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Massimo Famularo

Le Faremo Sapere
Guida semiseria al mondo del Lavoro

Dedicato alla memoria di mio padre Salvatore Famularo


“Sol chi non lascia eredità d’affetti
poca gioia ha dell’urna”
(Ugo Foscolo)

“Qualsiasi riferimento a fatti o cose realmente esistenti è


puramente casuale”
(Anonimo Paraculo)
Assistenza alla distribuzione
Email: distrib-librerie@tiscali.it
Fax: +39-1786022669
Cell:+39-328 916 3329

Massimo Famularo
Le faremo sapere
Copyright © 2008 by Massimo Famularo.
Tutti i diritti riservati

La diffusione del testo in formato elettronico è consentita per finalità


promozionali previo consenso dell‟autore da richiedersi all‟indirizzo email
lefaremosapere@cosmopoli.it

ISBN: 978-1-4092-0377-3

Design, Impaginazione e Marketing: E. Sirico e A. De Rosa


Supporto Marketing e Distribuzione: A.Simonetti

Copertina: Foto di Joe Shlabotnik pubblicata con licenza Creative Commons


Attribuzione 2.5 http://creativecommons.org/licenses/by/2.5/deed.it.
Indice

Incipit: 160 caratteri ..................................................................1


Incipit alternativo: La fine degli studi .................................. 13
Considerazioni Preliminari .................................................... 16
Il concorso pubblico .............................................................. 19
La libera professione .............................................................. 22
I nuovi Mestieri ....................................................................... 26
Il lavoro di andare al lavoro .................................................. 30
Colloqui .................................................................................... 32
Diario numero 1: Postmoderno ........................................... 37
Le risorse disumane ................................................................ 40
Personaggi in cerca d‟Autore ................................................ 43
Diario numero 2: il lavoro più antico................................... 51
La ballata degli Anacronistici ................................................ 54
Il contratto di stage................................................................. 55
Consulenti e altri precari ........................................................ 58
Diario numero 3: un professore ........................................... 60
I disoccupati inamovibili........................................................ 64
Un futuro lontano: Fine Carriera.......................................... 69
Finale alternativo per gli amanti del lieto fine ..................... 71
Questo libro può essere acquistato in formato cartaceo o
digitale sul sito http://www.lulu.com/content/2409009

In alternativa può essere ordinato in libreria fornendo


titolo, autore, casa editrice (Lulu.com) e codice isbn
(978-1-4092-377-3) oppure richiesto inviando il proprio
nome, cognome e indirizzo postale all‟autore via email a
lefaremosapere@cosmopoli.it
(pagamento possibile con postepay, paypal e bonifico
bancario).

Spazio autogestito dal lettore


Nello spazio sottostante potete inserire tutti gli insulti che
desiderate indirizzare all‟autore o le considerazioni su
quanto il libro non valga il prezzo di copertina.

Ulteriori improperi possono essere indirizzati anche a:


lefaremosapere@cosmopoli.it

oppure postati su:


http://lefaremosapere.wordpress.com/
Incipit: 160 caratteri 1

Incipit: 160 caratteri


“TVTB”
(Acronimo contemporaneo)

10 dicembre ore 06,30


Da: Oroscopo Quotidiano
Salute: Possibile qualche problema. Cuore: Entusiasmanti
Notizie all‟orizzonte. Lavoro: nessuna novità di rilievo.

10 dicembre ore 07,30


Da: Google
Promemoria: Esame Paola Lun 10 Dic 08:30 – 12:30
Politica Economica (Ettore Avanzi)

10 dicembre ore 07,35


Da: Amore Mio
Ti pareva kemelo dimenticavo? Inbocca al lupo In Bocca
al lupo Ibocca al lupo

10 dicembre ore 07,40


Da: Cucciola
Ti6 messo l‟avviso sul cellulare eh?Tiamo lostesso Crepi
il lupo crepi lupo crepi il lupo.

9 dicembre ore 15,30


Da: Work4Ever
La sua candidatura per la posizione rif. BVZM1982 dopo
attenta valutazione non è stata ritenuta in linea con il
profilo ricercato. Distinti Saluti

9 dicembre ore 17,00


Da: Multilabor
La sua candidatura per la posizione rif. FFSS1983 dopo
attenta valutazione non è stata ritenuta in linea con il
http://lefaremosapere.wordpress.com/
2 Incipit: 160 caratteri

profilo ricercato. Distinti Saluti

10 dicembre ore 07,50


Da: PayperSpot
*****Affarissimo Spot: Mutui per i giovani lavoratori
tipici atipici e antipatici www.mutuopertu.it *****

10 dicembre ore 08,00


Da: Ufficio Personale
Ci spiace informarla che è stato licenziato. La preghiamo
di liberare il desk entro le ore 10:30. Buona giornata.

10 dicembre ore 08,15


Da: Ettore Avanzi
Colpito eAffondato.Kakkio co sta storia dei subprime
s‟era detto ke licenziavano.Ma nn credovevo così
all‟imporvviso. Vabbò buona vita e ci si vede in giro.

10 dicembre ore 09,45


Da: Nicola Pertuso
Ke stronzi galattici? Ma lo possono fare? Ma non c‟era il
preavviso? Ma vaffanculo stipezzidemmerda. Solidarietà
dal collettivo.

10 dicembre ore 09,15


Da: Aristide Zompetti
Con tuttisti Raccomandati beccano sempre noi
disgraziati. Fattiforza. Tanto aturno finiamo tutti xstrada.
Se tifai vedere ci beviamo1 cosa…

10 dicembre ore 07,59


Da: Almerinda Inciuci
Ma è vero keti hanno Segato? Kosìall‟Improvviso? Ti
aspettavi qualcosa?

lefaremosapere@cosmopoli.it
Incipit: 160 caratteri 3
10 dicembre ore 08,32
Da: Ettore Avanzi
Naa sì e NO.Diciamo ke1pò te loAspetti sempre… PS
grazie del pensiero.

10 dicembre ore 08,35


Da: Almerinda Inciuci
Ke pensiero?

10 dicembre ore 08,40


Da: Ettore Avanzi
Dicevo quello di scrivermi dopo il mio licenziamento…

10 dicembre ore 08,35


Da: Almerinda Inciuci
Figurati. Ci sivede

10 dicembre ore 09,00


Da: Amanda Aspesi
Mi spiace ke sia andata così. In bocca al lupo.

10 dicembre ore 08,02


Da: Conto Amico
La informiamo che la sua carta di credito è stata sospesa
a causa dei recenti mutamenti nella sua posizione
lavorativa. Buona giornata.

10 dicembre ore 08,02


Da: Conto Amico
La informiamo che la sua carta bancomat resta attiva fino
alla disponibilità in conto. Buona giornata.

10 dicembre ore 08,03


Da: Strozzapreti
Protesti? Bisogno di soldi? Cessione del 5° eanke di +?
http://lefaremosapere.wordpress.com/
4 Incipit: 160 caratteri

Chiamaci abbiamo sempre qualcosa per te. Finanziamenti


Strozzapreti. www.strozza4you.it

10 dicembre ore 08,04


Da: SportelloGiovani
La informiamo che ha 24 ore di tempo per richiedere il
sussidio comunale per giovani in transizione
occupazionale. Decorso il termine decade il diritto.

10 dicembre ore 08,04


Da: SportelloGiovani
Offerta di lavoro: Addetto espurgo Cloaca Maxima. Per
info Contatta www.Sportelloxtu.it

10 dicembre ore 08,04


Da: SportelloGiovani
Sportello Informa: La ricezione di tre offerte di lavoro
dal nostro ufficio senza risposta entro 24 ore comporta la
decadenza dai sussidi.

10 dicembre ore 08,30


Da: PayperSpot
*****Affarissimo Spot: Vola Last Minut Viaggia Low
Cost www.viaggixtu.it *****

10 dicembre ore 15,30


Da: Job^3
La sua candidatura per la posizione rif. DYD1986 dopo
attenta valutazione non è stata ritenuta in linea con il
profilo ricercato. Distinti Saluti

10 dicembre ore 17,00


Da: Interim Semper
La sua candidatura per la posizione rif. MF86881 dopo
attenta valutazione non è stata ritenuta in linea con il
lefaremosapere@cosmopoli.it
Incipit: 160 caratteri 5
profilo ricercato. Distinti Saluti

10 dicembre ore 10,45


Da: Cucciola
Ho preso 277777777777 Si festeggia stasera? Cenetta
Fuori?

10 dicembre ore 10,47


Da: Amore Mio
Brava l‟amore mio. Certoke festeggiamo Tipasso a
prendere alle 8? :*******

10 dicembre ore 08,05


Da: FormaPer
Investi su te stesso Adesso!!! Con i corsi FormaPer trovi
lavoro all‟istante (si può pagare anche in comode rate)
www.formapertu.it

10 dicembre ore 08,05


Da: FormaPer
Corso Teorico Pratico dal Curriculum al Colloquio solo
da FormaPer(si può pagare anche in comode rate)
www.formapertu.it

10 dicembre ore 08,05


Da: FormaPer
Eccezionale soloxoggi Soloxte Sconto del 20% sui corsi
di riqualificazione personale(si può pagare anche in
comode rate) www.formapertu.it

10 dicembre ore 11,20


Da: Cucciola
Make stronzissimi Alda mi ha detto tutto.Nn ti
preoccupare per la cena stasera ticucino io

http://lefaremosapere.wordpress.com/
6 Incipit: 160 caratteri

10 dicembre ore 11,22


Da: Amore Mio
6 la mia vita

10 dicembre ore 11,24


Da: Cucciola
Tu di+ passi 1 po‟ prima che ti cucino meglio? (tanto nn
6 molto impegnato

10 dicembre ore 11,26


Da: Amore Mio
Magari. Fino alle 7 sono in agenzia interinale… ci
vediamo poi

10 dicembre ore 11,28


Da: Cucciola
Nn vedo l‟ora :********

10 dicembre ore 08,07


Da: Studio Legale De Gregordis
Hai subito una ingiustizia? Senti di meritare dei danni?
Con un minimo anticipo di parcella ti faremo avere
quanto ti spetta.www.duralexsedlex.com

10 dicembre ore 08,07


Da: Studio Legale Azzeccaderosi
Licenziato ingiustamente? Niente paura ti facciamo
reintegrare noi. (anticipo minimo chiama 144.199.199)
www.vaiXGrazia.com

10 dicembre ore 08,07


Da: Studio Legale Callisciaca
Problemi penali? Civili? Amministrativi? Del Lavoro?
Eccetera? Eccetera? (anticipo minimo chiama
199.144.199)
lefaremosapere@cosmopoli.it
Incipit: 160 caratteri 7
www.TroviGiustizia.com

10 dicembre ore 10,30


Da: SportelloGiovani
Abbiamo ricevuto la sua richiesta di sussidio. Entro 60gg
le invieremo una risposta.

10 dicembre ore 10,31


Da: SportelloGiovani
Offerta di lavoro: Tutore legale per gorilla evasi. Per info
Contatta www.Sportelloxtu.it

10 dicembre ore 10,31


Da: SportelloGiovani
Sportello Informa: La ricezione di tre offerte di lavoro
dal nostro ufficio senza risposta entro 24 ore comporta la
decadenza dai sussidi.

10 dicembre ore 12,30


Da: PayperSpot
******Affarissimo Spot: Il lavoroke fa xte lo troviamo
noi www.lavoratu.it *****

10 dicembre ore 15,30


Da: JoBexpress
La sua candidatura per la posizione rif. CJ545KR dopo
attenta valutazione non è stata ritenuta in linea con il
profilo ricercato. Distinti Saluti

10 dicembre ore 14,31


Da: OraEtLabora
La sua candidatura per la posizione rif. CMDR64 dopo
attenta valutazione non è stata ritenuta in linea con il
profilo ricercato. Distinti Saluti

http://lefaremosapere.wordpress.com/
8 Incipit: 160 caratteri

10 dicembre ore 14,32


Da: www.lavoratu.it
La sua candidatura per la posizione rif. 20071005 dopo
attenta valutazione non è stata ritenuta in linea con il
profilo ricercato. Distinti Saluti

10 dicembre ore 16,00


Da: Ettore Avanzi
EnzoMi devi aiutare nnfaccio intempo a mandare i
curricoli che mi rispondono pikke.Il comune mi vuole
spedire in discarica Heeeelp

10 dicembre ore 14,30


Da: Lavoro3000
La sua candidatura per la posizione rif. FMLMSM77
dopo attenta valutazione non è stata ritenuta in linea con
il profilo ricercato. Distinti Saluti

10 dicembre ore 14,31


Da: Interinalia
La sua candidatura per la posizione rif. CF20041101dopo
attenta valutazione non è stata ritenuta in linea con il
profilo ricercato. Distinti Saluti

10 dicembre ore 16,10


Da: Enzo Paranza
Noproblem cipensa Enzotuo. Facciamo il solito 25%
anticipato?

10 dicembre ore 16,20


Da: Google
Promemoria: Rata Motorino Lun 10 Dic 16:30 – 17:00
ohi ohi (Ettore Avanzi)

10 dicembre ore 16,30


lefaremosapere@cosmopoli.it
Incipit: 160 caratteri 9
Da: SportelloGiovani
Offerta di lavoro: Zerbino Umano presso sede Mega
Direttore. Attenzione Terza e Ultima Offerta. Per info
Contatta www.Sportelloxtu.it

10 dicembre ore 16,31


Da: SportelloGiovani
Sportello Informa: La ricezione di tre offerte di lavoro
dal nostro ufficio senza risposta entro 24 ore comporta la
decadenza dai sussidi.

10 dicembre ore 16,33


Da: Ettore Avanzi
Enzo tiDo Tutto quellokevuoi. Salvami Aiuuuuuto.

10 dicembre ore 16,00


Da: PayperSpot
*****Affarissimo Spot: spendi e spandi come vuoi con
cartaExpandi www.cartapertu.it *****

10 dicembre ore 17,15


Da: Enzo Panza
Praticamente ci siamo. Ti ho negoziato uno stage di 3
mesi allo zoo come animatore travestito Visto ke
enzotuo pensa a tutto?

10 dicembre ore 17,16


Da: SportelloGiovani
Sportello Informa: La informiamo che se è in trattativa
per un nuovo lavoro perde il diritto al sussidio.

10 dicembre ore 17,30


Mittente: Cucciola
Ke fai vieni un po‟ prima?

http://lefaremosapere.wordpress.com/
10 Incipit: 160 caratteri

10 dicembre ore 17,34


Mittente: Amore Mio
Con le agenzie finisco verso le 7 vengo subito?

10 dicembre ore 17,35


Mittente: Cucciola
Naaa aspetta almeno ke ci vediamo xVenire Scemo :) :) hi
hi Come butta? Ti hanno trovato illavoro?

10 dicembre ore 17,40


Mittente: Amore Mio
Zozzolina mia! 6 proprio terribile! See sti interinali sono
mosci. Le faremo sapere...

10 dicembre ore 17,41


Mittente: Cucciola
Non ti preoccupare ke ti consolo io

10 dicembre ore 17,45


Mittente: Amore Mio
Boh/Enzo mi ha trovato 1 part time e almeno x qualke
set non Mipignorano lo scooter

10 dicembre ore 17,00


Da: MediaWork
La sua candidatura per la posizione rif. STRWRS77 dopo
attenta valutazione non è stata ritenuta in linea con il
profilo ricercato. Distinti Saluti

10 dicembre ore 17,30


Da: JobXJob
La sua candidatura per la posizione rif. USSENT66 dopo
attenta valutazione non è stata ritenuta in linea con il
profilo ricercato. Distinti Saluti

lefaremosapere@cosmopoli.it
Incipit: 160 caratteri 11
10 dicembre ore 17,16
Da: Conto Amico
La informiamo che lo stage da lei accettato la rende
eleggibile per il nostro programma di microcredito.
Buona giornata.

10 dicembre ore 17,14


Da: Strozzapreti
Appena iniziato lo stage e hai bisogno di soldi? Da
Strozzapreti c‟è la risposta Piccole Rate Grandi Interessi.
Finanziamenti Strozzapreti. www.strozza4you.it

10 dicembre ore17,30
Da: PayperSpot
*****Affarissimo Spot: spendi e spandi come vuoi con
cartaExpandi www.cartapertu.it *****

10 dicembre ore 17,15


Da: Fox&Cat
Nuovo lavoro?Pensa alla pensione! Fox&Cat ha la
soluzione xte.Dal 1881 facciamo germogliare i vostri
risparmi. www.fox&cat.co.za

10 dicembre ore 19,15


Mittente: Amore Mio
Sono sotto il portone scendi tu o salgo io?

10 dicembre ore 19,16


Mittente: Cucciola
sali sali

10 dicembre ore 17,22


Da: VotaSiri
Alla regione vota Rico Siri. Mancano ancora 3 anni? Non
c‟è problema non abbiamo fretta.
http://lefaremosapere.wordpress.com/
12 Incipit: 160 caratteri

www.votalotu.com

10 dicembre ore 17,16


Da: SportelloGiovani
Sportello Informa: Accettando uno stage ha perduto il
diritto al sussidio. Buona Giornata.

10 dicembre ore21,30
Da: PayperSpot
*****Affarissimo Spot: sogni viaggi in terre
lontane?Fregatour ti ci porta!! www.Fregatour.it *****

10 dicembre ore21,30
Da: PayperSpot
*****Hai grandi sogni? Noi ti offriamo Rate piccoline !!
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10 dicembre ore21,30
Da: PayperSpot
***** Con noi ottenere un mutuo non è un miraggio!!
Chiama Presticappio. www.cappiopertu.it *****

10 dicembre ore 22,20


Mittente: Oroscopo della sera
Gli astri ti sorridono. Le meraviglie di oggi sono solo un
anticipo delle sorprese di domani.

lefaremosapere@cosmopoli.it
Incipit alternativo: La fine degli studi 13

Incipit alternativo: La fine degli studi


“Considerate la vostra semenza/fatti non foste a viver come bruti/
ma per seguir virtute e canoscenza.”
(Dante Alighieri)

Alla fine ce l‟hai fatta! Dopo lunghi anni di sacrifici e


duro lavoro hai finalmente raggiunto la meta agognata.
Laurea, diploma, licenza media, abilitazione o altro titolo
che sia i tuoi sforzi sono stati ripagati. Ce l‟hai. Col
massimo dei voti, la lode e il bacio accademico oppure
col più stentato dei minimi, non fa molta differenza. Ti
guardi intorno come Cristoforo Colombo che mette
piede sul nuovo mondo e alzati gli occhi al cielo grida
all‟universo: -Avete visto che avevo ragione io?
Devi ancora metabolizzare l‟idea, probabilmente ti ci
vorrà qualche giorno. Amici e parenti t‟inondano di frasi
di circostanza sull‟importanza di questo momento tipo:
“sei giunto a una svolta fondamentale…”, “…a questo
punto dovrai rassegnarti a crescere”, “è arrivato il
momento di darsi da fare…” In pratica una caterva di
cazzate: in questo momento non sentiresti neanche il
padreterno che annuncia il giudizio universale. Sei
frastornato, confuso, spaesato. Detta per le spicce: non
capisci più un cazzo, hai dato fondo a tutte le tue energie
per raggiungere il tuo obiettivo, per tutte le riflessioni e
considerazioni del caso ci sarà tempo domani. Oggi sei il
padrone del mondo e le beghe dei comuni mortali non ti
possono toccare.
Non ti riesce di stare tranquillo, l‟ansia e la pressione
degli ultimi giorni ti sono rimaste addosso. La tua testa è
un alveare impazzito di pensieri turbinanti: c‟è da
organizzare la festa, c‟è da avvertire gli amici, devi
prepararti per un giro del mondo catartico e purificatore
o per un‟altra vacanza mirabolante oppure
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14 Incipit alternativo: La fine degli studi

semplicemente devi accingerti in modo scientifico e


meticoloso a calarti in un lungo e gaudente periodo di
cazzeggio in cui mettere a folle il cervello e lasciarti
andare in caduta libera. Oppure, se veramente qualche
rotella ti è finita fuori posto, potresti essere impaziente di
andare a lavorare. Al momento mi astengo da qualsiasi
commento in merito per non diventare offensivo, tanto
tra qualche pagina ti pentirai amaramente di questo folle
proposito. Inoltre, non è questa la sede per giudicarti,
probabilmente sei un fanatico dopato iperattivo, magari
adepto dei culti managerial-rampanti. Se a trenta anni
avrai l‟ulcera, a trentacinque l‟esaurimento nervoso e a
quaranta una vedova allegra si consolerà con le stock
option della tua liquidazione saranno solo cazzi tuoi.
Per il momento sei agitato come una faina scoperta in
un pollaio e il mondo ti gira intorno come una giostra
impazzita. Le ore e ore che sembravano interminabili sui
libri o davanti al computer, per portare a casa una magra
sufficienza o per mantenere lo status di studente
modello, ti sembrano adesso più lontani delle stelle e già
scintillano nella memoria come supernovae morte da un
fantastiliardo di anni. Le notti insonni intossicate
dall‟ansia e dalla fifa che s‟intrometteva nel normale
svolgimento delle tue funzioni gastrointestinali e ti
costringeva al cesso con la frequenza di un criceto
epilettico in preda a fibrillazioni cardiopatiche sono un
vago ricordo seppellito dall‟ipersonnia letargica.
Tutto ti galleggia intorno in maniera irreale e confusa.
L‟unico barlume di chiarezza si manifesta quando
immancabilmente il vecchio amico di famiglia, o l‟ex
compagno delle elementari o qualsiasi altra incarnazione
terrena dell‟idea iperuranica dello scassacazzi ti si
avvicina e ti pone la domanda fatale: -e ora che cosa
farai? L‟istinto più genuino e naturale sarebbe
rispondergli:
lefaremosapere@cosmopoli.it
Incipit alternativo: La fine degli studi 15
-ma fatti i cazzi tuoi! che vuoi che ti dica? Ho appena
finito, lasciami respirare. Anzi, perché nel frattempo non
te ne vai...
Ma naturalmente non sarebbe cortese. In fondo, in
passato non sei mai riuscito a rispondergli: -fatti i cazzi
tuoi -quando ti chiedeva -come vanno le cose, a che
punto sei con gli studi?
Che poi in realtà voleva dire: -sei in regola? Quanti
esami hai fatto? Con che voti? Quale media? Inutile dire
che l‟interrogatorio era solo il preludio allo sciorinare di
lodi del solito Giannino (Geppetto, Pucciolo o quant‟altri
vezzeggiativi poteva avere lo stronzissimo figlio del
rompiscatole) che è tanto bravo/ ha già finito/ è
perfettamente in regola/ha il massimo dei voti.
Al posto dei sacrosanti vaffa che meriterebbe un
interlocutore del genere, finisci col rispondere che non ci
hai ancora pensato, che per ore vuoi riposarti un po‟ etc.
etc. Vi siete mai chiesti che mondo sarebbe se tutti si
facessero i cazzi propri? Non chiedetevelo, non ci è dato
saperlo.
E‟ bene comunque che tu ti goda il tuo momento
magico. Come tutti i momenti speciali della vita è facile
presagire che non durerà a lungo. Tuttavia al momento la
sensazione maggiormente fallace è quella di sentirti
arrivato, di aver portato a termine con successo una
qualche impresa epica o azione in qualche modo eroica.
E‟ proprio mentre ti senti come Ercole al termine delle
sue fatiche che non ti rendi conto di quanto questo sia
solo esclusivamente l‟inizio e di come il peggio debba
ancora inesorabilmente e fantozzianamente venire.
Se poi sei quello che era impaziente di lavorare,
davvero non vorrei essere nei tuoi panni.

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16 Considerazioni Preliminari

Considerazioni Preliminari
“Pomari, Pomari, mò so cazzi amari”
(Pierino IV-25,12)

Quale che sia il titolo di studio, la qualifica


professionale o la specializzazione conseguita esiste un
momento in cui ti devi accingere a mettere in pratica
quanto appreso insomma, in soldoni: a lavorare. Si può
differire il momento tragico con una lunga vacanza
rigenerante o con un qualsiasi altro intermezzo con
finalità palliative. Il punto è che hai preso quella dannata
cartaccia per un motivo ben preciso che purtroppo si
materializza solo in questo istante: per lavorare. Sembrava
scontato e probabilmente a livello inconscio lo hai
sempre saputo, tuttavia nessuno ti aveva preparato a
quella specie di IV dimensione ai confini della realtà che
ti si para di fronte: le vacanze estive non durano più tre
mesi, quelle di Natale non bastano per una settimana
bianca decente mentre quelle di Pasqua neanche esistono
più. No, no, non c‟è nessun errore o dimenticanza. Visto
che non ne eri informato carnevale è un giorno
lavorativo come gli altri.
E‟ più che umanamente comprensibile che un tale
folle scenario induca sgomento e che la maggioranza
della popolazione giovanile cerchi di evitarlo per il
maggiore tempo possibile. Si può rimanere a studiare
fino a quarant‟anni indugiando sullo stesso titolo di
studio o magari conseguendone numerosi (tra diplomi,
lauree, master, dottorati, specializzazioni si potrebbe
studiare praticamente fino alla pensione e c‟è da credere
che qualcuno si accinga effettivamente a farlo) oppure ci
si può calare in attività parapseudolavorative del tipo
aiuto nello studio/ ufficio/ negozio dei genitori dove
nessuno ti chiederà mai di lavorare per davvero. Il punto
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Considerazioni Preliminari 17
è che i diversivi non sono oggetto di questa trattazione:
qui parliamo di quel momento in cui per una qualsiasi
ragione decidi (sei costretto?) che è il momento di
lavorare.
Prima di proseguire è buona norma che tu tenga a
mente quei postulati generali che potremmo chiamare le
leggi di Marfi del mondo del lavoro (notate che Marfi è
stato scritto in maniera appositamente tarocca per evitare
problemi di copyright, omnia munda paraculis)
1 Titolo di studio: per quanti titoli tu possa
conseguire, comprare, estorcere a mano armata ci sarà
sempre qualcuno che riesce ad averne più di te e quel
qualcuno si troverà inesorabilmente a competere con te
per lo stesso lavoro. Se qualche guizzo razionalistico ti
induce a pensare che esiste un numero massimo di titoli
di studio conseguibili dato un tempo congruo per non
essere fuori mercato ricorda: ci sono più lauree e diplomi
tra cielo e terra di quanti tu ne abbia nella tua filosofia
2 Idoneità della mansione alla preparazione: per
quanto tu possa possedere tutti i requisiti possibili e
immaginabili per un determinato lavoro ci sarà sempre
qualcuno meno qualificato di te che verrà giudicato più
adatto. O da un‟altra angolazione: esisterà sempre un
lavoro che non ti piace e per il quale sei sovraqualificato
che ti verrà proposto nell‟esatto momento in cui non hai
alternative
3 Ciclicità del mercato del lavoro: il mercato del
lavoro tende ad alternare fasi di vivacità e di ristagno
generalmente attraversando il secondo tipo nel momento
in cui sei in cerca di un nuovo o di un primo impiego. Le
fasi del primo tipo si verificano esclusivamente quando
quel vecchio compagno/ odioso figlio di amici di
famiglia/ collega antipatico / pretendente o ex alla tua
donna, che naturalmente è sempre stato meno capace e
preparato di te, riesce a ottenere un posto dove guadagna
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18 Considerazioni Preliminari

il doppio, fatica un quarto, ha più ferie e una posizione


più prestigiosa della tua.
Di fronte a questo nuovo universo inesplorato sei
prostrato e spaurito. Un malessere diffuso parte dallo
stomaco e ti riempie la schiena di brividi. Ormai larva di
te stesso ti accasci in posizione fetale, tuttavia ancora le
tue preoccupazioni sono fuori luogo. Prima di angustiarti
sull‟assurdità del mondo del lavoro uno straccio di
impiego devi ancora trovarlo: al momento è questo il
problema principale.

lefaremosapere@cosmopoli.it
Il concorso pubblico 19

Il concorso pubblico
“Uno su mille ce la fa”
(Gianni Morandi)

Dalle Alpi alle piramidi, dal Manzanarre al Reno c‟è


chi arriva in aereo e chi arriva col treno. Comune di
Canicattì, concorso per titoli ed esami a Sturacessi presso
l‟ufficio affari culinari della regione Sicilia, posti 12
concorrenti 12,000 (non provate a chiedere cosa se ne fa
l‟ufficio affari culinari di dodici sturacessi: se diceste che
credete ancora che un dipendente pubblico debba servire
a qualcosa per percepire uno stipendio non vi crederebbe
nessuno). Regione Toscana, n. 7 uscieri per l‟ente
pubblico tal dei tali (qualora osaste sostenere che un ente
pubblico dovrebbe avere, almeno pro forma, un nome e
una qualche fantomatica funzione vale quanto detto in
precedenza), concorrenti 620,000. Regione Lombardia,
numero 3 (eh sì più vai su più diventano taccagni) posti
da parcheggiatore, concorso per titoli, esami, prove
fisiche, chimiche, psichiche e spirituali, concorrenti 2,5
milioni.
Pochi altri rituali di massa hanno la dimensione epica e
la portata biblica dei concorsi pubblici. E‟ come un
raptus, forse una tara ereditaria le cui origini vanno
ricercate nel DNA: mettete a concorso un posto da
bidello a Sant‟Angelo dei Lombardi e arriveranno
domande dalle principali capitali del mondo, magari dai
figli degli emigrati che hanno decine di master titoli e
contro titoli e magari guadagnano pure bene, ma al
fascino del posto pubblico, che nessuno ti toglierà mai e
dove nessuno controllerà se, come e quanto lavori, non si
resiste. E‟ un po‟ come alla lotteria di capodanno o al
superenalotto: si sa che non vince nessuno (il saggio dice:
è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago
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20 Il concorso pubblico

che un concorrente vinca un concorso pubblico), ma alla


fine ci provano tutti.
Siamo quindi un popolo di santi, navigatori e
concorrenti pubblici e quando il fatidico giorno alla fine
giunge è impossibile non accorgersene. I treni lungo le
dorsali principali straripano di disgraziati stipati come
bestiame, le stazioni ferroviarie sono anche più incasinate
del solito (ma c‟è chi sostiene la fisica impossibilità di un
fenomeno del genere), i mezzi pubblici della città
bersaglio soccombono e torme di candidati si riversano
per le strade intasando definitivamente il traffico. Certo,
quando una città è sede ricorrente di numerosi concorsi
pubblici non può fare a meno di attrezzarsi. Roma, per
esempio, ha scelto il modello Calcutta-bombay: è un
casino incredibile tutti i giorni dell‟anno, così quando
arriva l‟invasione dei candidati nessuno si accorge della
differenza: geniale no?
Comunque sia, l‟atmosfera rimane quella delle grandi
esperienze collettive: anche i crociati e gli ebrei al
passaggio del mar rosso hanno provato qualcosa di
simile, sebbene ci sia da credere che avessero delle
prospettive meno incerte. C‟è chi ripassa fino all‟ultimo
momento, chi ostenta noncuranza e chi se ne frega
altamente perché al concorso c‟è venuto veramente per
sport. Poi c‟è il fenomeno dalla propagazione collettiva
dell‟ansia che tanto lavoro ha procurato ai
gastroenterologi. In premessa tutti si dichiarano
scarsamente preparati (precauzione preventiva in modo
da poter poi dire, in caso vada male, che era stato solo un
tentativo) salvo poi sciorinare anche i particolari più
assurdi appena interpellati su un argomento specifico.
Morale della favola a ognuno sembra che gli altri siano
molto più preparati. Aggiungete un po‟ di naturale
tensione preliminare ed ecco che un po‟ come prima di
tutti gli esami si finisce per affollare i gabinetti in preda a
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Il concorso pubblico 21
sommovimenti intestinali, sfoderare santini, amuleti e
chincaglierie scaramantiche.
Esemplari di varia umanità sfilano alla fiera del posto
che forse (non) c‟è con lo sguardo che oscilla tra la
rassegnazione di chi pensa che i giochi sono fatti prima di
partire e il barlume di speranza che sintetizza quella
giusta dose di illusione che ci consente di sopravvivere.
Ai concorsi pubblici sono nati grandi amori e amicizie di
una vita, si tratta di un‟istituzione fondamentale su cui si
è sviluppata e consolidata la nostra identità nazionale.

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22 La libera professione

La libera professione
“E i colleghi d’accordo i colleghi contenti/ nel leggermi in cuore
tanta voglia d’amare/mi spedirono il meglio dei loro clienti/ con la
diagnosi in faccia e per tutti era uguale/ammalato di fame,
incapace a pagare”
(Fabrizio De Andrè)

Partiamo da un assunto fondamentale: il libero


professionista non esiste. Intendiamoci, ci sono sempre
un gatto e una volpe pronti a dipingere scenari
meravigliosi propagandando gestione discrezionale del
proprio tempo, guadagni crescenti nel tempo, assenza di
gerarchie e autodeterminazione etc. Purtroppo poi arriva
il momento in cui ti accorgi che Babbo Natale e la
Befana non esistono: il libero professionista (insieme
all‟imprenditore, suo parente stretto) è uno che per non
lavorare otto ore al giorno per conto di qualcun altro ne
lavora dodici per conto proprio. Se credi che il cartellino
che non devi timbrare significhi che puoi fare colazione
con calma, ti stai illudendo: in genere quando riesci a
indugiare al mattino è perché hai dormito al lavoro.
Quest‟aspetto è matematicamente analizzato dallo
studioso Australiano Amorfi (cugino alla lontana di
quello delle leggi) il quale ha elaborato il seguente:
Primo Teorema sull’orario di lavoro nelle professioni
libere:
posto che al ritardo nell‟orario di ingresso esiste
un limite finito [prima o poi devi iniziare],
mentre non esiste un limite a quello di uscita,
la durata del lavoro tende all‟infinito.
Un importante corollario recita che il professionista
quando è libero è solo un disoccupato che non sa ancora
di esserlo. In effetti a partire dagli inizi, in cui bisogna
farsi il culo per affermarsi, fino a quando non si può
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La libera professione 23
smettere di lavorare perché i risparmi e l‟ipotetica
pensione non bastano a sopravvivere, libero è
decisamente il meno indicato degli aggettivi.
Esistono svariati modi per avere successo nella libera
professione: si può ereditare uno studio avviato, sposarne
il titolare o il figlio del titolare, sfruttare amicizie politiche
o malavitose oppure (ma qui è necessaria una certa
prestanza fisica) concedersi carnalmente a un elevato
numero di persone tra clienti, altri professionisti, politici
etc. A dispetto della parità dei sessi pare che le donne
incontrino minore difficoltà nel mettere in pratica
l‟ultima tecnica. Intendiamoci, esistono anche casi di
giovani capaci e intraprendenti che si sono affermati con
le proprie sole forze, tuttavia non verranno considerati in
questa trattazione perché, insieme ai rapimenti degli ufo e
certi tipi di miracoli rientrano tra quei fenomeni su cui la
scienza ufficiale preferisce non pronunciarsi.
Assodato che il professionista non è libero e che si
afferma ereditando reputazione e clienti o acquistandoli
nei modi suddetti possiamo esaminarne il percorso
dall‟inizio: il praticantato. Che sia espressamente
prescritto dalla legge o meno, infatti, prima di potere
esercitare devi acquisire le necessarie competenze. A
meno che tu non abbia santi in paradiso
(A.M.C.T.N.A.S.I.N.P. clausola discriminante
fondamentale in qualsiasi ambito del variegato mondo
del lavoro) questa condizione costituisce una tra le
peggiori in cui un essere umano possa trovarsi
paragonabile solo, forse, a quella dello stagista (sempre
che, a seconda dei gusti, non ci si trovi in una posizione
come quella della sig.na Monica Lewinsky…). Il
praticante in genere, almeno all‟inizio lavora gratis et
amore Deo e le sue mansioni possono essere
sinteticamente riassunte nel concetto: tutto quello che gli
altri occupanti dello studio non vogliono fare segretarie,
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24 La libera professione

commessi e addetti alle pulizie compresi.


Mentre la televisione continua a mostrare
mendacemente le gesta di giovani avvocati in carriera e di
medici in prima linea tu sei sommerso e letteralmente
fagocitato dalle incombenze più pallose, pesanti e
soprattutto dal contenuto formativo pari a zero. Sulle
prime ti prende lo sconforto perché realizzi che oltre a
romperti non impari nulla e che il tempo e le energie che
impieghi non ti sembrano più fruttuosi di quelli dedicati
ai cruciverba o alle letture sulla tazza del cesso. Poi
qualcuno ti dice è solo l‟inizio e che si tratta di investire
su se stessi per un po‟ e che poi verrà il bello. Carico di
tutta l‟ingenuità del neofita tu naturalmente gli credi.
Come se non bastasse il tenore fantozziano degli
esordi nell‟apprendistato, ci sono poi inevitabilmente gli
esami di stato per essere iscritti all‟albo e/o ottenere
l‟abilitazione all‟esercizio. In qualche caso può trattarsi di
una mera formalità o di un semplice coronamento del
corso di studi (quando evidentemente la selezione è stata
fatta in precedenza, come per esempio all‟università: mai
dato uno sguardo alle percentuali di abbandono o ai corsi
di studio a numero chiuso?) in altri di un filtro
estremamente efficace per mantenere la tenuta stagna
delle caste professionali. Per superare gli esami di
iscrizione all‟albo/abilitazione etc. valgono le stesse
regole enunciate in precedenza (eredità, etc.).
Dopo questa fase in genere arriva il primo esame di
coscienza: gli anni passano e pur essendo la strada
sempre rovinosamente in salita la crescita professionale è
piatta come l‟elettroencefalogramma di un parlamentare
in piena attività. Anche dopo aver varcato la soglia da
aspirante a vero e proprio professionista rimani una sorta
di “dipendente del titolare di studio” e quando guardi a
un passato ormai quasi decennale ti viene da pensare: -
come dipendente almeno mi sarei ritrovato i contributi
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La libera professione 25
previdenziali.
Che dire? Hai la pratica e i titoli: potresti sempre
metterti in proprio, magari in associazione con qualche
altro giovane. In fondo nulla ti vieta di confidare nella
possibilità di riuscire, ognuno è libero di credere quello
che vuole. Per maggiori dettagli su questo tema puoi
rivolgerti alla fata turchina.

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26 I nuovi Mestieri

I nuovi Mestieri
“Noi vogliamo esaltare il movimento aggressivo, l’insonnia febbrile,
il passo di corsa, il salto mortale (..) Noi canteremo le grandi folle
agitate del lavoro”
(Filippo Tommaso Marinetti)

“Cercasi urgentemente Legal Engineer, Web Art Ar-


chitect e Net Wireless Application Developer.
Assolutamente indispensabile decennale esperienza in
società di Reproduction Space Design, Image Traslating
Management o Synthetic Literature production. Gradita
conoscenza del Basco, Sardo e Polacco o in alternativa
dell‟egiziano antico.”
Se è ormai un luogo comune che sia difficile trovare
un lavoro di questi tempi, quello che i giovani-molto-
sicuri-di-sé o più in generale le persone-al-passo-con-i-
tempi non riconoscono ancora ufficialmente è che
talvolta risulta problematico anche solo interpretare gli
annunci di lavoro.
Stando alle inserzioni pare che, oltre a titoli di studio
conseguiti con il massimo dei voti, occorra disporre di
lunghe esperienze lavorative, perfetta conoscenza delle
lingue straniere e assoluta padronanza dei principali
strumenti informatici anche solo per venire presi in
considerazione. Verrebbe da dire ai sapientoni che
formulano queste richieste: -vi pare che se avessi
posseduto tutti questi requisiti sarei stato ancora in cerca
di lavoro?
Può sembrare una nota ironica, tuttavia chiunque
abbia un minimo di conoscenza del mondo del lavoro si
rende conto che la tragicomica realtà vede da un lato
imprese alla ricerca di professionalità nuove e specifiche e
dall‟altro una miriade di candidati con le stesse vecchie
qualifiche generiche, tanta buona volontà e praticamente
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I nuovi Mestieri 27
nessuna abilità pratica.
A cercare di leggerli alla lettera questi titoli suonano
astrusi o estremamente vaghi. Che cavolo fa un Project
Manager o un Team Leader? Sembra ovvio che gestisca
qualcosa o coordini delle persone, ma per fare che?
Volete mettere una dizione vecchia maniera tipo “addetto
paghe e contributi” o “impiegato in contabilità
generale?”
No, oggi chiedono Corporate Analyst, Financial
Accountant e Payroll Manager. Va a finire che rischi di
perdere un lavoro perché non capisci che stanno
cercando un profilo come il tuo! I nomi in inglese poi
danno un tocco di new economy e di modernità, ma
possono anche generare equivoci: è un Asset Manager il
gestore di un fondo immobiliare, ma anche l‟addetto al
recupero crediti di una società di servicing, per non dire
di chi gestisce valori mobiliari. C‟è poi una bella
differenza nell‟essere business analyst per una società che
produce assorbenti igienici piuttosto che per una che
assiste le imprese nel quotarsi in borsa.
Insomma i nuovi lavori, tra inglese e informatica sono
un gran bel casino. Un ingenuo potrebbe però pensare
che basti impadronirsi della padronanza della lingua e dei
mezzi informatici per accedere al mondo del lavoro.
Niente di più sbagliato: le due materie in questione
costituiscono una condizione necessaria, ma non
sufficiente per riuscire ad acciuffare uno straccio di
impiego. Infatti, una volta che siete in grado di
comprendere gli annunci e di ricercarli su internet non è
affatto detto che possediate i requisiti per essere presi in
considerazione. Tuttavia, dopo aver investito tempo,
denaro ed energie per acquisire gli strumenti ritenete che
sia il caso, quantomeno di tentare nelle ricerche sul web.
Dopo aver schivato una cinquantina di siti porno, che
non si sa bene perché spuntano fuori qualsiasi cosa
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28 I nuovi Mestieri

ricerchiate, riuscite finalmente ad accedere ai siti che


contengono le offerte di lavoro. Il primo impatto è di
totale disorientamento. Per prima cosa vi trovate di
fronte a una quantità enorme di annunci e in sé il fatto
potrebbe sembrare positivo se non fosse che l‟utilità delle
offerte in questione è inversamente proporzionale alla
loro numerosità: “collaudatori di termometri anali”,
“spalatori di escrementi per elefanti”, “adulatori politici”,
“amministratori di enti inutili”, “mobilio umano per
serate alternative”. Immancabilmente dopo qualche ora
di connessione cominciate a interrogarvi sull‟utilità della
vostra ricerca, poi per il subdolo piacere continuare a
coinvolgervi, fanno la loro comparsa offerte che possono
vagamente interessarvi. Il punto è ora rispondere agli
annunci. Quando vi va bene, c‟è un indirizzo email e
risparmiate anche i soldi dei francobolli, ma prima o poi
arriva il momento in cui vi tocca inesorabilmente
confrontarvi con il form, il modulo guidato in cui
inserire i vostri dati.
Vi verrà chiesto di compilarlo per la registrazione (un
modo in cui cedete informazioni su di voi a chi gestisce
un sito internet in cambio dei servizi gratuiti che vi offre)
e/o per compilare un curriculum in formato standard
che poi potrete richiamare e inviare rispondendo agli
annunci, oppure ancora alcuni datori di lavoro ve ne
sottoporranno di specifici per le proprie esigenze. Il
punto nodale è che compilando milioni di form (versione
postmoderna delle antiquate domande per concorsi
pubblici) vi rendete conto che sembrano fatti per
snervarvi.
Tra i titoli di studio c‟è “scienze giuridico-economiche
e vagamente sociali”, “ingegneria del comportamento” e
“lettere scientifiche” e poi magari mancano
giurisprudenza o economia (e pensare che vostra madre
le chiamava le lauree più banali del mondo). Ci sono
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I nuovi Mestieri 29
caselline che vi chiedono con che frequenza vi tagliate le
unghie dei piedi, ma non c‟è un buco dove indicare
l‟unica cosa interessante del vostro curriculum, inoltre il
dover lasciare così tanti spazi vuoti (chi diavolo ha tutte
quelle esperienze, titoli, abilità etc?) vi procura profonda
frustrazione. Oppure lo spazio è talmente esiguo che ti
chiedi come sia possibile basare una selezione su quattro
dati così generici e concludi, ovviamente, che è tutta una
presa per il culo.
La ciliegina sulla torta sono messaggi di posta
elettronica automatici. Ne parte uno appena ti registri che
ti ringrazia per l‟interessamento. Poi uno appena cominci
compilare il form e, nel caso lasci il lavoro a metà, un
altro ti ricorda che hai iniziato la compilazione di un
curriculum e non l‟hai portata a termine. Uno alla fine ti
ringrazia per aver inviato il tuo form on line. E‟ tutto così
automatico che quando ricevi l‟ennesimo messaggio sei
convinto che sia sempre la stessa storia, invece questo
dice che le tue caratteristiche sono state attentamente
vagliate e i meriti e la caratura del tuo curriculum vitae
sono stati oltremodo apprezzati. Tuttavia l‟elevato
numero degli aspiranti alla posizione hanno fatto sì che
dopo attente riflessioni sia stato scelto un candidato che
meglio rispondeva ai requisiti della posizione richiesta. I
tuoi dati verranno accuratamente e gelosamente
conservati nel caso che un‟opportunità maggiormente
rispondente alle tue qualifiche e attitudini si presenti in
futuro. Niente di strano, un‟eventualità da prendere in
conto: si sa che solo una percentuale ridotta delle
domande inviate conduce a un esito positivo (ma quanto
avranno lungo il naso?). Peccato che il messaggio di
risposta sia arrivato quattro secondi dopo che hai
terminato di compilare la domanda.

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30 Il lavoro di andare al lavoro

Il lavoro di andare al lavoro


“Andiam, andiam, andiamo a lavorar”
(I sette nani)

Spesso e volentieri il tragitto quotidiano per


raggiungere il posto di lavoro costituisce un‟efficace
metafora del lungo viaggio iniziatico attraversato
inizialmente per ottenere l‟agognato impiego. Che si trovi
in un edificio di pregio nel centro storico o in un ultra
moderno complesso strategicamente situato nelle
vicinanze dei principali snodi di collegamento, arrivare al
lavoro la mattina è sempre un‟odissea
Prima legge di Marfi sull’ubicazione del posto di
lavoro: nonostante le metropolitane scorrano sotto il
traffico, gli scooter possano svicolare negli ingorghi, le
tangenziali e i raccordi aggirino il più possibile i centri
abitati, se la mattina devi farti più di quindici km per
andare a lavoro sono cazzi tuoi.
Corollario: se ti muovi all‟interno di un centro urbano
devi fare i conti con l‟ora di punta, le scuole, gli uffici
pubblici, a Natale i negozi e lo shopping, d‟estate i turisti
e i vacanzieri = non + di 11-12km all‟ora. Se poi vivi
fuori città devi fare i conti con i pendolari che come te
vanno al lavoro in città, con la nebbia, la neve e le
alluvioni d‟inverno, con il caldo, le moto e i vacanzieri di
passaggio d‟estate (perché per arrivare a dare fastidio
dentro i centri urbani devono ovviamente passare da
fuori). Insomma, non c‟è scampo.
Seconda legge di Marfi sull’ubicazione del posto
di lavoro: per quanto ti possa attrezzare con scooter,
paramenti antifreddo/pioggia contro il traffico infernale
se lavori a 50 Km da casa potrai risparmiare un po‟ di
tempo sul viaggio, ma alla fine per arrivare al lavoro oltre
a rischiare la vita devi farti un culo così.
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Il lavoro di andare al lavoro 31
Corollario: se t‟illudi che con i mezzi almeno puoi
leggere e corri meno rischi ricorda che d‟estate la gente
non si lava quanto dovrebbe e quindi puzza, d‟inverno
piove, fa freddo, mentre qualsiasi giorno dell‟anno è
buono per fare sciopero.
Terza legge di Marfi sull’ubicazione del posto di
lavoro: se il lavoro si trova in una zona ben collegata,
fornita, poco trafficata, gli affitti e i prezzi delle case nei
dintorni saliranno alle stelle costringendoti quindi ad
allontanarti. Allontanandoti ricadi nell‟ambito di
applicazione delle prime due leggi.
Corollario: nei posti dove è più desiderabile abitare
raramente si trova lavoro con facilità.

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32 Colloqui

Colloqui
“Dice il saggio: a scherzale con i tleni ci si lompono le leni”
(Il cinese di Nick Carter)

Il colloquio, in inglese interview (che cazzata vero?


Neanche fossi un attore o un politico…) è un momento
cruciale del processo di selezione. Pare sia stato ideato da
una congrega di saggi sadici cinesi del XIV secolo avanti
Cristo che lo utilizzavano per terrorizzare i prigionieri di
guerra che poi rilasciavano in modo da demoralizzare il
nemico che in breve si arrendeva. Saggezza orientale.

-Mi dica, lei non è di Milano vero?


Bionda, abbastanza carina e giovane. Con ogni
probabilità è una dell‟ufficio del personale.
-Non c‟è scritto nel curriculum? Sa leggere? Verrebbe da
dire.
Naturalmente è meglio: -No, ma ho studiato qui -Detto
con un sorriso.
-Ah. Avrebbe problemi a trasferirsi qui per lavoro?
-Ma cribbio, sono già quattro anni che ci vivo! Anche se,
come è probabile, il mio curriculum neanche lo hai letto,
ti ho appena detto che ho studiato qui. – sarebbe la
risposta più naturale, ma poi ovviamente:
-No, assolutamente nessuno.
-Bene. Qual è il titolo della sua tesi?
-La fiscalità nelle operazioni di finanza straordinaria: Il
caso…
-Mmmm, interessante. Saprebbe dirmi cos‟è un levereged
buy out?
-Certo. Si tratta di un particolare tipo di acquisizione…
-Va bene così, lasci perdere. Qual è il suo colore
preferito?
-Come prego?
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Colloqui 33
-Il suo colore preferito
Un attimo di sincera perplessità.
-L‟arancione, credo…
-Benissimo, per ora è tutto. Le faremo sapere.
Arrivederci.
Valutazione: scarsamente affidabile, dalla preparazione
incerta e frammentaria, troppo attaccato alla famiglia per
trasferirsi.

-Mi indichi una sua debolezza e un suo punto di forza.


Qualche istante di esitazione.
-Lasci perdere. Si vedrebbe più seduto a una scrivania
davanti a un computer o in giro a contatto con la gente?
-Mmmm, più con la gente.
-Bene, grazie. Può andare
Valutazione: soggetto altamente instabile, si sconsiglia il
proseguimento dell‟iter selettivo.

-In cosa è laureato lei, scusi?


-In Ingegneria delle…
-Lasci perdere non è importante. Quale animale
sceglierebbe tra un pinguino, un maiale e un canguro?
-Dunque vediamo…
-Bene così. Ha mai avuto l‟impressione che la sua anima
si stacchi dal corpo?
-Ma dice sul serio?
-Certo.
-No, non mi è mai capitato.
-Bene. Ottima risposta.
Valutazione: solida preparazione teorica coadiuvata da
una valida esperienza pratica e da un senso del dovere
fuori dal comune. Si raccomanda l‟assunzione (leggi:
sorriso smagliante e due chiappette niente male, promette
bene).

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34 Colloqui

-Mi dica, ma lei non crede di essere troppo qualificato


per questo lavoro?
-No, non direi. In fondo credo di avere i requisiti…
sorriso accomodante e tono pacato. - Sforzo sovrumano
per controllare il fegato che dal basso ringhia:
-certo che sono troppo qualificato per questo lavoro di
merda, ma che cazzo dovrei dire? Che non ce la faccio
più a colloquiare con filosofe del come si chiama, che a
ogni incontro mi trovano inadatto senza capire una
emerita cippa di quello so o che potrei fare? Ripiego
sperando di poter cominciare a lavorare prima dell‟età
della pensione.
Valutazione: Il soggetto ha scarsa fiducia in se stesso e
si candida per una posizione troppo bassa per le
qualifiche di cui dispone. Perché mai? Forse ha ottenuto
in modo fraudolento queste qualifiche? Oppure è
semplicemente disperato? In ogni caso si sconsiglia
l‟assunzione: non siamo mica un‟opera pia.

-Certo, la sua preparazione appare un po‟ teorica…


-Guardi che sono pronto a imparare, magari un periodo
di prova... sorriso accomodante per non dire: -Per
lavorare ci vuol l‟esperienza, per avere l‟esperienza
occorre aver lavorato e per fare un albero ci vuole un
fiore.
-Accetterebbe anche una posizione di stage?
-Certo.
-Anche non retribuita?
-beh, magari per iniziare
-Anche riconoscendoci un rimborso per gli oneri
sostenuti per la sua formazione sul lavoro?
-Oh Dio, se non si tratta di cifre esorbitanti...
-Mi porterebbe fuori a cena se spendessi due buone
parole sul suo conto?
-Naturalmente. Sorriso a trentadue denti.
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Colloqui 35
Valutazione: Soggetto eccessivamente arrendevole e
disponibile. Meglio soprassedere.

-Mi parli di una sua area di miglioramento? (eufemismo


ipocrita che sta per “debolezza” o “difetto”)
-Talvolta ritengo che il mio temperamento meticoloso e
attento ai particolari m‟induca a soffermarmi
eccessivamente su aspetti di dettaglio che invece
potrebbero essere trattati in modo più blando
Breve intervallo di perplessità.
-Ritiene che questo da un‟altra angolazione possa essere
considerato un punto di forza? (Regola d‟oro: se
chiedono un difetto o un punto di debolezza bisogna
menzionarne uno che dalla giusta angolazione possa
essere considerato anche un punto di forza.)
-Beh, sì. In molti frangenti, l‟accuratezza con cui si svolge
un lavoro può essere considerata…
-Però può rallentare i tempi di svolgimento del lavoro.
-Beh, parlavamo di un‟area di miglioramento...
-E lei sta migliorando?
-Certo, avendo individuato quest‟area su cui lavorare
esercito la mia ferrea volontà per sforzarmi di...
-Dunque lei s‟impegna in questa direzione?
-Naturalmente.
Valutazione: Metteteci un po‟ quello che vi pare tanto
avete capito come vengono formulati questo genere di
giudizi.

Naturalmente non ci si può esimere dal menzionare i


colloqui di gruppo. Secondo alcuni si tratta di prove che
portano a un degrado umano dei candidati anche
superiore ai colloqui individuali. Ma si tratta di un
giudizio quanto meno opinabile. Avete presente il
concetto di selezione naturale? Quella cosa del tipo tutti
contro tutti, forza, astuzia, culo e poi si salvi chi può?
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36 Colloqui

Ecco, molto peggio. Diciamo che questo tipo di


procedimento di selezione è più vicino a un reality show
tipo Grande Fratello. Ti buttano in mezzo ad altre
persone, con le quali in teoria dovresti competere, ti
chiedono di presentarti, di scrivere, parlare e fare varie
cose, mentre dall‟esterno ti osservano e in base a una
serie di imperscrutabili criteri alcuni prevalgono e altri
soccombono.
L‟aspetto più alienante è che non esistono certezze su
cosa convenga fare o meno. In teoria, visto che stai
concorrendo per un lavoro, dovresti dimostrare che lo
meriti più degli altri presenti, ma come? Cercare di
mettersi in mostra denota eccessiva aggressività,
mantenendo un basso profilo si rischia di venire ignorati,
una parola poco e due sono troppe, bisogna fare ma non
strafare.
I fautori della cosiddetta “teoria del Culo” ritengono
che sia per l‟appunto il “Fattore C” a determinare il
successo in questo tipo di selezione, sia come metafora
del caso imponderabile che come vera e propria
superficie anatomica. Tal altri, propugnando una visione
non meno dietrologica, ritengono che si tratti di vere e
proprie messe in scena per occultare il fatto che la
selezione è fasulla. In ogni caso quelli che si servono di
questo strumento diabolico si credono particolarmente
furbi, per cui è bene non disilluderli. Pensano di riuscire
individuare i soggetti con le maggiori potenzialità in
mezzo alle moltitudini oceaniche dei candidati pagando
fior di psicologi e specialisti di selezione. Non sarebbe
gentile raccontargli che estrarre a caso da un‟urna
costerebbe meno e avrebbe maggiori possibilità di
successo.

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Diario numero 1: Postmoderno 37

Diario numero 1: Postmoderno


“Dipinte sono in queste rive, le magnifiche sorti e progressive”
(Giacomo Leopardi)

-Ceno spesso da solo e non di rado mangio roba


scaduta. Più che altro capita per distrazione o per
indolenza. Torno dal lavoro completamente rincoglionito
e figuriamoci se ho voglia di preparare da mangiare. Una
scatoletta di tonno, pane e un po‟ di formaggio o salumi
affettati, al massimo un pezzo di pizza. Mangiare fuori
può andar bene ogni tanto, ma non sempre. Costerebbe
troppo e poi farlo da soli è quasi più squallido che restare
a casa. Bella vita no? Il migliore dei casi è quando mi
riesce di mettere in forno un surgelato.
-Mi verrebbe da dire che la mia ex moglie mi chiamava
sushi, nel senso di pesce freddo. Ecco una battuta del
genere potrebbe essere appropriata. Peccato che io
neanche ce l‟ho una ex moglie. E poi la battuta l‟ha
aggiunta Ridley Scott nel film. Nel libro non c‟era. Non
ho l‟ex moglie, ma in compenso ho un lavoro nella new
economy, che alla faccia dello sboom sembra esistere
ancora con i suoi pregi e i suoi difetti. Vale a dire che
lavoro tutti i giorni fino al completo esaurimento delle
mie capacità mentali, in proporzione il mio stipendio è
risibile e la maggior parte delle persone che conosco (a
dire il vero qualche volta anch‟io) non riesce a capire
esattamente cosa faccio nella vita.
-Quando fai un lavoro come il mio non esiste una
parola in italiano per qualificare esattamente il tuo ruolo
e se ne esistono spesso hanno un significato fuorviante.
Per di più se provi a spiegare il contenuto delle tue
mansioni ti accorgi che si tratta di una quantità
eterogenea di attività difficili da esprimere in modo
sintetico. Per concludere quando provi a descrivere
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38 Diario numero 1: Postmoderno

l‟attività svolta dalla società per cui lavori, sperando che


sia più esaustivo del ruolo indefinibile che ricopri, ti
guardano in modo perplesso e finisci per lasciar perdere.
La cosa ti procura un‟inconscia e latente invidia per
quelle persone che alla domanda -che lavoro fai?
possono rispondere con una sola parola come dentista,
infermiere o avvocato o quantomeno con un‟espressione
generica, ma non equivoca, tipo commerciante o
imprenditore.
-Mi bruciano gli occhi, ho usato il computer per un
numero di ore che viola la convenzione generale sui
diritti dell‟uomo. La schiena mi duole ed ho un leggero
mal di testa. Naturalmente non prenderò neanche un‟ora
di permesso per rimettermi in sesto. Il primo
comandamento della religione del lavoro moderno recita
che chi si ferma rimane indietro e che chi rimane indietro
non raggiungerà più quelli che lo hanno sorpassato.
Spero che la birra del discount faccia il suo solito effetto-
droga reagendo con i tranquillanti e la camomilla alle
erbe della mia vecchia mamma. Che alla fin fine vecchia
non è, ma io sono talmente giovane e moderno
(postmoderno?) che lei sembra un residuato di un‟altra
epoca. Qualche ora di sonno mi rimetterà in grado di
produrre anche domani la mia parte.
-Guardo il fondo unto della scatoletta di tonno dove
rimane qualche briciola di pancarré e mi domando
seriamente se ci sia un posto per me nella raccolta
differenziata, magari tra i rifiuti organici. Naturalmente
sarebbe molto più semplice e razionale infilarsi nel cesso
e tirare lo scarico. Poi affiora subdolo il più sadico dei
meccanismi che la natura ha messo a punto nei secoli per
allungare la nostra permanenza nel dolore: l‟istinto di
conservazione. Arriva a tradimento, vestendo
dolosamente i panni del moderno progressismo e della
stolida fiducia nell‟evoluzione. Il problema è che
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Diario numero 1: Postmoderno 39
perseverando diabolicamente mi abbandono alla
criminale pulsione positiva.
-Così il palese sfruttamento lavorativo e lo spreco di
tempo e di energie che caratterizza la mia vita lavorativa -
la mia vita e basta?-diventa un favoloso “investimento su
me stesso” -magari avessi il buon senso di investirmi!
-L‟incomunicabilità della mia professione si risolve per
approssimazione verso il lavoro tradizionale che meno se
ne discosta. Voilà un business consultant diventa un
commercialista, un web master un informatico e i
financial analyst, broker o trader, sales diventano
genericamente bancari. La toppa da mettere sul lavoro
interminabile e sottopagato arriva dalla natura stessa del
dinamismo contemporaneo: oggi le società raddoppiano
in borsa in un mese, nascono dal nulla e arrivano alle
stelle. Un briciolo di culo di trovarti al posto giusto ed è
andata.
-Qualche volta riesco anche a impiegare 10 minuti per
mangiare, ma in genere non sono così lento. Comunque
per oggi è fatta. Posso archiviare anche le elucubrazioni
divaganti dell‟ora di cena. Come dire? “Non so se il riso o
la pietà prevale.”

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40 Le risorse disumane

Le risorse disumane
“Umano, troppo umano.”
(Friedrich Nietzsche)

Il primo (e a detta di molti l‟unico) requisito per


lavorare all‟ufficio del personale è l‟assenza di qualsiasi
barlume di umanità. Secondo gli appartenenti al filone
veteromarxista l‟umanità viene perduta a causa
dell‟abitudine di trattare le persone come merci. Per dirla
tutta oggi se parli di Capitale Umano sembri addirittura
figo e progressista. Fatto sta che il termine più indicato
per definire questi individui può essere utilmente preso in
prestito dal dialetto napoletano: “Cazzimma esaggerata”
(si noti la doppia g rafforzativa). Quando si parla di
aumenti o in generale di soldi sembrano pronti a farsi
ammazzare prima di scucire un centesimo. Neanche ce li
mettessero di tasca loro! Vero è anche che secondo le più
diffuse leggende metropolitane, vengono pagati sulla
base di quello che riescono a togliere a te, ma questa è
un‟altra storia.
La bastardità e la malafede cominciano al colloquio di
selezione. Loro guardano dietro il vostro curriculum,
dietro la lettera di presentazione, dietro le vostre parole.
Qualcuno potrebbe ravvisare un certo perverso
interessamento per il vostro didietro, ma sorvoliamo per
non dare adito a doppi sensi volgari. Tanto a pensare
male si fa peccato, ma non si sbaglia.
Avete già un lavoro e sostenete un colloquio perché
intenzionati a cambiarlo. Dietrolettura: vuol dire che
avete qualche cosa che non va probabilmente state
cercando di scappare prima di essere cacciati. Siete alla
ricerca del vostro primo lavoro. Dietrolettura: non avete
intenzioni stabili, volete solo una sistemazione
temporanea in attesa di trovare un‟occupazione migliore.
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Le risorse disumane 41
Siete disposti ad accettare anche di partire da una
posizione meno elevata rispetto alla precedente o alle
vostre qualifiche. Dietrolettura: siete assolutamente
disperati e vi si può assumere per un tozzo di pane.
Vogliamo parlare degli straordinari? Quando rimani
fino a tardi a lavoro è chiaro che lo fai per cazzeggiare e
fregare danaro al tuo sacrosanto datore di lavoro.
Potrebbero mai pensare che lo fai per senso del
dovere/rispetto di scadenze? Assolutamente no. Per
carità, magari ci sarà pure qualcuno che ci marcia (le mele
marce sono un po‟ come le pecore nere...), ma in
generale: se uno va al lavoro perché altrimenti proprio
non si può vi pare che possa avere voglia di restarci a
oltranza per quelle due lire (sì le ore extra sono pagate
così poco che sembra siano rimaste in lire) che gli
pagano? Non è più plausibile che quelli che si fermano lo
fanno perché sono secchioni, sono pignoli, vogliono
leccare il culo e fare carriera, non hanno una vita privata,
ma in ogni caso per lavorare? No, loro sono dietrologi se
fai gli straordinari vuol dire che vuoi fregargli soldi (vuoi
fregarli proprio a loro eh). Allora cercano di non pagarti.
Non è possibile? E‟ illegale? Se è per quello è pure
incostituzionale, ma loro se ne fregano. Cercano di
rifilarvi ore di recupero che non prenderete mai o che
comunque non vi servono. Oppure nel modo più
subdolo cercano di persuadervi. Nella loro lingua
bastarda si dice “Moral Suasion”. Nessuno vi può
obbligare a non segnare gli straordinari, certo che se però
volete fare carriera... la politica aziendale... non si vuole
creare un precedente. Quasi quasi vi fanno sentire in
colpa: in fondo non potreste fare tutto nell‟orario
ufficiale?
Volete un aumento o un avanzamento di carriera? Ma
non scherziamo. Sul mercato (proprio così non sapevate
che c‟è il mercato del lavoro?) ci sono risorse più giovani
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42 Le risorse disumane

e capaci di voi che verrebbero al vostro posto a metà


prezzo. Ringraziate san padrone che continua a tenervi a
bottega in un fremito di paternalismo vecchio stile: fosse
per gli efficientisti moderni del personale i dipendenti
sarebbero rimpiazzati da un preordinato e asettico
programma di usa e getta sistematico. Visto che poi non
possono gettarvi allora passano le giornate a pensare
come possono valutarvi, misurare le vostre performance
(e guai se vi fate scappare che “le dimensioni non
contano”) formarvi, addestrarvi per rendervi più efficaci
e produttivi. Qualche visionario ha anche sostenuto che
in realtà gli addetti alle risorse umane sono degli alieni
che vogliono rimpiazzarci tutti con robot e/o baccelloni,
ma a questo proposito mancano riscontri concreti.
A onor del vero c‟è anche chi sostiene che stiamo
parlando di poveretti ingiustamente calunniati per via del
loro ruolo. Questa è la cosiddetta “Teoria del Secondino”
secondo la quale queste brave persone ci appaiono
stronze e antipatiche per il fatto che sono preposte a
monitorare il rendimento, il rispetto degli orari e di tutti
gli adempimenti connessi con l‟attività lavorativa. Il
controllore è per definizione un giuda fin da quando da
bambini scriveva alla lavagna il nome dei buoni e dei
cattivi. Che dire? Forse faremmo bene ad avere nei loro
confronti un po‟ di umana comprensione. Quanto meno
per compensare il fatto che a loro di umano non è
rimasto nulla.

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Personaggi in cerca d‟Autore 43

Personaggi in cerca d’Autore


“Uno, nessuno e centomila”
(Luigi Pirandello)

Se la vita fosse un romanzo, si potrebbe dire che


l‟autore riguardo al mondo del lavoro ha dimostrato
scarsa fantasia o quanto meno ben poca voglia di
lavorare. Infatti pochi archetipi ancestrali sembrano
ripetersi di continuo rendendo il panorama tutt‟altro che
variegato. Un avvertimento, prima di sorridere perché vi
sembra di riconoscere qualcuno nelle descrizioni che
seguono badate che altri potrebbero scorgere qualcosa di
voi in uno di questi profili.

Il Rosicone. L‟erba del vicino è sempre più verde.


Lo trovate a brontolare mentre legge le inserzioni di
lavoro sul giornale nella perenne ricerca di qualcosa di
più di quello che ha. Se ha la laurea si rode per il fatto che
i diplomati, o comunque i non laureati in genere, trovano
lavoro più in fretta e guadagnano di più. Se non ha la
laurea ci tiene a sottolineare che gli mancava poco per
prenderla oppure che è soddisfatto di non averla (lo dice
dissimulando malissimo il fatto che invece è invidioso, la
vorrebbe e magari ne sta frequentando una per
corrispondenza). Se ha un titolo di studio umanistico,
lamenta che gli scientifici trovano lavoro più facilmente.
Se ha un titolo scientifico, lamenta che tutti gli altri sono
molto meno impegnativi. A prescindere dal titolo di
studio il rosicone si lamenta cronicamente perché lavora
troppo/guadagna poco/è sottoutilizzato/è
insoddisfatto/non lavora abbastanza/non gli piace quello
che fa ecc.
Se è giovane e rampante si lamenta della gerontocrazia
dilagante, della lentezza dei percorsi di carriera e delle
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44 Personaggi in cerca d‟Autore

scarse opportunità di emergere. Se non è più tanto


giovane si lamenta per i “ragazzini” inesperti che lo
surclassano immeritatamente. Il rosicone in poche parole
incarna l‟antitesi del motto “chi si contenta gode”.
Qualcuno potrebbe scomodare la frenesia dei tempi
moderni (ricordate Chaplin?), il continuo mutamento
ambientale e di prospettive a cui siamo sottoposti, che
impedisce alle persone di abituarsi a una condizione
(contentandosi) e le spinge a ricercare un miglioramento
continuo. La verità è che parliamo di un rompiballe,
invidioso cronico che non si accontenta mai e che ha
sempre da ridire, al punto di arrivare all‟assurdo: al
culmine della sua rosiconità ve la mena invidiando
persone che stanno palesemente peggio di lui. Se avete
paura di fare questa fine potete osservare le seguenti
misure precauzionali: ogni giorno dovete combattere il
rosicone latente dentro di voi concentrandovi sul
presente e su quello di buono che avete intonando il
mantra rinascimentale:
-Quant‟è bella giovinezza, che si fugge tuttavia, chi vuol
esser lieto sia, del doman non v‟è certezza.

Il veterano. Quello che le ha tentate tutte e che


continua a tentare. Lo riconosci dal fatto che compra i
quotidiani in base al giorno in cui escono le offerte di
lavoro, è costantemente informato sulle società che
cercano e sui profili ricercati, ma più in generale non fa in
tempo a iniziare un nuovo impiego che è già alla ricerca
del successivo. Puoi menzionare a caso una società più o
meno nota e lui immediatamente sa dirti chi cercano al
momento, qual è l‟iter di selezione e qual è la strategia più
efficace e, naturalmente, ti racconta della sua esperienza
in proposito. Non di rado è in grado di suggerirti anche
dei contatti interni. I più fideisti ritengono che abbia
provato tutte le selezioni possibili e immaginabili,
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Personaggi in cerca d‟Autore 45
comprese quelle che ancora non esistono e si narra di
società che hanno ricevuto il suo curriculum prima di
essere costituite o di persone da lui contattate mentre
stavano concependo l‟idea di fondare un‟impresa. Ormai
il suo curriculum è oggetto di studio nei corsi per le
risorse umane e la guardia di finanza sta valutando di
utilizzarlo come strumento per censire le aziende: se non
ha inviato una candidatura a un‟impresa vuol dire
semplicemente che l‟impresa non esiste.
Verrebbe da chiedersi come mai visto che è così
informato e capace, non ha ancora raggiunto la posizione
desiderata. La risposta è in una delle due componenti
della sua figura mitologica, la sfortuna paradossale.
Questo individuo infatti ha fatto e fa colloqui con tutti i
datori di lavoro dell‟universo mondo, ma sebbene tutti lo
convochino nessuno se lo prende. C‟è sempre uno più
bravo, fortunato, paraculato o al limite sopprimono la
posizione per cui si era candidato appena dopo che ha
superato la selezione. Quando senti i suoi racconti ti
sembra la personificazione di una qualche crudele legge
di Murphy. Come un novello Sisifo pare condannato per
tutta la vita a cercare senza poter mai ottenere. Chi glielo
fa fare? Se glielo chiedi risponde che, ha verso l‟attuale
datore di lavoro un complesso da innamorato paranoico:
vuole essere pronto a lasciare nel caso avverta il rischio di
essere lasciato. Oppure ti dice semplicemente che, visto
che oggi siamo trattati come merci, lui vuol mantenere il
suo valore sul mercato facendo “marketing di se stesso”.
Quest‟ultima espressione è palesemente mutuata dal
linguaggio truffa utilizzato in genere per lubrificare
l‟effetto supposta-extralarge della condizione del
lavoratore contemporaneo.
L‟altra componente è la caparbietà di un mulo
stacanovista. Avete presente la goccia proverbiale che
scava la roccia? Lui è peggio. Conosce tutti i modi
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46 Personaggi in cerca d‟Autore

possibili e immaginabili per spostarsi nel mondo a fare i


colloqui assentandosi il meno possibile dal lavoro del
momento. Viaggia di notte, nei giorni festivi, riesce a fare
i primi colloqui al telefono per risparmiare tempo, il tutto
spendendo sempre il meno possibile (fatto su base
sistematica fare colloqui costa parecchio in termini
economici oltre che in energie fisiche). Si narra che alcuni
matematici abbiano studiato il numero di curriculum che
riesce ad inviare: se contate che solo una piccola parte
degli invii porta ad un colloquio e considerate quanti
colloqui fa, potete intuire di che cifre stiamo parlando.

Il fancazzista simpatico.
Questo esemplare è riscontrabile praticamente in tutti
i gruppi di persone accomunate dall‟intento o dal dovere
di fare qualche cosa. Intento che naturalmente lui per
natura o per missione di vita si dedica a ostacolare.
Lo troviamo nelle comitive di amici ed è il
responsabile di quel vuoto spaziotemporale che separa il
momento in cui ci si trova da quello remoto in cui
finalmente si decide dove andare per la serata. C‟è poi
nelle associazioni di volontariato, dove non si sa bene che
venga a fare, ma tutti finiscono per tollerarlo perché è
simpatico. Come potrebbe mancare sul posto di lavoro?
Ci si chiede chi l‟abbia assunto, se sia raccomandato o se
abbia recitato da oscar durante le selezioni. Non si
capisce se ci marcia o se magari cerca in modo
fallimentare di darsi da fare, quello che è certo è che non
combina assolutamente niente. Nulla di quello che
potrebbe o dovrebbe fare viene fatto da lui per cui o lo fa
qualcun altro o semplicemente non lo fa nessuno (per
quanto ai più sprovveduti possa sembrare strano, nelle
organizzazioni sopra una certa soglia dimensionale
questo è possibile).
Col modernizzarsi delle società e l‟affermarsi dell‟etica
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Personaggi in cerca d‟Autore 47
meritocratica si potrebbe immaginare che figure del
genere siano destinate a scomparire o, peggio, a
rassegnarsi a lavorare. Ma il culo (paravento) del
fancazzista conosce ragioni che la ragione del meritocrate
non può comprendere. Quando le organizzazioni si
sviluppano in maniera più articolata è possibile che una
parte dell‟inefficienza espulsa dalla porta rientri dalla
grata dell‟aerazione. Mentre ruoli e funzioni si fondono o
si modificano (in qualche caso scompaiono) nascono
altresì nuove mansioni e dipartimenti alcuni dei quali
nessuno sa bene cosa facciano. Ecco che il fancazzista
trova riconoscimento e dignità. Partecipa a riunioni, fa
telefonate, scrive email. In qualche caso ha la
responsabilità di progetti specifici. Nulla naturalmente
che debba in qualche modo produrre risultati. In breve
dunque il gioco è fatto e il nostro personaggio ha trovato
una dimensione consona. In fondo -vi dirà con quel
sorriso che non sapete se prenderlo a schiaffi oppure
offrirgli da bere- a che serve che tutta quella gente lavori
tanto se nessuno ne beneficia?

I titolati inutili.
Non è politically correct e neanche in un libercolo
irriverente quale è questo si può farne dettagliata
menzione (se ne potrebbe fare minzione, ma questa è
un‟altra storia…). Tuttavia ognuno di noi considera
alcuni titoli di studio perfettamente inutili. Diciamolo,
quando sentite questi corsi di studi la prima cosa che
pensate è:
-sono fatti per chi non ha voglia di fare un cazzo. In
alternativa ci possono andare anche ricchi idealisti privi di
senso pratico, talvolta figli di persone che invece di
pragmatismo dovevano averne a bizzeffe. Mi astengo
pertanto dallo stilare qui un elenco dettagliato (anonimo
paraculo docet), cercando invece di fotografare
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48 Personaggi in cerca d‟Autore

atteggiamenti e situazioni comuni.


Naturalmente si lamentano perché non trovano
lavoro. Certo, uno che non sa fare niente e ha studiato a
lungo roba inutile, è uno scandalo che non trovi
un‟occupazione. Ma se parlate o pensate così vuol dire
che siete gretti, meschini e pensate solo ai soldi. Avete
mai fatto caso al fatto che quelli che ai soldi non ci
pensano è perché non hanno problemi su come sbarcare
il lunario? Se uno deve lavorare e fare sacrifici per tirare
avanti non solo ai soldi ci pensa, ma non si vergogna
neanche di parlarne! Ma il titolato inutile vive su un altro
pianeta e certe questioni non lo toccano.

L‟arrivista carogna.
All‟asilo scriveva i buoni e i cattivi e, solo per questo,
vi guardava già con l‟aria stronzissima di chi si sente al di
là del bene e del male. A scuola era quello che non faceva
mai copiare durante i compiti in classe e che, pure,
qualche volta doveva riuscire a copiare visto che andava
sempre bene pur non essendo preparato. In autostrada
passa sulla corsia di emergenza e in tutte le situazioni
riesce a bypassare gli ostacoli e a non fare le file. La cosa
più irritante è però che riesce sempre a farla franca. Cerca
di farsi amico tutti perché tutti gli potrebbero servire, ma
naturalmente non è fedele a nessuno dal momento che
l‟unica cosa che gli sta veramente a cuore è se stesso e la
propria autoaffermazione.
Sul lavoro è sempre in prima linea quando c‟è da
rivendicare meriti e si dilegua quando bisogna assumersi
responsabilità, salvo inserirsi nelle poche calcolate volte
in cui il gioco vale la candela. Trasformista ineguagliato
non prende mai posizioni definite e tendenzialmente
asseconda tutti con diplomazia. Divide il mondo in tipi
da ignorare e personaggi da leccare dopo di che, come
vuole il noto adagio, si adopera per essere forte con i
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Personaggi in cerca d‟Autore 49
deboli e debole con i forti. Sul piano personale in genere
riesce particolarmente odioso e non nasconde il fatto che
non gliene frega niente. Sa di poter colmare il deficit nei
rapporti umani con il successo: primo perché quando
raggiunge i propri obbiettivi non gli interessa più niente,
secondo perché, non è bello dirlo ma, gli stronzi quando
vincono sembrano sempre un po‟ meno stronzi.

Il postmoderno.
Tutti gli aggeggi tecnologici che ci impiombano il
bagaglio e ci svuotano il portafogli lui ce li aveva tipo due
o tre anni fa. Se ogni tanto lo vedete assorto è probabile
che abbia un telefonino che si comanda con la forza del
pensiero. Mentre la mente malata di progettisti e
programmatori è all‟opera per sfornare amenità di cui ci
convinceremo di avere bisogno, lui le ha già comprate,
prenotate o in qualche caso le ha scartate perché
superate. Stiamo parlando di uno endemicamente avanti,
ma talmente avanti da scantonare in una realtà tutta sua.
Generalmente non ha problemi nel trovare lavoro,
uno così lo beccano al volo, anche perché le competenze
che i datori di lavoro richiedono oggi lui se le era
procurate qualche anno addietro. Il punto è che
immancabilmente finisce per fare un lavoro alienante, in
genere incomprensibile ai più e dai ritmi che farebbero
impallidire la schiavitù. Si racconta infatti che al tramonto
gli schiavi fossero autorizzati a riposare, anche perché era
provato che senza un minimo di riposo e di
sostentamento, non duravano a lungo. Il postmoderno,
grazie alla tecnologia moderna è reperibile 24 ore su 24 e
virtualmente non smette mai di lavorare. Le prime cose
che gli forniscono sono Laptop e cellulare in modo che
possa lavorare praticamente ovunque. Quindi se l‟ufficio
è chiuso lavora da casa, se è in trasferta può sfruttare i
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50 Personaggi in cerca d‟Autore

tempi morti di viaggio o di attesa. Sembra che qualcuno


sia stato scoperto a lavorare seduto sulla tazza del cesso,
ma su questo non si hanno conferme.
Che lui sia o meno contento della propria condizione
non ci è dato sapere, il punto è che la sua condizione
lavorativa è strettamente legata alla sua natura e non può
affrancarsi senza cambiare radicalmente se stesso. In
genere fa un lavoro abbastanza specializzato che la
maggioranza degli altri non è capace di fare perché
ovviamente non è ancora preparata, questo vuol dire che
si trova a dover fare il lavoro di più persone dunque viene
schiavizzato a livelli disumani. Che dire? Potreste anche
in qualche modo provare simpatia nei suoi confronti (nel
senso greco del soffrire insieme), se la dura realtà del
mondo del lavoro non vi avesse temprato
irrimediabilmente: lui alla fin fine un lavoro lo trova, se lo
sfruttano poi saranno pure cazzi suoi.

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Diario numero 2: il lavoro più antico 51

Diario numero 2: il lavoro più antico


“Via del campo c’è una graziosa, gli occhi grandi color di foglia,
tutta notte sta sulla soglia, vende a tutti la stessa rosa.”
(Fabrizio De Andrè)

Caldo, umido, avvolgente. Certe volte vorrei


dissolvermi nel tepore dell‟acqua bollente. Vorrei
sprofondare nell‟abisso più profondo per non
riemergere. Biodegradarmi come un rifiuto
ecocompatibile. Tornare al principio della vita, all‟utero
materno. La fine e il principio. Se non avessi fatto finanza
forse avrei preso filosofia. Mmmm sai che successo... dal
mondo dove tutto è misurato in valore alla scienza con la
quale e senza la quale tutto rimane tale e quale. Magari se
non avessi studiato economia oggi non sarei una puttana.
Magari. O magari no. Chi può saperlo? Forse le cose
vanno come devono andare. Forse io vegeto nella vasca
da bagno, aspetto una persona e questa sera guadagnerò
quello che mio padre dopo quarant‟anni di sacrifici non
guadagna in un mese. Forse pensare fa male, forse è tardi
per i sensi di colpa o forse semplicemente non è mai tardi
per cambiare idea. Forse. Forse la verità è che in fondo
non me ne frega un cazzo. Certe cose me le avevano
inculcate da bambina, ma è da molto che decido con la
mia testa. E decido quello che voglio (...)
Confesso che la prima volta che Mattia mi ha detto
che voleva venire a Milano per seguire le mie orme mi ha
quasi preso un colpo. Irrazionalmente ho immaginato la
scomunica epocale di tutta Molfetta. Io, la svergognata
che disonora la sua famiglia per sette generazioni. Sai con
che gusto quelle avvoltoie delle amiche di mia madre si
sarebbero avventate sulla notizia? Loro così invidiose del
mio successo di giovanissima donna in carriera… ma
non avranno questa soddisfazione. Cazzo, dopo una
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52 Diario numero 2: il lavoro più antico

laurea in Bocconi e un master a Londra mica mi faccio


fottere così facilmente io (di sicuro non gratis).
Mi tornano in mente i primi giorni di università,
quando mi sentivo spaesata perché non conoscevo
nessuno ed ero lontana da casa. Mi sentivo una paperina
terrona che guardava i papaveri milanesi e li vedeva alti
alti senza il conforto di un papero papà. Quell‟università
così grande fredda e nordica, quell‟ambiente così asettico.
Che poi non era neanche così tanto formale, come non
sono tanto diversi i milanesi. Il punto era che io venivo
da un liceo che era come casa, dove il preside ti chiamava
per nome e manda a salutare i tuoi genitori. A Milano
non conoscevo nessuno e tutto mi sembrava così grande.
Quando vieni da Molfetta e vai a studiare a Milano tutto
ti sembra terribilmente grande. Perché poi? In questo
Mondo globale dove la TV e internet ti porta in casa
Tokio, New York e Los Angeles non dovresti trovarti a
disagio da nessuna parte. Tanto più che Milano a dirla
tutta è grande uno sputo se a malapena la confronti a
Roma. Gli studenti poi sono ragazzi come te (e in
università anche in gran parte del sud). Ma io tutte queste
belle razionalizzazioni mica le pensavo. Avevo solo tanta
voglia di tornare a casa, voglia della mia famiglia, delle
mie amiche e del mio fidanzato. Già, bello stronzo
l‟amore mio. Ci siamo lasciati dopo appena tre mesi di
lontananza... chissà che fine avrà fatto poi?(…)
Oggi “il piccolo” Mattia è sbarcato in città. Che faccia
che aveva... gli mancavano il colbacco e le galline in
valigia. Meno male che c‟ero io a prenderlo alla stazione,
altrimenti -per andare dove dobbiamo andare, per dove
dobbiamo andare? Naaa. Sono proprio una strega. Certo
un po‟ provincialotto lo è. Ma è così carino... e non è
mica tanto piccolo poi. Ecco, adesso divento pure
materna. Come gli brillavano gli occhi quando l‟ho
portato a fare il giro delle principali banche
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Diario numero 2: il lavoro più antico 53
d‟investimento, tutte mie clienti ovviamente. Che poi in
un‟accezione estensiva è anche vero: in fondo i
dipendenti di queste prestigiose società sono
effettivamente miei clienti oltre che amici -qualcuno
mette pure le mie fatture in nota spese per farsi
rimborsare. Vi sembra strano? Mica indico il dettaglio
delle prestazioni io. E molte società se ti fanno lavorare
tanto o ti mandano molto spesso in trasferta sono
indulgenti sulle note spese per compensarti del disagio.
Dire che Mattia fosse entusiasta sarebbe altamente
riduttivo. Se avesse potuto avrebbe iniziato a studiare da
subito. Non vede l‟ora di gettarsi nella mischia e farsi
onore come sua cugina. Oddio se proprio volesse
lanciarsi nel mio campo penso che un certo successo
potrebbe riscuoterlo: in fondo è piuttosto carino…
mmm che stronza che sono.
Per ora l‟ho svoltata, ma in futuro dovrò trovare un
ufficio da fargli vedere a Londra. Certo ho qualche amico
anche lì, ma la cosa mi pare meno semplice che a Milano.
Ci penseremo con calma. Ora mi accingo a un lungo tour
di affari che mi porterà in giro per l‟Europa poi si vedrà.
Scappo ancora? Fino a quando? Ma starò scappando
davvero? Guardo l‟angioletto sulla spalla e lo mando a
cagare: sono tutte pippe mentali. Io l‟ho capito anni
addietro e lo capirà anche il cuginetto: puoi dare il culo
lavorando come uno schiavo (e mio padre lo ha fatto per
il peggiore dei datori di lavoro: lo stato) oppure scegliere
di farti almeno pagare. Si tratta di punti di vista.

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54 La ballata degli Anacronistici

La ballata degli Anacronistici


“Non è tempo per noi.”
(Luciano Ligabue)

Quando si dice in giro che un lavoro è ricercato,


il nostro è sempre l‟altro, quello che è passato,
seppure ci va bene e centriamo l‟argomento,
manca sempre un punto: l‟aggiornamento.
Se prima bastava il diploma per quella mansione,
oggi servono laurea e specializzazione,
insomma tutto cospira per mandarti pazzo,
perdonerete uno sfogo: ma ke cazzo!

Abbiamo sbagliato tutto con il senno di poi,


dovevamo capirlo subito che non era per noi,
perché certi concorrenti di talune gare
hanno vinto in partenza prima di gareggiare.
Ma sono solo chiacchiere e vuote parole,
al solito “niente di nuovo sotto il sole”,
niente si è avuto e tanto si è dato,
oggi è un altro giorno, scordiamoci il passato.

A volte ci viene voglia di montare su un casino


per mostrare a tutti come cambia un destino,
poi Sancio buon senso ridimensiona l‟intento
sconsigliandoci di combattere i mulini a vento:
meglio continuare goccia a goccia
a scavare ogni giorno, di continuo, la roccia,
non vinceremo che a questo non siamo nati,
ma quanto meno non ci saremo fermati.

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Il contratto di stage 55

Il contratto di stage
“Avanti non perder tempo firma qua/ è un contratto, è legale, è
una formalità”
(Edoardo Bennato)

Una delle particolarità del mondo del lavoro


contemporaneo è l‟elevato numero di tipologie
contrattuali che coabitano lo stesso ufficio. Consulenti,
precari, impiegati e distaccati, lavoratori in affitto, in
leasing e in comodato. Insomma uno zoo variegato in cui
è difficile raccapezzarsi, soprattutto perché raramente la
mansione svolta ha qualche corrispondenza o attinenza
con il contratto di chi la svolge. In particolare accade di
frequente che chi svolge materialmente la gran parte del
lavoro abbia un inquadramento molto basso, sia
oltremodo qualificato, non percepisca compensi per le
ore straordinarie e sovente sia anche contrattualmente
precario. Per contro, ovviamente, chi lavora meno ed è
meno qualificato, guadagna di più, ha un inquadramento
contrattuale più elevato, beneficia di condizioni migliori e
occupa posizioni di responsabilità. Naturalmente si parla
di responsabilità in termini puramente teorici considerato
che rimangono sempre a galla e quando qualcosa va
storto, mentre sono sempre i più giovani/meno
pagati/piuttosto precari/peggio trattati a venire
gentilmente espulsi con un diplomatico calcio nel sedere.
Un aspetto poi particolarmente odioso è poi la
disparità di trattamento per mansioni uguali. Due
impiegati che fanno esattamente lo stesso lavoro possono
guadagnare cifre molto differenti perché hanno contratti
diversi. Magari uno ha il badge e viene pagato per ogni
frazione di secondo di straordinario che fa (naturalmente
cazzeggiando su internet) e l‟altro ha uno striminzito
contratto di consulenza che vedrà (forse) rinnovato se
riesce a conseguire i risultati (ovviamente e
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56 Il contratto di stage

preordinatamente irraggiungibili) previsti lavorando col


Pc portatile anche mentre espleta le proprie funzioni
corporali.
Queste differenze tendono ad acuirsi in virtù di un
meccanismo sociologico noto come la “spinta invisibile
di Smooth”. Prende questo nome la forza che spinge i
più furbi, paraculi e raccomandati, verso le posizioni più
alte stabili e ben pagate e allontana da queste i soggetti
eticamente corretti. Come avrete sicuramente intuito è in
base al medesimo principio sociologico che si è costruita
e consolidata la classe politica italiana dei nostri giorni.
Il punto chiave è che lo stesso lavoro può essere
svolto da un impiegato dipendente, da un lavoratore
interinale, da un consulente/collaboratore esterno, o da
uno stagista con retribuzione e garanzie molto diverse. Si
tratta delle estreme conseguenze della divisione del
lavoro. Un artigiano, un artista o uno sportivo realizza da
sé tutto il suo lavoro e apporta un contributo originale
che è difficile rimpiazzare. Nel lavoro di massa invece
esistono tantissimi passaggi, come in un‟infinta catena di
montaggio in cui chi lavora alle singole fasi realizza solo
una piccola parte del lavoro complessivo con un apporto
originale quasi nullo ed è rimpiazzabile molto facilmente.
Il gradino più basso è occupato dallo stagista, quello
che si avvicina di più a un lavoratore in nero, con la non
trascurabile particolarità che qualche volta non è neanche
retribuita. Assumiamo in questa sede che il lavoro in nero
sia generalmente retribuito posto che la moderna
legislazione del lavoro ha reso la schiavitù sempre meno
conveniente per i datori al punto da finire fuori mercato.
Dopo le vicissitudini della signorina Lewinsky, la parola
stage evoca un certo tipo di attività lavorativa a tutti ben
nota. Tuttavia sembra che le mansioni svolte dagli stagisti
che non hanno una raccomandazione per accedere alla
sala ovale siano molto meno intriganti e divertenti.
In teoria dovrebbe trattarsi di una tipologia moderna
di apprendistato e quindi la funzione formativa dovrebbe
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Il contratto di stage 57
in qualche modo giustificare la presenza sul posto di
lavoro gratis o per pochi soldi. Fino a questo punto la
cosa potrebbe anche sembrare sensata: un aspirante
lavoratore, che magari non ha ancora finito gli studi, è
interessato principalmente a imparare e visto che agli
inizi non sa fare praticamente niente può essere ben
disposto a fare un po‟ di pratica. Il problema è che in
pratica, non si sa bene perché, lo stage da tirocinio
preparatorio diventa una tappa obbligata per allungare la
strada già impervia verso un impiego stabile, quando non
è addirittura utilizzato come vero è proprio stratagemma
per eludere la legislazione sul lavoro.
Non è difficile da immaginare: perché assumere subito
qualcuno quando lo si può far lavorare gratis o quasi per
un po‟? Al nuovo arrivato si affibbia una mansione che
una persona di medie capacità riesce a imparare a
svolgere rapidamente, per cui in breve è pienamente
operativo. Il resto dello stage,che magari prosegue per sei
mesi o per un anno, considerando che non si impara
niente di significativo, non è altro che lavoro sottopagato.
Se uno è giovane e di buona volontà potrà dire: tutto
sommato se questo è il prezzo per raggiungere
l‟agognato lavoro si può pure fare. Il punto è che un
datore di lavoro neanche troppo furbo, ma in compenso
privo di scrupoli, si chiederà perché assumere qualcuno
quando posso alternare stagisti in circolo perpetuo? Nel
Napoletano è leggendaria la figura di Peppiniello o‟
Stagista che iniziata la sua avventura negli stage all‟età di
trentanove anni (sapete una volta ci voleva un po‟ per
laurearsi) ne ha compiuti sessantatre senza aver mai
conosciuto un‟occupazione diversa da questa. Ormai
prossimo alla pensione nel tempo libero svolge un‟attività
di orientamento e assistenza per le giovani leve che si
accostano al mondo del tirocinio formativo.
Naturalmente lo fa gratis: venire pagato è una condizione
a cui ormai non riuscirebbe più ad abituarsi.

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58 Consulenti e altri precari

Consulenti e altri precari


“tu ci cedi tutti i diritti/e noi faremo di te/un divo da hit parade!”
(Edoardo Bennato)

Dopo lo stagista vengono i consulenti / Co.co.co /


lavoratori a progetto eccetera. Questi quanto meno
vengono pagati anche se lavorano in tutto e per tutto
come dipendenti senza averne le tutele assistenziali e
previdenziali. Insomma il paradiso dei datori di lavoro:
sembra meno immorale di uno stagista (anche loro
hanno una coscienza sapete? Ben riposta in cassaforte,
ma ce l‟hanno), costa meno di un dipendente e lavora
anche di più perché confida prima o poi di venire
assunto.
Anche tra i consulenti poi ci sono belle differenze. C‟è
l‟accezione merdosa del termine per cui il consulente è
quello che fa la roba schifida che nessuno in società si
degna di fare, tipo rimettere in sesto anni e anni di
porcate contabili, amministrative, informatiche per cui ci
vuole un manipolo di disgraziati che prendano le carte in
mano (talvolta i cartoni, colmi di pratiche dell‟ante guerra
che nessuno oserebbe neanche avvicinare) e inseriscano
al computer quello che generazioni di loro predecessori si
sono ben guardati dall‟aggiornare. Poi ci sono i
consulenti di lusso che costano un‟eresia, sono utili come
l‟aria fritta e se la tirano neanche sapessero tutto loro.
Vengono strapagati dalle società per fare quelle robe
straordinarie che neanche i più esperti tra gli interni sono
capaci o si sentono in grado di fare. Si tratta quindi di
super esperti? Dipende, in qualche caso sì. In altri
sopperiscono semplicemente all‟endemica incapacità di
molti percettori di stipendio fisso di guardare oltre il
proprio naso. In ogni caso c‟è un discorso di garanzia e di
credibilità. Talvolta, ci sono cose che potresti o sapresti
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Consulenti e altri precari 59
farti benissimo da te, ma se chiami un consulente esterno
di un certo prestigio ne ottieni (inclusa nel prezzo) una
sorta di certificazione di qualità. Anzi una grossa parte
della consulenza di questo tipo consiste nell‟apporre un
sigillo di qualità sull‟operato del cliente.
Poi ci sono i magnifici, quelli che per qualche motivo
hanno un‟elevata reputazione (prof Universitari,
personaggi famosi, luminari etc.) e che vengono chiamati
esclusivamente per questa, senza bisogno di dover
conferire il benché minimo apporto concreto. I maligni li
chiamano i consulenti del “cazzo”, ma si tratta di
meschini invidiosi. Perché biasimare costoro che si fanno
pagare per presenziare a riunioni o semplicemente per
apporre il proprio nome? Non avviene lo stesso con le
griffe, dove l‟amenità più insignificante diventa un
costoso oggetto di grido con la sola magica apposizione
di una firma? Come biasimarli se per un po‟ possono
sentirsi (e talvolta anche farsi pagare come) VIPs ?

PS la lettera “s” aggiunta a VIP è una forma d‟ironia. Se


lo avevate capito, datemi pure del lezioso per averlo
puntualizzato. Se non lo avevate capito, siete condannati
a percepire come segnali di stile tutti i numerosi refusi di
questo testo.

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60 Diario numero 3: un professore

Diario numero 3: un professore


“Un uomo onesto, un uomo probo, tra la la tra la la lero,
s’innamorò perdutamente d’una che non lo amava niente.”
(Fabrizio De Andrè)

-Stamattina è giunto il fatidico telegramma: anche per i


prossimi tre mesi manterrò il mio posto in cattedra.
Contento? Ehh, una Pasqua! Il ministro alla televisione
ieri sera ha detto che ci sistema tutti. Credo di aver
sentito la prima volta questa storia da quando ho iniziato
a insegnare... all‟epoca era già una leggenda
metropolitana. Oggi diciamo che sembra più una presa
per il culo. Certo, se gli credi quando prometto di ridurre
le tasse, perché non dovresti farlo sul lavoro (Magari un
milione di posti)?
-Perché il lavoro ti tocca tutti i giorni. Ecco perché.
Perché alle tasse che pagano solo i fessi e ad un paese
dove la gente scende in strada a difendere i camorristi
(quando non li elegge al parlamento) ti ci abitui, in fondo
non ci fai più caso. Tutto sommato neanche ci speri più
in un cambiamento. Ma per il lavoro le beffe dei
telepoliticanti si aggiungono al danno della precarietà
tutti i giorni.
-Eppure c‟è una piccola ingenua testolina di cazzo
dentro di te (anche se sei femmina) che continua a
credere che alla fine quel lavoro di merda te lo danno. Un
istinto autolesionista che ti sussurra che in fondo la tua è
una missione, che fai qualcosa di utile, che trasmetti il
sapere, che in fondo tutto quanto il resto non conta.
Illusioni? Forse. Come si fa a vivere senza? Però le
illusioni la banca non le prende a garanzia del mutuo. Lì
ci vuole la pensione di mamma (quando va bene).
-Ma pensiamo positivo. Tutto sommato io dovrei
ritenermi fortunato, per quanto precario uno straccio di
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Diario numero 3: un professore 61
posto almeno ce l‟ho. Mio fratello passa le giornate
manifestando in strada con i disoccupati organizzati e
mio padre è in cassa integrazione vita natural durante. Di
questi tempi il lavoro è un privilegio. Per quanto precario
bisogna tenerselo stretto e ringraziare alla domenica.
Tanto prima o poi l‟immissione in ruolo arriva. Quante
cose in sospeso in attesa del giorno fatidico.
-Doveva essere quest‟anno. C‟era una cattedra col mio
nome al Liceo Fallocefalo di San Flatulenzio e l‟anno
prossimo il matrimonio con Valeria. Sai quelle cose che
credi tocchino sempre agli altri... e infatti è toccato a un
altro. A essere precisi ad altri due. Uno prenderà il mio
posto a scuola e un altro sull‟altare. Sembro Ben Stiller o
Fantozzi nel peggio delle loro avventure più incredibili.
Invece la cosa che bisognerebbe credere è che le sfighe
che ti succedono nella vita reale superano di gran lunga la
fantasia.
-Se fossi Giapponese qui ci starebbe giusto un bel
suicidio a effetto per regalare qualche senso di colpa a chi
sopravvivrà e magari un paio di minuti di notorietà (in
tempo televisivo s‟intende) agli altri disgraziati come me.
Ma onorevoli Giapponesi non si diventa (salvo
prendendo la cittadinanza e poi candidandosi in politica)
ed io, come potrebbe dire Totò, “non lo nacqui”. Quindi
non sono il tipo da suicidio.
-Che fanno i tipi come me? Scrivono. Già, scrivo e
ringrazio Dio per queste navi di carta che mi ha
insegnato a costruire con le parole. Questi magnifici
velieri con cui posso salpare verso l‟ignoto quando la
realtà di tutti i giorni si fa troppo soffocante e quel senso
di disagio che mi accompagna diventa a tal punto una
costante che mi sembra di non farci più neanche caso. Lo
si potrebbe prescrivere come terapia.
-Cara signora contro la sua depressione mi scriva una
bella novella erotica, basteranno 3 o 4000 parole, ma mi
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62 Diario numero 3: un professore

raccomando, indulga nelle descrizioni e chi sa che non


l‟aiuti a ravvivare il rapporto con suo marito. Ecco un
nuovo mestiere il terapeuta letterario. Improbabile? Con
tutte le cazzate che si sentono in giro non direi proprio.
Mi pare anche di aver letto di un tale che curava
insegnando la filosofia. Sicuramente scrivere fa meno
male che andare dal mago...
-Con me direi che funziona. Per non pensare, per non
soffrire. Scrivo. Come una droga benigna che ti concede
anche per poco di fuggire. Scrivo. Continuo a scrivere di
quello che non sono. Oppure scrivo di quello che non
vorrei essere o di cui ho paura. Intanto scrivo. Poi le
Edizioni Sciacquetta di Forcella pubblicheranno il mio
capolavoro in cambio del modico acquisto di 250 copie.
Bene inteso: loro non pretendono che le acquisti tutte io
le copie, posso benissimo farle comprare a qualcun altro.
L‟importante è che a loro arrivi il corrispettivo pecuniario
bastante per la loro tiratura di 50 copie. Come dite? Non
vi torna che l‟editore stampi cinquanta copie e pretenda
di farsene pagare 250 dall‟autore? E la casa editrice di che
dovrebbe vivere? E l‟IVA e le tasse e questo e quello?
-Vi dirò: Io a Sciacquetta non gli do una lira (e qui il
pleonasmo ci vuole tutto): se devo pagare le copie allora
me le faccio stampare dal tipografo di fiducia, quanto
meno risparmio... e poi che gusto c‟è se uno deve pagare?
Alla fine „le mie righe strane me le tengo sul mio computer’ (e
fatevi i cazzi vostri se vi sembra che io non sappia
scrivere) e al massimo le faccio leggere agli amici. Per ora
va bene così. A chi vorrete che interessino i miei
altereghi? Alteregos? Esisterà un plurale di questo
genere? (Ok basta così io non sono uno scrittore e voi
non siete degli editori quindi siamo pari). Non ne ho
idea, io insegno matematica. Poi non si era detto che
scrivo solo per me? Vuol dire che voi lettori non esistete.
Logico.
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Diario numero 3: un professore 63
-Ma torniamo allo scritto. Ahh che liberazione. Adesso
butto giù un bel raccontino, dedicato al simpatico
giovincello che mi ha fregato il posto. Perché no?
Catarticamente lasciamo pure violentare questo giovane
insegnante di Economia e Finanza (qualsiasi riferimento
al giovincello che mi ha fottuto il posto è puramente
intenzionale) da un bel gorilla nerboruto e canticchiante
di palese tradizione franco-genovese. Sarò meschino?
Probabilmente sì. Invidioso? Assolutamente. Udite, udite,
ci sono poche manifestazioni dell‟animo umano, sincere e
veritiere come l‟invidia e il risentimento. Il mio straccio di
cattedra di ruolo dovevo averlo dopo undici anni di
precariato, un‟interminabile via crucis di
raccomandazioni, umiliazioni e corruzioni presso
politicanti, bidelli, funzionari pubblici amministratori,
uscieri, segretari, giardinieri (in ordine d‟importanza) e
chi più ne ha più ne metta in termini di omaggi caseari e
via discorrendo. Sono invecchiato nel limbo degli
inconcludenti mentre la macchina Borgesiana della
burocrazia mi digeriva con la lentezza di un boa. E poi?
Poi arriva uno stronzetto appena laureato che grazie alle
nuove normative e a una tesi socio-linguistica sulla
fallofania pedestre di Sbertulliano l‟ A-prostata mi chiama
collega, mi precede in graduatoria e si becca l‟unico posto
disponile. Confesso di essere incazzato e invidioso. Non
sta bene? E‟ peccato? Ma fatemi il piacere che se Giobbe,
quello della bibbia, avesse tentato di lavorare nella scuola
italiana col cavolo che diventava il paziente per
antonomasia. Io me ne frego e nel mio racconto mi
vendico più che giustamente. La deflorazione
immaginaria più truculenta possibile dell‟odiato
antagonista mi pare pertanto un atto più che dovuto.
Ekkeccazzo!

Nella prossima puntata potrete leggere che simpatico


trattamento ho riservato a quello che mi ha fregato la
moglie.
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64 I disoccupati inamovibili

I disoccupati inamovibili
“Nondum matura est. Nolo sumere Acerbam”
(La volpe e l‟uva, Fedro)

I disoccupati inamovibili sono quelli che, anche se non


trovano lavoro nel paese di origine, non ritengono
opportuno spostarsi per cercarlo. Dicono che costa
troppo spostarsi e che alla fine uno spende in affitto e
viaggi tutto quello che guadagna. Sarà pure vero, ma
come li spiegate quelli che invece vengono dall‟estero
senza una lira, fanno lavori pagati in spregio della dignità
umana, non solo sopravvivono, ma mandano anche soldi
a casa?
Beh quella è un‟altra storia, quelle persone sono
disposte a vivere ai limiti dell‟indigenza e vengono da
posti dove comunque stavano peggio, mentre per uno
che tutto sommato “il piatto a tavola”, come si suol dire,
ce l‟ha alla fine non vale la pena. Il punto è quindi un
altro: la vera necessità. I greci la chiamavano Ananke e al
suo volere anche gli dei dovevano piegarsi. Potremmo
quindi concludere che il disoccupato inamovibile è un
disoccupato che non ha un bisogno tale di lavorare da
ritenere opportuno spostarsi. Come al solito però la
faccenda è più complicata.
E‟ facile identificare l‟inamovibile con uno che non
vuole fare sacrifici, un disoccupato “volontario” che se
volesse darsi un po‟ da fare, un lavoro lo potrebbe pure
trovare. Fuori dalle aride formulazioni teoriche, nella
realtà bisogna valutare seriamente i pro e i contro. Un
economista vi direbbe che, in termini di costo-
opportunità, quelli che decidono di spostarsi valutano il
beneficio ottenuto dal cambiamento (anche in termini di
prospettive), superiore ai sacrifici ad esso collegati. Bella
forza, direte, un ragionamento del genere è degno di
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I disoccupati inamovibili 65
monsieur De La Palice. Avete colto nel segno: affermare
cose tipo la permanenza in vita di chi non è ancora
morto è un po‟ l‟essenza del pensiero economico
contemporaneo. Tuttavia le speculazioni intellettuali sono
già normalmente tristi (almeno più di quelle finanziarie) e
quelle della “scienza triste” lo sono ancor di più. Pertanto
lasciamo perdere i massimi sistemi e focalizziamoci sui
poveri disgraziati oggetto della nostra trattazione.

-Ti dico che è una cosa esagerata. Io a mezza mattina ci


ho bisogno di uno spuntino, così passavo a questo bar e
mi facevo un frizzantino (prosecco NdT) con due o tre
tramezzini. Questo piglia e come niente mi fa pagare
quindici euri capisci? Due frizzantini qualche tramezzino
e ti fottono trentamila vecchie lire! Ne ne ma cumme se
fa a campà accussì?
-Beh in effetti...
-Ma tu capisci? Qua in una giornata sulo per mangià se
ne andavano tutti i soldi.
-Va beh ho capito, ma provare a fare la spesa al
supermercato?
-See ma che supermercati? Quello al nord non ce ne
stanno. La gente lì tiene i soldi e non se ne fotte niente.
-Va beh, ma la gente normale mica vive di frizzantini. Ci
sarà pure un supermarket…
-Neee primo i cantieri li fanno sempre lontani dai centri
commerciali e poi uno se già si fa un culo tanto a faticare
almeno quando mangia adda sta quieto o no? E seno ke
ci campa a fare?

-Salvatove mi scusi è poi viuscito pev caso…


-Tutto a posto dottò
-Davvevo? In così poco tempo? Ma come ha fatto?
-Eehh. Quello il maresciallo della finanza è un amico
mio. Sapete viaggiamo spesso insieme sul treno quando
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66 I disoccupati inamovibili

torniamo al paese.
-Ma complimenti. Non si tvattava mica di una faccenda
da poco…
-Ma io se vi dico che il maresciallo è amico mio, mica vi
conto frottole.
-Grazie allova. Dovremmo provvedeve a sdebitavci con il
suo amico…
-Naa è tutto fatto dottò non vi dovete preoccupare di
niente. Quello il posto glielo ho fatto pigliare io.
-Vevamente da non cvedevci.
-Fidatevi è tutto a posto. Poi per quelle altre cose là,
quelle persone che sapete hanno preparato quello che
dovevano e, quando voi state comodo, mi fate avere le
carte e sistemiamo tutto.
-Ma lei è stvaordinavio e quanto…
-Dottò, proprio perché siete voi mi ha detto che vi fa 50.
Ma state a sentire a me, datemi 40 che io più di tanto non
gli do.
-Impvessionante. Che posso dive?
-Non dite niente dottò e pensate a stare bene. Basta che
poi vi ricordate quando ci sta il concorso…

-La giocata quella è: tu devi aggiustare le cose.


-Come dici?
-Dico che se fai l‟operaio non ti pagano una minchia, ti
fanno un culo come una capanna e rischi di schiattare.
-Io e mio cugino ci siamo messi in affari..
-Roba poco pulita?
-Ma che mi pigli per delinquente? Roba pulitissima.
L‟altra settimana ci ha chiamato la signora Pugnetti per
trovare una perdita del bagno.
-E voi?
-Noi ci siamo messi d‟impegno con tanta buona volontà,
le abbiamo sfasciato il cesso per trovare la perdita e alla
fine ci eravamo quasi vicini.
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I disoccupati inamovibili 67
-E poi?
-Poi la signora ci ha dato 500 euro per andarcene e ha
chiamato l‟idraulico vero.
-Le avete distrutto il bagno e vi ha pagato pure?
-Noi il lavoro lo stavamo facendo, il fatto è che mica
siamo idraulici…
-Ma di questo passo che bella reputazione che vi fate…
-Reputazione? E che stai al paese che la gente ti conosce?
La città è grande e la gente prima di chiamare un tecnico
che ti piglia 50 euro solo per rispondere a telefono cerca
dei tuttofare che lavorano in nero e costano meno.
-Ma col rischio che siano incompetenti…
-E mica tutto puoi avere amico caro.

-Io ho deciso che parto tu che fai?


-Naa io aspetto, l‟anno prossimo ci stanno le elezioni…
-E tu ancora ci speri? Non ti hanno venduto abbastanza
chiacchiere?
-Chiacchiere e tabacchiere e legn o Banc‟ e Napule non
ne impegn.
-Appunto tu ancora li stai a sentire?
-Lo so però se ne stanno andando tutti vuoi vedere che
poi al momento giusto qualcosa per chi è rimasto esce?
-E tu voi campare con sta speranza?
-Naa però la nonna qualche altro anno di vita lo tiene e
un poco di pensione arriva, per ora aspetto poi casomai...
-Ho capito all‟anima dell‟avvoltoio, ma non ti fai schifo
da solo?
-Noo e perché quella è anziana povera donna. Qualcuno
le deve badare?
-See, che angelo, lo fai per lei eh?
-E si capisce. Ne, ne ma perché mi devo sbattere? Finché
si può tiriamo a campare poi Dio pensa.

-Pasqua‟ quanta ne butto il solito chilo e mezzo?


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68 I disoccupati inamovibili

-Naa facciamo pure 2 che stasera ci sono i ragazzi


dell‟Annunziatella
-Scusa Mimmo ma in quanti abitate qua dentro?
-Noi siamo… quattordici in tutto.
-Ma come fate in 3 stanze?
-Eehh è tutto organizzato. Ci stanno i siciliani che
lavorano di notte e vengono a dormire di giorno e sono
5. Noi, fra il tempo che ci vuole per andare a venire dalla
ditta, qua stiamo praticamente solo la notte e siamo
apposto.
-Si ma così siete 5 e 5. E gli altri 4?
-Eeh quelli si appoggiano.
-Che vuol dire si appoggiano?
-Che durante la settimana stanno in trasferta per cui
passano solo la domenica o il giovedì sera e mica sempre.
-Stasera è un‟eccezione allora?
-Stasera ci sono i 4 ragazzi che abitavano qua l‟anno
scorso e si sono fermati per cena e in più ci siete voi
come ospiti.
-Scusa forse siamo in troppi…
-Eehh ma che troppi? Qua la pasta ce la portiamo da casa
e le pelate pure. Ci può mancare la famiglia ogni tanto, la
lira quasi sempre (per non dire gli euro) e certe volte il
lavoro, ma un piatto di pasta e un bicchiere di vino in
questa casa non manca mai. A proposito, volete fermarvi
a dormire?

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Un futuro lontano: Fine Carriera 69

Un futuro lontano: Fine Carriera


“Forse perché della fatal quiete tu sei l’imago o sera”
(Ugo Foscolo)

Eccoti qua, con un certo orgoglio puoi finalmente dire


che la tua avventura lavorativa volge al termine. Quanto è
passato? 40, 50 anni? Non importa, puoi dire che è quasi
fatta. Tutto quello che c‟era da provare lo hai visto e
sperimentato in prima persona. Ormai sei un veterano e
puoi addirittura concederti il lusso di indulgere nel
concedere consigli alle nuove leve ancora agli inizi o
addirittura ai tuoi figli se hai avuto l‟imprudenza di
metterne al mondo. Puoi quindi permetterti il lusso di
fare qualche eccezione al primo comandamento del
moderno mondo del lavoro: Mors Tua Vita Mea.
Tanto è tutto sotto controllo e non ci possono essere
imprevisti. Hai imparato alla perfezione come cercarti un
lavoro nuovo prima di perdere quello vecchio, sai dove e
come cercarlo e, dopo averlo ottenuto, sei pure capace
tenertelo quanto possibile. In poche parole sai tenerti a
galla nel mare in tempesta. Se non fosse che stai andando
all‟ennesimo colloquio ti potresti definire arrivato.
I contributi previdenziali versati durante la tua
altalenante vita lavorativa ti garantiscono una pensione
che non basterebbe neanche per le sigarette. Oppure la
libertà professionale che hai scelto implica la necessità di
continuare a lavorare a oltranza (non diciamo
esplicitamente fino alla morte per pura scaramanzia). O
anche, più semplicemente, ti hanno silurato quando
mancava un soffio al meritato riposo. Fatto sta che
ancora una volta ti tocca metterti alla prova. Ormai
dovresti esserci abituato, ne hai fatto talmente tanti che
un nuovo colloquio non dovrebbe spaventarti. Come si
dice? Gli esami non finiscono mai.
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70 Un futuro lontano: Fine Carriera

Hai ormai una certa età e quindi ti trattano con


qualche riguardo, l‟esperienza ti ha insegnato molti
trucchi e possiedi ormai referenze considerevoli, eppure
stranamente provi ancora un‟emozione curiosa molto
simile a quando inesperto ti accingevi alle prime prove di
questo genere. Eppure la tua parte razionale insiste nel
fornirti motivi di tranquillità. Sei esperto e iperqualificato,
hai abbastanza risparmi (atteggiamento previdente
acquisito nel tempo) per far fronte necessità di base
qualora ci fosse qualche intoppo, senza contare che negli
ultimi passaggi da un lavoro all‟altro sei sempre riuscito a
non passare neanche un giorno senza stipendio: se pure
questo colloquio andasse male per uno con le tue
caratteristiche non c‟è praticamente nessuna possibilità di
rimanere disoccupato etc. Ma tutta la razionalità di
questo mondo non basta a toglierti di dosso l‟ansia del
colloquio.
Addirittura dal fondo del tuo inconscio emerge qualche
atavico e ingiustificato sentimento di
autocommiserazione per la necessità di sottoporti a
valutazioni, esami e colloqui alla tua età. Poi passa tutto,
ti dai una scossa e ti prepari ad affrontare con grinta
questa nuova prova.
Ecco fatto. Visto che non ci voleva tanto? Dopo ti
sembra sempre di aver sopravvalutato la situazione, e ti
senti un po‟ stupido per le tue irragionevoli
preoccupazioni. Ti dici che tanti anni di pratica non ti
hanno proprio insegnato niente. Tiri un lungo sorriso,
una scrollata di spalle e passi avanti. Tutto a posto allora?
Sì, salvo quel residuo senso di fastidio nel congedarsi da
questo tipo di situazioni, quella sensazione del cavolo,
una specie di irritazione, di rabbia che ti monta quando
stringendoti la mano ti dicono:
-Grazie mille. Le faremo sapere.

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Finale alternativo per gli amanti del lieto fine 71

Finale alternativo per gli amanti del


lieto fine
“Basta un poco di zucchero e la pillola va giù”
(Mary Poppins)

Il consulente (aziendale,informatico etc)

A pensarci bene il modernissimo lavoro del


consulente ha non pochi dei punti in comune con un
mestiere molto più antico.
Lavora a degli orari bizzarri. (Come le prostitute)
E‟ pagato per rendere felice il cliente. (Come le
prostitute)
Il suo cliente paga tanto, ma è il padrone che intasca.
(Come le prostitute)
E‟ pagato all‟ora, ma i compiti aumentano fino a quando
il lavoro non è finito. (Come le prostitute)
Anche se bravo, non è mai fiero di quello che fa. (Come
le prostitute)
E‟ ricompensato se soddisfa le fantasie del cliente. (Come
le prostitute)
E‟ difficile avere e mantenere una famiglia. (Come le
prostitute)
Gli amici si allontanano e resta solo con gente dello
stesso tipo. (Come le prostitute)
Il cliente paga l‟hotel e le ore di lavoro. (Come le
prostitute)
Il padrone ha una gran bella macchina. (Come le
prostitute)
Quando va in "missione" da un cliente, arriva con un
gran sorriso. (Come le prostitute)
Quando il lavoro è finito, è di cattivo umore. (Come le
prostitute)
Per valutarne le capacità è sottoposto a dei terribili test.
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72 Finale alternativo per gli amanti del lieto fine

(Come le prostitute)
Il cliente vuole sempre pagare di meno e deve fare delle
meraviglie. (Come le prostitute)
Quando si alza dal letto, dice: "Non posso continuare a
fare questo per tutta la vita!". (Come le prostitute)
Comunque vada, lo prende sempre in quel posto. (Come
le prostitute)

Un pastore stava pascolando il suo gregge di pecore, in


un pascolo decisamente lontano e isolato quando
all‟improvviso vede avvicinarsi una BMW nuova
fiammante che avanza lasciandosi dietro una nuvola di
polvere.
Il guidatore, un giovane in un elegante abito di Armani,
scarpe Prada, occhiali Ray Ban e cravatta Yves Saint
Laurent rallenta, si sporge dal finestrino dell‟auto e dice al
pastore:
-Se ti dico esattamente quante pecore hai nel tuo gregge,
me ne regali una?
Il pastore guarda l‟uomo, evidentemente uno yuppie, poi
si volta verso il suo gregge e risponde con calma:
-Certo, perché no?
A questo punto lo yuppie posteggia l‟auto, tira fuori il
suo computer portatile Acer Ferrari e lo collega al suo
cellulare UMTS. Si collega ad internet, naviga in una
pagina della NASA, seleziona un sistema di navigazione
satellitare GPS per avere un‟esatta posizione di dove si
trova e invia questi dati a un altro satellite NASA che
scansiona l‟area e ne fa una foto in risoluzione ultra
definita. Apre quindi un programma di elaborazione per
la foto digitale ed esporta l‟immagine a un laboratorio di
Amburgo in Germania che dopo pochi secondi gli
spedisce una e-mail sul suo palmare iPAQ confermando
che l‟immagine è stata elaborata e i dati sono stati
completamente memorizzati. Tramite una connessione
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Finale alternativo per gli amanti del lieto fine 73
ODBC accede a un database My-SQL e su un foglio di
lavoro Excel con centinaia di formule complesse carica
tutti i dati tramite e-mail con il suo Blackberry. Dopo
pochi minuti riceve una risposta e alla fine stampa una
relazione completa di 150 pagine, a colori, sulla sua
nuovissima stampante Epson iper-tecnologica e
miniaturizzata, e rivolgendosi al pastore esclama:
-Tu possiedi esattamente 1586 pecore!
-Esatto. Bene, immagino che tu possa prenderti la tua
pecora a questo punto...
Dice il pastore e guarda il giovane scegliere un animale
che si appresta poi a mettere nel bagagliaio dell‟auto. Il
pastore a quel punto aggiunge:
-Hey, se indovino che mestiere fai, mi restituisci la
pecora? Lo yuppie ci pensa su un attimo e dice:
-Okay, perché no?
-Sei un consulente! -dice il pastore.
-Caspita, è vero -dice il giovane -come hai fatto ad
indovinare?
-Beh non c‟è molto da indovinare, mi pare piuttosto
evidente-dice il pastore
-sei comparso senza che nessuno ti cercasse, vuoi essere
pagato per una risposta che io già conosco, a una
domanda che nessuno ti ha fatto e non capisci un cazzo
del mio lavoro. Ora restituiscimi il cane!

Confronto lavoro e prigione

PRIGIONE: passi la maggior parte del tempo in una


cella 8x10
LAVORO: passi la maggior parte del tempo in una
stanzetta 6x8

PRIGIONE: mangi tre pasti al giorno;


LAVORO: hai solo una pausa per un pranzo che devi
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74 Finale alternativo per gli amanti del lieto fine

anche pagarti.
PRIGIONE: la guardia apre e chiude tutte le porte per
te;
LAVORO: devi portarti appresso una scheda magnetica
ed aprirti tutte le porte da solo.

PRIGIONE: hai del tempo libero per buona condotta;


LAVORO: se ti comporti beni vieni ricompensato con
maggior lavoro

PRIGIONE: puoi guardare la TV (film di evasione?) e


giocare (a guardie e ladri?);
LAVORO: se guardi la TV e/o giochi vieni licenziato.

PRIGIONE: hai il tuo gabinetto personale;


LAVORO: devi condividere

PRIGIONE: permettono alla tua famiglia ed agli amici di


farti visita;
LAVORO: non puoi neppure parlare alla tua famiglia.

PRIGIONE: tutte le spese sono pagate da chi paga le


tasse e senza che tu debba lavorare;
LAVORO: devi pagare tutte le spese per andare al lavoro,
in più prelevano direttamente le tasse dal tuo salario per
mantenere le persone in prigione.

PRIGIONE: passi la maggior parte della tua vita a


guardare da dietro le sbarre desiderando di uscire.
LAVORO: passi la maggior parte del tempo desiderando
di uscire e andare dentro le sbarre.

PRIGIONE: ci sono le guardie.


LAVORO: vengono chiamate manager (capoufficio,
funzionario).
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Finale alternativo per gli amanti del lieto fine 75

Avvocati

-Che cosa disse Enrico VIII al suo avvocato?


-Assegno degli alimenti? Penso di avere una idea
migliore...

-A cosa servono gli avvocati?


-A far sembrare onesti i venditori di automobili.

-Che cosa ottieni incrociando un porco con un avvocato?


-Niente. Ci sono cose che anche i porci si rifiutano di
fare.

-Come chiami quella persona cortese, affabile e


sorridente ad un congresso di avvocati?
-Cameriere.

-Come mai è stato dimostrato che l‟80% degli avvocati è


stato allattato artificialmente e non al seno?
-Perché nemmeno le madri si fidavano!

Medici e Dentisti

Dentista: una persona che mangia con i denti degli altri.

Ho detto al mio dentista che 100 euro per togliermi un


dente mi sembravano troppe per 10 secondi di lavoro e
lui mi ha detto:
-Ha ragione, lo toglierò molto lentamente!

-Dottore, cosa mi consiglia per i miei denti gialli?


-Una cravatta marrone!
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76 Finale alternativo per gli amanti del lieto fine

-Dottoressa, sono sempre eccitato, giorno e notte, mi dia


qualcosa.
-Duemila euro al mese, vitto e alloggio.

Vecchietta in Farmacia:
-Dottore, menta forte.
Il dottore:
-Bella figona!

Due medici fanno sesso dopo un congresso.


Alla fine lui dice:
-Dall‟ abilità delle tue mani scommetto che sei
ginecologa!
-E tu anestesista!
-Ma come fai a dirlo?
-Non ho sentito un cazzo!

Il ginecologo ad una prostituta: -Lei ha molte perdite


durante il ciclo?.
-Beh, saranno cinque o seimila euro!

Un tizio appena uscito dallo studio dell‟oncologo vi


rientra:
-Scusi, dottore, cos‟ha detto, sagittario?
-No, cancro!

Una volta il medico era come un cecchino: al massimo ne


faceva fuori uno alla volta. Poi è arrivata la Mutua ed è
come se gli avessero messo in mano una mitragliatrice.
Una strage!

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