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… E come disse Feuerbach: “La teoria degli alimen è di grande importanza e ca e

poli ca. I cibi si trasformano in sangue, il sangue in cuore e cervello; in materia di


pensieri e sen men …
“L'uomo è ciò che mangia”!
Tu o ciò che noi facciamo, il nostro s le di vita, il nostro modello alimentare, il
soddisfacimento dei fabbisogni idrici, il complesso mondo emo vo che così tanto
condiziona il nostro vivere, determina delle conseguenze sul sangue, in bene o in
male.
La Video Microscopia Ema ca in Vivo, in campo chiaro (V-MEV), è la metodica non
convenzionale più ada a per studiare lo stato di salute ed efficienza del sangue,
che non è altro che lo specchio dello stato di salute complessivo dell'organismo.
Questo “Quaderno n.0” è l'inizio di un cammino per rendere ogge va la
metodica, e quindi ripe bile anche nella sua interpretazione.

pH 8

FOR
QUADERNI
DI MICROSCOPIA EMATICA IN VIVO
IN CAMPO CHIARO
Numero 0

Bernade e Tamma – Roberto Favata


PREFAZIONE

“Il sangue non mente”

E già, potremmo davvero affermare che questo semplice modo di dire è


straordinariamente vero!
In effe tu o quello che succede nel nostro sistema integrato fa o da corpo, mente e
componen emozionali ha sempre e comunque un riflesso nel tessuto liquido
fondamentale per la nostra sopravvivenza, il sangue appunto!
Tu o ciò che noi facciamo, il nostro s le di vita, il nostro modello alimentare, il
soddisfacimento dei fabbisogni idrici, il complesso mondo emo vo che così tanto
condiziona il nostro vivere, determina delle conseguenze sul sangue, in bene o in male.
La Video Microscopia Ema ca in Vivo, in campo chiaro (V-MEV), è la metodica non
convenzionale più ada a per studiare lo stato di salute ed efficienza del sangue, che non
è altro che lo specchio dello stato di salute complessivo dell'organismo.
A raverso questo test, semplice e veloce, è possibile visualizzare i globuli rossi e la loro
membrana, e a raverso l'osservazione del loro comportamento e morfologia avere
informazioni preziosissime sullo stato di salute del sangue, e quindi dell'intero
organismo. Ad esempio, insieme ad altri elemen visibili, è possibile riscontare
disidratazione, acidosi metabolica, conges one ema ca, disbiosi intes nale, stanchezza
cronica, infiammazioni acute e croniche, inquinamen vari, come metalli pesan ,
farmaci, ele rosmog, ecc., presenza di microrganismi quali ba eri, funghi, muffe, ovvero
informazioni di po dinamico non riscontrabili a raverso un normale emocromo. Il test
viene eseguito per mezzo di un microscopio digitale in campo chiaro u lizzando un
prelievo capillare, e il responso è immediato. Le informazioni o enute possono essere
u lissime per le strategie terapeu che in a o o da pianificare, nonché per piani di
prevenzione primaria o secondaria, strumen nutrizionali, nel se ore spor vo, este co,
e in senso generale, per tu gli ambi professionali che supportano il conseguimento di
un reale stato di salute e benessere.

Questo “Quaderno n.0” è un punto di partenza che segue anni di lavoro sul campo degli
Autori, su e giù per l'Italia, da nord a sud, da est a ovest, eseguendo fino a 10.000 test a
persone di ogni età e razza del mondo. E'un punto di partenza perché non vuol essere un
compendio, ma l'inizio di un cammino per rendere ogge va la metodica, e quindi
ripe bile anche nella sua interpretazione.
Un work in progress dunque, all'interno del quale tu i professionis della salute
possono, a vario tolo, entrare per partecipare, condividere, crescere. Buon lavoro a
tu !

         
Do . Roberto Favata

01
NOTA SULLE IMMAGINI
Le fotografie sono fornite dal Do . Roberto Favata (ad eccezione della numero x,y,
ecc. fornite dalla Do . Bernade e Tamma).
Per le stesse è stato usato un microscopio digitale con focale S40/0.65 10x.
Tu i diri riserva secondo le norme di legge vigen .

… E come disse Feuerbach: “La teoria degli alimen è di grande importanza e ca e


poli ca. I cibi si trasformano in sangue, il sangue in cuore e cervello; in materia di pensieri
e sen men …
“L'uomo è ciò che mangia”!
Sappiamo tu che un individuo adulto è composto per il 70% circa da acqua, ma ci siamo
mai chies come cambi questa percentuale nel tempo e, sopra u o, dove vada a finire
tu a quest'acqua? Diamo qualche risposta:
· Embrione 85%
· Neonato 80%
· Adulto 70%
· Anziano 50%

Ovviamente s amo parlando di quan tà medie, in assenza di gravi patologie. Un


dato che spesso crea stupore è che il tessuto osseo contenga fino al 30% di
acqua. In un individuo adulto, in buona salute, avremo:
· Cervello 85%
· Sangue 90%
· Muscoli 75%
· Pelle 64%
· Tessuto conne vo 60%
· Ossa 30%

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Proprio così…abbiamo l'acqua nel cervello!
Le conseguenze della disidratazione di questo organo vanno dal semplice mal di testa,
alla stanchezza, fino ad arrivare a casi estremi di allucinazione. La carenza d'acqua può
determinare anche una riduzione di volume del cervello stesso.

Il tessuto conne vo comprende qua ro classi di tessu (tessuto: conne vo


propriamente de o; car lagineo; osseo; sangue e linfa) le cui funzioni sono quelle di
conne ere e sostenere altri organi e tessu . Se disidratato, la sua funzione meccanica
viene meno, quindi……siamo più sogge alla forza di gravità!

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Nello specifico, andiamo a considerare il sangue. La sua principale funzione è quella di
trasporto: dell'ossigeno, dei nutrien , ecc.

ma anche dei prodo di scarto.


Immaginiamo dunque un sangue denso, disidratato. Di sicuro non potrà arrivare nei
compar più periferici dove i capillari, infinitesimamente piccoli e so li, non
perme ono il passaggio di un fluido denso. La vi ma più evidente di una tale
situazione è la nostra pelle, che risulterà spenta, secca, con fragilità capillare.

Dunque potremmo spendere meno in cosme ci se solo bevessimo regolarmente la


giusta quan tà di acqua. E dobbiamo ricordare che questa non è lo standard ma, in
virtù del 70% di cui parlavamo prima, varia per ognuno di noi in funzione della massa
corporea. E questo quan ta vo è il minimo che ognuno di noi dovrebbe bere tu i
giorni della se mana, feriali e fes vi, pari e dispari! Laddove poi si faccia sport, o le
condizioni clima che lo richiedano, dovremmo aumentare questa quan tà!

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Eh già! Dobbiamo bere…acqua, tanta acqua! Tranquilli però, non corriamo il rischio di
affogare!!

Questa breve introduzione informale e scherzosa, vuole solo presentare ad un le ore


poco addentro nella materia un argomento che, dì per sé, potrebbe risultare os co.
S amo parlando della Video Microscopia Ema ca in Vivo in Campo Chiaro.

Do .ssa Bernade e Tamma

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MICROSCOPIA IN CAMPO CHIARO E OSCURO.
La microscopia è una tecnica dire a di indagine qualita va e non quan ta va che, nel
caso del sangue, consente di osservare un campione tal quale senza che questo subisca
alcun po di fissazione o di colorazione. Si parla per ciò di Microscopia del Sangue Vivo.
Volendo semplificare, le metodiche ad oggi u lizzate per questo po di screening
differiscono solo per l'angolo di incidenza del fascio di luce sul campione.
· Microscopia in campo chiaro: il fascio di luce passa dire amente dal
condensatore al vetrino. Il fa ore limitante di questa tecnica è rappresentato da un
potere di risoluzione che arriva al massimo al decimo di micron, ciò è determinato dalla
lunghezza d'onda e dall'angolo del fascio incidente. Si possono u lizzare diversi
ingrandimen , dal 10X al 100X.
· Microscopia in campo oscuro: in questo caso la differenza sta nell'u lizzo di un
condensatore che impedisce al fascio di luce di incidere dire amente sul campione,
bensì in maniera obliqua. L'immagine che se ne ricava è analoga al nega vo di una
fotografia. Ha un potere di risoluzione maggiore rispe o alla microscopia in campo
chiaro ma, il fa o che la luce incidente non a raversi il campione, impedisce di
analizzarne la stru ura interna.

Nello specifico, la video-microscopia del sangue in vivo, tecnica in uso da decenni in altri
paesi e da qualche anno arrivata in Italia, è una metodologia di esame dei componen del
sangue che ad oggi solo pochi professionis eseguono. A raverso questo test, semplice e
veloce, è possibile visualizzare i globuli rossi e la loro membrana, e a raverso lo studio
del loro comportamento avere informazioni preziosissime sullo stato di salute del
sangue, in par colare degli eritroci , e quindi dell'intero organismo. Ad esempio, è
possibile riscontare disidratazione, acidosi metabolica, conges one ema ca, disbiosi
intes nale, stanchezza cronica, infiammazioni acute e croniche, inquinamen vari, come
metalli pesan , farmaci, ele rosmog, ecc., presenza di microrganismi quali ba eri,
funghi, muffe, ovvero informazioni di po dinamico non riscontrabili a raverso un
normale emocromo. Il test viene eseguito per mezzo di un microscopio digitale in campo
chiaro u lizzando un prelievo capillare, e il responso è immediato. Le informazioni
o enute possono essere u lissime per le strategie terapeu che in a o o da pianificare,
nonché per piani di prevenzione primaria o secondaria, strumen nutrizionali, nel
se ore spor vo, este co, e in senso generale, per tu gli ambi professionali che
supportano il conseguimento di un reale stato di salute della persona, di benessere, e di
una migliore qualità della vita. Volendo elencare i diversi parametri che possono essere
osserva con lo screening del sangue in vivo, dobbiamo prendere in considerazione:
fluidità del campione; dimensioni e forma dei globuli rossi; integrità delle membrane
plasma che; eventuale presenza di ba eri o funghi; eventuale presenza di precipita
plasma ci.

Per queste mo vazioni la nostra scelta come associazione, si è indirizzata verso l'u lizzo
della video microscopia in campo chiaro.
A seguire viene riportata una selezione di immagini che abbiamo ritenuto significa ve
come introduzione a questa metodica.
Nella nostra esperienza pra ca, che ci ha permesso di osservare diverse cen naia di
campioni, abbiamo interpolato i da ogge vi derivan dall'osservazione del campione
stesso, con quelli sogge vi ricava da uno scambio di informazioni con ogni singolo
interlocutore. Questo ci ha permesso di arrivare ad una standardizzazione
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dell'interpretazione dell'immagine, in modo da rendere il meno equivocabile possibile,
una metodica comunque legata all'interpretazione dell'operatore. Esperienzialmente
siamo riusci ad associare par colari morfologie del tessuto ema co, a delle precise
situazioni di “sofferenza d'organo”, per cui dallo screening riusciamo a formulare delle
ipotesi sui cosidde “sta di malessere” di cui generalmente soffriamo ma ai quali,
spesso, non siamo in grado di dare un'origine. Un sangue che si trovi in una condizione di
equilibrio e quindi di corre a morfologia, sarà un tessuto in grado di adempiere in pieno
alle proprie funzioni: trasporto dell'ossigeno a tu i compar , anche i più distali;
captazione dei nutrien a livello intes nale e loro distribuzione all'intero organismo;
captazione dei cataboli e loro trasporto alle sedi di smal mento competen (es. urea,
sodio etc. ai reni, CO2 ai polmoni); sistema di difesa a raverso la barriera leucocitaria;
mantenimento dell'omeostasi di temperatura e pH.

Il tessuto conne vo, per definizione, è un tessuto che fornisce supporto stru urale e
metabolico agli altri tessu , tanto da essere appunto de o “tessuto di supporto”.
Laddove la morfologia del tessuto risul alterata da una qualsivoglia causa, ne
verrebbero compromesse le normali funzioni. Essendo il sangue un tessuto conne vo
fluido, nel suo caso ad essere compromesse sarebbero proprio le funzioni sopra
elencate. Il tessuto ema co, data la sua matrice fluida, risulta composto da una frazione
liquida, cara erizzata da plasma e linfa, e da una frazione corpuscolata, data da leucoci ,
eritroci e piastrine. I globuli rossi, nonostante siano privi di nucleo, si comportano a tu
gli effe come delle cellule pertanto rappresentano un valido modello per
l'osservazione a raverso la microscopia in campo chiaro della funzionalità della
membrana plasma ca. Con questa metodica è possibile apprezzare dife del bilayer
dovu ad alterazioni del citoscheletro e/o di proteine di membrana, che conducono ad
un'alterazione della forma eritrocitaria e della sua plas cità. Laddove questo parametro
viene meno, ad essere compromessa è la capacità dei globuli rossi di riuscire a passare
a raverso i capillari più stre e dunque viene messo alla prova il microcircolo periferico.

Un altro aspe o fondamentale che è possibile osservare con la microscopia in campo


chiaro, è come il tessuto ema co reagisce a “variazioni” del pH. E' noto che il range di tale
valore per il sangue è di 7.35-7.45 con una tolleranza di 0.4; otre questo intervallo ci si
trova di fronte ad una grave compromissione delle funzioni organiche. Questo implica
che i sistemi di omeostasi del pH ema co (solu tampone, apparato respiratorio ed
apparato renale) siano estremamente efficien . Ciò non toglie che il sangue, alla stregua
degli altri tessu , possa risen re di una condizione di “acidosi” manifestando anch'esso
un rapido invecchiamento cellulare, una rido a capacità di: scambio dei minerali;
produzione di energia da parte della cellula; riparare le cellule danneggiate;
disintossicarsi dai metalli pesan . Tu e queste condizioni sono associate ad una
disposizione degli eritroci diversa da quella corrispondente ad uno stato di corre o
equilibrio. Tali alterazioni sono apprezzabili con lo screening del sangue vivo.

Dall'interpolazione dei da (di cui sopra) abbiamo trovato una corrispondenza fra
par colari stru ure formate dai globuli rossi e sta di alterata funzionalità di precisi
compar anatomici. Tipicamente un tessuto non in condizioni fisiologiche, mostra degli
eritroci che tendono ad impilarsi gli uni con gli altri in maniera più o meno simmetrica e
regolare. Degli impila lunghi e regolari sono associabili ad un sovraffa camento
epa co; degli impila in cui la sovrapposizione dei globuli rossi risul leggermente
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sfalsata e le catene formate siano disposte in maniera disordinata, sono riconducibili ad
una disbiosi intes nale. Nei primi 2/3 minu di osservazione, potrebbe comparire della
fibrina precipitata; solitamente questa condizione si associa ad uno o entrambe gli
impila descri , e indica una eccessiva presenza di cataboli a livello del conne vo.
Abbiamo potuto riscontrare che l'elemento che accomuna queste alterate fisiologie è
rappresentato da un apporto idrico insufficiente sia dal punto di vista quan ta vo che
qualita vo. Il nostro corpo è cos tuito per circa il 70% della sua massa, da acqua. Nel
momento in cui tale percentuale si riduce, tu i tessu ne risentono perdendo il mezzo
locomotore degli scambi inter e intra cellulari. Ma, come abbiamo de o in precedenza, il
tessuto ema co è un conne vo fluido, e questa cara eris ca è mantenuta tale da un
contenuto in acqua circa del 92%. Se questo si riduce, aumenta l'ematocrito e, tu e le
funzioni di supporto del tessuto, vengono compromesse, andando ovviamente ad
inficiare lo stato di salute.
Nelle pagine che seguono abbiamo catalogato le immagini in base a quelli che sono gli
sta di “sofferenza” associabili a quelle par colari morfologie, oltre che a mostrare dei
campioni di riferimento in cui sia possibile osservare un tessuto in condizioni fisiologiche
normali. Andremo per ciò a dis nguere fra impila intes nali ed impila epa ci,
argomentando in maniera più o meno approfondita le singole immagini.

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Esempi di campioni in condizioni morfologiche
e fisiologiche normali

“La Natura compone alcune delle sue poesie più belle


davan al microscopio e al telescopio”.
(Theodore Roszak)
Fig.1

Fig.2

In queste immagini sono rappresenta due diversi campioni che possiamo u lizzare
come termine di paragone con quelli rappresenta nelle prossime sezioni. Si può
immediatamente osservare come le emazie siano uniformemente ed ordinatamente
disposte sul campo del vetrino. Questo indica che l'ematocrito (rapporto frazione
liquida/frazione corpuscolata) è corre o, gli eritroci sono turgidi ed è ben visibile la
pica forma biconcava. Le membrane sono elas che tanto da perme ere ai globuli rossi
di modificare la loro forma a seconda dello spazio che hanno a disposizione; questa
plas cità indica un corre o dosaggio dei fosfolipidi di membrana pertanto, la funzione di
barriera idrofobica semipermeabile, viene svolta corre amente.
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Fig.3

In Figura 3 risultano ben visibili dei granuloci (leucoci polimorfonuclea che, insieme
ai mononuclea , fanno parte della frazione corpuscolata del sangue). Nella frazione
plasma ca sono eviden delle piccole intrusioni chiare di forma tondeggiante;
verosimilmente si tra a di chilomicroni lipoproteine composte per l'85% da trigliceridi e
per il restante 15% da proteine. La loro comparsa è legata alla diges one degli alimen ;
normalmente compaiono fra le due e le tre ore dopo il pasto, per essere rimossi dopo
circa sei ore. Una clearance ritardata, è indice di una dislipidemia (alta concentrazione di
trigliceridi e bassa concentrazione di lipoproteine ad alta densità HDL).

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Fig.4

Fig.5

In queste due immagini, principalmente nella Figura 5, sono visibili delle alterazioni della
membrana degli eritroci che, nella forma di maggiore espressione, conferiscono alla
cellula una cara eris ca forma “a riccio” per cui vengono defini echinoci . Se presen
sporadicamente, possiamo correlarli alla senescenza dei globuli stessi; in grandi
quan tà, invece, sono imputabili ad uno squilibrio della pompa di membrana
sodio/potassio.
Nella parte inferiore dell'immagine 5 si osserva un aggregato piastrinico di dimensioni
ordinarie.

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Esempi di “impilamento epa co”
e di fibrina precipitata

“Niente nella vita va temuto, dev'essere solamente compreso.


Ora è tempo di comprendere di più, così possiamo temere di meno”.
(Marie Curie)
Le membrane delle emazie normalmente hanno carica nega va per cui tendono a
respingersi; in conseguenza di uno stato infiammatorio, o di un'infezione, o di un
affa camento epa co, si ha una produzione eccessiva di proteine seriche della fase
acuta. Queste, avendo carica posi va, vanno a legarsi alla membrana eritrocitaria
rendendola “appiccicosa” e ne determinano una sovrapposizione cara eris ca definita
come impilamento. Si tra a di una condizione reversibile.

Fig.6

Fig.7

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Fig.8

Fig.9

La nostra esperienza ci ha porta a dis nguere in maniera precisa questo po di


impilamento che definiamo epa co, cara erizzato da una sovrapposizione precisa dei
globuli rossi, che vanno a creare delle stru ure di dimensioni considerevoli, con nue e
regolari. Questa par colare morfologia è legata ad una massiccia produzione di proteine
della fase acuta, e questo accade sopra u o a livello epa co in risposta ad un aumento
del lavoro dell'organo.

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Fig.10

Fig.11

In Figura 10 e 11, oltre all'impilamento di po ema co, è visibile nella frazione


plasma ca, la presenza di piccoli cristalli in forma d'aghi, che altro non sono che cristalli
di fibrina precipitata. Indipendentemente dall'impilamento, o comunque da una
qualsiasi forma di aggregazione eritrocitaria, si ri ene indica va la formazione di cristalli
di fibrina nei primi cinque minu di osservazione. Dopo tale lasso di tempo queste
formazioni si ritengono irrilevan perché comunque, in un arco temporale maggiore,
tendono a formarsi a prescindere.
La fibrina precipitata è indice di una diminuzione del pH ema co, ovviamente minimale
essendo il sangue un sistema tamponato, ma quanto basta per darne evidenza. Ciò
indica, in misura variabile, la condizione di acidosi metabolica, le cui cause sono
mul fa oriali.
Possiamo dunque concludere che l'associazione delle due morfologie alterate,
impilamento e precipita di fibrina, sia un chiaro indice di stress epa co.
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Esempi di “impilamento intes nale”

L'espressione più eccitante da ascoltare nella scienza,


quella che annuncia le più grandi scoperte,
non è “Eureka” ma “Che strano…”.
(Isaac Asimov)
Così come la pra ca esperienziale ci ha porta a definire in maniera univoca
l'impilamento epa co, altre anto è stato possibile fare per quello che semplicemente
abbiamo definito come impilamento intes nale.

Fig.12

La Figura 12 è par colarmente rappresenta va delle cara eris che di questa par colare
morfologia. Nell'impilamento di po intes nale abbiamo riscontrato che la
sovrapposizione dei globuli rossi è parziale e non completa, come invece accade
nell'impilamento di po epa co. Non essendo il fegato il dire o interessato da uno “stato
di stress”, si ha una minore espressione delle proteine di fase acuta che, come de o in
precedenza, rendono adesive le membrane eritrocitarie.

Fig.13

Le emazie vanno così a formare delle “catenelle” meno ordinate e regolari di quelle
discusse nel paragrafo precedente.

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Fig.14

Sia nella Figura 13 che nella 14 è possibile notare un eritrocita singolo. Si tra a di cellule
giovani entrate da poco nel torrente ema co, che ancora non hanno subito alterazioni
della membrana tali da renderle “appiccicose”. Analogo discorso vale per l'immagine
seguente.

Fig.15

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Fig.16

Nella parte centrale della Figura 16 è ben visibile un echinocita. Prestando a enzione
all'immagine, è possibile osservarne mol altri, meno visibili però a causa
dell'impilamento. In questo caso, l'alterazione della membrana è più importante perché
coinvolge anche la pompa Na/K e la stru ura di membrana.

20
Fig.17

Fig.18

Insieme all'impilamento intes nale, è frequente osservare nel campo del vetrino, delle
piccole par celle scure che non seguono il moto browniano, che in una immagine sta ca
ovviamente non sono dis nguibili. Si tra a di ba eri che dal lume intes nale sono entra
in circolo. Questo accade quando l'alterazione a carico dell'epitelio intes nale è
importante al punto da bloccare aperte le giunzioni cellulari. Questo consente un
passaggio incondizionato di sostanze e microrganismi dal lume intes nale al torrente
ema co. Nei casi più severi, è possibile anche osservare la presenza di ife fungine.

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Esempi di impilamento misto
e di “fango ema co”

“La scienza può porre limi alla conoscenza,


ma non dovrebbe porre limi all'immaginazione”
(Bertrand Russell)

22
Fig.19

Fig.20

Le due immagini, sopra u o la Figura 20 sono rappresenta ve di una condizione di


estrema alterazione della morfologia del tessuto ema co, in cui l'aggregazione
eritrocitaria è esasperata al punto da essere definita come fango. In questo caso, oltre
all'espressione delle proteine della fase acuta legate ad un evidente stato infiammatorio,
è presente una forte disidratazione della componente plasma ca. L'eccessiva densità del
sangue, ne comprome e seriamente la funzionalità.
23
Fig.21

INTESTINALE

Fig.22
EPATICO

In questa immagine si riescono a dis nguere ne amente impilamen di po epa co


(indicare con una freccia colorata) da impilamen di po intes nale (indicare con una
freccia di colore diverso)

24
Fig.23

Nella Figura 23, in una condizione di disidratazione e infiammazione decisamente


pronunciate, spicca un eritrocita neonato.

25
Infiammazione:
forme a goccia ed echinoci

“La scienza è ricerca della verità.


Ma la verità non è verità certa”.
(Karl Popper)
Fig.24

Fig.25

Nelle figure 24 e 25 sono ben visibili le cosidde e forme a goccia. In assenza di altri fa ori
quali, fibrina precipitata e/o impilamento, stanno ad indicare un lieve stato
infiammatorio. In ques casi, infa , la morfologia degli eritroci risulta alterata; il punto
in cui la membrana si deforma, rappresenta il punto in cui c'è il legame con le proteine
della fase acuta, che ovviamente in un caso del genere, sono espresse in modeste
quan tà.
27
Fig.26

Nella Figura 26 risultano ancora più eviden i pun di ancoraggio rappresenta dalle
proteine della fase acuta.

28
Fig.27

Fig.28

In precedenza abbiamo già presentato gli echinoci come delle alterazioni morfologiche
di membrana in cui siamo in presenza di uno squilibrio della pompa Na/K e/0 della
stru ura di membrana. Più nel de aglio, il cambiamento morfologico dell'eritrocita, è
legato ad un forte stress ossida vo che va ad incidere nega vamente sui meccanismi di
produzione energe ca. Questo danneggia la capacità della cellula di controllare il fluido
intracellulare che viene perso, in questo modo il globulo rosso perde turgore ed assume
la pica forma stellata.
Nelle figure 27 e 28 si dis nguono ni damente le alterazioni morfologiche eritrocitarie.
29
Rarità

“Gli uomini amano meravigliarsi,


e questo è il seme della scienza”.
(Ralph Waldo Emerson)
Fig.29

Abbiamo ritenuto di estremo interesse introdurre questa immagine perché dimostra


chiaramente come “fa ori esterni” possano influire in maniera profonda sul nostro
organismo. Osservandola è subito evidente l'alterazione morfologica delle pare
eritrocitarie. Le emazie appaiono quasi tu e di forma geometrica spesso a spigoli vivi,
questo è sinonimo di una perdita di plas cità da parte della membrana cellulare. Ancora
più evidente però è la polarizzazione che gli eritroci hanno subito. Si tra a del campione
prelevato da un sogge o esposto da tempo ad una fonte di inquinamento
ele romagne co. Fisicamente parlando, il ferro è un elemento che presenta un'elevata
permeabilità magne ca, cioè è fortemente a ra o da un magnete. La sorgente
dell'inquinamento, un traliccio ad alta tensione, si è pra camente comportato come una
calamita nei confron del ferro contenuto negli eritroci . Ques , di conseguenza, hanno
dras camente alterato la loro morfologia e anche la loro funzionalità, generando nel
sogge o uno stato di grave malessere non ascrivibile a nulla di preciso, incoercibile, fino
al momento dello screening.

31
Riassumendo
Alla luce di quanto emerso dalle nostre osservazioni, possiamo affermare che alla base
delle alterazioni morfologiche eritrocitarie, c'è sempre una causa comune, la
disidratazione. Abbiamo potuto constatare che è abitudine comune bere una quan tà di
acqua ne amente inferiore a quella richiesta dal fabbisogno individuale. Questo implica
che, già in partenza, il tessuto ema co abbia una densità superiore a quella fisiologica. Se
poi a questo sommiamo i fa ori infiammatori di diversa natura che aumentano il carico
proteico plasma co a causa di un'elevata espressione delle proteine della fase acuta, ci
troviamo di fronte ad un comparto anatomico-funzionale fortemente conges onato, le
cui funzioni vengono notevolmente rallentate. Se poi andiamo a considerare il carico di
cataboli lega ad uno stato di disidratazione, così come ad un aumento dello stress
ossida vo e dello stress d'organo, ci troveremo di fronte ad una sommatoria di prodo
di scarto che influiscono sul fa ore pH, abbassandolo. Ci troviamo di fronte, cioè, ad un
eccessivo accumulo di cataboli acidi che vanno a sovraffa care i sistemi tampone che, a
loro volta andranno a depauperare le risorse dei buffer endogeni. Si entra dunque in un
circolo vizioso alla base del quale, la disidratazione gioca un ruolo fondamentale.
Una semplice verifica del nostro “lavoro metabolico” la possiamo riscontrare a raverso il
pH delle urine, considerando che esse ci danno il riscontro della condizione di pH
ssutale, e segnatamente del conne vo, funzione del nostro ritmo biologico, come si
evince dal diagramma seguente:

Come risulta evidente al ma no e alla sera il pH ssutale è sempre più basso, mentre alle
ore 14:00 solari produciamo il noto punto di massima del pH fisiologico. Questo
cos tuisce la massima espressione del nostro Sistema Tampone, un complesso e
straordinario insieme di azioni chimiche e biochimiche che obbedisce alla prima legge
della sopravvivenza dell'individuo: mantenere il pH del sangue prossimo al valore
nominalmente perfe o di 7,365. Anche piccole variazioni di questo valore possono dare
conseguenze gravissime.
Per la verifica di tu o questo è sufficiente usare delle buone car ne di tornasole per urine
e saliva e costruire la propria curva del pH ssutale, ovvero metabolico. Basta rilevare il
dato con il cuore della minzione, ad esempio al ma no, intorno alle 14 e alla sera,
comunque sempre prima dei pas .
32
CENNI SULLA STORIA DELLA MICROSCOPIA
Sebbene la lente d'ingrandimento abbia origini molto remote (già nel II sec. d.C. Tolomeo
descriveva le proprietà o che di sfere di vetro riempite d'acqua), solo alla fine del XIII
sec. essa poté diventare di dominio comune con la costruzione e l'uso delle len da
occhiali. Solo molto più tardi, nel XVII sec., fu possibile l'uso di un sistema di len , delle
quali veniva corre a l'aberrazione croma ca. Nacque allora la microscopia come tecnica
per l'osservazione degli ogge di dimensioni inferiori al limite di visibilità dell'occhio,
rivolta quasi esclusivamente allo studio della natura: inse , foglie, fiori, cristalli naturali.

Successivamente la tecnica di costruzione dei microscopi venne progressivamente


perfezionata non solo per ciò che riguarda le par meccaniche dello strumento, ma
anche le tecniche di lavorazione e di accoppiamento delle len , fino a quando, verso la
metà dell'O ocento, fu introdo o l'uso dell'obie vo a immersione. Grazie a esso il
potere risolu vo del microscopio, inteso come la minima distanza tra due pun
dell'ogge o riconoscibili come dis n nell'immagine, fu portato a qualche decimo di
micron.

Verso la fine del secolo scorso il microscopio o co aveva raggiunto il suo limite di
perfezione per opera di E. Abbe, che nel 1878 scriveva che microscopi capaci di potere
risolu vo più elevato potevano ancora essere o enu solo se si fosse superata la
limitazione data dalla lunghezza d'onda della luce.

Infa , anche se l'osservazione in campo oscuro permise in seguito (nel 1903, per opera
di H. F. W. Siedentopf e R. Zsigmondy) la visualizzazione (non la visione) di ogge di
dimensioni inferiori al potere risolu vo del microscopio, questo, in effe , non poté
essere superato in risoluzione fino all'avvento della microscopia ele ronica. Tu avia
intorno agli anni trenta si ebbe un nuovo sviluppo della microscopia o ca: fino ad allora,
per la formazione delle immagini, erano sta u lizza solo gli effe di ampiezza delle
onde luminose, anche se accoppia a effe di polarizzazione, diffrazione, riflessione,
largamente applica per esaminare cristalli e osservarne la formazione da soluzioni
saline.

Invece non erano sta sfru a gli effe di fase, sebbene fossero ben no e i
microscopis sapessero che al limite di visibilità degli ogge , con il microscopio
tradizionale, una lieve defocalizzazione dell'immagine fosse u le per aumentarne il
contrasto. L'u lizzazione degli effe di fase si ebbe solo nel 1934 grazie al microscopio a
contrasto di fase di F. Zernicke; poco dopo con l'uso dei film so li, quali an rifle en e
come filtri, furono introdo e in microscopia le tecniche interferenziali e ciò migliorò
ulteriormente le prestazioni o che dei microscopi. In questo periodo gli interessi dei
biologi erano fortemente orienta verso l'uso del microscopio come strumento anali co,
quale già era stato nell'O ocento per i fisici e i chimici, cosicché i fenomeni di
assorbimento sele vo della luce, di sfasamento dell'onda luminosa e di eccitazione con
radiazioni fluorescen vennero largamente u lizza con l'impiego di microscopi a
ultraviole o, a infrarosso, a interferenza e a luce fluorescente.
Oggi si costruiscono microscopi assai perfeziona e versa li, che consentono di passare
con facilità dall'uno all'altro di ques metodi di osservazione. (1)

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Alla base dell'evoluzione della microscopia, ci sono sta dei pionieri le cui scoperte
hanno permesso a questa tecnica di prendere piede.

La controversia più appassionata ed interessante che ha infervorato il modo scien fico


alla fine dell'800 è stata quella che ha avuto come protagonis Antoine Bèchamp
(1816/1908-professore di farmacia, chimico e biologo) e Louis Pasteur (1822/1895-
microbiologo). Il primo sosteneva che in tu e le cellule, vegetali e animali, fossero
presen dei granelli infinitesimali che definì microzimi in grado di sopravvivere dopo la
morte dell'ospite. Questo ha fa o si che Bèchamp fosse definito il “padre del
pleiomorfismo”. Secondo la sua teoria i microzimi, presen sia nel regno animale che
vegetale, sono par celle “indistru bili ed eterne che rappresentano il confine fra
materia vivente e non” che, a seconda dell'ambiente in cui crescono, riescono ad
evolvere in ba eri dalle proprietà fermenta ve e putrefa ve. Secondo la teoria di
Bèchamp, dunque, le mala e avrebbero origine interna al nostro organismo.

Questo è stato il momento in cui si è accesa la controversia con Pasteur! Ques infa
sosteneva che i microbi fossero delle en tà microscopiche immutevoli e che,
l'insorgenza di una mala a, fosse unicamente specie-specifica. Egli riteneva che ques
non potessero originarsi spontaneamente e che, quindi, le mala e erano causate da
microbi provenien dall'esterno.
A questo punto nella diatriba si inserisce un terzo a ore, il fisiologo Claude Bernard
(1813/1878). La sua affermazione portò ad analizzare la discussione da un nuovo punto
di vista: “Nossignori, il microbo non è nulla, il terreno è tu o”.

La storia ci insegna che, a vincere all'epoca la controversia, fu Louis Pasteur. Questo fino a
quando Gunter Enderlein (1872/1968-biologo) non riprese gli studi di Bèchamp. Nel
1916, conducendo delle ricerche sul fo, u lizzò per l'osservazione dire a del sangue la
microscopia in campo oscuro, tecnica che gli permise di scoprire la presenza di minuscole
par celle mobili in grado di legarsi a stru ure organizzate dando origine a delle forme
invisibili inizialmente al microscopio, che chiamò spermi . Enderlein inoltre aveva già
constatato che, nel sangue dei mammiferi, era sempre riscontrabile un simbionte di
origine vegetale che si manifestava in diverse forme che entravano a far parte di processi
vitali come la coagulazione sanguigna (tromboci ). Giunse così alla definizione della vita
come una “gigantesca simbiosi primaria”.

Uno stato di salute, dunque, doveva coincidere con un'eubiosi, mentre la mala a era
legata ad uno stato di disbiosi. Enderlein riuscì a descrivere velocemente il ciclo dei
microbi, nelle loro differen forme, nonché uno specifico rapporto di relazione, per cui si
completano e si sos tuiscono a vicenda.“…L'endobionte è, quindi, costantemente
presente nell'organismo animale e non può, e probabilmente non dovrebbe neanche,
essere più rimosso; ma dalle condizioni del suo sviluppo dipende l'intero a acco focale e
con ciò anche la rispe va forma patologica. Questo parassita fungino manifesta
nell'organismo tu gli stadi del suo sviluppo e ques possono a accare in misura
maggiore tu i tessu ed organi.”

Enderlein asserì anche che l'a vità dell'endobionte è in grado di modificare la


34
concentrazione ema ca degli ioni idrogeno, e dunque il pH, questo perché si nutre
voracemente di proteine. Questo pone le premesse per un suo sviluppo interminabile.

Riassumendo, dunque, possiamo dire che lo scienziato tedesco ha posto dei pilastri
fondamentali per lo sviluppo della microscopia, e cioè: non esiste sangue sterile perché
nel siero di tu gli animali a sangue caldo sono presen dei simbion di origine vegetale,
appunto gli endobion . Le fasi di sviluppo inferiori dell'endobionte sono da considerarsi
apatogene, a differenza invece delle forme superiori che, possono favorire l'isorgenza di
uno stato di mala a, penetrando nelle cellule del sangue e dei tessu , innescando così
dei processi degenera vi. Secondo Enderlein l'evoluzione degli spermi in forme
superiori parassite, è legata a “La nostra civilizzazione causa o favorisce lo sviluppo verso
forme superiori tramite i fer lizzan chimici, i conservan , i coloran , l'inquinamento
ecc., ma al primo posto si trova un'alimentazione sbagliata, con il suo contenuto
eccessivo di proteine e zucchero addiri ura “ingrassa” l'endobionte”.

Un'altra importante conclusione alla quale lo studioso è arrivato è che lo stato di mala a
equivale ad un disturbo da simbiosi cioè ad un incremento e diffusione dell'endobionte
che, con le sue forme superiori, è in grado di conges onare il sistema circolatorio.
Riportare la simbiosi in equilibrio fa si che le forme di sviluppo superiori dell'endobionte
vengano degradate ed espulse dall'organismo a raverso gli organi escretori.(2)

Nel 1933 RoialRaimondRife(1988/1971-scienziato americano) ideò e proge ò un


microscopio in grado di o enere fino a 60.000 ingrandimen , strumento che consen di
dare la tanto a esa conferma alla teoria del pleiomorfismo di Bèchamp. Rife u lizzò
frequenze di luce naturale dispersa a raverso l'impiego di prismi, ciò perme eva una
visione chiara del campione. Ques era arrivato alla conclusione che si poteva u lizzare
la luce, invece di sostanze chimiche distru ve, per "colorare" il sogge o. Ogni
microrganismo ha una propria frequenza fondamentale di luce che, quando viene
raggiunta da una precisa banda dello spe ro con la quale vibra in sintonia, è in grado di
eme ere una lunghezza d'onda propria dis n va.
Un fascio di luce monocroma ca, esa amente con la stessa frequenza emessa
dall'organismo, viene mandato a raverso il campione perme endo all'osservatore di
esaminare l'organismo nel suo colore chimico vero e rivelando la sua propria stru ura in
un campo perfe amente luminoso.

Wilhelm Reich (1897/1957-psichiatra e biofisico austriaco) fu allievo di Freud e divenne


noto, alla fine degli anni trenta, per la sua teoria sull'energia orgonica secondo la quale
esisterebbe una ipote ca forma di energia che permea tu o lo spazio. Questa forma, la
cui unità elementare è data dal bione eme erebbe una luce di colore blu, a differenza di
quella emessa da certe forme di mala a dovute all'impoverimento o al blocco
energe co interno dell'organismo. In questo caso Reich riscontrò la presenza di piccole
forme tossiche di forma lanceolata.

Nel 1945, il biologo e chimico francese Gaston Naessens (1924/2005) ha inventato in


par colare microscopio, chiamato da lui somatoscopio, capace di una risoluzione fino a
150 Angstrom che gli ha permesso di apprezzare le trasformazioni delle forme di vita più
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piccole simili a quelle scoperte in precedenza da Enderlein, Bèchamp e Reich. Naessens
ha potuto così individuare una par cella vivente polimorfica capace di autoriprodursi,
che ha chiamato soma de, della quale ha individuato un ciclo vitale suddiviso in 16 stadi,
dei quali solo i primi 3 sono sovrapponibili ad uno stato di salute dell'ospite. Il ciclo si
compie nel sangue dove, Naessens, ha riscontrato che minerali e proteine di natura
vegetale, rappresentano una barriera che impedisce al soma de di svilupparsi oltre il
terzo stadio. Alla morte dell'ospite il soma de evolve i ba erio, determinando la
decomposizione del primo, dopo la quale regredisce alla forma originaria ritornando al
suo comparto di origine che è il terreno. Naessens ha anche potuto constatare che le
quan tà dichiarate dalle autorità scien fiche come “non tossiche”, di materiali velenosi,
se introdo nel sangue determinano la variazione del colore dei globuli rossi e bianchi,
cioè li intossicano.

(1) tra o da Enciclopedia Treccani

(2)Ar colo apparso sulla rivista: “Le Medicine Integrate” - Edizioni Promo Pharma S.r.l.
RSM - Anno 2008 n. 1

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EIGHT FOR LIFE SI PRESENTA
L'associazione scien fica Eight for Life nasce nel 2016 dall'esigenza di riunire medici,
biologi e ricercatori nel campo della nutrizione, della idratazione e dello s le di vita
alcalino, al fine di promuovere la diffusione di una consapevolezza verso la qualità delle
azioni che compiamo al fine del raggiungimento di uno stato di benessere. E'
un'associazione no profit, apoli ca, con finalità di solidarietà sociale e di promozione e
diffusione culturale e scien fica, che raccoglie

Tema caro ad Eight for Life è quello dell'Acidosi Metabolica, pertanto l'impegno
dell'associazione è quello di favorire e diffondere la conoscenza di questa tema ca, del
suo stre o rapporto con la qualità dell'acqua che si u lizza quo dianamente, e del
rapporto che questa problema ca ha con il consumo di supplemen alcalini per uso
alimentare. Eight for Life me e a disposizione di comunità e singoli le proprie risorse
culturali, materiali ed economiche, al fine di orientare il singolo e la colle vità verso uno
s le di vita più sano.

L'associazione si muove costantemente per individuare i criteri, gli strumen e le


modalità migliori per classificare la qualità e la salubrità dell'acqua ingerita e degli
alimen funzionali che possono avere un effe o alcalinizzante sull'organismo. Eight for
Life si impegna ad a uare gli obie vi prefissa sia in modo dire o, sia collaborando con
altri organismi aven in sé affinità coeren ai principi e alle finalità dell'associazione
stessa, a raverso a vità di cooperazione: culturali, editoriali (web), ricrea ve e
ar s che.

L'associazione u lizza come mezzo divulga vo la Video Microscopia Ema ca in campo


chiaro, un test di screening che rifle e come l'alimentazione e lo s le di vita di un
individuo, possano influenzare la sua salute; con questo test è possibile suggerire
indicazioni sulle azioni corre ve da intraprendere. La metodica consiste
nell'osservazione e descrizione di una goccia di sangue, o enuta a raverso un prelievo
capillare, depositata su un adeguato supporto vitreo senza essere fissata con alcun po
di reagente, per cui in VIVO, e analizzata mediante l'u lizzo di un microscopio digitale.
Con la microscopia in campo chiaro si o ene immediata consapevolezza del nostro
grado di idratazione cellulare, di quanto e come beviamo, e dell'efficienza delle
componen plasma che e sanguigne. A raverso questa metodica è possibile s mare il
grado di acidosi metabolica, causa principale di ipertensione, obesità, diabete,
fibromialgia, dolori reuma ci e cronici, cefalea e numerose altre patologie. Perme e,
inoltre, di valutare una possibile disbiosi intes nale e quindi di iniziare subito a
riequilibrare i ba eri simbion dell'organismo.

Tra andosi di una metodica operatore-dipendente, è nata l'esigenza di un costante


confronto di informazioni fra i membri dell'associazione che la u lizzano a scopo
divulga vo, proprio per garan re un regolare aggiornamento delle informazioni
acquisite durante gli screening.
A raverso queste azioni l'Associazione Eight for Life si prefigge l'obie vo di garan re e
tutelare il maggior numero di persone possibile.

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Associazione 8 for life
Fondatore Angelo Abba sta

La scelta del numero “8” non è casuale, obbedisce ad una considerazione di base: il
numero 8 è considerato il numero dell'infinito e risponde al rapporto tra uomo e
sopravvivenza; possiamo quindi definire l'uomo un essere che, a raverso o o direzioni
di spinta alla sopravvivenza, percorre il suo cammino di vita (impulso, s molo e
orientamento alla vita, o meglio alla vita al di sopra)
Definendo le 8 direzioni possiamo avere un approfondimento delle materie che
coinvolgeranno questa associazione.

1ª direzione
È l'impulso di sopravvivere in quanto individui, comprende cura del corpo e
dell'alimentazione come "automedicazione", dando par colare a enzione all'acqua
biologica, cioè quella contenuta nell'uomo; cura della mente, cioè avere nella vita toni
emozionali generalmente al e posi vi ("scala del tono emozionale"). Questa dinamica é
is n va e la si possiede in prima persona a prescindere dagli altri; ci troviamo, quindi, di
fronte alla cura della propria individualità espressa nel modo più ampio possibile.

2ª direzione
È la direzione della spinta alla creazione o alla crea vità. Di esse fanno parte l'unità
famigliare, il sesso, la cura dei figli e tu o quello che rientra in queste sfere. Questa è la
direzione di spinta alla sopravvivenza come realizzazione di un'estensione nel tempo,
a raverso la con nuazione di sé stessi.

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3ª direzione
È la spinta alla sopravvivenza come parte integrante di un gruppo con uno scopo, dei
compi , è una condivisione comune. Per gruppo si può intendere, associazione, squadra,
nazione, regione e così via. “Le Medicine Integrate” - Edizioni Promo Pharma S.r.l. RSM -
Anno 2008 n. 1

4ª direzione
È la spinta alla sopravvivenza dell'uomo come specie. La si considera molto più profonda
rispe o alla terza direzione. Tu e le azioni in questa dinamica, sono di spinta alla
sopravvivenza di tu , uomini e donne del mondo, senza dis nzioni di razza e nazionalità.

5ª direzione
È la spinta di sopravvivenza che ci lega a tu e le altre forme di vita (animali, vegetali e
qualsiasi elemento facente parte dei due regni), ed é la spinta dell'uomo a far
sopravvivere qualsiasi forma di vita anche diversa dalla sua. Ciò diventa interesse verso la
creazione.

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6ª direzione
É la spinta a far sopravvivere tu gli universi conosciu e sconosciu e quindi tu o ciò
che é fisicamente quan ficabile: materia, energia, spazio, tempo.

7ª direzione
È la spinta spirituale, spinta a sopravvivere come esseri spirituali crea da Dio. Essa
comprende la capacità di creare, l'abilità di creare sopravvivenza per sé è per gli altri, ma
anche la capacità di distruggere sia se sia gli altri. La sfera spirituale é la sorgente della vita
dell'uomo ed é staccata da tu o l'universo fisico. Produce i pensieri che poi animano
corpo e mente, ed é lo "sta co" di vita. Si differenzia da tu o l'universo materiale che è in
con nua trasformazione.

8ª direzione
È la spinta alla sopravvivenza in quanto essere umano creato da Dio e quindi ha di fa o
la sua benedizione. Essendo suoi simili si può comprendere la totalità e la preziosità
dell'uomo. É quindi l'intensità di gra tudine che mostriamo verso Dio procura un
avvicinamento o allontanamento alla luce eterna.

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L'associazione 8 for life, in quanto percorso sia razionale che emo vo riunisce le 8
direzioni in “vasi comunican ” fra loro, per cui non ci può essere una sola direzione di
crescita.
Infa , se un essere umano non cura bene almeno 3 delle 8 direzioni, é insano e quindi va
verso la pazzia.

Il sogno dell'associazione è quello di riuscire a far comprender l'importanza del numero 8


come fulcro dell'equilibrio del nostro benessere. Riuscire a tendere verso un pH di tale
valore, equivarrebbe ad una utopica riduzione degli sta di malessere.

Infa “8 for life” si pone come obie vo quello di riunire tu gli studi e ricerche
scien fiche che riguardano questa tema ca, per garan re questo risultato, partendo
dall'elemento/alimento acqua che compone per il 65-99% ogni essere vivente.

Questo argomento, purtroppo, nella comunità scien fica è poco approfondito e non si
ene conto della sua valenza al ssima, se analizzato accuratamente.

Questa associazione si concre zza con un comitato scien fico che seleziona lavori e
ricerche scien fiche che tra ano la tema ca dell'acidosi metabolica, premessa per
molte delle mala e che oggi affliggono ogni specie vivente in questo pianeta.

Finalmente pubblichiamo un primo quaderno espressione, di migliaia di video


microscopie in campo chiaro del sangue in vivo.

In questo modo diamo importanza alla prima direzione dell'uomo, che è la salvaguardia
di sé stesso a raverso l'approfondimento dell'elemento acqua, che determinando
l'idratazione del corpo umano e, se assunta sana e alcalina, salvaguarda il benessere del
tessuto conne vo e quindi del nostro “terreno”.

Un Abbraccio e Saluto va a tu i professionis della salute che si dedicano ad aiutare il


prossimo.

Bernade e Tamma è laureata in Biologia, esercita la libera professione come


Nutrizionista. Ricopre la mansione di Coordinatore Scien fico di Eight for Life

Roberto Favata è laureato in Scienze Agrarie, esperto in Biochimica degli alimen ,


Microbiologia, Chimica e Fisica dell'acqua.
Ricopre la mansione di Dire ore Scien fico di Eight for Life

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