Sei sulla pagina 1di 1

Nacque a Palermo, nel quartiere Il Capo, in via San Gregorio, il 5 ottobre del 1922, quarto dei cinque

figli di una famiglia di modestissime condizioni economiche. Sin dall'infanzia manifestò uno scarso


interesse per l'istruzione e una propensione all'umorismo. Nonostante il modesto impegno profuso
nell'attività scolastica, riuscì a ottenere la licenza elementare, ma con molti problemi perché non era
bravo in matematica. Nell'adolescenza, cercando di mantenersi con i mestieri più disparati
(barbiere, falegname, calzolaio, salumiere), si guadagnò da vivere dal 1938 come intagliatore
di calzature; eppure già iniziò a manifestarsi la sua passione per il mondo dello spettacolo e cominciò a
esibirsi in occasione di cerimonie private dove imitò con successo alcune gag di Totò, divenuto il suo
idolo.
Ma il suo vero e proprio esordio sulle assi del palcoscenico risale a qualche anno più tardi, in
pieno conflitto mondiale: nel 1944, infatti, dopo una lunga frequentazione del "Bar degli Artisti",
autentico raduno di celebrità in erba, si riunì a Enzo Andronico e a tale Ciampolo a formare il Trio
Sgambetta. Da quel momento per il comico palermitano iniziò una lunga gavetta, segnata
da condizioni al limite dell'indigenza. Alla fine della guerra si trasferì a Torino, dove si misurò, al fianco
di un esordiente Gino Bramieri, nel genere della parodia che allora godeva dei favori del pubblico.
Durante una recita milanese, nel 1957, Ingrassia conobbe una componente di una
scalcagnata orchestra di tabarin, Rosaria Calì (1926-2019),[1] con la quale convolò a nozze a Genova il
5 settembre 1960 ed ebbe da lei il figlio Giampiero, nato il 18 novembre 1961, che più tardi seguirà le
sue orme.