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LEGGIBILITÀ DI FOGLIETTI ILLUSTRATIVI

DI FARMACI
ANALISI DI FOGLIETTI ILLUSTRATIVI CON OBBLIGO DI RICETTA MEDICA

ANDREA RIGA
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI ROMA TRE
Sociolinguistica II
Indice

1- La lingua della medicina 2

2- La semplificazione della lingua istituzionale 5

3- Il bugiardino: definizione e caratteristiche 6

4- Semplificazione linguistica di un bugiardino 8

5- Analisi della leggibilità e della difficoltà dei testi: READ-IT,


GULPEASE, Vocabolario di base 8

6- Analisi della leggibilità di alcuni passi di foglietti illustrativi 9


a) Veste tipografica e contenuto dei foglietti illustrativi 9
b) Analisi della leggibilità: Che cos’è XXX e a che cosa serve 10
c) Analisi della leggibilità: Avvertenze e precauzioni
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7- Conclusioni 20

Riferimenti bibliografici 21

Allegati 23
a) Allegato A: foglietto illustrativo del farmaco XXX/1 23
b) Allegato B: foglietto illustrativo del farmaco XXX/2 24

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1- La lingua della medicina
La lingua della medicina è una lingua settoriale o specialistica, ossia una varietà di lingua usata da un
numero ristretto di parlanti per definire i contenuti di una disciplina. I suoi obiettivi sono quelli di
ottenere il massimo della chiarezza e di identificare chi la usa come membro di uno specifico gruppo.
La storia di questa lingua affonda le sue radici nel mondo greco-latino. Lo sviluppo della medicina a
Roma è essenzialmente collegato all’arrivo di medici greci a partire dal periodo ellenistico in poi. I
romani erano i traduttori in latino di testi medici greci.
Per quanto riguarda la stratificazione della lingua medica, va ricordato l’influsso arabo fino al
Medioevo quando la medicina araba inizia a perdere prestigio in Europa. In seguito, un ruolo
importante è svolto dal francese. In tempi più recenti, visto lo sviluppo di nuove tecnologie e
strumentazioni soprattutto negli Stati Uniti e in Inghilterra, l’inglese è diventato una componente
essenziale.
Una caratteristica fondamentale della medicina, rispetto alle altre scienze, è la proliferazione
terminologica. Il lessico, quindi, riveste un ruolo rilevante e le ragioni della sua importanza sono
descritte da Serianni (2005): la prima riguarda il fatto che, almeno fino al primo Novecento, il
vocabolario medico ricorre a composti di base greca e, quindi, segue una strada diversa rispetto a
quella della fisica classica che ha preferito rendere tecniche parole comuni come forza, momento,
lavoro; la seconda, invece, dipende dall’individualismo legato alla professione del medico e dalla sua
volontà di essere ricordato (le prove di questa affermazione possono essere riscontrate nei numerosi
eponimi, nella coniazione di neologismi per denominare una malattia fino a quel momento
sconosciuta e nella modificazione dell’accezione di un tecnicismo già in uso); la terza riguarda
l’influsso dell’anatomia e della patologia.
Per la descrizione delle caratteristiche del lessico medico, si farà riferimento al testo di John Patrick
D’Elios e Donatella Lippi I medici e le parole (consultato il 18 aprile 2019), dove gli scrittori elencano
gli elementi distintivi fra il lessico della lingua tecnica e quello della lingua comune ed i processi di
formazione o di adozione di termini scientifici. La lingua scientifica utilizza dei segni aggiuntivi
rispetto a quelli della lingua comune proprio per realizzare alcune necessità come quella di riferirsi a
oggetti che non sono riconoscibili nell’esperienza della persona che non è specialista o ad elementi
di nuovi prodotti tecnici che sono messi rapidamente nel mercato e per formare termini specifici e
precisi che la lingua comune non possiede. Inoltre, tende ad essere monoreferenziale, utilizzando dei
termini che sono altamente specifici e che possono essere, il più delle volte, sostituiti solo con delle
perifrasi. Un’altra particolarità di questa lingua è l’uso di «tecnicismi specifici» e «tecnicismi
collaterali» (Serianni, 2005: 30). I primi rappresentano i termini propri della medicina, quelli che ci
si aspetterebbe che un medico usasse nella sua prosa. Serianni (2005) sostiene che si possono
classificare in base alla provenienza linguistica (inglese, greco antico, latino ecc.), ad un criterio
semantico o formale oppure in base ad una valutazione sociolinguistica. La classificazione secondo
il criterio semantico permette di distinguere in: tecnicismi dell’anatomia (ulna), della fisiologia
(metabolismo), della patologia (glaucoma), delle scienze connesse alla medicina (in psicologia,
narcisismo) e relativi alla strumentazione e alle metodiche di analisi (radiologia). Se viene preso in
considerazione il criterio di partizione formale, si possono individuare: tecnicismi monorematici non
analizzabili (timo) e analizzabili (mastite, ossia “infiammazione della mammella”) e tecnicismi
polirematici (costituiti da più parole che formano un blocco unitario come diabete insipido o afta
epizootica). La valutazione sociolinguistica si basa sulla trasparenza dei singoli termini per gli
inesperti. Ci sono alcuni termini che funzionano sia come tecnicismi e sia come parole del linguaggio
comune e che possono assumere significati simbolici (ad esempio, fegato, oltre ad essere un
tecnicismo, è entrato nella fraseologia idiomatica avere fegato).
Molto più difficile è raggruppare i tecnicismi prendendo in considerazione la loro trasparenza e la la
loro frequenza d’uso. Serianni (2008, cit. in Orletti, Iovino, 2018) li classifica in: tecnicismi
fondamentali, noti a tutti i parlanti (diabete); tecnicismi di basso specialismo, noti a parlanti istruiti
(esantema); tecnicismi di medio specialismo, noti a tutti i medici (ioide); tecnicismi di alto

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specialismo, noti alla gran parte dei medici (efidrosi); tecnicismi di altissimo specialismo, noti ad una
piccola parte dei medici (baropodrometrico).
Una lingua però non è soltanto fatta di termini che riflettono nozioni proprie di un settore, ma è
composta anche da vocaboli che non hanno delle necessità comunicative, ma servono soltanto ad
innalzare il registro. Questi termini (tecnicismi collaterali) possono ricorrere in più ambiti settoriali:
ad esempio, a carico di è una espressione del linguaggio giudiziario, ma anche di quello medico
(Serianni, 2005).
Serianni (2005) dedica un intero capitolo ai tecnicismi collaterali (TC) e suddivide quelli lessicali in
tre categorie:
- un primo gruppo costituito da “nomi generali” come fatto o fenomeno;
- un secondo gruppo contiene tecnicismi composti da un sinonimo di registro più elevato
rispetto a un termine corrente (esordio con il significato di “inizio”);
- un terzo gruppo presenta «uno scarto semantico rispetto alla lingua comune che potrebbe
risultare ambiguo o equivoco per il comune paziente» (Serianni, 2005: 140). Un esempio è il
caso di sofferenza epatica che non dà necessariamente “sofferenza” all’ammalato.
Quest’ultimo, al contrario, potrebbe non riconoscere di avere un problema al fegato.
Inoltre, lo stesso autore riporta un lungo elenco di TC che sono maggiormente presenti nei testi
medici. Si riportano alcuni esempi tratti da questa rassegna: accusare con il significato di
“manifestare un sintomo”; lamentare e riferire che sono termini equivalenti di accusare ed oggi sono
maggiormente in uso; apprezzare con il significato di “valutare”; insorgere per indicare la
manifestazione di un fenomeno patologico; sofferenza per “alterazione di un organo o di una
funzione”; manifestare in riferimento alla comparsa di un fenomeno (Serianni, 2005).
Altri tecnicismi collaterali si possono notare nel ricorso agli aggettivi di relazione. Questo tipo di
aggettivi si trova maggiormente nei sintagmi che sono formati da un nome generico e da un aggettivo
che indica un significato specifico. Le possibilità di formazione sono varie e Serianni (2005) le
schematizza in questa maniera:
- evento + aggettivo per indicare un episodio non precisato di importanza patologica;
- in sede + aggettivo per indicare la localizzazione;
- su base + aggettivo per indicare il dato messo a fondamento di una diagnosi, la premessa
clinica di un processo;
- di tipo + aggettivo per indicare il dato importante di una patologia;
- rischio + aggettivo per indicare il possibile manifestarsi di una certa patologia.
A conclusione di questo breve quadro sui tecnicismi specifici e collaterali, è necessario fare una
fondamentale distinzione che riguarda le diverse origini temporali: infatti, i tecnicismi collaterali si
affermano maggiormente in tempi abbastanza recenti, mentre quelli specifici nascono e si diffondono
per tutto l’arco della medicina in volgare. La maggior parte di questi proviene da prestiti greci e latini.
Per quanto riguarda i processi di formazione dei termini scientifici, è opportuno dire che non sono
diversi qualitativamente da quelli della lingua comune. Tra i più diffusi ci sono quelli della
rideterminazione semantica di termini che sono presenti nella lingua comune (alcuni esempi, già citati
in precedenza in riferimento alla prima ragione dell’importanza del lessico medico, sono i termini
della fisica come momento, lavoro, forza che dal significato generico passano ad uno specialistico) e
di termini appartenenti ad altre lingue speciali. Un esempio efficace dell’ultima tipologia di processo
è quello descritto nel testo I medici e le parole di D’Elios e Lippi (consultato il 18 aprile 2019) che
riguarda il termine collasso che passa dall’ambito medico a quello astrofisico, indicando la
compressione di un corpo sotto l’influenza della forza di gravità. Si possono poi ricordare altri
processi di formazione importanti come quello delle neoformazioni, ottenute per derivazione o
composizione da parole delle lingue classiche, o l’uso di sigle, acronimi, eponimi o ancora l’utilizzo
di forestierismi (nelle forme di prestiti formali, calchi semantici e calchi-traduzione).
Rispetto alla composizione e alla suffissazione, va ricordato che la loro diffusione si è maggiormente
sviluppata e accresciuta a partire dalla fine del Settecento per la nascita e lo sviluppo conseguente
delle lingue settoriali e che Serianni (2005) individua quattro tipici suffissi della medicina che sono:

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-ite (bronchite), -oma (sarcoma), -osi (arteriosclerosi), -ismo (ipotiroidismo). In particolare, va
aggiunto che il suffisso –ismo è in assoluto il più produttivo nell’italiano moderno. I suoi derivati si
distinguono in tre tipologie (Serianni, 2005): la prima in cui la base indica l’elemento esterno
responsabile di una patologia (da botulino, deriva botulismo; da etile, deriva etilismo; da arachne,
deriva aracnidismo); la seconda in cui la base indica la patologia stessa (da adenoide, deriva
adenoidismo); la terza in cui la base indica, in combinazione con i prefissi iper- o ipo-, l’organo
interessato da una patologia funzionale (iposurrenalismo).
Parlando invece ora del livello sintattico, si può chiaramente notare che, rispetto al lessico, questo
piano è basato su procedimenti che sono maggiormente presenti nella lingua comune e, per questo
motivo, si può riscontrare un numero minore di fenomeni specifici.
La sintassi, in generale, è caratterizzata dall’uso di uno stile nominale e di nominalizzazioni. Oltre a
queste, si possono solitamente osservare altri tipi di processi che vanno dalle frasi priva di verbo alle
enumerazioni. A proposito dei verbi, la loro quantità nei testi è solitamente bassa e si tratta
maggiormente di verbi di significato generico, usati in formule verbo + sostantivo, nelle quali la parte
sostantivale contiene le informazioni semantiche.
La perdita di importanza del verbo ed il maggiore impiego di sostantivi sono anche causati dalla
scansione del testo in blocchi di ampiezza limitata, utilizzati per favorire rinvii anaforici e cataforici.
La tendenza a dare maggiore importanza al sostantivo si realizza in tre direzioni (Serianni, 2005): lo
sviluppo di frasi nominali, cioè senza verbi di modo finito (è preferito l’uso dei modi non finiti); la
concentrazione della carica informativa nel nome; la riduzione di tempi, modi e persone verbali, con
la prevalenza del presente indicativo, della diatesi passiva, di forme impersonali e di espressioni che
cancellano il soggetto enunciante. Quindi un altro aspetto molto importante da tenere in
considerazione è proprio la “spersonalizzazione” o “deagentivizzazione”, ossia la tendenza a
nascondere chi compie l’azione. Questo è creato, per esempio, con l’uso di infiniti con valore
deontico, con il modale dovere o con forme impersonali come è opportuno o si consiglia che
omettono il soggetto.
In sostanza, nella frase si riscontrano l’uso frequente della forma passiva e della perifrasi verbale
contenente verbo modale, spesso deontico.
Le strutture deontiche possono essere considerate dei veri e propri tecnicismi collaterali perché
innalzano il registro linguistico, aumentando la complessità sintattica del testo. Oltre a queste, tra i
tecnicismi collaterali sintattici più diffusi, si può ricordare l’omissione dell’articolo indeterminativo
per oggetti, soggetti e nomi del predicato in posizione postverbale al singolare, in complementi
indiretti retti da preposizione o con alcuni nomi propri di batteri, virus, medicinali e altri
microrganismi. Anche nell’utilizzo di preposizioni e locuzioni si individuano TC come, per esempio,
nell’uso di da con valore causale invece di “causato da”; di a con valore modale in luogo di altre
preposizioni come di, da, con; nell’uso di espressioni come a carico di o a livello di, seguite dal
distretto anatomico colpito oppure di in presenza di o in assenza di col valore di con (Serianni, 2005).
Inoltre, vanno ricordati sia l’uso di formule limitative che la possibilità di un ordine marcato
sintatticamente della frase, come avviene, per esempio, nell’anteposizione del soggetto nelle frasi
passive.
Per quanto riguarda invece il livello testuale, Lippi e D’Elios, ne I medici e le parole (consultato il
18 aprile 2019), delineano i fattori principali che caratterizzano il linguaggio medico:
- uso di strumenti non verbali come schemi, grafici, tabelle e illustrazioni;
- il rinvio testuale, sia del tipo cfr. infra, v.oltre, sia in forma di sintagmi anaforici e cataforici;
- uso di congiunzioni causa-conseguenza;
- il rigore della struttura testuale (introduzione, problema, soluzione, conclusione).
Per concludere questa introduzione riguardante i tratti salienti della lingua della medicina, è
opportuno riassumere i suoi principali problemi ed i suoi aspetti di complessità.
La “diglossia”(la lingua medica propone etimologie diverse come vertebra/spondilite, duplicità nella
nomenclatura come rachide/colonna vertebrale, esubero di sinonimi), il richiamo alla mitologia nelle
denominazioni, le oscillazioni nella grafia (oscillazioni dalla grafia italianizzata a quella originaria,

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del genere e della forma), l’uso dei traslati (ossia, della metafora e della similitudine che sono usate
nella lingua medica per dare una rappresentazione più articolata della realtà) e la pronuncia (i medici
sono tendenzialmente inclini verso le pronunce greche) rappresentano i maggiori problemi della
lingua medica. E si aggiungono a questi: la rigidità strutturale del testo; la ricerca di oggettività con
la conseguente eliminazione di riferimenti all’autore (la deagentivizzazione, ottenuta con ricorso a
frasi impersonali, nominalizzazioni, nomi astratti e forme nominali del verbo); l’avere come
destinatati non solo gli esperti, ma anche la gente comune; l’uso di termini univoci (ottenuti con il
ricorso a neologismi, con la ridefinizione del significato di parole esistenti e con la formazione di
parole attraverso processi di derivazione e composizione, prestiti e calchi da lingue straniere o
antiche); la presenza di acronimi, abbreviazioni, eponimi; la condensazione e la brevità ottenuta con
l’utilizzo di aggettivi di relazione che danno luogo ad ambiguità interpretative, di ellissi nominali, di
eliminazione di articoli e preposizioni. La difficoltà dei testi medici, a differenza di quanto possa
sembrare, non è maggiormente riscontrabile in frasi lunghe. Al contrario, sono quelle brevi ad essere
più complesse perchè tendono a omettere spiegazioni e a condensare i concetti attraverso i tecnicismi
(Orletti, Iovino, 2018).

2- La semplificazione della lingua istituzionale


Per i problemi che nel precedente paragrafo sono stati esposti, la lingua della medicina e, più in
generale, la lingua istituzionale risulta di difficile comprensione. A partire dagli anni Settanta del
secolo scorso, in Inghilterra e negli anni Stati Uniti, si è diffuso il movimento del plain language che
si è battuto affinchè la comunicazione scritta e orale delle istituzioni fosse il più possibile
comprensibile e semplice. L’obiettivo del plain language non è quello di semplificare eccessivamente
la lingua istituzionale, ma di far sì che possa raggiungere il numero più ampio possibile di persone.
In America, sono state redatte negli anni Settanta le Guidelines for Document Designers, aventi le
indicazioni stilistiche e grafiche di documenti ufficiali rivolti ai cittadini.
Mentre, in Europa, nel 2010, è stato pubblico un opuscolo, dal titolo Claire’s Clear Writing Tips, con
il quale sono stati delineati dei consigli per una scrittura chiara e comunicativa.
Per quanto riguarda l’Italia, le riflessioni e le ricerche di Tullio De Mauro hanno dato inizio a lavori
teorici, leggi e progetti volti alla semplificazione della lingua delle istituzioni come quelli dell’allora
ministro della Funzione pubblica Sabino Cassese (consultato il 27 aprile 2019), di Franco Frattini
(consultato il 27 aprile 2019) e di Alfredo Fioritto (1997, cit. in Orletti, Iovino, 2018). Molto
importanti sono state anche la legge 7 agosto 1990 n.241, le le “leggi Bassanini” (che hanno posto il
problema della necessità della semplificazione della burocrazia) ed il progetto, nato nel 2005, per la
semplificazione del linguaggio amministrativo su iniziativa del ministero dell’Economia e delle
Finanze (Orletti, Iovino, 2018).
È opportuno ricordare il documento Parole chiare per tutti. Manifesto per un italiano istituzionale di
qualità, redatto dalla Rete per l’eccellenza dell’italiano istituzionale (REI), con il quale si riconosce
nella semplificazione linguistica un mezzo per agevolare notevolmente il dialogo fra cittadini e
istituzioni.
Per quanto riguarda la ricerca scientifica italiana, il contributo che ha dato inizio ai lavori è stato
quello Tullio De Mauro (1980, cit. in Orletti, Iovino, 2018).
Altri lavori importanti sono stati quelli di: Zuanelli (1990); Gensini (1999); Cortellazzo (1999; 2008;
2015); Gavioli e Zorzi (1995); Zorzi (1995); Fortis (2003; 2005); Raso (2003); Viale (2008); Bombi
(2013); Lubello (2014)1.
Per concludere, Piemontese (1996, cit. in Orletti, Iovino, 2018) espone le regole linguistiche per una
scrittura semplificata e comprensibile e ricorda il mensile Dueparole, nato nell’Università Sapienza
di Roma e pensato per persone che avevano problemi con la lingua istituzionale e che avevano
bisogno di testi scritti in una lingua chiara, semplice e precisa. La finalità principale della rivista era

1Questi lavori sono stati ripresi dal libro Il parlar chiaro nella comunicazione medica. Tra etica e linguistica di
Franca Orletti e Rossella Iovino (2018).

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proprio quella di permettere ad una determinata parte della popolazione di potersi informare
attraverso la lettura di testi facili.

3- Il bugiardino: definizione e caratteristiche


Il foglietto illustrativo (FI), “bugiardino” o “scheda tecnica” è un documento ufficiale che si trova
obbligatoriamente allegato al medicinale. Deve contenere tutte le informazioni sul farmaco per
consentirne l’uso corretto.
Il termine “bugiardino” ha una etimologia incerta. Tra le varie ipotesi dell’Accademia della Crusca,
si ricorda quella in base alla quale il termine “bugiardo” era utilizzato in Toscana per indicare la
locandina dei quotidiani esposta fuori dalle edicole e da questa, riducendo le dimensioni del foglio,
si è arrivati a “bugiardino”. Questa possibilità viene ricordata anche da un testo di Setti, disponibile
sul sito dell’Accademia della Crusca (consultato il 27 aprile 2019), che aggiunge: «non c'è dubbio
invece che questo nome voglia puntare l'attenzione sulle prerogative di queste particolari "istruzioni
per l'uso" che, soprattutto negli anni di boom della farmacologia, tendevano a sorvolare su difetti ed
effetti indesiderati del farmaco per esaltarne i pregi e l'efficacia». Negli ultimi anni, grazie anche
all’Agenzia italiana del farmaco (AIFA), si è arrivati ad ottenere FI che riportano tutte le notizie
importanti sul farmaco.
Questo termine si è maggiormente diffuso presso la lingua corrente. Essendo caratterizzato da ironia
e semplicità, viene impiegato molto anche dai medici.
Il FI è un testo specialistico e altamente standardizzato. Puato (2008, cit. in Orletti, Iovino, 2018) nota
che il FI oscilla tra la tipologia delle “istruzioni per l’uso” e quella per cui si configura come una sorta
di consenso informato. La duplice natura di testo informativo per il paziente e di documento ufficiale
mette in evidenza il problema di comprensibilità del FI. La stessa Puato (2008, cit. in Orletti, Iovino,
2018) mostra come il FI si rivolga sia al paziente e sia al medico. L’obbligatorietà di completezza
informativa e la presenza dei medici fra i destinatari sono appunto le principali cause dello stile molto
tecnico. Ci sono tre modalità con cui ci si può riferire al destinatario, che può essere diretto, indiretto
o assente (Puato, 2008, cit. in Orletti, Iovino, 2018). Il riferimento diretto prevede l’uso della deissi
e di allocuzioni dirette (strategie comunicative forti). Questo si realizza soprattutto nelle sezioni
rivolte al paziente. Il riferimento indiretto si concretizza con l’uso dell’infinito deontico, di forme
impersonali e della diatesi passiva. Si usa sia per i pazienti che per i medici o farmacisti. Il riferimento
assente non ha un destinatario specifico e, nella maggior parte dei casi, è privo di istruzioni o richieste
di azioni. Si realizza con frasi impersonali al passivo o all’infinito o con frasi in cui non viene espressa
richiesta di azione.
L’articolo 77, del decreto legislativo n.219 del 2006, consultabile sul sito della Gazzetta Ufficiale
della Repubblica Italiana (consultato il 19 aprile 2019), indica i contenuti e le voci che devono essere
presenti in un FI:
- per l’identificazione del medicinale sono necessari la denominazione del medicinale, il dosaggio e
la forma farmaceutica; la categoria farmacoterapeutica o il tipo di attività, in termini comprensibili
per il paziente;
- le indicazioni terapeutiche;
- le informazioni da conoscere prima di assumere il medicinale: controindicazioni; precauzioni
d’uso; interazioni con altri medicinali e altre forme di interazioni che possono influire sulla sua
azione; avvertenze speciali;
- le istruzioni necessarie e consuete per un uso corretto: la posologia; il modo e la frequenza di
somministrazione (precisando, se necessario, il momento appropriato per la somministrazione del
medicinale); la durata del trattamento; le azioni da compiere in caso di sovradosaggio, descrizione
dei sintomi di riconoscimento e intervento di primo soccorso; la condotta da seguire nel caso in cui
sia stata omessa l’assunzione di una o più dosi; l’indicazione, se necessario, del rischio di effetti se
si sospende il medicinale; la raccomandazione a rivolgersi al medico o al farmacista per opportuni
chiarimenti sull’uso del medicinale; 

- la descrizione degli effetti indesiderati che si possono verificare con il normale uso del medicinale

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e, se necessario, delle misure da adottare; il paziente dovrebbe essere invitato a comunicare al
proprio medico o farmacista qualsiasi effetto indesiderato non descritto nel foglio illustrativo; 

- il riferimento alla data di scadenza che figura sull’etichetta, seguito da: avvertenza contro l’uso del
medicinale successivamente a tale data; precauzioni speciali da prendere per la conservazione del
medicinale; la composizione qualitativa e quantitativa completa, in termini di sostanze attive ed
eccipienti; nome e indirizzo del titolare dell’AIC e del produttore; 

- la data in cui il foglio illustrativo è stato revisionato l’ultima volta. 

In generale, i problemi di leggibilità possono essere identificati in due grandi questioni: legibility e
readability (Orletti, Iovino, 2018). Per quanto riguarda la legibility, si può facilmente notare che un
FI presenta quasi sempre un carattere di stampa piccolo, una interlinea compatta, i margini ridotti e
una carta leggera e trasparente. Invece, la readability riguarda la lingua poco comprensibile e ambigua
o troppo precisa, essendo una lingua tecnica. I fattori linguistici che fanno risultare complessa la
lingua dei FI sono stati precedentemente citati nella conclusione del primo paragrafo. Naturalmente,
i FI mantengono gli stessi problemi linguistici di tutta la lingua della medicina.
Un aspetto che però non è stato abbastanza approfondito e che sarà subito trattato in questo paragrafo
è quello riguardante la presenza del latino e delle formazioni neoclassiche nei FI. In questo genere di
testi, l’utilizzo del latino riguarda maggiormente tecnicismi specifici o tecnicismi collaterali che
ormai vengono considerati come specifici. Per lo più sono utilizzati tecnicismi specifici per
denominare la patologia o l’agente infettivo su cui il medicinale agisce o per indicare parti del corpo.
Invece, tra i tecnicismi collaterali più diffusi, usati come tecnicismi specifici, si possono osservare:
per os che indica come deve essere somministrato un farmaco (“per bocca”); die, ratio e in vitro per
indicare il processo che avviene in provetta; intra ed extra, post-hoc per indicare «quelle analisi
statistiche non contemplate nel protocollo di ricerca che vengono effettuate dopo la conclusione della
raccolta dei dati» (Orletti, Iovino, 2018, p.86); e de novo per indicare che l’evento si è verificato per
la prima volta in un paziente2. La sostituzione di un latinismo comporterebbe per forza di cose una
parafrasi dell’espressione latina con conseguente utilizzo di un maggior numero di parole. Questo
aspetto andrebbe, in un certo senso, contro la “regola” della brevità e della condensazione.
Oltre ai latinismi, sono presenti anche formazioni di parole con elementi classici: un esempio è quello
di strumectomia che è composto da struma, dal latino «scrofola», e dal suffisso greco -ectomia, che
deriva dal greco ektomè, ossia ‘resezione’; un altro esempio è quello del termine cardiomiopatia che
è composto dal confisso cardio-, dal greco antico kardìa, ossia “cuore”, da miopatia (“sofferenza del
muscolo”), dal greco antico μῦς mŷs, originariamente “topo” e dopo “muscolo” e dal confisso greco
–patheia, dal tema di pàscho (“soffrire”).

4- Semplificazione linguistica di un bugiardino


Prima di esporre quali azioni si possono intraprendere per semplificare linguisticamente un
bugiardino, è necessario dire perché è importante farlo.
In un documento, intitolato Il foglio illustrativo: il primo strumento in mano ai pazienti per un uso
corretto del farmaco (consultato il 23 aprile 2019), l’AIFA elenca, oltre che le regole della
semplificazione, anche i motivi per i quali è fondamentale rendere accessibile un FI:
- sia perché si rivolge ad un pubblico eterogeneo con livelli di istruzione e scolarizzazione
diversi;
- sia perché la lingua non può costituire una barriera che impedisce alle persone di capire le
informazioni sui medicinali.
Per far sì che la lingua dei bugiardini non costituisca una barriera e si possa rivolgere al più ampio
pubblico possibile, l’AIFA ha consigliato alcune azioni da compiere per semplificare i testi:
- utilizzare frasi brevi con meno di 20 parole e con un basso grado di subordinazione
(privilegiando gli elenchi puntati);

2Questi esempi di latinismi presenti nei FI sono stati ripresi dal testo Il parlar chiaro nella comunicazione
medica. Tra etica e linguistica di Franca Orletti e Rossella Iovino (2018).

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- rivolgersi al destinatario con uno stile diretto e attivo, evitando l’uso di uno stile impersonale
e della forma passiva;
- usare espressioni vicine alla lingua comune (il tecnicismo va inserito tra parentesi);
- spiegare i nomi anatomici di organi e precisazioni;
- evitare gli acronimi e le abbreviazioni (da riportare eventualmente fra parentesi) e se possibile
spiegarle;
- scrivere in corsivo i termini stranieri e le parole in latino;
Inoltre, l’AIFA sostiene che la semplificazione non deve legittimare l’omissione di informazioni
necessarie, pur essendo complesse.
In generale, è sempre necessario utilizzare le parole contenute nel Vocabolario di Base (VdB) di De
Mauro.
L’AIFA, nel documento sopra citato, propone degli esempi di semplificazione che vengono di seguito
riportati:
- epatico può essere semplificato in fegato;
- cardiaco in cuore;
- ematico in sangue;
- accusare in manifestare un sintomo;
- apprezzare in riscontrare, valutare;
- domanda in fabbisogno da parte dell’organismo;
- episodio in evento acuto della malattia;
- esordio in inizio della malattia;
- sostenuto in causato (in riferimento all’agente di una certa patologia e specialmente ai germi
che la determinano).

5- Analisi della leggibilità e della difficoltà dei testi: READ-IT, Gulpease e


Vocabolario di Base.
Gli strumenti che saranno utilizzati in questo lavoro per analizzare la leggibilità e la difficoltà dei
foglietti illustrativi saranno essenzialmente due: il software READ-IT e l’indice GULPEASE.
L’indice GULPEASE è un indice di leggibilità che utilizza la lunghezza delle parole in lettere e non
in sillabe come, invece, l’indice di Flesch. Ha due variabili linguistiche: la lunghezza della parola e
quella della frase rispetto al numero delle lettere. Inoltre, i suoi risultati sono compresi tra i valori di
0 e 100. In generale, un testo che ha indice Gulpease inferiore a 80 o 60 o 40 è rispettivamente difficile
da leggere per chi ha una licenza elementare, media o un diploma superiore.
Invece, READ-IT, come riportato nel testo La leggibilità dei testi di ambito medico rivolti al paziente:
il caso dei bugiardini di farmaci senza obbligo di prescrizione medica di F. Orletti, F. Dell’Orletta e
R. Iovino (consultato il 24 aprile 2019), è in grado di valutare la leggibilità dei testi dei bugiardini su
due livelli: il documento e la singola frase. Questo misura la difficoltà del testo in base a quattro
parametri: base (che riguarda la lunghezza delle frasi e delle parole); lessicale (in riferimento alla
composizione del vocabolario); sintattico (che è la misura delle categorie morfo-sintattiche e della
struttura sintattica); e globale (che comprende una misura riassuntiva della leggibilità combinando
tutti i tratti).
Nello specifico, nel READ-IT lessicale viene calcolata la percentuale di lemmi appartenenti al
Vocabolario di Base (VdB) e alla ripartizione di questi in fondamentali, di alto uso e di alta
disponibilità. Questo vocabolario nasce come appendice (curata anche da Stefano Gensini) al volume
Guida all’uso delle parole di Tullio De Mauro (1980) e raccoglie circa 7000 parole, conosciute da
tutte le persone che abbiano frequentato le scuole almeno fino alla terza media. La lista di parole del
1980 si fondava sui dati di frequenza e di uso delle parole offerti dal Lif, Lessico di frequenza della
lingua italiana contemporanea, e sui dati di maggior disponibilità, ricavati da una indagine del 1979-
1980 su persone adulte dotate della sola licenza media inferiore.
Ad oggi, esiste una nuova edizione del Vocabolario di base, il Nuovo Vocabolario di Base (consultato
il 20 aprile 2019), che è nata con l’intento di aggiornare la vecchia a causa dei cambiamenti della

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società italiana. A questa nuova versione hanno lavorato Isabella Chiari e Tullio De Mauro e ha
collaborato alla redazione anche Francesca Ferrucci.

6- Analisi della leggibilità di alcuni passi di due foglietti illustrativi


Saranno presi in considerazione due foglietti illustrativi, che saranno indicati nel testo XXX/1 e
XXX/2, di farmaci con obbligo di prescrizione medica che hanno funzioni diverse: il primo si usa per
trattare schizofrenia, mania, demenza di Alzheimer e disturbo della condotta; il secondo per trattare
problemi della tiroide.

a) Veste tipografica e contenuto di foglietti illustrativi


I due foglietti hanno degli aspetti completamente diversi: infatti, il primo si presenta in forma di foglio
lungo 54 cm e largo 50 cm, mentre il secondo ha dimensioni più contenute (lungo 30 cm e largo 25
cm). Inoltre, il primo FI ha un carattere anche abbastanza leggibile, invece il secondo notevolmente
più piccolo. Un problema che presentano entrambi è la carta su cui sono scritti che è molto sottile e
quasi trasparente. Questa caratteristica disturba molto la lettura.
Non si notano rientri in corrispondenza di elenchi puntati in entrambi i FI ed i singoli paragrafi e
sottoparagrafi che compongono i FI, i cui titoli sono in un grassetto, sono separati da una spaziatura
dai precedenti e dai successivi. Si può osservare che, nel FI di XXX/2, i titoli dei paragrafi che
scandiscono il contenuto, oltre ad essere numerati (come anche in XXX/1), sono messi in evidenza
da un riquadro che li racchiude di tonalità grigia. Questo aspetto rende maggiormente comprensibile
la scansione del testo. Sempre riguardo la suddivisione del testo, nel bugiardino di XXX/2, si ricorre
ad una ulteriore suddivisione dei sottoparagrafi e questa viene evidenziata con un carattere
sottolineato. Con questo carattere vengono anche messi in risalto i destinatari (adulti, bambini o
ragazzi) delle dosi da assumere del farmaco in questione.
In generale, tutti e due i foglietti si presentano densi e pieni di testo. Soprattutto il bugiardino di
XXX/1, date anche le sue dimensioni, risulta particolarmente caotico. Di particolare interesse, nel FI
del farmaco XXX/1, è la presenza di un pittogramma che spiega le procedure per assumere la
soluzione orale del medicinale.
Per quanto riguarda la struttura ed il contenuto, entrambi, nella parte iniziale, sotto il nome
commerciale del farmaco, seguito dal nome del principio attivo contenuto, presentano la seguente
struttura:

Legga attentamente questo foglio prima di prendere questo medicinale perché contiene
importanti informazioni per lei.
- Conservi questo foglio. Potrebbe aver bisogno di leggerlo di nuovo. 

- Se ha qualsiasi dubbio, si rivolga al medico o al farmacista. 

- Questo medicinale è stato prescritto soltanto per lei. Non lo dia ad altre persone: anche se i sintomi
della malattia sono uguali ai suoi, perché potrebbe essere pericoloso. 

- Se si manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo foglio, si
rivolga al medico o al farmacista. 


Contenuto di questo foglio:


1.Che cos’è XXX e a che cosa serve.
2.Cosa deve sapere prima di prendere XXX.
3.Come prendere XXX.
4.Possibili effetti indesiderati.
5.Come conservare XXX.
6.Contenuto della confezione e altre informazioni.

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b) Analisi della leggibilità: Che cos’è XXX e a che cosa serve
I primi brani sottoposti all’analisi della leggibilità sono i primi paragrafi (Che cos’è XXX e a che cosa
serve) dei FI dei farmaci in questione.
Per quanto riguarda XXX/1, viene riportato di seguito il primo paragrafo:

XXX appartiene a un gruppo di farmaci chiamati “antipsicotici”.


XXX è usato per il:
- trattamento della schizofrenia, condizione in cui si possono vedere, sentire o provare cose che 
non sono presenti,
credere cose non vere o sentirsi sospettosi in modo inusuale o confusi;
- trattamento della mania, condizione in cui ci si può sentire molto eccitati, euforici, agitati, elettrizzati o iperattivi. La
mania si presenta nel corso di una malattia chiamata “disturbo bipolare”;

- trattamento a breve termine (fino a 6 settimane) dell’aggressività persistente in persone con 
demenza di Alzheimer,
che danneggiano se stessi o gli altri. Prima del trattamento devono essere 
state adottate alternative non farmacologiche;

- trattamento a breve termine (fino a 6 settimane) dell’aggressività persistente in bambini 
intellettualmente disabili (di
età pari o superiore a 5 anni) e in adolescenti con disturbo della condotta. 

XXX può aiutare ad alleviare i sintomi della malattia e a fermarne la ricomparsa. 


Questo testo presenta i seguenti valori di leggibilità:

READ-IT base 42,6%


READ-IT lessicale 79,2%
READ-IT sintattico 95,9%
READ-IT globale 99,1%

Il valore dell’indice GULPEASE, che indica il livello di semplicità, è pari al 50,7%.


La prima frase del paragrafo in questione è:

XXX appartiene a un gruppo di farmaci chiamati “antipsicotici”.

Il testo non risulta particolarmente difficile, infatti i valori del READ-IT base e sintattico non sono
affatto elevati (2,2% e 24,6%). Al contrario, i READ-IT lessicale e globale sono molto elevati: 100%
e 99,3%.
Si potrebbe, in questo caso, essere maggiormente diretti e definire XXX direttamente come un
farmaco “antipsicotico”, ossia un farmaco che tratta disturbi mentali gravi.
Serianni, ne Un treno di sintomi (2005), riporta un passo di un articolo della «Repubblica» di Giulia
Buccini dove viene illustrata la grande varietà formale con cui si presentano le glosse. Tra queste
illustra il ricorso a strutture denominative, incardinate su detto, cosiddetto e chiamato. Nel caso in
questione, quindi, è presente una glossa di questo tipo.
In sostanza, il testo potrebbe assumere questa forma:

XXX è un farmaco “antipsicotico”.

Con questa modifica, i valori di READ-IT base e sintattico si riducono rispettivamente allo 0,2% e
allo 0,3%, ma rimane ancora elevato il READ-IT globale (96,9%).
Un’altra proposta per la semplificazione di questa frase è quella di spiegare cosa sono i farmaci
“antipsicotici”. Sempre tenendo in considerazione l’articolo di Giulia Buccini, questa volta verrà

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utilizzata l’inclusione tra parentesi del significato del termine.
La proposta rende così il testo:

XXX è un farmaco antipsicotico (tratta disturbi mentali gravi).

In questo modo, i valori di READ-IT sintattico e globale diminuiscono rispetto a quelli iniziali (2,3%
e 15,3%).
Dopo questa prima frase, vengono riportati gli usi di XXX/1. Da notare che è già presente un tentativo
di semplificazione: infatti, i diversi impieghi del farmaco vengono descritti attraverso un elenco che
favorisce la lettura.
Prima di passare alla trattazione dei problemi e delle conseguenti proposte di semplificazione, si
riporta il testo e di seguito una tabella con i valori di leggibilità:

XXX è usato per il:


-trattamento della schizofrenia, condizione in cui si possono vedere, sentire o provare cose che non sono presenti, credere
cose non vere o sentirsi sospettosi in modo inusuale o confusi;

-trattamento della mania, condizione in cui ci si può sentire molto eccitati, euforici, agitati, elettrizzati o iperattivi. La
mania si presenta nel corso di una malattia chiamata “disturbo 
bipolare”;

-trattamento a breve termine (fino a 6 settimane) dell’aggressività persistente in persone con demenza di Alzheimer, che
danneggiano se stessi o gli altri. Prima del trattamento devono essere 
state adottate alternative non farmacologiche;

-trattamento a breve termine (fino a 6 settimane) dell’aggressività persistente in bambini intellettualmente disabili (di età
pari o superiore a 5 anni) e in adolescenti con disturbo della condotta. 


READ-IT base 54,0%


READ-IT lessicale 74,3%
READ-IT sintattico 99,1%
READ-IT globale 100,0%

Una prima proposta di semplificazione è l’eliminazione della forma passiva è usato, preferendo l’uso
del presente attivo si usa. Nell’elenco viene ripetuto, all’inizio di ogni punto, il nome deverbale
trattamento che può essere sostituito con il verbo da cui deriva (trattare). Inoltre, viene utilizzata più
volte la forma impersonale, come ad esempio si possono vedere oppure ci si può sentire. Per rendere
evidente chi compie l’azione, si può ricorrere all’uso, come soggetto, di un nome generico come
persone, che permette l’eliminazione delle strutture impersonali sopra citate. Ci sono poi alcuni
termini o espressioni, come persistente, condizione o non farmacologiche, che possono essere
semplificati in continua, disturbo e senza utilizzo di farmaci. Un altro intervento di semplificazione
può essere quello di essere più “diretti” nell’espressione La mania si presenta nel corso di una
malattia chiamata “disturbo bipolare”, che può essere resa con La mania si presenta nel corso del
“disturbo polare”. La proposizione relativa che danneggiano se stessi o gli altri risulta non rilevante
ai fini della comprensione del testo e, per questo motivo, può essere eliminata. Per gli ultimi due usi
di XXX/2, essendo indicati fra parentesi i periodi temporali (fino a 6 settimane) entro i quali può
essere trattata l’aggressività dei pazienti ed essendo più precisi dell’espressione generica breve
termine, si può direttamente indicare il periodo nel quale può essere utilizzato il farmaco. Infine, per
distinguere ancora meglio i modi in cui si manifesta il disturbo della mania, si può ricorrere all’uso
della congiunzione e/o al posto della semplice virgola.
In conclusione, il testo, dopo queste modifiche, è il seguente:

XXX si usa per:


- trattare la schizofrenia, disturbo in cui le persone vedono, sentono o provano cose che non sono presenti o credono a
cose non vere o si sentono sospettose in modo insolito o confuse.

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- trattare la mania, disturbo in cui le persone sono eccitate e/o euforiche e/o agitate e/o elettrizzate e/o iperattive. La
mania si presenta nel corso del “disturbo bipolare”.
- trattare fino a 6 settimane l'aggressività continua in persone con demenza di Alzheimer. Prima della terapia devono
essere effettuate alternative senza utilizzo di farmaci.
- trattare fino a 6 settimane l'aggressività continua in bambini intellettualmente disabili (di età pari o superiore a 5 anni)
e in adolescenti con disturbo della condotta.

Rispetto al testo del FI, si può notare una notevole diminuzione di READ-IT lessicale, sintattico e
globale (6,3%; 13,3%; 1,8%). Si riduce anche il READ-IT base, ma con minore rilevanza rispetto
agli altri indici: infatti, si registra un valore percentuale del 33,4% rispetto al 54% del testo di
partenza.
L’ultima frase di questo paragrafo è la seguente:

XXX può aiutare ad alleviare i sintomi della malattia e a fermarne la ricomparsa.

Si possono operare alcuni piccoli interventi di semplificazione che riguardano la sostituzione dei
termini alleviare con ridurre (termine presente nel VdB), ricomparsa (che è un tecnicismo
collaterale) con ritorno e l’eliminazione del verbo aiutare. Per di più, si può sostituire l’enclitica –ne
dell’infinito (fermarne) con l’aggettivo possessivo suo, riferito alla malattia.
La frase risultante è:

XXX può ridurre i sintomi della malattia e fermare il suo ritorno.

Così, i valori di READ-IT base e globale si riducono fortemente: si passa da 19,4% al 7,7% per il
READ-IT base; mentre dal 35,1% allo 0,7% per il READ-IT globale.
Per concludere, analizzando complessivamente il brano, si può notare che le misure attuate per tentare
di semplificare il primo paragrafo del FI in questione hanno portato a dei valori di leggibilità che sono
minori rispetto a quelli di partenza. Si riporta di seguito la tabella con i valori del testo iniziale e di
quello finale.

Indice di leggibilità Livello di difficoltà del Livello di difficoltà del testo Livello di difficoltà
testo originale semplificato (con spiegazione fra del testo semplificato
parentesi di “antipsicotico”) (senza spiegazione di
“antipsicotico)
READ-IT base 42,6% 24,3% 20,9%
READ-IT lessicale 79,2% 22,1 6,1%
READ-IT sintattico 95,9% 10,0% 7,8%
READ-IT globale 99,1% 1,5% 1,0%

Indice di leggibilità Livello di semplicità del Livello di semplicità del testo Livello di difficoltà
testo originale semplificato (senza spiegazione di del testo semplificato
“antipsicotico”) (senza spiegazione di
“antipsicotico)
GULPEASE 50,7% 55,7% 56,6%

Per quanto riguarda XXX/2, viene riportato di seguito il primo paragrafo:

XXX è l’ormone tiroideo levotiroxina sodica (T4), perfettamente uguale a quello prodotto dalla ghiandola tiroidea. È
ottenuto in laboratorio per via sintetica e si presenta in compresse. La T4 contenuta in XXX viene convertita nel nostro

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organismo nell’ormone triiodiotironina (T3), che regola numerose funzioni del metabolismo umano.
XXX si usa per trattare stati di ipotiroidismo come: gozzo, profilassi di recidive dopo strumectomia, ipofunzione tiroidea,
flogosi della tiroide, in corso di terapia con antitiroidei.

Il brano in questione presenta un valore di difficoltà globale che è pari al 100% e, di conseguenza,
risulta un testo di difficile comprensione. Gli altri indici di leggibilità presentano dei livelli di
difficoltà elevati: infatti, il READ-IT base è pari al 69,5%; il READ-IT lessicale al 100%; e il READ-
IT sintattico al 65,7%.
La prima frase di questo paragrafo del FI in questione è la seguente:
XXX è l’ormone tiroideo levotiroxina sodica (T4), perfettamente uguale a quello prodotto dalla ghiandola tiroidea.

In questo caso, si hanno i seguenti valori degli indici di leggibilità:

READ-IT base 47,4%


READ-IT lessicale 100,0%
READ-IT sintattico 76,4%
READ-IT globale 92,2%

Si può notare che i valori di READ-IT lessicale, sintattico e globale sono elevati, mentre il READ-IT
base è pari ad un valore abbastanza basso rispetto agli altri.
In questa frase, sono presenti diversi tecnicismi specifici: tiroide, ormone e ghiandola sono
maggiormente diffusi e conosciuti e sono noti sicuramente ai pazienti che assumono questo
medicinale; mentre, levotiroxina sodica è noto principalmente agli esperti. Si constata anche la
presenza di tecnicismi collaterali come gli aggettivi di relazione tiroideo e tiroidea. Si presume che
la persona che assume un farmaco del genere, oltre a conoscere i termini tiroide e ormone, riconosca
il significato delle sigle T4 e T3. In una possibile proposta di semplificazione, non si può fare a meno
di questi termini.
Per semplificare, si può certamente dividere il periodo in due, rendendo il contenuto maggiormente
chiaro. Inoltre si possono eliminare gli aggettivi di relazione (nel primo caso, si può sostituire
l’aggettivo di relazione con l’espressione “prodotto dalla tiroide”) e rendere l’espressione ghiandola
tiroidea direttamente con tiroide.
La frase risultante è la seguente:

XXX è l’ormone, prodotto dalla tiroide, levotiroxina sodica (T4). XXX è uguale all'ormone prodotto dalla tiroide.

In questo modo, i valori degli indici di leggibilità diminuiscono notevolmente. Naturalmente, non si
può verificare una diminuzione eccessiva del READ-IT lessicale per quanto detto in precedenza.
I valori sono i seguenti:

READ-IT base 2,4% (vs. 47,4%)


READ-IT lessicale 95,2% (vs. 100,0%)
READ-IT sintattico 11,3% (vs. 76,4%)
READ-IT globale 6,6% (vs.92,2%)

Un altro indice di leggibilità è l’indice GULPEASE che, prima della semplificazione, era pari al
45,9% e, dopo le modifiche, al 67,6%. Si nota chiaramente che il livello di semplicità del testo è
aumentato.

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La frase seguente (È ottenuto in laboratorio per via sintetica e si presenta in compresse) ha poche
possibilità di semplificazione perché presenta già un valore di leggibilità sintattica pari allo 0% e la
percentuale di lemmi appartenenti al VdB è pari al 75%, di cui il 77,8% appartenente al repertorio
d’uso fondamentale. Presenta un READ-IT base molto basso (7,5%), invece quelli lessicale e globale
sono elevati (100% e 86,8%).
Gli interventi di semplificazione, anche se minimi, che possono essere messi in atto sono
principalmente: l’eliminazione della forma passiva (È ottenuto) e dell’espressione per via sintetica
perché è implicito nel fatto che il farmaco è creato in laboratorio e la sostituzione del termine
compressa con pasticca, che è maggiormente in uso. Inoltre, si può semplificare il verbo presentarsi
con la terza persona singolare del verbo essere.
Una proposta di riscrittura, quindi, può essere la seguente:

Il farmaco è in pasticche e si ottiene in laboratorio.

In questa maniera, il READ-IT base si riduce al 3,2% e quello globale al 36,0%.


Il periodo successivo è il seguente:

La T4 contenuta in XXX viene convertita nel nostro organismo nell’ormone triiodiotironina (T3), che regola numerose
funzioni del metabolismo umano.

I READ-IT base, lessicale e globale di questo periodo assumono valori molto elevati, mentre il valore
del livello sintattico risulta particolarmente basso. Di seguito viene riportata la tabella con i valori
degli indici di leggibilità:

READ-IT base 86,9%


READ-IT lessicale 100,0%
READ-IT sintattico 0,2%
READ-IT globale 100,0%

Alcune proposte per la semplificazione del testo possono riguardare l’eliminazione della forma
passiva viene convertita, la divisione in due del periodo e la messa in evidenza della sigla T3 che,
come detto in precedenza, potrebbe essere facilmente riconoscibile dai pazienti che assumono questo
farmaco rispetto al nome dell’ormone (triiodiotironina), che viene comunque riportato fra parentesi.
Per quanto riguarda la divisione del periodo in due più brevi, il secondo di questi è costituito dal
contenuto espresso precedentemente dalla frase relativa (che regola numerose funzioni del
metabolismo umano). Per di più, per ridurre la lunghezza media del periodo e delle parole (due
parametri del READ-IT base), si può sostituire l’espressione contenuta in XXX con di XXX e la parola
numerose con molte.
Il risultato di queste proposte è il seguente:

La T4 di XXX si converte nel nostro organismo nella T3 (ormone triiodiotironina). La T3 regola molte funzioni del
metabolismo umano.

Questo nuova versione presenta valori di READ-IT base e globale rispettivamente di 2,9% e 9,3%.
L’ultimo periodo di questo paragrafo del FI in questione è costituito dagli usi del farmaco. Il testo è
il seguente:

XXX si usa per trattare stati di ipotiroidismo come: gozzo, profilassi di recidive dopo strumectomia, ipofunzione tiroidea,
flogosi della tiroide, in corso di terapia con antitiroidei.

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Questo passo è sicuramente quello che presenta un maggiore livello di difficoltà perché vengono
utilizzati moltissimi tecnicismi specifici (stati di ipotioidismo, gozzo, profilassi di recidive dopo
strumectomia, ipofunzione tiroidea, flogosi della tiroide, antitiroidei). Infatti, i valori di READ-IT
sono tutti molto elevati: ad eccezione del READ-IT base che registra un valore di 97,1%, tutti gli altri
sono pari al 100%.
Sicuramente gli interventi di semplificazione più opportuni sono l’utilizzo di un elenco per gli usi del
medicinale e la spiegazione dei tecnicismi presenti.
Facendo solo un elenco degli usi del farmaco, i valori degli indici di leggibilità base e sintattico si
riducono rispettivamente allo 0,1% e al 37,2% (rispetto al 97,1% e 100% precedenti). Mentre, il
livello di semplicità del brano (indice Gulpease) passa dal 40,2% iniziale al 97,8%.
Una seconda operazione che si può compiere, come già detto, è quella di rendere maggiormente
comprensibili gli usi di questo medicinale: ad esempio, la profilassi di recidive dopo strumectomia
non è altro che l’uso di XXX per evitare che si presenti nuovamente il gozzo dopo la sua asportazione
totale o parziale; la floglosi della tiroide è l’infiammazione della tiroide; l’ipofunzione tiroidea è lo
scarso funzionamento della tiroide. Nel FI di XXX/2, in una parte del secondo paragrafo (Cosa deve
sapere prima di prendere XXX), che reca la seguente dicitura in grassetto Prima di iniziare una
terapia con ormoni tiroidei, vanno escluse o trattate le seguenti condizioni, vengono indicate tutte le
condizioni che non devono essere presenti prima dell’assunzione del farmaco. Nell’elencare tutte
queste situazioni, viene utilizzata una struttura che sarà riproposta per semplificare il passo analizzato:
viene prima spiegata con parole più comprensibili la patologia e poi viene indicato fra parentesi il
termine tecnico per definirla. Per esempio, l’arteriosclerosi, inserita fra parentesi, è definita come la
«presenza di placche nelle arterie che diminuiscono il passaggio di sangue».
Il testo, con le modifiche descritte, si presenta in questa maniera:

XXX si usa per trattare stati di ipotiroidismo (quando la tiroide non produce una quantità sufficiente di ormoni):
-per l’ingrandimento della tiroide (gozzo);
-per prevenire il ritorno del gozzo (profilassi di recidive dopo strumectomia);
-per il malfunzionamento della tiroide (ipofunzione della tiroide);
-per l'infiammazione della tiroide (flogosi della tiroide);
-in corso di una terapia con farmaci che bloccano l'attività della tiroide (antitiroidei).

Questa versione del passo in questione riporta valori di REAT-IT lessicale e globale pari al 10,1% e
allo 0,6% (rispetto ai valori iniziali di 100%). Aumenta, anche se di poco, il READ-IT base (6,0%)
rispetto alla versione precedente, dove i tecnicismi sono stati soltanto elencati e non spiegati, perché
aumenta la lunghezza media dei periodi e delle parole. Comunque, diminuisce rispetto al valore
iniziale (97,4%). Invece, il valore di READ-IT sintattico (83,0%) risulta aumentato rispetto alla
versione precedente, ma comunque è diminuito (anche se non molto) rispetto al testo originale.
Per concludere, analizzando complessivamente il brano, si può notare che le misure attuate per tentare
di semplificare il primo paragrafo del FI in questione hanno portato a dei valori di leggibilità che sono
minori rispetto a quelli di partenza. Si riporta di seguito la tabella con i valori del testo originale e di
quello semplificato.

Indice di leggibilità
Livello di difficoltà del testo originale Livello di difficoltà del testo
semplificato
READ-IT base 69,5% 4,7%
READ-IT lessicale 100% 1,8%
READ-IT sintattico 65,7% 40,0%
READ-IT globale 99,7% 1,7%

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Indice di leggibilità Livello di semplicità del testo Livello di semplicità del testo
originale semplificato
GULPEASE 46,0% 62,8%

c) Analisi della leggibilità: Avvertenze e precauzioni


Ora verranno sottoposti all’analisi della leggibilità alcuni passi del secondo paragrafo (Cosa deve
sapere prima di prendere XXX), in particolar modo del sottoparagrafo Avvertenze e precauzioni.
Entrambi i paragrafi iniziano con una formula standard che è la seguente:

Si rivolga al medico o al farmacista prima di prendere XXX.

Questa frase presenta, per XXX/1, valori di READ-IT base e sintattico bassi (5,1% e 1,8%), mentre
lessicale e sintattico elevati (100% e 78,7%). Mentre, per XXX/2, essendo il nome del farmaco
composto da più lettere, il valore di READ-IT base è leggermente più elevato (5,4%) e anche quello
globale risulta poco più elevato (80,6%).
In entrambi i casi, all’inizio si potrebbe utilizzare un’allocuzione diretta ai destinatari del medicinale
per raggiungere una maggiore informalità (Rivolgetevi, invece di Si rivolga).
Con questa proposta di semplificazione, il valore di READ-IT base di XXX/1 si riduce, anche se di
poco, al 3,9% e quello globale arriva al 10,2%. Anche i valori di READ-IT base e globale di XXX/2
subiscono una riduzione: il READ-IT base è pari al 4%, mentre quello globale a 11,5%.
Per quanto riguarda XXX/1, viene riportato di seguito il testo da analizzare e semplificare:

Bambini e Adolescenti
Prima di iniziare il trattamento per il disturbo del comportamento, devono essere state escluse altre cause per il
comportamento aggressivo. Se durante il trattamento con XXX compare stanchezza, cambiare l’orario di
somministrazione del farmaco può migliorare le difficoltà di attenzione.
Prima di iniziare il trattamento il suo peso corporeo, o quello del suo bambino, devono essere misurati e devono essere
monitorati attentamente durante il trattamento. Uno studio piccolo e non definitivo ha registrato un aumento in altezza in
bambini che hanno preso XXX, ma non è noto se questo è un effetto del farmaco o è dovuto a qualche altro motivo.

Questo paragrafo presenta valori di READ-IT base e sintattico elevati (90,1% e 98,4%) e valori di
READ-IT lessicale e globale più bassi (1,8% e 21,5%). L’indice Gulpease è pari al 46,5%.
Si può osservare, per quanto riguarda il livello sintattico, l’uso di subordinate temporali implicite
(Prima di iniziare il trattamento per il disturbo del comportamento e Prima di iniziare il trattamento)
e ipotetiche (se durante il trattamento con XXX compare stanchezza e se questo è un effetto del
farmaco o è dovuto a qualche altro motivo). Non mancano costrutti impersonali come, ad esempio,
non è noto che spersonalizzano l’espressione. Le frasi, in generale, presentano l’uso di verbi passivi
e di strutture deontiche.
Il primo periodo contiene una struttura passiva e deontica (devono essere state escluse altre cause)
che esprime la necessità e l’obbligatorietà di quanto espresso nella frase.
L’operazione più immediata che si può compiere è quella di eliminare la frase passiva e rendere
evidente il soggetto. Inoltre, può essere sostituito il nome deverbale trattamento con il verbo da cui
deriva. La frase, con le modifiche apportate, diventa:

Prima di trattare il disturbo del comportamento, il medico deve escludere altre cause per il comportamento aggressivo.

Con questa riscrittura, i READ-IT sintattico e globale sono pari allo 0%.
Passando alla frase successiva (Se durante il trattamento con XXX compare stanchezza, cambiare
l’orario di somministrazione del farmaco può migliorare le difficoltà di attenzione), si può notare che
presenta interamente una struttura impersonale. Nella frase ipotetica introdotta da se è presente l’uso
di un verbo che Serianni (2005) inserisce fra i tecnicismi collaterali (comparire). Per di più, ci sono
sia un infinito con valore deontico (cambiare), molto frequente nei FI dei medicinali italiani, sia il
nome deverbale somministrazione che favorisce lo stile nominale e che può essere sostituito con una

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frase relativa con il verbo “prendere” (in cui prende). Anche il nome del principio attivo del
medicinale può essere sostituito con una espressione come questo farmaco. Una sostanziale modifica
è quella di dividere il periodo in questione in due brevi: nel primo si mette in evidenza il possibile
effetto indesiderato; nel secondo, invece, la possibile soluzione. Questa frase ha i seguenti valori degli
indici di leggibilità: il READ-IT base è pari al 90,3%; quello lessicale pari al 100%; quello sintattico
pari al 63,3%; quello globale pari allo 0,1%.
La frase con le modifiche apportate si presenta in questa maniera:

Il paziente può avere stanchezza e difficoltà di attenzione durante la terapia con questo farmaco. In questo caso, il medico
può cambiare l'orario in cui si prende il farmaco.

Apportando i cambiamenti indicati precedentemente, i valori di READ-IT base, sintattico e globale


si riducono rispettivamente al 16,5%, allo 0,0% e allo 0,1%.
La frase seguente (Prima di iniziare il trattamento il suo peso corporeo, o quello del suo bambino,
devono essere misurati e devono essere monitorati attentamente durante il trattamento) ha i seguenti
valori degli indici di leggibilità:

Indice di leggibilità Livello di


difficoltà
READ-IT base 92%
READ-IT lessicale 98,5%
READ-IT sintattico 97,2%
READ-IT globale 100,0%

Si nota, come detto già in precedenza, l’uso di verbi alla forma passiva (devono essere misurati e
devono essere monitorati). Il periodo inizia con una proposizione temporale che non viene divisa
dalla proposizione principale attraverso una virgola.
Una proposta per semplificare questo periodo quindi è quella di eliminare le strutture passive,
mettendo in evidenza chi compie l’azione di misurare e monitorare il peso corporeo, ossia il medico,
e dividere il periodo in due parti separando le due azioni che deve compiere il medico: prima della
terapia, misurare il peso; durante la terapia, monitorarlo. Inoltre, al posto del nome deverbale
trattamento può essere utilizzato il sostantivo terapia e al posto dell’aggettivo di relazione corporeo
(tecnicismo collaterale) può essere utilizzato il complemento di specificazione del corpo.

Prima di iniziare la terapia, il medico deve misurare il peso del corpo del paziente. Il medico deve monitorare il peso
durante la terapia.

Con queste modifiche, il testo presenta dei valori degli indici di leggibilità notevolmente ridotti: il
READ-IT base è pari al 6,9%; il READ-IT lessicale al 4,5%; il READ-IT sintattico allo 0,2%; il
READ-IT globale allo 0,0%.
Per concludere, l’ultima frase del brano proposto (Uno studio piccolo e non definitivo ha registrato
un aumento in altezza in bambini che hanno preso XXX, ma non è noto se questo è un effetto del
farmaco o è dovuto a qualche altro motivo) ha indici di leggibilità sempre molto elevati (READ-IT
base pari al 63,8%; lessicale e globale al 100%; sintattico al 46,9%). Anche in questo passo, si può
osservare l’utilizzo di un nome deverbale come aumento che si può sostituire con il verbo da cui
deriva, del principio attivo per definire il farmaco che si può sostituire direttamente con il nome del
farmaco e del verbo passivo è dovuto che può essere eliminato. Gli aggettivi che definiscono lo studio
piccolo e non definitivo, con l’obiettivo di definire lo studio non immutabilmente valido, possono
essere sostituiti e sottintesi nella forma verbale della subordinata oggettiva, costituita dal verbo servile
potere e dall’infinito aumentare, intendendo con il verbo potere la possibilità o meno che accada
quella particolare conseguenza. Questo periodo, come il precedente, può essere diviso in due più
brevi: nel primo viene descritto lo studio che è stato compiuto; nel secondo, invece, la conseguenza
che potrebbe derivare dall’uso di questo farmaco. Con questa soluzione, viene eliminato il verbo

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impersonale è noto. Il risultato è il seguente:

Uno studio ha registrato che l'altezza dei bambini che hanno preso questo farmaco può aumentare. Questo potrebbe essere
un effetto del farmaco o potrebbe dipendere da qualche altra causa.

Rispetto al testo originale, i valori di READ-IT base, sintattico e globale si riducono rispettivamente
al 23,1%, al 2,5% e al 12,7%.
Confrontando i valori degli indici di leggibilità del testo originale e di quello semplificato si notano
delle differenze rilevanti.

Indice di leggibilità
Livello di difficoltà del testo originale Livello di difficoltà del testo
semplificato
READ-IT base 90,1% 18,1%
READ-IT lessicale 1,8% 0,1%
READ-IT sintattico 98,4% 0,5%
READ-IT globale 21,5% 0,0%

Indice di leggibilità Livello di semplicità del testo Livello di semplicità del testo
originale semplificato
GULPEASE 46,4% 58,7%

Per quanto riguarda XXX/2, viene riportato di seguito il testo da analizzare e semplificare:

-Nei pazienti anziani, nei pazienti con malattie al cuore o ai vasi sanguigni e nei pazienti con ipotiroidismo grave o di
lunga durata, il medico inizierà la terapia con ormoni tiroidei con particolare cautela;
-nei pazienti con disturbi psicotici, il medico prescriverà una dose bassa di XXX e il dosaggio verrà aumentato lentamente
all’inizio della terapia; il medico terrà sotto controllo questi pazienti. In caso di comparsa di segni di disturbi psicotici, il
medico valuterà la necessità di modificare il dosaggio di XXX;

Questi due punti delle Avvertenze e precauzioni presentano una struttura che vede il soggetto e il
verbo posposti ai destinatari della terapia.
Analizzando nel particolare la prima avvertenza, si può notare la presenza di tecnicismi specifici,
come ad esempio ipotiroidismo (che non può essere sostituito) o vasi sanguigni (tecnicismo che non
richiede necessariamente una spiegazione perché sicuramente noto alla maggior parte dei lettori), e
collaterali, come l’aggettivo di relazione tiroidei che può essere reso con della tiroide.
La frase in questione presenta valori di READ-IT base, lessicale e sintattico rispettivamente di 94,1%,
99,7% e 100%. Di particolare interesse è il valore di READ-IT globale che è pari allo 0%.
Con le proposte di semplificazione sopracitate, il testo risulta come segue:
Il medico inizierà la terapia con ormoni della tiroide con cautela nei pazienti anziani, con malattie al cuore o ai vasi
sanguigni, con ipotiroidismo grave o di lunga durata.

Il testo semplificato riporta un valore di READ-IT sintattico pari a 0% e globale pari a 0,5%
(leggermente aumentato rispetto al valore iniziale). Si nota anche una lieve riduzione del valore di
READ-IT base (da 94,1% del testo originale a 86,4%).
Il secondo punto di questo paragrafo presenta dei valori di READ-IT base, lessicale, sintattico e
globale pari a 91,7%, 22,4%, 0,3% e 0,4%. Anche in questo passo sono presenti dei tecnicismi
specifici, come (disturbi) psicotici e dosaggio (tecnicismo conosciuto) che possono essere resi con
(disturbi) della mente e dose, e collaterali, come il termine comparsa. L’espressione in caso di
comparsa può essere semplificata in se emergeranno. Inoltre, l’espressione necessità di può essere
eliminata e può essere utilizzata la costruzione, utilizzata anche in precedenza, costituita dal verbo

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“potere” e dall’infinito (potrà modificare). Con il verbo “potere” si indica la possibilità di modificare
il dosaggio del farmaco.
Con XXX si intende in questo caso il principio attivo del farmaco che si può sostituire direttamente
il nome del medicinale. Altre azioni di semplificazione possono essere quelle di dividere in due il
primo periodo, spostando nei pazienti psicotici alla fine della prima frase, e di eliminare la forma
passiva verrà aumentata, facendo diventare “il medico” il soggetto della frase e “la dose” il
complemento oggetto (che precedentemente era il soggetto).
Di seguito viene riportato il testo con le modifiche e i valori degli indici di leggibilità del testo
originale e del testo semplificato:

Il medico prescriverà una dose bassa di XXX nei pazienti con disturbi della mente. Il medico aumenterà la dose lentamente
all’inizio della terapia. Il medico terrà sotto controllo questi pazienti. Il medico potrà modificare la dose di XXX se
emergeranno segni di disturbi della mente.

Indice di leggibilità Livello di difficoltà del testo originale Livello di difficoltà del testo semplificato

READ-IT base 91,7% 7,1%


READ-IT lessicale 22,4% 2,8%
READ-IT sintattico 0,3% 0,5%
READ-IT globale 0,4% 0,0%

Come si può notare dai dati, le modifiche apportate al testo hanno lasciato quasi invariati i valori di
READ-IT sintattico e globale, ma, al contrario, hanno ridotto notevolmente il valore di READ-IT
base e anche quello lessicale.
In conclusione, nella seguente tabella vengono confrontati i valori degli indici di leggibilità del testo
originale e del testo semplificato:

Indice di leggibilità
Livello di difficoltà del testo originale Livello di difficoltà del testo
semplificato
READ-IT base 83,3% 17,6%
READ-IT lessicale 1,5% 0,6%
READ-IT sintattico 85,3% 5,0%
READ-IT globale 1,4% 0,0%

Indice di leggibilità Livello di semplicità del testo Livello di semplicità del testo
originale semplificato
GULPEASE 48,1% 57,8%

7- Conclusioni
Esistono due diverse tipologie di FI: quelli di farmaci senza prescrizione medica e quelli di farmaci
con obbligo di prescrizione. È fondamentale semplificare FI di farmaci senza prescrizione perché
chiunque può comprare quel determinato farmaco senza il consulto del medico. Mentre, gli usi e la
somministrazione di un farmaco che è stato prescritto vengono sicuramente spiegati dal medico nel
momento della prescrizione. In generale, quindi, essendo il FI di un farmaco senza prescrizione in un
certo senso quasi “sostituivo” del medico, semplificare questo tipo di bugiardino ha una valenza
diversa rispetto all’altro caso. Fatto sta che comunque il medico rimane sempre un punto di
riferimento per la nostra salute.
In questo lavoro sono stati analizzati alcuni passi di due FI di farmaci con obbligo di ricetta medica.
Dall’analisi che è stata effettuata sono emerse le principali problematiche della lingua della medicina
che sono state illustrate alla fine del primo paragrafo di questo testo (La lingua della medicina). A
causa dello stile formale, delle frasi nominali e dei tecnicismi specifici, lo stile della lingua della

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medicina è definito, nel testo Variabili linguistiche e comprensibilità nei foglietti illustrativi dei
medicinali tedeschi e italiani di Daniela Puato (consultato il 27 aprile 2019), «stile notarile».
Daniela Puato, nello stesso articolo, individua due stili presenti nel corpus di FI italiani: lo stile
notarile e quello comunicativo. Lo stile notarile risulta maggiormente presente nei FI di farmaci con
obbligo di ricetta medica, mentre quello comunicativo nei FI di farmaci da banco. Quest’ultimo
rimane il più utilizzato a scapito dell’immediatezza comunicativa con il paziente.
Per concludere, tutte le azioni di semplificazione hanno tentato di rispettare le linee guida tracciate
dall’AIFA (riportate nel paragrafo Semplificazione linguistica di un bugiardino) e hanno sempre
tenuto presenti i due motivi alla base della semplificazione, delineati sempre dall’AIFA:
- Rivolgersi ad un pubblico eterogeneo con livelli di istruzione e scolarizzazione diversi;
- La lingua non può costituire una barriera che impedisce alle persone di capire le informazioni
sui medicinali.
Quando la lingua diventa effettivamente una barriera sociale, pregiudica la cura del paziente perché,
se i FI non sono comprensibili agli utenti, non è di fatto consentito l’uso appropriato e sicuro del
medicinale. Per evitare questa conseguenza, le normative europee e nazionali prevedono che i farmaci
venduti nella Comunità Europea abbiano dei FI il più possibile accessibili. Ancora però questi
strumenti sono ricchi di tecnicismi, nonostante siano stati avviati degli interventi che mirano alla loro
semplificazione.

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Riferimenti bibliografici
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Allegati
Allegato A: foglietto illustrativo del farmaco XXX/1

- 23 -
Allegato B: foglietto illustrativo del farmaco XXX/2

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