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marzo 2020 Categorie: Finanziaria > Covid - 19

Agenti di commercio esclusi dal bonus di 600,00 euro. Ammessi


soci di società di persone e di capitali
Le domande per usufruire della prestazione "indennità 600 euro" potranno essere
presentate a partire dal primo aprile 2020

Autore: Francesco Giuseppe Carucci

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze, attraverso le FAQ pubblicate sul relativo portale, si è espresso sul perimetro
degli articoli 27 e 28 del decreto “Cura Italia” in virtù dei quali alcune categorie di lavoratori autonomi potranno
beneficiare dell’indennità di 600,00 euro prevista per il mese di marzo.

Iscritti alla Gestione separata – Con l’articolo 27 del D.L. n. 18 del 2020, il legislatore ha inteso riservare l’indennità di
cui trattasi ai liberi professionisti titolari di partita iva attiva alla data del 23 febbraio 2020 e ai lavoratori titolari di rapporti
di collaborazione coordinata e continuativa iscritti alla Gestione separata dell’INPS.

Con una risposta fornita e pubblicata nelle FAQ, il MEF ha confermato che l’iscrizione alla Gestione separata è
condizione necessaria per fruire della indennità non soltanto nel caso di lavoratori titolari di rapporto di collaborazione
coordinata e continuativa, ma anche nel caso di professionisti con posizione IVA attiva.

Pertanto, come peraltro già si evinceva dall’articolo 44 del D.L. n. 18 del 17 marzo, di tale trattamento non potranno
beneficiarie le professioni “ordinistiche” che invece avranno accesso al “Fondo per il reddito di ultima istanza” secondo
criteri di accesso e modalità attualmente oggetto di studio con le casse professionali.

Lavoratori autonomi iscritti alle Gestioni speciali dell’AGO – Con l’articolo 28 del D.L. n. 18, è stata prevista
l’erogazione dell’indennità di 600,00 euro relativa al mese di marzo per i lavoratori autonomi non pensionati titolari
dell’assicurazione generale obbligatoria presso l’INPS quali artigiani, commercianti, e lavoratori autonomi agricoli
iscritti all’ex Gestione SCAU in qualità di coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali.

La possibilità di accesso al beneficio è stata sin da subito evidente per gli assicurati titolari di imprese individuali. Non
vi era altrettanta certezza, invece, sulla spettanza del beneficio ai titolari di posizioni contributive per obbligo di legge in
quanto soci di società di persone o di capitali.

A riguardo è stato chiarito dal MEF che, anche per quest’ultima fattispecie, l’accesso al beneficio non è precluso e
pertanto potrà essere invocato dai soci di società di persone e di capitali.

L’indennità riconosciuta dall’articolo 28 è infatti personale e non attribuibile alla società in quanto tale.

Inoltre il silenzio del MEF con riguardo ai soci amministratori percettori di compenso, assoggettato a contribuzione
dovuta alla Gestione separata, lascia intendere che anche detti soggetti siano ammessi al beneficio.

A tale conclusione, a parere di chi scrive, è infatti possibile pervenire anche sulla base della formulazione letterale della
norma in commento che non ammette l’accesso ai titolari di altre coperture previdenziali obbligatorie “ad esclusione
della Gestione separata”.

Alcun riferimento neanche ai collaboratori dell’impresa familiare titolari di iscrizione nelle gestioni dell’AGO. È lecito
presumere, tuttavia, che tali soggetti possano essere assimilati ai soci di società di persone e pertanto ammessi al
beneficio.

In maniera poco esplicita, infine, da una risposta fornita dal Ministero si evince che ai fini della percezione dell’indennità
non sarà ostativa la mancata regolarità contributiva.

Non è escluso, tuttavia, che sulle questioni ancore dubbie intervenga l’INPS nei giorni a venire.

Agenti e rappresentanti di commercio titolari di posizione Enasarco – In contrasto con alcune indiscrezioni trapelate
nei giorni scorsi, invece, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha negato che l’indennità di cui all’articolo 28 possa
competere ad agenti e rappresentanti di commercio iscritti all’Enasarco, in quanto altra forma previdenziale
obbligatoria.

Tali soggetti contribuenti, analogamente ai professionisti dotati di casse di previdenza, rientrano nelle previsioni di cui
all’articolo 44 del D.L. n. 18/2020 che, come si è anticipato, istituisce il “Fondo per il reddito di ultima istanza”.

Modalità di presentazione delle domande – Con il messaggio n. 1288 del 20 marzo 2020, l’INPS ha chiarito che per
accedere al beneficio è necessario presentare apposita domanda esclusivamente in via telematica tramite i consueti
canali riservati ai cittadini e ai patronati.

Al momento non risultano dunque abilitati, sebbene già in possesso di delega per l’accesso al cassetto previdenziale
dei lavoratori autonomi assistiti e nonostante la richiesta congiunta dei rispettivi Consigli nazionali, consulenti del
lavoro e commercialisti.

Con messaggio n. 1381 del 26 marzo, invece, l’Istituto ha comunicato che sarà possibile inoltrare le domande anche
soltanto con la prima parte del pin che il contribuente può richiedere tramite sito internet o contact center. Ciò al fine di
permettere l’invio di tutte le domande legate all’emergenza Covid-19 nel più breve tempo possibile senza dover
attendere i tempi di spedizione della seconda parte del codice pin presso l’indirizzo di residenza.

Col medesimo messaggio ha rammentato, inoltre, che gli assicurati possono accedere ai servizi telematici anche
mediante SPID di livello 2 o superiore, carta di Identità Elettronica 3.0 (CIE) eCarta Nazionale dei Servizi (CNS).

Si rappresenta, infine, che con un comunicato apparso ieri sul sito internet, l'INPS ha reso noto che le istanze per
l'ottenimento dell'indennità potranno essere presentate a partire da mercoledì 1° aprile.
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