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TECNICA DELLE PIANTE

• S E G N A L AT O P E R L A P R I M A V O LTA N E L 2 0 0 2

I rischi di diffusione
di Megaplatypus mutatus

La presenza del coleottero di origine sudamericana
sana Giménez (Argentina), Antti Pouttu
(Finlandia) e Karl Thunes (Norvegia), oltre
che da due rappresentanti dell’Eppo.
nella provincia di Caserta ha spinto l’Organizzazione europea
e mediterranea per la protezione delle piante Il parassita
a valutare il rischio di una sua possibile diffusione in altri areali
Megaplatypus mutatus è un coleotte-
e lo ha inserito tra gli organismi nocivi da quarantena

ro appartenente alla famiglia Curculio-
nidae, sottofamiglia Platypodinae, che
raggruppa circa 1.500 specie di origine
prevalentemente tropicale. Il suo area-
le originario comprende gran parte del
di Gianni Allegro, dell’Unione Europea). Una delle prin- Sudamerica: Venezuela, Perù, Bolivia,
Raffaele Griffo cipali attività svolte dall’Eppo è quella Guyana Francese, Uruguay, Paraguay,

L’
di effettuare, attraverso specifici grup- Argentina e Brasile (Schedl, 1972).
Organizzazione europea e me- pi di lavoro, una «analisi del rischio fi- L’adulto (foto 1) presenta il caratteri-
diterranea per la protezione tosanitario» (Pra = pest risk analysis) stico corpo cilindrico dei Platypodinae,
delle piante (Eppo), con se- per gli organismi nocivi non presenti lungo 7,5-9 mm; può diffondere l’infe-
de a Parigi, da oltre 50 anni sul territorio dell’area Eppo e di temuta stazione volando, anche se non sembra
è responsabile della cooperazione per introduzione oppure per gli organismi in grado di allontanarsi molto dal luo-
la protezione delle piante nell’area dei nocivi già introdotti ma ancora loca- go dello sfarfallamento. Megaplatypus
Paesi aderenti (48 Paesi europei e del ba- lizzati in limitate aree di Paesi aderenti mutatus condivide con gli altri Platypo-
cino del Mediterraneo, di cui 26 Paesi all’Organizzazione. dinae una peculiare strategia alimenta-
Tali documenti, elaborati secondo re: gli adulti che colonizzano un nuovo
standard predefi niti, hanno lo scopo albero scavano gallerie nel legno e dif-
di proporre o meno ai Paesi aderenti fondono nelle stesse le spore di alcuni
l’adozione di specifiche misure fitosa- funghi (in passato collettivamente bat-
nitarie per prevenire l’introduzione o la tezzati con il nome di «ambrosia») che
diff usione dell’organismo nocivo ana- si sviluppano sulle pareti delle gallerie
lizzato. e rappresentano il cibo principale delle
In tale contesto, nel gennaio 2007, larve (foto 2), che tuttavia nella loro ul-
presso la sede dell’Eppo, si è riunito tima età si nutrono anche di legno, per
un gruppo di lavoro per l’analisi del ri- cui si deve più correttamente parlare di
schio fitosanitario relativo a Megapla- comportamento xilomicetofago (Santo-
typus mutatus (Chapuis, 1865), coleotte-
ro curculionide della sottofamiglia Pla-
typodinae già introdotto dal Sudamerica
nell’area Eppo (Tremblay et al., 2000),
la cui presenza è ancora circoscritta a
una piccola area dell’Italia meridionale,
dalla quale si teme tuttavia una sua pos-
sibile diff usione in altri Paesi dell’area
Eppo. Comunque, sin dall’anno 2004
l’Eppo aveva allertato i Paesi aderenti
per un eventuale rischio di introduzio-
ne e diffusione di Megaplatypus mutatus
inserendolo nella specifica «alert list»,
da marzo 2007 in lista A2, tra gli orga-
nismi da quarantena.
Il gruppo di lavoro di cui sopra era co-
Foto 1 - Adulto di Megaplatypus mutatus. stituito da Gianni Allegro e Raffaele Griffo
Foto: Cra - Istituto di sperimentazione Foto 2 - Larve di Megaplatypus mutatus.
per la pioppicoltura (Italia), Hugh Evans (Gran Bretagna), Ro- Foto Servizio fitosanitario Regione Campania

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ro, 1963). Per questa singolare simbiosi TABELLA 1 - Diffusione di Megaplatypus mutatus e colture interessate
tra fungo e insetto, i Platypodinae (in- dagli attacchi
sieme ad alcuni scolitidi) sono anche Superficie Altitudine Diametro
noti con il nome di «coleotteri dell’am- Comune Coltura interessata Età (anni)
(km2) (m slm) tronco (cm)
brosia». Di solito questi insetti predili- Alife 63 110 Populus canadensis 6 25
gono alberi già deperienti o tagliati da Baia e Latina 24 123 Populus canadensis 6 15
poco, che probabilmente off rono le mi- Capua 48 25 Populus canadensis 13 30
gliori condizioni di sviluppo ai funghi Populus canadensis 10 25
simbionti, ma il Megaplatypus mutatus Quercus spp. 30 40
è stato osservato attaccare unicamente Carinola 63 71
Castanea sativa 10 25
piante vive e pertanto va considerato Pyrus spp. 15 20
un vero e proprio parassita primario Falciano 42 70 Populus canadensis 10 30
(Cerrillo, 1996). Sono note moltissime Grazzanise 47 12 Populus canadensis 30 40
specie vegetali ospiti (Giménez e Etien- Marzano Appio 28 318 Juglans regia 30 50
not, 2003) e vengono in genere preferiti Mondragone 54 10 Populus canadensis 10 35
gli alberi con diametro del tronco supe- Riardo 16 150 Populus canadensis 10 35
riore a 15 cm (Santoro, 1963). Ulteriori Caianello 15 236 Populus canadensis 10 35
informazioni sulla biologia e l’ecologia Pietravairano 33 250 Populus canadensis 10 35
della specie possono essere reperite in Pietramelara 23 132 Populus canadensis 10 35
Santoro (1957, 1962). Eucalyptus spp. 40 60
Il danno causato da Megaplatypus mu- Corylus avellana 25-30 18
tatus negli arboreti da legno è legato alla Juglans regia 25-30 35
perdita di qualità del legno indotta dalla Teano 88 196
Prunus avium disetaneo 30
notevole estensione, nonché dal calibro Prunus armeniaca 10 30
delle gallerie che possono anche essere Malus spp. 15 20
causa della rottura del tronco in occasio- Populus canadensis 10 35
Vairano
ne di temporali o forti venti (Tremblay et 43 168
Patenora (*) Juglans regia 20 35
al., 2000) (foto 3). Nei frutteti gli attacchi
Dati desunti sulla base del monitoraggio svolto dal 2003 a luglio 2007 dal Servizio fitosanitario della Regione Campania.
indeboliscono le piante (fino a provocar- (*) Comprende la frazione Marzanello.
ne la morte) e ne compromettono le pro-
duzioni (Carella e Spigno, 2002). Il monitoraggio effettuato dal 2003 ha permesso di verificare la presenza dell’insetto
su pioppo, noce, pesco, albicocco, quercia, castagno, pero, eucalipto, nocciolo e melo.
Diffusione in Italia
passati dagli iniziali 130 km2, nel 2000, ne piuttosto limitato, sono state indivi-
Durante i lavori introduttivi della riu- ai 587 km2 del luglio 2007. duate come possibili vie di diff usione
nione Eppo è stata illustrata l’attuale Il predetto monitoraggio ha anche per- le seguenti tipologie di materiali delle
diff usione del parassita: in Italia Mega- messo di rilevare la presenza dell’insetto piante ospiti:
platypus mutatus è stato segnalato per la su altre specie vegetali quali: eucalipto, • i materiali d’impianto;
prima volta nel 2000 su pioppi in cinque noce, pesco, albicocco, quercia e casta- • il legno tondo;
comuni della provincia di Caserta nei gno, come riportato in tabella 1. • i segati;
comuni di Vaira- Al fine di acquisire • gli imballaggi di legno.
no Patenora (con la maggiori conoscen- Non è stato invece ritenuto possibile, se
frazione Marzanel- Megaplatypus mutatus è stato ze bioetologiche del non a livelli di probabilità bassissimi, il
lo), Riardo, Caia- segnalato per la prima volta parassita, soprattut- trasporto di forme biologiche dell’insetto
niello, Pietravai- nel 2000 su pioppi in cinque to per quanto con- con materiale legnoso cippato o triturato,
rano e Pietramela- comuni della provincia di Caserta cerne il suo succes- in quanto non rappresenta un substrato
ra (Tremblay et al., so riproduttivo sulle idoneo allo sviluppo di forme immature
2000). Nel 2002 nel- diverse specie ospiti, e la sua lavorazione è probabile causa di
la stesse zone l’insetto è stato segnalato nonché per mettere a punto una strategia distruzione di eventuali individui maturi
su ciliegio (foto 4), melo e pero, mentre di lotta attraverso l’uso di feromoni, dal e prossimi allo sfarfallamento.
i maggiori danni sono stati segnalati su 2006 è stata attivata una stretta collabora- Materiali d’impianto. Condizione
nocciolo nel comune di Teano (Carella zione scientifica tra ricercatori argentini e necessaria perché le piante provenienti
e Spigno, 2002). italiani i cui primi risultati saranno ogget- da vivaio possano essere considerate po-
Dal 2003 tecnici e ispettori fitosanitari to di una prossima pubblicazione. tenziali mezzi di diff usione di Megapla-
della Regione Campania hanno monito- typus mutatus è che abbiano un diame-
rato sistematicamente il parassita in tutta Vie di diffusione tro superiore ai 15 cm, poiché il parassi-
la regione; ciò ha permesso di verificare ta non attacca in genere fusti più piccoli.
che a luglio 2007 l’infestazione è ancora Nell’elaborazione del rischio fitosani- Ciò restringe notevolmente il campo del
localizzata unicamente nel Casertano. Dai tario sono state prioritariamente indi- rischio alle piante ornamentali di grosse
rilievi espletati è emerso che l’area del fo- viduate le possibili vie di spostamento dimensioni, ordinariamente però sotto-
colaio è via via aumentata negli anni, in- dell’insetto. Per Megaplatypus mutatus, poste in vivaio a frequenti trattamenti
teressando territori contigui ricadenti in oltre allo spostamento naturale attuato insetticidi che limitano le possibilità di
14 comuni. In termini di superficie si è con il proprio volo, che peraltro si ritie- infestazione.

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aree libere dal parassita o con fasce di nabili a quelle dei segati, ma la circolazio-
rispetto di almeno 200 m dagli alberi ne degli imballaggi di legno all’interno
più vicini, protezione chimica o fisica dell’area Eppo è condizionata dall’appli-
delle piante) possono essere molto co- cazione delle misure previste dall’Ispm
stose e non garantire risultati certi, nel 15 (trattamento termico ad alta tempe-
caso dei trattamenti. ratura o fumigazione con bromuro di
Legno tondo. Le quantità di legno metile) che sono sufficienti a eliminare il
tondo importate dall’Europa sono note- rischio di trasporto di Platypodinae.
voli; anche se non sono disponibili dati
sui singoli generi, sono noti consisten- Possibili misure fitosanitarie
ti quantitativi di eucalipto provenienti
dal Sudamerica e importati dai Paesi del Nell’analisi del rischio fitosanita-
Nordeuropa. Anche questo mezzo off re rio vengono inoltre sottolineati diversi
al parassita buone possibilità di soprav- punti di incertezza che richiederebbero
vivenza durante il trasporto anche se gli un approfondimento delle conoscenze
stadi di sviluppo più precoci dell’inset- scientifiche, come ad esempio il com-
Foto 3 - Gallerie di Megaplatypus mutatus
to sono molto sensibili a minime varia- portamento di volo dell’insetto, la sua
su pioppo. zioni di umidità del legno ed è pertanto capacità di sopravvivenza nei diversi
Foto Servizio fitosanitario Regione Campania possibile solo la sopravvivenza di forme stadi di sviluppo in materiali legnosi
quasi mature o adulte. con differente umidità, le sue esigen-
Non c’è inoltre evidenza, al momento, Una volta a destinazione, i tronchi ven- ze termiche, il successo riproduttivo in
di materiali di questo tipo provenienti gono di solito accatastati in piazzale per ospiti diversi e negli ambienti di nuo-
dalle zone dove il parassita è presente. qualche tempo in attesa di utilizzazione; va introduzione, l’efficacia di eventuali
Questo è tuttavia il mezzo che poten- è pertanto possibile lo sfarfallamento di trattamenti chimici e di protezione fi-
zialmente off re al parassita le migliori adulti che vanno ad attaccare piante vive sica delle piante. Sono inoltre scarse le
probabilità di sopravvivenza durante il situate nelle immediate vicinanze (sovente informazioni circa le specie di platipo-
trasporto, perché può compiere indistur- le industrie di lavorazione del legno sono didi oggetto di intercettazioni ufficiali
bato l’intero ciclo di sviluppo all’interno situate vicino a piantagioni). Non è invece effettuate durante i controlli fitosanitari
delle piante vive. possibile la deposizione di uova su tron- in importazione, così come scarseggia-
La direttiva Ce 2000/29 prevede, per i chi già tagliati, perché il parassita sceglie no i dati relativi alle quantità dei diversi
vegetali destinati alla piantagione origi- esclusivamente piante vive in piedi. tipi di legname oggetto di commercio
nari del Sudamerica, il divieto di impor- Dal punto di vista della gestione del internazionale.
tazione (allegato III, parte A) o il soddi- rischio, sono accorgimenti efficaci, per Le misure fitosanitarie riconosciute
sfacimento di determinati requisiti parti- quanto non privi di implicazioni econo- utili a ostacolare la diff usione di Mega-
colari (allegato IV, parte A) da riportare miche, limitare il trasporto ai soli tronchi platypus mutatus verso e all’interno del-
sul certificato fitosanitario emesso dal- provenienti da zone libere dal parassita l’area Eppo sono riassunte in tabella 2.
l’organo ufficiale del Paese esportatore; oppure sottoporre i tronchi a un tratta- Occorre tuttavia tenere presente che i
ciò implica almeno un’ispezione visiva mento termico (kilndrying) di fumiga- trattamenti nel luogo di produzione non
all’atto dell’esportazione che dovrebbe zione, oppure di impregnazione chimica sono privi di inconvenienti: le irrorazio-
rendere possibile l’identificazione dei sotto pressione. I trattamenti alle piante ni preventive dei tronchi comportano un
sintomi dell’attacco del parassita (fori durante la coltivazione offrono un minor forte impatto ambientale e raramente
dal diametro di circa 3 mm); occorre tut- livello di protezione. raggiungono livelli soddisfacenti di ef-
tavia tenere presente che sovente le pian- Segati. Rispetto al legno tondo, i sega- ficacia, mentre i trattamenti localizza-
te destinate alla piantagione sono movi- ti vanno incontro a rapide modificazioni ti all’interno delle gallerie, sebbene più
mentate nel periodo di riposo vegetati- del loro contenuto di umidità, condizio-
vo, quando anche l’attività del parassita nato sia dalla dimensione delle tavole sia
è ferma ed è sufficiente anche solo una dalle modalità di accatastamento e con-
pioggia per eliminare i residui di rosura servazione. Per questo motivo le proba-
visibili all’esterno delle gallerie. bilità di sopravvivenza del parassita al
Queste misure riguardano 27 Paesi loro interno sono inferiori, quasi nulle
aderenti dell’Eppo più Norvegia, Sviz- per le forme larvali più giovani. In ogni
zera e Turchia, allineate con la legisla- caso, dato l’enorme volume coinvolto in
zione Ue. All’interno della Ue invece, scambi commerciali occorre tenere pre-
con l’eccezione di alcune zone protet- sente questo rischio.
te, la movimentazione di diverse piante La sua gestione può essere affrontata in
ornamentali non è regolamentata dal- maniera analoga a quella del legno ton-
la normativa fitosanitaria, per cui non do e con analoghe implicazioni econo-
è necessario il passaporto delle piante. miche, importando i segati soltanto da
La gestione del rischio non è agevole, zone libere dal parassita o sottoponen-
sia perché le ispezioni fitosanitarie non doli a trattamento.
garantiscono sempre l’identificazione Imballaggi. Le possibilità di trasporto
dell’attacco, sia perché le altre strate- di Megaplatypus mutatus all’interno di
gie attuabili (collocazione dei vivai in imballaggi di legno grezzo sono parago- Foto 4 - Danni su tronco di ciliegio

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efficaci, sono molto costosi e difficili da TABELLA 2 - Misure fitosanitarie utili a ostacolare la diffusione
realizzare sulle porzioni più alte del tron- di Megaplatypus mutatus
co (Gimènez e Panzardi, 2003). Inoltre Vie di diffusione Possibili misure fitosanitarie
la possibile presenza dell’insetto su un
gran numero di specie ospiti (Gimènez Certificato fitosanitario di esportazione o riesportazione
e Etiennot, 2003) costituisce un ostacolo trattamenti nel luogo di produzione;
al suo contenimento con interventi chi- oppure
mici nelle aree infestate. Vegetali destinati alla piantagione protezione fisica delle piante con barriere;
di specie ospiti, purché oppure
con diametro superiore a 15 cm produzione in area esente o in luogo libero da Megaplatypus mutatus;
Variabili climatiche oppure
adozione di una distanza di sicurezza di almeno 200 m dalle potenziali
e sviluppo dell’insetto sorgenti d’infestazione

Nell’ambito della Pra è stato possibile Certificato fitosanitario di esportazione o riesportazione


identificare, attraverso il software Climex Legno tondo di piante
potenzialmente ospiti
trattamenti nel luogo di produzione;
oppure
e una elaborazione denominata Match produzione in area esente o in luogo libero da Megaplatypus mutatus
Index, le zone che all’interno dell’area
Eppo hanno un livello di similarità cli- Certificato fitosanitario di esportazione o riesportazione
matica superiore al 70% rispetto alla zo- Segati di piante trattamenti nel luogo di produzione;
potenzialmente ospiti oppure
na di Napoli, che è la città presente nel produzione in area esente o in luogo libero da Megaplatypus mutatus
database Climex più vicina alla zona di
nuova introduzione (Caserta), dove il pa- Imballaggi di legno Adeguamento alla standard previsto dall’Ispm 15 della Fao
rassita ha dimostrato di potersi riprodur- di piante potenzialmente ospiti
re con successo.
Le irrorazioni preventive dei tronchi comportano un forte impatto ambientale
Dall’elaborazione dei dati è emerso e raramente raggiungono livelli soddisfacenti di efficacia, mentre i trattamenti
che gran parte degli ambienti costieri localizzati all’interno delle gallerie, sebbene più efficaci, sono molto costosi e difficili
mediterranei, dal Portogallo alla Fran- da realizzare sulle porzioni più alte del tronco.
cia meridionale, dalle coste nordafri-
cane alla Grecia e alla Turchia, non- l’area a rischio di diff usione, includendo Considerando le problematiche con-
ché ovviamente buona parte delle co- anche ampie porzioni di Europa centrale nesse con le possibili vie di diff usione
ste italiane, presentano un clima simile e soprattutto, per quanto riguarda il ter- del parassita, l’analisi Pra identifica le
a quello di Napoli e possono pertanto ritorio italiano, la Pianura Padana, dove linee guida e le misure fitosanitarie uti-
essere considerate potenzialmente a ri- non va dimenticato che è presente una li a ostacolare la sua diff usione. Il loro
schio. Sempre con lo stesso soft ware, grossa parte dell’arboricoltura da legno recepimento dovrebbe avvenire in cia-
ma con una diversa procedura (Eco- nazionale. Soltanto l’esperienza degli an- scun Paese membro dell’Eppo, in re-
climatic Index) sono state mappate le ni a venire potrà dire quale scenario sia lazione alla sua particolare situazione
aree a maggiore rischio, considerando più realistico. di rischio, attraverso l’emanazione di
non solo le caratteristiche climatiche una legislazione fitosanitaria sostan-
delle aree in cui il parassita è presente Servono linee guida zialmente armonizzata con quella del-
(in Sudamerica e in Italia) ma anche le l’Ue, provvedendo al reperimento del-
esigenze termiche dell’insetto (somma L’introduzione di Megaplatypus mu- le risorse fi nanziarie per l’applicazione
di gradi giorno necessari per poter ave- tatus dal suo continente di origine, seb- delle norme.
re lo sviluppo completo di una genera- bene considerata poco probabile in con- Per quanto riguarda l’Italia, anche in
zione), dati che non sono ancora tutta- siderazione dei limitati scambi com- assenza di un’appropriata regolamenta-
via conosciuti a un sufficiente livello di merciali di legnami con il Sudamerica, zione comunitaria per il Megaplatypus
precisione. si è già purtroppo verificata, avendo mutatus, sarebbe auspicabile la tempestiva
Pertanto, sono state considerate due registrato l’arrivo del parassita in Ita- emanazione di uno specifico decreto na-
diverse soglie termiche, la prima pari lia. Inoltre l’insediamento e la diff usio- zionale di lotta obbligatoria, in modo da
a 2.600 gradi giorno, ne in larghe porzioni poter attuare con la necessaria incisività
limite proprio delle dell’area Eppo ven- le misure fitosanitarie proposte dall’Eppo
aree tradizionalmen- Sarebbe auspicabile gono considerati dal e individuate dallo specifico Pra. •
te infestate in Argen- la tempestiva emanazione Pra molto probabili Gianni Allegro
tina, e la seconda pari di uno specifico decreto e, in considerazione Cra - Plf - Unità di ricerca
a 1.800 gradi giorno, nazionale di lotta obbligatoria dei potenziali gravi per le produzioni legnose fuori foresta
limite più prudenzia- al parassita danni economici che Casale Monferrato (Alessandria)
le suggerito dalla re- l’insetto può causare, allegro@populus.it
cente segnalazione del si conclude che sono Raffaele Griffo
parassita in aree più fredde dell’Argenti- necessarie specifiche misure fitosanita- Servizio fitosanitario, Regione Campania
na meridionale (Parra, 1992). rie per l’area mediterranea. In partico- r.griffo@maildip.regione.campania.it
La prima soglia ha prodotto una mappa lare vengono sottolineati l’elevata poli-
di rischio sostanzialmente simile a quel- fagia del parassita e il clima favorevole Per consultare la bibliografia:
la dell’elaborazione Match Index, men- al suo sviluppo in vaste zone dell’area www.informatoreagrario.it/rdLia/
tre la seconda ha notevolmente ampliato mediterranea. 08ia13_2811_web

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Articolo pubblicato su L’Informatore Agrario n. 13/2008 a pag. 73

I rischi di diffusione
di Megaplatypus mutatus
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