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LEZIONE DI ELETTRONICA 04.04.

2020 ELETTRONICA CLASSE 4AELN


PROF.SSA CERASANI
Ciao ragazzi vi mando gli appunti sull’amplificatore ad emettitore comune che sarà oggetto della video
lezione su zoom del 04.04.2020.
(L’ARGOMENTO LO TROVATE AL CAP.6 da PAG. 204 a PAG 212 VOL.2B ELETTRONICA.
NATURALMENTE L’ARGOMENTO SARA’ SVILUPPATO IN PIU’ LEZIONI. PER QUALSIASI
PROBLEMA CONTATTATEMI SU WHATSAPP)

AMPLIFICATORE PER PICCOLI SEGNALI AD EMETTITORE COMUNE


Uno dei più importanti campi di utilizzo del transistor è nella realizzazione di
amplificatori

 Il punto di lavoro del BJT è determinato dalla rete di autopolarizzazione


studiata in precedenza.
 I segnali di ingresso e di uscita sono forniti e prelevati tramite dei condensatori
per non alterare il punto di lavoro.
 Il segnale d’ingresso deve essere sufficientemente piccolo da far lavorare il
transistor sempre all’interno della zona attiva
 Le due capacità Ci e Co sono un blocco per la corrente continua. Servono a
fare in modo che il punto di lavoro non cambi se si connette un generatore di
segnali all’ingresso oppure si prelevi il segnale in uscita con una resistenza di
carico RL
 La capacità CE connette a massa l’emettitore per i segnali alternati. Quindi in
questo caso possiamo ignorare RE
 La resistenza RL rappresenta il carico sul quale viene applicato il segnale
prelevato dall’amplificatore
 RS è la resistenza interna del generatore e NON è una resistenza aggiunta al
circuito

STUDIO ANALITICO DEL CIRCUITO


Vediamo come viene “visto” il circuito dell’amplificatore dal segnale
sinusoidale che vogliamo amplificare
Supponiamo di lavorare a frequenze intermedie, cioè quelle frequenze
abbastanza alte da poter considerare tutti i condensatori esterni come dei corto
circuiti e abbastanza basse da poter trascurare le capacità parassite interne del
transistor.
Applichiamo in ingresso un segnale alternato VS che si sovrappone alla
tensione continua VBB
VS fa spostare il punto di lavoro sulla retta di carico d’ingresso
Le variazioni di VBE e della IB seguono anche loro un andamento sinusoidale
come la tensione d’ingresso
La variazione di IB produce una variazione sinusoidale sulla curva caratteristica
d’uscita della IC e della VCE
Se la IB aumenta anche la IC aumenta ma la VCE diminuisce determinando uno
sfasamento di 180° tra la tensione d’ingresso e la tensione d’uscita
Lo studio analitico dell’amplificatore ad emettitore comune in banda passante, cioè
alle medie frequenze, procede separando i due circuiti come segue:
1. Cortocircuitando il segnale VS si procede allo studio statico del circuito di
autopolarizzazione e stabilizzazione che conosciamo.
2. Cortocircuitando il segnale VCC si procede allo studio dinamico attraverso il
circuito dinamico seguente
Ic Vout
Rs
Vin
Ib
Rp
Vs RB

Dove RB=R1//R2 (già calcolata nel circuito statico) ed RP=RC//RL


La resistenza RE viene cortocircuitata dal condensatore CE e quindi l’emettitore è
collegato direttamente a massa.
A questo punto per poter studiare il circuito dinamico abbiamo bisogno di
linearizzare il transistore BJT cioè dobbiamo trovare il circuito equivalente del BJT
chiamato a parametri iridi h:

B C
1

Cioè abbiamo in ingresso un generatore di tensione con la resistenza in serie ed in


uscita in generatore di corrente con la resistenza in parallelo. I parametri sono definiti
come:
∆ v be
 hie= ∆ i con vce costante è la resistenza d’ingresso che è dell’ordine
b

di 1KΩ ÷ 10KΩ
∆ v be
 hre= ∆ v con ib costante coefficiente di retroazione che è dell’ordine
ce

di 10−3 ÷ 10−4
∆ ic
 hfe= ∆ i con vce costante guadagno di corrente dinamico che è
b

dell’ordine 10÷1000
∆ ic
 hoe= ∆ v con ib costante conduttanza d’uscita che è dell’ordine
ce

10µA/V ÷ 100 µA /V
Poiché hrevce è una tensione piccolissima può essere trascurata e quindi il circuito
equivalente si trasforma nel circuito semplificato

B Ib Ic C

hfe Ib
hie
1/hoe

Che è il circuito che andiamo a sostituire al BJT nel circuito dinamico ed otteniamo il
circuito equivalente dell’amplificatore che andiamo a studiare.
Rs A
Vin Ib Ic Vout

hfe Ib Rc RL
Vs hie
RB 1 /hoe

Le grandezze che andiamo a definire e calcolare sono:

Vu
1. AMPLIFICAZIONE O GUADAGNO DI TENSIONE AV= V cioè il
i

rapporto tra la tensione d’uscita VU e la tensione d’ingresso Vi all’ingresso


1
dell’amplificatore cioè tra il punto A e la massa. Adesso ridefiniamo Rp= h
oe

//RC//RL e sapendo che hfeIB è un generatore di corrente ne deriva che vu=-


hfeIbRp mentre la tensione in ingresso tra A e massa v i è la stessa che c’è su
hie perché le resistenze sono in parallelo e quindi possiamo dire che vi=hieIB
andando a sostituire alla AV otteniamo: AV=-hfeIBRp/hieIB semplificando IB
otteniamo la formula finale del guadagno di tensione

Av=-hfeRp/hie (numero adimensionale)

VI
2. RESISTENZA D’INGRESSO DELL’AMPLIFICATORE Ri= I
I

Guardando il circuito equivalente si vede ii è quella che scorre nel punto A e


quindi si ricava che la resistenza d’ingresso sarà semplicemente
Ri=RB//hie

vu
3. RESISTENZA D’USCITA DELL’AMPLIFICATORE Ru= i staccando il
u

carico e cortocircuitando il generatore di ingresso. Anche qui guardando il


circuito equivalente si vede che in uscita la resistenza sarà semplicemente

1
Ru= hoe //Rc

Vu
4. AMPLIFICAZIONE O GUADAGNO DI TENSIONE TOTALE AVt= V
s

cioè il rapporto tra la tensione d’uscita V U e la tensione del generatore


d’ingresso Vs

AVt=AV* Ri/(Ri+Rs)

Dove il fattore Ri/(Ri+Rs) viene spesso indicato con α cioè


AVt=AV* α

iu
5. AMPLIFICAZIONE O GUADAGNO DI CORRENTE Ai= i cioè il rapporto
i

tra la corrente d’uscita iu e la corrente d’ingresso ii


Ai=AV*Ri/RL