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6. La monodia profana nel Medioevo. Le testimonianze seritte [Nal corp el Modiooro il canto monodicocompsto os testi non titan rimanevaindubbinment la musta pl langemente pate tsa, in primo logo perchs servva i isoga della sole fo tale delTepoc. Mente lo meee groriane uric ele pico leis forme delartepaifonien erano cneapitee praticate inst fp strctamente celesistico Ve forme palifoniche ri eet profash shir diffusion tardivae ia arse gengraice limite), In msi ‘monodiee profana, in latin e nelle ngue volar era eat, oie tae perceite dai pi disparate scale ce da eedlesieti= 6, da re-e princp, da membet delfata aristocrats, della pean ott, della borghsi da persone di une strazion. Cli ie, Durie dal sec: X, dolfoconomia monetara, deg scam commer: lll pimt ogni di nasi della onghest urbana (egon eth profesionall degli arian dei mereant), apron Ia via alu hove orentamento lice Uborale dell expression artistes, Lt fultura monasties in paricolare perdeIa funsione di guida che tvoraavuto prima del Xaee, Pinfaawo del lero sulartadiminuise in proporsioe, mentee Crstanesino vents sempre pi unt rele ‘ion on fort tondenseseclarewondane- apertura ogni gran ‘de ia, in dal soe XI di scvole parla, in es trovaan nese lo linge vlgar, anna it monopolo che fino ad alloraavevano svat {rligioi nella formazione elastin determina Pulteriore sacle. ‘haasione della esta {Qual rolorcoprine In mien exten: paraliturgin nll vita og womint dat Medioevo lo apprende-non tanto dag srt di Imusic toil musial (qual rrnmentefrnisemnoindeaaon! relative alesperionzs sanra dl loro tempo) quanto pistost dalle {tstimonianze indirete di rans, pel, next tol. Ch la musica susdtasce 1 pid profndi sentiment nelTanimo dellomo Inatievale¢rlvat, ad empl, da Giovani Boeraci (1513-1575) in um epitotio (Giomata X, 7) del Decameron (1851) Minucio