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TERZA LEZIONE

Le piante superiori sono divise in 3 parti: RADICI, FUSTO e FOGLIE. Ad eccezione della foglia, che presenta un
tessuto specifico, il PARENCHIMA SPUGNOSO e il PARENCHIMA A PAUZZATA, il fusto e le radici presentano
la stessa struttura ovviamente di dimensioni differenti e soprattutto il fusto va incontro ad una crescita che
non è soltanto primaria, ma in alcuni casi può essere anche secondaria. Sia le radici che il fusto che le foglie
sono attraversati dai FASCI CONDUTTORI (sistema vascolare). Come gli animali hanno le vene e le arterie, le
piante hanno i VASI DELLO XILEMA e i VASI DEL FLUEMA. Questi vasi attraversano la pianta dalle radici fino
ad arrivare alla foglia, quindi sono presenti in tutte le strutture della pianta. Il fusto e le radici sono
caratterizzate dalla presenza di un TESSUTO, il MIDOLLO che è la struttura vitale, che genera le cellule
all'interno della pianta (come il nostro midollo spinale). Nel midollo della pianta sono presenti tutte le cellule
che si dividono in continuazione, quindi è la parte della pianta più importante. Il MIDOLLO si trova nella
porzione centrale sia del fusto che delle radici. Al di fuori del midollo si dispongono i VASI CONDUTTORI, se
prendiamo un seme di lenticchia o di fagiolo, dopo un po’ di tempo spunterà un GERMOGLIO. La struttura
del germoglio e la struttura abitale che darà vita al FUSTO. Infatti il fusto si genera dal germoglio e prende il
nome di APICE DEL GERMOGLIO o APICE VEGETATIVO, ed è quella piccola punta che spunta dal seme quando
comincia a germogliare. Se osserviamo una sezione del germoglio al microscopio, vediamo che nella porzione
centrale sono presenti tutte le cellule in continua attività MITOTICA (cioè che si stanno dividendo) e prendono
il nome di CELLULE INDIFFERENZIATE, cioè non hanno ancora in esatta funzione ma che si dividono in
continuazione (sono paragonabili alle nostre cellule staminali). Tali cellule una volta divise vengono collocate
in diverse parti del germoglio per formare i differenti tessuti e non si muovono più. Daranno vita ai FASCI
DELLO XILEMA e del FLUEMA, alla CORTECCIA e all’EPIDERMIDE. Molte di queste cellule indifferenziate
daranno vita anche ai RAMI LATERALI. Tutti i tessuti della pianta derivano dalle cellule del midollo. Il midollo
è la porzione essenziale per la vita della pianta. La porzione centrale è il midollo con le cellule
MERISTEMATICHE, che possono dar vita ai RAMI LATERALI, ALLE FOGLIE E VASI. Se prendiamo il fusto di una
pianta di un anno e facciamo una sezione, osserviamo che nella parte centrale è presente il midollo,
lateralmente al midollo vi sono i vasi. Il tessuto nel quale sono immersi i vasi prende il nome di CORTECCIA e
esternamente è sempre presente uno strato di cellule che formano l’EPIDERMIDE. Questa struttura è una
struttura PRIMARI del fusto. In natura, all’interno del mondo vegetale, esistono differenti strutture del fusto
in base alla pianta che stiamo osservando. Le prime piante che hanno colonizzato l’ambiente terrestre sono
le FELCI, che hanno una struttura del fusto semplicissima, che prende il nome di PLECTOSTELE. La struttura
del fusto prende il nome di STELE. Quelle delle felci prende il nome di plectostele e ha una struttura interna
in cui i vasi del XILEMA e del FLUEMA sono immersi completamente all’interno del midollo. Questa struttura
non è ancora ben definita poiché le felci vivono a contatto con l’acqua. Infatti per svolgere alcune funzioni
come la riproduzione hanno bisogno dell’acqua. Nell’ambito delle piante superiori esistono altri 2 tipi di
STELE: l’EUSTELE (=stele ordinato dal greco) e l’ATACTOSTELE (= stele disordinato). Questi due steli sono
tipiche di tutte le piante superiori, in particolar modo l’eustele è presente nelle DICOTILEDONI, mentre
l’ATACTOSTELE è presente nelle MONOCOTILEDONI e nelle GIMNOSPERME. Le piante superiori si dividono
in due grosse categorie:

- GIMNOSPERME: tutte le piante come l’albero di natale; si dividono attraverso i CONI ed è presente
una stele di tipo ATACTOSTELE.
- ANGIOSPERME: sono piante che presentano FIORI e a loro volta si dividono in due grandi categorie:

MONOCOTILEDONI: le cui foglie hanno le nervature parallele;

DICOTILEDINI: le cui foglie presentavano una nervatura centrale e tante laterali.

Nell’ambito del fusto le MONOCOTILEDINI presentano una ATACTOSTELE, le DICOTILEDINI, una EUSTELE.

Se facciamo la sezione di una PALMA, al suo interno presenta tantissimi buchini, i FASCI. Il numero di fasci in
una palma può superare i 100. La palma è una pianta molto ALTA e SOTTILE, cresce solo ed esclusivamente
in altezza, questo perché tutte le MONOCOTILEDONI presentano solo una struttura primaria. Questa
struttura della ATACTOSTELE è presente nei cespugli, nelle piante a fiori. La pianta di MAGNOLIA cresce sia
in altezza che in larghezza, quindi presenterà una struttura primaria che gli dà l’altezza e una struttura
secondaria che gli dà la larghezza. Le piante che presentano una struttura secondaria sono le dicotiledoni e
hanno l’eustele: all’interno abbiamo la sezione centrale che è il midollo , lateralmente in modo
perfettamente ordinato si dispongono i vasi Xilema e Fluema; i vasi sono separati da altre cellule. Questo tipo
di vaso si chiama VASO APERTO. I vasi aperti sono presenti solo all’interno delle dicotiledoni e fra lo xilema e
il fluema sono presenti cellule MERISTEMATICHE (uguali a quelle che si trovano all’interno del midollo) che
si dividono di anno in anno per formare lo xilema secondario e il fluema secondario. Quindi ogni anno lo
xilema e il fluema formano delle strutture secondarie che daranno vita a degli anelli di accrescimento. Questa
cosa non può avvenire nelle MONOCOTILEDONI e nelle GIMNOSPERME in quanto osservandone una sezione
si osserva che i vasi sono attaccati, xilema e fluema formano un’unica struttura e il VASO in questo caso viene
detto FUSO. Quindi non si potrà mai formare uno xilema e un fluema secondari. Le cellule meristematiche
che formano lo xilema e il fluema sono chiamate CELLULE DEL CAMBIO. In questo modo lo xilema avanzerà
verso l’interno, mentre il fluema si allargherà verso l’esterno in modo da garantire sempre la presenza del
cambio per l’anno successivo.

Cosa sono i VASI? I vasi trasportano materiale ed ogni vaso ha una sua precisa funzione:

- Lo XILEMA trasporta ACQUA e SALI MINERALI. Ha un FLUSSO ASCENDENTE (dalle radici alle foglie).
- Il FLUEMA trasporta i prodotti della FOTOSINTESI dalle foglie alle radici con un flusso DISCENDENTE.

Il fluema è formato da cellule allungate poste una sull’altra e nel punto di contatto fra le due cellule sono
presenti dei fori che collegano la cellula precedente con quella successiva in modo che i prodotti della
fotosintesi possano essere trasportati da una cellula all’altra. Queste cellule sono prive di nucleo, quindi sono
cellule morte. Accanto a queste cellule allungate vi sono le CELLULE COMPAGNE, che sono cellule vive perché
presentano un nucleo. Quest’ultime hanno la funzione di avvertire il midollo qualora si presentassero dei
danni alle cellule del fluema, al fine di ripararle immediatamente attraverso una sostituzione. Le cellule dello
xilema sono più piccole perché trasportano acqua e Sali minerali (anch’esse morte e prive di nucleo) e sono
chiamate TRACHEIDI. Queste sono allungate e presentano dei piccoli fori lungo tutta la superficie in modo
tale che l’acqua possa entrare in tutte le direzioni.

RADICE

Abbiamo detto che la pianta, eccezion fatta per la foglia, presenta la stessa struttura all’interno delle radici
del fusto. Infin dei conti le radici son una continuazione del fusto, o viceversa. E all’interno presentano il
midollo, che è la parte verde, i vasi dello xilema e del floema, la corteccia, l’epidermide e in più le radici
presentano sempre sulla loro superficie i PELI RADICALI. I peli servono a proteggere la struttura della radice
ma anche di aumentare la superficie d’assorbimento dell’acqua e dei Sali minerali. Se prendiamo un
pezzettino di radice osserviamo che nella parte centrale è sempre presente un midollo con le cellule
meristematiche che si dividono. Esiste poi un apice radicale che è la parte estrema della radice rivolta verso
il terreno. Quest’apice è protetto da una struttura chiamata “cuffia” formata da cellule morte. Questa cuffia
sulla superficie presenta una sostanza mucillaginosa chiamata “mucigel” che fa in modo che la radice penetri
con più facilità all’interno del terreno, scivolando. Pian piano che la radice va in profondità e cresce, le cellule
che formano la cuffia radicale si rompono e vengono subito sostituite da altre cellule che provengono dal
meristema, che riformano la cuffia. La porzione centrale della radice, quella formata dal midollo e dalle cellule
dei vasi, è delimitata da uno strato cellullare chiamato endoderma, che protegge la porzione vitale della
radice ed è formato da uno strato di cellule resistenti chiamate cellule del caspari. Queste cellule fanno in
modo che l’acqua e i Sali minerali passano all’interno del midollo e arrivano ai vasi, fermano però altre
particelle o sostanze dannose alla pianta. Nella parte centrale delle radici è presente la corteccia ed
esternamente l’epidermide. Appena si forma la radice, lo xilema si posiziona al centro dello stele, mentre il
floema si posiziona lateralmente formando una struttura che ricorda la ruota di un carro, in cui lo xilema
rappresenta la posizione centrale della ruota con i suoi raggi e il floema le porzioni tra un raggio e l’altro della
ruota. Il tutto delimitato dall’endoderma. Pian piano che la radice cresce, i vasi però tendono a distribuirsi in
base al tipo di pianta che stiamo osservando. Si disporranno in maniera disordinata per le gimnosperme e
monocotiledoni e andranno a formare i fasci aperti e ordinati per le dicotiledoni. Questa differenziazione si
vede già nella parte a contatto fra la radice e il fusto. Anche per le radici esiste una differenziazione tra
monocotiledoni e dicotiledoni. Le radici delle monocotiledoni e delle gimnosperme prendono anche il nome
di radici fascicolate, (es quelle delle cipolle) perché formano un vero e proprio fascio di radici in cui le radici
hanno tutte lo stesso spessore e possono raggiungere tutte la stessa lunghezza. Le radici delle dicotiledoni
(piante che raggiungono dimensioni elevate in altezza e spessore) sono chiamare radici a fittone, perché
hanno una radice centrale grande e poi tante radici laterali più piccole che non servono a sostenere la pianta
ma soltanto ad assorbire più acqua. Infatti sradicare una pianta dicotiledone è più difficile rispetto ad una
pianta monocotiledone, che ha radici solo in maniera superficiale.

FIORE

Anche le piante, come le cellule che le compongono, per sopravvivere hanno bisogno di riprodursi. In
generale la riproduzione delle piante superiori si divide in due grossi gruppi: gimnosperme e angiosperme.

Gimnosperme vuol dire che il sperme(?) del seme è nudo, e sono tutte quelle piante che hanno come organi
riproduttivi i CONI (pini, abeti...). Angiosperme, piante a fiore, che presentano come organo riproduttivo il
fiore. Il seme è contenuto all’interno di un vaso, questo vaso è il fiore. Tutte le piante angiosperme che
contengono i fiori sono considerate, dal punto di vista evolutivo, quelle più evolute perché, mentre per i coni
esistono coni maschi e coni femminili e quindi piante maschili e piante femminili, i fiori all’interno contengono
organi produttivi sia maschili che femminili (nella stessa struttura sono presenti sia gli organi maschili che
femminili), quindi sono strutture ermafrodite. Il fiore, quindi, come struttura ha solo ed unicamente la
funzione di proteggere gli organi riproduttivi della pianta. Esso non è altro che una modifica delle foglie. La
pianta che possiede il fiore è capace, indipendentemente da tutto ciò che vi è intorno, di riprodursi e quindi
di garantire la sua sopravvivenza. A differenza degli animali che per riprodursi hanno bisogno di un altro
animale di sesso opposto, le piante no perché esse non si muovo neanche, sono radicate al terreno e deve
per forza trovare meccanismi che garantiscano la propria sopravvivenza. Il fiore, considerato come involucro
fiorale, è costituito dai petali, che sono la porzione colorata e dai sepali, foglie più piccole sotto i petali che li
racchiudono e li tengono insieme (es. la rosa).

La parte formata da sepali e petali prende il nome di involucro fiorale che viene anche definito perianzio.

La corolla o perianzio si può presentare:

-distinta, come nel caso delle rose in cui petali e sepali sono separati.

-Nel tulipano petali e sepali sono un’unica struttura.

-Nelle campanule in cui petali e sepali si dicono concresciuti, cioè si distinguono ma sono attaccati.

La componente maschile del fiore è chiamata ANDROCEO ed è costituita da STAMI (es. struttura giglio),
mentre la parte femminile prende il nome di GINECEO ed è la parte più profonda, quella che contiene
l’OVARIO con all’interno gli ovuli e nella parte superiore dell’ovario i CARPELLI. La componente dei carpelli
costituisce il PISTILLO. La parte maschile è più esposta rispetto alla femminile perché esistono vari tipi di
impollinazione, oltre all’autoimpollinazione esiste anche l’impollinazione incrociata, dove il polline può
andare anche su un altro fiore e fecondarlo. Vi è poi l’impollinazione attraverso il vento, attraverso l’acqua,
attraverso gli insetti. Il polline sui carpelli può arrivare in tanti modi. Inizialmente il polline di uno stesso fiore
cade all’interno del fiore (processo di autofecondazione o autoimpollinazione). In alcuni casi gli insetti si
poggiano sul polline di un fiore, attratti dalle sostanze zuccherine che caratterizzano il polline, si nutrono e
poi vanno su un altro fiore (impollinazione attraverso gli insetti). Il fiore delle orchidee viene impollinato dalle
farfalle perché la farfalla maschio confonde il fiore con una farfalla femmina. Alcuni insetti sono attratti dal
polline e non dalla forma del fiore, come nel caso dei gigli, che hanno un polline più scuro, più arancione.
Infine ci sono alcune piante che hanno un’impollinazione dettata dal vento, ad es. i platani. In questo caso il
vento prende il polline e lo trasporta in un’altra zona. Per le piante acquatiche il polline viene trasportato
dall’acqua. In questi due ultimi tipi d’impollinazione (vento ed acqua), i punti di impollinazione e riproduzione
della pianta possono essere anche lontani rispetto alla pianta che l’ha prodotta. Tutti questi processi
garantiscono la sopravvivenza delle piante. Le piante a fiore sono di quantità maggiore rispetto alle piante
che si riproducono attraverso i coni, proprio perché i loro sistemi riproduttivi sono molto più evoluti e questi
sistemi garantiscono anche la conservazione della specie. (Colonizzazione ad ampio raggio)

Il fiore è responsabile, con la componente maschile e femminile, dei processi di riproduzione delle piante
attraverso l’impollinazione. Il polline, infatti, sotto forma di granulo pollinico contiene al suo interno le cellule
spermatiche, cioè gli spermatozoi che sono i gameti derivati dai processi di divisione meiotica responsabili
della riproduzione sessuale per quanto concerne la porzione maschile della riproduzione. Il granulo pollinico
segue i processi di maturazione del fiore e ogni granulo avrà un’ornamentazione esterna, se osservato al
microscopio, diversa tra specie e specie. Questo perché ogni pianta si può riprodurre solo all’interno della
stessa specie. (le rose con le rose, le margherite con le margherite…). Il granulo, una volta maturo, attraverso
processi d’impollinazione che sono differenti, arriva sui carpelli, si poggia e attraverso una cellula contenuta
all’interno del granulo, chiamata “cellula del tubetto pollinico”, forma un tubetto che entra nei carpelli fino
all’ovaio (che si trova all’interno della cellula uovo). Questo tubetto porta le cellule spermatiche all’interno
della cellula uovo. Un’unica cellula spermatica feconderà la cellula uovo formando uno ZIGOTE diploide
derivato dall’unione di 2 cellule aploidi. La cellula uovo resta all’interno dell’ovario. Le altre cellule
spermatiche che non hanno fecondato la cellula uovo formeranno dei tessuti chiamati TEGUMENTI. Questi
tessuti hanno la funzione di tessuti di sostanze di riserva, cioè nutrono la cellula uovo fecondata. In questo
modo l’ovario cresce e si trasformerà in un FRUTTO. Quindi il frutto è l’ovario modificato, mentre lo zigote
formerà il SEME. Una volta maturo il seme si libererà del frutto e formerà una nuova pianta.

IL FRUTTO

Dal processo d’impollinazione nasce un nuovo organismo perché si ha che l’ovario che contiene lo zigote
cresce, produce un tessuto di nutrimento e forma un frutto. Il frutto per eccellenza, quello classico è quello
della pesca o dell’albicocca o della prugna. La mela non è un frutto semplice, contiene più semi. Il frutto
classico ha nella parte centrale il SEME che è lo zigote, una volta giunto a maturazione il seme è pronto a dar
vita ad una nuova pianta, si apre e compariranno il germoglio apicale ed il germoglio radicale che daranno
vita al nuovo organismo. normalmente una struttura più vicina al seme, più scura, chiamato ENDOCARPO, il
tessuto a diretto contatto col seme che lo protegge. Poi un tessuto di nutrimento zuccherino chiamato
MESOCARPO, che sarebbe la polpa. Ed infine tutti i frutti hanno la buccia, chiamato EPICARPO tessuto
esteriore che protegge il frutto. Quando mettete a germogliare un seme di fagiolo o lenticchia, vedete che il
germoglio è sempre verde perché l’unica cosa importante che deve fare la pianta appena vede il sole è la
fotosintesi. pian piano che la pianta cresce, che si verranno a formare le foglie, il fusto si ricopre della
struttura protettiva della corteccia, quindi non ha più la funzione di fare la fotosintesi ma solo la funzione di
sostegno. Le radici sono sempre chiare tranne alcune eccezioni, perché sono destinate al terreno, al buio.
nelle radici troverete sempre gli amminoplasti. Mentre i primi organelli che si esporranno alla luce del sole
saranno sempre i cloroplasti. La funzione della pianta è quella di fare fotosintesi per sopravvivere e di
riprodursi garantendo la sopravvivenza della specie.