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TIROIDE

 È un organo impari (ovvero ce n’è solo uno)

 È una ghiandola che si trova nella parte antero-


inferiore del collo, appoggiata sulle cartilagini tiroidea e
cricoidea della laringe.
Lateralmente e posteriormente prende contatto con la
trachea.
È coperta dal pomo d’Adamo.
 È formata da due grossi lobi uniti da una porzione
trasversale detta istmo.  dall’istmo parte un lungo e
sottile lobo piramidale che si dirige in alto verso l’osso
ioide.

 Il peso della tiroide varia dai 20g agli 80g  indica


che la tiroide è molto sensibile alle condizioni
fisiologiche dell’individuo (abitudini alimentari,
apporto di iodio).

 La tiroide è poco consistente alla palpazione.

 È vascolarizzata da 4 arterie: 2 arterie tiroidee inferiori (una per lato) e 2 arterie tiroidee superiori
(una per lato). Le arterie tiroidee superiori destra e sinistra sono rami della carotide esterna, che
raggiungono l'organo dall'alto. Le arterie tiroidee inferiori di destra e di sinistra, invece, nascono
dal tronco tireocervicale della rispettiva succlavia, e decorrono dal basso verso l'alto.
Viene drenata da sei vene: vene tiroidee superiori, medie, inferiori (3 per lato).  drenano il
sangue fino alla vena giugulare interna e fino alla vena cefalica.
Lateralmente è in stretto rapporto con l’arteria carotide comune, l’ortosimpatico cervicale e il
nervo vago.  il nervo vago manda rami per la fonazione alla laringe e fornisce l’innervazione
simpatica.
Per la loro distribuzione e per il loro numero i vasi sanguigni e i nervi rendono difficoltoso
l’accesso chirurgico alla tiroide.
 La tiroide è rivestita da una sottile capsula di connettivo fibroso ricca di fibre elastiche.  la
capsula è costituita da due strati: quello più interno aderisce bene alla tiroide e ne suddivide il
parenchima in lobuli irregolari.

 Ogni lobulo è formato da follicoli: cavità chiuse (vescicole) di dimensioni molto varie, la cui
parete è costituita da cellule follicolari (tireociti) che assumono forma e volume diversi secondo
lo stato funzionale della ghiandola:
 Quando la ghiandola è a riposo e i follicoli sono pieni di colloide i tireociti sono
isoprismatici (epitelio cubico semplice)
 Quando invece la ghiandola è attiva e secerne, i follicoli contengono poca colloide e i
tireociti assumono l’aspetto di un epitelio batiprismatico (cilindrico semplice).
Funzione dei tireociti:
- secernono tireoglobulina
- prelevano dal sangue iodio che si lega alle tirosine della tireoglobulina. Ogni tirosina lega
due atomi di iodio e può legarsi (diiodotironina) ad un'altra tirosina doppiamente iodata
(tetraiodotironina o T4).
L’attività dei tireociti è regolata dal TSH prodotto dall’ipofisi.  l’ipofisi così regola:
captazione dello iodio nel sangue, perossidazione dello iodio, biosintesi della tireoglobulina,
accumulo della tireoglobulina nel lume follicolare, iodinazione della tireoglobulina,
riassunzione di goccioline di colloide per pinocitosi, , degradazione della tireoglobulina,
immissione in circolo di T3 e T4.
Nelle cellule tiroide o nel sangue: un atomo di iodio può essere staccato dal T4 e formare così
il T3 (triiodotironina), ormone 100 volte più attivo del T4.
Anche il sistema ortosimpatico regola la secrezione di ormoni tiroidei: es. il freddo attiva
l’ipotalamo che attiva l’ortosimpatico che stimola la secrezione di T3 e T4.

 I follicoli contengono un liquido denso (COLLOIDE) ricco di tireoglobulina (una


glicoproteina ad alto peso molecolare costituita da molecole di tirosina).  funzione della
colloide: immagazzinare in forma inattiva gli ormoni triiodotironina (T3) e tiroxina (T4).

 T3 e T4 (in particolare T3) accelera il metabolismo energetico aumentando il consumo di


ossigeno e ATP e innalzano la temperatura corporea. Stimolano anche il sistema nervoso
centrale partecipando alla sua maturazione durante la vita embrionale e fetale.

 Tra i tireociti delle pareti follicolari sono presenti elementi globosi poco colorabili: le cellule
parafollicolari.  la loro funzione è produrre calcitonina (terzo ormone tiroideo) che è un
peptide che favorisce l’accumulo di ioni calcio nel tessuto osseo (e allo stesso tempo ne aumenta
anche l’eliminazione renale)  in antagonismo al paratormone prodotto dalle paratiroidi.

 La produzione di calcitonina è regolata da un meccanismo a feedback positivo (è la


concentrazione di calcio nel sangue che regola l’equilibrio tra calcitonina e paratormone).
 La produzione di T3 e T4 segue un meccanismo a feedback negativo: il tasso nel sangue
(ematico) di ormoni tiroidei controlla l’intervento di ipotalamo (TSH e RH) e dell’ipofisi (TSH)
che a loro volta attivano o inibiscono la produzione di T3 e T4.  (elevati livelli di T3 e T4 nel
sangue inibiscono la secrezione ipofisaria di TSH e bassi livelli di T3 e T4 stimolano il rilascio
ipofisario di TSH che permette la sintesi della tireoglobulina e la sua iodinazione).

SVILUPPO EMBRIONALE DELLA TIROIDE:


La tiroide comincia il suo sviluppo alla 3-4asettimana(il 24º giorno) come un ispessimento
endodermico del pavimento della faringe primitiva al limite tra il corpo e la base della lingua. In
poco tempo tale cordone si canalizza verso il basso nella parte anteriore del collo, formando
il dotto tireoglosso e diviene solido. L’estremità caudale (inferiore) del dotto cresce ed assume un
aspetto bilobato dando origine ai due lobi tiroidei connessi dall’istmo. Al termine di questo
periodo la tiroide appare già nella sua forma e posizione definitive e il dotto tireoglosso, di
norma, scompare (6a settimana).
Alla 8a settimana comincia la funzione delle cellule tiroidee che dapprima acquistano la capacità
di sintetizzare la tireoglobulina, quindi quella di organizzarsi in follicoli, successivamente di
concentrare lo iodio ed infine di sintetizzare gli ormoni tiroidei.
L’unica vestigia presente dopo la nascita è il punto d’origine del dotto tireoglosso: il forame
cieco, al limite tra la radice e il corpo della lingua.  in circa il 40% delle persone permane
anche un residuo della porzione inferiore del dotto a costituire il lobo piramidale (o del
Morgagni), struttura impari situata medialmente, che si estende dall’istmo verso l’alto.
Talora permane, come residuo del dotto, un cordoncino fibroso che si estende, lungo la linea
mediana del collo, dal forame cieco fino all’istmo tiroideo; più raramente lungo questo decorso
possono residuare nidi cellulari che costituiscono delle tiroidi accessorie o si trasformano in cisti.