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il libro bianco

sulla televisione
digitale terrestre

Considerazioni sullo standard


del ricevitore-decodificatore
integrato per la fruizione
dei servizi di televisione digitale

criptata con differenti sistemi d’accesso condi- 4.1.1 Il caso spagnolo


zionato. A differenza di quanto comunemente ri-
tenuto, il simulcrypt non richiede un accordo fra Il precedente più rilevante di interpretazione del-
operatori, ma un semplice accordo di licenza fra la direttiva 95/47 in senso favorevole all’adozio-
i fornitori dei sistemi d’accesso condizionato uti- ne di un modello di decoder aperto è quello spa-
lizzati ed il broadcaster. Accordi più complessi gnolo. La Spagna è incorsa in una procedura
possono avvenire per ragioni d’opportunità com- d’infrazione della Commissione europea perché,
merciale, (come ad esempio la condivisione del- nella conversione della 95/47 in legge, il signifi-
la stessa smart-card che dà all’abbonato acces- cato di decoder aperto era stato limitato ai soli si-
so a servizi differenti). stemi di tipo multicrypt. Aseguito delle obiezioni
mosse da Bruxelles, la Spagna ha modificato la
multicrypt , che consiste nell’avere nel decoder normativa lasciando agli operatori la facoltà di
uno o più slot ad interfaccia comune in grado di scegliere tra simulcrypt e multicrypt. A seguito
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ospitare un modulo d’accesso condizionato for- delle modifiche introdotte, la Commissione euro-
nito da un altro provider. Il modello multicrypt è pea ha dato il proprio nulla osta, introducendo
per il momento scarsamente applicato. Sul tota- così un precedente valevole anche per gli altri
le dei ricevitori circolanti in Europa, solo una mi- Stati membri. Conseguenza diretta delle norme
nima parte ha uno slot d’interfaccia comune e adottate dalla Spagna è stata l’adozione del si-
non sono al momento disponibili moduli d’inter- stema simulcrypt da parte dei due operatori pre-
faccia comune per tutti i sistemi d’accesso con- senti sul mercato della tv a pagamento. I van-
dizionato offerti in Italia. Sarebbe tuttavia da va- taggi per gli utenti rischiano tuttavia di rivelarsi
lutare l’opportunità di inserire il multicrypt sul teorici poiché le due piattaforme digitali operano
mercato della televisione digitale terrestre. Nel su satelliti differenti (Hispasat (Viadigital) situato
caso di televisore con decoder integrato la slot a 7 gradi Ovest ed ASTRA a 19.2 gradi Est (Ca-
ad interfaccia comune è obbligatoria per legge nal +) non ricevibili con la stessa antenna.
ed il comitato raccomanda che tutti i set-top-box
utilizzati per servizi di televisione digitale terre- 4.2 . ITALIA: SIMULCRYPT
stre a pagamento siano dotati di almeno una slot O MULTICRYPT
a interfaccia comune.

A
Un altro modo per offrire servizi a pagamento lla luce dell’analisi del caso spagnolo,
con un unico decoder, nei sistemi via cavo e per il Comitato per lo sviluppo dei sistemi
analogia nelle reti digitali terrestri, è la cosidetta digitali ha ritenuto che la disciplina che
tecnica del “transcontrol” che consente agli l’Autorità dovrà adottare nel rispetto della legge
operatori di una rete cavo di uniformare l’ offerta europea dovrà in ogni caso lasciare aperta la
sulla rete ad un unico sistema di accesso condi- possibilità di scelta fra simulcrypt e multicrypt.
zionato conforme ai decoder da loro distribuiti. Anche se non va sottovalutata l’importanza del
multicrypt, il simulcrypt appare a breve termine dei servizi di televisione digitale, di un modello
una soluzione meno onerosa in relazione al basato su una forte integrazione verticale. In ta-
mercato satellitare, in considerazione del nu- le contesto il fornitore di contenuti (broadcaster)
mero rilevante dei decoder circolanti. Fatta sal- appartiene allo stesso gruppo o ha forti legami
va l’importanza di una normativa “di garanzia”, commerciali – se non vincoli di tipo proprietario -
tuttavia, il successo commerciale dipende dagli con il fornitore di servizi trasmissivi (trasmissione
accordi commerciali fra gli operatori. Sebbene e multiplex) e col fornitore servizi di accesso
sia tecnicamente possibile che ogni operatore condizionato (gestione abbonati e controllo
produca le proprie smart-card, per evitare costi smart card), giungendo persino a controllare la
aggiuntivi e complicazioni agli utenti, è auspi- distribuzione e il noleggio dei decoder proprieta-
cabile che la fruizione delle differenti offerte sia ri. Il successo del modello verticale è dovuto al
alla fine resa possibile con una smart-card co- fatto che l’operatore, avendo potere di mercato
mune a tutti gli operatori. Per tutelare l’indipen- su tutta la catena del valore, riesce ad ottimiz-
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denza di ogni operatore, tale condivisione do- zare i costi e a mantenere il controllo sulla pro-
vrà basarsi su accordi commerciali liberamente duzione e distribuzione delle smart-card o sulla
stabiliti. raccolta dei dati relativi agli abbonati. Il consu-
matore, dal canto suo, è favorevole al noleggio
4.2.1 La regolamentazione della fornitura perché tale forma di contratto gli consente di ri-
di sistemi e servizi di accesso condiziona- sparmiare sull’acquisto del decoder e lo tutela
to e della piattaforma multimediale dome- dalla rapida obsolescenza degli apparati. La
stica in Europa. maggioranza dei decoder circolanti in Italia è a
noleggio. Punto di partenza della disciplina co-
Nel regolare il mercato della pay-tv in Europa le munitaria in materia di accesso condizionato è la
autorità dei vari paesi intendono promuovere direttiva 95/47 che ha introdotto i principi di se-
un mercato orizzontale di apparati e servizi ba- parazione contabile e di condizioni eque e non-
sati sulla televisione digitale. Il decoder digitale, discriminatorie per la fornitura dei sistemi di ac-
in tale prospettiva, può essere utilizzato per ap- cesso e ha imposto, a tutela del consumatore,
plicazioni non televisive, in particolare legate al l’indicazione separata del prezzo del servizio e
mondo Internet, quali il commercio elettronico o del canone di locazione del ricevitore (se offerto
i servizi multimediali interattivi. Si tratta di un’at- a noleggio). Sulla base di tali principi, gli enti re-
tività accessibile anche alla piccola e media im- golatori hanno elaborato una serie di linee-guida
presa, che può rappresentare una grande oc- relative ai costi e ai tipi di licenza.
casione di sviluppo, soprattutto occupazionale, In Gran Bretagna Oftel si è preoccupata di di-
per il nostro paese. Gli sforzi degli enti di rego- sciplinare anche la ripartizione dei costi dei ri-
lazione devono peraltro fare i conti con il pro- cevitori a noleggio fra fornitore di accesso con-
gressivo affermarsi, nella commercializzazione dizionato e broadcaster.
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Nel rispetto delle indicazioni di Bruxelles la nor- (MHP), che rappresenterà un passo significativo
mativa italiana dovrebbe prevedere per le so- per la definizione di un decoder aperto. Appare
cietà di servizi di televisione numerica a paga- tuttavia poco probabile l’apparizione sul mercato
mento che utilizzino sistemi proprietari l’obbligo di prodotti DVB MHP a basso costo (al di sotto
di fornire assistenza alle parti (ad es.emittenti in dei 500 euro) prima del 2002-3. Va inoltre ag-
chiaro o società che forniscono servizi multime- giunto che gli standard aperti (HTML e XML, per
diali) che ne facciano richiesta. In particolare, gli esempio) legati al mondo Internet potranno di-
operatori che trasmettono ai ricevitori una EPG venire parte integrante del software residente
unica basata su dati proprietari, compatibilmen- garantendo sempre maggiore compatibilità con
te con la capacità del mezzo trasmissivo utiliz- le applicazioni multimediali.
zato, dovrebbero offrire a condizioni eque, non Consigliabile sembra dunque, al momento,
discriminatorie e orientate ai costi, la possibilità l’adozione di approccio “evolutivo” nella pro-
di includere la propria programmazione a tutte le spettiva di API aperte e standardizzate (consi-
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emittenti che ne facciano richiesta. L’EPG rap- derando forme di compatibilità basate su si-
presenta una forma di editoria elettronica: si do- stemi totalmente proprietari o semi-proprieta-
vrà dunque lasciare all’operatore la facoltà di ri). Il DVB MHP, d’altronde, sarà in grado di
scegliere la linea editoriale giudicata più conso- garantire la compatibilità con un vasto nume-
na. Gli operatori verticalmente integrati e/o i for- ro di legacy systems.
nitori che distribuiscono decoder associati alla
loro offerta dovrebbero inoltre assistere le parti 4.2.2 Un sistema di normativa
terze (a condizioni economiche eque, non discri- a due livelli
minatorie ed orientate ai costi attribuibili alla for-
nitura di assistenza e di software) nello sviluppa- L’esperienza degli altri paesi europei, in particola-
re applicazioni basate su sistemi operativi e API re di Regno Unito, Scandinavia e Spagna, mostra
proprietarie. Nel software di sistema del deco- che il tema della standardizzazione del decoder
der, inoltre, dovrebbero essere inclusi elementi deve essere affrontato su due piani differenti.
basati su standard aperti per i quali siano facil- • l’azione normativa:
mente reperibili, a costi ragionevoli, authoring in un mercato in continua evoluzione come quel-
tools. Tenendo conto dei ritmi dell’evoluzione lo della televisione digitale, essa si deve limitare a
tecnologica è lecito prevedere che, nel medio- norme minime che favoriscano lo sviluppo pro-
lungo periodo, sarà possibile realizzare un de- teggendo l’interesse dei consumatori senza però
coder compatibile con le differenti offerte, svin- soffocare l’innovazione tecnologica.
colando definitivamente la piattaforma hardwa- • gli accordi volontari fra operatori
re dal fornitore di servizio. e costruttori:
Il DVB sta progredendo nella definizione del è un approccio molto diffuso nel mondo dell’infor -
concetto della Multimedia Home Platform mation technology e sta guadagnando sempre
più favori nell’ambito delle telecomunicazioni e • norme che tengano conto delle peculiarità del
della radiodiffusione. Nel Regno Unito, le princi- mercato italiano (come la necessità, per i decoder
pali caratteristiche tecniche del decoder sono sta- terrestri, di sintonizzare i canali VHF (banda III,
te individuate da un gruppo per la promozione e canali da 7 MHz) e UHF (bande IV e V, canali da
la diffusione della televisione digitale, costituito su 8 MHz) e di operare sia nei modi “2k” sia “8k” per
base puramente volontaristica. In Scandinavia il favorire lo sviluppo di reti MFN e SFN);
gruppo Nordig, formato da tutti gli attori del setto- • norme che garantiscano la compatibilità con la
re, sta elaborando le norme Nordig I e Nordig II televisione analogica (trattamento del segnale
per un decodificatore aperto per cavo, satellite e Teletext e il passthrough RF per i decoder terre-
digitale terrestre. Sia nel Regno Unito sia in Scan- stri, per esempio).
dinavia i gruppi hanno carattere informale e sono • norme che garantiscano una navigazione “ele-
aperti a tutti gli interessati. mentare” basata sui dati SI DVB obbligatori e su
Le deliberazioni adottate hanno il peso di “impe- altri ritenuti essenziali.
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gno morale” fra le parti, ma nessun valore legale. Tutte queste norme hanno trovato espressa pre-
Anche in Italia, la costituzione di un tavolo digita- visione nella nella delibera 216/00 del 5 aprile
le permanente su base esclusivamente volontari- scorso. Il provvedimento dell’Autorità ha previsto
stica potrebbe essere utile allo scopo di elabora- altresì la revisione, entro 18 mesi dall’adozione,
re e garantire il rispetto delle specifiche adottate, della normativa tecnica applicabile ai ricevitori di-
che costituiranno la base per l’autoregolamenta- gitali terrestri, nell’ottica di un’evoluzione della
zione del settore. Il Gruppo C, del quale fanno normativa internazionale e dei risultati della spe-
parte tutti gli operatori e i soggetti interessati allo rimentazione. L’ appendice 3 contiene i parame-
sviluppo del settore, potrebbe costituirne il nucleo tri tecnici che dovranno essere inseriti nello stan-
fondante. A partire dalle norme obbligatorie, il dard minimo obbligatorio per tutti i ricevitori. Es-
gruppo di autoregolamentazione potrà elaborare sa specifica inoltre tutte quelle funzioni che sono
regole tecniche e promuovere liberi accordi in vi- raccomandate per i decoder evoluti, ma che non
sta dell’adozione di un sistema di API aperto e costituiscono norme obbligatorie.
standardizzato a livello europeo per i servizi
avanzati multimediali interattivi.
Secondo quanto elaborato dal Comitato per i si- 4.3. ANALISI DEI COSTI
stemi digitali la normativa minima per tutti i pro- DEL RICEVITORE DIGITALE
dotti dovrebbe comprendere:

L’
• norme obbligatorie derivate dagli standard analisi economica presentata nel-
DVB che regolano trasmissione ed elaborazio- l’allegato 2 considera i seguenti
ne dei segnali; fattori:
• norme relative alle interfacce che garantiscono • i benefici del digitale per l’utente;
la compatibilità con le norme internazionali; • la domanda di tecnologia delle famiglie italiane;
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• la spesa per tecnologie delle famiglie italiane; • l’offerta dei produttori di set-top-box dovrà es-
• la catena del valore; sere flessibile e differenziare il prodotto, preve-
• l’analisi della capacità produttiva; dendo una versione base e una gamma di mo-
• gli scenari e le previsioni di mercato. delli a funzionalità estese.
• il prezzo di vendita al pubblico del modello ba-
Sulla scorta dei risultati dell’indagine di mercato se non potrà superare le 400 mila lire nel 2000 e
sono state individuate due classi di prodotti: quello del modello a funzionalità estese dovrà
collocarsi tra le 500 mila e il milione di lire nel
1. STB e IDTV “di base”, le cui funzionalità es- 2000.
senziali sono: • la struttura distributiva dovrà essere più ampia
• la ricezione di programmi digitali in chiaro e Te- dell’attuale: l’analisi condotta dal Comitato ha in-
letext in un’offerta televisiva a pagamento cosid- fatti evidenziato il peso rilevante dei costi di di-
detta “di base”; stribuzione. In vista dell’introduzione della televi-
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• la presentazione dell’offerta nella sua interez- sione digitale terrestre il problema acquista par-
za (attraverso un Navigatore); ticolare rilevanza: il mercato del set-top-box sa-
• la possibilità di scelta del canale per l’utente. tellitare è destinato infatti prevalentemente al no-
2. STB e ITDV a funzionalità estese, le cui ca- leggio mentre il decoder digitale terrestre “di ba-
ratteristiche principali sono: l’accesso a tutti i se”, è destinato alla vendita diretta.
servizi della televisione a pagamento; Si potranno immaginare incentivi per l’utente,
• l’EPG e il Superteletext; l’industria e le emittenti. Uniti a misure anti-eva-
• l’accesso ai servizi interattivi (commercio elet- sione tali incentivi non dovranno necessaria-
tronico, home banking ecc.); mente costituire un aggravio per il bilancio dello
• la compatibilità con altri mezzi (es. satelliti, ca- Stato. Al consumatore potrà per esempio esse-
vo anche condominiale); re assicurata un’aliquota IVA agevolata e una
• la registrazione locale di programmi. contributo all’acquisto, mentre altre forme di fi-
nanziamento potranno essere studiate nell’ am-
Il successo della diffusione sul mercato italiano bito della ricerca e dello sviluppo, anche al fine di
di un bene elettronico come il decoder digitale formare nuove professionalità nel settore della
terrestre dipende da vari fattori: progettazione di sistemi e servizi “convergenti”.