il mistero dell’uma-
non nobis sed Nomini tuo perágeret: et suo subiéctis império na redenzione; e, assoggettate al suo
ómnibus creatúris, ætérnum et dominio tutte le creature, consegnasse
da gloriam universále regnum, imménsæ tuæ all’immensa tua Maestà un Regno eter-
tráderet Maiestáti: regnum veritátis no e universale, regno di verità e di
et vitæ, regnum sanctitátis et grátiæ, vita, regno di santità e di grazia, regno
40 Ordinario della S. Messa Consacrazione - Prefàzio della SS. Trinità 37

Prefàzio di Pasqua Consacrazione


[Si récita dal Sabato Santo fino alla Vigilia dell’Ascensione, eccetto che nelle feste Il Sacerdote comincia la Consacrazione scambiando il saluto con i fedeli.
con un Prefàzio proprio. Alla Messa del Sabato Santo si dice: * in hac potíssimum
nocte (ma soprattutto in questa notte); dalla Messa di Pasqua fino al sabato successivo S. - Dóminus vobíscum. S. - Il Signore sia con voi.
incluso si dice: * in hac potíssimum die (ma soprattutto in questo giorno).] M. - Et cum spíritu tuo. M. - E con il tuo spirito.
Vere dígnum et iústum est, æquum È veramente degno e giusto, conve- Prefázio al Cánone
et salutáre:Te quidem, Dómine, omni niente e salutare: Che Te, o Signore, I fedeli si alzano in piedi e vi rimangono fino alla fine del Sanctus
témpore, sed * in hac potíssimum esaltiamo in ogni tempo, ma ancor piú Il Sacerdote eleva le mani, che ha poggiate sull’Altare, e dice
die (vel in hoc potíssimum) gloriósus gloriosamente in questo giorno (o in S. - Súrsum corda. S. - In alto i cuori.
prædicáre, cum Pascha nostrum questo tempo) in cui, nostro Agnello M. - Habémus ad Dóminum. M. - Sono rivolti al Signore.
immolátus est Christus. Ipse énim pasquale, si è immolato il Cristo. Egli congiunge le mani sul petto e, inchinandosi, prosegue
verus est Agnus, qui ábstulit peccáta infatti è il vero Agnello, che tolse i I fedeli si inchinano anch’essi e rispondono
mundi. Qui mortem nostram peccati del mondo. Che morendo di- S. - Grátias agámus Dómino Deo no- S. - Rendiamo grazie al Signore no-
moriéndo destrúxit, et vitam strusse la nostra morte, e risorgendo stro. stro Dio.
resurgéndo reparávit. Et ídeo cum ristabilí la vita. E perciò con gli Angeli M. - Dígnum et iústum est. M. - È cosa buona e giusta.
Angelis et Archángelis, cum Thrónis e gli Arcangeli, con i Troni e le Domi-
et Dominatiónibus, cumque omni nazioni, e con tutta la milizia dell’eser-
Il Prefázio al Cánone è diverso, a seconda del tempo liturgico in cui si celebra la
milítia cœléstis exércitus, hymnum cito celeste, cantiamo l’inno della tua
S. Messa. Il Prefázio piú usato è quello della SS. Trinità.
glóriæ tuæ cánimus, sine fine gloria, dicendo senza fine:
dicéntes:
Il Sacerdote tiene allargate le mani per tutta la durata del Prefázio:
Prefàzio dell’Ascensione
Prefàzio della SS. Trinità
(Si récita dall’Ascensione fino alla Vigilia di Pentecoste esclusa, eccetto nelle feste
(Si récita nella festa e nelle Messe votive della SS. Trinità, nelle Domeniche di
che hanno un Prefàzio proprio.)
Avvento, Settuagesima, Sessuagesima, Quinquagesima e in tutte le Domeniche
Vere dígnum et iústum est, È veramente degno e giusto, con- minori dell’anno, tranne in quelle che hanno un Prefàzio proprio.)
æquum et salutáre, nos tibi semper veniente e salutare, che noi, sem- Vere dígnum et iústum est, æquum È veramente degno e giusto, conve-
et ubíque grátias ágere: Dómine pre e in ogni luogo, Ti rendiamo et salutáre, nos tibi semper et ubíque niente e salutare, che noi, sempre e in
Sancte, Pater omnípotens, ætérne grazie, o Signore Santo, Padre grátias ágere: Dómine Sancte, Pater ogni luogo, Ti rendiamo grazie, o Si-
Deus: per Christum Dóminum Onnipotente, Eterno Iddio: per omnípotens, ætérne Deus: Qui cum gnore Santo, Padre Onnipotente, Eter-
nostrum. Qui post resurréctionem Cristo nostro Signore. Il quale unigénito Fílio tuo, et Spíritu Sancto, no Iddio: che col Figlio tuo unigénito
suam ómnibus discípulis suis dopo la sua resurrezione apparve unus es Deus, unus es Dóminus: non e con lo Spirito Santo, sei un Dio solo
maniféstus appáruit, et ípsis manifestamente a tutti i suoi di- in uníus singularitáte persónæ, sed ed un solo Signore, non nella singola-
cernéntibus est elevátus in cœlum, scepoli, alla cui vista salí al cielo, in uníus Trinitáte substántiæ. Quod rità di una sola persona, ma nella Tri-
ut nos divinitátis suæ tribúeret esse per farci partécipi della sua divi- énim de tua glória, revelánte te, nità di una sola sostanza. Cosí che
partícipes. Et ídeo cum Angelis et nità. E perciò con gli Angeli e gli crédimus, hoc de Fílio tuo, hoc de quanto per tua rivelazione crediamo
Archángelis, cum Thrónis et Arcangeli, con i Troni e le Domi- Spíritu Sancto, sine differéntia della tua gloria, il medesimo sentia-
Dominatiónibus, cumque omni nazioni, e con tutta la milizia del- discretiónis sentímus. Ut in mo, senza distinzione, e di tuo Figlio e
milítia cœléstis exércitus, hymnum l’esercito celeste, cantiamo l’inno confessióne veræ sempiternæque dello Spirito Santo. Affinché nella pro-
glóriæ tuæ cánimus, sine fine della tua gloria, dicendo senza Deitátis, et in persónis propríetas, et fessione della vera e sempiterna Divi-
dicéntes: fine: in esséntia únitas, et in maiestáte nità, si adori: e la proprietà nelle perso-
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adorétur æquálitas. Quam láudant ne e l’unità nell’essenza e l’uguaglian- Prefàzio della Quaresima
Angeli atque Archángeli, Chérubim za nella maestà. La quale lodano gli (Si récita dal Mercoledí delle Ceneri fino alla Domenica di Passione esclusa, in tutte
quóque ac Séraphim: qui non céssant Angeli e gli Arcangeli, i Cherubini e i le Messe del Tempo e in tutte le Messe che si celebrano in questo tempo con la
clamáre quotídie una voce dicéntes: Serafini, che non cessano ogni giorno Commemorazione della Quaresima, a meno che non abbiano un Prefàzio proprio.)
di acclamare, dicendo ad una voce: Vere dígnum et iústum est, æquum È veramente degno e giusto, conve-
et salutáre, nos tibi semper et ubíque niente e salutare, che noi, sempre e in
Prefàzio di Natale grátias ágere: Dómine Sancte, Pater ogni luogo, Ti rendiamo grazie, o Si-
(Si récita da Natale all’Epifania, alle feste del Santo Nome di Gesú, della omnípotens, ætérne Deus: Qui gnore Santo, Padre Onnipotente, Eter-
Trasfigurazione, della Purificazione e del Santissimo Sacramento.) corporáli ieiúnio vítia cómprimis, no Iddio: Che col digiuno corporale
Vere dígnum et iústum est, æquum È veramente degno e giusto, conve- méntem élevas, virtútem largíris, et raffreni i vizii, sollevi la mente, largisci
et salutáre, nos tibi semper et ubíque niente e salutare, che noi, sempre e in præmia: per Christum Dóminum virtú e premii: per Cristo nostro Signo-
grátias ágere: Dómine Sancte, Pater ogni luogo, Ti rendiamo grazie, o Si- nostrum. Per quem maiestátem tua re. Per mezzo di Lui, la tua maestà
omnípotens, ætérne Deus: Quia per gnore Santo, Padre Onnipotente, Eter- láudant Angeli, adórant lodano gli Angeli, adorano le Domina-
incarnáti Verbi mystérium, nova no Iddio: Poiché mediante il mistero Dominatiónes, trémunt Potestátes. zioni e tremebonde le Potestà. I Cieli,
méntis nostræ óculis lux tuæ del Verbo incarnato rifulse alla nostra Cœli, cœlorúmque Virtútes, ac bea- le Virtú celesti e i beati Serafini la
claritátis infúlsit: ut dum visibíliter mente un nuovo raggio del tuo splen- ta Séraphim, sócia exsultatióne célebrano con unanime esultanza. Ti
Deum cognóscimus, per hunc in dore, cosí che mentre visibilmente concélebrant. Cum quibus et nostras preghiamo di ammettere con le loro
invisibílium amórem rapiámur. Et conosciamo Dio, per esso veniamo voces, ut admítti iúbeas, deprecámur, voci anche le nostre, mentre supplici
ídeo cum Angelis et Archángelis, rapiti all’amore delle cose invisibili. E súpplici confessióne dicéntes: confessiamo dicendo:
cum Thrónis et Dominatiónibus, perciò con gli Angeli e gli Arcangeli, Prefàzio della Passione e della Santa Croce
cumque omni milítia cœléstis con i Troni e le Dominazioni, e con (Si récita nel Tempo della Passione, nelle feste della Santa Croce, della Passione e
exércitus, hymnum glóriæ tuæ tutta la milizia dell’esercito celeste, del Preziosissimo Sangue di Nostro Signore Gesú Cristo.)
cánimus, sine fine dicéntes: cantiamo l’inno della tua gloria, di- Vere dígnum et iústum est, æquum È veramente degno e giusto, conve-
cendo senza fine: et salutáre, nos tibi semper et ubíque niente e salutare, che noi, sempre e in
grátias ágere: Dómine Sancte, Pater ogni luogo, Ti rendiamo grazie, o Si-
Prefàzio dell’Epifania omnípotens, ætérne Deus: Qui gnore Santo, Padre Onnipotente, Eter-
(Si récita il giorno dell’Epifania e nella festa della Sacra Famiglia, salútem humáni géneris in ligno no Iddio: Che hai procurato la salvez-
nonché nei giorni dal 7 al 13 gennaio)
Crucis constituísti: ut unde mors za del genere umano col legno della
Vere dígnum et iústum est, æquum È veramente degno e giusto, conve- oriebátur, inde vita resúrgeret: et Croce: cosí che da dove venne la mor-
et salutáre, nos tibi semper et ubíque niente e salutare, che noi, sempre e in qui in ligno vincébat, in ligno quoque te, di là risorgesse la vita, e chi col
grátias ágere: Dómine Sancte, Pater ogni luogo, Ti rendiamo grazie, o Si- vincerétur: per Christum Dóminum legno vinse, dal legno fosse vinto: per
omnípotens, ætérne Deus: Quia cum gnore Santo, Padre Onnipotente, Eter- nostrum. Per quem maiestátem tua Cristo nostro Signore. Per mezzo di
Unigénitus tuus in substántia nostræ no Iddio: Poiché quando il tuo láudant Angeli, adórant Domina- Lui la tua maestà lodano gli Angeli,
mortalitátis appáruit, nova nos Unigénito apparve nella nostra natura tiónes, trémunt Potestátes. Cœli, adorano le Dominazioni e tremebonde
immortalitátis suæ luce reparávit. mortale, ci riparò con la luce nuova cœlorúmque Virtútes, ac beata le Potestà. I Cieli, le Virtú celesti e i
Et ídeo cum Angelis et Archángelis, della sua immortalità. E perciò con gli Séraphim, sócia exsultatióne beati Serafini la célebrano con unani-
cum Thrónis et Dominatiónibus, Angeli e gli Arcangeli, con i Troni e le concélebrant. Cum quibus et nostras me esultanza. Ti preghiamo di ammet-
cumque omni milítia cœléstis Dominazioni, e con tutta la milizia voces, ut admítti iúbeas, deprecámur, tere con le loro voci anche le nostre,
exércitus hymnum glóriæ tuæ dell’esercito celeste, cantiamo l’inno súpplici confessióne dicéntes: mentre supplici confessiamo dicendo:
cánimus, sine fine dicéntes: della tua gloria, dicendo senza fine: