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= 5 hs V’ETA DELLA VIOLENZA UNA NUOVA INTERPRETAZI ONE DEL VENTESIMO SECOLO, LETA DELLA VIOLENZA Per Felix, Freya, Lachlan e Susan Dove sono questi nemici? Capuleti, Montecchi, guardate che maledizione & scesa sul vostro odio, e come il cielo ha saputo servirsi dell'amore per uccidere le vostre gioie. WILLIAM SHAKESPEARE, Romeo e Giulietta, atto V, scena 3 Che @ quel suono alto nell"aria Marmure di materna lamentazione Chi sono quelle orde incappucciate che sciamano Per pianure infinite, incespicando nella screpolata terra Cerchiata dal piatto orizzonte soltanto Che citta 2 sulle montagne Che si spacca e si riforma e scoppia nell"aria violetta ‘Torri crollanti Gerusalemme Atene Alessandria Vienna Londra Inreale THOMAS STEARNS ELIOT, La terra desolata, V INTRODUZIONE Le case crollavano come se si dissolvessero al suo tocco. ¢ dalle macerie si le- vavano le fiamme; gli alberi, con un crepitio, si mutavano in torce ... Cosi po- {ete capire 1a folle ondata di paura che corse attraverso la pid grande cittA del mondo proprio mentre sorgeva I’alba del lunedi: i] flusso di fuggiaschi, che ben presto diventd un torrente, gorgogliava in uno schiumante tumulto intorno alle stazioni della ferrovia ... Pensavano di poterci sterminare? HERBERT GEORGE WELLS, La guerra dei mondi I secolo letale Pubblicato nel 1898, alla vigilia del ventesimo secolo, La guerra dei mon- di di Herbert George Wells &, oltre che uno dei primi grandi romanzi di fan- tascienza, una sorta di racconto allegorico darwiniano e, al tempo stesso, un’ opera di singolare preveggenza. Nel secolo successivo alla pubblicazione, scene simili a quelle immaginate da Wells divennero realtd in mole citt& del mondo: non solo a Londra, dove & ambientato il romanzo, ma anche a Brest- Litovsk, Belgrado ¢ Berlino, Smirne, Shanghai e Seul. Gli invasori giungono alle porte di una citta. Gli abitanti non si rendono subito conto della propria vulnerabilita. Ma i nemici possiedono veicoli blin- dati, lanciafiamme, gas tossici e aerei, armi letali che utilizzano spietatamen- tee in modo indiscriminato contro chiunque, militari e civili. Le difese della citta vengono annientate. Gli invasori sono sempre pitt vicini. II panico dila- ga. B il caos: la gente abbandona le case e i profughi si riversano a frotte nel- le strade e lungo la ferrovia. Sterminarli diventa un gioco da ragazzi. Uomini e donne vengono massacrati come bestie. Alla fine restano solo macerie fu- manti e mucchi di cadaveri putrefatti. Wells aveva immaginato un simile scenario di morte e distruzione mentre vagabondava tra le placide cittadine di Woking e Chertsey sulla sua biciclet- ta nuova. Ovviamente, per il ruolo dei cattivi aveva scelto (ed ecco il lampo di genio) i marziani. Tuttavia, quando in seguito quelle scene divennero real- VENTESIMO SECOLO, L'ETA DELLA VIOLENZA, 1a, i responsabili non furono i marziani, ma altri esseri umani, che spesso giustificarono i massacri proprio definendo le vittime ». Quella di cui il ventesimo secolo fu testimone non fu una guerra dei mondi, ‘ma una guerra del mondo. Il Novecento é stato senza dubbio il secolo pid sanguinoso della storia moderna, molto piii violento, in termini relativi e assoluti, di qualsiasi altra epoca. Nelle due grandi guerre che lo hanno dominato, la percentuale di morti sul totale della popolazione mondiale ha superato di gran lunga quella di ogni precedente conflitto di ampiezza geopolitica analoga (vedi Figura 1). Sebbene un tempo gli scontri fra «grandi potenze» fossero pid frequenti, i due conflitti mondiali non avevano eguali per gravita (numero annuo di mor- ti in battaglia) e intensita (numero annuo di morti in battaglia per nazione). La seconda guerra mondiale é stata, sotto ogni aspetto, la peggiore catastrofe mai provocata dall’uomo. Eppure, nonostante il grande interesse suscitato negli storici, le guerre mondiali sono stati soltanto due dei numerosi conflitti bellici del ventesimo secolo. Molto probabilmente il numero di morti ha su- perato il milione in pid di altre dieci guerre.* Con cifre analoghe si 2 chiuso i bilancio dei genocidi 0 «politicidi» perpetrati contro le popolazioni civili dal regime dei Giovani Turchi durante la prima guerra mondiale, dal regime sovietico dagli anni Venti agli anni Cinquanta e dal regime nazionalsocialista tedesco tra il 1933 e il 1945, senza considerare la tirannia di Pol Pot in Cam- bogia. Non c’é stato un solo anno, prima, in mezzo ¢ dopo le due guerre mondiali, che non abbia registrato episodi di violenza organizzata su larga scala in qualche parte del mondo. Perché? Che cosa ha reso cosi sanguinoso il ventesimo secolo e, in parti- colare, i cinquant’anni tra il 1904 e il 1953? La straordinaria violenza del- Vepoca pud sembrare un paradosso. Dopotutto, il Novecento @ stato un seco- lo di progressi senza precedenti. Nello specifico, si 2 calcolato che tra il 1500 e il 1870 il PIL medio pro-capite mondiale (misura che, tenendo conto della fluttuazione del costo del denaro, pud dare un’idea approssimativa del reddi- to medio individuale) @ aumentato di poco pid del 50%, mentre dal 1870 al 1998 é cresciuto di oltre sei volte e mezzo. In altre parole, tra il 1870 e il 1998 il tasso annuo di crescita composto & stato quasi tredici volte pid alto ri- spetto agli anni tra il 1500 € il 1870. Grazie a una miriade di innovazioni tec- nologiche e di progressi scientifici, alla fine del ventesimo secolo gli esseri * La Rivoluzione messicana (1910-20). la guerra civile russa (1917-21), la guerra civile cinese (1926-37), la guerra di Corea (1950-53), le guerre postcoloniali in Indocina (1960-75), la guerra civile etiopica (1962-92), le ripetute guerre civili in Ruanda e Burundi (1963-95), la guerra civi- le nigeriana (1966-70), la guerra d’indipendenza in Bangladesh (1971), la guerra civile in Mo- zambico (1975-93), la guerra in Afghanistan (1979-2001), la guerra tra Iran ¢ Iraq (1680-88) € Je guerre civili in corso in Sudan (dal 1983) € in Congo (dal 1998). Prima del Novecento, soltan- to le rivolte scoppiate in Cina nel diciottesimo secolo (in particolare quella dei Taiping) erano state caratterizzate da un simile grado di violenza (vedi Appendice). Figura 1 - Percentuali di morti in guerra sul totale della popolazione mondiale Seconda guerra mondiale Prima guerra mondiale Guerra dei Trent’anni Guerre napoleoniche Guerra di successione spagnola Guerra dei Sette anni Guerra della Lega di Augusta Guerre rivoluzionarie francesi Guerra d'Olanda di Luigi XIV Guerra ottomana Guerra di'successione austriaca Guerra di Corea 0 01 02 03 04 05 06 07 08 0,9 10 11 12 umani vivevano in media meglio e pitt a lungo che in qualsiasi altra epoca storica. In gran parte del mondo, si era riusciti a ridurre i rischi di morte pre- coce grazie a una migliore alimentazione e alla lotta contro le malattie infet- tive. Nel Regno Unito, l’aspettativa di vita nel 1990 era di 76 anni, contro i 48 del 1900. La mortalita infantile era scesa a un venticinquesimo rispetto al passato. Gli uomini, oltre a vivere pid a lungo, erano anche pit alti ¢ robusti. La vecchiaia era diventata meno difficile; negli anni Novanta l’incidenza del- le malattie croniche tra i sessantenni maschi statunitensi era scesa a circa un terzo rispetto all'inizio del secolo. Inoltre, sempre pitt persone erano riuscite ad abbandonare quello che Karl Marx e Friedrich Engels avevano definito l'aidiotismo della vita rurale» ¢ tra il 1900 e il 1980 la percentuale della po- polazione mondiale residente nei grandi centri urbani era pit) che raddoppii ta, Grazie a un’ organizzazione del lavoro pill efficiente, il tempo libero a di- sposizione era triplicato, e coloro che avevano scelto di investirlo nella lotta per la rappresentanza politica e la ridistribuzione della ricchezza avevano raggiunto traguardi notevoli. Se nel 1990 appena un quinto dei paesi poteva definirsi democratico, nel corso degli anni Novanta la percentuale era salita al 50 per cento. I servizi pubblici di base garantiti dai governi non si limita- vano pit esclusivamente alla difesa ¢ alla giustizia, 11 nuovo Stato sociale si era impegnato a eliminare «poverta ... malattia, ignoranza, squallore e dis cupazione», secondo le line del Piano Beveridge del 1942.