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09/01/2011 Il Giornale di Vicenza

Domenica 09 Gennaio 2011 CRONACA Pagina 62

DIBATTITO

«Cari giovani
il mondo
è cambiato»
Non voglio avviare una polemica tramite le pagine del giornale, ma dalla risposta del sig. G. Pascali
ad una mia lettera sui giovani si desume che a) le interviste televisive sono fuorvianti, b) a Nogarole
e Arzignano tutti i giovani sono modello di virtù. Prendo atto della cosa. In realtà, non accolgo però
l'invito spassionato a cambiare quartiere e a rendermi conto che i giovani fanno volontariato o
studiano.
Lo so già. Il punto è che spesso si studia o si fa volontariato non in base a un forte credo
personale, ma per convenienza e perchè no, per trovare amici con cui gozzovigliare. Ma forse non
è neppure questo. I giovani vivono ancora con la mentalità dei genitori, che hanno vissuto gli anni
'70 e '80, quando il mondo era piccolo, si e no un miliardo di persone. Tutti gli altri non contavano. I
cinesi mangiavano riso, gli indiani bruciavano incenso a Buddha e i brasiliani ballavano la samba,
gli africani non contavano come non contano oggi, del resto. Tutto il mondo era a uso e consumo
dell'occidente. Era il mondo eurocentrico. I giovani di oggi credono di stare ancora in quel mondo.
Hanno dimenticato che solo agli inizi del XX secolo milioni di italiani partivano per andare in America
perchè qui c'era la fame. Il Veneto era una delle regioni più arretrate d'Italia.
I nonni hanno lavorato sodo, i genitori hanno goduto del lavoro dei nonni e ora rimangono i figli,
che non sanno bene che fare. Cosa fanno allora i figli? Studiano e fanno volontariato, qualcuno
lavora e molti protestano. Studiare serve, ma bisogna vedere cosa si studia, troppi si iscrivono a
letteratura o psicologia, che sono fucine di disoccupazione.
E di questo non si può incolpare il governo. Fare volontariato serve, ma ahimè spesso il nobile
spirito del volontariato si riduce a fare gli animatori in parrocchia e a poco altro, ossia a fare
qualcosa di 'gradevole' magari in compagnia di amici. Quelli che lavorano vivono il lavoro con
malcelata sopportazione e sperano nella lotteria. I giovani di oggi non si rendono conto che, come i
loro nonni, potrebbero un giorno essere costretti a fare di nuovo le valigie, ma non verso l'America,
ma verso la Cina o l'India. Con un piccolo problema, ossia che l'America del XIX e primi decenni del
XX secolo era sottopopolata, mentre Cina e India fanno quasi tre miliardi di abitanti. Protestare per
la presunta caduta di diritti acquisiti, pretendere il posto fisso subito o fregarsene della politica e
della società buttandosi nei social network non serve a nulla. O i giovani si svegliano dal torpore e
si danno da fare facendo scelte coraggiose e responsabili, oppure che non protestino neppure,
perchè tanto la storia non torna indietro.
Fare volontariato o iscriversi all'università o frequentare un circolo intellettuale non sono cose che,
in fondo, richiedono un cuor di leone, dato che la laurea ormai la danno a tutti, il volontariato si può
smettere di farlo quando si vuole e il circolo intellettuale magari si va una volta si e tre no, tanto
dicono sempre le stesse cose ma fa ganzo esserci iscritto.
Fiorenzo Zordan

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