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Nella storia …

I secoli che vedono l’affermazione del Gotico, a partire quindi dalla metà del XII secolo, sono caratterizzati da eventi storici che
contribuirono a formare lo scenario che caratterizzerà l’età moderna.
In Europa assistiamo al consolidamento delle monarchie nazionali in particolare in Francia e Inghilterra.
Più difficile e variegata è invece la situazione italiana: al Nord e al Centro i liberi comuni, una volta conquistata la loro autonomia,
accentrano il potere nelle mani di un “signore” e di un’intera casata.
Dal Comune quindi si passerà alla Signoria, ovviamente non senza ripercussioni in termini di lotte interne e guerre per espandere o
definire i propri confini. Al Sud invece di notevole importanza anche e soprattutto per lo sviluppo delle arti e per la gestione della
sua corte, è la presenza di Federico II di Svevia, lungimirante sovrano.
Un ruolo fondamentale in questo periodo storico è da attribuire alla nascita e allo sviluppo degli ordini monastici mendicanti in
particolare ai Francescani e ai Domenicani in Italia che, sull’esempio dei Cistercensi (dall’abbazia di Citeaux in Francia) nati
nell’ambito del rinnovamento dettato dalla regola Cluniacense (dall’abbazia francese di Cluny da dove prese avvio il movimento), si
fecero portavoci di rinnovamento religioso ma anche culturale.

SIENA FIRENZE
Nell’ arte …
Con il termine Gotico ci riferiamo allo stile artistico
che caratterizza le produzioni artistiche, non solo
architettoniche ma anche pittoriche e scultoree, dalla
metà del XII secolo fino agli inizi del XV secolo.

L’aggettivo gotico usato intorno al 1400 indicava


inizialmente il tipo di scrittura medievale, poi
Giorgio Vasari, artista e scrittore aretino, autore delle
Vite, un’opera monumentale sulle biografie degli
artisti, definì il Gotico, l’arte che aveva preceduto il
Rinascimento, come arte “mostruosa e barbara” e
dunque… GOTICA!

L’Arte Gotica prende avvio da una precisa regione


geografica, l’Ile de France, nel Nord della Francia
dove lo stile Romanico si evolve in uno stile nuovo,
conferendo una nuova forma diversa e particolare agli
edifici.

Il primo esempio di Gotico è rintracciabile nel coro


dell’abbazia di Saint Denis, voluta dall’abate Suger,
appena fuori Parigi.
L’abate Suger progettò un nuovo coro con una
serie di cappelle radiali e un deambulatorio che
permetteva ai fedeli di muoversi liberamente
anche dietro il recinto del coro.

Le cappelle erano coperte


da volte a crociera e sulle
pareti si aprivano ampie
finestre che davano una
grande luminosità allo
spazio interno e le cui
vetrate colorate rendevano
l'atmosfera interna quasi
soprannaturale.
La cattedrale di Saint Denis sorge sul
luogo di un antico cimitero gallo-
romano dove fu sepolto il primo
vescovo di Parigi e patrono di Francia,
San Dionigi, decapitato nel 250 D.C. Il
primo santuario fu edificato intorno al
475 d.C. I reali di Francia ebbero da
subito un legame speciale con Saint
Denis, e inaugurarono l’usanza di farsi
seppellire nell’abbazia. Vi sono sepolti
quasi tutti i re di Francia dai Merovingi
ai Borbone del XIX secolo, e vi si
trovano anche le tombe di Maria
Antonietta e di Luigi XVI.
Alla morte di Suger i lavori subirono un arresto per
circa mezzo secolo. Furono ripresi dall’architetto
Pierre de Montreuil che modificò in parte il
progetto di Suger, aggiornandolo con le tecniche più
avanzate dello stile gotico ormai arrivato a
maturazione: utilizzando l’arco rampante egli eleva
ulteriormente le volte, e realizza un transetto molto
più ampio del progetto originario perché
raccogliesse le tombe dei reali. Oggi la facciata
di Saint Denis si presenta asimmetrica a causa del
crollo della torre nord, avvenuto nel XIX secolo.
Per la prima volta, la pianta a croce latina con
cappelle laterali e la volta su ogive incrociate
vengono sperimentate simultaneamente nello
stesso edificio. La tecnica delle ogive incrociate
permette di alleggerire i supporti e scavare le
pareti, mentre le vetrate creano un muro
ondulatorio di luce. Alcune delle vetrate di Saint
Denis sono le più antiche di Francia.

Saint Denis vanta anche il primo rosone di


Francia. I due rosoni dell’abbazia hanno colori
differenti: il rosone a nord ha colori freddi perché
indica il punto delle tenebre, il rosone sud, al
contrario, è un tripudio di colori.
L'estetica medievale, che trova nell'architettura gotica una
delle sue maggiori realizzazioni, ha fondamento nella
matematica e nella geometria.
Le proporzioni dell'edificio sacro non sono casuali e non
sono nemmeno determinate dalla ricerca di effetti
spettacolari, ma derivano da una visione dell'arte come
scienza, nella ricerca dei rapporti geometrici che stanno
alla base del cosmo e che sono ritenuti di origine divina.
Si tratta degli stessi rapporti che governano il mondo della
musica, le cui regole armoniche non sono fatti meramente
naturali, ma riflessi delle armonie celesti.
Dio è il grande architetto dell'universo ed Egli ha stabilito
in principio queste divine proporzioni, decifrabili dal libro
della natura e anche dal libro della rivelazione.
Lo stesso tempio di Salomone, stando alla descrizione che
ne fa la Scrittura, ha delle proporzioni numeriche perfette.

Cattedrale di Notre-Dame - Chartres


La novità più originale dell'architettura gotica è
la scomparsa delle spesse masse murarie tipiche
del romanico: il peso della struttura non veniva
più assorbito dalle pareti, ma veniva distribuito
su pilastri all'interno e nel perimetro, coadiuvati
da strutture secondarie come archi rampanti e
contrafforti. Lo svuotamento della parete dai
carichi permise la realizzazione di pareti di luce,
coperte da magnifiche vetrate, alle quali
corrispondeva fuori un complesso reticolo di
elementi portanti.

A partire dai soli pilastri a fascio si dipana un


sistema di contrafforti ben più ampio e
diversificato di quello romanico: gli archi
rampanti, i pinnacoli, i piloni esterni, gli archi di
scarico sono tutti elementi strutturali, che
contengono e indirizzano al suolo le spinte
laterali della copertura, mentre tutte le murature
di riempimento tendono a scomparire.

Cattedrale di Chartres
L’ARCHITETTURA GOTICA: le tecniche costruttive
Strumenti essenziali per questo sviluppo furono:

- l’arco a sesto acuto (di origine


islamica, in uso già in epoca
romanica, per esempio in Borgogna e
Sicilia), che permette di scaricare il
peso sui piedritti generando minori
spinte laterali rispetto ad un arco a
tutto sesto;
- la volta a crociera ogivale, che può
creare anche campate rettangolari
invece di quadrate;
- gli archi rampanti innestati su
contrafforti esterni, che ingabbiano la
costruzione disponendosi
Schema strutturale di una cattedrale gotica dinamicamente attorno a navate ed
absidi.
L’arco rampante è un elemento esterno all'edificio e ha la funzione di assorbire le
spinte oblique trasmesse dalle volte delle navate in specie di quella centrale,
scaricandole su un contrafforte verticale che le assorbe.
L'arco rampante è costituito da un arco zoppo cioè asimmetrico. L'estremo più alto
infatti è appoggiato contro le pareti della navata o dell'abside da sorreggere, mentre
quello più basso appoggia contro un pilastro massiccio (o contrafforte) che gli fa da
spalla.

Archi rampanti
Il pinnacolo aggiunge peso e raddrizza la spinta
obliqua che proviene dagli archi perché più alta
è la volta e più la sua spinta laterale è forte e
sbilancia il peso verso l’esterno
DIFFERENZE TRA….

GOTICO e ROMANICO
Notre – Dame de Paris
Facciata e veduta dell’abside
Notre – Dame de Paris
Veduta laterale dalla Senna
Tipico delle cattedrali gotiche è la presenza di grandi vetrate polìcrome al posto delle
pareti esterne: la luce che ne penetra è espressione del divino.
Nella Sainte Chapelle di Parigi, per esempio, il tessuto murario è quasi del tutto assente e
le vetrate, separate solo da sottilissimi pilastri, ricoprono l’intera struttura.
Le Cattedrali gotiche sono caratterizzate da alte finestre che lasciano
passare la luce, filtrandola attraverso la pasta di vetro densa e colorata
delle vetrate; vi sono disegnate immagini divine di santi, profeti, simboli
e storie delle Sacre Scritture.
Le vetrate istoriate avevano la funzione di illustare alla gente semplice e
analfabeta,i testi sacri.
Le vetrate colorate creavano all’interno un’atmosfera calda e
radiosa, resa ancora più preziosa dalle decorazioni pittoriche.
L’impatto emotivo prodotto dalla cattedrale sul pellegrino era
notevole: la prima cosa che i visitatori percepivano prima di
comprendere la struttura della chiesa era sicuramente la sensazione di
trovarsi davanti ad una manifestazione del divino.

Vetrate della cattedrale di


Notre – Dame a Chartres
IL VETRO
Il vetro è un materiale di origine antichissima.
I primi a fabbricarlo sono stati forse i Sumeri e
sicuramente gli Egizi, già alla fine del terzo
millennio a.C.
In epoca medioevale il vetro veniva realizzato con la
tecnica della soffiatura. Dopo aver fatto fondere in
uno speciale recipiente (detto «crogiòlo») una
sabbia silicea (ricca cioè di cristalli di silice e di
quarzo) si ottiene una specie di pasta incandescente
che, grazie all'aggiunta di terre e ossidi metallici,
può assumere diversi colori (colorazione in pasta).

A questo punto si immerge un tubicino metallico


nell'impasto e vi si soffia dentro. Il vetro si modella
quindi come un sottile globo sferico che, essendo
ancora morbido, viene poi schiacciato su un piano di
marmo ottenendo un disco colorato e trasparente.
Tali dischi, una volta raffreddati, vengono poi
tagliati e lavorati secondo le necessità.
COME SI FABBRICAVA UNA VETRATA

Durante il Medioevo, la presenza di superfici vetrate


sempre più estese, suggerì fin dall'inizio la necessità di una
loro specifica decorazione. Dato che le tecnologie
medioevali della lavorazione del vetro non consentivano di
ottenere lastre di grandi dimensioni, ogni finestra doveva
necessariamente essere composta da più pezzi messi
insieme. È per questo motivo che si pensò di utilizzare dei
vetri colorati uniti tra loro mediante delle cornici (dette
legature) formate da listelli di piombo a forma di «H». Vetrata della cattedrale di Gerona e relativo cartone

1. Preparazione del cartone e delle sagome 2. Realizzazione e taglio del vetro


Innanzitutto si preparava un cartone (disegno La pasta di vetro era colorata con ossidi
preparatorio) della stessa grandezza della vetrata, con le metallici, come quelli di ferro (che dà il
sagome dei tasselli che la dovevano comporre. Sopra il colore rosso), di rame (che dà il colore
cartone era poi posto un foglio, su cui venivano ricalcate verde), di manganese (che dà il colore
le varie sagome dei tasselli; ciascuna di queste era poi bruno o nero), oppure con minerali
riportata su carta robusta, numerata e ritagliata, e contenenti cobalto (che dà il colore blu). La
costituiva il modello per tagliare i pezzi di vetro nella pasta veniva quindi soffiata ottenendo lastre
forma desiderata. Veniva previsto anche un bordo che di vetro colorato, che erano poi tagliate con
consentisse poi di unire i pezzi di vetro con il piombo. l'aiuto delle sagome: per tagliare il vetro nel
Medioevo si usava un ferro sottile
incandescente, mentre oggi si usa la punta di
diamante.
3. Pittura dei tasselli di vetro
Sui tasselli potevano poi essere dipinti particolari (dettagli del
viso, ombre, pieghe dei vestiti...) con la grisaglia, sostanza
ottenuta da un miscuglio di polveri di vetro e di vari ossidi (di
ferro o di rame) finemente macinati e impastati con acqua,
aceto e resine vegetali. I colori erano infine fissati con una
cottura a circa 600 °C.

4. Piombatura e fissaggio
A questo punto i vari pezzi erano incastrati a forza tra le due ali del listello di piombo che, grazie
alla sua malleabilità, poteva essere facilmente adattato alla sagomatura del vetro stesso. Ogni
listello, poi, veniva via via saldato a quello contiguo in modo da ricomporre il disegno previsto dal
cartone. Il tutto veniva infine inserito in un robusto telaio di ferro e murato davanti all'apertura per
la quale era stato predisposto.