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Elena Piretto Analisi Matematica II: Esercitazione III 22 Ottobre 2018

Funzioni di più variabili


Piano tangente, Matrice Hessiana, polinomio di Taylor

Richiami di teoria. Sia f (x, y) una funzione di classe C 2 (D) e sia P = (xp , yp ) ∈ D. Il suo
polinomio di Taylor centrato in P è dato da

∂f (P ) ∂f (P )
P2 (x, y) = f (P ) + (x − xp ) + (y − yp )+
 2 ∂x ∂y
∂ 2 f (P ) ∂ 2 f (P )

1 ∂ f (P ) 2 2
+ (x − x p ) + (y − yp ) + 2 (x − x p )(y − y p ) .
2 ∂x2 ∂y 2 ∂x∂y

Esercizio 1. Si calcoli il piano tangente alla funzione f : D ⊆ R2 → R tale che


p
f (x, y) = x2 + 3y 2

nel punto P = (0, 0).


Soluzione. Innanzi tutto si noti che la funzione è definita in tutto R2 in quanto la condizione
x2 + 3y 2 ≥ 0 è sempre verificata. La funzione è anche continua, perché composizione di funzioni
continue, da cui risulta f ∈ C 0 (R2 ). Le derivate parziali di f sono:

∂ x ∂ 3y
f (x, y) = p , f (x, y) = p ,
∂x x + 3y 2
2 ∂y x + 3y 2
2

le quali sono definite e continue in tutto R2 ad esclusione dell’origine. Ne risulta quindi che la
funzione f ∈ C 1 (R2 r {(0, 0)}). Verifichiamo la differenziabilità della funzione nel punto (0, 0),
ovvero calcolo le derivate parziali della funzione in (0, 0) a partire dalla definizione:

∂ f (0 + h, 0) − f (0, 0) h2 |h|
(f (0, 0)) = lim = lim = lim ,
∂x h→0 h h→0 h h→0 h
il quale non esiste. Infatti, osserviamo che per h → 0+ il limite è 1, per h → 0− il limite è −1.
Perché la funzione sia differenziabile in un punto, tutte le derivate parziali devono esistere ed essere
continue; ne consegue che f ∈ / C 1 ((0, 0)) e che quindi il piano tangente alla funzione in (0, 0) non
esiste.

Esercizio 2. Si studi dominio, differenziabilità e si scriva la matrice Hessiana della seguente


funzione scalare  
1
f (x, y) = x ln .
x+y
La si calcoli nel punto P = (−1, 2)
Soluzione. Innanzitutto, studiamo il dominio della funzione, che può essere riscritta come

f (x, y) = −x ln (x + y) .

Come condizioni di esistenza abbiamo x + y > 0, per cui il dominio è

D = {(x, y) ∈ R2 : y > −x},

ovvero il semipiano al di sopra della bisettrice del secondo e quarto quadrante (esclusa). Calcoliamo
le derivate parziali:
∂ x ∂ x
f (x, y) = − ln(x + y) − , f (x, y) = − ,
∂x x+y ∂y x+y

1
Elena Piretto Analisi Matematica II: Esercitazione III 22 Ottobre 2018

da cui risulta f ∈ C 1 (D). Le derivate seconde pure sono:


∂2 1 y x + 2y ∂2 x
2
f (x, y) = − − 2
=− , f (x, y) = ,
∂x x + y (x + y) (x + y)2 ∂y 2 (x + y)2
mentre quella mista (teorema Schwarz) può essere calcolata come:
 
∂ x 1 x y
− ln(x + y) − =− + 2
=− ,
∂y x+y x + y (x + y) (x + y)2
oppure come  
∂ x y
− =− .
∂x x+y (x + y)2
La matrice Hessiana risulta quindi
x + 2y y
 
− −
 (x + y)2 (x + y)2 
Hf (x, y) =  y x 

(x + y)2 (x + y)2

Di consegeunza  
−3 −2
Hf (−1, 2) = .
−2 −1

Esercizio 3. Si studi dominio, differenziabilità, si scriva la matrice Hessiana della seguente fun-
zione scalare
2x
f (x, y, z) = .
3y − 5z
Soluzione. Innanzitutto, studiamo il dominio della funzione. Come condizioni di esistenza abbiamo
3y − 5z 6= 0, per cui il dominio è
 
3
D = (x, y, z) ∈ R3 : z 6= y ,
5
3
ovvero l’intero spazio tridimensionale ad esclusione del piano z = 5 y. Calcoliamo le derivate
parziali:
∂ 2 ∂ 6x ∂ 10x
f (x, y, z) = , f (x, y, z) = − , f (x, y, z) = ,
∂x 3y − 5z ∂y (3y − 5z)2 ∂z (3y − 5z)2
da cui risulta f ∈ C 1 (D). Le derivate seconde pure sono:
∂2 ∂2 36x ∂2 100x
f (x, y, z) = 0, f (x, y, z) = , f (x, y, z) =
∂x2 ∂y 2 (3y − 5z)3 ∂z 2 (3y − 5z)3
mentre calcoliamo quelle miste (scegliendo la strada più veloce):
∂2 6 ∂2 10 ∂2 60x
f (x, y, z) = − , f (x, y, z) = , f (x, y, z) = − .
∂x∂y (3y − 5z)2 ∂x∂z (3y − 5z)2 ∂y∂z (3y − 5z)3
La matrice Hessiana risulta quindi
6 10
 
0 −
 (3y − 5z)2 (3y − 5z)2 
 6 36x 60x 
Hf = − −
 
 (3y − 5z)2 (3y − 5z)3 (3y − 5z)3 

 10 60x 100x 

(3y − 5z)2 (3y − 5z)3 (3y − 5z)3

2
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Esercizio 4. Scrivere il polinomio di Taylor del secondo ordine centrato nell’origine di

f (x, y) = exy .

Soluzione. Calcoliamo le derivate parziali:


∂ ∂
f (x, y) = yexy , f (x, y) = xexy ,
∂x ∂y
e le derivate seconde:
∂2 ∂2 ∂2
f (x, y) = y 2 exy , f (x, y) = x2 exy , f (x, y) = (1 + xy)exy
∂x2 ∂y 2 ∂x∂y

Osserviamo che f ∈ C 2 (R2 ). Scriviamo quindi il polinomio di Taylor al secondo ordine centrato in
(0, 0) come:

1 ∂ 2 f (0, 0) 2 ∂ 2 f (0, 0) 2 ∂ 2 f (0, 0)


 
∂f (0, 0) ∂f (0, 0)
P2 (x, y) = f (0, 0) + x+ y+ x + y + 2 xy
∂x ∂y 2 ∂x2 ∂y 2 ∂x∂y
1 2 2

= 1 + 0x + 0y + 0x + 0y + 2xy
2
= 1 + xy.

Esercizio 5. Scrivere il polinomio di Taylor del secondo ordine centrato nell’origine di

f (x, y) = ln(1 + x + y 2 )

Soluzione. Osserviamo che la condizione di esistenza è x > −y 2 − 1, ovvero all’esterno di una


parabola lungo l’asse delle x, con vertice in −1, 0 o girata verso le x decrescenti. Di conseguenza
0 ∈ D. Calcoliamo le derivate parziali:
∂ 1 ∂ 2y
f (x, y) = , f (x, y) = .
∂x 1 + x + y2 ∂y 1 + x + y2
e le derivate seconde:
∂2 1 ∂2 2 + 2x − 2y 2 ∂2 2y
2
f (x, y) = − , f (x, y) = , f (x, y) = −
∂x (1 + x + y 2 )2 ∂y 2 (1 + x + y 2 )2 ∂x∂y (1 + x + y 2 )2

Osserviamo che f ∈ C 2 (D). Scriviamo quindi il polinomio di Taylor al secondo ordine centrato in
(0, 0) come:

1 ∂ 2 f (0, 0) 2 ∂ 2 f (0, 0) 2 ∂ 2 f (0, 0)


 
∂f (0, 0) ∂f (0, 0)
P2 (x, y) = f (0, 0) + x+ y+ x + y +2 xy
∂x ∂y 2 ∂x2 ∂y 2 ∂x∂y
1
−x2 + 2y 2 + 0xy
 
= 0 + x + 0y +
2
1
= x − x2 + y 2 .
2

π

Esercizio 6. Scrivere il polinomio di Taylor del secondo ordine centrato nel punto P = 2,1 di

sin(2x)
f (x, y) = .
y
Soluzione. Osserviamo che la condizione di esistenza è y 6= 0, ovvero l’intero piano cartesiano ad
esclusione dell’asse delle y. Di conseguenza P ∈ D. Calcoliamo le derivate parziali:
∂ 2 cos(2x) ∂ sin(2x)
f (x, y) = , f (x, y) = −
∂x y ∂y y2

3
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e le derivate seconde:
∂2 4 sin(2x) ∂2 2 sin(2x) ∂2 2 cos(2x)
f (x, y) = − , f (x, y) = , f (x, y) = − .
∂x2 y ∂y 2 y3 ∂x∂y y2
2
Osserviamo
π
 che f ∈ C (D). Scriviamo quindi il polinomio di Taylor al secondo ordine centrato in
P = 2 , 1 come:
 π  ∂f π , 1  π  ∂f π2 , 1

2
P2 (x, y) = f ,1 + x− + (y − 1)+
2" ∂x 2 ∂y #
1 ∂ 2 f ( π2 , 1 ∂ 2 f π2 , 1 π
 2

∂ f , 1 π 
+  + (y − 1)2 + 2 2
x− (y − 1)
2 ∂ x− π 2 ∂y 2 ∂x∂y 2
2  
 π 1  π 2  π
= 0−2 x− + 0(y − 1) + 0 x− + 0(y − 1)2 + 2 x − (y − 1)
2 2 2 2
 π  π
= −2 x − + x− (y − 1).
2 2

Richiami di teoria. Una funzione vettoriale è una funzione F : D ∈ Rn → Rm tale che

F (x1 , . . . , xn ) = (f1 (x1 , . . . , xn ), . . . , fm (x1 , . . . , xn )) ,

dove la generica componente fi : Di ∈ Rn → R è una funzione scalare. Si definisce Jacobiano


di F e si indica con JF (x1 , . . . , xn ) la matrice m × n che ha come i-esima riga il gradiente della
i-esima componente della funzione vettoriale, ovvero ∇fi (x1 , . . . , xn ). Scriviamo quindi
∂ ∂
 
f (x , . . . , x ) . . . f (x , . . . , x )
 ∂x1 1 1 n 1 1 n
 
∇f1 (x1 , . . . , xn ) ∂xn 
JF (x1 , . . . , xn ) = 
 .
.. 
=
 .
. . . .
.

.
  
. . . 
 ∂ ∂
∇fn (x1 , . . . , xn )

fm (x1 , . . . , xn ) . . . fm (x1 , . . . , xn )
∂x1 ∂xn

Esercizio 7. Si calcoli lo Jacobiano della funzione

F = (x sin(y) cos(z), x sin(y) sin(z), x cos(y)) .

Soluzione. Innanzi tutto si noti che la funzione è definita e continua in tutto R3 . Le derivate
parziali rispetto alla prima componente di F corrispondono a:
∂ ∂ ∂
f1 (x, y, z) = sin(y) cos(z), f1 (x, y, z) = x cos(y) cos(z), f1 (x, y, z) = −x sin(y) sin(z).
∂x ∂y ∂z
Le derivate parziali rispetto alla seconda componente:
∂ ∂ ∂
f2 (x, y, z) = sin(y) sin(z), f2 (x, y, z) = x cos(y) sin(z), f2 (x, y, z) = x sin(y) cos(z).
∂x ∂y ∂z
Infine le derivate parziali rispetto alla terza componente:
∂ ∂ ∂
f3 (x, y, z) = cos(y), f3 (x, y, z) = −x sin(y), f3 (x, y, z) = 0.
∂x ∂y ∂z
Lo jacobiano della funzione F risulta quindi essere:
   
∇f1 sin(y) cos(z) x cos(y) cos(z) −x sin(y) sin(z)
JF (x, y, z) = ∇f2  =  sin(y) sin(z) x cos(y) sin(z) x sin(y) cos(z)  .
∇f3 cos(y) −x sin(y) cos(z) 0
Nota. La funzione dell’esercizio precedente rappresenta la parametrizzazione di una sfera.