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com)
Giorgio Bussolin

finale ®

senza segreti
La guida completa al programma di
notazione musicale più venduto al mondo

© Giorgio Bussolin - Venezia 2018


Proprietà esclusiva dell'autore - Tutti i diritti riservati
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il MIDI) e anche grazie a un'esposizione sempre chiara ed efficace, Bussolin consente a chiunque di accostarsi al
programma con spontaneità e di ottenere presto da esso tutto ciò che desidera.
Davvero il Finale senza segreti di Giorgio Bussolin è un'opera consona alle esigenze di tutti coloro che, a vario
Presentazione titolo, intendono utilizzare a fondo e con cognizione di causa il programma Finale nell'ambito della loro pro-
fessione. È un lavoro che risponde a un duplice intento: quello della praticità (rendere chiari e comprensibili a
tutti anche i concetti piú difficili) e quello del rigore tecnico (massima cura nella descrizione di ogni peculiare
caratteristica del programma).

EX GLORIOSO LABORE, SINCERA VOLUPTAS Ma, al di là di queste considerazioni, con il suo corso Giorgio Bussolin dimostra non solo di essere un sommo
esperto di Finale, ma soprattutto di essere capace di donare e di trasmettere il suo sapere agli altri con impareg-
Quando, a metà del Quattrocento, in una piccola bottega di Magonza, il tipografo Johannes Gutenberg utilizzò giabile magistero e con cuore di artista.
per la prima volta dei caratteri mobili per stampare un libro (la famosa Bibbia a quarantadue linee), il grande
filosofo inglese Francis Bacon ebbe a dire che quella invenzione avrebbe modificato per sempre «l'assetto del Come dire, «ex glorioso labore, sincera voluptas».
mondo». Anche se certo lo strenuo difensore della rivoluzione scientifica non immaginava quanti altri radicali
cambiamenti avrebbe prodotto nei secoli a venire lo sviluppo della carta stampata, egli aveva tuttavia intuito GIOVANNI ACCIAI
che questa rivoluzione pervasiva, insieme con l'uso della bussola e della polvere da sparo avrebbe dato inizio
all'età moderna, aprendo la strada all'egemonia dell'Europa occidentale sul resto del mondo.
Se è dunque vero (com'è vero) che nella storia dell'Occidente c'è un «prima» e un «dopo» Gutenberg, in quanto
il passaggio dalla riproduzione di materiali scritti nell'atelier dell'amanuense al torchio dello stampatore ebbe
conseguenze pesantissime sulla trasmissione e sulla diffusione del sapere, influenzando in maniera irreversibile
i modi di apprendere, di pensare e di percepire dell'uomo rinascimentale; è altrettanto vero che con la rivoluzio-
ne informatica o digitale che dir si voglia, iniziata negli ultimi anni Cinquanta del secolo scorso, con l'adozione e
la proliferazione di computer, memorie digitali e software di ogni tipo, anche la vita dell'uomo contemporaneo
è cambiata radicalmente, a ogni livello di espressione e di comunicazione intellettuale.
Volendo circoscrivere questa benefica rivoluzione all'ambito musicale, non si può non convenire sul fatto che la
messa a punto e il continuo perfezionamento di programmi di videoscrittura musicale abbia consentito a una
sconfinata schiera di utenti di ottenere vantaggi inimmaginabili dalla redazione digitale di testi musicali, dai piú
semplici ai piú complessi, cosí come l'uomo «tipografico» di Gutenberg li aveva ottenuti sostituendo il volumen
dell'amanuense con il libro a stampa e poi con il giornale.
Non v'è dubbio, però, che fra tutti i programmi di videoscrittura musicale attualmente disponibili, quello deno-
minato Finale sia il piú autorevole oltre che il piú longevo in circolazione.
Sviluppato dall'americana MakeMusic (allora Coda Music Software) nel lontano 1988, giunto oggi alla sua ven-
ticinquesima versione, disponibile anche in lingua italiana, questo programma si è sempre fatto apprezzare
per la versatilità d'uso (in seguito goffamente imitata, ma mai emulata, da altri software similari) e dalle risorse
d'impiego pressoché illimitate.
Se al suo apparire soltanto una limitatissima schiera di operatori era in grado di utilizzare Finale, tenuto conto
delle indubbie difficoltà di gestione che il programma allora presentava, limitandone assai l'uso, oggi la situazio-
ne è molto cambiata e in meglio.
Chiunque può creare un pentagramma sullo schermo del suo computer, inserirvi qualsiasi simbolo musicale con
un semplice tocco di mouse oppure cantare o suonare ciò che intende scrivere, essendo il programma in grado
di riconoscere e di riprodurre con esattezza l'altezza dei suoni; può anche porre un testo letterario al di sotto
delle note che ha scritto sul suo pentagramma virtuale, creare una partitura, stampare ciò che ha realizzato e
molto altro ancora.
Ma è proprio questo «altro ancora» che i cosiddetti utenti del «fai da te», fra i quali si riconosce in toto anche
colui che qui scrive, difficilmente riescono a ottenere, sfruttando fin nelle latebre piú profonde le mostruose
potenzialità di Finale.
Ecco allora giungere in soccorso agli utenti del «fai da te» un musicista di straordinaria competenza, un esperto
di grande valore, un didatta dalle indiscusse capacità comunicative, per il quale il nostro programma non ha
alcun mistero: Giorgio Bussolin con il suo Finale senza segreti.
Attraverso le sette parti nelle quali il corso è suddiviso (Conoscere Finale; Il layout di pagina; L'inserimento degli
eventi musicali in partitura; Operazioni ausiliarie; Accordi, testo e grafica; Perfezionare il lavoro; L'ascolto. Finale e

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Ringraziamenti

Questo lavoro vede la luce dopo 4 anni dalla pubblicazione del Corso di videoscrittura musicale con M ­ akemusic
Finale, il mio video tutorial di oltre 22 ore che ha riscosso un'ottima accoglienza fra i musicisti italiani e internazio-
nali (pur essendo completamente realizzato in lingua italiana, ne sono state vendute copie anche in Inghilterra,
Francia, Svizzera, Brasile, Stati Uniti, Russia, ecc.).
Poiché Finale, come accade per tutti i software di successo, viene regolarmente aggiornato e migliorato, era
ormai necessario provvedere a un upgrade del corso suddetto - come richiesto a gran voce dagli utenti stessi
della prima edizione - benché in questo caso abbia optato per una più snella e facilmente consultabile versione
in formato PDF (e cartaceo, su richiesta). Ad opera ultimata, sento quindi il dovere di ringraziare tutti coloro che
hanno in qualunque forma incoraggiato il mio lavoro durante tutte le fasi della sua realizzazione.
Primi fra tutti, voglio ricordare i miei numerosi studenti del Triennio Superiore del Conservatorio di Adria: con la
loro incessante curiosità e vivace partecipazione hanno sicuramente contribuito al perfezionamento di non po-
che parti del volume. Accanto a loro, naturalmente, penso con affetto e simpatia agli utenti di ogni età e livello
che hanno frequentato le numerose master classes da me tenute in ogni angolo d'Italia negli ultimi 15 anni, in
particolare durante i meravigliosi corsi musicali all'isola d'Ischia che si svolgono ogni anno nel mese di ottobre.
Grande riconoscenza devo al maestro Giovanni Acciai, la cui ben nota statura d'artista va di pari passo con la
squisita cordialità; in nome della nostra recente e bella amicizia, egli ha voluto donarmi la splendida presentazio-
ne che apre questa nuova edizione del corso, assicurando all'opera il suo autorevole e gradito avallo.
Un grazie speciale al mio grande amico e maestro Corrado Pasquotti, al quale devo i fondamenti della mia pre-
parazione, e che ancora e sempre mi sostiene in ogni iniziativa con inesauribile affetto ed entusiasmo.
La mia viva gratitudine va anche ai molti colleghi e stimati professionisti che fin da subito hanno apprezzato
e diffuso le mie pubblicazioni, spesso invitandomi a tenere corsi presso le proprie istituzioni o altre iniziative
didattiche: in particolare ringrazio i maestri Pasquale Presti, Adriano Trasatti, Roberto P
­ rezioso, Oscar Ghiglia,
Bruno Santori, Michele Peguri, Bruno Cesselli, Guido Menestrina, Pietro Barizza, Davide Anzaghi, Jacopo Salieri.
Un pensiero particolare va al maestro Beppe Bornaghi, responsabile nazionale per l'Italia di Finale per con-
to di MidiMusic e MakeMusic: il suo pieno incoraggiamento alla mia attività e alla mia opera di divulgazio-
ne del ­software costituisce motivo d'onore e un costante stimolo al progresso delle mie ricerche e dei miei
­insegnamenti.
Infine (last but not least) desidero ringraziare la mia famiglia, in particolare mia moglie Cristiana e la nostra pic-
cola Angelica Maria, che sempre mi appoggiano e sostengono - anche quando le lunghe ore di lavoro e ricerca
sottraggono tempo prezioso alle nostre giornate.

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In memoria di mio padre Guido

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Libraries. Segnaliamo anche l'aggiornamento del lettore Aria Player per l'utilizzo di questi plug-ins. Va det-
to che per utilizzare al meglio i suoni delle Librerie Garritan o di altri campionamenti è caldamente consi-
gliato disporre di almeno 4 GB di RAM; come sempre, maggiore è la RAM installata, più saranno i suoni

Introduzione caricabili e disponibili.


• Gli strumenti traspositori, in Finale 25, suonano l'altezza corretta già nel momento della loro immissione in
partitura, mentre in precedenza - come molti ricorderanno - si doveva avviare l'esecuzione in playback per
ottenere i suoni giusti; ora il problema sembra definitivamente risolto.

Makemusic Finale rappresenta da 30 anni il più autorevole e completo software per la notazione musicale infor- • Vi sono poi alcune importanti semplificazioni, mirate a rendere l'applicazione più snella e intuitiva; in
matizzata. Benché in questo arco di tempo siano comparsi molti altri validi strumenti, il programma rappresenta quest'ottica sono stati del tutto eliminati due strumenti che - a detta della maggior parte degli utenti sto-
ancor oggi un riferimento insostituibile per coloro che scrivono musica a livello professionale; questo si deve da rici - venivano utilizzati molto di rado: lo Strumento Tempo e lo Strumento Copia Speculare. Le loro funzioni
un lato alla possibilità di intervenire in modo quasi maniacale fin nei dettagli più piccoli del processo di stesura sono state semplicemente integrate in altre aree del programma e rese disponibili in modo più rapido ed
delle partiture, dall'altro ai costanti miglioramenti e al continuo impegno che lo staff di Makemusic investe nella efficace.
ricerca di soluzioni che semplifichino sempre più l'intervento degli utenti.
• Un'altra eliminazione che - a differenza delle precedenti - farà storcere il naso a più di qualche utente, ri-
Ciò nonostante, Finale rimane un programma molto vasto e complesso che richiede un certo apprendistato guarda la possibilità di scansionare partiture con lo strumento SmartScore Lite o di importare file in forma-
per poterne apprezzare e sfruttare appieno le potenzialità. Per questo motivo è nato il presente manuale, to TIFF per convertirli in Finale. Makemusic sostiene che questi sacrifici si sono resi necessari per garantire
che naturalmente non intende sostituirsi alla monumentale guida generale disponibile presso il sito ufficiale di la tutela del diritto d'autore.
­Makemusic, ma vuole semplicemente offrire ai musicisti un'alternativa snella e ricca di esempi, con la quale essi • Molte altre novità, infine, riguardano la gestione delle forme intelligenti e delle indicazioni di tempo, nonché
possano in breve tempo realizzare ogni partitura di cui abbiano bisogno. la stampa delle parti. Di tutti questi argomenti ci occuperemo diffusamente nelle varie lezioni del corso.
Per il nostro percorso utilizzeremo la più recente versione disponibile in lingua italiana, denominata "Finale
25" e pubblicata nell'autunno del 2016, seguita da alcuni aggiornamenti minori. Gli utenti di vecchia data avran- Detto questo, andiamo senza indugio ad iniziare. Vi raccomando, se possibile, di seguire le lezioni nell'ordine
no sicuramente notato che proprio a partire da questa edizione Makemusic ha scelto di non affiancare più al preciso con cui sono proposte, poiché esse seguono un percorso logico e progressivo, e quindi contengono
spesso riferimenti a procedure che sono state descritte nei capitoli precedenti. La lettura casuale, quindi, po-
nome del programma il relativo anno di creazione, preferendo contrassegnarlo con il numero progressivo della
trebbe compromettere la comprensione delle spiegazioni.
­release: sono state infatti prodotte ben 25 versioni dall'uscita dell'ormai leggendario "Finale 1.0" nel lontano
1988. Con buona pace dei nostalgici, dunque, d'ora in poi dovremo rinunciare a citare l'anno di uscita e potremo
chiamare il software semplicemente "Finale 25".

Le lezioni sono comunque impostate in modo da poter essere seguite senza particolari problemi anche dai Giorgio Bussolin
possessori di versioni più vecchie del programma. Finale, infatti, ha mantenuto pressoché inalterata la propria Venezia, novembre 2018
interfaccia grafica almeno dal 2008, benché ovviamente siano state via via aggiunte nuove ed interessanti fun-
zionalità, a cominciare dall'importantissimo strumento Gestione Partitura. Per questo motivo, il presente ma-
nuale potrà essere utilizzato dalla maggior parte degli utenti di ogni livello.

Per quanto riguarda le illustrazioni che affiancano la spiegazione, ho utilizzato la variante per ­Windows, ma ciò
non esclude assolutamente dalla fruizione del volume gli utenti Macintosh, in quanto le due versioni del pro-
gramma sono sostanzialmente identiche. Vi sono, certo, alcune piccole differenze dovute soprattutto all'inter-
faccia grafica e alle esigenze strutturali dei due sistemi operativi, ma sarà naturalmente mia cura evidenziarle,
spiegando caso per caso come agire per ottenere ciò che interessa.

Prima di iniziare, vediamo brevemente quali sono le più interessanti novità del nuovo Finale 25:

• In primo luogo, è stata finalmente realizzata la tanto attesa conversione a 64 bit dell'applicazione; questo
comporta un notevole aumento della velocità nell'effettuare determinate operazioni, nonché un genera-
le miglioramento delle prestazioni del software, ma soprattutto rende finalmente compatibili numerosi
plug-ins e strumenti virtuali che non potevano essere caricati dalle versioni precedenti.

• I requisiti di sistema per il Mac sono OSX 10.10 o successivo, un processore Intel Core 2 Duo o superiore,
almeno 700 MB di spazio libero su disco e almeno 2 GB di RAM.

• Su PC, invece, i requisiti di sistema sono Windows 7, 8 oppure 10 (tutti sistemi compatibili con l'architettu-
ra a 64 bit), almeno 600 MB di spazio libero su disco e almeno 2 GB di RAM. Nota tecnica - Quasi tutte le lezioni del corso prevedono l'utilizzo di uno o più documenti di Finale (e altre
­risorse) come base per eseguire gli esercizi e le dimostrazioni. È possibile scaricare tutti i materiali collegan-
• Tornando agli strumenti virtuali, il nuovo Finale dispone di un aggiornamento delle Librerie ­Garritan, che
dosi al seguente indirizzo: www.giorgiobussolin.com/fss18/esercitazioni.zip
include molti nuovi e suggestivi campioni tratti dai Garritan World Instruments e dalle Instant Orchestra

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2 | Conoscere Finale. Le fasi iniziali di creazione di un documento

Parte prima
Conoscere Finale. Le fasi iniziali
di creazione di un documento

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4 | Conoscere Finale. Le fasi iniziali di creazione di un documento

• Infine, in basso a destra trova posto il cosiddetto Suggerimento del giorno, un consiglio sempre diverso
(o una piccola strategia per migliorare la produttività) che cambia ogni qualvolta si acceda alla Finestra
di avvio.

Lezione 1 In questa prima lezione utilizzeremo l'Impostazione guidata, ossia un sistema che con assoluta semplicità ci con-
sentirà di creare un layout anche piuttosto complesso in pochi passaggi.
Fate dunque clic sul relativo pulsante: apparirà una finestra piuttosto articolata (fig. 1.2), la prima di una serie
Creare un nuovo documento di quattro schermate collegate fra loro, ciascuna delle quali vi permetterà di definire le caratteristiche di base
della vostra partitura.
con l'impostazione guidata

Alla prima apertura del programma compare la cosiddetta Finestra di avvio (fig. 1.1); grazie ad essa, è possibile
determinare il tipo di operazione da compiere all'inizio della corrente sessione di lavoro.

Fig. 1.2 - La schermata iniziale dell'Impostazione guidata

Questo primo step, come suggerisce la barra del titolo, consente di impostare un ensemble predefinito, sce-
gliendo fra un elenco di organici di vario tipo. Come si vede esaminando la lista sulla sinistra A, vi sono diverse
soluzioni interessanti: si va dal quartetto vocale con pianoforte, al quintetto di ottoni, alla jazz band e così via
fino all'orchestra d'archi e alla grande orchestra sinfonica.
Tuttavia, per imparare a usare bene questo strumento, rinunceremo a tutte le proposte "preconfezionate" e
Fig. 1.1 - La Finestra di avvio di Finale andremo a ­creare un ensemble un po' meno convenzionale, per cui scegliete la prima voce in alto: Crea nuovo
insieme (­ Create New Ensemble).
La finestra, come si nota, è divisa in alcuni settori specifici.
L'area centrale della finestra B, invece, permette di assegnare al documento uno stile predefinito. Per ogni stile
• I primi quattro pulsanti a sinistra serviranno a creare un nuovo documento nei vari modi possibili: vi saranno alcuni aspetti già configurati da Finale, come la quantità e la tipologia degli inserti testuali, il formato
delle pagine della partitura e delle eventuali parti staccate, i font musicali da utilizzare.
oo Impostazione guidata; In questo riquadro potrete quindi scegliere fra uno stile generale, adatto alla maggior parte delle necessità e
oo Documento predefinito; denominato Editoria a stampa, e altre 5 famiglie di stili: manoscritto, banda, coro, generici e orchestra.
oo Modelli;
Per le ultime 4 famiglie si può espandere la voce cliccando sui pulsantini a forma di "+", dando così adito alla
oo Impostazione esercizio.
scelta di varie sottocategorie.
• A destra vi sono invece tre comandi per l'apertura (o l'importazione) di un documento preesistente: Ogni qualvolta farete clic su uno stile, nella parte destra saranno visualizzate in tempo reale le caratteristiche
che verranno applicate alla vostra partitura. In questo caso, naturalmente, dovendo creare un documento ge-
oo Apri; nerico di apprendistato, potete servirvi della proposta più semplice, perciò cliccate in alto su Editoria a stampa.
oo Apri un file recente (un menu a tendina che visualizza gli ultimi 4 documenti aperti);
oo Importa MusicXML.
Andate ora ad impostare la dimensione e l'orientamento della partitura e delle eventuali parti staccate.
Con i due menu a tendina in basso C, scegliete in prima istanza il formato di pagina: noterete che è già prede-
• In basso a sinistra si trova una sezione con alcuni pulsanti per l'accesso ai video tutorial (solo in lingua finito il formato A4, cioè quello più diffuso in Italia. Nel caso stiate usando una versione in inglese, il formato
inglese), al manuale utente, e ad altri utili sussidi per l'apprendimento. predefinito sarà invece Letter, e ciò è perfettamente comprensibile, poiché Makemusic è un'azienda americana

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Lezione 1. Creare un nuovo documento con l'impostazione guidata | 5 6 | Conoscere Finale. Le fasi iniziali di creazione di un documento

e nei paesi di lingua anglosassone il Letter è il formato più diffuso. Abbiate cura, in questo caso, di selezionare Notate come gli strumenti vengano disposti, nella parte destra C, secondo un ordine ben preciso, ossia quello
dal menu a tendina il formato A4, poiché mantenendo il Letter potreste avere dei problemi con alcune stam- tradizionale previsto per l'orchestra sinfonica; la conferma viene dal menu a tendina sottostante D, che appun-
panti, considerato inoltre che nei negozi italiani non si trova facilmente una risma di carta di quelle dimensioni. to segnala Ordine in Partitura: Orchestra. Il suddetto menu contiene molti altri tipi di disposizione, che potete
Per quanto riguarda l'orientamento, sia per la partitura sia per le parti staccate potete impostare da qui - grazie scegliere a piacimento in base al tipo di partitura che state preparando.
agli appositi pulsanti di opzione D - il verticale e l'orizzontale.
Nel caso desideriate creare un ordine personalizzato, farete semplicemente clic volta per volta sullo strumento
Mantenete pure l'impostazione predefinita per il verticale e passate alla seconda schermata, cliccando sul pul-
da spostare e quindi agirete sulle due freccette sul lato destro (osservate come lo strumento selezionato si spo-
sante Avanti.
sta lungo l'elenco): notate che in questo caso il menu D si modifica automaticamente e indica una disposizione
In questa seconda fase della procedura di impostazione guidata, la finestra di dialogo si presenta suddivisa in Personalizzata.
tre aree principali (fig. 1.3). In qualsiasi momento, naturalmente, potrete ripristinare l'ordine predefinito riaprendo il menu a tendina D e
selezionando la voce che vi interessa: ristabilite quindi un ordine orchestrale tradizionale.

Un'ultima osservazione: se in futuro prevedete di utilizzare ancora l'organico che state creando, può essere
utile memorizzarlo onde evitare di dover ogni volta ripetere tutta la procedura di preparazione sopra descritta.
Risulta quindi utilissimo il pulsante E Salva come nuovo ensemble: date un nome al vostro organico, per­esem-
pio Ensemble di prova, cliccate su OK e - tornando alla schermata precedente - vedrete che il vostro ensemble è
stato aggiunto all'elenco e pertanto sarà disponibile per tutte le occasioni future.

Avendo completato la seconda parte della procedura, potete passare alla terza fase.
Cliccate ancora sul pulsante Avanti e vi apparirà la schermata in cui potrete inserire tutti i principali blocchi di
testo relativi alle informazioni del vostro brano musicale (fig. 1.4).

Fig. 1.3 - La seconda schermata dell'Impostazione guidata

La prima area a sinistra A, oltre a una generica voce Rigo vuoto, contiene le principali famiglie vocali e strumen-
tali: vi sono quindi gli strumenti a tastiera, le voci, i legni, gli ottoni, ecc.

Facendo clic su ciascuna famiglia, nella zona centrale B verranno mostrati tutti gli strumenti appartenenti a
quella famiglia; a questo punto è sufficiente selezionare lo strumento che vi interessa e cliccare sul pulsante
Aggiungi per trasferirlo nella parte destra C, che rappresenta ufficialmente l'organico della vostra partitura.

Nel caso abbiate impostato lo strumento sbagliato, è molto semplice rimuoverlo: dovete selezionarlo (notate
che in questo caso si attiva il pulsante Rimuovi), cliccare su questo stesso pulsante e lo strumento scomparirà
dalla lista a destra. Fig. 1.4 - La terza schermata dell'Impostazione guidata

Una volta appresa questa procedura, potete ora creare l'organico definitivo del vostro ensemble, pensato per In questo terzo step la funzione dei vari campi è molto intuitiva: ricordate comunque che nulla di ciò che farete
questa lezione. Utilizzerete i seguenti strumenti: sarà definitivo e irrevocabile, pertanto potrete sempre modificare successivamente il contenuto dei blocchi
di testo. Questo aspetto è molto importante, poiché Finale utilizza per questi inserimenti un carattere e una
• Flauto (dalla famiglia dei Legni)
dimensione predefiniti, di norma Times New Roman a 24 punti per il titolo, a 12 punti per l'autore, ecc.: non è
• Oboe (dalla famiglia dei Legni)
detto che vi siano congeniali tali impostazioni, anzi è molto probabile che vogliate sostituirle con caratteri e
• Clarinetto basso (dalla famiglia dei Legni)
dimensioni differenti.
• Tromba in Si bem. (dalla famiglia degli Ottoni)
Per ora, comunque, tralasciate questo aspetto e inserite alcune informazioni nelle apposite aree di testo; a ti-
• Basso tuba (dalla famiglia degli Ottoni)
tolo di esempio potete scrivere:
• Arpa (dalla famiglia delle Corde pizzicate)
• Timpani (dalla famiglia delle Percussioni a suono determinato) • il titolo del brano (Documento di prova)
• Quartetto d'archi (due Violini, Viola e Violoncello, dalla famiglia degli Archi) • il sottotitolo (Lezione 1)

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Lezione 1. Creare un nuovo documento con l'impostazione guidata | 7 8 | Conoscere Finale. Le fasi iniziali di creazione di un documento

• il compositore (scrivete il vostro nome) Giunti a questa fase della procedura, è possibile inserire un'indicazione di andamento (area C). Affinché essa
• l'arrangiatore (Urtext) compaia in partitura, dovrete cliccare sulla casella "Specifica un'indicazione di tempo iniziale", quindi potrete
• una breve indicazione per il copyright (© 2018) scrivere nel campo bianco il testo desiderato, per es. "Andante con moto".
Più in basso, potete anche impostare un'indicazione di metronomo, scegliendo l'unità di misura dal menu a ten-
A questo punto potete cliccare ancora una volta su Avanti e passare alla quarta ed ultima schermata della pro- dina "Tempo" (che contiene tutte i valori principali) e scrivendo successivamente il valore di battiti al minuto
cedura (fig. 1.5), che vi consentirà di inserire alcuni importantissimi elementi: l'indicazione di tempo, la tonalità (bpm) nella casella di testo a fianco, per es. "84".
d'impianto, l'indicazione di andamento con il tempo metronomico, l'eventuale battuta iniziale in levare e il nume-
Proseguite inserendo - se ne avete bisogno - un'eventuale misura iniziale in levare (area D), attivandola an-
ro complessivo di battute del brano.
che in questo caso per mezzo della relativa casella. Scegliete un valore fra quelli disponibili, per esempio la
­semiminima. Ricordate che il valore da voi prescelto rappresenta la durata complessiva dell'anacrusi, perciò se
quest'ultima è composta da due o più note dovrete scegliere un valore pari alla somma delle note stesse: ad
esempio, se il brano inizia con 3 crome in levare, cliccherete sul simbolo della semiminima con il punto.
Notate che alcuni valori appaiono in grigio e non sono selezionabili: ciò è ovvio, in quanto essi sono pari o supe-
riori al tempo impostato per il brano, perciò non sono applicabili come battuta in levare. Questo è solo un primo
esempio, e ne vedremo molti altri, di come Finale non si limiti a eseguire le operazioni richieste, ma compia
anche costantemente un controllo sulla legittimità delle scelte effettuate dall'utente, tenendo sempre come
riferimento la teoria musicale tradizionale. Al tempo stesso, tuttavia, esso è un programma estremamente ela-
stico e - una volta entrati in possesso delle sue piene funzionalità - sarete in grado di bypassare qualsiasi limite
teorico, così da poter realizzare anche partiture non convenzionali di grande complessità, come ad esempio
quelle di musica colta contemporanea.
La casella che segue (E) permette di definire il numero complessivo di battute del brano. A meno che non si
conosca già con esattezza tale numero (come quando ad esempio si copia un brano preesistente), si tratta di
un dato abbastanza irrilevante, poiché come negli altri casi potrete in qualsiasi momento ridurre o incrementa-
re la quantità di battute della partitura. Finale, per impostazione predefinita, imposta a 31 il numero di battute
di ogni nuovo brano, ma tale cifra potrebbe essere diversa a seconda della versione del programma che state
utilizzando. Lasciate perciò al momento tutto invariato.
Infine, nella parte bassa della finestra, un'ultima casella di controllo (F) consente di salvare - se lo si deside-
ra - il file corrente come foglio di lavoro di Finale; quest'ultimo è uno speciale documento di natura didattica,
Fig. 1.5 - La schermata conclusiva dell'Impostazione guidata contenente in genere uno o più esercizi di teoria, armonia, contrappunto ecc., che il programma archivia in
un'apposita cartella ed è destinato agli insegnanti e a tutti coloro che desiderano mettere alla prova le proprie
conoscenze musicali.
Iniziate impostando l'indicazione di tempo (area A della schermata); notate che Finale propone le indicazioni
I fogli di lavoro sono dei normali documenti di Finale, e in quanto tali possono essere modificati e stampati a
più comuni, dal 2/2 fino al 12/8: sarà dunque sufficiente fare clic sul tempo desiderato per inserirlo all'inizio della piacimento.
partitura. Il percorso da seguire per localizzare la posizione in cui Finale archivia i fogli di lavoro è il seguente:
Nel caso vogliate utilizzare un'indicazione diversa (per esempio 5/4 o altro tempo meno comune), dovrete fare
clic sull'ultimo pulsante - contenente due punti interrogativi - e avrete così accesso allo strumento Indicazione di • in Windows: C > Programmi > Finale > Music Files > Fogli di lavoro e Repertorio;
Tempo, con il quale potrete ottenere qualunque combinazione, anche la più complessa. Poiché il suddetto stru- • in MacOS: HD > Libreria > Applicazioni > Makemusic > Finale > Music Files > Fogli di lavoro e Repertorio.
mento sarà descritto dettagliatamente nella lezione n. 10, selezionate per ora un tempo più "classico", come ad
esempio il 3/4. Giunti a questo punto, avete completato tutte le fasi di preparazione del vostro primo documento; potete per-
ciò cliccare sul pulsante "Fine", e dopo qualche istante di elaborazione la vostra partitura sarà pronta. Osservate
Vediamo ora come si imposta la tonalità d'impianto del brano (area B). Il riquadro grafico riproduce un fram- come essa contenga tutte le impostazioni assegnate tramite le 4 schermate della procedura, tenendo conto che
mento di pentagramma e mostra un'anteprima del risultato; per variare la tonalità si dovrà utilizzare la barra di qualsiasi elemento potrà essere - se necessario - modificato o eliminato successivamente in piena libertà.
scorrimento, partendo dal presupposto che agendo sulla freccia superiore si aggiungono diesis, mentre agendo
Per prendere più confidenza con l'impostazione guidata, vi consiglio di esercitarvi realizzando la base di alcune
sulla freccia inferiore si aggiungono bemolli. partiture, eventualmente prendendo spunto da qualche pubblicazione in vostro possesso: iniziate con esempi
Naturalmente l'ordine di comparsa delle alterazioni in chiave rispetterà la sequenza prevista dal circolo delle molto semplici e giungete gradualmente fino a quelli più complessi e vasti.
quinte: di conseguenza, cliccando verso l'alto compariranno - nell'ordine - il Fa S, poi il Do S, il Sol S e così via.
Cliccando verso il basso, verranno dapprima eliminati gli eventuali diesis - uno alla volta - e poi inizierà la serie dei
bemolli, anche qui nel consueto ordine: Si F, Mi F, La F ecc.
Il piccolo menu a tendina a destra consente inoltre di impostare il modo della tonalità: maggiore, minore o "sen-
za tonalità", da usare in caso di musica modale o atonale; questo controllo, come si vedrà, potrà essere utile
soprattutto quando si utilizza lo strumento Accordi e si effettua l'analisi armonica degli elementi inseriti (cfr.
lezione n. 20).
Per la presente lezione impostate una tonalità piuttosto comune, come ad esempio Re maggiore.

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10 | Conoscere Finale. Le fasi iniziali di creazione di un documento

Questa procedura apre una pagina di musica vuota, senza titolo, che dovrete salvare alla prima occasione nella
posizione desiderata. Tenete conto che Finale, per aprire questa pagina, attinge sempre a un file di riferimento
denominato Maestro Font Default.ftmx, il quale - dopo la procedura di installazione del software - viene colloca-

Lezione 2 to nella seguente posizione:


• nei sistemi Windows in:
C: \ Utenti \ nome utente \ AppData1 \ Roaming \ MakeMusic \ Finale \ Music Files \ Default Files \
Il documento predefinito • nei sistemi Macintosh in:
Home \ Libreria2 \ Application Support \ Makemusic \ Finale \ Music Files \ Default Files \
Come si vede, in entrambi i casi il file è decisamente "insabbiato" all'interno di un gran numero di sottocartelle;
se necessario, questo percorso può essere modificato intervenendo nella finestra delle Preferenze del ­software.
Inoltre, è possibile utilizzare un qualsiasi altro documento di Finale come nuova pagina di default al posto di
Finale 25, come abbiamo visto nella prima lezione, dà all'utente la possibilità di creare un nuovo documento in quella predefinita. Ponete, per esempio, di voler usare una pagina in formato A4 che abbia dei blocchi di testo
quattro modi differenti; dopo aver analizzato, nella lezione precedente, l'impostazione guidata, vediamo ora preformattati e utilizzi il font Jazz al posto del font Maestro; vediamo come funziona la procedura:
come si procede per l'avvio di un nuovo documento predefinito. 1. accedete alla cartella "Documenti di esempio ed esercitazioni" allegata al manuale e aprite il file de-
Quest'ultimo si può creare sostanzialmente in due modi: nominato "Documento di esempio 01.musx"; se state utilizzando una versione di Finale preceden-
te alla 2014, importerete il file "Documento di esempio 01.xml" seguendo le istruzioni riportate nel-
1. richiamando la Finestra di avvio (per farla comparire selezionate la prima voce del menu File oppure l'Appendice 1.
utilizzate la scorciatoia SHIFT+CTRL+N in Windows o SHIFT+CMD+N in MacOS) e cliccando sull'appo-
2. Ora aprite il menu File, scegliete Salva con nome e navigate fino alla cartella "Default Files" sopra de-
sito pulsante (fig. 2.1);
scritta (seguite ovviamente il percorso relativo al sistema operativo utilizzato);
3. salvate il file con il nome "default_nuovo.ftmx";
4. aprite ora le Opzioni del programma (Preferenze), tramite il seguente percorso:
oo in Windows: Modifica > Preferenze;
oo in MacOS: Menu dell'applicazione (Finale) > Opzioni del Programma.

5. Comparirà un'ampia finestra di dialogo (fig. 2.3). L'elenco sulla sinistra A contiene i principali ambiti su
cui si può intervenire con le regolazioni: a voi in questo caso interessa proprio la prima voce della lista,
quindi fate clic su Nuovo;

Fig. 2.1 - Il pulsante della Finestra di avvio per aprire un nuovo documento predefinito

2. aprendo il menu File e selezionando dapprima la voce Nuovo, poi - nel sottomenu che si apre - la voce
Documento predefinito. Questo percorso è valido sia in Windows sia in MacOS (fig. 2.2).

Fig. 2.3 - La finestra delle Preferenze di Finale

1. La cartella AppData nei sistemi Windows è di norma occultata per ragioni di sicurezza; per visualizzarla è necessario aprire una qualsiasi
finestra di Windows, accedere al menu Visualizza e - nella sezione "Mostra/Nascondi" - mettere la spunta alla casella "Elementi nascosti".
2. Analogamente, anche la cartella Libreria nei sistemi MacOS più recenti è occultata affinché gli utenti più inesperti non cancellino o dan-
neggino inavvertitamente alcuni elementi importanti del sistema. Per vederla, dovete aprire una qualunque finestra del Finder, quindi
accedere al menu Vai e infine premere il tasto ALT sulla tastiera: la voce Libreria verrà aggiunta al menu e potrà essere selezionata per
Fig. 2.2 - Il percorso da menu per aprire un nuovo documento predefinito aprire l'omonima cartella.

Copia personalizzata per Stefano Cipriani (cip91sk@gmail.com) Copia personalizzata per Stefano Cipriani (cip91sk@gmail.com)
Lezione 2. Il documento predefinito | 11 12 | Conoscere Finale. Le fasi iniziali di creazione di un documento

6. spostate ora la vostra attenzione al centro della schermata, e nel campo Nome del file di default (pre- utilizzate una versione in inglese, prestate attenzione perché il formato sarà Letter. Potete effettuare
definito) B sostituite la dicitura esistente con il nome del vostro documento personalizzato, ossia la verifica selezionando dapprima lo strumento Configura Pagina dal menu Strumenti, quindi richiaman-
­default_nuovo.ftmx; do dal menu Configura Pagina la voce Dimensione di pagina (fig. 2.5).
7. infine cliccate sul pulsante OK. D'ora in poi, richiamando un nuovo documento predefinito avrete ogni
volta la vostra pagina personalizzata.
Potete creare un numero illimitato di documenti predefiniti, personalizzandoli nei modi più diversi e applicando
la procedura sopra descritta per renderli attivi a seconda delle necessità.
In qualsiasi momento, naturalmente, sarà possibile ripristinare il documento predefinito originale, semplice-
mente riscrivendo nel campo bianco la dicitura Maestro Font Default.ftmx.
Vediamo ora, per concludere questa lezione, come è strutturato il file proposto da Finale come documento di
base (fig. 2.4). Vi troviamo le seguenti caratteristiche:

Fig. 2.5 - Il percorso per modificare la dimensione della pagina

• Il formato Letter, come detto in precedenza, è molto diffuso negli Stati Uniti, il paese di origine del
software, ma in Europa si prediligono decisamente gli standard A4 e A3 per le stampe testuali e mu-
sicali, quindi se necessario dovrete modificare questa indicazione in base alla dimensione supportata
dalla vostra stampante.

• Qualora abbiate bisogno di impostare un formato diverso (anche non convenzionale), la finestra
­Dimensione della pagina (fig. 2.6) vi permetterà di ottenere qualsiasi risultato:

Fig. 2.6 - La finestra Dimensione della pagina

oo il primo menu a tendina A presenta tutti i formati più diffusi: qui troverete naturalmente i classici
A4, A3, Letter, ecc. oltre ad alcuni formati speciali come Tabloid, Quarto, Folio, ecc.
Notate che accanto al nome del formato sono visualizzate le sue esatte dimensioni: l'unità di mi-
Fig. 2.4 - Il Documento predefinito come appare dopo l'installazione di Finale sura utilizzata per tale indicazione corrisponderà a quella da voi prescelta nel relativo menu (cfr.
Lezione n. 3). Nel caso qui illustrato stiamo utilizzando la speciale unità EVPUs;
• un'indicazione "Partitura" in alto a sinistra A per indicare che si tratta di una partitura e non di una
oo con i pulsanti di opzione B potete definire l'orientamento della pagina (verticale od orizzontale);
parte d'orchestra separata;
• un'indicazioni generica per il titolo B; oo le due caselle dell'area C consentono invece di impostare una dimensione personalizzata, sempre
• un'indicazione generica per il compositore C; in base all'unità di misura prescelta. Notate che - cambiando tali parametri - il menu a tendina A
esprimerà ora la dicitura *Personalizzato*;
• l'indicazione di copyright D;
• se state usando la versione italiana del programma, Il formato di pagina sarà il consueto A4; se invece oo nella parte destra della finestra, dovete indicare a Finale l'ambito dell'intervento che state effet-

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Lezione 2. Il documento predefinito | 13 14 | Conoscere Finale. Le fasi iniziali di creazione di un documento

tuando: in primo luogo va specificato con il menu a tendina D se la modifica dovrà coinvolgere solo
la parte o partitura correntemente visualizzata, oppure le parti staccate, o soltanto alcune parti
opportunamente selezionate tramite il pulsante a fianco (che in tal caso diverrà attivo);
oo infine, nell'area E potete individuare lo specifico numero di pagine su cui il programma andrà a
intervenire: sarà possibile scegliere una sola pagina specifica, o tutte le pagine del documento,
oppure le pagine destre / sinistre, o ancora un preciso range di pagine.
• Tornando all'analisi del documento predefinito, un ruolo molto importante è rivestito dai margini di
pagina: essi corrispondono a 1,6 cm circa per il bordo superiore e inferiore del foglio, e 1,3 cm circa per
il bordo sinistro e destro;
• la numerazione delle battute si trova in alto a sinistra sulla prima misura di ogni nuova accollatura.
• Infine, il font musicale di default è Maestro normale a 24 punti: questo dato si può verificare aprendo il
menu Documento e selezionando la voce Impostazione del font musicale predefinito.
Tenete presente che tutti i suddetti elementi potrebbero leggermente variare a seconda della versione di Finale
che state utilizzando, ma l'impianto generale rimane comunque molto simile in tutte le versioni.

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16 | Conoscere Finale. Le fasi iniziali di creazione di un documento

600 EVPUs: se doveste ricordare tale cifra espressa in centimetri, vi trovereste di fronte a un diffici-
lissimo 5,29167!). Il vantaggio, dal punto di vista mnemonico, è quindi evidente.

2. I Pollici, come noto, sono una misura tipica del mondo anglosassone e vengono usati principalmente
Lezione 3 nel Regno Unito e negli USA.
Gli utenti italiani, a meno che non sussistano specifiche ragioni personali o professionali, conoscono i
pollici quasi esclusivamente perché con essi si misura la grandezza di un display, sia esso quello della
La scelta dell'unità di misura TV, del monitor di un personal computer, di un telefono cellulare, etc.
È piuttosto improbabile, perciò, che un utente italiano scelga i pollici come unità di misura per lavorare
con Finale; in ogni caso, 1 pollice corrisponde a 2,54 cm e a 288 EVPUs (cfr. alla fine della lezione la ta-
bella con le corrispondenze fra tutte le unità di misura).

Dopo aver creato un nuovo documento su cui lavorare, indipendentemente dalla modalità scelta per la creazio- 3. I Centimetri, ovviamente, non hanno bisogno di presentazioni. Ogni italiano li conosce e li utilizza quasi
ne, vi è un'operazione molto importante da compiere per ben gestire la redazione della partitura: l'impostazio- quotidianamente, insieme ai relativi multipli e sottomultipli, per misurare qualsiasi oggetto (reale o
ne dell'unità di misura. virtuale che sia).
La scelta dell'unità di misura, in Finale, è un parametro che di per sé non ha alcun effetto sull'aspetto del docu- Lavorando con Finale, l'utilizzo dei centimetri è ovviamente il più consigliato nel caso non si voglia av-
mento e sull'eventuale stampa dello stesso; essa però influenza in modo decisivo la connotazione di moltissime valersi degli EVPUs, che rimangono comunque la scelta migliore per i motivi sopra elencati.
finestre di dialogo, in particolare quelle che contengono dati numerici riferiti alla misurazione dei principali ele-
menti grafici della partitura (lunghezza, larghezza, altezza, distanza, etc.). 4. I Punti sono unità di misura piuttosto piccole, nate in ambito tipografico e corrispondenti esattamente
Per questo motivo, è veramente importante scegliere con cura l'unità di misura con cui si intende lavorare. Fina- al quadruplo degli EVPUs. Di conseguenza, 1 punto corrisponderà a 4 EVPUs e quindi a 0,035 cm.
le, a questo proposito, ci offre ben sei possibilità: In genere gli utenti informatici si servono di questa unità di misura piuttosto spesso, anche se inconsa-
pevolmente, per misurare le dimensioni dei caratteri (ad esempio, si dice comunemente: Times New
1. EVPUs Roman, dimensione 16 punti) o la risoluzione di un'immagine (per esempio, nel web si parla di immagi-
2. Pollici ni JPG a 72 dpi, dove "dpi" significa "dots per inch" (ovvero punti per pollice).
In pratica, come si deduce dagli esempi appena citati, i punti sono unità di misura piuttosto importanti
3. Centimetri nel mondo dell'informatica; tuttavia, se restringiamo il campo a Finale, non vi sono particolari ragioni
che ne incoraggino l'uso: si suggerisce perciò di utilizzare preferibilmente EVPUs o centimetri.
4. Punti
5. I Pica, come i punti, nascono in ambito tipografico (furono definiti e introdotti alla fine del XVIII sec.)
5. Pica
e sono detti anche ciceri o righe tipografiche. Un pica corrisponde esattamente a 12 punti, quindi a 48
6. Spazi EVPUs e a 0,42 cm (a questo proposito si rinvia ancora alla tabella presentata a fine lezione).
In ambito informatico, il pica viene utilizzato soprattutto dai programmi di produzione editoriale pro-
Vedremo ora come accedere a queste opzioni e quali sono le caratteristiche di ciascuna di esse. In primo luogo,
fessionale; da questo punto di vista, Finale - essendo una sorta di "parente" di questi software - è stato
per la scelta dell'unità di misura desiderata, la procedura è differente a seconda della piattaforma utilizzata:
giustamente dotato di questa unità di misurazione, anche se nella pratica comune essa non viene par-
• in Windows si seguirà il percorso: Modifica > Unità di Misura; ticolarmente utilizzata.

• in MacOS, invece, si seguirà il percorso: Menu dell'applicazione (Finale) > Unità di Misura. 6. Gli Spazi, infine, sono delle vere e proprie unità musicali (non tipografiche come le precedenti), e si ri-
feriscono alla distanza fra due linee di un pentagramma. Convenzionalmente, Finale fissa tale distanza
A questo punto, si potrà selezionare l'unità di misura desiderata. Vediamo quindi in cosa consistono le scelte
a 24 EVPUs, per cui l'altezza di default di un pentagramma sarà ovviamente di 96 EVPUs, ossia 0,85 cm.
disponibili:
Può essere utile impostare l'unità di misura in spazi per visualizzare, anche solo temporaneamente, i
1. gli EVPUs costituiscono l'unità di misura predefinita di Finale; questo strano nome è in realtà l'acroni- rapporti fra il materiale musicale presente in una pagina: sapendo, ad esempio, che un pentagramma
mo di ­ENIGMA Virtual Page Unit1, e un EVPU è un piccolissimo spazio corrispondente per l'esattezza a misura 4 spazi, si potrebbe impostare la distanza fra i righi a 16 spazi così da creare un effetto, visiva-
0,00882 cm, quindi rappresenta un valore davvero molto esiguo. mente gradevole e coerente, di rapporto 1:4 fra i suddetti elementi.
I vantaggi nell'utilizzo di queste unità sono principalmente due:
Abbiamo dunque esaminato tutte le unità di misura previste da Finale. Come detto, dopo aver selezionato l'u-
oo in primo luogo, trattandosi di un valore estremamente ridotto, sono possibili misurazioni e sposta- nità di nostro gradimento, tutte le finestre di dialogo interessate riporteranno i propri valori numerici nell'unità
menti di assoluta precisione; prescelta.
oo in secondo luogo, la maggior parte delle dimensioni degli oggetti grafici in Finale sono state pensa- Tuttavia, in caso di necessità, Finale consente di effettuare una sorta di "bypass" momentaneo a tale imposta-
te dagli sviluppatori proprio in EVPUs: di conseguenza, utilizzando tale unità avrete sempre numeri zione: sarà sufficiente aggiungere nella casella prescelta, dopo il valore numerico, il nome dell'unità di misura
interi e facilmente memorizzabili (per esempio, la larghezza standard di una battuta è impostata a stessa (o la sua abbreviazione) e premere OK. Il software effettuerà una conversione istantanea del valore inse-
rito nell'unità impostata di default.
1. Anche la parola ENIGMA è un acronimo, e sta nientemeno che per... Environment for the Notation of Intelligent Graphical Musical
Per concludere, presentiamo la tabella di conversione fra le unità stesse (fig. 3.1), ricordando che in questo vo-
­ lgorithms! Esso designava in origine il nome in codice del software; in seguito i suoi creatori decisero di assegnare al programma un
A
nome più vicino al mondo della musica, che suggerisse al tempo stesso l'idea di un prodotto definitivo, quasi lo stato dell'arte della no- lume - salvo casi particolari che motiveremo di volta in volta - utilizzeremo sempre l'unità di misura predefinita
tazione musicale informatizzata, e così lo chiamarono "Finale". di Finale, ovvero gli EVPUs.

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Lezione 3. La scelta dell'unità di misura | 17 18 | Conoscere Finale. Le fasi iniziali di creazione di un documento

Rapporto fra le unità di misura utilizzate da Finale 25


N.B. - I valori sono arrotondati, se necessario, al quarto decimale.

Fig. 3.1 - Tabella di conversione fra le unità di misura di Finale

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20 | Conoscere Finale. Le fasi iniziali di creazione di un documento

Lezione 4
L'ottimizzazione dello spazio di lavoro Fig. 4.2 - Il documento predefinito in modalità Visualizzazione Lineare

Per ottenere questa specifica vista potete utilizzare anche la scorciatoia CTRL-E su Windows oppure CMD-E su
MacOS. Notate che la suddetta scorciatoia si comporta come uno switch e consente di passare alternativamen-
te fra le modalità Visualizzazione Lineare e Visualizzazione Pagina. Per ottenere invece la terza modalità (Visualiz-
Nella presente lezione analizzeremo le modalità per l'ottimizzazione dell'area di lavoro; Finale, infatti, si avvici- zazione Studio), dovrete aggiungere alla combinazione il tasto SHIFT (maiuscole).
na molto - dal punto di vista dell'impostazione - ai principali programmi di grafica, e come essi dispone di nume-
rose tavolozze con gli strumenti, di varie tipologie di visualizzazione, di molti menu e sottomenu, ecc. Per spostarvi lungo il documento utilizzerete la barra di scorrimento orizzontale nella parte bassa della finestra,
Poiché negli ultimi anni si sono diffusi sempre più i computer portatili (vista anche la consistente discesa dei trascinandola avanti o indietro, oppure le frecce ai margini della barra stessa. Se desiderate portarvi con preci-
prezzi), potrà capitare spesso di avere a disposizione un monitor medio-piccolo, in cui tutti questi elementi sione ad una battuta specifica, potete scrivere il numero della misura desiderata nell'apposita casella in basso a
rischiano di sovrapporsi, creando seri problemi all'andamento e soprattutto ai tempi del flusso di lavoro; ecco sinistra (fig. 4.3) e premere INVIO (ENTER) sulla tastiera. La battuta prescelta verrà quindi visualizzata in prima
perché è indispensabile conoscere alcune strategie per ottimizzare la visualizzazione e sfruttare al meglio lo posizione nella vostra finestra.
spazio operativo.
Vedremo inoltre come utilizzare la griglia e le guide di Finale per collocare con estrema precisione gli oggetti
nelle pagine, così da ottenere documenti dall'aspetto equilibrato e professionale.
Fig. 4.3 - La casella per portarsi a una battuta specifica
Iniziate aprendo un documento di default con il consueto percorso File > Nuovo > Documento Predefinito e ag-
giungete un centinaio di battute, ai fini della dimostrazione, seguendo il percorso Modifica > Aggiungere Misure Nella seconda modalità, denominata Visualizzazione Pagina, le pagine vengono invece mostrate per intero, quin-
(fig. 4.1). di potrete avere un'idea già abbastanza precisa del risultato finale in fase di stampa. Se osservate meglio il menu
Visualizzazione, noterete che la modalità Visualizzazione Pagina dispone anche di un sottomenu per richiamare
varie possibilità di presentazione del documento in questo formato (fig. 4.4). Essenzialmente vi sono due stili
di base:

1. Stile Libro

2. Foglio Singolo
Fig. 4.1 - La finestra per l'aggiunta di nuove misure alla fine del documento

In prima istanza, va precisato che Finale, quando mostra una pagina di musica, dispone di tre diverse modalità
di visualizzazione:

1. Visualizzazione Lineare

2. Visualizzazione Pagina

3. Visualizzazione Studio

La prima modalità, Visualizzazione Lineare, simula la disposizione delle pagine lungo un nastro orizzontale.
Se vogliamo, questa è la modalità più vicina all'esecuzione musicale stessa, che avviene senza soluzione di conti-
nuità; il fatto di "andare a capo", in musica come in qualsiasi testo letterario, è dovuto in effetti esclusivamente
a ragioni tipografiche. Evidentemente, quindi, questa modalità è molto comoda in fase di scrittura o playback Fig. 4.4 - Il sottomenu per la scelta della specifica Visualizzazione Pagina
di un documento, ma poiché la stampa corrisponderà sempre a quanto si vede nella modalità Visualizzazione
Pagina, ne deriva che la modalità Visualizzazione Lineare è assolutamente sconsigliabile per il controllo a video di Nello Stile libro, diviso in quattro sotto-categorie, le pagine vengono accoppiate a due a due proprio come in un
una partitura che debba poi essere stampata. libro cartaceo, disponendo sempre le pagine dispari sulla destra e le pari sulla sinistra.

Accedendo al menu Visualizzazione, quindi, la prima voce in alto richiama questa vista "lineare" o "a nastro", se Nello stile ­Foglio Singolo, invece, le pagine vengono mostrate una alla volta, senza simulare un'eventuale rilega-
preferite (fig. 4.2). tura centrale; anche in questo caso sono disponibili quattro sotto-categorie.

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Lezione 4. L'ottimizzazione dello spazio di lavoro | 21 22 | Conoscere Finale. Le fasi iniziali di creazione di un documento

Ogni utente potrà sperimentare le piccole differenze che contraddistinguono i due stili, scegliendo quello che si È già notevole, quindi, il fatto che gli sviluppatori abbiano dedicato da qualche tempo una maggiore attenzione
avvicina maggiormente alle proprie esigenze. alla qualità e alla possibilità di intervento sulla riproduzione di ciò che viene scritto in partitura.
A titolo di esempio, scegliete la modalità Foglio singolo: in colonna e notate che in basso vi sono alcuni pulsanti
di navigazione per spostarsi lungo il documento (fig. 4.5). Notate infine che nella parte superiore della pagina c'è anche un rigo a linea singola denominato Tap del Tempo.
Esso mostra, per default, le unità di valore specificate per il metronomo, ossia in questo caso le semiminime
(fig. 4.8). Come in molti sequencer, la funzione Tap del Tempo può essere utilizzata per gestire manualmente la
velocità dell'esecuzione, tramite un controller MIDI esterno o anche la tastiera del computer.

Fig. 4.5 - I pulsanti di navigazione lungo il documento

Come avviene in molti altri programmi, cliccando sul primo pulsante a sinistra vi porterete alla pagina iniziale del
documento, cliccando invece su quello all'estrema destra andrete all'ultima pagina; i due pulsanti interni, poi,
consentono di muoversi indietro o avanti di una sola pagina alla volta. Fig. 4.8 - Il rigo per la gestione del Tap del Tempo

Per finire, passate alla modalità Visualizzazione Studio, il cui scopo è quello di simulare la schermata tipica dei Riassumendo, le tre modalità di visualizzazione offerte da Finale (Lineare, Pagina e Studio) possono essere uti-
software per la registrazione multitraccia, costituendo tuttavia una sorta di ibrido: mentre, infatti, nei suddetti lizzate alternativamente lungo le varie fasi della realizzazione di una partitura; sarà l'utente a stabilire - caso per
programmi vi sono di norma i controlli a sinistra (detti generalmente inspector delle tracce), e nella parte prin- caso - le priorità.
cipale della finestra la riproduzione visuale delle tracce MIDI o audio, in Finale - invece - accanto ai controlli si In linea di massima, comunque, l'utilizzo più tipico prevede la Visualizzazione Lineare per l'inserimento del-
trovano uno o più pentagrammi in modalità Visualizzazione Lineare (fig. 4.6). le note, delle pause, delle espressioni, delle articolazioni e di tutto il materiale "musicale" vero e proprio; la
­Visualizzazione Pagina è invece obbligatoria quando si definisce il layout di stampa (margini di pagina, distanze
fra i righi e le accollature, numerazione, ecc.); infine, la Visualizzazione Studio è molto comoda, benché non indi-
spensabile, per un proficuo e più realistico ascolto del materiale inserito.
Nel presente volume utilizzeremo come modalità preferenziale la Visualizzazione Pagina, salvo casi specifici,
poiché essa è l'unica che consente un comodo inserimento della musica assicurando nel contempo un controllo
costante del risultato finale in fase di stampa.



Elenchiamo ora alcune strategie per muoversi con agilità lungo la partitura, limitando al massimo l'utilizzo del
mouse che - costringendoci a staccare continuamente le mani dalla tastiera - rallenta notevolmente il flusso
produttivo.
Fig. 4.6 - Il documento predefinito in modalità Visualizzazione Studio
• Per trascinare manualmente il documento:
È evidente che questa modalità di presentazione risulta utile soprattutto durante il playback dei brani, in quanto
si possono visualizzare le note scritte e al tempo stesso gestire meglio l'ascolto tramite i tipici controlli di un oo nella versione per Windows, tenete premuto il pulsante destro del mouse: il cursore si trasformerà
sequencer (fig. 4.7). in una "manina" che vi consentirà di trascinare il documento nella posizione desiderata;
oo gli utenti Mac potranno ottenere il medesimo risultato tenendo contemporaneamente premuti
sulla tastiera i tasti CMD e ALT e trascinando.

• Per passare alla pagina precedente/successiva:


oo tenete premuto CTRL (in Windows) o CMD (in MacOS) e agite sui tasti Pagina Su (Page Up) o Pagina
Fig. 4.7 - L'inspector delle tracce nel dettaglio Giù (Page Down); vi sposterete indietro o avanti di una pagina alla volta, esattamente come quando
cliccate sui pulsanti di navigazione in basso.
Agendo sui suddetti comandi, sarà possibile in primo luogo - tramite un apposito menu a tendina - selezionare
il timbro (patch): in questo caso vi sarà presentato l'elenco di tutti i suoni previsti dalla specifica standard del • Per spostare leggermente la pagina verso l'alto o il basso:
General MIDI, oppure - abilitando gli strumenti virtuali - sarete reindirizzati allo strumento Gestione Partitura (cfr.
oo se tenete premuto ALT (sia in Windows che in MacOS) e utilizzate ancora i pulsanti Pagina Su o
Lezione n. 5), da cui potrete disporre di tutte le altre librerie di suoni eventualmente installati nel vostro sistema.
­Pagina Giù, vi muoverete di un piccolo scatto alla volta in su o in giù, proprio come quando cliccate
Accanto al menu per la scelta della patch si trovano i tre classici pulsanti per abilitare la registrazione della trac-
sui pulsanti a freccia della scrollbar verticale.
cia (pulsante "R"), oppure per metterla in Solo (pulsante "S") o ancora in Mute (pulsante "M"). Infine, più in bas-
so, avete a disposizione un controller a slitta (slider) per il volume e un cursore rotativo (knob) per la regolazione
• Per spostare leggermente la pagina verso sinistra o destra:
del panorama stereo della traccia.
Come si può notare, questi controlli sono davvero essenziali, e in numero molto inferiore rispetto a quelli di un oo tenendo premuto ALT (sia in Windows che in MacOS) e contemporaneamente agendo sui tasti
vero sequencer audio/MIDI; tuttavia va ricordato che Finale non nasce come workstation per la gestione totale ­Inizio (Home) o Fine (End), vi muoverete di un piccolo scatto alla volta a sinistra o a destra, esatta-
della produzione musicale, ma si pone essenzialmente come un riferimento di alto livello per la videoscrittura. mente come quando cliccate sui pulsanti a freccia della scrollbar orizzontale.

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Lezione 4. L'ottimizzazione dello spazio di lavoro | 23 24 | Conoscere Finale. Le fasi iniziali di creazione di un documento

• Per saltare all'inizio o alla fine del documento: di pagina ideale in tutte le situazioni. Aprite infatti nuovamente il menu Visualizzazione e il sottomenu Zoom, e
noterete molte altre voci (cfr. fig. 4.9):
oo Tenete premuto CTRL (in Windows) o CMD (in MacOS) e contemporaneamente premete il tasto
Inizio per saltare, da qualsiasi punto in cui vi troviate, all'inizio del documento; viceversa, combi-
• Larghezza massima. Questo comando adatta automaticamente la larghezza della pagina a quella della
nando i medesimi tasti-funzione con il tasto Fine, andrete subito all'ultima misura del documento
finestra, fissando dunque una percentuale di visualizzazione ideale a mostrare il documento in tutta la
stesso.
sua estensione orizzontale.

Tutti questi piccoli trucchi sono forse inizialmente un po' faticosi da memorizzare, tuttavia essi consentiranno • Fai stare nella finestra. Esso, invece, adatta l'altezza della pagina a quella della finestra stessa; si tratta
- con un po' di esercizio - di velocizzare qualsiasi lavoro molto più di quanto si creda, specialmente quando si di una funzione molto comoda per vedere il foglio in tutta la sua estensione verticale.
utilizza un computer portatile. È dunque opportuno imparare rapidamente a utilizzare queste scorciatoie, così
come tutte le altre che verranno descritte nel corso delle lezioni. • Zoom personalizzato (1, 2 e 3). Queste tre voci applicano una dimensione predefinita alla visualizzazione
di pagina. Dopo l'installazione del software, le tre dimensioni di default sono 100%, 200% e 75%, ma pos-
sono essere variate dall'utente cliccando sulla voce Definisci gli zoom personalizzati (l'ultima in basso).

Questa selezione apre la finestra delle Preferenze del programma; ricordate che, trattandosi delle op-
zioni generali del software e non di quelle legate esclusivamente al file attualmente aperto, ciò che qui
Vediamo ora come gestire lo zoom del documento, altra funzione molto importante soprattutto quando si di-
si modifica avrà effetto anche in tutti i successivi documenti che verranno creati.
spone di monitor piccoli.
Nelle tre opportune caselle (fig. 4.11) potrete quindi immettere i vostri valori preferiti. Per esempio,
Aprite il menu Visualizzazione e selezionate la voce Zoom: si aprirà un sottomenu con tutte le opzioni per variare
modificate l'ultimo valore scrivendo "170%", quindi premete OK e infine tornate a vedere il menu
la percentuale di visualizzazione della pagina (fig. 4.9).
­Visualizzazione > Zoom: noterete che ora lo zoom n. 3 è impostato al 170%.

Fig. 4.11 - L'area della finestra di Preferenze per l'impostazione degli zoom personalizzati

Tenete inoltre presente che le tre visualizzazioni personalizzate possono essere comodamente richia-
mate "al volo" con le scorciatoie CTRL+1, CTRL+2 e CTRL+3 (in Windows) oppure CMD+1, CMD+2 e
CMD+3 (in MacOS).

• Altro... Questo ulteriore comando del sottomenu - come si intuisce - consente di impostare una per-
centuale di visualizzazione assolutamente libera.
Fig. 4.9 - Il menu Zoom e tutte le sue opzioni
• Dimensione ultima, infine, richiama l'ultima percentuale impostata, qualunque sia la grandezza attuale.
Per aumentare le dimensioni, sceglierete ovviamente la prima voce (Ingrandisci): subito la pagina aumenterà del
È bene ribadire che tutti i suddetti ingrandimenti e riduzioni avvengono esclusivamente a livello video e non
25%; analogamente, scegliendo la seconda voce (Riduci) la pagina si rimpicciolirà del 25%.
influenzano assolutamente la dimensione della pagina a stampa. Per ingrandire o rimpicciolire realmente il do-
Potete ottenere lo stesso risultato selezionando lo strumento Zoom dalla tavolozza degli strumenti1 (fig. 4.10):
cumento anche ai fini della stampa esiste un apposito strumento nella tavolozza, denominato Ridimensiona, di
un semplice clic sulla partitura ingrandirà la pagina, mentre la combinazione del tasto CTRL (in Windows) o ALT
cui ci occuperemo nella lezione n. 6.
(in MacOS) con il clic del mouse rimpicciolirà la pagina stessa, sempre con incrementi o decrementi del 25%.
Per effettuare gli zoom sulla pagina, se non si desidera utilizzare il mouse, è opportuno memorizzare alcune
scorciatoie che conducono rapidamente al risultato desiderato. In particolare vanno ricordate le seguenti:

• CTRL+ + (il segno "più") oppure CTRL+ - (il segno "meno"), utilizzando - se disponibile - il tastierino
numerico, per ingrandire o rimpicciolire in Windows con incrementi e decrementi progressivi del 25%.
Fig. 4.10 - Lo strumento Zoom nella tavolozza In MacOS, la stessa operazione si ottiene con le scorciatoie CMD+ + oppure CMD+ - (sempre utilizzan-
do, se disponibile, il tastierino numerico).
Anche in uno strumento relativamente semplice come lo Zoom, Finale non si limita alle due funzioni primarie
di ingrandimento o riduzione, ma offre tutta una serie di opzioni mirate a ottenere velocemente la dimensione • CTRL+ ì ("i" accentata) per adattare in Windows la larghezza della pagina.
In MacOS, invece, la combinazione da utilizzare è ALT+CMD+ ] (parentesi quadra destra).
1. La modalità di visualizzazione delle tavolozze degli strumenti varia sensibilmente dalla versione di Finale per Windows a quella per Questa scorciatoia corrisponde ad uno dei comandi da menu sopra descritti, ossia Larghezza massima.
MacOS: in Windows vi sono tre diverse tavolozze, una per gli Strumenti principali, una per gli Strumenti di navigazione (in cui si trova lo
Zoom) e una per i cosiddetti Strumenti avanzati; viceversa, in MacOS esiste un'unica tavolozza che raccoglie tutti gli strumenti del pro- • CTRL+ ' (apostrofo), in Windows, corrisponde invece al comando Fai stare nella finestra.
gramma, soluzione decisamente più pratica e curiosamente non ancora adottata nell'analoga versione per Windows. In MacOS il medesimo risultato si ottiene con la combinazione ALT+CMD+ [ (parentesi quadra sinistra).

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Lezione 4. L'ottimizzazione dello spazio di lavoro | 25 26 | Conoscere Finale. Le fasi iniziali di creazione di un documento

• CTRL+ 0 (zero) in Windows oppure CMD+ 0 in MacOS consente di impostare la percentuale di visualiz- in modi molto diversi a seconda della piattaforma e della versione di sistema operativo da voi utilizzata
zazione su un qualsiasi valore a scelta, costituendo l'equivalente del comando Altro… (fig. 4.13). Per questa dimostrazione, scegliete un bel colore rosso vivo.

• CTRL+1, CTRL+2 e CTRL+3 (in Windows) oppure CMD+1, CMD+2 e CMD+3 (in MacOS) vi porteranno
infine - come detto in precedenza - a richiamare le tre rispettive percentuali personalizzate definite
nelle preferenze del programma.



Vediamo ora, per concludere, come si utilizzano la griglia e le guide di Finale. Coloro che utilizzano spesso pro-
grammi di grafica dovrebbero già essere abituati all'uso di questi strumenti, la cui funzione principale è quella di
consentire il posizionamento comodo e preciso degli elementi sulla pagina.
Finale, essendo una sorta di "parente" dei programmi di grafica, prevede la collocazione di decine di oggetti
diversi in una partitura; spesso è necessario allinearli perfettamente fra loro, onde garantire un risultato profes-
sionale all'aspetto delle pagine. Ovviamente, si deve escludere a priori la scelta di effettuare tale posizionamen-
to "a occhio", utilizzando solo il mouse o i tasti freccia. Questa prassi, infatti, non garantisce mai la precisione
necessaria, soprattutto dopo molte ore di lavoro, e inoltre spesso i risultati a stampa sono diversi da quelli - pur
apparentemente perfetti - del monitor; per questi motivi, l'unica soluzione accettabile in questi casi è quella di
un utilizzo competente della griglia e delle guide. Fig. 4.13 - Esempio di selettore dei colori (Windows 10)
Mantenete quindi aperto il precedente documento, e portatevi ancora una volta al menu Visualizzazione. Clicca-
te sulla voce Griglia / Linee guida e nel sottomenu che si apre selezionate Opzioni Griglia / Linee guida. • Il pulsante successivo, Allinea alla griglia (C), è molto importante in quanto attiva o disattiva l'attrazio-
Si apre così la complessa finestra delle Opzioni del Documento (fig. 4.12), che incontreremo molte volte in questo ne degli elementi da parte della griglia stessa. Gli oggetti, infatti, possono essere calamitati verso il più
manuale; al momento essa è già impostata - come si vede dalla selezione a sinistra - sulle opzioni della griglia e vicino nodo del reticolo, e questo vi consente di posizionarli senza preoccuparvi troppo della precisio-
delle guide. ne del mouse: basterà infatti avvicinarli al nodo che vi interessa, e saranno immediatamente attratti
verso di esso in modo molto preciso.
• Con il pulsante a lato, Elementi da allineare alla griglia (D), che apre una finestra di dialogo densa di
caselle (fig. 4.14), potrete decidere quali tipi di elementi dovranno essere calamitati e quali no.
Questo è solo un primo esempio della cura quasi maniacale con cui Finale tratta gli aspetti più dispara-
ti, grazie a cui un utente può intervenire in moltissimi modi fin nei dettagli più piccoli. Troverete tanti
altri esempi di questa estrema minuzia; per ora, comunque, mantenete la selezione di tutte le caselle
e cliccate su OK.

Fig. 4.14 - La finestra per la selezione degli elementi da allineare alla griglia

• La casella Linee guida ogni… (E) consente di impostare la distanza fra le linee della griglia. Il valore
immesso è riferito all'unità di misura prescelta, che si può eventualmente modificare tramite il menu
a tendina nella parte bassa della finestra (Unità). Attualmente esso è impostato in EVPUs, ma non
dimenticate che è sempre possibile effettuare una conversione estemporanea scrivendo il nome o
l'abbreviazione dell'unità stessa: inserite, a titolo di esempio, il valore "3 cm" e proseguite.
Fig. 4.12 - La finestra delle Opzioni del documento - Sezione Griglia e linee guida
• La casella Visualizza ogni… (F) permette invece di decidere la frequenza di visualizzazione delle linee
• La parte superiore della finestra è riservata alla griglia, e qui si nota subito il pulsante Mostra griglia (A) della griglia. Ad esempio, se desiderate che le suddette linee si vedano alternativamente, una sì e una
che attiva la visualizzazione del reticolo: quest'ultimo, quindi, può essere visibile o nascosto a seconda no, scriverete "2" nella casella. Ricordate, però, che le linee nascoste conservano comunque il loro
delle necessità. potere di attrazione degli oggetti, nel caso sia stata attivata la funzione Allinea alla griglia (pulsante C).
• Cliccando poi sul pulsante Colore griglia (B), accederete al selettore di sistema, che potrà presentarsi • Infine, scegliete dal menu a tendina "Stile delle linee" (G) un aspetto specifico per le maglie del vostro

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Lezione 4. L'ottimizzazione dello spazio di lavoro | 27 28 | Conoscere Finale. Le fasi iniziali di creazione di un documento

reticolo, ad esempio la classica linea Solida. • Analogamente, per nascondere i righelli, ancora dal menu Visualizzazione si sceglierà la voce Mostra e
nel sottomenu si toglierà la spunta alla voce Righelli.
• Cliccando su OK, vedrete il risultato del vostro lavoro: una griglia rossa, ben distanziata, che vi potrà Tenete presente che per la gestione dei righelli esiste anche una scorciatoia da tastiera, in questo caso
aiutare nell'allineamento degli oggetti. Naturalmente essa non comparirà assolutamente nella stampa molto semplice: CTRL+R per Windows e CMD+R per MacOS.
del documento, essendo solo un ausilio di carattere visivo.
In conclusione, si ribadisce l'importanza, spesso sottovalutata dall'utente amatoriale, di conoscere a fondo gli
• Per quanto riguarda le guide, il loro funzionamento è del tutto analogo a quello della griglia, ma anzi- strumenti analizzati in questa lezione, e soprattutto di memorizzare le numerose scorciatoie, anche se ciò ri-
ché visualizzare un reticolato di linee, viene inserita e mostrata una linea alla volta, e ogni linea-guida chiederà inizialmente un po' di pazienza.
potrà essere posizionata sulla pagina in modo indipendente dalle altre, sia in orizzontale che in verti- La padronanza di queste tecniche, infatti, consentirà non solo di risparmiare molto tempo nella disposizione de-
cale. gli oggetti, ma anche di lavorare visualizzando sempre la pagina nella sua grandezza ideale, affaticando quindi la
Tornate quindi al menu Visualizzazione e richiamate la finestra già vista in precedenza, tramite il percorso vista il meno possibile; soprattutto sarà possibile collocare gli elementi accessori della musica in modo ordinato
Griglia / Linee guida > Opzioni Griglia / Linee guida. ed equilibrato, contribuendo perciò in modo decisivo a conferire un aspetto professionale ai propri documenti.
Disattivate sia la visualizzazione sia l'effetto calamita della griglia (togliendo la spunta dalle relative
caselle) e passate alla parte sottostante della finestra, sempre riferendovi alla fig. 4.12.
• Come prima operazione, è necessario rendere visibili le guide spuntando la casella Mostra Linee guida
(H); subito dopo, analogamente a quanto fatto per la griglia, potete scegliere un colore personaliz-
zato per le vostre linee (pulsante Colore linee guida I): per diversificare, prendete stavolta un colore
verde brillante.
• Naturalmente, la successiva casella Allinea alle guide (J) produrrà un effetto analogo a quello della
casella ­Allinea alla griglia, così come il pulsante Elementi da allineare alle guide (K) consentirà di calami-
tare a piacimento le varie categorie di oggetti.
• Diversamente, la casella Zona di attrazione (L) è peculiare delle guide ed è molto importante: essa
consente, in qualche modo, di regolare la "potenza" dell'effetto calamita, impostando una zona di
attrazione pari al valore scritto nella casella. In altre parole, se il valore (come nell'esempio illustrato) è
pari a "36", tutto ciò che avvicinerete alla linea-guida entro 36 unità di misura (in questo caso si tratta
di EVPUs) verrà da essa calamitato.
• Per finire, tramite lo specifico menu a tendina (M) si può assegnare uno stile anche alle linee-guida,
scegliendo tra le 3 opzioni Solida / Trattini / Punti.
• Dopo aver confermato tutto con il pulsante OK ed essere tornati alla partitura, noterete che sono
comparsi, lungo gli assi verticali e orizzontali, i righelli: essi sono infatti indispensabili per poter creare
e spostare le guide. Notate inoltre che la numerazione dei righelli è in EVPUs, essendo questa l'unità di
misura attualmente impostata.
• Ora, per inserire una guida verticale, farete doppio clic in un punto qualsiasi del righello orizzontale; vi-
ceversa, per inserire una guida orizzontale, farete doppio clic in un punto qualsiasi del righello verticale.
Queste operazioni consentono di far apparire un numero a piacere di linee-guida sulla partitura; per
posizionarle nel punto desiderato, dovrete trascinare con il mouse le rispettive maniglie, a forma di
freccia nera (fig. 4.15).

Fig. 4.15 - Le frecce per il posizionamento delle guide verticali e orizzontali

• Quando una linea guida non è più necessaria, si può agevolmente cancellarla facendo doppio clic sulla
relativa freccia di posizionamento.
• Se invece si desidera che le guide siano presenti (e continuino eventualmente ad attrarre gli oggetti)
ma non siano visibili, è possibile in qualsiasi momento aprire il menu Visualizzazione, selezionare la
voce Griglia/Linee guida e dal relativo sottomenu togliere la spunta alla voce Mostra le Linee guida.

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30 | Il layout di pagina. Impostare documenti dall'aspetto professionale

Parte seconda
Il layout di pagina. Impostare documenti
dall'aspetto professionale

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32 | Il layout di pagina. Impostare documenti dall'aspetto professionale

il vostro target, quindi, non è esattamente quello di un'utenza infantile, dovrete necessariamente ridurre la
dimensione degli oggetti per allinearvi agli standard internazionali.
Al di là di questo aspetto, va anche detto che se gli elementi sono troppo grandi, perderete in molti casi la possi-

Lezione 5 bilità di inserire più di un'accollatura per pagina, con la conseguente formazione di grandi spazi bianchi in basso,
come nell'esempio riportato a figura 5.2, assolutamente antiestetico e dilettantesco.

Lo strumento Rigo Musicale

Nelle lezioni precedenti avete imparato a creare una pagina di musica vuota, pronta per l'immissione degli even-
ti musicali, utilizzando la comoda procedura dell'Impostazione guidata e ottenendo in pochi passaggi strutture
dagli organici molto articolati.
Se però osservate con attenzione le partiture generate dal suddetto strumento, vi accorgerete facilmente che
esse - dal punto di vista dell'impaginazione - risultano piuttosto insoddisfacenti. Tornate, ad esempio, alla pagi-
na creata nella lezione 1, e vedrete in prima istanza che i margini laterali sono piuttosto risicati (fig. 5.1): questo
potrebbe causare sgradite sorprese in fase di stampa (soprattutto se avete a disposizione una stampante da-
tata e non abilitata alla stampa senza margini). Si potrebbe perciò verificare un taglio imprevisto di parte dei
pentagrammi, o anche dei nomi degli strumenti sul lato sinistro.

Fig. 5.2 - Formazione di un eccessivo spazio bianco nella parte bassa della pagina
Fig. 5.1 - Esiguità dei margini di pagina nei documenti prodotti con l'Impostazione guidata
Per tutti questi motivi, senza nulla togliere allo strumento Impostazione guidata, che comunque rimane molto
pratico ed efficace per utilizzi amatoriali o personali, è evidente che per ottenere un layout dall'aspetto curato e
Considerate poi l'ipotesi di una successiva rilegatura a spirale del brano risultante, cosa che si fa molto spesso
professionale avrete bisogno di qualcosa in più. In ambito editoriale, in genere, le pagine si impostano adegua-
con i lavori destinati all'uso privato e non a una diffusione commerciale: in un caso come questo la spirale, se il
tamente utilizzando in modo combinato tre strumenti specifici di Finale: lo strumento Rigo Musicale, lo strumen-
margine è troppo esiguo, potrebbe forare i pentagrammi e rendere seminascosta, se non addirittura illeggibile,
to Ridimensiona e lo strumento Configura Pagina.
una parte del vostro lavoro. Avrete intuito, quindi, che uno dei principali limiti dell'Impostazione guidata è quello
In questa lezione, quindi, cominceremo il nostro viaggio imparando a utilizzare proprio lo strumento Rigo Mu-
di non consentire la definizione preliminare dei margini di pagina.
sicale.
Altro difetto, se così si può dire, è quello di non permettere la formattazione dei caratteri per i blocchi di testo
Per iniziare, aprite un nuovo documento di default con il consueto percorso File > Nuovo > Documento ­Predefinito.
che corredano la pagina: come avete visto, viene sempre usato il font predefinito Times New Roman con dimen-
Per realizzare una partitura di esempio abbastanza semplice, proverete a creare un layout per un piccolo orga-
sioni che vanno dai 24 punti del titolo, ai 12 dell'autore, fino ai 10 del copyright e così via.
nico composto da 4 esecutori:
Un'altra osservazione riguarda la dimensione degli elementi musicali: non essendo previsto, durante la crea-
• Flauto
zione guidata, alcun intervento in questo senso da parte dell'utente, si otterrà sempre una pagina al 100% della
scala di stampa. Ora, dal momento che Finale utilizza per default un font musicale a 24 punti, la percentuale del • Violino
100% dà origine a documenti che a stampa risultano piuttosto "amatoriali", in quanto i pentagrammi, le note e • Wood blocks
tutto il resto sono piuttosto grandi e possono ricordare i testi per l'insegnamento della musica ai bambini. Se • Clarinetto basso

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Lezione 5. Lo strumento Rigo Musicale | 33 34 | Il layout di pagina. Impostare documenti dall'aspetto professionale

Lo strumento Rigo Musicale si può richiamare dalla tavolozza degli strumenti principali, e lo si riconosce facil- (che definiremo "speciali") i quali compaiono solo quando vengono attivati alcuni strumenti del programma, e
mente in quanto è contraddistinto da un pentagramma con la chiave di Sol (fig. 5.3). sono ad essi funzionali.

Fig. 5.3 - L'icona per l'attivazione dello strumento Rigo Musicale

In alternativa, lo potete selezionare anche dal menu Strumenti. Nella versione originale in inglese, questo menu Fig. 5.5 - Il menu speciale Rigo musicale
riporta gli strumenti di Finale in ordine alfabetico; la traduzione italiana conserva la sequenza originale, e per-
tanto perde tale criterio di ordinamento. In questo caso, dunque, lo strumento che vi interessa si trova in quar- Il menu Rigo musicale è proprio uno di questi menu "speciali": apritelo, e in prima posizione troverete il coman-
tultima posizione (fig. 5.4). do per aggiungere altri pentagrammi all'accollatura: Nuovi righi vuoti.
Compare una finestra (fig. 5.6) il cui utilizzo è semplicissimo:

Fig. 5.6 - La finestra Nuovi righi

• nella prima casella scriverete il numero di righi aggiuntivi desiderati (in questo caso ne servono 4 in
tutto, e poiché il primo è già presente in partitura, scriverete "3").

• La casella Distanza fra le linee superiori, invece, vi consentirà di impostare la distanza fra i righi stessi,
che viene misurata - come suggerisce l'indicazione - dalla linea superiore di un rigo alla linea superiore
del rigo successivo. Mantenete pure l'impostazione di default, pari a 320 EVPUs, e premete OK.

Nella vostra pagina sono ora comparsi i tre nuovi pentagrammi richiesti: essi sono tutti - per il momento - in
chiave di Sol e in tempo 4/4, ma sono privi di qualunque altra indicazione specifica, come per esempio il nome
dello strumento che rappresentano, l'eventuale trasposizione, ecc.
Andrete quindi subito ad aggiungere questi elementi, e lo farete aprendo il menu Finestre e richiamando lo stru-
Fig. 5.4 - Il percorso da menu per l'attivazione dello strumento Rigo Musicale mento Gestione Partitura. Come si nota, l'azione si può eseguire anche con la scorciatoia CTRL+K (in Windows),
oppure CMD+K (in MacOS).
La prima cosa importante da osservare, non appena sia stato selezionato lo strumento Rigo Musicale, è la com-
parsa immediata, subito prima del menu Finestre, di un nuovo menu che in precedenza non era disponibile, Lo strumento Gestione Partitura rappresenta una delle funzionalità più interessanti di Finale, e fu aggiunto a par-
denominato appunto Rigo Musicale come lo strumento che lo ha richiamato (fig. 5.5). tire dalla versione 2012; si tratta di un componente che raccoglie in un'unica finestra il contenuto di tre elementi
Finale, infatti, dispone di 10 menu fissi, sempre presenti nel corso di ogni sessione di lavoro, e di vari altri menu che nelle versioni precedenti si trovavano in posizioni diverse:

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Lezione 5. Lo strumento Rigo Musicale | 35 36 | Il layout di pagina. Impostare documenti dall'aspetto professionale

1. la finestra Info sul File (con le informazioni generali sul documento corrente come titolo, compositore, Fate dunque clic sul pulsante Nome completo (B), ed entrerete in un piccolo editor, denominato Modifica del
autore del testo, ecc.); Testo (fig. 5.8).
2. una parte della finestra di modifica degli Attributi del Rigo (in particolare la sezione che in precedenza
definiva alcuni parametri di ogni rigo inserito, quali il nome completo e abbreviato, l'utilizzo di stru-
menti traspositori, la chiave iniziale, ecc.);

3. la finestra Elenco Strumenti (per la gestione del playback delle partiture tramite la definizione dello
strumento da utilizzare per ogni rigo).

Come si nota, lo strumento Gestione Partitura è rappresentato da una finestra molto ampia e articolata, alla
quale avremo modo di ritornare anche in altre occasioni (fig. 5.7).

Fig. 5.8 - La finestra Modifica del testo

Qui è necessario evidenziare un'importante differenza, esistente da sempre, fra le versioni Mac e Windows di
Finale: nella versione per Windows, come quella qui raffigurata, il menu Testo compare direttamente all'interno
della finestra, assieme ad un altro menu, Modifica, deputato alle tradizionali funzioni di Taglia / Copia / Incolla
(cfr. il riquadro in rosso nell'illustrazione). Diversamente, nella versione per Macintosh il suddetto menu Testo
compare nella parte alta dello schermo, in sostituzione temporanea del menu speciale Rigo Musicale. È bene
ricordare questa differenza, nel caso si debba lavorare con entrambe le versioni del software.

Ciò detto, eseguite quanto segue:

1. scrivete nel campo bianco la parola "Flauto";

2. per assegnare la formattazione, selezionate l'intera parola con un doppio clic, dopodiché aprite il
menu ­Testo e scegliete Impostazioni dei caratteri (notate la scorciatoia da tastiera, CTRL+T in Windows
e ­CMD+ALT+T per MacOS). Si aprirà una finestra piuttosto familiare a chiunque abbia mai utilizzato un
qualsiasi editor di testi: qui infatti stabilirete il font, lo stile e la dimensione del vostro titolo;

3. scegliete un font preinstallato di norma in tutti i personal computer, come Arial, assegnate lo stile
­Normale e la dimensione a 14 punti. Notate che l'area soprastante vi mostra un'anteprima del risultato;
Fig. 5.7 - Lo strumento Gestione partitura (area Elenco strumenti)
4. fate clic su OK: la finestra di impostazione del carattere si chiude e si ritorna alla finestra Modifica del
Testo, in cui potete notare che alla parola "Flauto" è stata ufficialmente applicata la formattazione
La suddetta finestra si apre, per impostazione predefinita, nella visualizzazione dell'area Elenco strumenti - la più
richiesta;
importante - che presenta nella sezione principale la lista dei righi con i relativi attributi audio/MIDI, e nella parte
inferiore una nutrita serie di controlli per la definizione di molti altri parametri dei righi stessi. 5. premete ancora il tasto OK e noterete tre cose:
Per selezionare il rigo specifico su cui intervenire, dovete cliccare sulle sottili linee orizzontali che precedono oo in primo luogo, a fianco del pulsante Nome completo si trova ora la parola "Flauto" che avete ap-
ogni elemento della lista (A). Fate attenzione a non cliccare - poco più a destra - sulla dicitura "Rigo vuoto", al- pena digitato;
trimenti si aprirà il menu per l'assegnazione automatica di una patch specifica; in questa fase preliminare, come
detto, ci limiteremo a impostare manualmente il nome, il tipo di rigo e la chiave iniziale di ciascuno strumento. oo in secondo luogo, la medesima dicitura ha sostituito la voce generica "[Rigo 1]" nella colonna
"Nome" della lista di righi;
Selezionate quindi il primo rigo e procedete all'attribuzione del nome: esso può essere differenziato per la prima
accollatura della partitura, in cui apparirà ovviamente in forma completa, e per tutte le altre accollature ­- dalla oo infine, il programma vi mostra in tempo reale l'effetto del vostro lavoro in partitura: il nome dello
seconda in avanti - in cui apparirà in forma abbreviata. Naturalmente si tratta di una libera scelta: se desiderate strumento, infatti, appare correttamente posizionato davanti al primo rigo, con la formattazione
che il nome compaia solo per esteso nella prima accollatura, e in tutte le altre non vi sia alcuna indicazione, non da voi assegnata (cfr. il punto 3). Se non siete soddisfatti, potrete effettuare tutte le modifiche
scriverete nulla nella finestra del nome abbreviato. desiderate senza dover uscire dallo strumento Gestione Partitura.

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Lezione 5. Lo strumento Rigo Musicale | 37 38 | Il layout di pagina. Impostare documenti dall'aspetto professionale

Per impostare il nome abbreviato del flauto e il nome (intero e abbreviato) di tutti gli altri strumenti si può Rimane un'ultima operazione da compiere per fare un lavoro soddisfacente (benché ancora nella sua fase ini-
utilizzare un semplice piccolo trucco. Poiché, infatti, è buona norma osservare la stessa formattazione di testo ziale): ipotizziamo che i wood blocks da utilizzare siano tre, di altezze diverse (acuto, medio, grave) e quindi
per indicare tutti gli strumenti della partitura, è utile copiare in memoria la parola "Flauto" appena sistemata, ­- poiché si tratta di suoni indeterminati - si voglia inserirli non tanto in un pentagramma, ma in un trigramma che
in modo che essa porti con sé anche la propria formattazione. Se effettuate questa operazione, la procedura di preveda una linea specifica per ciascun wood block.
assegnazione del nome a tutti gli strumenti della vostra partitura diventerà molto più rapida. Per realizzare questo particolare "contenitore" è necessario accedere ad una delle aree più affascinanti di Fina-
le, quella che consente di decidere in piena libertà il numero di linee che costituiscono i righi musicali.
1. Tornate quindi nella finestra Modifica del Testo, fate doppio clic sulla parola "Flauto" e poi dal menu
Modifica selezionate Copia (scorciatoia CTRL+C in Windows o CMD+C in MacOS, come praticamente in • Iniziate selezionando, con le apposite linee sulla sinistra, il rigo dei wood blocks;
tutti i software esistenti);
• osservate ora, in basso a destra, il menu a tendina Rigo (cfr. fig. 5.7 D): esso vi offre varie possibilità:
2. ora premete Annulla e fate clic sul pulsante Nome abbreviato (cfr. fig. 5.7 C);
oo 5 righi standard;
3. tornate al menu Modifica e stavolta selezionate Incolla (scorciatoia, anche qui comunissima, CTRL+V
in Windows o CMD+V in MacOS); oo 1 rigo con stanghetta piena;

4. notate che la parola incollata ha già la formattazione giusta: dovrete solo trasformarla nell'abbrevia- oo 1 rigo con stanghetta breve;
zione "Fl." e il gioco è fatto.
oo nessun rigo con stanghetta piena;
Capito il meccanismo, potrete velocemente assegnare il nome (intero e abbreviato) a tutti gli altri strumenti. È
oo Altro… (ovvero un rigo personalizzato).
bene che le parole "Wood Blocks" e "Clarinetto Basso" siano disposte su due linee, altrimenti darebbero origine
a un titolo laterale troppo lungo e squilibrato rispetto alle altre voci. • selezionate quest'ultima opzione e accederete così alla finestra Configurazione del Rigo (fig. 5.11);
Quando tutti i titoli (interi e abbreviati) saranno stati inseriti, andrete ad impostare le chiavi corrette per i vostri
strumenti tramite l'apposito pulsante/menu Chiave iniziale dello strumento Gestione partitura (fig. 5.9).

Fig. 5.9 - La scelta della chiave iniziale del rigo

Considerato che il flauto e il violino hanno già la chiave giusta, dovrete scegliere una chiave adatta per i wood
blocks, che sono percussioni a suono indeterminato (selezionate la terza o la settima chiave della prima fila), e
una chiave di Fa per il clarinetto basso.

Notate sempre come le vostre modifiche appaiano in tempo reale sulla partitura (fig. 5.10).

Fig. 5.11 - La finestra Configurazione del rigo

• per realizzare questo esempio, scegliete il primo pulsante in alto (Rigo personalizzato) e noterete
nell'anteprima sottostante la comparsa di un rigo con ben 27 maniglie. Ogni maniglia può essere at-
tivata o disattivata per far apparire o sparire una nuova linea, perciò con questo sistema si possono
ottenere dei righi dall'aspetto assolutamente non convenzionale.

• per impostare, come previsto, un "trigramma largo", partite dalle 5 linee originali e "disattivate" la
seconda e la quarta (fig. 5.12).

• Nelle caselle a destra si può impostare la distanza fra le singole linee (il valore di default è pari a 24
EVPUs), e soprattutto la posizione delle pause, poiché se si modifica la fisionomia di un rigo tradiziona-
le, anche le pause stesse dovranno probabilmente variare la loro posizione standard.
Fig. 5.10 - L'applicazione immediata delle modifiche effettuate in Gestione Partitura Infatti, nel presente caso, notate nell'anteprima che la pausa di semibreve (intero) non poggia da

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Lezione 5. Lo strumento Rigo Musicale | 39 40 | Il layout di pagina. Impostare documenti dall'aspetto professionale

nessuna parte ma sta "fluttuando" fra le due linee superiori del trigramma: abbassatela quindi di due 2. cliccando col tasto destro del mouse sulla maniglia quadrata vicino al nome del rigo: si aprirà un menu
posizioni, portando il valore della relativa casella a -6. contestuale, da cui sceglierete Posiziona il nome completo del rigo (fig. 5.15); questo metodo è decisa-
mente più comodo e veloce.

Fig. 5.15 - Posizionamento del nome completo del rigo tramite menu contestuale

Osservando la partitura, si nota come la posizione dei nomi "Flauto" e "Violino" sia già corretta, sia per la distan-
za dal rigo sia per l'allineamento verticale; vi sono invece evidenti problemi di allineamento nel terzo e quarto
Fig. 5.12 - Creazione di un "trigramma largo" (con pausa di intero abbassata) rigo, il cui nome è stato volutamente suddiviso su due linee.

Per correggere questi difetti, modificate dapprima la posizione del nome "Wood blocks", ovviamente con il
• Potete quindi cliccare su OK e uscire finalmente dalla finestra dello strumento Gestione Partitura per secondo metodo sopra descritto, e regolate la distanza verticale in questa casella a 18 EVPUs. Naturalmente
osservare il frutto del vostro lavoro (fig. 5.13). questa impostazione non rappresenta un valore assoluto: essa potrà variare in base al font scelto per il nome e
alla sua dimensione.

Soffermatevi anche sulla regolazione della giustificazione fra le due linee del testo, impostandola come ­"Forzata"
e dilatando (tramite il pulsante Espandi la parola singola) la parola più corta in modo che occupi la stessa larghez-
za della parola lunga (fig. 5.16), infine confermate con OK.
Fig. 5.13 - Il trigramma realizzato per i wood blocks

Il risultato delle operazioni fin qui effettuate è sicuramente accettabile, ma affinché la pagina assuma un aspetto
davvero professionale sono necessari ancora vari interventi, in primo luogo l'adeguamento della posizione dei
nomi dei righi rispetto ai righi stessi. Tale operazione si può effettuare in due modi:

1. aprendo il menu Rigo musicale, scegliendo la voce Modifica attributi del rigo, localizzando la dicitura
Posizione nome intero del rigo e infine cliccando sul relativo pulsante Imposta (fig. 5.14);

Fig. 5.16 - Regolazioni di precisione del posizionamento di un nome intero di rigo

Si nota ora che la scritta "Wood blocks" è molto più coerente - come posizione - con i primi due nomi dell'accolla-
tura. Ripetete quindi la stessa sequenza di operazioni per la scritta "Clarinetto basso"; il risultato finale dovrebbe
coincidere con quello della seguente fig. 5.17.

Fig. 5.14 - La finestra Attributi del rigo e il pulsante per posizionare il nome intero Fig. 5.17 - La posizione corretta dei nomi di rigo disposti su due linee

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Lezione 5. Lo strumento Rigo Musicale | 41 42 | Il layout di pagina. Impostare documenti dall'aspetto professionale

Ora dovrete occuparvi del raggruppamento dei quattro strumenti in un'accollatura unica, in cui le stanghette
attraversino i righi e vi sia una graffa sulla sinistra ad indicare l'unione dei righi stessi.
A tale scopo, recatevi ancora nel menu Rigo musicale, portate il mouse sulla voce Gruppi e Parentesi e dal sotto-
menu selezionate Aggiungi.

La finestra che si apre, denominata Attributi del gruppo di righi, è apparentemente molto complessa (fig. 5.18),
ma in realtà il suo utilizzo è molto intuitivo.

Fig. 5.19 - La finestra Rispaziatura dei righi

2. Se invece dovete impostare distanze diverse fra un rigo e l'altro (eventualità che capita soprattutto
nelle partiture orchestrali, in cui solitamente si separano con uno spazio più largo le varie famiglie degli
strumenti), in questo caso dal menu Rigo Musicale sceglierete la voce Utilizzo dei righi.
Lo scopo della piccola finestra che appare (fig. 5.20) è facilmente comprensibile:

Fig. 5.20 - La finestra Utilizzo del rigo

dovrete semplicemente selezionare dal menu a tendina Rigo (A) lo strumento che vi interessa, e subi-
to vedrete in tempo reale nella casella B la sua distanza dal rigo precedente (calcolata sempre riferen-
dosi alla linea superiore, o apice, del rigo stesso); modificherete dunque il predetto valore a seconda
Fig. 5.18 - La finestra Attributi del gruppo di righi dei vostri obiettivi.
È molto utile anche il pulsante Anteprima (C), che vi consente di visualizzare in anticipo il risultato
Verificate soltanto, per adesso, che l'ambito di righi (A) che dovranno essere compresi nell'accollatura sia cor- delle modifiche prima di confermarle con il pulsante OK.
retto (cioè dal Flauto al Clarinetto Basso), quindi scegliete una parentesi dalla galleria sottostante, per esempio
la penultima (B), e cliccate su OK. Qualora voleste effettuare delle rapide modifiche "al volo" senza passare attraverso le voci di menu, Finale
Avete così creato un'accollatura, in cui i vostri strumenti sono ufficialmente collegati fra loro dalle stanghette prevede anche una modalità di intervento manuale. Cliccando infatti su una qualsiasi delle maniglie associate ai
di battuta. righi e tenendo premuto il pulsante sinistro del mouse, vedrete comparire la distanza attuale fra un rigo e l'altro
e la relativa unità di misura in vigore (fig. 5.21).
Non vi dovete preoccupare, per ora, del fatto che i margini di pagina siano troppo esigui oppure - come si nota
nella seconda accollatura - che i nomi abbreviati degli strumenti vadano addirittura fuori pagina, poiché nelle
prossime lezioni impareremo a risolvere perfettamente questo tipo di problemi.

Per concludere, impariamo a modificare la distanza fra i righi delle accollature. Qui vi sono due possibilità:

1. se dovete variare la suddetta distanza in modo uniforme, potete accedere al menu Rigo Musicale e
selezionare la voce R ­ ispaziatura dei righi.
Nella finestra che si apre (fig. 5.19), la sezione a sinistra (A) consente di modificare la posizione del
rigo superiore di ogni accollatura, la sezione a destra (B) invece permette di modificare la posizione
degli altri righi (anche singolarmente o a gruppi, se necessario, tramite la selezione preventiva dei righi
interessati).
In entrambi i casi è possibile utilizzare un valore assoluto (in EVPUs o in un'altra unità a piacere) o un
valore in percentuale rispetto alla distanza corrente. Fig. 5.21 - Visualizzazione in tempo reale della distanza fra i righi

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Potrete dunque trascinare verso l'alto o verso il basso i righi desiderati, osservando come tali valori si modifica-
no in tempo reale e offrono sempre un quadro molto chiaro della situazione.
Notate ancora che il trascinamento di un rigo qualsiasi comporta il conseguente spostamento di tutti i righi che
stanno sotto di esso, in modo da mantenere inalterate le distanze tra i righi non contemplati dalla selezione.
Infine, osservate che questo tipo di trascinamento ha effetto solo nell'accollatura in cui state operando, e le di-
stanze in tutti gli altri sistemi rimangono inalterate; ne deriva che per effettuare modifiche in tutte le accollature
della partitura dovrete necessariamente operare tramite i menu.

Nella lezione successiva ci occuperemo dello strumento Ridimensiona e vedremo come si può modificare la
grandezza di tutti i principali elementi della pagina, compiendo un ulteriore passo per ottenere un layout grafico
di alto livello.

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Ora, a differenza di quanto accade per lo strumento Rigo Musicale e per altri che saranno analizzati in seguito,
lo strumento Ridimensiona non attiva alcun menu speciale, giacché le sue funzioni si svolgono esclusivamente
combinando l'uso del mouse con alcune finestre di dialogo. Questo perché, come vedrete, le possibilità di inter-

Lezione 6 vento sulla dimensione degli elementi dipendono direttamente dal punto in cui si clicca sulla pagina.
Partendo da questo fondamentale principio, vediamo quali sono gli elementi di cui si può variare la dimensione,
tenendo conto che si parte da un ambito generale per scendere sempre più di livello fino al particolare:
Lo strumento Ridimensiona • in primo luogo è possibile ridimensionare la pagina intera, intesa non tanto in relazione al suo formato
(A3, A4, Letter, ecc.), bensì come l'insieme di tutti gli oggetti contenuti nella pagina stessa: penta-
grammi, chiavi, indicazioni di tempo, di andamento e di tonalità, note, pause, segni di articolazione e
di espressione, testo normale e cantato, ecc.
In pratica, qualunque elemento sia presente nel documento verrà ingrandito o rimpicciolito omoge­
Nel capitolo precedente, iniziando a progettare una partitura di esempio per quattro esecutori, abbiamo notato neamente. L'unica eccezione è costituita dalle immagini grafiche esterne, che devono essere ridimen-
che l'esiguità dei margini di pagina dà luogo ad alcuni problemi, tra cui la fuoriuscita dei titoli dal foglio, in corri- sionate a parte tramite lo strumento Grafica (cfr. lezione n. 23).
spondenza della seconda accollatura e di tutte le successive. • La seconda possibilità consiste nel ridimensionamento di una singola accollatura e di tutto il suo con-
Ora, per risolvere questo problema e al tempo stesso rendere la pagina tipograficamente corretta e adatta a tenuto, escludendo solamente i blocchi di testo (esclusione sensata, poiché si tratta di elementi per-
tutti i tipi di stampante, è possibile usare in modo combinato due strumenti di Finale: Ridimensiona e Configura tinenti più alla pagina nel suo insieme che non a una parte di essa); si può inoltre operare in modo
Pagina. selettivo, scegliendo cioè di intervenire solo su un'accollatura, o su uno specifico ambito di sistemi,
Lo strumento Ridimensiona, di cui si tratterà in questa lezione, può essere attivato, come tutti gli altri, in due lasciando invariati tutti gli altri.
modi: • Scendendo ancora nel dettaglio, è possibile variare la dimensione di un singolo rigo musicale e del suo
contenuto, lasciando quindi inalterati gli altri righi dell'accollatura e - ovviamente - tutti gli altri elemen-
1. cliccando sulla tavolozza degli strumenti principali il pulsante a forma di segno percentuale (fig. 6.1 A); ti non associati a quel rigo. Anche in questo caso, si può stabilire un ambito di sistemi su cui effettuare
2. aprendo il menu Strumenti e localizzando la voce relativa, che si trova poco dopo la metà dell'elenco l'intervento.
(fig. 6.1 B). • Al penultimo livello, si può intervenire sulla singola nota (comprensiva della testa e dell'eventuale gam-
bo). Si ricordi fin d'ora che questo tipo di ridimensionamento coinvolgerà anche l'eventuale sillaba di
testo cantato assegnata alla nota stessa, nonché qualsiasi altro segno di articolazione o di espressione
collegato (segni dinamici, punti di staccato, accenti, ecc).
• Infine, al livello più basso e dettagliato, è possibile variare la grandezza della sola testa della nota; que-
sto intervento, a differenza del precedente, non coinvolge alcun altro elemento associato alla nota,
quindi gli eventuali segni dinamici o espressivi rimarranno alla grandezza originale.
Analizziamo quindi le diverse modalità per compiere le suddette operazioni; per mettere in pratica la descrizio-
ne che segue potete utilizzare, dalla cartella "Documenti di esempio ed esercitazioni" allegata al manuale, il file
intitolato "Documento di esempio 02.musx"1.
Dopo aver verificato che lo strumento Ridimensiona sia effettivamente selezionato, fate clic in un angolo qual-
siasi della prima pagina, o comunque in un'area bianca non occupata da accollature o altro materiale: compare
una finestra, dal titolo Ridimensiona la pagina (fig. 6.2) .

Fig. 6.1 - Le due modalità per l'attivazione dello strumento Ridimensiona

Prima di procedere con la descrizione, ricordate ancora una volta che gli ingrandimenti e le riduzioni ottenu-
te con lo strumento Zoom (quello rappresentato da una lente d'ingrandimento) hanno effetto solo a video e
Fig. 6.2 - La finestra Ridimensiona la pagina
non comportano alcun esito sulla stampa del documento, mentre ciò che imparerete a fare con lo strumento
­Ridimensiona avrà conseguenze dirette sull'aspetto definitivo delle vostre partiture, a video ma soprattutto in 1. Se state utilizzando una versione di Finale precedente alla 2014, importerete il file "Documento di esempio 02.xml" seguendo le istru-
fase di stampa. zioni riportate nell'Appendice 1.

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Con questa finestra si può variare la dimensione della pagina intera, includendo tutti i suoi elementi. Vediamone Qui dovete prestare un po' più di attenzione alla parte superiore della finestra:
le opzioni specifiche: • nella prima casella (A), infatti, potete modificare anche l'altezza dei singoli righi; il menu a lato consen-
• il campo iniziale (A) consente di impostare la percentuale di ingrandimento o riduzione desiderata, e te inoltre di impostare l'unità di misura desiderata12.
con la casella Mantieni i ­margini (B) si può ordinare a Finale di non coinvolgere nella variazione i mar- • Nella seconda casella (B), invece, potete intervenire sull'accollatura vera e propria; di conseguenza
gini di pagina attualmente impostati. il programma - in base a ciò che avrete scritto in queste due caselle - calcolerà una percentuale media
• Nella parte sottostante, tramite un menu a tendina (C), si indica al programma se l'operazione deve risultante che sarà mostrata in tempo reale subito sotto (con la dicitura "Ridimensionamento").
essere effettuata: Non si possono dare, in questa sede, consigli universalmente validi riguardo ai valori da inserire in que-
ste caselle. Sarà ovviamente il singolo utente, a seconda delle specifiche necessità, a decidere volta
oo nella partitura o parte correntemente aperta;
per volta le percentuali più adatte.
oo nella partitura e solo in alcune parti selezionate (in questo caso diverrà attivo il pulsante a fianco
Seleziona); • La parte inferiore contiene opzioni sostanzialmente identiche a quelle della finestra vista in preceden-
za, con la sola aggiunta della casella Ridimensiona lo spazio verticale (C) che, come si deduce dal titolo,
oo in tutte le parti staccate;
effettua un ricalcolo della distanza verticale fra i righi in base alla percentuale richiesta dall'utente.
oo nella partitura e in tutte le parti.
• Si noti altresì che tutte queste opzioni sono già selezionate per default, e in effetti corrispondono alle
• I due pulsanti di opzione successivi (D) imposteranno l'ambito di pagine da cambiare (da pagina "X" a scelte operative più logiche e più comuni. La loro eventuale deselezione, quindi, deve essere ben con-
pagina "Y", oppure da pagina "X" fino alla fine del brano). sapevole e motivata da esigenze tipografiche ben precise.
• Per finire, la casella Aggiorna il formato pagina (E) applica automaticamente, uscendo dalla procedura, Potete dunque sperimentare gli effetti inserendo qualche valore, perciò per iniziare impostate l'altezza del rigo
i parametri di pagina impostati attraverso il menu Documento (cfr. la lezione successiva). (casella A) a "96"; essendo questa l'altezza di default per Finale, noterete che il calcolo della percentuale risul-
Assegnate dunque, per fare un esempio, una percentuale di riduzione pari al 70%, lasciate inalterate tutte le tante torna ad essere al 100%, cioè uguale allo stato iniziale.
altre impostazioni, premete OK e guardate il risultato. Osserverete, come da premessa, che tutto il materiale Chiedete poi - con i controlli in basso - che l'effetto avvenga solo sull'accollatura n. 2, indi cliccate su OK e vedrete
presente sulla pagina è stato rimpicciolito al 70%. che solo la seconda accollatura è ritornata alla dimensione di partenza, mentre le altre sono ancora ridotte al
Con quest'unica operazione avete ottenuto già tre ottimi risultati: 70%.
1. in primo luogo, ora il materiale musicale ha una dimensione più piccola, sicuramente più vicina a quella Facciamo ancora un esempio, cliccando all'interno della terza accollatura; nella finestra di dialogo portate il
delle partiture stampate dai principali editori musicali internazionali; rigo (sempre con la casella A) a "48 EVPUs", cosicché la percentuale media risultante sia del 50%, e chiedete che
2. in secondo luogo, avete aggiustato la posizione dei nomi degli strumenti abbreviati, che ora non vanno l'effetto avvenga solo sull'accollatura n. 3.
più fuori pagina (anche se sono ancora troppo vicini al bordo, ma questo aspetto sarà definitivamente Infine confermate con OK e osservate il risultato generale rimpicciolendo la pagina con il comando Fai stare nella
sistemato nella prossima lezione); finestra (cfr. la lezione n. 4).
3. infine, avete "guadagnato" un'accollatura nella prima pagina: mentre prima ce ne stavano solo due, Avete quindi ottenuto una pagina con tre accollature di dimensione una diversa dall'altra; si tratta evidentemen-
ora come si può notare sono tre, il che renderà molto più semplice ottimizzare lo spazio a disposizione te di un caso limite, che probabilmente non si adotterà mai per una partitura destinata all'uso professionale,
in modo omogeneo con lo strumento Configura Pagina. ma come sempre è fondamentale conoscere tutte le possibilità di un software per individuare di volta in volta
quelle necessarie ai propri obiettivi.
Il ridimensionamento appena effettuato è - per così dire - il più "generale". Come detto, a seconda del punto
in cui si interviene, si può scendere sempre più nel particolare: a questo proposito, cliccate ora all'interno della Prima di procedere, impostate nuovamente una visualizzazione più grande per affaticare meno la vista, utiliz-
seconda accollatura (fra un rigo e l'altro). Si raccomanda in questo caso di agire rigorosamente in uno spazio zando il comando Larghezza massima (cfr. ancora la lezione n. 4).
bianco libero e non sopra le linee di un rigo. Per aumentare ulteriormente il livello di dettaglio, farete ora clic su un singolo rigo, per esempio quello della
Apparirà quindi una finestra simile alla precedente, ma intitolata stavolta Ridimensiona l'accollatura (fig. 6.3). Voce nella prima accollatura. In questo caso il clic deve essere assai preciso, ed essere effettuato rigorosamente
su una porzione libera del rigo e non sopra una nota o pausa, altrimenti si aprirà l'opzione sbagliata; la conferma
di aver operato correttamente viene data dal titolo della finestra, che ora dovrà essere denominata Ridimensio-
na il rigo (fig. 6.4).

Fig. 6.4 - La finestra Ridimensiona il rigo

Fig. 6.3 - La finestra Ridimensiona l'accollatura 2. Si ricordi che l'altezza predefinita di un pentagramma è pari a 96 EVPUs.

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Lezione 6. Lo strumento Ridimensiona | 49 50 | Il layout di pagina. Impostare documenti dall'aspetto professionale

Notate anche, curiosamente, che più si aumenta il grado di precisione dell'intervento, più diventa semplice la
finestra di dialogo.
Qui infatti sarà sufficiente indicare la percentuale desiderata (con la casella A) e in quali accollature il rigo in
questione deve essere ridimensionato (con i controlli B).

Questa è forse, oltre alla modifica dell'intera pagina, la funzione più utilizzata in assoluto dello strumento
­Ridimensiona. Si tratta, per esempio, della soluzione ideale quando si scrive una parte per pianoforte e altro
strumento, per esempio una sonata o una riduzione da un concerto per solista e orchestra.
I pianisti che provengono da una formazione classica sanno bene che, in casi come questi, nella parte del piano-
forte i pentagrammi dello strumento concertante vengono scritti più in piccolo. Questo perché, per tradizione,
gli strumentisti suonano leggendo la propria parte separata, mentre il pianista ha la partitura completa con il
rigo dell'altro musicista, leggermente ridotto, a titolo di riferimento.

I due esempi che seguono potranno chiarire meglio il concetto a chi non proviene da una formazione classica:
si tratta dell'ingresso del solista nella riduzione del Concerto per Violoncello op. 104 di Antonín Dvořák (fig. 6.5) e
dell'incipit della Sonata per Violino e Pianoforte in Fa magg. op. 24 di Ludwig van Beethoven (fig. 6.6).

Fig. 6.6 - Altro esempio di ridimensionamento del rigo (Ludwig van Beethoven, dall'op. 24)

Impostate allora nel vostro documento di esempio un valore del 75%, mantenendo la selezione sul secondo
pulsante di opzione (cfr. fig. 6.4 B), in modo da ridurre il rigo della voce nell'intera partitura. Confermate infine
con il pulsante OK.
Noterete, come detto in premessa, che oltre al rigo si sono ridotti tutti gli elementi associati ad esso: le note
naturalmente, ma anche la chiave, l'indicazione di tempo, i segni dinamici, la forcella del crescendo e il testo
cantato. L'unico elemento rimasto inalterato è la dicitura "Voce" a sinistra, benché associata al rigo, ma si tratta -
giustamente - di una questione di coerenza con l'aspetto generale dell'accollatura, quindi la scelta dei program-
matori appare più che legittima.
Proseguite andando a ridurre una singola nota. In questa circostanza dovrete essere ancora più precisi con il
clic, poiché - come detto - lo strumento consente di selezionare sia la nota intera sia la sua sola testa; per far
capire a Finale che intendete lavorare sulla nota intera, farete clic esattamente sopra il gambo della nota stessa.
Ovviamente il problema non si pone in caso di brevi e semibrevi, che non hanno il gambo.
Anche in questo caso, se avete cliccato correttamente, ne avrete conferma dal titolo della finestra che dice
­Ridimensiona la nota (fig. 6.7).

Fig. 6.7 - La finestra Ridimensiona la nota

Trattandosi di un evento singolo, non ci saranno altre opzioni da indicare se non la percentuale: per fare un
Fig. 6.5 - Esempio di ridimensionamento del rigo (Antonín Dvořák, dall'op. 64) esempio, ingrandite notevolmente l'ultima nota della linea vocale scrivendo "250", poi confermate come sem-
pre su OK.

Si noti come in entrambi i casi il rigo dello strumentista sia più piccolo rispetto ai due righi del pianoforte. Questo Potete osservare, poiché state lavorando su una nota intera, che l'ingrandimento ha coinvolto tutti gli elementi
effetto, quindi, si può creare agevolmente con la suddetta opzione dello strumento Ridimensiona. ad essa collegati, quindi anche il segno dinamico e la sillaba di testo cantato. Chiaramente gli oggetti si sono
Di norma la riduzione applicata corrisponde ad un valore che va mediamente dal 75% all'80%, ma anche in questo sovrapposti, quindi sarà opportuno riposizionarli con gli appositi strumenti di cui ci occuperemo in seguito.
caso non è possibile dare riferimenti assoluti, in quanto l'ultima decisione spetta, come sempre, al trascrittore Un'altra caratteristica di questa opzione consiste nel fatto che il ridimensionamento ha effetto su note singole
o alla casa editrice. o su gruppi di note a seconda del contesto; in altre parole, se si fa clic su una nota appartenente ad un gruppo

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collegato da una o più barre di raggruppamento (crome, semicrome, ecc.), il ridimensionamento coinvolgerà
tutto il gruppo.
Potete vedere un esempio cliccando sul gambo della prima nota del violino, che fa parte di un gruppo di quattro
crome: se aumentate al 200%, vedrete che tutte le note del gruppo si ingrandiscono di conseguenza. Anche in
questo caso si tratta di ovvi motivi di coerenza grafica, poiché le note sono legate fra loro, per cui se voleste
ingrandirne una soltanto, dovreste necessariamente separarla dal gruppo.
L'ultima opzione offerta dallo strumento consiste nel ridimensionamento della testa della nota, per ottenere il
quale si deve cliccare con precisione proprio sulla testa, bianca o nera che sia.
Prendete ad esempio la prima nota del violino, che avete appena ingigantito: compare una piccola finestra (fig.
6.8), praticamente uguale alla precedente, denominata però Ridimensiona la testa della nota.

Fig. 6.8 - La finestra Ridimensiona la testa della nota

Stavolta provate a rimpicciolire, scrivendo "50", quindi come sempre cliccate su OK per vedere il risultato.
Come si nota, però, il simbolo del mezzoforte e il punto di staccato sono rimasti al 200%: infatti, come detto, il
ridimensionamento della testa della nota non contempla alcun altro oggetto collegato alla nota stessa.
Si potrebbe pensare che questo strumento sia l'ideale per scrivere le acciaccature o intere sezioni di note pic-
cole, come ad esempio le cadenze vocali o strumentali. Benché tale operazione sia in effetti possibile, essa
comporta tuttavia un notevole dispendio di tempo; fortunatamente esistono strumenti - come vedremo in se-
guito - preposti all'intervento su gruppi di note o addirittura su intere sezioni di una partitura, quindi si sconsiglia
fortemente di utilizzare la suddetta opzione per modifiche di vasta portata.
Concludendo, lo strumento Ridimensiona consente di intervenire sulla scalatura degli eventi in maniera davvero
completa e professionale. Come dimostrerà l'esperienza personale di ciascuno, vi saranno moltissime occasioni
in cui tale strumento potrà essere utilizzato con profitto, applicando le sue numerose opzioni di volta in volta in
modo consapevole e mirato.

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Si nota subito che la selezione fa apparire un menu speciale, denominato Configura Pagina come lo strumento;
questo menu si utilizza davvero molto spesso, non solo nelle fasi iniziali di creazione di una partitura, ma anche
dopo aver inserito gli eventi musicali.
Lezione 7 Inoltre, notate che i margini di pagina divengono visibili per mezzo di linee tratteggiate, così come i margini delle
singole accollature.
Infine, compaiono varie maniglie quadrate, agganciate ai punti più importanti delle linee suddette, e tutte le

Lo strumento Configura pagina accollature risultano numerate progressivamente sul lato sinistro del foglio. Ovviamente tutti questi riferimenti
sono solo, per così dire, di servizio, e non verranno assolutamente stampati.

Ora, prima di iniziare l'esplorazione dello strumento, è necessario elencare le operazioni che con esso si posso-
no svolgere:

Con questa lezione si conclude l'analisi delle fasi iniziali di preparazione di un documento, della sua impaginazio- 1. definire il formato di pagina (A3, A4, Letter, ecc.) e il suo orientamento verticale o orizzontale;
ne e degli strumenti necessari per raggiungere un risultato soddisfacente. 2. inserire o cancellare pagine bianche;
Dopo aver imparato ad impostare i nomi dei righi e le loro caratteristiche, nonché a regolare la percentuale ef-
fettiva di stampa della pagina e dei suoi elementi, ci siamo avvicinati al nostro obiettivo; tuttavia - se osserviamo 3. inserire o cancellare interruzioni di pagina;
il documento ottenuto alla fine della lezione n. 6, notiamo ancora alcuni difetti: la presenza di margini troppo
esigui, di accollature troppo vicine fra loro e soprattutto l'antiestetica presenza di un ampio spazio bianco in 4. spaziare uniformemente le accollature;
basso.
5. modificare i margini della pagina e delle accollature.
È giunto dunque il momento di imparare ad usare l'importante strumento Configura Pagina, che consentirà di
Aprite dunque il menu Configura Pagina e selezionate la prima voce, denominata Inserisci pagine vuote.
sistemare tutti questi problemi. Per seguire sul vostro computer i vari passaggi descritti in questa lezione, aprite
Questo comando è particolarmente utile quando un documento non è composto solo da eventi musicali, ma è
dalla cartella delle esercitazioni il file intitolato "Documento di esempio 03.musx"1.
intervallato da pagine contenenti illustrazioni o altro materiale; nelle pagine bianche aggiunte da Finale, infatti,
Come tutti gli strumenti, anche Configura Pagina si può attivare in due modi: non è possibile scrivere musica.
Ricordate che quando si inserisce una pagina bianca, tutto il materiale musicale presente dopo il punto d'inse-
1. cliccando sulla tavolozza degli strumenti principali il pulsante rappresentato da due fogli di carta so-
rimento verrà slittato in avanti.
vrapposti (fig. 7.1 A);
La finestra di dialogo che appare (fig. 7.2) è piuttosto intuitiva:
2. aprendo il menu Strumenti e localizzando la voce relativa, posizionata al centro dell'elenco (fig. 7.1 B).

Fig. 7.2 - La finestra Inserisci pagine vuote

• nella prima casella (A) si determina la quantità di pagine bianche da inserire (in questo caso lasciate
pure il numero "1").

• Il successivo menu a tendina (B) - molto simile a quello già incontrato durante l'analisi dello strumento
Ridimensiona - consente di scegliere con precisione il livello di intervento:

oo la partitura o parte correntemente aperta;


oo la partitura e solo alcune parti prescelte (notate anche in questo caso come si attiva il pulsante
Seleziona);
oo tutte le parti separate;
Fig. 7.1 - Le due modalità per l'attivazione dello strumento Configura pagina
oo la partitura e tutte le parti.
1. Se state utilizzando una versione di Finale precedente alla 2014, importerete il file "Documento di esempio 03.xml" seguendo le istru-
zioni riportate nell'Appendice 1. Non essendoci ancora parti staccate, mantenete pure la prima opzione.

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Lezione 7. Lo strumento Configura pagina | 55 56 | Il layout di pagina. Impostare documenti dall'aspetto professionale

• Più in basso, per mezzo di tre distinti pulsanti di opzione (C), imposterete il punto esatto di inserimen- trova nell'angolo superiore sinistro, la seconda nell'angolo opposto, cfr. fig. 7.4).
to della (o delle) pagine bianche:
oo prima della pagina "X";
oo dopo la pagina "X";
oo direttamente in coda al documento.

Per fare un esempio, ordinate a Finale di inserire una sola pagina bianca nel corrente documento, prima di pagi-
na 2: dopo aver confermato con il pulsante OK, scorrendo in avanti potrete visualizzare la nuova pagina vuota, e
proseguendo noterete che la "vecchia" pagina 2 ora è diventata la pagina 3, portando con sé tutto il suo even-
tuale contenuto.
Tornate ora al menu speciale Configura pagina e con il comando successivo, Cancella le pagine vuote, eseguirete
ovviamente l'operazione inversa, cioè eliminerete pagine bianche (fig. 7.3).

Fig. 7.4 - Le maniglie per la selezione di un'accollatura (nei cerchi rossi)

Per fare un esempio, selezionate la seconda accollatura di pagina 1.


Ora aprite il menu Configura Pagina, in cui potete osservare che la voce Inserisci interruzione di pagina è divenuta
attiva, e pertanto sceglietela.
Come vedete, la vostra accollatura è stata spostata all'inizio della seconda pagina, mentre se tornate a pagina 1,
noterete che dopo il primo sistema si è formato un grande spazio bianco.
Fig. 7.3 - La finestra Elimina le pagine vuote
Così come le pagine bianche, anche le interruzioni di pagina possono essere velocemente rimosse in caso di
Molto semplicemente, nella finestra di dialogo che appare selezionate la voce opportuna dal menu a tendi- ripensamenti o revisioni di un brano. Se ad esempio volete cancellare l'interruzione appena inserita, fate un clic
na A (in questo caso mantenete Parte o partitura corrente), quindi cliccate sul primo dei due pulsanti di singolo sulla maniglia dell'accollatura n. 2 (ossia sempre quella successiva al punto di interruzione) e dal consue-
opzione B e scrivete "2" in entrambe le caselle, così da eliminare la pagina bianca appena creata. to menu Configura Pagina stavolta selezionate Cancella interruzione di pagina.

Prima di confermare con il pulsante OK, osservate che il secondo pulsante di opzione consente di eliminare Il comando successivo del menu, Inserimento accollature, permette - come dice il suo nome - di aggiungere uno
con una sola operazione tutte le pagine bianche eventualmente presenti dal punto prescelto fino alla fine o più sistemi in un punto prescelto della partitura.
del documento: userete questa comoda funzione soprattutto realizzando revisioni o trascrizioni di brani pre- Come per il comando di inserimento delle battute (singole o a gruppi), che vedremo nella lezione n. 15 trattando
esistenti, qualora voleste eliminare in un istante tutte le eventuali pagine contenenti grafica o altro materiale lo strumento Misure, questo è un espediente utile in varie situazioni, ad esempio quando si sta copiando da un
non musicale. documento preesistente e ci si accorge di aver saltato per distrazione una o più righe di musica.
In casi come questi, anziché cancellare una parte del lavoro già fatto e riscriverla successivamente, oppure effet-
Proseguendo nell'analisi del menu, si incontra la voce Inserisci interruzione di pagina. Come si vede, essa al mo- tuare noiose operazioni di taglia e incolla, è molto più comodo poter inserire dei sistemi vuoti in cui aggiungere
mento non è attiva: per renderla utilizzabile, è necessario comunicare preventivamente al programma qual è il il materiale mancante. Vediamo dunque la procedura, anche in questo caso molto semplice:
punto in cui si desidera che venga inserita l'interruzione.
Che cos'è un'interruzione di pagina e quando si usa? Si tratta di un comando che interrompe la regolare succes- • portatevi a pagina 2, e aprite il menu Configura Pagina, quindi selezionate la voce Inserimento accolla-
sione delle accollature e la riprende in cima alla pagina successiva, generando uno spazio bianco "artificiale" ture, che farà aprire una piccola finestra di dialogo (fig. 7.5);
in coda alla pagina di partenza. È una funzione assai familiare a chiunque utilizzi i principali software di video-
scrittura testuale; in quel tipo di programmi l'interruzione di pagina si utilizza, di solito, per lasciare a disposi-
zione uno spazio per un'illustrazione o per separare nettamente la fine di un capitolo dall'inizio del capitolo
successivo.
Nella videoscrittura musicale gli utilizzi possono essere affini, ma in particolare si può affermare che lo scopo più
classico sia quello di lasciare lo spazio per un'immagine o per altri materiali, come ad esempio un blocco di testo
contenente le strofe di un inno, una canzone o qualcosa di simile. Non è affatto elegante, invece, dal punto di
vista tipografico, concludere una sezione di musica a metà pagina: si dovrebbe sempre cercare, in base alle prin-
cipali convenzioni editoriali, di organizzare la distribuzione delle battute nelle accollature (o la spaziatura tra le
accollature stesse) in modo da riuscire sempre a terminare tutte le sezioni o i movimenti di un brano in fondo
alla pagina. Fig. 7.5 - La finestra Inserimento nuove accollature

Qualunque sia l'utilizzo che se ne vuole fare, l'interruzione di pagina si inserisce in modo molto semplice: si • all'interno della prima casella (A) inserite la quantità di accollature desiderate (per esempio 2);
individua l'accollatura successiva al punto di interruzione (o, se preferite, l'accollatura che dovrà finire in cima
alla pagina seguente), e la si seleziona facendo un clic singolo su una qualsiasi delle sue due maniglie (la prima si • nella casella a fianco (B), invece, potete indicare la quantità di misure che dovranno comparire in cia-

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scuno dei nuovi sistemi (lasciate pure il valore già preimpostato); Ora, se osservate la vostra pagina, potete riscontrare che il margine superiore e quello inferiore sono già abba-
stanza efficaci: l'unico difetto, per amor di precisione, consiste nel fatto che il testo del copyright esce di poco
• stabilite ora, tramite la terza casella (C), il punto esatto di inserimento, scegliendo per esempio di dal margine inferiore, ma in teoria ciò non dovrebbe causare problemi di tagli indesiderati nemmeno con le
effettuarlo prima dell'accollatura n. 5. Potete utilizzare la scala di note discendenti scritta nel quinto stampanti più antiquate.
sistema come utile riferimento visivo;
I problemi più evidenti sono invece costituiti dai margini sinistro e destro, in cui la dimensione attuale, piuttosto
• prima di confermare, osservate il pulsante Spazia uniformemente le accollature (D), di solito già sele- esigua, di "144 EVPUs" (pari a 1,27 cm) potrebbe originare tagli o forature in fase di rilegatura. Questo valore va
zionato come impostazione predefinita: esso impone a Finale di calcolare uno spazio omogeneo fra le quindi sicuramente aumentato: per non correre rischi lo porteremo a "240 EVPUs".
nuove accollature nella pagina di destinazione. Poiché questa operazione sarà oggetto di una tratta- Scrivete quindi questo numero nelle caselle Sinistra e Destra poi, senza uscire dalla tavolozza, cliccate su Applica
zione separata, per il momento togliete pure la spunta dalla casella. e vedrete in tempo reale l'allargamento dei margini richiesti. Notate che la pagina comincia a sistemarsi e ad
avvicinarsi agli standard medi dei prodotti normalmente pubblicati.
• Fate clic finalmente su OK e, come vedete, la scala di note discendenti che prima si trovava nell'accolla-
È anche molto importante specificare se queste modifiche devono essere applicate a tutte le pagine del do-
tura n. 5 appartiene ora all'accollatura n. 7, in quanto la n. 5 e la n. 6 sono state da voi inserite ex novo.
cumento, oppure solo ad alcune: a questo aspetto è riservata la seconda sezione della tavolozza, denominata
Come per gli altri comandi finora incontrati, anche nel caso di Inserimento accollature Finale prevede una voce Cambia (B). I cinque pulsanti di opzione consentono di intervenire:
nel menu che effettua esattamente l'operazione opposta: si trova subito dopo, ed è denominata Cancella • solo su una pagina specifica, da indicare nel campo a lato;
­accollature. Tuttavia, a differenza del comando precedente, essa non fa apparire una finestra di dialogo, ma • su tutte le pagine;
agisce direttamente dopo che l'utente avrà selezionato le accollature da eliminare.
• solo sulle pagine sinistre;
A titolo di esempio, cancellate l'accollatura n. 6: dapprima selezionatela cliccando su una delle sue maniglie,
quindi aprite il menu Configura Pagina e scegliete il comando sopra descritto. Se tenete ancora come riferimento • solo sulle pagine destre;
la scala discendente, vedrete che essa non si trova più nel sistema n. 7, ma è stata anticipata al n. 6, in quanto il • solo in un preciso ambito di pagine, da specificare nei due campi a fianco.
precedente sistema n. 6 è stato eliminato. La casella di controllo Aggiusta solo sinistra o destra, che si attiva selezionando l'ultima opzione, restringe l'inter-
vento (limitatamente all'ambito selezionato) alle sole pagine sinistre o destre. Ad esempio:
Ora vediamo finalmente come si risolvono i problemi di layout in cui ci siamo imbattuti fin dall'inizio di que-
sta partitura. Per prima cosa, è necessario sistemare i margini del documento, per cui riportatevi dapprima a • se indicate un ambito che va da 5 a 10 e utilizzate questa funzione, Finale prenderà come riferimento
pagina 1, quindi aprite ancora una volta il menu Configura Pagina e selezionate nella parte bassa la voce Margini la prima pagina del gruppo, che in questo caso è dispari, e di conseguenza interverrà solo sulle pagine
di pagina: si apre un sottomenu dal quale dovrete scegliere la voce Modifica i margini. dispari del gruppo stesso, quindi sulle pagine 5, 7 e 9;
• viceversa, se indicate un ambito che va da 6 a 10, poiché la prima pagina del gruppo è pari, Finale agirà
A differenza di altre voci di menu, che richiamano finestre di dialogo, questa invece apre una palette (fig. 7.6) solo sulle pagine 6, 8 e 10.
molto simile a quelle che si incontrano in Photoshop o in altri programmi di grafica, ossia tavolozze che rimango-
no sempre presenti sul video, almeno fino a quando non si cambia lo strumento in uso per passare ad un altro. Vedete quindi che il livello di precisione degli interventi è veramente molto elevato e - sapendo scegliere di volta
in volta l'opzione più conveniente - sarà davvero possibile risparmiare molto tempo prezioso nella stesura delle
La comodità di questa forma di interazione consiste nel fatto che si possono vedere in tempo reale le modifiche
proprie partiture.
effettuate, e si può continuare a sperimentare a piacimento fino a ottenere il risultato desiderato, senza dover
uscire e rientrare continuamente dalle finestre di dialogo. Prima di procedere, assicuratevi che l'allargamento dei margini di pagina venga applicato a tutto il documento,
quindi cliccate sul pulsante Tutte le pagine e nuovamente su Applica. Ora, se andate a verificare, in entrambe le
pagine i margini risultano sistemati secondo le vostre indicazioni.
Vediamo ora come si interviene per modificare i margini delle singole accollature.
Tornate per l'ennesima volta al menu Configura Pagina e questa volta portate il mouse alla voce Accollature; si
apre un sottomenu dal quale selezionerete Modifica i margini. Come potete notare, si apre una nuova tavolozza
(fig. 7.7), molto simile all'altra e denominata proprio Modifica i margini dell'accollatura.

Fig. 7.6 - La tavolozza Modifica i margini di pagina

Analizziamo allora questa palette, e subito notiamo che la parte superiore (A) presenta quattro caselle, accom-
pagnate da altrettanti pulsanti checkbox per la loro attivazione o disattivazione, e disposte in un modo partico-
lare, quasi "a croce", in modo da riprodurre visivamente la collocazione dei margini a cui si riferiscono: quindi
troviamo, procedendo in senso orario, le caselle Sopra, Destra, Sotto e Sinistra.
Attualmente sono impostate due coppie di valori: "180" per i campi Sopra e Sotto, "144" per i campi Sinistra e
Destra. Fig. 7.7 - La tavolozza Modifica i margini dell'accollatura

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Anche in questo caso, nella sezione superiore (A) si nota una disposizione "a croce" delle caselle relative ai
quattro margini, ma ricordate che in questo caso ci si riferisce alle singole accollature e non alla pagina nel suo
insieme12.

Per quanto riguarda i margini superiore e inferiore, teoricamente il loro valore potrebbe essere impostato an-
che a zero, ma è un'operazione vivamente sconsigliata, in quanto nell'eventuale estrazione delle parti gli ele-
menti associati alle accollature potrebbero non essere correttamente collocati durante il processo di elabora-
zione delle parti stesse. Si consiglia perciò di mantenere almeno i valori suggeriti per default da Finale, ossia
"68 EVPUs" per il margine superiore e "104 EVPUs" per il margine inferiore.

Vi è poi un importante pulsante checkbox, intitolato Distanza fra le accollature (B), accompagnato da una ca-
sella: la sua funzione è quella di aggiungere uno spazio bianco opzionale prima di ogni accollatura selezionata.
Anche in questo caso, se non vi sono ragioni particolari, si consiglia di mantenere almeno il valore suggerito da
Finale, cioè "76 EVPUs".

È necessario anche in questo caso indicare al programma dove intervenire, pertanto nelle due caselle della
sezione inferiore (C) sceglierete l'ambito di accollature che vi interessa; naturalmente, se dovete lavorare - ad
esempio - solo sul secondo sistema, scriverete "da 2 a 2". Il pulsante Tutto permette inoltre di coinvolgere in una Fig. 7.8 - La finestra Spazia uniformemente le accollature
sola operazione tutte le accollature del brano.
• Nella parte superiore (A) sceglierete in quale settore del documento intervenire (partitura, parti o
Per finire, osservate l'indicazione in fondo alla tavolozza (D), la quale vi informa (relativamente alla pagina in- entrambe) e l'ambito di pagine su cui effettuare la spaziatura.
dicata) in merito allo spazio necessario per l'eventuale aggiunta di un'ulteriore accollatura. È molto importante
imparare, o meglio abituarsi a guardare queste indicazioni, che la maggior parte degli utenti tende a sottova- • Nella parte centrale (B) potrete inserire una percentuale di "riempimento" (o meglio di densità) della
lutare o addirittura ad ignorare, in quanto esse consentono di operare in modo più consapevole, arrivando più pagina al fine di impostare, per così dire, un limite di "coerenza" alla spaziatura automatica; ciò signi-
velocemente al risultato desiderato. fica che quando la musica presente nella pagina occupa uno spazio inferiore alla percentuale indicata
nella casella, Finale non effettuerà alcuna spaziatura.
È il momento di fare, allora, un esempio pratico: agiremo sulla prima accollatura in quanto si nota chiaramente Questo limite serve ad evitare un problema molto comune, cioè l'ottenimento di due accollature - in
che - nonostante l'ampliamento del margine sinistro della pagina - i nomi dei righi escono ancora al di fuori del una pagina - posizionate ai margini superiore e inferiore con una quantità enorme di spazio in mezzo
margine stesso. Ciò non significa che non saranno stampati correttamente, in quanto lo spazio a disposizione è (fig. 7.9). In linea di massima, la percentuale del 60% proposta da Finale è più che soddisfacente nella
più che sufficiente, ma dal punto di vista estetico non sono equilibrati con gli altri sistemi della pagina. maggior parte dei casi; notate inoltre che la casella diventa attiva solo selezionando alcune delle op-
zioni successive.
Selezionate perciò l'accollatura in questione, cliccando su una delle sue maniglie, e osservando la tavolozza no-
terete che il margine superiore in questo caso è molto ampio, ("432 EVPUs"): ciò è logico, poiché di norma nella
prima pagina di un brano si deve lasciare uno spazio abbastanza grande per poter inserire il titolo.
Il margine sinistro, inoltre, è già un po' rientrante: la tavolozza restituisce infatti un valore di "144 EVPUs", che
aumenterete a "270".
Cliccando infine su Applica, vedrete la vostra accollatura rientrare perfettamente nel margine sinistro, assicu-
rando così una percezione omogenea ed equilibrata del layout.

Giunti a questo punto, avete quasi completamente in mano la gestione dello spazio in una pagina di Finale.
Dovete ora imparare un'altra fondamentale operazione, ossia come spaziare uniformemente le accollature in
ogni pagina, eliminando così l'antiestetico spazio bianco che spesso si forma in coda alle pagine stesse, come
nel documento su cui state lavorando.

Da questo punto di vista, Finale vi dà un grande aiuto e si offre di fare per voi tutti i calcoli necessari. Sarà suf-
ficiente riaprire il solito menu Configura Pagina e - circa a metà - localizzare la voce Spazia uniformemente le
accollature; si aprirà una finestra di dialogo (fig. 7.8) contenente pulsanti e caselle che ormai vi dovrebbero es-
sere abbastanza familiari.

2. A seconda del sistema operativo installato, e anche in base alla dimensione del monitor, queste tavolozze potrebbero comparire in
posizioni diverse, ma il loro aspetto è comunque assolutamente identico in tutti i casi. Si consiglia di collocarle in un punto dello schermo
in cui possano essere utilizzate senza coprire l'area di lavoro, altrimenti è probabile che si sia costretti a spostarle di continuo.
Naturalmente, in questi casi, il possesso di un monitor abbastanza grande (24 pollici o più) facilita molto le cose. In ogni caso Finale,
quando si salva un documento, provvede a memorizzare automaticamente nelle Preferenze l'ultima posizione utilizzata, in modo che
all'avvio successivo le tavolozze si trovino esattamente nel punto in cui erano state lasciate. Fig. 7.9 - Errata impostazione della percentuale di densità del materiale

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• Infine, nella parte inferiore (C), dovete decidere quante accollature volete provare a far stare nella
pagina (o nell'ambito di pagine desiderato). Usiamo il termine "provare" perché, come vi accorgerete
nella vostra esperienza personale, ogni partitura rappresenta un caso a sé stante, quindi non esiste
una soluzione univoca per tutte le situazioni: bisogna effettuare sempre alcuni tentativi prima di tro-
vare la configurazione ideale.
A questo proposito, Finale offre tre possibili opzioni:
1. far stare un numero preciso di accollature in ciascuna pagina;
2. collocare il numero massimo possibile di accollature in ciascuna pagina;
3. effettuare una spaziatura omogenea mantenendo l'attuale numero di accollature di ciascuna pagina.
Notate che la seconda e la terza opzione attivano la casella della percentuale al centro della finestra
di dialogo.
A questo punto, fate un esempio pratico spaziando bene - per prima cosa - le tre accollature della prima pagina:
• scegliete dal menu a tendina della sezione A la voce Parte o partitura corrente;
• confermate l'opzione Solo ­pagina e scrivete "1" nella relativa casella;
• nella sezione C chiedete di ottenere 3 accollature per pagina (con la prima opzione).
In questo caso specifico si potrebbe scegliere - volendo - anche la terza opzione, che impone a Finale
Fig. 7.10 - La finestra Formato pagina della partitura
di non variare il numero di accollature attualmente presenti in pagina;
• cliccate infine su OK e vedrete che ora la spaziatura fra i sistemi è decisamente più omogenea ed ele- Probabilmente vi starete chiedendo per quale motivo non si possa iniziare ogni lavoro direttamente da qui,
gante a vedersi. saltando quindi a piè pari tutte le noiose operazioni sopra descritte. La risposta è molto semplice: non sarete
quasi mai in grado di conoscere in anticipo i parametri peculiari di ogni nuovo documento in fase di redazione
Spostatevi ora a pagina 2, in cui noterete che la spaziatura delle accollature è già abbastanza soddisfacente; se preliminare. Nella maggior parte dei casi, se lavorerete su organici e formati sempre diversi (come accade in
tuttavia volete avere con certezza una spaziatura omogenea, che occupi realmente tutto lo spazio disponibile, genere ai compositori o agli arrangiatori), avrete bisogno di verificare uno ad uno gli aspetti della vostra pagina,
riaprite il menu Configura Pagina e selezionate nuovamente il comando Spazia uniformemente le accollature; fino a raggiungere gradualmente il risultato ottimale. Se così non fosse, è ovvio che i programmatori di Finale
­impostate l'intervento su Solo pagina 2, quindi nella parte bassa cliccate sulla terza opzione e infine premete OK. non avrebbero investito tempo prezioso per creare uno strumento così articolato come Configura Pagina, ma
Per osservare bene il risultato dei vostri interventi, cliccate sullo strumento Selezione (la prima icona della tavo- avrebbero predisposto unicamente la finestra di dialogo qui illustrata.
lozza degli strumenti principali, a forma di freccia), così da far sparire tutte le linee tratteggiate e le tavolozze Lo scopo del presente manuale, inoltre, è quello di condurre l'utente alla conoscenza completa del software, e
dello strumento Configura Pagina: come si vede, finalmente il documento è stato sistemato a dovere, ed è pron- non soltanto alle sue funzioni più elementari. Ecco perché è consigliabile impostare sempre il layout passo per
to per effettuarvi l'inserimento di note, pause e tutto il resto. passo come avete fatto in questa lezione, utilizzando l'opzione Ridefinisci le pagine solamente in caso di revisio-
ni o rielaborazioni successive di una partitura.
Premesso questo, procedete pure a trasformare in formato A3 il vostro quartetto strumentale:
Prima di concludere, è necessario esplorare un'ultima importante funzione dello strumento Configura Pagina,
il quale - come ampiamente osservato - è davvero importantissimo nella fase di preparazione o revisione del • come prima cosa, nella sezione A cambiate il formato di pagina in A3, mantenendo pure l'orientamen-
documento. to Verticale;
Ponete che, a lavoro terminato, abbiate la necessità di reimpostare tutto il layout di un brano, per accontentare
una specifica richiesta della casa editrice, oppure perché i vostri esecutori hanno esigenze particolari, dovute a • per quanto riguarda la casella Ridimensiona la pagina (B), se volete far stare tutte le battute in un solo
problemi logistici, di lettura, di condivisione di leggio, ecc. foglio, evidentemente dovrete rimpicciolire ancora un po', quindi impostate una percentuale di ridu-
Per fare un esempio piuttosto azzardato, ipotizzate di dover trasportare tutta la partitura in un unico foglio in zione pari al 55%;
formato A3. • mantenete inalterati i valori della sezione Ridimensionamento accollatura (C), altrimenti rischierete
In situazioni limite come queste, ma anche in casi obiettivamente più semplici, entra in scena una funzione di ottenere righi e note troppo piccoli, quindi spostatevi in alto a destra, per modificare i margini dei
denominata Ridefinisci le pagine. Nello specifico, questo tipo di elaborazione deve essere effettuata facendo sistemi stessi in base ai valori collaudati in precedenza.
prima una breve incursione nel menu Documento, dal quale andrete a selezionare la voce Formato pagina e - nel
sottomenu che si apre - non avendo bisogno in questo caso di parti staccate, sceglierete Partitura. • Qui vedete che si possono assegnare valori distinti per la prima accollatura e per tutte le altre. Quindi,
nella sezione Margini prima accollatura (D) mantenete la spunta al pulsante checkbox e scrivete solo
Se osservate con attenzione questa grande e complessa finestra (fig. 7.10), vedrete che essa contiene pratica- il valore "270" per il margine sinistro (come avevate fatto durante la regolazione individuale); nella
mente tutte le opzioni che abbiamo finora esplorato una dopo l'altra singolarmente: essa serve quindi a predi- sezione Margini dell'accollatura (E), invece, verificate solamente che il valore della casella Alto sia pari
sporre un formato globale del documento, comprensivo di dimensione, orientamento e percentuale di pagina, a "68" e conservate tutto il resto inalterato.
marginatura delle pagine stesse e marginatura delle accollature. Potrete quindi risolvere il problema della tra-
sformazione in formato A3 operando esclusivamente in questa finestra di dialogo, senza dover nuovamente • Ora, nell'area sottostante (F) regolerete i margini di pagina: notate il checkbox denominato ­Pagine
passare più e più volte per le numerose voci del menu Configura Pagina. affiancate, utile per attivare l'eventuale impostazione individuale delle pagine sinistre e destre; poiché

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Lezione 7. Lo strumento Configura pagina | 63 64 | Il layout di pagina. Impostare documenti dall'aspetto professionale

dovete ottenere una pagina sola, esso non vi interessa e pertanto lasciatelo deselezionato.
Anche in quest'area applicherete i valori già sperimentati con successo, quindi nel gruppo Margini
­pagina sinistra scriverete "240" per i valori sinistro e destro.
• Per finire, se desiderate che la prima pagina del documento abbia un bordo superiore diverso da tutte
le altre, potete intervenire nella casella Margine superiore prima pagina (G). Anche in questo caso, do-
vendo ottenere un'unica pagina, potete ignorare l'opzione.
Ora, la cosa più singolare accade quando cliccate su OK: infatti, ci si aspetterebbe di vedere subito l'esito delle
modifiche appena effettuate, e invece non accade nulla. Questo perché la finestra Formato pagina della ­partitura
serve solo, per così dire, a raccogliere le informazioni; essa deve essere poi essere effettivamente applicata tra-
mite il menu Configura Pagina. Tornatevi, allora, e selezionate finalmente la voce Ridefinisci le pagine.
Il sottomenu vi permette, come in altri casi, di decidere su quali pagine deve essere applicata la ridefinizione del
formato; scegliete Tutte le pagine della corrente parte/partitura, confermate con OK l'eventuale messaggio di
avviso che appare, e osservate ciò che accade.
Utilizzando il comando Fai stare nella finestra (cfr. lezione n. 4), noterete che tutte le accollature hanno trovato
posto nella prima pagina. Qualora una o più sistemi si trovino ancora nella seconda pagina, andate a "­ recuperarli"
con il comando visto in precedenza, Spazia uniformemente le accollature, al quale chiederete di far stare tutte le
7 accollature nella prima pagina.
Togliete se necessario i tratteggi di riferimento, cliccando sullo strumento Selezione, e vedrete finalmente la
vostra pagina A3 con tutti i sistemi riuniti insieme.

Si conclude così questa panoramica dedicata ad uno degli strumenti più importanti in assoluto di Finale. Esso è
indubbiamente assai complesso, e talvolta il passaggio ripetuto da una voce all'altra del menu potrà apparire
macchinoso, ma con un po' di pratica ogni utente troverà il modo di usarlo al meglio, memorizzando e applican-
do i valori più appropriati per ogni tipo di partitura.

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66 | L'inserimento degli eventi musicali in partitura

Parte terza
L'inserimento degli eventi musicali in partitura

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68 | L'inserimento degli eventi musicali in partitura

Chiudete allora Gestione Partitura e attivate il suddetto strumento, utilizzando uno dei due modi consueti:

1. cliccando sulla tavolozza degli strumenti principali il pulsante che raffigura una chiave di Fa (fig. 8.2 A);

Lezione 8 2. aprendo il menu Strumenti e localizzando la voce relativa (fig. 8.2 B).

Lo strumento Chiave

Nella seconda parte del manuale avete imparato a realizzare la vostra "carta da musica personalizzata", impo-
stando con precisione le dimensioni della pagina, il numero dei righi e delle accollature, la loro distanza e densi-
tà, fino al controllo dei più piccoli dettagli relativi alla percentuale di stampa di ogni elemento grafico presente
in partitura.
Prima di iniziare l'inserimento degli eventi musicali veri e propri, è consigliabile raggiungere al più presto la piena
padronanza dei suddetti argomenti, in modo da dover intervenire il meno possibile in seguito per correggere
eventuali errori di impostazione. È evidente, infatti, che tutte le regolazioni sono molto più agevoli quando il do-
cumento è ancora vuoto, mentre invece un intervento su un documento già pieno di note, pause, articolazioni,
espressioni e quant'altro rischia di essere molto problematico, costringendo l'utente in alcuni casi a riscrivere
una parte del materiale, o addirittura a ricominciare da capo.
Premesso questo, per seguire sul vostro computer i vari passaggi descritti in questa lezione, aprite dalla cartel-
la delle esercitazioni il file intitolato "Documento di esempio 04.musx"1. Come vedete, si tratta del brano "Fra
­Martino", già utilizzato in precedenza, ma ora con tutti i margini e gli altri elementi perfettamente sistemati.
Iniziando ad intervenire sul materiale musicale, la cosa più naturale è seguire l'ordine con cui di norma si dispon-
gono gli elementi in un rigo; questa lezione sarà quindi dedicata allo strumento Chiave di Finale.
Fig. 8.2 - Le due modalità per l'attivazione dello strumento Chiave
Come detto nella lezione n. 5, a partire da Finale 2012 la chiave iniziale di ciascun rigo si imposta per mezzo
dello strumento Gestione Partitura. A tale proposito apritelo brevemente, utilizzando la scorciatoia da tastiera Per vederne il funzionamento, ipotizzate di voler inserire un cambio di chiave nel rigo del clarinetto basso,
­CTRL+K (in Windows) o CMD+K (in MacOS); ora, selezionando i singoli strumenti dalla lista in alto, notate come all'inizio della terza battuta. Fate dunque doppio clic in un punto qualsiasi della misura in questione, e subito
il menu Chiave iniziale in basso a destra mostra la chiave assegnata in apertura a ciascuno di essi (fig. 8.1). comparirà la finestra Cambio chiave (fig. 8.3).

Fig. 8.1 - Il menu a tendina Chiave iniziale nello strumento Gestione Partitura

Se quindi dovete modificare la prima chiave di un rigo, lo potete fare direttamente in questa sede; questo, tut-
tavia, è l'unico intervento che lo strumento Gestione Partitura vi consente di effettuare riguardo alle chiavi. Se
infatti, come accade molto spesso, aveste bisogno di cambiare chiave all'inizio di una battuta successiva alla
prima, oppure all'interno di una misura fra una nota e l'altra, ecco che dovrete ricorrere necessariamente allo
strumento Chiave.

1. Se state utilizzando una versione di Finale precedente alla 2014, importerete il file "Documento di esempio 04.xml" seguendo le istru-
zioni riportate nell'Appendice 1. Fig. 8.3 - La finestra Cambio chiave

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Lezione 8. Lo strumento Chiave | 69 70 | L'inserimento degli eventi musicali in partitura

Come si nota, essa presenta la stessa galleria di chiavi (A) vista all'interno dello strumento Gestione Partitura, Ora fate doppio clic sulla terza battuta del clarinetto basso, e nella finestra Cambio chiave scegliete proprio la
ma qui vi sono alcune opzioni aggiuntive. chiave di violino. L'opzione Quando necessario è già attiva, quindi cliccate su OK e vedrete che è stata aggiunta
una chiave di violino molto piccola. Le note, inoltre, sono state spostate di posizione in base alla nuova chiave
In primo luogo, infatti, c'è una sezione denominata Mostra la chiave (B), con tre pulsanti di opzione: assegnata (fig. 8.5).
• scegliendo il primo (Quando necessario), la chiave prescelta verrà visualizzata solo se prima di essa ce
n'è una diversa. Questo perché Finale, per impostazione predefinita, rispetta le regole generali della
teoria musicale: quindi, in questo caso, provando a inserire di nuovo una chiave di basso non si otter-
rebbe alcun risultato visibile.

• Il secondo pulsante (Mai), dirà a Finale di non visualizzare in alcun caso la nuova chiave nella battuta,
anche se ciò fosse richiesto dalle regole della teoria. Di fatto, quindi, questa opzione consente di effet-
Fig. 8.5 - Esempio di cambio della chiave con variazione percentuale della dimensione
tuare un cambio di chiave "nascosto", operazione che potrà rivelarsi utile in varie occasioni.

• Il terzo pulsante (Sempre), consente invece di forzare la visualizzazione della chiave a prescindere dalle Prima di procedere, tornate alla finestra delle Opzioni del documento e ripristinate il valore della chiave di violino
regole della teoria. Per esempio, si possono inserire e rendere visibili due chiavi di violino consecutive, al "75%".
anche dentro la stessa battuta.
Ora, per concludere l'analisi della finestra Cambio chiave, fate nuovamente doppio clic sulla terza battuta del
Notate che la selezione di quest'ultimo pulsante attiva anche la casella Dimensione chiave, nella quale
­clarinetto basso e osservate la parte bassa della finestra (cfr. fig. 8.3): qui troverete i "soliti" tre pulsanti di
potrete determinare, in valore percentuale, la grandezza della chiave visualizzata. Di norma, come
­opzione (C) che consentono di decidere il punto esatto in cui avverrà il cambio di chiave e la durata del cambio
noto, le chiavi interne sono un po' più piccole rispetto a quelle di inizio rigo, e tale valore si assesta
stesso, nonché in basso un pulsante denominato Posiziona la chiave dopo la stanghetta di battuta (D), che - come
mediamente intorno al 75%: si consiglia perciò di mantenere tale impostazione. si intuisce - collocherà la nuova chiave non prima, ma dopo la stanghetta della battuta da cui inizia il cambio.
In caso di necessità, è comunque possibile impostare una dimensione personalizzata anche per le chiavi inserite Chiaramente quest'ultima impostazione va contro le normali regole della teoria musicale, anche perché rischia
tramite la prima opzione (Quando necessario). Per effettuare tale modifica, chiudete momentaneamente questa di creare un'eccessiva vicinanza (se non una sovrapposizione) della chiave con la prima nota inserita nella bat-
finestra e aprite il menu Documento, dal quale selezionerete la voce Opzioni del documento. Per accedere a que- tuta; è opportuno quindi utilizzarla solo in caso di reale necessità.
sta finestra potete anche utilizzare la scorciatoia ALT+CTRL+A (in Windows) oppure ALT+CMD+A (in MacOS). Avete imparato fin qui come si fa l'operazione più semplice, cioè un classico cambio di chiave all'inizio di una bat-
Ora, dall'ampio elenco a sinistra scegliete la voce Chiavi e nell'area principale della finestra (fig. 8.4), oltre alle tuta; vediamo invece come agire nel caso si debba inserire un cambio di chiave all'interno della misura. In questo
opzioni generali di visualizzazione e spaziatura delle chiavi (A), troverete ciò che vi serve per modificare il loro caso è necessario far capire a Finale qual è il punto esatto in cui deve iniziare la modifica, e il sistema più tipico
aspetto. consiste nel trascinare il mouse in corrispondenza del punto desiderato.
Ponete, ad esempio, che a metà della terza battuta (quindi sul terzo Do), il clarinetto basso debba ritornare alla
sua chiave iniziale: tenendo premuto il pulsante sinistro del mouse, disegnate un tracciato ideale attorno alla
prima nota dell'area che vi interessa; si raccomanda di fare il trascinamento partendo dall'esterno del penta-
gramma. Se avete effettuato correttamente l'operazione vedrete che la nota in questione appare ora selezio-
nata (fig. 8.6).

Fig. 8.6 - Selezione precisa di una nota per effettuare un cambio di chiave interno

A questo punto è sufficiente fare con precisione doppio clic all'interno dell'area selezionata, così da riaprire la
finestra già vista in precedenza (cfr. ancora la fig. 8.3); in questo caso, però, ciò che ora imposterete avrà effetto
Fig. 8.4 - Le Opzioni del documento - Sezione Chiavi solo a partire dalla nota prescelta. Agite perciò in questo modo:

Potete scegliere, tramite il pulsante Seleziona (B), la chiave che vi interessa, e quindi variare la cifra percentuale • scegliete la chiave di basso nel settore A;
nella seconda casella (C); grazie a queste impostazioni sarà possibile, volendo, assegnare valori di visualizzazio-
• confermate l'opzione Quando necessario nella sezione B;
ne diversi per ciascuna chiave disponibile nella galleria. L'ultima casella, Offset (D), consente inoltre di determi-
nare un'eventuale distanza aggiuntiva della chiave selezionata rispetto alla stanghetta della battuta; poiché la • nell'area C assegnate il cambiamento fino alla fine del brano, cliccando sul secondo pulsante, quindi
nuova chiave sarà posizionata, per default, subito prima della battuta interessata dal cambio, il suddetto valore confermate con OK.
sarà evidentemente negativo.
Come potete vedere, è comparsa la nuova chiave al centro della battuta, corredata da una maniglia che consen-
Per fare un esempio, mantenete la chiave di violino, quindi passate alla casella Riduzione percentuale e inseritevi te, all'occorrenza, di spostarla in senso orizzontale per posizionarla al meglio. Ancora una volta, naturalmente,
un valore del "50%"; mantenete l'offset al valore attuale di "-8" e infine premete il pulsante OK. le note sono state cambiate di posizione in base alla modifica effettuata (fig. 8.7).

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Lezione 8. Lo strumento Chiave | 71 72 | L'inserimento degli eventi musicali in partitura

• assicuratevi ora che lo strumento giusto (in questo caso lo strumento Chiave) sia selezionato nella
tavolozza degli strumenti principali: questa verifica, benché possa sembrare scontata, è veramente
molto importante;
• ora tenete premuto il tasto Maiuscole (SHIFT) sulla tastiera e contemporaneamente premete la lettera
"B" (cioè il vostro nuovo Metatool);
Fig. 8.7 - Esempio di cambio della chiave all'interno della battuta • si apre subito la finestra di selezione degli elementi, dalla quale sceglierete con un clic l'oggetto in
questione, cioè la chiave di basso; concludete facendo clic su OK.
Lo strumento Chiave fornisce anche l'occasione per iniziare a descrivere una delle opzioni più interessanti e Con questa operazione, il Metatool corrispondente alla chiave di basso è stato ufficialmente modificato. Se in-
importanti di Finale: i Metatool. fatti riaprite la finestra Cambio chiave vedrete che ora, nell'angolo in alto a sinistra della casella corrispondente,
Questo termine indica una serie di scorciatoie personalizzabili, che consentono di effettuare con notevole rapi- non c'è più il numero "4" ma la lettera "B" (fig. 8.9), perciò d'ora in avanti ogni volta che farete clic tenendo
dità l'inserimento in partitura degli elementi più vari: chiavi (come in questo caso), segni d'espressione, artico- abbassato il tasto "B" otterrete subito la chiave di basso.
lazioni, oggetti grafici, ecc.
Per vedere subito come funzionano queste scorciatoie, aprite ancora una volta la finestra Cambio chiave, facen-
do doppio clic in un punto qualsiasi del rigo del violino.
Notate ora che nell'area dedicata alla selezione della chiave, in corrispondenza dell'angolo superiore sinistro di
ogni casella, c'è un piccolo numero o lettera fra parentesi: quello è proprio il Metatool corrispondente a ciascun
simbolo (fig. 8.8).

Fig. 8.9 - Il Metatool modificato per la chiave di basso

Per concludere l'analisi di questo strumento, vediamo come potete creare una chiave personalizzata, nel caso in
cui nessuna tra quelle proposte da Finale corrisponda alle vostre necessità; uno degli aspetti più affascinanti di
questo programma, infatti, consiste nel poter realizzare - con quasi tutti gli strumenti a disposizione - nuovi ele-
menti dal design originale. In questo caso specifico, per la verità, è piuttosto improbabile che l'utente non trovi
la chiave "giusta" all'interno della galleria predefinita, poiché le proposte sono ben 18 e in genere soddisfano
Fig. 8.8 - I Metatool predefiniti per le chiavi qualsiasi esigenza. A puro titolo dimostrativo, comunque, creeremo ora una nuova chiave, così da illustrare il
funzionamento della finestra per il disegno delle chiavi personalizzate.
Osservate ad esempio la chiave di basso, e vedrete che il Metatool ad essa assegnato è il numero "4": ciò signi- Accedete nuovamente alla finestra delle Opzioni del documento, tramite la scorciatoia sopra descritta o attra-
fica che se terrete premuto il tasto "4" sulla tastiera del computer e contemporaneamente farete clic nel punto verso il menu Documento, e assicuratevi che nella lista a sinistra sia selezionata la voce Chiavi; poiché si tratta
desiderato, apparirà immediatamente una chiave di basso senza bisogno di passare attraverso alcuna finestra di dell'ultima voce utilizzata, la troverete già in evidenza. Ora notate che in basso a destra c'è un pulsante denomi-
dialogo. Facciamo subito una prova pratica: nato Impostazione delle chiavi; fate clic su di esso, e subito si apre la finestra corrispondente (fig. 8.10).
• uscite dalla finestra Cambio chiave premendo il pulsante Annulla, quindi deselezionate tutto cliccando
in un punto bianco della pagina;
• poiché ora sapete che il numero "4" è il Metatool corrispondente alla chiave di basso, tenete premuto
proprio il tasto "4" sulla tastiera e fate clic a metà della seconda battuta del violino, fra la quarta e la
quinta nota;
• come vedete, una chiave di basso è stata immediatamente inserita nel punto in cui avete cliccato (con
il naturale e conseguente riposizionamento delle note successive).
Se quindi, con un po' di pazienza, imparerete a memoria i Metatool corrispondenti agli elementi che più fre-
quentemente inserite nelle vostre partiture, sarete in grado di risparmiare moltissimo tempo; tenete presente,
inoltre, che gli oggetti appaiono perfettamente nel punto in cui si clicca, perciò non c'è quasi mai bisogno di
aggiustarne successivamente la posizione.
Naturalmente i Metatool possono essere liberamente modificati nel caso in cui una scorciatoia assegnata come
impostazione predefinita non vi piaccia o sia difficile da memorizzare. La procedura di modifica di un Metatool
avviene in questo modo:
• ipotizzate di voler assegnare alla chiave di basso, anziché il numero "4", la lettera "B", che è sicuramen-
te più facile da ricordare; Fig. 8.10 - La finestra Impostazione delle chiavi

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Lezione 8. Lo strumento Chiave | 73 74 | L'inserimento degli eventi musicali in partitura

Ad un rapido sguardo, essa appare molto simile alla finestra utilizzata in precedenza per scegliere la chiave forme predefinite tra le quali potete liberamente scegliere: scorrendo la galleria, si trovano elementi
(cfr. fig. 8.3). Tuttavia, osservandola meglio noterete che vi sono alcune differenze piuttosto importanti: in pri- molto vari ed eterogenei (fig. 8.12).
mo luogo, non essendo questa una finestra di selezione, non vi è alcun Metatool all'interno delle caselle conte-
nenti le chiavi; in secondo luogo, i pulsanti e le altre voci nell'area sottostante sono assai diversi.
Analizziamone meglio il funzionamento:

• Le caselle di scelta (A), come detto, sono 18 e contengono tutte le chiavi più comuni e altre di utilizzo
più raro; per crearne una nuova sarà necessario… "sacrificare" una delle chiavi esistenti. È consigliabile
perciò scegliere un simbolo che sicuramente non dovrà essere utilizzato, almeno nel corrente docu-
mento: in questo caso potete cliccare sulla chiave invisibile in terz'ultima posizione.

• Premendo ora il pulsante Seleziona (B), accederete alla finestra denominata Selezione del simbolo, in
cui vengono visualizzati tutti i glifi appartenenti al carattere musicale predefinito, in questo caso il font
­Maestro (fig. 8.11).

Fig. 8.12 - La finestra Selezione della forma disegnata

• Come per i caratteri, sarà sufficiente selezionare la forma di proprio gradimento, cliccare sul pulsante
Seleziona e tale forma sostituirà immediatamente la chiave predefinita. Fate una rapida prova sceglien-
do una forma qualsiasi.
• L'aspetto più curioso e divertente, tuttavia, si ottiene andando a "inventare" i simboli stessi:
oo accedete nuovamente alla finestra Selezione della forma disegnata, e sotto la galleria di simboli
troverete una serie di pulsanti per l'esecuzione di diverse operazioni, tra cui la modifica delle for-
me, la loro duplicazione o cancellazione, il loro cambiamento di posizione all'interno della griglia e
soprattutto l'aggiunta di nuovi elementi, per effettuare la quale farete clic sul pulsante Crea.
Fig. 8.11 - La finestra Selezione del simbolo oo Come in una matrioska, scoprirete un'ulteriore finestra, in questo caso denominata Strumento
­Disegno (fig. 8.13). Anch'essa dovrà essere aperta molte volte durante l'utilizzo ordinario del pro-
Si dovrà quindi semplicemente scegliere un simbolo alternativo, per esempio il punto coronato nella gramma, perciò ci saranno altre occasioni per rivederla e commentarla.
casella n. 85, e fare clic sul pulsante Seleziona: ora nella terz'ultima casella, che conteneva la chiave
invisibile, si trova il nuovo simbolo prescelto.

• Nel caso voleste utilizzare un font diverso da Maestro, deselezionate il pulsante Usa il font predefinito
per le chiavi (C), quindi premete il pulsante Carattere (D).
Compare una finestra ben nota, ossia quella in cui - nella maggior parte dei programmi - si imposta la
formattazione per il testo. A titolo di esempio, selezionate il font Arial, inserite uno stile e una dimen-
sione a piacere (per esempio grassetto a 36 punti), quindi confermate con OK.
Se ora premete di nuovo il pulsante Seleziona (cfr. il punto precedente), l'elenco di glifi che compare
non è più quello del font Maestro, bensì quello appartenente ad Arial, con lo stile e la dimensione da
voi assegnata.
Questa operazione si può effettuare scegliendo un qualsiasi font installato nel proprio sistema opera-
tivo, avendo perciò a disposizione una quantità considerevole di simboli da utilizzare per le partiture in
sostituzione di quelli tradizionali.

• Proseguendo nell'analisi, le cose si fanno ancora più sofisticate se cliccate sul pulsante di opzione For-
ma (E): come suggerisce infatti il nome stesso, per creare la chiave alternativa non si utilizzerà un ca-
rattere ma una forma grafica vera e propria. Per vedere come funziona, fate clic sul pulsante ­Seleziona
accanto all'opzione.
La finestra Selezione della forma disegnata, che incontrerete anche in altre occasioni, vi mostra alcune Fig. 8.13 - Lo Strumento Disegno

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Lezione 8. Lo strumento Chiave | 75 76 | L'inserimento degli eventi musicali in partitura

oo Lo Strumento Disegno, per quanto in modo assai semplificato, si avvicina molto agli analoghi ­tools siano spuntate le opzioni "Quando necessario" e "da battuta 3 alla fine del brano", date l'ultimo OK.
per la creazione di forme geometriche e altri simboli che si trovano nei programmi di grafica pro- Come vedete, il simbolo appare ridotto al 75% davanti a batt. 3 (in quanto viene giustamente con-
fessionale. siderato come una chiave di cortesia), ed è invece alla sua normale dimensione all'inizio di tutte le
In alto, infatti, vi è una serie di pulsantini (A) grazie ai quali si può disegnare nell'area centrale (B) altre accollature.
qualsiasi tipo di oggetto, compresa l'eventuale importazione di file grafici esterni. Potete divertirvi
a sperimentare nei modi più vari tutte le possibilità offerte dall'utilizzo semplice o combinato di Prima di concludere, tornate un'ultima volta all'interno della finestra delle Opzioni del documento, poiché resta-
tutti questi pulsanti. no da analizzare le ultime tre caselle della finestra Impostazione delle chiavi (cfr. fig. 8.10 F):
Solo per fare un semplice esempio, provate a disegnare un quadrato grigio con un bordo nero:
• l'opzione Posizione Do centrale (dalla linea superiore), il cui valore è misurato in "spostamenti" (ossia
oo come prima cosa, verificate che l'area di lavoro sia ingrandita a sufficienza per poter operare con spazi e linee), consente di impostare la collocazione del Do centrale (C 3 ) rispetto alla linea superiore
precisione, perciò aprite il menu a tendina Zoom (C) e impostate la visualizzazione al 400%; del pentagramma. Poiché in chiave di violino la suddetta nota dista 10 posizioni dalla linea superiore
del rigo, il suo valore predefinito è "-10". Se quindi modificherete questo valore, sarà variata di conse-
oo osservate adesso l'area di lavoro: il pentagramma già presente serve come punto di riferimento, guenza anche la posizione del Do centrale e di tutte le altre note.
e il pallino bianco (D), denominato "origine", vi permetterà di capire dove sarà collocato il nuovo In altre parole, con questa opzione viene definito a tutti gli effetti il modo in cui la chiave determina
oggetto. Notate anche, subito sotto la barra del titolo della finestra, la presenza dei menu ­Modifica l'altezza delle note sul pentagramma, compresa la loro esecuzione in playback.
e ShapeDesigner (E): quest'ultimo contiene molte opzioni aggiuntive che possono combinarsi con
l'utilizzo dei singoli pulsantini12. • L'opzione successiva, Posizione della chiave (dalla linea superiore), ha una funzione simile, ma riferita
direttamente alla chiave. Se quindi, ad esempio, la chiave di violino dista normalmente 6 posizioni ri-
oo Procedete finalmente a disegnare il nuovo simbolo, selezionando l'icona del rettangolo dal gruppo spetto alla linea superiore del pentagramma, la variazione del valore della casella avrà come effetto lo
di controlli A; trascinate il mouse lungo tutta l'altezza del pentagramma tenendo premuto il tasto slittamento verticale della chiave lungo il rigo stesso.
SHIFT, in modo da ottenere un quadrato perfetto; Potete notare come la nona chiave della galleria non sia altro che una chiave di violino abbassata di due
oo ora aprite il menu Modifica e scegliete il comando Seleziona tutto (scorciatoia CTRL+A in ­Windows posizioni: infatti il suo valore nella casella in questione è pari a "-8".
oppure CMD+A in MacOs), quindi aprite il menu ShapeDesigner, da cui sceglierete la voce • La terza e ultima opzione, Offset linea base per la musica, determinerà un ulteriore slittamento della
­Riempimento; ­posizione verticale delle chiavi sul rigo, in questo caso però misurato in EVPUs; il valore "0" (zero)
oo nel sottomenu che si apre, selezionate "50%", tenendo presente che state lavorando solo su livelli impostato come default va di solito benissimo per le chiavi standard del font Maestro, ma potrebbe
di grigio in quanto lo strumento non gestisce i colori, se non quelli già presenti negli eventuali file dover essere modificato nel caso in cui l'utente crei delle chiavi personalizzate.
esterni. Ora il vostro quadrato è grigio, quindi tornate per l'ultima volta al menu ShapeDesigner, al
fine di ingrossare il bordo esterno; scegliete la voce Spessore della linea e dal relativo sottomenu
impostatela a "5 punti". È tutto per quanto riguarda lo strumento Chiave. Come avete potuto notare, anche nel caso di un elemento
apparentemente molto semplice come la chiave musicale, Finale offre numerose opzioni di modifica o migliora-
oo Il vostro simbolo è pronto (fig. 8.14). Confermate facendo clic su OK e potrete vederlo nella griglia mento, e proprio per questi motivi è diventato negli anni lo standard ufficiale di riferimento fra i programmi di
in ultima posizione, il che significa che d'ora in poi sarà sempre a vostra disposizione per essere videoscrittura musicale.
utilizzato in qualsiasi altro momento.

Fig. 8.14 - Creazione di una chiave di fantasia con lo Strumento Disegno

oo Ora, per memorizzare finalmente la nuova chiave a forma di quadrato nella galleria di Finale dovete
dare una serie di conferme, facendo dapprima clic sul pulsante Seleziona, poi ancora su OK, e sem-
pre su OK nella finestra da cui siete partiti, ossia quella delle Opzioni del documento.
oo Procedete ad inserire la chiave con la procedura imparata all'inizio di questa lezione, quindi fate
doppio clic in un punto a vostra scelta (per esempio nella terza battuta del canto). Notate come
il nuovo simbolo sia ora presente fra i 18 predefiniti: selezionatelo, e dopo esservi assicurati che

2. Nella versione per MacOS, i suddetti menu non si trovano all'interno della finestra, ma vengono collocati all'estremità superiore dello
schermo, in aggiunta temporanea ai menu fissi del programma.

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78 | L'inserimento degli eventi musicali in partitura

La prima e più semplice operazione da effettuare è un doppio clic in una battuta a scelta di un qualsiasi stru-
mento dell'organico: lo farete ovviamente nella prima misura se dovete impostare la tonalità iniziale del brano,
altrimenti lo farete nella battuta esatta in cui si deve verificare un cambio di tonalità.

Lezione 9 Ponete pure di dover impostare l'armatura iniziale della composizione, quindi intervenite a misura 1.

Come prevedibile, comparirà una finestra di dialogo, denominata Armatura di chiave (fig. 9.2), nella quale potre-
te impostare tutti i parametri necessari.
Lo strumento Tonalità

Subito dopo la chiave, in ogni rigo musicale scritto in notazione tradizionale si incontra un altro importante
elemento: l'armatura di chiave, ossia l'indicazione delle eventuali alterazioni che caratterizzano la tonalità di un
brano. Anche questo elemento, apparentemente semplice, dispone in Finale di un proprio strumento molto
sofisticato, che consente di gestire la tonalità delle partiture in modo veramente completo.
Descrivendo la creazione di un nuovo documento tramite l'Impostazione guidata (cfr. Lezione 1), abbiamo visto
come durante tale procedura sia possibile definire, fra le altre cose, anche la tonalità iniziale del brano. Tuttavia,
come accade per la chiave, l'Impostazione guidata non consente l'inserimento di una nuova tonalità in battute
successive alla prima, né la definizione di altri importanti parametri. Quindi sarà necessario anche in questo caso
utilizzare uno strumento specifico.
Prima di iniziare l'analisi dello strumento Tonalità, aprite dalla cartella "Documenti di esempio ed esercitazioni" il
file intitolato "Documento di esempio 05.musx"1.
Ora attivate lo strumento, servendovi come di consueto di una delle due modalità possibili:
1. clic nella tavolozza degli strumenti principali sul pulsante che raffigura un frammento di pentagramma
con due bemolli (fig. 9.1 A);
2. selezione della voce opportuna nel menu Strumenti (fig. 9.1 B).

Fig. 9.2 - La finestra Armatura di chiave

• Osservate in primo luogo l'anteprima in alto (A), dotata di una propria barra di scorrimento: se agite
direttamente sulle frecce, vedrete che ogni clic verso l’alto aggiunge un diesis, mentre ogni clic verso
il basso elimina gli eventuali diesis presenti fino a tornare allo stato neutro e iniziare ad aggiungere
bemolli.
In termini più tecnici, si può affermare che i clic verso l’alto spostano il centro tonale di una quinta
­giusta ascendente, e i clic verso il basso lo spostano di una quinta giusta discendente.
Notate inoltre come il nome della tonalità prescelta appaia in tempo reale nella parte inferiore dell'an-
teprima (B).

• Il menù a tendina sulla destra (C) è composto da 4 voci: Tonalità maggiore, Tonalità minore, Senza
tonalità e Non standard.
Le prime due opzioni, naturalmente, si riferiscono ai due modi classici della tonalità, maggiore e mino-
re; a che cosa può servire specificare il modo della tonalità prescelta in un programma come Finale?
I vantaggi principali sono due:

1. i n primo luogo, durante la trattazione dello strumento Accordi (cfr. Lezione 20), vedrete che quan-
do si inserisce una sigla accordale, il software valuta correttamente le note fondamentali, indican-
do per esempio un accordo di Do maggiore come primo grado se il modo è maggiore o come terzo
grado se il modo è minore;

Fig. 9.1 - Le due modalità per l'attivazione dello strumento Tonalità 2. inoltre, la corretta assegnazione del modo consente a Finale di trattare le alterazioni con maggio-
re pertinenza in caso di inserimento delle note via MIDI: ad esempio, la nota fra il Sol e il La sarà
1. Se state utilizzando una versione di Finale precedente alla 2014, importerete il file "Documento di esempio 05.xml" seguendo le istru- trascritta come Sol S se avrete impostato La minore, o come La F se invece avrete impostato Do
zioni riportate nell’Appendice 1. maggiore.

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Lezione 9. Lo strumento Tonalità | 79 80 | L'inserimento degli eventi musicali in partitura

La terza opzione del menu, Senza tonalità, è un'importante novità introdotta a partire da Finale 2014: possibile variare liberamente tale impostazione cliccando sui vari pulsanti di opzione, ottenendo i
una partitura senza tonalità non presenta alcuna alterazione in chiave e, nel caso si inseriscano gli vantaggi maggiori soprattutto quando si trascrivono melodie basate sui modi ecclesiastici.
eventi via MIDI, applica alle note alterate le impostazioni del sottomenu Modifica / Grafia enarmonica
(fig. 9.3).

Fig. 9.5 - La finestra Modifica la grafia modale e cromatica


Fig. 9.3 - Il sottomenu Grafia enarmonica
• Tornando al menu C di fig. 9.2, la quarta ed ultima opzione (Non standard) si riferisce evidentemente
Questo sottomenu, la cui configurazione va effettuata con particolare attenzione, prevede le seguenti
a tutte le tonalità non convenzionali, ovvero quelle che non utilizzano come riferimento il circolo delle
voci:
quinte. Alla fine della presente lezione dedicheremo una trattazione approfondita a questa complessa
oo Usa la grafia enarmonica predefinita. Il comando dice a Finale di interpretare automaticamente le area del software.
alterazioni, seguendo la direzione delle linee melodiche.
• Procedendo, nel frattempo, con l'analisi degli elementi della finestra, si nota la sezione Regione di
oo Privilegia i diesis. Con questo comando, il programma restituisce tutte le alterazioni come diesis,
misure (D), corredata dai tre consueti pulsanti di opzione con cui si definisce l'ambito di battute che
indipendentemente dalla direzione delle linee melodiche.
dovrà essere contemplato dal cambio di tonalità.
oo Privilegia i bemolli. Al contrario, con questo comando, il programma restituisce tutte le alterazioni
come bemolli, indipendentemente dalla direzione delle linee melodiche. Ora, prima di descrivere l'interessante sezione in basso dedicata alle opzioni di trasposizione (E), è opportuno
oo Usa la tabella della grafia enarmonica. Scegliendo questa voce, Finale interpreterà le alterazioni in fare qualche semplice esercizio utilizzando gli strumenti fin qui elencati.
base a una specifica tabella, completamente personalizzabile dall'utente. Il programma prevede a
tal fine due tabelle, che possono essere visualizzate e modificate selezionando le due voci succes- • Ipotizzate che nel corrente documento di esempio la tonalità debba essere modificata in La maggiore
sive del presente sottomenu. nelle prime tre battute: agite quindi sulla barra di scorrimento dell'anteprima A, cliccando sul pulsante
oo Modifica la grafia delle scale maggiori e minori. Questa prima tabella (fig. 9.4) rappresenta, con l'au-
a freccia superiore fino ad ottenere tre diesis in chiave;
silio di una serie di pulsanti di opzione, la disposizione dei gradi lungo le scale maggiori e minori, • assicuratevi che il menù a tendina sulla destra (C) sia posizionato sulla voce Tonalità maggiore, quindi
partendo dal trattamento standard delle alterazioni per le note estranee alla scala. Per esempio, cliccate sul primo pulsante di opzione dell'area D e nelle relative caselle scrivete "da misura 1 sino alla
nell'impostazione di default della scala maggiore l'eventuale alterazione fra il primo e il secondo 3";
grado viene resa con il bemolle (Re F per la scala di Do maggiore, Mi F per la scala di Re maggiore,
ecc.): l'utente, quindi, può variare a piacimento tale impostazione cliccando sui vari pulsanti di • cliccate infine su OK e vedrete immediatamente l'effetto della vostra modifica.
opzione. Notate che alla fine della prima accollatura, poiché qui termina la variazione effettuata, sono compar-
se le cosiddette alterazioni di cortesia che preannunciano il ritorno alla tonalità iniziale all'inizio del
secondo sistema.

• Nel caso in cui non desideriate visualizzare le suddette indicazioni, dovrete agire sulle Opzioni del
­documento, già analizzate nelle precedenti lezioni; per aprire velocemente la finestra in questione,
utilizzate la scorciatoia da tastiera (ALT+CTRL+A in Windows o ALT+CMD+A in MacOS);

• come negli altri casi, dovrete ora richiamare la sezione pertinente dal grande elenco a sinistra, quindi
fate clic su Tonalità;

• nell'area centrale, il quinto pulsante checkbox (Mostra l'indicazione di cortesia di cambio tonalità alla
fine del rigo o accollatura, già selezionato per default) contempla proprio l'azione che vi interessa:
basterà perciò deselezionarlo e confermare con OK per far sparire le indicazioni di cortesia alla fine di
qualsiasi riga di musica.
Ricordate di annullare quest'ultimo intervento con la scorciatoia CTRL+Z (Windows) o CMD+Z ­(MacOS)
se volete ripristinare velocemente l'impostazione predefinita.
Fig. 9.4 - La finestra Modifica la grafia enarmonica delle scale maggiori e minori Facciamo un altro esempio per la seconda accollatura, impostando stavolta una tonalità minore:

oo Modifica la grafia modale o cromatica. Similmente, questa seconda tabella (fig. 9.5) rappresenta • comunicate in anticipo a Finale la regione su cui volete intervenire, selezionando subito le misure che
la disposizione dei gradi lungo le scale cromatiche, partendo dal trattamento standard delle alte- vi interessano: ciò si può fare in diversi modi, ma il più semplice consiste nel tracciare con il mouse un
razioni che prevede la restituzione in senso ascendente di tutte le note. Anche in questo caso è rettangolo ideale che racchiuda completamente la seconda accollatura;

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Lezione 9. Lo strumento Tonalità | 81 82 | L'inserimento degli eventi musicali in partitura

• ora fate doppio clic in un punto qualsiasi dell'area selezionata, e subito riaprirete la finestra Armatura • Per vedere l'effetto dell'opzione, selezionate le battute da 12 a 15 tracciando un rettangolo attorno
di chiave: notate che le misure da voi richieste ("da 4 a 7") sono già impostate nell'area Regione di mi- all'ultima accollatura della pagina, quindi fate doppio clic in un punto qualsiasi dell'area evidenziata.
sure (cfr. fig. 9.2 D);
• Impostate la tonalità di Mi F maggiore cliccando verso il basso nella barra di scorrimento fino ad avere
• agite sugli strumenti opportuni per impostare la tonalità di Sol minore (due clic verso il basso sulla 3 bemolli in chiave, quindi scegliete la seconda delle tre opzioni di trasporto, Lascia le note all'altezza
barra di scorrimento dell'anteprima A e selezione della voce Tonalità minore dal menu a tendina C), originale (cfr. sempre fig. 9.2 E). Mantenete nel relativo menu a tendina la voce Enarmonicamente, e
quindi cliccate su OK; confermate con OK.
• ad operazione effettuata, notate come si sono aggiornate anche le alterazioni di cortesia in fondo alla • Se ricordate ciò che c'era scritto, noterete che tutto il materiale "suona" esattamente come in origine,
prima accollatura. ma è stato sistematicamente trasformato in senso enarmonico, inserendo il bequadro dove necessa-
Portatevi adesso nella parte bassa della pagina, in cui troverete già alcune note a titolo di esempio, e fate dop- rio e privilegiando sempre il bemolle anziché il diesis.
pio clic a battuta 8 (su un rigo qualsiasi) per esaminare le Opzioni di trasposizione presenti nella parte inferiore
della finestra Armatura di chiave (cfr. fig. 9.2 E). Caso n. 3

Per capire il senso di questi pulsanti, va premesso che se si modifica la tonalità del brano in un punto in cui sia • Qualora la trasformazione enarmonica del materiale non sia soddisfacente o dia luogo a linee di diffi-
già stata scritta della musica, è possibile chiedere a Finale di trasportare automaticamente il materiale inserito, cile lettura e non coerenti con la nuova tonalità, può essere utile convertire le note in senso cromatico.
adattandolo alla nuova tonalità; ovviamente si può anche effettuare il cambio di tonalità lasciando inalterato il
• Annullate quindi l'ultima operazione (con la consueta scorciatoia), e ripetete tutti i passaggi appena
materiale, oppure trasportandolo in modo mirato. Per esaminare tutte le alternative possibili, utilizzeremo le
effettuati per il caso n. 2, ad eccezione della definizione del trasporto: nel menu a tendina scegliete
ultime 8 misure del documento di esempio.
Cromaticamente, affinché venga rispettata la direzione originale delle alterazioni.
Caso n. 1
• Premendo OK potete vedere l'effetto dell'opzione. Tuttavia, anche questa modalità di trasporto, pur
• Cliccando sul primo pulsante di opzione (Trasponi le note) si autorizza il trasporto delle note, le quali essendo più coerente con la linea melodica e di più facile lettura, a volte non raggiunge ancora lo
potranno essere innalzate o abbassate di un intervallo variabile, la cui ampiezza dipende dalla modu- scopo più comune di un intervento di questo tipo, ovvero la necessità di rimediare ad un errore (o più
lazione richiesta. spesso a una dimenticanza) nell'impostazione iniziale del documento.
La direzione del trasporto può essere stabilita con il menu a tendina sulla destra, che prevede le due
opzioni Su e Giù: se ad esempio dovete trasportare le battute 8-11 da Do maggiore a Re maggiore, il Caso n. 4
materiale verrà innalzato di una seconda o abbassato di una settima, in base alla direzione prescelta.
• Se il vostro obiettivo, in ultima analisi, è esclusivamente quello di modificare la tonalità mantenendo
• Verificate dunque che cosa succede in entrambe le ipotesi, iniziando con la voce "Su"; impostate la perfettamente uguale il materiale già scritto (comprese le eventuali alterazioni transitorie), dovrete
modulazione a Re maggiore aggiungendo due diesis con la barra di scorrimento, poi precisate l'ambito allora selezionare l'ultima delle tre opzioni: essa impone a Finale di "bloccare" le note in senso modale,
di battute scrivendo "da misura 8 sino alla 11" e infine confermate con OK. cambiando solo l'armatura di chiave all'inizio delle accollature.
Vedrete che tutto funziona a dovere: la tonalità è stata cambiata, e le note in tutti e tre gli strumenti
sono state alzate di un tono. • Annullate dunque e ripetete tutti i passaggi sopra descritti, selezionando però il terzo pulsante di
­opzione (Lascia le note sulla stessa linea - modalmente), poi confermate con OK.
• Ora annullate con la scorciatoia (CTRL+Z in Windows o CMD+Z in MacOS), e ripetete tutti i passaggi
del punto precedente, scegliendo però la voce "Giù" nel menu a tendina: il materiale verrà abbassato • Il risultato, in questo caso, è ottimo; si deve notare, inoltre, che le note coincidenti con le alterazioni
di una settima12. della nuova tonalità (ossia Si F, Mi F e La F) sono state effettivamente trasportate alle giuste altezze,
Caso n. 2 come conferma l'eventuale ascolto del brano in playback.

• Come avrete notato, la prima opzione unisce due operazioni in una: il cambio di tonalità e il t­ rasporto.
Per concludere l'analisi della finestra Armatura di chiave, restano da descrivere le due ultime caselle di controllo
Poniamo ora che sia necessario cambiare la tonalità senza però trasportare il materiale musicale: que-
in basso, che si attivano coinvolgendo nella modifica almeno due battute; selezionate quindi le ultime 8 misure
sta esigenza si verifica molto più spesso di quanto si possa immaginare, per esempio quando ci si
accorge - durante la trascrizione di un brano e dopo aver scritto molte note - di essersi dimenticati di del documento di esempio, e accedete alla finestra di dialogo con il consueto doppio clic.
impostare la giusta tonalità all'inizio.
• In penultima posizione si trova la casella Trasponi tutte le tonalità in modo proporzionale, che va sele-
In queste situazioni, evidentemente, diventa di notevole importanza poter aggiungere la corretta ar-
matura di chiave nelle accollature desiderate senza che venga modificata l'altezza delle note già scrit- zionata quando si desidera conservare le relazioni reciproche fra i vari cambi di tonalità già esistenti.
te: le opzioni successive della finestra sono state progettate proprio per questo scopo. Nel presente caso, se ad esempio iniziate trasportando da Re maggiore a Mi maggiore, cioè salendo
di un tono, anche nell'ultima accollatura il materiale salirà di un tono, passando da Mi F maggiore a
• La prima possibilità consiste nel mantenere le note alla loro altezza originale in senso enarmonico, ov- Fa maggiore; viceversa, se non selezionate il checkbox, tutte le otto battute verranno trasportate a
vero mutando - se necessario - le alterazioni ascendenti nelle corrispondenti alterazioni discendenti Mi maggiore.
e viceversa (per esempio un Fa S diventerà un Sol F), nel rispetto dell'armatura di chiave prevista dalla
nuova tonalità. • L'ultima casella, Semplifica se necessario le tonalità (che si attiva solo selezionando il checkbox pre-
cedente), consente di evitare che durante i cambi di tipo proporzionale si possano originare tonalità
con doppi diesis o doppi bemolli. Ad esempio, se il trasporto proporzionale dovesse dar luogo a una
2. Trasportando in questo modo il materiale musicale, è possibile che alcune note vadano "fuori estensione" o siano difficili da ottenere
per gli esecutori inesperti, come accade in questo caso per la tromba e il clarinetto. Si raccomanda perciò di tenere presente la corretta tonalità come La S maggiore (con 10 diesis in chiave), essa verrebbe automaticamente convertita a
estensione degli strumenti ogni qualvolta si utilizzi questa funzione. Si F maggiore.

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Lezione 9. Lo strumento Tonalità | 83 84 | L'inserimento degli eventi musicali in partitura

Proseguendo il percorso relativo alla gestione delle tonalità da parte di Finale, ci occupiamo ora di un'altra situa- La procedura, come avrete notato, è molto semplice. Ricordate, però, che quando assegnate una tonalità indi-
zione che può presentarsi con una certa frequenza, ovvero l'utilizzo della politonalità. pendente ad ogni pentagramma, tale impostazione rimarrà sempre attiva lungo tutto il documento. Perciò, se
Con questo termine si intende la sovrapposizione di due o più tonalità diverse nei righi di una stessa partitura, in una qualsiasi battuta tutti gli strumenti della partitura dovessero convergere a un'identica tonalità, sarete
pratica utilizzata da molti compositori soprattutto a partire dal primo Novecento. costretti ad impostare l'armatura di chiave rigo per rigo e non potrete più farlo con un'unica operazione.

La procedura per l'inserimento di tonalità multiple è piuttosto semplice, e la illustreremo con un rapido esem- 
pio, ipotizzando che nel documento attualmente aperto il violino debba suonare in Sol maggiore, la tromba in
Re maggiore e il clarinetto in La maggiore: Un altro aspetto importante gestito dallo strumento Tonalità riguarda i cosiddetti strumenti traspositori.
Come noto, a causa della particolarità della loro costruzione, essi producono note "reali" diverse da quelle scrit-
• per cominciare, selezionate dalla tavolozza degli strumenti principali lo strumento Rigo musicale (cfr.
te sulla propria parte; gli esempi più comuni appartengono soprattutto alle famiglie dei legni e degli ottoni, fra
Lezione 5) e fate doppio clic sulla prima misura del violino;
cui si trovano importanti strumenti come il clarinetto in Si F, la tromba in Si F, il flauto in Sol, ecc.
• nella finestra Attributi del rigo compaiono tutti gli elementi necessari per "autorizzare" la politonalità
Ora, quando si scrive una partitura in cui siano presenti degli strumenti traspositori, per convenzione le note
(fig. 9.6):
devono essere scritte trasportandole in base al particolare taglio costruttivo di ciascuno di essi. Per fare un
esempio con il clarinetto in Si F, quando l'esecutore suona un Do lo strumento in realtà produce un Si F, quindi
suona un tono sotto rispetto alle note scritte: di conseguenza, per poter ottenere i suoni corretti, la sua parte
dovrà essere scritta un tono sopra.
Finale, naturalmente, offre all'utente la facoltà di impostare in modo indipendente i righi destinati agli strumenti
traspositori. L'aspetto più interessante consiste nel fatto che se una parte è già stata scritta in suoni reali, il pro-
gramma può trasportarla automaticamente all'altezza corretta. Per questo motivo, è più conveniente impostare
gli strumenti traspositori dopo aver scritto tutte le note e non in fase di preparazione della pagina, altrimenti si
perderà il vantaggio non indifferente del trasporto automatico da parte di Finale.
Prima di procedere all'analisi di questa procedura, riportate il vostro documento allo stato iniziale, poiché tutti
gli esperimenti fin qui effettuati potrebbero generare un po' di confusione:
• aprite quindi il menu File e scegliete la voce Versione precedente;
• nella finestra di dialogo che appare confermate con "Sì", ed eccovi ritornati al punto di partenza;
• impostate la visualizzazione della pagina in modalità "Fai stare nella finestra" (cfr. Lezione 4);
• r ichiamate ora lo strumento Gestione partitura (potete usare la scorciatoia CTRL+K in Windows o
­CMD+K in MacOS);
• selezionate dall'elenco in alto la Tromba in Re, quindi in basso a destra aprite il menu a tendina
­Trasposizione: esso contiene tutti i principali tipi di trasporto (fig. 9.7), e in questo caso naturalmente
sceglierete quello in Re, che abbassa il materiale di una seconda maggiore (aggiungendo quindi due
bemolli all'armatura di chiave).

Fig. 9.6 - La finestra Attributi del rigo

• il menu a tendina in alto (A) consentirà di passare da uno strumento all'altro senza uscire dalla fine-
stra, e l'area in basso a sinistra denominata Elementi indipendenti (B) contiene tre caselle di controllo,
grazie alle quali ogni rigo della partitura potrà gestire in modo autonomo gli elementi indicati (la tona-
lità, l'indicazione di tempo e il carattere tipografico utilizzato per la testa delle note);

• fate dunque clic sulla prima delle suddette caselle (Tonalità), poi passate alla tromba tramite il menu A
e ripetete l'operazione; infine selezionate il clarinetto e cliccate sulla casella un'ultima volta. Fig. 9.7 - Il menu Trasposizione dello strumento Gestione Partitura
Grazie a questa operazione, ora potrete inserire una diversa tonalità in ciascuno strumento della par-
titura. • Per effetto della selezione, oltre alla modifica dell'armatura di chiave fin dalla prima battuta della parti-
tura, tutto il materiale musicale della tromba è stato trasportato un tono sotto (cfr. mis. 8-15).
• Confermate con il pulsante OK, riprendete lo strumento Tonalità dalla tavolozza e procedete con il me-
todo imparato all'inizio di questa lezione, assegnando al violino la tonalità di Sol Maggiore, alla tromba • Ora selezionate dall'elenco in alto il clarinetto, quindi riaprite il menu a tendina Trasposizione e stavol-
il Re maggiore e al clarinetto il La maggiore. ta scegliete la voce "Si F" (nello specifico utilizzate la prima delle due possibilità, poiché la seconda si

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Lezione 9. Lo strumento Tonalità | 85 86 | L'inserimento degli eventi musicali in partitura

usa generalmente per il clarinetto basso); essa trasporta il materiale di una seconda maggiore ascen- • verificate sempre che sia correttamente selezionato nella tavolozza lo strumento corretto per l'opera-
dente e pertanto aggiunge due diesis all'armatura di chiave. zione che dovete compiere (in questo caso lo strumento Tonalità);
Osservando la partitura ottenuta, ora probabilmente vi sarà più chiaro il motivo per cui conviene dapprima • fate clic con il tasto destro sulla prima battuta dal brano: subito apparirà un menu contestuale con-
scrivere tutte le note in suoni reali e solo in seguito assegnare le suddette impostazioni; se infatti si effettuasse tenente tutte le tonalità di uso più frequente (fig. 9.9); selezionandone una qualsiasi, verrà imme-
l'operazione inversa, sarebbe necessario calcolare mentalmente il trasporto delle note durante l'immissione, diatamente apportato il cambiamento. Provate, ad esempio, scegliendo l'ultima tonalità in basso (Fa
aumentando di conseguenza le possibilità di errore. minore), e osservate con quale rapidità si ottiene la modifica.
Per quanto riguarda il playback delle partiture, Finale ovviamente opera in modo intelligente: tutti gli strumenti
traspositori, infatti, nonostante appaiano scritti in tonalità diverse rispetto a quella d'impianto, suoneranno le
note corrette proprio come accadrebbe con dei veri esecutori.
Chiudete ora la finestra Gestione partitura. Notate che dopo aver effettuato operazioni relative alla configura-
zione della tonalità (come appunto l'impostazione degli strumenti traspositori), è possibile che le alterazioni di
cortesia o altri elementi appaiano in posizione non corretta (fig. 9.8);

Fig. 9.8 - Fuoriuscita anomala delle alterazioni di cortesia dall'accollatura

in casi come questi, è molto importante evitare di intervenire impulsivamente e di prendere iniziative "fai da Fig. 9.9 - Il menu contestuale per l'assegnazione rapida di una nuova tonalità
te", come per esempio il trascinamento manuale delle stanghette di battuta, che causerebbe gravi problemi alla
disposizione del materiale: nella maggior parte dei casi, infatti, il problema è dovuto semplicemente al ricalcolo • Ricordate che intervenendo su una singola battuta, come in questo caso, il cambiamento verrà ap-
della dimensione delle battute da parte di Finale, per cui basterà aggiornare il layout della pagina e tutto tornerà plicato fino alla fine del documento, a meno che non si incontri una modulazione già esistente: notate
a posto. infatti che Finale ha inserito il tono di Fa minore solo nelle prime 11 battute, giacché a mis. 12 era già
Si tratta di un'operazione semplicissima, che si effettua in due sole mosse: presente un cambio di tonalità. Se quindi desiderate che il cambiamento avvenga su un preciso ambito
1. aprite il menu Utilità; di battute, dovrete selezionarle preventivamente.

2. selezionate la voce Aggiorna la disposizione della musica; notate, come per molti altri comandi, che • Inoltre, un altro aspetto di questa modalità operativa consiste nella disponibilità, all'interno del menu,
esiste anche una comoda scorciatoia da tastiera (CTRL+U in Windows e CMD+U in MacOS). di un numero ridotto di tonalità, ossia quelle che contengono fino a quattro diesis o quattro bemolli in
chiave. In poche parole, questo metodo diventa praticamente inservibile qualora si debba inserire una
Si consiglia di memorizzare bene la suddetta operazione (e in particolare la sua scorciatoia), poiché il suo utiliz- tonalità non presente in elenco.
zo è davvero molto frequente.
In ogni caso, osservando il menu contestuale, notate l'ultima voce in basso (Altra…), che offre la pos-
sibilità di richiamare la finestra Armatura di chiave, con cui si potrà ovviare alla suddetta limitazione.


Prima di passare alla complessa trattazione delle tonalità non convenzionali, è opportuno esaminare brevemen- Il secondo sistema alternativo utilizza i Metatool, ossia le interessanti e comode scorciatoie di cui ci siamo occu-
te le modalità alternative che Finale prevede per la modifica delle tonalità "standard". L'utilizzo del doppio clic, pati per la prima volta nella lezione precedente.
infatti (e il conseguente accesso alla finestra Armatura di chiave), non è l'unico sistema per inserire una modula- Anche in questo caso, però, vi sono due importanti limitazioni, ossia:
zione in partitura; vi sono infatti altre due procedure più rapide e comode, benché esse consentano di sfruttare
solo alcune delle opzioni fin qui analizzate. 1. l'obbligo di definire in precedenza la regione di battute su cui intervenire;

Iniziamo con il primo metodo: 2. l'impossibilità di regolamentare preventivamente le opzioni di trasporto.

• riportate nuovamente il documento alla versione originale (File > Versione precedente) e impostate lo A prescindere da questi aspetti, l'utilizzo dei Metatool rappresenta comunque un'opzione molto utile, e segue
zoom al "200%"; una logica ben precisa riassunta nella fig. 9.10.

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Lezione 9. Lo strumento Tonalità | 87 88 | L'inserimento degli eventi musicali in partitura

In ogni caso ricordate che, a differenza di quanto accade per le chiavi e per gli altri elementi che dispongono dei
Metatool, la pressione del tasto-scorciatoia non deve essere accompagnata da un clic singolo ma da un doppio
clic.



Per concludere l'analisi dello strumento Tonalità, possiamo finalmente occuparci di un aspetto che, come detto
in precedenza, è piuttosto complesso e tecnico, soprattutto per coloro che non "frequentano" la musica colta
contemporanea, ma si occupano prevalentemente di scrivere musica leggera, o jazz, o musica classica basata
sul sistema tonale.
Si tratta dell'utilizzo delle cosiddette tonalità non convenzionali, ossia quegli ambienti compositivi che prescin-
dono dalle regole dei linguaggi tradizionali impiegando armature di chiave particolari, e spesso presentano un
ordine di diesis e bemolli completamente diverso da quello canonico, o addirittura fanno uso di microintervalli
come quarti di tono e simili.
Nella sua eccezionale raffinatezza, Finale permette ai suoi utenti più esigenti di impostare centinaia di tipi diversi
di armature di chiave non convenzionali, arrivando a prevedere scale composte da ben 100 intervalli costitutivi,
simbologie speciali e molto altro. Procediamo quindi ad apprendere l'utilizzo di queste tecniche, cercando di
esaminarle nel modo più semplice possibile e aiutandoci, dove necessario, con degli esempi.

• Tornate dunque alla finestra Armatura di chiave, facendo doppio clic a misura 1, e impostate la tonalità
di Do maggiore su tutta la partitura;

• non confermate ancora con il pulsante OK, ma aprite il menu a tendina a destra dell'anteprima, selezio-
nando la quarta voce (Non standard);

• subito si aprirà una nuova finestra, denominata Armature di chiave non usuali e dedicata proprio alla
Fig. 9.10 - La disposizione sequenziale dei tasti per i Metatool dello strumento Tonalità
gestione delle tonalità speciali (fig. 9.11).
• la tonalità di utilizzo più frequente, il Do maggiore, si può ottenere usando come Metatool ben sette
tasti diversi ("8, 9, 0, I, O, P, L"), evidenziati nell'illustrazione dal colore arancio;
• la sua relativa, La minore, ha come unico Metatool la lettera "A" in terza fila (evidenziata in viola);
• i sette tasti della prima fila evidenziati in rosso ("1, 2, 3, 4, 5, 6, 7") attivano le tonalità maggiori che con-
tengono da 1 a 7 diesis: perciò il tasto "1" produrrà la tonalità di Sol maggiore (che ha 1 diesis in chiave),
il tasto "2" produrrà il Re maggiore (2 diesis in chiave), il tasto "3" produrrà il La maggiore (3 diesis in
chiave), e così via;
• i sette tasti della seconda fila evidenziati in giallo ("Q, W, E, R, T, Y, U") funzionano in modo analogo,
attivando però le tonalità maggiori che contengono da 1 a 7 bemolli: quindi il tasto "Q" produrrà il Fa
­maggiore (1 bemolle in chiave), il tasto "W" produrrà il Si F maggiore (2 bemolli in chiave), il tasto "E"
produrrà il Mi F maggiore (3 bemolli in chiave), e così via;
• procedendo sempre in modo simile, i sette tasti della terza fila evidenziati in verde ("S, D, F, G, H, J, K")
conducono alle tonalità minori che contengono da 1 a 7 diesis; quindi il tasto "S" produrrà il Mi minore (1
diesis in chiave), il tasto "D" produrrà il Si minore (2 diesis in chiave), il tasto "F" produrrà il Fa S minore
(3 diesis in chiave), e così via;
• infine, i sette tasti della quarta fila evidenziati in azzurro ("Z, X, C, V, B, N, M") assegnano le tonalità Fig. 9.11 - La finestra Armature di chiave non usuali
minori che contengono da 1 a 7 bemolli; quindi il tasto "Z" produrrà il Re minore (1 bemolle in chiave),
il tasto "X" produrrà il Sol minore (2 bemolli in chiave), il tasto "C" produrrà il Do minore (3 bemolli in • Dando alla finestra uno sguardo generale, anche qui si nota nella parte alta un'anteprima (A) che an-
chiave), e così via. ticipa il risultato delle operazioni: la barra ad essa associata, ovviamente, effettuerà lo scorrimento fra
le varie tonalità nel caso queste siano collegate fra loro da rapporti intervallari identici, come accade
Il tutto sembra complicato e assai difficile da memorizzare, ma con un po' di pratica - come sempre - si diventerà per il circolo delle quinte.
via via più rapidi. Non dimenticate, peraltro, che i Metatool possono essere personalizzati con lettere o numeri
di propria scelta: per procedere in tal senso, rileggete i passaggi descritti per lo strumento Chiave (cfr. Lezione • Subito sotto la finestra di anteprima vi sono tre indicazioni numeriche (B), al momento tutte impo-
8) e applicateli in modo analogo. state sullo zero e denominate rispettivamente Riferimento tonica, Alterazione e Numero di alterazioni.

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Lezione 9. Lo strumento Tonalità | 89 90 | L'inserimento degli eventi musicali in partitura

oo Il primo valore indica il centro tonale (o meglio la nota base di riferimento) della tonalità attual- oo iniziate cliccando due volte sulla freccia superiore della barra di scorrimento nell'anteprima A, così
mente visualizzata nell'anteprima. Ovviamente, nel sistema tonale questa nota corrisponde alla da ripristinare un sistema iniziale privo di alterazioni;
cosiddetta tonica, ovvero al primo grado della scala; ma nei sistemi non usuali le abituali gerarchie
possono essere completamente stravolte (o annullate), per cui non sempre il primo grado della oo ora verificate che sia selezionato il primo pulsante di opzione nel gruppo C (Formato lineare) e
scala rappresenta la nota più importante. portatevi al formato numero 2, cliccando due volte sul pulsante Successiva;
A prescindere da questo, tenete conto che il Do viene sempre indicato con il numero "0" (zero), il
oo fate clic sul primo dei cinque pulsanti in basso dell'area D, denominato Key Map: esso vi fa accede-
Re con il numero "1", il Mi con il "2", e così via: se per esempio si cambiasse il modo, passando a La
re ad un'ulteriore finestra, denominata Mappa degli avanzamenti di tasto (fig. 9.12), che consente
minore, il centro tonale diventerebbe la nota La e di conseguenza il numero visualizzato sarebbe
di definire il numero di gradi che formeranno la scala base del vostro sistema.
il "5".
oo Il secondo valore indica invece l'eventuale alterazione della nota base di riferimento (o se preferite
del centro tonale); vi sono tre possibilità:
a. il numero "0" (zero) indica assenza di di alterazione, come in questo caso;
b. il numero "1" indica alterazione ascendente;
c. il numero "-1" indica alterazione discendente.
oo Fate subito due esempi pratici, osservando bene l'anteprima e il conseguente comportamento dei
suddetti valori numerici: se modificate la tonalità portandovi in Fa S maggiore, vedrete che il valore
relativo al centro tonale diventerà "3" (poiché la nota in questione è un Fa), ma poiché il Fa stesso
è alterato in senso ascendente, il secondo valore sarà "1".
Viceversa, se vi portate in Si F maggiore, il valore del centro tonale diventerà "6", e poiché il Si è una
nota alterata in senso discendente, la seconda cifra corrisponderà a "-1".
oo Infine, il terzo valore non ha bisogno di molte spiegazioni, in quanto indica semplicemente il nume-
Fig. 9.12 - La finestra Mappa degli avanzamenti di tasto
ro di alterazioni presenti nella tonalità impostata (2 nel caso del Si F maggiore dell'ultimo esempio):
il suddetto valore sarà positivo in caso le alterazioni siano ascendenti (diesis), negativo in caso
siano discendenti (bemolli). oo La finestra contiene uno slider orizzontale (A) nella parte superiore (Avanzamenti totali, accom-
pagnato dall'indicazione Avanzamenti diatonici), un'area centrale con dei quadratini numerati
oo Avrete certamente notato che questi tre valori si formano automaticamente in base agli interventi progressivamente che identificano i gradi della scala (B), e un'anteprima in basso che raffigura
effettuati nell'anteprima, quindi non si possono modificare direttamente. l'ottava tradizionale di un pianoforte (C), con la consueta alternanza di tasti bianchi e neri. Se è
• Proseguendo, i due pulsanti di opzione sottostanti (C) sono importantissimi, in quanto definiscono selezionato il checkbox in basso (D), quindi, vedrete una rappresentazione grafica della porzione
se ciò che si sta elaborando è un sistema a formato lineare oppure una tonalità non lineare. Vediamo di di tastiera che si viene a creare in base alle modifiche.
capire che cosa si intende con queste due definizioni:
oo Poiché il riferimento di partenza è sempre quello della scala classica costituita da 12 semitoni, all'i-
oo un sistema a formato lineare è tale quando le tonalità che lo compongono sono collegate fra loro nizio lo slider superiore si trova posizionato sul numero 12, mentre l'indicazione a fianco riporta il
da rapporti intervallari identici. L'esempio più tipico, che tutti conoscono, è costituito dal sistema numero dei gradi diatonici, che in questo tipo di scala sono ovviamente 7.
tonale, con cui è stata (e viene tuttora) composta la maggior parte della musica esistente. Esso
si basa sul cosiddetto circolo delle quinte, ovvero il grafico che indica la relazione di quinta giusta oo Potete fare qualche esperimento in libertà, cliccando a piacere verso destra sullo slider degli Avan-
esistente fra ogni tonalità e le due ad essa adiacenti. zamenti totali, in modo da incrementare il numero dei gradi della scala.
Il numero massimo di gradi consentiti è pari a 100, quindi provate a immaginare le possibilità foni-
oo Una tonalità non lineare, invece, è un ambiente compositivo che abbandona completamente questi
riferimenti e per tale motivo non è inseribile in alcun contesto logico; ogni tonalità di questo tipo è che offerte da una scala di cento suoni diversi, con le più svariate combinazioni intervallari interne.
perciò completamente indipendente e non può far parte di alcun sistema organizzato. Cliccando a piacere sulle nuove caselline che sono comparse, potete definire la posizione degli
intervalli cromatici: notate come si aggiorna in tempo reale anche il disegno della tastiera in basso.
oo Avendo ben compreso il significato e la differenza esistente fra le due tipologie, sarà possibile
scegliere l'opzione più adatta per impostare una tonalità non convenzionale. A questo proposito oo Con il pulsante Nuovo (E), situato sulla destra, annullerete tutti gli intervalli cromatici e darete
entrano in gioco anche i due pulsanti sulla destra, Precedente e Successiva, grazie ai quali è possibile origine a una scala, ovviamente virtuale, formata da soli tasti bianchi; con il pulsante Cancella (F),
visualizzare le varie tonalità create e appartenenti a ciascuna categoria. invece, sarà totalmente ripristinata la situazione di partenza.
oo Il primo pulsante di opzione, quindi, si userà per realizzare sistemi simili a quello tonale, ma basati oo Cliccate ora su Annulla, in modo da fare tabula rasa degli esperimenti fin qui effettuati, quindi pro-
su rapporti intervallari diversi dalla quinta giusta. Per esempio, si potrà creare un sistema basato su cedete con il secondo pulsante (cfr. fig. 9.11 D), che apre la finestra Ordine e ammontare delle alte-
un circolo delle quarte, delle seste, e così via. razioni (fig. 9.13).
oo Nella finestra delle Armature di chiave non usuali, i primi due formati lineari (contrassegnati dai va- Come noto, nel sistema tonale le alterazioni seguono un ordine di comparsa ben preciso, originato
lori "0" e "1"), indicano rispettivamente due sistemi basati sulla scala maggiore e sulla scala minore dalla successione delle varie tonalità lungo il circolo delle quinte; perciò i diesis appaiono nel modo
naturale; è quindi possibile, volendo, intervenire su tali formati per apportare piccole varianti a seguente: Fa, Do, Sol, Re, La, Mi, Si e i bemolli esattamente al contrario, cioè Si, Mi, La, Re, Sol, Do,
questi ambienti ben noti. Tuttavia, al fine di analizzare le piene potenzialità dello strumento, lavo- Fa. Con la presente finestra, invece, è possibile scardinare totalmente quest'ordine e impostare un
reremo su un nuovo formato creato ad hoc: ordine di comparsa delle alterazioni completamente personalizzato.

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Lezione 9. Lo strumento Tonalità | 91 92 | L'inserimento degli eventi musicali in partitura

Fig. 9.14 - Esempio di realizzazione di armature di chiave "rovesce" rispetto all'ordine tradizionale

oo Come si nota nell'illustrazione, tutto ha funzionato a dovere, ma il primo e il terzo elemento nella
sequenza dei diesis sono stati collocati fuori dal rigo; in seguito apprenderete la procedura per
Fig. 9.13 - La finestra Ordine e ammontare delle alterazioni
ricondurli all'interno, quindi per il momento tralasciate il problema.
oo La logica sottesa all'utilizzo di questi controlli è un po' complessa e richiede un certo impegno per oo Prima di continuare, ricordate un altro principio molto importante: il numero di alterazioni (ascen-
essere gestita con sicurezza: per cominciare, la dicitura Unità in alto (A), seguita dal numero "1", denti o discendenti) che si possono impostare con questa procedura dipende dalla quantità di
indica che si sta impostando l'alterazione ascendente che comparirà per prima accanto alla chiave. ­gradi della scala che avrete definito nella finestra precedente (Mappa degli avanzamenti di tasto,
cfr. fig. 9.12), e più specificamente dalla quantità di gradi diatonici presenti nella scala stessa, poiché
oo La prima casella, Distanza dalla fondamentale (B), definisce l'altezza della nota interessata dall'alte- sono questi ultimi che effettivamente danno origine alle alterazioni di una tonalità.
razione, sempre considerando il Do come valore "0" (zero), il Re come valore "1", e così via. Poiché
nel sistema tonale (che è sempre la base di partenza per tutte le finestre dello strumento ­Tonalità), oo Fate clic adesso sul terzo pulsante in basso nella finestra Armature di chiave non usuali (cfr. fig.
la prima alterazione in senso ascendente è il Fa S, troverete qui preimpostato il numero "3". 9.11 D): anche questo conduce a una finestra specifica, denominata Riferimento(i) alla tonica, piut-
tosto semplice a vedersi, in cui potrete scegliere il centro tonale riferito a ciascuna nuova tonalità
oo La seconda casella, Ammontare (C), stabilisce invece il "peso" dell'alterazione stessa, ossia la nel vostro sistema (fig. 9.15).
quantità di semitoni (ascendenti o discendenti) aggiunti alla nota indicata nella casella precedente.
Per ottenere un diesis, quindi, sarà sufficiente mantenere il valore "1"; il valore "2" corrisponderà al
doppio diesis, il valore "3" al triplo diesis, e via dicendo. Al contrario, con il valore "-1" si otterrà un
bemolle, con il valore "-2" un doppio bemolle, con il valore "-3" un triplo bemolle, ecc.

oo Cliccando poi sul pulsante Successiva (D), andrete a definire l'alterazione che comparirà in seconda
posizione. Qui vedrete già preimpostati i valori "0" e "1", che si riferiscono al Do S, e anche in questo
caso potrete effettuare tutte le modifiche desiderate.

oo Se avete ben compreso il meccanismo, potete fare un po' di pratica realizzando il seguente esem-
pio, che consiste nell'esatta inversione dell'ordine delle alterazioni rispetto alla loro normale com-
parsa nel sistema tonale: Fig. 9.15 - La finestra Riferimento(i) alla tonica

1. iniziate con la sequenza dei diesis, tornando all'Unità "1" tramite il pulsante Precedente (E), e oo Per capire il senso dell'opzione, considerate che quando si imposta una tonalità, per esempio
per impostare come prima alterazione il Si S, scrivete nelle due caselle i valori "6" e "1"; La maggiore, si parte dal presupposto che la tonica (o meglio il centro tonale) del La maggiore corri-
2. cliccate ora sul pulsante Successiva (D), e scrivete nelle caselle i valori "2" e "1" per ottenere il sponda alla nota La: se lo desiderate, grazie a questa finestra, potrete far sì che la nota considerata
Mi S; come centro tonale si trovi ad un'altezza diversa.
Tale operazione, apparentemente assurda, è spesso necessaria quando si crea una tonalità non
3. proseguendo con la medesima tecnica (ricordate di usare sempre il pulsante Successiva per convenzionale, poiché la variazione della quantità di gradi componenti la scala e dell'ordine delle
passare all'alterazione seguente), impostate le altre 5 alterazioni della vostra armatura di chia- alterazioni comporta l'annullamento del centro tonale inteso in senso tradizionale. Infatti, se si
ve "rovescia", scrivendo nell'ordine: "5" e "1" per ottenere il La S, "1" e "1" per il Re S, "4" e "1" crea un sistema di questo tipo, salteranno ovviamente tutte le relazioni di partenza e sarà necessa-
per il Sol S, "0" e "1" per il Do S, e infine "3" e "1" per il Fa S. rio identificare per ogni tonalità un nuovo centro tonale.
4. Per impostare la sequenza dei bemolli, iniziate cliccando più volte sul tasto Precedente fino a
oo Per definire questo elemento, analogamente a quanto avete fatto nella finestra precedente, po-
raggiungere l'Unità "-1" nell'indicatore A; trete selezionare le varie unità tramite i pulsanti Precedente (A) e Successiva (B), e nella casella
5. ora, nelle varie coppie di caselle (utilizzando sempre il pulsante Precedente per spostarvi) scri- Livello avanzamenti (C) - con il solito sistema che identifica il Do come valore "0" (zero) e tutti gli
verete nell'ordine: "3" e "-1" per ottenere il Fa F, "0" e "-1" per il Do F, "4" e "-1" per il Sol F, "1" e altri di conseguenza - imposterete l'altezza di ogni nuovo centro tonale.
"-1" per il Re F, "5" e "-1" per il La F, "2" e "-1" per il Mi F, e infine "6" e "-1" per il Si F. Vi saranno ovviamente tanti centri tonali quante saranno - nel complesso - le tonalità facenti parte
del nuovo sistema che state creando.
6. A questo punto potete controllare l'esito del vostro esperimento: cliccate sul pulsante OK per
confermare e uscire dalla finestra, quindi cliccate più volte verso l'alto sulla barra di scorrimen- oo Non è necessario, in questo caso, fare esempi particolari, quindi cliccate su Annulla e scegliete il
to dell'anteprima (cfr. fig. 9.11 A) per osservare la "nuova" sequenza dei diesis, poi più volte quarto e penultimo pulsante della lista, che dà accesso alla finestra denominata Ottava di posizio-
verso il basso per osservare la "nuova" sequenza dei bemolli (fig. 9.14). namento delle alterazioni (fig. 9.16).

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Lezione 9. Lo strumento Tonalità | 93 94 | L'inserimento degli eventi musicali in partitura

oo Resta da analizzare solo il quinto pulsante della fig. 9.11 D, che dà adito alla finestra Attributi ­speciali
della tonalità (fig. 9.18). Essa, come suggerisce il suo nome, consente di definire altri parametri del
sistema, compresi alcuni valori MIDI riferiti all'eventuale esecuzione di scale non convenzionali su
una tastiera tradizionale.

Fig. 9.16 - La finestra Ottava di posizionamento delle alterazioni

oo Essa ha la funzione di ricollocare dentro il pentagramma le alterazioni che Finale ha eventualmente


posizionato al di fuori: come ricorderete, si è verificato proprio un problema di questo tipo lavoran-
do con il secondo pulsante.
oo Osservate dunque la finestra: la voce Chiave (A), attualmente impostata a "0" (zero) e seguita dai
consueti pulsanti Precedente e Successiva, si riferisce alle varie chiavi che utilizzerete nei righi del- Fig. 9.18 - La finestra Attributi speciali della tonalità
la vostra partitura; questa specifica è molto importante, poiché un'alterazione potrebbe trovarsi
dentro il pentagramma quando si usa la chiave di violino, ma potrebbe uscire dal rigo stesso quan- oo La prima casella, Riferimento armonico (A), determina la nota che verrà individuata come il centro
do si usa una chiave differente. di tutto il sistema che si sta creando, ovvero il punto di partenza scelto per quel preciso ambiente
Per questo motivo dovete in primo luogo valutare quante chiavi diverse utilizzerete nel documen- tonale; per impostazione predefinita, questa nota è il Do, e come sempre al Do viene assegnato il
to, e poi per ciascuna di esse specificare l'ottava di riferimento per ogni alterazione dell'armatu- valore "0" (zero). Perciò scrivendo "1", il nuovo riferimento armonico diventerà il Re, scrivendo "2"
ra di chiave. L'operazione potrebbe essere piuttosto lunga nelle grandi partiture, i cui strumenti sarà il Mi, e così via.
spesso utilizzano parecchie chiavi una diversa dall'altra; nell'esempio di questa lezione il problema
fortunatamente non si pone, in quanto viene usata solo la chiave di violino. oo La seconda casella, Numero nota centrale (B), specifica il valore MIDI che corrisponde al riferimen-
to armonico appena assegnato. A tale proposito va ricordato che nel protocollo MIDI i tasti di una
oo Ora, se ricordate, Finale può gestire fino a un massimo di 18 chiavi diverse, ossia quelle che com- tastiera sono numerati in sequenza dal basso verso l'alto: il Do centrale ha il valore "60", il Do S suc-
paiono per impostazione predefinita nella finestra Cambio chiave (cfr. Lezione 8): tali chiavi sono cessivo ha il valore "61", e così di seguito.
numerate idealmente da "0" a "17", e alla chiave di violino corrisponde il numero "0". Naturalmen-
oo Con il pulsante Font per i simboli (C) si andrà invece a definire il carattere tipografico utilizzato per
te, se in precedenza avete modificato l'aspetto di una o più fra le 18 chiavi, dovrete ricordare la
le alterazioni del nuovo sistema. Ovviamente il font predefinito è Maestro, ma si può impostare un
posizione in cui avete salvato le chiavi personalizzate e di conseguenza il numero assegnato da
qualunque carattere installato nel proprio sistema operativo; in base al carattere scelto con que-
Finale a ciascuna di esse.
sto pulsante, Finale assegnerà uno specifico numero in codice, e come si nota il valore per il font
oo Ciò considerato, mantenete pure l'impostazione del numero di chiave sul valore "0" (zero) e passa- Maestro corrisponde a "0" (zero).
te alla voce Unità (B), in cui con i soliti due pulsanti scorrerete fra le varie alterazioni del sistema;
oo Una volta stabilito il carattere, potrete selezionare i simboli che vi servono cliccando sul successivo
poiché, come avete notato, le alterazioni attualmente fuori dal rigo sono la prima e la terza (Si e La,
pulsante ID elenco simboli (D): la finestra che si apre, Elenco dei simboli (fig. 9.19), contiene tutti i
cfr. fig. 9.14), iniziate a "sistemare" la prima mantenendo l'impostazione Unità "1".
controlli necessari.
oo Osservate adesso la casella sottostante Ottava (C), in cui appunto definirete l'ottava di posiziona-
mento: in questo caso è necessario sapere che Finale considera come "ottava zero" quella che va
dal Do 3 al Do 4, chiamata anche "ottava fondamentale". Di conseguenza, l'ottava "1" sarà quella
che va dal Do 4 al Do 5, l'ottava "-1" quella che va dal Do 2 al Do 3, e così via scorrendo fra valori
positivi e negativi.
oo In questo caso, il problema sta nel fatto che la prima alterazione è posizionata attualmente sull'ot-
tava "1", mentre dovrebbe stare sull'ottava "0". Correggete dunque il valore, e ripetete l'opera-
zione per quanto riguarda la terza alterazione. Cliccate infine su OK è tutto sarà al posto giusto
(fig. 9.17).

Fig. 9.19 - La finestra Elenco dei simboli

oo Evidentemente, per poter agire con consapevolezza, sarà necessario conoscere con precisione la
mappatura dei caratteri del font prescelto: per esempio, nel classico font Maestro, alla lettera "b"
minuscola corrisponde il segno del bemolle, alla "n" minuscola corrisponde il segno del bequadro,
Fig. 9.17 - Collocazione corretta della nuova armatura di chiave e così via.

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Lezione 9. Lo strumento Tonalità | 95 96 | L'inserimento degli eventi musicali in partitura

oo Nelle due caselle al centro, quindi, si scriverà rispettivamente il numero d'ordine di ogni alterazione oo chiudete tutte le finestre di dialogo rimaste aperte, nonché il documento su cui avete lavorato fino
della tonalità (Ammontare, A) e il corrispondente simbolo nella mappatura (Caratteri, B). a questo momento (salvate, se lo desiderate);

oo Cliccando su Inserisci (C), si potrà ripetere l'operazione tante volte quanti sono i simboli da definire oo aprite il menu File e create un nuovo documento predefinito;
per le alterazioni previste dalla tonalità. Come sempre, i pulsanti Precedente e Successiva (D) con-
oo ora selezionate lo strumento Rigo musicale, e aggiungete un nuovo rigo tramite il menu omonimo;
sentiranno di visualizzare la successione dei valori assegnati.
oo sempre utilizzando il menu Rigo musicale, raggruppate i due righi dell'accollatura scegliendo una
oo Ora annullate per tornare alla finestra Attributi speciali della tonalità; l'ultima casella in basso, Unità
parentesi a piacere;
di distanza fra i tasti (cfr. fig. 9.18 E), specifica il numero di gradi scalari che dovranno intercorrere
fra due tasti di un eventuale dispositivo MIDI collegato al computer. oo ricordate ora che si devono rendere i due pentagrammi indipendenti dal punto di vista della tonali-
tà, perciò accedete alla finestra Attributi del rigo con un doppio clic sulla prima battuta della mano
oo Per ben comprendere il senso di questa opzione, si deve partire dalla ben nota considerazione sinistra;
che in un'ottava cromatica ci sono 12 semitoni. Il passaggio da un tasto all'altro, quindi, produce
un incremento o decremento di semitono; ma se il sistema è costruito, per esempio, su una scala oo in basso a sinistra, nell'area degli Elementi indipendenti, selezionate il pulsante Tonalità, quindi con-
a quarti di tono, sarà necessario "attraversare" due tasti per ottenere un semitono, o addirittura fermate con il pulsante OK;
quattro tasti per avere un tono intero. Per impostare una scala di questo tipo, dunque, si dovrà
oo le chiavi sono già correttamente assegnate, quindi selezionate lo strumento Indicazione di tempo,
scrivere il numero "2" nella casella.
poi fate clic col tasto destro sulla prima battuta del brano, e nel menu contestuale che si apre sce-
Di conseguenza, più sono i microintervalli previsti all'interno di un semitono, maggiore sarà il nu-
gliete il tempo "3/4";
mero che dovrà essere scritto in questa casella. Va da sé che tali impostazioni comporteranno
come conseguenza un drastico cambiamento nel modo "normale" di suonare una tastiera, ragion oo a questo punto siete pronti per impostare le due tonalità non lineari: iniziate selezionando lo stru-
per cui in questi casi è molto più conveniente inserire gli eventi musicali con il mouse o con la ta- mento Tonalità e facendo doppio clic sulla prima battuta della mano destra;
stiera del computer.
oo nella finestra Armatura di chiave aprite il menu a tendina accanto all'anteprima e scegliete Non
oo Per quanto riguarda la definizione dei sistemi a formato lineare è tutto, quindi potete cliccare su standard;
Annulla per ritornare alla finestra delle Armature di chiave non usuali.
oo fate clic sul secondo pulsante di opzione (Tonalità non lineare), e rivolgete ora l'attenzione ai cin-
que pulsanti in basso:
• Tornando ad osservare la coppia di pulsanti al centro (cfr. fig. 9.11 E), la seconda opzione - come det-
to in precedenza - si riferisce alla creazione di una tonalità non lineare, cioè un ambiente compositivo 1. il primo (Key Map) non andrà ovviamente utilizzato, in quanto nel brano in questione si utilizza
completamente indipendente che non fa parte di alcun sistema organizzato. una scala convenzionale, con il consueto ordine di toni e semitoni;
2. è invece fondamentale il secondo pulsante, che stabilisce l'ordine di comparsa delle alterazioni:
• Le modalità per l'impostazione di una tonalità di questo tipo sono sostanzialmente le stesse che carat-
fate clic su di esso, e comunicate a Finale che si dovrà visualizzare solo il Mi F, perciò nelle due
terizzano il sistema a formato lineare, compreso l'utilizzo dei cinque pulsanti in basso; in questo caso,
caselle scrivete "2" e "-1" (il "2" perché il Mi è collocato due gradi diatonici sopra il Do, che ha
però, tutti i parametri assegnabili si riferiscono ad un'unica tonalità, quindi ad esempio vi potrà essere
sempre il valore zero; il "-1" perché l'alterazione necessaria è un bemolle).
un solo centro tonale e non una pluralità di centri collegati da precisi rapporti funzionali.
Prima di confermare, fate clic sul pulsante Successiva e scrivete "0" (zero) in entrambe le casel-
Non è necessario, quindi, descrivere nuovamente le cinque finestre di dialogo assegnate ai pulsanti, in
le, in modo da comunicare al programma che avrete bisogno di una sola alterazione: identifi-
quanto il loro utilizzo è praticamente identico; faremo solo un semplice esempio, tratto dalla raccolta
cando col parametro "zero" l'Unità 2, infatti, Finale capirà che l'impostazione è conclusa;
di studi pianistici Mikrokósmos di Béla Bartók: nel brano Hands Crossing (vol. IV, n. 99) il compositore
3. cliccate ora su OK e vedrete nell'anteprima il Mi F;
utilizza non soltanto la politonalità, ma anche una tonalità non lineare in entrambi i righi (fig. 9.20).
4. potete ignorare gli altri tre pulsanti, in quanto non sono utili per l'esempio in questione, quindi
premete ancora OK, così nell'anteprima definitiva vedrete che la tonalità non lineare è stata
correttamente impostata.

oo Nell'area Regione di misure selezionate l'intera partitura, scrivendo "da misura 1 sino alla fine del
brano" e confermate un'ultima volta con OK.

oo Ora fate doppio clic sulla prima battuta della mano sinistra, richiamate nuovamente dal menu a
tendina l'opzione Non standard, selezionate il secondo pulsante di opzione (Tonalità non lineare), e
infine cliccate sul pulsante Successiva per creare una nuova tonalità;

oo premete direttamente il secondo pulsante in basso, e nella finestra Ordine e ammontare delle
­alterazioni impostate per l'Unità 1 il Fa S, che in realtà è già predefinito (ricordate infatti che il pro-
Fig. 9.20 - Esempio "composito" di politonalità e tonalità non lineari (Béla Bartók, dal Mikrokósmos)
gramma parte sempre come base dall'ordine delle alterazioni del sistema tonale, quindi ci sono già
i valori "3" e "1");
Come si nota, c'è il solo Mi F nella mano destra e due alterazioni ascendenti (Fa S / Sol S) nella mano
sinistra; procediamo quindi a ricreare il layout di base della composizione, utilizzando gli strumenti oo cliccate su Successiva per impostare l'Unità 2, e in questo caso scrivete "4" e "1", in modo da otte-
necessari (cfr. tutte le lezioni precedenti, in particolare la n. 5): nere il Sol S ;

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Lezione 9. Lo strumento Tonalità | 97 98 | L'inserimento degli eventi musicali in partitura

oo fate un ultimo clic sul pulsante Successiva e azzerate entrambe le caselle, in modo da far capire a
Finale che l'impostazione è conclusa;
oo premete il pulsante OK, ed ecco le due alterazioni richieste. Notate però che rispetto all'esempio
di fig. 9.20 le alterazioni si trovano sull'ottava sbagliata, quindi andate a cliccare direttamente sul
quarto pulsante, che regola le ottave di posizionamento delle alterazioni;
oo nella finestra di dialogo, si nota che l'Unità 1 è al momento impostata sull'ottava "1", ossia quella
che copre l'ambito Do 4 / Do 5; cambiate dunque tale valore a "0" (zero) per abbassare all'ottava
fondamentale, poi passate all'Unità 2 con il pulsante Successiva e ripetete il medesimo passaggio;
oo cliccate sul pulsante OK per uscire: vedete che ora le due alterazioni si trovano nella posizione cor-
retta, o meglio quella riportata nell'illustrazione.
oo Potete finalmente confermare tutto, indicando anche in questo caso "da misura 1 sino alla fine del
brano". Naturalmente, dopo che avrete seguito le prossime lezioni, potrete divertirvi ad inserire
tutte le note per completare il lavoro.

L'esercizio che avete svolto rappresenta solo un piccolo esempio delle migliaia di possibilità che si possono ot-
tenere padroneggiando adeguatamente questo complesso strumento; è naturale che all'inizio si provi un certo
smarrimento, come sempre accade di fronte a un sì gran numero di scelte possibili, ma l'importante è prenderne
possesso in maniera graduale, per essere in grado di riprodurre o di creare con Finale qualsiasi tipo di tonalità.

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100 | L'inserimento degli eventi musicali in partitura

Lezione 10
Lo strumento Indicazione di tempo

Dopo aver impostato la chiave iniziale e la relativa armatura, di norma l'elemento successivo che si inserisce in Fig. 10.2 - La finestra Indicazione di tempo
una partitura è l'indicazione di tempo.
• Come in altri casi, anche qui si vede in alto una piccola anteprima (A), che prefigura il risultato delle
Anche per questo tipo di intervento abbiamo già visto una rapida anticipazione durante la creazione di un docu- impostazioni effettuate; nella fattispecie si dovrà operare sui due slider orizzontali a fianco:
mento con l'Impostazione guidata (cfr. Lezione 1), e pure in questo caso - se ricordate - la procedura rivela alcuni
limiti importanti, in particolare l'impossibilità di predisporre cambi di tempo in battute successive alla prima, o oo il primo (B) imposta il numero delle pulsazioni;
di inserire sovrapposizioni di tempi diversi nello stesso brano. oo il secondo (C), invece, la durata di ciascuna pulsazione.
Per superare queste limitazioni, Finale offre in proposito uno strumento specifico, denominato per l'appunto • Agendo sui pulsanti a freccia di ciascuno slider, andrete quindi a variare consapevolmente l'entità di
Indicazione di tempo, che nella tavolozza degli strumenti principali è rappresentato da un 4/4 su un frammento questi elementi. In particolare, se nel primo slider cliccate verso destra, andrete ad aggiungere, una
di pentagramma (fig. 10.1 A); come sempre, è possibile anche accedere anche al menu Strumenti, scegliendo in alla volta, singole pulsazioni al tempo d'impianto, fino ad un massimo di 100.
questo caso la voce in penultima posizione (fig. 10.1 B). Ovviamente, cliccando verso sinistra diminuirete il numero delle pulsazioni, una alla volta, fino al mini-
mo di 1.
• Se intervenite invece sul secondo slider, cliccando nelle due direzioni cambierete il valore dell'unità di
misura passando alternativamente da un valore intero al suo corrispondente valore puntato. In questo
caso il valore massimo che si può inserire è la semibreve, è il più piccolo è la biscroma.
Come sempre, però, Finale offre la possibilità di oltrepassare i limiti predefiniti, nel caso si presenti-
no necessità particolari: per analizzare la procedura fate quindi clic sul pulsante Composito in alto al
­centro (D), che apre la finestra Indicazioni di tempo composito (fig. 10.3).

Fig. 10.3 - La finestra Indicazioni di tempo composito

Fig. 10.1 - Le due modalità per l'attivazione dello strumento Indicazione di tempo • La funzione principale della finestra di dialogo, come si intuisce dal titolo, è quella di inserire tempi
compositi, sui quali torneremo in seguito, ma essa può essere sfruttata anche per risolvere la predetta
Aprendo un nuovo documento predefinito, si può notare che il programma inserisce automaticamente il tempo esigenza:
di 4/4 (sicuramente la scelta più diffusa nelle composizioni di tipo tradizionale): è logico, quindi, che se il tempo oo provate, ad esempio, a scrivere "4" nella prima casella della prima fila, e ancora "4" nella prima
da impostare in un nuovo brano coincide con tale indicazione non si dovrà fare nulla. casella della seconda fila;
Ipotizziamo invece, a titolo dimostrativo, di voler effettuare qualche modifica, per cui fate doppio clic sulla pri- oo come vedete, così facendo avete impostato un comune tempo di 4/4; ma se ora cliccate sul pulsan-
ma battuta così da accedere alla finestra Indicazione di tempo (fig. 10.2). te checkbox in basso (Usa EDU come unità di misura per la durata delle pulsazioni, A), visualizzerete

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Lezione 10. Lo strumento Indicazione di tempo | 101 102 | L'inserimento degli eventi musicali in partitura

il valore inferiore in EDUs: questa sigla (acronimo di Enigma Duration Units), indica una speciale e
minuziosissima tecnica di misurazione delle durate brevettata da Makemusic.
oo Cliccando sul pulsante, notate che il valore "4" della casella inferiore si trasforma in "1024": ciò si- Tabella delle corrispondenze fra valori musicali e EDUs 
gnifica che per Finale una nota da un quarto (semiminima) corrisponde a "1024 EDUs".
Capito questo, sarà sufficiente modificare il presente valore in modo proporzionale per ottenere
Valore  Corrispondenza in EDUs 
qualunque unità di misura: ad esempio, per impostare un valore più piccolo rispetto al minimo pre-
definito, magari una semibiscroma, inserite il suo corrispondente in EDUs, che è "64". Notate come W 8192 
il valore dell'indicazione nell'anteprima (B) si modifica in tempo reale.
Allo stesso modo, se come unità di misura voleste impostare una breve da 8/4, dovreste scrivere il
suo valore corrispondente, che è "8192". w. 6144 

oo Ciò vale anche per eventuali indicazioni di unità di misura con due, tre o più punti di valore: per
esempio, una semiminima con due punti si otterrà impostando "1792 EDUs", una semiminima con tre w 4096 
punti inserendo "1920 EDUs", e così via.
oo Anche in un caso come questo, quindi, Finale consente di ottenere risultati estremamente sofisti- h. 3072 
cati. L'illustrazione a pagina seguente (tavola A) riassume le cifre in EDUs corrispondenti a tutti i
h
principali valori musicali.
2048 
• Rimanendo all'interno della finestra Indicazioni di tempo composito, veniamo ora allo scopo principa-
le per cui essa è stata progettata: Finale, infatti, consente di predisporre tempi multipli (o appunto q. 1536 
­compositi) fino a cinque elementi complessivi.
oo Deselezionate il pulsante checkbox relativo alla conversione in EDUs, poi a titolo di esempio inserite q 1024 
nelle prime sei caselle tre tempi differenti: "2/4 + 3/8 + 2/2"; l'anteprima vi aggiornerà automatica-
mente in merito all'intervento che state effettuando (fig. 10.4).
e. 768 

e 512 

x. 384 

x 256 

. 192 

Fig. 10.4 - Esempio di creazione di un tempo composito


128 

oo In queste caselle si può scrivere qualsiasi valore, purché sia coerente con i tempi comunemente
accettati dalla divisione tradizionale, che per le unità di misura procede dalla più grande alla più 96 
piccola dividendo sempre per 2 (ogni unità, cioè, avrà un valore pari alla metà della precedente e al
doppio della successiva: quarti, ottavi, sedicesimi, trentaduesimi, ecc.).
Se si tentasse di inserire un valore inesistente, come "4/37", Finale lo adatterebbe automatica- 64 
mente al valore più vicino per eccesso fra quelli accettati dal sistema (in questo caso il numero "37"
sarebbe reso in automatico come "64").
oo Fate ora clic sul pulsante Azzera (A) per cancellare il contenuto di tutte le caselle, e considerate 48 
la possibilità di raggruppare i tempi compositi qualora l'unità di misura sia comune; per esempio,
dovendo impostare il tempo "4/8 + 3/8 + 2/8", si possono utilizzare solo le prime due caselle, scri-
vendo nella prima "4+3+2" e nella seconda la cifra "8": il programma capirà perfettamente la nostra 32 
intenzione e creerà un'indicazione di tempo unica contenente tutti i valori impostati (fig. 10.5).
oo Cliccate infine su Annulla per tornare alla finestra di partenza. Tavola A

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Lezione 10. Lo strumento Indicazione di tempo | 103 104 | L'inserimento degli eventi musicali in partitura

• Ricordate che è molto importante tenere conto di queste differenze nell'impostazione del tempo di
un brano.
• Procedendo con la descrizione della finestra Indicazione di tempo, anche in questo caso vi sono i tre
consueti pulsanti di opzione dedicati all'impostazione della regione su cui dovrà avere effetto ogni
modifica (cfr. fig. 10.2 E).
Il funzionamento di queste opzioni è stato già descritto nelle lezioni precedenti, quindi possiamo pas-
sare ad occuparci della casella di controllo sulla destra, Ridistribuisci la musica (cfr. fig. 10.2 F).
• Essa andrà - se necessario - a modificare il raggruppamento delle note in base al cambiamento effettua-
to: per fare un esempio, se il tempo della composizione è 3/4 e in una battuta vi sono sei crome, queste
vengono di norma raggruppate a due a due; ma se si modifica l'indicazione di tempo portandola a 6/8,
la preventiva selezione del pulsante farà sì che le sei crome vengano automaticamente raggruppate
a tre a tre. Viceversa, se non si seleziona il checkbox, sarà conservato il raggruppamento originale.
Fig. 10.5 - Esempio di raggruppamento dell'unità di misura comune in un tempo composito
Per quanto riguarda le indicazioni di cortesia, il loro funzionamento è analogo a quello descritto per lo strumen-
• Prima di proseguire nell'analisi, soffermatevi ancora un momento sui due slider orizzontali (cfr. to Tonalità (cfr. Lezione 9):
fig. 10.2 B e C), poiché è bene precisare che il modo in cui si imposta l'indicazione di tempo influenzerà
• provate, per esempio, ad inserire nella quarta battuta il tempo di 3/4, applicando il cambiamento solo
anche il raggruppamento delle note all'interno delle battute.
a questa misura (selezionate perciò il primo pulsante di opzione scrivendo "Dalla misura 4 sino alla 4");
Il caso più emblematico è costituito dal tempo 6/8, probabilmente il più utilizzato fra i tempi compo-
sti: se infatti lo si definisce inserendo come unità di misura la croma tramite lo slider inferiore e una • cliccando su OK, noterete che in fondo al rigo compare l'indicazione che preannuncia il ritorno al tem-
quantità pari a "6" con lo slider superiore, si otterrà senz'altro il tempo di 6/8, ma il programma - come po di 4/4 nel rigo successivo;
si vede nell'anteprima - non effettuerà alcun raggruppamento delle crome (fig. 10.6), interpretando • ora, proprio come accade nello strumento Tonalità, potrete eventualmente ordinare a Finale di non
l'indicazione come un tempo semplice con suddivisione della misura in 6 movimenti. visualizzare le indicazioni di cortesia, aprendo la finestra delle Opzioni del documento;
• per procedere in tal senso, accedete alle suddette opzioni con la solita scorciatoia (ALT+CTRL+A in
Windows o ALT+CMD+A in MacOS), e dall'elenco a sinistra questa volta scegliete la penultima voce,
Indicazione di tempo;
• esattamente al centro della finestra compare il pulsante che fa al caso vostro (Mostra l'indicazione di
cortesia di cambio tempo alla fine del rigo): togliete la selezione e - dopo aver confermato con il pulsan-
te OK - l'indicazione a fine riga non sarà più visibile.
• Anche in questo caso, tuttavia, si consiglia di annullare l'operazione con la scorciatoia CTRL+Z (Win) o
CMD+Z (Mac), in quanto la teoria musicale prevede che le indicazioni di cortesia vengano regolarmen-
te visualizzate.
Tornate ancora all'interno della finestra Indicazione di tempo, e fate clic sull'ultimo pulsante che ancora non è
stato descritto, denominato Più opzioni (cfr. fig. 10.2 G); la sua selezione fa sì che la finestra si allarghi verso il
basso, aggiungendo ulteriori scelte a quelle già presenti (fig. 10.8).
Fig. 10.6 - Impostazione erronea del 6/8 come tempo semplice anziché come tempo composto

• Normalmente, invece, è risaputo che nei tempi composti le crome vengono raggruppate a gruppi di
tre (quindi il 6/8 è costituito da 2 movimenti); perciò, per ottenere il risultato corretto si dovrà definire
come unità di misura la semiminima puntata e limitare a "2" il numero delle pulsazioni: così facendo,
Finale effettuerà il raggruppamento corretto (fig. 10.7).

Fig. 10.7 - Impostazione corretta del 6/8 come tempo composto Fig. 10.8 - Espansione della finestra Indicazione di tempo per l'aggiunta di opzioni

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Lezione 10. Lo strumento Indicazione di tempo | 105 106 | L'inserimento degli eventi musicali in partitura

Questi comandi supplementari offrono la possibilità di visualizzare in partitura un tempo diverso da quello ef- oo le prime due caselle di controllo in alto sono proprio quelle che servono allo scopo: la prima attiva
fettivamente impostato, assegnando inoltre - se necessario - la tipica forma abbreviata al tempo ordinario e al la visualizzazione automatica dell'abbreviazione per il tempo ordinario, la seconda attiva quella per
tempo tagliato. il tempo tagliato (fig. 10.10);
• Procedendo con ordine, l'attivazione della casella Mostra un'indicazione di tempo diversa da quella
­impostata (A) è indispensabile per rendere attive tutte le regolazioni della parte bassa della finestra,
altrimenti esse rimarranno inutilizzate.
• La scelta di visualizzare un tempo differente da quello reale è piuttosto comune, specialmente quando
si ha la necessità di ottenere raggruppamenti di note diversi da quelli normalmente previsti, sovente Fig. 10.10 - I controlli per la visualizzazione automatica delle abbreviazioni di tempo
per un limitato numero di battute e al fine di ottenere accenti ritmici particolari.
Pensate, per esempio, ancora una volta al tipico caso del 3/4: di solito le crome, con questo tipo di indi- oo osservate che ciascuna delle due abbreviazioni può essere attivata indipendentemente per la
cazione, sono raggruppate a due a due; se viceversa desiderate che esse vengano sempre raggruppate ­partitura e per le eventuali parti staccate, e inoltre che i simboli stessi delle abbreviazioni possono
a tre a tre senza però dover modificare il tempo portandolo a 6/8, questa è l'opzione che fa al caso essere modificati rispetto a quelli "classici", cliccando sui rispettivi pulsanti.
vostro.
Basterà infatti impostare nella sezione principale della finestra l'indicazione di 6/8, avendo cura di sce- Chiudete ora la finestra delle opzioni con il pulsante Annulla, e considerate la possibilità di dover sovrapporre in
gliere la semiminima puntata come unità di misura; poi si selezionerà il suddetto pulsante checkbox e si una partitura delle indicazioni di tempo differenti per i vari strumenti dell'organico (oppure per la mano destra e
imposterà il tempo di 3/4 come visualizzazione fittizia (fig. 10.9). la mano sinistra in una pagina pianistica). A questo proposito, potete svolgere un breve esercizio aprendo dalla
cartella Documenti di esempio ed esercitazioni il file intitolato "Documento di esempio 06.musx1" 2.

• Selezionate dalla tavolozza lo strumento Rigo musicale e cliccate sulla prima battuta del violino: acce-
derete alla finestra degli Attributi del rigo; in basso a sinistra vi sono le tre opzioni relative agli elementi
indipendenti, che abbiamo già incontrato descrivendo lo strumento Tonalità (cfr. Lezione 9).
La seconda opzione riguarda proprio l'indicazione di tempo, perciò selezionatela e ripetete l'operazio-
ne su tutti gli strumenti dell'organico, passando dall'uno all'altro per mezzo del menu a tendina in alto;

• confermate con il pulsante OK e selezionate dalla tavolozza lo strumento Indicazione di tempo;

• fate ancora doppio clic sulla prima battuta del violino, e utilizzando i controlli che avete imparato in
questa lezione inserite il tempo 3/4, scegliendo come ambito "dalla misura 1 sino alla 3", poi premete
OK;

• fate adesso doppio clic sulla prima misura della tromba, e assegnatele il tempo 6/8, sempre nelle prime
tre battute;

• infine fate doppio clic sulla prima misura del clarinetto, e per questo strumento impostate il tempo
12/16 (ancora per le prime tre battute).

Fig. 10.9 - Impostazione di un "falso" 3/4 raggruppato come 6/8 • Come si vede, la procedura è piuttosto semplice; è importante però tenere conto del materiale musica-
le eventualmente già presente in partitura, onde evitare strane risultanze dal punto di vista del ritmo.
• Un'altra situazione tipica si verifica qualora in un unico documento vi siano due o più incipit in levare Osservate infatti la seconda accollatura, in cui sono già presenti alcune note: se effettuate una qualsia-
(come accade spesso realizzando pagine di esempi musicali, temi con variazioni o altri brani suddivisi si modifica, Finale tenterà di adattare il materiale al nuovo valore impostato, generalmente con ottimi
in più movimenti): poiché infatti Finale consente di impostare per ogni documento un solo inizio di risultati, ma originando per ovvi motivi una ridistribuzione delle note lungo le battute.
tipo anacrusico, il metodo sopra esposto rappresenta l'unica soluzione per bypassare la limitazione e
ottenere tale risultato1. • Provate, per esempio, a fare doppio clic sulla quarta misura del violino, applicando il tempo di 5/4 fino
alla fine del brano: poiché il vostro intervento ha dato origine a un tempo in cinque movimenti sovrap-
• Per quanto riguarda l'abbreviazione del tempo ordinario e del tempo tagliato, potete notare - sempre posto a un tempo in quattro movimenti, non solo le note del violino sono state compresse all'indietro
nell'area in basso delle opzioni aggiuntive - il checkbox Abbreviato (cfr. fig. 10.8 B), che per l'appunto in tutte le battute, ma anche l'esecuzione in playback comporterà per il violino stesso un ritmo di
trasformerà l'indicazione di 4/4 nel tipico simbolo "c" ad esso equivalente, o l'indicazione di 2/2 nel ­quintina in tutte le misure.
simbolo "C".
• Ricordate comunque che le suddette indicazioni abbreviate possono essere impostate per default, • Annullate (CTRL+Z in Windows o CMD+Z in MacOS), e facendo ancora doppio clic a misura 4 del
utilizzando ancora una volta la finestra delle Opzioni del documento: ­violino, assegnate il tempo di 3/4 fino alla fine del brano, avendo cura di selezionare anche il pulsante
­Ridistribuisci la musica: questa volta otterrete il risultato opposto, cioè la creazione automatica di due
oo chiudete la finestra Indicazione di tempo cliccando su Annulla; nuove battute per poter accogliere tutto il materiale. L'esecuzione in playback, in questo caso, impri-
oo accedete alle Opzioni del documento con la consueta scorciatoia, e dall'elenco a sinistra selezionate merà alle note un ritmo di terzina.
Indicazione di tempo;
2. Se state utilizzando una versione di Finale precedente alla 2014, importerete il file "Documento di esempio 06.xml" seguendo le istru-
1. Per la procedura di realizzazione di un inizio in levare si rinvia alla lezione n. 15. zioni riportate nell’Appendice 1.

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Lezione 10. Lo strumento Indicazione di tempo | 107 108 | L'inserimento degli eventi musicali in partitura

Come avete visto, anche lo strumento Indicazione di tempo dispone di numerose opzioni per farvi ottenere nel
miglior modo possibile tutto ciò di cui avete bisogno. Per concludere la trattazione, è necessario analizzare -
come per lo strumento Tonalità - le modalità alternative di inserimento dell'indicazione in partitura.

Anche per questa procedura, infatti, la pratica del doppio clic sulle battute non è l'unico metodo disponibile:
è anche possibile utilizzare il tasto destro del mouse per aprire un menu contestuale, e al tempo stesso il pro-
gramma prevede alcuni specifici Metatool.

• Nel primo caso, il menu contestuale (fig. 10.11) contiene in prima posizione il richiamo diretto alla fine-
stra Indicazione di tempo, già ampiamente analizzata in questa lezione; tutte le altre voci si riferiscono
alle indicazioni che più comunemente si inseriscono in una partitura.
Si passa perciò dai tempi semplici (comprese le forme abbreviate per il tempo ordinario e quello
­tagliato) ai tempi composti, includendo anche alcuni diffusi tempi dispari, nelle loro possibili suddivisio-
ni ritmiche interne.

Fig. 10.12 - La disposizione sequenziale dei tasti per i Metatool dello strumento Indicazione di tempo

• Come si nota, purtroppo, le scorciatoie disponibili sono piuttosto esigue, e sono contemplate esclu-
sivamente le unità di misura pari al quarto (semiminima) e all'ottavo (croma); non c'è nemmeno, per
citare l'assenza più vistosa, la comunissima indicazione per il 2/2.
• Si deve tuttavia ricordare che è sempre possibile definire dei Metatool personalizzati per richiamare
velocemente qualsiasi indicazione di tempo creata dall'utente, anche la più complessa. Per la proce-
dura di impostazione di un proprio Metatool si rinvia ancora una volta alla trattazione dello strumento
Fig. 10.11 - Il menu contestuale per l'indicazione di tempo Chiave (cfr. Lezione 8).
• Questo metodo è senza dubbio molto rapido, ed è spesso preferibile a quello "canonico" costituito dal
doppio clic, purché ci si ricordi di selezionare in precedenza l'area su cui si vuole intervenire, altrimenti
Con questa lezione si conclude la prima fase del corso: avete appreso tutte le tecniche necessarie per la prepa-
Finale applicherà automaticamente il cambiamento fino alla fine del brano.
razione di una partitura in modo professionale e siete finalmente pronti ad inserire le note nei vostri documen-
Inoltre, si tenga presente che con questo sistema non è possibile impostare tempi compositi o altre ti. Nelle prossime pagine proseguiremo perciò il percorso occupandoci della prima fra le 3 modalità possibili:
indicazioni di particolare complessità. ­l'Inserimento semplice.
• In secondo luogo, come detto, anche per lo strumento Indicazione di tempo sono previsti alcuni como-
dissimi Metatool: partendo dalla stessa logica applicata per lo strumento Tonalità (cfr. Lezione 9), in
questo caso si utilizzano due "file" di tasti nella tastiera del computer, in particolare la fila che va dal
numero "1" al numero "0" (zero), e quella che va dalla lettera "Q" alla lettera "P" (fig. 10.12).
Ricordate che per ottenere velocemente un'indicazione dovrete tenere premuto il tasto-scorciatoia
e fare doppio clic sulla battuta interessata (o su un ambito di battute precedentemente selezionate).

oo La prima fila, contrassegnata nell'illustrazione dal colore rosso, richiama nell'ordine le seguenti
indicazioni di tempo: 1/4, 2/4, 3/4, 4/4, 5/4, 6/4, 7/4, 8/4, 9/4, 12/4;

oo la seconda fila, contrassegnata dal colore giallo, richiama invece le seguenti indicazioni: 1/8, 2/8, 3/8,
4/8, 5/8, 6/8, 7/8, 8/8, 9/8, 12/8.

oo Tenete presente che il tempo ordinario apparirà nella forma comune (4/4) o in quella abbreviata (c)
a seconda dell'impostazione selezionata nella finestra delle Opzioni del documento (cfr. i paragrafi
precedenti).

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110 | L'inserimento degli eventi musicali in partitura

Poiché non abbiamo ancora analizzato i vari oggetti nello specifico, per il momento aprite l'Inserimento semplice
direttamente dalla tavolozza degli strumenti principali.

Come detto, lo strumento si serve dell'ausilio di due tavolozze sussidiarie, che possono essere collocate in varie
Lezione 11 posizioni. Nella versione di Finale per Windows, alla prima apertura del software dopo l'installazione, esse si tro-
vano agganciate al lato sinistro della finestra; potete tenerle in quella sede ma anche eventualmente "sganciar-
le", cliccando con il tasto sinistro del mouse sul bordo superiore di ogni tavolozza e trascinando verso l'interno,
Lo strumento Inserimento semplice così da collocarle nel punto che risulti a voi più comodo e non copra l'area di lavoro.

Dopo aver sbloccato le tavolozze, se portate il puntatore sopra il loro angolo inferiore destro, esso si trasfor-
merà in una doppia freccia, e vi sarà possibile "sagomare" le tavolozze stesse mediante trascinamento, dispo-
nendo le icone secondo un ordine personalizzato di file e colonne (fig. 11.2).
L'Inserimento semplice costituisce la prima delle tre modalità previste da Finale per l'immissione delle note e
delle pause in una partitura. Questo metodo esiste fin dalla prima versione del programma, ed è probabilmente
quello più utilizzato dagli utenti alle prime armi, i quali - dopo aver preso confidenza con i vari strumenti e la
filosofia operativa del software - passano quasi sempre agli altri due metodi, sicuramente più rapidi ed efficaci.
In questa lezione imparerete quindi a conoscere dettagliatamente questo sistema di base, così da poter iniziare
ad inserire alcune note nei vostri documenti.
L'icona della tavolozza adibita alla selezione dell'Inserimento semplice rappresenta una croma (fig. 11.1 A); essa
non va confusa con l'icona dell'Inserimento rapido, che le sta accanto e rappresenta una croma in movimento.
Aprendo il menu Strumenti, si può trovare come di consueto la voce corrispondente. C'è tuttavia una differenza
rispetto ai casi visti fino ad ora: la voce Inserimento semplice, infatti, è accompagnata (subito sotto) dalla dicitura
complementare Pause inserimento semplice, ed entrambe conducono a un proprio sottomenu, con cui si posso-
no selezionare direttamente i vari elementi delle due tavolozze d'appoggio dello strumento, ossia quella delle
note e quella delle pause (fig. 11.1 B e C).

Fig. 11.2 - Il punto di controllo delle tavolozze sussidiarie (nel cerchio rosso)
e alcune delle loro possibilità di "sagomatura"

La tavolozza più grande contiene tutti i valori musicali, dalla breve alla fusa, nonché le alterazioni e altri simboli
di servizio che vedremo singolarmente; quella più piccola, invece, contiene solo le pause corrispondenti ai sud-
detti valori.

In origine, l'idea dei programmatori di Finale fu quella di creare lo strumento Inserimento semplice per consen-
tire la scrittura delle note, una per una, con il mouse. Come vedremo, questo tipo di immissione - per quanto
semplicissimo e intuitivo - è estremamente lento e macchinoso, quindi assolutamente sconsigliabile per la rea-
lizzazione di grandi e complesse partiture.
Nella versione attuale, a cui si è giunti dopo numerose modifiche e miglioramenti nel corso di oltre vent'anni, è
ancora possibile operare in questo modo, ma grazie a tutta una serie di scorciatoie da tastiera - che analizzere-
mo dettagliatamente - l'utilizzo dell'Inserimento semplice è diventato molto più agile ed efficiente, al punto che
ormai quasi lo si confonde con l'Inserimento rapido, con il quale presenta moltissimi punti in comune.

Per rendere comunque accessibile l'apprendimento anche a coloro che non hanno mai utilizzato il programma,
inizieremo proprio dal metodo di base, selezionando i valori uno per uno dalle tavolozze e cliccando sul penta-
gramma per effettuare l'inserimento.
Il primo esercizio consiste nella copiatura dell'incipit di una melodia lineare e notissima, ovvero l'Inno alla gioia
tratto dalla Sinfonia n. 9 op. 125 di Ludwig van Beethoven; l'esempio è trasportato alla tonalità di Do maggiore
Fig. 11.1 - Le modalità per l'attivazione dello strumento Indicazione di tempo e dei suoi sotto-strumenti per renderlo ancora più semplice (fig. 11.3).

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Lezione 11. Lo strumento Inserimento semplice | 111 112 | L'inserimento degli eventi musicali in partitura

• Il secondo pulsante (B) serve a modificare le altezze delle note già scritte; posizionandosi con precisio-
ne sopra o sotto l'evento interessato, si potrà cliccare e la nota sarà trasportata direttamente all'altez-
za indicata dal puntatore, mantenendo il suo attuale valore.

• Subito dopo la serie dei valori musicali e il punto (C), si incontrano i tre pulsanti per l'inserimento delle
Fig. 11.3 - Esempio di semplice melodia da trascrivere (L. van Beethoven, Inno alla gioia)
principali alterazioni: diesis, bemolle e bequadro (D). Esse possono essere aggiunte direttamente alle
note già scritte, oppure associate a un valore qualsiasi prima della sua immissione in partitura.
• Aprite un nuovo documento predefinito (File > Nuovo > Documento predefinito);
Ovviamente il simbolo del bequadro non produrrà alcun effetto se assegnato a una nota che si trova
• verificate di aver opportunamente selezionato lo strumento Inserimento semplice; già allo stato naturale, perciò sarà utile solo se applicato a note alterate.
• osservate la tavolozza delle note (la più grande delle due), e fate clic sul simbolo della semiminima: • Un effetto simile a quello dei pulsanti appena descritti si ottiene con i due successivi (E), i quali - come
notate che il vostro puntatore ha assunto una forma corrispondente al valore prescelto; si può intuire dall'icona - alzano o abbassano le note di un semitono alla volta. Questi oggetti sono utili
• posizionatevi ora con cura all'interno della prima battuta e situate il puntatore esattamente sopra la soprattutto per incrementare o decrementare ulteriormente l'altezza di note già alterate, così da ot-
linea del Mi, quindi fate un clic singolo per inserire la nota; tenere doppi diesis o doppi bemolli.
Cliccando ripetutamente su una nota, si continuerà a modificarne l'intonazione fino a ottenere un mas-
• l'evento che avete appena inserito apparirà selezionato (cioè evidenziato da un colore, generalmente simo di sette diesis o sette bemolli.
rosa scuro, ma a seconda della versione di Finale in vostro possesso e del sistema operativo utilizzato,
il colore potrebbe essere differente). • Il pulsante che segue, invece, inserisce una legatura di valore fra due suoni (F); come per il punto di
valore e per le alterazioni, l'elemento può essere utilizzato direttamente su note già scritte in prece-
• Nello strumento Inserimento semplice, quando un evento è selezionato la sua altezza può essere mo-
denza (cliccando in questo caso sul primo dei due valori da legare), oppure in diretta congiunzione con
dificata in tempo reale: se infatti premete sulla tastiera del computer i tasti Freccia su o Freccia giù, ve-
una nota, al fine di inserire entrambi i simboli contemporaneamente.
drete che la nota si sposta verso l'alto o verso il basso di una posizione (da linea a spazio o viceversa);
Teoricamente questa legatura potrebbe essere usata per congiungere anche note di altezza diversa,
tenete a mente questo pratico sistema per correggere velocemente le eventuali note sbagliate senza
definendola quindi come una legatura di portamento; tuttavia, si deve tenere presente che essa ap-
doverle cancellare e riscrivere.
parirà sempre orizzontale, senza seguire la direzione dell'intervallo. Si sconsiglia vivamente, perciò, di
• Situate ora il puntatore poco più a destra rispetto alla prima nota inserita, e cliccate nuovamente per utilizzarla in questo modo; in tali casi è opportuno servirsi del più appropriato strumento Forme intelli-
inserire il secondo Mi; come vedete, il meccanismo è davvero molto semplice, per cui potete procede- genti, che analizzeremo in seguito (cfr. Lezione 19).
re in modo analogo fino alla dodicesima nota.
• Il penultimo pulsante raffigura una terzina, e consente di inserire in partitura i gruppi irregolari (G). Il
• Ora, il primo elemento della quarta battuta è una nota puntata; per ottenerla, fate clic nella tavolozza gruppo impostato per default è proprio la terzina (sicuramente il più diffuso), e il suo utilizzo può avve-
sul simbolo del punto di valore, osservando sempre come il puntatore prenda la forma dell'evento che nire, anche in questo caso, in due modi:
state per inserire;
1. impostando fin da subito il gruppo irregolare, cioè selezionando sia il presente pulsante, sia il valo-
• dopo aver scritto il Mi puntato, ci si imbatte in una piccola scomodità: il simbolo del punto rimane re corrispondente alla prima nota del gruppo. Si noti che in questo caso Finale, quando si clicca sul
infatti associato al valore corrente. Poiché ora si deve inserire una semplice croma, sarà necessario rigo per inserire la prima nota, predispone già l'intero gruppo irregolare integrandolo con pause
tornare con il mouse alla tavolozza, cliccare nuovamente sul punto di valore per deselezionarlo, quindi aventi la funzione di "segnaposto"; per completare la figura ritmica, basterà cliccare sopra le pause
prendere la croma stessa e finalmente cliccare sul rigo: in pratica, si devono effettuare ben tre diverse ed esse saranno sostituite dalle note desiderate.
operazioni per inserire una sola nota.
2. Scrivendo, in alternativa, dapprima tutte le note con valori normali e applicando successivamente
• Per concludere questo breve esercizio, tornate un'ultima volta alla tavolozza dei valori e selezionate la l'irregolarità.
minima, quindi inserite il Re alla fine della quarta battuta.
• Qualora si debba inserire un gruppo irregolare diverso dalla terzina, sarà necessario seguire un altro
Per quanto riguarda le pause, non è necessario fare esempi particolari: per inserirle dovrete agire esattamente tipo di percorso. Ponete, ad esempio, di dover scrivere una settimina di crome:
come per le note, selezionando ovviamente i simboli dalla tavolozza più piccola. 1. selezionate dalla tavolozza maggiore il simbolo della croma e quello dei gruppi irregolari;
Vediamo ora qual è la funzione degli altri elementi presenti nella tavolozza maggiore (fig. 11.4): 2. ora tenete premuto il tasto SHIFT (o tasto maiuscole, se preferite) e cliccate sul rigo, all'altezza
desiderata per la prima nota del gruppo: apparirà una finestra denominata Definizione del gruppo
irregolare per l'inserimento semplice (fig. 11.5).

Fig. 11.4 - Altri elementi della tavolozza maggiore

• il primo pulsante (A) raffigura una gomma per cancellare, e comporta l'eliminazione immediata (trami-
te un clic) di note o pause già inserite nella partitura. Si noti che la cancellazione di un evento seguito
- nella stessa battuta - da altre note o pause, comporterà l'arretramento dei valori rimasti, quindi la
misura dovrà essere in seguito completata. Fig. 11.5 - La finestra Definizione del gruppo irregolare per l'inserimento semplice

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Lezione 11. Lo strumento Inserimento semplice | 113 114 | L'inserimento degli eventi musicali in partitura

Al suo interno andrà indicata la tipologia del gruppo irregolare da inserire, perciò in questo caso Dopo aver analizzato la funzione delle tavolozze sussidiarie e di tutti i loro pulsanti, possiamo concludere la de-
scrivete "7" nella prima casella (A) e "4" nella seconda (B), poiché in una settimina, di norma, vi scrizione di questa prima e basilare tecnica di inserimento delle note facendo due ultime osservazioni:
sono sette note al posto di quattro.
1. il punto di valore, come dimostrato nel breve esercizio di copiatura dell'Inno alla gioia, si inserisce con
3. Nei due menu a tendina accanto alle caselle (C) va indicato il valore delle note costituenti il grup- facilità utilizzando l'apposito pulsante; qualora sia necessario immettere due, tre o più punti, sarà suf-
po: se tale valore coincide con quello preventivamente selezionato nella tavolozza, sarà sufficiente ficiente cliccare sulla nota interessata tante volte quanti sono i punti che si devono assegnare.
mantenere l'indicazione Usa la durata corrente, altrimenti si potrà impostare qualsiasi altro valore Il numero massimo di punti che l'utente può affiancare a una nota dipende dal valore della nota stessa;
scegliendolo dall'elenco. infatti, la gamma di valori contemplata da Finale va dalla breve (corrispondente a "8192 EDUs") fino al
Se inoltre si attiva il checkbox in basso (Salva come impostazione predefinita per l'inserimento sem- piccolissimo "1/4096" (corrispondente a "1 EDU")1. Osservando l'illustrazione sottostante (fig. 11.7), si
plice, D), le scelte effettuate in questa finestra saranno applicate automaticamente a tutti i gruppi può comprendere la logica sottesa a questo tipo di operazione, ossia la facoltà di aggiungere punti di
eventualmente inseriti in seguito. valore fino al raggiungimento della durata minima possibile di un punto (1/4096): per questa ragione, la
In questo caso tale opzione non è necessaria, quindi mantenete la casella disattivata e fate clic sul breve potrà accogliere una quantità massima di 13 punti, la semibreve 12, la minima 11 e così via fino alla
pulsante OK. fusa che ne potrà contenere al massimo 5.
4. Il gruppo appare ora pronto per essere completato, con la prima nota già al posto giusto e sei
­pause-segnaposto che dovranno essere sostituite dalle altezze desiderate (fig. 11.6).

Fig. 11.6 - Esempio di impostazione di una settimina di crome

• Tenete presente che i gruppi irregolari possono usufruire di numerose opzioni aggiuntive, che però
non sono disponibili nello strumento Inserimento semplice; le analizzeremo nel dettaglio durante la
trattazione specifica dello strumento Gruppi irregolari (cfr. Lezione 14).

• L'ultimo pulsante della tavolozza maggiore (cfr. fig. 11.4 H) rappresenta un'acciaccatura, ed è utile sia
Fig. 11.7 - La logica di applicazione della quantità di punti di valore
per ottenere l'acciaccatura stessa, sia per l'appoggiatura. Ancora una volta, vi sono due strade possibili:

1. associare preventivamente il simbolo a un valore; 2. L'ultima operazione possibile con l'utilizzo esclusivo del mouse è l'inserimento degli accordi. La procedu-
ra è veramente semplicissima: dopo aver inserito la prima nota, ci si posiziona verticalmente su di essa
2. scrivere una nota reale e trasformarla successivamente in un abbellimento. (all'altezza desiderata) e si effettuano tutti gli ulteriori clic necessari al completamento d
­ ell'accordo.
• Per impostazione predefinita, Finale prevede che questo pulsante dia origine esclusivamente Si noti che anche creando questo tipo di eventi, l'ultima nota inserita rimane selezionata, affinché sia
­all'acciaccatura; se, al contrario, avete bisogno di inserire un'appoggiatura, dovrete per l'ennesima vol- possibile modificarla agevolmente con i tasti freccia in caso di errore.
ta accedere alle Opzioni del documento (utilizzate la consueta scorciatoia ALT+CTRL+A in Windows o
ALT+CMD+A in MacOS). Qui agite come segue: Prima di procedere con l'analisi delle altre modalità di immissione del materiale, è importante ricordare che an-
che l'Inserimento semplice, come molti altri strumenti di Finale, dispone di un proprio menu speciale nella parte
1. selezionate dall'elenco a sinistra la voce Abbellimenti; alta dello schermo (fig. 11.8).
2. al centro della finestra, togliete la spunta al pulsante "Metti sempre il taglio sulle figure aventi la
codetta";
3. confermate con il pulsante OK.

• Per comprendere meglio il particolare funzionamento di questa opzione, facciamo un breve esercizio:

1. selezionate nella tavolozza maggiore il simbolo della croma e quello dell'abbellimento;


2. cliccate sul rigo, ad un'altezza qualsiasi: noterete che, in prima istanza, avete ottenuto un'appog- Fig. 11.8 - Il menu speciale Inserimento semplice
giatura;
3. ora cliccate esattamente sopra l'evento appena inserito: esso si trasformerà in un'acciaccatura; L'importanza di questo menu è data soprattutto dalla possibilità di personalizzare le opzioni dello strumento e
di attivare l'immissione delle note via MIDI; per il resto, la sua funzione è sostanzialmente riassuntiva, in quanto
4. infine, cliccate una terza volta sull'evento, ed esso diverrà una nota reale. esso contiene l'elenco completo dei comandi relativi all'inserimento e alla modifica degli eventi nei righi tradi-
Questa triplice fase si verifica ovviamente solo per le note il cui valore è pari o inferiore alla croma; tutte zionali e nelle intavolature.
le altre note, per ovvi motivi, presenteranno solo le due fasi corrispondenti alla nota reale e all'appog-
giatura. 1. Per la definizione degli EDUs e della loro funzione, cfr. Lezione 10.

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Lezione 11. Lo strumento Inserimento semplice | 115 116 | L'inserimento degli eventi musicali in partitura

Poiché nei vari sottomenu ogni comando è affiancato dalla relativa scorciatoia da tastiera, è sicuramente utile Questa possibilità non va ovviamente confusa con l'ascolto vero e proprio della partitura, che avviene -
considerare queste voci come una sorta di "promemoria", poiché la memorizzazione di un numero così elevato per così dire - in differita, e per il quale esistono appositi controlli di cui ci occuperemo nell'ultima parte
di combinazioni può risultare effettivamente ardua anche per gli utenti più smaliziati. del volume (cfr. Lezione 29).

Ciò premesso, la prima voce del menu, Opzioni dell'Inserimento semplice, apre la finestra omonima composta • Infine, il pulsante Usa l'indicatore di inserimento semplice (F) attiva nella battuta la visualizzazione
perlopiù da pulsanti di controllo, con i quali si possono definire alcuni specifici comportamenti del programma di un cursore verticale (in inglese "caret"), che mostra in anteprima sia la pulsazione in cui verrà po-
(fig. 11.9): sizionata la prossima figura musicale, sia il valore di durata attualmente selezionato nella tavolozza.
Si tratta di un riferimento molto utile durante la scrittura, ragion per cui è bene tenere questa casella
sempre selezionata.
• Nel caso non venga scelto quest'ultimo controllo, si attivano due ulteriori pulsanti (G), che rendono
disponibili delle soluzioni alternative all'uso dell'indicatore di inserimento:
oo il primo checkbox fa sì che ogni nota venga automaticamente selezionata dopo essere stata inse-
rita in partitura, e la rende quindi immediatamente suscettibile di modifiche per mezzo dei tasti di
scelta rapida;
oo il secondo checkbox, invece, si riferisce espressamente alle intavolature: in questo tipo di notazio-
ne, utilizzata principalmente per gli strumenti a corde, le note vengono sostituite da numeri scritti
direttamente su un grafico che raffigura una porzione del manico dello strumento. Analogamente
al caso precedente, subito dopo l'inserimento saranno selezionati i numeri dell'intavolatura.
• La finestra si conclude con il pulsante Modifica le scorciatoie da tastiera (H); esso dà accesso a una
nuova finestra (fig. 11.10) dedicata alla personalizzazione delle numerose combinazioni di tasti con cui
si può velocizzare la maggior parte delle operazioni peculiari di questo strumento.

Fig. 11.9 - La finestra delle Opzioni Inserimento semplice

• il primo pulsante, Verifica le note in eccesso (A), comunica a Finale di effettuare un controllo in tempo
­reale sulla durata complessiva degli eventi presenti in ogni battuta; qualora l'utente tenti di inserire
una quantità di valori superiore a quella ammessa dalla corrente indicazione di tempo, il programma
ne impedirà l'immissione, emettendo nel contempo un segnale sonoro.
Questa verifica è chiaramente molto importante per evitare errori involontari, e dovrebbe essere sem-
pre mantenuta attiva, a meno che non vi siano giustificati motivi per escluderla.

• Il pulsante successivo, Crea nuove misure (B), autorizza la creazione automatica di una nuova battuta
ogni qualvolta si sia completata con note o pause l'ultima misura del brano. Anche questa opzione è
interessante, in quanto evita che l'utente debba stabilire fin dall'inizio il numero complessivo di battu-
te del brano.
In ogni nuovo documento, quindi, si potrà iniziare a lavorare con la quantità predefinita di battute,
poiché sarà Finale ad aggiungere quelle necessarie mentre si procede con la stesura.

• La casella di controllo Riempi con pause sino alla fine della misura (C) fa sì che ogni battuta scritta par-
zialmente venga completata con l'inserimento automatico di un certo numero di pause, corrisponden-
ti ai valori mancanti.
L'opzione è sicuramente utile in alcuni casi, ma in altre situazioni può rivelarsi un po' fastidiosa (per
esempio quando si compone direttamente con Finale), quindi la sua attivazione è consigliabile o meno
in base al tipo di documento che si sta creando.

• Proseguendo, il controllo Cambia il livello in mezzo alla battuta (D), se attivato, consentirà di passare
da un livello di notazione (layer) all'altro anche in un punto interno della battuta, senza dover iniziare Fig. 11.10 - La finestra Modifica le scorciatoie da tastiera
il nuovo livello con una o più pause e al tempo stesso completando con le pause necessarie il livello
precedente. • La gestione della finestra appare complessa, ma in realtà è piuttosto intuitiva: al centro c'è un grande
Questo principio, apparentemente complesso, sarà oggetto di trattazione specifica nella prossima le- elenco (A) che riassume tutte le operazioni possibili, e ogni voce della lista può essere integrata, mo-
zione, dedicata all'Inserimento rapido. dificata o cancellata per mezzo dei tre pulsanti sottostanti (B); nella parte bassa, invece, si trova una
sezione (C) con cui è possibile selezionare uno specifico set di scorciatoie o creare nuovi set a piacere,
• Il pulsante Playback delle note durante l'inserimento (E) abilita l'ascolto in tempo reale degli eventi che offrendo così all'utente la possibilità di personalizzare al massimo livello i tasti di scelta rapida, per
vengono introdotti. un'ottimizzazione sempre più efficace della qualità del lavoro.

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Lezione 11. Lo strumento Inserimento semplice | 117 118 | L'inserimento degli eventi musicali in partitura

Analizziamo ora le possibilità alternative che lo strumento Inserimento semplice offre per l'immissione degli
eventi. Come detto in precedenza, infatti, l'utilizzo esclusivo del mouse - per quanto costituisca per il neofita un
metodo facile e rassicurante - rappresenta una modalità di lavoro piuttosto lenta e assolutamente inadeguata
alla redazione di grandi e complesse partiture.
Vi sono quindi altri due sistemi di inserimento: il primo si basa su un utilizzo consistente delle scorciatoie da
­tastiera, il secondo si serve invece dell'ausilio di un dispositivo MIDI esterno.

• Il principio di fondo del primo metodo ricorda molto da vicino quello adottato dallo strumento
­Inserimento rapido, ossia l'associazione dei valori e delle altezze dei suoni ad alcuni tasti della tastiera
del computer, in particolare quelli del tastierino numerico (cfr. Lezione 12).
Quest'ultimo dispositivo, come noto, non sempre è presente nei computer portatili, e ciò può rap-
presentare una limitazione per i numerosi utenti che possiedono soltanto un notebook con tastiera
­ridotta. Fortunatamente vi sono due soluzioni al problema: o si utilizza un set di scorciatoie persona-
lizzate, che ogni utente può creare facilmente - come spiegato poc'anzi - attraverso la finestra delle
Opzioni dell'Inserimento semplice, oppure è possibile acquistare con poca spesa un tastierino numerico
esterno, da collegare al proprio portatile attraverso una porta USB.

• Venendo quindi alle scorciatoie, è utile elencare subito quelle più importanti, ossia quelle riferite alle Fig. 11.11 - Esempio di selezione del valore della nota tramite scorciatoia da tastiera
durate delle note. Per attivare rapidamente i diversi valori, Finale si serve per impostazione predefinita (semiminima  tasto n. 5 del tastierino numerico)
proprio del tastierino numerico: il meccanismo, molto semplice da memorizzare, prevede che i valori
stessi siano associati in ordine decrescente ai tasti che vanno dal n. 8 al n. 1. Questa è la sequenza degli oo Agite sui tasti freccia per portarvi in corrispondenza della nota Mi iniziale, e premete INVIO (o
abbinamenti: ENTER) sul tastierino numerico, o in alternativa sulla tastiera principale; ovviamente è preferibile
utilizzare anche in questo caso il tastierino, così da dover spostare le mani il meno possibile.
oo Tasto n. 8  Breve (2/1)
Come vedete, la nota è stata correttamente inserita in partitura, e l'indicatore di inserimento
oo Tasto n. 7  Semibreve (1/1)
­(caret) si è spostato automaticamente sulla pulsazione successiva.
oo Tasto n. 6  Minima (1/2)
oo Capito il principio, potete inserire velocemente tutte le altre semiminime; ricordate che prima di
oo Tasto n. 5  Semiminima (1/4)
scrivere ogni nota dovete sempre posizionare l'indicatore all'altezza desiderata.
oo Tasto n. 4  Croma (1/8)
oo Tasto n. 3  Semicroma (1/16) oo Giunti alla quarta battuta, per scrivere la semiminima puntata sarà sufficiente premere in succes-
oo Tasto n. 2  Biscroma (1/32) sione il tasto INVIO (poiché il valore di 1/4 nella tavolozza ausiliaria è già impostato) e quello del
oo Tasto n. 1  Semibiscroma (1/64) PUNTO; anche in questo caso scegliete liberamente se utilizzare il tastierino numerico o la tastiera
principale.
Per ottenere la fusa, cioè la nota da 1/128, si dovrà utilizzare la combinazione ALT+0 (zero), sia in oo Concludete ora la frase aggiungendo la croma (premendo in successione il tasto n. 4 del tastierino
­Windows che in MacOS. e INVIO) e la minima (tasto n. 6 e INVIO), quindi per uscire dalla modalità di inserimento premete
Il tasto "0" (zero), se premuto da solo dopo aver selezionato uno dei suddetti valori, inserirà in parti- due volte il tasto ESC.
tura una pausa del valore corrispondente.
• Come avrete certamente notato, il tempo speso per scrivere queste quattro battute si è rivelato di
• Per quanto riguarda l'impostazione dell'altezza delle note, essa viene definita utilizzando i tasti Freccia gran lunga inferiore a quello occorso per l'inserimento con il mouse. È inoltre evidente che - esercitan-
su e Freccia giù, collocati vicino al tastierino numerico. Con i tasti Freccia destra e Freccia sinistra, invece, dosi con costanza - si può divenire sempre più abili nell'utilizzo di questa tecnica, giungendo a scrivere
vi sposterete in avanti o all'indietro di una pulsazione alla volta. qualsiasi melodia con grande velocità.
Facciamo subito un esercizio dimostrativo, scrivendo con questo sistema la stessa melodia dell'Inno • Un'alternativa utile e divertente all'utilizzo dei tasti freccia per la definizione delle altezze (opzione
alla gioia utilizzata in precedenza (cfr. fig. 11.3): peraltro già prevista fra le scorciatoie predefinite) consiste nel digitare sulla tastiera principale diretta-
oo iniziate cancellando tutto il materiale presente nel documento attualmente aperto: per fare ciò, mente il nome delle note, utilizzando le lettere della notazione anglosassone.
attivate temporaneamente dalla tavolozza degli strumenti principali lo strumento S­ elezione; Questo metodo ha inoltre il vantaggio di non necessitare del tasto INVIO per l'inserimento (in pratica
è sufficiente selezionare il valore desiderato e digitare la lettera corrispondente alla nota).
oo ora selezionate tutto, seguendo il percorso "Modifica > Seleziona tutto" oppure utilizzando la scor-
Facciamo un veloce esercizio, sempre utilizzando la melodia beethoveniana:
ciatoia CTRL+A in Windows o CMD+A in MacOS;
oo cliccate su una battuta qualsiasi con il tasto destro, e nel menu contestuale scegliete la voce oo iniziate premendo il tasto Freccia destra per riattivare il caret e portarvi sulla prima pulsazione di
­Cancella tutti gli elementi musicali. una nuova battuta;
oo A questo punto attivate nuovamente lo strumento Inserimento semplice e osservate la melodia da oo ora premete sul tastierino numerico il n. 5 (se non avete il tastierino selezionate con il mouse il
copiare: poiché le prime 12 note sono tutte semiminime, premete il tasto n. 5 sul tastierino numeri- valore della semiminima dalla tavolozza);
co per impostare il valore appropriato. oo digitate nell'ordine le seguenti lettere: "E, E, F, G, G, F, E, D, C, C, D, E" (corrispondenti alle prime 12
Notate come si sia automaticamente selezionata l'icona della semiminima nella tavolozza ausiliaria note della melodia);
dello strumento (fig. 11.11). oo a questo punto, per la semiminima puntata premete la lettera "E" seguita da un PUNTO;

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Lezione 11. Lo strumento Inserimento semplice | 119 120 | L'inserimento degli eventi musicali in partitura

oo per la croma, premete il tasto n. 4 sul tastierino (o scegliete la figura col mouse dalla tavolozza) e medesimi tasti-freccia vi porterete con precisione all'altezza desiderata.
digitate la lettera "D"; Naturalmente, questa scorciatoia è utilissima per l'inserimento tramite il tasto INVIO, oppure per sce-
oo infine, per la minima, premete il tasto n. 6 sul tastierino (o scegliete la figura col mouse dalla tavo- gliere l'ottava in vista dell'immissione con il sistema alfabetico, mentre non ha alcuna utilità pratica
lozza) e digitate ancora la lettera "D". quando ci si serve di una tastiera MIDI, poiché in questo caso l'altezza viene determinata direttamente
dal tasto suonato.
• In sostanza, usando questa prassi, è come se suonaste direttamente sui tasti di una master keyboard:
l'unica differenza consiste nell'impossibilità di scegliere direttamente le ottave di inserimento deside- 2. Per eliminare i singoli elementi (note e pause) senza dover selezionare dalla tavolozza l'icona della
rate. Infatti il programma applica sempre l'intervallo più vicino rispetto all'ultima nota immessa. gomma per cancellare, potete posizionarvi con l'indicatore di inserimento sulla nota desiderata e pre-
Per esempio, se si scrive un Do 3 e poi si digita il tasto "E", si otterrà il suono alla terza sopra (Mi 3), e mere il tasto CANCEL (a volte abbreviato in "CANC") nei sistemi Windows, oppure il tasto BACKSPACE
non quello alla sesta inferiore (Mi 2). in MacOS.
Questa possibilità, comunque, non è del tutto preclusa poiché - come vedremo a breve - la scelta
3. Per quanto riguarda le alterazioni, anche in questo caso il metodo è molto semplice: inserite la nota
dell'ottava desiderata si può effettuare attraverso un'ulteriore scorciatoia da tastiera.
all'altezza desiderata e con il giusto valore, quindi premete il tasto "+" (più) o il tasto "–" (meno) sul
­tastierino numerico per ottenere rispettivamente un diesis o un bemolle.
• In ultima analisi, è possibile velocizzare ancor più il processo di inserimento tramite l'utilizzo di una Continuando a premere i tasti "+" e "–", aggiungerete ulteriori diesis o bemolli, fino a un massimo di
tastiera MIDI collegata al computer. sette alterazioni per singola nota.
Per attivare la modalità, è necessario aprire il menu speciale Inserimento semplice (cfr. fig. 11.8) e asse- Si noti che in alcune tastiere di computer (con sistemi Windows) è possibile utilizzare anche i tasti "+"
gnare la spunta alla voce Usa un dispositivo MIDI per l'inserimento. e "–" della tastiera principale, ma in questo caso si otterranno rispettivamente un singolo diesis o un
• Il principio consiste, ancora una volta, nella preventiva selezione del valore delle note (con il tastierino singolo bemolle; in altre configurazioni, la pressione del tasto "+" dà invece luogo alla legatura di valore
numerico o con un clic del mouse sulla tavolozza), seguita dalla pressione del tasto desiderato sulla (cfr. il successivo punto 8).
master keyboard per definire le altezze. 4. Volendo cancellare tutte le alterazioni applicate ad una nota, portatevi su di essa con l'indicatore di inse-
Fate quindi un rapido esercizio scrivendo la consueta melodia: rimento e premete dalla tastiera principale la lettera "N", che inserisce il bequadro.
oo i niziate attivando il valore della semiminima (tasto n. 5 del tastierino numerico) e suonate le prime Il suddetto tasto potrà essere utilizzato anche per portare allo stato naturale una nota regolarmente
12 note dell'inno; alterata in base all'armatura di chiave: se la tonalità fosse, per esempio, Re maggiore, portando l'indi-
catore su un Fa e premendo il tasto "N", davanti alla nota comparirebbe il bequadro.
oo suonate ora la tredicesima nota e aggiungetevi il punto (sempre con il tastierino numerico o con la
tastiera principale del computer); 5. In alcuni casi è opportuno, soprattutto dopo la comparsa di alterazioni temporanee, inserire davanti
oo attivate ora il valore della croma (tasto n. 4) e suonate il Re successivo; a certe note le cosiddette "alterazioni di cortesia" o "di precauzione": in pratica, si tratta di forzare la
oo infine attivate il valore della minima (tasto n. 6) e suonate il Re conclusivo. visualizzazione di un'alterazione (o di un bequadro) quando il predetto simbolo, in base alle regole
della teoria musicale, non dovrebbe comparire in partitura.
• Come avrete notato, questo è sicuramente il metodo più intuitivo e veloce tra quelli offerti dallo stru- Per ottenere un'indicazione di questo tipo si può utilizzare la combinazione di tasti CTRL+SHIFT+–
mento Inserimento semplice. (il tasto "–" della tastiera principale, non quello del tastierino numerico) in Windows, oppure
Va detto, comunque, che per realizzare gli esercizi è stata utilizzata una melodia estremamente sem- CMD+SHIFT+' (apostrofo) in MacOS.
plice e con molti valori uguali; purtroppo, quando si devono scrivere brani più articolati e ricchi di È anche possibile far comparire questo tipo di alterazioni fra parentesi, e in questo caso l'operazione è
figure complesse, con numerosi gruppi irregolari e abbellimenti, il sistema rivela una certa lentezza ancora più semplice poiché è sufficiente premere il tasto "P" in tutti i sistemi operativi.
nonostante queste facilitazioni.
Per questo motivo, in tali casi, è sicuramente preferibile effettuare l'immissione per mezzo dello 6. Per quanto riguarda gli accordi, ricorderete che inserendo gli eventi con il mouse è necessario posizio-
­strumento Inserimento rapido, di cui ci occuperemo nella prossima lezione, o meglio ancora - dispo- narsi verticalmente sulla prima nota e cliccare alla giusta altezza per aggiungere gli altri suoni; utiliz-
nendo di una tastiera MIDI collegata al computer - utilizzare lo strumento Hyperscribe, che effettua una zando invece solo la tastiera del computer, i metodi disponibili sono due:
vera e propria trascrizione in tempo reale di un'esecuzione pianistica (cfr. Lezione 13). a. si parte sempre da una nota dell'accordo (in genere la più bassa), e dopo essersi posizionati su di
essa con l'indicatore, si tiene abbassato il tasto SHIFT e si premono una dopo l'altra le lettere del
 sistema anglosassone corrispondenti alle note da inserire.
Ad esempio, per scrivere un accordo di Fa maggiore, si inizia inserendo un Fa nel primo spazio,
Una volta apprese le principali tecniche per l'immissione delle note, è utile ricordare che lo strumento Inseri- quindi si abbassa il tasto SHIFT e si premono in successione le lettere "A", "C" e "F". Naturalmente,
mento semplice dispone di altre scorciatoie speciali, pensate per ottenere la maggior parte degli esiti necessari qualsiasi nota dell'accordo può essere alterata all'occorrenza (usando i tasti descritti al precedente
senza dover ricorrere all'utilizzo del mouse che - come noto - rallenta notevolmente la produttività12. punto 3) subito dopo l'immissione di ogni nota.
Per analizzare le suddette opzioni di scelta rapida, potete sperimentare liberamente lavorando su un documen-
b. Per utilizzare il secondo metodo è necessaria una certa pratica nella classificazione degli intervalli:
to "pulito", quindi chiudete il file attualmente aperto e aprite un nuovo Documento predefinito, verificando che
ancora una volta si inizia inserendo la nota più bassa dell'accordo, ma in questo caso, anziché scri-
sia selezionato lo strumento Inserimento semplice.
vere il nome delle note, si indica al programma la distanza intervallare tra un suono e l'altro.
1. Per spostare rapidamente l'indicatore di una o più ottave (verso l'alto o verso il basso) prima di inse- Facendo ancora l'esempio dell'accordo di Fa maggiore, si comincia scrivendo il Fa nel primo spazio,
rire una nota qualsiasi, tenete premuto il tasto SHIFT e agite sui tasti Freccia su o Freccia giù; quando quindi si preme sulla tastiera principale (non sul tastierino numerico) dapprima il tasto "3" per ag-
avrete raggiunto l'ottava che vi interessa, potrete rilasciare il tasto SHIFT, e con singoli interventi sui giungere un intervallo di terza (La), poi ancora il tasto "3" per ottenere un altro intervallo di terza
(Do), e infine il tasto "4" per chiudere l'accordo con un intervallo di quarta (Fa).
2. Alcune delle scorciatoie qui descritte possono essere utilizzate anche all'interno dello strumento Inserimento rapido (cfr. Lezione 12), Questo sistema, davvero rapido e divertente, presenta anche un ulteriore vantaggio rispetto al
quindi è opportuno memorizzarle adeguatamente. precedente, ossia la possibilità di preimpostare la direzione dell'intervallo; infatti, utilizzando solo

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Lezione 11. Lo strumento Inserimento semplice | 121 122 | L'inserimento degli eventi musicali in partitura

i tasti numerati - come nell'esempio appena esposto - si otterranno sempre intervalli ascenden- Coloro, dunque, che devono realizzare soprattutto partiture tradizionali e non troppo ricche di figurazioni
ti, mentre associando ai tasti stessi la pressione del tasto SHIFT, si otterranno sempre intervalli melodico-ritmiche complesse, possono limitarsi all'utilizzo di quest'unica modalità, all'interno della quale trove-
­discendenti. ranno tutto ciò che occorre, senza dover affrontare l'apprendimento delle altre procedure.
Fate un ulteriore esempio per ottenere sempre lo stesso accordo, ma questa volta partendo dalla
nota più alta: scrivete quindi il Fa sulla quinta linea del rigo, poi abbassate il tasto SHIFT e premete
dapprima il tasto "4" per ottenere l'intervallo di quarta discendente (Do), poi il tasto "3" per avere
la terza discendente (La) e infine ancora il tasto "3" per chiudere l'accordo con un'altra terza discen-
dente (Fa).
La tecnica dell'aggiunta intervallare è praticissima per scrivere i cluster, ovvero "grappoli" di note
adiacenti suonate simultaneamente, molto usati sul pianoforte e soprattutto nella musica contem-
poranea. Per ottenere un cluster, sarà infatti sufficiente scrivere la nota più bassa e - trattandosi
esclusivamente di intervalli di seconda - premere ripetutamente il tasto "2".
Ricordate ancora una volta che l'ultima nota inserita, se non sono state cambiate le Opzioni dell'in-
serimento semplice, verrà sempre selezionata in automatico per essere eventualmente modificata
in caso di errore o per applicarvi - se necessario - delle alterazioni.

7. Proseguendo con la descrizione delle scorciatoie, anche i gruppi irregolari si possono ottenere più ve-
locemente: la tecnica prevede che in primo luogo si inserisca la prima nota del gruppo (con la giusta
altezza e valore), e successivamente si prema il tasto "9" del tastierino numerico per attivare la funzio-
ne Gruppo irregolare13.
Dopo aver effettuato questi primi due passaggi, potete inserire le altre note del gruppo, sostituendole
alle pause-segnaposto. Ricordate che il gruppo irregolare impostato per default è sempre la terzina;
se avete bisogno di inserire un gruppo di altro tipo, dovete comunicarlo a Finale tramite la finestra di
impostazione dei gruppi irregolari, già descritta nella prima parte della lezione.
A tale proposito, potete svolgere un breve esercizio per realizzare una quintina di crome (Mi, Sol, Si, Re,
Fa sulle 5 linee del pentagramma):
oo portatevi con il caret in una battuta libera, regolate l'altezza sul Mi (prima linea del rigo) e predispo-
nete il gruppo, premendo in successione sul tastierino numerico il tasto "4" (che attiva l'icona della
croma) e il tasto "9" (che attiva l'icona del Gruppo irregolare);
oo ora abbassate il tasto SHIFT e fate clic in corrispondenza del Mi;
oo compare la finestra Definizione del Gruppo irregolare per l'Inserimento semplice (cfr. fig. 11.5); uti-
lizzando le caselle di testo e i menu a tendina, impostate l'indicazione "5 ottavi nello spazio di 4
ottavi";
oo premete il pulsante OK, e vedrete comparire sul rigo l'ossatura del gruppo, con il Mi già inserito e 4
pause-segnaposto, che sostituirete con le note Sol, Si, Re e Fa.

8. Per ottenere una legatura di valore, impostate l'altezza e il valore della prima nota, inseritela sul rigo
con un metodo a vostra scelta e successivamente premete la lettera "T", completando l'operazione
con l'inserimento della seconda nota.

9. Infine, per quanto riguarda gli abbellimenti contemplati dalla tavolozza (appoggiatura e acciaccatura),
è necessario dapprima inserire la nota che dovrà essere trasformata in un abbellimento, utilizzando
uno qualsiasi fra i metodi imparati in questa lezione, e successivamente digitare la scorciatoia ALT+G
(sia in Windows che in MacOS).
Similmente a quanto accade per l'inserimento con il mouse, anche con questa modalità la ripetuta
pressione della combinazione ALT+G trasforma alternativamente la nota nei suoi tre stati possibili
(appoggiatura / acciaccatura / nota reale).

Si conclude così l'analisi dedicata al primo strumento che Finale offre ai suoi utenti per l'inserimento delle note.
Benché il suo funzionamento sia relativamente semplice, abbiamo potuto osservare che le opzioni disponibili
per il suo utilizzo sono numerose e piuttosto articolate.

3. Abbiate cura di verificare sempre l'esito delle operazioni che state eseguendo, controllando se vengono selezionati i relativi pulsanti
nelle tavolozze ausiliarie dello strumento; anche la forma del puntatore, volta per volta, si modifica in base alle scelte effettuate.

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124 | L'inserimento degli eventi musicali in partitura

Lezione 12
Lo strumento Inserimento rapido

In questa lezione analizzeremo il secondo metodo tra quelli utilizzati da Finale per l'immissione degli eventi mu-
sicali in partitura, ovvero l'Inserimento rapido, che si effettua tramite lo strumento omonimo.

Si tratta probabilmente del sistema preferito dagli utenti, soprattutto dagli esperti, non solo per la sua effica-
cia, ma anche e soprattutto perché - fra le tre modalità previste dal programma - è quella che dispone delle più
ampie possibilità e soluzioni, che si possono attuare assai velocemente e senza necessitare di alcun dispositivo
esterno (benché sia possibile servirsi di una tastiera MIDI, come si vedrà, per incrementare ulteriormente l'ef-
ficienza operativa del software).

Nella lezione precedente, descrivendo lo strumento Inserimento semplice, abbiamo affermato che i numero-
si perfezionamenti ad esso apportati nel corso delle varie versioni di Finale lo hanno avvicinato sempre più Fig. 12.1 - Le due modalità per l'attivazione dello strumento Inserimento rapido
­all'Inserimento rapido, con il quale attualmente condivide molte modalità operative. Ci si potrebbe chiedere,
perciò, quali siano i vantaggi particolari dell'Inserimento rapido che inducano un utente a utilizzare quest'ultimo Anche questo strumento dà luogo alla comparsa di un menu speciale, denominato naturalmente Inserimento
anziché l'Inserimento semplice, in apparenza più amichevole e intuitivo. Ebbene, i vantaggi esistono, e divente- rapido: come negli altri casi, esso vi permetterà di impostare molte funzionalità strettamente collegate allo
ranno sempre più evidenti a mano a mano che si progredirà nell'apprendimento del programma, soprattutto strumento stesso.
per coloro che lo utilizzeranno in modo consistente per lo studio o per il lavoro. Selezionate quindi la prima voce del menu, intitolata Opzioni Inserimento rapido, e vi apparirà l'omonima fine-
stra (fig. 12.2).
Riepiloghiamo brevemente alcune di queste opportunità:

1. in primo luogo, nell'Inserimento rapido l'utilizzo del mouse è limitatissimo, e questo non è un aspetto
indifferente, se si considera che il fatto di staccare continuamente le mani dalla tastiera per afferrare
il mouse e agire manualmente sui singoli oggetti comporta una notevole perdita di tempo, nonché un
abbassamento della concentrazione e della precisione;

2. altro vantaggio consiste nella gestione più dinamica ed ergonomica della tastiera del computer rispet-
to all'altro sistema;

3. con l'Inserimento rapido, inoltre, si possono effettuare alcune operazioni precluse all'altro metodo,
come ad esempio la creazione di gruppi irregolari nidificati o il cambio rapido di voce e di livello.

Questi sono solo alcuni tra gli aspetti più evidenti; in realtà i vantaggi sono molto più numerosi, e li scoprirete
analizzando passo dopo passo questo importantissimo strumento.

Iniziate dunque aprendo il file intitolato "Documento di esempio 07.musx"1 e selezionate l'Inserimento rapido
dalla tavolozza degli strumenti principali, nella quale - come detto in precedenza - esso è rappresentato da una
croma in movimento (fig. 12.1 A), e come tale non va confuso con il vicino Inserimento semplice, in cui invece la
Fig. 12.2 - La finestra Opzioni Inserimento rapido
croma è rappresentata in modo tradizionale.
Come sempre, potete in alternativa accedere al menu Strumenti nel quale troverete la voce in quintultima po-
• In prima istanza potete definire la dimensione della Cornice dell'Inserimento rapido: essa consiste in un
sizione (fig. 12.1 B).
riquadro che Finale crea intorno a ogni battuta nel momento in cui si clicca su di essa, e contiene alcuni
importanti elementi di riferimento.
1. Se state utilizzando una versione di Finale precedente alla 2014, importerete il file "Documento di esempio 07.xml" seguendo le istru- Alcuni utenti, per operare in modo più preciso, potrebbero avere bisogno di ingrandire la visualizzazio-
zioni riportate nell'Appendice 1. ne della battuta stessa, ragion per cui vi sono due pulsanti di opzione dedicati a questo aspetto:

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Lezione 12. Lo strumento Inserimento rapido | 125 126 | L'inserimento degli eventi musicali in partitura

oo il primo pulsante (A) imposta la grandezza della cornice in base a una media percentuale fra la vi- della misura, un'ulteriore pressione del tasto Freccia destra non faccia passare immediatamente il
sualizzazione di pagina e la dimensione del rigo; in linea di massima, i valori predefiniti (50% e 150%) ­cursore alla battuta successiva - come ci si aspetterebbe - ma lo posizioni in un punto vuoto subito pri-
garantiscono una buona leggibilità nella maggior parte dei casi; ma della stanghetta di chiusura (fig. 12.4); ciò significa che Finale concede, se necessario, l'inserimento
di un numero di valori superiore a quello consentito dall'indicazione di tempo: vedremo a breve quali
oo con il secondo pulsante (B), invece, è possibile impostare un valore di visualizzazione fisso della sono i comportamenti possibili del programma in casi come questi.
cornice, tenendo conto che la percentuale inserita si riferisce sempre alla dimensione del rigo.
oo Seguono due caselle di controllo, la prima delle quali (C) indica a Finale di completare una battuta
con pause nel caso la si riempia di note solo parzialmente; la seconda, invece (D), stabilisce che la
Cornice dell'Inserimento rapido venga aperta automaticamente ogni qualvolta si seleziona lo stru-
mento.
• La seconda e la terza sezione della finestra sono dedicate alle opzioni per l'inserimento degli eventi via
MIDI: da qui, infatti, si potrà comunicare a Finale che per la scrittura delle note verrà utilizzato un di-
spositivo esterno (E), rinunciando quindi alla definizione delle altezze tramite la tastiera del ­computer.
Si possono inoltre impostare alcuni tasti del dispositivo esterno come modificatori MIDI (F), allo scopo Fig. 12.4 - Stazionamento del cursore su una pulsazione aggiuntiva opzionale
di definire anche le durate dei suoni e altri parametri; analizzeremo dettagliatamente questi aspetti
nell'ultima parte della lezione. Se in questo spazio supplementare non si inserisce nulla, ma si preme ancora il tasto Freccia destra, si
passa regolarmente alla battuta seguente.
Uscite ora dalla finestra e fate clic sulla prima battuta del violino, per cominciare a sperimentare questa modalità • Quando vi sono note nella battuta, inoltre, la combinazione CTRL+Freccia destra in Windows, oppure
di immissione. In primo luogo, osservate la Cornice dell'Inserimento rapido (fig. 12.3): ALT+Freccia destra in MacOS, porta il cursore direttamente alla fine della battuta, posizionandolo nello
spazio bianco descritto poc'anzi.
Per contro, la combinazione CTRL+Freccia sinistra in Windows, oppure ALT+Freccia sinistra in MacOS,
fa ritornare il cursore all'inizio della battuta.
• Qualora la partitura preveda più di uno strumento, come in questo caso, è possibile spostarsi sul rigo
inferiore utilizzando la combinazione SHIFT+Freccia giù in Windows, oppure semplicemente il tasto
INVIO in MacOS.
Viceversa, per salire al rigo superiore si deve usare la combinazione SHIFT+Freccia su in Windows, op-
Fig. 12.3 - La Cornice dell'Inserimento rapido e i suoi elementi pure SHIFT+INVIO in MacOS.
Rivolgete ora la vostra attenzione al tastierino numerico che, come ricorderete, riveste una certa importanza
• notate che essa circonda la battuta, assicurando una visualizzazione adeguata in base alle impostazio- per l'immissione degli eventi anche con la tecnica dell'Inserimento semplice; tuttavia, mentre in quest'ultima
ni assegnate, e contiene tre elementi molto importanti: modalità i numeri del tastierino e quelli della tastiera principale hanno funzioni diverse, nell'Inserimento rapido
oo nell'angolo superiore sinistro (A) la sigla "V1" (che descriveremo in seguito); è invece del tutto indifferente utilizzare gli uni o gli altri. Come si può immaginare, questo aspetto favorisce l'u-
tilizzo dell'Inserimento rapido soprattutto nei notebook privi di tastierino.
oo lungo tutta l'altezza della cornice, una barra perpendicolare alle linee del pentagramma (B), che In ogni caso, la disponibilità del predetto dispositivo rimane molto importante dal punto di vista ergonomico,
chiameremo cursore e indica il punto esatto in cui verrà inserita la prossima nota; in quanto - come si vedrà - se esso è presente si possono affiancare le mani sulla parte destra della tastiera
(fig. 12.5) e lavorare con grande velocità senza mai spostarle (se non per l'effettuazione di interventi di carattere
oo osservate infine la presenza, sulla barra, di un rettangolino nero (C) che ricorda una sottile pausa
accessorio). Disponendo invece solo dei tasti numerici della tastiera principale, si dovrà continuamente sposta-
di semibreve, ma in realtà è l'indicatore dell'altezza delle note: lo chiameremo collimatore.
re la mano sinistra, aumentando il rischio di errori in fase di immissione.
Prima di inserire le note e le pause, è necessario imparare a spostarsi con sicurezza all'interno della pagina per
mezzo della tastiera del computer, utilizzando in particolare i tasti-freccia12.
• Il collimatore si può spostare lungo il cursore semplicemente agendo sui tasti Freccia su e Freccia giù: in
questo modo definirete l'altezza del suono da inserire. Notate anche che se uscite dal pentagramma,
Finale visualizza gli eventuali tagli addizionali necessari.
• Se non vi sono ancora note all'interno di una battuta, come in questo caso, la pressione del tasto
­Freccia destra vi porterà alla battuta successiva; analogamente, con il tasto Freccia sinistra tornerete
alla battuta precedente.
• Se invece vi sono note in una battuta, come accade a misura 4, i tasti Freccia destra e Freccia sinistra
consentono di spostarsi avanti e indietro da una nota all'altra. Osservate come, giunti all'ultima nota

2. La maggior parte delle combinazioni di tasti qui descritte funziona sia in Windows sia in MacOS; eventuali differenze saranno citate
volta per volta. Fig. 12.5 - Posizione tipica delle mani durante l'immissione con l'Inserimento rapido

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Lezione 12. Lo strumento Inserimento rapido | 127 128 | L'inserimento degli eventi musicali in partitura

Premesso questo, riassumiamo la funzione dei singoli tasti numerici e il loro effetto ai fini dell'inserimento: • poiché la nota è una semiminima, premete il tasto corrispondente a questo valore, ossia il n. 5, e subito
la nota verrà inserita nella prima pulsazione della battuta. Osservate come il cursore si sposta automa-
• I tasti dal n. 8 al n. 1, come già per l'Inserimento semplice, rappresentano i valori delle note in ordine
ticamente in avanti;
decrescente:
oo Tasto n. 8  Breve (2/1) • la nota successiva è identica, quindi premete ancora il tasto n. 5 senza spostare il collimatore;
oo Tasto n. 7  Semibreve (1/1) • per ottenere la terza nota, un Si da 2/4, mantenete la posizione ma in questo caso premete il tasto n. 6;
oo Tasto n. 6  Minima (1/2)
• avendo inserito tutti i valori necessari al completamento della battuta, noterete che il cursore si è spo-
oo Tasto n. 5  Semiminima (1/4)
stato sulla prima pulsazione della seconda misura; se volete disattivare questa automazione, aprite
oo Tasto n. 4  Croma (1/8)
ancora il menu speciale Inserimento rapido e togliete la spunta alla voce Salta alla misura successiva;
oo Tasto n. 3  Semicroma (1/16)
oo Tasto n. 2  Biscroma (1/32) • per scrivere le prossime tre note, poiché il collimatore deve rimanere sempre sulla terza linea del pen-
oo Tasto n. 1  Semibiscroma (1/64) tagramma, sarà sufficiente digitare in sequenza le cifre "5, 5, 6".
• Per ottenere la fusa, cioè la nota da 1/128, si dovrà utilizzare la combinazione ALT+0 (zero), sia in • Giunti alla terza misura, procedete come segue:
­Windows che in MacOS. oo inserite un ultimo Si del valore di 1/4 con il tasto n. 5;
• Il tasto "0" (zero), se premuto da solo, conferma tutte le immissioni e chiude la Cornice dell'­Inserimento oo spostate il collimatore di due posizioni verso l'alto (con il tasto Freccia su) e digitate il tasto n. 5, così
rapido. da ottenere il Re semiminima;
Non appena avrete adeguatamente memorizzato tutti i tasti necessari per "navigare" lungo la partitura e quelli oo scendete alla posizione di Sol e digitate ancora il tasto n. 5 seguito da un PUNTO (sul tastierino o
per la definizione delle altezze e dei valori, sarete pronti per iniziare a inserire note e pause con l'Inserimento sulla tastiera principale), così da ottenere il Sol puntato;
rapido. oo infine alzate il collimatore di una posizione e premete il tasto n. 4 per scrivere il La da 1/8.
Eseguiamo allora un facile esercizio di trascrizione, copiando il ritornello del celebre brano natalizio Jingle Bells • Terminate la frase alzando il collimatore di una posizione e digitando il tasto n. 7 per inserire il Si da 4/4.
(fig. 12.6).
• Come si può notare, questo metodo è davvero facile e divertente; la procedura (sostanzialmente
inversa rispetto a quella adottata dall'Inserimento semplice) prevede che si imposti in prima istanza
­l'altezza delle note per mezzo del collimatore, immettendole poi tramite i tasti numerici corrispondenti
ai valori desiderati. Ciò detto, potete concludere l'esercizio procedendo in tal senso.
• Ricordate che per uscire dalla Cornice dell'Inserimento rapido e confermare il lavoro fatto dovete pre-
mere il tasto "0" (zero).

Anche per l'inserimento delle pause la prassi è molto semplice e veloce:


• se utilizzate Windows, tenete premuti i tasti CTRL+SHIFT e aggiungete il valore desiderato con il ta-
sto numerico corrispondente: notate però che in questo caso funzionano solo i tasti della tastiera
Fig. 12.6 - Esempio di semplice melodia da trascrivere (J.L. Pierpont, Jingle Bells) ­principale, e non quelli del tastierino numerico;
• se invece utilizzate MacOS, dovrete tenere premuti i tasti ALT+SHIFT e aggiungere il valore desiderato
• Prima di tutto, chiudete gli eventuali documenti aperti e create un nuovo documento predefinito con il tasto numerico corrispondente; in questo caso potete usare indifferentemente la tastiera princi-
(File > Nuovo > Documento predefinito); pale o il tastierino numerico.
• impostate la tonalità di Sol maggiore su tutta la partitura (per la procedura, cfr. Lezione 9);
Le pause si possono ottenere anche convertendo una nota già inserita: per effettuare questa operazione dovete
• ora selezionate lo strumento Inserimento rapido e aprite l'omonimo menu speciale nella parte alta dapprima posizionare il cursore sull'evento da modificare, senza curarvi della posizione del collimatore, quindi:
dello schermo: nel caso vi sia la spunta sulla voce Usa un dispositivo MIDI per l'inserimento, toglietela
altrimenti premendo i tasti otterrete solo pause; tale opzione andrà invece riattivata quanto scriverete • in Windows premete il tasto BACKSPACE oppure la lettera "R"31 ;
le note con l'ausilio di una master keyboard. • in MacOS premete il tasto CLEAR sul tastierino numerico (si trova sopra il tasto n. 7), oppure la lettera
"R" sulla tastiera principale.
• qualora non sia già apparsa la Cornice dell'Inserimento rapido, fate clic sulla prima misura;
• adesso posizionate le mani in questo modo (cfr. fig. 12.5): Per effettuare l'operazione inversa, ossia per convertire una pausa in nota, è importante posizionare corretta-
mente il collimatore, poiché in tal caso si deve definire un'altezza precisa.
oo l a mano sinistra sopra i tasti-freccia; Ad esempio, per trasformare una pausa di semiminima in un Mi 3 semiminima, dovete portare il cursore sulla
oo la mano destra sopra il tastierino numerico; pausa, regolare il collimatore sulla prima linea del rigo e infine premere INVIO (nel tastierino numerico o nella
• se il tastierino non è disponibile invertite i ruoli, posizionando la mano destra sopra i tasti-freccia e la tastiera principale, sia in Windows che in MacOS).
mano sinistra presso la fila dei tasti numerici nella tastiera principale.
3. Osservate che molto spesso le lettere utilizzate (singolarmente o in associazione ai tasti funzione) in qualità di scorciatoie, coincidono
• La prima nota del brano da copiare è un Si sulla terza linea del rigo, quindi il collimatore dovrebbe
con l'iniziale dell'evento o dell'azione richiesta, ovviamente in lingua inglese poiché Finale viene prodotto negli Stati Uniti: in questo caso,
già trovarsi nella giusta posizione; in caso contrario, portatelo al posto giusto con l'aiuto dei tasti per esempio, il tasto da usare per ottenere la pausa è la lettera "R", iniziale di Rest. Se si tiene presente questo aspetto, sarà molto più
Freccia su e Freccia giù; semplice memorizzare la maggior parte delle scorciatoie da tastiera.

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Lezione 12. Lo strumento Inserimento rapido | 129 130 | L'inserimento degli eventi musicali in partitura

L'eliminazione di un evento precedentemente inserito è molto semplice: Inserimento rapido, noterete la voce Controlla le note in eccesso, sempre selezionata per impostazione predefi-
nita, che attiva questo tipo di verifica.
• se lavorate con Windows, cliccate sulla battuta interessata per attivare la Cornice dell'Inserimento A titolo di esempio, fate clic su una battuta vuota del vostro documento e digitate il tasto n. 8 (corrispondente
­rapido, quindi posizionate il cursore sull'evento da cancellare e premete il tasto CANCEL (in alcuni alla breve da 8/4): se avete le casse accese, sentirete un suono di allerta seguito dalla comparsa della finestra
­computer denominato DELETE o abbreviato in CANC); Troppe durate nella battuta (fig. 12.7).
• se invece utilizzate un Mac, il tasto da premere è BACKSPACE.
In entrambi i casi, ricordate che la cancellazione di un evento farà arretrare tutti gli eventi successivi presenti
nella battuta, quindi dovrete sempre compensare i valori mancanti.

Qualora doveste inserire una nota della durata sbagliata, anziché cancellarla e riscriverla, potete ­modificarne
direttamente il valore: è sufficiente posizionarsi sulla nota con il cursore, senza curarsi della posizione del
­collimatore, e premere il tasto numerico corrispondente al valore corretto.

Per quanto riguarda i raggruppamenti delle note, lo strumento Inserimento rapido analizza costantemente il ma-
teriale inserito ed effettua automaticamente tutte le unioni necessarie, in base alla prassi comune (per esempio,
se l'indicazione di tempo è 6/8, le crome vengono raggruppate a tre a tre).
Se desiderate che il programma non effettui questo tipo di analisi, dovrete semplicemente aprire il menu specia-
le Inserimento rapido e togliere la spunta dalla voce Verifica i raggruppamenti. Fig. 12.7 - La finestra Troppe durate nella battuta
Ricordate però che il comando ha effetto solo a partire dal momento in cui lo si applica e non comporta alcun
cambiamento sul materiale inserito in precedenza. Osservando i pulsanti di opzione, vedete che si possono effettuare quattro scelte differenti:
Teoricamente questa funzione potrebbe essere usata con profitto durante la stesura di linee vocali, poiché di • con il primo pulsante (A) si impone a Finale di ignorare l'errore e di mantenere il materiale inalterato.
norma le note del canto a cui sono assegnate differenti sillabe di testo devono essere scritte separatamente. Benché tale opportunità possa apparire bizzarra, vi sono numerose situazioni che ne giustificano la
Tuttavia, se ciò funziona benissimo per le linee vocali di natura esclusivamente sillabica, tale aspetto viene rimes- presenza, come dimostrerà l'esperienza personale di ciascun utente;
so in discussione quando vi siano melismi o vocalizzi su un'unica sillaba: in questi casi, allora, sarà molto più con-
veniente affidarsi a una speciale funzione del menu Utilità che analizzeremo successivamente (cfr. Lezione 27). • il secondo pulsante (B) è sicuramente il più utilizzato, in quanto rappresenta la soluzione ideale per
rimediare ad eventuali errori di battitura: esso infatti ordina al programma di cancellare tutti i valori in
Tornando alle operazioni primarie, vediamo ora come si può modificare la posizione orizzontale o verticale di un eccesso;
evento già inserito; tale procedura necessita del mouse, e sicuramente rappresenta l'unica importante intromis-
• con la terza opzione (C) potete spostare i valori in eccesso nella battuta seguente: nel caso specifico, la
sione di questo dispositivo nello strumento Inserimento rapido che, come detto, lo utilizza pochissimo:
breve verrà suddivisa in due semibrevi unite da una legatura di valore, e la seconda nota sarà spostata
• se dovete spostare una nota verticalmente per cambiarne l'altezza, dapprima cliccate sulla battuta per nella misura successiva;
attivare la Cornice dell'Inserimento rapido, quindi trascinate la nota che vi interessa verso l'alto o verso
• infine, qualora i valori eccedenti siano sufficienti per riempire tutta la battuta seguente e avere ancora
il basso, tenendo premuto il pulsante sinistro del mouse.
una rimanenza, con la quarta opzione (D) potete ordinare a Finale di spostare i valori residui in una ter-
L'operazione assume un rilievo particolare per le pause, che in certi casi devono essere collocate su al-
za battuta, continuando nelle misure successive fino a quando tutte le durate siano state correttamente
tezze diverse da quelle convenzionali, specialmente quando si lavora polifonicamente su livelli (layer)
distribuite.
diversi.
Questa esigenza si manifesta talvolta inserendo il materiale dopo aver disattivato la funzione Salta
Prima di effettuare il trascinamento, è utile tenere abbassato il tasto SHIFT: ciò impedirà che l'evento
alla misura successiva contenuta nel menu speciale Inserimento rapido (vedi sopra); in tali casi, infatti,
si sposti accidentalmente anche in senso orizzontale.
ci si potrebbe scordare di avanzare manualmente di battuta in battuta con il tasto Freccia destra, ac-
• Se invece dovete spostare una nota o una pausa orizzontalmente, agite in modo analogo trascinando corgendosi poi di aver inserito grandi quantità di note in un'unica misura: questa opzione rappresenta
verso sinistra o verso destra. dunque un'ottima opportunità per evitare di dover cancellare tutto il materiale in eccedenza.
Questa operazione è molto utile per sistemare eventuali sovrapposizioni tra gli eventi all'interno di
• Naturalmente, se si disattiva la voce Controlla le note in eccesso, Finale non effettuerà più alcuna verifi-
battute molto ricche di materiale; ricordate, però, che se modificate la posizione orizzontale di una ca e consentirà di inserire in ogni battuta una quantità a piacere di valori, senza far apparire la suddetta
nota o di una pausa dovrete comunque cercare di rispettare l'allineamento con gli altri strumenti dell'or- finestra di dialogo.
ganico, a vantaggio della leggibilità della partitura.
In ogni caso, gli spostamenti manuali dovrebbero essere effettuati con estrema parsimonia, poiché
Fino a questo momento abbiamo analizzato le procedure per l'immissione di note o pause in successione. Spes-
sono spesso piuttosto imprecisi; è sempre più conveniente affidarsi alle funzioni automatiche del
so, però, si dovranno inserire degli eventi davanti ad altre note o pause scritte in precedenza: generalmente ciò si
software, utilizzando le opzioni di spaziatura che descriveremo in seguito (cfr. Lezione 27).
verifica in seguito a qualche dimenticanza in fase di copiatura, oppure in caso di ripensamenti durante la com-
Se comunque volete trascinare le note e le pause manualmente, ricordate anche in questo caso di
posizione / elaborazione di un brano.
tenere abbassato il tasto SHIFT prima di iniziare l'operazione, così da evitare che gli eventi si spostino
accidentalmente anche in senso verticale. In casi come questi, è possibile configurare l'Inserimento rapido in modo che gli eventi vengano scritti non tanto
in corrispondenza del cursore, ma subito prima di esso. Per attivare questa funzione, è necessario aprire il menu
Un'altra funzione molto importante che Finale può svolgere durante le operazioni di scrittura è il controllo del- Inserimento rapido e applicare la spunta alla voce Inserimento note o pause. È disponibile anche una scorciatoia
la quantità di valori inseriti nelle battute, in relazione all'indicazione di tempo. Se infatti aprite ancora il menu da tastiera, che varia a seconda del sistema operativo utilizzato:

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Lezione 12. Lo strumento Inserimento rapido | 131 132 | L'inserimento degli eventi musicali in partitura

• in Windows si premerà semplicemente il tasto INS, a volte scritto per esteso come INSERT; • Immaginate ora che i sette tasti della fila in basso (in colore azzurro) corrispondano alle note
• in MacOS si premerà la combinazione SHIFT+I. dell'ottava "-1" (quella che va dal Do 2 al Si 2);

Fate un piccolo esercizio cliccando su una battuta libera: • i sette tasti della fila centrale (in colore giallo), invece, corrispondono alle note dell'ottava fondamen-
tale (quella che va dal Do 3 al Si 3);
• scrivete sette crome ascendenti, partendo dal Do centrale, e precisamente le note "Do, Re, Mi, Sol, La,
Si, Do", così da raggiungere l'ottava superiore; • infine, i sette tasti della fila superiore (in colore rosso) corrispondono alle note dell'ottava "1" (quella
• la simulazione rappresenta una scala di Do maggiore nella quale si ipotizza di aver omesso accidental- che va dal Do 4 al Si 4).
mente la quarta nota, il Fa;
• I tre tasti in colore verde "I", "K" e "," (virgola) vengono utilizzati per trasportare l'intero ambito all'ot-
• portate dunque il cursore sopra il Sol e attivate la modalità per l'inserimento sopra descritta: noterete tava alta o bassa, o per riportare tutto all'altezza originale (loco), come indicato nell'illustrazione.
un cambiamento nella forma del cursore stesso, in quanto ai suoi estremi sono comparsi due piccoli
triangoli neri; ciò vi conferma che in questo momento state lavorando in questa modalità speciale (fig. Si crea perciò un sistema la cui estensione melodica va dal Do 1 al Si 5, coprendo sostanzialmente cinque ottave;
12.8); se le note che dovete inserire si trovano tutte all'interno di questo ambito, potrete utilizzare questa modalità
operativa, inizialmente un po' macchinosa ma in realtà molto efficace, in quanto simula in modo convincente
l'esecuzione sui tasti di un pianoforte.
Tale tecnica rappresenta quindi una sorta di via di mezzo fra la prima prassi (quella analizzata fino a questo
momento), e la seconda prassi che prevede la presenza di una tastiera MIDI esterna. Per attivarla è necessario
premere il tasto BLOCCO MAIUSCOLE (Caps Lock).

Fate dunque un altro breve esercizio, scrivendo ancora il ritornello di Jingle bells (cfr. fig. 12.6):
• individuate un gruppo di 4 battute libere, e cliccate sulla prima di esse in modo da attivare la Cornice
Fig. 12.8 - Attivazione della modalità Inserimento
dell'Inserimento rapido;
(notare la modifica delle estremità del cursore nei cerchi rossi)
• ora premete il tasto BLOCCO MAIUSCOLE;
• scrivete ora il Fa croma mancante, e come vedrete esso verrà regolarmente inserito prima del cursore, • osservate la melodia da trascrivere, e noterete che le note - in base allo schema di fig. 12.9 - si trovano
completando correttamente la battuta. tutte nelle prime due file;
• Per tornare alla normale modalità di scrittura, sarà sufficiente togliere la spunta alla voce del menu • premete dunque il tasto "J" (che corrisponde al Si 3), e il collimatore si posizionerà all'altezza corri-
Inserimento rapido oppure digitare nuovamente i tasti di scelta rapida. spondente;
• utilizzando il tastierino numerico o la tastiera principale, digitate "5, 5 e 6" per scrivere la prima battu-
Ora, prima di esaminare tutte le operazioni accessorie che si possono effettuare sugli eventi inseriti, analizziamo ta; ripetete poi la medesima sequenza per la seconda battuta, che è identica;
una tecnica alternativa di scrittura delle note, per la verità non molto utilizzata ma comunque piuttosto interes- • giunti alla terza battuta, premete ancora una volta il tasto "5" per inserire la prima nota, poi per posi-
sante: anche in questo caso si utilizza esclusivamente la tastiera del computer. zionare il collimatore sul Re 4 (osservate sempre la fig. 12.9) premete il tasto "W" e inserite la semimi-
Per capire il principio di funzionamento della procedura osservate la fig. 12.9, in cui noterete che l'area centrale nima con il consueto tasto "5";
della tastiera è stata idealmente suddivisa in tre file di sette tasti ciascuna, che iniziano rispettivamente dalle
lettere "Q", "A" e "Z". • a questo punto dovreste aver compreso il meccanismo, quindi potete completare l'esercizio utilizzan-
do le seguenti serie di tasti:
oo "G + 5 + . (punto)";
oo "H + 4";
oo "J + 7".

Per coloro che sono già abituati a utilizzare una master keyboard per l'immissione delle note, il metodo diven-
terà subito familiare, anche se si dovrà fare un po' di pratica per spostarsi da una fila di tasti all'altra in corrispon-
denza delle varie ottave; è comunque un sistema divertente per fingere di avere sotto le dita una vera tastiera
quando ci si trova al di fuori del proprio contesto operativo abituale.

Ora, come già fatto per lo strumento Inserimento semplice, analizziamo le procedure per l'immissione di tutti gli
elementi accessori delle note:

• per le alterazioni, potete utilizzare i tasti "+" e "–" presenti sul tastierino numerico: posizionando il
­cursore su una nota qualsiasi e premendo i suddetti tasti, la si innalza o abbassa di un semitono. È
possibile premere ripetutamente il "+" e il "–" per ottenere 2, 3 o più alterazioni su una nota fino ad un
massimo di sette.
Fig. 12.9 - La disposizione sequenziale dei tasti per Se non disponete del tastierino, potete usare in alternativa la lettera "S" per ottenere il diesis e la
l'immissione alternativa degli eventi ­lettera "F" per il bemolle, oppure la lettera "X" per il doppio diesis e la lettera "V" per il doppio bemolle.

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Lezione 12. Lo strumento Inserimento rapido | 133 134 | L'inserimento degli eventi musicali in partitura

Nel caso una nota rechi già un'alterazione e vogliate cancellarla, premete la lettera "N" (iniziale di oo per cancellare completamente un intero accordo, sempre dopo esservi posizionati nel punto inte-
natural, che significa bequadro); ovviamente, se la nota in questione è alterata in base all'armatura ressato premete il tasto CANCEL in Windows oppure BACKSPACE in MacOS;
di chiave (per esempio un Fa S nella tonalità di Re maggiore), davanti ad essa comparirà un bequadro, oo per modificare l'altezza di una nota all'interno di un accordo, vi sono due possibilità: volendo uti-
altrimenti verranno semplicemente cancellate le alterazioni, senza aggiungere altri simboli. lizzare solo la tastiera, si dovrà cancellare la nota e riscriverla all'altezza esatta; volendo invece
• Come in altre occasioni, Finale effettua per impostazione predefinita un controllo sulla "liceità" delle concedersi una tantum l'utilizzo del mouse, si potrà utilizzare la tecnica del trascinamento verticale
operazioni effettuate dall'utente, intervenendo se necessario in base alle regole generali: ad esempio, precedentemente analizzata per le note singole (cfr. pag. 129);
se nella prima battuta di Jingle bells aggiungete un bemolle al primo Si, comparirà in automatico un oo per modificare l'altezza di un intero accordo, dovrete usare una procedura particolare:
bequadro davanti al Si successivo, come appunto prevede la teoria. a. in primo luogo fate doppio clic su una nota qualsiasi dell'accordo interessato, senza però rila-
Nel caso una battuta contenga numerose note della stessa altezza che debbano essere tutte alterate, sciare il tasto del mouse dopo il secondo clic;
il programma offre una comoda scorciatoia che evita la necessità di alzarle o abbassarle una per una:
b. a questo punto trascinate l'accordo verticalmente fino a raggiungere la posizione desiderata.
oo in Windows, posizionate il cursore sulla prima nota della serie, quindi tenete premuti i tasti
Si tratta della cosiddetta tecnica del "clic e mezzo", che costituirà il requisito fondamentale per
­CTRL+SHIFT e aggiungete il "+" o il "–";
l'utilizzo dello strumento Forme Intelligenti (cfr. Lezione 19).
oo in MacOS, posizionate il cursore sulla prima nota della serie, quindi tenete premuti i tasti ­ALT+SHIFT Ricordate che è sempre opportuno tenere premuto il tasto SHIFT mentre si effettua il trascinamen-
e aggiungete il "+" o il "–". to, onde evitare che l'accordo si sposti anche orizzontalmente.
• Una situazione particolare è costituita dalle cosiddette alterazioni di cortesia o precauzione: esse, come oo Per alterare una o più note dell'accordo, il metodo è ovviamente analogo a quello che si usa per le
noto, rammentano all'esecutore la giusta altezza di una nota in caso di ambiguità, specialmente in note singole: ci si dovrà infatti posizionare precisamente con il collimatore sulle note da alterare, e
seguito alla comparsa di alterazioni transitorie. agire sui consueti tasti "+" e "–" (oppure, in alternativa, sui sopra citati tasti "S, F, X, V, N").
Finale non inserisce automaticamente queste indicazioni, poiché il loro utilizzo è facoltativo (benché in oo Se però dovete alterare un intero accordo, userete una tecnica particolare che consiste nel posizio-
alcuni casi assolutamente opportuno) e dipende dalle scelte di chi effettua materialmente la redazione nare il collimatore su un'altezza estranea all'accordo stesso. Per sicurezza è sempre meglio collo-
di una partitura, a meno che non si tratti della copia fedele di un documento: in ogni caso, la procedura carlo direttamente in un punto esterno al rigo, soprattutto nel caso in cui l'accordo sia composto
consiste nel posizionare il cursore sopra la nota interessata, premendo poi il tasto "*" (asterisco) sul da intervalli ravvicinati o sia addirittura un cluster.
tastierino numerico, o in alternativa la lettera "A" sulla tastiera principale. Quando il collimatore è esterno all'accordo, premendo i tasti "+" e "–" (oppure "S, F, X, V, N") ap-
Quando si aggiunge un simbolo di questo tipo, nell'angolo in basso a destra della Cornice dell'Inse- plicherete la relativa alterazione a tutte le note dell'accordo.
rimento rapido compare un asterisco, che ricorda all'utente la visualizzazione "forzata" dello status
oo Con il metodo del collimatore esterno potete inoltre applicare ad un intero accordo le alterazioni di
della nota. cortesia, per le quali - come ricorderete - si utilizza il tasto "*" (asterisco) del tastierino numerico
Se si desidera che un'alterazione di cortesia appaia tra parentesi, in alternativa ai due tasti sopra de- oppure la lettera "A" sulla tastiera principale.
scritti sarà sufficiente premere la lettera "P".
oo Per effettuare trasformazioni enarmoniche, anche per gli accordi si dovrà utilizzare il tasto "9" del
• Talvolta è necessario modificare una nota in senso enarmonico (trasformando, per esempio, un La S in tastierino numerico o della tastiera principale. Se dovete trasformare una sola nota, posizionate
un Si F), soprattutto in seguito a cambiamenti di tonalità o semplicemente per ragioni melodiche. In su di essa il collimatore e premete il suddetto tasto; se invece dovete modificare l'accordo intero,
questi casi, si dovrà come sempre collocare il cursore sulla nota interessata e premere il tasto "9" sul collocate il collimatore al di fuori del rigo e premete la combinazione "CTRL+9" in Windows oppure
tastierino numerico o sulla tastiera principale. "ALT+9" in MacOS.

• Per quanto riguarda la scrittura degli accordi, va detto che lo strumento Inserimento rapido prevede Come avete visto fino a questo momento, lo strumento Inserimento rapido permette non solo di scrivere in
(curiosamente) una procedura leggermente più scomoda rispetto all'Inserimento semplice; per fare un modo molto veloce, ma anche di intervenire in vari modi sulle note scritte, senza uscire mai dallo strumento
esempio con una triade di Do maggiore, attivate la Cornice dell'Inserimento rapido in una battuta vuota: stesso.
oo posizionate ora il collimatore all'altezza del Do centrale (Do 3) e inserite una minima con il tasto "6"; Proseguendo con la trattazione, un altro aspetto importante riguarda la gestione dei gruppi irregolari. Anche
oo poiché il cursore salta automaticamente alla pulsazione successiva, con il tasto Freccia sinistra lo strumento Inserimento semplice, come ricorderete, consente di scrivere queste figure ritmiche con una certa
­riportatevi sulla nota appena inserita, poi alzate il collimatore di due posizioni e premete il tasto naturalezza, ma l'Inserimento rapido prevede una procedura ancora più veloce e completa, che analizziamo
INVIO per ottenere il Mi 3; facendo un brevissimo esercizio:
oo a questo punto il cursore non salterà più in avanti, quindi potrete inserire il Sol 3 alzando il collima- • localizzate una battuta vuota e fatevi clic per far apparire la Cornice dell'Inserimento rapido;
tore di altre due posizioni e premendo ancora una volta il tasto INVIO.
• ponete ora di dover scrivere una semplice terzina di minime: tenete quindi abbassato il tasto CONTROL
• Questa è la tecnica fondamentale, con la quale potrete realizzare qualsiasi formazione accordale; il in Windows oppure ALT in MacOS, e contemporaneamente premete il tasto "3" sul tastierino o sulla
programma, inoltre, prevede una nutrita serie di operazioni accessorie, delle quali avrete frequente- tastiera principale;
mente bisogno durante la stesura delle vostre partiture. Vediamole dunque nel dettaglio: • notate che nell'angolo superiore destro della cornice è comparso il numero da voi inserito: ciò signi-
oo per aggiungere una nota a un accordo preesistente, collocate il cursore sull'accordo stesso, poi con fica che Finale è pronto per scrivere il gruppo in questione (una terzina). A questo punto, inserite tre
il collimatore raggiungete l'altezza desiderata e premete il tasto INVIO; ­minime ad un'altezza qualsiasi con il tasto "6", e il gioco è fatto.
oo per eliminare una o più note da un accordo, collocate il cursore e il collimatore nella posizione de- Come si può intuire, per ottenere un altro tipo di gruppo irregolare sarà sufficiente associare al tasto funzione
siderata, quindi premete in Windows il tasto BACKSPACE o in MacOS il tasto CLEAR del tastierino (CONTROL o ALT) il numero di note che costituiscono il gruppo stesso (per esempio, il "2" per la duina, il "5" per
numerico (ovvero gli stessi tasti che trasformano le note singole in pause); la quintina, ecc.): a tale scopo si possono usare i tasti da "2" a "8".

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Lezione 12. Lo strumento Inserimento rapido | 135 136 | L'inserimento degli eventi musicali in partitura

Qualora si debba creare un gruppo irregolare formato da più di 8 note, è necessario premere la combinazione di
tasti "CTRL+1" in Windows o "ALT+1" in MacOS: essa farà apparire la finestra Impostazione del gruppo irregolare
(fig. 12.10).

Fig. 12.11 - Esempio di gruppo irregolare nidificato

Durante la realizzazione di figure ritmiche complesse come questa, è possibile che l'aspetto grafico del grup-
po ottenuto sia piuttosto insoddisfacente, presentando ad esempio la sovrapposizione di uno o più elemen-
ti: imparerete a mettere tutto perfettamente in ordine nella lezione dedicata allo specifico strumento Gruppi
­irregolari (cfr. Lezione 14).

Per quanto riguarda gli abbellimenti, in particolare le acciaccature e le appoggiature, lo strumento Inserimento
rapido si rivela ancora una volta molto pratico ed efficace.
Per fare un semplicissimo esempio, cliccate in una battuta vuota e inserite una croma a un'altezza qualsiasi;
ora premete la lettera "G" (iniziale di Grace note) sulla tastiera principale, e subito la nota si trasformerà in
­un'appoggiatura; se premete ancora il tasto "G", l'appoggiatura stessa si trasformerà in un'acciaccatura; pre-
mendo il tasto "G" una terza volta, la nota ritornerà alla dimensione originale. Quindi il tasto "G" è una sorta di
interruttore a tre fasi, molto comodo per inserire gli abbellimenti più comuni.
Naturalmente, come detto nella lezione precedente, questi tre "stati" delle note si ottengono solo utilizzando
valori pari o inferiori alla croma; infatti, i valori più grandi possono presentarsi solo in forma di appoggiatura o
nota reale, perciò in questi casi vi saranno solo due fasi.

Fig. 12.10 - La finestra Impostazione del gruppo irregolare Qualora la pressione del tasto "G" origini direttamente l'acciaccatura, senza passare prima per l'appoggiatura, è
necessario modificare le Opzioni del Documento, come già visto per l'Inserimento semplice (cfr. pag. 113):
Questa finestra, come si nota, è destinata non solo all'impostazione della quantità di note del gruppo, ma anche
• accedete alla relativa finestra con il percorso da menu "Documento > Opzioni del documento";
alla definizione di numerosi altri parametri (aspetto, forma, posizionamento, ecc.): ce ne occuperemo dettaglia-
come ricorderete, in alternativa è possibile utilizzare la scorciatoia ALT+CTRL+A in ­Windows oppure
tamente durante la specifica analisi dello strumento Gruppi irregolari (cfr. Lezione 14).
­ALT+CMD+A in MacOS;
Per il momento, limitiamoci a osservare le due caselle nella parte superiore e i relativi menu a tendina (A): in • dall'elenco sulla sinistra, cliccate sulla voce Abbellimenti;
modo del tutto analogo a quello utilizzato dall'Inserimento semplice, si dovrà indicare al programma la quantità
• al centro della finestra, togliete la spunta dal pulsante "Metti sempre il taglio sulle figure aventi la
di note del gruppo desiderato e il valore complessivo in cui esse devono essere collocate.
codetta";
Ad esempio, per ottenere un gruppo di 13 semicrome nello spazio di 2/4, scriverete "13" nella prima casella, sce-
gliendo poi la voce "Sedicesimo(i)" nel primo menu, quindi scriverete "1" nella seconda casella, scegliendo infine • premete infine OK, e d'ora in avanti otterrete le tre fasi sopra descritte.
la voce "Minima(e)" nel secondo menu14.
Prima di concludere la trattazione con l'elenco delle scorciatoie speciali di questo strumento, è il momento di
Un'ulteriore possibilità prevista dallo strumento Inserimento rapido è quella di scrivere gruppi irregolari analizzare le procedure per l'inserimento della polifonia all'interno dei righi musicali. Finale, infatti, può gestire
nidificati: con questa definizione si indica la presenza di uno o più gruppi irregolari "secondari" all'interno di un fino a quattro diversi livelli di scrittura (layer) in ogni rigo, ciascuno dei quali suddivisibile in due voci distinte, per
gruppo "generale" (per esempio una quintina dentro una terzina). un totale di ben otto voci indipendenti complessive.
Potete svolgere un breve esercizio per apprendere la procedura: Normalmente, come dimostra la pratica quotidiana (e la letteratura musicale), anche nelle scritture polifoniche
più complesse sono sufficienti due o tre voci al massimo in ogni rigo, ma - come in altri casi - Finale offre soluzioni
• iniziate impostando una normale terzina di minime, quindi tenete premuto il tasto CONTROL o ALT (a
molto ampie, in modo da assicurare la massima efficacia in tutte le situazioni possibili.
seconda del vostro sistema operativo) e digitate il numero "3";
• ora scrivete la prima minima, ad un'altezza qualsiasi, con il tasto "6"; All'inizio di questa lezione, come ricorderete, abbiamo notato che la Cornice dell'Inserimento rapido presenta
in alto a sinistra la dicitura "V1": fino a quando non si modificherà tale impostazione, tutti gli elementi inseriti
• ipotizzando che al posto della seconda minima vi sia una quintina di crome, senza uscire dalla Cornice
apparterranno perciò alla "voce 1". Per imparare ad assegnare una linea melodica alla "voce 2", potete svolgere
dell'Inserimento rapido premete la combinazione di tasti "CTRL+5" in Windows o "ALT+5" in MacOS,
il seguente esercizio:
quindi scrivete cinque crome a piacere con il tasto "4";
• aprite il menu speciale Inserimento rapido e togliete la spunta alla voce Salta alla misura successiva;
• Finale, a questo punto, sa che per completare il gruppo manca ancora una minima, quindi digitate
un'altezza qualsiasi con il tasto "6" ed ecco il risultato (fig. 12.11). • cliccate su una battuta libera e scrivete due minime sul quarto spazio del pentagramma: queste saran-
no le note della "voce 1";
4. Naturalmente, nella seconda casella e nel relativo menu potete inserire un qualsiasi valore equivalente, per esempio "2 semiminime", • ora tornate con il cursore sulla prima nota e premete il tasto "APOSTROFO", normalmente associato
"4 ottavi", "8 sedicesimi", ecc. al punto interrogativo (sia sulle tastiere dei Mac che su quelle dei PC). Notate che adesso, nell'angolo

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Lezione 12. Lo strumento Inserimento rapido | 137 138 | L'inserimento degli eventi musicali in partitura

in alto a sinistra della cornice, la dicitura è diventata "V2": ciò significa che è possibile scrivere le note • Il menu a tendina in alto (A) consente di selezionare individualmente i 4 livelli, in modo da effettuare
della "voce 2", e a titolo di conferma il cursore si è leggermente spostato verso destra; le impostazioni per ciascuno di essi senza uscire dalla finestra. Poiché si tratta di parametri molto spe-
• inserite quindi una scala di crome discendenti a partire dal Do 4 (fig. 12.12). cifici e standardizzati, in genere è opportuno non modificare nulla, a meno che non vi siano esigenze
particolari.

• Il primo pulsante checkbox (B), con l'ausilio del menu sottostante, "blocca" in su o in giù la direzione
dei gambi per il livello selezionato. Come detto in precedenza, il livello 1 prevede che tali elementi siano
orientati verso l'alto; se vi spostate temporaneamente al livello 2, noterete invece che essi sono orien-
tati verso il basso.

• Ritornate ora al livello 1 e osservate il checkbox successivo (C) che - quando selezionato - indica a Finale
Fig. 12.12 - Esempio di scrittura polifonica (utilizzo delle due voci del livello 1) di direzionare la curvatura delle legature di valore nella stessa direzione dei gambi: questa opzione è
• Premete il tasto "0" (zero) per uscire dalla cornice, e noterete che le linee inserite appartengono effet- assolutamente consigliata per evitare il più possibile sovrapposizioni fra gli elementi dei livelli.
tivamente a due voci distinte, come confermato dalla direzione dei gambi delle note. • La casella di controllo successiva, Nascondi il livello quando è inattivo (D), fa sì che le note e le pause
• Qualora il gambo di una o più note sia orientato dalla parte sbagliata, è possibile rovesciarlo veloce- appartenenti al livello indicato dal menu A compaiano in partitura solo se il livello stesso è attivo;
mente portandosi sugli eventi interessati con il cursore e premendo il tasto "L", sia in Windows che in cambiando livello, infatti, le note in questione verranno nascoste. Nel documento predefinito, come è
MacOS. logico, l'opzione è normalmente deselezionata per tutti i livelli.
• Ricordate che la "voce 2" può iniziare da qualsiasi pulsazione della battuta, senza dover anteporre
delle pause: questa è una differenza importante rispetto ai livelli, che invece prevedono che ogni linea • Il quarto checkbox (E) determina la posizione delle cosiddette "pause fluttuanti", ovvero le pause che
aggiuntiva cominci sempre all'inizio della misura. in una scrittura polifonica - come detto poc'anzi - vengono spostate dalla collocazione ordinaria al fine
di evitare sovrapposizioni. Con la dicitura "posizioni" si intendono incrementi o decrementi di grado
Oltre alla suddivisione in due voci, come detto, Finale consente di lavorare anche su quattro diversi livelli di
congiunto (da linea a spazio o viceversa): il numero "6" impostato per il livello 1, essendo un valore
scrittura. Coloro che hanno dimestichezza con i programmi di grafica o fotoritocco, come Adobe Photoshop,
positivo, indica perciò che tutte le pause di quel livello saranno innalzate di sei posizioni rispetto alla
sanno che in questi software la tecnica dei livelli è molto utilizzata: essa simula la sovrapposizione di vari fogli
trasparenti, ciascuno dei quali può essere spostato, modificato o eventualmente rimosso in modo da creare collocazione standard. Nel livello 2 - per simmetria - il valore sarà negativo (-6) e le pause risulteranno
sempre nuove combinazioni dell'immagine risultante. abbassate di sei posizioni.
Il principio su cui si basano i livelli di Finale è praticamente il medesimo: si tratta di sovrapporre fino a 4 linee
• Tutte le suddette regolazioni hanno senso, ovviamente, se nel rigo musicale (o meglio nelle singole
­melodiche o accordali, così da ottenere le polifonie più diverse; ciascun livello, inoltre, può essere personalizzato
battute) vi sono almeno due livelli di polifonia: in caso contrario, risulta utile mantenere la selezione del
affinché il suo comportamento sul pentagramma si attenga sempre a determinate regole.
pulsante successivo (F), che esclude ogni impostazione specifica e applica agli elementi musicali le re-
In base alle impostazioni predefinite, le note scritte sul livello 1 avranno tutti i gambi rivolti verso l'alto, quelle gole standard della notazione. L'opzione prevede anche due caselle subordinate (G), da tenere in con-
del livello 2, invece, li avranno rivolti verso il basso. Per quanto riguarda i livelli 3 e 4, il documento di default non siderazione qualora i livelli aggiuntivi contengano notazione nascosta o siano interamente occultati.
prevede norme particolari, per cui si dovrà valutare la situazione specifica per decidere come intervenire.
Anche le pause, per evitare che si sovrappongano alle note degli altri livelli, saranno collocate in posizioni diffe- • Il pulsante Playback (H), come si intuisce, consentirà di ascoltare le note del livello corrente in fase di
renti rispetto a quelle tradizionali. riproduzione; se esso viene deselezionato, il materiale presente non verrà eseguito.
Tutti questi aspetti si possono definire attraverso la finestra delle Opzioni del documento, che ormai avete
• Il penultimo checkbox (I) influenza la spaziatura della musica, e fa sì che le note e le pause del ­livello
già utilizzato molte volte; accedetevi dunque con la consueta scorciatoia (ALT+CTRL+A in Windows oppure
corrente vengano contemplate dal processo di disposizione razionale del materiale effettuato dal pro-
­ALT+CMD+A in MacOS) e procedete all'analisi della sezione specifica, cliccando dall'elenco a sinistra la voce
Livelli (fig. 12.13). gramma (in automatico o su richiesta dell'utente, cfr. Lezione 27).
La disattivazione di questo controllo può essere utile quando un livello, generalmente il terzo o il quar-
to, viene utilizzato (e successivamente nascosto) solo per motivi tecnici, ad esempio per scrivervi la
realizzazione degli abbellimenti ai fini di una corretta esecuzione in playback: in tali casi è opportuno
escludere tale livello dalle operazioni di spaziatura per non ottenere battute inutilmente troppo larghe.

• Per concludere, la casella Consolida le pause attraverso i livelli (J) consente l'automazione di una pras-
si molto comune: quando in una misura vi sono due o più livelli di polifonia e in una stessa pulsazione
vengono inserite pause dello stesso tipo, esse verranno "consolidate" in una pausa unica, che sarà
situata al centro del rigo (fig. 12.14 A). Come noto, questa è senz'altro la soluzione più diffusa in cam-
po editoriale per gli eventi di questo genere, e la sua effettuazione automatica è stata resa possibile a
partire da Finale 2014.
Ricordate, però, che nella pulsazione in questione dovranno esserci soltanto pause identiche in tutti
i livelli utilizzati; se anche in un solo livello vi fosse una nota qualsiasi (o una pausa di valore diverso),
Finale non applicherebbe il consolidamento e manterrebbe le pause separate, naturalmente collocan-
Fig. 12.13 - La sezione Livelli nella finestra delle Opzioni del documento dole su altezze diverse del rigo (fig. 12.14 B).

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Lezione 12. Lo strumento Inserimento rapido | 139 140 | L'inserimento degli eventi musicali in partitura

• ora tornate con il cursore all'inizio della prima battuta e passate al livello 2; noterete che le note appena
scritte sul livello 1 della misura selezionata sono diventate grigie, in modo da non creare confusione
mentre si inseriscono le note nel nuovo livello;
• copiate ora le note del controcanto seguendo l'illustrazione sottostante (fig. 12.17);

Fig. 12.14 - Esempio di differente trattamento delle pause coincidenti

Come detto, i valori di default delle opzioni sopra descritte rispondono perfettamente alle più comuni prassi edi-
toriali: per tale motivo essi dovrebbero essere modificati solo in caso di esigenze molto precise o di particolare
densità del tessuto polifonico. Fig. 12.17 - Incipit del brano Fra Martino (note da scrivere sul livello 2)
Ciò premesso, per attivare un livello specifico la procedura varia a seconda della piattaforma utilizzata:
• notate come la direzione dei gambi, mentre aggiungete le note, segue automaticamente le imposta-
• nella versione per Windows, osservate l'angolo inferiore sinistro dello schermo e noterete quattro pic- zioni stabilite nella finestra delle Opzioni del documento;
cole caselle numerate, accanto ai pulsanti per la navigazione lungo le pagine del documento: dovrete
semplicemente fare clic sul numero di livello che vi interessa (fig. 12.15 A); • ora portate nuovamente il cursore all'inizio della prima battuta, e risalite al livello 1;

• nella versione per MacOS, sempre nell'angolo in basso a sinistra, troverete un menu a tendina, conte- • premete il tasto "R" per trasformare in una pausa il Do iniziale: come da impostazioni, la pausa ottenu-
nente le quattro voci in questione (fig. 12.15 B); ta si troverà più in alto rispetto alla collocazione ordinaria, precisamente di 6 posizioni.
• Qualora voleste riportare la pausa alla sua altezza standard (in un caso come questo, infatti, non si ve-
rificherà alcuna sovrapposizione), non dovrete necessariamente modificare le Opzioni del ­documento:
sarà sufficiente situare il cursore esattamente sopra la pausa e premere il tasto "*" (asterisco) sul ta-
stierino numerico.
Fig. 12.15 - I controlli per la scelta dei livelli nella versione per Windows e in quella per MacOS • Il suddetto tasto, quindi, assume una funzione assai diversa a seconda che lo si applichi a una nota o
a una pausa (cfr. pag. 133); purtroppo, per questo specifico utilizzo non esiste un simbolo (o lettera)
I due sistemi operativi prevedono anche l'utilizzo di specifiche combinazioni di tasti per il passaggio rapido da corrispondente nella tastiera principale, quindi in questo caso la disponibilità del tastierino è fonda-
un livello all'altro: mentale. Se non ne siete in possesso, comunque, potete pur sempre spostare le pause trascinandole
con il mouse; non dimenticate questa possibilità, poiché in molti casi essa costituirà l'unico metodo
• in Windows, tenete abbassati i tasti ALT+SHIFT, indi premete sulla tastiera principale (non sul tastieri-
efficace per evitare sovrapposizioni fra gli eventi della battuta.
no numerico) i tasti da 1 a 4 a seconda del livello desiderato. Questa scorciatoia funziona anche senza
cliccare preventivamente su una battuta per attivare la Cornice dell'Inserimento rapido;
La tecnica dei livelli, come affermato in precedenza, funziona come una serie di fogli trasparenti sovrapposti; se
• in MacOS, invece, dovrete dapprima cliccare in una battuta, indi potrete usare la combinazione si desidera visualizzare solo uno di questi fogli, ovvero un unico livello fra quelli inseriti, Finale offre la possibilità
­SHIFT+Freccia giù per passare al livello seguente, SHIFT+Freccia su per passare al livello precedente; di nascondere temporaneamente tutti gli altri: a tal fine si dovrà accedere al menu Documento e selezionare
Controllate sempre l'effetto dei vostri interventi sulle quatto caselle (o sul menu a tendina) in basso, onde evi- la voce Mostra solo il livello attivo. Così facendo, spostandosi fra i vari livelli, si renderà visibile esclusivamente
tare di inserire gli eventi sul livello sbagliato. quello disposto in primo piano.
Questa opzione è davvero interessante quando si debba lavorare con più livelli di una certa complessità, per evi-
A questo punto è opportuno svolgere un breve esercizio per fare un po' di pratica con la scrittura polifonica; tare di farsi distrarre dagli elementi presenti nei livelli già creati; naturalmente, il predetto controllo deve essere
­realizzeremo l'incipit del notissimo brano popolare Fra Martino sul livello 1, aggiungendo un piccolo controcanto disattivato alla fine dell'inserimento, per poter verificare il risultato complessivo del lavoro svolto.
sul livello 2:

• aprite un nuovo documento predefinito e fate clic sulla prima misura per attivare la Cornice dell'Inseri- Uno degli inconvenienti più frequenti in cui ci si imbatte lavorando a più voci consiste nell'inserimento acciden-
mento rapido; tale del materiale su un livello sbagliato; in altri casi meno "sfortunati" e più consapevoli, può essere invece
opportuno copiare il materiale di un livello e incollarlo in un altro (soluzione utilissima in caso di temporanei
• verificate, osservando i numerini o il menu a tendina in basso a sinistra, che sia correntemente selezio-
passaggi all'unisono delle voci).
nato il livello 1: in caso contrario, attivatelo con le procedure sopra descritte;
Per gestire entrambe le situazioni, Finale dispone di un prezioso comando: aprendo il menu Modifica, si nota al
• copiate le due battute riportate qui sotto (fig. 12.16); centro la voce Sposta / Copia Livelli, che diviene attiva cliccando preventivamente nell'area interessata con lo
strumento Selezione. La piccola finestra collegata alla funzione (fig. 12.18) ha un utilizzo molto intuitivo:

• i due pulsanti di opzione in alto (A) consentono di scegliere il tipo di operazione da compiere (sposta-
mento o copia);

• le quattro caselle di controllo che seguono (B), unitamente ai relativi menu a tendina, servono invece
Fig. 12.16 - Incipit del brano Fra Martino (note da scrivere sul livello 1) a determinare - nelle varie combinazioni possibili - quali saranno i livelli coinvolti dalla modifica.

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Lezione 12. Lo strumento Inserimento rapido | 141 142 | L'inserimento degli eventi musicali in partitura

oo Per riunire due note separate, la procedura è esattamente la stessa (slash o tasto "B"); ricordate
comunque di collocare sempre il cursore sulla seconda nota del gruppo.

• Infine, si può intervenire anche sull'inclinazione delle barre di raggruppamento. Partendo dal presup-
posto che Finale imprime automaticamente un'angolazione a queste barre assecondando la direzione
melodica delle note, se si desidera che le barre siano perfettamente orizzontali, si dovrà collocare il
cursore su una nota qualsiasi del gruppo e premere il tasto "M".
Anche questa scorciatoia può avere una doppia finalità, perciò una successiva pressione del tasto "M"
riporterà le linee del gruppo all'inclinazione originale.

Per concludere la lezione, possiamo finalmente occuparci della seconda modalità di immissione degli eventi,
ossia quella che prevede l'utilizzo congiunto della tastiera del computer e di un dispositivo esterno.
Fig. 12.18 - La finestra Sposta / Copia i livelli della musica Per rendere operativo questo metodo, dovete in primo luogo accedere al menu speciale Inserimento rapido
e apporre la spunta alla voce Usa un dispositivo MIDI per l'inserimento; così facendo, comunicherete a Finale
Facciamo un esempio basato su una situazione estremamente comune: qualora una linea melodica sia stata che state per utilizzare uno strumento collegato via MIDI, come ad esempio un sintetizzatore o una master
inserita erroneamente nel livello 2 anziché nel livello 1, dapprima si dovrà cliccare sull'opzione Sposta, quindi si ­keyboard.
apporrà la spunta al secondo pulsante checkbox, il cui menu a tendina prevede già per default l'impostazione
Ora, ricorderete che anche con lo strumento Inserimento semplice è possibile servirsi di questa tecnica mista per
desiderata.
velocizzare le operazioni; tuttavia, se nell'Inserimento semplice è necessario dapprima impostare il valore e poi
Confermando infine con il pulsante OK, il materiale verrà immediatamente "trasferito" sul livello richiesto.
suonare il tasto corrispondente all'altezza desiderata, nell'Inserimento rapido accade esattamente il contrario,
ovvero prima si suona il tasto e poi si digita il valore desiderato sulla tastiera del computer.
Proseguendo in questa lunga e articolata analisi dello strumento Inserimento rapido, senza dubbio uno dei più
importanti del programma, elenchiamo ora qualche altra scorciatoia mirata ad ottenere soluzioni interessanti Sostanzialmente, quindi, i due processi sono del tutto analoghi, e ciascun utente potrà scegliere liberamen-
durante l'immissione degli eventi: te di utilizzare l'uno o l'altro; tuttavia, in una ipotetica "sfida ai punti", risulta ancora preferibile optare per
l'Inserimento rapido, non tanto per l'immissione delle note, quanto per i maggiori vantaggi offerti da questo
• per nascondere una nota o una pausa, subito dopo l'inserimento premete il tasto "O" oppure il tasto
strumento, a cominciare dalle numerose opzioni della cornice di inserimento, fondamentali in caso di scritture
"H", e l'elemento sparirà dalla partitura.
polifoniche o ricche di gruppi irregolari.
Questa operazione può essere molto utile, ad esempio, per creare un segnaposto invisibile quando si
debba iniziare a scrivere su un nuovo livello partendo da un movimento successivo al primo. Poiché Per prendere confidenza con questa ulteriore tecnica, è opportuno effettuare un altro esercizio; in questo caso
infatti i livelli devono sempre cominciare all'inizio di ogni battuta, se un livello dovesse partire dal terzo scriveremo le prime due battute dell'Invenzione a tre voci in Do maggiore BWV 787 di Johann Sebastian Bach (fig.
movimento sarebbe necessario scrivere una o più pause sui primi due movimenti: in tali casi, quindi, 12.19).
può essere interessante nascondere le pause in modo tale da simulare la "comparsa" del nuovo livello
esattamente nel punto desiderato.
Ricordate comunque che una nota o una pausa nascoste sono tali solamente dal punto di vista grafico,
e non vengono rimosse dalla partitura: perciò, se avviate la riproduzione in playback del vostro brano
le sentirete regolarmente.
Inoltre, l'occultamento di una nota o di una pausa non implica che vengano ugualmente nascoste le
eventuali sillabe di testo o i simboli accordali associati ad esse; verranno invece nascosti tutti gli altri
tipi di elementi collegati, in particolare le articolazioni e i segni di espressione.

• Per invertire la direzione di un gambo, come già detto, si può utilizzare il tasto "L"; ciò vale naturalmen-
te anche per i gruppi di note unite fra loro (crome, semicrome, ecc.). In questi casi, tuttavia, si dovrà
posizionare il cursore sulla prima nota del gruppo, mentre la posizione del collimatore non è influente,
ed esso può trovarsi a qualsiasi altezza. Fig. 12.19 - Esercizio per l'inserimento rapido via MIDI (Johann Sebastian Bach, Invenzione a 3 voci BWV 787)

• Talvolta, per evitare sovrapposizioni tra gli elementi, può essere necessario rovesciare una legatura di • Create un nuovo documento e realizzate un layout per pianoforte (o clavicembalo) servendovi di tutte
valore: per effettuare questa operazione, si dovrà posizionare il cursore sulla prima nota della legatura le tecniche apprese fino a questo momento (cfr. in particolare le Lezioni nn. 2, 5, 7, 8, 10); mantenete
e successivamente premere la combinazione CTRL+F in Windows oppure CMD+F in MacOS. pure la tonalità predefinita di Do maggiore e inserite l'indicazione di tempo ordinario (c).
• Un'altra operazione molto frequente consiste nel separare o raggruppare le note di valore pari o • Disponete solo due misure nella prima accollatura. Il metodo, come ricorderete, è molto semplice:
­inferiore all'ottavo; spesso, infatti, i raggruppamenti automatici di Finale potrebbero non coincidere attivate lo strumento Selezione, quindi fate un clic singolo nella terza battuta (indifferentemente sul
con le nostre necessità. primo o sul secondo rigo) e infine premete il tasto "Freccia giù".
oo Per dividere due note (o - se preferite - per "spezzare" la loro linea di raggruppamento), è necessa- • Attivate ora lo strumento Inserimento rapido, quindi aprite il menu speciale Inserimento rapido e veri-
rio posizionare il cursore sulla seconda nota del gruppo e premere il tasto "/" (slash) sul tastierino ficate che siano regolarmente selezionate le voci Usa un dispositivo MIDI per l'inserimento e Salta alla
numerico; in assenza di questo dispositivo, si può utilizzare la lettera "B" della tastiera principale. misura successiva. Controllate inoltre che sia selezionato il livello 1 negli indicatori in basso a sinistra.

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Lezione 12. Lo strumento Inserimento rapido | 143 144 | L'inserimento degli eventi musicali in partitura

• Se non è apparsa la Cornice dell'Inserimento rapido, richiamatela cliccando sulla prima misura della oo noterete che compare un piccolo "5" nell'angolo in basso a sinistra della cornice: ciò vi informa
mano destra. che abbassando un tasto del dispositivo MIDI otterrete una semiminima corrispondente all'altezza
eseguita.
• Ora potete inserire gli elementi del livello 1:
oo È interessante notare che quando state per inserire un gruppo irregolare, all'interno della cornice
oo come prima cosa, premete il tasto "3" (sul tastierino numerico o sulla tastiera principale) e subito avrete due numeri: uno in alto a destra (che definisce la natura del gruppo), e uno in basso a sinistra
otterrete la pausa di semicroma; (che stabilisce il valore delle note del gruppo stesso).
oo tenete abbassato sul vostro dispositivo MIDI il tasto del Sol 3 e contemporaneamente digitate an-
cora il "3" sul computer; • Nel secondo caso, si utilizzano i cosiddetti modificatori MIDI: si tratta di alcuni tasti del dispositivo
oo ora tenete abbassato il La 3 successivo e digitate nuovamente il "3"; esterno (tipicamente di una master keyboard) i quali - anziché svolgere la loro normale azione - posso-
no essere impostati come "interruttori" che attivano determinate funzioni.
oo continuate a utilizzare questa tecnica per inserire tutte le note fino al Fa S 4 di mis. 2;
Nello specifico, le funzioni attivabili in questo contesto sono piuttosto essenziali, e si limitano alla scel-
oo se fate qualche errore, potete utilizzare la scorciatoia CTRL+Z (in Windows) o CMD+Z (in MacOS) ta dei principali valori delle note e delle pause, agli spostamenti del cursore lungo le battute, e all'inse-
per annullare l'ultima immissione. rimento di accordi e legature di valore.
• Al termine, fate clic sulla prima battuta per riportare il cursore all'inizio del documento, quindi attivate In pratica, attivando i modificatori in questione, è possibile - entro certi limiti, ovviamente - abbando-
il livello 2. nare completamente la tastiera del computer e inserire tutti gli eventi con il solo dispositivo esterno.
Vediamo come funziona questo sistema:
• Digitate il tasto "7" sul computer per immettere la pausa di semibreve.
oo accedete al menu Inserimento rapido e selezionate la prima voce, Opzioni inserimento rapido: si
• Nella seconda misura, utilizzate la metodologia sopra descritta per inserire la pausa di semicroma e apre la finestra già descritta all'inizio della presente lezione e riprodotta nella fig. 12.2;
tutte le altre note del livello 2 fino al Do 4.
oo facendo clic sull'ultimo pulsante checkbox (Usa i tasti dei Modificatori MIDI in modalità input con la
• Adesso osservate le due pause di semicroma, e noterete che non si trovano all'altezza corretta rispetto tastiera MIDI), si apre subito una finestra accessoria (fig. 12.20);
all'esempio di fig. 12.19. Provvedete subito a sistemarle:
oo in primo luogo fate nuovamente clic sulla prima misura, quindi riattivate il livello 1;
oo ora tenete abbassato il tasto SHIFT e con il mouse trascinate la prima pausa nella giusta posizione;
oo fate clic sulla seconda misura e attivate il livello 2;
oo sempre tenendo abbassato il tasto SHIFT, sistemate con il mouse anche la seconda pausa.
• La mano destra è completa, quindi potete occuparvi del rigo della mano sinistra: fate clic a mis. 1 e
riattivate il livello 1. Procedete con l'inserimento:
oo iniziate abbassando sul dispositivo MIDI il tasto del Do 2 e contemporaneamente digitate il "5" sul
computer;
oo digitate ora direttamente il "4" per ottenere la pausa di croma;
oo sempre con questo meccanismo, inserite tutto il materiale rimanente.

Grazie a questo breve esercizio avete potuto verificare che l'immissione degli eventi può diventare davvero mol-
to rapida, purché ovviamente si prenda un po' di confidenza con il sistema. Chiaramente, qualora il materiale da
inserire sia molto più complesso, i tempi di realizzazione potranno allungarsi anche considerevolmente, al pun-
to che in alcuni casi sarà preferibile utilizzare la sola tastiera del computer e rinunciare all'ausilio del dispositivo
MIDI esterno: infatti, pur essendo un po' meno immediata, la tecnica di base offre in compenso un controllo più
Fig. 12.20 - La finestra Imposta i modificatori MIDI
diretto su tutti i parametri secondari della notazione.

Con il dispositivo esterno, tuttavia, vi sono altre due tecniche di Inserimento rapido che possono semplificare oo in questa finestra sono presenti tutti i valori musicali, il punto di valore, le due frecce relative alla
ulteriormente il procedimento: direzione del cursore, il simbolo del tasto INVIO e quello della legatura di valore; ogni simbolo è
associato ad una casella di testo (A) e ad un pulsante Ascolto (B);
• nel primo caso, vi è il cosiddetto metodo "a mano libera", che di fatto rovescia la procedura appena oo le caselle di testo devono contenere il numero MIDI delle note che verranno utilizzate come modifi-
analizzata e le rende sostanzialmente identica a quella descritta per l'Inserimento semplice. catori: poiché è improbabile che si ricordino a memoria i numeri MIDI corrispondenti a tutte le note
Se infatti premete il tasto BLOCCO MAIUSCOLE (Caps Lock), potrete dapprima impostare il valore e poi del pianoforte, è preferibile utilizzare direttamente i pulsanti per assegnare le funzioni desiderate.
suonare sullo strumento MIDI. Senza fare esempi particolari, osservate solo cosa succede nella Cornice
oo Facciamo un esempio con il secondo simbolo, quello della semibreve: cliccando sul pulsante ­Ascolto
­dell'Inserimento rapido quando utilizzate questo sistema:
a fianco, Finale attende che l'utente abbassi un tasto qualsiasi della master keyboard; quel tasto
oo cliccate su una battuta vuota, premete il Caps Lock (in alcune tastiere un piccolo led si accende per diventerà automaticamente l'interruttore che imposta il valore della semibreve.
confermare l'attivazione del blocco), e impostate ad esempio il valore della semiminima digitando Suonate, ad esempio, l'ultima nota del pianoforte (il Do 7): il valore viene acquisito e la casella ora
il numero "5"; riporta il numero "108", che effettivamente in termini MIDI corrisponde al Do 7.

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Lezione 12. Lo strumento Inserimento rapido | 145 146 | L'inserimento degli eventi musicali in partitura

oo Potete ripetere l'operazione per tutti i simboli necessari alla vostra realizzazione; ovviamente,
come si nota, il set di modificatori si compone di elementi molto basilari: manca, per esempio, la
possibilità di impostare gruppi irregolari, cambi di livello, abbellimenti, ecc. Tuttavia, per l'immissio-
ne di linee semplici e poco articolate gli elementi presenti sono più che sufficienti.
oo Non appena si siano definiti tutti i tasti da utilizzare in qualità di modificatori MIDI, si potrà asse-
gnare un nome al set tramite la stringa nella parte superiore della finestra (C), e salvarlo con il
pulsante OK in modo da renderlo disponibile per le occasioni future. È possibile creare un numero
illimitato di set personalizzati.
oo Quando si dispone di almeno un set di modificatori, il suo utilizzo si basa su un principio molto
semplice: i tasti della master keyboard, opportunamente configurati, potranno sostituire a tutti gli
effetti la tastiera del computer.
Per esempio, se avete assegnato all'ultimo tasto del vostro pianoforte digitale la figura della
­semibreve, quel tasto potrà d'ora in avanti essere utilizzato in luogo del tasto "7" sul computer
(ossia quello con cui, di norma, si ottiene la semibreve medesima).
I tasti del computer, in ogni caso, continueranno a funzionare regolarmente, quindi possiamo af-
fermare che i modificatori MIDI costituiscano una tecnica parallela e non sostitutiva rispetto a quella
tradizionale.
oo Naturalmente, per la mappatura di un set di modificatori è opportuno scegliere una zona della
master keyboard poco utilizzata, in genere la prima o l'ultima ottava, così da evitare eventuali coin-
cidenze fra gli eventi da inserire e i modificatori stessi. L'illustrazione che segue (fig. 12.21) rappre-
senta un possibile esempio di mappatura efficace:

Fig. 12.21 - Esempio di mappatura dei modificatori MIDI


nell'ultima ottava di una master keyboard

In conclusione, come avete potuto notare, i metodi per scrivere il contenuto di una partitura con lo strumento
Inserimento rapido sono davvero numerosi; naturalmente, ciascun utente svilupperà nel tempo una preferenza
per una modalità in particolare, benché probabilmente la disponibilità di uno strumento MIDI collegato al com-
puter faccia propendere per le tecniche descritte nell'ultima parte della lezione.
Poiché, tuttavia, non sempre esiste questa possibilità, soprattutto durante un viaggio o comunque in contesti
diversi dalla propria postazione abituale, è bene imparare a utilizzare al meglio tutti i sistemi, affinché la perso-
nale esperienza d'uso di Finale garantisca la massima produttività in ogni situazione.

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148 | L'inserimento degli eventi musicali in partitura

L'attivazione dello strumento HyperScribe, come in altri casi, fa apparire un menu speciale denominato come lo
strumento stesso; questo menu è molto importante, poiché dà accesso a tutte le finestre di dialogo necessarie
per comunicare a Finale le caratteristiche del materiale che si desidera inserire: infatti il programma, per poter
Lezione 13 funzionare correttamente, avrà bisogno di ricevere dall'utente molte informazioni, in particolare quelle relative
all'impostazione metronomica, alla quantizzazione degli eventi, al trattamento dei dati MIDI, ecc.

Lo strumento HyperScribe Per apprendere i fondamenti di questa tecnica, realizzeremo la trascrizione delle prime 15 battute della ­Sonatina
in Do maggiore op. 36 n. 1 di Muzio Clementi (fig. 13.2), un brano assai celebre che ci consentirà di analizzare in
modo semplice ed efficace tutti i parametri principali dello strumento HyperScribe.

Entrambi i metodi fin qui analizzati per l'immissione del materiale musicale in una partitura - Inserimento
semplice e Inserimento rapido - prevedono un modo di procedere che si potrebbe definire "step by step", in
quanto è necessario scrivere un evento alla volta, quale che sia la tecnica di input utilizzata (mouse, tastiera del
computer e/o dispositivo MIDI esterno); inoltre, nonostante le numerose scorciatoie e le indubbie facilitazioni
previste da Finale, questi sistemi richiedono un certo apprendistato prima di garantire una buona velocità ope-
rativa e risultati soddisfacenti.
Ovviamente, se non si dispone di una master keyboard (o altro strumento analogo), ci si dovrà "accontentare"
e procedere di conseguenza; ma qualora il dispositivo MIDI sia presente, esiste un terzo metodo che velociz-
za considerevolmente l'inserimento del materiale: si tratta dello strumento HyperScribe, che di fatto trascrive
istantaneamente sulla partitura ciò che viene suonato sul dispositivo esterno.
Come si può immaginare, i vantaggi che derivano da una prassi di questo tipo sono notevoli, soprattutto quan-
do si debbano inserire velocemente grandi quantità di eventi o realizzare partiture dall'organico molto ampio.
Va precisato, tuttavia, che lo strumento HyperScribe si dovrebbe utilizzare preferibilmente per la realizzazione
di pagine dal contenuto non troppo complesso, le cui figure melodico-ritmiche siano di facile esecuzione e non
si prestino a interpretazioni dubbie o equivoche da parte del programma: per quanto si possa essere abili e pre-
cisi, infatti, nel corso del processo di scrittura in tempo reale possono intervenire negativamente alcuni fattori,
in particolare la latenza (il lasso di tempo che intercorre fra l'esecuzione di una nota sul dispositivo MIDI e la sua
acquisizione da parte del sistema).
Come detto in precedenza, ogni utente esperto deve essere in grado di optare per una specifica modalità di inse-
rimento in base alla natura del materiale e in funzione delle peculiarità di ciascuna tecnica offerta dal ­software;
evidentemente, per realizzare gruppi irregolari complessi, sincopi, abbellimenti e altre figure particolari sarà Fig. 13.2 - Incipit della Sonatina in Do maggiore op. 36 n.1 di Muzio Clementi
sempre preferibile scegliere l'Inserimento semplice o l'Inserimento rapido, poiché in tali casi l'immissione con lo
strumento HyperScribe si rivelerebbe spesso frustrante e del tutto inefficace. Potete seguire le varie fasi di lavoro aprendo dalla cartella delle esercitazioni il file intitolato "Documento di
esempio 08.musx"1; la pagina appare già preimpostata per il pianoforte, con i titoli già inseriti, il tempo e la to-
Ciò premesso, vi sono come sempre due modi per attivare lo strumento:
nalità corretti, la necessaria quantità di battute.
1. selezionandolo sulla tavolozza degli strumenti principali, in cui è rappresentato dall'icona con un fram-
mento di tastiera e un microfono (fig. 13.1 A); • Iniziate cliccando sul menu speciale HyperScribe e portate il mouse sulla prima voce (Sorgente della
2. oppure aprendo il menu Strumenti e scegliendo la voce corrispondente (fig. 13.1 B). pulsazione); si apre un sottomenu con cui potete definire il tempo metronomico che guiderà la vostra
esecuzione, unitamente ad altri parametri affini (fig. 13.3).

Fig. 13.3 - Il menu Sorgente della pulsazione e le sue tre opzioni

1. Se state utilizzando una versione di Finale precedente alla 2014, importerete il file "Documento di esempio 08.xml" seguendo le istru-
Fig. 13.1 - Le due modalità per l'attivazione dello strumento HyperScribe zioni riportate nell'Appendice 1.

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Lezione 13. Lo strumento HyperScribe | 149 150 | L'inserimento degli eventi musicali in partitura

• La prima voce del sottomenu, denominata Playback e/o Click, apre l'omonima finestra di dialogo • Proseguendo con l'analisi della finestra Playback e/o Click, al centro trovate una serie di pulsanti/icona
(fig. 13.4). relativi ai principali valori musicali (D): cliccando su uno di questi pulsanti, si imposterà la durata di una
singola pulsazione, in riferimento al valore definito nella casella precedente; perciò, dovendo fissare il
tempo metronomico a 130 semiminime al minuto, farete clic sul pulsante che raffigura la nota da 1/4.

• Sulla destra c'è anche una casella per impostare il valore in EDUs (E), nel caso la durata di cui necessita-
te non sia presente nella galleria di pulsanti sopra descritta. Per la trattazione approfondita sugli EDUs,
si rinvia alla Lezione n. 10 dedicata allo strumento Indicazione di tempo; in questa sede, limitiamoci a
ricordare che una semiminima corrisponde a "1024 EDUs".

• Il menu a tendina successivo (F) serve per comunicare a Finale il tipo di segnale con cui darete il via
alla vostra trascrizione. Aprendo il menu, potete scegliere fra:
oo Nessuno (registra immediatamente): la registrazione partirà non appena farete clic sulla battuta
prescelta;
oo Qualsiasi dato MIDI: la registrazione partirà inviando un qualsiasi messaggio MIDI, compreso l'azio-
namento di un controller;
oo Pedale Standard Sustain: la registrazione partirà azionando il controller n. 64, ossia il pedale di riso-
Fig. 13.4 - La finestra Playback e/o Click
nanza. Questa è l'opzione predefinita, e in effetti è la più consigliabile poiché consente di avere le
mani libere per iniziare subito a suonare.
• In alto, essa contiene due pulsanti di opzione:
oo Pedale Nonstandard Sustain: è un comando identico al precedente, ma fa riferimento al pedale
oo con il primo (A) si stabilisce che il tempo metronomico scandito durante la registrazione coincida disponibile a volte in alcune tastiere Yamaha, in cui risulta invertita la normale polarità "pedale su /
con quello riportato nella finestra del Playback (cfr. Lezione n. 29); pedale giù";
oo con il secondo (B), invece, si può digitare direttamente il valore desiderato nella casella di testo oo Suono attuale del metronomo; la registrazione partirà inviando il segnale scelto come click metro-
"Usa questo tempo". nomico.
oo Qualora abbiate in mente una certa velocità ma non ne conosciate il valore esatto corrispondente, oo Nella remota ipotesi che non vogliate utilizzare nessuna delle scelte precedenti, potete optare per
potete ottenerlo da Finale cliccando sul pulsante Ascolto (C): comparirà infatti una piccola sotto-­ un diverso tipo di evento tramite la voce Altro. Con quest'ultima opzione si aprirà una piccola fine-
finestra (fig. 13.5), che vi offre due possibilità: stra, denominata Evento MIDI (fig. 13.6), in cui potrete scrivere direttamente i parametri specifici di
un qualsiasi messaggio MIDI, in questo caso lo status byte e due diversi data bytes.

Fig. 13.6 - La finestra Evento MIDI

Naturalmente, non essendo questa la sede adatta all'elencazione di tutti i messaggi MIDI esistenti,
Fig. 13.5 - La finestra In ascolto dell'andamento di tempo a meno che non siate degli esperti programmatori MIDI potete ignorare queste caselle e premere
direttamente il pulsante Ascolto: così facendo, Finale attenderà da parte vostra l'esecuzione del
1. battere il tempo col pulsante sinistro del mouse direttamente sul pulsante "Click per impostare messaggio che intendete utilizzare.
il tempo"; Per fare un semplice esempio, ipotizzate di voler usare come impulso di avvio del metronomo l'ul-
2. b
attere il tempo usando un tasto qualsiasi della master keyboard (o un altro controller, come il timo tasto della master keyboard, quindi abbassatelo e vedrete che i tre campi della finestra Evento
pedale del sustain) a mo' di metronomo. MIDI si sono riempiti con i dati corretti ("$90 $6C $4A"). Se confermate con il pulsante OK, d'ora in
oo Fate una prova con entrambi i metodi sopra elencati: per quanto possiate essere precisi e regolari, avanti potrete avviare la registrazione semplicemente suonando il Do 7 sulla tastiera.
noterete che Finale riceve valori (quasi) sempre diversi, ma in linea di massima vi consente di indivi- oo In ogni caso, se state usando un sintetizzatore o una master keyboard dotata di pedale del sustain,
duare un "valore medio" da impostare come riferimento per l'esecuzione. Quando confermate con l'utilizzo di questo specifico controller è indubbiamente il metodo più semplice; pertanto, per svol-
OK, l'ultimo valore memorizzato dal programma viene automaticamente scritto nella casella "Usa gere l'esercizio scegliete questa voce del menu.
questo ­tempo" (cfr. fig. 13.4 B), in cui potrete - se necessario - arrotondarlo a vostro piacimento.
• L'ultima casella di controllo in basso, Suona i righi durante la registrazione (fig. 13.4 G), è particolarmen-
Per il presente esercizio scrivete direttamente il valore di "130 bpm"12.
te utile nel caso in cui si stia registrando uno strumento alla volta all'interno di una partitura destinata
ad almeno due esecutori: selezionando il checkbox, infatti, mentre suonate le note di uno strumento,
2. Beats Per Minute, acronimo che indica la quantità di pulsazioni in un minuto. Finale vi farà ascoltare in playback gli altri strumenti già registrati in precedenza.

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Lezione 13. Lo strumento HyperScribe | 151 152 | L'inserimento degli eventi musicali in partitura

La procedura è molto simile a quella che si utilizza negli studi di registrazione, quando si incide a turno Ricordate che questi valori fanno riferimento al protocollo MIDI, perciò in questo caso la
e il fonico invia in cuffia (tramite le mandate ausiliarie) le tracce già registrate dagli altri musicisti. Pro- ­velocity può assumere un valore da "0" (zero) a "127".
prio come in uno studio, anche registrando con Finale potrete scegliere quali strumenti volete ascolta- b. Se invece scegliete come sorgente del clic una nota, avrete quattro parametri per la prima
re e quali invece volete escludere. pulsazione e quattro per gli altri movimenti: l'intensità (velocity), la durata (espressa in valore
La scelta si effettua aprendo la finestra della Gestione Partitura (seguite il consueto percorso "Finestre percentuale rispetto all'unità di misura prescelta), il canale MIDI di trasmissione e il numero MIDI
> Gestione Partitura" oppure utilizzate la scorciatoia CTRL+K in Windows e CMD+K in MacOS); in que- della nota prescelta.
sta sede potete cliccare, per gli strumenti desiderati, in corrispondenza della colonna contrassegnata c. Infine, scegliendo come sorgente del click un altro tipo di messaggio, i parametri sono addirit-
dalla lettera "M": essa attiva la funzione Mute e "zittisce" le tracce che non si vogliono ascoltare. tura cinque: il canale di trasmissione, il valore dello status byte del messaggio, il valore del primo
Ovviamente, poiché in questo caso lavorerete solo con il pianoforte, la selezione del pulsante Suona i data byte, il valore del secondo data byte e la durata in percentuale.
righi durante la registrazione è del tutto ininfluente.
oo Chiariti tutti questi aspetti, per svolgere l'esercizio utilizzerete due battute di Countoff all'inizio,
• Infine, premendo il pulsante Click e conteggio a vuoto (H), andrete a definire i parametri del click me- da avere solo durante la registrazione, e ascolterete il click anche in questo caso solo in fase di re-
tronomico che vi accompagnerà durante l'esecuzione (fig. 13.7). gistrazione, perciò in entrambi i menu a tendina in alto (B e C) mantenete le opzioni predefinite.
oo Per il suono del metronomo utilizzate pure l'ottimo Click di Finale (menu D), e per l'intensità dei
battiti (area E) mantenete i valori preimpostati, cioè "127" e "100". Premete quindi il pulsante OK
per confermare le suddette scelte e uscire.
• Riassumendo, in questa prima finestra di opzioni dello strumento HyperScribe avete comunicato a
Finale le prime importanti informazioni:
oo i n primo luogo avete stabilito che il tempo metronomico della registrazione dovrà corrispondere a
"130 bpm";
oo in secondo luogo avete definito il valore dell'unità di misura per le pulsazioni (la semiminima);
oo quindi avete deciso quale sarà il tipo di segnale che darà il via alla registrazione (il pedale del sustain);
oo con l'apposita casella di controllo, avete determinato se gli altri strumenti della partitura devono
suonare in playback mentre registrate;
oo infine avete regolato i parametri relativi al tipo di click e alle eventuali battute vuote iniziali.
Fig. 13.7 - La finestra Click e battute a vuoto
Si tratta di dati molto importanti, che ovviamente devono essere comunicati al software prima di ef-
fettuare qualsiasi inserimento con lo strumento HyperScribe; potete quindi confermare tutto con il
oo In questa finestra, come prima cosa, dovete stabilire se vi saranno o meno delle battute vuote
pulsante OK e tornare al vostro documento.
prima dell'avvio della registrazione. Si tratta di una pratica assai comune (detta anche Countoff),
molto utile per assimilare il tempo prima di cominciare a suonare: per questa ragione è bene che
• Tornate ora al menu speciale HyperScribe (cfr. fig. 13.3) e osservate la seconda voce del sottomenu
vi siano sempre almeno due misure di questo tipo, come già suggerisce l'impostazione predefinita
­Sorgente della pulsazione, denominata Sincronizzazione MIDI esterna: la sua eventuale selezione è utile
nella casella a destra (A).
qualora si debba trascrivere musica eseguita da un sequencer esterno o da un altro computer abilitato
oo Con il menu a tendina che la precede (Battute a vuoto, B), deciderete invece se queste misure di a trasmettere un segnale di MIDI Sync.
preparazione devono essere eseguite solo in fase di registrazione, oppure solo in fase di riprodu- In questi casi, Finale attenderà un segnale di questo tipo da parte della sorgente prescelta: a quel pun-
zione, o in entrambi i casi (scegliendo "Sempre"), o in nessun caso (scegliendo ovviamente "Mai"). to il programma sarà automaticamente "sincronizzato" con tale dispositivo e trascriverà la musica da
oo La stessa azione si può impostare anche con il menu sottostante (Click, C), che presenta le me- esso prodotta a mano a mano che essa procede.
desime opzioni ma riguarda non tanto le battute di attesa, bensì il click vero e proprio durante Ovviamente in un caso come questo non è necessario premere (né tanto meno suonare) nulla: basterà
l'esecuzione. solo fare clic sulla battuta da cui si desidera far iniziare la trascrizione e avviare il sequencer esterno.
oo Spostandovi in basso, potete definire il suono del click metronomico, scegliendolo fra le tre diverse
opzioni del menu Sorgente (D): • La terza possibilità relativa alla sorgente della pulsazione (Tap) prevede che essa non venga prodot-
ta da Finale, ma che sia l'esecutore stesso a battere il tempo durante la registrazione, utilizzando un
a. il click predefinito di Finale, che riproduce in modo convincente quello di un metronomo mec- ­controller come il pedale del sustain o più semplicemente un tasto della master keyboard.
canico; Questo procedimento è molto conveniente nel caso in cui non si sia abituati a suonare con il metro-
b. una nota prodotta dal sintetizzatore o dalla master keyboard collegata via MIDI; nomo, o meglio quando non si riesca a seguire con precisione il click impartito dal metronomo stesso:
c. un suono generato da un messaggio MIDI di qualsiasi altro tipo. infatti, se sarà l'esecutore a "darsi il tempo" (per esempio battendo il piede sul pedale), non vi saranno
particolari problemi di trascrizione anche se si dovesse accelerare o rallentare durante l'esecuzione.
In tutti e tre i casi sopra elencati, nell'area E compaiono delle caselle che vi permettono di impo-
Inoltre, il presente metodo può rivelarsi vantaggioso anche per i musicisti esperti - abituati a suonare
stare ulteriori parametri:
senza problemi con il metronomo - nel caso in cui la musica da eseguire presenti alternativamente pas-
a. nel caso del click di Finale, trattandosi di un suono predefinito, potrete definire solo l'intensità saggi semplici e passaggi tecnicamente più complessi o rapidi; in questo caso, infatti, si potrà proce-
del click sulla prima pulsazione della battuta (di solito più forte e più acuto), e l'intensità del dere con una certa velocità nelle battute che contengono poche note, rallentando a piacimento nelle
click sugli altri movimenti (di solito più leggeri e gravi). battute più dense, in modo da poterle eseguire in modo sicuro e preciso.

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Lezione 13. Lo strumento HyperScribe | 153 154 | L'inserimento degli eventi musicali in partitura

• Selezionate dunque l'opzione Tap, e subito si aprirà una finestra denominata Sorgente del 'Tap'
(fig. 13.8).

Fig. 13.9 - La finestra Sorgente del Tap

oo le due piccole frecce in alto (A) servono a spostarsi da uno stato all'altro, in modo da poterli impo-
stare tutti e tre senza uscire dalla finestra;

oo con la prima casella di testo (Tap uguale a:, B) si comunica a Finale quale sarà la nuova unità di mi-
sura prescelta, inserendola direttamente in EDUs oppure - se non si ricorda il valore corrispondente
- scegliendola dalla galleria che si apre cliccando sul vicino pulsante Seleziona;

oo la casella di testo sottostante, Nota più breve (C), indicherà invece a Finale il valore più piccolo che
Fig. 13.8 - La finestra Sorgente del 'Tap' verrà suonato nel corso della registrazione, variando quindi a tutti gli effetti l'impostazione relativa
alla quantizzazione. Anche in questo caso è possibile scrivere direttamente il valore in EDUs all'in-
Nonostante l'apparenza complessa, in realtà il suo funzionamento è abbastanza intuitivo:
terno della casella, oppure sceglierlo tramite il pulsante Seleziona;
oo i quattro pulsanti di opzione in alto (A) definiscono la sorgente del battito; esso può essere pro-
oo infine, le tre caselle in basso (D) identificano il trigger, ossia - come detto - il controller che sceglie-
dotto da:
rete come "innesco" per l'attivazione della presente configurazione del Tap.
a. un pedale del sustain di tipo standard; Come in altri casi analoghi, a meno che non siate esperti di programmazione MIDI, è consigliabile
b. un pedale del sustain di tipo Nonstandard; cliccare sul pulsante Ascolto e delegare a Finale il compito di riconoscere e classificare il controller
c. una nota suonata sulla master keyboard; prescelto.
d. un qualsiasi altro controller. oo Poiché l'esercizio non prevede cambi di questo tipo, potete mantenere inalterate tutte le imposta-
oo La presenza del pulsante Ascolto (B) sul lato sinistro consente di evitare a priori la definizione ma- zioni e uscire dalla finestra cliccando sul pulsante Annulla.
nuale di qualsiasi parametro, ponendo Finale in attesa e facendogli selezionare automaticamente • Per concludere la prima fase della procedura di impostazione, fate ancora clic su Annulla e uscite dalla
l'opzione corretta in base alla sorgente prescelta. finestra Sorgente del 'Tap', in quanto vi affiderete al click automatico e preciso di Finale.
Per fare un esempio, premete il suddetto pulsante e quindi suonate il Do 7 (l'ultimo tasto) sulla
­master keyboard: Finale selezionerà automaticamente la terza opzione, riconoscendo la nota ese- • Potete quindi passare alla seconda fase, che consiste nella scelta della modalità di registrazione.
guita (il cui valore MIDI è "108") e il canale di trasmissione (che è il n. 1). Aprendo nuovamente il menu speciale HyperScribe, posizionate il mouse sulla seconda voce e otterre-
te un sottomenu con tre scelte possibili (fig. 13.10):
oo Passando alla galleria di valori sottostante (C), essa vi sarà già familiare in quanto identica a quel-
la della finestra Playback e/o Click (cfr. fig. 13.4). Anche in questo caso, dovrete semplicemente
comunicare a Finale quale sarà il valore corrispondente ad ogni battito da voi effettuato durante
l'esecuzione.
Nel caso della Sonatina di Clementi, userete naturalmente la semiminima come valore di riferimen-
to, quindi non modificate nulla in quanto tale valore è già selezionato.

oo La casella in basso (Stati del Tap) e il relativo pulsante (D) servono invece a stabilire gli eventuali
cambi di impulso o di valore del click all'interno di una singola esecuzione. Fig. 13.10 - Il menu Modalità di registrazione e le sue tre opzioni
Per chiarire meglio, ipotizzate che a un certo punto della registrazione sia necessario variare l'unità
di misura o la quantizzazione degli eventi: istintivamente si potrebbe decidere di effettuare due oo la prima opzione, Registra in un rigo, fa sì che il materiale venga trascritto su un unico pentagram-
registrazioni separate, impostando per ognuna di esse i relativi valori. ma (o altro tipo di sistema lineare); questo metodo è ovviamente il più indicato per la notazione di
La funzione Stati del Tap serve proprio per evitare questo doppio passaggio; essa infatti consente strumenti che utilizzano un solo rigo musicale (i fiati, gli archi, la chitarra, quasi tutte le percussioni
di definire preventivamente le variazioni, fino a un massimo di tre per ogni esecuzione, individuan- e molti altri).
do nel contempo i controller che dovranno fungere da "innesco" per l'attivazione delle variazioni Quando invece si debbano trascrivere strumenti che utilizzano due o più pentagrammi, come il
stesse. pianoforte o l'organo, questo metodo è comunque consigliato a chi non è pianista o organista,
Vediamone il funzionamento nel dettaglio, cliccando sul pulsante Seleziona (fig. 13.9): giacché si potrà inserire la musica registrando una mano alla volta.

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Lezione 13. Lo strumento HyperScribe | 155 156 | L'inserimento degli eventi musicali in partitura

oo L a seconda opzione, Suddividi in due righi, è stata invece concepita per trascrivere soprattutto • Con le impostazioni effettuate fino a questo momento, Finale ha già ricevuto la maggior parte delle
parti di pianoforte, di arpa o di organo (esclusa la pedaliera), in quanto ciò che si suona sarà di- informazioni necessarie. Tuttavia, prima di avviare la registrazione vera e propria, vi sono ancora alcuni
stribuito su due pentagrammi, proprio come accade nella normale notazione di questi strumenti. aspetti da definire, in primo luogo la quantizzazione da applicare al materiale che verrà eseguito.
Ovviamente questa sarà la scelta migliore per chi suona abitualmente uno strumento a tastiera. Tornate quindi al menu speciale HyperScribe e selezionate la terza voce (Opzioni HyperScribe); la fine-
L'unica precisazione di cui Finale ha bisogno in questo caso riguarda il cosiddetto punto di suddi- stra che si apre (fig. 13.12) contiene pochi ma fondamentali elementi:
visione (split): infatti si dovrà specificare quali altezze dovranno essere scritte sul pentagramma
superiore e quali sul pentagramma inferiore. Sarà necessario, pertanto, indicare al programma
un'altezza che farà da "spartiacque" fra i due pentagrammi; nella maggior parte dei casi un buon
riferimento può essere costituito dal Do centrale (Do 3), ma ovviamente - per effettuare una scelta
più consapevole ed evitare noiosi ritocchi successivi - è opportuno analizzare il materiale da esegui-
re e individuare il punto di suddivisione nel modo più preciso possibile.
Selezionando quindi questa voce del sottomenu, si apre una piccola finestra denominata Punto
fisso di suddivisione (fig. 13.11):

Fig. 13.12 - La finestra Opzioni HyperScribe

oo la prima casella di controllo sulla sinistra, Legature a cavallo battuta (A), è stata concepita per pre-
venire un errore piuttosto frequente in fase di esecuzione: se infatti, suonando l'ultima nota di una
battuta, non si rilascia il tasto con assoluta precisione all'inizio della battuta seguente, Finale - che
riceve i dati MIDI in modo acritico - prolungherà la nota, creando una legatura di valore a cavallo
fra le due misure.
Fig. 13.11 - La finestra Punto fisso di suddivisione
Togliendo la selezione al presente checkbox, quindi, il programma eviterà a priori di creare legature
Nell'unica casella di testo qui presente dovrete indicare non tanto l'altezza in termini convenziona- di questo tipo, troncando automaticamente gli eventi a fine battuta.
li, bensì il numero MIDI della nota; tenete presente che nel protocollo MIDI il Do centrale corrispon- Ovviamente, questa opzione va utilizzata con consapevolezza, poiché qualora il brano preveda
de al numero "60", quindi il Do S immediatamente seguente (Do S 3) sarà il numero "61", il Re 3 sarà una o più note realmente legate fra una battuta e l'altra, la mancata selezione della casella ne im-
il numero "62" e così via. pedirà forzatamente la trascrizione corretta.
Se non ricordate questi dati, fortunatamente avete sempre la possibilità di cliccare sul pulsante oo L'attivazione del secondo pulsante, Ridisegna lo schermo (B), mantiene attivo il refresh periodico
Ascolto per comunicare a Finale la nota che vi interessa, suonandola direttamente sulla master del display durante la registrazione. Mentre si suona, infatti, si nota spesso che nella partitura non
keyboard: sarà il programma stesso a convertire la nota eseguita nel corrispondente valore MIDI. compaiono subito le note eseguite, ma in loro vece appaiono dei grossi "bolli" neri: ciò significa che
Osservando quindi con attenzione l'ambito melodico della Sonatina di Clementi, noterete che la l'esecuzione è troppo rapida o comunque contiene troppe note perché il computer sia in grado di
nota più bassa eseguita dalla mano destra è il Fa S 3 di mis. 7, quindi potete impostare questa preci- disegnarle in tempo reale nei pentagrammi.
sa altezza come punto di suddivisione, inserendo nella casella il relativo numero MIDI, che è il "66". Benché questo generalmente non comprometta la qualità del risultato, in tali casi è bene dese-
lezionare questa opzione, sollevando il computer dal compito di ridisegnare lo schermo e convo-
Ora sapete che tutte le note dal Fa S 3 in su saranno trascritte sul pentagramma della mano destra,
gliando di conseguenza maggiori risorse sulle operazioni di trascrizione.
mentre tutte le note dal Fa 3 in giù saranno trascritte sul pentagramma della mano sinistra.
oo La terza casella di controllo, Mostra dialogo HyperScribe (C), attiverà o meno la comparsa della
oo Confermate con il pulsante OK, e tornate al sottomenu Modalità di registrazione per analizzare ­ nestra HyperScribe durante la fase di registrazione.
fi
l'ultima opzione proposta dal software, denominata Registrazione multitraccia. Sceglierete questa Si tratta di una sorta di piccolo monitor grafico (fig. 13.13), che contiene due riquadri: il primo si
modalità preferibilmente in due circostanze: riferisce agli impulsi metronomici (sia quelli forniti dal computer, sia quelli eventualmente prodotti
dall'utente con il metodo del Tap), il secondo - invece - riguarda le note eseguite.
a. q
uando dovete registrare tracce provenienti da canali MIDI differenti, trascrivendo il contenu-
to di ogni canale su un pentagramma specifico;
b. quando, in alternativa, desiderate che la vostra esecuzione venga trascritta contemporanea-
mente su più righi, eventualmente anche su livelli diversi.
In entrambi i casi, tutte le impostazioni della registrazione multitraccia si effettuano all'interno
della finestra Gestione Partitura, ove si possono abilitare o disabilitare i singoli strumenti, decidere i
canali da utilizzare, gli eventuali livelli diversi su cui intervenire per ogni rigo, nonché altri parametri
come il volume, il panorama stereo, ecc. Fig. 13.13 - La finestra HyperScribe
Ci occuperemo dettagliatamente di questi aspetti nella trattazione dedicata al playback e al MIDI
Se la finestra è attiva e si sta utilizzando un computer datato (oppure con poca memoria RAM in-
(cfr. Lezioni 29 e 30).
stallata), durante la registrazione si noterà che i due riquadri iniziano a riempirsi di quadratini neri,
oo Tralasciate quindi per il momento questa opzione; poiché l'obiettivo dell'esercizio è quello di regi- uno per ogni evento ricevuto dal sistema. Se invece si utilizza un computer recente, dotato di un
strare una parte per pianoforte suonando direttamente a due mani, mantenete la selezione sulla processore veloce e di una congrua quantità di RAM, non vi sarà alcun problema e i quadratini non
seconda delle tre modalità analizzate, ossia Suddividi in due righi. compariranno affatto o comunque non giungeranno mai a completare il riquadro che li contiene.

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Lezione 13. Lo strumento HyperScribe | 157 158 | L'inserimento degli eventi musicali in partitura

Qualora, perciò, si stia lavorando su una macchina obsoleta, oppure si suonino simultaneamente Per quanto riguarda Finale, il concetto di quantizzazione che esso contempla è leggermente diver-
molte note e a grande velocità, può capitare che il computer fatichi a "tenere il passo" dell'esecu- so da quello dei sequencer MIDI; trattandosi infatti di un programma di scrittura con funzioni inte-
tore e i due riquadri (che rappresentano altrettanti buffer di memoria) si riempiano completamen- grate di riproduzione (e non viceversa), questo processo ha effetto più sull'aspetto delle note che
te di quadratini. In questi casi - per la verità piuttosto rari - Finale potrebbe omettere alcune battute sul loro playback. In effetti, benché si possa istruire Finale a eseguire la musica esattamente come
oppure, nella migliore delle ipotesi, non completarle correttamente. appare nella pagina, esso conserverà l'esecuzione musicale separatamente dalla sua rappresenta-
Lo scopo della finestra HyperScribe è dunque quello di mostrare all'utente il carico di lavoro soppor- zione. Torneremo ancora - e più dettagliatamente - su questi argomenti analizzando le funzioni di
tato dal processore e dalla RAM; ovviamente, essa si limita a segnalare lo stato delle cose e non playback del software (cfr. Lezione n. 29).
può porre alcun rimedio a eventuali sovraccarichi, ragion per cui di solito la si utilizza abbastanza
oo Osservate dunque la configurazione della finestra: in primo luogo, nella parte superiore è possibile
di rado.
scegliere il valore di risoluzione della quantizzazione; la galleria di icone (A), incontrata ormai più
oo Passando alla parte destra della finestra Opzioni HyperScribe, l'area Ricevi su (D) è contraddistinta volte durante la trattazione, consentirà di stabilire il valore di riferimento a cui gli eventi devono
da due pulsanti di opzione che consentono di stabilire - qualora si stia effettuando una trascrizione essere allineati. In altre parole, la scelta deve essere preferibilmente effettuata in base al valore più
da un sequencer esterno - se la ricezione deve provenire da tutti i canali MIDI oppure da un solo piccolo presente nell'esecuzione: per esempio, se la nota più breve prevista dal brano fosse una
canale (che in tal caso andrà specificato nella casella di testo a fianco). semicroma, dovreste cliccare sull'icona corrispondente.
In linea di principio, la scelta di ricevere da un unico canale facilita la trascrizione di un rigo per volta, Notate la costante presenza, ogni qualvolta compare la suddetta galleria dei valori musicali, di una
pratica che può rivelarsi più conveniente nel caso la sequenza di origine contenga molti strumenti casella che consente di inserire il quantitativo in EDUs nel caso in cui la galleria stessa non contenga
e molte note; è bene quindi selezionare l'opzione Tutti i canali quando la sequenza non sia molto la figura desiderata.
densa e contenga pochi strumenti, altrimenti si rischia di ottenere una trascrizione poco accurata. oo Spostandovi al centro della finestra, avete ora la possibilità di decidere come verranno interpretati
oo Per finire, fate clic sul pulsante in basso, Impostazioni Quantizzazione (E), che dà accesso a uno gli eventuali gruppi irregolari. Le opzioni offerte, come si nota, sono tre:
dei passaggi più importanti di questa fase preliminare per mezzo di un'ulteriore finestra di dialogo­ a. la prima (Nessun gruppo irregolare, B) esclude a priori la trascrizione dei gruppi irregolari, evi-
(fig. 13.14). tando perciò che l'eventuale esecuzione imprecisa di un normale gruppo di note venga inter-
pretata in tal senso;
b. la seconda (Ritmo misto, C) indurrà invece il programma a cercare di riprodurre nel modo più
fedele possibile ciò che viene eseguito, alternando se necessario gruppi regolari e gruppi irre-
golari;
c. la terza possibilità (Spaziatura uniforme nella pulsazione, D) effettuerà infine la distribuzione
automatica dei valori eseguiti all'interno della pulsazione di riferimento: per esempio, se suo-
nerete tre note all'interno di 1/4, esse verranno correttamente trascritte come una terzina di
crome anche se le avrete suonate in modo impreciso e diseguale.
Come in altre occasioni, spetta all'utente decidere quale delle tre opzioni sia preferibile utilizzare,
basandosi sulla tipologia e sullo stile della musica da registrare.
In linea di massima, effettuando con consapevolezza queste semplici scelte si può far trascrivere a
Finale una vastissima quantità di musica, purché - come detto in premessa - non troppo complessa
e articolata.
Volendo comunque provare a registrare materiali più evoluti dal punto di vista melodico e ritmico,
nella parte inferiore si trova un pulsante (Ulteriori impostazioni, E) con il quale si accede alla fine-
stra omonima (fig. 13.15, pag. 159) per definire numerose opzioni supplementari.

Fig. 13.14 - La finestra Impostazioni di quantizzazione


oo Osservate in prima istanza la sezione "Per note molto brevi" (A): essa è utilissima per eliminare con
un solo clic tutte le note indesiderate che spesso appaiono nella registrazione quando l'esecutore
Prima di analizzare i parametri disponibili, è bene ricordare che cos'è la quantizzazione: nei pro- sfiora accidentalmente uno o più tasti non previsti.
grammi di registrazione multitraccia, con questo termine si intende l'allineamento automatico del- Poiché queste note - nella maggior parte dei casi - sono brevissime, è possibile ordinare a Finale di
le note suonate dall'esecutore in relazione a un valore musicale di riferimento (semiminima, croma, cancellare automaticamente tutti gli eventi la cui durata sia inferiore al valore (in EDUs) specificato
ecc.). In pratica, se durante una registrazione gli eventi non sono stati suonati perfettamente a nella casella: nella maggior parte dei casi, questa impostazione risolverà completamente il proble-
tempo, il programma allinea tutto in base al valore di risoluzione che gli viene indicato, dando luo- ma.
go a un risultato tecnicamente perfetto.
oo Il predetto automatismo, tuttavia, potrebbe causare errori di trascrizione nel caso in cui il brano
La quantizzazione, quindi, è molto utilizzata per sistemare un'esecuzione imprecisa, anche se va da registrare preveda la presenza di acciaccature o altri rapidi abbellimenti; a questo proposito,
detto che questo procedimento toglie feeling alla performance, rendendola troppo meccanica ed risultano molto utili i tre pulsanti di opzione successivi (B), con i quali si può comunicare preventi-
impersonale. vamente al programma:
Per rimediare a questo problema, sono state nel tempo introdotte varie possibilità di "umanizza-
zione" del risultato, basate su specifici algoritmi e tendenti a ricreare differenti stili esecutivi, che di a. di consentire la trascrizione degli abbellimenti;
fatto introducono dei "margini artificiali di errore", ricreando così la sensazione di un'esecuzione b. di rimuovere del tutto gli abbellimenti;
fatta da una persona in carne ed ossa e non da un computer. c. di convertire gli abbellimenti in suoni reali.

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Lezione 13. Lo strumento HyperScribe | 159 160 | L'inserimento degli eventi musicali in partitura

Se questa soluzione non vi soddisfa, ma al contrario desiderate ottenere una pausa di semiminima
col punto, dovrete selezionare il secondo checkbox (fig. 13.15 D) se il brano è scritto in tempo sem-
plice, il terzo se il brano è in tempo composto (E).
oo Le impostazioni di quantizzazione si concludono con l'ultima sezione in basso, comprendente alcu-
ne interessanti caselle di controllo:
a. le prime due indicano a Finale di non limitarsi alla mera trascrizione degli eventi, ma di memo-
rizzare anche la precisa "interpretazione" dell'esecuzione, per riprodurla nell'eventuale suc-
cessiva fase di ascolto.
In particolare, con la prima opzione (F) verrà conservata la velocity, ossia l'intensità dinamica
con cui vengono abbassati i tasti della master keyboard, mentre con la seconda (G) verranno
conservate le piccole variazioni ritmiche rispetto alla pulsazione, come accade per esempio
quando si esegue un accordo arpeggiato.
b. La terza casella di controllo, Includi la Voce due (H), è importantissima qualora il materiale da
eseguire preveda polifonie interne in una stessa mano: ciò avviene, per esempio, quando un dito
rimane fermo su un tasto e le altre dita della mano suonano altre note, come accade spessissi-
mo nella musica pianistica di ogni epoca e genere.
Se il checkbox è selezionato, Finale interpreterà correttamente questo tipo di esecuzione, ri-
partendo le linee melodiche nelle due voci in cui può essere suddiviso ciascuno dei quattro
livelli di un pentagramma13.
c. Proseguendo, con la quarta casella di controllo (I) è possibile definire in quale modo devono
essere visualizzate le eventuali sincopi. L'esempio sottostante (fig. 13.18) mostra come si com-
Fig. 13.15 - La finestra Ulteriori impostazioni di quantizzazione porterà il programma a seconda che la casella sia selezionata o meno.

oo Anche per quanto riguarda le pause si possono verificare dei problemi, specialmente se il brano
prevede passaggi di note staccate: in questi casi, infatti, Finale potrebbe interpretare l'esecuzione
come una serie di note brevi intervallate da altrettante pause di pari valore, come si vede nell'e-
sempio sottostante (fig. 13.16).
Fig. 13.18 - Possibili interpretazioni delle sincopi da parte di HyperScribe

d. Infine, l'ultimo checkbox (J) imposta il livello di sensibilità della ricezione, riferendosi al valore
prescelto nel menu a tendina a lato, oppure alla casella che riporta l'indicazione in EDUs.
In pratica, è possibile agire su questi valori in modo tale che Finale adatti le durate inserite
al contesto temporale di riferimento: se per esempio si deve trascrivere un gruppo irregolare
come una settimina e si nota che il programma non restituisce i giusti valori, oppure dà luogo
a esiti scorretti (soprattutto acciaccature), potrebbe essere necessario reimpostare il livello di
sensibilità relativamente ai valori interessati.
Tenete presente che in linea di massima il valore predefinito (la semicroma) dà risultati soddi-
Fig. 13.16 - Trascrizione errata di semiminime staccate da parte di HyperScribe sfacenti nella maggior parte delle occasioni; in ogni caso, se la musica da registrare non pre-
vede situazioni di questo tipo, potete tranquillamente mantenere questa opzione disattivata,
A questo scopo si può utilizzare la sezione centrale della finestra: selezionando il primo checkbox
come appare all'apertura della finestra.
(fig. 13.15 C), Finale ridurrà il più possibile il numero delle pause, cercando di capire se l'esecutore
intende ottenere note staccate oppure pause vere e proprie.
• Chiudete ora tutte le finestre aperte - cliccando ripetutamente sul pulsante Annulla - e accedete un'ul-
oo I due pulsanti seguenti riguardano un'altra particolare situazione, ossia quella relativa alle pause tima volta al menu HyperScribe per selezionare la quarta opzione, Registra dati continui.
puntate. Il programma, infatti, tende sempre a scrivere le pause separatamente: per esempio, nel La relativa finestra di dialogo (fig. 13.19, pag. 161) contiene i controlli necessari per far sì che Finale rice-
caso vi sia una pausa da un quarto e mezzo, il programma trascriverà questo silenzio come una va, oltre alle altezze e alle durate, anche i dati relativi all'intensità, al timbro, all'utilizzo del pitch bend
pausa di semiminima seguita da una pausa di croma (fig. 13.17). e degli eventuali controller (pedale del sustain, modulation wheel, panpot, ecc.).
Vediamoli nel dettaglio:
oo il primo checkbox (A) è semplicemente un interruttore che abilita o disabilita l'acquisizione dei
dati continui: la sua eventuale deselezione, com'è ovvio, renderà inattivi tutti gli altri controlli della
finestra;

Fig. 13.17 - Interpretazione predefinita delle pause puntate da parte di HyperScribe 3. Per la descrizione dettagliata delle voci e dei livelli, si rinvia alla trattazione dedicata allo strumento Inserimento rapido (cfr. Lezione 12).

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Lezione 13. Lo strumento HyperScribe | 161 162 | L'inserimento degli eventi musicali in partitura

2. nella finestra Click e battute a vuoto (cfr. fig. 13.7) i due menu a tendina in alto devono essere impostati
su "Durante la registrazione" e devono essere impostate 2 misure per il pre-conteggio; la sorgente del
suono metronomico sarà il Click di Finale, con valori di dinamica pari a "127" e "100";
3. la Modalità di registrazione (cfr. fig. 13.10) deve essere impostata sulla voce "Suddividi in due righi", con
Punto fisso di suddivisione pari alla nota MIDI n. "66" (Fa S 3);
4. nella finestra delle Opzioni di HyperScribe (cfr. fig. 13.12) mantenete la selezione soltanto sul checkbox
"Ridisegna lo schermo", quindi consentite la ricezione su "Tutti i canali";
5. per quanto riguarda le Impostazioni di quantizzazione (cfr. fig. 13.14), individuate come valore della figu-
ra più breve la semicroma (pari a "256 EDUs"), e scegliete l'opzione "Nessun gruppo irregolare";
6. nella finestra delle Ulteriori impostazioni di quantizzazione (cfr. fig. 13.15), scegliete un valore di sicu-
rezza (da rimuovere in caso di pressione errata di uno o più tasti) pari a "50 EDUs", e abilitate l'opzione
"Converti in note reali" per gli abbellimenti, giacché il brano non contiene elementi di questo tipo; infi-
ne, dall'elenco dei checkbox selezionate soltanto:
oo "Minimizza il numero di pause" (poiché dovrete eseguire alcune semiminime staccate);
Fig. 13.19 - La finestra Registra dati continui oo "Mantieni le velocity";
oo "Mantieni le durate delle note".
oo il secondo checkbox (B) abilita l'acquisizione del valore di Channel pressure, detto anche ­Aftertouch
7. I nfine, nella finestra Registra dati continui (cfr. fig. 13.19) deselezionate pure il primo checkbox (e con
monofonico14;
esso tutti i successivi), in quanto per questo esercizio non utilizzerete il pedale del sustain né alcun
oo il terzo checkbox (C) si riferisce ai MIDI controller: essi possono essere abilitati globalmente (sce- altro controller.
gliendo l'opzione Tutti) o singolarmente (scegliendo l'opzione Solo e individuando fino a un massi-
mo di 4 controller tramite le caselle di testo e/o i relativi menu a tendina); È tutto: utilizzate quindi per la lettura il frammento di partitura presentato all'inizio della lezione (fig. 13.2) e per
iniziare fate clic sulla prima battuta; noterete che entrambi i pentagrammi vengono racchiusi in un riquadro si-
oo il quarto checkbox (D) attiva invece la ricezione degli eventuali cambi di timbro (Patch changes); mile alla Cornice dell'Inserimento rapido, il che indica semplicemente che il programma è pronto per trascrivere.
Poiché avete impostato il pedale del sustain come controller che avvia la registrazione, abbassatelo e subito si
oo infine, l'ultimo checkbox (E) abilita la ricezione delle variazioni di intonazione impresse alle note
avvierà il click relativo alle due battute vuote iniziali (Countoff); trascorse le suddette misure, potete partire con
tramite la leva (o ruota) del Pitch bend. l'esecuzione.
oo Notate inoltre il pulsante Ascolto in basso a destra (F): esso, come in altri casi, consente di comu- Qualche semplice consiglio per ottenere il miglior risultato possibile (da tenere presente in generale e non solo
nicare in modo più rapido a Finale i tipi di dati continui da abilitare per la registrazione, azionando per l'esempio qui proposto):
direttamente i relativi controlli sul dispositivo MIDI collegato. Per esempio, se premete il pedale
del sustain, si attiverà l'opzione "Solo" e nel primo menu a tendina comparirà il controller "64". 1. p
rima di registrare, esercitatevi adeguatamente in modo da eseguire il brano in modo esatto e regola-
Anche con questa modalità si possono individuare fino a un massimo di 4 tipologie di dati specifici; re;
se si azionano più di 4 controlli, verrà automaticamente selezionata l'opzione "Tutti".
2. se il brano prevede passaggi di media o elevata difficoltà, rallentate il tempo metronomico o registrate
oo Come riportato dalla breve nota in calce alla finestra (G), per poter ascoltare i dati continui regi- una mano alla volta;
strati tramite lo strumento HyperScribe dovrete precedentemente impostare la funzione di Human
3. se non siete abituati a suonare con il metronomo, utilizzate preferibilmente la modalità di registrazio-
Playback sull'opzione "Nessuno" (cfr. Lezione n. 29).
ne con il Tap e battetevi il tempo con il piede sul pedale del sustain.
Al termine della registrazione, potete fare clic in un qualsiasi punto esterno ai pentagrammi: poiché tutte le op-
Giunti a questo punto, siete in possesso di tutte le informazioni necessarie per la realizzazione di una soddisfa- zioni preliminari sono state impostate nel modo più conveniente (in relazione alla natura del brano prescelto),
cente trascrizione in tempo reale con lo strumento HyperScribe. È dunque il momento di fare un esercizio prati- se l'esecuzione sarà stata effettuata in modo corretto, la trascrizione che otterrete sarà praticamente perfetta.
co, trascrivendo come premesso l'incipit della Sonatina in Do maggiore op. 36 n. 1 di Muzio Clementi.
Per concludere, ribadiamo ancora una volta un concetto fondamentale: benché lo strumento HyperScribe sia
Rivediamo dunque in breve tutte le impostazioni da effettuare prima di dare il via alla registrazione (ricordate di
decisamente affascinante, non sempre esso costituirà la scelta migliore; tutto dipende, infatti, dalla natura del
confermare ogni passaggio con il pulsante OK):
materiale che si deve trascrivere, ragion per cui è davvero imprescindibile conoscere a fondo tutti i metodi per
1. nella finestra Playback e/o Click (cfr. fig. 13.4) verificate che il tempo metronomico sia impostato a l'inserimento offerti da Finale, utilizzandoli se necessario anche in modo combinato e decidendo sempre in
"130 bpm", che la pulsazione di riferimento sia la semiminima (pari a "1024 EDUs") e che il segnale inizia- modo consapevole e competente.
le per registrare sia il Pedale Standard Sustain;

4. L'aftertouch è un controllo di carattere espressivo, presente in molti sintetizzatori e tastiere elettroniche, che viene azionato eserci-
tando una pressione aggiuntiva su un tasto già abbassato; è molto utilizzato per la simulazione di effetti tipici degli strumenti acustici,
come il vibrato degli archi o lo sforzato degli ottoni.

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Parte quarta
Operazioni ausiliarie sugli eventi
musicali e sulle misure

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166 | Operazioni ausiliarie sugli eventi musicali e sulle misure

(con il consueto percorso File > Nuovo > Documento predefinito) per procedere all’analisi delle suddette carat-
teristiche.
Ora scrivete alcuni semplici gruppi di note, copiandoli dall’esempio sottostante (fig. 14.2); potete naturalmente

Lezione 14 utilizzare il metodo di inserimento preferito, anche in base all’eventuale disponibilità di un dispositivo MIDI
esterno.

Lo strumento Gruppi irregolari

Fig. 14.2 - Esempi di gruppi irregolari da utilizzare per l'esercitazione


Nelle prime tre parti del volume sono state analizzate tutte le procedure per impostare l’impianto tipografico
di una nuova partitura e per inserire gli eventi musicali, utilizzando a tal fine i tre fondamentali metodi offerti da Prima di procedere, è opportuno fare alcune brevi considerazioni sulla natura dei gruppi inseriti:
Finale (Inserimento semplice, Inserimento rapido o trascrizione in tempo reale con lo strumento HyperScribe).
• la terzina e la settimina, come si nota, sono contrassegnate unicamente dal numero in corsivo che
Ciò premesso, è ora necessario esaminare le numerose operazioni accessorie che di norma si effettuano nella
esprime la quantità di note costituenti il gruppo; invece la quintina, oltre al numero in corsivo, è identi-
fase successiva del percorso operativo, allo scopo di fornire all’esecutore le principali indicazioni tecniche ed
ficata anche da una parentesi quadra che racchiude le cinque note che la costituiscono.
espressive tramite varie tipologie di elementi grafici: i gruppi irregolari, la numerazione e l’aspetto delle battute,
Questa differenza è dovuta al fatto che Finale, come sempre, rispetta per impostazione predefinita le
i segni di ripetizione, di espressione, di articolazione e le cosiddette forme intelligenti.
regole della tradizione editoriale musicale: esse prevedono che - qualora le note di un gruppo irrego-
A ciascuna di queste categorie sarà dedicata una lezione specifica, e inizieremo occupandoci dello strumento
lare siano già collegate fra loro da una o più barre di raggruppamento (e quindi in pratica siano crome
che definisce tutte le caratteristiche funzionali e grafiche dei gruppi irregolari.
o valori più piccoli) - non sia necessario unirle ulteriormente per mezzo di un segno grafico (come una
Come per i casi precedenti, anche lo strumento Gruppi irregolari si può attivare in due modi: parentesi quadra, una linea curva o altro elemento simile), a meno che tale segno non sia volutamente
posizionato dalla parte della testa delle note, cosa che accade piuttosto raramente, soprattutto per
1. selezionandolo dalla tavolozza degli strumenti principali, in cui è rappresentato dal simbolo di una meri motivi di spazio.
terzina (fig. 14.1 A); Viceversa, se le note del gruppo hanno un valore pari o superiore alla semiminima, non essendovi in
2. oppure aprendo il menu Strumenti e scegliendo la voce corrispondente, in questo caso l’ultima in bas- tali casi alcun segno di raggruppamento, dovrà sempre essere aggiunta una parentesi o altro simbolo
so (fig. 14.1 B). analogo per aiutare l’esecutore a identificare più facilmente l'insieme delle note che formano il gruppo
stesso.
Partendo da queste semplici regole, ecco il motivo per cui la parentesi quadra compare solo nella
­quintina della seconda battuta; ricordate bene questa prassi, poiché - come si vedrà fra poco - Finale
consente all’occorrenza di non “rispettare le regole” e di visualizzare o meno questi segni in piena
libertà.

• Sempre in merito agli elementi di raggruppamento, osservate ancora l’unica linea di unione presente
nell'esempio (quella, appunto, della quintina), e considerate che per questo oggetto sarà possibile
variare tutti i principali parametri, ossia il suo aspetto generale (scegliendo fra una forma angolata o
una linea curva), il suo posizionamento (al di sopra o al di sotto) rispetto alle note del gruppo, l’am-
montare della sua angolazione, la lunghezza e la direzione degli uncini alle estremità, la sua estensione
­orizzontale, la sua eventuale sovrapponibilità con le linee del pentagramma, e infine il suo ipotetico
spostamento rispetto alle note ivi racchiuse.

Ciò premesso, attivate lo strumento Gruppi irregolari, quindi portatevi con il mouse sulla terzina di mis. 1 e fate
un clic singolo sulla prima nota del gruppo; dovete essere estremamente precisi in questa operazione, quindi
puntate con cura sulla testa della nota e non fate doppio clic, altrimenti Finale interpreterà il comando come la
creazione di un nuovo gruppo irregolare nidificato nel precedente e aprirà la finestra di opzioni ad esso relativa.
Se avete agito correttamente, non dovrà apparire alcuna finestra, ma accanto al numero identificativo del grup-
po dovrà essere visualizzata solamente una maniglia quadrata.

Fate ora doppio clic sulla suddetta maniglia, ed entrerete così nella finestra corretta (Impostazione del gruppo
irregolare), grazie alla quale potrete intervenire su tutti gli elementi grafici della figura in questione (fig. 14.3).
Fig. 14.1 - Le due modalità per l'attivazione dello strumento Gruppi irregolari
• Il primo elemento definibile nella parte superiore (A) è la quantità di note che costituiscono il gruppo,
Notate che lo strumento Gruppi irregolari, a differenza di altre risorse, non dispone di un proprio menu specia- unitamente al valore delle note stesse e al rapporto con la quantità regolare di eventi a cui il gruppo
le, poiché tutte le sue opzioni sono contenute in alcune finestre di dialogo oppure prevedono l’effettuazione si riferisce; per esempio, nel caso qui analizzato, il programma riconosce la presenza di “3 ottavi nello
di specifici interventi con il mouse direttamente in partitura; aprite dunque un nuovo documento predefinito spazio di 2 ottavi”.

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Lezione 14. Lo strumento Gruppi irregolari | 167 168 | Operazioni ausiliarie sugli eventi musicali e sulle misure

Come si può immaginare, sarà possibile modificare in assoluta libertà questi dati per ottenere qualsiasi Se la casella non è selezionata - come da impostazione predefinita - verranno invece rispettate le
tipologia di gruppo, scegliendo note di qualunque durata. comuni convenzioni editoriali, che individuano sempre la nota superiore dell'accordo come punto
di riferimento.
• Nel riquadro a destra trovano posto gli elementi dedicati alla definizione dell'aspetto globale del
­gruppo:
oo con il primo menu a tendina (G) si possono stabilire cinque diverse modalità di visualizzazione del
numero:
1. Niente (per escludere del tutto la visualizzazione, opzione utile quando nel rigo vi sia una serie
di gruppi irregolari identici; in tali casi, di solito si inserisce il numero solo nelle prime due o tre
figure e poi lo si omette, aggiungendo eventualmente la dicitura "simile");
2. Numero (per mostrare il numero classico);
3. X : Y (per evidenziare il rapporto fra la quantità irregolare e quella regolare degli eventi del
gruppo: per esempio, in una terzina, verrà indicato "3 : 2");
4. X : Yq (per ottenere un risultato analogo al precedente, aggiungendo inoltre il valore effettivo
di riferimento degli eventi: in una terzina di crome verrà indicato "3 : 2 4");
5. Xq : Yq (offre un'ulteriore specificazione dei valori, applicata a entrambi i termini del rapporto,
utile in caso di gruppi non convenzionali o soggetti a interpretazione ambigua: per esempio,
nel caso di una settimina di crome nello spazio di 4 semiminime si otterrà "7 4 : 4 5 ").
• Prima di proseguire con la descrizione della finestra, uscite momentaneamente cliccando su Annulla
e portatevi alla quintina della seconda battuta; fate quindi un clic singolo sulla prima nota del gruppo
(Mi), e noterete che oltre alla maniglia quadrata sono comparse cinque maniglie romboidali lungo la
parentesi: come si può intuire, esse consentiranno la modifica manuale dell'oggetto, intervenendo su
tutti i suoi parametri principali.
Fig. 14.3 - La finestra Impostazione del gruppo irregolare
oo Per cominciare, tenendo premuto il tasto sinistro del mouse sulla maniglia quadrata, trascinate
a piacere: così facendo, sposterete tutto il gruppo nel suo insieme; notate però che è possibile
• La sezione successiva della finestra è dedicata invece al posizionamento degli elementi di raggruppa-
muovere la figura solo verticalmente e non orizzontalmente, a meno che non abbiate selezionato
mento:
l'opzione analizzata poc'anzi (cfr. fig. 14.3 E).
oo in primo luogo qui trovate un menu a tendina (B) composto da cinque opzioni, con le quali potete
oo Agendo invece sulla maniglia romboidale al centro, sposterete il numero identificativo del gruppo,
determinare la collocazione effettiva della figura grafica (composta dal numero e dall’eventuale
lasciando inalterata la posizione della parentesi.
parentesi): essa potrà essere situata sopra o sotto le note, dalla parte dei gambi o dalla parte delle
teste, oppure posizionata manualmente caso per caso; oo Con la seconda maniglia romboidale da sinistra, effettuerete esattamente l'operazione opposta,
ovvero sposterete la parentesi lasciando al suo posto il numero.
oo il sottostante checkbox (C) consente di creare delle figure intelligenti (dette “gruppi in stile
­incisore”), ossia forme grafiche che si adattano automaticamente alle eventuali variazioni della li- oo Con la quarta maniglia, poi, potrete variare l'angolazione della linea, operazione utile nel caso si
nea melodica; per esempio, se doveste effettuare un trasporto in seguito a un cambio di tonalità, le desideri assecondare con maggiore precisione la direzione melodica delle note appartenenti al
gruppo.
figure suddette adegueranno la propria posizione alla nuova altezza delle note nel pentagramma.
oo Infine, le maniglie romboidali poste alle estremità della linea consentono di allungare o accorciare
oo Il terzo pulsante (D), invece, impone a Finale di non sovrapporre mai la figura grafica alle linee del
gli uncini laterali; se gli uncini sono accoppiati, come da impostazione predefinita, sarà del tutto
rigo, indipendentemente dall’altezza delle note. Evidentemente tale opzione, come la preceden-
indifferente agire sulla maniglia sinistra o su quella destra. Notate che, all'occorrenza, la direzione
te, dovrebbe essere sempre selezionata per rispettare le convenzioni grafiche più comuni, infatti
degli uncini può anche essere rovesciata.
entrambi i pulsanti risultano già prescelti per impostazione predefinita: si consiglia quindi di non
modificarne lo stato, a meno che non sussistano giustificati motivi. • Come avete visto, quindi, è possibile intervenire sull'aspetto della linea di raggruppamento in modo
veramente dettagliato; in ogni caso, qualora desideriate ripristinare l'aspetto iniziale del suddetto ele-
oo Il penultimo checkbox (E) si occupa di consentire o meno il trascinamento orizzontale degli ele-
mento, dovrete semplicemente fare clic col tasto destro sulla maniglia principale quadrata, e nel menu
menti di raggruppamento rispetto alle note: in pratica, selezionando il pulsante potrete spostare la
contestuale selezionare la voce Riazzera.
figura anche verso destra o verso sinistra, e non solo verso l’alto o verso il basso. Contrariamente
ai casi precedenti, questa pratica non è molto comune, anzi il suo utilizzo è sconsigliabile, al fine di • Ritornate ora all'interno della finestra Impostazione del gruppo irregolare (cfr. fig. 14.3), cliccando due
non compromettere la leggibilità del gruppo in questione. volte sulla maniglia quadrata, e proseguite ad analizzare gli elementi in essa contenuti.
oo Infine, con il pulsante Usa la nota inferiore (F) si ordina a Finale - nel caso in cui il primo elemento oo Il menù a tendina Forma (H) permette di definire la tipologia di linea che sarà utilizzata per rag-
del gruppo irregolare non sia una nota singola ma un accordo - di contemplare la nota più grave gruppare le note; nel caso in questione, il termine Parentesi indica appunto la linea squadra-
dell’accordo stesso come riferimento per la collocazione della figura grafica di raggruppamento. ta, ma potete scegliere anche un'eventuale linea curva (Legatura), oppure di non visualizzare

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Lezione 14. Lo strumento Gruppi irregolari | 169 170 | Operazioni ausiliarie sugli eventi musicali e sulle misure

alcunché (Niente). Come in altri casi, non vi sono regole precise poiché tali scelte sono dettate a non sovrapporsi al pentagramma: perciò, anche scrivendo il valore "0" (zero) in entrambe le ca-
unicamente dal gusto personale o da precise indicazioni di una casa editrice o di qualsiasi altro selle, Finale aggiungerebbe comunque un po' di spazio artificiale proprio per rispettare la predetta
committente del proprio lavoro. condizione.
oo Con i quattro controlli successivi (una casella checkbox e tre pulsanti di opzione) potete stabilire oo La casella successiva (Centra il numero sulla base delle durate, N) fa sì che il numero identificativo
cosa accadrà a seconda che abbiate optato per la visualizzazione di una parentesi quadra o di una del gruppo irregolare non sia posizionato in modo equidistante tra la prima e l'ultima nota del
linea curva: gruppo, ma venga centrato in base alle durate presenti nel gruppo stesso (fig. 14.5).
1. nello specifico, il checkbox (I) determina se la forma prescelta dovrà o meno interrompersi in
corrispondenza del numero identificativo; vi sono infatti pubblicazioni in cui il numero viene
posto al di sopra o al di sotto di una linea continua (fig. 14.4), per cui anche in questo caso sce-
glierete di volta in volta come intervenire.

Fig. 14.5 - Numero del gruppo posizionato in base ai valori

oo La casella Ignora offset orizzontale del numero (O), invece, entra in gioco qualora nelle Opzioni del
Fig. 14.4 - Numero del gruppo all'interno della linea di raggruppamento
documento si sia impostato un valore aggiuntivo orizzontale per il numero del gruppo: selezionan-
2. I tre pulsanti di opzione, invece, stabiliscono la condizione necessaria affinché la linea stessa dola, tale valore verrà ignorato, limitatamente però al gruppo su cui si sta intervenendo.
appaia o meno, anche in base alla scelta effettuata nel menu a tendina Posizionamento (B). Questa impostazione, comunque, così come la precedente, si usa in rarissime occasioni, ragion per
Il primo pulsante, denominato Usa sempre la forma specificata (J), stabilisce che la forma pre- cui è bene mantenerle entrambe deselezionate.
scelta per il raggruppamento - sia essa una parentesi quadra o una linea curva - venga visualiz-
oo Con i successivi campi Forma (P) si imposta la posizione della sola linea di raggruppamento even-
zata sempre e comunque, anche quando le note abbiano un valore pari o inferiore all'ottavo e
tualmente visualizzata, sia essa una parentesi quadra o una linea curva. Modificando questi valori,
indipendentemente dal posizionamento prescelto.
verrà dunque spostato tutto il gruppo tranne il numero identificativo.
3. Il secondo pulsante (K) esclude del tutto le note che siano già raggruppate, e applica la paren- Anche in questo caso sarà possibile immettere un valore per la distanza orizzontale e uno per quel-
tesi quadra o la linea curva unicamente in caso di note pari o superiori alla semiminima (quindi la verticale: ciò corrisponde all'intervento manuale sulla seconda maniglia romboidale da sinistra.
non raggruppate), a prescindere dalla posizione prescelta nel menu a tendina B.
oo A integrazione dei due campi appena analizzati, vi sono ora tre checkbox:
4. Il terzo pulsante (L) costituisce una variabile del precedente, e fa sì che la linea venga visualiz-
zata solo se essa si trova dalla parte della testa delle note. Questo è il caso che più si avvicina agli 1. Sempre orizzontale (Q), che annulla di fatto l'angolazione automatica impressa da Finale alla
standard dell'editoria internazionale, e per tale ragione l'opzione è già selezionata per default. forma grafica per assecondare la direzione melodica delle note; l'impostazione azzera anche
l'eventuale angolazione aggiuntiva inserita nella casella a destra (Aggiustamento manuale
oo Tutte queste regolazioni, per quanto possano sembrare fin troppo minuziose, dovrebbero invece ­angolazione, X).
essere ben conosciute e applicate sistematicamente, non solo per assecondare le eventuali diretti-
ve di un editore o di un committente, ma anche e soprattutto perché spesso lo spazio a disposizio- 2. Parentesi sull'intera durata (R), che fa coincidere la lunghezza della linea di raggruppamento
ne è limitato, specialmente quando si scrivono partiture molto dense; di conseguenza vi capiterà con lo spazio "reale" occupato dal valore complessivo del gruppo. La fig. 14.6 illustra l'effetto
frequentemente di dover spostare o nascondere determinati elementi per evitare antiestetiche di questo comando rispetto alla soluzione normalmente applicata.
sovrapposizioni del materiale inserito.
• Venendo alla sezione inferiore della finestra, qui trovate una nutrita serie di caselle e pulsanti, il cui sco-
po è quello di applicare all'aspetto del gruppo irregolare le stesse modifiche che si possono effettuare
agendo con il mouse sulle maniglie romboidali.
Come in altri casi analoghi, il vantaggio nell'utilizzo di questi elementi rispetto all'uso del mouse con-
siste principalmente nell'ottenimento di una maggior precisione, poiché - come noto - il mouse da
Fig. 14.6 - Adeguamento della linea di raggruppamento
questo punto di vista è uno strumento molto limitato. Usando questi controlli, inoltre, sarà possibile
allo spazio "effettivo" occupato dal gruppo irregolare
rendere predefiniti i valori impostati, così che essi vengano applicati sistematicamente a tutti i gruppi
irregolari di una partitura.
Procediamo perciò con la descrizione, premettendo che tutti i valori dovrebbero essere preferibilmen- 3. Uncini simmetrici (S), che semplicemente accoppia gli uncini laterali della graffa quadrata, in
te visualizzati in EVPUs. Se necessario, rileggete la trattazione dedicata alle unità di misura (cfr. Lezione modo che agendo col mouse su una qualsiasi delle due maniglie romboidali esterne, gli uncini
n. 3) per conoscere i vantaggi derivati dalla scelta di questa specifica unità. si allungheranno o si accorceranno contemporaneamente, come descritto in precedenza.
Poiché di norma gli uncini dovrebbero avere sempre la stessa dimensione, si raccomanda di
oo Le prime due caselle (M) impostano la posizione del gruppo nel suo insieme, utilizzando un valore mantenere sempre attivo questo checkbox, a meno che non vi siano validi motivi per differen-
per la distanza orizzontale e uno per quella verticale; in pratica, è ciò che si ottiene trascinando ziare le lunghezze in questione.
manualmente la maniglia principale (quadrata) del gruppo.
Tenete presente, però, che il risultato di queste regolazioni è comunque influenzato dall'eventuale • Passando al lato destro, vi sono cinque ultime caselle, grazie alle quali si possono rispettivamente
selezione della summenzionata casella Evita il rigo (D), che obbliga gli elementi grafici del gruppo definire:

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Lezione 14. Lo strumento Gruppi irregolari | 171 172 | Operazioni ausiliarie sugli eventi musicali e sulle misure

oo la lunghezza dell'uncino sinistro (T); oo il posizionamento della linea rispetto alle note, nelle sue cinque differenti opzioni; ricordate ancora
una volta che la scelta da voi effettuata determinerà la comparsa o meno della linea di raggruppa-
oo la lunghezza dell'uncino destro (U) ; 1
mento, in base alle regole della tradizione editoriale;
oo l'eventuale estensione della linea di raggruppamento verso sinistra (V);
oo l'eventuale angolazione della linea (il comando Sempre orizzontale impedisce alla legatura o alla
oo l'eventuale estensione della linea di raggruppamento verso destra (W); parentesi quadra di assecondare la direzione melodica delle note);
oo l'eventuale valore aggiuntivo all'angolazione che Finale applica alla linea per assecondare la dire- oo la collocazione della figura rispetto al pentagramma (il comando Evita il rigo impedisce agli elementi
zione melodica delle note (X). Se in questa casella si inserisce un valore diverso da "0" (zero), ciò grafici di toccare il pentagramma, indipendentemente dall'altezza delle note inserite);
equivale allo spostamento manuale della penultima maniglia romboidale presente sulla graffa.
oo l'estensione della linea di raggruppamento (conformemente al mero spazio "grafico" occupato dal-
• Per concludere l'analisi di questa complessa finestra, che consente - come si è visto - di modificare e le note oppure all'intera durata da esse espressa);
migliorare in molti modi l'aspetto degli elementi grafici che definiscono i gruppi irregolari, notate che oo la centratura del numero identificativo (che anche in questo caso potrà riferirsi al solo spazio "gra-
all'estremità inferiore, oltre ai consueti pulsanti OK e Annulla, ve ne sono altri due, la cui funzione è fico" occupato dal gruppo irregolare oppure al suo valore complessivo);
molto importante:
oo la direzione attuale della figura, che può essere istantaneamente rovesciata;
oo cliccando su Imposta predefinito (Y), tutte le regolazioni qui effettuate diventeranno d'ora in poi
oo l'eventuale variazione dei parametri di default, che possono essere integralmente riportati alla con-
le impostazioni di default dello strumento. Ciò significa che ogni nuovo gruppo irregolare creato
dizione iniziale (comando molto utile per fare tabula rasa di ogni modifica apportata);
da qui in avanti sarà caratterizzato da tutti questi valori (non vi saranno perciò modifiche ai gruppi
eventualmente creati in precedenza). oo la visualizzazione effettiva degli elementi grafici del gruppo (ossia il numero e l'eventuale linea di rag-
Ricordate, comunque, che ciò vale solo per il documento su cui state intervenendo; se infatti ini- gruppamento); si noti che togliendo la selezione alla voce Mostra, l'intera figura apparirà in grigio:
zierete un nuovo lavoro, esso all'avvio presenterà i parametri salvati all'interno del documento ciò significa che essa, pur se effettivamente presente in partitura, non comparirà nella stampa del
predefinito. documento o nella sua conversione in PDF e negli altri formati previsti da Finale (cfr. Lezione n. 23).

oo L'altro pulsante, Azzera (Z), come si può intuire non farà altro che "resettare" completamente • Nell'ultima parte del menu contestuale vi sono due voci dalla dicitura simile, che appaiono disattivate
tutte le modifiche apportate ai pulsanti e alle caselle della finestra, ripristinando i parametri salvati se nel documento non sono previste - ed eventualmente già predisposte - le parti staccate. Questi
come impostazione predefinita. comandi hanno semplicemente la funzione di collegare o scollegare - solo dal punto di vista grafico,
naturalmente - il gruppo irregolare fra la partitura e le parti.
Lo strumento Gruppi irregolari, come si è visto, utilizza l'articolata finestra sopra descritta per l'effettuazione Per capire il senso di questa operazione, si deve considerare che nelle versioni più recenti di Finale è
di numerosi interventi relativi all'aspetto grafico dei gruppi stessi. Se desiderate accedere in modo più rapido stata introdotta la possibilità di far sì che la maggior parte degli oggetti grafici (espressioni, articolazio-
a tali operazioni (o quanto meno alle più comuni), potete cliccare con il tasto destro del mouse sulla maniglia ni, forme intelligenti e molto altro, fra cui anche i gruppi irregolari) possano essere gestiti congiunta-
quadrata di un gruppo 2. mente o separatamente nel rapporto fra partitura e parti staccate.
Si raccomanda di prestare attenzione, poiché in alcuni casi la maniglia potrebbe non essere facilmente indivi- In altre parole, se un oggetto è "collegato", la modifica del suo aspetto o della sua posizione in partitu-
duabile, in quanto nascosta parzialmente dalle barre di raggruppamento della figura o da altri elementi grafici ra si rifletterà tale e quale anche nelle parti; ma se quello stesso oggetto viene modificato direttamen-
(legature di frase, segni di articolazione, ecc.). te nella parte staccata, il collegamento viene - per così dire - spezzato, e non si rifletterà nella partitura,
poiché quest'ultima rimane sempre il riferimento principale.
Utilizzate pure, per la seguente spiegazione, un qualsiasi gruppo irregolare presente nel vostro documento; il Ecco dunque il senso di queste due voci del menu, che servono per l'appunto a "scollegare" o "ri-
clic col tasto destro, come in altri casi analoghi, farà aprire un menu contestuale: collegare" due istanze di uno stesso oggetto, cioè quella in partitura e quella nelle parti staccate di
• la prima voce in elenco conduce nuovamente alla finestra di Impostazione del gruppo irregolare, of- riferimento.
frendo di fatto un'alternativa (per la verità un po' macchinosa) al più intuitivo doppio clic sulla maniglia • In ultima posizione, il comando Elimina cancella completamente il gruppo irregolare.
quadrata; Si presti attenzione, poiché la selezione di questo comando ha una conseguenza diretta anche sulle
• le opzioni successive, invece, permettono di modificare velocemente i seguenti elementi: durate degli eventi: se ad esempio si rimuove lo status di gruppo irregolare da una terzina di crome, le
tre note torneranno ad occupare il loro valore effettivo di 3/8 e non più quello di un quarto.
oo il tipo di linea di raggruppamento, nelle tre possibilità previste (nessuna linea, legatura curva o pa-
rentesi quadra);
Per concludere la presente lezione, va ricordato che anche nel caso dei gruppi irregolari si possono utilizzare
con profitto alcuni specifici Metatool.
1. Evidentemente, se gli uncini risultano accoppiati con il comando Uncini simmetrici, sarà del tutto inutile inserire valori diversi in queste Evidentemente, se la vostra partitura non presenta alcun gruppo irregolare, o ne contiene un numero molto
due caselle, poiché essi verranno comunque uniformati. Si tenga altresì presente che il valore applicato alla "coppia" è sempre quello
scritto nella casella dell'uncino sinistro. limitato, non ha molto senso definire delle scorciatoie; tale operazione, invece, diventa utilissima nelle partiture
in cui i gruppi irregolari siano numerosi e di tipologie diverse.
2. Ricordate che per far comparire la maniglia quadrata dovete cliccare una sola volta con il tasto sinistro sulla prima nota del gruppo. Se
per errore fate doppio clic, oppure cliccate su una nota successiva alla prima, Finale penserà che vogliate creare un nuovo gruppo nidi- Ora, partendo dalla considerazione che Finale - a differenza dei casi precedentemente analizzati - non prevede
ficato nel precedente. Metatool predefiniti per questo strumento, si dovranno creare ex novo tutti quelli necessari.
Il segnale inequivocabile di un errore di questo tipo è la comparsa di una nuova finestra di Impostazione del gruppo irregolare, mentre se
agite correttamente dovrà comparire solo ed esclusivamente la maniglia quadrata, eventualmente corredata dalle maniglie romboidali Prima di procedere, selezionate uno strumento a scelta per l'immissione delle note, per esempio l'Inserimento
qualora il gruppo presenti una linea di unione. rapido, e copiate su tre battute libere la serie di crome sottostante (fig. 14.7).

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Lezione 14. Lo strumento Gruppi irregolari | 173 174 | Operazioni ausiliarie sugli eventi musicali e sulle misure

Fig. 14.7 - Esempio da copiare per il test dei Metatool

Ora riprendete lo strumento Gruppi irregolari, e ipotizzate di voler creare alcuni Metatool facili da ricordare,
come ad esempio:
• il numero "3" per la terzina;
• il numero "5" per la quintina;
• il numero "7" per la settimina.
Eseguite le consuete operazioni per la creazione dei Metatool, quindi nel primo caso premete la combinazione
SHIFT+3 (sia in Windows che in MacOS). Comparirà la finestra Impostazione del gruppo irregolare, nella quale
inserirete le seguenti informazioni:
• nell'area iniziale (cfr. fig. 14.3 A) scrivete "3 ottavi nello spazio di 2 ottavi";
• nella sezione Aspetto, scegliete dal menu a tendina Numero (cfr. fig. 14.3 G) la voce Numero e dal menu
a tendina ­Forma (cfr. fig. 14.3 H) la voce Parentesi (entrambe le opzioni dovrebbero essere già selezio-
nate per default);
• selezionate il pulsante di opzione Usa sempre la forma specificata (cfr. fig. 14.3 J), per essere sicuri che
la parentesi compaia sempre, a prescindere dalla posizione delle note;
• mantenete tutto il resto inalterato e cliccate su OK.
Ora create il Metatool per la quintina, quindi premete la combinazione SHIFT+5 (sia in Windows che in MacOS):
nella finestra di lavoro ripetete tutti gli stessi passaggi, impostando come unica differenza "5 ottavi nello spazio
di 4 ottavi" (cfr. fig. 14.3 A).
Per finire, preparate il Metatool per la settimina, quindi premete la combinazione SHIFT+7 (sia in Windows che in
MacOS): nella finestra ripetete tutti gli stessi passaggi, impostando come unica differenza "7 ottavi nello spazio
di 4 ottavi" (cfr. fig. 14.3 A).
È tutto; per verificare immediatamente l'effetto del vostro lavoro, agite in questo modo:
• tenete premuto il tasto "3" e fate clic sulla prima nota della prima battuta, creando così al volo una
terzina;
• poi tenete premuto il tasto "5" e fate clic sulla prima nota della seconda battuta, per ottenere una
quintina;
• infine tenete premuto il tasto "7" e fate clic sulla prima nota della terza battuta, ottenendo una
­settimina.

Come potete immaginare, il pieno e graduale possesso di questa tecnica garantirà un deciso salto di qualità al
vostro flusso produttivo, soprattutto per quanto riguarda il risparmio di tempo.
Nella prossima lezione ci occuperemo dello strumento Misure, e vedremo come gestire in piena sicurezza le
caratteristiche tecniche delle battute, assicurando la massima professionalità al look dei vostri documenti.

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176 | Operazioni ausiliarie sugli eventi musicali e sulle misure

Se invece avete la necessità di inserire nuove battute all'interno del documento, l'operazione comporterà due
fasi distinte: in primo luogo dovrete comunicare a Finale il punto esatto di inserimento, e solo allora potrete ef-
fettuare l'aggiunta vera e propria.

Lezione 15 Prima di esaminare la procedura nel dettaglio, è necessario introdurre un principio molto importante, che nella
logica di Finale sta alla base della manipolazione delle battute, ossia il concetto di blocco di misure verticale (in
inglese "stack").
La gestione delle battute Con questo termine, si intende la selezione di una o più battute complete (quindi non sono contemplate le sele-
zioni parziali) in tutti i righi di un'accollatura; per ottenere uno stack è necessario attivare lo strumento Selezione
e lo strumento Misure e fare doppio clic su una qualsiasi delle battute interessate.

Ovviamente, se la partitura contiene un solo rigo (come nel "Documento di esempio n. 9"), la selezione di una
battuta completa sarà sempre interpretata come uno stack; ciò si intuisce anche osservando l'area evidenziata,
che non si limita allo spazio effettivo del pentagramma, ma comprende un po' di spazio anche sopra e sotto il
Lo strumento Misure è un componente di Finale che si potrebbe definire "trasversale", in quanto lo si utilizza rigo stesso. Nella sottostante fig. 15.2 potete osservare alcuni tipici esempi di stack in accollature di varia am-
sia durante la preparazione del layout, sia in fase di immissione degli eventi musicali e di revisione del materiale piezza.
inserito.
Pur essendo rimasto sostanzialmente invariato fin dalle prime versioni del programma, lo strumento è stato
tuttavia rimodulato più volte, poiché alcune delle sue funzioni principali sono state nel tempo trasferite ad altri
strumenti, o meglio ad altri menu; in particolare, alcune fra le operazioni più tipiche - come l'aggiunta, l'inseri-
mento e la cancellazione delle misure, la creazione delle battute d'aspetto e altro ancora - si effettuano ora di-
rettamente dal menu Modifica. Sono invece rimaste di esclusiva pertinenza dello strumento altre funzioni, quali
la determinazione degli attributi delle misure e la loro numerazione in partitura.

In questa lezione si vedrà dunque come agire per ottenere la completa gestione di tutti questi aspetti, e si
apprenderanno le tecniche per effettuare altre importantissime operazioni quali la spaziatura omogenea della
musica, la divisione delle battute su più righi, la determinazione della quantità di misure per ogni rigo, lo sposta-
mento delle battute da un rigo all'altro, la predisposizione di una misura iniziale in levare e la creazione di una
cadenza solistica.

Procedendo con ordine, aprite dalla cartella "Documenti di esempio ed esercitazioni" allegata al manuale il file
intitolato "Documento di esempio 09.musx"1.
Nella pagina qui predisposta, potete notare un'impostazione molto semplice costituita da 16 battute, disposte
su 4 linee diverse in numero di 4 per ciascun rigo. Fig. 15.2 - Blocco di misure verticale (stack) su sistemi di 1, 2 e 4 righi

Ora, prima di accedere allo strumento Misure vero e proprio, è bene apprendere come si eseguono alcune Chiarito questo concetto, potete ora inserire le nuove battute.
operazioni di base come l'aggiunta, l'inserimento e la cancellazione delle battute. Queste funzioni, come detto Per visualizzare meglio gli effetti dell'operazione, riferitevi alle note già presenti in partitura; ipotizzando infatti
in precedenza, appartenevano un tempo allo strumento Misure, ma oggi si effettuano direttamente dal menu di voler creare due nuove battute vuote esattamente fra le mis. 6 e 7, agite in questo modo:
Modifica.
1. selezionate uno stack nella battuta successiva al punto individuato per l'inserimento (quindi fate doppio
Aprite dunque il suddetto menu e selezionate - nella parte bassa - la voce Aggiungere misure; in modo molto
clic a battuta 7);
semplice, una piccola finestra (fig. 15.1) chiede quante battute si desiderano aggiungere al brano. Scrivete, per
esempio, il numero "3", quindi confermate e otterrete l'effettiva comparsa di 3 nuove misure: notate che con 2. aprite il menu Modifica, e nella parte bassa scegliete la voce Inserimento blocco misure verticale;
questa operazione le battute vengono sempre aggiunte in coda al documento. 3. la selezione origina una piccola finestra (fig. 15.3), del tutto simile a quella incontrata poc'anzi; in que-
sto caso scrivete il numero "2" e confermate con OK.
Come testimonia lo slittamento le note, le due nuove misure sono state create esattamente prima del
punto indicato.

Fig. 15.1 - La finestra Aggiungere battute

1. Se state utilizzando una versione di Finale precedente alla 2014, importerete il file "Documento di esempio 09.xml" seguendo le istru-
zioni riportate nell'Appendice 1. Fig. 15.3 - La finestra Inserimento misure

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Lezione 15. La gestione delle battute e lo strumento Misure | 177 178 | Operazioni ausiliarie sugli eventi musicali e sulle misure

Oltre all'aggiunta e all'inserimento, un'altra operazione molto comune consiste nella cancellazione delle battute Tornate dunque al documento attualmente aperto, e immaginate di voler trasformare le prime 4 misure in
indesiderate. ­un'unica battuta d'aspetto. La procedura per la sua creazione è molto semplice:
Anche in questo caso, Finale utilizza il concetto di stack; supponendo, ad esempio, di voler eliminare le due mi-
sure appena inserite, eseguite questi semplici passaggi: 1. selezionate le misure in questione (tracciandovi attorno un rettangolo con il mouse, o in alternativa
cliccando sulla prima e sulla quarta mentre tenete abbassato il tasto SHIFT);
1. fate doppio clic sulla battuta 7, quindi tenete abbassato il tasto maiuscole (SHIFT) e fate un clic singolo
sulla misura seguente12; 2. ora aprite il menu Modifica e posizionate il cursore sulla voce Battute d'aspetto; si aprirà un sottomenu
2. ora aprite nuovamente il menu Modifica e questa volta scegliete la voce Elimina blocco misure verticale. dal quale sceglierete l'opzione Crea.
Notate che per questa operazione esiste anche una scorciatoia da tastiera, che sarà molto semplice- Come vedete, viene generata istantaneamente una battuta d'aspetto in luogo delle 4 misure originali; i simboli
mente il tasto CANCEL in Windows o il tasto BACKSPACE in MacOS.
che la caratterizzano sono conformi a quelli delle pubblicazioni più comuni, ossia un segmento piuttosto spes-
Le tre fondamentali azioni appena descritte (aggiunta, inserimento e cancellazione di battute) si possono com- so con due uncini laterali, identificato dal numero "4" (scritto con il carattere predefinito per la musica, cioè
piere in modo ancora più rapido utilizzando il menu contestuale collegato alle misure stesse. ­Maestro a 24 punti). A breve analizzeremo le tecniche per modificare entrambi gli elementi.
Questo menu compare, come sempre, utilizzando il tasto destro del mouse, sia quando è attivo lo strumento
Misure, sia quando è attivo lo strumento Selezione; cliccando su una battuta qualsiasi, vedrete infatti che le tre Con la stessa semplicità con cui è stata creata, una battuta d'aspetto può anche essere "spezzata", ripristinando
voci in questione si trovano una dopo l'altra poco dopo la metà del menu (fig. 15.4). le misure originali:

1. fate un clic singolo su di essa;

2. ora aprite nuovamente il menu Modifica e posizionate ancora il cursore sulla voce Battute d'aspetto;
nel sottomenu scegliete stavolta l'opzione Interrompi.

Per modificare graficamente una battuta d'aspetto, Finale offre all'utente - come in altre occasioni - ampia liber-
tà d'azione. Vediamo come accedere agli strumenti necessari:

1. annullate l'ultima operazione effettuata (potete aprire il menu Modifica e cliccare sulla prima voce,
oppure - più rapidamente - potete utilizzare la combinazione CTRL+Z in Windows o CMD+Z in MacOS);

2. fate nuovamente clic sulla battuta d'aspetto, indi aprite ancora una volta il menu Modifica e nel
­sottomenu Battute d'aspetto scegliete la voce Modifica.

3. Questa operazione apre una nuova finestra, denominata Misure indicanti le battute d'aspetto, legger-
mente più complessa di quelle incontrate fino a questo momento (fig. 15.5).

Fig. 15.4 - Il menu contestuale collegato alle misure

Un altro intervento che riguarda le misure e che si effettua molto spesso lavorando su partiture d'orchestra (da
cui andranno poi estratte le parti staccate) è la preparazione delle cosiddette battute d'aspetto.
Come noto, le battute d'aspetto sono espressioni simboliche di una pagina musicale che segnalano all'esecu-
tore di attendere per un certo numero di misure prima di riprendere a suonare; normalmente, tali indicazioni si
trovano perlopiù nelle parti degli strumenti d'orchestra, e hanno la precisa funzione di risparmiare spazio, oltre
che facilitare il conteggio delle battute vuote da parte dell'esecutore stesso.
Ora, quando si estraggono le parti, Finale per impostazione predefinita origina automaticamente le battute
­d'aspetto quando rileva almeno due misure vuote consecutive (cfr. lezione n. 31). Se ci si "accontenta" dell'a- Fig. 15.5 - La finestra Misure indicanti le battute d'aspetto
spetto e della modalità di impaginazione di default, non sono necessarie spiegazioni ulteriori; qualora, invece, si
desideri personalizzare questi simboli e le loro caratteristiche grafiche, è necessario conoscere le modalità per • La prima sezione è dedicata alla forma principale della battuta (il segmento): cliccando sul pulsante
la loro creazione e modifica. Seleziona (A), si accede a un elemento già descritto nella trattazione dedicata allo strumento Chiave
(cfr. lezione n. 8), ossia lo Strumento Disegno.
2. In alternativa, potete anche tracciare con il mouse un rettangolo ideale attorno alle due battute, partendo dall'esterno e cercando di Come ricorderete, si tratta di un piccolo editor grafico con il quale è possibile manipolare liberamente
racchiudere con precisione solo l'area che vi interessa. l'aspetto dei vari simboli che si incontrano durante l'utilizzo del programma (fig. 15.6).

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Lezione 15. La gestione delle battute e lo strumento Misure | 179 180 | Operazioni ausiliarie sugli eventi musicali e sulle misure

• In ultima analisi, la sezione Simboli consente di definire il "modo" in cui saranno rappresentate le bat-
tute d'attesa che l'esecutore deve rispettare prima di riprendere a suonare. Per capire meglio questo
aspetto, esaminate la fig. 15.7:

Fig. 15.6 - Lo Strumento Disegno nel contesto della modifica di una battuta d'aspetto

Anche la spessa linea delle battute d'aspetto, pertanto, può essere modificata a piacimento servendosi
dei vari pulsanti presenti in questa finestra (A) e dei menu Modifica e Shape Designer situati sotto la
barra del titolo (B)13.
Se lo desiderate, effettuate alcuni esperimenti in piena libertà, allo scopo di familiarizzare con le nu-
merose possibilità offerte dall'editor, poi cliccate su Annulla per tornare alla schermata precedente.

• Nel caso vogliate utilizzare, in luogo del segmento tradizionale, uno dei simboli preformattati contenu-
ti nella finestra Selezione della forma disegnata (cfr. lezione n. 8), potete indicarne il numero identifica- Fig. 15.7 - Estratto dalla parte dei Timpani della Sinfonia n. 8 in Si minore D. 759 di Franz Schubert
tivo nella casella appositamente predisposta, situata accanto al pulsante Seleziona (fig. 15.5 B). Come
Osservando come si presentano le battute d'aspetto (tutte evidenziate in giallo), noterete che in alcu-
si vede, il segmento standard è contrassegnato dal numero "1".
ni casi vi è il classico segmento "uncinato", ma in altri frangenti (come nell'esempio evidenziato dalla
• Le due caselle successive, come suggerito dalle relative etichette, consentono di variare la posizione lettera A), viene indicato semplicemente un quantitativo di pause corrispondente alla somma delle
del punto d'inizio (C) e del punto conclusivo (D) della forma prescelta. battute vuote.
Ricordate che i valori positivi spostano il punto d'aggancio verso destra, mentre i valori negativi lo In tali occasioni, peraltro, si utilizza anche la pausa della longa, ossia un valore non più in uso nella pra-
spostano verso sinistra. tica comune che corrisponde a 4 semibrevi, cioè a 4 battute vuote.
In verità l'utilizzo di queste opzioni è piuttosto raro, ma esse potranno talvolta rivelarsi utili, per esem- Particolarmente interessante è il caso che si trova a metà dell'ultima riga (B), comprendente 9 battute
pio nel caso in cui la battuta d'aspetto contenga un'indicazione di cortesia relativa a un cambio di d'attesa indicate da due pause di longa e una di semibreve.
­chiave, tempo o tonalità, elementi che potrebbero sovrapporsi alla forma stessa.
• Poiché, dunque, si potrebbe verificare la necessità di utilizzare entrambe le modalità di indicazione (so-
• Nella parte destra, la sezione Opzioni contiene in primo luogo due caselle (E) con cui si può modificare prattutto nella copia "fedele" di un documento preesistente), è indispensabile poter ordinare a Finale
la posizione del numero sovrastante il segmento. in quali casi utilizzare l'uno o l'altro sistema.
In questo caso si dispone di un valore orizzontale, che generalmente deve essere mantenuto a "0" Per rendere operativo questo "duplice" comportamento, fate clic sul checkbox in basso (fig. 15.5 H);
(zero) per garantire la centratura perfetta del numero, e di un valore verticale che regola la distanza nella prima delle due caselle (I) scriverete l'ammontare massimo di battute entro cui verrà applicato il
del numero dal segmento stesso. sistema delle pause individuali, e nella seconda casella (J) imposterete la distanza fra le pause stesse.
In altre parole, mantenendo per esempio l'impostazione corrente (Usa i simboli per le pause con meno
• Il campo seguente (F) permette di stabilire il numero di battute vuote consecutive necessarie affinché
di 9 misure), Finale restituirà le pause individuali se le battute d'aspetto sono da un minimo di 2 a un
Finale crei automaticamente una battuta d'aspetto. Come detto in precedenza, il valore impostato per
massimo di 8, ma dalla nona battuta in poi utilizzerà il segmento riassuntivo tradizionale.
default è pari a "2", ma ovviamente è possibile modificarlo in assoluta libertà.
• A seguire, si può impostare un valore "minimo" di ampiezza per la battuta d'aspetto risultante (G); L'unico elemento delle battute d'aspetto non contemplato dalla finestra testè esaminata è costituito dall'even-
il programma cercherà sempre di rispettare il numero qui indicato, adattandolo tuttavia per eccesso tuale modifica del carattere utilizzato per il numero.
qualora il numero complessivo di battute presenti nell'accollatura lo consenta. Poiché tale elemento non è altro che un glifo appartenente a un font specifico, la sua modifica - come in tutti i
casi analoghi - deve essere effettuata utilizzando le Opzioni del documento. Cliccate quindi su Annulla e richia-
3. Come già detto, nella versione di Finale per MacOS questi due menu non si trovano all'interno dello Strumento Disegno, ma compaiono mate la suddetta finestra con la consueta scorciatoia (ALT+CTRL+A in Windows oppure ALT+CMD+A in MacOS);
temporaneamente nella parte superiore dello schermo, nell'area destinata ai menu principali. ora dall'elenco a sinistra selezionate la voce Font (Caratteri).

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Lezione 15. La gestione delle battute e lo strumento Misure | 181 182 | Operazioni ausiliarie sugli eventi musicali e sulle misure

Nell'area centrale vi sono 4 menu a tendina: in questo caso dovrete espandere il terzo, ossia quello relativo alla
Notazione, e tra le varie voci che lo compongono sceglierete naturalmente "Misura d'aspetto", cliccando infine
sul pulsante Carattere alla sua destra (fig. 15.8).

Fig. 15.9 - La finestra Misura in levare


4. notate che il programma esclude dalle scelte possibili tutti i valori che siano pari o superiori al tempo
generale d'impianto del vostro brano, disattivando i relativi pulsanti. Si tratta di un comportamento più
che legittimo, poiché tali valori non darebbero ovviamente luogo ad alcuna anacrusi;
5. se il valore che dovete inserire non compare fra i pulsanti, potete servirvi della casella EDUs (A), espri-
mendo il valore corrispondente per mezzo di questa speciale unità di misura. Ad esempio, se l'anacrusi
fosse pari a 7/16, in questo campo dovreste scrivere "1792" (per una descrizione dettagliata degli EDUs
cfr. lezione n. 10);
6. il pulsante Azzera (B), invece, vi consente di ripristinare lo stato iniziale della finestra; è utile anche per
eliminare dal brano una battuta in levare eventualmente già presente.
Fig. 15.8 - L'accesso alla sezione delle Misure d'aspetto nelle Opzioni del documento
7. Quando avrete impostato il valore corretto, potrete come sempre uscire dalla finestra confermando
La tipica finestra di impostazione del carattere vi comunica subito qual è il font attualmente in uso per l'ele- con il pulsante OK.
mento in questione, ossia Maestro a 24 punti, in stile Normale; per fare un esempio con un altro carattere molto 
comune e sempre presente in tutti i computer, provate a sostituire Maestro con Times New Roman, mantenendo
inalterati la dimensione e lo stile. Tutte le funzioni fin qui descritte, pur riferendosi alla gestione delle battute, non appartengono propriamente
Confermate ora il tutto cliccando su OK in entrambe le finestre: noterete immediatamente il nuovo carattere allo strumento Misure, in quanto sono collocate in aree diverse del programma.
Per analizzare finalmente il suddetto elemento, portatevi alla tavolozza degli strumenti principali e cliccate
nella battuta d'aspetto, e d'ora in poi tutte le nuove misure di questo tipo eventualmente create avranno questa
sull'icona che rappresenta una battuta con pausa di intero (fig. 15.10 A); in alternativa, potete aprire il menu
impostazione. Strumenti e scegliere la voce corrispondente (fig. 15.10 B).
Per concludere la trattazione relativa a questo argomento, ricordate che anche le battute d'aspetto possono es-
sere gestite attraverso un comodo menu contestuale. Come sempre sarà sufficiente cliccare con il tasto destro
sulle misure interessate, localizzando in terza posizione la voce Battuta d'aspetto e il relativo sottomenu, con cui
si accede rapidamente alle tre opzioni di creazione, interruzione e modifica.

Un'altra situazione estremamente comune nelle partiture musicali di ogni genere consiste nella presenza di una
misura iniziale in levare. Questo particolare avvio del brano (detto anche ritmo anacrusico o più semplicemente
anacrusi) è costituito da una battuta incompleta rispetto al tempo d'impianto, al cui interno si trovano una o più
note, poste generalmente sull'ultimo tempo debole della misura.
Il suo scopo è quello di dare maggiore slancio all'inizio di una composizione, e quasi sempre la misura in levare
viene "compensata" dalla battuta finale del brano, che risulta mancante di una quantità di valori esattamente
pari a quelli contenuti nella battuta d'avvio (per esempio, se in un tempo di 4/4 l'anacrusi è costituita da una
semiminima, la misura conclusiva conterrà solo 3/4).

Per realizzare una battuta iniziale in levare con Finale, dovete eseguire poche semplici operazioni:

1. aprite il menu Documento e scegliete la terzultima voce, Misura in levare;

2. si aprirà una finestra di dialogo, contenente tutti i valori musicali normali e puntati (fig. 15.9);

3. scegliete il valore complessivo che sarà contenuto dalla battuta in levare (per esempio, se il vostro
­brano inizia con due crome scegliete la semiminima); Fig. 15.10 - Le due modalità per l'attivazione dello strumento Misure

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Osservando la partitura, potete notare che l'attivazione dello strumento fa apparire sulla stanghetta di ogni bat- Con questo fondamentale strumento potrete effettuare molte importanti operazioni sull'aspetto e il comporta-
tuta una maniglia quadrata; queste maniglie servono principalmente per modificare la larghezza delle ­battute mento delle battute del vostro brano (ad esempio definire il tipo di stanghetta sinistra o destra, l'ampiezza della
stesse, semplicemente effettuando un trascinamento con il tasto sinistro del mouse; tenete conto che ogni misura, la presenza di un'eventuale spazio aggiuntivo, la modalità di visualizzazione delle chiavi, dell'indicazione
maniglia si riferisce alla battuta che sta alla sua sinistra, quindi se per esempio voleste ridimensionare la battuta di tempo, dell'armatura di chiave - siano esse reali o di cortesia -, la possibilità di suddivisione su più righe, ecc.).
6, dovreste agire sulla stanghetta che separa le misure 6 e 7.
• Procedendo con ordine, osservate la prima casella in alto (A): potete spostarvi di battuta in battuta
L'operazione di trascinamento manuale, per quanto pratica e immediata, ha il grave difetto - come la maggior tramite le due piccole frecce a lato (oppure scrivendo direttamente il numero desiderato); questo vi
parte degli interventi che si effettuano direttamente con il mouse - di essere fortemente imprecisa, ragion per consente di effettuare tutte le operazioni qui contemplate senza dover continuamente uscire e rien-
cui è bene utilizzarla solo in rarissime occasioni, ad esempio quando si devono effettuare piccoli ritocchi che non trare nella finestra. In prima istanza, la casella in questione riporta automaticamente il numero della
rischiano di compromettere l'aspetto generale del documento. battuta su cui avete cliccato.
In tutti gli altri casi, il ridimensionamento delle battute va effettuato tramite le opzioni di Spaziatura della musica
• Nel caso si acceda a questa finestra dopo aver selezionato un gruppo di almeno due battute, la casella
(che analizzeremo dettagliatamente nella lezione n. 27), oppure inserendo la dimensione esatta che si desidera
successiva (Cambia ogni … misura/e, B) permetterà di effettuare le operazioni richieste solo in alcune
ottenere nella specifica casella della finestra degli Attributi della misura.
di queste misure: per esempio, scrivendo "2" l'effetto delle modifiche avverrà alternativamente (una
La suddetta finestra rappresenta senza dubbio l'elemento più importante di tutto lo strumento Misure. Ad essa battuta sì e una no), scrivendo "3" l'effetto si avrà ogni tre battute, e così via.
si può accedere in vari modi: • Le due file di simboli sottostanti (C) rappresentano il tipo di stanghetta che si può assegnare alle mi-
1. selezionando con un clic singolo la maniglia di riferimento della battuta che vi interessa, quindi aprendo sure: la prima fila si riferisce alla stanghetta destra di chiusura delle singole battute, mentre la seconda
il menu Modifica e scegliendo la quartultima voce (Modifica gli attributi della misura); fila determina la stanghetta iniziale di ogni accollatura (impostabile anche individualmente a seconda
dell'ambito di sistemi selezionato).
2. cliccando con il tasto destro del mouse sulla maniglia stessa, e nel menu contestuale scegliere la In quest'ultimo caso, naturalmente, si otterrà un risultato effettivamente visibile solo se l'accollatura
­medesima voce (che si trova in prima posizione); prevede almeno due righi (altrimenti il programma non inserirà alcuna stanghetta iniziale).
3. facendo doppio clic sulla maniglia o direttamente all'interno della battuta di cui volete modificare gli Quale che sia la fila prescelta, per ottenere una specifica stanghetta dovrete cliccare sull'icona che la
attributi. In quest'ultimo caso, si raccomanda di cliccare con cura dentro le linee del rigo, evitando gli rappresenta e confermare con il pulsante OK.
eventuali elementi musicali già presenti. Nelle due gallerie di icone sono presenti tutti i casi più comuni, dalla stanghetta semplice a quella
L'ultimo sistema è senza dubbio il più rapido, quindi si consiglia di adottarlo come metodo preferenziale. Fate doppia, dalla stanghetta finale a quella singola spessa, da quella tratteggiata a quella invisibile (utile in
quindi doppio clic a batt. 6, ed ecco la grande e complessa finestra denominata Attributi della misura (fig. 15.11). moltissime situazioni), fino al trattino utilizzato nella notazione gregoriana.
Qualora necessitiate di soluzioni particolari, cliccando sull'ultimo pulsante a forma di punto interroga-
tivo (o anche sul pulsante Seleziona a destra) accederete alla finestra Selezione della forma disegnata,
già incontrata in un paio di occasioni, con la quale potrete eventualmente creare la vostra stanghetta
personalizzata.
• Significativa è anche la presenza del pulsante Prioritaria rispetto alla stanghetta del gruppo di righi
(D): poiché, infatti, durante la procedura di creazione di un gruppo di righi è possibile assegnare una
stanghetta "alternativa" ai pentagrammi contemplati dal gruppo stesso (cfr. lezione n. 5), il suddetto
checkbox farà sì che venga temporaneamente ignorata tale impostazione, dando la precedenza al tipo
di stanghetta scelta in questa sede.
• Ora prendete in esame l'ampia sezione in basso a sinistra, denominata Aspetto. Come suggerisce la
denominazione, in quest'area potrete definire ciò che deve essere effettivamente visualizzato nella
battuta su cui state lavorando, oltre naturalmente alle sue caratteristiche.
oo Il primo parametro che si può gestire è l'ampiezza della misura stessa (E).
Su questo valore è necessario fare un'importante considerazione: la cifra preimpostata ("600")
rappresenta l'ampiezza di default che Finale assegna a tutte le battute ogni qualvolta si apre un
nuovo documento. Naturalmente tale valore è espresso in EVPUs, e ancora una volta si deve ribadi-
re l'opportunità di impostare sempre questo tipo di unità di misura: infatti se - per fare un esempio -
utilizzaste centimetri o pollici, vi trovereste a dover gestire cifre complicatissime, con grandi quan-
tità di decimali. Gli EVPUs, invece, vi consentono di lavorare con il comodissimo valore di "600".
Perché Finale utilizza proprio questa cifra? Molto semplicemente perché si tratta di un numero
sufficientemente grande e soprattutto divisibile per una grande quantità di altri valori (2, 3, 4, 5, 6,
8, 10, 12, 15, 20, 24, 25, 30, 40, 50, 60, 75, 100, 120, 150, 200, 300).
Questa abbondante possibilità di suddivisione fa sì che la ripartizione spaziale delle battute lungo la
partitura possa essere gestita in maniera assolutamente scientifica, dando luogo sempre a risultati
Fig. 15.11 - La finestra Attributi della misura molto convincenti dal punto di vista dell'impaginazione e dell'aspetto finale del documento.

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Ciò premesso, bisogna ora precisare che il valore di "600 EVPUs" assegnato alle battute non è una oo Vi sono poi due menu a tendina, dal contenuto assolutamente identico, che determinano la visua-
grandezza assoluta, ma è sempre una grandezza relativa rispetto al valore globale di ogni a­ ccollatura. lizzazione dell'armatura di chiave (H) e dell'indicazione di tempo (I).
Infatti, proprio perché la versatilità di questa cifra possa manifestarsi al meglio, Finale calcola la Come detto nelle lezioni precedenti, in alcuni casi potrà essere necessario che i suddetti elementi
larghezza di un sistema moltiplicando per 600 il numero delle battute in esso comprese. - pur essendo effettivamente presenti - non vengano mostrati in partitura, o al contrario vengano
Ad esempio, ipotizzando che in due sistemi adiacenti vi siano rispettivamente 8 e 5 battute, la loro visualizzati più volte (in contrasto con le normali regole della notazione).
ampiezza teorica complessiva corrisponderà a 4.800 e 3.000 EVPUs; ciò nonostante, i due sistemi Per soddisfare queste necessità, invero più frequenti di quanto si possa pensare, i due menu offro-
in partitura appariranno assolutamente di identica larghezza (fig. 15.12): ecco perché si tratta di no le seguenti opzioni:
grandezze relative. 1. Nessun cambiamento, che mantiene la situazione corrente senza apportare modifiche di alcun
Ciò che conta, nella logica di Finale, è il fatto che all'interno di ogni accollatura si possa effettuare tipo;
qualunque tipo di ridimensionamento "ragionato" delle battute operando sempre con fattori nu-
merici comodi da rapportare l'un l'altro, ed eventualmente da memorizzare. 2. Mostra se necessario, ossia la modalità predefinita, che ordina a Finale di attenersi alle norme
comuni, rendendo visibile l'elemento in questione solo quando serve (ad esempio all'inizio di
un'accollatura o in corrispondenza di un cambiamento interno di tempo o di tonalità);
3. Mostra sempre, che comporta la visualizzazione forzata dell'elemento anche nei casi in cui ciò
non sia previsto dalle regole di base;
4. Nascondi sempre, che invece effettua l'operazione opposta, cioè occulta forzatamente l'ele-
mento anche quando le norme teoriche ne prevedano la normale visualizzazione.

oo Il funzionamento del checkbox successivo (J) è sostanzialmente analogo, e regola la visualizzazio-


ne o meno dei cosiddetti elementi "precauzionali" o "di cortesia", riferendosi in questo caso - oltre
che alle alterazioni e all'indicazione di tempo, anche all'eventuale cambio di chiave.
La comparsa degli elementi di cortesia, come noto, si verifica generalmente alla fine di un'accolla-
tura, quando un cambiamento di chiave, tempo o tonalità avviene all'inizio del sistema successivo;
Fig. 15.12 - Esempio di applicazione dell'ampiezza teorica globale in due diverse accollature
se si desidera - per qualunque motivo - nascondere i suddetti elementi lungo tutta la partitura e
oo Con il pulsante successivo della sezione Aspetto (Aggiungi ... all'ampiezza, F), Finale consente di non solo in una specifica battuta, sarà più conveniente impartire un comando generale attraverso
stabilire un valore di larghezza aggiuntivo per la battuta (o le battute) selezionate. le Opzioni del documento (cfr. lezioni nn. 8, 9, 10).
Questo parametro è utile soprattutto quando si debbano impostare rapporti di ampiezza fra le
battute di un'accollatura utilizzando un dividendo non compatibile con il valore "600" impostato oo Il menu a tendina in basso, denominato Posizionamento delle note (K), riguarda le modalità con cui
per default. Si deve infatti considerare che il valore inserito in questa casella non coinvolgerà solo gli eventi (note e pause) presenti in una battuta verranno distribuiti nello spazio all'interno della
la battuta (o le battute) selezionate, ma andrà ad aumentare il valore complessivo dell'intera accol- battuta stessa:
latura, rendendolo così divisibile per cifre diverse. 1. scegliendo la prima opzione (Sulla base dell'indicazione di tempo), che è l'impostazione predefi-
A titolo di esempio, osservate ancora la fig. 15.12: in una battuta qualsiasi della seconda accollatura nita, Finale organizzerà gli eventi in modo proporzionale all'interno della battuta: per esempio,
ipotizzate di aggiungere - tramite la presente casella - "80 EVPUs"; così facendo, non solo quella una semibreve occuperà lo stesso spazio di 4 semiminime o di 8 crome.
misura diverrà pari a "680 EVPUs", ma anche l'ampiezza complessiva del sistema passerà a "3080 Come noto, però, di norma le case editrici utilizzano una spaziatura di tipo non proporzionale,
EVPUs"; ciò cambia completamente le possibilità in gioco, in quanto il numero 3080 è divisibile per in cui le note lunghe occupano solo lo spazio effettivo di cui hanno bisogno, caratteristica che
7, per 14, per 35, per 70 e altri valori che di norma non sarebbero contemplati. dà al documento un aspetto sicuramente più compatto e professionale.
Tenete dunque presente questa possibilità ogni qualvolta dobbiate regolare i rapporti di larghezza Per tale motivo è opportuno - dopo aver inserito tutte le note e le pause - assegnare global-
fra le battute e non possiate utilizzare i normali dividendi. mente all'intera partitura una spaziatura non proporzionale: nella lezione n. 27 vedremo come
si procede in tal senso.
oo Le due caselle che seguono (G) hanno invece la funzione di creare uno spazio vuoto "artificiale"
all'inizio e/o alla fine delle battute selezionate. 2. La seconda opzione del menu a tendina, Manualmente (trascinando), consente di effettuare il
Tale funzione non va confusa con quella gestita tramite le due caselle precedenti: infatti, laddove posizionamento individuale di ciascun evento della battuta.
i suddetti controlli intervengono sull'ampiezza globale della battuta, in questo caso non viene mo- Scegliendo questa possibilità, tutti gli eventi verranno collocati (o meglio sovrapposti) all'inizio
dificato affatto questo parametro, ma viene creato uno spazio (per l'appunto artificiale) all'interno della battuta: si potrà allora attivare lo strumento Inserimento rapido e - come descritto nella
della battuta stessa, che non potrà essere riempito con note o pause. lezione n. 12 - trascinare gli eventi uno ad uno con il mouse nella posizione desiderata.
Questa opzione non si usa molto spesso, ma talvolta si rivela efficace per disporre di uno spazio A prescindere dalla notevole scomodità di tale operazione, l'utilizzo del mouse per il posiziona-
vuoto prima o dopo gli eventi di una battuta, da riempire con eventuali elementi grafici o testuali mento degli oggetti - come si è detto più volte - costituisce una pratica lenta ed estremamente
(fig. 15.13). imprecisa, ragion per cui questo secondo metodo non è consigliabile se non in situazioni molto
particolari.
3. La terza opzione, infine, consente all'utente di spaziare gli eventi in base alla cosiddetta mappa
dei tempi (in inglese Beat-Chart).
Selezionando questa voce e confermando con OK, si nota che sulla stanghetta destra della bat-
tuta interessata viene aggiunta una seconda maniglia quadrata (al di sotto di quella principale).
Fig. 15.13 - Esempio di utilizzo dello spazio extra (iniziale e finale) di una battuta Facendo clic su di essa, appare proprio la mappa dei tempi (fig. 15.14).

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Inoltre, uscendo dalla Cornice dell'inserimento rapido, il programma segnalerà - com'è logico -
la presenza di un numero eccessivo di note nella battuta: scegliete ovviamente l'opzione per
lasciare la misura nello stato attuale (per un ripasso delle suddette procedure, cfr. la lezione
n. 12).
6. Come vedete, poiché le note inserite superano abbondantemente la quantità massima di even-
ti assegnabili alla battuta, il programma le ha letteralmente "proiettate" al di fuori di essa (e
addirittura al di fuori della pagina).
Fig. 15.14 - Distribuzione del materiale secondo la mappa dei tempi (Beat-Chart) Ecco quindi che entra in gioco il pulsante descritto poc'anzi all'interno della finestra Attributi
della misura (cfr. fig. 15.11 L): attivate nuovamente lo strumento Misure e fate doppio clic a
Il sistema consiste in due file di maniglie, unite a coppie in corrispondenza di ogni pulsazione
batt. 17, poi selezionate il suddetto checkbox (Posiziona le note in modo uniforme all'interno del-
della battuta: i quadrati della fila superiore rappresentano la posizione delle pulsazioni stesse la battuta) e confermate il tutto con OK. Finalmente tutte le note sono state accolte all'interno
secondo una distribuzione omogenea, e non possono essere spostati in quanto fungono esclu- della misura.
sivamente da punto di riferimento; i quadrati della fila inferiore, invece, possono essere trasci-
nati liberamente e ciascuno di essi sposta tutti gli eventi (note e/o pause) associati a quella 7. In aggiunta, poiché di norma le note di una cadenza si scrivono più in piccolo rispetto alle altre
pulsazione specifica, in tutti i righi dell'accollatura. note del brano, ne approfittiamo per vedere come si modifica la dimensione di un'intera se-
La funzione è molto comoda quando in una battuta si deve muovere orizzontalmente una nota quenza di eventi:
o una pausa (di solito per aggiustare qualche problema di sovrapposizione), poiché garantisce 33 attivate lo strumento Selezione e fate clic sulla battuta della cadenza;
che lo spostamento avvenga simultaneamente in tutti i righi e venga così mantenuta in modo
33 aprite il menu Utilità, portando il mouse sulla voce Cambia (la penultima dell'elenco), quindi
corretto la corrispondenza verticale degli eventi stessi.
nel sottomenu che si apre selezionate l'opzione Dimensione delle note;
oo Per quanto riguarda il pulsante checkbox che conclude la sezione (L), esso obbliga Finale a posizio- 33 nella piccola finestra che appare impostate il valore al "75%", poi confermate con OK e final-
nare in modo equidistante tutti gli elementi contenuti nella battuta. mente la cadenza è pronta.
Questo comando si rivela utilissimo quando si deve scrivere una cadenza solistica vocale o stru-
mentale; come noto, infatti, questo particolare tipo di episodio musicale prevede una sorta di • Giunti a questo punto, è tempo di analizzare l'ultima sezione della finestra Attributi della misura, quindi
­"sospensione" del tempo, e dal punto di vista grafico viene realizzato inserendo tutte le note che attivate ancora una volta lo strumento Misure e in questo caso fate doppio clic sulla battuta 7.
lo compongono in un'unica grande battuta ideale.
L'area in basso a destra, denominata Caratteristiche, presenta in prima istanza il pulsante Inizia un
Poiché la realizzazione di una cadenza prevede una serie piuttosto articolata di passaggi, svolgere- ­nuovo rigo di accollatura (cfr. fig. 15.11 M); selezionando l'opzione, si comunica a Finale che la battuta in
mo ora un esercizio pratico per familiarizzare con la procedura: questione dovrà essere collocata all'inizio di una nuova accollatura (o di un nuovo rigo musicale sulla
1. rimanete all'interno della finestra Attributi della misura, e in primo luogo utilizzate la prima ca- pagina).
sella in alto (o le due vicine frecce di spostamento) per portarvi a batt. 17; Tenete presente, però, che forzando in questo modo la posizione delle misure potrebbero verificarsi
2. impostate per la suddetta battuta un'ampiezza pari a "1800 EVPUs"; spaziature anomale nelle battute precedenti; osservate infatti cosa succede selezionando il suddetto
checkbox, confermando con OK e aggiornando il layout di pagina: la battuta 7 si è spostata (come
3. portatevi a batt. 18 e assegnatele un'ampiezza di "300 EVPUs", poi fate altrettanto con la ­richiesto) all'inizio della riga successiva, ma di conseguenza gli eventi compresi in questa stessa misura
batt. 19. Confermate con OK per uscire dalla finestra di dialogo, quindi aggiornate subito il e nella precedente si sono allargati in modo eccessivo. Utilizzate perciò questa funzione con la giusta
layout di pagina con la combinazione CTRL+U (in Windows) oppure CMD+U (in MacOS). consapevolezza.
Come potete vedere, la terzultima battuta del brano è stata allargata a sufficienza per contene-
re una cadenza di media lunghezza. • Annullate quindi l'operazione, e rientrate nella finestra Attributi della misura, stavolta cliccando sulla
battuta 17, dove avete scritto la cadenza.
4. Attivate lo strumento Inserimento rapido e fate clic a batt. 18; verificate che nel menu omonimo Il pulsante Mostra i nomi del rigo e del gruppo (N) è molto interessante, in quanto visualizza "forza-
non sia selezionata la voce "Salta alla misura successiva", quindi copiate (tutte nella stessa bat- tamente" il nome completo di un rigo (o di un gruppo di righi) anche quando esso, trovandosi in una
tuta) le note riportate nella sottostante fig. 15.15: posizione successiva alla prima, dovrebbe presentare il proprio nome in forma abbreviata o non mo-
strarlo affatto (a seconda delle impostazioni da voi effettuate nella finestra Gestione Partitura).
L'opzione si rivela utilissima qualora il vostro brano sia suddiviso in più movimenti o sezioni: quando si
inizia un nuovo movimento, infatti, è buona norma scrivere il nome degli strumenti (o voci) sempre per
esteso, riprendendo la forma abbreviata solo a partire dall'accollatura successiva.
Selezionando il presente checkbox, noterete che viene spuntato anche il pulsante precedente: ciò è
ovvio, in quanto l'operazione ha senso solo nel caso in cui la battuta in questione