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Dossier tecnico n° 2

Studio termico
dei quadri elettrici
di bassa tensione
Studio termico
dei quadri elettrici
di bassa tensione
Dossier tecnico n° 2
Redatto a cura della Indice
Attività Bassa Tensione
1. Introduzione 2
2. I problemi termici in un
quadro 3
Cause, effetti e soluzioni 3
Punto sulle norme 4

3. Comportamento termico di
un quadro elettrico BT 5
Questo quaderno tecnico ha lo scopo di portare un contributo alla comprensione e alla
padronanza dei problemi termici relativi ad un quadro elettrico di Bassa Tensione. Richiamo dei principali
Dopo un richiamo delle norme e dei fenomeni termici: conduzione-irraggiamento-conduzione, fenomeni termici 5
si mostra come, utilizzando le tecniche di studio su modello generalmente riservate ad altri Scambi nel caso di un quadro 7
campi, si può realizzare un modello dei quadri di Bassa Tensione.
Lo studio attraverso modello porta naturalmente a sistemi logici matematici che aiutano il 4. Presentazione dello studio
progetto dei quadri elettrici contenenti interruttori. su modello 8
I risultati ottenuti sono comparati con le misure reali di temperatura.
Infine sono richiamate la metodologia e le possibilità fornite dalla guida IEC 890. Principio 8
Modello della convenzione 9
Applicazione agli involucri BT 9

5. Comportamento delle
sorgenti di calore 10
Le sbarre 10
Gli apparecchi 10

6. Metodo di calcolo della


temperatura negli involucri 12
Principio 12
Descrizione dei dati da fornire
e dei risultati ottenuti 12
Configurazioni studiate 12
Risultati 13

7. Risultati sperimentali 14
8. Metodo proposto nella norma
CEI 17.43 (rapporto IEC 890) 15
9. Conclusione 16

Questa pubblicazione fa parte della collana "Dossier tecnici" coordinata


dai Servizi Tecnici Centrali di Schneider Electric S.p.A.
I Dossier Tecnici rappresentano un agile strumento di lavoro frutto del patrimonio
di esperienze e competenze aziendali.
La collezione ha lo scopo di fornire informazioni più approfondite ed essere un
valido strumento di riferimento nei campi specifici delle apparecchiature
elettromeccaniche, dell'elettronica industriale, del trasporto e della distribuzione
dell'energia elettrica.
SCHNEIDER Dossier tecnico n° 2 1
Studio termico dei quadri elettrici
di bassa tensione

1. Introduzione
Conoscenza termica dei quadri Considerato un tempo come un ■ le funzioni che presiedono alla
elettrici per bassa tensione. semplice punto di passaggio, il quadro segnalazione, al comando, al
I nuovi metodi di fabbricazione elettrico è diventato il vero centro trattamento dell’informazione.
sviluppati nell'industria negli ultimi anni nevralgico degli impianti elettrici. Il quadro elettrico è sempre più
(flusso teso...) hanno evidenziato una Dalla sua sicurezza dipende la tecnico.
nuova nozione: sicurezza dell’insieme dell'impianto e Esso richiede un certo numero di studi
la sicurezza industriale quindi di tutta l’attività industriale di base al fine di padroneggiare, al
Questo concetto, che racchiude o terziaria. momento del progetto, le condizioni di
due aspetti differenti: La padronanza del suo funzionamento funzionamento dei suoi costituenti in un
la sicurezza delle persone e dei beni e richiede la conoscenza ed il controllo determinato ambiente.
la disponibilità dell'energia elettrica, non solo del funzionamento dei suoi Questi studi riguardano in particolare
quando applicato a procedimenti costituenti ma anche delle influenze gli aspetti termici, che sono l’oggetto
complessi, mette in evidenza i punti esterne alle quali essi sono sottoposti. di questo quaderno tecnico.
critici, il cui funzionamento deve essere Un quadro elettrico corrisponde
perfettamente conosciuto. all'associazione di quattro elementi
fondamentali:
Il quadro elettrico è uno di questi
punti critici ■ l'involucro;
Occorre notare che il problema è simile ■ gli apparecchi;
per quanto riguarda il grande terziario. ■ i collegamenti;

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2. I problemi termici in un quadro
La conoscenza del comportamento di tipo dei prodotti. In un quadro Per questo, vi sono tre tipi di soluzioni:
termico è sempre più importante per tre elettrico, poiché i materiali sono ■ l’esperienza del costruttore;
principali ragioni: sottoposti a condizioni di utilizzazione
■ le prove reali per i quadri in
■ tendenza a installare gli apparecchi molto variate, le cause
di sovratemperatura sono molteplici. esecuzione ripetitiva;
elettrici entro quadri (sicurezza),
sempre più spesso realizzati in ■ l’utilizzazione di metodi matematici
La tabella di figura 1 presenta le cause
materiali isolanti (di modesta efficacia con i quali è possibile determinare,
principali, i loro effetti ed i possibili in funzione delle caratteristiche
nella dissipazione del calore); rimedi.
■ evoluzione degli apparecchi, che dell’involucro, la coppia
Tutto il problema consiste nel corrente/temperatura per
sempre più spesso contengono
garantirsi, al momento della ognuna delle sorgenti di calore,
elettronica e le cui dimensioni sono
progettazione del quadro, che i suoi (apparecchi-conduttori)
sempre più ridotte;
componenti funzioneranno in condizioni (vedi paragrafo 4), e questo funzione
■ tendenza a riempire i quadri al
di temperatura meno gravose di quelle della loro posizione e della temperatura
massimo, previste dalle loro norme di prodotto. dell’aria che li circonda.
con coefficienti di contemporaneità Gli apparecchi di connessione,
sempre più elevati. È evidente l’utilità di un metodo
(interruttori, contattori, ecc...), dovranno matematico verificato dall’esperienza e
evidentemente poter essere attraversati dalle prove che permetta di studiare
2.1 Cause, effetti e soluzioni dalla corrente prevista senza problemi. comparativamente le numerose
■ dell'effetto Joule (P = R I2), vale a dire Oltre all’obiettivo di sicurezza per le configurazioni di installazione possibile
della sua resistenza al passaggio della persone ed i beni, non devono essere e quindi di ottimizzare la realizzazione
corrente; perduti di vista altri due obiettivi. del quadro sui piani termico e di costo.
■ della temperatura ambiente.
■ disponibilità dell’energia elettrica,
L'apparecchio elettrico è progettato (nessun funzionamento intempestivo
nel rispetto delle norme di prodotto che o "non funzionamento");
definiscono le temperature massime
da non superare per la sicurezza delle ■ durata della vita dei componenti.
persone: temperatura della scatola e In definitiva, la sfida consiste nel
degli organi di manovra, prevedere con un buon grado di
sovratemperatura massima per i certezza lo stato di funzionamento
terminali. Questo è verificato con prove termico del quadro.

cause effetti protezione rimedi


norma IEC 439
temperatura ■ temperatura interna del quadro ■ allarme migliorare situazioni aleatorie
esterna troppo troppo elevata ■ avvio della la ventilazione possibili pur
alta ■ intervento degli sganciatori termici ventilazione dei locali con un progetto
■ invecchiamento dell’elettronica o del quadro secondo la regola
■ temperatura delle pareti dell’involucro dell’arte
troppo elevata
coefficiente di ■ intervento della protezione di testa distacco dimensionamento
contemporaneità del quadro di carico corretto
elevato ■ temperatura interna del quadro del quadro
superamento troppo elevata
delle possibilità ■ temperatura delle pareti dell’involucro

dell'impianto troppo elevata


norma IEC 634
corto circuito ■ deterioramento dei conduttori intervento ■ dimensionamento corretto
o sovraccarico ■ deterioramento dei supporti isolanti di protezione dei conduttori
delle sbarre ■ buona tenuta elettrodinamica
dei supporti a temperatura elevata
cattivo distruzione intervento lato ■ verifica dei serraggi problemi
serraggio dei conduttori monte aleatorio ■ individuazione dei punti di montaggio e
degli apparecchi di riscaldamento di manutenzione
norma IEC 898
sezione distruzione nessuna dimensionamento errore
dei conduttori dei conduttori corretto di progetto
troppo esigua dei conduttori dell’impianto
norma IEC 947
errore sul ■ funzionamento anormale (intervento) intervento ■ rivedere la scelta dei costituenti errore
declassamento ■ invecchiamento prematuro o segnalazione e/o il loro posizionamento nella scelta o
degli apparecchi ■ ventilazione nell’utilizzazione
o loro cattivo degli apparecchi
posizionamento

Figura 1 - Problemi termici: cause ed effetti

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Studio termico dei quadri elettrici
di bassa tensione

2. 2 Il punto sulle norme la cui struttura di base è un AS al quale ❑ 6 < numero di partenze < 9 K = 0,7
Numerose norme si occupano del sono state apportate una o più ❑ numero di partenze > 10 K = 0,6
campo della bassa tensione, modifiche che devono essere verificate ■ la stabilizzazione termica è raggiunta
ad esempio, in Italia la norma attraverso il calcolo o con una prova se la variazione di temperatura non
CEI 64-8, che definisce le norme da specifica. supera 1° C/h.
rispettare per tutti gli impianti BT. Quanto alla nozione di forme, I conduttori collegati agli apparecchi
Per gli aspetti di definizione e di essa corrisponde a una definizione devono essere di sezioni conformi alle
progetto degli apparecchi e dei quadri precisa dei gradi di separazione prescrizioni della norma,
BT ci si riferisce rispettivamente: che si possono trovare in un quadro e ■ le misure di temperatura sono
■ alle norme degli apparecchi, ad che aumentanola protezione delle effettuate per mezzo di termocoppie,
esempio la IEC 947; persone per mezzo di una non ■ la temperatura ambiente di
■ alla norma IEC 439 per i quadri BT.
accessibilità alle parti attive (sbarre...). riferimento è 35°C.
La norma internazionale IEC 439 Si distinguono quattro tipi di forme Con riferimento alla temperatura
è divisa in quattro parti: che vanno da un'assenza totale di ambiente, non si devono superare
separazione (forma 1) a una le sovratemperature:
■ IEC 439.1 che riunisce le prescrizioni segregazione completa dei vari
per i quadri totalmente sottoposti a elementi del quadro (forma 4). ■ 70°K per i terminali di collegamento
prove di tipo (AS) e parzialmente Si deve notare che queste dei conduttori esterni;
sottoposti a prove di tipo (ANS); compartimentazioni hanno ■ 25°K per organi manuali di comando;
■ IEC 439.2 che da le prescrizioni evidentemente un'incidenza assai
per i condotti sbarre; ■ 30°K o 40°K per le superfici
importante sul comportamento termico
metalliche esterne accessibili o non
■ IEC 439.3 che riguarda i quadri di del quadro.
accessibili;
bassa tensione installati in luoghi La norma CEI definisce analogamente
accessibili a persone non addestrate; ■ valori specifici particolari per i
la prova di riscaldamento con la quale
si deve verificare un quadro. costituenti incorporati e per gli isolanti
■ IEC 439.4 che da le prescrizioni
in contatto con i conduttori.
per i quadri per cantiere. Essa precisa le condizioni ed i limiti di
riscaldamento che i diversi componenti Da segnalare inoltre l'esistenza
La parte che ci riguardaparticolarmente in campo normativo di una guida
per i quadri di bassa tensione del quadro non devono superare
(paragrafo 8.2.1 della norma). tecnica per la predeterminazione di
è la IEC 439.1, la cui terza edizione è queste sovratemperature (CEI 17.43).
stata pubblicata nel 1992. Condizioni di prova Essa fornisce risultati corretti
Nel contesto europeo, quest’ultima ■ il quadro deve essere disposto come per configurazioni semplici
norma serve da struttura portante per nel servizio normale, (involucro poco compartimentato,
la maggior parte delle norme nazionali ■ la corrente corrispondente al valore sorgenti di calore uniformemente
(British standard, NFC, CEI, DDE...). nominale è ripartita fra i diversi, distribuite...).
apparecchi tenendo conto di un fattore Una presentazione di questo metodo
In effetti il contenuto di queste ultime di contemporaneità (K) variabile a è proposta nel paragrafo 7, a confronto
riprende abbastanza fedelmente il testo seconda del numero di circuitiprincipali. con il nostro approccio di progettisti di
della norma IEC e le poche differenze ❑ 4 < numero di partenze < 5 K = 0,8 involucri.
corrispondono più ad abitudini proprie
del paese che a posizioni contrarie ai
punti fondamentali delle norme IEC.
In Italia la norma corrispondente
è la EN60 439.1.
L'apporto essenziale di questa norma
è stato quello di definire in modo
preciso due nozioni che vanno tutte
e due nel senso di un miglioramento
della sicurezza.
Esse sono:
■ la nozione di quadri totalmente
provati AS o parzialmente provati ANS;
■ la nozione di forme di segregazione
(vedi figura 2).
Senza entrare nei particolari, si può
dire che i quadri AS corrispondono a
prodotti completamente definiti e
fissi sia a livello dei loro componenti
(disegno preciso di ciascuno dei FORMA 1 FORMA 2 FORMA 3 FORMA 4
componenti) sia della pubblicazione
(istruzioni di montaggio...) e che
devono soddisfare alle prove di tipo
(riscaldamento, corto-circuito,continuità
delle masse...) definite dalla norma. Figura 2 - Forme di segregazione
I quadri ANS corrispondono a quadri

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3. Comportamento termico di un quadro elettrico BT
Un quadro elettrico è un sistema Questi scambi, che si stabiliscono tra le εi coefficiente di emissività della
costituito da un fluido (l'aria), e di corpi superfici di corpi qualsiasi disposti uno superficie i,
solidi nei quali il passaggio di corrente di fronte all'altro, sono rappresentati da σ costante di Stefan-Boltzmann
elettrica si accompagna a perdite di relazioni molto complesse in cui (5,67032 • 10-8W • m-2 • K-4),
energie che provocano un aumento di intervengono:
temperatura. S j: superficie in m2,
■ l'emissione del solido che, se è
L'evoluzione verso l'equilibrio termico considerato come un corpo nero, è Ti, Tj: temperatura delle superfici
avviene per trasferimento del calore funzione soltanto della sua temperatura, affacciate in °K.
delle parti attive (apparecchi, ■ gli stati superficiali attraverso il
conduttori...) dove esso è generato coefficiente di emissività che
dalle parti in contatto caratterizza lo scarto delle superfici di
con l'esterno che la trasmettono a loro questi corpi rispetto al riferimento
volta all'ambiente circostante. costituito dal corpo nero,
3.1 Richiamo sui principali ■ fenomeni di riflessione e di
fenomeni termici alcuni valori di λ in W/m °C
assorbimento,
Gli scambi termici permettono di
■ la disposizioni di queste superfici le argento λ = 420
descrivere il comportamento di un
sistema qualsiasi, fra cui il sistema
une rispetto alle altre, attraverso i fattori rame λ = 385
di forma.
quadro elettrico.
Tuttavia nel caso particolare in cui una alluminio λ = 203
Essi comportano tre tipi di fenomeni superficie (per esempio j) attornia λ = 45
acciaio
diversi. completamente l'altra (i) in modo che il
Fenomeno di conduzione materiali plastici λ = 0,2
rapporto Si/Sj sia basso, queste
Che corrisponde ad un trasferimento di espressioni si semplificano e si ottiene: cemento λ = 0,935
calore all’interno di corpi solidi (vedi φi = εiσ Si (Tj4 - Ti4) dove ottone λ = 0,657
figura 3).
lana di vetro λ = 0,055
Si distinguono: φi flusso di calore trasferito attraverso
■ sia i fenomeni di conduzione la superficie i in W, aria (30°C) λ = 0,02
semplice per i quali il corpo considerato
non è sede di alcun fenomeno termico;
per esempio: conduzione all’interno di
un muro,
■ sia i fenomeni di conduzione viva
in cui il corpo studiato è sede di una
produzione di calore; per esempio:
sbarra in rame percorsa da una
corrente elettrica.
I calcoli che riguardano la trasmissione
del calore per conduzione sono basati
sulla legge di Fourier che, per
geometrie semplici, si riduce
alla relazione:

λ S Figura 3 - Fenomeni di conduzione


φ ij = • (Ti − Tj) con
d

φ ij: flusso scambiato entro due punti i e


j in W
λ : conduttività termica in W/m° C
S: superficie di scambio in m2
Ti, Tj: temperatura dei due punti i e j in
°C
d: distanza tra i due punti in m
λ è caratteristico del mezzo"
conduttore". Il suo valore è funzione
della temperatura ma è quasi sempre
considerato una costante.
Fenomeno di irraggiamento
Corrisponde al trasferimento di calore
Figura 4 - Fenomeni di irraggiamento
tra corpi solidi separati da un mezzo più
o meno trasparente (vedi figura 4).

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Studio termico dei quadri elettrici
di bassa tensione

Fenomeni di convezione ■ il fenomeno di movimenti Osservazione: Il trasferimento di


Sotto il termine generale di convezione convettivi che corrisponde al calore è imposto dal senso dello
si raggruppano in realtà due fenomeni trasferimento di calore entro il fluido scorrimento.
diversi, ma spesso accoppiati: attraverso spire di conduzione che Espressione della velocità del fluido:
spiegano per esempio il gradiente di nel caso della convezione naturale
■ il fenomeno di convezione
temperatura osservato tra la base e la il fluido è messo in movimento tra i
propriamente detto che corrisponde parte alta del volume di un fluido
ad un trasferimento di calore tra un punti i e j, dalle variazioni della sua
chiuso, sede di fenomeni termici. massa volumica con la temperatura.
corpo solido ed un fluido
in movimento. I movimenti d'aria tra i due volumi La velocità è quindi supposta
sono caratterizzati da portate di massa proporzionale a queste variazioni e
A seconda dell'origine del movimento
funzione delle sezioni di passaggio pertanto funzione della differenza di
del fluido si distinguono la convenzione
e della velocità di scorrimento (vedi temperatura tra i e j.
naturale e la convenzione forzata (vedi
figura 5). figura 6).
Il trasferimento di calore è ∆ρ
Questi trasferimenti sono caratterizzati Vi,j = Cste • • g • Di,j con
da coefficienti di scambio hi rappresentato da: ρ
⊂⊃
φi = hi • Si • (Tf - Ti) dove φij= M • cp • (Ti - Tj) con ∆ρ
φi flusso di calore scambiato variazione relativa di massa
sulla superficie Si in W, φij: flusso di calore scambiato tra i e j in W, ρ
hi coefficiente di scambio in W/m2 • °C ⊂⊃ volumica
Tf, Ti: temperatura del fluido e M : portata di massa in kg/s, g: accelerazione di gravità in m/s2
della superficie di scambio in °C
cp: calore specifico del fluido in J/kg •°C Di,j: distanza tra i due punti i, j in m
Dal punto di vista fisico, il problema di
Inoltre, se si suppone che il fluido
scambio di calore per convezione è
Ti, Tj: temperatura del fluido nei volumi
strettamente legato ad un problema di
meccanica dei fluidi. i e j (°C)
Tuttavia dal punto di vista pratico,
può essere affrontato "semplicemente"
attraverso i coefficienti di scambio
la cui espressione fa intervenire:
❑ i parametri che descrivano la natura
dello scorrimento del fluido (velocità...);
❑ le proprietà fisiche del fluido
(conduttività termica, viscosità
dinamica, calore specifico, massa
volumica...), associate spesso in forma
di numeri senza dimensioni o
caratteristiche (numeri di Nusselt,
Prandtl, Reynolds, Grasshof, ...).
Esempio: espressione del coefficiente
di scambio in convezione naturale per
una geometria semplice: Figura 5 - Fenomeni di convezione
piastra piana verticale di altezza L e
a temperatura uniforme

Nu • λ
h = _______
Dh
Nu: numero di Nusselt
Nu = 0,53 (Gr • Pr)0,25
dove Gr e Pr sono rispettivamente i
numeri di Grasshof e di Prandtl funzioni
delle proprietà fisiche del fluido e dello
scarto di temperatura tra il fluido e la
superficie di scambio
λ : conducibilità termica del fluido (W/
m.°C)
Dh: dimensione caratteristica (m).
Nella maggioranza dei casi essa
corrisponde alla dimensione maggiore
del corpo solido in contatto con il fluido
in movimento, in questo caso L.
Osservazione: è interessante notare
che il coefficiente di scambio dipende
dallo scarto di temperatura soltanto Figura 6 - Fenomeni di movimenti convettivi
alla potenza 0,25 quindi: h = K (t) 0,25

6 SCHNEIDER Dossier tecnico n° 2


considerato abbia un comportamento di di scambio descritti precedentemente ❑ per irraggiamento con le pareti
gas perfetto, devono essere considerati e sono dell'involucro e le superfici degli altri
fortemente interconnessi. apparecchi.
∆ρ
= β • (Ti − Tj) da cui Per esempio: I fenomeni più importanti che
ρ ■ la temperatura dell'aria interna è il
intervengono sul comportamento
risultato: dell'assieme sono i fenomeni di
(
Vi,j = Cste • β Ti − Tj ) • g • Di,j con ❑ degli scambi per convezione tra l'aria
convezione.
interna e le superfici degli apparecchi,
1 dei conduttori e delle pareti,
β=
(T + T ) / 2
(caso di gas perfetto)
❑ del calore trasportato dai movimenti
i j
convettivi dell’aria,
Ti, Tj: temperatura del fluido in
■ il calore sviluppato per effetto Joule
°KQueste formule corrispondono a
movimenti negli apparecchi è scambiato:
di volumi di fluido ascendenti o ❑ per convezione tra la loro superficie
discendenti. di scambio e l'aria interna,
Nel caso di movimento di fluido lungo ❑ per conduzione con le sbarre e i cavi,
la parete, si tratta di un problema misto
termico/idraulico che può essere risolto
in certi casi in modo analitico aria ambiente
muri del locale
(scorrimento laminare lungo una
▲ ▲
parete).In questo caso la velocità del
fluido
lungo la parete ha un'espressione ▲ Involucro ▲
simile,
vale a dire essa è proporzionale ▲ ▲
a uno scarto di temperatura (fluido-
(

parete). aria interna (




3.2 Scambi nel caso
di un quadro ▲ ▲
▲ ▲
Nello schema seguente (vedi figura 7) conduttori
conduzione

▼ ▼ ▼

▼ ▼ ▼
sono presentati gli elementi costituenti apparecchi

sbarre orizz.,
vert. irraggiamento
il sistema studiato: aria ambiente,
involucro, aria interna, e le differenti convezione
((


sorgenti di calore. movimenti convettivi


Questa descrizione dello stato termico Figura 7 - Comportamento termico di un involucro
del quadro mostra che tutti i fenomeni

SCHNEIDER Dossier tecnico n° 2 7


Studio termico dei quadri elettrici
di bassa tensione

4. Presentazione dello studio su modello


⊂⊃
4.1 Principio Si arriva così ad un sistema di M 1,4 • cp • (T1 - T4) = ρ1 • V1 • cp1 •
Tutti i metodi di soluzione sono basati equazioni dipendenti, eventualmente,
⊂⊃
su una separazione del sistema non lineari, che permetteranno di
da studiare su modello in blocchi definire una matrice, la matrice di T
elementari sia che si tratti di un metodo ammettenza termica. nodo 2:
Monte Carlo, o alle differenze finite, o λ 2 − S 2,3
(T2 − T3 )
A questo punto restano da precisare
agli elementi finiti. ivalori numerici degli elementi h1,,2 • S12
, • (T1 − T2 ) − d2,3
Il metodo scelto, l'analisi nodale, di questa matrice,che corrispondono
è derivata da un approccio secondo alle conduttanze termiche. = ρ 2 • V2 • cp 2 •

le differenze finite. ■ Espressione delle conduttanze nodo 3:


L'interesse di questa tecnica, per tipo di scambio
λ 2 • S 2,3
benché classica, è di consentire di
presentare il comportamento termico
❑ Conduzione: Gij = λi • Sij / Dij
S 2,3
• (T3 − T3 ) − h3,4 • S3,4 (T3 − T4 )
❑ Irraggiamento:
di un sistema complesso prendendo in
Gij = α • σ • ε • S • Fij • (Ti + Tj) • (Ti2 + Tj2) = ρ 3 • V3 • cp 3 •
considerazione le interazioni tra le
❑ Convezione: Gij = hi • Sij ⊂⊃
diverse parti o componenti che lo nodo 4:
costituiscono. ❑ Movimento convettivo: Gij = M • cp ⊂⊃
■ espressione del flusso termico h3,4 • S 3,4 • (T3 - T4) + M 1,4 • c p •
Per esempio, essa può essere
equivalente alla corrente elettrica: (T1 - T4) • M4,1 • • cp • (T4 - T1) =
utilizzata in campi molto diversi per ⊂⊃
I = 1/R (∆ U)
descrivere il comportamento di un ρ4 • V4 • cp4 • T 4
satellite artificiale, di un motore φij : = Gij • (Ti - Tj) con
Nota: i termini di T1 corrispondono a
elettrico, le condizioni climatiche φij : flusso energetico scambiato tra i
all’interno di una stazione di nodi i e j dTi
trasformazione o di un fabbricato dt
con numerose stanze. In linea di Gij: conduttanza tra i e j, funzione del
tipo di scambio considerato Essi non sono dunque da tenere
principio, questo metodo consiste nel
Ti, Tj: temperature associate in considerazione quando ci si
decomporre il sistema studiato in vari
rispettivamente ai nodi i e j. interessa soltanto alla condizione di
volumi isotermi chiamati nodi.
regime e a temperature stabilizzate.
Ad ogni nodo sono associati differenti Prendiamo come esempio la
parametri, tra cui anche una modelizzazione di un volume nel quale A partire da queste equazioni
temperatura ed eventualmente un esiste una sorgente di calore. si deduce il sistema d’equazioni
apporto di calore indipendente dagli Si decompone questo sistema in [G] • [T] = [R]
scambi termici. quattro nodi:q 1 per l’aria interna, corrispondente naturalmente a:
Ci si interessa in seguito dei q 2 per le pareti (interna ed esterna), φij = Gij • (T i - Tj) dove
collegamenti tra nodi, vale a dire agli q 1 per l’aria ambiente esterna. G: è la matrice di ammettenza termica
scambi tra i volumi, il che permette di Rappresentazione nodale (semplificata) T: è il vettore delle temperature incognite
scrivere le equazioni di bilancio (vedi figura 9). R: è il vettore delle sollecitazioni
(conservazione dell’energia e dimateria Equazioni che traducono il flusso imposte (sorgente di calore Q1,
dell’elemento di volume collegato a un termico per questo sistema semplice. temperatura, .....).
determinato nodo). nodo 1: Questo tipo di approccio ha permesso
⊂⊃
Questo approccio che corrisponde Q1 - h1,2 • S1,2 • (T1 - T2) + M 4,1 • cp • di elaborare i codici di calcolo e
in realtà ad una discretizzazione le regole proprie dei problemi termici
spaziale del sistema porta a definire (T4 - T 1) degli stabili.
una rete termica con i suoi nodi, le sue
capacità, e sue sorgenti di calore, le
sue conduttanze, che traducono
differenti collegamenti tra nodi
(analogia dei fenomeni elettrici/termici) rappresenta gli scambi
per conduzione
(vedi tabella).

rappresenta gli scambi


per convezione
1 2 3 4

rappresenta gli scambi


per spostamento d'aria

rappresenta l'apporto di calore


nel nodo 1
grandezze termiche grandezze elettriche

rappresenta la capacità termica


temperatura potenziale associata a ciascun nodo
nodo 1 : aria interna
resistenza termica resistenza elettrica nodi 2 e 3 : pareti interna ed esterna
nodo 4 : aria ambiente esterna
flusso di calore corrente

(U2 − U1)
1
φ = G • (T 2 - T1) I=
R
capacità termica capacità elettrica Figura 9 - Rappresentazione nodale semplificata - modellizzazione di un volume interno

8 SCHNEIDER Dossier tecnico n° 2


4 .2 Modello della
convezione



Come già indicato nel paragrafo 2,



nel termine di convezione sono ▼

compresi due fenomeni spesso uniti ▼ ▼
(scambi tra corpo e fluido e scambi nel



fluido stesso). ▼ ▼
Il modello degli scambi per convezione ▼
deve essere dunque diviso in due parti,



una che descrive le portate di massa



(movimento d’aria) l'altra gli scambi ▼
termici (coefficiente di scambio) e


entrambe collegate dai corrispondenti


trasferimenti di massa/termico
(vedi figura 10). movimenti d'aria schema nodale corrispondente che mostra i due aspetti
della convezione

4.3 Applicazione agli Figura 10 - Modello di massa e termico della convezione


involucri BT
Per la modellizzazione si distinguono
due grandi tipi di involucri:
n involucri non compartimentati
(cassette, armadi...). In questo caso lo
schema nodale, quello della figura 11,


è molto vicino a quello della figura 10,


contenendo in più, le sorgenti di calore, ▼


■ involucri fortemente


compartimentati
con o senza ventilazione naturale. aria ▼

ambiente ▼
Sono possibili due diversi modi


di realizzare il modello: ▼
❑ sia si realizza il modello di ciascuna ▼
zona del quadro come si è detto sopra


e si associano insieme i singoli volumi.
Questo modo di procedere
conduceperò a matrici molto grandi, Figura 11 - Involucri non compartimentati
dato che si può arrivare ad avere una
decina di zone da associare,
❑ sia si realizza un approccio più
globale, senza realizzare i modelli delle apertura
spire di convezione all’interno dei

singoli volumi e tenendo conto soltanto


▼ ▼
delle portate di aria all’interno delle
zone (vedi figura 12).


Questi modelli hanno portato ad


aria
▼ ▼
elaborare programmi adatti a ciascun
tipo di involucro. ambiente
zona A zona B


Tali programmi sono tutti strutturati


nello stesso modo.

▼ ▼

Prima di entrare più nei particolari


nell’utilizzazione di un programma
(vedi paragrafo 5), conviene conoscere ➤ zona A ➤ zona B
➤ ➤
meglio le sorgenti di calore (sistemi
sbarre, apparecchi) per determinare il
livello di funzionamento reale di un Figura 12 - Caso di un involucro compartimentato
quadro.

SCHNEIDER Dossier tecnico n° 2 9


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5. Comportamenti delle sorgenti di calore


Caratteristiche 5.2 Gli apparecchi corrisponde In può raggiungere e
Le sorgenti di calore considerate Nei quadri di distribuzione elettrica, anche superare 50°C, il che da loro un
nello studio dei modelli sono i sistemi gli interruttori costituiscono l'essenziale margine, per esempio in vista
di sbarre, i conduttori di collegamento dell'apparecchiatura di potenza. dell’utilizzazione in paesi caldi;
e gli apparecchi elettrici. Questi, e gli altri costituenti quali ■ la corrente di funzionamento (I)
Per quanto riguarda questi ultimi, contattori e sezionatori fusibili, può variare in funzione della
essi sono considerati come "scatole dissipano calorie allorché sono percorsi temperatura ambiente, e questo a
nere" che dissipano le calorie e non da corrente elettrica. seconda del tipo
come nodi del modello. La tabella della figura 14 ci da, a titolo di "sganciatore": termico semplice,
Questo significa che non si calcola la indicativo, alcuni valori di potenza termico compensato, elettronico,
loro temperatura di funzionamento, ma dissipata per fase (per polo). (vedi figura 15)
la corrente massima che essi possono È interessante constatare che le il che può permettere di definire
portare nella configurazione di impianto potenze dissipate a In sono dello una corrente massima di utilizzazione
data, stesso ordine di grandezza, ma con un differente da In.
senza superare la loro temperatura certo vantaggio a favore dell'interruttore
I parametri che intervengono nella
limite di utilizzazione. rispetto al sezionatore fusibile e anche
determinazione del declassamento,
in confronto al contattore, che ha
tengono conto, oltre che della
5.1 Le sbarre contatti duri ma resistivi.
temperatura dell’aria attorno
Le sbarre sono calcolate in modo Esaminiamo, più in particolare, gli all’apparecchio (Ti):
da verificare due condizioni: interruttori in relazione problemi termici:
■ della temperatura limite (TL) dei
■ poter portare la corrente nominale ■ la potenza dissipata è proporzionale componenti interni all’interruttore:
desiderata senza produrre un al quadrato della corrente che li ❑ temperatura massima di
riscaldamento delle sbarre che attraversa: funzionamento
comporti deterioramento del bimetallo per un interruttore
2
degli isolanti che le sostengono.  I
PW = PN •   magnetotermico,
Per esempio le sbarre possono essere  In  ❑ temperatura dei componenti
dimensionate in modo da non superare,
dove PN rappresenta la potenza elettronici per interruttori con
in regime permanente, una temperatura
dissipata sganciatori elettronici integrati,
di 110°C; tale valore dipende
esclusivamente dalla natura di materiali alla corrente nominale In. ❑ temperatura da non superare per i
isolanti in contatto con esse; per materiali plastici più esposti in un
■ la corrente nominale (In) di un
esempio i supporti. interruttore
interruttore corrisponde ad una
La tabella della figura 13 da, per una con un’elettronica riportata (relais
temperatura ambiente determinata, per
temperatura ambiente di 50° e 65°C, esterni/interruttore aperto...).
esempio 40°C, fissata dalla norma di
alcuni valori di temperatura delle prodotto. Queste temperature limite sono
sbarre; In realtà, per alcuni interruttori, comprese tra 100 e 150°C
■ poter supportare una corrente la temperatura ambiente a cui
di corto-circuito senza subire
deformazioni sensibili delle sbarre,
temperatura sezione corrente potenza temperatura
rottura dei supporti isolanti, in vicinanza dissipata delle sbarre
riscaldamento eccessivo. delle sbarre
La seconda condizione corrisponde
50°C 1 sb 100x5 1000A 45 W 79°C
al problema di sforzi elettrodinamici e
può essere studiata separatamente; 50°C 1 sb 100x5 1500A 107 W 109°C
al contrario la prima richiede la 50°C 3 sb 100x5 1500A 10 W 65°C
conoscenza globale del funzionamento 50°C 3 sb 100x5 3400A 61 W 110°C
dell’assieme. 65°C 1 sb 100x5 1000A 45 W 92°C
In particolare occorre tenere conto 65°C 3 sb 100x5 1500A 11 W 80°C
della temperatura dell’aria attorno alle
Figura 13 - Valori termici relativi ad alcuni sistemi di sbarre installati in un determinato ambiente
sbarre per dimensionarle in modo
preciso e evitare che esse superino
una temperatura critica in relazione
alla natura del materiale utilizzato per interruttore
i supporti.Così, conoscendo la potenza misurata mediante wattmetro e non calcolata partendo dalla misura
temperatura dell’aria nelle differenti di resistenza
zone del quadro, si può determinare, a In (A) 250 400 630 800
conclusione del programma, Pw - esecuzione fissa 17,4 25 21 36
la temperatura delle sbarre in funzione a In - esecuzione estraibile 23 35 54 58
delle loro caratteristiche (dimensioni,
sezionatori-fusibili
forme, disposizioni...) e quindi
confermare il loro dimensionamento. In (A) 250 400 630 800
Pw a In 30 44 67 ——
Osservazione: Per quanto riguarda i
contattori
calcoli di flusso termico, si considera
che le sbarre dissipino principalmente In (A) 265 400 630 780
il calore per convezione e irraggiamento Pw a In 22 45 48 60
con l’aria interna. Figura 14 - Potenza dissipata a Ln da apparecchi tipici

10 SCHNEIDER Dossier tecnico n° 2


■ del rapporto tra la corrente nominale Relazione finale ■ i dati corrispondenti al
In dello sganciatore e la corrente reale tenendo conto infine dell'effetto delle comportamento dell’interruttore, e che
di intervento quando lo sganciatore sezioni (coefficiente K2). intervengono in questa formula, sono in
è posto alla temperatura di definizione 0,62 archivi richiamati dal programma di
di In  T − Ti  calcolo al momento del calcolo della
I = In • kl • k 2 •  L 
 TL − 40  temperatura nell’armadio.
Id
K1 =
In

(vedi figura 16);


■ delle sezioni dei cavi o delle sbarre


di collegamento che fungono da elettronico
radiatore.
Della loro influenza si tiene conto "declassemento "volontario
attraverso un coefficiente K 2.
bimetallo compensato
Nota:
va tenuto presente che la sezione
dei conduttori utilizzati è raramente
uguale a quella utilizzata in occasione
delle prove di tipo degli interruttori.
Il declassamento che tiene conto
di questi diversi criteri si può esprimere bimetallo semplice
matematicamente.
Formula di declassamento ➤ T. ambiente
l’interruttore e i suoi conduttori di T T
N L
collegamento dissipano T
N : temperatura nominale di funzionamento
T
essenzialmente per convezione. L : temperatura limite di funzionamento

Si ha dunque la relazione:
W1 = h • S • (TL - Ti) con
W1: potenza dissipata in W Figura 15 - Curva di declassamento tipica di sganciatori in funzione della temperatura

h: coefficiente di scambio in W/m 2 • °C


S: superficie di scambio in m 2
TL: temperatura del punto caldo in °C
(per esempio il bimetallo)

t
Ti: temperatura dell’aria interna intorno
all’apparecchio in °C
h = cste • S • (TL - Ti)0,25
(vedi paragrafo 2)
da cui W1 = cste • S • (TL - Ti)1,25
Quando l’apparecchio si trova in aria
libera a 40°C la relazione è simile.
W2 = cste • S • (TL - 40)1,25
125
,
W1  TL − Ti  Id 1,05 In
da cui = 
W 2  TL − 40 
Si sa inoltre che
W1 = RI2 e W2 = RI2d
0,62 ➤
 T − Ti  In Id I
quindi I = Id •  L 
 TL − 40  (Irth)
con I corrente che attraversa Figura 16 - Curva di intervento di un interruttore
l’apparecchio e Id = K1xIn

SCHNEIDER Dossier tecnico n° 2 11


Studio termico dei quadri elettrici
di bassa tensione

6. Metodo di calcolo della temperatura negli involucri


Lo studio su modello presentato sopra ■ grado di protezione; ■ coefficiente di declassamento per
è servito di base per lo sviluppo del ■ temperatura ambiente intorno i vari apparecchi, da cui le correnti che
nostro metodo di calcolo che ci all’involucro; li attraversano;
permette di determinare ■ eventualmente la temperatura
■ numero di file di apparecchi;
il funzionamento ideale di un quadro raggiunta dalle sbarre ed il suo valore
(corrente massima su ogni partenza ...) ■ nome degli apparecchi, per nelle varie zone del quadro.
e pertanto di utilizzare l'assieme al permettere la ricerca nell’archivio;
meglio con sicurezza nota. ■ configurazione del quadro e
6.3 Configurazioni studiate
Come capita spesso in problemi posizione degli apparecchi. Certamente non possono essere
termici, le numerose relazioni tra calcolate con il programma tutte le
Risultati: configurazioni di impianto possibili.
parametri richiedono un approccio
interativo e pertanto l'elaborazione di ■ scelta di un sistema di sbarre Si sono considerate soltanto le più
un programma di cui presentiamo qui orizzontale e verticale (sezione) e frequenti, vale a dire quelle che
di seguito il principio. correnti in esse; permettono di rispondere al 90% dei
■ potenza termica totale dissipata bisogni; vedi figura 18, che fornisce
6.1 Principio nel quadro; un esempio.
Il programma procede con due anelli
di interazione embricati, al fine di
determinare le condizioni di
funzionamento dell’involucro a regime.
L'una riguarda la risoluzione del
problema termico, l'altra i coefficienti di
declassamento.Lo schema di calcolo è
rappresentato sulla figura 17. descrizione della
configurazione studiata
Prima tappa: descrizione della
configurazione, vale a dire tipo di
involucro utilizzato, nome degli
apparecchi e loro posizione. È a questo ▼
punto che il programma fa ricorso potenza dissipata
all'archivio apparecchio per prelevare i nell'involucro
dati descritti precedentemente.

Seconda tappa: divisione corrente


dell’involucro in sottovolumi isotermi
(nodi del modello nodale).
Terza tappa: inizio degli anelli di coefficiente temperatura

interazione con calcolo: di declassamento interna


■ della potenza dissipata (alla prima
interazione i coefficienti di
declassamento sono presi
uguale a 1);
Figura 17 - Principio di funzionamento del programma
■ dei coefficienti della matrice di
ammittenza a partire dalle equazioni di
bilancio termico;
■ delle temperature interne (risoluzione
del problema termico);
■ dei nuovi coefficienti di declassamento
e successivo confronto con i
precedenti.
Se lo scarto è giudicato troppo grande
(prova di arresto dell’interazione) si
riparte calcolando le nuove correnti che
attraversano l’apparecchio, poi di
nuovo la potenza dissipata...
Quarta tappa: uscita dei risultati
6.2 Descrizione dei dati da
fornire e dei risultati
ottenuti configurazione 1 configurazione 2 configurazione 3
Dati: senza apparecchio apparecchio d'arrivo apparecchio d'arrivo
di arrivo in posizione alta in posizione bassa
■ tipo di involucro (cassetta, armadio,
quadro) e materiale;

Figura 18 - Configurazioni studiate su modello

12 SCHNEIDER Dossier tecnico n° 2


6.4 Risultati
Questo approccio "programma" è
particolarmente interessante perchè
permette di effettuare i seguenti studi:
Studio nei particolari di una data
configurazione per ottimizzare la
posizione di un apparecchio o la scelta
di un sistema di sbarre, conoscere la
potenza dissipata dall’assieme per
dimensionare un adatto
raffreddamento...
L’esempio che segue riguarda una
colonna di un quadro industriale di
potenza compartimentato in forma 2 e
contenente:
❑ un sistema di sbarre orizzontale che
alimenta l’apparecchio di arrivo e una
colonna adiacente,
❑ un apparecchio di arrivo da 2500A,
M 25
❑ diversi interruttori scatolati.


C 630
Il programma ci fornisce tra l’altro:


C 630
❑ i coefficienti di declassamento Kdecl,
❑ la corrente che percorre ogni


C 400
apparecchio Ir.


C 400

Osservazione sul fattore di


C 250
contemporaneità (Kdiv): questo


C 250
coefficiente permette di tenere conto
del coefficiente di contemporaneità
o di diversità partenza per partenza.
Vale a dire condizioni di carico dei
diversi apparecchi in un istante dato.
Esempio: in un istante dato 2 partenze Figura 19 - Risultato del calcolo per una determinata configurazione
sono caricate al massimo e le altre a
metà delle loro possibilità, da cui le
3b 100*5
conseguenze sul regime termico IP31
dell’assieme. T° ambiente 35 40 45 50 55


3b 100*5

I risultati sono presentati sul foglio di M25 0,9 0,87 0,84 0,81 0,79
x
calcolo di figura 19.

4b 80*5
M16 0,97 0,94 0,91 0,88 0,86 M 25
2500 A
Tabella di declassamento M08 1 1 1 1 1 3b 100*5

per una configurazione data 2b 80*5


Questa possibilità di utilizzazione x

del programma, assai vicina


IP42/54 M 16 ▼
all’utilizzazione precedente, permette
T° ambiente 35 40 45 50 55 1600 A 2b 80*5
di riunire, per una configurazione
M25 0,79 0,77 0,75 0,73 0,71
1b 80*5

frequente, i declassamenti 1b 63*5

di diversi apparecchi tenendo conto M16 0,87 0,85 0,83 0,81 0,79 x
della loro posizione reale nel quadro, M08 1 1 1 1 1
M 08 ▼
delle sezioni di conduttori utilizzati, dei 800 A 1b 63*5
gradi di protezione e della temperatura vide

ambiente esterna.
La figura 20 presenta un esempio di
quadro che riguarda apparecchi Figura 20 - Declassamento degli interruttori sopra riportati in funzione della temperatura ambiente
installati in una colonna di un quadro
industriale di potenza.
IP31 IP42/54
Tabella di declassamento per un T° ambiente 35 40 45 50 55 35 40 45 50 55
determinato tipo di apparecchio C125N/H 0,95 0,91 0,88 0,84 0,80 0,82 0,79 0,76 0,72 0,69
Per la maggioranza degli interruttori C125L 0,94 0,90 0,86 0,83 0,79 0,80 0,77 0,74 0,71 0,68
scatolati il declassamento è C161N/H 0,95 0,92 0,88 0,85 0,82 0,81 0,78 0,76 0,73 0,69
relativamente indipendente dalla C161L 0,94 0,91 0,87 0,84 0,82 0,79 0,76 0,73 0,70 0,67
configurazione del quadro. C250N/H 0,94 0,90 0,87 0,83 0,80 0,82 0,79 0,76 0,72 0,69
I coefficienti di declassamento sono
C250L 0,93 0,89 0,86 0,82 0,78 0,79 0,76 0,73 0,70 0,67
pertanto dati, per eccesso, supponendo
C401N/H 0,94 0,91 0,87 0,84 0,81 0,79 0,76 0,74 0,72 0,69
gli apparecchi nella parte alta del
quadro o del compartimento. Figura 21 - Declassamento degli interruttori Compact posti sotto gli interruttori d’arrivo

SCHNEIDER Dossier tecnico n° 2 13


Studio termico dei quadri elettrici
di bassa tensione

Curve che caratterizzano il


comportamento termico di un Temperatura media °C

determinato involucro 100


Tamb : 60° C
Si sono definiti due tipi di grafici: 90 Tamb : 55° C
Tamb : 50° C
■ un insieme di curve che permette 80 Tamb : 45° C
Tamb : 40° C
di determinare la temperatura media 70 Tamb : 35° C
all’interno di un determinato involucro in Tamb : 25° C
60
funzione della potenza dissipata e della
temperatura dell’aria ambiente esterna. 50

Vedi curve di figura 22 che riguardano 40


dimensioni dell'involucro:
un tipo di quadro di distribuzione 30 altezza 2 m
compartimentato; larghezza 0,9 m
profondità 0,4 m
20
■ curve che permettono di determinare
10
la potenza in Watt che gli involucri
considerati possono dissipare a fronte 100 200 300 400 500 600 700 800 900 1000 1100 potenza dissipata in watt
di una determinata sovratemperatura,
in funzione delle loro caratteristiche Figura 22 - Temperatura media dell’aria all’interno di un armadio di distribuzione metallico IP2
dimensionali. e di forma 1
Esempio: T° ambiente esterna 35°C
sovratemperatura dell’aria ambiente involucro di profondità 400 mm involucro di profondità 600 mm
massima auspicata T = 30°C
potenza dissipata in watt potenza dissipata in watt
❑ armadio: altezza 2 m larghezza 0,9 m 1600 1600 ∆ T = 40°C
profondità 0,4 m, 1400 ∆ T= 40°C 1400
∆ T= 30°C
potenza dissipabile 850W 1200 1200
❑ armadio: altezza 2 m larghezza 0,9 m 1000 ∆ T= 30°C 1000
profondità 0,6 m, ∆ T= 20°C
800 800
potenza dissipabile 1000W ∆ T= 20°C
600 600
vedere curve di figura 23
400 400 ∆ T= 10°C
∆ T= 10°C
200 200

800 900 1000 1100 800 900 1000 1100


larghezza in mm larghezza in mm

Figura 23 - Potenza dissipabile in un involucro per una sovratemperatura data e in funzione della sua
larghezza. Le curve si riferiscono ad un armadio metallico di forma 1 e alto 2 m

7. Risultati sperimentali
Prove di riscaldamento sono state alla norma IEC 439.1 di alcuni valori Per quanto riguarda le correnti, gli
realizzate nel laboratorio Ampère (vedi limiti di sovratemperatura indicati scarti sono in media inferiori al 5%.
dell’ASEFA su diversi tipi di involucri: nei paragrafi 1.2 sulle norme), e d'altra Grazie a tutto questo, in occasione
cassette in lamiera o in materia parte di confermare il modello. della recente omologazione di una
plastica, quadro PRISMA, quadro Per quanto riguarda le temperature configurazione del quadro Masterbloc
di distribuzione MASTERBLOC. dell'aria, lo scarto tra i valori misurati e in riscaldamento, il metodo di calcolo ci
In occasione di queste prove, sono quelli calcolati dipende dal tipo di ha permesso di prevedere le condizioni
state effettuate misure di: involucro studiato su modello, poiché a di funzionamento del quadro.
■ di temperature: livello di modello gli approcci
❑ dell’aria nelle diverse zone differiscono secondo che si considerino
dell’involucro, gli involucri compartimentati o no.
❑ dei conduttori: sistema sbarre Sull’assieme delle prove effettuate
e derivazioni, sui quadri, di diverse forme,
❑ dei punti caldi degli apparecchi (compartimentati o non compartimentati),
(bimetalli, ambiente dell’elettronica), gli scarti massimi constatati sono
■ corrente; sempre stati inferiori a 6°C.
■ parametri che intervengono nel Le temperature calcolate per le sbarre
modello, in particolare nei coefficienti di mostrano ugualmente una buona
scambio aria/pareti. concordanza con le misure che ci
Queste misure hanno permesso, hanno permesso di confermare
da una parte di verificare la conformità il metodo di calcolo.

14 SCHNEIDER Dossier tecnico n° 2


8. Metodo proposto dalla norma CEI 17.43
(rapporto IEC 890)
Ancora non molto tempo fa, molti d=1.15 o 1.30 se vi sono finestre ❑ pareti laterali degli involucri centrali
quadri elettrici erano scelti e attrezzati/ di ventilazione e 3 separazioni. b = 0,5,
riempiti, in funzione dell’esperienza; ■ k è una costante che caratterizza ❑ parte a pavimento b = 0,5,
questo per quanto riguarda il tasso l’involucro; il suo valore è determinato
di riempimento e la valutazione della ■ Pw potenza dissipata in watt
mediante diagrammi
temperatura all’interno del quadro (vedi figura 24); in cima all’involucro: T1 = Ta + T1 con
in funzionamento. ∆ T1 = c • ∆ T0,5
Per esempio: Temperatura esterna k è funzione della superficie di scambio
massima 30°C e interna massima 60°C dell’involucro Ae (m2) dove
(i fabbricanti di apparecchi ne Ae=Σ A0.b dove ∆ T0,5 rappresenta la sovratemperatura
forniscono il declassamento A0 è la superficie geometrica delle precedente;
fino a 60°C). diverse pareti dell’involucro. ■ c è una costante di riscaldamento
Questa pratica portava sia ad una b è una costante che tiene conto del determinata mediante diagrammi.
utilizzazione non ottimale del materiale, tipo di parete e del tipo di installazione.
sia a interventi intempestivi valori di b: Esempio di diagramma (vedi figura 25)
delle protezioni o alla necessità per ❑ parte superiore esposta b = 1,4, c è funzione di Ae e di uno dei due
l’esercente di funzionare con le porte ❑ parte superiore coperta b = 0,7, fattori f o g
aperte. ❑ pareti laterali esposte b = 0,9, f = h1,35/(L*P) se Ae > 1,25 m2
Il metodo proposto dalla norma CEI, ❑ pareti laterali coperte b = 0,5, g = h1,35/L se Ae < 1,25 m2
tanto più provenendo da una guida
IEC, è pertanto di un evidente valore della superficie effettiva di costante
raffreddamento Ae in m 2 dell'involucro k
interesse. Ne richiamiamo qui di .4
seguito le basi, ne mostriamo i limiti e . 38
lo confrontiamo con il motodo 1 . 36

presentatonel quaderno tecnico. 1.5


. 34
. 32
Come principio, questo metodo si 2 .3
applica negli involucri per i quali sono 2.5 . 28
valide le seguenti ipotesi: 3 . 26
4 . 24
■ potenza dissipata ripartita 5 . 22
uniformemente; 6 .2
7
■ apparecchi disposti in modo da non 8 . 18
10 . 16
ostacolare la circolazione dell’aria; 12 . 14
14
■ non più di tre separazioni orizzontali. . 12
.1
Dati necessari: . 08
■ dimensioni dell’involucro;
100 150 200 250 300 350 400 450 500 550 600 650
■ potenza dissipata nell’involucro sezione delle finestre di entrata d'aria in cm
2

(apparecchi, conduttori); Figura 24 - Costante dell’involucro k per involucro con finestre di ventilazione e con una superficie
■ tipo di installazione (quadro isolato, Ae>1,25 m2
o di estremità...); (vedi figura 25)
Calcolo: la temperatura è calcolata
unicamente in due punti dell’involucro: fattore di ripartizione
di temperatura c
a media altezza T0,5=Ta+ T0,5 1.65
1.6 1 Curva/tipo di installazione
con T0,5 =d k Pw0,804 2
3
1.55 4 1 Involucro separato, libero
dove 1.5
5
su tutti i lati
■ d è un coefficiente che tiene conto 1.45 3 Involucro separato,
dell’esistenza delle separazioni 1.4 appoggiato al muro
orizzontali; 1.35 2 Primo o ultimo involucro
❑ se Ae < 1.25 m2 d=1 (definizione
distaccato
1.3
3 Involucro centrale distaccato
di Ae vedi sopra), 1.25
5 Involucro centrale
❑ se Ae > 1.25 m2 d=1 con e senza 1.2 appoggiato al muro
finestre 1.15 4 Involucro centrale
di ventilazione nel caso che non esista 1.1 appoggiato al muro e con
alcuna separazione, 1.05 parte superiore coperta
d= 1.05 con e senza finestre di
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13
ventilazione per una separazione.
fattore f
d=1.10 o 1.15 se vi sono finestre
di ventilazione e nel caso di 2 Figura 25 - Fattore di ripartizione di temperatura c per involucri senza finestre di ventilazione e con
separazioni. una superficue effettiva di raffreddamento Ae>1,25 m 2

SCHNEIDER Dossier tecnico n° 2 15


Studio termico dei quadri elettrici
di bassa tensione

■ limiti: i limiti essenziali di questo


temperatura °C
metodo risiedono nel fatto che;
90
❑ esso si applica bene a involucri non
compartimentati di tipo armadio, 80 temperatura calcolata secondo la norma
cassette e non a quadri di potenza 70 temperatura calcolata secondo il metodo di calcolo MG
fortemente compartimentati, 60
❑ non tiene conto delle posizioni
50
delle sorgenti di calore, spesso non temperatura dell'aria ambiente 35 °C
ripartite in modo uniforme, 40
❑ confronto con il nostro approccio. 30 dimensioni dell'involucro:

Si constata che i due approcci danno altezza 2 m


20 larghezza 0,9 m
risultati simili per armadi non profondità 0,4 m
10
compartimentati e con sorgenti di
calore ripartite (vedi curva di figura 26).
100 200 300 400 500 600 700 800 900 1000 1100 potenza dissipata in watt
Per quanto riguarda gli involucri
fortemente compartimentati la
localizzazione delle sorgenti di calore e
Figura 26 - Temperatura dell’aria a metà altezza di un armadio di distribuzione metallico IP2 e di
gli scambi fra le diverse zone
forma 1
influenzano molto il riscaldamento.

9. Conclusione
L’importanza dei quadri elettrici nella Richiamo: definizione delle diverse 5 o
distribuzione non richiede più scale di temperatura: Equivalenza 1 o F = C = 0, 55 o C
9
dimostrazioni.
■ grado Celsius (anticamente
Quando la disponibilità dell’energia T o
elettrica e la sicurezza di
centigrado) °C: temperatura relativa Conversione T o F = C + 32 ;
0, 55
funzionamento divengono inderogabili, Punti di riferimento: 0°C: temperatura
■ grado Kelvin °K: unità del sistema
la conoscenza termica dei quadri del ghiaccio fondente 100°C:
elettrici è un obiettivo fondamentale. internazionale (SI). Scala di
temperatura dell’acqua bollente alla
Le norme che riguardano gli involucri temperatura assoluta perchè la sua
pressione atmosferica normale;
ed i componenti precisano i limiti termici definizione poggia su basi fisiche
■ grado Fahrenheit °F: unità utilizzata precise.
che non devono esseresuperati.
Restava alle persone del mestiere nei paesi di lingua inglese: Stessa graduazione della scala Celsius,
diventare degli "architetti termici" del Punti di riferimento: 32°F: temperatura ma sfasamento dell’origine: la
progetto degli involucri e dei quadri del ghiaccio fondente 242° F temperatura del ghiaccio fondente
elettrici; oggi è cosa fatta, e anche per i temperatura dell’acqua bollente alla corrisponde a 273°K
quadri compartimentati. pressione atmosferica normale. Conversione: T °K = T °C + 273.

16 SCHNEIDER Dossier tecnico n° 2


Schneider Electric S.p.A. 20041 AGRATE (MI) Italia In ragione dell’evoluzione delle Norme e dei materiali, le
Tel. (039) 6558111 caratteristiche riportate nei testi e nelle illustrazioni del presente
Tfax (039) 6056900 documento si potranno ritenere impegnative solo dopo
Telex 301535 MAGGAL I conferma da parte di Schneider Electric.